Stare con Putin ?
di Maurizio Blondet
2007, pp. 304, euro 22,00
 Stare con Putin ? | Casa editrice Effedieffe | edizioni | pubblicazioni L’eurocrazia di Bruxelles, la stessa che vuole la Turchia ed Israele in Europa, vuole tenerne la Russia fuori. È una prova in più della sudditanza della burocrazia oligarchica europea ai poteri forti “americani”. È infatti Zbigniew Brzezinsky, ossia il Council on Foreign Relations, ad aver elaborato il progetto di separare fisicamente la Russia dall’Europa, circondandola di “democrazie colorate” (Ucraina, Georgia, etc.) filo-americane appositamente create e finanziate. La colpa di Putin è di aver ridato alla Russia le materie prime che i poteri finanziari occidentali avevano comprato a un centesimo del loro valore durante le cosiddette “privatizzazioni” di Eltsin. Il caso Yukos è esemplare: un mafioso di nome Khodorkovsky comprò di fatto l’intero patrimonio energetico ex-sovietico (valore di Borsa, 19 miliardi di dollari) con 250 milioni anticipatigli dai Rothshild di Londra. Da quando Putin ha messo in galera Khodorkovsy e costretto alla latitanza altri “oligarchi” suoi pari, il capo del Cremlino ha smesso di piacere: non è democratico, disprezza i diritti umani, massacra i ceceni, fa uccidere la Politkovskaya, fa avvelenare Litvinenko e così via. E va tenuto lontano dall’Europa. La nostra tesi è ovviamente il contrario. Se c’è un destino manifesto per l’Europa dopo il crollo sovietico e dopo l’11 settembre, è che deve integrare la Russia. E precisamente la Russia di Putin, il solo leader, apparso dopo tanti anni, che difenda l’interesse nazionale invece di quello delle lobby globali.
SELVAGGI CON TELEFONINO
di Maurizio Blondet
2007, pp. 261, euro 18,00
 Selvaggi con telefonino | Casa editrice Effedieffe | edizioni | pubblicazioni Il testo descrive, in modo suggestivo, un’ antichissima società umana, collocabile all’inizio del tempo, molto progredita spiritualmente, socialmente e tecnologicamente; la sua repentina caduta; la lenta, faticosa, risalita fino agli elevati livelli della nostra civiltà europea di qualche decennio fa; poi nuovamente un declino, che si avvicina al crollo, e siamo nella realtà di oggi. Il selvaggio col telefonino è l’immagine del nostro scadimento come popolo: non è che torniamo alla barbarie (magari), ma affondiamo ogni giorno di più nell’amoralità, nella volgarità, nella bassezza soddisfatta, nell’ignoranza compiaciuta, nella grettezza e mancanza di rigore - mentale prima che morale. Questo genere di regresso è avvenuto nella storia d’Italia per l’abdicazione o la corruzione delle classi dirigenti, il contentarsi di essere quello che già siamo, il non chiedere più niente a noi stessi. E’ la dittatura collettiva del «fellah» urbanizzato. «Fellah» è la parola egiziana che indica il bracciante agricolo, in Italia il «cafone». Il cafone d’oggi ha il telefonino (o la Mercedes, o la laurea alla Bocconi) ma la sua mente resta quella dello zappatore. Il suo repertorio di curiosità e di ambizioni resta limitatissimo: il sesso, il «mangiare», il «vestire», il calcio, sono tutto ciò che esige dalla vita. Questo tipo umano è estraneo alla cultura, all’arte, al pensiero, alle attività umane alte che costituiscono la civiltà; per lui sono inutili, e ne frena e ne soffoca la comparsa nella società. Come lo zappatore quando va alla fiera del paese, diffida dei competenti, degli intelligenti, e in generale della complessità della vita, mentre dà cieca fiducia ai venditori di amuleti: è lui che ha arricchito le infinite Vanna Marchi della nostra vita collettiva, politica, mediatica e spettacolare. E’ lui che impone il suo «stile»: la maleducazione, la rozzezza, la vile violenza e la svaccata ineleganza che chiama «Made in Italy». Questo libro tenta di essere un manuale di aristocratizzazione, di ri-educazione alla civiltà, che dichiara il suo debito, tra gli altri, al filosofo-educatore della modernità, Ortega y Gasset. Non esorta a tornare solo all’etica, ma anche all’estetica: al capire che certe azioni tipicamente italiane, prima che delinquenziali e disoneste, sono «brutte», ignobili, volgari.
NEGARE LA STORIA?
di C. Mattogno
2006, pp. 179, euro 15,00
 C. Mattogno | Casa editrice Effedieffe | edizioni | pubblicazioni Carlo Mattogno, in «Negare la storia», esamina le principali critiche che vengono mosse al revisionismo storico e gli argomenti fondamentali che vengono addotti a sostegno della realtà dell'olocausto, dimostrando che le une sono storicamente inconsistenti quanto gli altri, ed evidenzia le metodiche capziose cui quelli che si oppongono al revisionismo sono costretti a ricorrere per mancanza di solidi argomenti. Il libro è dedicato a tutti quelli che, senza avere alcuna idea della storiografia revisionistica, invocano su di essa i rigori di leggi speciali per tacitarla perchè, come impone il politicamente corretto, essa esporrebbe tesi aberranti.
I SEGRETI DELLA DOTTRINA RABBINICA
di I. B. Pranaitis
2005, pp. 250, euro 15,49
 I. B. Pranaitis | Casa editrice Effedieffe | edizioni | pubblicazioni Monsignor Pranaitis, russo, sacerdote cattolico, dottore in teologia e professore di ebraico nell’Università di Pietroburgo, raccolse una importante antologia dei testi del Talmud riguardanti Gesù e i cristiani, intitolata “Christianus in Talmude Judeorum”, che fu pubblicata nel 1892 a Petropoli, con l’imprimatur dell’arcivescovo metropolita Kozlowski, e fu poi riprodotta in traduzione italiana, (con a fianco il testo in ebraico e in latino, come nella attuale edizione Effedieffe) dalla casa editrice Tuminelli nel 1939. Il libro è diviso in due parti: la prima riporta le bestemmie del Talmud contro i cristiani, Gesù e la Madonna; nella seconda parte troviamo i precetti che il Talmud impone all’ebreo contro i cristiani, comandando loro di disprezzarli, di danneggiarli nei beni, di mentire, di giurare il falso contro di loro in giudizio e di sterminarli senza pietà. Leggendo l’antologia raccolta da Pranaitis si nota che l’anima del Talmud consiste nel disprezzo per il non ebreo e soprattutto per il cristiano, poiché “gli ebrei sono chiamati uomini, i popoli del mondo non sono chiamati uomini, ma bestie” (Baba mezia 114 bis). Il Talmud è “il grande educatore del popolo ebraico” (L’Univers Israèlite, 22 novembre 1935, pagina 137). Il professor De Vries ha scritto “si crede…che l’Antico Testamento costituisca il libro base dell’insegnamento religioso per la gioventù israelitica. E’ un errore…Il libro le cui idee e dottrine impregnano l’intelligenza del giovane israelita e formano i costumi della sua famiglia è il Talmud”. (H. De Vries, Juifs et catholiques, Grasset, Paris, 1939, pagina 176)
ISRAELE USA IL TERRORISMO ISLAMICO
di Maurizio Blondet
2005, pp. 208, euro 15,00
 Maurizio Blondet | Casa editrice Effedieffe | edizioni | pubblicazioni Questo volume è il coerente seguito di "11 settembre colpo di Stato in USA", "Chi comanda in America" e "Osama Bin Mossad"; in esso Blondet arricchisce le sue indagini con nuove rivelazioni e approfondimenti sull'attentato alle Torri (clamorose le azioni di depistaggio da parte del potere e le sei esercitazioni aeree programmate proprio per l'11 settembre); l'azione poi si sposta in Iraq, dove campeggiano la figura ambigua di Al-Zarkhawi e il ruolo del Mossad nella "pulizia etnica" di un intera classe dirigente irachena; e dall'Iraq lo scenario si allarga sulgi attentati a Bali, a Madrid, a Beslan, a Taba (Mar Rosso), in Palestina. In primo piano, come sempre, lo stupido - e a volte cinico - gigante americano e, nell'ombra, l'ebraismo internazionale, con Israele spietato braccio militare, sempre piu' vicino alla conquista del mondo e all'instaurazione del regno dell'Anticristo grazie anche alla superficialita', all'ignoranza, alla vigliaccheria e alla bramosia di denaro e di potere (illusorio) del resto dell'umanità.
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