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I Lubavich e i Potenti del mondo
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 Una mano nascosta li dirige

Il nuovo libro EFFEDIEFFE a firma di don Curzio Nitoglia risponde a due importanti e decisive domande. La prima: come operano i 36 Tzaddikkim (Superiori Incogniti) che da veri Capi e Padroni governano il mondo? E poi: Per quale motivo il Giudaismo anticristiano, la cui natura è una sola (il panteismo esoterico, l’anticristianesimo) appare fortemente diviso in fazioni che sembrano combattersi tra loro?

Se pensiamo al Deep-State della loggia Soros/Rothschild, Rockefeller/Bill Gates, che dirige eugeneticamente l’Industria farmaceutica e bellica e tramite esse gli Stati, scagliatosi da almeno un decennio (prima su Putin e poi su Trump/Putin) contro coloro che incarnano la Patria, la Nazione e la Politica dei Governi nazionali, umanamente non possiamo che tifare per i secondi.

D’altronde, però, Trump ha sempre difeso anche gli interessi di Israele, con il fatto dell’ambasciata spostata a Gerusalemme, e in Siria, dove poco prima di dimettersi ha dato il via libera a bombardamenti congiunti tra intelligence USA e Mossad che hanno provocato 57 morti, il tutto apparentemente per colpire l’Iran, nemico n. 1 della propaganda israeliana.

L’assecondamento di Trump verso i sionisti è stato eclatante ed è durato dal primo all’ultimo giorno della sua presidenza; è iniziato con il ritiro dall’accordo di monitoraggio nucleare iraniano, il quale è stato seguito dalla chiusura degli uffici palestinesi negli Stati Uniti e dall’interruzione dei contributi statunitensi per gli aiuti ai palestinesi; quindi l’aiuto di Trump si è spostato direttamente in Terra Santa con il trasloco dell’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme, con il riconoscimento della sovranità israeliana sulle alture siriane del Golan, e con il via libera di Israele a fare tutto ciò che vuole nella Cisgiordania precedentemente palestinese, incoraggiando gli attacchi dello Stato ebraico contro obiettivi palestinesi, iraniani, libanesi e siriani impunemente costati la vita di qualche migliaia di innocenti non certo terroristi. Trump, diciamo così, ha dato a Israele tutto quello che poteva dargli. L’unica cosa che non ha fatto per lo Stato ebraico è stato attaccare direttamente l’Iran, e anche lì alcuni rapporti suggerirebbero che Trump avrebbe perlomeno tentato di fare qualcosa a tal proposito nei giorni finali della sua amministrazione, ma è stato dissuaso dal suo gabinetto. Di fatto, Israele adesso si è tipicamente messa ad abbaiare contro il nuovo insediato; Biden sembra voler per il momento tenere il piede in due scarpe, ma Israele, si sa, non ama fare troppa anticamera, che già minaccia di voler attaccare l’Iran se l’accordo sul nucleare tornerà vitale.

Come riporta questo articolo, la lista degli ebrei in posizioni rilevanti nell’amministrazione Trump era di fatto impressionante — nonostante quella di Biden lo sia ancora di più. Questo fatto, unitamente ad altri che riguardano la natura del nostro nuovo libro, ha avuto un peso decisivo durante i 4 anni di amministrazione repubblicana.

Inoltre anche Trump, insieme al resto dei politici-chierici (che da buoni maggiordomi mettono sùbito in pratica gli ordini dei loro Padroni Incogniti per il dominio sul mondo) ha deluso per il suo entusiastico appoggio al vaccino eutanasista.

Ma non basta: sia Trump ma anche e soprattutto Putin, come nel libro indaga bene don Nitoglia, sono entrambi molto vicini sentimentalmente se non addirittura spiritualmente agli Chabad/Lubavich, ovvero a quella particolare espressione dell’ebraismo sotterraneo cabalistico/esoterico che da secoli è in forte opposizione alla corrente pubblica del giudaismo, quella dei neo/Mittnaggedim (ossia gli Oppositori), che è la corrente del Talmudismo e del diritto del Rabbinato — in sostanza di coloro che sono eredi del farisaismo dei tempi di Gesù e i cui scudieri nel mondo sono la Banca Rothschild & “fratelli”. Di qui la lotta sotterranea che vediamo avvenire da almeno un decennio, ma che negli ultimi quattro anni si è fatta eclatante.

Questi due schieramenti – Ashkenaziti conservatori contro Sefarditi progressisti, Official-State contro Deep-State, Patrioti naturalmente più sani contro Loggia bancario/farmaceutica degenerata, nonostante condividano la stessa sostanza (giudaismo postbiblico), sono ferocemente antagonisti; quanto al modo di operare certamente sì, ma sostanzialmente discendono entrambi da un medesimo albero che ha il medesimo fine (il Nuovo Ordine Mondiale contro l’essere umano che viene odiato come creatura di Dio). A noi poveri goyim appaiono in contrapposizione, in realtà però sono sostanzialmente identici pur con diverse sfaccettature accidentali.

A quale scopo questa lotta intestina?

La via da percorrere per giungere alla comprensione è una “selva oscura” che grazie all’ottima guida di don Curzio potrà essere attraversata in sicurezza, per capire quale sia la natura (panteismo, emanazionismo & trans/umanesimo) e la divisione (Cabala/carismatica contro Loggia/talmudista) del Giudaismo postbiblico e quindi interpretare l’attualità alla luce dei 1) conflitti operativi quanto alla tattica o al modus agendi, 2) al fine del ristabilimento sostanziale dell’Ebraismo, che dalla lotta vi esce rafforzato.

Invece, la visione dottrinale che sta alla base di questo rafforzamento attraverso il conflitto è quella tipicamente gnostica: ogni cosa è un processo costante di autotrasformazione tra forze opposte. Nel caso del giudaismo, la lettera della Legge, casuistica e talmudica, ovvero la materia, entra in conflitto con lo spirito rappresentato dall’ebraismo degli Lubavicher analogo al carismatismo luterano pentecostale e neomodernista (la materia difatti va sempre anteposta allo spirito nella pratica gnostica); di qui il conflitto teso a cambiare quella determinata cosa in qualcosa d’altro. Anche Maritain propugnava la tesi che “lo scontro serve da superamento e da progresso” (Religion et Culture, 1930). Mentre queste “scuole” si combattono contribuiscono a rivitalizzarsi, e quindi a rivitalizzare l’Ebraismo.

Applicando il concetto alla società moderna, ad esempio, possiamo dire che il marxismo (che di gnostico ha tutto e di buono nulla) vede i conflitti tra le persone come elementi essenziali al progresso dell’umanità, cercando così di promuoverli al fine della realizzazione di una società senza classi nella perfezione dell’ideale comunista. Se ne trae perciò la conseguenza che in assenza di conflitto non vi possa essere nessun tipo di progresso umano. Al fine di promuovere il progresso è dunque assolutamente necessario passare alla creazione di tale conflitto (bene-male, unione degli opposti).

Ora, tra la Cristianità e il giudaismo, opposti tra loro sostanzialmente, non esiste questo tipo di conflitto, bensì il conflitto è vero. La Cristianità difatti prosegue nella storia per mezzo di dinamiche essenzialmente divine nella sua spinta che ha un fine esclusivamente trascendente, di ordine soprannaturale; se la Chiesa è afflitta da dolori e tormentata da calamità, se “si accresce con le persecuzioni” e giunge fino a conseguire “l’immortale gloria del martirio” (Enc. Quanto conficiamur, Pio IX) per mano dei suoi nemici (una volta esterni, ora purtroppo maggiormente interni) il suo fine resta prettamente la salvezza del genere umano («al regno di Dio dobbiamo arrivare per via di molte tribolazioni», Atti XIV,21-22) e la sua vita è la stessa del Figliuolo di Dio, che ha data per Lei; il giudaismo invece perseguita sé stesso perché agisce in maniera naturale o al massimo preternaturale, dunque in maniera specificatamente immanente; si capisce così che per avanzare – non avendo in sé un influsso proveniente da Dio (al massimo lo ha da satana, una semplice creatura) – le forze del male si debbano servire proprio del conflitto per accendersi come una miccia, per avanzare, per trasformarsi e infine arricchirsi superandosi.

Ciò presupposto – il che è il fondamento del libro che stiamo presentando – il lettore dovrà riflettere adeguatamente e con occhi nuovi su questa lotta interna al giudaismo, il quale oggi (2020-2021) ha vinto la battaglia iniziata con la Modernità; nel capirla capirà meglio anche la storia recente (prima e seconda guerra mondiale, guerra fredda) e quella attuale (conflitto Cina-Russia-USA).

Questo libro è infatti molto attuale perché è stato realizzato a cavallo tra la crisi del covid (che sta rapidamente cambiando la nostra realtà), le elezioni americane di novembre 2020 e la mancata elezione di Donald Trump con l’insediamento del rivale (quanto al modus operandi) Joe Biden.

Non sfuggirà la rilevanza dell’ipotesi che Trump – con la sua forte base political-popolare, al momento scossa ma che potrebbe facilmente recuperare fiducia – riesca a tornare alla ribalta sempre se troverà un modo per schivare l’agguato del secondo tentativo di impeachment (che viste le violazioni con cui è stato costituito – è un ebreo del calibro di Alan Dershowitz a denunciarne le irregolarità – non dovrebbe passare la soglia di approvazione in Senato).

Trump potrebbe tornare tra 1-2 anni a sfidare lo status quo della politica americana, magari attraverso la realizzazione di un terzo partito, l’ipotizzato “Patriot Party”, che al momento resta un’ipotesi accantonata dallo stesso tycoon. Intanto anche Steve Bannon non esclude il suo ritorno, dando anzi Trump futuro rivincente alle prossime elezioni del 2024 più che uomo di punta repubblicano per le elezioni di Camera e Senato del 2021.

Si vedrà. Quel che è certo, in questo gioco, è che Trump incarna lo spirito chassidico dei suoi amici Lubavich, e non sarà un caso che la figlia si sia recata a pregare sulla tomba del rabbino Menachem Mendel Schneerson, il famoso messia mancato, per intercedere spiritualmente e anche politicamente nell’elezione del padre.

Insomma, se oggi Trump esce sconfitto dalla lotta tra giudaismo di destra e giudaismo di sinistra, per lui non tutto è perduto. Lo Chassidismo ha mantenuto in piedi Trump negli ultimi anni, e questa parentesi sospensiva possiamo leggerla come un necessario avvicendamento ai vertici del potere.

La politica di Trump, d’altronde, rallenta oggettivamente la folle corsa del Nuovo Ordine Mondiale verso il Trans/umanesimo disumano cercando di sostituirgli un Umanesimo dal volto più umano (ma pur sempre panteistico e immanentistico); evidentemente ai Tzaddikkim (superiori incogniti o Gran Kahal che dir si voglia) adesso serve un’agenda più spinta, e Biden fa maggiormente al caso loro.

Nel frattempo la lotta tra cabala-con e loggia-dem proseguirà, e crediamo non esista al mondo un libro tanto puntuale a descriverla come il presente.

Nell’apparente dicotomia tra Lubavicher e Mittnaggedim il Princeps huius mundi accresce la sua forza e il suo potere. Questo è ciò che deve spaventare. Il termine – sia che abbia vinto un Biden o un Trump, sia che “governi” un Francesco o un Benedetto – resta sempre l’auto/divinizzazione dell’uomo, che conformemente alla teologia cabalistica degli Chassidim può essere raggiunta più o meno velocemente, ma deve essere il traguardo; Trump o Biden o Putin o Bergoglio o Ratzinger non importa.

Il grande orologio della storia sta oggi ticchettando a passo sfrenato, e si fa capire soltanto da colui che conosce il potente meccanismo che lo muove.

«Non è ozioso, spiega Nitoglia, cercare di sapere (…) ciò che avviene dietro le quinte. Infatti nihil volitum nisi praecognitum. Quindi per contrastare al meglio la Sovversione che sta rivoluzionando il mondo intero, con la scusa di una “pandemia”, occorre sapere prima quale è la sua natura e chi ne sono gli agenti principali e solo dopo si potrà combattere il nemico che si conosce».

Leggere questo libro sarà come entrare nella foresta vergine del potere; percorrerlo sarà l’unico modo per capire il perché di quel che sta accadendo senza sbandare tra la “sinistra” dei Soros, Bill Gates e Deep-Church bergogliana e la “destra” degli Chassidim o Partito dei Patrioti ecclesiastici conservatori.

L’obbiettivo di questa editoria che vi proponiamo è poter capire per poter reagire convenientemente e non esageratamente, senza però pretendere di vedere tutto e chiaramente; poiché il mistero di iniquità è prepotentemente in atto e molti sono quelli che rimangono ingannati.

Edizioni EFFEDIEFFE



(I Lubavich e i Potenti del mondo, 210 pp., bandelle)

 
14,40 euro
16,00 euro
(sconto riservato ai lettori EFFEDIEFFE fino al 17 febbraio)



  EFFEDIEFFE.com  
 
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