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Il momento di attaccare l'Iran è adesso
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Stanno tutti aspettando. In Israele, stanno aspettando la fine delle celebrazioni per il 60° anniversario e che il Presidente Bush compia la sua visita e se ne ritorni a casa. Poi, dicono, l'IDF [ Israel Defence Forces, l'esercito, ndt ], compirà le sue incursioni a Gaza, prevista da lungo tempo. A quel punto, si sarà sistemato almeno il problema degli attacchi di Hamas, sempre più intensi.

Nel mondo, tutti stanno aspettando che finiscano queste interminabili elezioni americane. Poi, molti credono, la paralisi verso l'Iran finirà e, ritengono, la prospettiva di un attacco militare a Teheran o sarà realizzata  in tempi brevi o sarà messa a riposo ( ciò dipenderà da chi sarà il vincitore ).

Nel frattempo, il processo allucinante di accondiscendenza nei confronti del Medio-oriente vagherà ancora più in avanti, accompagnato da cupi borbottii di un intrigo segreto volto a svendere Israele,  fra Ehud Olmert e Mahmoud Abbas e reso ancora più interessante da quell' Israele-fobico di Jimmy Carter, fresco fresco dall'aver reso omaggio alla tomba di Yasser Arafat, e preannunciante la prospettiva di pace con Hamas, ai giorni nostri.

Ma l'attesa si accompagna ad un pesante prezzo perchè fornisce l'alibi per rimandare quello che invece dovrebbe essere fatto subito, e rimandare avrebbe come effetto ulteriori massacri di innocenti, e darebbe un vantaggio a quel giocatore per il quale il tempo è decisivo. Quel giocatore è l'Iran.

La ragione per la quale Israele non ha fatto a Gaza quello che doveva fare non è data nè dall'anniversario nè dalle visite ufficiali, è data invece dalla detenzione di Gilad Shalit, soldato IDF, da 22 mesi nelle mani di Hamas.

Israele non invade Gaza per paura che Shalit venga ucciso per ritorsione. Hamas usa Shalit come garanzia che Israele non cercherà di cancellarlo, ma quello che ne risulta è che altri israeliani sono attaccati ed uccisi, senza sosta. Ed il burattinaio che controlla Hamas, è l'Iran.

L'Occidente tende a mettere i numerosi conflitti medio-orientali dentro scatole etichettate con "conflitto Israelo-palestinese", "Iraq", "Libano", "Hamas", "al Qaeda" e "minaccia nucleare iraniana". Il fatto è che, comunque, tutte quelle strade portano in Iran.

L'Iran è semplicemente il centro di gravità strategico dell'area e della guerra contro il mondo libero. Ha circondato Israele a Gaza grazie ad Hamas, in Libano grazie agli Hezbollah, dove ha fatto di tutto tranne che eliminare la democrazia libanese.

In Iraq, l'Iran è il giocatore principale. L'effetto Petraeus potrebbe aver avuto successo e gli iracheni hanno recentemente sorpreso molti decidendo di combattere i sostenitori filo-iraniani di Moqtada al Sadr a Bassora, determinando la ritirata strategica dell'Iran. Il punto è che l'Iran, in Iraq, ha il controllo dei leaders governativi,  religiosi e degli insorti.

Come per al Qaeda, l'idea che l'Iran Sci'ita non si alleerà mai con i terroristi Sunniti è solo una illusione letale. L'Iran per anni ha lavorato ad accordi con al Qaeda, come con altri gruppi terroristi Sunniti, facendo causa comune contro l'Occidente.

E benchè l'Occidente non se ne sia mai reso conto, l'Iran si è diffuso anche nel suo seno : in Inghilterra ed Europa c'è un esercito dormiente di cellule di Hezbollah e dei Servizi Segreti iraniani che usa come depositi per esplosivi proprio le ambasciate iraniane in occidente. Se l'Iran fosse attaccato, Teheran risponderebbe scatenando il terrore in occidente.

Il prerequisito per stabilizzare tutti questi punti caldi - incluso quello "israelo-palestinese" - e per fronteggiare il terrore islamico globale, è un cambio di regime a Teheran. La questione è solo una : come ?

Si sarebbe dovuto fare molto, molto di più. Ci sarebbero dovute essere sanzioni economiche molto più restrittive e da molto più tempo, insieme a reprimende diplomatiche. E' inconcepibile che l'Inghilterra mantenga tutt'ora relazioni diplomatiche con l'Iran mentre ( come fanno gli Stati Uniti ), mette nella sua lista di proscrizione, come se fosse una organizzazione terroristica,  il PMOI [ People's Mojahedin Organization of Iran, ndt ], che è il principale movimento di opposizione partecipe dei diritti umani. Nella realtà, l'Iran ha dichiarato guerra all'Occidente nel 1979, nello stesso momento in cui l'Ayatollah Komeini salì al potere - l'ultimo grande contributo del Presidente Carter alla pace nel mondo. Da allora, le milizie iraniane hanno attaccato gli interessi occidentali, da allora, l'Occidente si è rifiutato di rendersene conto.

La gente sostiene che una guerra contro l'Iran sposterebbe in senso anti-occidentale molte persone che ora sono invece favorevoli. Ma guerra non significa bombardamento a tappeto di Teheran, deve e può significare colpire in modo preciso dei bersagli del regime e dei suoi principali interessi.

La guerra dovrebbe essere sempre l'ultima risorsa, ma, come negli anni '30, l'Occidente ha fallito nel fare gli appropriati passi intermedi. Una tale mancanza di polso, rende la guerra più probabile, non meno.

Ne deriva che la scelta non è fra la guerra e la pace : la guerra all'Iran è quasi certamente inevitabile. La scelta è fra la guerra alle nostre condizioni od a quelle stabilite dall'Iran. Più a lungo aspettiamo, più diventa difficile sconfiggere quella che è la più letale di tutte le minacce portate al mondo libero.

by Melanie Phillips

Si ringrazia il lettore Massimo Frulla per la traduzione

Fonte >
The Jewish Chronicle

Originale >  Now is the time to attack Iran


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