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Italia, nel 2010 su 1.000 matrimoni metà finiti tra separazioni e divorzi
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Nel 2010, in Italia, per ogni 1.000 matrimoni si sono contati quasi 500 tra separazioni e divorzi, in gran parte consensuali, dopo almeno 15 anni di convivenza.

Lo dice oggi l'Istat, l'istituto nazionale di statistica, in un rapporto intitolato "Separazioni e divorzi in Italia", che disegna il quadro di un paese sempre meno tradizionale per i rapporti di coppia.

Nel 2010, secondo i dati statistici, si sono celebrati quasi 218.000 matrimoni, ma sono avvenute anche poco più di 88.000 separazioni e si sono registrati un po' più di 54.000 divorzi. Per ogni 1.000 matrimoni, dice Istat, ci sono state 307 separazioni (ufficiali) e 182 divorzi.

Rispetto a 15 anni prima le coppie sciolte sono raddoppiate: nel 1995, infatti, rileva Istat, su 1.000 matrimoni si registravano 158 separazioni e 80 divorzi.

A separarsi o a divorziare - consensualmente per oltre due terzi dei casi - sono persone intorno ai 40-45 anni, rimaste sposate in media 15 anni in caso di separazione, o 18 anni, per i divorzi. Però, rileva Istat, "i matrimoni più recenti durano sempre meno". In oltre la metà dei casi, chi si divide ha figli. E nel caso delle separazioni, quasi il 90% delle coppie con figli ha previsto l'affido condiviso.

Fonte >  Reuters

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Commenti  

 
# Vitoparisi3 2012-07-13 15:34
E' una politica del Ministero per le pari Opportunità-omosessualità: in quel ministero, inclusivo di arcigay ed arcilesbiche, intituzionalmen te rami di esso, è sato deciso e sanzionato che devono, affermano, sradicare l'idea secondo loro superata ed oscurantista per la quale il padre di famiglia dovrebbe mantenere una famiglia di moglie e figli. Per cui, a suon di quote multanti, licenziano i padri di famiglia per sostituirli con donne oppure, se uomini, con degli omosessuali. Chiunque assumesse dei padri di famiglia: ditte, uffici o persino piccoli esercizi, deve fornire giustificazioni oppure chiudere o peggio, per salassi tributari insostenibili. Nei direttivi ormai i datori di lavoro hanno paura a metterci dei padri di famiglia, mentre uomini, solo se con gli orecchini a destra o dimostrabilment e scapoli, vengono ancora pur limitatamente tollerati.
Io direi che vogliano il rifiuto dell'idea di padre, cominciando dall'idea di DIO, apposta, almeno nelle alte sfere speculative; non sono sbagli che sfuggano, questi, come sarebbero, ad esempio, gli inciampi nel gradino al buio o la zuccata sonora su un palo stradale se distratti. Lo vogliono, per declassare o destrutturare la famiglia. Tanto, ci sono gli asili nido...
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# driver 2012-07-13 21:18
Da uomo che ha subito una separazione dico subito che la stramaggioranza degli uomini subisce il finto affido condiviso dei figli, da tribunali ideologicamente asserviti , e l'uomo paga sempre è comunque, diventando una figura di secondo piano per non dire peggio, rispetto alla madre. La donna anche se lascia, anche per motivi futili, è sempre la vittima. Si sta cercando di modificare la legge 54/2006 in parlamento, a causa della cattiva applicazione della legge, ma le resistenze sono forti.
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# ramuxara 2012-07-16 10:31
Vero, sottoscrivo.
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# DBF 2012-07-19 21:58
Mai pensato di sposare un'italiana. Neanche morto. E come sposare un transessuale o peggio. Un amico è partito con lo zaino ed è andato in Russia a prenderne una ragazza che ora gli fa il bagnetto ogni sera e lo ingozza. Ha già 2 figli in pochi anni doi matrimonio celebrato in municipio.
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