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Fini in sinagoga a Roma ricorda la Shoah. Pacifici gli consegna la lista dei siti razzisti
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Il presidente della comunità ebraica della capitale: "Riconducibili a un unico elenco, caso preoccupante"

ROMA - Per tutti gli italiani è un dovere "ricordare le vittime della deportazione e il ruolo decisivo che gli ebrei hanno sempre svolto nella società italiana": è uno dei passaggi della lettera che il presidente del Consiglio ha inviato oggi a Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma, in occasione della ricorrenza dei 65 anni della deportazione degli ebrei romani ad Auschwitz, celebrata oggi nella capitale.

lapr_14150025_15170.jpg "Proprio nell'autunno di 70 anni or sono l'Italia conosceva la vergogna della promulgazione delle leggi anti ebraiche", continua Berlusconi nel messaggio. "L'approvazione delle leggi razziali privava l'Italia del contributo essenziale di intellettuali, scienziati, artisti che rappresentavano motivo di orgoglio nazionale e che avevano fattivamente contribuito alla crescita culturale ed economica del nostro paese. Al sacrificio delle menti fece seguito, cinque anni più tardi, il sacrificio di tante vite umane di cui molte strappate alla città di Roma", ha ricordato il premier nella lettera.

La comunità ebraica romana ha celebrato la ricorrenza con un occhio al passato e uno al futuro, commemorando l'anniversario dei rastrellamenti nazisti al ghetto ma anche affrontando l'emergenza xenofobia e le nuove forme di intolleranza emergenti. "Oggi il fatto che almeno nella leadership della destra ci sia l'idea di dichiararsi antifascisti è una conquista che dobbiamo conservare gelosamente" ha detto Pacifici. "E' evidente che è un processo molto lungo e che dovrà colpire anche la pancia del partito e specialmente i giovani".

Durante la conferenza stampa a chiusura della visita di Gianfranco Fini alla sinagoga, Pacifici ha consegnato al presidente della Camera una lista di siti razzisti. "Domani andremo a denunciare alla polizia postale i nomi dei siti riconducibili ad una unica sigla che predicano il razzismo", ha detto. Si tratta di fenomeni razzisti "che non riguardano noi ebrei direttamente ma che ci preoccupano. Non è un'emergenza, ma non è assolutamente da sottovalutare", ha spiegato.

In memoria degli oltre mille ebrei romani deportati ad Auschwitz il 16 ottobre 1943 oggi sono state deposte quattro corone davanti alla sinagoga, al Ghetto, da parte del sindaco di Roma Gianni Alemanno, del presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, insieme a Pacifici. Una giornata che "non può e non deve uscire dalla nostra memoria", ha commentato il leader del Pd Walter Veltroni. "Una delle giornate più brutte della storia moderna, che dovrà essere un monito per il futuro", ha affermato Gianni Alemanno.

Fini ha incontrato la comunità ebraica alla sinagoga e ha passeggiato per le vie del Ghetto. Insieme a Di Segni e Pacifici, ad accoglierlo anche il presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna. Il presidente della Camera ha poi avuto un incontro privato con alcuni dei sopravvissuti ad Auschwitz: dei mille ebrei radunati la mattina del 16 ottobre al portico d'Ottavia e deportati ne tornarono a casa solamente 15 e quattro sono ancora in vita.

Fini è tornato ad esprimere la sua preoccupazione per il rischio di razzismo: "Sono convinto - ha detto - che il razzismo, quando si crede che sia debellato, può risorgere in forme e modalità diverse". Ringraziato da Pacifici e da Gattegna per gli importanti passi compiuti in questi anni dal suo partito nei confronti dell'ebraismo, Fini ha ricordato "alcune semplici verità storiche", sottolineando il legame che intercorre tra l'anniversario odierno e le leggi razziali del 1938. Norme bollate di recente come una "infamia" da parte di Alemanno.

Fonte > Repubblica.it | 16 ottobre

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