
Un «nuovo
ordine» cinese in Asia Centrale è sorto, il primo tratto di un’ambiziosa rete
di 7 mila chilometri di tubature: il gas turkmeno andrà alla Cina. Non
alimenterà dunque Nabucco, progetto fortemente voluto da Washington per tagliar
fuori la Russia. L'«heartland» sfugge sempre di più dalle mani americane.
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Pechino domina il centro-Asia |
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Pagina 1 di 2 Un decennio di sforzi, spese, guerre e sovversioni, aperti ricatti e occulte manovre, mazzette e corruzione per assicurare agli USA il petrolio del Caspio; e per nulla. Tutti i poteri forti che a Washington (pensate a Dick Cheney e a Zbigniew Brzezinsky) hanno teorizzato e operato per l’occupazione americana del «vuoto di potere» lasciato dalla caduta dell’URSS nello spazio centro-asiatico, hanno avuto un brusco risveglio il 4 dicembre scorso ad Astana, capitale del Kazakhstan.
Lì, il presidente-dittatore kazako, Sultan Nazarbajev, ha annunciato ad una folta platea di investitori occidentali (Chevron, Total, Arcelor Mittal, eccetera) che avrebbe concesso lo sfruttamento dei campo petroliferi del Paese solo «a coloro che propongono progetti per diversificare la nostra economia».( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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