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La Famiglia dei Rothschild
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Casa Rothschild è probabilmente la famiglia più nota al mondo — di cui i vari Lazard, Kuhn Loeb, Rockefeller, Warburg, Agnelli, e le altre dinastie che hanno costruito grandi imperi finanziari, sono come epigoni minori.

La ricchezza di questa famiglia è diventata proverbiale. Se, nell’antichità, per designare un uomo ricchissimo si diceva «un Creso», oggi si ricorre facilmente al nome dei Rothschild.

Intorno ai Rothschild si è creata pertanto una mitologia variopinta e sfaccettata. Le ricostruzioni sulle origini e le vicende della famigerata famiglia sono andate dai panegirici pagati e scritti nell’interesse della Casa, ai libelli carichi d’odio.

D’altronde, in che modo un Mayer Amschel, che viveva nella piccola striscia di terra dietro le mura del ghetto di Francoforte, che era un giudeo strettamente osservante e lo fu fino all’ultimo giorno di vita tanto che non si nutriva che di cibi rituali e si compiaceva di discorrere solamente di argomenti teologici, che un uomo tanto impermeabile e tradizionale, e forse proprio per questo, sia diventato il fondatore della Casa Mondiale finanziaria per antonomasia, mentre cominciò la sua attività collezionando e vendendo semplici monete, è questione che da secoli suscita ammirazione o sdegno, sospetti e volontà di emulazione a seconda dei casi.

Se la famiglia Rothschild ebbe larghissima parte nella grande politica mondiale, ciò avvenne perché si tenne sempre in intimo contatto con chi via via reggeva le sorti del mondo (a quel tempo l’Europa) e seppe sfruttare con abilità e duttilità le vicende storiche. I Rothschild non si schierarono quasi mai all’opposizione contro le autorità detentrici del potere, ma cercarono di accordarsi con queste, per quanto sgradite queste alleanze fossero per loro (la cattolica Austria del conte Metternich ad esempio, con la quale i Rothschild ebbero profondissimi rapporti, oppure gli accordi che Carlo Rothschild stipulò con lo Stato Pontificio, dopo le giornate del novembre 1948, quando Pio IX dovette fuggire a Gaeta, e fu costretto a domandare un prestito per poter rientrare a Roma; Carlo che reggeva la Casa di Napoli domandò libertà per gli israeliti del ghetto di Roma e, per garanzia, un’ipoteca sui beni ecclesiastici, condizioni sùbito respinte energicamente dal grande papa).

Come era stata accumulata tale mole di danaro e tale immenso potere da parte dei Rothschild è lo scopo di indagine del libro che oggi pubblichiamo, La Famiglia dei Rothschild di Egon C. Corti. Scritta nel 1927 a pochi anni di distanza dal culmine degli eventi, l’opera rappresentò certamente un caso più unico che raro. Difatti, all’epoca della sua stesura l’influenza dei Rothschild sugli affari economici, finanziari e politici di mezzo mondo veniva menzionata appena fuggevolmente, o quasi per nulla, in ampie e pregevoli opere storiche. Evidentemente, nonostante la fama, i Rothschild erano temuti anche per la capacità di influenzare la stampa e l’editoria, spesso in fuga da una cattiva pubblicità o da problemi legali.

Quindi l’opera di Egon Caesar Conte Corti († 1953), il quale proveniva da un’antica famiglia aristocratica lombarda poi schieratasi con l’Austria durante il Risorgimento italiano, vanta una considerevole importanza.

«Accingendomi a questo lavoro – scrisse in premessa l’autore – ebbi ben chiaro che occorreva o svolgerlo in modo del tutto imparziale, o non tentarlo affatto, essendo per me evidente che un lavoro partigiano, pro o contro, non poteva avere alcun valore. Casa Rothschild, come è ovvio, non apre i suoi archivi, giacché essi celano segreti d’affari, cospicui quant’altri mai».

Per garantire alla sua ricerca libertà e indipendenza, imparzialità senza preconcetti, senza odio né simpatia di razza, di nazione o di confessione, — quindi all’unico scopo di indicare la funzione storica svolta dai Rothschild nel secolo XIX — Conte Corti decise di mettere assieme un complesso di migliaia e migliaia di documenti, non influenzati dai Rothschild o di loro proprietà, affinché si avesse un’impressione “sorprendente della natura, dell’opera, dei fini e della potenza della Casa nel periodo che va sino al 1871, con uno sguardo ai tempi più recenti”.

Il presente libro si “limita” quindi a coordinare oggettivamente i fatti in un quadro d’assieme molto ben presentato; e ciò è quanto ogni indagine storica seria dovrebbe fare.

In tal modo si permette al lettore  un apprezzamento molto preciso ed oggettivo della assoluta influenza dei Rothschild sugli avvenimenti storici del periodo preso in esame (1780~1918), influenza innegabile e quindi indagabile.

Il lavoro di ricostruzione di Corti raggiunge però vette estremamente sostanziose laddove fornisce dettagli su come il denaro e il potere, con il progressivo aumento della ricchezza e della influenza, vennero esercitati dai Rothschild a contatto che le classi nobili europee allo scopo di dominarle, in un periodo specialmente ottocentesco in cui i prìncipi e i nobili iniziavano a conoscere la totale liquidazione del loro potere attraverso guerre e rivoluzioni gestite dagli Israeliti con la tattica delle “duplici alleanze”.

Questa tattica – di sparpagliarsi in formidabili punti (Inghilterra, Italia, Austria, Francia e la casa madre Germania) – fece la fortuna dei cinque fratelli Rothschild (Nathan, Carlo, Amschel, Jakob e Salomone). Per quanto la loro Casa venisse colpita dalla prima scossa rivoluzionaria a Parigi, minacciata a Napoli, a Vienna e a Berlino dal propagarsi delle instabilità politiche, i Rothschild rimanevano sempre in piedi e come piantata su basi solidissime. Non c’era ricchezza che non precipitasse, fama che non venisse travolta, dominio che non cadesse che l’Ebreo – vero re e manipolatore delle rivoluzioni dell’89, del ’48 e del 1860 – conservava intatto il suo trono nel mentre le monarchie europee, e le aristocazie in generale, perdevano sempre di più la loro egemonia di diritto divino sopra i popoli e le nazioni. Il significato profondo di questa perdita, mentre Casa Rothschild dominava dappertutto, non era solo politico, o economico, ma essenzialmente sociale e religioso, essendo a quell’epoca la civiltà occidentale ancora basata sull’idea e la disciplina cristiane.

Gli Stati in cui lavoravano le banche dei Rothschild appartenevano a campi politici avversi tra loro. Ma l’avere sedi perfettamente solidali in tutte le maggiori capitali europee costituiva, come spiega E. Corti, “una delle più efficaci ragioni dell’ascesa della Casa, giacché ciascuno dei fratelli Rothschild tiene gli altri continuamente al corrente di quanto accade nel proprio campo. Essi sono informatissimi, poiché ognuno, accordando buoni interessi e amministrando le sostanze di personaggi cospicui, si è procurato relazioni che, anche senza l’ombra di corruzione, valgano loro sempre le informazioni più fresche e sicure”.

Inoltre – e questo è un aspetto di importanza fondamentale – da un punto di vista delle alleanze famigliari, e quindi dell’alta Società, i Rothschild conservarono per decenni un posto eccelso. Anche qui venne utilizzata una precisa tattica, quella di far sposare le figlie, soprattutto in Inghilterra, a membri dell’aristocrazia. Mentre i figli maschi della famiglia Rothschild si attenevano alla norma giudaica di non sposare se non fanciulle israelite e sceglievano per lo più la propria moglie tra lo stretto parentado o tutt’al più tra fanciulle di pura famiglia israelita, le figlie, anche in Francia, sposano membri della più alta aristocrazia.

Forti di queste posizioni sociali e della loro potenza finanziaria, appoggiandosi alle relazioni internazionali tanto giovevoli agli Israeliti e adattandosi abilmente alle tendenze contemporanee, i Rothschild si mantennero in grado, fino almeno a tutta la prima metà del Novecento, se non di esercitare un’influenza decisiva sul principali avvenimenti politici ed economici perlomeno di parteciparvi attivamente. Oggi ancora, negli Stati dove la loro famiglia si è stabilita, è difficile trascurare queste partecipazioni.

Come ebbe a scrivere il rev. Nitoglia, Conte Corti è “uno storico serio e molto ben documentato specialmente sulle vicende della famiglia Rothschild”. Corti scrisse altre numerose biografie sulla storia del XIX secolo, specializzandosi in opere biografiche sulle personalità dell’aristocrazia europea; la sua opera presente su Casa Rothschild è la più nota e la più importante.

Essa venne stampata da Mondadori nel 1928; oggi Effedieffe la ripropone ai lettori rieditata, ma riprendendo i canoni dell’originale. Assieme a tanti libri di grande pregio sul complotto e la congiura trattati secondo la tradizione cattolica (de Poncins, Meinvielle, Delassus, Pinay, Meruin) troviamo che anche questo volume meriti di entrare a far parte del nostro catalogo e quindi lo proponiamo all’attenzione vostra e delle vostre librerie.

Perché, in sostanza, è un ottimo libro di storia, un’esperienza di lettura ricca e formativa basata su documenti dell’epoca, dunque seria, redatta poi con linguaggio fiorito ed accattivante, dunque culturalmente molto godibile e che non mancherà di stupire il lettore. Leggendo questo libro si guadagnerà una ricostruzione puntuale e precisa attorno a personalità, motivazioni e interrelazioni di personaggi chiave della storia mondiale dell’Europa tra il XVIII e il XX secolo.

«Presento al pubblico il mio lavoro nella speranza ch’esso sia giudicato, quale io lo volli, un contributo spassionato, indipendente, ispirato da sincero amore della verità, alla conoscenza storica di un fattore ancora assai oscuro, ma importantissimo, degli eventi del secolo XIX».

Quindi, per conoscere la vera origine e storia dei Rothschild, quest’opera è la più indicata da leggere e da conservare.

Edizioni EFFEDIEFFE



(La Famiglia dei Rothschild, 485 pp.)

 
18,00 euro
20,00 euro
(sconto riservato ai lettori EFFEDIEFFE fino al 10 aprile)



  EFFEDIEFFE.com  
 
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