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Grillo duce? Ed altri ricorsi
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Ho ricevuto questa mail:

«Carissimo,

mi chiedo una cosa: esiste una lobby della rabbia? Cioè: tutto questo compiacimento dei mass media sui casi di corruzione serve certo a distrarre dai veri padroni e dai veri colpevoli ma è possibile che il sistema abbia già in serbo delle forze estremiste per una finta rivoluzione e quindi gli faccia molto comodo esasperare la rabbia della gente? Se analizza il linguaggio di massa attuale c'è quasi un non detto interessante: cioè avverto quasi uno stupore per il fatto che gli italiani resistano calmi e non si ribellino ancora… ad esempio il vergognoso Ferrara che si stupisce che nessuno si suicidi più per probemi economici... (notizia ingigantita e non indicativa sul resto dei suicidi...) da un certo punto di vista ideale è vero: molta paura e viltà frena una giusta rivolta che ci vorrebbe… ma chi la rappresenta? È la mancanza di minoranza sane organizzate che frena una possibile rivolta... oggi al società sembra molto complessa e le persone sono divise... manca poi una tensione ideale che solo il cristianesimo potrebbe dare ad una giusta rivolta, ma le élites (Opus Dei; Cl e altri...) dormono sonni tranquilli o fanno gli struzzi....o sono colluse per questioni da orticello... già Lenin aveva profetizzato (anche se ha errato i tempi): nel 1960 l’Europa sarà così corrotta che la prenderemo senza colpo ferire... secondo Lei è possibile che covi già un organizzazione neocomunista che interverrà quando il debacle economico sarà improvviso?

Ad esempio: il movimento dei Forconi mi è simpatico e dice cose interessanti ma poi su facebook propongono la Boccassini quale icona etica... non mi sembra il massimo... non si fa molta strada con simili icone... anche considerando che parte della magistratura da aiutando moltissimo la Finanza con questa recente ondata di indagini… è giusto combattere la corruzione ma tutto questo zelo improvviso (anche verso i Marzotto) mi sa di purghe dittatoriali.

E di puritanesimo tirannico...

Suo, Prati»



Andiamo per ordine, caro amico. I temi che affronti sono grossi e roventi, ma – in qualche modo – io non sono d’accordo con le tue conclusioni. Molti come te sospettano un complotto in questa tempesta di sdegno e di inchieste per la corruzione politica: perché proprio ora?, si domandano. Quali sono i poteri forti nell’ombra che aizzano l’indignazione?

Ma i poteri forti hanno già agito: tramite Napolitano, hanno sospeso la democrazia. Ci hanno dato il governo dei tecnici col loro fiduciario Mario Monti, dirigente di Goldman Sachs e della Trilateral: non ti basta come complotto? Ne vuoi intravvedere un altro, dietro questo, più sottile e oscuro? Ci dovremmo trattenere dall’indignarci per il liquame a cui è giunta la «politica», per timore che ciò faccia comodo a «veri padroni» che non si sa quali sono? Un complotto alla volta, per favore.

Se c’è una lobby della rabbia, confesso di appartenervi. La «politica» è occupata da elementi inqualificabili che bisogna eliminare, perché da soli non sloggiano – e dopo aver consegnato la responsabilità di governo ai creditori esteri, stanno architettando leggine elettorali su misura per restare aggrappati al seggio e allo stipendio. È il momento storico – l’ho scritto spesso – in cui il potere si accaparra la «legalità» ma ha perso ogni legittimità: il momento delle rivoluzioni. Il guaio è che in Italia, la rivoluzione non verrà.

Il compiacimento dei mass media per denunciare la corruzione? Le procure che indagano? Provo a leggerle non come un complotto ma come una presa di coscienza collettiva, e magari di una moda giudiziaria di procuratori sempre assetati di popolarità – che sono il vero, attuale rischio immanente da cui dobbiamo guardarci . La domanda «perché proprio ora?» non mi appassiona. Perché il «proprio ora» è ricorrente nella storia italiana, storia di un popolo incapace di autogoverno.

Hai mai pensato a quanta rabbia ha, contro la «politica», Dante Alighieri? Ha riempito il suo Inferno di italiani potenti e farabutti, Papi prevaricatori e venali, signori spregevoli, politici criminali, fazioni inestinguibili, orditori di complotti, di voltafaccia e diserzioni «alla Badoglio», pugnalatori, capaci di crudeltà spaventose, uno peggio dell’altro: l’arcivescovo Ruggieri degli Ubaldini che condannò a morir di fame nella torre (di cui fece gettar via le chiavi) il conte Ugolino e i suoi figli, non è più nefando della sua vittima: come lui, Ugolino è confitto nel ghiaccio dell’Antenora, il girone dei traditori della patria. Il tradimento della patria, il parteggiare di pancia e di convenienza senza mai requie – guelfi contro ghibellini, bianchi contro neri – gli interessi più biechi, il rifiutarsi (o l’incapacità di elevarsi) al livello del bene comune universale (l’Impero dantesco) sono arrivati al punto che Dante non fa che denunciare, indignarsi, schifarsi, gridare: «Ahi serva Italia! Vituperio delle genti! Non donna di provincie, ma bordello!». Sembra uno di noi, l’Alighieri.

Quella fu una delle fasi storiche in cui la «politica» è così intollerabilmente guasta, che un intellettuale non può esimersi dalla politica; anzi Dante non può quasi pensare ad altro: esattamente come un nostro contemporaneo, proprio come noi. Anche noi oggi siamo ossessionati dalla «politica», neuroticamente assorbiti dalla «politica» e dalle notizie politiche. Non dovremmo – ci sono occupazioni molto più interessanti – ma non possiamo farne a meno. È come quando c’è la guerra: allora le donne e le sorelle dei combattenti non sanno pensare ad altro, fanno calze di lana e preparano pacchi da inviare ai loro figli, mariti e fratelli. Risparmiano per mandare sigarette e cibo. I ragazzini arrotolano striscie di carta per fare scaldini per le gavette. Nei bar e nelle famiglie di discutono le grandi strategie, per approvarle o criticarle. Sono cose piccole e ingenue, ma indicano che tutti hanno la testa e il cuore ansiosamente là dove si muore, e dove il nemico può sfondare; e vogliono partecipare allo sforzo bellico (1); tutti sentono il pericolo estremo come loro proprio, e se se distraggono da quell’idea fissa e vanno per un’ora a divertirsi, temono di aver mancato di dare l’appoggio della loro volontà; se gustano un buon pranzo, si rimproverano pensando ai soldati che mangiano male, e gli pare di aver indebolito il fronte dei cuori.

In qualche modo, per quanto gli conceda la sua torpida intelligenza (Monti non ha idee sue: le ha assorbite tutte nei noti salotti, è un vassallo intellettuale), è questo il sentimento che vuole suscitare Mario Monti quando ripete che questa è «una guerra»: l’unità di fronte al pericolo estremo. Ma può un gelido eurocrate fare un tale appello? No, non ha la legittimità.

Noi ci arrovelliamo per la «politica» perché sentiamo che oggi è «guerra»: ma una guerra dove il nemico è interno, le caste predatorie e inadempienti, la burocrazia parassitaria, i politici di professione – e questo impedisce l’unità dei cuori necessaria. La guerra non può essere che guerra civile. Eventualità, o meglio «emergenza», che ricorre costantemente nell’Italia che non si sa governare.

Mario Monti è stato talora chiamato «il podestà straniero»; altra figura ricorrente nella storia italica, dove a volte albeggia la coscienza che siamo incapaci di autonomia. Ma è un’adulazione. Monti è piuttosto il proconsole delle potenze occupanti. Altre volte, furono i «signori governatori» inviati da Madrid o da Vienna, da Parigi, perché l’incapacità di essere uniti aveva questo esito ripetitivo: che una fazione di una città chiamava, per farsi aiutare ad eliminare l’altra, lo straniero e i suoi eserciti; sempre enormemente più potenti di quelli che potevano mettere in campo gli staterelli italiani, e non solo perché più demograficamente forniti; è che i duchi e signorotti italiani risparmiavano sulla difesa militare esterna, bastando loro guardie del corpo per parare le pugnalate degli oppositori interni, i loro veri nemici. Oggi, è lo stesso.

Solo che non è più politicamente corretto che l’armata germanica venga a raddrizzare l’Italia debitrice, o che la BCE e il FMI ci invadano coi cingolati – sarebbe tutto troppo chiaro – e quindi han delegato il loro fiduciario. Il guaio è che essendo anche Monti (la Fornero, Grilli, Profumo, eccetera) italiani, sono di una completa idiozia politica. E peggiorano la situazione, sbagliando tutti i bersagli. Per dire: mentre noi schiumiamo di rabbia per la «politica» e i suoi costi insostenibili ed odiosi, loro si fanno sostenere da questo Parlamento – che invece deve così evidentemente essere incenerito – mentre ci aumentano le tasse che servono solo ad alimentare una burocrazia corrotta dalla politica e dunque insaziabile e oltre che inefficiente; e ci chiamano alla «guerra» sì, ma contro «l’evasore fiscale». Aizzare contro il nemico interno, i kulaki che «accaparrano i grani», i «sabotatori del piano quinquennale», era la tipica scusa sanguinaria con cui i regimi comunisti sviavano l’attenzione dalle colpe che erano solo loro, della loro ideologia applicata alla realtà: qui, sì, ti dò ragione caro lettore, c’è qualcosa di «neo-comunista» nel delegato delle banche. Ma il neocomunismo è già instaurato. Il complotto ha già avuto successo.

In gran parte però, ne siamo colpevoli collettivamente noi. Quasi tutte le nostre creazioni politiche più originali (perché l’Italia è un ricorrente laboratorio politico) sono in realtà l’effetto ridicolo e disperato della nostra incapacità di governarci come nazione unitaria. Prendiamo i Comuni del Medio Evo, celebrati dalla nostra storia «patria» auto-adulatrice: anzitutto nascono dal rigetto bottegaio e retrivo di ogni idea politica universale, da un particolarismo ripugnante. Nella Lega Lombarda, celebrata come prima gemma di «unità» contro il Barbarossa invasore, bisogna subito avvertire che Pavia non entrò: stava con l’imperatore non perché gliene infischiasse nulla dell’impero, ma per odio a Milano. Due città con lo stesso dialetto, ad un tiro di balestra di distanza, volevano l’una la distruzione dell’altra. Nel Nord germanico, negli stessi decenni un centinaio di Città-Stato si unirono nella Lega Anseatica, ben vedendo i vantaggi dell’interesse comune, e restarono uniti per 300 anni.

E poi, sappiamo come ogni Comune si gestisse all’interno: si davano un assetto di repubblica (erano oligarchie di mercanti e ricconi senza nobiltà), si accordavano su un quadro istituzionale in qualche modo «democratico»: solo che la minoranza, appena perdeva democraticamente, invece di esercitare lealmente l’opposizione, metteva tutte le sue energie a scavalcare il quadro istituzionale per prendere o mantenere il potere, strappandolo indebitamente alla maggioranza. Da qui, dentro ogni cinta muraria, il degrado e lo spregio delle leggi e delle norme di convivenza politica; da qui la necessità, visto che il quadro istituzionale era scardinato, di prevalere con la forza o l’astuzia (lione o volpe, dice Machiavelli) anziché a norma di diritto; di qui una minuscola ma permanente e crudelissima guerra civile; con colpi di mano, balenar di pugnali nel buio (alla schiena) , accordi sanciti oggi e traditi domani, duelli di strada, adesione a fazioni che avevano perso il significato originario (guelfi o ghibellini, bianchi o neri; esattamente come oggi «sinistra» e «destra») se non quello di identificare «contro chi» si fa il tifo.

Talvolta, almeno, questi nostri antenati ebbero la lucidità di dover ricorrere ad un podestà straniero – straniero doveva essere perché non legato ad alcuna fazione cittadina – da cui farsi governare, essendone loro incapaci per eccessiva faziosità; ma erano loro che lo decidevano (2). Mario Monti è stato scelto per noi. È il governatore.

E le Signorie? Lo splendore dei palazzi e degli artisti di cui seppero servirsi, l’irraggiamento «culturale» che esercitarono anche all’estero, non deve far dimenticare la loro radicale illegittimità: un ricco banchiere, o un «condottiero» di ventura a capo di una truppa professionale da operetta, arraffa il potere o con i soldi e corruzione, o con la minaccia, o perché le fazioni «repubblicane» comunali, semplicemente, si sono dissanguate nelle loro lotte intestine a forza di spregiare le norme istituzionali. Tali signori si reggono al potere senza alcuna giustificazione giuridica; pensano di non averne bisogno, abituati a constatare che la «politica» è solo questione di forza e la furbizia, convinti che la «politica» sia solo forza, furbizia, corrompere e sopraffare. Essendo privi di legittimazione, devono guardarsi continuamente le spalle da attentati spaventosi di pretendenti che ritengono di poter pretendere il loro posto, perché forti altrettanto; vedi la Congiura dei Pazzi contro il Medici. Ed anche Federico da Montefeltro, come si vede nel ritratto che commissionò a Pier della Francesca, si fece scalpellare il naso dal chirurgo per il noto motivo: avendo perso un occhio in uno scontro, doveva mantenere il campo visivo più ampio all’occhio rimasto, per via delle pugnalate che gli potevano venire dall’angolo morto.

Il loro potere era acutamente «personale», come oggi i padroncini delle piccole imprese (altro segno della pochezza italiana) , e difficilmente le Signorie duravano più del fondatore. Erano inoltre di un egoismo, di un particolarismo e di una miopia da far gridare di rabbia. Nel film «Il mestiere delle Armi» di Olmi, si mostra chiaramente come i lanzichenecchi luterani che vengono a colpire il Papato siano, all’inizio, quattro gatti male armati, che si potevano disperdere facilmente. Ma il Gonzaga di Mantova si accorda con loro per farli passare sui suoi territori: si sbrighino ad andare a Roma, ma noi evitiamo «il gran danno della guerra». Il solo che prova a fermarli è Giovanni dalle Bande Nere (mica per patriottismo: era un Medici, e il Papa era suo zio), ma il Gonzaga gli nega il passaggio che aveva appena consentito ai lanzi. Il duca di Ferrara, l’Este, fa anche peggio. Per brigare un matrimonio aristocratico con la famiglia imperiale, non solo lascia passare i lanzi, ma perché sloggino presto e da amici gli regala quattro falconetti: le artiglierie d’ultimo modello (perché noi italiani, imbelli, siamo sempre stati inventori di meravigliose tecnologie militari: le più eleganti corazze, l’architettura militare più geniale, i cannoni più perforanti). La torma luterana, resa invincibile dall’inettitudine della «classe dirigente» italiota, attraversa la penisola come un coltello nel burro, saccheggiando sistematicamente tutto sul percorso (non ricevevano il soldo), e misero a ferro e fuoco Roma. Mentre il Papa tremebondo se ne stava acquattato a Castel Sant’Angelo, i lanzi massacravano preti nei modi più atrocemente fantasiosi, stupravano donne, arraffavano reliquiari d’oro e d’argento, rotolavano botti di vino, spandevano la lue e la peste. E che fa in quel frangente Pompeo Colonna, alto esponente della più antica aristocrazia romana? Ne approfitta con le sue bande armate per dar la caccia ai nobili seguaci del Papa Medici (contro cui aveva invano tentato un golpe), dando una bella mano alla devastazione della città: tipica ed esimia figura dell’italiano che dà il calcio dell’asino all’italiano sconfitto, più abietto di qualsiasi lanzichenecco.

Il Sacco di Roma è oggi un fenomeno permanente, operato da quelli che chiamiamo «i nostri rappresentanti». Allora fu un evento che impressionò il mondo, come una replica delle invasioni barbariche. Ne fu sconvolto, ed è tutto dire, persino Enrico VIII, quello che aveva abbandonato la Chiesa per Anna Bolena. Il Rinascimento finì allora: si vide che sotto i damaschi, l’eleganza, la cultura, i cannoni nuovissimi, le formidabili fortificazioni firmate da architetti di grido, le lucide armature dei Signori (il celebrato Made in Italy), non c’era nulla. Tutta apparenza e niente nerbo. Il popolo si assoggettò volentieri ai nuovi padroni stranieri, privo com’era di ogni solidarietà col Signore di prima: O Franza o Spagna purché se magna, fu l’italianissima morale che ne trasse.

Il Machiavelli, la più chiara mente di allora – che come noi contemporanei «non poteva pensare ad altro che alla politica», essendo la politica così guasta, ed essendo così evidente ciò che andava fatto, e che le pretese classi dirigenti non facevano – scrisse Il Principe. Per avvertire la classe dirigente di questo piccolo fatto internazionale: che erano nati i grandi regni sovrani. La Francia e l’Inghilterra da secoli. E adesso anche la Spagna, una polvere di localismi che Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia unificarono e fecero Stato lanciandoli in grandi imprese – dalla Reconquista contro gli occupanti arabi al popolamento dell’America appena scoperta coi loro finanziamenti. È la chiamata a far grandi cose insieme che unifica genti diverse in uno Stato, e Ferdinando (scriveva Machiavelli) «fu sempre animoso datore di principii». Per questo «da debil fortuna è montato a questa grandezza», pur dovendo operare con «uno Stato nuovo» (appena fatto) e «sudditi dubbi», sapendoli tenere «uniti e in ordine». Ecco, ci vuol qualcuno che faccia come lui unificando l’Italia; e siccome Cesare Borgia era spagnolo e sembrava un tipo deciso, Machiavelli sperò in lui. S’ingannava, perché Cesare non era migliore degli altri signorotti. Ugualmente inetto e ancorché crudele, senza ambizione da statista. Ma fu un nobile auto-inganno; quanti di noi non hanno parimenti sperato che Berlusconi sarebbe stato capace di governo? Non potevamo immaginare che non era capace nemmeno di auto-governo.

Tipicamente, italicamente ignobile fu il modo in cui gli incapaci furbetti liquidarono i consigli strategici di Machiavelli: dissero che erano «immorali». Il Principe fu messo all’indice per immoralità dal Vaticano: un Vaticano che si lasciava governare da Papi nepotisti in conclavi truccati, Pontefici con figli e concubine e dediti a spendere i milioni dell’obolo di San Pietro in «seratine eleganti» con le prostitute più care di Roma, nude.

Saltiamo i secoli, arriviamo ad oggi. A questi parlamentari che, avendo tradito tutti gli elettori, svenduto la nostra sovranità, stanno architettando una leggina elettorale fatta apposta per impedire la vittoria del movimento di Grillo, e salvare i loro seggi. Una abiezione delinquenziale intollerabile. L’ultima dimostrazione di come questi hanno corrotto tutte le istituzioni, per rendere possibile la corruzione loro; ma istituzioni corrotte ci hanno corrotti tutti, come popolo, esaurendo ogni virtù popolare, cattolicesimo, onestà, laboriosità, tutto.

Per questo, come ho già detto, voterò Grillo, come tantissimi, al solo scopo di cacciare questi farabutti: se prende 50 o 100 seggi, sono 50 o 100 parlamentari attuali che non troveranno posto. Non mi piace l’utopismo ecologista alla Casaleggio, né il programma no-technology totale condiviso dai suoi seguaci; men che meno mi piace il fatto che tutti i grillini si sentano angeli puri, un moralismo di questo stampo porta alla dittatura della Virtù, a qualche tipo di Terrore. So che le fedine penali pulite non sostituiscono un programma di governo. Non mi è piaciuto che Grillo abbia candidato Di Pietro al Quirinale: temo che alla fine, questo movimento finisca per creare la repubblica delle Procure giustizialiste, con Ingroia e la Boccassini come ministri e leader – e gestori del nuovo Terrore. Ma immagino che dopo la vittoria, il movimento si polverizzerà e non sarà capace di nulla fare. Lo voto solo come sciacquone, come lo stura-cessi collettivo che deve strurare la latrina traboccante di liquami.

Però, però... so che furono questi i sentimenti con cui, tra gli anni '20 e '30, le masse elettorali non necessariamente fasciste o naziste mandarono al potere Mussolini ed Hitler. Questi ci salvano dal regime bolscevico, poi li sloggeranno, pensarono tanti in Germania. E in Italia fu lo stesso, con una quantità di motivi in più: disprezzo della monarchia (il fascismo nascente era repubblicano), illegittimità dei governicchi alla Facta, la gioventù appena uscita dalle trincee non tollerava di tornare pecorilmente sotto quelle oligarchie piemontesi senza legittimità. E moltissimi buoni borghesi pensarono: i fascisti sono lo sciacquone del parlamentarismo corrotto, sono un fenomeno passeggero.

Ecco, in questo Grillo è un analogo di Mussolini. Al di là delle ovvie diversità, e della statura dei due personaggi, il movimento 5 Stelle occupa oggi quell’orma, quella funzione e casella ricorrente della storia italiana. E suscita le stesse speranze a breve e gli stessi timori a lungo termine. E già Grillo si lascia scappare atteggiamenti ridicolmente mussoliniani, prima ancora di avere il potere. Ma tuttavia, lo voterò. Perché c’è forse una alternativa? È la sola che ci resta.

Questa è l’Italia che non si sa governare, che volete farci.




1) Questo è il motivo, fra parentesi, per cui le guerre sono state fertili di invenzioni scientifico-tecnologiche: chimici, ingegneri, tecnici sentono l’urgenza di contribuire alla vittoria, non pensano ad altro, come tutte le altre categorie sociali (eccettuati i profittatori).
2) Nel 1342 i fiorentini chiamarono come podestà Walter (Gualtieri) de Brienne, duca di Atene e connestabile di Francia, nel pieno della crisi economica provocata dalla rovina delle banche cittadine dopo che il re d’Inghilterra Edoardo III aveva sovranamente ripudiato il debito con cui i banchieri fiorentini dissanguavano l’economia inglese, accaparrandosi il prodotto principale del paese, le lane . Questi banchieri fiorentini erano «guelfi neri», il che allora significava «poteri forti transnazionali». Il loro «patriottismo» l’avevano dimostrato già nel 1315, quando avevano fatto abolire la tassa sul reddito a Firenze (dove abitavano loro) per aggravarle sul contado. Esentatisi così dalle molestie tributarie, il Comune aveva ovviamente visto aumentare orribilmente il suo debito pubblico: e gli stessi banchieri ne approfittarono per indebitare la loro «patria». Nel 1342, Firenze doveva 1,8 milioni di fiorini d’oro ai suoi banchieri, che esigevano un interesse del 15%; il Comune dovette pagare in anticipo sei anni di introiti delle gabelle e dazi, per placare i suoi banchieri patrioti. Walter de Brienne, appena divenuto podestà, si comportò da statista e vero patriota
lui straniero – ripudiando il debito, dichiarò Firenze insolvente. E per giunta istituì le «prestanze», ossia i prestiti forzosi che i ricchissimi fiorentini dovevano fare alla Signoria, a tassi sfavorevoli. I ceti bassi fiorentini volevano che Walter De Brienne restasse signore a vita; i signori complottarono contro di lui per ucciderlo, sicchè dopo dieci mesi, il Brienne fuggì e lasciò la carica, il 26 luglio 1343. «La cacciata del duca di Atene» divenne, per volontà dei banchieri, l’episodio mitico della patriottica liberazione della città dal giogo straniero; Andrea Orcagna fu incaricato di illustrare «l’epica impresa» in affreschi ufficiali.


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Commenti  

 
# stechio 2012-11-12 18:57
Con questo breve, erudito, originalissimo saggio storico-politico, il nostro direttore butta nel cesso anche i quintali di carta stampata che viene pubblicata ogni giorno sotto forma di quotidiani libri riviste...per proseguire nella "buona battaglia".
Ad maiora, sempre.
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# astrorosa1 2012-11-15 11:02
L'analisi storica è corretta ma l'analisi
delle responsabilità attuali è della
massoneria come al tempo del risorgimento
o della rivoluzione francese
Il popolo non è il vero responsabile
ma la battaglia è delle forze
spirituali che vengono manovrate
da personaggi tipo Mazzini o Garibaldi
o i Savoia od il personaggio citato dal video mentre le trame sono ebraiche
e ,con, il tradimento della società Inglese a partire da Enrico VIII.
L'uomo è libero d'assassinare i propri fratelli o d'amare la vita.
La Serenissima è la dimostrazione di come una Repubblica governata nell'interesse della collettività possa emergere in morale d'interesse comune.

http://www.youtube.com/watch?v=lD_qRPGf0ug

VIVA GESU'
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# Maraffio 2012-11-12 19:03
E sciacquone sia, darò il mio contributo alle urne, nonostante i possibili brogli e trucchi dei nostri cari parlamentari...

Nessuno si astenga.
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# oriundo06 2012-11-12 19:35
Perfettamente d'accordo: ma sfugge al ragionamento lucido e teso del Direttore il PERCHE': perchè l'Italia è incapace di governo e di auto-governo in particolare ? Già, perchè ? Non ci mancano nè i mezzi intellettuali nè le capacità dei tanti doni che Il Signore ha dispensato a questo Paese ( peraltro assolutamente irriconoscente e stolido nella sua devastata modernità, tant'è che i suoi cittadini pensano solo a 'cogliere le opportunità' in ogni modo, anzichè a precostituire un percorso, un viatico, per sè e per gli altri, con la preghiera e lo sforzo rettamente indirizzato...). Ma puo' un cattolico come Lei riconoscere che la responsabilità di ieri e di oggi sta nell'istituzione 'papato' senza ricavarne quantomeno un dubbio di coscienza ? Guardando bene nella storia recente e passata se ne possono trovare eccome di esempi assai probanti a questo proposito, anche senza alimentare l'ostilità preconcetta o per converso il rifiuto cieco dell'evidenza...
Vorrei solo sottolineare che parlando di questo squallido Governo e del suo supponente, inguardabile Pres. del Consiglio Lei ha omesso un fatto a mio giudizio importante anzi addirittura essenziale: quante volte Monti si è recato in Vaticano a sollecitare, promuovere, assentire insieme colle massime gerarchie cattoliche alle finalità del piano di dissoluzione della struttura economica ( e non solo ) della nostra Italia, contrattandone il silenzio compiaciuto sulle politiche fiscali ? Io ne ho contato almeno quattro, e nei momenti piu' peregrini, persino rasentando il ridicolo dell'omaggio al Papa di non so quale mappa geografica...
E' impensabile che l'Italia possa auto-governarsi avendo accanto una gerarchia religiosa cosi' pervasiva e un potere politico cosi' adulatorio.
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# markus.mann 2012-11-13 12:48
Capisco le esitazioni e l'imbarazzo quando, da cattolici, si affronta l'argomendo del ruolo che le gerarchie vaticane hanno avuto nella storia del Paese dopo l'unità.
Il problema però è sempre attuale e, come italiani, ci riguarda particolarmente da vicino. Il peccato originale del Risorgimento paramassonico non è stato certo perdonato.
Per non parlare dell'imbarazzata e imbarazzante difficoltà di Benedetto XVI a perdonare Paolo Gabriele, che infatti resta in gattabuia.
Spero per lui che le celle di Papa Ratzinger siano più confortevoli di quelle del Papa Re. In ogni caso Mastro Titta è andato in pensione senza lasciare eredi. Una bella fortuna per un cittadino della SCV...
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# nicolas 2012-11-13 12:51
Per quanto triste e doloroso sia, è bene tenere a mente, quando si parla di Vaticano attualmente, l'immediata associazione con la Sinagoga dei fratelli maggiori. Il Vaticano ne è una dependance.
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# piero vassallo 2012-11-12 19:45
se grillo è il "resto" della tradizione italiana vuol dire che siamo orfani e che è meglio stare a casa nel giorno delle elezioni
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# r1348 2012-11-13 13:11
Grillo non ha nulla ha che vedere con la tradizione italiana e cattolica, ma può essere l'onda che frantuma decenni (secoli) di incrostazioni che la ricoprono. Ha l'appoggio popolare necessario per farlo.
Dopo Grillo, spetterà alle forze veramente tradizionali darsi una svegliata ed agire, il terreno sarà nuovamente propizio, spero.
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# Annhilus 2012-11-13 17:23
Citazione piero vassallo:
se grillo è il "resto" della tradizione italiana vuol dire che siamo orfani e che è meglio stare a casa nel giorno delle elezioni


CONCORDO E SOTTOSCRIVO!!!! Grande Vassallo!!!

... se ancora si carezza l'onirica speranza del voto democratico (anche a costo di votare per un buffone anticattolico) vuol dire che di strada da fare verso il fondo ne resta ancora molta... accomodatevi... e portatevi il vostro certificato elettorale...
io però non ci sarò... votate voi che a
me viene da ridere...
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# Lorenzo 2012-11-14 09:13
e si , ma si ricordi, non andasse a votare anche il 99% degli italiani (anche la percentuale è un trucco subdolo) il restante sara diviso nuovamente in percentuali, e si ci ritrovera magari un 35% di voti (3 in tutto di cui uno bersani?) per il pd.
il punto è se vogliamo combattere il sistema, ci sono solo due modi, o si usano i loro mezzi cercando di ritorcerglieli contro per non usare violenza...o si usa violenza ,ma una cosi efferata da rimanere iscritta nella storia come la presa della bastiglia.
L'inutilita e l'accidia non sono contemplate nella ricerca del cambiamento.
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# nicolas 2012-11-12 20:02
Caspita! Una descrizione così desolante della storia italiana non l'ho mai letto. In aggiunta ,perdipiù, di una buona dose di pessimsmo leopardiano. Non ci resta che bere per dimenticare.
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# astrorosa1 2012-11-15 00:08
Sono astemio, ma in compagnia bevo volentieri.
Condivido il pessimismo, ma se torniamo
indietro nel tempo dovremmo prendere la Serenissima come esempio positivo, pur con tutte le sue lacune.
Ma se siamo credenti in DIO e nel Cristo fatto uomo allora ciò che manca è la Fede.
Abbiamo tradito DIO per mammona.
La Chiesa Cattolica Romana ha tradito DIO.
Quindi vi saranno le conseguenze di tale tradimento, nessuno in queste risposte
accenna (compreso don Livio Fanzaga nelle sue trasmissioni)de l tradimento della chiesa che al momento
è ricca di denaro e beni materiali mentre Gesù di Nazareth è esempio di povertà dalla nascita alla morte in una tomba presa in prestito.
La chiesa di SATANA è al potere.
Il Levitico è stato scritto ben prima della caduta dell'impero israelo americano attuale.

Levitico 19

1 Il Signore disse ancora a Mosè: 2 «Parla a tutta la comunità degli Israeliti e ordina loro: Siate santi, perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo.
3 Ognuno rispetti sua madre e suo padre e osservi i miei sabati. Io sono il Signore, vostro Dio.
4 Non rivolgetevi agli idoli, e non fatevi divinità di metallo fuso. Io sono il Signore, vostro Dio.
5 Quando offrirete al Signore una vittima in sacrificio di comunione, offritela in modo da essergli graditi. 6 La si mangerà il giorno stesso che l'avrete immolata o il giorno dopo; ciò che avanzerà fino al terzo giorno, lo brucerete nel fuoco. 7 Se invece si mangiasse il terzo giorno, sarebbe cosa abominevole; il sacrificio non sarebbe gradito. 8 Chiunque ne mangiasse, porterebbe la pena della sua iniquità, perché profanerebbe ciò che è sacro al Signore; quel tale sarebbe eliminato dal suo popolo.
9 Quando mieterete la messe della vostra terra, non mieterete fino ai margini del campo, né raccoglierete ciò che resta da spigolare della messe; 10 quanto alla tua vigna, non coglierai i racimoli e non raccoglierai gli acini caduti; li lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono il Signore, vostro Dio.
11 Non ruberete né userete inganno o menzogna gli uni a danno degli altri.
12 Non giurerete il falso servendovi del mio nome; perché profaneresti il nome del tuo Dio. Io sono il Signore.
13 Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai di ciò che è suo; il salario del bracciante al tuo servizio non resti la notte presso di te fino al mattino dopo.
14 Non disprezzerai il sordo, né metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio. Io sono il Signore.
15 Non commetterete ingiustizia in giudizio; non tratterai con parzialità il povero, né userai preferenze verso il potente; ma giudicherai il tuo prossimo con giustizia. 16 Non andrai in giro a spargere calunnie fra il tuo popolo né coopererai alla morte del tuo prossimo. Io sono il Signore.
17 Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai d'un peccato per lui. 18 Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore.
19 Osserverete le mie leggi. Non accoppierai bestie di specie differenti; non seminerai il tuo campo con due sorta di seme, né porterai veste tessuta di due diverse materie.
20 Se un uomo ha rapporti con donna che sia una schiava sposata ad altro uomo, ma non riscattata o affrancata, saranno tutti e due puniti; ma non messi a morte, perché essa non è libera.
21 L'uomo condurrà al Signore, all'ingresso della tenda del convegno, in sacrificio di riparazione, un ariete; 22 con questo ariete il sacerdote farà per lui il rito espiatorio davanti al Signore per il peccato da lui commesso; il peccato commesso gli sarà perdonato.
23 Quando sarete entrati nel paese e vi avrete piantato ogni sorta d'alberi da frutto, ne considererete i frutti come non circoncisi; per tre anni saranno per voi come non circoncisi; non se ne dovrà mangiare. 24 Ma nel quarto anno tutti i loro frutti saranno consacrati al Signore, come dono festivo. 25 Nel quinto anno mangerete il frutto di quegli alberi; così essi continueranno a fruttare per voi. Io sono il Signore, vostro Dio.
26 Non mangerete carne con il sangue.
Non praticherete alcuna sorta di divinazione o di magia.
27 Non vi taglierete in tondo i capelli ai lati del capo, né deturperai ai lati la tua barba. 28 Non vi farete incisioni sul corpo per un defunto, né vi farete segni di tatuaggio. Io sono il Signore.
29 Non profanare tua figlia, prostituendola, perché il paese non si dia alla prostituzione e non si riempia di infamie.
30 Osserverete i miei sabati e porterete rispetto al mio santuario. Io sono il Signore.
31 Non vi rivolgete ai negromanti né agli indovini; non li consultate per non contaminarvi per mezzo loro. Io sono il Signore, vostro Dio.
32 Alzati davanti a chi ha i capelli bianchi, onora la persona del vecchio e temi il tuo Dio. Io sono il Signore.
33 Quando un forestiero dimorerà presso di voi nel vostro paese, non gli farete torto. 34 Il forestiero dimorante fra di voi lo tratterete come colui che è nato fra di voi; tu l'amerai come tu stesso perché anche voi siete stati forestieri nel paese d'Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio.
35 Non commetterete ingiustizie nei giudizi, nelle misure di lunghezza, nei pesi o nelle misure di capacità. 36 Avrete bilance giuste, pesi giusti, efa giusto, hin giusto. Io sono il Signore, vostro Dio, che vi ho fatti uscire dal paese d'Egitto.
37 Osserverete dunque tutte le mie leggi e tutte le mie prescrizioni e le metterete in pratica. Io sono il Signore».
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# madmax 2012-11-12 20:32
la merkel dice che la crisi durerà altri 5 anni, qualcuno del mondo 'finanziario' ha detto che l'europa avrà una crescita debole per i prossimi 50 anni... milioni di persone non hanno nè 5 nè 50 anni da aspettare... per chi votare sarà insignificante
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# stefano.mc 2012-11-12 21:01
Va qui fatto notare - visto che alla fine si finsce sempre alla diatriba nord/sud - che il municipalismo localista è un copyright esclusivamente padano. Al sud l'unico esperimento in tal senso, Amalfi, fece ben presto una brutta fine, mentre con Federico II si creò un unico monoblocco statale che, pur sotto diverse dominazioni, ha caratterizzato la storia del meridione per otto secoli ininterrotti.
Il municipalismo padano è la vera rovina politica del nostro paese e ciò che sempre impedirà la creazione di un paese unito.
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# r1348 2012-11-13 13:14
Complimenti per fare la figura del pollo di Renzo, è proprio ciò di cui abbiamo bisogno.
E comunque dimentica la Serenissima.
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# markus.mann 2012-11-12 21:03
Stupendo articolo.
Non avevo mai letto una trasposizione della storia italiana nell'attualità, scritta con questo livello di profondità di analisi.
Il combaciare, con precisione quasi geometrica, dei termini di paragone storici mi lascia ammirato ed esterrefatto per ciò che descrive e, soprattutto, per ciò che inevitabilmente ne deriverà in futuro.
Spero soltanto, sentendomi sempre immarcescibilme nte italiano, di riuscire ad incanalare tanta rabbia ed a condividerla il più possibile, magari diffondendo a più persone il Suo stupendo pezzo, sperando che a forza si arare, concimare e seminare le coscienze... gli alberi delle forche crescano alti e forti, tanto da reggere il peso delle grasse canaglie che vi saranno appesi.
In senso figurato, ovviamente. Anzi, in senso tecnico.

P.S.
La Scala di Milano, nel bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, inaugurerà la stagione con un'opera di... Wagner, che ha avuto la buona sorte di nascere anch'egli nel 1813. Un'opera verdiana alla prima di Bayreuth avrebbe scatenato, giustamente, tumulti di piazza.
Forse il Ministro alla Cultura italiota Ornaghi è stato distratto dall'intensa attività di tagli di spesa per la cultura. O forse nell'armadio della camera da letto conserva il pickelhaube del trisnonno.
Gli auguro che qualcuno lo costringa a sedercisi sopra.
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# Sergio64 2012-11-12 21:24
Direttore Bolndet, ma quando mette mano alla penna e ci regala una sua Storia d'Italia?
Con tutto il rispetto, altro che Montanelli!
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# nicolas 2012-11-13 12:44
A pensarci bene nel suo sterminato articolo una storia d'Italia l'ha quasi scritta. Si tratta di estrapolare per poi assemblare per il percorso cronologico. Ottima idea, in ogni caso.
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# nicolas 2012-11-13 13:37
Pardon! Avevo sbagliato termine. Intendevo dire che una storia d'Italia la si ricva,in sostanza, nella raccolta di tutti gli articoli scritti fino ad ora.
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# codino 2012-11-12 21:25
bellissimo articolo! purtroppo è tutto vero...
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# Lucio 2012-11-12 21:26
..quando avranno in mano tutto il mondo si uccideranno tra di loro - Adolf Hitler
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# Catello 2012-11-12 22:05
Il parlamento, una volta eletto, dovrebbe essere indipendente, almeno come purtroppo lo sono attualmente le banche centrali. Farà leggi giuste o sbagliate, ma in questo secondo caso prima o poi, quando le cose inizieranno ad andar male per tutti, chi ha sbagliato non verrà più rieletto.
E' inutile andare a votare giusto per sostituire 150 parlamentari che rubano con 150 che non rubano, perché se il fine è solo risparmiare i soldi delle tasse, allora è meglio sostituire 1000 parlamentari che rubano con 0 parlamentari, abolendo il parlamento.
Invece preferiamo sobbarcarci questa spesa per nutrire la speranza di avere meno leggi e migliori.
Però prima delle prossime elezioni, perché abbia senso continuare a votare, dovrebbe essere approvato il presupposto di questa speranza:
• Pieni poteri del parlamento sulle forze dell'ordine e immunità e protezione assoluta dei parlamentari e del governo, salvo diversa decisione del parlamento su casi specifici.
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# zara giancarlo 2012-11-12 22:25
" Ma tuttavia, lo voterò. Perché c’è forse una alternativa?". Forza Nuova?
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# zampano 2012-11-14 14:46
Alba dorata?
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# maxiii 2012-11-22 09:51
Citazione zara giancarlo:
" Ma tuttavia, lo voterò. Perché c’è forse una alternativa?". Forza Nuova?

Appunto ForzaNuova
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# Andrea V. 2012-11-12 22:46
Direttore, la Repubblica veneta sapeva governarsi.
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# cangrande 2012-11-13 15:25
Concordo. 1100 (MILLECENTO...) anni di indipendenza.

E, se si guardano i muri dell'androne del palazzo Ducale, si vedono le targhe a perenne ludibrio degli amministratori pubblici che avevano rubato, fatto creste o intaccato il pubblico erario.

Tanto per cambiare...la sua caduta è stata dovuta all'infiltrazione massonica nel Maggior Consiglio...
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# noto 2012-11-12 22:59
Grande , Direttore , un grazie profondo per le sue lucide analisi del presente e della storia . Mai nelle scuole lessi libri tanto chiari e semplici oltre che meravigliosamen te approfonditi .Un solo dubbio , che non e' provocazione ma l'interrogativo mi si pone . Dopo la fine dell'impero romano d'occidente videro la luce altri imperi formatisi in Europa e tutt'attorno all'Italia : tedesco , russo , austro-ungarico , turco , arabo , spagnolo , francese , forti regni scandinavi . In Italia mai più nulla , se non potenze come ad esempio la Serenissima ,pur sempre particolari ed in lotta con altre nella nostra penisola ; il Papato ha avuto un ruolo predominante in questo ?
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# pelzen 2012-11-14 02:25
Altro che ce l'ha avuto un ruolo tremendo!!! e non da adesso ma da almeno 700 anni. Chi semina vento raccoglie tempesta (dicono i contadini) e i frutti si vedono...
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# CESCO 2012-11-12 23:54
Non vedo alternative possibili senza versare il sangue.Almenochè un colpo di fortuna per noi e disgrazia per loro, sarebbe il massimo!E'un pensiero cattivo che mi balza sempre nella mente,quando si parla di come liberarci da queste carogne.Per esempio,avvolte nella rabbia,la mia mente va a un aereo per i rifornimenti in volo, tipo boeing kc-767 che operano a Ciampino,e spesso sono in zona di Roma e dintorni.Questi hanno una capacità di 70 tonnellate di Kerosene nei loro serbatoi, se avrebbe un'avaria seria nei pressi di Roma,semmai quando sono uniti tutti assieme alla camera per votazioni importanti,dopo che i due piloti si sono lanciati, e abbandonato l'aeromobile al suo destino,il Cargo si andrebbe a schiantare propio lì.Ecco,sarebbe una pulizia(o una punizione) venuta dal cielo.Che il Signore abbia misericordia di me, e mi perdoni.Amen
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# renatodrg 2012-11-13 00:07
Io semplicemente non andrò a votare spero che ci sia qualcuno di degno ancora tra i politici che capisca qualcosa e che ci faccia uscire da questo incubo dell'euro e del costante impoverimento.Come ha detto Blondet , gli italiani sono sempre stati occpuati a farsi le scarpe gli uni con gli altri e ad ammazzarsi per la solita voglia di potere, spero che si vada verso o una secessione del nord o una unità nazionale piu consapevole
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# adelauro 2012-11-13 04:16
Questo è davvero cibo per la mente!
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# angelop 2012-11-13 07:41
Siamo così sicuri che Grillo sia davvero inviso al sistema? Mi sembra già iniziata una campagna volta ad accreditare il povero M5S come vittima delle manovre del "palazzo". Manovre che appaiono tutt'altro che oscure e sotterranee, anzi direi proprio il contrario. Insomma, il quadro che i media mainstream stanno delineando è propedeutico ad una grande affermazione di Grillo.
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# r1348 2012-11-13 13:25
Francamente, stanno leccando il c... sperando che il m5s non gli tagli i sussidi pubblici.
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# desertorosso 2012-11-13 07:43
Caro Direttore, lo voterò anche io. Ma mi chiedo:
1) andremo alle elezioni o metteranno d'ufficio mario monti?
2) riusciranno ad alzare lo sbarramento in modo da lasciarlo fuori, grillo?
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# fabqua 2012-11-13 07:48
Bellissimo articolo, come sempre! Condivido al 100%.
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# ndegio 2012-11-13 07:51
"Questa è l’Italia che non si sa governare, che volete farci." ... E no! Caro direttore, è meglio pensare che oggi per lei è un brutto giorno! A volte ci si spreca per nulla!
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# alecity 2012-11-13 10:17
Da Padre Livio traggo questo esempio: c'è in natura un serpente che non deve far altro che aprire le sue fauci; le rane gli saltano in bocca, come incantate. Votate pure Grillo, vedrete la paga che riceverete (anzi riceveremo tutti, purtroppo).
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# Pompili 2012-11-13 10:30
Mi è venuta la pelle d'oca...
Tutte coltellate italiche, quelle che Lei ha scritto, caro Direttore.
Sono letteralalmente "stordito", che dire...
Rimane il fatto che è la pura verità, non siamo in grado di vedere aldilà del nostro naso.
Però mi domando: perchè vuole scindere il nord dal sud? Alla luce di quanto Lei ha scritto, tutto ciò, fa il gioco di chi coltiva questo bailamme.
Saluti
Marco
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# gipiel 2012-11-14 14:28
concordo
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# Nieuport 2012-11-13 10:42
Splendido articolo, di cui ringrazio il direttore.
Non dovrei dirlo, ma il pensiero di Giorgio Napolitano confitto in eterno nel ghiaccio dell'Antenora mi dà un certo conforto.
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# monte.gr 2012-11-13 10:50
Stura-cessi... meraviglioso...
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# nuovo_larosa 2012-11-13 13:13
Condivido ma la parte che mi fa piu' raccapriccio perche' vera e' quella che dice

".....ci hanno corrotti tutti, come popolo, esaurendo ogni virtù popolare, cattolicesimo, onestà, laboriosità, tutto...." questo e' ancora piu' vero per le Duesicilie, il cancro di questa devastazione e' arrivato da su prima per dominare la resistenza (brigantaggio), poi, nel tempo, per tenerci buoni o meglio perche' i nostri ascari tenessero buoni i loro camerieri e compari. Il vero problema per cui non c'e' rivoluzione qui come ad Atene e' questo: per fare la rivoluzione il popolo deve credere fermamente in qualcosa di elevato, se e' plebaglia al massimo fa qualche tafferuglio. per questo dobbiamo per prima cosa ricostruire il Popolo e ridurre ai margini la plebaglia. Prima di tutto questo urge nelle Duesicilie ma e' fondamentale che cio' avvenga dovunque perche' la madre generatrice del degrado sta sopra la linea del Tronto e non parlo nel senso politico!
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# markus.mann 2012-11-13 13:19
Leggo con piacere che anche molti altri lettori sono rimasti colpiti dalla profondità dell'analisi storica, in un articolo del Direttore che, da solo, basterebbe a ripagare del costo dell'abbonamento annuo a EFFEDIEFFE.
Volevo quindi ricordare come una volta Blondet scrisse, pressapoco, che studi liceali svolti con serietà ed impegno, hanno un valore superiore a qualsiasi corso di laurea.
Ci rifletta chi deve scegliere il percorso formativo per i propri figli, il dono fatto a loro si riverserebbe sulla società intera.
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# raffaele.giovanelli 2012-11-13 13:49
Si tratta di un quadro storico perfetto a cui andrebbe aggiunta un'analisi delle ragioni storiche di questo nostro modo di essere e di agire. Devo aggiungere due considerazioni.
La prima è che oggi l'Europa si sta "italianizzando", al punto che noi ne risulteremmo avvantaggiati.
La seconda è il mistero dell'arte che in quei secoli continuava a fiorire mentre oggi è scomparsa. Questa è la parte della storia che considero più tragica, perché la morte oggi è totale.
Raffaele Giovanelli
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# zampano 2012-11-14 14:48
Sarebbe interessantissi mo approfondire la seconda considerazione, perché qui sta il nocciolo della differenza con il passato
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# cgdv 2012-11-13 14:21
Una perfetta carrellata sulla storia d'Italia che ci propone rapidamente fatti e personaggi capaci di riprodursi con incredibile continuità. A dimostrare che siamo un popolo unito più dai vizi atavici che dalle virtù ed oltretutto peggioriamo nel tempo.
Infatti il "podestà straniero" attuale presenta differenze sostanziali con il Duca d'Atene,anzi ne è l'opposto, visto che il primo benché italiano rimarrà ancora ad opprimerci perché imposto da banchieri stranieri, mentre il secondo fu scacciato dai banchieri fiorentini perché operava in favore del popolo a lui straniero che era stato chiamato a governare.
Del resto che pretendere, non tutti possono appartenere al casato di Brienne un cui cadetto, Giovanni (Jean) il più famoso cavaliere di Francia, divenne re di Gerusalemme ed imperatore latino di Costantinopoli, morendo tale e senza beni suoi così come era arrivato in Terra Santa scelto da Filippo Augusto.

Detto questo, se mai vi saranno elezioni, mi permetto di dubitare dello "sciacquone" Grillo, visto che probabilmente il suo sponsor ha qualche attinenza con la tessera n°1 del PD residente in Svizzera.
Giuliano
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# ares 2012-11-13 15:29
Interessante analisi..il ver ocomplotto è già stato eseguito e ora al massimo ci distraggono con le accuse a "ladri di polli" per stornare l'attenzione popolare da chi ha cagionato molti più danni, spesso irreversibili conomicamente e socialmente, alla società come Monti e compagnucci suoi.
Sembra combaciare anche con quanto dice un gran maestro intervistato in una radio romana su una "messa in coma farmacologico" dell'Europa, dove si manterranno le funzioni vitali a suon di interventi BCE, per ridurla progressivament e a una sorta di 3° mondo, per favorire investimenti esteri...
Ma è molto fruibile l'intervista su questo link

http://www.youtube.com/watch?v=i3lmz_ByN_U

Che poi il soggetto sia poi in totale buona fede in ogni parola è da verificare.
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# aloisius 2012-11-14 20:49
@ ares
Se i gran maestri delle logge sono tutti così, figuriamoci quelli dei gradi inferiori.
Nonostante il suo discorso che doveva sembrare criptico, non è riuscito a trattenersi dal preconizzare uno scenario europeo da terzo mondo, dimenticando che la massoneria vera, quella giudaica marxista per intenderci, è la sola causa di questo collasso.
Che smemorato!
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# winston1984 2012-11-13 18:10
Senza reinterpretare il Galileo GaliVoi,.
un po’ contrasta una replica con tu al Lei;.
Sul “di noi quanti a non sperare parimenti”.
nel governo dello sceso in campo unto,.
forse fanno contrasto ai volenterosi tanti.
gli smagati su cicogna, fate & asini volanti.
E pure i padroncini ora campioni di pochezza.
ieri in foto figuravano come Mida & ricchezza,
insieme ai kulaki, oggi vittime di aizzanti & aizzati,.
prima alla gogna come adusi al nero & vituperati..
E la “polvere di localismi” alla spagnola in biasimo,.
diventa polvere di stelle nel presente spasimo…
In conclusione: preziosa maestra resterà la storia,
(quì di lezione le beghe di Milano con Pavia..)
sempreché non se ne bistratti la memoria.
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# gipiel 2012-11-14 14:27
Citazione winston1984:
Senza reinterpretare il Galileo GaliVoi,.
un po’ contrasta una replica con tu al Lei;.
Sul “di noi quanti a non sperare parimenti”.
nel governo dello sceso in campo unto,.
forse fanno contrasto ai volenterosi tanti.
gli smagati su cicogna, fate & asini volanti.
E pure i padroncini ora campioni di pochezza.
ieri in foto figuravano come Mida & ricchezza,
insieme ai kulaki, oggi vittime di aizzanti & aizzati,.
prima alla gogna come adusi al nero & vituperati..
E la “polvere di localismi” alla spagnola in biasimo,.
diventa polvere di stelle nel presente spasimo…
In conclusione: preziosa maestra resterà la storia,
(quì di lezione le beghe di Milano con Pavia..)
sempreché non se ne bistratti la memoria.


Si infatti... il miglior Blondet
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# Abete Rosso 2012-11-13 19:32
Evvabbè, useremo lo stura-cesso “Grillo” ...Ma se non fosse sufficiente? Se ci volesse un Mister Muscolo ancora più corrosivo? E se i depositi fecali e le immonde scorie di decenni fossero talmente stipati da rendere necessario immergere le mani nella merda per smontare il sifone e poi rimontarlo pulito?. Chi farà questo sporco lavoro? Quante saranno le anime belle che si tireranno indietro? A quel punto, si vedrà chi è capace solo di parlare (o di scrivere) e chi ha il coraggio di agire....
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# ijoanto1 2012-11-13 22:26
anch'io a Dio piacendo voterò Grillo non perchè ho portato il cervello all'ammasso ma per la speranza di poter vivere un sogno che è quello che riesca a cacciarli via tutti senza distinzione facendo veramente piazza pulita.
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# pelzen 2012-11-14 02:19
E bravo Blondet! Argomentazione impeccabile, deduzioni sottili, ma manca sempre ed una sola cosa: cosa spinge i topi della fogna Italia a ballare?
La risposta immagino che tu già ce l'abbia, ma troppa e tanta è la tua resistenza che scriverlo ti farebbe male. Sappiamo tutti che il vero elemento di disturbo nei secoli che costituirono questo coacervi italiano non furono i nobili, i guerrieri, i razziatori d'Italia, ma solo ed esclusivamente l'attività sotterranea della chiesa di Roma, travestita di bianche e linde toghe sotto ad un sozzume inimmaginabile.
Questa, in assoluto fu ed è la vera causa del disfacimento italico.
Mi duole giungere a tali considerazioni, ma è così che nel corso degli secoli, proprio come tu ne hai tracciati i profili, che Roma, il vaticano e la chiesa da essa sostenuta, hanno diviso ed imperato senza però senza unire, senza infondere quell'idea che tu tracci e che unisce tutte le genti. Noi stiamo qui a disquisire del NWO, dei massoni, dei vari tarli che corrompono, che annientano culture e tradizioni, ma chi, nel corso dei secoli si è sempre opposto all'unione, unica ed assoluto e romana, secondo la Jus Romana se non la chiesa di Roma? Come possiamo non riconoscere il vero virus della discordia se non quello assoluto della chiesa che si oppose contro l'unificazione dell'Italia sin dal 1200 in poi?
Pensiamoci, e ora che le mura sono state distrutte, che il castello è perso (vedasi la porcata di quell'infame che ha attuato la legge sulle proprietà della chiesa) facciamo mea culpa, ma affiliamo le lame e tronchiamo, con un colpo netto, l'immane bestemmia che ha animato questo scempio. Non c'è più tempo di rispetto, di riverenza contro quelli che nel sozzume teologico hanno prevalso contro i loro stessi dettami e che tramite essi si sono arricchiti impoverendo milioni di persone. Non può esserci nessuna scusa. Non si parli di teologia, di cristi o madonne, perché qui si parla della nostra tradizione, di quella delle genti del sud, del nord e della nostra vita che ha visto i nostri padri, i nostri avi che lentamente hanno dovuto arrancare nel liquame delle congiure per sopravvivere. Lasciamo il pietismo, quel tipo di pietismo inopportuno, fuori dell'uscio e uniamo le forze per infondere in tutti l'unione e il piacere di sapersi tutti appartenenti alla stessa cultura.
Chi semina raccoglie, ed è proprio il caso di dire che il Vaticano ha seminato zizzania, odio, indifferenza, annientamento, prevaricazione, ma alla fine ciò che la chiesa, la Sacra Romana Chiesa, ha sacrificato in nome del proprio interesse ha prodotto invece un ecumenismo giacobino, razziatore, sozzone, lazzarone, individualista ed infame.
Un giorno, lavorando per la Caritas di una certa città, il suo direttore ci espresse il desiderio di aiutare le famiglie dei poveri di alcuni paesi delle ex repubbliche sovietiche. Ci disse che avremmo potuto importare da quelle zone i loro prodotti. L'idea era bella ed interessante e già immaginavo il connubio della nostra cultura con quelle di confine tra oriente ed occidente, ma...alcune parole dell'alto prelato mi raggelarono, disse: potremo importare dei tappeti fatti direttamente da loro; magari quei bei tappeti, con quei nodini così fitti, fatti da quelle manine così piccole di quei bimbi che altrimenti sarebbero per le strade (doppio messaggio). Padre, rispondemmo, ma si tratta di sfruttamento del lavoro minorile! Ahhh, già non ci avevo pensato...NON ci avevo pensato? Questo bastò, assieme ad altre piccole perle "umane" a farmi scegliere altre strade. E parliamo solo di una piccola città, di un'entità insignificante, ma quando entrano i grandi numeri, i centinaia di miliardi che transitano per le casse del vaticano (che è paradiso fiscale), allora le cose diventano più interessanti e ci si sofferma poco sul singolo individuo ed ovviamente si pone uno sguardo all'insieme delle questioni economiche e finanziarie, che però sono il frutto di tanti singoli.
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# pelzen 2012-11-14 02:22
Ah... non voterò ne grillo e nessun altro infame che alberga in questa Italia, ma chiedo a Dio, se mai ne avessi occasione, di darmi la forza di infangare ognuno di questi infami e di punirli con la Crux Patibulata.
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# pelzen 2012-11-14 02:44
Mi dimenticavo di una cosa.
Blondet tu sai meglio di me, perché ne sei avvezzo per il tuo mestiere di giornalista, che nessuna pedina politica si muove se non v'è consenso nelle alte sfere che contano e che mai appaiono nei grandi media. Come puoi credere che un Grillo, un Renzi o un chiassoso signor nessuno abbia la forza, la capacità di rivoltare, di unire e di cambiare?
Hai fatto l'esempio di Mussolini, ma le genti di allora venivano da una storia ben diversa da quelle di adesso con la pancia piena, il lardo che tocca le caviglie e i denti sbiancati e 1000 cellulari. Allora avevano fatto la guerra in trincea per anni, si erano macerati i piedi ed avevano bisogno di una rivincita, non solo per i torti subiti nel periodo risorgimentale, ma anche per i vari voltagabbana dei generali (Badoglio fu uno degli artefici della disfatta di Caporetto).
Ora con quest'itlalia di buffoni, di zoticoni che portano i loro bimbi a giocare negli ipermercati con le palline colorate, tu pensi che un Grillo o chi altro idiota qualsiasi, sia in grado di cambiare qualcosa?
Beato te! E beati coloro che credono nella speranza, ma sappiamo entrambi che queste scelte sono quelle che i poteri che contano vogliono. Non sono quelli che si devono votare, necessita una cosa sola: rivoluzione.
E puo' essere fatta anche senza spargimento di sangue, ma semplicemente contestando la votazione. Per esempio andando a votare, ma non facendolo e dichiarando apertamente (SENZA TOCCARE LA SCHEDA ELETTORALE) che non ci si sente rappresentati dalle liste proposte e che quindi non si vota: deve essere messo a verbale dal presidente del seggio e se non lo fa è necessario chiamare la forza pubblica e chiedere l'azione legale per la mancanza subita dal presidente del seggio. Quanti saranno in grado di farlo????? Sicuramente un infinitesimo gruppo di sfigati. In questa maniera però, NON c'è il cosiddetto premio di maggioranza e la cosa brucia alle chiappe dei vari assatanati del parlamento. Ma attenzione: NON DOVETE TOCCARE LA SCHEDA, ALTRIMENTI LA INVALIDANO ED ENTRA NEL PREMIO DI MAGGIORANZA.
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# Annhilus 2012-11-14 12:37
Votare per grillo sperando in un suo contributo benefico all'italia spappolata
è come avanzare domanda di beatificazione per don farinella convinti
dai suoi miracoli...

Sono concorde caro pelzen soprattutto
col termine infame!!!
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# Abete Rosso 2012-11-15 10:06
Citazione pelzen:
necessita una cosa sola: rivoluzione.
E puo' essere fatta anche senza spargimento di sangue, ma semplicemente contestando la votazione. Per esempio andando a votare, ma non facendolo e dichiarando apertamente (SENZA TOCCARE LA SCHEDA ELETTORALE) che non ci si sente rappresentati dalle liste proposte e che quindi non si vota: deve essere messo a verbale dal presidente del seggio e se non lo fa è necessario chiamare la forza pubblica e chiedere l'azione legale per la mancanza subita dal presidente del seggio.


La rivoluzione (anche quella non sanguinosa) è un'azione di forza che instaura nuove gerarchie di dominanza.
...Altro che quattro gatti che rifiutano la scheda elettorale!!!
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# pelzen 2012-11-15 17:07
Quale altra alternativa credi che ci possa essere?
La democrazia sappiamo che non esiste, non è mai esistita e lì dove appare esserci, anche nel più piccolo paese, il comando politico è sostenuto dalle forze economiche più importanti ed influenti.
Quindi quale quale potrebbe essere la soluzione se non quella di una rivolta?
Certo, un atto di forza è sempre rischioso ma quali altre alternative abbiamo abbiamo?
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# Abete Rosso 2012-11-15 22:28
Non esiste alternativa all'atto di forza.
Nella biosfera è in corso da milioni d'anni una continua lotta dove o si vince o si perde (“la vita è una lotta: chi sta sopra chi sotta” R. Arbore).
Chi vince conquista un posto elevato nella gerarchia della dominanza e gode narcisisticamen te della posizione acquisita, chi perde tenta di inserirsi nell'angusto ambito concesso dai vincitori ai perdenti e di conseguenza subisce dolorosamente le perturbazioni del suo sistema neurobiochimico ed endocrino…
In verità, c'è un'altra opzione: la fuga.
Fuga che può avvenire in modi diversi: nella droga, nell'alcool, nelle nevrosi, nell'aggressività individuale o collettiva oppure, nella migliore delle ipotesi (e se le condizioni socioculturali in cui si ha avuto la fortuna di capitare ce lo consentono), nel mondo dell'immaginazione creativa.
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# pelzen 2012-11-16 17:32
Da persona molto legata alla natura, escluso l'uomo che non vi fa parte, concordo con il tuo pensiero, ma allo stesso tempo pone la questione del chi decidere di eliminare chi. E' vero come asserisci che la vita c'è una lotta continua, ma io direi più che per un posto al sole, per la sopravvivenza. Chi ha maggiori possibilità, chi è più scaltro e capace riesce a guadagnare una posizione di rilievo nella scala della selezione naturale. La giovane che sposa il vecchio riccone, dal quale avrà uno o due figli, è certa che la sua prole avrà un futuro "sicuro" (da noi si dice: stallone vecchio e cavalla giovane assicurano dei buoni figli. Pare inoltre che anche la scienza confermi questo detto popolare per una questione di carattere biologico). Ma tutto questo non rientra nella questione di una società in cui i singoli e le famiglie sono nuclei come tanti granelli di un mucchio di sabbia.
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# Catello 2012-11-14 06:28
Il problema è che nella casta ci sono tutti coloro che vorrebbero che ripartisse il benessere che c'era fino a due anni fa; ci siamo noi stessi, che abbiamo ancora qualcosa da perdere, compresi i nostri dipendenti a tempo indeterminato.
Se non faremo l'errore di andare contro noi stessi ed i nostri progetti, a Grillo rimarranno solo i giovani che non hanno nulla da perdere.
Se salveremo la casta, cioè noi stessi, e le nostre aziende, a questi giovani potremo dare una risposta in una prospettiva di ulteriore sviluppo.
Petrolio ce n'è abbastanza per non avere nessun picco, neanche indotto artificialmente , per molti decenni, perciò ci sarà il tempo per trovare fonti di energia rinnovabili ed alternative; e a noi non mancano le idee per andare avanti e coinvolgere i giovani e le loro capacità verso un benessere molto maggiore, più vero e in armonia con la natura.
Dobbiamo solo mantenerci in piedi senza tirarci lo sciacquone addosso.
Purtroppo ci stanno inducendo a privarci di una rappresentanza politica, però ce l'avevamo ed è stata tirata giù. Bisognerebbe quindi che il parlamento si blindasse col nostro sostegno, altro che attaccarlo e renderlo sempre più debole. Un parlamento debole, senza il nostro appoggio, non può far altro che disfarsi, vendersi ed arraffare in un'ottica di si salvi chi può.
Il parlamento è l'unico potere sul quale possiamo agire. Se non saprà proteggersi dagli altri poteri, oppure se farà leggi sbagliate, o le due cose insieme, come sta facendo adesso, va mandato a casa e sostituito da altre forze o formazioni politiche che siano però coerenti e valide per i nostri progetti.
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# albertogas 2012-11-14 08:19
Bell'articolo. Se vuoi però che una cosa sia fatta bene devi fartela da solo e non aspettare che lo straniero (in questo caso Grillo ) ti sturi la me.... Io non andro' a votare per molti motivi ma il principale e' che non voglio legittimare ladri ed assassini. Il governo non ha paura di chi parla ma ha paura di chi non parla e non sceglie: meglio il voto di molti per il governo che il non voto di molti. Nel non voto e' implicito il fatto che le persone che si astengono hanno capito come vengono truffati al di la che i media martellino sul non voto come un'azione di protesta: ma non e' cosi' in realta'. La soglia della rabbia che fara' scattare la rivolta sara' aumentata dal fatto che ne Grillo ne altri possono fare qualcosa per eliminare la me...:sara' solo un passaggio di consegne, un traghettare le pecore dai vecchi ladri ed assassini ai nuovi. Solo quando si tocchera' il fondo ci sara' la reazione: anzi molti la stanno furtivamente gia' attuando e si chiama emigrazione. E se ci sara' una rivolta sara' disorganizzata e piu' probabilmente un tutti contro tutti piu' che i molti contro gli oppressori.Per fare una rivolta serve una classe media preparata e con buona logistica e finanziamenti...altro che i padroncini o i manager di adesso!!!
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# Annhilus 2012-11-14 12:46
Ghandi fece fallire l'invasione inglese
restando seduto in mutande a vaneggiare
davanti alla trippa di churchill... Grillo invece
col suo attivismo movimentista e la sua democrazia diretta ha deciso d'opporsi alle mafie e alle lobby tecnoplutocrati che sempre in mutande... ma traversando a nuoto lo stretto.

Magari fa pure ridere... ma chi lo vota nutrendo speranze qualsivoglie diverse dalle piste ciclabili di quartiere e le differerenziate porta a porta...a mio giudizio non ha capito una fava!!!
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# ENZOLINO 2012-11-14 19:24
Caro Albertogas, il non voto non fa altro che favorirli. Anche se andassero a votare 10.000 persone sarebbero eletti sempre 600 Deputai e 300 Senatori ed a loro interessa solo il posto: bisogna mandarli via occupando le poltrone con nomi nuovi come i candidati di Grillo; dopo la ripulita si vedrà cosa fare.
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# albertogas 2012-11-15 07:37
Caro Enzolino, forse non hai capito la situazione: come ti sentiresti se fossi eletto dal voto tra 10000 persone che hanno votato su 60000000 che non lo hanno fatto? Non ti guarderesti le spalle? Non avresti paura di quei 59990000 di cui non sai ne cosa pensano ne cosa stiano tramando? Quante guardie del corpo ti servirebbero per farti passare la paura ogni santo giorno che ti alzi dal letto e devi muoverti per il paese? Pensaci.
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# Abete Rosso 2012-11-15 17:02
Caro Albertogas, non credo proprio che funzioni così. Per definizione, il vincente è il più forte e l'odio dei perdenti è tenuto a bada dalla loro paura verso il potere dei vincenti.
“Oderint dum metuant” era il motto di Caligola (e di ogni dittatore), cioè “mi odino, purchè mi temano”.
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# Annhilus 2012-11-15 09:40
A che serve eliminare un incapace costoso mettendo al suo posto un incapace meno costoso?
a che serve dimezzare il numero degli incapaci dopo averne dimezzato i costi
se tanto alla fine a gestire tutto restano i tecnocrati della massoneria plutocratica? Coi soldi risparmiati si farà qualche pista ciclabile e magari si riclerà porta a porta... e i giornali di gossip invece di raccontare delle puttane del bunga bunga racconteranno dei festini cocaina e canne dei figli del buffone genovese.... non mi sembra un gran passo avanti... anzi...
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# albertogas 2012-11-15 16:29
Caro Annhilus, bisogna cominciare dalla testa a togliere le persone e quelle si sa chi sono. I politici sono i burattini i burattinai sono quelli che definisco testa e sono i banchieri in primis, l'alta finanza e le mega aziende ed holding internazionali controllate da loro. Tolta la testa il corpo muore..o no?
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# Der Beobachter 2012-11-14 08:39
Ancora una volta un grazie al direttore per accompagnare le nostre menti e le nostre anime laddove, altrimenti, saremmo abbandonati all'informazione più vile e deviante.
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# Maxit 2012-11-14 16:16
Concordo con tutto quanto scritto dal direttore anche se, per quanto riguarda l'ultima parte dell'articolo, io qualche speranza la VOGLIO avere...
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# stefanor1 2012-11-14 17:51
Sarebbe interessante fare un'elenco con i nomi di tutti quelli che si ritengonoiene siano di questa situazione, per evitare di incolpare solamente i soliti noti e cercare di individuare anche chi lavora al di fuori dei riflettori.
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# stefanor1 2012-11-14 17:58
Scusate gli errori ma nelle fretta non ho riletto quanto scritto, volevo dire "si ritiene siano responsabili di questa situazione"
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# milvus 2012-11-14 18:51
Grillo Duce? ricorso volgare del comunismo un accumulo di liquami di risentimento ed invidia: qualunque ideologia portata all'estremo ferisce come lo sparo di un revolver, i valori ed i desideri di cambio di un considerevole settore della società civile. Domandiamolo ai milioni di americani che non possono pagare l'assicurazione sanitaria, che sono stati cacciati anche loro con la pistola dalle case perchè non hanno i soldi dell'ipoteca bancaria per aver perso il lavoro. Domandiamolo agli spagnoli o italiani che per un appartamentino di 35 metri quadrati non possono pagare le rate del mutuo per lavoro stipendiato a paga cinese, o, per i meno fortunati, assente, mentre sotto i nostri occhi tutti i giorni vengono consegnati alle Banche miliardi di euro in parte delle nostre tasse. Certe cose ai tempi del Duce non sono mai successe, per cui non ci rimane che concludere che il comunismo e le sue sequele hanno intasato il water di invidia cattiveria risentimento anzichè proporre cambi attraverso la modifica di qualche articolo della Costituzione che sia consono al Comunal capitalism più etico e morale nel mondo globalizzato.
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# carlo190754 2012-11-14 19:15
alle primarie del PD voterò Renzi...
a quelle del PDL la Santanchè
e poi GRILLO...sperando di mandarne il più possibile a... casa!!!
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# ENZOLINO 2012-11-14 19:21
Da elettore di Berlusca mi trovo perfettamante in sintonia con le motivazioni di Blondet : voto Grillo quale siacquone di questa massa di ladri, inetti e incapaci di governare.
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# Andrea V. 2012-11-14 20:38
Gli italiani non si sono mai saputi governare perchè non sono un popolo.

E ogni zona era straniera all'altra.
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# aloisius 2012-11-14 20:43
L'altro ieri Bersani ha detto:" Se non vi piaccio potete anche non votarmi, ma il partito sì".
Ieri sempre Bersani:" Se non si arriva a formare un governo, sarà uno tsunami".
Dunque sa che l'assenteismo sarà molto forte. Il tanto disprezzato uomo comune,da qualcuno definito plebaglia, come fece S. Matteo chiamandola ochlos in quanto pagata dai Farisei per scegliere Barabbas, oggi non è pagato da nessuno, ma ha le idee chiare.
Avanzando un ipotesi, tenendo bene in mente che l'Italia non conta nulla nel panorama internazionale, con tutta la situazione europea e mondiale che sta esplodendo, andando avanti così, forse le elezioni in Italia non ci saranno neppure. Quello sarebbe il vero tsunami.
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# Annhilus 2012-11-15 09:36
..la verità è che i demagoghi inetti e papponi che necessitano alla democrazia per essere tale (la damagogia democratica li chiama rappresentanti... o eletti..) sono poi il suo inevitabile cancro. Più si insiste a tenere in vita il mostro andando a votare, più si dà linfa vitale al malanno.... e i popoli che sono l'ammalato, giungono a morire...
ma non prima di stenti e sofferenze atroci. Quando si capirà che votare è il problema e non per quale buffone e pappone votare.. allora forse sarà troppo tardi e tocchera ricostruire da capo popoli nuovi perchè i precedenti saranno morti o decimati.
La vera rivolta pacifica e invincibile contro la democrazia massonica e l'impostura lobbistica e tecnocratica dei banchieri è il non voto e non è un caso che il non expedit non è stato certo inventato da i guitti della democrazia diretta nè dagli accademici dell'esoteria economica ma da un regnante pontefice.
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# sempreio 2012-11-14 20:47
BEPPE GRILLO STESSO HA DICHIARATO CHE IL SUO VERO INTENTO E' TOGLIERE DI MEZZO I PARLAMENTARI CORROTTI...
LUI E' "IL V DI VENDETTA" ITALIANO, ALLUDO AD UN CARTOON USA DI UN EROE MASCHERATO. V DI VENDETTA IN REALTA LAVORA PER LA MASSONERIA E TOGLIERA' DI MEZZO I SERVI DEI MASSONI CHE I MASSONI NON TOLLERANO PIU TRA I PIEDI...V DI VENDETTA E' SERVO EGLI STESSO..
NON VOTERO' GRILLO PERCHE:
1-C'E UNA SCOMUNICA PER I MASSONI MA ANCHE PER CHI LI VOTA
2-5STELLE MI RICORDA IL PENTALFA
3-NON CI STO ALLE RIVOLUZIONI COLORATE O NO DEI MASSONI CHE MUOVONO I POPOLI COME PEDINE, LA MIA VITA E' IMPORTANTE PER ME
4-MI FARO ANNULLARE LA SCHEDA DAL PRESIDENTE DU SEGGIO
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# pelzen 2012-11-15 01:58
Osservavo una cosa: Blondet ha detto che voterà il M5S di Grillo, dobbiamo dedurre che si è fatto massone?
Non lo dico per provocare, lungi da me, ma votare un MOVIMENTO c-i-n-q-u-e stelle (tutte e 5 a cinque punte) mi porrebbe la questione su innanzi detta. E pur comprendendo il suo desiderio di rivoltare questa melma politica che invischia non ci troveremmo per caso direttamente nel crogiolo massonico?
A questo punto meglio votare FN, anche se sospetto che un certo odore di massoneria sia presente tra le lor fila, ma...tra due mali meglio il minore, ancorché sempre male.
In ogni caso, né FN né Grillo sono rappresentanti di nulla.
Tutti appartenenti alla classe di becero fai-da-te senza un programma di grande respiro.
L'unica cosa che farebbe da collante sarebbe quella di "tirare giù dal conto qualche parassita" nella maniera più vigliacca e infame possibile ed usando la stessa moneta. Allora il popolo italiano coglionazzo, forse, appena per un momento, aprirebbe i suoi gonfi occhi...ma come sempre si riaddormentereb be nei suoi sonni secolari.
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# roberto0 2012-11-15 12:29
Vorrei solo dire una cosa ....quando l' Italia era divisa ha prodotto personaggi come LEONARDO MICHELANGELO , musicisti architetti and so on . Questo voler unire a tutti i costi una nazione di m....da non e' per forza la miglior soluzione . Io abito in Sardegna , sono orgoglioso di essere sardo e in cambio dell' indipendenza sarei anche disposto a riprendermi Floris ( che vi assicuro e' tanto )
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# xorxi_ronco 2012-11-16 01:25
Egregio direttore, ammiro tantissimo i suoi articoli e mi abbevero spesso alla fonte della conoscenza che Lei generosamente distribuisce in queste pagine.
Se mi permette, più che una critica, il suggerimento di estendere la sua vasta conoscenza anche alla storia veneta in generale e della Repubblica Veneta in particolare.
Non è la prima volta che, quando Lei racconta la storia d'italia in maniera cosi vivida e schietta tracciando una analisi impietosa ma veritiera dei vizi e dei difetti dei popoli italiani, ho la netta sensazione che Lei ignori quasi completamente il "venetorum angulus" (di romana e greca memoria) ovvero la storia delle terre venete.
Ho studiato abbastanza a fondo la storia della mia terra veneta, anche con occhio critico, ma non vi ho trovato traccia (se non in piccola misura) dei vizi e difetti attribuiti agli altri italiani.
Abbiamo avuto anche qui qualche piccolo signorotto locale che ha espanso provvisoriament e i confini del proprio piccolo impero (p.es. gli Scaligeri a Verona e gli Ezzelino nella Marca Trevigiana ecc.).
Ma mediamente i Comuni e le ville, ben presto ripresero i propri originali ed antichi poteri (sottraendoli un po alla volta ai feudatari discendenti degli antichi germani, goti, longobardi e franchi insediatisi qui, dopo le invasioni, come signori e padroni del territorio).
E quando la Repubblica di Venezia estese il suo controllo tra 1300-1400 fino all'Adda, nel Friuli ed alla Romagna lo fece pacificamente con dedizioni convinte (a parte Padova occupata militarmente) per scelta delle nobiltà delle diverse città-stato.
Pensi ad es., Cattaro (oggi fiordo montenegrino) offerse ufficialmente ben otto volte la propria dedizione alla Repubblica Veneta, consapevoli che il "commonwealth" veneto avrebbe garantito pace, protezione, sicurezza e prosperità. E solo l'ottava volta il parlamento veneto (oligarchico si ma democratico) accettò il costoso impegno di “proteggere” Cattaro. Ancora oggi le possenti e ben conservate mura venete di Cattaro sono lì a testimoniare il detto veneto "Te me costi come le mura de Cattaro" (detto ad una consorte spendacciona).
E il sistema "elettorale" della Repubblica era stato talmente raffinato nel tempo da prevedere un complicatissimo sistema di votazioni del Doge, proprio per evitare i brogli dei "politici" di allora. Tra l'altro con il rifiuto più totale della formazione dei "partiti" all'interno del parlamento veneto (tanto era il timore che il formarsi di congreghe o partiti potesse danneggiare lo stato veneto).
Sono queste le formule che hanno garantito 1000 anni di vita repubblicana e democratica della Serenissima.
Quindi io mi permetto umilmente di suggerirle di ampliare la sua profonda ed estesa conoscenza della storia italiana anche alla "strana" e anomala, per l'epoca, storia veneta: un impero millenario a guida pervicacemente repubblicana e democratica, anche se limitato al ceto più abbiente (tuttavia la repubblica concesse a molti facoltosi borghesi un seggio nel parlamento veneto previo pagamento alla patria di una cospicua somma di danaro)
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# pelzen 2012-11-16 17:50
Il dominio veneziano più che con la democrazia usava il denaro come mezzo di corruzione e come leva finanziaria per imporre ai suoi "debitori" il suo dominio.
La repubblica di venezia, però nel corso dei secoli non fu solo provvida di grandi opere, a spese degli abitanti, ma anche di vere e proprie rapine di terre per il suo tornaconto (vero o falso che fosse). L'esempio più eclatante lo si ebbe nella Saccisica, donata da Berengario ai padri Benedettini nel 897 che la trasformarono in un giardino, che a causa dell'espansione di Venezia vide ridursi drasticamente l'immenso territorio gestito dai laboriosi padri e dagli abitanti del luogo. In seguito a queste riduzione di proprietà e di potere molte carestie e miserie assalirono quei contadini che contrariamente al periodo precedente potevano contare sul mutuo soccorso della curia di Santa Giustina.
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# arduino 2012-11-16 19:10
Repubblica sì, ma non certo democratica, bensì aristocratica nel senso più rigoroso del termine. Ciò non toglie che i suoi mille anni di storia non rappresentino un imprescindibile termine di paragone in un quadro non solo italiano, ma anche europeo. Purtroppo, le nuove rotte commerciali a seguito della scoperta del Nuovo Mondo, unitamente all'espansione ottomana, hanno segnato il suo lento ma inarrestabile declino.
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# VALFRED 2012-11-16 09:22
LETTERA AL DIRETTORE

(Direttore, Le scrivo qui non trovando il modo di farlo sul sito)

Vorrei sapere cosa ne pensa della prima pagina de "Il Giornale" sulle manifestazioni di protesta:

... cercavano il "morto" - Grillo gli dà ragione... ecc.

a me viene in mente una sola parola; VOMITEVOLE!

affettuosi saluti,
Alfredo di Vicenza
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# Stefano 2012-11-17 14:50
Quando leggo certe cose mi domando se da cattolico si possa in coscienza votare Grillo:
"LGBT: QUALI DIRITTI? SERATA DEL 27/11 A BIELLA
Inviato da Staff il Gio, 15/11/2012 - 12:37

Non c'è crescita culturale e personale senza l'ascolto degli altri, senza l'applicazione di reali pari opportunità. Senza l'eliminazione delle discriminazioni di razza e di genere. L'intento del nostro MoVimento non è "solamente" quella di far crescere la qualità politica biellese e italiana, con proposte e idee, ma vorrebbe anche essere occasione di uno sviluppo culturale per la cittadinanza, sostenendo l'articolo 3 della Costituzione: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana".

Così abbiamo deciso di ospitare - martedì 27 novembre 2012 - la serata "I diritti non sono un optional!" sulle tematiche dei diritti LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender), organizzata in collaborazione con il "Progetto Equal" del MoVimento 5 Stelle Piemonte.
La serata si terrà alle ore 21 presso l'Associazione Turistica - Pro Loco di Occhieppo Inferiore in Via Martiri, 113."
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# eLahi 2012-11-17 18:54
Egregio Blondet,
chiedo scusa, ma sinceramente a me Grillo sembra un'esca...ignoro se lo stesso Grillo si renda conto o meno di quanto sia manipolato, ma in effetti ci sono tutti i segni rivelatori del fatto che lo sia! Per influenzare gli italiani, Grillo viene strumentalizzat o da un partenariato di corporazioni di cui fanno parte oltre all'associazione Casaleggio, anche banche (tra le più potenti del mondo!) come la JP Morgan...

http://www.youtube.com/watch?v=ToBgJJuUNrM&feature=plcp

Preferisco non votare affatto!
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# sempreio 2012-11-18 13:15
No e' meglio che ti fai annulare la scheda, con il purceddu non si mai...
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# eLahi 2012-11-18 15:28
A me risulta invece che...rifiutare la scheda e chiedere di mettere a verbale una propria dichiarazione si configuri invece come TURBATIVA DEL CORRETTO SVOLGIMENTO delle operazioni di voto (art. 44 D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361) dando la possibilità al presidente di far intervenire la forza pubblica per il ripristino del corretto svolgimento delle operazioni di voto...
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# dottor cristiano 2013-02-24 20:03
Egregio Direttore,
Grazie per il Suo lavoro che solo adesso sto scoprendo, apprezzandolo per la schiettezza e l'indipendenza di pensiero, per la profondità con cui sviscera tematiche vitali per tutti noi.
Siamo alla fine del tempo, questo e'ovvio. La battaglia va condotta innanzi tutto individualmente , ma la speranza e'che sempre più persone "normali" si uniscano contro il dilagare del maligno.
Il voto a Grillo - anzi al Movimento a 5 stelle- in questo momento e'l'unico strumento politico che abbiamo a disposizione per mandare un messaggio chiaro. Ho anch'io contribuito a tirare lo sciacquone.
Grazie ancora, continui così!
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