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Il primato del Papa
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Il nuovo libro di don Curzio, che siamo onorati di poter pubblicare attraverso EFFEDIEFFE edizioni, è un lavoro di assoluta importanza per tutti i cattolici preoccupati (e spesso confusi) dalla situazione in cui versa la Chiesa Romana. Lo studio di don Nitoglia affronta con assoluta chiarezza e precisione tutte le problematiche legate alla Tradizione ed all’attuale pontificato alla luce di duemila anni di vivo magistero.

Se è sacrosanto dover ammettere che oggi, con papa Francesco I (ed in generale a partire dal 1958), la situazione ecclesiale ha toccato il fondo, è allora urgente tornare a ribadire quelle che sono le verità e le caratteristiche che fanno del primato del Papa la roccia su cui Cristo ha voluto edificare la Chiesa Cattolica fino alla fine dei tempi.

Pietro, nonostante tutto, è il capo dei rematori (gli Apostoli) di una barca (la Chiesa) di cui Dio Padre è il timoniere e la croce di Cristo l’albero maestro; Pietro è l’immagine in terra e capo visibile di un Corpo di cui Gesù è il capo supremo invisibile, a cui continuamente trasfonde con occulta azione la forza, il moto, il senso e la vita, abbracciando sia la Chiesa militante che quella trionfante. Inoltre, come insegna San Paolo, Gesù Cristo è non solo Capo della Chiesa, ma ancora colui che l’ha salvata col suo sangue (salvatore del corpo suo… amò la Chiesa, e diede sé stesso per lei, affine di santificarla mondandola con la lavanda di acqua).

Copertina
Magistrale per chiarezza la sentenza che don Curzio dà sull’autorità nella Chiesa e del suo capo visibile, ricordando che senza autorità non si regge alcuna società, e men che meno quella divina. Quindi il Papa è essenziale per la sussistenza della Chiesa (come insegna san Tommaso d’Aquino). Senza un Papa che regni in atto non sussiste il Corpo Mistico.

Il Papato virtuale, la Chiesa virtuale, non sono compatibili con la divina Istituzione della Chiesa fondata da Cristo sulla persona fisica e realmente attuale di Pietro (e così per i suoi successori: i Papi, sino alla fine del mondo). L’ideale difficilmente è reale. Un Pontefice incapace, che semina il caos nell’ambiente ecclesiale, è capitato numerose volte nella storia della Chiesa. Per questo chi vuole una Chiesa ed un Papato sempre ideale (come coloro che, in svariati modi, negano la validità dell’elezione di ben 6 papi a partire dal 1958) rischia di vivere in una Chiesa e in un Papato virtuale, che è irreale e dunque impossibile.

Il Conciliarismo radicale – spiega don Curzio – è un errore ecclesiologico, secondo il quale il Concilio ecumenico è per sé superiore al Papa; mentre il Conciliarismo moderato ritiene che il Papa è inferiore al Concilio solo in caso di eresia e quindi può essere giudicato e deposto dal Concilio. La dottrina cattolica, invece, insegna che il Papa da solo ha il pieno potere di Magistero e di giurisdizione sulla Chiesa universale; mentre il Concilio imperfetto, ossia i vescovi senza il Papa, non hanno il supremo potere di Magistero e di giurisdizione, che viene loro da Dio tramite il Papa.

Purtroppo, quella che oggi stiamo vivendo è una burrasca certamente di ispirazione satanica, perché portatrice di tentazioni, lotte e crisi di coscienza — a cui non arreca buon tempo l’estrema anarchia che imperversa nei cosiddetti ambienti “tradizionalisti”; questa tempesta sta sovvertendo le basi stesse della Chiesa, le sue fondamenta in Pietro, facendosi portatrice di uno spirito di gravissima confusione e divisione contrario alla carità che Cristo desidera regni tra i suoi santi.

Spesso nei tempi di crisi nella Chiesa, a causa di un Papa non ritenuto all’altezza del suo compito o per altri motivi (tra cui la presunta eresia), si pensa di risolvere la soluzione appellandosi non più al Papa ma al Concilio o all’Episcopato ritenuti superiori al Papa.

Come scriveva il Gaetano (Apologia de Comparata Auctoritate Papae et Concilii) il rimedio ad un male così grande come “un Papa scellerato” e la crisi nella Chiesa in tempi di caos è la preghiera e il ricorso all’onnipotente assistenza divina su Pietro, che Gesù ha promesso solennemente.

Nella situazione odierna occorre 1°) riconoscere, senza voler adulare né aver paura di essere disprezzati, che delle novità si sono infiltrate nella pastorale della Gerarchia ecclesiastica a partire da Giovanni XXIII “non ubbidendo nelle cose cattive e non adulando”; 2°) che, tuttavia, i Papi “conciliari”, pur avendo mal usato del loro sommo Potere, lo conservano; 3°) non pretendere che l’Episcopato collegiale o la sola Tradizione gallicaneggiante senza Magistero vivente possa rimettere la Chiesa in ordine

Anche San Tommaso insegna che normalmente i più propensi a rivoltarsi contro il tiranno temporale sono i “discoli”, mentre le persone giudiziose riescono a pazientare fin che è possibile e solo come extrema ratio ricorrono alla rivolta. Ne conclude che, se occorre aver molta pazienza con il tiranno temporale e solo eccezionalmente si può ricorrere alla rivolta armata e al tirannicidio, nel caso del Papa indegno o “criminale”, non solo non è mai lecito il “papicidio” e la rivolta armata, ma neppure la sua deposizione da parte del Concilio, anche se è doveroso non obbedire ai suoi ordini qualora siano illeciti.

Oggi i vescovi la fanno da padroni all’interno delle diocesi sostituendosi al Papa, comminando sentenze, perseguitando i religiosi ed i fedeli che non si vogliono adattare alle direttive conciliari, insegnando “pastoralmente” ciò che è cattivo e reprensibile. Quello che si va alimentando, attraverso l’azione potente e sovversiva di molta pessima gerarchia sparsa nei punti nevralgici del Corpo Mistico, assomiglia sempre più ad un incendio indomabile — uno spirito mondialista e globale, tutto esteriore e baccaneggiante, contrario al vero spirito cristiano che trova nel ritiro e nel nascondimento la sua perfetta dimensione. La persecuzione che è già all’opera contro le buone forme di misticismo, monachesimo e clausura è il segno per eccellenza dello scatenamento diabolico in atto.

La santa Messa – centro e vero Cuore della nostra vita cristiana – è stata trasformata e snaturata in previsione di questo disegno globalista, per rendersi veicolo di incontro mondiale; la sua struttura è stata sovvertita affinché trovasse perfetta adattabilità (che prima certamente non aveva) all’incontro con la massa-mondo. È di per sé evidente che l’impiego del Missale Romanum sarebbe stato impensabile durante i raduni di Papa Francesco o Papa Giovanni Paolo II. Le mega abbuffate mal si sarebbero adattate ad un rito che esigeva, per comunicarsi, di inginocchiarsi ordinatamente uno a fianco all’altro.

Ma il cristianesimo è per sua natura contrario alla massa ed alla globalità; fu sempre “piccolo resto”: sia per i pochi fedeli che giunsero nella Terra Promessa (il regno di Dio) sopravvivendo a 40 anni di traversata nel deserto (le prove della vita cristiana); sia per i pochi (tra apostoli e discepoli) che accettarono e riconobbero il Messia; sia per noi, che viviamo in un mondo già pronto alla manifestazione dell’empietà, un mondo in cui la “fede”, quella vera, non è più presente sulla terra: è sufficiente leggere le Lettere Apostoliche per rendersi conto che la fede cristiana lì insegnata non assomiglia più a quella che noi cattolici oggi pratichiamo (sacrificio, vita vissuta per il cielo, santificazione, identificazione con Cristo e imitazione di Lui, ecc.), e certamente non potrà esserlo nella gran massa del mondo, per sua natura cangiante e dominata da turbinii e passioni.

Il cattolico – preoccupato, dubbioso, indeciso su quale posizione assumere di fronte a questa apostasia generale, che è un vero caos apocalittico – troverà nel libro di don Curzio tutte le risposte necessarie per recuperare serenità, equilibrio e certezze nel mezzo di questa tempesta. Il fine ultimo è il riporre in Dio ogni nostra speranza e certezza e, tra noi, recuperare quell’armonia così necessaria allo spirito cristiano come spiega San Paolo in molte sue lettere: 1Vi scongiuro adunque io prigioniero pel Signore, che camminiate in maniera convenevole alla vocazione a cui siete stati chiamati, 2con tutta umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri per carità, 3solleciti di conservare l’unità dello Spirito mediante il vincolo della pace. 4Un solo corpo e un solo Spirito, come ancora siete stati chiamati a una sola speranza per la vostra vocazione. 5Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. 6Un solo Dio e Padre di tutti, che è sopra di tutti, e per tutte le cose, e in tutti noi (Efesini, IV).

Il presente libro cerca di esporre i suddetti problemi e di trovarne una chiave di soluzione alla luce dell’insegnamento costante e tradizionale della Chiesa, dei Padri e dei Dottori. La risposta e la soluzione definitiva verranno soltanto dalla Chiesa gerarchica che può risolvere ogni problema affrontandolo dogmaticamente (mediante definizione e obbligatorietà di insegnamento magisteriale e quindi infallibile).

Suggeriamo a tutti i lettori di voler dedicare del tempo a leggere questo bellissimo testo. Un po’ di sana chiarezza, per tutti i ricercatori ed amanti della Tradizione, è quello che ci vuole.

L’Editore



(Il primato del Papa, 214 pp, con bandelle)

13,50 euro
15,00 euro
prezzo speciale per i lettori EFFEDIEFFE fino al 16 maggio



EFFEDIEFFE.com
 
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Commenti  

 
# AlexFocus012 2016-05-05 18:15
Egregio don Curzio, con grande stima e rispetto per la sua opera tutta (quest’ ultimo lavoro ed i precedenti), per i Dottori della Chiesa, per i Santi e gli Apostoli, per la Bibbia, vedo che lei usa concetti come “imperfezione”, “incapacità”, “scelleratezza” , “indegnità”, “crimine”, “cattiveria”, “reprensibilità ”, “disprezzo”, “ispirazione satanica” per i comportamenti (ovviamente NON tutti i termini per tutti i papi e tutti i componenti del clero) dei pontificati postconciliari.
Così come attribuisce i concetti “confusione”, “dubbio”, “indecisione”, “preoccupazione ” ai cattolici.
Ebbene, proprio perché ho meditato sulla profezia di don Bosco (quella della tempesta), per quegli obbrobri che sono stati consentiti con la chiesa di s. Giovanni Rotondo (dedicata a s. Pio), per il disprezzo, la noncuranza mostrate verso il miracolo delle ostie di Buenos Aires del 1993 e per gli altri innumerevoli episodi che lei conoscerà certo meglio di me, anche se preoccupato NON mi sento né indeciso, né confuso né dubbioso: purtroppo ritengo che la VERA Chiesa sia tornata allo stato catecumenale, immersa nel corpo mistico.
Forse pecco di superbia nella mia visione ed esposizione draconiana, ma non sono più tanto giovane e ritengo che ci sia poco tempo al crollo economico, sistemico globale che assomiglia molto ad un’Apocalisse come quella descritta da s. Giovanni.
Gli episodi paradigmatici, sempre più frequenti di cattiveria allo stato puro, come quello della povera bambina di soli tre anni a Caivano (mi vien la pelle d’oca al solo pensiero) ma non solo, la tragedia VOLUTA dei profughi (piano Kalergi), la povertà dilagante, le carestie, le guerre continue mi portano a pensare che sia possibile uscire da questa nefanda situazione solo attraverso una profonda, dolorosa, terribile catarsi.
Saluto lei e lo staff di EffeDiEffe, ringraziandovi tutti per questo ennesimo sforzo intellettuale, spirituale ed editoriale.
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# cgdv 2016-05-06 12:26
Una bella presentazione per il nuovo libro di don Nitoglia. Un libro che si annuncia non solo di grande attualità ma, con tutta evidenza, una lettura fondamentale per apportare la necessaria chiarezza ed inserire punti fermi in un argomento che la soggettività può rendere tumultuoso.
Giuliano
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