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Il deputato-talpa filma il suk degli onorevoli
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Qualche sanguisuga, un po' di somari e una talpa: c'è anche questo, a Montecitorio. È il quadro desolante che esce da un micidiale reportage girato per la prima volta dentro l'aula.  Tutto questo grazie a un deputato che si è prestato a registrare, con una micro-telecamera, le conversazioni con alcuni colleghi. Che sembrano avere un'ossessione: il vitalizio. Per il quale sono disposti a tutto. A partire, ovviamente, dalla vendita del proprio voto.

Potete scommettere che, alla vista della puntata di stasera de «Gli intoccabili», il programma su La7 condotto da Gianluigi Nuzzi, c'è chi farà un putiferio. Scatenando la caccia al deputato «traditore» che ha consentito di girare in presa diretta le

chiacchierate che comunemente si svolgono, tra una votazione e una partita a carte sull'iPad, nel cuore stesso di Montecitorio, l'emiciclo dove siedono i rappresentanti del popolo.
C'è chi dirà che certo, il «tempio della democrazia» dal 1871 ad oggi ne aveva già viste, come scrive Sabino Labia nel libro «Tumulti in aula / Il presidente sospende la seduta», di tutti i colori. Dal cosiddetto «discorso del bivacco» di Benito Mussolini («potevo fare di questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli...») alle scazzottate come quella che vide i commessi portare via un Francesco Storace urlante: «Quella checca di Paissan mi ha graffiato con le sue unghie laccate di rosso, io non l'ho toccato! Vi sfido a trovare le mie impronte digitali sul suo culo!». Mai, però, era accaduto che un deputato registrasse, segretamente, i colloqui con i colleghi là, nel luogo più protetto, dove i fotografi che stanno nelle gallerie sono obbligati a sloggiare appena c'è un tafferuglio perché «non sta bene» che gli italiani vedano quanto i loro delegati possano abbassarsi fino alla mischia da angiporto.



Non è stato, da parte di quel deputato, un gesto «onorevole»? Può darsi. Ogni censura è legittima. Ma guai se ancora una volta si guardasse il dito e non la luna. Perché le conversazioni «rubate» sono solo una parte del quadro ricostruito per «Gli Intoccabili» dall'inchiesta di Gaetano Pecoraro e Filippo Barone. C'è la copia di un modulo fatto firmare a un deputato del Pd che «si impegna a versare la somma di euro 50.000 quale contributo alle spese che il partito sostiene per la campagna elettorale». C'è un'intervista al deputato di Futuro e Libertà Aldo Di Biagio, che racconta di come una collega lo contattò per farlo rientrare nel Pdl: «Mi ha detto: "Noi ci aspettiamo coerenza da te. Ti consigliamo di aprirti una fondazione e ti faremo avere un contributo di un milione e mezzo da Finmeccanica o da un'altra società"». C'è la ricostruzione di come il dipietrista Antonio Razzi avrebbe contrattato la sua fiducia al governo Berlusconi, determinante in quel 14 dicembre 2010 di svolta nella legislatura, chiedendo tra l'altro l'istituzione del consolato onorario di Lucerna, finito poi a un suo amico. O ancora la rivelazione del finiano Luigi Muro: «L'onorevole Verdini mi ha detto: "Dimmi cinque cose che possono interessarti, cinque desideri e poi ragioniamo"». Meglio del genio della lampada di Aladino.

«Gli intoccabili», prorgamma condotto da Gianluigi Nuzzi in onda mercoledì sera su La7«Gli intoccabili», prorgamma condotto da Gianluigi Nuzzi in onda mercoledì sera su La7


Ma certo, lo scoop sono le parole «rubate». Ed ecco un deputato, con la voce sfalsata e il volto oscurato elettronicamente per impedirne l'identificazione, sbuffare: «Sono l'unico che qui di benefit non ne ha. Pensione non ce l'ho, non c'ho un cazzo... Sono l'unico vero precario». Ecco una conversazione fra due «gentiluomini» illuminante:
«Ormai è tutto... Tutto una tariffa, qua. È solo tariffa».
«La tariffa tua quant'è?».
«Al vostro buon cuore».
«No, no, la tariffa la devi fare tu».
«Al vostro buon cuore...».
Ed ecco, agganciata dalla talpa, un'altra chiacchierata tra una sanguisuga e un somaro centrata sull'asfissiante richiamo alla pensione, il vitalizio. Così piena di parolacce, oltre agli strafalcioni, che dobbiamo chiedere scusa ai lettori:
«Ma riuscite a fare tirare avanti questo governo? Ce la fate fino alla scadenza? Meglio anche per te. Così pigli pure tu la... Adesso devi fare quattro anni, sei mesi e un giorno. Perciò fatti nu poco li cazzi tua e non rompere più i coglioni a... E andiamo avanti. Così anche tu ti manca un anno...».
«Meno di un anno!».
«Meno di un anno e ti entra il vitalizio. Tu che cazzo te ne fotte, dico io? Tanto questi sono tutti malviventi. A te non ti pensa nessuno. Te lo dico io, caro amico. Che questi, se ti possono inculare ti inculano senza vaselina nemmeno».
Una sola cosa ha in testa, qualcuno che magari davanti ai microfoni giura di fare politica «al servizio dei cittadini»: non uscire da quel guscio dorato. Anche perché, a volte, senza quella poltrona e quella possibilità di alzare il prezzo del suo voto, sarebbe rovinato: «Sono un reietto. Me ne sto da solo. Sono contento perché... Cioè, mi dispiace per la situazione economica dell'Italia che è andata così... Però... Per me sono contento perché il 14 dicembre c'è stato questo scombussolamento degli ex di An perché se non c'era questo scombussolamento io finivo qui. Cioè, basta, finito. Probabilmente finisco così lo stesso, però... Io ho bisogno di un posto di lavoro».
«Perché, non hai nessun lavoro?».
«Faccio il disoccupato».
«E quindi qui ti eri sistemato...».
Scambi di battute:
«Lavori troppo, tu».
«Eh, lavoro troppo».
«Tu fai pure tu come Berlusconi? Otto a notte te ne fai?».
«No, io me ne faccio di più!».


Sfoghi lamentosi come quello di un deputato, par di capire, eletto dal Carroccio: «Però non è giusto che tutti i partiti prendono i soldi dai parlamentari. Non va bene così. Non è una cosa corretta. La Lega è diventato un partito d'affari. Fanno quello che fanno tutti. E ti fanno firmare un contratto eh? Ti fanno firmare l'impegnativa. Hanno voluto un assegno post datato di 25.000 euro...». Conclusione: «Ma piuttosto voi quanto gli date, di pizzo, ogni mese?».
No, non può essere quello, il Parlamento. Ci rifiutiamo di accettare che sia «solo» quello. Sarebbe una schifezza. Un insulto alla democrazia. Un oltraggio alla politica perbene, generosa, nobile. A tutti quelli, a destra e a sinistra, che ci credono sul serio. Buttateli fuori, quei deputati insaziabili interessati solo a se stessi. Fuori. E ricominciamo da capo.

Gian Antonio Stella

Fonte > 
Corriere.it
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Commenti  

 
# pelzen 2011-12-09 00:56
Dire: come siamo caduti in basso, sarebbe retorica, oppure affermare che "sapone e corda" sarebbe la medicina salutare per sistemare questa fogna sarebbe scambiato per terrorismo e allora cosa e come dobbiamo comportarci noi, cittadini, alias servi senza potere?

Quando si parla del sommerso mi scoppia da ridere, perché nella sostanza quello che si affermava tempo addietro, circa l'evasione fiscale, era sacrosanto: evadere è il dovere per chi vive in una nazione come questa dove invece chi avrebbe il dovere di servire e amministrare si comporta come l'ultima delle sguattere di sua maestà re Giorgio.

A questa gente, tutti, perché non se ne salva nessuno, sarebbe da far fare la fine che ha fatto Gheddafi.
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# NOMEN 2011-12-09 14:23
Citazione pelzen:
Dire: come siamo caduti in basso, sarebbe retorica, oppure affermare che "sapone e corda" sarebbe la medicina salutare per sistemare questa fogna sarebbe scambiato per terrorismo e allora cosa e come dobbiamo comportarci noi, cittadini, alias servi senza potere?

Quando si parla del sommerso mi scoppia da ridere, perché nella sostanza quello che si affermava tempo addietro, circa l'evasione fiscale, era sacrosanto: evadere è il dovere per chi vive in una nazione come questa dove invece chi avrebbe il dovere di servire e amministrare si comporta come l'ultima delle sguattere di sua maestà re Giorgio.

A questa gente, tutti, perché non se ne salva nessuno, sarebbe da far fare la fine che ha fatto Gheddafi


Beh, trattandosi ormai di sfacciato, spudorato, sfrontato... "suk"... ci starebbero davvero bene, sacro+santissim e pene alla... "SCIMITARRA"... A DIO PIACENDO!!!
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# Milo Dal Brollo 2011-12-09 12:38
"Ciao, ministro, ciao"?! Ma non hanno nemmeno rispetto l'uno per l'altro, parlano come fanno politica! Che razza di covo...
Comunque, fra un po' lì (sono all'estero adesso) scoppierà tutto e, ragazzi, dovrete veramente arrangiarvi. Potrebbe esserci veramente, di nuovo, una guerra civile, con in più la mafia bella pasciuta e radicata che prende definitivamente in mano le redini dello Stato e tratterà noi cittadini come tratta i suoi quaquaraquà. Ho paura per l'Italia. Il fatto è che, qualora ci dovessimo schierare, potremmo benissimo esser costretti a difenderci coi bastoni dai linciaggi di comunisti redivivi, anarchici, antivaticanisti atei che vogliono infrangere altre statue della Madonna e magari bruciare le chiese, e dagli apparati statali gonfiati di precari di ogni risma illicenziabili trasformatisi definitivamente in squali capitalisti che tratteranno noi contribuenti come facevano i latifondisti coi braccianti solo per fare sopravvivere l'apparato stesso.
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# NOMEN 2011-12-09 23:34
Citazione Milo Dal Brollo:
"Ciao, ministro, ciao"?! Ma non hanno nemmeno rispetto l'uno per l'altro, parlano come fanno politica! Che razza di covo...
Comunque, fra un po' lì (sono all'estero adesso) scoppierà tutto e, ragazzi, dovrete veramente arrangiarvi. Potrebbe esserci veramente, di nuovo, una guerra civile, con in più la mafia bella pasciuta e radicata che prende definitivamente in mano le redini dello Stato e tratterà noi cittadini come tratta i suoi quaquaraquà. Ho paura per l'Italia. Il fatto è che, qualora ci dovessimo schierare, potremmo benissimo esser costretti a difenderci coi bastoni dai linciaggi di comunisti redivivi, anarchici, antivaticanisti atei che vogliono infrangere altre statue della Madonna e magari bruciare le chiese, e dagli apparati statali gonfiati di precari di ogni risma illicenziabili trasformatisi definitivamente in squali capitalisti che tratteranno noi contribuenti come facevano i latifondisti coi braccianti solo per fare sopravvivere l'apparato stesso


... REPETITA "NON" JVVANT... "STAVOLTA"!
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# Wotan 2011-12-09 12:53
La cosa tragicomica è che c'è pure gente che si stupisce.
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# Viktor-SS 2011-12-09 16:00
Beh, questa comunque è la scoperta dell'acqua calda. La vera rivoluzione sarebbe pubblicare a ciclo continuo queste belle cose in modo che la gente capisca a che cosa serve il voto dei cittadini.
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# Girolamo 2011-12-12 12:25
Il parlamento ha il compito di giustificare il potere reale presentandolo come volontà popolare e impedendo di mostrare il sistema reale.
Fornire copertura al potere reale. Approvare leggi che legittimano il superfluo indebitamento pubblico verso il cartello della finanza. Autorizzare il prelievo fiscale, approvare leggi e riforme utili agli interessi delle banche. Trasferire la sovranità effettiva dallo Stato a soggetti supernazionali privati che rispondono solo a se stessi. Per far questo sono privilegiati e messi al riparo affinchè siano fedeli a queste funzioni.
Come si può pretendere che siano persone serie?
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# NOMEN 2011-12-13 18:08
Citazione Girolamo:
Il parlamento ha il compito di giustificare il potere reale presentandolo come volontà popolare e impedendo di mostrare il sistema reale.
Fornire copertura al potere reale. Approvare leggi che legittimano il superfluo indebitamento pubblico verso il cartello della finanza. Autorizzare il prelievo fiscale, approvare leggi e riforme utili agli interessi delle banche. Trasferire la sovranità effettiva dallo Stato a soggetti supernazionali privati che rispondono solo a se stessi. Per far questo sono privilegiati e messi al riparo affinchè siano fedeli a queste funzioni.
Come si può pretendere che siano persone serie?


Bene dicisti, come tuo solito, beato te, che non te la posson raccontar di certo, tutti 'sti ipocriti mentitori, pagati per confonder le idee alla povera gente ignorante, al fine di meglio infinocchiarla... e ben puotesi allora paragonar il sé dicente "parlamento" ad una "pentola", col sé dicente "governo" a funger da "coperchio"... con tutto il popol bue là dentro, a farsi "cucinar" ben bene... mentre... "EL VECIO SIOR PARON+LA VECIA SIORA PARONA"... se la godono e se la ridono,alla grande... ma che dico mai... alla grandissima!!!
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