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Il CETA e il «Governo mondiale»
EFFEDIEFFE.com
Il CETA è fondamentalmente un modo per far entrare dalla porta sul retro il moribondo trattato TTIP. Sarebbe un vantaggio assoluto per le imprese internazionali (con sede negli USA) ed un nuovo enorme centro di profitto. Il CETA non solo farebbe precipitare i salari verso il basso, ma consentirebbe alle multinazionali di citare in giudizio i contribuenti dell’Unione europea al fine di scardinare le vigenti leggi dei loro Paesi.
Immigrazione selvaggia: come reagire
Don Curzio Nitoglia
Di fronte a quest’invasione da parte di varie popolazioni di confessione islamista, che ci sono ostili per motivi culturali e religiosi, cosa si può fare dal punto di vista umano, sociale e politico? (Ammesso e non concesso che si possa fare ancora qualcosa). L’Europa può reagire per salvare sé stessa? Forse è troppo tardi, forse le forze sono ìmpari, forse non c’è la materia con cui lavorare. Ma, forse, qualcosa si può fare. L’Europa può reagire per salvare sé stessa.
Dalle “bufale” di Kalergi alle luci di Orbán. Motivi di speranza europea
Klaus Foresti
La partita si gioca sempre sull’immigrazione, che i leader dei Paesi dell’Est vedono nella giusta prospettiva riguardo alle sue catastrofiche conseguenze. Proviamo ad immaginare una vittoria di Hofer in Austria e del “NO” al referendum voluto da Orbán… Sembra quindi normale che ‘qualcuno’ abbia provveduto a porvi un freno. La domanda è: cosa stanno tramando le Istituzioni europee, visto che il malcontento verso questa Europa che rappresentano cresce a dismisura?
Il “campo di battaglia” che ci attende
Lorenzo de Vita
Gli abissi hanno già da tempo iniziato a dischiudersi. Risulta evidente che il principe del disordine mondiale ed i suoi vassalli stanno puntando al cuore d’Europa come bersaglio dei loro attacchi. Se tali accadimenti dovranno avvenire anche nel nostro Paese – pressoché naturale conseguenza dello stato delle cose in progressivo peggioramento – ciò che conta è capirne il motivo, affrontandolo nella giusta maniera secondo la sua reale natura.
Da Monnet a Sutherland: il piano definitivo per il Superstato europeo
Klaus Foresti
Soppesata l’entità della “ribellione”, colto il pretesto dell’instabilità del processo democratico, ecco giungere la funesta necessità di dare un’accelerata al processo di integrazione, inteso come realizzazione definitiva di un Superstato europeo utile per tenere a bada l’indocile popolazione, sia essa rappresentata da cittadini, da Paesi ribelli o loro indesiderati raggruppamenti fuori dagli schemi voluti e previsti da Jean Monnet. La “nuova strategia” è apparsa puntualmente dopo una manciata di giorni dallo choc del voto britannico.
Migranti: il grande inganno continua (per di più costosissimo)
Klaus Foresti
Vista la pervicacia nel non voler ammettere il disastro in corso – malgrado tutti i segnali indichino il contrario –, come il disagio che il popolo italiano deve ormai sperimentare ogni giorno in casa sua, risulta auto-evidente che Italia ed Unione Europea siano obbligate ad accettare, col pretesto umanitaristico, emigrazione ed accoglienza sotto un dettato sovranazionale a cui presta il fianco anche l’attuale Pontefice. A questa prima evidenza se ne aggiunge una seconda, che consiste nel voler a tutti i costi confondere i termini del discorso non facendo distinzione fra ‘rifugiati’ e ‘migranti’.
Tra la (falsa?) paura del Brexit e Nonna Europa
Klaus Foresti
Se il referendum britannico tiene banco in questi giorni, soprattutto a causa di un possibile contagio per il quale le istituzioni politiche e finanziarie sono in violento subbuglio, la questione dei migranti in libera uscita (e per gli euroscettici anche in libera entrata) incomincia ad assumere aspetti preoccupanti riguardo alla reale intenzione di una certa parte dei politici europei di porre un freno a quella che non è impossibile identificare come un’invasione programmata.
Il terrorismo non è solo quello islamico
Klaus Foresti
Dalle centrali di comando, il terrore viaggia su un doppio filo conduttore: quello stragista e quello del nostro futuro prossimo — che non saremmo in grado di garantirci senza il rimpinguamento migratorio. Lo scopo è di farci accettare tremebondi e supini questo apocalittico riversamento del Medio Oriente e dell’Africa nel nostro Continente.

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