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Ignominia e furto israeliani
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Ancora una volta la giudice Dorner. La giudice Dorner, presidente della commissione d’inchiesta governativa sulla vicenda degli aiuti ai sopravvissuti all’Olocausto e il Primo ministro si trovano contrapposti sulla questione dell’etica. Mentre la commissione Dorner ha concluso che era necessario fissare le indennità per i sopravvissuti al 75% di quella versata dalla Germania a Israele per ogni sopravvissuto, e che questa raccomandazione doveva essere applicata immediatamente, il Primo ministro tenta ancora una volta di guadagnare tempo. La controversia sui tempi è molto più importante di quella sulle somme perché il tempo gioca contro i sopravvissuti, essendo la stragrande maggioranza di essi giunti ad un’età avanzata.

Ogni giorno che passa riduce il debito di Israele nei confronti dei sopravvissuti dell’Olocausto. La decisione del governo di rinviare al 2009 il dibattito sulle raccomandazioni della commissione significa che la loro applicazione è rinviata di un anno e che, di nuovo, migliaia di altri sopravvissuti saranno privati dei diritti acquisiti, quando già, oggi, non restano molti sopravvissuti. Non si tratta solo di un furto manifesto, ma anche di una scioccante profanazione della memoria dell’Olocausto e dei sopravvissuti ad esso. Lo Stato di Israele non esiste che grazie all’Olocausto degli ebrei d’Europa, per due motivi: innanzitutto, senza l’annientamento degli ebrei europei e l’esistenza di centinaia di migliaia di profughi sopravvissuti, che nessuno Stato voleva, non è così certo che la comunità internazionale avrebbe accordato il proprio sostegno alla fondazione dello Stato di Israele, in un’epoca in cui il mondo iniziava un processo di decolonizzazione.

In secondo luogo, la maggior parte degli indennizzi sono stati versati dalla Germania a Israele e non ai sopravvissuti e alle famiglie delle vittime. Sotto la pressione del Comitato ebraico internazionale e della Histadrut, organizzazione sionista, la Germania ha deciso di indennizzare gli ebrei collettivamente, attraverso lo Stato di Israele che si presentava, in  assoluto senza alcuna giustificazione, come l’organismo rappresentativo del mondo ebraico in tutte le epoche! L’infrastruttura iniziale di Israele è stata realizzata con le centinaia di milioni di dollari versati dalla Germania-Ovest come compensazione dell’Olocausto degli ebrei europei.

Occorre osservare che trasformare Israele nel rappresentante delle comunità annientate in Europa era assolutamente di cattivo gusto, è il meno che si possa dire. Come è noto, la direzione sionista non si è data molto da fare per salvare gli ebrei europei, né prima né durante la guerra anche se bisogna notare, è vero, che le sue capacità erano limitate. Anche per ciò che riguarda il grado di empatia con le vittime e i sopravvissuti, Israele non riceve un buon voto – anche in questo caso, è il meno che si possa dire. Il settimo milione di Tom Segev ci consegna delle testimonianze interminabili sull’assenza di sensibilità della direzione sionista verso le vittime dell’Olocausto.

Questo per la storia. Intanto, il comportamento dell’epoca sembrava molto scialbo paragonato a quello dei dirigenti attuali. Il loro indugiare nel rispondere alle raccomandazioni della Commissione Dorner fa di questi dirigenti dei veri ladri, è molto semplice. Rubano a coloro che nulla hanno, alla luce del sole e senza alcuno scrupolo. In mancanza di empatia e di senso dell’onore, allora che almeno il debito di Israele verso i sopravvissuti all’Olocausto lo obblighi, e obblighi i suoi dirigenti, a garantire loro una vecchiaia rispettabile e tranquilla. Tuttavia, ciò non succede! In Israele, migliaia di sopravvissuti sopravvivono sulla soglia della fame in condizioni di vita difficili da descrivere.

È facile immaginare cosa avverrebbe se qualunque Stato nel mondo trattasse i sopravvissuti all’Olocausto ebraico anche solo con un decimo del cinismo di cui Israele da prova nei loro riguardi: Israele e i suoi portavoce della stampa occidentale lancerebbero un’immensa campagna internazionale contro lo Stato antisemita che profana le vittime dell’Olocausto. Semplicemente, ciò che è vietato ai Paesi Bassi, alla Francia e ovviamente alla Germania, è permesso allo Stato degli ebrei. E se è così che i dirigenti agiscono verso i loro genitori sopravvissuti, carne della loro carne, a ciò che resta degli ebrei europei come ci si può aspettare che diano prova di empatia e giustizia verso la popolazione palestinese locale?

La violazione dei diritti dei palestinesi è naturale conseguenza dell’impresa sionista. Il modo in cui vengono trattate le migliaia di sopravvissuti ebrei molto anziani getta un’altra luce sulla sua crudeltà verso i palestinesi: i dirigenti sionisti sono cattivi, glaciali e insensibili.

Solo una nota personale: venti anni fa, la giudice Dorner faceva parte del tribunale che mi ha condannato al carcere ed ella suggerì di aumentarmi la pena che gli altri giudici mi infliggevano. Alla luce del buon lavoro che ha fatto per i diritti dei sopravvissuti dell’Olocausto, e della posizione risoluta contro il governo per il suo grave furto, la perdono dal fondo del cuore.

Michel Warschawski

Traduzione di Cinzia Nachira

Fonte >
  Associazione Zaatar


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