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Populismo, ultimo richiamo. Poi scompare il popolo
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Avviso a tutti i saputelli mediatico-partitici che chiamano «antipolitica» quella di Beppe Grillo, e persino di Matteo Renzi: se non ve ne siete accorti, l’«Antipolitica» è quella al potere. Il capogruppo del Lazio, l’obeso e oscenamente allegro Fiorito, come i suoi compari a cui distribuiva i fondi occulti (ritagliandosi qualcosina per il SUV, cinque ville, 15 conti esteri) sono l’evidenza lampante dell’antipolitica. Quelli non sono saliti al potere per attuare un qualunque programma, per affermare una qualunque idea di bene pubblico, e nemmeno con la modesta ambizione di ben amministrare. Il loro unico scopo, è arraffare, arricchire, godersela.

E questi avevano pure tatuaggi «X MAS», si chiamano «camerati», (Fiorito «er federale de Anagni»), sui muri delle loro sedi stampigliavano a grandi caratteri frasi di Codreanu. Per la precisione, questa, e non si sa se ridere o piangere: «Per noi non esiste sconfitta né capitolazione, giacché la forza di cui vogliamo essere gli strumenti è invincibile per leternità». Gente che avrebbe dovuto dirsi: finalmente al potere dopo un secolo, facciamo vedere a tutti che noi fascisti siamo diversi; abbiamo l’occasione di riabilitare la nostra nobile ideologia tanto insultata, di farla di nuovo stimare, vogliamo essere strumenti di quella forza invincibile per l’eternità... macché. Appena al potere, quelli si sono attovagliati a mangiare. E scrivevano sui loro muri il detto di Ezra Pound: «Se un uomo non è pronto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui».

La seconda che hai detto, vecchio Ezra...

Insomma, è chiaro che questa che si rivela di giorno in giorno, fra scandali, conti occulti, M’arrazzo e Lusi, Lega con Trota e diamanti nascosti, Polverini e soci, arricchimenti a spese dei poveri e degli onesti, è l’Antipolitica: dove il fine non è attuare un programma pubblico o concretare un’ideologia nella realtà, ma solo «i soldi».

E appena qualcuno riesce a radunare qualche migliaio di persone che cominciano a gridargli: «Vaffan... », «A casa!», tutti questi alla tavola imbandita del potere, con l’osso di pollo ancora in bocca, si mettono a gridare: «Antipolitica! Il pericolo è l’antipolitica!». E si mettono sotto le ali di Napolitano e di Monti – i servi dei poteri forti transnazionali – che pontificano: «Il pericolo è il populismo».

Non lo hanno pensato loro: sono le centrali massonico-eurocratiche e bancarie a suggerire il termine. Stanno dissanguando popoli interi per difendere una moneta comune indifendibile e una teoria dogmatica, e appena i popoli cercano altri a rappresentarli, li tacciano di «populismo». Termine demonizzante, come «l’antipolitica» a cui è affine. Da cui si vede ancora una volta che i politici e i tecnici sono, come sempre, in combutta contro il popolo.

Ma cos’è poi il «populismo»? Se n’è mai tentata una analisi sui giornali dei saputelli ufficiosi? Perché il populismo sorge in momenti come questi?

Il populismo esprime «un momento della crisi dellessere-insieme di un popolo», ma tuttavia «un momento in cui lessenza del politico abita ancora nel popolo». Nel populismo sopravvive «lesigenza del bene comune», persa nel divorzio ormai consumato tra popolo ed élites.

Questa esigenza, «lessere-insieme sociale del popolo, la sua similitudine, è minacciata dallapprofondirsi di una divisione sociale che soppianta tutte le altre. La crisi di similarità sociale del popolo provoca la crisi del suo stare-insieme politico». In altre parole, il populismo «è una reazione alla distruzione dellessere sociale del popolo, fondamento della sua capacità politica. È una reazione alla perdita di presa sul proprio destino comune».

«Il populismo è l’entrata in resistenza di un popolo contro le proprie élites, perché ha compreso che queste lo stanno portando all’abisso».

Le frasi sopra riportate si trovano in un saggio del filosofo francese Vincent Coussedière, che ha il titolo coraggioso «Eloge du populisme».

In Francia, la «sinistra intelligente» ha sempre accusato Sarkozy di essere un demagogo, ed ha spiegato i suoi successi elettorali con la sua capacità di vellicare il «populismo» che cova nella pancia dei francesi. Noi potremmo dire altrettanto di Berlusconi e del suo elettorato (fra cui il sottoscritto ha purtroppo fatto parte). Troppo comodo, rimbecca Coussedière: «Spiegare la riuscita dei demagoghi in termini di populismo permette di evitare di porre la questione della responsabilità della classe politica, e più generalmente delle élites, nel perseguire politiche inaccettabili».

Politiche inaccettabili: come lasciar crescere la disparità sociale, l’iniquità tra super-ricchi e super-poveri, per compiacere la finanza speculativa. Come lasciar de-industrializzare (e dunque privare la cittadinanza della dignità del lavoro) per non instaurare il satanico «protezionismo». Soprattutto, come cedere la sovranità, ricevuta dal popolo, ad eurocrazie senza volto e non-elette, dietro cui ci sono i grandi interessi bancari. In Italia, liberarsi gioiosamente delle ultime briciole di sovranità cedendole a Monti (e agli interessi di cui è delegato), mantenendone però una sola: la «sovranità» di fissarsi da soli gli emolumenti. Continuare ad insistere sull’euro «da salvare» fino alla morte dell’ultimo europeo, invece di svalutare l’euro, o semplicemente uscirne. Insistere ad avanzare nel «federalismo» elaborato nei salotti felpati più di mezzo secolo fa, quando i popoli, ogni volta che vengono interrogati, lo rifiutano. Il mangiare e arraffare dei Fiorito è solo la conseguenza ultima, caricaturale perché italiana, di questo divorzio. In Francia, la politica è un po’ meno caricaturale – Sarkozy era già abbastanza una macchietta da essere insopportabile ai francesi – ma cova lo stesso male.

In Italia, il popolo ha «scelto» Berlusconi: ma aveva altre possibilità di esprimersi contro le politiche inaccettabili delle «élites» (che poi in Italia élites non sono), e il «pensiero unico» di tuti i partiti politici in lizza, tutti europeisti, e tutti attovagliati? S’è lasciato sedurre dal demagogo?
Diciamo piuttosto che Berlusconi ha tradito i suoi elettori, nella loro esigenza elementare. Essi gli hanno dato la forza, una forza mai vista, per attuare il programma, e lui è andato (letteralmente) a puttane. Idem per Bossi e la Lega: il programma era solo una finta, poi si sono attovagliate in Roma Ladrona. Facile criticare il popolo che s’è fidato. Ma se un popolo dà la sua fiducia a personaggi che poi si rivelano ignobili e pronti a tradirlo, il «nobile» è il popolo: è nobile fidarsi, è cialtronesco e vile tradirne la nobile fiducia (1).

In Francia, Sarkozy, da ultimo, ha riprovato a proporre al popolo – che portava sempre più nella cosiddetta «Europa» – la sirena «identitaria»: i francesi come etnia. Dove però, dice il filosofo, «il cittadino libero lascia il posto allindividuo fiero della sua identità», dove si cerca di «sostituire lassenza di progetto comune con l’identità comune»: che è lo stesso inganno della Lega, quando straparla di «Padania» o di «Celti», naturalmente (italicamente) in modo caricaturale.

Il popolo non ha creduto a Sarkozy. E ora la maggioranza è ai socialisti di Hollande – maggioranza del resto leggera e poco convinta. Accadrà lo stesso anche in Italia: per liquefazione suicida della coalizione berlusconista, «vincerà» Bersani e la sua galassia sgretolata di sinistra. Farà meglio?

No, prevede Coussedière, perché la sinistra, non più marxista, è tramutata in gauchisme, sinistrismo da salotto. «Il gauchisme è appunto ladattamento del marxismo allassenza di classe e di coscienza di classe. Sono gli individui de-socializzati che il gauchisme intende promuovere e radunare».

Lo vediamo benissimo nella sinistra italiana: Vendola e le nozze fra culandre, l’adozione di bambini da parte delle coppie gay, come «programma» per un preciso gruppo de-socializzato. Ma l’elenco sarebbe lungo: la sinistra promuove e difende tutte le minoranze di un certo tipo: culattoni, femministe, zingari (pardon, «rom»), quelli che tolgono il crocifisso dalle scuole «per rispetto dei musulmani» (che non si sognano di chiederlo), gli «immigrati» come blocco sociale, i no-TAV, le coppie che cercano un figlio con la fecondazione eterologa, ecologisti di quartiere che fanno chiudere una fabbrica e gettare sul lastrico 18 mila operai, drogati, i papà della Englaro, i promotori di eutanasia... e ovviamente tutte le caste, a cominciare dalla magistratura ferocemente inadempiente.

La sinistra, chiosa il filosofo, adotta come «politico non già ciò che gli individui hanno in comune, bensì ciò che al contrario li rende singolari, li differenzia». È «la comunità dell’assenza di comunità».

Ma così, aggiunge Coussedière, si stravolge «la concezione classica e repubblicana della libertà politica. Non si tratta più di strapparsi dallinteresse particolare nostro, di metterlo da parte per accedere al comune; si tratta al contrario di forzare il comune, il collettivo, a riconoscere ciò che cè di più privato». Parole che sottolineo in neretto.

«La coesistenza delle identità è il programma multiculturalista e comunitarista comune al gauchisme e alleuropeismo»: altro concetto memorabile, che rinnova quello famoso di Spengler: «La sinistra fa sempre il gioco del grande capitale, a volte perfino senza saperlo». In tal modo, però, nota Coussedière, «La legge diventa ilguardraildelle identità, tutte egualmente rispettabili in teoria». Ma allora lo Stato, l’ordinamento e le istituzioni cessano per principio di esigere dal cittadino, per la sua stessa libertà, di «strapparsi a ciò che è suo interesse particolare per accedere allinteresse comune». Oltretutto, queste minoranze protette e promosse dalla sinistra non sono diverse dal «nazionalismo identitario» di Sarkozy. Anche queste procedono da movimenti «identitari».

I movimenti identitari (noi kulandre, noi femministe, noi rom, noi islamisti, noi padani, noi siculi...) non sono, come credono gli identitari stessi, movimenti originari, spontanei. Coussedière: «I movimenti identitari procedono dalla decomposizione dei movimenti politici», come i vermi nella carogna. «Di fronte allimpossibilità di adottare liberamente dei fini comuni, cercano la trascendenza di un fine indiscutibile che rifaccia lunità della comunità». Ma ciò è proprio «quel che la costruzione europeista propone in sostituzione dellappartenenza alla cittadinanza: lappartenenza ad un collettivo identitario qualunque». Zingari, culattoni, islamisti fanatici, a Bruxelles importa poco; solo dei cittadini unificati in quanto tali possono opporsi ai progetti mondialisti-bancari.

Oltretutto, se si promuove ed applaude il Gay-Pride (l’Orgoglio di essere Finocchi), non è poi possibile reprimere lo «Islam-pride» dei jihadisti di terza mano, cittadini francesi da tre generazioni, che di botto si mettono a vestire mogli e figlie con i chador neri fino agli occhi. Identitarismo l’uno, come l’altro. Anche se «la versione islamista dell’Islam», che Coussedière tiene ben distinta dall’Islam, è un problema in quanto mostra la non-volontà degli immigrati di diventare cittadini, alla pari col popolo, esigendo una separatezza dagli altri che diventa inimicizia. Fino a quel «pullulare di gruppi minimi reciprocamente ostili» che per Ortega y Gasset costituisce la barbarie, o come minimo la dis-società: la negazione della società politica.

Ma anche questa inimicizia è voluta. I poteri forti promuovono notoriamente (ab chao) il nuovo ordine mondiale, dove «allinterno, non esistono più altro che comunità – ossia minoranze, ndr –definite dalla loro identità, e non un popolo definito dalla sua similitudine. Allesterno, unautorità politica che non è più quella del popolo stesso, ma di una oligarchia imperiale» gestita dai tecnocrati.

Non è esattamente questo il nostro autoritratto collettivo, in questa svolta storica tragica verso la miseria e l’irrilevanza europea sulla scena nel mondo? Lo è. Coussedière canzona questi politici che hanno ceduto il potere ricevuto dal popolo ai tecnici, «i nostri governanti che non ci vogliono più governare, non vogliono più aver a che fare con questo popolo divenuto populista, di questo popolo che non è più un popolo, dicono loro, perché è populista», e in Francia, dà un’inquietante quantità di voti al Front National.

Essendo la nostra storia italiana sul registro del comico, i nostri politici hanno ceduto direttamente il timone ai tecnici, e vogliono che restino lì ancora altri anni... ma la spocchia è la stessa. L’aria di sufficienza che inalberano davanti a Grillo e ai grillini, a Matteo Renzi e a chi lo ascolta, è la boria dell’Antipolitica al potere, che ha sequestrato tutto: legalità, sovranità, ed anche prosperità e legittimità.

Di fronte a costoro, i mille e diecimila ingenui o speranzosi che vanno ai comizi-spettacolo di Grillo o Renzi sono sì il sintomo «della crisi dell’essere-insieme di un popolo», ma allo stesso tempo la dimostrazione che «lessenza del politico è ancora trincerata nel popolo», e non in lorsignori. È l’ultima ridotta. Sconfitta quella, non rimarrà più niente di civile.

Resta da controbattere l’ultima obiezione che gli spocchiosi fanno di questo fenomeno: che «il popolo» com’è concepito dal populismo, non esiste (2). È una visione angelistica, irreale e infine demagogicamente adulatrice, fare del popolo il depositario di tutte le virtù, e dei partiti il nucleo di tutti i vizi. Farne un blocco di moralità contro il pullulare di particolarismi. Il popolo è corrotto quanto i partiti, ci dicono. Dopotutto, Fiorito è stato votato da 30 mila di Anagni; è il popolo che «evade le tasse», che briga per favori e posti, che offre o chiede tangenti, che prova a scavalcare la fila invece di stare in coda...

Questo è vero. Ma è vero solo per metà: nel senso che questa metà attraversa ciascuno di noi. Per metà, ciascuno di noi è corrotto – in gran parte corrotto dalle stesse istituzioni corrotte, a tal punto che si deve corrompersi per sopravvivere. Nessuno di noi si rifiuterebbe di prendere il posto e l’emolumento di un Fiorito o di un Gasparri o di un Lusi, visto che quelli si beccano dieci volte il nostro salario. Tutti vorremmo seguire il nostro interesse particolare. Però, solo per metà. L’altra metà di noi «sa» che queste cose non sono giuste, anzi gridano vendetta al cospetto di Dio, e protesta quando scopre gli scandali. Specie se sono scandali degli altri, si capisce. Però questa protesta non è ipocrisia. È il «popolo» che c’è in noi, con la sua esigenza, confusa quanto si vuole, di «giustizia», di «legge uguale per tutti», di parità sociale e civile, di moralità e decenza nell’uso del denaro pubblico; di mettere da parte il proprio interesse particolare per aderire all’interesse comune, o addirittura al bene comune.

Ciò significa che «il popolo» esiste, ma – appunto – come entità politica. Non come fatto «naturale», né come «identità», né come coacervo di individui, ma come una esigenza fondamentale del vivere insieme. Un ideale, se vogliamo. Il popolo esiste in modo imperfetto; ma che chiede di essere liberato dai particolarismi, dalle corte vedute, dalle furbizie di piccolo cabotaggio e da profitti meschini a danno di tutti gli altri, ossia dall’altra metà di se stesso.

Oggi, una classe politica degna di questo nome dovrebbe prendere decisioni anche dure, reprimere, disciplinare, persino superare la «legalità», e potrebbe farlo a buon diritto «in nome del popolo», anche se colpisse un numero incredibilmente alto di individui. Dovrebbe rieducare il popolo, contro la dis-società che pullula nel suo seno, ma che «il popolo», in quanto tale, in quanto ideale di sé, non vuole.

Sono sicuro che «il popolo» è ancora capace di dare tutta la fiducia, e dunque la sua forza, a chi gli fosse leale, a chi mostrasse di non barare al gioco.

«Eloge du populisme», Vincent Coussedière, Elya editions




1) Una delle nostre tragedia nazionali più misconosciute è che la gente «non si fida», per principio e in anticipo, di chi va al potere. Questa negazione previa della fiducia è purtroppo ben giustificata dai tradimenti storici; nondimeno, non cessa di essere meschina, ignobile. È questa attitudine ad impedire che si faccia «qualcosa di grande assieme».
2) Anche qui, la più precisa e tagliente definizione di questa teoria viene dal liberismo selvaggio, da Adam Smith a Margaret Tatcher: non esiste un popolo, ma solo una sommatoria di individui. La sinistra l’ha adottata.


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Commenti  

 
# pelzen 2012-09-28 00:18
In Spagna si stanno coalizzando sempre più le forze antigovernative per mettersi di traverso alle scelte suicide che il governo vuole attuare. L'Italia festeggia i campionati di calcio e le nuove veline di striscia. In Spagna la storia ha insegnato che una rivoluzione è possibile, magari sanguinosa e terribile per ambi le parti, ma necessaria se porta a sovvertire l'ordine imposto ex cathedra; in Italia ci riempiono lo stomaco delle vomitate di quattro cialtroni. In Portogallo oceaniche manifestazioni inducano il governo a pensare con attenzione alle scelte e, anche loro consci di una rivoluzione di pochi anni fa, capiscono che a tirare la corda a volte ci si lascia la mano. In Italia, il nostro rappresentante, un infido e vergognoso voltagabbana comunista si struscia alle gonne della finanza ed esegue gli ordini a lui dettati, perché in Italia NON c'è mai stata nessuna rivoluzione, e sanno questi che il popolo italiano, se mai è esistito, non è capace di fare nulla perché di fondo vigliacco, pavido, imbelle e sopratutto un vero coglione che si merita quanto accade.
Questa la differenza tra chi agisce e chi no.
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# zara 2012-09-28 14:32
Quoto
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# cangrande 2012-09-28 01:07
L'Italia non è UN popolo.

Quando ci si libererà mentalmente da quel cancro massonico/savoiardo negli anni 1861/1866/1870 non sarà mai troppo tardi.
Ci ha provato (e riuscito, per una decina d'anni) il Fascismo i fare degli Italiani un popolo.
Ma il "richiamo della foresta" è troppo forte.
Il leghismo (ladri, puttanee incapaci, so quel che affermo) non c'entra nulla col mio "sentire".
Ma, se si potesse, tornerei all'"ante" 1797.

Mi sento veneto e veronese.
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# Maurizio Blondet 2012-09-28 07:46
D'accordo sul fallimento dell'idea Italia. Ma per il resto? Lei "si sente" veneto e veronese; Vendola "si sente" finocchio; i siculi "si sentono" siculi. Tutto ciò è sub-politico e non porta da nessuna parte.

Maurizio Blondet
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# mdef64 2012-09-28 09:15
Devo dissentire. Lei che è capace di analisi profonde , spesso per antipatia personale verso i particolarismi, si lascia andare ad accostamenti che non ci azzeccano , come direbbe un noto "intellettuale" molisano.Essere femministi, culandra, ecologisti non è accostabile all' essere Veneti. Perchè essere Veneti viene prima e si riferisce a una storia millenaria e un sentire
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# cangrande 2012-09-28 09:56
Caro Direttore,
so che ha ragione. Il mio sarà nichilismo, ma, purtroppo, io sento che non ho nulla di "comun sentire" con il resto degli "italiani". Mi sento a casa, sento "mia" la terra da Bergamo a Trieste.
Altrove mi sento come all'estero. So che ciò non porta da nessuna parte....
Chi ha provato a "fare" gli italiani, sappiamo che fine gli hanno fatto fare...
E' inutile........
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# EdoardoCas 2012-09-28 10:18
Mi scusi Direttore, perchè non porterebbe da nessuna parte?
La Svizzera non va da nessuna parte?
L'Austria nemmeno?

Il Veneto (meglio ancora Lombardo-Veneto) potrebbe rinascere come stato Modello per il resto della penisola, al posto di morire nel letamaio chiamato Repubblica Italiana, sarebbe già un bel successo.

Non sarebbe un grande risultato di civiltà, di ecumenismo, ma che ci possiamo fare? Non ha nessun senso l'Itaglia e non porta essa stessa da nessuna parte
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# pelzen 2012-09-28 23:45
Bravo Blondet, Caspita! Ognuno si sente come mamma l'ha fatto, ma nessuno ha il brivido sulla schiena per la nostra cultura, le nostre tradizioni, la nostra lingua, la nostra passata storia (quella antica) e tutti a battere i piedi nella tinozza della propria vigna. Il mio vino è più buono, tuona il contadino dalla sua contrada, ma il tuo vino, zoticone che non sei altro, è anche il prodotto di millenni di storia che si è sedimentata e ha forgiato le scelte che tu hai preso! Pensaci!
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# licio 2012-09-28 07:47
ACCUSI INGIUSTAMENTE I SAVOIA CHE SONO GLI UNICI AD AVER PROVATO A FARE DI UNA POPOLAZIONE UN POPOLO?
MUSSOLINI ERA STIPENDIATO DALLA PERFIDA ALBIONE...se non lo sai...
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# Litoldo 2012-09-28 09:26
interessarsi di Storia è cosa buona e giusta ma voi siete antichi! Vi dividete su battaglie morte e spolte, sprecate energie a discutere l'immodificabile..........è questa una delle peggiori prerogative italiote.
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# giannizzero 2012-09-28 13:06
@Licio

Di Mussolini non so dire. Ma i Savoia, perlomeno quelli di "fine-corsa" , con la "perfida Albione" ebbero un agreement finanziario di rara doppiezza e infamità. E' fatto storico che Vittorio Emanuele III avesse trasferito 50 milioni di lire dai suoi forzieri presso la Banca d'Inghilterra prima dell'inizio della Seconda Guerra. A fine conflitto , il Regno Unito glieli ritorno' con gli interessi e fu in questa maniera che i Savoia si mantennero , sia Umberto II a Cascais sia il figlio ginevrino di scarsa intelligenza, prima che lo Shah di Persia gli inventasse a tavolino un lavoro : intermediario internazionale di armi, cominciando dagli elicotteri Agusta.
I Savoia, in pratica, hanno finanziato con i loro soldi lo sforzo bellico britannico . Davano soldi per fare ammazzare la loro stessa gente a El Alamein o farla morire sotto le bombe durante i bombardamenti ai civili, specialità dei Britannici.
Questo è un fatto storico acclarato ( anche se poco pubblicizzato) confermatomi dai Savoia stessi de visu.

Più di così, nemmeno con il candeggio.
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# licio 2012-09-28 15:38
NON E' CERTO CON UN NICHILISMO AD ALZO ZERO CHE SI PUO' TENTARE DI RICOSTRUIRE UN PAESE DEGNO DI TAL NOME. RIBADISCO ...I SAVOIA CI HANNO PROVATO...E' ANDATA MALE A LORO... MA CIO' CHE E' PEGGIO E' ANDATA MALE A TUTTO UN INTERO POPOLO CHE NON HA AVUTO IL TEMPO DI CONSOLIDARE LE PROPRIE RADICI STORICHE DI UNO STATO NUOVO IN VIA DI FORMAZIONE E STABILITA'...CERTO QUEL FASCISMO BUTTATO COSI' TRA LE RUOTE DI QUESTO STATO ANCORA NASCENTE - PER CERTI ASPETTI - HA AVUTO IL COLPO DI GRAZIA CON LA FATTIVA "COLLABORAZIONE" DALL'UOMO DELLA PROVVIDENZA...AMEN...
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# Marcel 2012-09-28 21:04
Credo sia necessario urgentemente uscire da concezioni tardo giacobine. L'Italia e' semplicemente un luogo geografico, come diceva il Cancelliere austriaco al congresso di Vienna. Mi sento lombardo, so che la storia della mia terra e' in relazione alla Mitteluropa. Una cosa sono le radici oggettive ed un sentire comune, ed un altra cosa e' rivendicare dei nn diritti.
La Lombardia e' l'unica regione che sta aumentando i consumi elettrici. Piemonte - Triveneto hanno gia' ceduto. Continua il saldo positivo demografico.
Ed economicamente OGGI guarda ai territori svizzeri e del bacino mitteleuropeo. Questa e' la realta'. Madiran ha scritto recentemente che l'Europa nn ha ancora trovato un punto di equilibrio dopo la rivoluzione francese. Ha perfettamente ragione.
Tutti gli ismi diabolici usciti da questa rivoluzione
(nazionalismo, fascismo comunismo, etc) hanno solo anaffiato con il sangue di milioni di morti il suolo europeo.
Bel traguardo.
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# giannizzero 2012-09-28 13:11
La Banca era la ben nota "Hambros Bank" e non la Banca d'Inghilterra. Il discorso non cambia.
Questo è uno dei tanti link storici :http://www.inilossum.com/monarchia3.html
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# fabio-63 2012-09-28 10:21
Caro cangrande, oltre che veneto e veronese sei anche un pirla... Non capisci, tu e tutti gli altri "Sfascisti" che quello che serve è un'Italia unita, forte e consapevole (di sé, della propria forza e delle proprie risorse residue)? Un'Italia divisa ancora più di quello che è, voluttuosamente adagiata sul proprio vizio nazionale per eccellenza - cioé sputarsi addosso - non fa altro che facilitare il compito a chi ci vuole ridurre definitivamente a colonia... Il Re di Prussia ha sempre bisogno di un po' di "utili idioti" che gli facciano il lavoro sporco nelle retrovie... E li trova sempre
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# Boromir 2012-09-29 14:00
Vada per un'Italia unita, ma rivoltata come un calzino: eliminazione totale della malavita organizzata che condiziona la vita del sud ( e al nord) ; eliminazione totale del "furbismo" italico (falsi invalidi, fancazzisti, clientelismo etc);disciplina civile; rispetto dei popoli italici e delle loro culture; restituzione dell'onore agli stati pre-unitari; riscrittura della storia patria spurgandola da ogni retorica risorgimental-massonica etc etc.Insomma ci sarebbe da fare un gran bel lavoro. Ma non sarà mai possibile farlo: ci manca un Pol Pot.
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# cangrande 2012-09-29 17:41
Bravo!!! Intendevo questo!!!
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# NUMA 2012-09-28 12:04
Da un particolare punto di vista, l'attuale situazione politica non mi sembra molto differente dall'ante 1797, ma con la differenza di un Regno unico e più vasto territorialment e.Esiste infatti una casta politica regnante,sindac ati compresi ed una massa di plebe che la mantiene a corte.I lavoratori statali per primi.Non credo che la riduzione geografica risolva quello che lei ritiene essere il problema, ossia il rispetto delle leggi di uno Stato massonico savoiardo.Paradossalmente è l'attuale casta politica ad essere il nemico principale di quello Stato che lei disprezza.Forse dovrebbe trovare una risposta a quale idea politica di Stato lei preferisce.Difficile riassumere, ma la parbola di Esaù e Giacobbe potrebbe aiutarla a svelare l'arcano che la inquieta.
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# grsas 2012-09-28 01:14
Caro Direttore,
Le faccio i miei complimenti anche questa volta.
Articolo da postare al presidente della repubblica, a tutti i parlamentari, ministri e Consigli Regionali, Provinciali e Comunali.

Eppure martedi' sera il comico Crozza incitava sulla RAI l'italiota medio ad armarsi di "forconi" (scegliendo quello in titanio da comprare in ferramenta perchè dura a lungo) non lesinando il modello piccolo - per bambini, dovendo anch'essi "in tenera età partecipare con gli adulti alla pulizia del porcile" (in virgolettato un mio commento).
Il lunedi' precedente nel Tg3 delle 24, un giornalista del Corriere ammoniva parlamentari Pd e Pdl che "bastan altri due o tre Fiorito nei prossimi mesi e scoppia la rivolta".

Qualcosa bolle nell'aria? In alto hanno fifa?

Intanto gli europoidi tecnici, guidati dal serioso Van Ronpuy stanno proponendo un budget unificato di tutti i paesi europei (che attualmente versano 1103 miliardi di euro all'UE - Il sole 24 ore del 26/09/12 - in prima pagina, ma scritto piccolo piccolo) chiedendo anche un aumento della dotazione dei versamenti: ovvero maggiori tasse perchè quei 1103 miliardi di euro li paghiamo noi cittadini di 27 paesi.
E dove va la ripresa, la crescita? Tutti, compresi i Confindustriali , non chiedon riduzion di tasse e balzelli?
E questi vogliono piu' Europa.

Mi hanno detto alcuni amici del Canton Ticino che nella ordinata ed affidabile Confederazione Svizzera si cerca da anni con vari periodici referendum di far entrare i Cantoni nell'Unione Europea. Referendum sempre bocciati dalla popolazione che vuole tenersi i Franchi, il cioccolato ed ovviamente la sua sovranità. Pero' la Svizzera ha aderito all'accordo di Schengen: solo per favorire il turismo schiacciato dalla rivalutazione del Franco. Gli svizzeri saranno anche loro contagiati dal populismo? E poi, grande vergogna, hanno pure dei politici che rispettano la volonta' espressa con i referendum?

Caro Direttore, dal mio eremo sulle montagne guardo con nostalgia alle Alpi Svizzere, dove ancora un po' di civilta' (populista, ma chi se ne frega) alberga e prospera.
Pero' ho la sensazione che il popolo non avrà, e me ne rammarico, politici sani con idee sane a cui dar fiducia. Dovrà far da sè.
Faremo la Revolution? Personalmente l' "abito" ancora non me lo permette.
Provero' con le preghiere, pregando anche per questa Italia "fiorita" di Fiorito. Combattero' la crisi coltivando ortaggi e segale - per il pane.

E preghero' (ora piu' seriamente) anche per Lei e per il nostro Editore, che possiate continuare la vostra missione con la saggezza e la maestria di sempre.

Cari saluti

Fra Giovanni della Chiusa
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# Maurizio Blondet 2012-09-28 07:42
Carissimo fra' Giovanni,
lei indovina i miei pensieri. Sto pregando San PAdre Pio in questo modo: "Padre Pio, libera l'Italia dai suoi oppressori".
Maurizio Blondet
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# Catello 2012-09-28 01:39
La destra e la sinistra sono gli eredi della vecchia politica, ma sono ormai diventati gusci vuoti, che si sono riempiti di corruzione. Populisti contro i vecchi partiti corrotti ce ne sono già stati, ma quando vanno al potere si corrompono ugualmente.
Questo succede per due motivi:
- Tutte le vecchie ideologie, messe a confronto e in concorrenza tra loro, si sono mostrate inadeguate; la gente teme l'applicazione di ognuna di esse alla società, e non le vuole; e nessuno finora è stato capace di crearne una nuova, basata su valori di giustizia condivisi, che riscuota la fiducia della gente e che sarebbe necessaria per ricostituire un popolo e uno Stato al suo servizio.
- L'enorme produzione di beni vecchi e nuovi, dovuta ai progressi tecnologici, consente enormi vantaggi, ma solo a chi se li può comprare. Di conseguenza il possesso dei soldi, sempre più scarsi rispetto allo standard di benessere che si potrebbe raggiungere avendone di più, sta acquisendo sempre più importanza.
Si potrebbe creare un partito dei cittadini, ma purtroppo è abbastanza difficile, perché un cittadino è un padrone, sostenuto dai suoi collaboratori, come in una grande famiglia, dove ciascuno è abbastanza autonomo. Ma le sirene dell'egalitarismo e dell'invidia sociale o della supremazia dei burocrati dello Stato sulla gente, sono molto forti e creano individui a se stanti, senza diritti e facilmente dominabili dall'alto.
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# Maxit 2012-09-28 03:58
Pienamente daccordo con il Direttore pero', in ogni caso, non mi pare che ci sia qualcuno che difenda il No-TAV, tanto meno la cosiddetta sinistra de noartri.
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# giov63 2012-09-28 04:01
Toh, Direttore, mi è diventato quasi ottimista!
Sono uno di quelli che si spende per far conoscere al popolo certi ideali di solidarietà e di sussidiarietà, magari condite con un pò di moneta complementare. Ed il mio riscontro è proprio questo: il popolo cerca ancora di chi fidarsi.
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# Hermann 2012-09-28 06:18
La sinistra ha saputo solo distruggere, personalmente non conosco individuo di "sinistra" che non abbia un buon conto in banca, un ottimo lavoro e una famiglia borghese. Il populismo di Berlusconi poteva essere veramente vincente ma, a mio parere, poggiava su una base di argilla: oltre vent'anni di devastazione morale e spirituale di cui le sue televisioni erano e sono responsabili, non si (ri)crea uno spirito di popolo importando da oltre oceano il peggio del peggio, cito Dallas, Dinasty, quiz scemi e via di seguito. Ora l'obiettivo è eliminare dalla scena Grillo e Renzi: pur con tutte le riserve possibili, sono attualmente gli ultimi difensori del "popolo".
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# Centuri 2012-09-28 09:34
Non credo che Renzi sarebbe un difensore del popolo. Quanto a Grillo forse è "mwno peggio".
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# cgdv 2012-09-28 07:24
Che dire? Un attimo di speranza donato da Blondet sia con le citazioni da Coussedière, sia con le penetranti considerazioni sul fenomeno del cosiddetto ad arte dai politici "populismo" in senso dispregiativo.
Tuttavia in Italia non me ne fido se il populismo si può riconoscere nel comico raccatta serate Grillo e nel furbetto girovago Renzi figlio di un padre ex esponente (mio Dio!) della Margherita.
Giuliano
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# cangrande 2012-09-28 10:07
....nonché alto esponente della massoneria toscana....

Questo spiega MOLTE cose..........
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# GiuFeder1425 2012-09-28 18:29
Questa proprio non la sapevo... e davvero spiega molte cose. E' un'informazione attendibile?
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# giorgio 2012-09-28 23:12
Sì.
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# Lorenzo 2012-09-28 08:31
Satana, adula il singolo e infanga le masse "tu sei Dio, e dovresti ergerti a guidare le bestia" un po' alla "pecche' io so io, e voi nun siete un *****".
L'italia è fatta il dado e tratto, e quindi , mussulmani, finocchi, rom, cristiani, veneti o siculi dovrebbero sentirsi tutti italiani, perchè non prevalga il divide et impera, e capire che come singolo ognuno di non non vale nulla, ma che insieme si potrebbe fare molto...per questo territorio.
Io, con queste idee, mi sento un abitante della luna, e mi sento solo.
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# urbano 2012-09-28 08:35
Sono di Firenze e vi garantiso che con Renzi prendete un abbaglio! E grosso. Renzi è uguale a Fiorito, solo che è più furbo. Per sapere chi è Renzi scrivete a Guido Gheri (Su i motori di ricerca lo trovate) e informatevi su cosa gli sta succedendo.
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# Gilles 2012-09-28 09:23
Che il popolo esista come entità politica, magari inconsapevole di esserlo, ne sono più che convinto, il popolo che vuole giustizia, legge uguale per tutti, parità sociale e civile, in una parola, il bene comune, è tutt’altro che morto. Forse deve ancora capire quale è la via giusta per ottenere queste cose, e non è certo facile, in un’epoca in cui i poteri forti tendono a capovolgere i concetti per creare confusione, caos da cui alla fine venga fuori un popolo disorientato e quindi facile preda. Venti anni di berlusconismo hanno contribuito a distruggere la politica, in modo che si possa dire che non esiste più la destra e la sinistra, tanto è vero che oggi Berlusconi quasi quasi suggerisce di seguire Renzi. Ma io non credo che le ideologie siano morte, tutt’altro; la differenza tra l’ideologia di destra, fortemente elitaria ed escludente nei confronti della massa che va governata e tenuta in soggezione, rispetto a quella di sinistra, maggiormente partecipativa e solidale, è più che mai viva. Ciò non esclude che il popolo possa e debba puntare a perseguire il bene comune. Il giorno che il popolo non riuscirà più veramente a distinguere questi concetti, sarà veramente la fine, l’opera di confusione avrà avuto termine.
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# Scipio emiliano 2012-09-28 09:35
La ringrazio per questo articolo e' veramente molto illuminante. Rende sistematica una mia lettura a brandelli dell sinistra.
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# Nieuport 2012-09-28 10:22
Ma che splendido articolo!
Quante cose ci sarebbero da dire!
Solo voglio fare un appunto al direttore, che nella sua vis polemica si fa trascinare a generalizzazion i che, non me ne voglia, assomigliano un po’ a quelle di chi dice che i musulmani sono tutti fanatici assassini. Mi riferisco ai culattoni e ai drogati.
La legione tebana di Epaminonda non è la stessa cosa di un travestito al gay pride. L’amore libero fra i legionari fiumani non è la stessa cosa dei trans di via Gradoli.
Il peyote dei navajo non è la stessa cosa delle anfetamine, come la nicotina (che anche quella droga alcaloide è) non è la stessa cosa della cocaina.
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# winston1984 2012-09-28 11:01
“”Berlusconi ha tradito i suoi elettori (...) è andato (letteralmente) a puttane.””

A credere alla Jena & lega.ti accatti.
fu come raccomandare il lardo ai gatti.
che a credere possibile quello come fatto.
parimenti poi si può metter Fede in tutto.

“”Tutti vorremmo seguire il nostro interesse particolare. Però, solo per metà. L’altra metà di noi «sa» che queste cose non sono giuste,””.

Se il pescio puzza dalla testa.
il fetore contagia tutto il resto:.
e con riferimento a quello & questo.
è già carcassa con i vermi appena in cesto.
il Biscione fatto grasso dalla precedente festa:.
lo Stellone messo a mercato in truffa che persiste,
col bidone in nuova veste: televendita spacciata come asta…
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# Annella 2012-09-28 11:23
Altro (e alto) livello... Grazie Direttore!
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# pgrlsn 2012-09-28 11:44
Grazie direttore.
Leggendo il suo articolo mi vengono in mente una serie di articoli scritti da Alexander Hamilton. Non vorrei sbagliarmi ma sembrerebbe esserci una concordanza di scopi tra quello che percepiamo di quanto sta avvenendo in questi tempi e quanto sappiamo di ciò che si è verificato in altri tempi, lontani ma, non certo remoti.
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# Salvuccio 2012-09-28 12:37
Cari direttore e amici lettori, dopo aver seguito le analisi di fdf ed altri siti da diverso tempo, sento vivo il desiderio di passare, specie nella imminenza delle elezioni regionali in Sicilia, da dove scrivo, e nazionali dopo, ad analisi di proposte operative. Direttore ed amici oltre che analizzare e pregare non potremmo pensare di fare qualcosa per agire?(Che so, presentare una lista a livello nazionale, usando anche il tetragramma di San Bernardino, creare dei comitati di sensibilizzazio ne o che so altro. Se ne parliamo qualcosa può uscir fuori.)Saluti e che Dio e la Madonna lo conservino a lungo. Salvo
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# silvio27 2012-09-28 20:54
cosa è il tetragramma di San Bernardino?
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# amsicora 2012-09-28 12:59
meno male che a tenere alto il livello culturale del pdl c'era chi saliva sul britannia, presiedeva l'aspen e partecipava ai bilderberg e nel mentre si inventava equitalia e lo spesometro, caricandoci centinaia di miliardi di tasse in più, sputtanandoci come "evasori parassiti" se non ne paghiamo abbastanza.

insomma, fiorito è davvero peggio di tremonti?
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# Maurizio Blondet 2012-09-28 13:14
Figurarsi che quella di Ezra Pound l'ha detta pure Fini quando ha fondato il Fli.................

ms
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# ares 2012-09-28 13:36
Come si dice...tentar non nuoce, ma chi ci dice che il sistema si possa combattere, dato che probabilmente anche le cosiddette opposizioni possono invece essere nient'altro dei "gatekeepers" col compito di imbrigliare e instradare la vera opposizione su binari tranquilli per lorsignori?
D'altra parte in uno stato massonico, creato con regole massoniche la vedo dura riuscire a "sovvertire" anche poco di un'intricata rete di relazioni ed interessi anche internazionali.
Le regole e le tendenze di massa le creano loro.
Solo una volta riconvertiti i singoli nelle loro coscienze emoralità a livelli accettabili sarà possibile promuovere vere e proprie opposizioni al sistema.
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# GiuFeder1425 2012-09-28 14:09
Lo stimatissimo Direttore Blondet ha proprio ragione sul “populismo” (e sul termine complementare di “antipolitica”) :
“sono le centrali massonico-eurocratiche e bancarie a suggerire il termine”.
La ragione? Avendo raggiunto ormai il pieno controllo dell’economia e delle istituzioni non solo in Italia ma in tutto l’Occidente, esse non hanno più bisogno del popolo. Con la promozione e divulgazione poi del termine antipolitica, esse, ovvero i veri padroni del vapore, ci comunicano che non hanno più nemmeno bisogno dei politici dietro cui si erano nascoste per decenni. Possono ormai esporsi e mostrarsi direttamente e pubblicamente proponendosi come i salvatori dopo aver provocato scientemente questa spaventosa crisi e una imminente profonda depressione economica mondiale. Monti ne è l’esempio più lampante anche se egli è un delegato di alto rango delle super élites mondialiste, non un rappresentante diretto di primo livello delle medesime.
Sul termine populismo ritengo tuttavia sia necessario fare una distinzione.
C’è il populismo “di pancia” di coloro che, di fronte allo smascheramento premeditato e pianificato della corruzione dei politici (che un tempo veniva il più possibile occultata o minimizzata dai media) si buttano come greggi in contenitori di plastica abilmente confezionati come il movimento Cinque Stelle del “front man” Grillo (creato e totalmente controllato dai poteri forti per dare l’illusione che ci sia una via d’uscita politica alla situazione semplicemente sostituendo gli uomini politici sulle sedie quando invece si tratta dell’’ennesima trappola mentale di massa).
… E c’è il populismo “consapevole” di coloro che sanno che i politici non sono al vertice del potere reale che invece è detenuto da mega banchieri (ed altri tipi di elites) che controllano la UE e gli USA, che sono convinti che l’Euro, impostoci senza consultazioni referendarie come, del resto, il Trattato di Lisbona, sia una dannazione e la nostra rovina, che la creazione di un Superstato Europeo centralizzato autoritario (chiamato eufemisticament e e ingannevolmente “federale”) rappresenti la fine delle libertà costituzionali. QUESTO E’ IL TIPO DI POPULISMO CHE TEME MONTI E LE ELITES CHE LUI RAPPRESENTA, non certo il movimento Cinque Stelle. Ci mancherebbe altro!
Su un punto dell’articolo, mi consenta Direttore, sono costretto a dissentire.
Cito: “I movimenti identitari (noi kulandre, noi femministe, noi rom, noi islamisti, noi padani, noi siculi...) non sono, come credono gli identitari stessi, movimenti originari, spontanei. Coussedière: «I movimenti identitari procedono dalla decomposizione dei movimenti politici», come i vermi nella carogna.
Lei davvero paragona movimento come “noi Kulandre”, noi femministe” con popoli europei con storie secolari come i Padani (nelle loro varianti Venete, Lombarde, Piemontesi ecc.), Catalani, Baschi, Galiziani, Fiamminghi, Scozzesi, Sardi, Corsi ecc.? I popoli che ho citato sono rimasti intrappolati a fil di spada entro stati nazionali dentro i quali, evidentemente, non si sentono esattamente a proprio agio. Non mi sembra proprio che possano essere definiti frutto della decomposizione politica COME I VERMI NELLA CAROGNA! Non crede?
Inoltre i movimenti identitari di questi popoli non hanno evidentemente nulla da spartire con “l’appartenenza ad un collettivo identitario qualunque”, questo sì del tutto artificiale, imposto dalle élites della UE.
Dobbiamo sempre ricordarci che nella visione massonica in cui siamo immersi fino al collo, NON ESISTONO POPOLI, NON ESISONO CULTURE, NON ESISTONO RELIGIONI ma solo una umanità indifferenziata dominata da pochi eletti col diritto “divino” a governare in una visione NEO FEUDALE. E infatti è un neo feudalesimo centralizzato high tech il modello di organizzazione mondiale cui queste élites, ormai a grandi passi, stanno portando il mondo, noi compresi naturalmente.
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# aloisius 2012-09-28 17:27
@ GiuFeder 1425

Ottimo commento a un ottimo articolo. Su Grillo e la sua Casaleggio Ass. perfettamente d'accordo, ne avevo scritto tempo fa anch'io, solo che nella lista... (loro varianti venete, Lombarde, Piemontesi ecc.) hai dimenticato quelle friulane da non confondersi con quelle venete.
Per il resto condivido ogni parola.
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# GiuFeder1425 2012-09-28 18:32
Ti chiedo scusa della dimenticanza. Aggiungo naturalmente "friulane" oltre a qualche altra che non menziono perchè riscierei di dimenticarne ancora qualcuna ...
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# Occidente 2012-09-28 15:17
So di essere 'politicamente scorretto' ma mi permetto di citare le parole del Male Assoluto, senza girarci troppo attorno: "Nessuno che sia un vero Italiano, qualunque sia la sua fede politica, disperi nell'avvenire. Le risorse del nostro popolo sono immense. Se saprà trovare un punto di saldatura, recupererà la sua forza prima ancora di qualche vincitore. Per questo punto di fusione io darei la vita anche ora, spontaneamente, qualunque sia purché improntata a vero spirito italiano. Dopo la sconfitta io sarò coperto furiosamente di sputi, ma poi verranno a mondarmi con venerazione. Allora sorriderò, perché il mio popolo sarà in pace con se stesso. Il lavoratore che assolve il dovere sociale senz'altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia, ripete ogni giorno un atto di eroismo. La gente che lavora è infinitamente superiore a tutti i falsi profeti che pretendono di rappresentarla. I quali profeti hanno buon gioco per l'insensibilità di chi avrebbe il sacrosanto dovere di provvedere.
Per questo sono stato e sono socialista!"
BENITO MUSSOLINI
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# licio 2012-09-28 15:48
OGGI SI E' AVVERATO... SIAMO TUTTI SOCIALISTI DELL'UNIONE EUROPEA...EX URSS...
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# VALFRED 2012-09-28 15:31
...e col regno de Sardegna / chi l'à in tel cul, lo tegna!
... e con Monti e Draghi, boja zente / te poi morir solamente!
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# aloisius 2012-09-28 16:49
Citazione Maurizio Blondet:
Carissimo fra' Giovanni,
lei indovina i miei pensieri. Sto pregando San PAdre Pio in questo modo: "Padre Pio, libera l'Italia dai suoi oppressori".
Maurizio Blondet


Sono tanti!

Padre PIO pregava ad età inoltrata così:
"Signore fammi morire, perché non ne posso più di questa umanità".
Figuriamoci cosa direbbe adesso.
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# aloisius 2012-09-28 16:59
Citazione Centuri:
Non credo che Renzi sarebbe un difensore del popolo. Quanto a Grillo forse è "mwno peggio".


Ecco, siamo alle solite, votiamo il meno peggio, questa è sempre stata la soluzione
nella prima e nella seconda repubblica e ora stiamo con un governo tecnico!
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# littoria3 2012-09-28 17:01
Caro Maurizio, grazie per l'articolo, io nel mio piccolo, ho tentato dal 1991, assieme a pochi altri 'illusi, pazzi idealisti ecc., di partecipare attivamente e finanziariament e al progetto dell'ex senatore Giorgio Pisanò, che sin dal 1991 con la fondazione del Movimento Fascismo e Libertà voleva ripristinare e ricolmare, un vuoto politico, anche perchè, dopo la caduta del muro di Berlino, e il superamento degli accordi di Yalta, per il MSI che si definiva Fascista, potesse riprendesse in mano il destino di almeno una buona parte degli italiani che si riconoscevano ancora nel Fascismo. Fascismo ricordiamocelo, vinto, anzi caduto solo ed unicamente per manu militari e non per altro motivo......e ricominciare, da Fascisti così come affermò Almirante, "il Fascismo non è dietro di noi, è davanti a noi ", percui ci adoperammo inizialmente all'interno del MSI, ma poi cacciati dal partito, ci organizzammo elettoralmente nei piccoli comuni con tanto di emblema del fascio repubblicano e sostantivo Fascismo. Ottenemmo pure dei risultati significativi, si riusci a eleggere fino a dodici consiglieri comunali, ma sempre ferocemente osteggiati per quell'emblema e il sostantivo. Io stesso presentai al Ministero dell'Interno oltre che in diversi comuni, compreso Roma nel 1993, il simbolo, sempre ricusato e l'ultima volta riuscimmo a farlo passare pur mutilato, ma passò, ottenendo legalmente e giuridicamante l'agibilità elettorale e politica del MFL; da quel momento ci fù l'inizio dello sfacello con infiltrati e demagoghi che riuscirono a neutralizzare il 'progetto', sicuramente orchestrato dallo stesso 'ministero', comunque, già alla morte di Pisanò accrebbe la difficoltà operativa ed organizzativa. Io credo che in Italia se vogliamo veramente ricominciare una ricostruzione morale, sociale, politica ed economica, dovremo ricominciare proprio dalla sconfitta del Fascismo non dovuta da altri fattori se non da quelli militari e dai tradimenti, i 150 anni di unificazione della Patria, non hanno ancora portato alla definitiva costituzione del Popolo d'Italia interrotta nel 1945, per questo motivo solo ed unicamente il Fascio può farlo, unire tutte le diverse verghe per l'unità definitiva, solo il più antico e il più simbolico simbolo del Fascio romano può farlo, non ne vedo altri capaci per l'impresa storica di creare veramente il Popolo Italiano.
Grazie Direttore per tutto quello che fà.
Una preghiera costante da buon cattolico, continuo a dirla giornalmente, per tutti..... io e la mia famiglia, per fortuna seguiamo costantemente la Fraternità Sacerdotale San Pio X tutte le domeniche e i vari incontri organizzati in quel di Albano
Ave Alberto - Roma
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# aloisius 2012-09-28 17:03
Citazione Nieuport:
Ma che splendido articolo!
Quante cose ci sarebbero da dire!
Solo voglio fare un appunto al direttore, che nella sua vis polemica si fa trascinare a generalizzazion i che, non me ne voglia, assomigliano un po’ a quelle di chi dice che i musulmani sono tutti fanatici assassini. Mi riferisco ai culattoni e ai drogati.
La legione tebana di Epaminonda non è la stessa cosa di un travestito al gay pride. L’amore libero fra i legionari fiumani non è la stessa cosa dei trans di via Gradoli.
Il peyote dei navajo non è la stessa cosa delle anfetamine, come la nicotina (che anche quella droga alcaloide è) non è la stessa cosa della cocaina.


Un po' come dire, sono sì gemelli, ma a guardare proprio bene, volendo si trova qualche piccola differenza.
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# aloisius 2012-09-28 17:05
Citazione amsicora:
meno male che a tenere alto il livello culturale del pdl c'era chi saliva sul britannia, presiedeva l'aspen e partecipava ai bilderberg e nel mentre si inventava equitalia e lo spesometro, caricandoci centinaia di miliardi di tasse in più, sputtanandoci come "evasori parassiti" se non ne paghiamo abbastanza.

insomma, fiorito è davvero peggio di tremonti?


Bisogna vedere nello specifico, certo che fisicamente non hanno molte affinità.
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# amsicora 2012-09-30 17:55
contento tu di pagare 120 mld di tasse in più grazie a giulietto...
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# Der Freiherr 2012-09-28 17:19
E se per cominciare si organizzasse un bel referendum per sapere se il popolo vuole rimanere in Europa o no? Forse si costringerebber o i partiti a schierarsi pro o contro,e forse si potrebbero trovare dei leaders che invece di parlar di matrimoni di culattoni ci parlassero della utilità o meno di ridiscutere il debito, di difendere o meno l'indipendenza nazionale, di continuare o meno con le missioni di pace... da cosa nasce cosa... ci sono anche i fessi, quelli che hanno eletto i Fiorito ma alla Decioma Mas ci credono ancora, e quelli che hanno eletto i Penati, ma che all' eroismo della resistenza (dopo tutto un Salvo d'Acquisto è presentato come resistente) ci credono ancora.
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# U.A.Foncant 2012-09-28 18:13
Caro direttore,
articolo eccellente come sempre.
Mi permetto di aggiungere una considerazione: ciò che Coussedière dimentica di sottolineare è la pianificazione secolare del dilagare dell'individualismo allo scopo di distruggere l'identità europea. Piano attuato sappiamo da chi e sappiamo perché!
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# maurico 2012-09-28 18:28
Non ho finito di leggere l' articolo, direttore, perchè mi pare evidente che con il potere in mano a questa marmaglia, se vogliamo definirla con un eufemismo, le ideologie, soprattutto comunismo, fascismo, socialismo sono solo rottami storici. L' unica speranza che mi è rimasta è che stiamo andando verso il 12/12.....

Da L' anticristo, Nietzsche:" ... non riesco a trattenere un sospiro. Ci sono giorni in cui mi affligge un sentimento , più nero della più nera malinconia - il disprezzo per gli uomini. E per non lasciar alcun dubbio su ciò che io disprezzo, su chi io disprezzo: è l' uomo di oggi, l' uomo di cui sono fatalmente contemporaneo".

Scusate per la citazione
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# Pietro G 2012-09-28 19:57
Articolo molto profondo e importante, che solleva temi decisivi per l'ordinamento sociale e il futuro delle società europee.
Ci sarebbe da discutere molto, mi limito solo a qualche appunto :
-Coussedière ha ragione sul populismo. L'individualismo che è stato imposto attraverso il controllo della opinione pubblica non è, infatti, generatore di creatività ma di distruzione dei fondamenti su cui si regge la società : famiglia, identità, cultura, tradizione e popolo. Ha un po' meno ragione quando parla del cittadino libero in contrapposizion e a quello "identitario". Il "citoyen" è tale in rapporto alla autorità repubblicana, ma lui, in primo luogo, è parte del popolo che ha costruito lo stato repubblicano. Il cittadino libero non può che essere il cittadino identitario, senza questo riferimento al popolo che definisce l'insieme delle identità : culturali, religiose, etniche ecc. rimane una figura formale e senza sostanza.
La moderna società multietnica e multiculturale non si frantuma nel comunitarismo perchè lo vogliono i poteri forti ma perchè è inevitabile e i poteri forti lo sanno bene, per questo promuovono da più di 30 anni l'immigrazione di massa nelle società europee. Loro sanno che quello che molti, Coussedière incluso, promuovono o indicano come ideale : la società dei liberi citoyens, non è un sistema stabile e non può trovare alcun equilibrio. Non si può negare ad una persona la sua identità e quindi non gli si può dire o imporgli di integrarsi in un'altra identità che lui trova ripugnante. In sostanza : sono i popoli che fanno gli stati, non viceversa.
-Tagliente e ottimamente motivata è invece la critica alla sinistra, diventata, anche secondo me, una sostanza amorfa senza più identità, idee e dignità. È affogata nell'emancipazionism o e nel trionfo del privato e quindi è portatrice solo di decadenza. Chi pensa di votarla alle prossime elezioni, ci pensi due volte.
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# Catello 2012-09-29 07:49
Citazione Pietro G:
"Il cittadino libero non può che essere il cittadino identitario, senza questo riferimento al popolo che definisce l'insieme delle identità : culturali, religiose, etniche ecc. rimane una figura formale e senza sostanza."
Sono d'accordo. Inoltre vorrei aggiungere:
- Perché mai i turisti dovrebbero venire qui, a spendere i propri soldi, quando qui ci fossero in vendita solo gli stessi prodotti delle multinazionali che si trovano anche a casa loro. O per vedere lo stesso minestrone di architetture, di usi e costumi, che continuando così si troverebbero dappertutto.
- Come si farebbe a sviluppare un'economia locale senza una preferenza per i prodotti locali, suggerita anche dall'amore per la propria nazione, e quando mai se neanche i locali comprano i prodotti delle proprie industrie e delle proprie aziende agricole, queste potrebbero svilupparsi in dimensioni e qualità fino ad essere in grado di esportare. E come si farebbe ad avere un minimo di indipendenza senza esportare nulla.
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# VALFRED 2012-09-29 08:22
vorrei segnalare il "nonno" politico di Fiorito: io l'ho identificato in tale Franco Franchi, deputato "vicentino" (invero veniva da Pitigliano, città nota per la bella e antica Sinagoga) del Msi, che dagli anni '60 ai '90 ha imperversato impunemente...

ricordo gli scontri tra noi giovani "puri" che mal tolleravamo la sua ricerca dell'interesse personale, i vizi e stravizi, la cura solo dell'orticello elettorale e ne eravamo "indignati"...

e i "franchisti" come li chiamavamo, i tiepidi, i perfetti "aennisti" ante-litteram, che lo difendevano perchè "sparlava bene"!

abbiamo dovuto "pettinarne" più di uno...

poi è intervenuto il "guru" Almirante, compagno di merende del Franchi, e siamo stati cacciati fuori.

da Almirante a Fini, da Fini&C. ai "fioriti" la strada era segnata!
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# guglielmotell 2012-09-29 08:49
Articolo molto interessante, come sempre. Però non metterei Matteo Renzi sullo stesso piano di Grillo. Renzi è un furbacchione tutto interno alla Casta. Per lanciare i suoi quattro slogan del tutto scontati e condivisibili (e che erano maturi da almeno un decennio) ha aspettato di avere un grande palcoscenico che lo mettesse bene in vista. Il trattamento che giornali e TV riservano a Renzi è molto diverso da quello adottano per Grillo. Renzi è incoraggiato; Grillo è massacrato. Nessuno, che io sappia, si è chiesto chi finanzia le dispendiose campagne di questo astro nascente. Inoltre (e ciò mi sembra essenziale sul piano morale) è del tutto evidente che amministrare la città a Renzi non interessa. Essere sindaco gli serve solo per il palcoscenico che Firenze può offrirgli.
Fabrizio
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# milvus 2012-09-29 10:53
Tra Fiorito ed Obama troviamo analogie: populisti, arroganti, calssisti, la colpa è sempre dell'altro, governi che vogliono controllare tutto, terzomondisti, cioè mentalità da paesi sottosviluppati . Intanto il tempo passa, nè Fiorito nè Obama sembrerebbero mai aver gestito manco la baracchina di granite e gelati peferita, prima d'essere diventati gestori dei soldi pubblici, inefficienti, ma parlanti dei difetti altrui, con prove contrarie sotto gli ochhi del mondo, Obama miope, Fiorito pure strabico, oltre che grasso.
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# BULEGH 2012-09-29 11:49
Commento per Ave Alberto – Roma – sopra riportato
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Di Giorgio Pisanò bisognerebbe anzitutto leggere o rileggere il suo libro

«Sangue chiama sangue» (Edizioni Pidola Milano – aprile 1965),

se non altro per capire quale sia sempre stato il DNA codice genetico di gran parte degli abitanti (invasori?) di questa penisola, non da secoli ma da millenni.

Il sottoscritto Pisanò lo conobbe personalmente quando egli creò, a Milano, il movimento

«Seconda Repubblica»

al quale il sottoscritto s'iscrisse come attivista, conservando anche il relativo mensile, dallo stesso titolo, per lungo tempo assai, prima di dover emigrare.

A mio supponente avviso, piuttosto che creare il “Movimento Fascismo e Libertà” nel 1991, Pisanò avrebbe fatto molto meglio a proseguire il suo primo tentativo, magari organizzando una

«Terza Repubblica»

o forse anche la quarta o la quinta. Altro che Fascismo! Altro che Almirante! A proposito quando costui, Almirante, fu scelto a dirigere il neo MSI al posto di un altro ancor più importante e credibile personaggio, di cui purtroppo ora non ricordo il nome, quest'ultimo ne rimase non solo incredulo ma soprattutto inorridito. Perché mai? Forse perché Almirante aveva già programmato l'ascesa dell'attuale prossimo dimissionario presidente della Camera dei deps, tale Gianfosco Fini? A meno che Almirante non possedesse,anch 'egli, segretamente già doppia cittadinanza italo-israeliana!

Ad ogni modo, meglio scordare certe vicende del ventennio. Certo Mussolini tentò (o finse) di combattere le imposizioni politiche e socioeconomiche dei colonialisti inglesi, cercando di limitarne le devastazioni. Ma vi riuscì solo in minima e fugace parte. Ahilui, l'illustrissimo Mussolini , fra altre cosucce, lasciò spedire migliaia di innocenti giovani a orribile morte, sotto la neve e i ghiacci, con vestiti estivi e ciabatte di cartone, in Unione Sovietica; mentre altri furono spediti in nord Africa con divise invernali. Forse a causa di tutto ciò, Mussolini fu poi assassinato in modi mai definitivamente chiariti, forse per opera di un agente M5? Poi appeso per i piedi, assieme alla Claretta, in piazzale Loreto a Milano? E l'ORO di Dongo? Chi se ne impossessò realmente? I volontari amanti delle solidarietà e sussidiarietà della della prima repubblica?

Insomma, altro che particolarismi e provincialismi sub-politici causati dal più naturale e legittimo dei sentimenti, quello che taluni sinceramente e onestamente provano nei confronti delle proprie nonché vicine comunità.

Al contrario, la vera tragicommedia è causata di chi accusa gli altri di populismo di provincialismo identitario, in realtà per celare le cialtronate di altre comunità i cui istinti sono solo predatori.

E per avvalorare questa “illazione”, non occorre certo leggere né Coussedière né Spengler!

Insomma, che vogliamo fare? Incrementare la percentuale di tradimenti? Accelerare l'estinzione dei nostri popoli essendo questi identitari localisti e soprattutto affamati di soldi, come i suini laziali dal profilo mentale e antropologico classe Fiorito?

L'estinzione ce la garantiscono coloro che fingono di predicare il Bene Superiore della Unità e della Sovranità dello Stato Nazionale, contrario alla metà del Male che giace da sempre nel localismo identitario: essendo costoro, la metà del Bene, in realtà difensori proprio delle privilegiate caste a-politche dell'establishment mondialista, ossia di coloro che stanno già diplomandosi in lingue arabo-islamiche-saudite, o del Quatar? O magari sopratutto in lingua cinese?
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# antonoi51 2012-09-29 12:39
Che Dio la conservi a lungo direttore!
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# Gallarateuberalles 2012-09-29 12:43
Soluzione: accendere saltuariamente la macchina del calcinculo.
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# francob 2012-09-29 14:34
SALVE, CREDO PROPRIO CHE TUTTI I PARTITI POLITICI SIANO SEGRETAMENTE D'ACCORDO TRA LORO,PER STANGARE IL POPOLO,GUARDATE COME NESSUNO FACCIA NULLA PER TOGLIERE L''IMU,TASSA DI SUCCESSIONE,IRP EF. MA VI SEMBRA LOGICO CHE LAVORANO A CARPI ED HANNO SUBITO IL TERREMOTO,DOVRE BBERO ACCETTARE UNA CASA NUOVA A 50 KM DI DISTANZA. POPULISMO O DEMOCRAZIA SONO PAROLE,PER RIEMPIRE LA BOCCA.HO LETTO,IL PROGRAMMA DI GRILLO SU FACEBOOK, SEMBRA INFANTILE.RENZI DOVREBBE,CAPIRE DOVE VUOLE O PUò ARRIVARE.
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# Abete Rosso 2012-09-29 23:28
La grandezza di un Paese è determinata dalla sua classe dirigente (trovatemi, se potete, un solo caso nella storia in cui questo assunto si sia dimostrato falso).
Domanda: Quanto tempo ci vuole per formare una nuova classe dirigente?
Risposta: Almeno 30 anni.
Pensate al periodo Meiji in Giappone. Dopo l’apertura all’Occidente, una classe di militari e alti funzionari provenienti dal ceto dei Samurai, attraverso una serie di riforme dello Stato, dell’Università , del Diritto, trasformò una nazione medioevale in una potenza economica e militare tra le più forti al mondo. Iniziarono questa rivoluzione 1869 e i risultati si manifestarono al mondo intero in tutta la loro evidenza con la strabiliante vittoria nella guerra russo-giapponese nel 1905.
Cent’anni dopo in Italia abbiamo assistito al fenomeno inverso. A partire dagli anni 1968 -69 c’è stato un progressivo dissolvimento delle elite imposto da sinistre ideologie, che hanno sostenuto un egualitarismo ingiusto ed inefficiente. I risultati di questo incredibile spreco di genio italico sono ora manifesti al mondo intero.
Per riparare a questa rovina dovremo attendere almeno altri trent’anni. E quali saranno i Samurai che formeranno i nuovi capi? Monti e i suoi tecnici?
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# milvus 2012-10-01 11:10
La Democrazia dovrebbe, in modo politico e naturale, accompagnare il capitalismo, concesso a noi dai liberatori, democratizzando ci prematuramente dopo un ventennio fascista, che oggi ha dato come risultato il populismo, la catastrofe economica ed il despotismo politico regnante.
Per raggiungere una Democrazia in un paese economicamente sviluppato, tipo la Germania, in cui il Capitale crei sviluppo, si affermi e si mantenga, prima si deve creare una brutale dittatura statale( come avvenne in Cina), altrimenti, dal momento che è crollato il socialismo, per avere economie floride o mercati aperti, si deve passare obbligatoriamen te per dolori, lacrime e sangue, è una valle tipo scorciatoia(com e stà avvenendo con gli arabi) che purtroppo oltre a morire, smatella ogni sicurezza e benessere acquisito.
Il passaggio dalla valle di lacrime e sangue dura molto di più di una elezione democratica ad un altra, quindi si è tentati a spostare i cambiamenti difficili in cambio di un consenso elettorale a breve termine. Per questo io suppongo che, se non vota nessuno si ribalta il pensiero malizioso stalinista per il quale quando ci si preoccupa dell'assenza di Democrazia, in realtà ci si preoccupa dell'alto tasso di sviluppo che stà raggiungendo un paese per restare nel primato occidentale.
E se la promessa, dopo la fase di lacrime e sangue, di una seconda fase democratica non arrivasse mai? Che differenza passa tra rapinare una Banca e fondarne una nuova? Allora la Democrazia concepita in Italia non è motore di sviluppo del capitalismo liberale, ma ostacolo o peggio.
Dopo l'11-9 apparve Grillo, ma i muri e gli argini, nonchè le linee di demarcazione della globalizazione, erano già premeditatament e stati costruiti: lui a buon diritto ha lottato contro lo Stato sclerotico capitalista, però al posto di una fonderia in ogni villaggio, oggi c'è un grattacielo in ogni strada.
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# nuovo_larosa 2012-10-01 12:30
articolo da imparare come una lezione. faccio pero' notare che nelle Duesicilie non c'e' solo gentaccia e monnezza da abbandonare alla deriva. I Comitati Duesicilie e altri stanno cercando, da parecchi anni, senza soldi e con tanti nemici, spesso occulti, di far rinascere un popolo, un senso di appartenenza e un progetto comune senza particolarismi e campanilismi e senza proclami di secessioni in stile bossiamo. Il tutto avendo come riferimento la Cattolica Romana Chiesa (la Nostra Chiesa) pur nel rispetto delle altrui religioni (non tutte, perche' non sono tutte uguali).In parole povere, non andremmo mai coi maiali alla moschea come fece borghezio!
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# albertotardivo 2012-10-01 12:45
Grazie Direttore per l'ennesimo articolo illuminante.
Ora per completare il percorso delle riflessioni e preghiere, bisogna unire le forze e agire: metto a disposizione il mio ufficio per eventuali incontri a Bassano del Grappa.
Attendo riscontri.
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# Robert De Zan 2012-10-01 17:35
A tutti coloro che sono favorevoli ad un'Italia unita dico che fare il culattone con il deretano altrui non ci vuole molto. La Sicilia, tanto per fare un esempio, sono dati riportati sull'Espresso e fanno riferimento ad un'agenzia siciliana, ha un pensionato ogni due abitanti, ha dipendenti pubblici più del governo inglese, in un paesino di pochissimi abitanti, oltre la metà sono forestali, se un dipendente della pubblica amministrazione ha un parente in condizioni precarie di salute, può richiedere la pensione anche dopo vent'anni di lavoro, ed io che ho 40 anni di lavoro e 54 di età non so esattamente quando potrò andarci, ogni volta che c'è il cambio della guardia, assumono migliaia di sfaticati, un uscere del parlamento siciliano prende come un dirigente d'azienda (Report); la Calabria ha più forestali del Canada, Bassolino deve aver usato i soldi dello stato per produrre rifiuti e non per smaltirli e ne ha ricevuti parecchi soldini.
Nella seconda guerra mondiale gli americani sbarcati in sicilia hanno avuto l'appoggio della mafia, in cambio l'America ha concesso qualcos'altro e quel qualcos'altro sono i politi mafiosi che ci siamo trovati e ci ritroveremo sempre. Per cui, fin tanto che ci sarà una parte della nazione che dovrà mantenere una buona fetta la china sarà solo discendente. Non c'è speranza.
E' come se in una famiglia di dieci persone, quattro mangiano a sbaffo, il capofamiglia (i politi corrotti senza scrupoli) va a troie, 3 lavorano e 2 avrebbero la testa per studiare e vorrebbero diventare ingegnere, ma purtroppo devono trovarsi un lavoro per mantenre i cinque farabutti!!!
Siamo d'accordo che i politici viaggiano su certi standards, però meno ci sono e meno bisogna spendere per mantenere i loro capricci e ruberie.
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# VALFRED 2012-10-06 08:30
a Bulegh:

il movimento "Seconda Repubblica" fu creato da Randolfo Pacciardi, ex-partigiano perbene;

Pisanò disse che casomai doveva dire "terza repubblica", la prima essendo stata la Repubblica Sociale...

tanto per la precisione;

il personaggio di cui scordi il nome era Augusto De Marsanich, ma sostituì alla segreteria Almirante, che invero fu il primo segretario del partito.
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# ebertuol 2012-10-10 17:34
Grazie Direttore!!!
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