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Il nuovo diritto caymanico. E la sua polizia globale
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Un fondo-avvoltoio è la più bassa bestia della catena alimentare speculativa. Finisce di spolpare imprese e Stati ormai già divorati dai grandi predatori. Compra titoli di quegli Stati insolventi di cui le banche si vogliono liberare, a prezzi stracciati, poi esige dagli Stati decotti il pagamento al 100% del valore facciale dei titoli, con ogni mezzo, trascinandoli in tribunali.

Elliott Capital Management è appunto un fondo avvoltoio. Basato alle Cayman, 8 miliardi di dollari in gestione, il suo motto è: «Business without boundaries», business senza frontiere. Il suo padrone, capitalista-capo e presidente, si chiama Paul Singer, un giudeo diventato noto come grande donatore della campagna di Mit Romney, il candidato repubblicano (1).

Singer ha accumulato vagonate di bond argentini pre-default, e pretende il pagamento al 100% del loro valore facciale. Sono quei titoli che la enorme maggioranza dei detentori (il 92%) ha accettato di vedersi rimborsare solo in parte, aderendo alla complessa ristrutturazione del debito argentino del 2005-2010. Ma l’avvoltoio Singer ha rifiutato di parteciparvi, e vuole tutto. È lui che è riuscito a far sequestrare una fregata della Marina argentina, la Libertad, in un porto del Ghana. Insomma è riuscito a far sì che un Paese terzo, estraneo alla contesa, eseguisse il pignoramento. La nave è ancora lì.

Imbaldanzito, Singer ha notoriamente adito un tribunale distrettuale di New York per obbligare l’Argentina a pagare il debito da lui detenuto al 100%. Il giudice gli ha dato ragione, obbligando appunto lo Stato sudamericano a rifondere il valore nominale dei suoi titoli. Ma il giudice non si è limitato a questo. Adducendo il concetto di «pari passu» (in latino: apparentemente, un’equivoca adozione di un concetto di equità del diritto romano) il magistrato ha ingiunto al governo di Buenos Ayres di continuare i rimborsi (in corso da anni, a spizzichi) ai creditori che hanno accettato l’accordo di ristrutturazione.

Questa sentenza avrà conseguenze enormi: non solo ripiomba nell’insolvenza lo Stato argentino, ma di fatto, rende impossibile qualunque accordo di ristrutturazione del debito sovrano se non è accettato dalla totalità dei creditori. Oltretutto, la sentenza è innovativa – o eversiva – perfino della legge americana: secondo le normative sui fallimenti vigenti in USA, basta l’accordo del 70% dei creditori. Questa obbliga al 100%.

Siamo dunque a questo: la speculazione più parassitaria «fa diritto» contro la sovranità degli Stati. Una entità piratesca, domiciliata nelle isole dei pirati, è il motore di una nuova legalità. A favore assoluto dei creditori, vietando ogni difesa dei debitori, l’antico privilegio sovrano del ripudio del debito quando diventa – per la sua enormità a causa dell’accumulo di interessi composti – illegittimo. Il De Jure Condendo Caymanorum. Ovvero le Cayman nuova Culla del Diritto.

È infatti prevedibile che la decisione newyorchese farà giurisprudenza – e a livello globale. E questo pone un rischio incalcolabile in più nella già disastrata questione greca.

Come noto, è stata appena lanciata un’operazione di ricompra del debito da parte del povero, dissanguato Paese, sotto gli auspici della UE e del Fondo Monetario, e sotto la direzione tecnica della Deutsche Bank e di Morgan Stanley, che sono al comando della ristrutturazione. Il meccanismo consiste nell’offerta di scambiare titoli di debito greci contro dei bonds emessi dal fondo europeo FESF (ossia da noi contribuenti tutti); è l’ennesimo salvataggio che non dice il suo nome. Il successo dell’operazione – che alla fin fine dovrebbe alleviare il debito greco di 20 miliardi, un piccolo sollievo – dipende da quanti accederanno alla ricompra. Ora, i fondi avvoltoio ed hedge funds (la differenza è minima) detengono 21miliardi del debito greco, incettati a prezzi da carta straccia da vari mesi, proprio in vista del profitto. Primo fra tutti il fondo «Third Point» del miliardario Daniel Loeb (sì, avete indovinato: è J) che pare abbia comprato vari miliardi di titoli ellenici da banche e fondi europei terrorizzati dall’eventualità dell’uscita di Atene dall’euro, e quindi di bancarotta totale. Daniel Loeb invece era sicuro che Draghi (e la Merkel, e Monti) avrebbero tenuto la Grecia nell’euro ad ogni costo. Indovinava, o forse sapeva? Fatto sta che ha comprato i titoli a 15-17 euro su 100 di valore facciale. Siccome la Grecia conta di ricomprare il debito offrendo 35, Loeb può incassare un profitto superiore al 100%.

Si noti en passant questo fatterello insignificante: i soldi (10 miliardi di euro per ora) che noi contribuenti, italiani compresi, ci vediamo togliere di bocca per il presunto ennesimo salvataggio greco, e che costano sacrifici, austerità e depressione economica, non portano alcun vantaggio ai greci – ma cadono nel buco nero dove vanno ad ingrassare il miliardario Loeb, ed altri miliardari come lui: tale Louis Bacon del Moore Capital Management, David Tepper di Appalosa Management, Jeffrey Tennembaum (J) del Fir Tree Partners, eccetera.

Ora però, per giunta, forti della sentenza del giudice americano, gli avvoltoi sunnominati potrebbero puntare ad avere di più: tutto. Il 100% del valore dei titoli che hanno comprato a 15 o 17. Gli conviene aderire alle condizioni proposte di riacquisto, oppure puntare più in alto?

Sono di sicuro tentati… tanto più che un loro collega avvoltoio, Dart Management delle Cayman, che mesi fa ha fatto incetta di titoli greci emessi a Londra sotto le leggi della City (perciò immuni dal taglio volontario degli interessi concordati a Bruxelles) a meno del 70% del valore nominale, ha già obbligato il ministero delle Finanze di Atene a versare l’intero importo nominale: 120 milioni di profitto puro.

Anche le leggi inglesi infatti hanno recepito il concetto innovativo de jure condendo Caymanico: il diritto è a favore dei finanzieri parassiti privati, contro i popoli dissanguati. Anche il sequestro della nave argentina da parte del Ghana si spiega in fondo così: quando c’è un’emissione di debito, la parte emettitrice indica la giurisdizione cui si sottopone. I titoli dello EFS per la Grecia sono sotto il diritto britannico, l’Argentina evidentemente era sotto il diritto americano. L’architettura del nuovo iure, come si vede, si sta solidificando, diventando dura come l’acciaio: basta con la sovrana prerogativa di ripudiare il debito! Tutto il potere alle Cayman!

Angela Merkel ha dato una recentissima prova di come il nuovo diritto sia in formazione, addirittura nel suo tondo corpo di Cancelliera. Prima ha annunciato che una volta che la Grecia riuscirà a mostrare un avanzo primario (introiti fiscali superiori alle spese pubbliche; un traguardo che, pro forma, si riterrà raggiunto nel 2014-2015), si potrà prendere in considerazione una ristrutturazione del debito greco; poche ore dopo, contrordine: no, la speranza di un sollievo dal debito rischia di allentare gli sforzi in corso, e altri Paesi potrebbero pretendere un simile alleviamento dei loro debiti (guardando Spagna e Italia). Sembra che fra le due dichiarazioni abbia ricevuto telefonate da Washington.

Fatto sta che è il timore che i fondi-avvoltoio pretendano ed ottengano il 100% ad aver indotto il Fondo Monetario, ossia Christine Lagarde, a dichiarare che non avallerà il nuovo piano di salvataggio se l’operazione di riacquisto dei titoli non avrà successo. È anche una velata minaccia agli hedge funds: contentatevi. Altrimenti...

Altrimenti che? La Grecia non ha altra scelta che affondare nell’abisso, chiusa nell’inferno omicida della moneta forte da cui non viene lasciata uscire. L’Argentina rappresentava un modello opposto: è uscita dalla crisi senza aver accettato di applicare le «cure» di austerità suggerite dall’FMI. È un modello che il nuovo diritto caymanico vuole assolutamente espellere dalle possibilità.

Tutto ciò, ovviamente, è in piena convergenza con la «cessione piena della sovranità» sempre più imperiosamente pretesa dalla eurocrazia e dal loro capo supremo Mario Draghi alla BCE; ed indica anche l’esito finale di questa cessione: un’accelerazione dell’immane trasferimento di ricchezza dai popoli alla finanza. In ultima analisi, le quote di profitti sempre crescenti vengono espropriate ai lavoratori e ai produttori per «retribuire il capitale».

Abbiamo già raccontato che attualmente il 40% delle ricchezza mondiale è confiscato dall’1% dell’umanità. Il nuovo diritto assicura a quest’1% l’aumento ulteriore della sua quota. Si accontenterà del 50%? O si accaparrerà il 70%? Il 90%?

Certo è che il governo Monti già applica di fatto il nuovo diritto. Le sue «riforme» si riducono ad un default sovrano dello Stato contro i suoi cittadini – che non ricevono i pagamenti per le opere fornite al settore pubblico per 19 miliardi, che non ricevono più le pensioni, e sempre meno i servizi sanitari, e devono pagare le tasse su redditi non concretati – per non fare default verso i suoi creditori finanziari transnazionali. È il solito, titanico trasferimento di fondi dai bisognosi produttivi ai ricconi parassitari (2). È già diritto caymanico all’opera.

Inutile sottolineare che lo stesso ha fatto Mario Draghi, via BCE, con i mille miliardi prestati alle banche all’1%. Le banche italiane hanno attinto a questo prestito per 255 miliardi; coi quali hanno in gran parte acquistato titoli di debito pubblico italiano, come esortava Monti e tutti gli altri che hanno voce in capitolo in queste faccende. L’operazione è quanto mai redditizia per le banche: con denaro preso a prestito all’1%, ottengono un interesse tra il 5% e il 6,6%. Lo stesso hanno fatto le banche spagnole: per loro, il lucro è ancora maggiore, visto che pretendono il 7,6% negli ultimi mesi. Senza nemmeno utilizzare le briciole dei prestiti per aprire crediti alle imprese, dunque a vantaggio dei produttori. È l’immensa idrovora che risucchia dalle tasche dei contribuenti europei per dare ai finanzieri.

Perché i soldi alle banche? La BCE non avrebbe fatto meglio a prestare all’1%, al 2% direttamente agli Stati? Ovvio. Persino la Banca d’Inghilterra, depositaria dell’ortodossia liberista, ma avendo ancora la sovranità monetaria, ha creato 375 miliardi di sterline per prestarli allo Stato. (Le besoin de monétisation)

Però… guarda caso, il precedente governatore, King, è stato rimpiazzato in fretta da un canadese di nome Mark Carney, più fidato dai caimani perché è stato dirigente di Goldman Sachs per 12 anni (3). Vero è che King, da ultimo, cominciava a dire che la finanza speculativa non aveva più alcuna «utilità sociale». «Sociale»! Chissà che risate alle Cayman.

Naturalmente, il nuovo diritto che si sta consolidando sul mondo richiede una forte Polizia. Una società severamente sorvegliata.

Anche questa Polizia si sta rapidamente affermando. Sembra ieri che i cittadini dell’Inghilterra vantavano di non essere tenuti a portare in tasca nemmeno la carta d’identità, e il bobby di quartiere girava disarmato e salutato dai passanti. Oggi, il governo Cameron ha lanciato una schedatura totale dei suoi 8 milioni di scolari; tutti i giovani inglesi che frequentano le 22 mila scuole del Regno entreranno in un gigantesco database: foto, indirizzi, riuscita scolastica, assenze; insieme beninteso ai loro insegnanti, dei quali si archivieranno curriculum, anzianità di lavoro, paghe e stato delle loro finanze private. Accederanno alla schedatura un centinaio di autorità locali ma anche, va da sé, assistenti sociali per giovani delinquenti e la Polizia. I genitori non sono stati avvertiti. L’incarico di creare l’immenso database con dati personali è stato dato – ovviamente – ad una ditta privata, Capita co. (Warning over secret ‘Capita One’ database featuring 8m schoolchildren)

A cosa porta questo? A somigliare alla società americana. «America is a form of concentrated human tragedy», l’America è oggi una forma concentrata di tragedia umana: così la scrittrice, poetessa e commediografa russa Maria Arbatova, di ritorno da una visita in USA, confida alla Pravda in lingua inglese. Questa Arbatova non è una nostalgina del tempo sovietico né una ammiratrice di Putin; anzi, è stata in tempi non sospetti una sorta di esponente del movimento femminista, e fondatrice di un partito per i diritti umani.

Ebbene: lei che ha conosciuta la Russia poliziesca pre-perestroika, è tornata orripilata dalla rete poliziesca che ha visto all’opera in USA. Gli americani? Poveri individui senza identità, senza passato, divisi tra loro anche perché non hanno storia. «Una adunata di gente spezzata, che può essere tenuta insieme solo dall’interesse finanziario, o dalla voglia di fare guerra a qualcuno». («A bunch of stumped people, who can be held together only on the base of either the financial constituent, or war»).

E fra l’altro, racconta alla stupefatta intervistatrice due episodi, accaduti a due amici suoi, di origine russa, abitanti in America. Uno di questi le ha raccontato: «L’altro ieri andavo in auto lungo l’oceano e m’è venuta voglia di sedermi sulla spiaggia a vedere il mare. Solo che quella era una zona destinata ai pescatori, e c’è una speciale Polizia pescatoria (c’è la Polizia sanitaria, la Polizia postale, ed ogni genere di altre Polizie). Insomma, mi si avvicinano i poliziotti piscatori, in speciale uniforme piscatoria, e mi dicono che devo pagare per andare sulla spiaggia a pescare. «Ci faccia vedere la sua canna da pesca», mi intimano. Non ce l’avevo, ma qualcosa mi ha ispirato a mentire: ce l’ho in macchina, ho detto. Una donna della Polizia piscatoria mi ha replicato: «Spero per lei che ce l’abbia in macchina, perché lei capisce che qui c’è gente che pesca, e se lei è venuto qui solo per sedersi sulla spiaggia, commette un reato».

L’altro episodio: «La figlia di un altro mio amico è andata ad abitare in un sobborgo di Chicago col marito. Sono arrivati in un’auto che il marito aveva usato tempo prima per consegnare pizze a domicilio, e che aveva ancora un adesivo pubblicitario sulla carrozzeria. Il marito parcheggia quell’auto davanti a casa, e nel giro di un minuto, una vicina di casa chiama la Polizia. La quale arriva, e multa l’uomo di 500 dollari, perché risulta che non si possono parcheggiare «automezzi da lavoro» davanti alle case. Non solo: la Polizia lo obbliga ad andare, seduta stante e di corsa, a procurarsi della vernice e a pennellarla onde coprire la scritta Consegnamo pizze in loro presenza, altrimenti lo minacciano di una multa ancora più pesante».

Un non popolo che si odia, si invidia e si spia a vicenda, fatto di solitudini ostili e immedicabili. «In Russia cosa accadrebbe? Verrebbe un vicino a dirti: Guarda, devi cancellare quella scritta, altrimenti prendi la multa. Mica si chiama subito la Polizia…». Alla intervistatrice che le chiedeva come l’America abbia risolto i problemi di convivenza di diverse nazionalità e mentalità «che abbiamo anche in Russia», la ex femminista ha risposto: «Ho un suggerimento invece. Mandiamo in America tutti quelli che vogliono, così ritorneranno patrioti». (America is a form of concentrated human tragedy)

È orwellianamente istruttivo che certe verità, oggi, si apprendano dalla Pravda.





1) Singer è assurto a qualche notorietà da quando, tempo fa, ha spolpato il miserabile Stato di Congo-Brazzaville. Quello Stato emise un debito obbligazionario per acquistare mezzi agricoli. Il valore dei bond collassa ben presto, a causa della crisi politica-economica e la guerra civile. Elliot Associates, hedge fund di Paul Singer, compra a prezzi stracciati, 10 mil. di dollari, le obbligazioni ormai vicini al default. Singer chiede il rimborso al valore nominale più gli interessi: 400 milioni di dollari procedendo con un’azione legale contro il governo congolese. Un rendimento del 4.000%, 40 volte la somma investita, che accontenta i gestori (commissioni al 20%) e sottoscrittori.
2) Vedasi con quali guanti Monti, spietato con i contribuenti e i fornitori, tratta la Montepaschi, la banca fallita dei comunisti, che i comunisti alla Bersani hanno dissanguato. Il patron della Montepaschi, scelto dal PD, Mario Mussari, è l’evidente colpevole dell’orrendo pasticcio di arroganza e incompetenza. Ha rovinato la banca prima con l’acquisto di Antonveneta a prezzi demenziali. Poi ha preteso di capire di derivati, e ha provato a coprire con derivati il rischio-tassi del suo portafoglio titoli. Ha sbagliato tutto, ed il risultato è che dal suo portafoglio di titoli pubblici, che vale 25 miliardi, Montepaschi trae un rendimento di 65 milioni (lo 0,26%: sfido che poi hanno bisogno delle iniezioni di liquidità di Draghi. Ed anche con queste, riescono a fallire). Per questi suoi eccezionali risultati, i colleghi banchieri italiani, invece di cacciare Mussari e magari denunciarlo, lo hanno eletto a capo dell’ABI, la loro Confindustria. Si vede che sono peggio di lui, come competenza. Ebbene, oggi Montepaschi dovrebbe ricapitalizzarsi sul mercato; col risultato che gli attuali azionisti (o i comunisti) perderebbero il controllo. E cosa fa Monti? Di fatto stanzia aiuti di Stato (con qualche trucco per intorbidare le acque). (Bond, Monti bond - mps strozzata dai derivati chiede altri 500 mln € al governo, per un totale di 4 miliardi). Ma non ha ingannato Bruxelles, che per ora ha bocciato l’operazione; resta che Monti, il grande privatizzatore (dei tassisti), è il grande statalizzatore dei debiti dei banchieri incapaci e disonesti. In altre parole, noi paghiamo l’IMU moltiplicata anche per coprire le criminali scemenze del compagno Mussari. Quando Bersani andrà al potere, farà peggio. Sa che Monti ha lasciato un buco, anche per i calo del gettito IVA, dovuto alla recessione che Monti ha aggravato; ma ne accusa «l’evasione fiscale». Così recita il rapporto della «fondazione» Nuova Economia Nuova Società, creata da Bersani e da Vincenzo Visco. Dove si parla già di «manovra correttiva» necessaria quando al governo ci saranno loro.
3) Di questo individuo, lo EIR Alert n.49 ha scritto: «È la prima volta nei 318 anni di storia della Bank of England che un non-soggetto britannico si siede sulla poltrona di Threadneedle Street. Carney è governatore della banca centrale canadese e capo dell'International Financial Stability Board, quello che Giulio Tremonti ha chiamato “il cavallo di Troia della speculazione finanziaria”. Ma soprattutto Carney ha lavorato per tredici anni, dal 1990 al 2003, a Goldman Sachs dove, tra l'altro, ha rivestito l'incarico di capo della divisione “rischio paese”. Egli fu coinvolto nella crisi finanziaria russa del 1998, che fu esacerbata proprio perché Goldman Sachs consigliava la Russia mentre allo stesso tempo scommetteva contro la capacità del paese di pagare i debiti. La nomina di Carney sposta i rapporti di forza nelle istituzioni britanniche, in un momento in cui si decide pro o contro la separazione bancaria e la Bank of England sotto Mervyn King è stata fortemente a favore di una netta separazione alla Glass-Steagall. King si è opposto alla soluzione preferita dalla City di Londra, il cosiddetto Ringfencing raccomandato dalla Commissione Vickers e caldeggiato dal Premier Cameron e dal Cancelliere dello Scacchiere Osborne. Carney è stato scelto da Osborne dopo che il candidato naturale alla successione di King dall'interno della banca, Mark Tucker, è stato indebolito da una campagna stampa che ha addossato la responsabilità passiva dello scandalo Libor alla Bank of England e a Tucker personalmente. In una recente intervista a Euromoney Carney ha attaccato un altro funzionario della Bank of England, Andrew Haldane, perché questi si era pronunciato a favore di Glass-Steagall».


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Commenti  

 
# Catello 2012-12-05 19:52
Nessuno dovrebbe fare un debito senza la clausola che non può essere venduto.
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# Sergio64 2012-12-05 20:23
Adesso ho capito cosa vogliono: tutto.
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# Francesco 2012-12-06 19:42
Più il 5%.
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# Hermann 2012-12-05 21:23
Non ho mai capito un acca di economia: anche ai tempi dell'Universita' buio pesto. Ringrazio il Direttore per avermi aperto gli occhi e soprattutto il cervello.
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# francefar 2012-12-05 21:37
Egregio Direttore, a pochi giorni dalla scadenza del mio abbonamento, vorrei ricordarle che i tassisti, i notai e farmacisti che nomina sempre come vittima della liberazzazione, non sono stati minimamente toccati dalla legge. Le vere vittime di questa liberarizzazion e selvaggia sono stati i soliti noti, cioè quelli che non hanno voce in capitolo: panificatori (come me) e commercianti di vario genere, visto che oramai si può aprire qualsiasi attività identica affianco ad un altra.
L'importante che non sia una farmacia, un tabacchino o uno studio notarile.
Le solite cose all'italiana..
Mi dispiace non rinnovare più l'abbonamento, mi creda, le mi ha arricchito culturalmente più di qualsiasi altro sito, la seguo fin da quando effedieffe non era a pagamento, ma dopo il suo intervento: "perche avete la bava alla bocca", ho capito di non essere il benvenuto, quindi io secedo intanto dal suo sito, poi per il resto vedremo.
Cordiali saluti.
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# Franco_PD 2012-12-06 09:51
Ho in famiglia chi segue vicende commerciali, e mi sono fatto spiegare dettagli che non avrei supposto mai. Mi erano bellamente sfuggiti (come ai più penso). In effetti "una volta" con le licenze commerciali contingentate il negoziante ad esempio aveva un capitale: la propria licenza. Che andando in pensione (quella da fame dei commercianti), vendeva realizzando in pratica la "buonuscita" dei lavoratori dipendenti. Ora ti puoi trovare ad avviare un commercio e negli anni avere successo. Ma ti apre accanto un competitor magari ben capitalizzato (non lui forse ma chi ha alle spalle) che con una furba politica dei prezzi ti mette in ginocchio facendoti chiudere. E pappandosi tutto il tuo bacino di utenza. Salvo poi rialzare i prezzi una volta che diviene leader nella zona. E del caso riprende poi il giochino se mai si riaffaccia un concorrente. Certe catene di negozi hanno alle spalle appunto entità finanziarie che lèvati proprio con questa finalità. Reggono solo certi negozi ancora tutelati, storici, in certe piazze (come le famose Ebe e Frutta qui di Padova ad esempio). Dove addirittura vigono storici affitti comunali datatissimi.
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# dubbioso 2012-12-06 11:29
Spero che francefar cambi idea e continui a manifestare, quando crede, il suo dissenso. Uno dei meriti di effedieffe è che tutti possono esprimere la propria opinione anche in forte dissenso con le tesi dell'autore dell'articolo.

PS Sono solo un lettore come francefar, per di più di origine meridionale. Dopo l'articolo "Perché avete la bava alla bocca?" mi sento ancora benvenuto e, se mai, ancora più consapevole dei nostri profondi problemi culturali (pur non essendo in alcune conclusioni in accordo con il direttore).
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# Franco_PD 2012-12-05 22:11
Stupendo e chiarissimo articolo di economia. Che spiega parecchie cose. Mi viene comunque spesso in mente un concetto profondo e contemporaneame nte banale non mio, ma di Porro, il giornalista che scrive su Il Giornale. Che faceva notare come certi prestiti delle banche internazionali, non andati a buon fine, dovrebbero essere considerati nient'altro che cattivi investimenti. E chi vi si è esposto dovrebbe semplicemente "mettersela via". Tu privato hai investito in Borsa e ora i tuoi titoli valgono nulla o poco più? Sono notoriamente cavolacci tuoi. Hai prestato soldi alla Grecia e i quattrini non ti vengono restituiti? Ti attacchi: hai fatto evidentemente un investimento sbagliato. Peccato che tutto questo non valga: c'è chi può esigere e chi no. A margine osservo: è di questi giorni la confisca di beni per un ingentissimo ammontare da parte della GDF ad un commercialista friulano, ritenuto un grosso evasore. Nella realtà si tratta di beni che l'astuto professionista aveva intestato a terzi, ma che "si vuole" fossero "riconducibili a lui". Bella mossa. Evidentemente si può fare. Una mia familiare è creditrice di una somma interessante da un noto avvocato, pienamente operativo in tribunale dove lo si può regolarmente incontrare. Ma risulta nullatenente, visto che ogni cosa l'ha intestata alla sua convivente. E non c'è niente da fare, per recuperare il credito. Come si vede c'è chi può e chi no. Quello che importa - alla fine - è CHI è il creditore...
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# pelzen 2012-12-06 02:13
Forse si dovrebbe chiedere all'avvocato quanto vale per lui camminare zoppo e curvo per tutta la vita senza una mano (quella del furto). Forse si ricrederebbe. Ma senza percorrere queste vie, delle quali non si è più avvezzi, sarebbe stato sufficiente, prima di dare credito, stilare una assicurazione fideiussoria.
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# Franco_PD 2012-12-06 08:23
In effetti avevo valutato anche io la prima ipotesi - confortato anche dal parere di altri - che sarebbe pure nelle mie corde e nei miei trascorsi personali. Nulla è più democratico di una bastonata, sosteneva il saggio, se chi la riceve ne comprende il profondo valore didattico ed educativo. Nel caso in questione si tratta sostanzialmente di una fattura per una prestazione professionale non saldata. Ciò che mi premeva comunque rimarcare era la straordinaria validità corrente del principio "non è lecito al bove quel che è lecito a Giove". C'è chi può risultare nullatenente e quindi immune a rivalse di terzi (privati), e chi invece nel medesimo status si rivela vulnerabilissim o. La cosa poi assume contorni di immensa e squilibrata portata quando NON si ha proprio, ma c'è chi può permettersi di imputarti ricchezze di cui non disponi affatto. Equitalia ad esempio sembra sia in grado di sfilarti anche le mutande che NON possiedi. C'è per l'appunto chi può....
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# pelzen 2012-12-07 00:41
Caro Franco, ho come l'impressione che nel Fuan ci si sia quasi-quasi sfiorati con certi fioroni.
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# Franco_PD 2012-12-07 17:33
Certi Marchi vorrai dire (mi scuso con chi legge per taluni riferimenti "criptici")....
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# astrorosa1 2012-12-06 10:34
Mi aggrego ai complimenti al direttore e sono in accordo con l'ingiustizia nazionale
ed internazionale.
E' il nodo che viene al pettine o ci sarà giustizia o le trame cadranno.
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# pelzen 2012-12-06 02:08
Ma questi Stati che si sottomettono ad una legislazione economica finanziaria (spesso anglosassone, quindi rapinatrice) forse dovrebbero studiare meglio la storia e sottoscrivere solo documenti sui quali non possano essere ricattati. Altrimenti, semplicemente, si risponde, "vuoi tutto? Embè, chemmefrega, adesso non ti più nulla! Ciapa incarta e porta a casa"
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# Gilles 2012-12-06 08:23
Gli americani in fondo sono popoli di tutto il mondo, spesso sradicati dalle loro terre e dalle loro storie millenarie, proiettati in un esperimento abbastanza evidente, ovvero vedere fino a che punto è manipolabile l’essere umano, una volta privato dei riferimenti, anche inconsci, che gli possono essere di aiuto, ricavati per l’appunto dal proprio territorio e dalla propria storia. E’ per questo che, a mio parere, contro l’Italia e la sua popolazione, c’è un particolare accanimento. Da noi si vive continuamente circondati di riferimenti culturali, sociali, anche economici, che ci fanno capire come le nostre generazioni precedenti hanno risolto problemi anche più gravi di quelli odierni. Basta farsi un giro in una qualunque città italiana per vedere, anche inconsciamente, come nei secoli passati si perseguiva l’ideale del vivere secondo armonia.
Per il resto, il peggio che ci si aspettava è arrivato da un bel pezzo, la guerra contro di noi è ormai in pieno svolgimento. A Roma, per dirne una, nella sanità c’è il marasma più completo, gli stipendi non sono più una certezza già da tempo e non si sa cosa accadrà il prossimo anno; gli enti religiosi, che a Roma hanno, disgraziatament e, in mano gran parte della sanità convenzionata, stanno dando tutti pessime prove di gestione e anche il pubblico non scherza. Quello che mi colpisce però è che tutto questo ormai è palese, sia per quel 50% circa di italiani che usano internet, sia per quelli che si prendono i beveroni trasmessi dalla TV. E’ facile sentire in qualunque tg, o trasmissione pseudo alternativa, discorsi sull’euro in fallimento, sull’Europa cattiva matrigna ecc. Se volevano raggiungere una generale indignazione, ci sono riusciti bene, direi; dobbiamo solo attendere a breve la prossima mossa.
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# nicolas 2012-12-07 19:23
E' tutta colpa della evasione fiscale. Questo,nonostan te internet e l'evidenza del massacro economico e sociale delle imprese, è cio' che passimila la gggente.
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# Pompili 2012-12-06 09:53
AK47...
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# Maraffio 2012-12-06 14:42
Questo è il commento più tranchant e risolutorio (certo che tra il dire e il fare c'è il...).
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# Pompili 2012-12-06 20:34
... c...! Mi passi il termine, ma c'è di mezzo esclusivamente il nostro c...
Abbiamo talmente paura che "loro" ce lo possano bruciare (come faceva quel motivetto? Era meglio morire da piccoli...), e si sa che l'odore dei peli bruciati è rivoltante... meglio farcelo divorare...
Saluti
Marco
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# ataman1 2012-12-06 10:16
...ma come fa il Ghana a sequestrare una fregata argentina...con che marina la trattiene ...è come sempre una questione di palle...se il governo argentino ordinasse alla sua nave da guerra di partire nessuno potrebbe fermarla e se mandasse qualche carapintada a liberare il mondo del signor Singer e di altri come lui ...come fanno i kazari con chi non gli piace... questi parassiti dell'umanità vanno semplicemete sterminati
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# cgdv 2012-12-06 10:47
Occorre quindi non chiedersi perché si sperimentino sistemi sempre più sofisticati di controllo e repressione.
Noi europei ed in particolare noi italiani, nell'attesa, dobbiamo anche subire i menzogneri suonatori di trombone: un interregno molto umiliante.
Giuliano
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# musicus barocchus 2012-12-06 11:21
Ai marinai della Libertad:fate rotta per le Cayman,bombarda te l`isola magari con il concorso di altre unita´della vostra Marina o di qualche altro Stato di buona volonta´(intell igenti pauca) con particolare riguardo alla sede della Elliott(meglio se con gli Hellfire).Se e´possibile,sug gerirei poi un`azione in piena regola con i fanti di Marina a bordo,tanto per essere sicuri che ognuno abbia il suo.I vostri concittadini(e non solo loro) ve ne saranno grati nunc et in saeculorum saecula.
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# Pompili 2012-12-06 20:40
Sembrerebbe un veliero, una fregata, a cui hanno tirato la fregatura...
Saluti
Marco
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# SUPERCECCHI 2012-12-06 16:28
"Perché i soldi alle banche? La BCE non avrebbe fatto meglio a prestare all’1%, al 2% direttamente agli Stati? " Il direttore fa questa domanda.
La risposta è quella della solita favoletta: se la BCE presta i soldi direttamente agli Stati, il loro debito pubblico sale e di conseguenza anche tutti gli altri parametri tipo debito/pil, quindi, ovviamente, bisogna ringraziare le banche che si accollano l'acquisto dei buoni governativi.
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# milvus 2012-12-06 17:48
Le caraibiche isole Cayman, hanno il loro fascino, con una laurea in Biologia Marina si potrebbero allevare sogliole o specie ittiche in via di estinzione, anzichè subire in casa gli effetti negativi di un inverno rigido e castigati dal caymanesimo mafioso a distanza.
Tutte le isole sono coinvolte da misteri geografici e geologici, appaiono e scompaiono, come i vulcani sommersi che diventano isole nei secoli spaccandosi in due. Le Canarie sono importanti per avvenimenti sismici in atto, sembrerebbe per gli studiosi della Terra, che a l'Aquila verso maggio prossimo, le scosse telluriche potrebbero riverificarsi, Le Figlie, sempre alle Canarie, cercano di risalire verso la superficie, sono misteri in atto che sfuggono alla nostra maleducata percezione, solo le mosche potranno assaporare i resti di questi uomini con la cravatta a pallini rosa, destinati al grigiore dell'oblio, di un poema che ha sempre puzzato di m..de. Nulla in cui crediamo è solido e stabile, il governo delle Canarie ha dato l'annuncio che Isola Il Ferro si è sopraelevata di 5cm in sette giorni, Lanzarote e Fuerteventura forse si sommergeranno. L'atomo è al 99,99% spazio vuoto e dentro quel vuoto continuano a muoversi, nonostante i loro sforzi polizieschi, particelle subatomiche alla velocità della luce, energie che ci portano l'informazione da un campo magnetico vasto, l'Universo, eterno, infinito, intelligente e creativo. Il corpo di questo 1% di cretini andrà nello spazio infinito, da larva diventerà mosca, nelle loro congetturali Isole, dove la vegetzione è fatta di monete d'oro, i fiori di chiavi per giochi finanziari di fantasia. Se la mafia finisce con la Giustizia, allora la Giustizia finisce dove inizia la mafia, tutto finisce nella cloaca massima unificata, se non supportato da educazione, conoscenza, alto livello di opinioni, non sterili pettegolezzi di concetti poco importanti.
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# Nahars 2012-12-06 18:00
ak 47 ?
meglio Kar98

i trattati sono pezzi di carta ,se non sono sostenuti dall'acciaio.
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# Alexi 2012-12-06 22:55
Quanta angoscia questo mondo... se avete bisogno come me di riprendere un po' le forze potete cominciare andando a questo link, spegnendo la luce,il monitor e alzando il volume dei ripetitori!

http://www.youtube.com/watch?v=jLsysXkSlbw
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# raff 2012-12-07 00:26
Citazione Alexi:
Quanta angoscia questo mondo... se avete bisogno come me di riprendere un po' le forze potete cominciare andando a questo link, spegnendo la luce,il monitor e alzando il volume dei ripetitori!

http://www.youtube.com/watch?v=jLsysXkSlbw


... e continuare poi con questo:

http://www.youtube.com/watch?v=M0d4qM7gCH8
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# Pompili 2012-12-07 20:45
Lei è fortunato, Le basta poco per tirarsi sù...
..."Qualcuno" diceva che la Libertà richiede un notevole tributo di carne e sangue!
Comunque scusatemi, mi rendo conto che mi stò "parlando addosso".
Saluti
Marco
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# nicolas 2012-12-07 19:41
Essendo a digiuno di cognizioni di diritto internazionale potrei scrivere una sciocchezza.
Eccola :
Singer adisce un tribunale di New York per accampare i suoi "" diritti"" sui beni patrimoniali argentini. Per contro l'Argentina non potrebbe adire un tribunale di Buenos Aires o di Bogotà o meglio di Caracas per rigettare le istanze degli avvoltoi?
Grazie in anticipo a chi risponde.
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# musicus barocchus 2012-12-08 00:44
Citazione nicolas:
Essendo a digiuno di cognizioni di diritto internazionale potrei scrivere una sciocchezza.
Eccola :
Singer adisce un tribunale di New York per accampare i suoi "" diritti"" sui beni patrimoniali argentini. Per contro l'Argentina non potrebbe adire un tribunale di Buenos Aires o di Bogotà o meglio di Caracas per rigettare le istanze degli avvoltoi?
Grazie in anticipo a chi risponde.

Il fatto e´che l`Argentina non ha 11 portaerei nucleari da 100,000 tonnellate,ne´b ombardieri strategici B52,ne´droni;ta ntomeno una rete satellitare propria o una "forza di dissuasione" atomica.Ubi maior,minor cessat.
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# Dany Zenobi 2012-12-08 01:33
Provo a darti una risposta: l'Argentina potrebbe certamente percorrere una tale strada, ma sarebbe inutile: gli avvoltoi adicono ai tribunali di quei paesi dove hanno una rappresentanza stabile (per cui possono far valere i loro diritti presso quei trbunali), dove hanno appoggi importanti x la buona riuscita della causa e soprattutto la dove i debitori detengono assets importanti (beni mobili e immobili, quote societarie, fondi di investimento ecc...) che possono essere pignorati da quei tribunali a fronte di obbligazioni non rispettate.

Il debitore è quindi costretto a difendersi presso quei tribunali dove è stata citato in giudizio, per difendere le sue proprietà residenti in quel paese che sono in pericolo di pignoramento. Se non avesse proprietà da difendere potrebbe fregarsene della citazione in giudizio, ma nessuno stato è in queste condizioni. Ciò che invece potrebbe essere deciso in un tribunale straniero, tipo a Bogotà, in favore del debitore non avrebbe valore in un altro stato.
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# raff 2012-12-08 01:26
Quella che segue è in sintesi la storia dell'Argentina e dei fondi avvoltoio. C'è da dire che nel frattempo è stata approvata una Legge dello stato che il senato della repubblica argentina ha votato in maggioranza (voto trasversale) in data 28 novembre 2012 con 43 voti a favore e 19 contrari, diventando “immediatamente operativa con applicazione retroattiva al 1 settembre”. Hanno tecnicamente 30 giorni per renderla applicabile. E la Legge parla molto chiaro: definisce “illegale e immorale” qualunque forma di speculazione finanziaria sui mercati internazionali basata sui derivati; abolisce la possibilità tecnica delle speculazioni finanziarie in borsa perché sottrae a tutte le banche, a tutte le istituzioni finanziarie operanti nel territorio nazionale, la propria autonomia sul mercato. Dal 30 novembre del 2012, il parlamento e il governo argentino si riappropriano della propria economia che individua “legalmente” nella finanza “il braccio operativo dell’economia di cui deve essere subalterna” e impone alla finanza di essere sottoposta al totale controllo dello stato centrale in ogni sua attività.

I PIIGS sono avvertiti, esiste una via di uscita dallo strangolamento usuraio degli avvoltoi internazionali.


TORNA LA MINACCIA DEGLI AVVOLTOI

Riemerge lo spettro del default. Per un Paese, il primo e l'unico al mondo dove il crollo del debito sovrano sotto i colpi della finanza mondiale, ha visto una risposta positiva del nuovo governo che, rinegoziando il debito, ha superato la crisi con l'intervento dello stato in economia e nel sociale. Ora un giudice di New York ha sentenziato: il 15 dicembre Buenos Aires deve pagare per intero gli speculatori che non hanno rinegoziato.

Le previsioni dicono che il 15 dicembre (*) una tempesta finanziaria si abbatterà sull'Argentina da cui ne potrebbe risultare un default tecnico del paese. Non è facile capire come sia possibile che una delle economie emergenti, con una crescita media del Prodotto interno lordo del 8% nell'ultimo decennio possa all'improvviso ricadere in fallimento. Invece il rischio esiste e il nemico si chiama fondi avvoltoio.
La sentenza di Thomas Griesa, giudice di New York, riporta l'Argentina sotto la stretta della speculazione finanziaria.

La sovranità nel mondo globale

Il confronto è tra la legittimità dello Stato nazione e i diritti dei fondi avvoltoio che, attraverso un tribunale di New York, chiedono il pagamento di titoli scaduti. Quali titoli? Quelli di coloro che non sono entrati nel concordato fallimentare per la ristrutturazion e del debito. Dopo il fallimento del 2001, l'Argentina, alla fine di un lungo processo, si è accordata con i bonisti per ristrutturare il debito, con la conseguente cessazione del fallimento. Gli argentini che avevano depositi bancari in dollari, praticamente tutti, si sono trovati pesos al posto dei dollari, quindi hanno perso 2/3 dei loro risparmi perché il cambio col dollaro da 1peso=1U$A il giorno dopo fu di 3pesos=1U$A. Sembra una misura suicida e lo è stato per il governo De la Rua, ma perché è stata presa? Senza altre possibilità, il governo aveva sequestrato i dollari dai conti correnti privati per pagare una tranche del debito estero in scadenza.
Fu crisi politica, caduta del governo, occupazione del parlamento, attacchi alle banche, assalto ai supermercati, l'inizio di una sommossa infinita. Insieme alla disfatta economica e politica del paese, questo crollo segnò il fallimento del modello del Fondo Monetario Internazionale che aveva applaudito a più riprese il rigore nell'applicazione delle proprie ricette.

Nel corso degli anni '90, la spirale del debito estero era salita portando gli interessi a livelli impossibili, attraendo "investitori" di azzardo e alcuni ignari del pericolo di un tasso di interesse intorno 15% annuo. L'Argentina era arrivata alla fine della cura prescritta dal Consenso di Washington: aveva privatizzato, svenduto il patrimonio dello Stato e abbassato le tariffe doganali. Dopo quattro anni in cui si susseguivano la chiusura delle fabbriche e la disoccupazione si allargava in tutto il tessuto sociale, lentamente il risparmio di generazioni si esaurì e l'economia arrivò ad un punto morto. L'Argentina era un libero mercato dove ormai non si vendeva più niente.

In queste condizioni di insolvenza ogni debito era una pretesa insostenibile. Da lì in poi il governo ha stabilito che la svalutazione di 2/3 sarebbe stata la misura della ristrutturazion e del debito e a tutti i creditori gli è stata applicata la stessa misura. Il 93% di chi era in possesso di titoli argentini si è finalmente accontentato per un ridimensionamen to dei loro crediti Se non si dava un minimo di respiro per tentare una ripresa economica del paese non sarebbero riusciti ad avere indietro nemmeno questo. L'accordo fu per il posticipo delle scadenze, la ristrutturazion e del debito e il riconoscimento della competenza dei tribunali internazionali in caso di contenzioso. Il 7% rimanente restò con un pezzo di carta senza valore reale. È qui che arrivarono i fondi avvoltoi acquistando per poche monete i loro titoli e cominciando battaglie legali in vari tribunali del mondo.

Il primo fallimento

L'Argentina segnò il primo fallimento sovrano dell'era neoliberista. Da allora anche uno Stato nazione può fallire, può dichiarare di non essere in grado di pagare i suoi creditori, ma anche può concordare i termini per una ristrutturazion e del debito. Sono passati più di 10 anni è l'Argentina oggi si è recuperata ed è tra le prime economie emergenti.

Da allora fino ad oggi la sua economia è cresciuta ad un tasso medio del 8% annuo. Un miracolo? No. Dal 2003 l'Argentina ha deciso di voltare pagina alle ricette del Fondo monetario internazionale e l'economia finanziaria.

Lo Stato è ritornato ad avere un ruolo in economia, ha acquistato aziende pubbliche che erano state privatizzate e ha rivisto i contrati con le altre. I governi hanno concentrato le sue forze per la ricostruzione dell'economia reale e stabilito limiti e controlli all'economia finanziaria e agenzie internazionali di rating. Inoltre ha ristabilito la centralità delle politiche sociali con pensioni universali, assegno per figlio in età scolare, crediti, opere pubbliche, investimento in educazione e salute. Qualche settimana fa, il 14 novembre, un rapporto della Banca mondiale ha riconosciuto che tra il 2003 e il 2009 la classe media argentina si era duplicata, era passata da 23 al 46% della popolazione: da 9,3 milioni di abitanti a 18,6 milioni. Il risultato più importante della regione seguito dal Brasile e l'Uruguay. Sempre secondo la Banca mondiale, l'Argentina è il paese di America Latina che più ha ridotto il coefficiente di «Gini», cioè quello che più ha diminuito la distanza tra ricchi e poveri.
I fondi avvoltoi rappresentano i nuclei più agguerriti e potenti della speculazione globale, riguardo alla loro attività, il nome è abbastanza eloquente. Ora vogliono punire questo successo e vogliono mettere in difficoltà il processo di pagamento dei titoli argentini in scadenza di coloro che hanno concordato con lo Stato un rifinanziamento del debito.

Il giudice Thomas Griesa di New York ha sentenziato che il 15 dicembre, coloro che non hanno accettato i termini del rifinanziamento devono essere pagati per intero, la quota di capitale, più tutti gli interessi. Il giudice ha chiesto di più di quanto facevano gli stessi avvocati degli «avvoltoi». La sentenza mette in seria difficoltà il governo argentino che proprio il 15 dicembre deve onorare il debito del 93% di detentori di titoli che hanno accettato la proposta di rinegoziazione. Il giudice Griesa ha dichiarato che se l'Argentina non paga ai fondi avvoltoio il 15, bloccherà anche il pagamento dei 93% che hanno rinegoziato. Quindi l'Argentina potrebbe, di fatto, entrare in default tecnico, in quanto non pagherebbe alla scadenza quanto era stato pattuito.

Cambalache o mano invisibile

Che il mondo fosse in mano all'economia finanziaria non è una novità, ma mai uno Stato sovrano era stato portato davanti ad un tribunale di un altro paese in aperta revoca delle sue leggi. La legittimità nella giurisdizione dello stato di diritto è messa a dura prova. Lunedì scorso, 26 novembre, l'Argentina ha presentato un ricorso davanti al tribunale di New York chiedendo la revisione della sentenza e la sospensione dei termini fino a sentenza definitiva. Qualche settimana fa questi gruppi finanziari avevano sequestrato la Fragata Libertà, ancora ferma nel porto di Ghana in violazione dei patti internazionali sui beni suscettibili di embargo (vedi il manifesto 19.10.2012).

L'avvertimento

La sentenza del giudice Griesa è anche un duro avvertimento a tutti i paesi che in un momento di crisi globale si trovano in difficoltà, molti altri rischiano di fare la stessa sorte. Adottare politiche di rigore che non accettano rimettere in discussione i termini e il monto del debito di un paese vicino al fallimento potrebbe essere, se passa questa sentenza, la politica consigliata. Del resto, sarebbe sciocco accettare la ristrutturazion e del debito quando si può ottenere tutto.

Per loro l'economia reale e la società contano poco. La follia della economia finanziaria è alla guida delle principali economie del mondo, non possiamo aspettarci nulla di buono. Tra l'altro è stato ammesso anche da loro.

Non bisogna dimenticare che alla retrospettiva sull'andamento dell'economia mondiale, Olivier Blanchard, l'economista capo del Fmi, ha dichiarato che i mercati di fronte alle politiche di austerity e di risanamento dei conti pubblici hanno un comportamento «schizofrenico» . È vero che l'andamento del mercato è altalenante, si parla quotidianamente di fluttuazioni, ma ci hanno insegnato che lasciarci guidare dal mercato sarebbe stato un atteggiamento saggio.

Ora invece ci confermano che in realtà la nostra guida, quella cieca e invisibile è gravemente malata di schizofrenia.

Claudio Tognonato
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# madmax 2012-12-08 11:22
L'unica nostra speranza è nell'inefficienza endemica
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# Tonno 2013-04-22 23:23
Direttore ancora non é finita e per quel che ne so NML non li riprende i Bonds al 100% :)
http://ftalphaville.ft.com/2013/04/20/1468012/argentina-and-an-offer-easily-refused/
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