>> Login Sostenitori :              | 
header-1
header-139

RSS 2.0
menu-1
Storia d’Israele
Stampa
  Text size
Le grandi linee d’una storia essenzialmente religiosa, tracciate dal più grande scrittore-biblista italiano

Dopo aver pubblicato Vita di Gesù Cristo (1941, rist. Effedieffe 2018) e Paolo Apostolo (1946, rist. Effedieffe 2019), concludiamo oggi la “sacra trilogia” di Giuseppe Ricciotti ripubblicando Storia d’IsraeleDalle Origini al 135 dopo Cristo, che è la sua opera più imponente, divisa in due parti, scritta dall’abate tra il 1932 e il 1935 (il quale successivamente si dedicò alla traduzione poliglotta dell’intera Bibbia, 1939, rist. Effedieffe 2015).

Periodo preso in esame dal libro

Storia d’Israele parte – con il primo volume – dalle vicende dei Patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe (1900/1700 a. C. circa), arriva (1300 a. C. circa) a Mosè e Giosuè e giunge sino all’Esilio babilonese nel 586; poi, il Ricciotti – con il secondo volume – studia la “Storia Sacra” dall’affacciarsi di Alessandro Magno nella Terra Santa (330 a. C.), per soffermarsi sulle gesta dei fratelli Maccabei nel 170/150 a. C.; quindi studia le vicende che hanno caratterizzato la vita d’Israele dalla morte di Cristo sino alla distruzione del Tempio di Gerusalemme (70 d. C.), sotto i generali e poi Imperatori Vespasiano (9-79) con suo figlio Tito (39-81), e arriva infine alla devastazione di tutta la Palestina, nel 132/135, a opera dell’Imperatore Adriano (76-138).

Effedieffe, seguendo le linee della edizione del 1949, già integrata e corretta dallo stesso Ricciotti alla Va edizione, ha editato l’opera in un unico volume affinché il costo complessivo rimanesse il più contenuto possibile per il lettore.

Importanza del Ricciotti

Se all’atto della prima edizione del vol. I (1932) Ricciotti esordì anticipando che “la storia d’Israele è merce che ha poca fortuna in Italia”, la sua ricerca conobbe invece un inaspettato successo. In Prefazione alla quinta edizione (1949), Ricciotti poté scrivere giubilante:

“Se oggi ripenso ai risultati pratici di questo mio lavoro, non ho che a rallegrarmene, senza iattanza. Quando esso uscì (…) provocò la suaccennata diffidenza da parte di quegli inesperti, perché si trovarono davanti a fatti nuovi per essi; e siccome non conoscevano neppure i princìpi generali che dovevano guidare questi studi, così diffidarono. Senonché questo lavoro era stato guidato appunto dai princìpi che più tardi furono esposti ed illustrati con autorità ufficiale nell’Enciclica Divino afflante Spiritu del 30 settembre 1943. (…) E quei princìpi, essendo buoni, sono in primo luogo sinceri ed onesti, cioè tali da ottenere il consenso di tutti gli onesti di qualunque fede religiosa, perché la verità è una per tutti. Perciò avvenne che questo mio lavoro entrò non solo in università e seminari cattolici, ma anche in istituti rabbinici e protestanti, perché si ritrovò che aveva sincerità e onestà. I soli ad avversarlo furono i pochissimi ma chiassosi modernisti italiani (che però segretamente vi attingevano per imparare ciò che non sapevano)”.

Prima ancora di diventare un punto di riferimento per gli studiosi di storia sacra a livello internazionale (tanto che all’estero fu tradotta in francese, spagnolo, inglese, danese, etc.) l’opera in Italia venne fortemente incoraggiata e sostenuta dal famoso esegeta padre Alberto Vaccari del Pontificio Istituto Biblico.

La Storia d’Israele di Ricciotti, scrive quindi don Nitoglia nella sua introduzione al libro, «fu altamente meritoria e sanamente “innovativa” (…) [proprio perché] in Italia mancava un libro specialistico che trattasse la “Storia Sacra” del Vecchio e del Nuovo Testamento dai Patriarchi sino alla distruzione di Gerusalemme e della Giudea intera, alla luce dell’archeologia, della conoscenza dell’ebraico e della sana esegesi storico/filologica, accompagnata dall’interpretazione patristica e magisteriale e dagli studi della storia “profana”» (Invito alla lettura, pag. 10 nell’edizione Effedieffe).

Dunque il gran merito di quest’opera di ricerca storico-religiosa è quello di applicare la ragione scientifica per seguire il filo della narrazione biblica, affinché il Nuovo e l’Antico Testamento vantino riscontri sempre più validi, aggiornati dalla scienza stessa, dalla ricerca storica e archeologica, poiché come non è la ragione che è contraria alla fede, ma il razionalismo; così non è la scienza che contraddice il Vangelo, ma lo scientismo; quindi il vero non può mai contraddire il vero e la vera scienza non può contraddire il dato rivelato che vanta assoluta inerranza.

S. Agostino scrive che la «ratio antecedit fidem» (Ep. 120, 3); di conseguenza «intellige ut credas, crede ut intelligas» (Sermo 43, 9). La Scolastica segue il medesimo punto di vista. S. Tommaso scrive: «L’uomo non crede se non vede che (il cristianesimo) è credibile sia per l’evidenza dei miracoli, sia per motivi equivalenti» (S. Th. II-II, 1, 4 ad 2). Questi segni la teologia li chiama «motiva credibilitatis» (Salmo 92, 5).

Dunque una solida presentazione dei motivi di credibilità, particolarmente in questo nostro tempo di infedeltà, aiuta l’uomo a fortificarsi nella tradizione. Si può pertanto sostenere che l’importanza di Ricciotti ricada direttamente in questo ambito di studi cattolici: egli, senza entrare direttamente in dispute dommatiche, fu un grande antimodernista; inoltre, al pari di essere un ottimo esegeta ed ottimo scrittore, Ricciotti fu anche un perfetto apologeta, ovvero un dimostratore dell’inoppugnabilità della fede cattolica.

Perché leggere Storia d’Israele oggi?

Anzitutto perché è un capolavoro di scrittura (che si serve di una forma narrativa piana e gradevole), poi perché è un documento storico-religioso pressoché insuperato, quindi perché è di stretta attualità. Difatti, a partire dal 135 d. C., anno della seconda e definitiva distruzione di Gerusalemme, il popolo ebraico è identico a sé stesso nella sua fissità di rifiuto della Persona di Gesù Cristo; la doppia distruzione di Gerusalemme (70 e 135 d. C.) avrebbe dovuto rappresentare un monito per i Giudei, perché dall’umiliazione proviene il prendere coscienza della propria debolezza (S. th., III, 1, 5) e il riconoscere di aver bisogno di un vero Liberatore il quale certamente non fu Simone Bar-Kōkhebhāh, la cui insurrezione durò poco più di tre anni e portò allo sterminio del popolo ebraico e alla costruzione di Elia Capitolina al posto della Gerusalemme jahvistica. Oggi (2021-22) la ricostruzione della nazione Giudaica, le cui fondamenta vengono continuamente cementate dalla violenza e dal sangue di innocenti, rappresenta un segno sempre più decifrabile e sempre meno trascurabile di una volontà diabolica.

Si deve però puntualizzare che la sede dell’anticristo, il quale sarà un uomo ispirato da Satana e come il suo strumento, è una questione ancora indecisa, non certa e non di fede. “Son cose indecise quelle che non sono stabilite né dal consenso unanime dei Padri, né da testi precisi della Sacra Scrittura” (ab. Augustin Lémann, L’Anticristo, 1905, ristampa Effedieffe 2014).

I seguaci dell’opinione secondo la quale Gerusalemme sarà come il quartier generale dell’Anticristo si fondano a) sopra un passo dell’Apocalisse il quale dice che i due testimoni di Dio, Enoch ed Elia, contrari all’Anticristo, saranno messi a morte nella gran città dove anche il Signore di essi fu crocifisso (Apoc. XI, 7, 8). Da queste parole, stando ad indicare Gerusalemme, si è concluso che se questi due testimoni saranno messi a morte in questa città, vuol dire che l’Anticristo vi avrà la sede del suo impero. b) Su ragioni di convenienza. Come in Gerusalemme, Cristo, nel tempo della sua vita terrena, stabilì la sede del suo impero spirituale; come là nacque, visse, predicò, fece i suoi miracoli, stabilì il Vangelo, vi fu crocifisso e morto, vi risuscitò, salì al cielo; così, per tutti questi motivi, l’Anticristo, ispirato da Satana, ritornerà, per compiere pienamente la sua missione infernale d’avversario di Cristo, su tutte le tappe della vita del Salvatore, per combatterle, oscurarle, distruggerlo. A questo scopo, fisserà in Gerusalemme la sede del suo impero diabolico.

Di fatto se ne deduce che se l’Anticristo operasse diversamente potrebbe farsi accettare come Messia dai giudei, che sognano una gloria terrestre per Gerusalemme e s’immaginano che questa città diventerà, in futuro, la sede dell’impero messianico?

«Quest’ultima ragione — riprende l’abate Lémann — sembra avvalorarsi ai nostri giorni per l’apparizione del Sionismo. Eccone il programma: “Non è ancora giunto il tempo di ricostituire questa nazionalità giudaica per la quale, dal fondo delle sinagoghe e dei ghetti, Israele non ha cessato mai di sospirare?”».

Oggi sembra essere giunto il tempo, che pare volgere velocemente al termine, del principio di stabilimento della sede dell’Anticristo (a Gerusalemme?), a) grazie al concorso dei Giudei con il Sionismo, b) grazie alla continua escalation della guerra palestinese, che è soprattutto una (ormai) non più celata volontà di possedere interamente quei luoghi santi dove Cristo patì.

Sant’Ireneo così si esprime: «L’Anticristo, nel tempo del suo regno, trasferirà la sede del suo impero nella Gerusalemme terrestre» (Adv. haeres., lib. V, cap. XXV). Dietro di lui figurano molti altri Padri, teologi ed anche il Suarez scrive: «è credibile che il regno dell’Anticristo si stabilirà specialmente presso i giudei, e che egli riedificherà la città dei loro padri di cui essi si sono sempre gloriati come del suo tempio» (De Antichr., sect. V, ob. VI).

Pertanto, benché indecisa, la questione può vantare molte ragioni di plausibilità.

Lo studio della Storia d’Israele rimane quindi molto attuale. Se il Ricciotti ricorda che “al non giudeo, che prima del 70 veniva a Gerusalemme, era proibito sotto pena di morte di metter piede nel Tempio” dopo il 135 “ai Giudei era proibito sotto pena di morte di entrare nella loro città santa”. Oggi, attraverso ogni sorta di potenza mondana ed ultramondana, sta avvenendo il processo inverso, senza però che Dio lo voglia (benché lo permetta) la qual cosa sarà come il preludio di immensi disastri poiché l’Anticristo sarà una prova per i buoni, un castigo per gli empi e gli apostati.

Al tempo stesso si ricorda che la Sacra Scrittura forma un solo libro, detto la Bibbia, ossia il libro per antonomasia, sia perché l’autore principale è Dio (lo Spirito Santo che mosse e guidò a scrivere tutti gli autori umani) sia perché tratta un unico argomento: l’economia divina della salvezza preparata dalla storia d’Israele e finalmente realizzata con l’apparizione di Gesù Cristo, Figlio di Dio fattosi uomo.

Così, uno studio sulla storia antica come quello di Ricciotti può aiutarci e prepararci a conoscere sempre meglio la storia “nuova” del Verbo Incarnato alla luce del Vecchio Testamento, “Nel Vecchio Testamento sta nascosto il Nuovo e nel Nuovo Testamento appare chiaro il significato del Vecchio” (S. Agostino).

Per tutti questi motivi presentiamo oggi una nuova edizione della Storia di Israele, la quale, insieme alla vita di N. S. Gesù Cristo e a quella dell’Apostolo delle Genti rappresenta un magnifico affresco di tutta la “Storia Sacra”.

Possiamo quindi sostenere di aver finalmente ricomposto l’intera vita autoriale del celebre abate dei Lateranensi, perlomeno nelle sue linee principali.

Edizioni EFFEDIEFFE


 (G. Ricciotti, Storia d'Israele, 1096 pp.)
40,50 euro
45,00 euro
(sconto per i lettori EFFEDIEFFE fino al 13 giugno)



  EFFEDIEFFE.com  

 
Nessun commento per questo articolo

Aggiungi commento


Altre notizie in questa sezione :
Il Reno si getta nel Tevere
EFFEDIEFFE.com
Dizionario Biblico (mons. Spadafora)
don C. Nitoglia
Paolo Apostolo, dominatore del tempo
Lorenzo de Vita
Il Cuore di Gesù — salvezza per il mondo
Lorenzo de Vita
Mentre l’umanità, dimenticando i suoi alti destini, è caduta nella rovina e nella morte, il S....
Il Pentateuco di Mosè

Il cattolico che legge il Pentateuco può fiduciosamente cercare nelle sue pagine venerande la...
Il ritorno di Padre Pio
Gedeone la Spada
In queste righe leggerete il prodigio del corpo e del cuore di padre Pio. Evidenza storica...
La Teologia Morale

Il Vangelino di padre Sales

Frammassoneria, Sinagoga di Satana

L’Io di Cristo

Ultime notizie in questa sezione :
Una campana in cima ad una torre
Edizioni EFFEDIEFFE
Il Compendio del Tanquerey in una nuova edizione
Edizioni EFFEDIEFFE
Roma Antica, Giudaismo e Cristianesimo
Lorenzo de Vita
Giosuè, Giudici, Ruth, I-II Re
EFFEDIEFFE.com
I libri storici dell'Antico Testamento sono teologicamente impressionanti e da un punto di vista...
In Cristo Gesù
EFFEDIEFFE.com

Articoli piu' letti del mese nella sezione Recensioni

Libreria Ritorno al Reale

EFFEDIEFFESHOP.com
La libreria on-line di EFFEDIEFFE: una selezione di oltre 1300 testi, molti introvabili, in linea con lo spirito editoriale che ci contraddistingue.

Servizi online EFFEDIEFFE.com

Archivio EFFEDIEFFE : Cerca nell'archivio
EFFEDIEFFE tutti i nostri articoli dal
2004 in poi.

Lettere alla redazione : Scrivi a
EFFEDIEFFE.com

Iscriviti alla Newsletter : Resta
aggiornato con gli eventi e le novita'
editorali EFFEDIEFFE

Chi Siamo : Per conoscere la nostra missione, la fede e gli ideali che animano il nostro lavoro.



Redazione : Conoscete tutti i collaboratori EFFEDIEFFE.com

Contatta EFFEDIEFFE : Come
raggiungerci e come contattarci
per telefono e email.

RSS : Rimani aggiornato con i nostri Web feeds

effedieffe Il sito www.effedieffe.com.non è un "prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare e contraddistinto da una testata", come richiede la legge numero 62 del 7 marzo 2001. Gli aggiornamenti vengono effettuati senza alcuna scadenza fissa e/o periodicità