
Prendiamo
l’abitudine di assillarli i nostri sedicenti rappresentanti. Minacciamoli di
non votarli più se non si occupano delle questioni che ci interessano come la
libertà di cura. Ci sono modi «istituzionali» e «legali» per farlo. Ne
indichiamo uno in particolare. Vediamo che effetto fa.
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Più di un lettore mi chiede: che fare? Dobbiamo organizzarci? Ecco una esperimento semplice che tutti potete fare.
Avrete letto l’articolo del dottor Di Bella sulla Chemioterapia. Riportiamo i passi centrali:
«La chemio su 100 ammalati di tumore, consente a 2,3 di sopravvivere 5 anni, e all’1% 10 anni. Al di sotto del 30% di risultati una cura si ritiene inutile.
Per l’entusiasmante risultato di una sopravvivenza del 2% a 5 anni lo Stato spende il 32,37% dell’intera spesa farmaceutica, ma in compenso il governo Prodi nella finanziaria 2007 (al comma 796, lettera Z), ha abrogato la disposizione di legge introdotta nel 1998 sotto pressione dell’opinione pubblica, la cosiddetta ‘legge Di Bella’ (articolo 3, comma 2 D.L. numero 17 del 23 febbraio( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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