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E. Michael Jones
E. Michael Jones
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Michael E. Jones è un pensatore cattolico di Filadelfia (Pennsylvania), nato nel 1948 da una famiglia di origini tedesche ed irlandesi. Dopo un'esperienza di insegnante in un liceo tedesco, durata tre anni, nel 1976 si laureò in letteratura americana alla Temple University di Filadelfia. La sua tesi, dedicata all'opera di Nathaniel Hawthorne, fu pubblicata anni dopo con il titolo «The Angel and the Machine: Nathaniel Hawthorne's Rational Psychology». (1991)

Nel 1979 iniziò la sua carriera d'insegnamento al Saint Mary's College, istituzione compresa nel grande complesso universitario di Notre Dame (South Bend, Indiana), la più prestigiosa università cattolica degli Stati Uniti.

Nel 1980, per protesta contro l'atteggiamento ambiguo delle autorità accademiche nei confronti dell'aborto, Jones diede le dimissioni e fondò le edizioni «Fidelity Press» e la rivista «Fidelity», che pubblicò ininterrottamente dal 1981 al 1996 (da allora ad oggi «Culture Wars»).

Nel 1993 fu nominato biografo ufficiale del cardinale John Krol (1910-1996), alla guida per molti anni dell'arcidiocesi di Filadelfia. Ebbe così accesso ad un grande giacimento di documenti conservati negli archivi arcivescovili, documenti che gli svelarono aspetti sconosciuti ed allarmanti della storia culturale americana.

Quell'esperienza di studio - tradotta inizialmente nel libro «John Cardinal Krol and the Cultural Revolution» - lo convinse che gli Stati Uniti erano da tempo teatro di una politica statale anticattolica, appoggiata sia dalla destra cosiddetta conservatrice che dalla sinistra liberal. Osservò le analogie con eventi passati, accaduti nelle nazioni europee, come il «Kulturkampf» tedesco, e decise di ribattezzare la sua rivista «Culture Wars» (traduzione inglese di «Kulturkampf»).

A partire dai primi anni Novanta dedicò le sue energie allo studio delle guerre culturali («culture wars» e «culture revolution» sono termini chiave nell'opera di Jones) scatenate contro il cattolicesimo, la sua visione del mondo e contro tutto ciò che gli intellettuali della destra di un tempo definivano «tradizionale».

L'opera di Jones [espressa, oltre che in libri, in centinaia di articoli, in realtà brevi saggi, sviluppati con gli strumenti del pensiero cristiano classico, di straordinario spessore culturale, lucidi, profondi ed originali nella critica alla società secolarizzata,] esce a quel punto dai confini nazionali statunitensi per comprendere ogni parte del mondo «occidentale» e l'intera «civiltà dello spettacolo». (1)

La sua riflessione ruota attorno al concetto di sradicamento, ed è concentrata, in particolar modo, sulle nascenti teorie rivoluzionarie nei diversi ambiti della cultura.

«Degenerate Moderns - Modernity as a Rationalized Sexual Misbehavior», è dedicato a personaggi che hanno promosso la rivoluzione culturale nell'arte e nelle scienze del comportamento umano (antropologia, sociologia, psicologia).
Il libro contiene, tra gli altri, ritratti di Carl Gustav Jung, Sigmund Freud, Alfred Kinsey, Pablo Picasso.

In esso, Jones mette a punto un suo metodo caratteristico, che è insieme moderno e antico, ma poco usato oggi dopo che s'è imposta la convinzione che la vita sia staccata dal pensiero, che il pensiero di un intellettuale non abbia alcuna relazione con la sua vita morale, che la vita di un pensatore sia irrilevante per spiegarne le idee: studiare cioè la biografia di intellettuali influenti rapportando la loro opera, le loro teorie, le loro idee, con le passioni che dominarono le loro vite.

Già Agostino nella «Città di Dio» dice che tutti dobbiamo scegliere: subordinare i desideri alla verità o viceversa. Gli intellettuali devono fare questa scelta come tutti. Nel primo caso, lo studio della loro biografia risulta irrilevante. Nel secondo caso è fondamentale.

Il professor Jones, sostiene che le idee rivoluzionarie spesso sono la razionalizzazione di conflitti personali, di conflitti di carattere morale, e che l'idea rivoluzionaria sia il modo di affrontare e di superare quei conflitti rompendo con i precedenti sistemi di valori.

I personaggi sui quali Jones ha applicato questo metodo di analisi sono in particolare quelli appartenenti alla generazione che ha ridefinito i canoni del gusto dopo la Prima Guerra Mondiale. Ciò che li accomunava tutti era il desiderio di sottomettere i valori, soprattutto quelli religiosi, ai loro desideri. Così lo studio delle loro scelte, dei loro comportamenti è diventato il modo migliore per spiegare le loro teorie. Che, in molti casi, sono la razionalizzazione, quasi la giustificazione a posteriori, dei loro comportamenti. Questo accade in modo chiaro per Nietzsche, Wagner, Jung, Kinsey, Adorno, Schönberg, Picasso e Gropius.

Jones riafferma l'esistenza di una morale naturale il cui codice permea profondamente l'essere umano, e che viene ulteriormente confermato dalla Rivelazione cristiana. Anche coloro che negano l'esistenza di tale morale percepiscono un oscuro senso di colpa che li costringe a razionalizzare i propri impulsi inventando teorie (sociali, psicologiche, artistiche, filosofiche) a giustificazione delle proprie debolezze. I risultati delle analisi biografiche e intellettuali di Jones, un «moralista» nel senso alto e nobile del termine, sono sorprendenti, spesso illuminanti.

Il secondo volume della «trilogia dei contemporanei» muove dall'ideale classico e cristiano della musica quale espressione dell'armonia del mondo. E' «Dionysos Rising, the Birth of Cultural Revolution out of the Spirit of Music», dedicato al rapporto tra musica e rivoluzione, edito da EFFFEDIEFFE a luglio del 2009 con il titolo «Il ritorno di Dioniso». Si tratta di uno studio sull'ideologia rivoluzionaria di Wagner e di Nietzsche e di coloro che ne seguirono la via, come Schönberg e Adorno. Come già sapeva Platone, la musica può anche essere piegata ad usi innaturali, perché manifesti e diffonda la disarmonia, la dissonanza e quindi la «rivoluzione». Ed è ciò che accadde quando Richard Wagner e Friedrich Nietzche impegnarono il dramma musicale nella causa della rivoluzione dionisiaca. Prima della fine del secolo, la «trasvalutazione dei valori» predicata da Nietzsche sedusse le élite culturali, con le sue «avanguardie», e comportò una vera e propria catastrofe: l'abbandono della millenaria teoria dell'«harmonia mundi» in favore della dissonanza. La musica rock sarebbe stata poi eletta a «medium» adatto a propiziare quei cambiamenti di mentalità che erano stati ardentemente sognati dalle élite sedotte dalla rivoluzione dionisiaca.

Il terzo volume della «trilogia dei contemporanei», è «Living Machines - Bauhaus Architecture as Sexual Ideology», una biografia intellettuale di Walther Gropius, fondatore del Bauhaus, realizzatore di un'architettura intellettualistica concepita per individui sradicati. Il libro indaga nell'opera di questo architetto, venerato da quanti hanno fatto dell'architettura un'ideologia antiumana, colata nel cemento e nel ferro dei quartieri costruiti per l'«uomo nuovo»: le città edificate dai regimi totalitarismi, le banlieus francesi, le cittadelle universitarie americane. (2) Bauhaus non era solo: operava in un contesto culturale favorevole alle sue idee. Prima della Seconda Guerra Mondiale si affermò la convinzione che l'uomo fosse funzione del solo ambiente e che la «natura umana» fosse un'astrazione e si pensava che trasformando l'ambiente si sarebbe cambiato l'uomo.

«Libido Dominandi, Sexual Liberation and Political Control», frutto di un lungo studio e della raccolta di molti dati sull'argomento, a tutt'oggi l'«opus maior» di Jones, è un lavoro importantissimo per comprendere uno degli aspetti centrali della rivoluzione culturale dell'Otto-Novecento: la cosiddetta rivoluzione sessuale, un cambiamento nella struttura profonda della psiche delle popolazioni europee più che una mutazione dei costumi e delle apparenze.
Tale rivoluzione fu preparata dalle idee, dalle teorie e dall'opera di personaggi che teorizzarono la necessità del cambiamento della morale sessuale e soprattutto della famiglia.

Fu principalmente De Sade ad esprimere limpidamente tali concetti in «La filosofia del Boudoir»: «Se vuoi controllare la gente, promuovi il vizio». La rivoluzione sessuale infatti è una forma di controllo sociale, anche se nell'opinione comune si pensa esattamente il contrario. (3) L'impressionante mole di documentazione (spesso di prima mano) che Jones ha consultato per la redazione di quest'opera rende difficile negare che la storia rivoluzionaria del Novecento possa essere raccontata anche in questo modo. Se la cultura si stacca dal modello della «Città di Dio», deve ovviamente adottare quello della «Città dell'Uomo». Alla legge dell'amore e del servizio deve sostituire quella del dominio sugli altri. L'Occidente distolto dalla «Città di Dio», ha creato forme di controllo sociale sempre più sofisticate. Anche Aldous Huxley riconosceva che le più raffinate forme di controllo sono legate alla manipolazione delle passioni.

La cultura dominante - in America e altrove - afferma, per esempio, che la pornografia è espressione di libertà. La verità è che essa è un'efficace strumento di controllo della libertà.Jones non prende come unica strada la teoria della cospirazione: la rivoluzione culturale è anche opera di forze complesse e dell'interazione di molti fattori tra cui significative le scelte individuali.

Altro volume costato anni di lavoro e di raccolta di documentazione è «The Slaughter of Cities. Urban Renewal as Ethnic Cleansing», che affronta un aspetto pratico dell'ideologia sviluppata tra le élite degli Stati Uniti, e non solo (simili discorsi varrebbero per la Francia, la Germania, l'Est europeo e in parte anche l'Italia); sulla base di questa, il governo statunitense s'impegnò in progetti d'ingegneria sociale per cambiare l'ambiente in cui vivevano i suoi cittadini, anche senza il loro consenso. Il rinnovo urbano, i grandi progetti urbanistici che, a partire dal 1950, cambiarono il volto di città come Chicago, Detroit e Philadelphia, distrussero le comunità che si erano formate nel secolo precedente sulla base di linee etniche e culturali. In omaggio all'idea giacobina del «multiculturalismo» fu progettata e attuata una massiccia opera di rinnovo urbanistico, che Jones interpreta come «pulizia etnica» rivolta contro i quartieri abitati da irlandesi, italiani e tedeschi e che ebbe come effetto lo sradicamento e la distruzione del tessuto sociale d'importanti città. Lo scopo della distruzione fu l'«americanizzazione», un tentativo deliberato di spezzare le comunità locali e i loro legami culturali.

«Monster from the Id: the Rise of Horror in Fiction and Film» è uno studio sulla letteratura e sul cinema dell'orrore. Grazie ad illuminanti intuizioni Jones interpreta il significato profondo di miti come Frankenstein o Dracula, visti come la manifestazione di un senso di colpa sociale prodotto dalla rimozione della morale naturale.

Un simile metodo di psicologia storica viene applicato ad un altro testo, di argomento apparentemente diverso, ma coerente con gl'interessi principali di questo autore: «The Medjugorie Deception. Queen of Peace, Ethnic Cleansing, Ruined Lives», un saggio investigativo dedicato alle apparizioni di Medjugorie.

Jones ha da poco terminato un altro lavoro, costato cinque anni di ricerche, «The revolutionary Jew». E' un libro di oltre 1.300 pagine, dedicato alla tradizione rivoluzionaria ebraica e del quale daremo conto a tempo debito.

EFFEDIEFFE.com



1) Si segnalano, in particolare, «The Ghost of Surmanci: Queen of Peace, Ethnic Cleansing, Ruined Lives»; «L'Affaire Lewinski: Lessons from the Universal Wolf»; «Behaviorism, Advertising, and the Rise of the America Empire»; «Education as Magic: Harry Potter and the Culture of Narcissism»; «Pedophilia and Kulturkampf: the Consequences of Saying Yes to Appetite»; «The Emperor's New Juju: African AIDS and Social Engineering»; «Pox: Genius, Madness, and the Mysteries of Syphilis»; «Salvation and the Jews: the Role of Judaism in Salvation; History from Abraham to the Second Coming»; «The Hispanic Challenge and the Logic of Empire»; «The Tragedy of 'Conversos' in Spain»; «Shylock Comes to Notre Dame»; «The Conversion of the Revolutionary Jew» (pubblicato sul sito); «The New New Worl Order».
2) Si consultino, a questo proposito, anche testi di Maurizio Blondet, che sviluppano argomenti simili a quelli di Jones; per esempio, in questo sito, «Architetti da uccidere».
3) «Lo sradicamento dal precedente sistema di valori non si è risolto in  un incremento di libertà, ma esattamente nell'opposto», E. Michael Jones, «Libido dominandi».

 
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