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Il futuro di "zar Vlad" come quello di Gheddafi
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In almeno 100mila al corteo di Mosca per elezioni oneste e riforme democratiche. Sempre meno scontata la vittoria del premier al primo turno delle presidenziali. Analisti: Putin potrebbe essere “deposto” entro i primi due anni del nuovo mandato

Hanno vinto il freddo glaciale e la diffidenza del Cremlino gli oltre 100.000 manifestanti che il 4 febbraio scorsosi sono riuniti per la quarta grande manifestazione anti-governativa degli ultimi due mesi a Mosca.

Nonostante i -17° registrati di giorno, in migliaia nella capitale, a San Pietroburgo, nel Lontano est, hanno sfilato contro il terzo mandato da presidente che si profila per Vladimir Putin, candidato favorito alle elezioni del 4 marzo; per riforme democratiche; libertà per i prigionieri politici e provvedimenti contro i brogli registrati nelle legislative di dicembre, vinte dal partito di governo Russia Unita.

Al di là della guerra di numeri - tra i 120mila partecipanti dichiarati dagli organizzatori e gli appena 40mila contati dal ministero degli Interni – si è trattato di un successo per il neonato e variegato movimento d’opposizione, montato sulla scia dell’indignazione popolare per l’annunciato ritorno di "zar Vlad" al Cremlino e poi esploso dopo le denunce di brogli. L’appuntamento del 4 dicembre era visto dagli analisti come un test per provare la forza di questa nuova opposizione, dopo le maxi proteste di dicembre a Mosca, le più vaste contestazioni degli ultimi 15 anni in Russia.

Studenti, famiglie, intellettuali, blogger, attivisti per i diritti umani, politici liberali, nazionalisti e comunisti si sono di nuovo riuniti “in difesa del futuro della Russia”, come ha spiegato dal palco in piazza Balotnahja Victor Yavlinski, leader del partito Yabloko e grande escluso dalle presidenziali. In mezzo al corteo, che si è svolto senza l’intervento della polizia, il bersaglio principale è stato di nuovo Putin: molte le caricature ispirate al premier, cartelli come “Abbasso il freddo, abbasso Putin” inviti a una primavera araba in terra slava con “Mubarak, Gheddafi, Putin” e voci che urlavano slogan del tipo “Putin dimettiti”, “Putin vergogna”.

Il movimento “per elezioni oneste” ha promesso di tornare in piazza il 26 febbraio, il fine settimana prima delle presidenziali, il cui risultato appare ora sempre meno scontato. Gli analisti vedono profilarsi la possibilità di un secondo turno, in cui Putin batterà senza difficoltà il candidato comunista Gennady Zyuganov, mentre le manifestazioni si ingrosseranno con l’arrivare delle più miti temperature primaverili.

Analisti come l’economista Alfred Koch, ex vice premier di Eltsin, avvertono che Putin sarà comunque un presidente indebolito e questo aprirà la strada a un conflitto interno all’elite al potere. I suoi consensi sono già calati e una volta al Cremlino – sottolinea Koch sulla sua pagina di Facebook - dovrà varare riforme necessarie e impopolari come quelle delle pensioni, che lo allontaneranno ancora di più dal suo elettorato. Secondo l’economista, entro i prossimi due anni, profileranno due scenari: uno è quello delle dimissioni di Putin, “in stile Gorbaciov”, (magari provocate da un’ala della leadership russa che sta già prendendo le distanze dal premier, come l’ex ministro delle Finanze Alexei Kudrin e il riformatore Anatoly Chubais); l’altra è quella violenta alla Gheddafi, “tirato giù dalla folla”. Koch, come altri sia tra l’opposizione che nelle stanze del potere, ammette di credere poco nella prima.

Fonte >  Asia News


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Commenti  

 
# Sivispacemparabellum 2012-02-07 17:33
Provateci figli della gran meretrice di Babilonia!
Se non vi bastano i miti -17 di Mosca ci sono altri luoghi in Santa Madre Russia meno accoglienti a cui ricorreva non solo il regime comunista ma anche Pietro Il Grande.
Creperete, voi traditori della Rodina e creperanno i vostri laidi finanziatori sionisti e occidantali.
Che Dio vi maledica tutti quanti!
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# alberto 2012-02-08 19:02
Bravo!
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# Aldo Bresciani 2012-02-07 17:59
Sciocchezze in libertà. I giornalisti nell'era di Facebook, non solo cialtroni e inetti, ma pure mentalmente deboli, coi neuroni adattati ai tweet di 120 caratteri.
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# NOMEN 2012-02-07 18:54
Beh... stando così le cose... non resterebbe, al buon... "PVTIN"... che affidarsi alla buonanima del Defunto... "RAS+PVTIN"... affinchè lo Sciamano siberiano possa fargli la grazia di poterla scampare... chissà!
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# Vitoparisi3 2012-02-08 14:45
Citazione NOMEN:
Beh... stando così le cose... non resterebbe, al buon... "PVTIN"... che affidarsi alla buonanima del Defunto... "RAS+PVTIN"... affinchè lo Sciamano siberiano possa fargli la grazia di poterla scampare... chissà!

Gli estremisti di destra, negli anni cinquanta, intorno ad un tavolo rotondo al quasi buio con una candela accesa, sotto il quadro del duce esclamavano: "Benito Mussolini, se ci sei batti un colpo... di Stato!"
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# NOMEN 2012-02-08 21:22
Citazione Vitoparisi3:
Citazione NOMEN:
Beh... stando così le cose... non resterebbe, al buon... "PVTIN"... che affidarsi alla buonanima del Defunto... "RAS+PVTIN"... affinchè lo Sciamano siberiano possa fargli la grazia di poterla scampare... chissà!

Gli estremisti di destra, negli anni cinquanta, intorno ad un tavolo rotondo al quasi buio con una candela accesa, sotto il quadro del duce esclamavano: "Benito Mussolini, se ci sei batti un colpo... di Stato!"


Non la sapevo, questa, davvero gustosa... certo, poi, mica tutte le preghiere vengono esaudite... ma, a voler esser precisi e pignoli, i "colpi" da batter dovrebbero esser i classici,canoni ci... "III"... se non erro!
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# Vitoparisi3 2012-02-07 20:35
Non credo che gli Stati Uniti abbiano i soldi per mobilitare tanti attori così. Saranno stati di meno.
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# NOMEN 2012-02-09 14:53
Citazione Vitoparisi3:
Non credo che gli Stati Uniti abbiano i soldi per mobilitare tanti attori così. Saranno stati di meno


Ma dai, che dici mai... se posson stampar tutti i Talleri che vogliono, senza dover mai render conto a nisciuno!
E che pacchia, che goduria, che bengodi... poter goder della... "SOVRANITA'+MONETARIA"...
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# Milo Dal Brollo 2012-02-08 08:32
Ci sono evidenti problemi sociali in Russia, sono qui da un paio di mesi e poco più e posso rendermene conto. Il fatto che qualcuno abbia nostalgia del regime comunista è dovuto al fatto che certi ricconi si sono accaparrati tutto nell'era Eltsin, lasciando il resto della gente in povertà, perciò ripetono lo stereotipo che "una volta, almeno, si aveva tutti da mangiare". Questa non è una colpa diretta di Putin, che anzi ha cercato di invertire un po' la rotta e in realtà riuscendoci dato che, finalmente, una classe media di piccole dimensioni è rinata dal nulla.

Le elezioni, poi, non sono state propriamente truccate ma sono successi dei casini evidente. Ad esempio, nelle repubbliche del Caucaso, le schede semplicemente non sono state contate e i funzionari - imbecilli, ignoranti e corrotti - hanno tirato una riga sui voti oppure hanno messo le stesse percentuali a tutti, falsificando così i risultati globali.

L'acqua qui è inquinata, tant'è che a San Pietroburgo, dove ora vivo, la gente parte una o due volte al mese per la Finlandia con il bus, per fare la spesa di pesce. E questo nonostante la Russia sia il Paese più pescoso del mondo!

La citta' è funzionante e funzionale, ma alcune cose proprio non vanno, fin dalla notte dei tempi. Qualche giorno fa, un quartiere della citta' è rimasto senza corrente elettrica, e moltissimi palazzi funzionano solo con quella (cucina, scaldabagno, eccetera). Un quartiere a San Pietroburgo significa 12.000 persone al buio e al gelo di -20 gradi notturni. Le tubature non sono mai state cambiate e sono marce, e non possono nè cucinare nè bere l'acqua. Gli androni sono completamente fatiscenti e non esiste l'amministratore condominiale perchè tutto è gestito da aziende comunali che se ne infischiano. L'altro giorno, ho letto sul giornale che il sindaco di Mosca prometterà di togliere le discariche dai parchi pubblici! Chissà quante "verdi" colline ospitano montagne di rifiuti, sulle quali giocano i bambini...
L'unica cosa che funziona è la Polizia, la quale è anche molto ben pagata... che in situazioni del genere passa per gratuitamente arrogante, per gendarme di un regime di riccastri.
Insomma, da lamentarsi ce n'è... il problema è di chi si fida la gente. Putin, comunque, si rende conto di tutta la situazione.
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# FRANCESCO da Avellino 2012-02-22 12:26
In una nazione grande come la Russia, l'esigua accozzaglia di rivoluzionari plastificati e indottrinati dal portafoglio di Washington e Tel-Aviv, rappresentano un'entità nulla e insignificante. I russi dopo il disastro provocato dall'ubriacone kazaro Yeltsin, sono ben consapevoli di dover tenere lontano dal potere i rappresentanti della cricca affaristico-malavitosa-liberal-mondialista, rappresentata da quattro gatti per lo più con la doppia cittadinanza in Israele. Quindi coloro che rischiano il linciaggio in Russia, sono i traditori della patria e degli interessi nazionali, i quali al pari di branchi di cani rabbiosi con la bava alla bocca,sono al guinzaglio dell'ebraica internazionale!
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