MASSONERIA E COMUNISMO CONTRO LA CHIESA IN SPAGNA (1931-1939)
di Vitaliano Mattioli
2000, pp. 252, 53 pagine fuori testo di foto inedite, euro 18,07

Sulla guerra di Spagna grava il silenzio delle grandi occasioni.
La storiografia ufficiale tratta l'evento - per dire meglio: la somma d'eventi che a partire dal 1931 sfociarono
nella guerra civile, dal 1936 al 1939 - alla stregua di un conflitto periferico, "tipicamente spagnolo".
Il silenzio della storia s'interrompe solo con qualche menzogna occasionale, quando il generale Franco viene
dipinto come un divoratore di liberta' costituzionali ai danni dei poveri rossi.
Il metodo ricorrente nella cultura ufficiale non sorprende.
La guerra di Spagna vede il sistema compiuto del fronte "progressista" nelle sue componenti e nella
sua logica portato alle ultime conseguenze.
Massoneria e comunismo fecero fronte comune, prima e durante la guerra civile; contro la falange, si dira',
contro i legionari e i nazionalisti di Franco.
No: contro la Chiesa e i suoi difensori.
Questo fu chiaro sin dalla rivolta delle Asturie dell'ottobre del 1934 e quindi due anni prima dell'inizio della
guerra civile, quando i comunisti e gli anarchici dell'"esercito rosso" appendevano a ganci da macellaio
i sacerdoti con la scritta: "carne di porco in vendita".
LA GUERRA DI VANDEA E IL SISTEMA DI SPOPOLAMENTO
di Gracchus Babeuf
introduzione, presentazione, cronologia, bibliografia e note di Reynold Secher e Jean-Joel Bregèon
2000, pp. 192, euro 11,36, seconda edizione
(prima edizione 1991)

La guerra di Vandea e il sistema di spopolamento, risalente al 1794 e scritto da Gracchus Babeuf, padre del comunismo, e'
sicuramente un'integrazione importante al libro di Secher Il genocidio vandeano, ed e' stato riportato alla luce dallo
stesso Secher (se ne conoscevano prima tre copie al mondo, di cui due nell'URSS sovietica),
che ha raccolto una massa imponente di dati. Babeuf accusa la Convenzione e Robespierre di perpetrare in Vandea
un vero genocidio, impiccando, sgozzando, annegando, fucilando, incendiando, violentando, torturando e
saccheggiando una popolazione per lo piu' inerme.
L'esecutore materiale di tale infamia, il truce Carrier ne dava orgogliosi annunci alla Convenzione:
donne da ammazzare perche' "solchi riproduttori di mostri", bambini da ammazzare perche' "briganti o futuri briganti";
si collezionavano teste come trofei, si conciava la pelle umana per farne oggetti e indumenti.
Il libro e', infatti, un documento dal vivo, impressionante per la puntigliosita' della ricostruzione e la carica morale,
in cui si esprime tutta la delusione di un rivoluzionario di fronte ad una rivoluzione che aveva mostrato il suo
volto peggiore.
Perche' tanto odio, tanta ferocia? In fin dei conti la Rivoluzione aveva pure, in parte, affermato in partenza dei
valori positivi, come la proclamazione dei diritti dell'uomo. Poi pero' col Terrore giacobino saltò ogni controllo,
i concetti di bene e di male persero qualunque valore, per trasformarsi nell'arbitrio della fazione al potere.
E tutto a quel punto, anche la barbarie piu' atroce, parve legittimo strumento per affermare l'idea.
E' stato falsamente scritto che la Vandea si sarebbe sollevata per l'azione degli aristocratici e del clero,
che intendevano conservare i proprio privilegi in opposizione all'egualitarismo giacobino.
E' falso perche' e' abbondantemente documentato che la ribellione nacque dal basso, dalla coscienza popolare e
che anzi molti aristocratici preferirono fuggire all'estero piuttosto che esporsi in prima persona.
Quella di Vandea fu in realta' una ribellione in massima parte religiosa, il cui seme non remoto era stato
sparso dalla predicazione in quella regione di Maria Grignion de Montfort. Ecco cio' che uno dei capi vandeani,
Charette de la Contrie, oppose all'astratto dogma giacobino della "Nazione" intesa come il nuovo stato padrone,
come il nuovo Dio: "La nostra e' una patria che sentiamo sotto i nostri piedi e non, come i signori di Parigi,
nel cervello; patria e' per noi ciò che i nostri padri hanno amato prima di noi e che vogliamo che anche i
nostri figli possano amare".
Questa iniziativa editoriale, per concludere, e' costata a Secher la carriera universitaria;
i nipotini di Rousseau e di Robespierre se non hanno più ghigliottine si arrangiano con i concorsi...
INDAGINE SUL MONDIALISMO. IL DIAVOLO PROBABILMENTE
di Mario Di Giovanni
2000, pp. 237, euro 15,49
Il testo di Di Giovanni giunge in un momento in cui la scena politico - culturale italiana ed internazionale e'
largamente occupata dalle problematiche legate alla globalizzazione, rispetto a cui il concetto di "mondialismo"
tende ad individuare il lato "non spontaneo" del fenomeno (secondo alcuni il piu' determinante),
coi suoi promotori, ideologi, sostenitori e fruitori: e' la "faccia nascosta della luna", cio' che si annida dietro
i lustrini e i paraventi della propaganda massmediatica.
Si tratta senza dubbio di un terreno assai viscido, reso tale sia per le ricorrenti accuse di "complottismo" e
"dietrologia", sia, soprattutto, per la confusione causata da un presunto "antiglobalismo" della cosidetta
"sinistra antagonista".E il primo pregio che il lettore individua nel testo e' proprio quello di sfatare il
falso copyright che Bertinotti & c. accampano nella lotta ai poteri forti: con abbondanza di fonti ed arguzia esegetica,
infatti, l'autore dimostra il connubio costante fra oligarchia iniziatico - finanziaria e comunismo,
a partire dagli ingenti finanziamenti a favore di Lenin da parte delle banche ebraico angloamericane e
dall'appoggio della massoneria alla rivoluzione bolscevica, fino alla totale convergenza dei due presunti
"avversari" nella diffusione del "cambio di paradigma" (antifamilismo, rivoluzione sessuale, aborto, droga,
dissoluzione morale e civile) e di quella "cultura di morte" spesso condannata dalla Chiesa.
Al di la', pertanto, di una grottesca e bugiarda "biblioteca antiglobalista", ultimamente spuntata a sinistra,
il libro di Di Giovanni si colloca nel quadro dell'ormai vasta bibliografia che la destra politica e il
cattolicesimo tradizionale hanno prodotto sul tema del mondialismo, unendo in una sola trattazione le
visuali generalmente proprie dell'una e dell'altro: alla dimensione economico - politica, infatti,
si affianca, dandole più alti riferimenti, quella filosofica, etica e teologica.
D'altronde non e' certo questa l'unica novita' del saggio in questione il quale, al contrario, fornisce un
a lunga serie di messe a punto interpretative e di chiarimenti orientativi,
rispetto ai cliche' a volte reperibili in studi ed analisi non sufficientemente meditati o approfonditi.
Va ad esempio segnalata la precisione con cui si mette in risalto la natura apolide, cosmopolita,
quasi trasversale, di lobby e strategie mondialiste, sfatando quel luogo comune che vede negli
Americani il "nemico principale" e mettendo in evidenza, al contrario, che se si vuole cercarne un'origine etnico -
culturale, essa si trova nell'ambito ebraico protomassonico e protestante delle oligarchie che sono emerse nel
sei e settecento.Il saggio di Di Giovanni sfata inoltre altri due persistenti luoghi comuni: che scopo del
mondialismo sia la creazione di una sorta di "repubblica planetaria", di "super ONU",
quando invece si ha di mira una forma di rigido e tirannico controllo mondiale sui cinque
continenti da parte di una ristretta cerchia di "eletti";
e che obiettivo primario della strategia mondialista sia la distruzione delle "identita'", delle "culture",
delle "specificita'", quando invece sotto attacco sono innanzitutto la stessa vita umana,
i diritti e la dignita' dell'uomo, minacciati dalle criminali campagne di sterilizzazione,
pauperizzazione, sfruttamento, condotte in primis dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale.
Uguale acribia scientifica caratterizza infine questa "Indagine sul mondialismo", nel momento in cui
affronta il tema delle origini filosofiche e della dimensione metastorica e metapolitica del fenomeno.
Anche qui le conclusioni dell'autore sono tanto originali quanto incontrovertibili, nel momento in cui,
respingendo una superficiale lettura (tipica di certi ambienti di estrema destra o, similmente, di estrema sinistra),
secondo cui poteri forti economici e lobby politiche avrebbero soppiantato precedenti oligarchie iniziatiche,
mostra con dovizia di particolari come in realta' si tratti semplicemente di quadri e livelli differenti,
evidenziando il ruolo essenziale (quasi di "motore immobile") tuttora svolto dalla massoneria e da simili
cerchie esoteriche.
Delle quali, infine, si pongono in risalto le radici gnostiche e in definitiva luciferiche,
che sole giustificano il gia' menzionato odio contro l'uomo e la vita, cuore indicibile del progetto mondialista.
LA GUERRA DI VANDEA E IL SISTEMA DI SPOPOLAMENTO
di Gracchus Babeuf
introduzione, presentazione, cronologia, bibliografia e note di Reynold Secher e Jean-Joel Bregèon
2000, pp. 192, euro 11,36, seconda edizione
(prima edizione 1991)
I TEMPLARI
di Regine Pernoud
2000, pp. 137, con ricostruzioni a colori di guerrieri Templari realizzate da Pietro Compagni, euro 10,33, seconda edizione
(prima edizione 1993)
La storia dei Templari, i monaci cavalieri del XIII secolo, e' stata illuminata dal contributo di Regine Pernoud,
medievalista di fama mondiale. La Pernoud ci descrive l'epopea (dalla nascita dell'ordine, tra il 1119 e il 1110,
al suo scioglimento, nel 1314) di questi formidabili cavalieri, temutissimi ed ammirati dagli stessi musulmani,
uomini religiosissimi che non avevano nulla da spartire con "mitici" Templari creati dalla fantasia di conventicole
esoteriche e societa' segrete, soprattutto a partire dall'eta' dei "Lumi", intenti ad "allacciarsi il mantello" bianco e
rosso, in fila "con cortesia e pace" - come voleva la Regola - alla mensa, dove "le misure erano uguali" e si mangiava
solo quello che c'era. Poi a cavallo in silenzio.Tutti i fratelli erano obbligati ai voti di poverta', castita'
ed obbedienza, cui aggiunsero il quarto della lotta senza quartiere contro i nemici di Dio. L'Ordine del Tempio
riusci' a conciliare due attività che sembravano incompatibili: la vita militare e quella religiosa.
Nel XIII secolo la difesa della Terrasanta peso' principalmente sui Templari. E su ventitre' gran maestri,
ben tredici morirono con le armi in pugno. Ventimila il totale dei caduti.
Nella battaglia che chiuse l'epopea delle crociate, a san Giovanni d'Acri il 28 maggio 1291, s'immolarono
nella fortezza fatta crollare sui saraceni, mentre cadevano anche maestri dei Giovanniti e del Santo Sepolcro.
Rifugiato definitivamente in Europa, l'Ordine doveva suscitare sospetti e l'invidia dell'imperatore Federico II
e del re di Francia Filippo il bello. Quest'ultimo, nel 1307, favorito dalla debolezza del Papa Clemente V
(francese) ad aprire un'inchiesta sull'Ordine, fece arrestare a sorpresa, senza attendere il giudizio di Roma,
il gran maestro Jacques de Molay e altri 138 cavalieri. Sotto tortura confessarono i crimini poi inutilmente ritrattati.
Mentre il Papa, con la bolla Vox in excelso sopprimeva l'Ordine, Filippo, nel maggio 1314, li brucio' sul rogo come
"relapsi".
ABORTO IL GENOCIDIO DEL XX SECOLO
autori vari
2000, pp. 164, con 23 tavole a colori fuori testo, euro 12,91
"Colui che dal primo istante del concepimento
vive nella madre e' uomo; egli e' titolare di una vita che non e' riducibile alla vita della madre. Egli e'
portatore di un'irripetibile definizione e di una perfetta unicita' cromosomico-genetica. Egli e' autonomo in tutte
le sue funzioni vitali, poiche' e' in lui e regge la totalita' del suo essere, il principio di ogni suo moto e
della sua permanenza nella vita. Fin dal concepimento, il principio del suo essere e del suo vivere non e'
quello che mantiene nell'essere e nella vita la madre. Egli puo' morire indipendentemente dal vivere della madre.
Egli puo' vivere indipendentemente dal morire della madre. Egli e' un nuovo e singolo vivente della specie umana,
ossia una nuova, autonoma e singola persona umana. Fin dal concepimento e lungo tutta la durata della
gestazione la nuova persona umana che e' sorta all'essere avra' bisogno soltanto di nutrimento per stare nella vita,
per estendere progressivamente il campo della sua autonomia e della sua signoria, per esplicare fino alla nascita e
fino alla morte le sue virtualita': esattamente come il bambino per diventare adolescente, l'adolescente per
diventare adulto, l'adulto e l'anziano per permanere nell'attualita' del loro essere.Uomo fin dal primo giorno,
sopprimerlo con l'aborto volontario e diretto e' dunque, fin dal primo giorno, un reale ed indiscutibile omicidio:
l'omicidio-aborto (dal contributo di Agostino Sanfratello)."Il testo contiene, tra gli altri, testi di
Maurizio Blondet, Luigi Di Bella, Philippe du Chalard, Xavier Dor, Niamh Nic Mhathuna, Maxim Obukhov,
Mario Palmaro, Hugues Petit, Johanna Grafin von Westphalen.
I SEGRETI DELLA DOTTRINA RABBINICA CRISTO E I CRISTIANI NEL TALMUD
di I.B. Pranaitis
1999, pp. 199, euro 10,33
Monsignor Pranaitis, russo
originario del Turkestan, sacerdote cattolico, dottore in teologia, professore di
ebraico nell'universita' di Pietroburgo, stilo' una preziosa antologia dei testi del Talmud riguardanti Gesu' e i
cristiani, intitolata Christianus in Talmude Judeorum, che fu pubblicata nel 1892 a Pietroburgo con l'imprimatur
dell'arcivescovo metropolita Kozlowski e che fu poi riprodotta in traduzione italiana (con a fianco il testo
ebraico e latino) dalla casa editrice Tumminelli nel 1939.Il libro e' diviso in due parti:
la prima riporta le bestemmie del Talmud contro i cristiani, Gesu' e la Madonna. Nella seconda parte ritroviamo i
precetti che il Talmud impone all'ebreo contro i cristiani, comandando loro di disprezzarli, di danneggiarli
nei beni, di mentire e giurare il falso contro di loro in giudizio e di sterminarli senza pieta'. Il Talmud e'
"il grande educatore del popolo ebraico" (L'univers israelite, 22 novembre 1935, p. 137). Il professor
De Vries ha scritto "si crede che l'antico testamento costituisca il libro base dell'insegnamento religioso
per la gioventu' israelitica; e' un errore; (...) il libro le cui idee e dottrine impregnano l'inteligenza
del giovane israelita e formano i costumi della sua famiglia e' il Talmud". (H. De Vries,
Juifs et catoliques, Grasset, Paris, 1939, p. 176).Leggendo l'antologia raccolta dal Pranaitis ci
si accorge che l'anima del Talmud consiste nel disprezzo per il non ebreo, soprattutto per il cristiano, poiche'
"gli ebrei sono chiamati uomini, i popoli del mondo non sono chiamati uomini, ma bestie" (Baba mezia 114 bis).
Riportiamo, a titolo d'esempio, due passi significativi citati nel libro, il cui studio consente di comprendere
la natura dell'ebraismo talmudico e il piano di dominio mondiale che ne deriva:
"il migliore dei cristiani deve essere ammazzato. Spegnendo la vita ed uccidendo il cristiano riuscirai
gradito alla Maesta' Divina come colui che fa un'offerta d'incenso".
ORO
di Hugo Wast
1999, pp. 264, euro 15,49
Nella prima edizione italiana del 1936
(Oro era stato pubblicato in Argentina l'anno precedente) il traduttore presentava il libro come
"un formidabile romanzo sociale, impastato d'attualissima realta'..." L'attualissima realta' era - ed e' - il dominio
dell'oro, l'impero planetario delle oligarchie finanziarie. "L'immensa lotta che Wast descrive, con respiro di poema
epico, ha l'eternita' e il patos del cozzo della materia contro lo spirito, della citta' di Satana contro la citta'
di Dio, di Mosca, Londra, Ginevra contro Roma, di Wall Street contro piazza san Pietro."E' l'epopea che viviamo.
L'introduzione italiana non nasconde una diversa e più chiara definizione di quel mondo della "materia" che muove
guerra alla "civitas Dei":....lo scoppio furibondo dell'odio ebraico, massonico, bolscevico, capitalista".
Era lo stile fascista della comunicazione sociale: slogan politici con aggettivazioni "composte".
Stile rozzo, ma istruttivo. E' chiaro che il primo aggettivo, "ebraico", crea problemi gravi per il lettore
dei nostri giorni: l'argomento resta innavicinabile.
Dunque e' innegabile che questa riedizione, a oltre sessant'anni dalla prima pubblicazione in lingua italiana,
proceda su un campo minato. Del resto una tale materia, la dittatura invisibile della finanza sulla vita
dei popoli, deve pur essere restituita alla verita' della storia. Hugo Wast e' lo pseudonimo di Gustavo Martinez Zuviria'.
Nasce nel 1883 in Argentina, a Cordoba. Fu tra i pochissimi scrittori argentini capaci di vivere della loro
penna (aveva abbandonato anche la professione forense) e alla fine del suo cammino di letterato,
tradotto ai quattro angoli del mondo e adottato in molti collegi e universita' degli Stati Uniti per lo
studio della lingua spagnola, Wast era diventato uno dei piu' grandi scrittori tra le due guerre,
con un posto d'onore nella letteratura argentina. Nel 1934 fu nominato ministro della giustizia e della pubblica
istruzione. Nel 1954, in clima di persecuzione ai danni della Chiesa, il libero muratore Pèron destitui'
Martinez dalla carica di direttore della biblioteca nazionale e aboli' la legge sull'insegnamento religioso
di cui era stato artefice. Nel 1962 muore a Buenos Aires.
IL SOCIALISMO COME FENOMENO STORICO MONDIALE
di Igor Safarevic
Presentazione di Alexander Soltzenicyn e di Rino Cammilleri
1999, pp. 493, euro 20,66
L'autore Igor Safarevic e'
stato un autorevolissimo membro dell'Accademia russa delle Scienze, nonche' matematico di fama mondiale e amico di
Soltzenicyn. E' questo un testo di filosofia della politica, pervenuto in Occidente tramite il samizdat e
tradotto in italiano con il titolo di Il socialismo come fenomeno storico mondiale.
Come mai un matematico aveva deciso di misurarsi in un campo non suo? La risposta ci viene data dall'autore stesso,
che nell'introduzione afferma: "gli storici,i filosofi e i letterati o erano morti o erano nei gulag o
erano in esilio; il fardello della verita' era caduto sulle spalle degli scienziati,
i quali avevano dovuto improvvisarsi 'esperti' e raccogliere il testimone per le generazioni future".
Inoltre Safarevic stesso avverte che i limiti del libro sono da attribuire alle scarse possibilita'
di ricerca, sia come tempo a disposizione, sia come bagaglio culturale pregresso, sia come disponibilita'
di documentazione. A questo proposito e' da ricordare che Safarevic aveva dovuto
lavorare con quel che aveva trovato in patria.
Malgrado ciò il libro e' un'opera fondamentale, di quelle eterne. In esso infatti, partendo dalla giusta
considerazione che, malgrado settant'anni di orrori (e orrori ben noti anche in Occidente),
il comunismo continua ad esercitare un'attrattiva formidabile su una rilevante fetta dell'umanita', l'autore
ha individuato nella "tentazione socialista" una costante sempre presente nell'animo umano.
Cominciando da Platone, anzi ancora prima: dagli antichi imperi totalitari come quelli inca e atzeco.
L'analisi di Safarevic, spietata e lucida come la mente di un matematico,
si dipana per secoli fino ai giorni nostri e mostra innopugnabilmente il radicamento della
tentazione comunista nella parte oscura della coscienza umana.
FREGATI DALLA SCUOLA
di Rino Cammilleri
1999, pp. 175, euro 6,20, seconda edizione
(prima edizione 1997)

I manuali di storia dell'obbligo sono per comodita'
divisi in capitoli; questi pero' non si limitano ad essere numerati, bensi' recano dei titoli. E questi titoli,
contrariamente a quel che si pensa, non si limitano a descrivere il contenuto del capitolo,
ma danno anche un giudizio di valore. Per esempio "medioevo", "rinascimento", "risorgimento", "resistenza".
Analizziamo i termini. "Medioevo" significa, come tutti sanno, "eta' di mezzo", laddove "rinascimento" sta per
"nuova rinascita"; se si rinasce vuol dire che prima di essere morti si era gia' nati una volta, per cui adesso si
"ri-nasce".
Dunque il medioevo, epoca precedente al rinascimento, era il tempo in cui l'umanita' era morta.
Quanto dura il rinascimento? Pochi decenni, verso la fine del Quattrocento. Poi? Si ha l'eta' moderna, e
tutti tiriamo un sospiro di sollievo...
Il medioevo, i "secoli bui", quanto e' durato? Dalla caduta dell'Impero romano fino alla scoperta dell'America.
Cosi' dice il manuale. Dunque mille anni e qualcosina. Mille anni!
Sbrigativamente catalogati come "eta' di mezzo". Che lunga morte! Ma "in mezzo a che cosa" ? All'eta'
classica e al rinascimento; vuol dire che si era vivi ai bei tempi di Atene e Roma, poi si mori' per mille anni e
si rinacque infine alle soglie del Cinquecento...
...
Il Sessantotto ha virato il tutto in senso marxista. Et voila' tutti siamo riciclati nella convinzione che:
Garibaldi e Napoleone erano buoni, cosi' come i Nordisti negli USA, mentre i Borboni erano cattivi
perche' non volevano cedere volontariamente il Sud ai piemontesi.
E pure il Papa, che "per il suo bene avrebbe fatto meglio a regalare Roma a Vittorio Emanuele II".
Ancora i Sudisti americani erano cattivi perche' volevano tenere in schiavitu' i negri e i Nordisti divennero
cattivi quando sterminarono gli indiani, che erano buoni e saggi.
...
(dall'introduzione di Rino Cammilleri)
ELEGIA
di FRANCO ACCAME
quadro storico di Luciano Garibaldi, disegni di Romano Mussolini
1999, pp. 223, 16 pagine di foto, euro 15,49

Questo libro, scritto dal poeta ligure
Franco Accame, di scuola futurista e marinettiana, e' una raccolta di poesie tutte dedicate a Benito Mussolini;
esse sono state giudicate in maniera lusinghiera da un poeta e scrittore che non e' affatto fascista, Giuseppe Conte,
considerato l'erede di Eugenio Montale.
Scrive infatti, nella controcopertina: "poema della memoria, della passione, della riflessione storica e civile,
animato da un amore indomabile, poema pieno coraggio in cui le corde vibrano forte".
Il volume si segnala oltre che per i versi di Accame, anche per i disegni inediti di Romano Mussolini dedicati a suo
padre, che arricchiscono la parte iconografica.
Inoltre una cornice storica di Luciano Garibaldi fa da sfondo alle liriche, per cui risulta che Elegia non e'
soltanto un libro di pur bellissime poesie, ma e' a suo modo anche un saggio politico.
Riportiamo una poesia fra tante:
Gran Sasso
Gelo, foschia
sei nella prigione piu' alta, sulla vetta.
Terzo giorno: uno strano ronzio
volti amici, mani tese
il tempo di brindare
ma il capitano ha fretta
ti aiuta ad indossare
quel pastrano
che un colpo di vento mandera' eternato
sulle copertine
con quello sguardo sotto la tesa.
Partenza a scommessa
come goliardica avventura
un brivido, ed e' fatta!
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