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Monte degli scazzi di Siena: MPS silura l'ex sindaco, Pierluigi Piccini,
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MONTE DEGLI SCAZZI DI SIENA - MPS SILURA L’EX SINDACO DI SIENA, PIERLUIGI PICCINI, DIRIGENTE DELLA BANCA A PARIGI. DEFINITO DALL’ATTUALE SINDACO CECCUZZI (SEMPRE PD) “UNO CHE MANOVRA NELL’OMBRA AL SICURO DI UNO STIPENDIO DORATO”, CHE FU GARANTITO DAI DS DOPO CHE VISCO SI OPPOSE ALLA SUA NOMINA ALLA FONDAZIONE MPS (POI IL PARTITO LO HA ESPULSO) - LA BANCA PRECISA CHE NON È STATO LICENZIATO. LA PROCEDURA È APPENA STATA AVVIATA…

Una lettera da Siena, destinatario Pierluigi Piccini. L'ex sindaco della città del Palio, oggi dirigente di Monte Paschi Banque di Parigi, avrebbe ricevuto dalla capogruppo una comunicazione che, di fatto, gli preannuncia il licenziamento. L'avviso che la procedura è formalmente istruita è stato recapitato a Piccini, secondo indiscrezioni che circolano in banca, ma anche a numerosi altri dirigenti. La forma delle lettere è morbida, l'obiettivo implicito è «tagliare».

Un portavoce di Banca Mps, interpellato, afferma che «Pierluigi Piccini non è stato licenziato e ad oggi è ancora in forza a Monte Paschi Banque». Infatti la procedura è appena avviata. Del resto la riduzione del numero dei dirigenti, 70 tagli entro il 2012, è uno degli obiettivi di Mps. L'ex sindaco, 60 anni appena compiuti, dipendente Mps, rappresenta un pezzo di storia recente della città e della sua banca. È dal 2001 a Parigi con la carica di vicedirettore generale di Monte Paschi Banque.

Fino al 2001 aveva guidato il comune toscano per un decennio, protagonista assoluto della vita politica cittadina, ed era stato a un passo dalla nomina a presidente della Fondazione Mps. A sbarrargli la strada fu quell'anno una direttiva dell'allora ministro del Tesoro, Vincenzo Visco, che poneva una questione di incompatibilità. Tre anni dopo Piccini fu espulso dal partito con l'accusa di aver sostenuto candidati diversi da quelli espressi dai Ds.

Fin dall'inizio la nomina alla filiale di Parigi è stata da molti interpretata come l'allontanamento di un personaggio ormai scomodo per il partito, con l'«aggravante» che in città godeva (e gode ancora) di largo seguito. Franco Ceccuzzi, il sindaco dimessosi a maggio, ha definito recentemente il suo ex collega «uno che manovra nell'ombra al sicuro di uno stipendio dorato».

Fonte >  Dagospia


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Commenti  

 
# sivispacemparabellum 2012-11-27 16:13
Il "povero" Fiorito della Regione Lazio è meno di un rubagalline rispetto alle ruberie bancarie in generale ed a quella di MPS, 6 MILIARDI di Euro la differenza tra la valutazione di mercato di Antonveneta e la cifra maggiorata pagata.
Da radere al suolo MPS e la città di Siena direbbe qualche moderno Savonarola.
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# tenet 2012-11-28 18:33
Citazione sivispacemparab ellum:
Il "povero" Fiorito della Regione Lazio è meno di un rubagalline rispetto alle ruberie bancarie in generale ed a quella di MPS, 6 MILIARDI di Euro la differenza tra la valutazione di mercato di Antonveneta e la cifra maggiorata pagata.
Da radere al suolo MPS e la città di Siena direbbe qualche moderno Savonarola.


ti assicuro che lo pensa anche chi ama il basket italiano. Lo affermo tra il serio ed il faceto, ma il basket italiano è stato ucciso dalla grandeur e dalla correttezza senese. In pochi lo sanno, ma lo stesso scandalo che travolse Moggi (guarda caso un senese) nel basket è stato insabbiato, ovviamente tutto made in MPS e PD, che, per inciso, a Siena, sono la stessa cosa. In pratica il caso è stato tenuto in un cassetto della federazione nazionale, tirato fuori dall'oblio a sei mesi dalla prescrizione da parte di terzi, il presidente della federazione afferma che non hanno interesse ad indagare (sic!), prescrizione avvenuta. So che è un misero esempio, rispetto a quanto scritto da D'Agostino, ma è il termometro dell'arroganza e della corruzione dilagante a Siena.
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# Andycap 2013-01-30 02:06
Moggi non è senese ma è di Monticiano, comune della provincia, e a Siena Moggi non ha mai vissuto. E' come dire che De Mita, avellinese, è napoletano o che Bossi, varesotto, è milanese. E Fiorinto non è un rubagalline ma un parassita di una Regione, il Lazio, dove non funziona niente e la corruzione ha talmente superato ogni livello di guardia che ormai non si scandalizza più nessuno!
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