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Frammassoneria, Sinagoga di Satana
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Attraverso le edizioni EFFEDIEFFE (avviate da un uomo al quale tutti dobbiamo molto) stiamo tentando di riportare in vita testi non più in circolazione, testi cattolici che possano aiutare consacrati e laici a rifarsi una cultura “alta”. Il nostro desiderio sarebbe quello di riattivare l’arteria ostruita dei princìpi dommatici, teologici e morali affinché quel flusso benefico torni a ricolmare l’intelletto delle persone chiamate a vivere i difficili tempi che ci attenderanno; esse hanno un compito grande e grandi responsabilità; non ne hanno ancora una piena avvertenza, ma Dio fornirà del necessario “quelli che destina a qualche missione” (S. Theol., III, q. 27, a. 4)

Non dimentichiamolo: al lavoro di insegnamento della dottrina cristiana, alla sua istruzione e diffusione, sono invitati anche i laici, di qualunque classe sociale e di tutte le professioni, purché sentano profondamente il desiderio di dedicarsi a quella che è l’opera fondamentale della Chiesa: istruire secondo il comando di Cristo «Euntes docete». Tale approccio non è novità del Vaticano II, bensì fu voluto già da Pio XI attraverso il Motu proprio Orbem Catholicum del 29 giugno 1923 (purtroppo consultabile solamente in latino).

È evidente però che una tale responsabilità di insegnamento deve andare di pari passo con un ritorno all’istruzione religiosa e catechistica vera. Se oggi è stata smarrita (sostituita con un surrogato, ovvero con la dogmatica aperta ed in evoluzione e con la “morale autonoma” kantiana), questa istruzione è ancora possibile recuperarla attraverso una risorgenza intellettuale ben condotta (la quale pur non sarà voluta dalla gerarchia cattolica attualmente regnante, ma un giorno le cose cambieranno in meglio anche da questo punto di vista. Dio vede e provvede).

Nel nostro piccolo, questo speranza di risorgenza culturale ha avuto i connotati di un progetto vero (una selezione di testi unici, scelti con grande attenzione), un progetto che è avanzato nel tempo (dal 1989) e che un giorno conoscerà un termine (tutti i progetti hanno un termine se hanno presente un fine da raggiungere).

Non essendo, soprattutto, l’attività di questa editrice orientata al fine del lucro, essa cesserà un giorno il suo percorso nel momento in cui il programma editoriale che abbiamo presente come necessario sarà interamente portato a compimento, ferma la speranza che questi libri possano continuare ad supportare voi lettori nel compito che la provvidenza saprà certamente assegnarvi.

Frammassoneria, sinagoga di satana

Questa piccola maratona prosegue oggi attraverso la ristampa del celebre testo di Léon Meurin del 1893, La Franc-Maçonnerie, Synagogue de Satan, che torna a distanza di 120 anni dalla prima edizione italiana del 1895 (all’epoca curata dal sac. Angelo Acquarone per iniziativa della “Biblioteca del clero” di Siena; dopodiché non venne più ristampata).

Era il periodo dell’Enciclica “Humanum genus” sulla Massoneria, nella quale Leone XIII, coll’intento di strappare alla setta la sua apparente maschera filantropica per far apparire il suo vero volto di “contro-chiesa” satanista e luciferiana, scriveva: “fine della Massoneria è distruggere da capo a fondo tutto l’ordine religioso e sociale quale fu creato dal Cristianesimo e, pigliando fondamenti e norme dal Naturalismo, rifarlo di sana pianta”.

Anzitutto fu attaccato il potere temporale della Chiesa (col Risorgimento), poi, però, fu perseguito specialmente il fine vero ed ultimo, che era di compromettere americanisticamente il potere spirituale e distruggere il Papato per distruggere Cristo (il fine ultimo dell’usurpatore è sempre quello di sostituirsi alla SS. Trinità, sia chiaro; il nome sotto il quale lo si onora gli è indifferente, purché si onori qualcosa d’altro e non si adori il vero Dio. Ecco perché si camuffa e si contenta di travestirsi sotto un sembiante occulto come vediamo avvenire nella basilica di San Giovanni Rotondo ad esempio).

Questo piano della setta segreta, di erodere la Chiesa dal di dentro, si è già verificato in maniera misteriosamente iniqua (II Tess., II, 3-7). Mons. Spadafora lo spiegò con queste icastiche parole: “il pericolo non era la violenza dall’esterno, quanto la disunione interna, la flessione della purezza della dottrina e la rilassatezza dei costumi” (dal libro Fatima e la peste del socialismo, Volpe, 1974).

Leone XIII, nella Humanum genus (ricordiamolo, enciclica del 1884), ammoniva che “coll’aprire le porte a persone di qualsiasi religione si ottiene il vantaggio di persuadere col fatto il grande errore moderno dell’indifferentismo religioso e della parità di tutti i culti: via opportunissima per annientare le religioni tutte e soprattutto la religione cattolica che, unica vera, non può senza enorme ingiustizia essere messa in un fascio con le altre”.

La banalizzazione del soprannaturale, il confondimento della dottrina santa, la mescolanza intenzionale di fedi (riti e credenze) non può che essere un’offerta fatta al disperato scimmiottatore del Dio vero, scimmiottatore che Leone XIII conosceva bene come nemico del genere umano. Il titolo della sua massima enciclica non fu scelto a caso da papa Pecci.

Difatti, il piano della “Sinagoga di satana” (Apoc., II, 9) – o contro-chiesa che dir si voglia – è sempre il medesimo nel corso dei secoli; conosce varianti in termini di applicazione (causa efficiente e formale), ma la sua causa finale è sempre identica a sé: visibilmente un odio forsennato contro Cristo e una divorante sete di dominazione universale; invisibilmente il trionfo di Lucifero su Jehovah, “di cui l’Arcangelo decaduto usurpa il nome per usurparne ancora il Regno” (Léon Meurin, La Frammassoneria…, pag 343, ed. EFFEDIEFFE).

Abbiamo a che fare con una creatura disperata e mutevolissima. Il travestitismo, nella sua disperata tristezza, mi pare essere la più vivida caricatura della natura decaduta di Satana: colui che agogna e ricerca, con oscenità sempre maggiori, una bellezza irraggiungibile. Nondimeno è creatura potente, che nella decadenza non ha perduto la sua natura angelica, e che può vantare eserciti.

Non potrebbe dunque essere più attuale voler cercare di capire queste “cause” nei loro risvolti. Le cause che animano la frammassoneria e l’abisso che la contraddistingue. Ma si deve farlo lontano dalle visioni volutamente distorte o deprivate della corretta chiave di lettura anticristiana e, soprattutto, anticristica. La massoneria agisce come forza occulta, ma soprattutto come forza satanica.

Sostanziale a questo punto è rilevare come la dottrina di questo complotto sia il motivo conduttore di tutta la Storia dell’uomo, dalla Genesi sino all’Apocalisse (che la storia umana la conduce a chiusura); non solo, dunque, si tratta di un semplice fatto storico relativo a certe situazioni particolari attestate dal racconto della S. Scrittura (le persecuzioni dei giudei contro la prima comunità cristiana ad esempio). La dottrina del complotto fa invece parte, come verità dogmatica, del Depositum Fidei, il quale rivela l’esistenza di una forza maligna, la quale agisce nel corso di tutta la storia umana da Adamo sino alla fine del mondo contro Dio e la sua Chiesa.

Leone XIII nella sua Enciclica ricorda come vi siano due razze: quella di Lucifero e quella di N. S. Gesù Cristo; è il buon vecchio binomio “mondo e Chiesa”. I due sono sempre in lotta tra loro. Negarlo – come fa il progressismo gerarchicamente costituito – va contro il deposito della fede, va contro Dio e va contro la sua Volontà assoluta soprattutto.

Il perché lo vediamo da un fatto certo: queste due città hanno cominciato a dilatarsi fin dal capitolo IV della Genesi, dunque fin dalla separazione avvenuta tra i discendenti di Caino (17-24), Seth e la sua discendenza (25-26). Questa divisione è evidentemente volontà di Dio, Egli la permette per i suoi scopi; essa si ripete anche dopo essere stata sterminata ogni posterità di Adamo, ovvero dopo il diluvio. Coi figli di Noè l’umanità viene subito ridivisa in due nuove città, la “città di Dio” e la “città del mondo”, nella benedizione di Sem e di Iapheth e nella maledizione di Chanaan (con tutto quello che ciò comporterà per la storia Sacra fino a Cristo).

Negare queste dinamiche è segno di contraffazione. È segno di cedimento. E di tradimento. Ed è il primo, forse il più importante segnale che qualcosa non va nella Chiesa di oggi: l’aver dimenticato (e fatto dimenticare ai fedeli) dell’esistenza vera e costante di un nemico (frammassoneria) che dispone di eserciti composti da uomini malvagi e votati al male (non assolutamente, ma scambiando male per bene), che combattono “per il trionfo del male e dell’errore” (Leone XIII).

Quando si nega l’operato del nemico, è la stessa storia dell’uomo – oggettiva, indiscutibile – che viene negata per un falso senso di ottimismo. Il colpevole di questa scissione ignorantesca è stato Giovanni XXIII con la sua mitica frase “profeti di sventura”. Uno che, tanto per capirci, sul suo taccuino nell’anno 1960, scriveva di padre Pio giudicandolo “operatore di un vastissimo disastro di anime, di un immenso inganno”…

Invece, come insegnava Leone XIII, se “la Massoneria è funesta allo Stato ed alla Chiesa dato il suo scopo e la sua natura”, di conseguenza il dovere del Papa è quello di denunciare la setta”.

Il fatto che oggi la setta segreta sia al massimo diventata tema di mediocri analisi di corruzione politica (la qual cosa è buona ma insufficiente); che la massoneria sia stata accettata e si sia emancipata come fosse un’organizzazione avente pari dignità delle altre (avente siti web e un organigramma pubblicamente consultabile su internet) – le quali cose ne svuotano o minimizzano l’essenza diabolica –, è un triste risultato.

Una volta la massoneria, nei Paesi in cui operava, veniva guardata come un nemico proprio perché i suoi doveri li compie verso un “dio” antisociale per antonomasia.

Se oggi la setta è penetrata dappertutto è perché l’Usurpatore che le infonde forza ha saputo nascondersi affine di ricevere l’adorazione che brama di ricevere da almeno 6 millenni: essere al posto di Dio, essere adorato come Dio in qualsiasi ambito utile a ricondurre l’uomo a Dio; e i due ambiti principali dove si sviluppa la storia umana sono i “duo ultima”, ovverosia lo Stato (reso impotente ed assalito quando vuol tentare di fare il bene, leggi anti-abortiste (Trump) o anti-immigrazioniste (Salvini), ma perlopiù oggi guardiano della a-moralità laddove — secondo San Paolo, Dante [rapporto tra amore/carità/felicità e giusto e ordinato vivere civile] e soprattutto secondo i Papi sociali da Pio IX a Pio XII — lo Stato è “beatitudo huius vite, che consiste nell’operato della virtù propria dell’uomo”), ma soprattutto la Religione (la beatitudo vite eterne, ostruita attraverso lo scombussolamento modernista del cattolicesimo ad opera di Satana).

Se esiste oggi una “vera Chiesa” ed una “falsa chiesa” – scriveva don Meinvielle –, una vera dottrina ed una falsa dottrina, “questa apostasia universale è la secolarizzazione o ateizzazione totale della vita pubblica e privata nella quale si incammina il mondo attuale”.

Quanto sia necessario tornare a guardare la massoneria per quella che è, combatterla e ritenerla come primo e principale strumento tuttora operativo di rovina dei popoli (famiglie soprattutto e delle nazioni in genere), è persino inutile sottolinearlo.

Ma per farlo, per rendersi conto del vero volto che la anima, si deve saper legger tra le linee e “interpretare le complesse interpretazioni dei veri iniziati”. Un compito che oggi, a causa dell’impoverimento delle intelligenze che ci ha colpito, appare impossibile a chiunque.

Per tale ragione riportiamo alla luce il libro di mons. Meurin, che questo compito sa svolgerlo ottimamente. Divenuto assolutamente introvabile, di quest’opera si avvalse per i suoi studi anche il grande sacerdote argentino Julio Meinvielle, sostenendo che fosse senza dubbio “il libro migliore mai scritto sulla massoneria” (cfr. Dalla Càbala al Progressismo, pag. 122, ed. 2019).

La sua ristampa ci è sembrata obbligatoria.

Cosa documenta in sintesi Mons. Meurin?

Che la Massoneria è un’invenzione giudaica per distruggere la Chiesa, un’invenzione giudaica costruita sulla base della Càbala. La Càbala informa quindi la Massoneria, che è dunque un’istituzione cabalistica. La Massoneria, di conseguenza, è il grande nemico della Chiesa e della Civiltà, dell’ordine soprannaturale e di quello naturale.

Il piano generale della frammassoneria, come viene spiegato da mons. Meurin, comprende: 1° la distruzione dell’ordine attuale del mondo, 2° lo stabilimento di un Impero universale giudaico e massonico, e 3° la conquista dell’Universo per Lucifero trionfante su Dio.

Il massone viene descritto come un nuovo Lucifero coronato, che sconvolgendo l’ordine politico e sociale, attraverso la frammassoneria, consuma le nazioni.

Ma lo studio vero della vera frammassoneria è molto più complesso e sfaccettato, perché la setta è per sua natura sfuggevole e difficile da decifrare, sia per la sua origine cabalistica (è di fatto un culto pagano frammischiato ai misteri orientali) sia, di conseguenza, per l’interpretazione dei suoi 33 gradi, che può essere effettuata secondo decuple chiavi di lettura — da quella filosofica a quella politica o religiosa, fino a quella puramente satanica o giudaica.

La cortina di facciata dietro alla quale la massoneria si barrica è pressoché impenetrabile e giudizialmente difficile da condannare.

Il dotto gesuita Meurin, che fu figura eccelsa di vescovo della Chiesa Cattolica († 1895, vedi biografia annessa al libro), nella sua opera si spinge in grande profondità, mettendo bene in evidenza il rapporto esistente tra càbala e paganesimo e conseguentemente tra giudaismo e massoneria. Nelle “favole blasfeme e sragionevoli dei frammassoni” mons. Meurin riscontra l’opera astiosa di una alleanza definitiva tra Satana e la Sinagoga.

Nella frammassoneria sono difatti riuniti, come in patto di sangue, tre vincoli fondamentali:

1° Il mistero dell’Ordine decaduto dei Templari, che si nasconde dietro i gradi inferiori della società secreta: ecco l’anno 1312 che grida vendetta (la questione dei Templari è interessante ed importante, perché ancora oggi è male interpretata da molti cattolici; Meurin la approfondisce molto, perché essa è fondamentale per l’argomento massonico).

2° Il mistero della Sinagoga decaduta, che si nasconde dietro la società secreta di tutta la frammassoneria: ecco l’èra ebrea;

3° Il mistero dell’Angelo decaduto, che si nasconde dietro i dieci Séfiroth, cioè la Trinità divina e «i sette angeli che sono sempre davanti al trono di Dio»: ecco il numero undici (le tre serie di 11 fino al numero 33).

La setta – spiega Meurin – combinerà coll’essenza delle eresie pagano-giudee (càbala), l’astuzia, la violenza e l’odio di questi tre nemici del nome del Cristo: l’angelo decaduto, la sinagoga decaduta e un ordine cristiano decaduto.

Sono Tre odi congiurati “contro il Signore e il suo Cristo”, che si disviluppano sia concettualmente che operativamente in quello che, con grande maestria, Meurin così descrive:

«La separazione che si vuole stabilire tra la sostanza e la trinità divina ha per iscopo di introdurre, coll’emanazione della trinità, quella di tutto l’universo. Dapprima è la negazione delleternità della Trinità divina; poi è la negazione della creazione ex nihilo, di quella soluzione ragionevole della grande questione sull’origine di un mondo governato con numero, peso e misura; è la negazione della differenza essenziale tra Dio e l’universo; è l’abbassamento del Creatore al livello della sua creatura ossia la deificazione della creatura, in particolare, dell’uomo; è infine una manovra diabolica che cerca di staccare gli uomini da Dio ripetendo loro quella certezza ingannatrice: Voi sarete come gli dèi a fine di perdere le loro anime per tutta l’eternità; in una parola, è una cabala satanica» (pag. 70).

Sostanzialmente: la cabala massonica nega Dio odiando Dio e al posto della sua natura mette una menzogna senza costrutto logico, sotto la quale si nasconde Satana. Qui sta tutta la massoneria, “messa al servizio della nazione ebrea”.

L’ebreo e Satana sono complici e fanno causa comune in questa «grand’opera» e si dividono gli utili della setta occulta di cui si avvalgono per i loro scopi. Meurin, con giusto sdegno, affermerà: “Non si illudano i frammassoni: essi sono, nella frammassoneria, giudaizzati, rigenerati in Ebrei adottivi, fatti schiavi degli Ebrei, sgabello del popolo eletto; essi conchiudono un’alleanza (Berith) cogli Ebrei, la confermano con un giuramento (Neder), e ne aspettano la ricompensa (Schelemoth), un bene temporale se sono fedeli (transitorio per essenza), una punizione se infedeli”.

Per questo è giusto dire che gli iniziati ai 33 gradi non sono iniziati a tutti i misteri. Le logge di adozione di diversi riti hanno i loro misteri iniqui, che non sono esplicitamente contenuti in quelli dei 33 gradi. Vengono ancora i misteri velati da tutto il sistema massonico, i veri misteri dei Capi incogniti. È là che si rivela, ad insaputa della quasi totalità dei frammassoni, la Sinagoga decaduta.

E finalmente, come insegnava Leone XIII, dietro la Sinagoga si nasconde ancora colui che è di tutto diritto chiamato il Capo di tutti gli agenti di tenebre.

Ma visto che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, e da lui si è sempre giocati nonostante le promesse terrene, se l’ebreo inganna il mondo colla Càbala, egli, a sua volta, è ingannato da Satana, che non cerca che la perdita delle anime colla sua elevazione, nello spirito dei mortali, al di sopra di Dio. E questa, se vogliamo, è la più penosa tra tutte le contraffazioni: “chi fa il peccato ne diventa schiavo”, inevitabilmente. Per gli uomini c’è sempre tempo. Forse per questo la Chiesa pregava per i suoi nemici, soprattutto per quelli peggiori (giudei, apostati, eretici). Oggi non lo fa più per un sentimento di reciproca dignità; e nonostante appaia “buona” agisce cattivamente, perché dimentica colpevolmente ciò che insegna il maestro di Aquino: “La misericordia senza la giustizia è madre di dissoluzione”.

Da tutto ciò possiamo dedurne che tutti gli studi intorno alla massoneria che si discostano parimenti dal cattolicesimo sono un controsenso, sia inutile che dannoso (e negli ultimi 20 anni di questi studi se ne sono visti purtroppo troppi, e sospettabilmente aggiungerei).

Da oggi torna invece alla disposizione del lettore un’opera che farà arrivare – in senso sicuro proprio perché integralmente cattolico – là dove la demonolatria più non si nasconde; in quel declivio soprannaturale per il quale la Massoneria fa discendere l’uomo verso l’abisso e lo conduce direttamente ai piedi dell’Imperatore infernale.

Un libro di storia universale, un trattato di teologia e di filosofia, un’esposizione della magia nera — questo testo è ineguagliabile e imprescindibile per chiunque voglia approfondire l’argomento massonico, perché ne spiega in modo insuperato la natura profonda e, svelando il vero volto dei suoi artefici, anche al di là del 33° grado dove risiedono i capi incogniti.

Un libro come quello di mons. Meurin è più attuale che mai. Perché parla del nemico. Cosa che la Chiesa non fa più.


Lorenzo de Vita


 
(La Frammassoneria, sinagoga di Satana, 506 pp.)
 
22,50 euro
25,00 euro
(sconto riservato ai lettori EFFEDIEFFE fino al 10 giugno)


 

  EFFEDIEFFE.com  


 
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Commenti  

 
# cgdv 2019-05-27 12:49
Una presentazione encomiabile per un testo che sarà molto opportuno leggere e tenere a mente per districarsi dall'inganno. Soprattutto in questo tempo, a cui si è giunti attraverso ogni genere di incredibili falsificazioni etiche e morali.
Giuliano
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# Giulio 2019-05-28 11:51
Infatti: già ordinato!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 

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