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Il conflitto siriano e l’ipocrisia occidentale
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Quanta ipocrisia dietro il conflitto siriano. E quanta malafede nella disinformazione. In Siria è in atto una guerra civile, molto delicata e che travalica i confini nazionali. È una guerra tra interessi geostrategici e fazioni opposte, sostenute e foraggiate da grandi potenze per motivi contrapposti. Quella in Siria è una guerra per ridisegnare il Medio Oriente, per estendere i propri interessi e la propria egemonia, per controllare confini e risorse, per conquistare mercati e alleati. Basta con tutta questa ipocrisia occidentale dei diritti umani. Parliamoci chiaro senza prenderci in giro: alle potenze occidentali (non dico all’opinione pubblica, ma ai governi piegati agli interessi delle multinazionali) non interessa un fico secco dei diritti umani, così come non interessano alla Cina e alla Russia, ma sono solo un pretesto usato per coprire le reali ragioni che spingono gli stati ad entrare in guerra. Altrimenti non si capirebbe come si possa condannare la Siria e salvare l’Arabia Saudita (probabilmente una delle peggiori dittature al mondo), salvare la crudele repressione del Baharain, giustificare il Qatar e l’aver tollerato per 30 anni Mubarak. Non sto difendendo Assad e suoi crimini, ma sono nauseato dall’ipocrisia di chi parla di violazione dei diritti civili e della necessità di un “intervento umanitario” - vecchio slogan sempre buono nel mondo occidentale per giustificare le peggiori nefandezze - della comunità internazionale, intendo per essa l’Occidente e la Nato. 

In Siria è in corso una guerra molto più delicata di quanto molto semplicisticamente ci viene raccontata. La Cina, la Russia e l’Iran sostengono Assad, ognuno per i propri motivi e non certo per questioni etiche e o umanitarie. Così come USA, Gran Bretagna, Francia, Arabia Saudita e Turchia sostengono, armano e finanziano i ribelli e non di certo per ragioni umanitarie. Ma perché prenderci in giro allora e sostenere che noi occidentali buoni siamo là per proteggere i diritti umani? Diritti di chi? Smettiamola di sentirci i detentori dei diritti umani a livello globale e di poter decidere le sorti del mondo, sulla base della nostra idea di mondo. Smettiamola di crederci superiori, perché la restante parte del mondo, ovvero la stragrande maggioranza, non ci crede più. Vogliamo dire che in Vietnam gli Stati Uniti sono intervenuti per motivi etici? E in Kosovo? E in Afganistan? E in Iraq? E in Libia? E perché da decenni oramai salva Israele da tutte le condanne delle Nazioni Unite contro le sue violazioni? E perché allora sostiene l’Arabia Saudita o il Baharain dove oggi vi sono in carcere più di 1400 persone ree di aver protestato contro il regime?

Mi si scusi il tono, ma trovo offensivo per l’intelligenza umana credere che la Turchia (quella che reprime i curdi e che nega loro i più elementari diritti civili e che ha lasciato in carcere per 10 lunghi anni Leyla Zana, una parlamentare curda, solo per aver detto, durante il giuramento in parlamento, queste parole in curdo “faccio questo giuramento in nome della fratellanza tra il popolo curdo e turco”) stia intervenendo per ragioni umanitarie. Trovo offensivo per l’intelligenza umana credere che l’Arabia Saudita (quella che ha finanziato, sostenuto e sorretto i talebani in Afganistan e che esporta il peggior fondamentalismo religioso in Somalia e nello Yemen, in Nigeria e in buona parte del continente africano) sia in Siria con i suoi mercenari per difendere i diritti civili. Francesi, americani, inglesi sono operativi sul suolo siriano da altre un anno, aizzando la rivolta, armando e preparando militarmente l’esercito di ribelli ai quali è stato dato il nome di “Esercito Siriano libero”, come nelle migliori strategie di marketing, un brand da vendere tramite le proprie Tv. In Siria sono operativi molti mercenari fondamentalisti provenienti da diverse parti del mondo che combattono la loro guerra e non lo fanno di certo in nome dei diritti civili. Niente di nuovo sotto il sole se poteri e interessi contrapposti cercano di trarre i loro vantaggi aiutando ora l’uno, ora l’altro attore in guerra. In nome della Realpolitik tutti gli stati finanziano gruppi ribelli o truppe filogovernative. L’Occidente finanzia i ribelli in Siria e le truppe filo regime in Bahrain, perché esistono rivolte buone e rivolte cattive, rivolte utili e rivolte dannose per i propri interessi. Pensiamo a cosa succederebbe se la Cina e la Russia decidessero di fornire armi, soldi e tecnologia paramilitare ai ribelli del Bahrain. La rivolta si estenderebbe e intensificherebbe, vi sarebbero maggiori attacchi terroristici e maggiore repressione. Quello, insomma, che succede oggi in Siria.

Niente di nuovo, dicevamo. E allora smettiamola di prenderci in giro e far finta che vogliamo intervenire militarmente in Siria per i diritti umani: vogliamo intervenire in Siria perché ci conviene. Punto. Così come evitiamo che nel Bahrain la rivolta dilaghi. Evitiamo, perché ci conviene. Un altro punto. In Siria si combatte una guerra civile per tutelare gli interessi di altre grandi potenze, con morti e torture da entrambe le parti che vede contrapposto un gruppo di ribelli armati dall’Occidente e un esercito regolare che difende gli interessi del regime ed entrambi si stanno macchiando di crimini contro l’umanità. Nel bel mezzo la povera gente che, come sempre, paga il prezzo più alto.

Massimo Ragnedda

Fonte >
  Tiscali


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Commenti  

 
# Pietro G 2012-08-23 19:53
Bravo. Aggiungo solo che la Turchia è e rimane candidata ad entrare come membro della UE. Infatti a Bruxelles fanno come se la crisi non esistesse e procedono con le trattative per l'ingresso di nuovi candidati : Turchia, Serbia, Macedonia, Montenegro e poi, in futuro, il Nord Africa. Poi si lamentano per gli euroscettici.
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# EdoardoCas 2012-08-23 21:32
Che bella la democrazia, si può dire anche la verità, però deve essere detta da sconosciuti senza seguito ne rappresentanza. Tutti gli altri, quelli "famosi" e sempre in tv dicono l'esatto contrario. Hanno un sistema basato sul denaro e lo hanno tutto loro
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# temponauta 2012-08-23 22:16
Le guerre costano, da sempre.
Nel tempo antico si facevano per depredare le ricchezze degli altri, confidando nel buon esito e nel conseguente utile.
In tempi più recenti, invece, le guerre si fanno per depredare lo stato-vittima di turno su indicazione del creditore che pretende la restituzione del credito.
Ora, sapendo che tale creditore è in senso lato una elite che è padrona dell'industria della moneta da molto tempo (si conoscono bene anche i nomi), si capisce molto bene che invece di lamentarsi e gridare al lupo, oggi, nel terzo millennio, le guerre da sdebitamento potrebbero essere facilmente esorcizzate annichilendo quella elite e tutta la sua servitù.
Basterebbe davvero poco, ma sappiamo solo rimanere affacciati alla finestra a declamare la nostra capacità di vedere e capire l'inganno.
Con qualcuno pure che ci "disinnesca" con fesserie del tipo "il male non si combatte con il male, ma con l'amore".
Nessun dubbio, il vero nemico è la piramide del potere monetario e finanziario: dobbiamo scendere in campo e distruggerlo (compreso lo IOR).
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# milvus 2012-08-23 23:04
Il trionfo mondiale delle teorie di Adam Smith per giustificare la condotta di tutti quelli che devono agire per guadagno immediato, senza rispettare l'ordine politico degli stati arabi, ma adoperando la barbarie biologica.
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# Juma 2012-08-23 23:09
Strano che su Tiscali abbiano pubblicato un articolo del genere, solitamente pubblicano notiziole sui vip e le ultime sui calendari delle mignottelle italiche. Sarà il caldo.
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# italicoquellovero 2012-08-24 15:50
RAI E RAINEWS24 MI HANNO BLOCCATO I COMMENTI SU I VIDEO DELLA GUERRA IN SIRIA DOPO CHE HO COMMENTATO CHE CI SONO VIDEO GIRATI IN QATAR E POI MANDATI IN ONDA DAI NETWORK COME AL JAZERA E BBC.
QUESTO è IL DEMOCRATICO OCCIDENTE.
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# Vitoparisi3 2012-08-25 16:00
L'imparzialitä non corrisponde sempre ad onestà: facile, "metà torto e metà ragione ad ambedue in tutte le contese" ed imparzialità è fatta. Non servirebbero più gli studi giuridici né le analisi dei casi specifici. Quando Ponzio Pilato pose Cristo e Barabba sullo stesso piano, evase il dovere del discernimento.
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# eLahi 2012-08-26 10:10
Peccato, articolo un po' frettoloso... in cui si mette le motivazioni per le quali l'Iran difende le ragioni della Siria alla stregua di quelle della controparte annullando quindi il merito di chi difende le giuste cause! Ridimensionare tutto ad una questione geostrategica è riduttivo e non mostra (volutamente?) che la motivazione prioritaria si erge e si regge su qualcosa di molto più consistente della geografia degli Stati, delle loro risorse naturali, della loro storia e relazione con i vicini: ovvero la presenza di sentimenti che animano e vivificano i valori che si oppongono al dominio sionista; tant'è vero che la Siria, ai tempi di Bashar padre, fu l'unico Paese ad aiutare l'Iran quando fu attaccato da Saddam, che era sostenuto invece da tutti gli altri.
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# temponauta 2012-08-27 17:10
Redazione

Percepisco che Blondet sta molto male.
Spero di sbagliarmi.
Ma se fosse così, invitate tutti gli utenti a canalizzare energie vitali sulla sua persona.
E' l'unico modo per salvarlo.
Saluti
Temponauta
-------------------------------------------------------
Non sta affatto male; dopo metteremo un comunicato.
La redazione
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# sivipacemparabellum 2012-08-28 14:52
Una preghiera per il Direttore Maurizio Blondet nella cattedrale di Nostra Signora di Kazan in San Pietroburgo.
Ivan Julievich Elena Demarco Orlov
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