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Dizionario di Mariologia (padre Roschini)
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L’opera di p. Roschini eleva l’attenzione della mente a percepire le cose di Dio

Dopo aver ristampato il Dizionario di Teologia Dogmatica (1943, rist. 2018), il Dizionario di Teologia Morale (1955, rist. 2019) e il Dizionario Biblico a cura di mons. Spadafora (1963, rist. 2020), oggi, con la ristampa del Dizionario di Mariologia di padre Roschini (1961) Effedieffe conclude la ripubblicazione dei Dizionari cattolici preconciliari editi dalla Studium di Roma tra gli anni ’40 e inizio anni ’60, i quali rappresentano la sintesi e il vertice della intelligenza applicata allo studio di Dio (Dogmatica e Biblico) e dell’uomo (Morale e Mariologico).

Il Dizionario di Mariologia a cura di Gabriele Roschini, composto dal padre servita nel 1961 quando presiedeva la Facoltà Teologica del Marianum, è un’opera meravigliosa, composta di tante voci scritte con chiarezza ed essenzialità, che aiuterà il cattolico nella difficile impresa di conoscere sempre più e sempre meglio la singolare missione di Maria SS. e i suoi singolari privilegi bellamente illustrati dal Roschini.

Perché è difficile?


Per cogliere il soprannaturale e vivere in esso bisogna prima di tutto conoscerlo: «Nihil volitum nisi praecognitum»; noi conosciamo il soprannaturale attraverso la fede, luce novella aggiunta a quella della ragione, che ci permette di penetrare in un mondo nuovo, il mondo soprannaturale, che però rimane un apparente controsenso per la nostra realtà contingente.

Se dalla parte dell’anima l’uomo è inclinato a desiderare la conoscenza delle cose [secondo l’affermazione di Aristotele che “tutti gli uomini per natura desiderano di conoscere (Metafisica, 1, 1)], dalla parte della natura corporea l’uomo è incline ad evitare la fatica per l’acquisto del sapere; dal che, dice San Tommaso, è necessaria una certa forza di applicazione nell’acquisto della scienza (Summa, II-II,166,2),

Dunque ogni scienza, ossia ogni sapere, per essere compresa e compendiata affinché sia di edificazione al prossimo richiede fatica e “angoscia di sospiri” (Dante, Convivio, canzone prima, 26).

Dante nel “Convivio” spiega che lo studio è amore, poiché è applicazione dell’animo innamorato de la cosa a quella cosa. Questo studio “innamorato” aiuta l’anima a conoscere sempre più e sempre meglio, perché rende la ragione libera dalle contraddizioni della falsa conoscenza (filosofica o teologica), dando la salute all’anima.

Lo studio è quindi amore ed ha una vera funzione salvifica; comporta però anche angosce, ovvero sforzi e fatica. L’Alighieri, da discepolo di San Tommaso, ci invita a riflettere che le dimostrazioni della filosofia vanno dritte ne li occhi dell’intelletto, ovvero sono conoscibili e oggettive, e quando l’intelletto vi ha preso familiarità rimane “pieno di certezza” e quindi di felicità.

Riassumendo ed applicando al nostro Dizionario questi princìpi possiamo dire che l’anima della vera devozione a Maria è l’amore; anima dell’amore è la cognizione; e anima d’ogni cognizione, in via ordinaria, è proprio lo studio. Lo studio quindi, come insegna Aristotele nell’Etica, è “cagione accrescitiva d’amore”.

In sostanza nulla è voluto, cioè amato, se prima non sappiamo cosa sia; perché conoscendo ammiriamo e ci devolviamo ad esso (da qui il nihil volitum: studiando, amo).

Essendo Maria il vertice della natura creata, lo studio della sua persona, della pienezza dei suoi doni e della sua scienza infusa e beata oltre che sommamente profittevole (la devozione a Maria è tanto necessaria per la salute e la perfezione quanto è necessaria la grazia) è anche uno studio propriamente difficoltoso per le ragioni addotte sopra.

La Beata Vergine, perché Madre di Dio, ha infatti “una certa dignità infinita derivante dal bene infinito che è Dio” (Summa Th., I, q. 25, a. 6, ad 4). Lo stato spirituale di Maria è da considerarsi non solo lo stato mistico più profondamente e perfettamente sviluppato in una creatura umana, ma anche uno stato possibile soltanto in Lei, in virtù della sua unica pienezza di grazia; quindi tranne la divinità e l’infinità (propriamente di Cristo) si può attribuire a Maria qualsiasi privilegio. Inoltre, se l’anima è forma del corpo, e ne è dunque il suo atto, l’umanità di Gesù e di Maria fu l’attuazione concreta e perfetta della forma esemplare che era da sempre nella mente di Dio. “E sotto questo aspetto niente può essere creato migliore dell’umanità di Cristo e di Maria” (Summa, ivi).

Quindi,

1) Maria se per la sua natura umana di donna è inferiore agli stessi angeli, di queste Intelligenze è però regina e a loro incomparabilmente superiore per dignità; 2) è madre di Dio nella carne, e con Lui può vantare numerose “analogie” (cfr. v. Analogia, p. 40) nonostante gli rimanga infinitamente lontana.

Dunque è chiaro che teologicamente lo studio di Maria è contrassegnato dall’arduità. Ma a differenza della profezia, che come insegna l’Angelico (Summa II-II, 171, 2) consiste in una “conoscenza superiore alla ragione naturale, per la quale si richiede una luce superiore a quella della ragione (che solo Dio può dare a suo piacimento)”, lo studio della filosofia, grazie al lume della fede che si serve della rivelazione, può essere condotto con una certa sicurezza da uno sguardo “sano e forte” (Dante, Convivio, canzone seconda, VIII, 42).

Perciò, per scalare la montagna che è Maria con la certezza di arrivare fino alla sua cima (fino a Cristo al quale solo Maria accompagna) senza cascare in pericolose scarpate e precipizi, la guida del Roschini diventa imprescindibile; egli approfondendo lo studio della filosofia e della teologia scolastica acquisì profondità, precisione di giudizio e di esposizione che mediamente al cattolico manca, e che seppe riversare integralmente nel presente Dizionario, in cui, di conseguenza, è contenuta la dottrina autenticamente cattolica sulla Madonna.

Progressismo mariano

Purtroppo anche in Mariologia l’insegnamento è andato impoverendosi sempre più soprattutto nell’ultimo mezzo secolo, durante il quale il sentimentalismo carismatico ha guadagnato la fetta maggiore del devozionismo; quindi il Dizionario del Roschini risulta essere uno strumento provvidenziale da avere a disposizione e da conservare proprio perché insegna la Mariologia in tutta la sua purezza, estensione e portata in quanto materia che si innalza sopra vette sulle quali facilmente l’intelletto “disvia”, ovvero non riesce a dire cose compiute, complete e ben definite, mentre “lo stile di Roschini è breve, conciso, esatto, tipicamente tomistico e quel che scrive ha un significato preciso” (d. Curzio Nitoglia, Invito alla lettura).

La precisione e la profondità mancarono a molti teologi modernizzanti. Le sentenze dei padri Köster, Semmelroth, Rahner e Müller, tra gli altri, le quali il Roschini confuta brillantemente, sono tristemente note per aver creato la cosiddetta corrente “Ecclesiologica”, fondata cioè sui rapporti che legano Maria alla Chiesa o all’umanità redenta anziché su quelli che la legano primariamente a Cristo. Maria, invece, sta come in mezzo fra Cristo e noi (e tutta la Chiesa), in un posto tutto suo, solo suo. Essa, in forza della sua predestinazione, costituisce un mondo a sé, un ordine a sé intrinsecamente unito a quello del Figlio.

Finalità ed eccellenza di questa materia

Brevemente su questo punto ricordiamo i capisaldi della Mariologia. Se Cristo solo è Colui che ci ha redento non si può escludere con questo la cooperazione (secondaria, dipendente, per sé stessa inefficace e ipoteticamente necessaria) di Maria alla redenzione del mondo (cfr. Corredentrice, v. Mediazione di Maria, pag. 447).

Di qui lo scopo della Mariologia: serve per investigare sempre più profondamente i privilegi e la dignità della Beatissima Vergine essendo Maria il “Compendio della Teologia”. Essendo, infatti, il mirabile compendio di tutte le opere di Dio, Ella aduna in sé stessa tutto ciò che si trova sparso in tutta la Teologia.

La Mariologia infatti si distingue dalla Teologia non per l’oggetto formale «quo» o «sub quo» (la luce della Rivelazione) ma solo per l’oggetto materiale. Essa va ricollegata sia alla Cristologia (poiché Maria è Madre fisica di Cristo e sua associata nella Redenzione) sia alla Ecclesiologia (poiché Maria è Madre spirituale della Chiesa, mistico corpo di Cristo).

Dopo Dio, dopo Gesù suo Figliolo, Uomo-Dio, la persona più degna della nostra attenzione, del nostro studio, del nostro amore è Maria. Lo studio, quindi, sulla Madonna, fra tutti gli altri, è il più eccellente, il più necessario, il più vantaggioso. 1) È il più eccellente: ciò apparisce chiaramente dall’oggetto stesso di questo studio: Maria. Essa è il “capolavoro di Dio”, l’opera cioè in cui più vasta risplende l’orma della sapienza, della potenza e della bontà infinita di Dio. 2) È lo studio più necessario, poiché è comunemente ammesso che la devozione alla Vergine, nel presente ordine di cose, è moralmente necessaria per conseguire l’eterna salute e specialmente per conseguire la perfezione cristiana. Per l’una e per l’altra, infatti, è continuamente necessaria la grazia. E la Vergine è il canale per il quale passano tutte le grazie. La devozione a Maria, quindi, è tanto necessaria, per la salute e la perfezione, quanto è necessaria la grazia.

Grazia in Maria

Per San Tommaso è “ragionevole credere che al di sopra di tutti gli altri abbia ricevuto maggiori privilegi di grazia colei che ha generato ‘l’Unigenito del Padre, pieno di grazia e di verità’, così da essere salutata dall’Angelo: ‘Ave, piena di grazia’” (Summa, III, q. 27).

Parlando di privilegi di grazia in continuo aumento in Maria (poiché nelle virtù cristiane o si cresce o si regredisce, e certamente Maria crebbe incessantemente dal primo istante di vita fino all’assunzione), si potrebbe obbiettare: la Vergine fu salutata dall’Angelo “piena di grazia”. Se era già piena di grazia, come poteva crescere ancora nella medesima?

Roschini risponde (cfr. v. Grazia di Maria, p. 266) dicendo che la Vergine non solo nel giorno dell’Annunciazione, ma anche nel primo istante della sua vita terrena fu “piena di grazia”. Piena di grazia non in senso assoluto, e quindi incapace d’aumento (come fu per N. S. Gesù essendo vero Dio), ma in senso relativo, cioè relativamente alla sua capacità soggettiva. Maria quindi fu “piena di grazia” nella sua Immacolata Concezione, piena di grazia nel momento dell’Incarnazione del Verbo, piena di grazia al termine della sua vita terrena. Ma una pienezza era più perfetta dell’altra.

In senso largo e nel suo genere, questa pienezza di grazia si può dire “infinita”.

“Questa pienezza di grazia, spiega il Roschini, che adornò la Vergine fin dal primo istante della sua esistenza terrena, andò sempre continuamente crescendo, durante tutto il suo pellegrinaggio terreno, fino al termine del medesimo, raggiungendo una pienezza così sconfinata da confinare con l’infinito”.

Grazia attraverso Maria

Come Gesù pargoletto (“parvulus”) dovette essere nutrito del latte di Maria, così anche noi, pargoletti (“parvuli”), nella nostra vita spirituale dobbiamo essere nutriti da Lei. Il “latte” di cui questa madre soprannaturale ci nutre è costituito dalla “grazia attuale”: luce per ben distinguere il bene dal male, e forza per fare la volontà di Dio. Ciò dimostra la nostra dipendenza da Lei e quanto dobbiamo vivere intimamente uniti a Lei. Se il cammino, se l’ascesa è dura, noi dobbiamo cercare il nostro rifugio e l’aiuto in Lei. La nostra unione in Cristo diviene, nello stesso tempo, unione a Maria. Noi troviamo Gesù con Maria; e Maria in Gesù e con Gesù.

Per cercare, quindi, Cristo, non è necessario cercarLo al disopra di Maria, ma è necessario cercarLo in Lei, unendo la nostra povertà e impotenza alla povertà e all’impotenza di Cristo bambino e abbandonandoci alla Madre sua e nostra. In tal modo noi troveremo Maria e Gesù.

Ecco, in sintesi, la singolare missione di Maria: la maternità. Una madre, infatti, non genera solo il capo (Cristo), ma anche le membra (i redenti).

Il primo principio perciò della Mariologia si può enunciare così: “Maria è la madre universale” (sia di Cristo che dei Cristiani). “Madre del seme” il quale “schiaccerà il capo” del demonio.

«In tale modo si può dire che Maria, portando nel Suo seno il Salvatore, abbia anche portato tutti coloro la cui vita era contenuta in quella del Salvatore» (San Pio X, Ad diem illum).

Madonna regina del mondo

Il Dizionario del Roschini dedica ampio spazio, con singole voci divisibili per Continente, a tutti i Paesi di spiccata tradizione mariana. I resoconti di fondazione della fede e di miracoli avvenuti per intercessione di Maria per favorire la diffusione del Cattolicesimo vengono descritti mirabilmente dal Roschini. La storia delle Nazioni che ne emerge ha caratteri sorprendenti: numerose apparizioni poco conosciute vanno a formare una mappa globale di Maria come regina del Mondo. Questo dizionario dà il suo notevole contributo anche in questo campo, spesso con afflati commoventi.

Perché consigliamo i Dizionari Cattolici?

In un’epoca di apostasia dalla fede, il Dizionario dedicato a Maria, assieme ai “colleghi dizionari” di Morale, di Dogmatica e Biblico, rappresenta il vertice della intelligenza, che applicata allo studio si trasforma in fiamma d’amore in grado di alimentare la devozione e la pietà correttamente intese (non in senso carismatico e sentimentaloide). Alla luce di questi Dizionari il lettore potrà perfezionarsi e nella loro fedeltà il cattolico potrà riposare, rinfrancando la speranza in un ritorno all’ideale di vita cristiano.

In particolare oggi ci è stato consentito di ristampare il Dizionario del Roschini, che in sé significa un piccolo miracolo: conoscere sempre più e sempre meglio Maria SS.

Se è vero che questo oceano di bellezza soprannaturale rappresentato da Maria deve ancora essere esplorato sino in fondo, e il suo mistero dev’essere un po’ più illuminato e dischiusa la potenza che Maria contiene, l’opera di Roschini dà manforte al lavoro che manca intorno a quelle verità ancora contenute in modo “oscuro” nel deposito della Rivelazione.

Ciò che è importante è tornare, festina lente, allo studio teologico ben fondato sulle vere basi della tradizione monumentale.

A tutti i lettori questo invito: collezionate quanto più vi è possibile i Dizionari cattolici (Dogmatico, Morale, Biblico, Mariano) e poneteli nelle vostre librerie; consultateli spesso e conservateli. Vi aiuteranno da qui in avanti, per i tempi che ci attendono.

Edizioni EFFEDIEFFE


 
(Dizionario di Mariologia, 754 pp., 160x224mm con bandelle)
30,00 euro
33,00 euro
(sconto speciale per i lettori EFFEDIEFFE fino al 14 marzo)

 


  EFFEDIEFFE.com  



 
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