
Non abbiamo voluto capire la natura della finanza terminale. Gli scorpioni affonderanno insieme a Stati,
società e Paesi: a decine di milioni di disoccupati, di aziende chiuse, di
distruzione per generazioni. E' iniziato il «double dip».
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Grande crack, seconda parte |
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Ampiamente previsto e temuto, è cominciato il «double dip»: di nuovo crollano le Borse e la speculazione trascina interi Stati sull’abisso del fallimento.
Quel che accade l’ha spiegato Joseph Stiglitz nel modo più semplice: la banche d’affari, salvate dagli Stati che si sono indebitati in modo assurdo per questo, adesso scommettono sull’insolvenza di quegli Stati (e finiscono per provocarla).
Per scommettere al ribasso contro il debito di Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda (e da domani Italia) gli speculatori usano quei trilioni ricevuti dai contribuenti. Anzi, peggio. Siccome usano i derivati, i futures, possono vendere miliardi di titoli che non possiedono, solo anticipando un «margine» insignificante: la vendita allo scoperto, che provocò il crack del 1929, viene moltiplicata dai( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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