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Il ritorno di Padre Pio
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Il 23 settembre ricorrerà il 51° della morte di padre Pio (1968). Mentre il 20 settembre ricorrerà il 101° anniversario delle sue stigmate visibili (1918).

EFFEDIEFFE dedica con gratitudine una nuova opera a S. Pio, opera che prosegue e completa il libro Padre Pio — Le verità nascoste (2016).

Quello odierno è il terzo lavoro di Gedeone la Spada, pseudonimo che cela un autentico figlio spirituale del Santo. Attraverso EFFEDIEFFE Gedeone ha voluto coronare la sua missione di far conoscere ai lettori cattolici il mistero attorno alla figura di S. Pio da Pietralcina, insieme alle promesse ad essa legate. Un mistero non ancora pienamente compreso e pienamente svelato (per mancanza di coraggio, per mancanza di predicazione e per la cattiva condotta di molti religiosi).

Ecco il motivo di questo terzo ed ultimo libro: Fare chiasso, come amava dire Padre Pio, a conforto dei credenti e vergogna degli scettici laicisti, abbattendo l’omertoso muro del silenzio, che ancora circonda la sua vita e la sua “missione grandissima”.

Quella di Gedeone è così una trilogia (Padre Pio — Le verità nascoste del 2016 e Quei matti che guariscono del 2017) che trova oggi il suo suggello nell’opera dal titolo: Il ritorno di Padre Pio (2019).

Come a conclusione di un trittico dedicato a San Pio da un suo devoto figlio, in queste righe leggerete il prodigio del corpo e del cuore di colui che è stato ed è “il Cireneo” che porta la croce di Gesù e con Gesù, cioè la croce del genere umano.

(Lorenzo de Vita)

PRESENTAZIONE
Sono vivo più di prima

Presentare questo terzo libro su padre Pio è come presentarli tutti. L’uno integra l’altro, per rivelare in vita e dopo (per quanto possibile), questa straordinaria personalità di uomo, mistico e santo.

Anche quest’ultimo scritto nasce dalla necessità improrogabile di contrapporre il soprannaturale e le glorie del vero unico Dio all’ondata di ecumenismo amorale, che in una cosiddetta “fratellanza universale” mescola tutte le religioni, in una perversa ammucchiata senz’anima, senza trascendenza, senza la Rivelazione di Gesù, vero Dio e vero uomo.

Sculture e mosaici per l’insegnamento eretico

Come si vedrà nelle Pagine di questo libro (e come già scritto), i mosaici della cripta di S. Pio e le sculture della nuova chiesa a lui dedicata, sono all’occhio del credente un chiaro simbolo (riversato in architettura e nell’arte musiva) del pericoloso modernismo, che pervade la cultura cristiana e gli orientamenti teologici odierni. Mosaici e sculture sono superlativi manufatti dalle policromie smaglianti, dalle forme icastiche e dal linguaggio poetico, purtroppo però falsano, per omissione, il profondo ed unico messaggio del Cristianesimo: la divinità di N. S. Gesù.

Infatti, non vi è immagine (fra le tantissime) che rappresenti la Resurrezione di Gesù; che rappresenti la l’Eucarestia e la Divinità di Gesù! Sembra che gli artisti non vogliano riconoscerla, né presentarla agli occhi dei fedeli.

La nostra fede cristiana è fondata sulla resurrezione di Gesù, ma in questo santuario internazionale (ove sono ancor vive le macchie del sangue di padre Pio, a conforto dell’eterna Passione di Gesù), ahimè, proprio in questo luogo benedetto è stato ignorato il fondamento della nostra fede… nonostante San Paolo abbia ammonito, insegnato e scritto: … Se Gesù non fosse risorto, vana sarebbe la nostra fede. Grandiosa ed innegabile verità, forse dimenticata (ad arte).

Questo rinnegamento, pur essendo antico, si persegue ancora oggi, con sottile ingannevole maestria, dagli stessi teologi cattolici e dalle stesse gerarchie cattolico-progressiste. Ecco la pericolosità gravissima del Modernismo!

Negazione antica e nascondimento attuale

Già nell’aprile del 30 dopo Cristo, farisei, giudei, anziani, sacerdoti e leviti del tempio di Gerusalemme brigarono furbescamente per nascondere la strabiliante resurrezione del rabbi Gesù di Nazareth. Col danaro corruppero i soldati romani a guardia del sepolcro, perché negassero con fermezza l’evento straordinario ed inspiegabile: «… L’uomo di Nazareth crocefisso, martoriato ed esanime, morto sulla croce; il “blasfemo”, tradito, abbandonato dagli stessi suoi apostoli, rinnegato dagli anziani e dal popolo, è ritornato inspiegabilmente in vita: si sono strappati i sigilli; si è ribaltato con fragore il pesante masso a chiusura della tomba… Ed egli è apparso vivo, in uno splendore di luce, ineguagliabile ed accecante! ». Questa la verità che hanno negato!... Ed ancor oggi si tenta di nascondere!

Come allora, ancora oggi
il popolo ebraico non riconosce in Gesù l’unigenito figlio di Dio, il Messia redentore degli uomini, nonostante le numerosissime profezie dell’Antico Testamento, che ne descrivevano la persona, l’opera e la stessa morte. Recita così il Salmo 6 del profeta Davide: “…Hanno trapassato le mie mani ed i miei piedi. Hanno contato tutte le mie ossa. Il popolo “eletto”, non lo riconosce “Messia”, ma lo riconosce “blasfemo” (sic), degno di essere giustiziato e …cancellato dalla storia. Come allora anche oggi!

Anche oggi, molti teologi cattolici, progressisti, dubitano della resurrezione di Gesù. Nel Credo Niceno (325) è detto paradossalmente: …Credo in un solo Signore Gesù Cristo (…) crocefisso per noi sotto Ponzio Pilato. Morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risorto, secondo le scritture”. Se le Scritture – come oggi si insegna – non sono libri storici, ma storie di fervorosi e fanatici, ecco che tutto decade, dottrina e Tradizione Apostolica. Oggi, come allora non si vuol riconoscere la Resurrezione di Cristo Gesù, perché... non si vuol riconoscere la divinità di Gesù e di conseguenza si vuole eguagliare il cristianesimo alle altre religioni del mondo. O cancellarne dottrina e dogmi.

Teologi cristiani, cardinali e vescovi, in ossequio al dilagante modernismo, ispiratore del nichilismo morale, fanno il distinguo tra il Gesù storico ed il Gesù narrato nei Vangeli. I vangeli – dicono e scrivono – non hanno attendibilità storica. L’esegesi è fantasiosa. Non esistevano registratori in quel tempo. Si mette dunque in dubbio la verità dei Vangeli e si tenta di presentare N. S. Gesù, come un “mito”.

Rovesciamento della Dottrina e nichilismo morale

Gesù di Nazareth non è Dio, ma solo “un mito”! La S. Messa è solo “un rito”, svuotato del trascendente. Ecco il progressivo rovesciamento della Dottrina cattolica! Ecco la rivoluzionaria discontinuità con l’insegnamento degli Apostoli e della Chiesa in duemila anni di esistenza, martirio e vita. Ecco lo spietato attacco alla vera Dottrina cattolica ed alla sua tradizione millenaria, ratificata dal sangue dei martiri, dei santi, dei mistici cattolici. Insomma, ecco la costituzione di una falsa chiesa! Si vuol cancellare Gesù dai nostri cuori, dalle nostre famiglie, dai nostri figli, dall’intera comunità umana, raccontandolo come un mito, un personaggio ideale vagheggiato, ma mai esistito.

Sono all’opera i mezzi di comunicazione sociale (TV, radio, internet, stampa, politica e spettacoli) per diffondere in modo fascinoso il nichilismo morale, conseguenza della presunta cancellazione del Cristianesimo vero e dei comandamenti. Sicché si asserisce, con arroganza ed ammiccante suggestione, l’annullamento dei “temi etici”, un tempo “non negoziabili”.

Ovvero: È un bene l’aborto, nuova strage degli innocenti (che incide una ferita inguaribile nell’animo e nella psiche della donna). È un bene l’eutanasia (siamo padroni della vita e scegliamo quando morire con dignità). È un bene l’utero in affitto (consente la genitorialità anche a chi non può essere madre, a prescindere dallo strazio della madre naturale, costretta a “vendere” il proprio figlio appena nato). È un bene la teoria gender e l’uso del medicinale triptorellina (per bloccare la pubertà e consentire di scegliere il proprio sesso, ignorandone le disumane conseguenze). Sono un bene le unioni omosessuali (perché ciò che importa è l’amore) contro natura, perché mancante di fecondità biologica (a prescindere dalle tribolazioni fisiche e dall’insegnamento biblico di Sodoma e Gomorra). Sono un bene le adozioni omosessuali (l’unione di due uomini o due donne non procrea e non dona la vita – e se adotteranno un bimbo diverrà anch’egli un omosessuale – evviva la denatalità!).

Non praevalebunt — I tre grandi Eventi

Contro questo tzunami di male, sempre più gonfio ed urlante, si contrappongono due parole, divine, eterne, rassicuranti di N. S. Gesù: Non praevalebunt!. Le forze infernali e gli oscuri proseliti che corrompono e travolgono col denaro, il potere ed il senso (atei, satanisti, ingrati e traditori; negatori di Dio ed adoratori del demonio e … tanti impostori vestiti con abiti sacri) non vinceranno! Mai vinceranno nella realtà per distruggere il destino eterno dell’uomo, perché il destino di ognuno è nelle mani e nel cuore di Dio, che ama ogni uomo da lui creato.

E sa come ottenere il bene dal male. Dio ha sacrificato il proprio Figlio, per riscattare dal maligno gli uomini di buona volontà, di qualunque colore, razza e lingua siano. Ricordiamolo!

Orbene, caro lettore, contro questo implacabile tzumani (originato dall’attuale maremoto degli insegnamenti di Cristo Gesù), s’elevano oggi, a barriera luminosa ed invalicabile, tre grandi eventi, incancellabili ed innegabili per chi abbia desiderio di verità e non voglia farsi cieco.

Il primo evento è un lenzuolo funebre di antichissima memoria ,la sacra Sindone. Nasconde miracolosamente in sé l’immagine di Gesù morto, coperto da profonde ferite insanguinate. Mai alcun artista al mondo ha potuto raffigurare tale intensità dolente e solenne. Un dolore così grande, straziante tutto il corpo della povera vittima, sacrificata fino alla morte. Ciò che meraviglia e fa gioire, sono i segni evidenti del fatto straordinario (fuori dalle leggi naturali), avvenuto in quell’ “imbalsamatura funebre”: svuotata dalla salma ed afflosciata completamente su sé stessa, intatta nella composizione, presenta sul fronte esterno (id est) un’immagine misteriosa ed emozionante. È l’immagine dell’uomo dei dolori, che il lenzuolo funebre ha pietosamente avvolto. Un brevissimo lampo di radiazioni di luce emesso dalla salma, ha proiettato in verticale i contorni ed il corpo crocefisso. È (secondo gli esperti), un’esplosione di energia (con modificazione della struttura della materia), che ha raffigurato in maniera tridimensionale (!) l’immagine di un uomo, flagellato e crocefisso. La Luce attraversa linearmente il sudario, e disegna l’immagine col sangue della vittima straziata e strinature luminose. Immagine anatomicamente perfetta, non assorbita dal tessuto, né impressa, ma “sospesa” a distanza infinitesima dalla superficie esterna (!) del lenzuolo. Senza discontinuità, nonostante le fasciature trasversali, a legatura del sudario, che avrebbero dovuto interromperla. Solo un “corpo straordinario” opera questa meraviglia incredibile!

Solo Il corpo glorificato di Gesù attraversa il lenzuolo, che si affloscia, intatto nella sua legatura funebre. Ecco la prova tangibile della resurrezione di Gesù, offerta al mondo intero! Ecco Il fatto storico più importante di tutti i tempi, avvenuto la mattina del 9 aprile dell’anno 30 in quel sepolcro fuori dalle mura di Gerusalemme. Ecco il “documento” incancellabile della Passione di N. S. Gesù.

Si comprende, dunque, perché la Sindone faccia tanta paura ai demoni, alle sette demoniache, ai nemici di Gesù ed a tutti i negatori della sua divinità. Ammettere la Resurrezione di Gesù è riconoscere la divinità di Gesù. La sindone è veramente il quinto Vangelo, scritto sul lenzuolo funebre, in maniera irripetibile ed incancellabile. Scritto per gli uomini di ogni epoca.

Questa irripetibile immagine, resa “in negativo” (come un negativo fotografico), è tracciata dalla Luce di Dio: ha “dipinto” col sangue la sua immagine straziata dalla sofferenza. A confusione dell’orgoglio e della vana supponenza umana! La sindone è firmata da Dio: Digitus Dei est hic!

Il secondo evento, in ordine di tempo sono le gloriose apparizione della Madonna a Rue du Bac (Parigi), a Lourdes e Fatima; I miracoli eucaristici (Lanciano, Buenos Aires, Legnica (Polonia), confermati dalle analisi scientifiche. (Di questi argomenti si è già parlato nel libro Quei matti che guariscono”, ed. EFFEDIEFFE 2017).

Il terzo evento è la sanguinante presenza (dal giorno della sua stigmatizzazione fino alla fine dei tempi!) del più grande stigmatizzato della Cristianità; il personaggio suscitato da Gesù, per il nostro tempo.

È il personaggio chiamato da Gesù alla “missione grandissima” di salvare col suo sangue centinaia di migliaia di anime, perdute all’Amore di Dio, dannate adoratrici del maligno. Chiamato ad attestare con la sua vita la verità della vita di Gesù nei Vangeli.

È il personaggio che ha insegnato come la S. Messa sia “il Calvario stesso in cui Gesù compì la redenzione nostra dinanzi al Padre Suo”.

È il personaggio che ha manifestato la strabiliante presenza di Gesù in ogni ostia consacrata.

È il personaggio cui il Signore Gesù ha donato tutti i carismi dello Spirito. Il personaggio che spaventa il maligno e lo respinge negli inferi con i suoi demoni.

È il personaggio che ha portato sul suo corpo, impresse per 58 anni (1910-1968) la Passione del Nazareno divino, crocefisso e Redentore, così come descritta nei Vangeli.

È il personaggio il cui solo gesto libera gli indemoniati, soffocando le parole e l’arroganza del maligno (con buona pace di coloro che ritengono il maligno solo un simbolo).

È il personaggio che compatisce ogni sofferente, confortandolo o (se è volontà di Dio) liberandolo ed accettando su di sé quel dolore fisico e spirituale.

È il personaggio presente al capezzale di ogni moribondo che lo invochi; al fianco di ogni disgraziato che ne chieda l’aiuto. Ad essi manifesta la sua presenza, con profumi celestiali e sogni di conforto e rivelazioni.

È il personaggio che presenta al mondo Gesù, sofferente per la nostra salvezza fino alla fine dei tempi, per riscattare col suo sangue i nostri peccati, se credenti in Lui.

È il personaggio che ha ridato il desiderio del trascendente e la certezza della vita oltre la vita: del Paradiso, del Purgatorio e dell’Inferno.

È il personaggio che con l’assoluzione sacramentale ha sollevato l’animo del penitente (al suo confessionale ne sono arrivati centinaia di migliaia), donandogli la gioia piena, la fiducia, la speranza nella vita, perché divenuto consapevole dell’amore infinito di Dio.

È il personaggio che con prodigi e miracoli ha dato certezza di Dio al nostro secolo senza fede.

… E di lui, della sua vita e delle sue opere, noi che lo abbiamo conosciuto, entusiasti, commossi e riconoscenti esclamiamo: “Digitus Dei est hic!”.

Questo personaggio straordinario, donatoci dalla Misericordia di Dio, è padre Pio da Pietrelcina. Oggi “San padre Pio da Pietrelcina”.

Di lui sono state rivelate le verità, nascoste dal maligno. Di lui sono stati documentati miracoli grandiosi, a gloria di Dio e della Chiesa Cattolica.

Tremano le oscure potenze diaboliche

Quanta paura fa quel lenzuolo funebre e quelle apparizioni, quei miracoli eucaristici e quel frate stigmatizzato
!... Tanta paura, da spingere le potenze oscure (consacrate al demonio) ai ripari e condizionare scienziati, centri di ricerche (a Tucson, Zurigo, Oxford) ed alte gerarchie ecclesiastiche, al fine di vanificare l’autenticità della Sindone; fare dimenticare i messaggi e le esortazioni della Madonna (ritenute solo rivelazioni private!); minimizzare i grandiosi miracoli eucaristici nel mondo; nascondere (con la mancanza di predicazione e con gli scandali di alcuni confratelli), la grande testimonianza di padre Pio da Pietrelcina.

Le rivelazioni di questo libro

Questo terzo libro potrà rivelare per intero la “missione grandissima” (anche dopo morto) affidata a padre Pio da N. S. Gesù crocefisso. Nemici all’interno della Chiesa cattolica, hanno voluto “toglierlo di mezzo” (e credono di esserci riusciti), perché la testimonianza di sangue dello stigmatizzato sacerdote cappuccino è un’inquietante presenza. È la manifestazione del Soprannaturale. È la verità del catechismo cattolico.

Dice padre Pio: “…Quando mi cercate, mi troverete ai piedi di Gesù sacramentato nel tabernacolo”.

Non riuscendo a screditarlo (utilizzando le umilianti disposizioni contro di lui del vanesio vescovo Carlo Maccari — anni 1960-1963), due superiori cappuccini (uno Amministratore apostolico, l’altro Guardiano del Convento — entrambi defunti) gli hanno fatto somministrare (nei brodini di pollo) farmaci allucinogeni e sonniferi, per confonderlo e poterlo dichiarare incapace di direzione spirituale; gli è stato ordinato di “cantare la Messa del 22 settembre (50mo anniversario della stigmatizzazione), nonostante padre Pio a stento si reggesse in piedi, provocandone così lo svenimento sul presbiterio, al termine di quella Messa; non lo hanno prontamente ricoverato in ospedale, viste le gravi condizioni di salute e l’età avanzata. Necessaria conseguenza di tutto ciò, è stato l’improvvisato e vano intervento chirurgico in extremis, nella cella conventuale, la notte tra il 22 ed il 23 settembre 1968.

Per questi motivi è stata inventata la storiella di un padre Pio, in poltrona, che spira, sospirando “Gesù e Maria”.

Quanti traditori e quanti Giuda vi sono ancora nella Chiesa Cattolica?... I nemici di padre Pio (il cappuccino Amministratore apostolico ed il guardiano del convento) non fecero trapelare la verità storica di quella morte, per non accusare sé stessi. Ma la verità è ben altra! La leggerete in questo veritiero scritto.

Ancora in queste righe, leggerete il prodigio del corpo e del cuore di padre Pio. Evidenza storica taciuta, con imposizione di giuramento (“Un segreto, che tale non avrebbe dovuto essere” — dice l’arcivescovo emerito D’Ambrosio), perché l’avvenimento straordinario delle condizioni di quel corpo e di quel cuore espiantato, smentiscono e confutano il paradossale (ed eretico) orientamento della chiesa del post-concilio, della chiesa modernista ed ecumenista.

Buona lettura.

(Gedeone la Spada)

 
(Il ritorno di Padre Pio, 132 pagine, con bandelle)
 
13,80 euro
15,00 euro
(sconto riservato ai lettori EFFEDIEFFE fino al 7 ottobre)


 

  EFFEDIEFFE.com  


 
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Commenti  

 
# cgdv 2019-09-15 17:38
Scritto molto bello e convincente sotto tutti gli aspetti.
Giuliano
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Forgione 2019-10-09 18:50
Queste autentiche verita' e' urgente e necessario diffonderle, per confortare i credenti in Cristo Gesu', nel disgraziato tempo della apostasia in atto, inoculata subdolamente dal vertice della gerarchia e dal suo cerchio magico.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 

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