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No, non era Catilina. Ma noi...?
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Chi ha detto che la storia, quando si ripete è in forma di farsa? Da noi, è l’opera dei pupi. Ecco gli ultimi eventi:

Napoleino ha lasciato l’Elba della sua indecisione; ha raggiunto le sue malconce truppe, acclamato dai suoi colonnelli fedelissimi («Metti in lista me, imperatore!»). Cominciano i Cento Giorni. Essenzialmente, per salvare se stesso da leggi e processi. Finirà in una qualche Waterloo. E poi, l’esilio definitivo. Non a Sant’Elena ma a Malindi, dove lo attende a braccia aperte Briatore col suo resort.

E pensare che ha ancora un elettorato, valutato attorno al 10%. Come l’amico Giovanelli, che ci crede ancora:

Lascerei perdere tutte le critiche che Blondet avanza contro Berlusconi, ipotizzando il fatto che egli abbia preferito essere defenestrato con la risibile accusa di indegnità morale, piuttosto che essere assassinato per aver tentato di salvare un popolo che allegramente ed inesorabilmente va alla rovina.


Qui, signori, occorre un breve corso di dottrina politica «for dummies». Vedo che c’è ancora poca coscienza della profondità della devastazione che il Napoleino ha portato al vasto elettorato di centro-destra, che è maggioranza del Paese.

È il fallimento totale di quella che, votandola, credevamo una classe dirigente, capace di assumersi le responsabilità, i compiti collettivi, lo stile di vita di una classe dirigente; e che una volta messa da noi al potere, s’è data al «tempo libero» puttanesco, all’arraffare, alle cene eleganti, alle feste con la testa di maiale, ai Trota e alle Brambilla. E questi, benché gravissimi, sono solo sintomi di una inferiorità intellettuale, culturale prima che morale – che significa, purtroppo, la bancarotta del Nord.

Il Nord non è stato capace di esprimere una classe dirigente.

Non ha saputo approfittare dell’occasione storica irripetibile. Non solo ha mostrato di non essere all’altezza di governare l’Italia, ma di non essere capace di governare se stesso.

È una disfatta che – non ve ne rendete conto? – sta già producendo i suoi effetti tragici: per esempio, con i suicidi in massa di piccoli imprenditori del Nord, perseguitati dal governo golpista, dalle sue tasse spogliatrici, senza alcun partito che li difenda, perché quello che hanno votato non c’è più, non riesce ad esistere senza il Cavaliere. Il quale ha tradito l’elettorato, Giovanelli.
Consegnando il potere a Monti, e sostenendolo fino a quando gli ha fatto comodo. Per non essere assassinato, dici? Ma va là. Per Mediaset, per i processi, per gli affaracci suoi. E se anche fosse, ebbene: chi vi entra, deve sapere che la politica comprende anche il rischio di assassinio. Perché la politica è cosa seria, non una seratina elegante con le olgettine; non è da gioppini e cretini perditempo.

Questa è pari ad una disfatta in guerra, e il territorio conquistato è il Nord: il Nord produttivo ma incapace di produrre dal suo seno dei veri dirigenti. Ora pagherà le spese di guerra, come uno Stato sconfitto e sotto occupazione, per decenni.

Dunque, prima nozione elementare di dottrina politica:

La politica è una cosa seria. Mortalmente seria. Specie in Italia, l’assassinio dei capi che falliscono è ricorrente (Mussolini, Craxi), e l’epurazione dei seguaci fedeli è spietata (massacro dei fascisti sconfitti, triangolo del terrore in Emilia-Romagna...). Bisogna saperlo, e diventare seri.

E che dire dell’intervento di Franco PD? Scrive:

Trovo francamente strano che sia così diffusa una valutazione dei FALSI errori di Berlusconi e si ignorino invece quelli VERI ed enormi, indugiando invece in scempiaggini di mutande al vento.

Ed io trovo un po’ offensivo, da uno che di politica in qualche modo capisce, che mi si attribuisca un intento moralistico, che sarei stato scandalizzato dalle mutande al vento. E mi insegna: «Ci si deve distinguere per onestà intellettuale, e il privato e il politico sono aspetti diversi».

Quante volte devo ripetere, fino a diventare rauco, che non ce l’ho con Berlusconi per quel che fa in privato a letto, ma appunto per aver portato quel suo privato nel politico? Non me ne frega che scopi delle donne a pagamento; ma comincia a fregarmene, come cittadino e contribuente, quando mette queste sue donne a pagamento in Parlamento, alla Regione, e nei ministeri. Le puttane se le paghi lui, che è ricco, non le metta a carico dei cittadini e dei contribuenti. Franco PD pensa sia un fatterello veniale; dopotutto, dice, la Carfagna sa leggere pulitina pulitina un testo che le è stato fornito... Prego? Mi pregio ricordare che la Carfagna è subito andata a letto con Bocchino (è tipico del mestiere, cercarsi un protettore) mentre già andava a letto con Mezza Roma (è il cognome del marito), minacciando di passare con il Fini. E la Brambilla? Ha voluto il Turismo, e si occupa di cani e gatti.

E questa sarebbe una «imprenditrice del Nord»? Capite o no perché mi incavolo? Quando si mettono al governo le ragazze che ti hanno fatto dei lavoretti, vuol dire che non vuoi fare niente di serio in politica. E dunque, che stai tradendo il mandato dei tuoi elettori. E non è tutto, c’è di peggio.

Dico: sei Berlusconi, sai che i giudici milanesi ti controllano stretto e vogliono distruggerti, e tu cosa fai? Dai a Ruby, una evidente puttanella professionale, il tuo numero di telefono cellulare!
Appena fermata per il furto di un computer ad una collega, la Ruby – sotto gli occhi esterrefatti dei funzionari della Questura di Milano – chiama il presidente per farsi salvare. E il presidente che fa?
Invece di cadere dalle nuvole e giurare «io quella non la conosco, non so come abbia avuto il mio telefonino», dice ai funzionari: rilasciatela, è la nipote di Mubarak. Una bugia da bambino di 5 anni. E dopo, fa peggio. Manda in Questura la tenutaria del suo casino, una che ha scritto in faccia il mestiere che fa, e che lui ha elevato a consigliera della Regione Lombardia, a prendere in consegna Ruby...

Non è l’immoralità che mi scandalizza, è la cretineria.

Lo chiedo a qualunque maschietto. Chi di voi, dopo essere andato con una puttana, le dà il numero di telefono privato e personale? Chi di voi è stato mai così imbecille da mettersi nelle mani di una troietta ed esporsi ad ovvii ricatti del tutto evitabili? E specie se siete una «persona importante», che dovete salvaguardare la vostra dignità personale ed aver riguardo di quelli che vi hanno eletto a guidarli, vi comportereste così? Ma già se siete una persona maritata, non dareste il cellulare a Ruby, per mantenere all’oscuro vostra moglie, per rispetto di voi e di lei. Se no, siete scemi. Scemi da ricovero, da interdizione dai pubblici uffici.

Da qui il secondo pilastro di dottrina politica:

In politica, la scemenza è peggio di un crimine. Anzi, è il solo vero crimine.

Come qualcuno di voi saprà, è un detto di Talleyrand. Non saperlo, non tenerlo presente quando si entra in politica, dice il livello bassissimo, sul piano intellettuale e culturale prima che morale, del «grande imprenditore lombardo». Personalmente, del resto, non ho aspettato la fase delle olgettine e del burlesque. Mi son sentito tradito definitivamente, quando Berlusconi ha impedito la vendita di Alitalia all’Air France: invece di liberare lo Stato di quel catorcio in perdita, s’è messo a farneticare di patriottismo, ha speso 450 milioni di noi contribuenti per dotare la «cordata italiana» che ha preso Alitalia senza sborsare un euro, con i risultati che tutti oggi vedono: Alitalia è più catorcio che mai, la cordata (compari suoi) si sono arricchiti ma non l’hanno risanata. Questo ha rivelato, almeno a me, che Berlusconi non aveva più un progetto complessivo per il Paese; che era solo improvvisazione, approssimazione, superficialità – e scemenza. Da allora ho cominciato a scrivere che Berlusconi ha un problema psichiatrico. È la sola scusa che può invocare: seminfermità mentale.

Più articolata e profonda, e non poteva essere altrimenti, la critica di Copertino:

Caro Maurizio,

... Berlusconi non ha fallito perché da ultimo si è lasciato andare alla sua lussuria. Berlusconi è il rappresentante del vero e maggior responsabile della catastrofe antropologica da te ben descritta. Quel responsabile si chiama liberismo, ‘libero mercato. In nome del mercato tutto si mercifica, tutto si reifica, anche Dio e la Patria. La nostra epoca è ammalata proprio perché ha dato la centralità alla terza funzione, quella economica, a discapito delle altre due, il sacro ed il politico. È il mercato, diventato centrale, che ha prodotto il Grande Fratello, le olgettine, i Flashmob, il calcio fanatico, etc. Ed ha anche mercificato le funzioni pubbliche tradizionali… No, caro Maurizio, Berlusconi non era, non è mai stato, Catilina.


Con tutta la simpatia per la tua tesi, caro Luigi, non sono d’accordo. C’è forse troppo liberismo in Italia? Lo Stato che incamera e spende oltre il 50% della ricchezza prodotta dal Paese privato, dice che il nostro è l’ultimo Paese rimasto semi-socialista. Stato, Regioni, Provincie, ottomila Comuni divorano tutto. Berlusconi ha forse introdotto troppo «mercato»? Macché: ha mantenuto i monopòli statali, TV, Alitalia, eccetera. Sulle spese folli delle Regioni, non ha mosso un dito. Un governo «troppo liberista» non concederebbe le concessioni delle spiagge per 90 anni a concessionari già insediati, come ha tentato di fare Tremonti; metterebbe all’asta le concessioni a chi paga di più (2). Questo è statalismo, Luigi: statalismo coglione e losco, il che è peggio.

Il compito politico, in Italia, è nello stesso tempo contrastare il liberismo selvaggio finanziario estero, e lo statalismo degli amici e dei parassiti all’interno. Per questo è difficile, come ogni battaglia su due fronti.

Però ha completamente ragione nell’ultima frase:

No, caro Maurizio, Berlusconi non era, non è mai stato, Catilina.

La frase richiede una spiegazione per i lettori più giovani. Nel 1994 scrissi un piccolo saggio il cui titolo mi è praticamente costato la carriera nel giornalismo: «Elogio di Catilina e Berlusconi» (1). Poiché appena sceso in campo Berlusconi era stato mitragliato da 450 processi intentatigli dalla magistratura, dicevo che anche Catilina, a suo tempo (108 – 62 avanti Cristo) era stato demolito da falsi processi e false accuse sostenute da Cicerone, che era insieme capo del governo (console) e si prestò a fare da accusatore pubblico (piccolo conflitto d’interessi) contro Catilina, in cui i senatori vedevano un pericolo per i loro privilegi e lo status quo. Infatti Catilina, senatore di nobile stirpe lui stesso, aveva affermato che la repubblica romana soffriva di una grave crisi: la sua «legalità» era entrata in contrasto con la legittimità. Basti dire questo: tutti gli italici avevano ormai la cittadinanza, ma non potevano esercitare i diritti politici, perché per votare bisognava andare fisicamente a Roma: insomma erano state mantenute istituzioni da città-Stato, mentre ormai Roma era una nazione-Stato. Catilina si candidò al consolato, e riuscì a far venire a Roma molti suoi elettori da Fiesole; il Senato che fece? Rimandò entrambe le volte la data delle elezioni, sicché i fiesolani, che a Roma stavano sulle loro spese, dovettero presto tornarsene a casa. Sporchi trucchi. La classe sanatoria, latifondista e parassitaria, voleva mantenere le istituzioni così: siccome si votava solo a Roma, bastava qualche centinaio di romani, abitanti nella capitale, a decidere l’esito delle elezioni. Era facile corrompere quel qualche centinaio pagandolo; e si intimidivano gli altri elettori con bande di picchiatori e teppisti, visto che si doveva votare in piazza e pubblicamente. Catilina proponeva una riforma istituzionale coraggiosa e radicale, popolare; il Senato (per mezzo di Cicerone) lo accusò di colpo di Stato e lo soppresse dopo averlo costretto alla guerra civile.

Dicevo: ecco, lo stesso blocco sociale che non vuole cambiare nulla – dai giudici al PCI con i suoi media, al Quirinale, allora occupato da Scalfaro – si è avventato contro Berlusconi, perché ha paura che, sostenuto dal suo vasto elettorato, faccia riforme radicali di cui il Pese ha bisogno...

No, decisamente non era Catilina.

Ma forse che non sapevo chi era? Non vedevo forse che le sue TV erano cretine, trasformavano questo Paese in una enorme Cretinopoli, e manifestavano in lui una fondamentale bassezza?

Certo che lo sapevo. Ma a parte che gli individui egregi da noi sono molto scarsi dunque c’è poco da scegliere, ecco un altro fondamento da tener presente:

entro certi limiti, le qualità e doti personali – intelligenza, forza di carattere, visione ed audacia – della persona che scende in politica, contano meno di quelle che la massa pone in lei. Detto altrimenti:

Nellazione pubblica, un uomo non è mai efficace per le sue qualità individuali, ma per lenergia sociale che le masse gli prestano, credendo in lui.

Berlusconi era riuscito in un miracolo che non era mai riuscito a nessun altro, in Italia: radunare attorno a sé una maggioranza stupefacente, e che travalicava gli steccati abitudinari del tran-tran politicista italiano. Sì, la parte preponderante di questa maggioranza era fatta forse di tifosi del Milan e di spettatori del gran varietà Mediaset. Ma va ricordato che gli operai del Nord gli hanno dato fiducia, abbandonando l’area di sinistra; e che aderirono a Forza Italia, allora, Lucio Colletti già intellettuale organico del PCI, Luciana Maiolo del Manifesto, Piero Melograni, già storico leninista, l’editore ex-trotzkista Giulio Savelli, il Giuliano Ferrara (comunista) non ancora neocon... Qualunque cosa si pensi di costoro, erano gente di qualità intellettuale molto superiore a Berlusconi, che evidentemente avevano risposto ad una grande speranza di cambiamento che lui sembrava incarnare; tanto da fare il salto «a destra», che nel loro ambiente non portava vantaggi e non è stato mai perdonato.

Voglio sottolineare che la rottura degli steccati, l’adunarsi di tante forze vitali ed energie sociali attorno ad un leader e al suo progetto politico, è un miracolo che non era mai avvenuto in Italia, né si ripeterà. Il motivo sta nella tragica patologia fondamentale della società italiana: l’insubordinazione permanente della moltitudine verso chi si propone di dirigerla. Un sospetto preventivo, sordido, invidioso contro qualunque personalità emergente abbia l’apparenza di volerla comandare, le toglie in via previa ogni energia sociale, e dunque ogni possibilità di concretizzare un programma. Questa patologia non si limita affatto al campo politico, ma ammala più profondamente la società: e spiega la desertificazione di individui superiori nell’arte, architettura, scienza, intellettualità, cultura, università; la mediocrità invincibile del livello culturale generale. Non che non nascano tra noi persone eccellenti: 250 mila giovani l’anno, almeno. Ma sono precisamente quei giovani che ogni anno se ne devono andare, accolti a braccia aperte all’estero, perché la società attuale non ha bisogno delle loro qualificazioni «troppo alte», non li vuole, ha fastidio di loro per l’istanza di migliorarsi, di imparare da chi sa di più, che essi pongono – come un tacito rimprovero – alla moltitudine.

Lasciarsi comandare da questi giovincelli? Non sia mai! Lo si è visto nel duello Renzi-Bersani. La società, cosciente o no, blocca positivamente l’ascesa di questi migliori ad ogni posizione di comando. Attenzione: non è rifiuto di obbedienza, è indocilità. Non sfugga la differenza: si obbedisce a un comando, si è docili a un esempio. Una società dove la gente è docile a personalità che sente esemplari, ossia impara da esse, tende a convivere coi migliori e, contemporaneamente, a vivere elevandosi, quanto può, al livello del modello. Ma la massa italiana, e segnatamente la sua semi-borghesia arricchita, non ammette nemmeno la possibilità che esistano modi di pensare superiori al suo, e che vi siano concittadini di rango intellettuale e morale superiore alla sua stolida esistenza.

Il risultato è che, rifiutato il comando dei migliori ed espulsi gli esemplari all’estero, una tale società si fa governare da furbi e loschi arrampicatori, Fiorito, Lombardo, Polverini, da «scienziati» come Veronesi, «scrittori» coma Saviano, «architetti» come Fuksas; e da «animali politici» semi-analfabeti come Bossi (3). O da Berlusconi.

Ma da Berlusconi si poteva sperare meglio. La forsennata, delirante, patologica ostilità sordida, preventiva e invidiosa che le sinistre, le corporazioni di parassiti (le Caste), il Quirinale gli tributavano, era già un indizio a suo favore: questi «sentono» che c’è un uomo capace di comando, che sa cosa fare, che cambierà lo status quo. La patologia italiota era tutta concentrata da quella parte. Il Quirinale fece trucchi sporchi per togliergli il potere che gli aveva dato l’elettorato, la Lega tradì; i magistrati e i giornali intelligenti ci elencavano tutte le sue loscaggini, i suoi conflitti d’interesse. L’elettorato così ben informato, conosceva il suo pelo sullo stomaco, e lo ha votato.

Il pelo sullo stomaco, i pochi scrupoli, non sono di per sé un fatto negativo in politica. Un giorno, se avrò tempo, vi racconterò le storie di Montesquieu: sbattuto più volte in galera per debiti o altri delitti, e più volte su denuncia di suo padre; grande seduttore di mogli altrui; bisognoso di attività irrefrenabile, mentitore, mani bucate, sensualità gigantesca, sentimenti grossolani, senza finezza perfino nel vestire (benché fosse un conte). Eppure, eletto all’Assemblea all’inizio della Rivoluzione Francese, questo mascalzone la domina con la sua oratoria, la soggioga con la sua presenza leonina alla tribuna, la seduce e convince ad un disegno che lui solo aveva con chiarezza: la monarchia costituzionale. Mirabeau, da solo, inventa le forme della vita pubblica nuova: il pluralismo parlamentare. Inventa le procedure, il linguaggio, lo stile della politica europea. Un genio. Tutt’altro che uomo ideale, è un archetipo del politico moderno (4). Farabutto, ma finché lui fu vivo (morì prematuramente), sbarrò il passo agli ideologi sciacalli alla Robespierre, ai giacobini e al Terrore: «Non ho mai adottato la loro metafisica, né i loro crimini inutili», disse.

Non sfuggirà una certa somiglianza caratteriale con Berlusconi. Tutto gli avrebbe perdonato il suo elettorato, tutte le sue olgettine e tutti gli affaracci a favore di Mediaset, se solo avesse attuato anche il programma! Io l’ho sentito da lui, chiaro e limpido il programma, nei discorsi che fece nella prima fase: qualcuno glieli scriveva d’accordo, ma almeno lui li leggeva. Oggi probabilmente se li scrive lui, e si vede: una ristrettezza mentale, una monomania, una mancanza di visione, che fa impressione. Aveva gli operai del Nord, aveva gli intellettuali di sinistra e di destra, aveva il Nord e la Sicilia; aveva la legittimità. Poteva fare letteralmente tutto. Chiunque al suo posto sarebbe stato capace di cogliere il momento, approfittare di tanta sorte; sentire il compito, la responsabilità che tanto favore della gente gli metteva nelle mani.

Mediocre? Ma una tale energia sociale attorno a lui era lì per alzarlo di livello, per migliorarlo, per insegnargli le cose che lui non sapeva ancora. Poteva circondarsi dei migliori di lui, come fa chi ha un grande progetto da realizzare, metterli a capo dei suoi media: che so, Marcello Veneziani, Cardini, financo la Maiolo. Ha finito per preferire Emilio Fede, i Briatore, i Dell’Utri, i Ghedini... e alla fine passare le serate con Lele Mora. Lui stesso s’è rivelato l’apice della patologia sociale italiana: la resistenza anormale a farsi influenzare dagli esempi superiori. Come il borghesotto italiano che non ammette la possibilità che esistano intelligenti più di lui, modi di essere e pensare superiori – e proprio per questo, come ha notato De Rita, ha mancato al suo compito di farsi classe dirigente, pensando per ignoranza invincibile ne bastassero i segni esteriori, le BMW, gli Armani e i Rolex.

Berlusconi ha annullato una gigantesca volontà di futuro che s’era manifestata a coagulata miracolosamente attorno a lui. Non ci sarà più. Adesso, 40 anni di «usato sicuro».





1) Su Catilina, per brevità riporto quello che dice Wikipedia (la voce dev’essere stata compilata da un competente): «Nell’orazione Pro Murena del 63 avanti Cristo Cicerone contesterà a Catilina un’affermazione che ne rivela il progetto politico: ‘La Repubblica ha due corpi: uno fragile, con una testa malferma; l’altro vigoroso, ma senza testa affatto; non gli mancherà, finché vivo’. Nell’analisi politica di Catilina la Repubblica romana vive una separazione gravissima della società dalle istituzioni. Il corpo fragile rappresenta il corpo elettorale romano, spaccato in cricche, clientele e bande (nell’88 avanti Cristo tutti gli italici avevano avuto la cittadinanza romana, ma per votare occorrevano tempo e risorse per recarsi a Roma, da qui la degenerazione clientelare); la testa malferma rappresentava invece il Senato, abituato al potere ereditario, colluso con i grandi proprietari terrieri, l’ottusa classe del patriziato. Il corpo vigoroso ma senza testa simboleggiava la massa di contribuenti, tartassati e umiliati dal disordine politico, senza vera rappresentanza politica, per la quale Catilina si propone come ‘testa’ pensante, al tempo stesso rendendosi conto della pericolosità dell’andare contro l’oligarchia dominante».
2) A dire il vero anche il nuovo governo Monti, presunto tecnocratico e liberista, ha fatto lo stesso, solo riducendo la concessione sulle spiagge a 30 anni, ma lasciandole senza concorso a quelli che già le avevano: una rendita a favoriti, mica il «mercato». Come cittadino, mi dico: possibile che la lobby dei tenutari di sdraio e ombrelloni sia così potente presso i politici? Li paga? Oppure sono i politici così deboli, mentalmente e di carattere, da non resistere ad alcuna lobby?
3) Alla Lega aderì addirittura Gianfranco Miglio, il massimo politologo italiano, come si sa. Più una serqua di intellettuali e giornalisti intelligenti, di cui mi viene a mente l’architetto Gilberto Oneto (altri sono defunti, i più allontanati). Ma Bossi rigettò Miglio, che non faceva altro che mettersi al suo servizio, come ogni mediocre aveva paura che «gli facesse le scarpe». E come analista politico, s’è sempre fidato di più del suo autista. Per forza doveva finire nel tentativo di elevare il Trota ad erede della Lega.
4) Un uomo «ideale», un politico «ideale», è come il moralismo corrente crede che «deve essere». Un archetipo, è la cosa nella sua ineluttabile realtà. Mirabeau fu l’archetipo del politico. Il suo progetto intendeva rispondere alla domanda: come organizzare lo Stato in modo che le energie vitali della nazione non vengano impastoiate, ma liberate per la prosperità e la grandezza della Francia nel mondo? Ovviamente, «non riteneva di avere il diritto di ritardare la sua azione pubblica per darsi il piacere di preservare la sua onestà privata». Se c’era da corrompere, corrompeva; e avendo continuamente bisogno di denaro, non si poneva grandi scrupoli su chi glielo dava. Inutile dire che un Mirabeau non potrebbe farsi eleggere dai grillini, in quanto là conta la fedina penale pulita... Le loro piccole menti pulite cercano l’esangue, immaginario politico come «deve essere», non il potente archetipo del politico com’è.


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Commenti  

 
# mario ivrea 2012-12-08 05:26
Chiara e fulminante la sua lettura dello stato attuale delle cose. Puntuale e articolato la spiegazione del suo punto di vista. La sua visione sembra arrivi dall' Alto. Grazie Direttore.
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# Vitoparisi3 2012-12-08 07:50
Contornarsi di parlamentari significò, per il re, far scomparire l'autorità dovuta tra gente inadeguata; il clero è l'intellighentia, perché conosce la scienza di Dio. Un'assemblea di saggi e teologi consiglia il monarca meglio di qualsiasi gerarchia bancaria o tecnocratica, la quale sarebbe di visione arida rispetto alla realtà.
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# Maurizio Blondet 2012-12-08 10:33
D'accordo, ma - diciamo - i tempi non sono maturi. Provi a proporre la Restaurazione come programma politico!!!

Maurizio Blondet
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# Giuseppe 2012-12-08 14:37
Citazione Maurizio Blondet:
D'accordo, ma - diciamo - i tempi non sono maturi. Provi a proporre la Restaurazione come programma politico!!!

Maurizio Blondet


dottore; dalle poche cose che non sono d'accordo con lei, e la sopravalutazzio ne che lei fa di Ortega y Gasset; Quando vedo scritta o sento la parola, 'regeneracion', tremo
distinta saluti da Barcellona
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# Maurizio Blondet 2012-12-09 10:40
Ho parlato di Restaurazione, non di rigenerazione. Intendo la Restaurazione monarchica di diritto divino. pre-Rivoluzione Francese.

Maurizio Blondet
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# Giuseppe 2012-12-09 18:01
allora prendetevi un monarca di origine non spagnolo.
Restauracion, allo stesso senso peculiare in spagnolo, visto nel contesto quando i due termini eranno in moda.
di tanto usare queste parole, perdessero tutto il senso
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# cangrande 2012-12-08 09:23
Mah..... d'accordo su tutto, ma io penso che il suo "ritorno" sìa il solito teatrino volto a legittimare, col voto, il "sistema" in sfacelo, convincendo i nuovi astensionisti a tornare a votare (lo stesso scopo del movimento di Beppe Grillo). Cioè il nuovo "binario morto" per incanalare gli incazzati con questo governo fabian-satanista.

Se fosse veramente onesto, Berlusconi dovrebbe dire ciò che lui SA CERTAMENTE su:

-la truffa dell'Euro e della moneta a debito
-la Banca d'Italia PRIVATA e richiedere la ri-pubblicizzazion e della stessa e stampare moneta di stato
-l'avvenelamento con le scie chimiche
- sul ruolo di sudditanza militare dovuto alla presenza di 113 basi Nato/USA in Italia
-svelare il piano fabian-malthusiano-satanista sulla riduzione programmata della popolazione (a cominciare, in Europa, dai paesi ortodossi e cattolici: si parla, giustamente, della Grecia, ma della tragica situazione in Romania, non ne parla nessuno...).

Perché non ne accenna ??? Perché sta seguendo il piano dettatogli dai suoi padroni. Non dimentichiamo che dalla massoneria se ne esce solo con le scarpe al sole.....
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# lorenzoleopoldo 2012-12-08 09:28
Caro Direttore, tutto quello che scrive, pro o contro Berlusconi e co., sta al fatto che il popolo vota non in base alla " conoscenza ", che richiede una cultura anche politica che non c'è, ma alla " opinione ", che nel vuoto di conoscenza è facilmente costruibile dal sistema dei mass-media. I politici delegati alla gestione dello Stato, che Lei critica per l'incompetenza, sono il risultato dell'opinione espressa con il voto democratico. Ora che cosa impedisce al nostro " buon senso ",sempre più depresso, di capire che è proprio il voto democratico ad aprire le porte del potere ai peggiori rapinatori del nostro " patrimonio ", inteso in senso lato e non solo economico? Chiaramente è l'egoistica illusione che ogni nostro singolo voto, non concorra a dare il potere a questi delegati; incapaci come siamo di autocritica, scambiamo la nostra opinione per conoscenza e ci sentiamo in diritto, conquista democratica, di esprimere il nostro parere su chi deve gestire lo Stato in maniera onesta, secondo la nostra " idea ingenua " che da una somma di " onestà " individuali possa nascere una " onestà " collettiva. La democrazia è la trappola in cui siamo caduti come mosche nel miele, attribuendoci disonestamente il diritto di decidere senza, lo stiamo dimostrando,ess erne capaci. Abolendo il regno dell'opinione e instaurando quello della conoscenza, spero che la crisi provochi il miracolo, al "governo democratico" non sarà riconosciuta alcuna legittimità, come empiricamente è già evidente ai molti astenuti dal voto. Poi ci sarà da affrontare il problema difficilissimo, dopo più di un secolo di decivilizzazion e di repubbliche democratiche, di ricostituire e riconoscere una " elite naturale ", per eccezionale competenza professionale, vita personale impeccabile,giu dizi e gusti superiori, grande forza e coraggio personale, che possa riprendere la guida di questo povero gregge ormai quasi distrutto dalla democrazia. Ad maiora e tanti auguri di Buon Natale. Lorenzo B.
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# lorenzoleopoldo 2012-12-08 09:28
Caro Direttore, tutto quello che scrive, pro o contro Berlusconi e co., sta al fatto che il popolo vota non in base alla " conoscenza ", che richiede una cultura anche politica che non c'è, ma alla " opinione ", che nel vuoto di conoscenza è facilmente costruibile dal sistema dei mass-media. I politici delegati alla gestione dello Stato, che Lei critica per l'incompetenza, sono il risultato dell'opinione espressa con il voto democratico. Ora che cosa impedisce al nostro " buon senso ",sempre più depresso, di capire che è proprio il voto democratico ad aprire le porte del potere ai peggiori rapinatori del nostro " patrimonio ", inteso in senso lato e non solo economico? Chiaramente è l'egoistica illusione che ogni nostro singolo voto, non concorra a dare il potere a questi delegati; incapaci come siamo di autocritica, scambiamo la nostra opinione per conoscenza e ci sentiamo in diritto, conquista democratica, di esprimere il nostro parere su chi deve gestire lo Stato in maniera onesta, secondo la nostra " idea ingenua " che da una somma di " onestà " individuali possa nascere una " onestà " collettiva. La democrazia è la trappola in cui siamo caduti come mosche nel miele, attribuendoci disonestamente il diritto di decidere senza, lo stiamo dimostrando,ess erne capaci. Abolendo il regno dell'opinione e instaurando quello della conoscenza, spero che la crisi provochi il miracolo, al "governo democratico" non sarà riconosciuta alcuna legittimità, come empiricamente è già evidente ai molti astenuti dal voto. Poi ci sarà da affrontare il problema difficilissimo, dopo più di un secolo di decivilizzazion e di repubbliche democratiche, di ricostituire e riconoscere una " elite naturale ", per eccezionale competenza professionale, vita personale impeccabile,giu dizi e gusti superiori, grande forza e coraggio personale, che possa riprendere la guida di questo povero gregge ormai quasi distrutto dalla democrazia. Ad maiora e tanti auguri di Buon Natale. Lorenzo B.
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# Antonio D. 2012-12-08 09:50
Gentile Direttore,
lei nel suo pezzo menziona
"l’insubordinazi one permanente della moltitudine verso chi si propone di dirigerla....". Ció ha provocato in me un interrogativo circa il mio personale sentire, e facendomi tornare alla mente il seguente fatto.
Tempo fa lei ci ha proposto la "discesa in campo" di Tremonti. Per curiositá mi sono andato a vedere il video su youtube del meeting fatto a Rimini; me lo sono guardato tutto, circa un'ora e mezza, credo lo abbia fatto anche lei. Ad un certo punto prende la parola un professore dell'Universitá di Napoli e membro del consiglio dell'Agenzia Spaziale Italiana. Direttore, si ascolti attentamente il PRIMO minuto dell'intervento di costui, e ne soppesi le parole. Ció ha suscitato in me "l’insubordinazi one permanente della moltitudine verso chi si propone di dirigerla....". Dalle parole del professore in questione ho purtroppo concluso che lo spirito di servizio esternato é alquanto basso. Come posso mai fidarmi del possibile governo di una persona che esordisce di fronte alla platea in questo modo?
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# amsicora 2012-12-08 14:33
discesa in campo?
gioca da titolare da 18 anni, negli ultimi 3 anni è stato il capitano della squadra!
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# cgdv 2012-12-08 10:52
Che dire, sono molto combattuto. Da un lato le evidenze che Blondet mi propone, dall'altro la squallida essenza dei traditori e dei loro epigoni prezzolati che ho sempre spregiato ed osteggiato anche prima del '68 fino allo scontro fisico. Tuttavia voglio evidenziare a mia volta il tradimento che ho subito, nei tre punti che ritengo (forse in modo semplicistico) fondamentali, oltre a quanto già denunciato da Blondet:
-non aver saputo governare dal 2001 al 2006 la faccenda dell'Euro permettendo lo stabilirsi dell'equazione 1€=1000L.
-non aver saputo impedire la distruzione del lavoro per gli italiani a causa delle acquisizioni, della progressiva localizzazione industriale all'estero in cerca di furbesca competitività, dello spostamento, altrettanto furbo, di capitali sul mercato immobiliare a scapito dello sviluppo, dello sbando immigrazione.
-aver tradito gli elettori, esibendo un assurdo passaporto di generosità, nel cedere le armi alleandosi con il PD in sostegno al governo dei tecnici.

In definitiva un'assoluta quiescenza al dettato globale, quindi muoia pure Sansone... sotto Bersani e Monti.
Giuliano
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# piero vassallo 2012-12-08 11:13
ho discusso aspramente e più volte con l'amico baget bozzo sulla questione della classe politica - la classe dirigente non si improvvisa e non si recluta a casaccio - i risultati li vediamo: carfagna,gaglia rdi, frattini, la meloni,scajola, minasso, minetti, ecc ecc - il piccolo cottolengo di don Orione - agli unici politici di razza - tremonti, sacconi, moffa e stata messa la mordacchia - agli intellettuali di valore (Erra, Gianfranceschi, Belfiori, Accame, Vitale, Tricoli, Legitimo, Caucci che nel 1994 erano ancora attivi) non si è neppure pensato - la storia di gagliardi passato al partito di di pietro e cacciato nel giro di pochi mesi è la misura della corte dei miracoli - tuttavia: con bersani avanza il partito del nichilismo - pederastia, eutanasia, eversione della società familiare. E miseria sovietica. Se osiamo sperare che si alzi un argine davanti al liquame postcomunista non possiamo non pensare a Berlusconi. Pensare compiendo gesti di scongiuro e tappandoci il naso. Ma pensare. Se non berlusconi chi? Casini? Fini? Montezemolo? Bondi? Frattini? Passera? La Mongoloni? La Russa? Gasparri (avete mai osservato la tragica facies di gasparri?) Non scherziamo, la minaccia incombe ed è molto seria. Bersani al potere sarebbe la fine dell'Italia dei Padri. Dobbiamo tentare di fermarlo.
In caso contrario l'oblò nei pantaloni è assicurato e conviene andare subito dal sarto. da vendola perfetto autore di buchi
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# paul.dirac 2012-12-08 21:19
Citazione piero vassallo:
ho discusso aspramente e più volte con l'amico baget bozzo sulla questione della classe politica - la classe dirigente non si improvvisa e non si recluta a casaccio - i risultati li vediamo: carfagna,gaglia rdi, frattini, la meloni,scajola, minasso, minetti, ecc ecc - il piccolo cottolengo di don Orione - agli unici politici di razza - tremonti, sacconi, moffa e stata messa la mordacchia - agli intellettuali di valore (Erra, Gianfranceschi, Belfiori, Accame, Vitale, Tricoli, Legitimo, Caucci che nel 1994 erano ancora attivi) non si è neppure pensato - la storia di gagliardi passato al partito di di pietro e cacciato nel giro di pochi mesi è la misura della corte dei miracoli - tuttavia: con bersani avanza il partito del nichilismo - pederastia, eutanasia, eversione della società familiare. E miseria sovietica. Se osiamo sperare che si alzi un argine davanti al liquame postcomunista non possiamo non pensare a Berlusconi. Pensare compiendo gesti di scongiuro e tappandoci il naso. Ma pensare. Se non berlusconi chi? Casini? Fini? Montezemolo? Bondi? Frattini? Passera? La Mongoloni? La Russa? Gasparri (avete mai osservato la tragica facies di gasparri?) Non scherziamo, la minaccia incombe ed è molto seria. Bersani al potere sarebbe la fine dell'Italia dei Padri. Dobbiamo tentare di fermarlo.
In caso contrario l'oblò nei pantaloni è assicurato e conviene andare subito dal sarto. da vendola perfetto autore di buchi

Il nichilismo di Berlusconi consiste proprio nell'aver evitato accuratamente di crescere una classe dirigente rendendosi così indispensabile altrimenti vincono gli altri.

Ma abbiamo il coraggio di entrare noi direttamente nella vita politica invece di affidare le nostre speranze a Berlusconi?
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# Maurizio Blondet 2012-12-09 10:52
Basta, mi arrendo. Rinuncio. A questo punto, la cecità politica è invicibile. Faccio solo modestamente notare che ri-votando Berlusconi, riavrete in parlamento Gasparri, La Russa, Scajola, Dell'Utri, Mongoloni... più Briatore (il Banana lo presentarà come "imprenditore" e "faccia nuova"...). E avrete il governo Bersani tanto paventato. Perchè Napoleino mica vuol governare; punta solo a prendere un 20% per avere un po' di seggi da distribuire. L'ultima occasione di ostacolare il trionfo di Bersani l'avete persa, non andando a votare in massa alle primarie. E' questo che accade quando si è disfatti, in guerra come in politica: che non si hanno più opzioni, più mosse da fare.
Avete presente la famosa armata Wenk in cui sperava Hitler?... Ma mi arrendo: a questo punto, la cecità è invincibile.
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# giannizzero 2012-12-09 19:53
"Der Untergang". Gran film.
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# Matita Rossa 2012-12-08 11:18
La "competenza" della pagina di wikipedia su Catilina è tutta di Maurizio Blondet, visto che ne cita a piene mani il testo del suo libro "Elogio di Catilina e di Berlusconi" senza indicare i numeri di pagina.
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# ulisse 2012-12-08 11:41
Quando un nemico é incorruttibile, lo si uccide: Falcone, Mattei, Mussolini; quando non é incorruttibile, passi alla character assassination: Andreotti, Craxi; negli altri casi, lo sommergi di intercettazioni e di avvisi di garanzia, magari comunicati a mezzo stampa (Corrierone, nel 1994).
Ieri, ad Anapa (Mar Nero),Putin ha fatto la prima saldatura (prima pietra) del gasdotto South Stream. C'era Scaroni dell'ENI, che ha il 20% nella partnership, con solo Gazprom a una quota superiore (50%). Non c'era alcun Ministro del Governo dei Professoroni, perché evidentemente mancava il permesso di Obama/Merkel.
South Stream,che assicurerà dal 2015 forniture sicure di gas all'Europa Centro-Meridionale (e quindi anche all'Italia), fu voluta nel 2009 dal trio Putin/Erdogan/Berlusconi,trio che "L'Unità" definì "La banda del tubo" (sempre perspicaci questi ex/post/mai-stati_comunisti ). Ah, dimenticavo: gli USA, e tutti i loro sottopanza italici, da quel momento (cioé dal South Stream russo-italo-turco)presero il Berlusconi in gran "dispitto".
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# ropegara 2012-12-08 11:44
Caro direttore La ringrazio per la lucida esposizione su Berlusconi e i suoi sodali.
Tuttavia credo che non si potrà dare un giudizio credibile sull'operato di una determinata classe politica, se non prima il suo leader non abbia chiarito al popolo, a reti TV unificate, i limiti del suo mandato, che non sono solo quelli stabiliti dalla Costituzione repubblicana, ma da una serie di contesti politici, militari, finanziari esterni, ma fortemente condizionanti le scelte del leader.

In pratica una sintetica, chiara, comprensibile esposizione della realtà, che tutto il paese dovrà affrontare, volendo assumere una posizione di forte indipendenza e sovranità, rispetto alle scelte che si andranno a prendere.

Chiaro che una simile azione, presuppone una disponibilità totale fino all'estremo sacrificio personale, ma finalmente aprirebbe uno squarcio epocale sulle menzogne quotidianamente propinate dai quei poteri così ben identificati e denunciati da solitari eroi mediatici.

In sintesi, la candidatura a leader, presuppone tali dosi di santità ed eroismo, difficilmente recuperabili nell'odierna crisi etica e spirituale che avvolge la società europea.
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# Franco_PD 2012-12-08 11:50
Prendo la parola, come si dice, per “fatto personale” e anche se voglio un sacco di bene a Blondet, mi viene da rivolgergli la famosa frase di Wellington: “Signore, se voi credete a questo potete credere a qualsiasi cosa”. E questo mi spaventa molto, perché se le vere cause del degrado politico (sicuramente berlusconiano, proiettato poi anche su TUTTI gli altri) vengono intese in quelle care al Direttore, trovo che siamo veramente fritti. Ora, NON C’E’ OGGI e non c’è mai stato (meno forse Franco in Spagna) chi potesse essere al di fuori di certe chiacchiere. Berlusconi ci ha messo molto del suo (lo ha riconosciuto lo stesso neo-carcerato Sallusti, uomo suo), ma datemi delle testate giornalistiche buone, dei format in TV, qualche pennivendolo tenace e vi demolirò chi volete. Arrostiamo sul rogo mediatico Casini? Titolo d’apertura: “I bigami nella Roma di Casini”. E giù una serie di reportage su chi ha due o più mogli (magari attingendo a certi falsi ricongiungiment i familiari islamici dove si fa arrivare la domestica che in realtà in patria è la tua seconda moglie). Il continuo richiamo al Pierferdy, citato con abile tormentone, porterà il lettore a focalizzare l’attenzione sullo status familiare – quantunque legittimo mi dicono – del leader neodemocristian o. “I femminielli e prostituti minorili nella Puglia di Vendola”. E vai con racconti di degrado omosex che nulla c’entrano con il Nichi, ma ne richiamano le personali tendenze sessuali. E poi lavorandoci sopra certi appigli (falsi ma succosi, verosimili e non veri) vedrai che li trovo. Io NON credo ai premi parlamentari alle Carfagna e simili per tiramisù sotto la scrivania. Il Cav può avere ciò che vuole senza dover premiare nessuno in tal modo: gli basta aprire il portafogli. O offrire spazi nel suo universo mediatico. Né credo a panche da massaggio dove lui possiede – in successione – una decina di olgettine che in fila attendono il turno. Mi fa paura invece l’incomprension e (di Blondet e di molti altri) per la meccanica che ci ha portato a dove siamo. TUTTO era partito male. Berlusconi varò una nave, Forza Italia poi PDL, facendoci salire come Noè nell’arca ogni sorta di animale e bestia. Incontrollabili . Inaffidabili. Delle più diverse provenienze. E poi divenuti autentici parassiti: tutti. Lui faceva lo splendido con Bush e Putin e loro non facevano una mazza, mangiavano e non solo alla buvette. E a lui evidentemente andava bene. Il “partito di plastica” non è mai stato altro che un cesto pieno di verdura varia e avariata: altro che maggioranza bulgara. Un rilevo personale, perché mi si capisca bene. Tempo addietro in un articolo trovo associati Ignazio La Russa e Gaetano Pecorella. Il primo lo conosco da 40 anni. E il secondo? Ex avvocato di Soccorso Rosso difendeva gli assassini di Ramelli, sprangato a morte dall’ultrasinis tra a Milano. E l’Ignazio invece era parte civile. Indecente la difesa del Pecorella, che minimizzava le armi degli aggressori. La Russa arrivò in aula con una chiave Hazet 36 e la buttò rumorosamente sul banco dei giudici, sconcertando i presenti. Ebbene, questi due erano GOMITO A GOMITO poi nei banchi del partito di Berlusconi! Con questa assortita compagnia di giro dove si poteva mai arrivare? Così come altrove, con la nota parlamentare Melandri del PD che chiosa in TV: “Mandereste vostra figlia ad una festa ad Arcore” ? E poi la si rivede a Malindi danzare allegramente da Briatore. Ce ne è per tutti. E la politica NON esiste più. Ma cerchiamo di sondarne le vere ragioni, altrimenti dal pantano non usciremo mai.
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# cangrande 2012-12-08 18:24
Bravo, Franco_PD. !!!
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# cangrande 2012-12-08 18:27
Mi si permetta a Franco_PD, una piccola curiosità... Visti i Suoi "trascorsi" a Padova, sono quasi certo che Lei abbia conosciuto mio zio (deceduto da qualche anno), sempre di Padova: Sandro R. Tra le altre cose, finito nelle fauci del giudice Tamburrino per le vicende della Rosa dei Venti.....
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# Franco_PD 2012-12-08 19:13
Ho un suo quadro, Cangrande. E devo aver conosciuto tua cugina, che se la memoria non mi inganna si chiama Bianca. Mi spiace di apprendere della sua morte, non ne ero a conoscenza. Altro qui non ti voglio nè posso dire.... Lo ricordo molto caramente, anche se sono passati tantissimi anni.....
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# cangrande 2012-12-09 11:46
Esatto !!! P.S.: col senno di poi....un infarto molto strano. Sapeva moltissime cose delle più "segrete stanze". Era in buona fede.....ma, come molti, secondo me, è stato usato e gettato...in ogni senso...
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# cangrande 2012-12-09 17:05
Mi piacerebbe scambiare quattro "chiacchiere" virtuali con te (scusami il "tu", se me lo permetti). Magari (se tu sei d'accordo), la Redazione potrebbe fare in modo di scambiarci le rispettive mail.
Non vorrei chiederti nulla di ciò che non vorresti o potresti dire. Ma su quello che potresti e vorresti.....
Grazie per quello che avete fatto e per quello in cui avete creduto !!!!
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# Franco_PD 2012-12-09 19:35
Ti dirò, Cangrande, che tuo zio faceva parte di un'"altra" scuola e proveniva da esperienze diverse dalle mie. Precedenti, poi. Forse cronologicament e parallele in qualche momento ma che non si sono mai incrociate in termini operativi. E non mi ha comunque mai detto nulla, nella nostra frequentazione un po' tarda, quando era ormai "uscito dai giochi" quali che potessero essere stati. Anche perchè io di domande ho cura di non farne mai.... Chi ha militato poi in città storicamente particolari come Padova - al centro di qualsiasi trama vera o presunta - finisce col conoscere tutti. Nomi anche famigerati e a torto o ragione maledetti. Sandro l'ho perso di vista oltre 30 anni fa, per essere precisi. Bianca l'ho vista l'ultima volta a metà degli anni 80. Era una ragazza luminosa e decisa. Spero che sia ancora così. Ed era di "idee politiche corrette"... Tutti noi di quell'epoca viviamo su altri piani, dal difficile interfacciament o non perchè sappiamo cose particolari o segreti misteri, quanto perchè abbiamo sperimentato come il nulla possa diventare tutto, in mani inquisitorie opportune. E come si possa diventare con facilità "colpevoli perfetti". Per incastrare tuo zio, che di galera se ne fece in quantità, fu in fondo sufficiente un timbro in suo possesso. Raffigurante una Rosa dei Venti. Credo ci siamo spiegati abbastanza, direi.
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# cangrande 2012-12-10 11:31
Certo ! Grazie mille !!!
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# pelzen 2012-12-09 01:34
Franco, permettimi di aggiungere che se Berlusca ha caricato nella sua arca il peggio della feccia politica italica, senza comunque raggiungere il fondo al quale stiamo andando incontro, possiamo affermare senza ombra di dubbio che vale il detto: Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!
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# Franco_PD 2012-12-09 12:08
La cosa non è così semplice Pelzen... Moltissime sono le cose che non erano affatto prevedibili quando la giostra della Seconda Repubblica è iniziata. Partiamo da quella basilare: reduci da Mani Pulite l'aspetto principale richiesto ad un premier era l'incorruttibilit à, che nell'ottica direi di tutti appariva come garanzia di non ricattabilità. Berlusconi lo straricco appariva l'ideale. Nessuno avrebbe potuto minimamente immaginare una sua assoluta debolezza di fronte ad una magistratura in grado di accusarlo impunemente anche di un terremoto in Perù. O ad una vulnerabilità finanziaria (i giudici gli hanno tolto metà del patrimonio per darlo a De Benedetti, e la finanza internazionale ricatta Mediaset come e quando gli pare). Quanto all'equipaggio dell'Arca berlusconiana, io che in una prima fase del cambiamento politico (ante AN per intenderci), ero in prima linea, ero deliziato come tutti dall'arrivo di una quantità di soggetti - spesso noti - che sembravano effettivamente affidabili, convincenti e convinti. E' sempre facile dire dopo quel che si doveva fare prima. Altre esperienze simili per la verità non andarono male, ma erano tempi diversi. Quando Almirante "aprì" all'inizio degli anni 70 il MSI con Destra Nazionale io c'ero anche allora. E fu bellissimo vedere arrivare nel Partito, o presenziare comunque a riunioni pubbliche, soggetti del mondo della cultura e dell'arte che non avevano alcuna paura a metterci nome e faccia. Ed erano anni difficili. L'idea che le generazioni successive sarebbero state di famelici e inaffidabili profittatori era lontana da ogni immaginazione. Ora lo sappiamo tutti, ma è tardi.
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# pelzen 2012-12-09 16:32
Vedi Franco, a Padova ci fu un avvenimento al Fuan nel 70, se non ricordo male, che mi fece scegliere di abbandonare quella corrente politica, anche se la sostenevo moralmente. La corruzione, i mezzucci di Roma e dei Capi del Msi e del Fuan non solo mi schifarono, ma mi fecero capire che in politica le mani bisogna sporcarsele per bene. Allora invece, per delle scelte che poi sappiamo come andarono, le mani se le sporcavano dei poveri scemi per far avanzare altri i cui interessi esulavano da quello nazionale. Queste cose si ripetono da decenni sempre uguali e sempre con la stessa misura della bassezza morale. A Padova poi, sempre nel 1970 ci fu una immensa manifestazione del Fuan, veramente tanti, ma anche immense erano le forze della polizia, da Mestre, Vicenza e addirittura da Verona. Padova era blindata e mentre i compagni vari erano liberi di girovagare per le vie del centro con fionde e mazze ferrate i ragazzi, noi, eravamo costretti, accerchiati e limitati in Piazza delle Erbe. Almirante non venne per un ordine di Roma e dal ministero dell'interno: troppo pericoloso, dissero. La realtà è che alcuni nostri ragazzi si presero in faccia i calci del moschetto dei carabinieri fracassandole, senza ritegno, e venimmo tutti fatti passare per delle forche caudine dove alcuni agenti ci perquisivano denunciando chi aveva qualche cosa sotto il soprabito. Chiedemmo spiegazioni ai caporioni del Msi del comportamento del prefetto di Padova e di quel deficente di Manganella (pace all'anima sua e di sua figlia, morti entrambi) e la risposta fu sempre quella: ordini superiori. Dopo di allora sappiamo quello che accadde in questa città e che morti ci furono. La politica esige il sangue, ma fu sangue versato per una manciata di lazzaroni. Tali erano e tali sono: omuncoli, casolini, gentucola di poco conto.
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# Franco_PD 2012-12-09 20:34
Caro Pelzen, forse abusiamo troppo del sito per i nostri revival privati.... Ricordo perfettamente l'episodio a cui fai riferimento. Ne dati perfettamente l'epoca (dicembre 1970) ne sbagli la collocazione (avvenne alla Gran Guardia, in piazza dei Signori). C'ero naturalmente anche io, in pieno assetto da combattimento. La manifestazione - interna - fu un successo a dire la verità. Sala pienissima fin nelle scale. C'era gente arrivata da ogni dove (io ero con dei ragazzi di Parma, pensa). L'ultrasinistra tentò di disturbarla e prese un sacco di botte (ricordi le cariche della celere precedute dalla tromba?). Io ci rimisi parte dell'"equipaggiamento " che effettivamente mi venne sequestrato. Ma perchè non volevamo sottrarci allo scontro fisico con gli avversari ed eravamo svantaggiati dal dover presidiare la sede della manifestazione, la Gran Guardia appunto. Nelle lunghe distanze il tutto ci si ritorse contro, è vero, perchè la sala (comunale) ci venne sempre negata in seguito. Quanto al resto che dici - permettimi - ma sono sempre le solite storie trite su di una manovalanza giovanile sfruttata per mene politiche. La realtà è che da sempre a sinistra si possono fare delle cose che a destra non sono concesse, e lo devi sapere in partenza. Pot.Op. dopo l'assassinio di Mazzola e Giralucci aveva addirittura fortificato il Liviano, a due passi dal Duomo dove si teneva il funerale. Impunemente. Questi "squilibri" accadono poi quando accetti in certi termini una lotta politica nella legalità, sia pure con contenuti ideologici alternativi o antitetici. Sono possibili naturalmente altre scelte, che però non mi sentirei di raccomandare. Le storie personali di chi ha percorso altre vie sono notissime, e non credo di dovervi qui insistere.
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# pelzen 2012-12-10 00:27
Franco, non c'è nessuna pretesa di riesumare episodi a noi comuni, ma solo l'esatta evidenza che pur a distanza di 42 anni non solo non è cambiato nulla, perché se allora una randellata o un piccolo pestaggio da ambo le parti rimetteva le cose al loro posto (ma non è vero!), ma adesso devi solo aspettarti una stilettata tra le scapole.
L'evidenza di questo è nella feccia putrida che alberga in tutte le sedi dei partiti, sindacali e delle varie ONG che si incontrano. E' solo una moltitudine di persone in cerca di un posto al sole e di un briciolo di potere per affermare il fallimento morale e culturale della loro esistenza.
E' di questa sera per esempio, un documentario trasmesso su raistoria "Dixit" che è anche visibile in streaming. L'argomento: la Siria e le efferate azione dell'esercito di Assad. Poi, di pari passo, ti portano in Libia post-Gheddafi adducendo alla liberazione, ma lasciando trasparire una sottile linea fumosa di incertezza...il conduttore, non ricordo il nome, è uno di quelli che negli anni 70/80 percorreva le strade in cerca di fortuna sposando le idee più estremiste (pro-Arafat, Fedayn, Palestinesi, ecc.) ora, sullo scranno dorato, è passato dalla parte opposta.
Vedi...anche se ormai vaccinato, a questo io continuo a schifarmi di questi soggetti e di tutti quelli che usano le stesse maschere.
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# Franco_PD 2012-12-10 07:54
Ascolta Pelzen, separiamo tempi e persone. Negli anni 70 - per dare una datazione indicativa precisa, così per dire - il MSI ad esempio non contava nulla. Non ci guadagnavi niente a militarci. Se ti ci esponevi avevi solo da perderci. Candidarsi alle elezioni lì significava avere un sacco di problemi dal lavoro in poi, vedere la tua auto bruciata il giorno dopo e pure la casa magari nel giro di qualche settimana (se vuoi ti do anche i nomi...). Altra musica oggi, dove per entrare in lista sei disposto a vendere la mamma ai turchi. E anche se ti trombano poi in qualche municipalizzata , dove vieni riprotetto, ti arricchisci. C'è chi investe cifre importanti nella propria campagna elettorale per averne evidentemente un ritorno economico successivo. Il tuo ragionamento quindi vale oggi, non valeva ieri e di questo posso dare testimonianza personale e diretta. Che la politica abbia avuto sempre aspetti sporchi è pura verità. Ma non confondiamo la polvere sui mobili di ieri con le fogne di Calcutta di oggi.
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# NOASION 2012-12-10 09:23
Citazione Franco_PD:
Caro Pelzen, forse abusiamo troppo del sito per i nostri revival privati.... Ricordo perfettamente l'episodio a cui fai riferimento. Ne dati perfettamente l'epoca (dicembre 1970) ne sbagli la collocazione (avvenne alla Gran Guardia, in piazza dei Signori). C'ero naturalmente anche io, in pieno assetto da combattimento. La manifestazione - interna - fu un successo a dire la verità. Sala pienissima fin nelle scale. C'era gente arrivata da ogni dove (io ero con dei ragazzi di Parma, pensa). L'ultrasinistra tentò di disturbarla e prese un sacco di botte (ricordi le cariche della celere precedute dalla tromba?). Io ci rimisi parte dell'"equipaggiamento " che effettivamente mi venne sequestrato. Ma perchè non volevamo sottrarci allo scontro fisico con gli avversari ed eravamo svantaggiati dal dover presidiare la sede della manifestazione, la Gran Guardia appunto. Nelle lunghe distanze il tutto ci si ritorse contro, è vero, perchè la sala (comunale) ci venne sempre negata in seguito. Quanto al resto che dici - permettimi - ma sono sempre le solite storie trite su di una manovalanza giovanile sfruttata per mene politiche. La realtà è che da sempre a sinistra si possono fare delle cose che a destra non sono concesse, e lo devi sapere in partenza. Pot.Op. dopo l'assassinio di Mazzola e Giralucci aveva addirittura fortificato il Liviano, a due passi dal Duomo dove si teneva il funerale. Impunemente. Questi "squilibri" accadono poi quando accetti in certi termini una lotta politica nella legalità, sia pure con contenuti ideologici alternativi o antitetici. Sono possibili naturalmente altre scelte, che però non mi sentirei di raccomandare. Le storie personali di chi ha percorso altre vie sono notissime, e non credo di dovervi qui insistere.

Ricordo per ricordo...c'ero anch'io,con un gruppo di camerati di Ferrara. E prima della manifestazione, passai a salutare F.G. Freda,che mi consigliò di lasciare nel suo studio la mia arma impropria di legno,consiglia ndomi,per il futuro,material i meno morbidi. Dopo circa due ore fu arrestato su mandato d'arresto del giudice d'Ambrosio.
Luigi Roberti
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# pelzen 2012-12-10 19:34
Mi sembra l'opposto di quando disse Don Camillo a proposito del legno dolce che non avrebbe fatto male ad una mosca.
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# gianfranco56IT 2012-12-08 11:58
Nel mio piccolo non posso che sottoscrivere in pieno l'articolo.

Berlusca, nella sua mediocrità come uomo, aveva una maggioranza strepitosa in parlamento con la quale avrebbe potuto fare molte riforme per l'Italia.

Purtroppo, la sua bassezza morale l'ha schiacciato.

Non va però dimenticato che è riuscito nella riforma istituzionale modificando il ruolo del Governo, la diminuzione dei parlamentari, compreso la modifica del numero dei senatori a vita.

Dopo di ché, i magistrati e la sinistra, che resta egemone nel nostro paese, ha provveduto - con un referendum - ad abrogarla.

Anche sulla questione del presunto liberismo italiano, concordo.

Con il 45% delle tasse sui redditi, non penso di possa parlare di liberismo.

Con 3,5 milioni di dipendenti pubblici, su 20 milioni di lavoratori ci andrei più cauto a parlare di liberismo in italia.

Semplicemente in Italia, il liberismo non esiste.

Non che io ne sia un seguace ma in un paese dove i giudici ti obbligano con sentenza ad assumere chi vogliono, parlare di liberismo mi sembra molto esagerato.

In un paese, dove la TV pubblica - tanto per fare un esempio - non può decidere se far condurre o meno una trasmissione ad un determinato soggetto perché questi, se esonerato si rivolge ai magistrati per farsi reintegrare, mi sembra miope parlare di liberismo.

In America, forse, si può parlare di liberismo ma non credo in Italia.

In Italia, è bene ricordarlo, l'articolo 41 della Costituzione prevede che : "L'iniziativa economica privata è libera."
ma subito dopo precisa: "Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale"

Dopo di che sancisce:
"La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali."

Questo non è liberismo!!

L'ultima cavolata l'ho sentita dire su LA7, come oro colato dalla conduttrice Costamagna ( credo si chiami cosi)

Ha dichiarato che nella Costituzione americana è scritto il diritto alla felicità.

Si può dire c..te più grosse di queste e lautamente pagate?

Caso mai la Costituzione americana prevede che ognuno ha il diritto di perseguire la proprio felicità.

Che, è cosa ben diversa da averne il diritto.

Scusate mi sono dilungato.

Concludo dicendo che quanto ha scritto il direttore mi trova pienamente d'accodo.

Sempre un nuovo ed ulteriore motivo per rinnovare l'abbonamento.

Cordialità
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# vontrotta 2012-12-08 18:12
"La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali."
Infatti si è già parlato ( credo di ricordare che fu Tremonti ) di riformare l'art. 41, e sono abbastanza certo che presto riusciranno a farlo.
Quanto al fatto che in Italia non ci sia formalmente il liberismo, ciò non impedisce che si subiscano le conseguenze del libero mercato,che la ricchezza sia sempre più in mano a pochi e che i ceti popolari si impoveriscano.
Che poi è quello che succede da sempre negli USA ma là lo chiamano liberismo, appunto.
D'accordo anch'io con quanto scrive il direttore ma soprattutto con un fatto : B. ha tradito per i suoi interessi; è un traditore, altro non dovrebbe servire per farsene un giudizio.
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# Gilles 2012-12-08 15:51
Non credo di essere un genio della politica, né un osservatore dotato di particolare intuito, ma dalla discesa in campo con la calza davanti alla telecamera ho subito avuto ben chiaro che si trattava di politica-avanspettacolo; negli anni a seguire non sono mai stato smentito, anzi, non ho smesso di meravigliarmi davanti alle cose incredibili che, come me, tutti gli italiani hanno potuto vedere. Per questo anche a me stupisce che gente smaliziata dia ancora del credito a questa banda scalcinata che è il PDL, con il suo capo redivivo. Sono loro tra l’altro che hanno preparato la strada cosparsa di petali di rose all’attuale politica fatta di massacratori ben educati. Certo, la democrazia è sempre un rischio, se il popolo non è preparato a gestirla. Ma mille volte meglio una democrazia “anarchica” piuttosto che riporre le speranze nel cosidetto sovrano illuminato, che poi non arriva mai e quasi sempre finisce per rivelarsi un persecutore di popolo. Per questo dico che va benissimo l’ignoranza al potere, se è accompagnata da voglia di fare e di imparare; inutile ricordare infatti, come dice il direttore, che l’ignoranza è cosa ben diversa dalla stupidità. Forse però il ritorno in campo farà qualcosa di buono: far cadere questo governo di gente seria e competente.
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# amsicora 2012-12-08 16:04
@ maurizio blondet

Guardi che negli anni di Silvio a Palazzo Chigi il principale ministro, quello che ha imposto equitalia-spesometro-redditometro-più tasse per tutti non è stato né la Carfagna né, tantomeno la Brambilla...
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# Maurizio Blondet 2012-12-09 10:38
Per curiosità: lei riesce ad esprimere un'altra idea fissa, oppure ha in testa solo questa che continuamente ci ripete? Questa la sappiamo già. Si sforzi. Con due idee fisse, il suo contributo al dibattito sarebbe meno monocorde. Tre idee, capiscono, è chiederle troppo.

Maurizio Blondet
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# Hermann 2012-12-08 16:41
Articolo e riflessioni stupende e pienamente condivisibili. Ma a mio parere il degrado parte da lontano, diciamo dalla fine degli anni '70, quando fanno la loro apparizione le TV private e commerciali. All'epoca ero un bambino e a parte la RAI esistevano - vado a memoria - Tele Montecarlo e Tele Capodistria, e poco altro. La TV riuniva tutte le persone, tutte le famiglie, non esistendo ai tempi Internet, facebook, twitter e tutte le diavolerie elettroniche e comunicative di oggidì: era un mezzo quindi potentissimo. Ricordare quindi la nascita di TeleMilano, poi divenuta Canale 5, seguita da Italia 1 e Rete 4, e la qualita' delle loro trasmissioni permette forse di capire il tragico lavaggio del cervello operato sull'italiano medio. Telenovele e teleromanzi giunti dagli USA, torbide vicende di riccastri petrolieri (vedi Dallas e Dinasty, che pure io vedevo), giochetti nazionalpopolar i firmati Mike Bongiorno, programmi serali con fanciulle scosciate (tipo Drive In), che comunque considero ora assai superiori e moralmente avanzati rispetto alle nefandezze dei vari Grande Fratello, L'Isola dei Famosi, ecc....... La RAI poi si accodo' all'andazzo generale. Altro grande interesse dell'italiano: il calcio. Quindi quale migliore occasione di rilevare una società blasonata, un po' in crisi di risultati e con ultime gestioni discutibili, e con essa sconvolgere letteralmente il mondo del calcio a suon di miliardi (di lire)?
Ora io non credo che ci troviamo davanti ad un imprenditore che per caso ha ottenuto successi e denaro: siamo in presenza di un personaggio che e' stato scelto per uno specifico progetto. E il bello e' che, contrapposto al grigio burocrate Bersani, rischia di vincere pure questa volta.
Se i vecchi attrezzi del PD, compresi i trotzki-leninisti e tutti coloro che profumano di vecchia Unione Sovietica, avessero dato fiducia a Renzi, Berlusconi non si sarebbe mai ricandidato.
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# pelzen 2012-12-08 17:17
Eccellentissimo articolo!!
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# raff 2012-12-08 17:33
Miracolo! Berlusconi ri-scende in campo.

"Meno male!" mormora fra sé e sé Pierferdinando Casini, mentre corre ad abbracciare Bersani. "Come avresti potuto tu, caro Pierluigi, governare l'Italia con quella palla al piede di Vendola e come avresti potuto mai attuare l'agenda Monti, che dici di voler concludere in meglio, senza il nostro aiuto?" "Fortunatamente abbiamo l'avversario giusto" replica il Bersi "altrimenti ci saremmo dovuti confrontare con quello strano soggetto che fa il comico, ma che pare si voglia prendere addirittura il 20% dell'elettorato. E dove li avrebbe presi i voti se non fra i seguaci del Berlusca, delusi e amareggiati? Ma per fortuna, con questa discesa in campo del Cavaliere tutto tornerà come prima, quei voti non finiranno da Grillo e noi, caro Pierferdy, potremo governare insieme e continuare l'agenda del professore. In fin dei conti, il cavaliere è persona ragionevole e sa che gli conviene darci una mano."

Berlusconi non esiste, esiste perché è stato creato...con tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, in data di affiliazione 26 gennaio 1978.
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# Pietro G 2012-12-08 21:02
Manca la citazione del "banana" come lo chiama Dagospia : "Non vorrei,ma sono costretto a tornare a Palazzo Chigi". Come fa a perdere uno che dice queste cose?
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# Grandguignol 2012-12-08 17:51
Trovo convincente la chiosa di FrancoPD; inoltre, la "forza" della maggioranza berlusconiana era solo apparente ed aritmetica perchè i suoi non erano legati da qualche profonda e radicata idea del Bene e dell'interesse comune; né si distinguevano per un elevato senso del dovere e dello Stato, insomma, mocciosi che si fanno scudo del fratello più grande che è riuscito temporaneamente a spaventare quell'altra banda di mocciosi del centro-sinistra. Per tenere insieme l'eterogeneo gregge ed evitare divisioni ed ammutinamenti politici che in Italia sono quotidiani, bastava mostrare i giocattoli. Ed al livello medio della congrega, lo spasso beota esemplificato ai suoi dal berlusca, era un premio sufficiente
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# Franco_PD 2012-12-08 19:05
Aggiungo: ho paragonato il PDL ad un'Arca di Noè. Ma forse era solamente una nave da crociera Costa. Berlusconi ha invitato un sacco di gente a salire a bordo e i passeggeri si sono dati da fare per spassarsela: e perchè dovevano fare diversamente? Berlusconi NON è Schettino, guappo e vilacchione. Il Cav. ci sa fare sul serio, e pretende di mettersi al timone. Ma anche di fare il direttore di macchina. E il radiotelegrafis ta. E la vedetta in coffa. Tutto assieme. E non lo fa per invidia di chi lo dovrebbe effettivamente fare, ma perchè GLI PIACE. Perchè deve succhiare il midollo della vita. E provare tutto. E la nave finisce invariabilmente sugli scogli. Blondet cita dei nomi di persone di vaglia, e pone paragoni con Bossi. Quest'ultimo è certo un incolto, che di Miglio (definito pare "una flatulenza nello spazio") temeva probabilmente il prestigio. Berlusconi, va detto, un Veneziani mi pare lo fece entrare nel CdA RAI, e tuttora scrive per il suo Il Giornale. Alla Sanità a suo tempo mise un grande oncologo. Ma penso che la politica - sudicia come è oggi - non possa essere gradita nè grata ai grandi. Mica siamo nella RSI con Gentile. Non so se mi spiego...Qui non ci sono destini comuni ma solo portafogli privati.
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# Sergio64 2012-12-08 18:12
Sono d'accordo al 100% con il direttore Blondet: la sola ver agrande colpa di Berlusconi è stata quella di non cambiare l'Italia come aveva omesso.

Non l'ho mai votato proprio perchè pensavo che non era capace di fare una simile impresa, ma sarei stato felice se mi avesse smentito nei fatti.

Su questo sito si è parlato a lungo di Berlusconi; ricordo di essere intervenuto in passato scrivendo che rimproveravo a Berlusconi di aver desertificato la destra italiana, e che a causa sua non avremmo mai visto un De Gaulle italiano: devo dire di essere stato un buon profeta.

Consiglio a tutti la lettura del miglior libro mai scritto su Berlusconi, "Il venditore" di Giuseppe Fiori, scritto poco dopo il suo primo successo elettorale: si comprenderà come la sua piccinerìa mentale e spirituale fosse già piuttosto evidente.

Tra l'altro quando B. si affacciò alla politica lo fece solo per disperazione, non aveva neanche al sia pur minima traccia di grandezza spirituale, ed era già sin troppo ricattabile.

Al tempo stesso non ho alcun entusiasmo per Grillo e la sua banda degli onesti, eppure lo voterò, sperando nel colpo di scaicquone già invocato dal direttore.
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# ulisse 2012-12-08 18:42
Blondet é nemico di se stesso? Il libro del 1994,su Catilina & Berlusconi, é straordinariame nte profetico, e cioé valido/validissimo ancora oggi. Perché? Perché, a parte la molto diversa caratura dei personaggi (Catilina, un grandissimo della storia, sodale di Caio Giulio Cesare,il quale qualche anno dopo attuò il programma politico di Catilina), i destini dei due é molto simile. Catilina finì bene? No. E Berlusconi, é finito bene? No.
Chi abbiamo noi,non sinistrati, adesso? Vale la risposta di Vassallo.
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# Nahars 2012-12-08 19:15
Mi sembra che Blondet a suo tempo parlando del capocomico usò la frase riferito all'Italia.....
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# Nahars 2012-12-09 22:00
Citazione Nahars:
Mi sembra che Blondet a suo tempo parlando del capocomico usò la frase riferito all'Italia.....

la frase era - prendere la scopa e dare una ripulita -
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# gianfranco56IT 2012-12-08 19:26
Io non voglio difendere in direttore ma credo sia stato equivocato.
Dice bene quando osserva che la politica è una cosa seria.
La politica è guerra in tempo di pace.
Non si va in guerra con certi "armamenti" del tipo la Carfagna o la Minetti.
Con queste munizioni, mie cari amici, la guerra è persa in partenza.
La politica è una cosa serissima.
Essa chiede non solo impegno al 100% ma anche sacrificare altre cose, non ultima la famiglia.
E' una scelta totale perché in guerra non c'è tempo per fare altro.
Appena ti giri, ti silurano.
Per questo, io stesso, da giovane ho dovuto mio malgrado rinunciarvi.
Gli sprovveduti pensano che siamo in pace ma questo è il primo errore.
Noi siamo sempre in guerra solo che invece delle armi, si usa il denaro.
Un Cristiano poi, è in guerra perenne.
Facciamocene una ragione.
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# Pietro G 2012-12-08 19:29
Condivido con alcuni distinguo l'analisi del Direttore :
-La gente venuta dalla sinistra in Forza Italia (tra i quali Tremonti) sono quelli che hanno impedito il minimo di liberalismo che avrebbe fatto bene al Paese, che sono riusciti a condizionare Berlusconi e ad annullare quella parte del programma che era in contraddizione con lo statalismo . Ricordo l'aumento enorme della spesa pubblica nel 2001 quando si doveva, in vista del ridotto costo del denaro per l'entrata nell'euro, ammodernare l'apparato produttivo e riformare il Paese.
-Berlusconi si ricandida perchè la leadership del centro destra, senza di lui, è totalmente inesistente. Alfano & Co sono una nullità tale che, in un anno, hanno dimezzato i sondaggi e portato il partito nel caos, vedere il disastro primarie. Senza la ridiscesa in campo del Berlusca si sarebbero accontentati a salvare qualche poltrona. La triste realtà del centro destra è che dietro Berlusconi c'è il vuoto.
-Condivido in particolare la parte che parla dei giovani qualificati che se ne devono andare all'estero (è successo anche a me) perchè non esiste la cultura del merito. Il Paese è abituato alle lettere di raccomandazione per avere un lavoro, alla gente cooptata nei posti di responsabilità perchè conoscono il potente, o peggio il mafioso, di turno.
-La sinistra non è da meno. Un programma da anni '70, una leadership mentalmente vecchia, il continuo riferimento a stelle polari straniere che poi regolarmente falliscono o fanno dietro front : Obama, Hollande, Jospin, Mitterand. Berlusconi, logoro e invecchiato che sia, può ancora candidarsi e forse essere votato proprio perchè l'alternativa è di qualità miserabile.
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# Franztradizione 2012-12-08 20:25
"Quel responsabile si chiama liberismo, ‘libero mercato’. In nome del mercato tutto si mercifica, tutto si reifica, anche Dio e la Patria. La nostra epoca è ammalata proprio perché ha dato la centralità alla terza funzione, quella economica, a discapito delle altre due, il sacro ed il politico". Giuste a mio modesto parere le parole del Sig. Copertino, tuttavia giova forse notare come lo "statalismo coglione e losco" di cui parla il Sig. Direttore non differisca (di là dalle apparenze e coloriture "sociali"),nell'attribuire alla terza funzione centralità e guida, dal liberismo più sregolato.Che poi le conseguenze del liberismo più sfrenato siano pagate comunque da tutti, nel nostro paese, non v'è dubbio, anche se non certamente solo dai ceti più svantaggiati (si pensi a cosa va incontro oggi chi in Italia voglia avviare un'intrapresa). Rincresce citare il barone siculo, che per noi cristiani è certo pessima frequentazione, tuttavia quando Giulio Evola parlò di "demonia dell'economia" riferendosi alla barbarie atlantico - sovietica, colse appieno la realtà.Infine,ringrazi o il Direttore,per la sintesi: "Il compito politico, in Italia, è nello stesso tempo contrastare il liberismo selvaggio finanziario estero, e lo statalismo degli amici e dei parassiti all’interno. Per questo è difficile, come ogni battaglia su due fronti":semplicemente perfetto.Grazie
Saluti
Francesco
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# Andrea V. 2012-12-08 21:00
Si direttore il nord razzola bene ( lavorando e producendo come i migliori paesi europei) e predica male eleggendo per difendere le sue ragioni una massa di politici vigliacchi o stupidi.

Questo paese irriformabile ogni tot anni ci illude di poter cambiare, ma è solo un attimo poi passa.
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# raffaele.giovanelli 2012-12-08 21:04
uN DOVEROSO COMMENTO.
“Vedo che c’è ancora poca coscienza della profondità della devastazione che il Napoleino ha portato al vasto elettorato di centro-destra, che è maggioranza del Paese.
È il fallimento totale di quella che, votandola, credevamo una classe dirigente, capace di assumersi le responsabilità, i compiti collettivi, lo stile di vita di una classe dirigente; e che una volta messa da noi al potere, s’è data al «tempo libero» puttanesco, all’arraffare, alle cene eleganti, alle feste con la testa di maiale, ai Trota e alle Brambilla.”

Blondet deve decidersi. E’ stato Berlusconi a rovinare l’etica politica e la morale di un popolo oppure quel popolo si è rovinato da solo? Oppure le cause sono un poco più a monte? Berlusconi vende spazi pubblicitari, quindi deve fare trasmissioni che piacciono alla gente, a più gente possibile. Non può permettersi il lusso di educare, compito che dovrebbe assumersi la RAI, che gode anche di un consistente finanziamento strappato alla gente con il famigerato canone. Come sappiamo la RAI è diretta da un pensiero unico rivolto a sostenere il potere dominante, essenzialmente un potere che conserva sino alla putredine. Nel seguito Blondet ripercorre i passi di una impietosa analisi della psicologia degli italiani di oggi. Tutto vero, anzi ci sarebbe da aggiungere dell’altro. Questo altro è una sintesi della storia del pensiero politico italiano.
Chiedo scusa ma debbo andare un poco indietro nel tempo. L’Italia, prima della calata dei francesi, esaltati dallo spirito della grande rivoluzione, guidati da Napoleone, era una costellazione di stati abbastanza fuori dal resto dell’Europa, cristallizzata in strutture diventate arcaiche, ma ancora ricche di cultura e d’arte. I francesi, soprattutto con le ragioni delle loro vittorie militari ed anche con le loro idee, fecero capire agli italiani che era ora di svegliarsi. Mutatis mutandis il fenomeno fu simile a quello che avvenne nella costellazione degli stati tedeschi. Dopo quasi due secoli tutto questo per noi forse è tramontato e dovremmo tornare alla condizione preunitaria. Invece no.
Dopo la partenza dei francesi nacque uno spirito nazionale che non era mai esistito neppure ai tempi della Roma imperiale e neppure ai tempi di certi regni barbarici. Si arrivò a creare il regno sabaudo, sin dall’inizio ricco di contraddizioni, con il primo re che ostinatamente si chiamò Vittorio Emanuele II. La corruzione prosperò subito insieme alla spoliazione delle finanze del Regno delle due Sicilie. Le ribellioni della gente del sud vennero classificate come brigantaggio e per reprimerle vennero compiute stragi ben maggiori di quelle compiute dagli eserciti invasori in tutti i tempi nella penisola. L’Italia cercava di diventare una potenza militare in competizione con le altre nazioni europee. Disgraziatament e il completamento della nazione italiana avvenne solo con il fascismo, che portò a compimento la struttura moderna della Stato. Anche Mussolini era un puttaniere ed anzi il merito del periodo positivo del fascismo è da addebitare all’ebrea Sarfatti, amante del Duce. Ma il fascismo distrusse se stesso e gran parte delle sue opere entrando in guerra al seguito della Germania nazista. Dopo la guerra, sino agli anni ’60, si visse del lavoro e delle idee di gente che si era formata nelle ottime scuole create negli anni della “dittatura”.
Nel dopoguerra esiziale fu il ruolo svolto dalla sinistra, diventata radicalmente antinazionale e disponibile alla sottomissione verso qualsivoglia potenza straniera in odio agli stessi italiani che non accettavano la sottomissione al potere del partito del proletariato. Basti pensare al favore che costoro dimostrarono al dittatore jugoslavo Tito quando questi si accinse a comunistizzare gli italiani rimasti oltre i confine di Trieste. La prima dichiarazione fatta da Bersani dopo la vittoria su Renzi è stata quella di essere disponibile a rinunciare ad altre quote di sovranità per assecondare il futuro dell’Europa.
Ma il peggio doveva ancora venire. Peggio che arrivò con i movimenti nati dopo il ’68 che andò ben al di là delle aspettative di chi li aveva finanziati ed appoggiati ad insaputa degli stessi brigatisti. Con i nostri servizi segreti agli ordini degli americani, dopo lo spettacolare omicidio di Moro, le brigate rosse ebbero il dubbio di essere state giocate. Per aver la controprova sequestrarono il generale Dozier. I veri burattinai non gradirono lo scherzo e le brigate rosse sparirono. Ma il danno era stato fatto. Le strutture dello stato italiano erano state disarticolate. Si era spezzata la trasmissione della cultura e dell’insegnamen to. E per non dimenticare nulla persino l’arte venne colpita a morte. Ed anche per questo non possiamo riprendere neppure il ruolo marginale che avevamo all’inizio della storia, prima che arrivassero i francesi.
In tutta la vicenda non pare abbia potuto dare un contributo Berlusconi con il suo stile di vita e di pensiero. Egli arrivò a cose fatte e compiute.
Personaggi della sinistra si sono da subito prodigati a denigrare Berlusconi in ogni modo, spesso avvalendosi di fandonie raccontate con dovizia di particolari in Italia e soprattutto all’estero, incuranti dei danni che sono venuti a tutti gli italiani, loro compresi. Nonostante questa feroce campagna gli italiani, ben informati sulle sue doti, lo hanno votato. In democrazia questo tronca ogni discussione sulla sua moralità o meno. A meno che non vogliamo creare una democrazia etica.
“Consegnando il potere a Monti, e sostenendolo fino a quando gli ha fatto comodo. Per non essere assassinato, dici? Ma va là. Per Mediaset, per i processi, per gli affaracci suoi. E se anche fosse, ebbene: chi vi entra, deve sapere che la politica comprende anche il rischio di assassinio.”
Berlusconi ha dovuto consegnare il potere a Monti nella speranza che questi non facesse il disastro che invece ha fatto. Non dimentichiamo che furono le banche tedesche a determinare la caduta del governo legale svendendo i nostri Btp, con il concorso delle telefonate della Merkel al nostro augusto Napolitano. C’era in ballo un nostro consistente contributo alle banche europee fallimentari, contributo su cui Berlusconi faceva qualche resistenza. Inoltre è stato compiuto ed è ancora in atto un disegno politico e militare che ha investito il sud dell’Europa ed il nord Africa. Se si fosse sacrificato non avrebbe dato alcun contributo positivo. Voci di un attentato contro di lui correvano. La politica è una cosa seria e spesso tragica, quindi non è opportuno metterla in piazza con un popolo come quello che Blondet descrive egregiamente. Adesso il risentimento popolare si è spostato e quindi Berlusconi ha di nuovo spazio per agire.
E’ per questo che ho avanzato l’ipotesi che Berlusconi abbia volutamente lasciato che venisse accreditata una immagine di se frivola e superficiale, dedito solo agli "affaracci suoi".
Giovanelli
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# pelzen 2012-12-09 01:27
Apprezzabile la sua argomentazione, ma dimentica una cosa: chi ha il potere lo esercita in tutte le modalità possibili. Cosa che Berlusconi non ha fatto, oppure non ha voluto fare. Scelga lei se i francesi o i borboni hanno influito su queste scelte. Alcuni, molto vicini al soggetto, mi dicono che NON ha potuto fare praticamente nulla perché perennemente sulla graticola con le "sue" aziende e per i continui ricatti (a volte non a torto) della magistratura. Oltre ai ricatti finanziari che alcuni partiti della coalizione esercitavano sul soggetto.
Pur dando credito a queste cose (personalmente le trovo ridicole) mi sorge il dubbio che il potere non solo non lo ha voluto esercitare come avrebbe dovuto, ma che da questo difetto ne abbia ricavato un certo utile.
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# Maurizio Blondet 2012-12-09 10:36
"Blondet deve decidersi. E’ stato Berlusconi a rovinare l’etica politica e la morale di un popolo oppure quel popolo si è rovinato da solo? Oppure le cause sono un poco più a monte? Berlusconi vende spazi pubblicitari, quindi deve fare trasmissioni che piacciono alla gente, a più gente possibile. Non può permettersi il lusso di educare".
Ho già deciso, Giovanelli. Berlusconi ha rovinato ulteriormente il popolo. Quando uno deve rincorrere la pubblicità, s'è già squalificato come uomo pubblico. Quando uno "non si può permettere il lusso di educare" non deve prendere lo Stato, perchè lo Stato ha un compito anche educativo.

Maurizio Blondet
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# italiano borbonico 2012-12-08 21:38
Sono molto preoccupato per il futuro ma francamente non mi scandalizza molto la catastrofe attuale e, se il completo fallimento della classe dirigente del Nord degli ultimi decenni provocasse un sentimento di UMILIAZIONE, non sarebbe poi un gran male per l'Italia.
Personalmente - lo si capirà dal nickname che mi sono scelto - credo che solo un'autentica Restaurazione possa dare ossigeno all'Italia, un pretendente al Trono d'Italia che non abbia vergogna a parlare di diritto divino e a implorare al papa una formale Incoronazione, impegnandosi a combattere contro chi pretende di modificare la missione assegnata dal Dio Uno e Trino alla nostra Nazione.
Nel frattempo, la nuova discesa in campo di Berlusconi probabilmente abbasserà l'astensionismo e renderà più faticosa l'ascesa dei nichilisti: perché quindi cercare di affossarlo?
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# Maurizio Blondet 2012-12-09 10:28
"La nuova discesa in campo di Berlusconi probabilmente abbasserà l'astensionismo e renderà più faticosa l'ascesa dei nichilisti: perché quindi cercare di affossarlo?"

Perchè è un nichilista come gli altri, e l'ha anche dimostrato. Lei lavori pure alla Restaurazione, io sono con lei; certo, è un "vaste programme"...

Maurizio Blondet
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# italiano borbonico 2012-12-09 18:16
Sì, lo so che "a morte i coglioni" è un programma ambizioso... d'altra parte chi come me non ha alcun talento politico, tanto vale che si dedichi ad imprese abbondantemente al di là delle italiche forze come una Restaurazione. Il bello verrebbe se ci si dedicassero anche Maestri come Lei...

Voterò Grillo alle prossime elezioni con lo stesso intento che ha magistralmente spiegato: per tirare lo sciacquone. Ma la sinistra stavolta mi fa davvero paura: ecco perché il ritorno di Berlusconi, nonostante tutto, mi pare possa tornare utile...
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# stefano.mc 2012-12-09 22:56
Anche io voterò Grillo, in funzione di sciacquone. Ma non perchè mi illuda che la ceramica così ripulita possa tornare a profumare... la nullità politica dei grillini non farà altro che aumentare il caos, accelerando quello che deve essere il traguardo finale, il destino naturale del nostro paese: la frantumazione in una miriade di microcosmi. Molto meglio le lotte intestine tra Guelfi e Ghibellini che l'attuale minestrina scaldata.
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# Milo Dal Brollo 2012-12-08 23:22
Il problema è che se votassimo un'altra volta Berlusconi, e anche se lui si fosse finalmente ripreso dalla sua scempiaggine, a chi potrebbe affidarsi se non al solito branco? La Russa, Fede, Carfagna, Calderoli, e magari anche Casini e Fini riapprodati? Non basta un uomo solo! Manca la classe dirigente ed anche intellettuale.
E questo, secondo me, è dovuto al fatto che noi italiani siamo da secoli in continua guerra civile, fatta con le armi come con i processi e le calunnie, per cui come disse Mussolini governare gli italiani non è difficile, è inutile. Non ci impastiamo, non facciamo corpo, siamo in un perenne tutti contro tutti.

Per questo, e lo dico con rammarico, in Italia abbiamo bisogno ancora a lungo di una dittatura. La Russia ha avuto una dittatura: sono stati stremati, ma ora stanno dritti nonostante i grandi problemi che ha (e ci sono stato). La Spagna ha avuto Franco: han fatto degli errori, ma non sono un bagno di sangue e non si lasciano andare la piagnisteo come noi italiani. La Germania e la Francia hanno storie di monarchia assoluta molto lunghe che le hanno cementate nei secoli, e ne sono uscite comunque con uno spirito di corpo diventando moderne. Noi siamo sempre stati divisi, piccoli, astuti... dove potremmo andare insieme? Abbiamo una coscienza di noi stessi, se siamo prima di tutto noi quelli che non la sentiamo, se siamo noi i primi a non credere nella nazione italiana? Lo si vede dai localismi sempre più stretti che nascono, lo si vede dal nostro gesticolare nato dalla incomunicabilit à interna al territorio, dagli intrighi di potere per arrivare al palazzotto comunale, fino ad ora.

Abbiamo bisogno di un tiranno, se vogliamo maturare. Solo con un personaggio ben visibile che ci prenda a schiaffi tutti quanti, forse potremmo guardarci in viso e dirci che siamo noi a prendere schiaffi gratuiti, e tirare il colpo di reni tutti assieme. Anche perché sara questa la nostra fine, se il detto di Plotino è corretto. Certo, il tiranno deve prendersi la responsabilità di tirarceli. Ma così divisi siamo i perfetti scemi, per cui il Monti di turno, ben visibile anche lui, fa il tiranno atteggiandosi da buon uomo pacato e comprensivo, e l'agonia e l'obnubilamento si prolungano.

Di fronte all'estinzione, si tirano fuori gli attributi. Evidentemente non siamo ancora arrivati al limite. Dio ci protegga in questo tragitto, perché le vittime saranno tante.
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# astrorosa1 2012-12-09 01:06
Mah... il vero guaio è che Mr Grillo è un cristiano mancato e non credo che l'unione con l'attuale compagna iraniana possa portargli la consapevolezza di DIO.
Quindi al momento bisogna accontentarsi del programma e sperare in un nuovo parlamento.
Berlusconi ha il merito di saper tacere
alle provocazioni e non è poco, forse è un merito indotto ma accettarlo è sempre un merito.
Vorrei ricordare che come cristiani dobbiamo renderci conto che esiste la spirito del male o lo spirito di Caino
con tutta una folta schiera di seguaci che inducono alla morte dell'anima.
Che uomini/demoni sono al comando del mondo e che il parto verso un nuovo mondo porterà a dolorosi eventi.
Vi sarà l'intervento di DIO per evitare la morte totale del pianeta terra.
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# pelzen 2012-12-09 01:15
Di tutto quello che si può dire su Berlusconi ognuno di noi potrebbe aprire un nuovo post senza che ve ne siano due uguali, ma il punto fondamentale della questione, al di là delle osservazioni sulle deviazioni del soggetto, c'è una cosa sola che, a parte Blondet, non è stata sottolineata. Berlusconi ha fallito a 360° politicamente, ha distrutto questa catapecchia che è la nostra italia, ha aperto le porte al peggiore parassitismo.
Un bravissimo piazzista, ottimo venditore di fumo, ma un vero incapace politicamente. Senza autorevolezza, senza "sapientia, ratio societatis, et humanitatis, magnitudo animi et decorum".
SI è fatto beffa degli italiani e del loro appoggio e li ha ricambiati cedendo la politica ad un branco di iene. Non ha saputo tener fede ai suoi impegni relegando le sue responsabilità a 4 baldracche da basso postribolo.
Aveva il potere in mano, poteva rovesciare completamente l'Italia, senza nessun ostacolo e quelli che si fossero parati davanti li avrebbe potuti abbattere in pochi giorni. Avrebbe potuto ringiovanire la classe politica, riformare il pubblico impiego snellendolo e rendendolo più profittevole e sopratutto più efficiente; avrebbe potuto iniziare, al pari di Gheddafi, la più grande opera italiana di sistemazione agricola-idraulica-montana tale da impiegare milioni di persone per almeno 50 anni, ma non l'ha fatto, lui pensava la Ponte come opera sublimatoria della sua miseria interiore. Misero lui, deboli e flaccidi i suoi alleati, povera gente dal pensiero annichilito dall'invidia e dal sospetto.
Ora, pare, scederà in campo ed è probabile che in questo scenario da commedia di periferia, qualcuno incattivito lo faccia veramente fuori. Non sarebbe una perdita, anzi, sarebbe sicuramente uno spreco di energia per un essere che con il vento in poppa non ha saputo portare la nave Italia in porti più floridi, poiché ha minato una generazione di teste con una moralità che non può stare in cima alle priorità di uno stato.
Il fallimento politico del Pdl è l'emblema del fallimento codardo della politica italiana e il PD non sarà da meno, avranno onori effimeri e tante sofferenze, ma con loro si trascineranno anche altri milioni di stupidi cittadini.
L'Italia del sud fu conquistata concupendo quella fascia della borghesia che si era arrichita e con l'appoggio dei grandi latifondisti. L'Italia di oggi verrà distrutta da quella stessa fascia di borghesia arricchita e dai grandi finanziaeri. La prima, la vera feccia, quella che si deposita ogni anno attorno ad ogni botte, quella che inquina anche il vino più sano, quella che corrode e spacca le botti, quella che il bravo e saggio contadino sa come togliere con il paziente lavoro del fuoco e della calce viva. Ma quel bravo contadino che avrebbe potuto essere Berlusconi, come ogni mercante attento al denaro e poco alla qualità di ciò che vende, ha lasciato inspessire questa feccia ignobile, la lasciata proliferare in tutti i gangli della struttura sociale dello stato nella speranza che il mercenario acquisto sarebbe diventato suo sostenitore e invece stava tessendo la sua stessa trappola. Meschino! E poveri noi che ci aspetteranno anni di sfascio.
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# milvus 2012-12-09 12:05
L'aspetto patetico del Paese è la solita parte che pensa che tutto quanto è un disastro, è lo sfascio, mentre l'altra parte, quella che voterà "l'usato sicuro", è sempre in gloria, basta la sfida elettorale, ed è fatta. Tutto sommato credo che la battuta di Belusconi alla Merkel non sia stata poi così "ingiusta": voglio vedere se al posto di Prodi c'era lui, peccato che l'ha fatta con dieci anni di ritardo...
Voglio vedere se Di Pietro diventava politico dopo Tangentopoli se non ci fosse stato Prodi, facile da infinocchiare.
Tutto ciò avviene in pieno capitalismo, inteso come accumulo di denaro o capitale, per ottenere guadagni sempre maggiori, piaccia o no a chi si arrangia come può.
Le plusvalenze private delle imprese si trasformano prima o poi, in questo sistema che piace a tutto il mondo, in enormi masse di soldi che amministrano le banche, le finanziarie, i fondi pensione, inversioni, etc, etc.
Tale accumulo va alle regole del mercato mondiale, quello vero, non quello dei nostri politici. Il denaro circolante è moltissimo, collocarlo rende poco al fondo inversore, ma nonostante tutto lo prestano sempre per avere interessi, ora alti ora bassi: dietro all'FMI o altre banche ci sono i crediti ai privati ed alle imprese, imprescindibili per la crescita , sempre meglio che invertirli nel sociale. Ora, o ai tempi in cui Berlusconi ebbe la maggioranza, l'Italia, se voleva più sociale e sicurezza, la politica si sarebbe dovuta avvicinare all'Islanda fallita, dove regnava la sinistra, oppure, visto che in USA l'inflazione si aggira al 2% l'anno, si presta denaro a bassi interessi, anche ai pensionati. Se si ricevono dollari al 4% l'anno e a lungo termine, è un cedito accessibile, facile da restituire perchè le infrastrutture, l'energia, i trasporti, l'educazione e la produzione di beni si ottengono con quel denaro gnerando ricchezza superiore al 4% l'anno. Oggi è così, domani non si sa. Accedere al credito può essere efficace per acquistare una casa ad interessi possibili, ma dipendiamo dalla Goldman Sachs, le cose cambierebbero, non dalla Germania, a parte l'euro. Per ora l'isterismo chiassoso delle sinistre punta al patetico tribalismo di dividere, conquistare elettorati per polarizzare ancor di più la società e renderla inoperosa, scansafatiche ed inoccupabile ancor di più. Il PDL non ha mai "schedato" nessuno, mentre i "sinistri" lo fanno dai tempi della Resistenza, alla lunga qualunque democrazia è un totalitarismo latente.
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# Rosetta M. 2012-12-09 12:20
Il Nord non è stato capace di esprimere una classe dirigente.

Non ha saputo approfittare dell’occasione storica irripetibile. Non solo ha mostrato di non essere all’altezza di governare l’Italia, ma di non essere capace di governare se stesso.

Costatato ciò, chiedo la secessione dal nord da questo "cancro purulento" che sta trascinando l'Italia verso il baratro e la totale dissoluzione! Davanti a tali scempi ci vuole l'amputazione drastica e senza tentennamenti!! O no? :)
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# Andrea V. 2012-12-09 15:18
Citazione Rosetta M.:
Il Nord non è stato capace di esprimere una classe dirigente.

Non ha saputo approfittare dell’occasione storica irripetibile. Non solo ha mostrato di non essere all’altezza di governare l’Italia, ma di non essere capace di governare se stesso.

Costatato ciò, chiedo la secessione dal nord da questo "cancro purulento" che sta trascinando l'Italia verso il baratro e la totale dissoluzione! Davanti a tali scempi ci vuole l'amputazione drastica e senza tentennamenti!! O no? :)



Assolutamente d'accordo, al 100%.
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# gianfranco56IT 2012-12-09 14:02
@Rosetta
per piacere, non provocare.
Siamo quasi al Natale e non è carino riaffiorare con queste provocazioni.
Perché non ti preoccupi di terminare la Salerno-Reggio di Calabria?
:-)
Ti ricordo sommessamente che pantalone ( non i soldi del Nord) ha versato qualcosa come 50.620 miliardi di lire solo per il terremoto dell'Irpinia.

Senza contare:
-Stati Uniti d'America: 70 milioni di dollari, 136 uomini con 6 elicotteri della Compagnia paracadutisti del 509º Battaglione.
-Germania Ovest: 32 milioni di dollari, 1 ospedale da campo con 90 sanitari; 650 uomini e 3 elicotteri del 240º Battaglione Genio pionieri; 1 gruppo di esperti della Croce Rossa; 47 volontari-elettricisti, un gruppo di salvataggio, un gruppo depurazione; 16 cani da salvataggio con guida.
-Arabia Saudita: 10 milioni di dollari.
-Iraq: 3 milioni di dollari.
-Algeria: 500.000 dollari.
-Belgio: 1 squadra sanitaria di 10 uomini e un'autoambulanza.
-Francia: équipe di ricerca dei superstiti composte da 291 uomini con cani da valanga; 59 militari medici e specialisti nel soccorso; 12 autoambulanze e 1 elicottero autoambulanza con personale medico.
Austria: 1 ospedale militare da campo con 130 sanitari.
-Jugoslavia: 12 squadre di ricerca con elettrosonde composte di 41 uomini.
-Svizzera: 14 squadre cinofile e 2 elicotteri speciali per soccorso.

E, sono ancora lì nelle baracche.

Terremoto in Abruzzo,secondo la relazione del ministri Barca:
2,9 miliardi di euro per gli interventi di emergenza, di cui:
680,1 milioni per la prima emergenza (assistenza popolazione, iniziali demolizioni e puntellamenti, strutture alberghiere (130 mil), spese forze armate, ripresa attività scolastica, personale, anticipazioni ai Comuni)
700 milioni per il Progetto C.A.S.E. (4449 immobili, 12969 persone ospitate) e per i Map (3535 strutture, 7202 ospiti)
493,8 milioni dall'Unione Europea - Fondo di Solidarietà
667 milioni per Emergenze varie e assistenza alla popolazione (Strutture commissariali, convenzioni, contratti enti locali, forze armate, VVFF e altre spese di personale)
82,8 milioni per i Moduli Scolastici ad Uso Provvisorio (32 scuole prefabbricate per 6000 studenti)
Altre spese per ripresa attività scolastica, esenzione pedaggi, indennizzi, sospensione pagamenti tasse, attività di soccorso ecc.
Sono stati trasferiti 1,96 miliardi per la ricostruzione, di cui:
1,04 miliardi per la ricostruzione di edifici privati sotto forma di mutui erogati indirettamente da Cassa Depositi e Prestiti ai cittadini con rate a carico del Bilancio dello Stato
736,7 milioni per la ricostruzione di edifici privati erogati con delibere del CIPE attingendo dai Fondi FAS e dal Fondo Strategico
95,7 milioni per la ricostruzione di edifici pubblici
81,6 milioni per la ricostruzione di edifici scolastici;

E' sempre Pantalone con le tasse del Nord che paga.

FORTUNATAMENTE - SPERO CHE IL GOVERNO RIESCA AD APPROVARLA IN TEMPO - ARRIVERA' L'ASSICURAZIONE PRIVATA OBBLIGATORIA SUGLI EVENTI SISMICI, PER TUTTE LE PROPRIETA' PRIVATE.

Quanto meno il Nord schifoso non doverà pagare i danni anche per le migliaia di case abusive al SUD e, da non ultime, quelle sulle pendici del Vesuvio.

Quì, si omette di citare le varie mafie del sud che sono il vero cancro dell'Italia.

Estorsioni,drog a, prostituzione,g ioco d'azzardo, ecc,ecc,

Cara Rosetta, è questo il vero cancro dell'Italia.

Il vero cancro italiano (le varie mafie) si succhia 300 miliardi di euro ogni anno.

Tu te ne stai comodamente al Nord e sputi sul piatto dove mangi.

Per coerenza, dovresti tornare a vivere al sud, non credi?

Senza rancore.

Un Nordista.

:-) :-)
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# Rosetta M. 2012-12-09 20:48
no, il vero cancro si annida nella realtà politica e storica dell'Italia. E' stata sempre percorsa da popoli di tutte le razze e di tutte le culture e ognuno di questi ha lasciato tracce e parimenti ha depredato qualcosa , estorto tasse, usurpato diritti. Questo ha fatto si che si è insinuato nel dna degli abitanti di questo stivale a bagno nel mediterraneo la diffidenza verso qualunque tentativo di governo.La regolamentazion e della vita del cittadino viene vissuta con insofferenza, il potere come occasione di arricchimento personale perchè in fondo lo stato o è nemico da osteggiare o apparato da sfruttare. La mafia ha sintetizzato le due possibilità col beneplacito di tutti e non ha confini regionali.In quanto a me sono 24 anni che col mio stipendio faccio guadagnare redditi esenti a chi mi offre un'abitazione nordica,è uno "sputo sul piatto" che pago a rate mensili. senza rancore e con tanta solidale umanità :):) :)
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# stefano.mc 2012-12-10 14:25
Lasci perdere, Rosetta. Questi qui ormai ripetono sempre la stessa storiella del nord che mantiene il sud. E non vogliono sentire repliche... i mei messaggi sono sistematicament e censurati.
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# zampano 2012-12-09 15:19
Questo articolo è un capolavoro di lettura della nostra realtà politica. Dovrebbe andare sui libri di storia.
Grazie drettore
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# romina2004 2012-12-09 17:57
Non ho mai ritenuto Berlusconi un salvatore della patria, ma per me non ha governato così male: tanto è vero che tutti i poteri forti si stanno scatenando contro di lui. I corrotti ci sono in molti partiti, ma i pm di sinistra cercano solo quelli di centro-destra, casi poi amplificati dalla stampa: emblematico il diverso trattamento riservato a fiorito e a quello di ell'idv, ex assessore ai lavori pubblici con marrazzo. Nel frattempo, con 2800 euro di introiti mensili in famiglia, ho dovuto pagare 1500 di imu (+900 in un anno) e almeno 3/400 in più di altre tasse dirette (evito l'aumento di assicurazioni, benzina, alimentari, spese per medici): un conto salatissimo per vedermi un debito aumentato di 100 miliardi. In più dalle mie parti c'è un'impennata dei furti (già tanti prima) e abbiamo paura a lasciare la casa vuota, anche per andare a messa. Già monti è stato molto peggio di B.: vediamo i prossimi, ma dubito assai.
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# bizza 2012-12-09 18:13
D'accordissimo!
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# EMERICH 2012-12-09 20:15
E' come il tetano....alla larga , silvio , mai più......
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# Luigi 2012-12-09 20:41
Carissimo Maurizio,
se tutti i giornalisti "italioti" avessero solo un terzo della tua onestà intellettuale l'informazione non sarebbe ridotta a quella cassa di risonanza ipocrita a servizio dei poteri forti che è oggi.

Non credere - e lo dico dall'interno dello Stato - che non ti dia ragione circa gli sperperi delle caste. Il mio post, da te citato, aveva una premessa che lascia ti riporti nuovamente

"Caro Maurizio,
ottimo argomentare. Hai ragione anche su Befera. La cui colpa più grande - bada! - è quella di distruggere la credibilità dello Stato. E' anche lui un destatualizzato re re. Vedrai che, come sta già accadendo per gli eserciti che sono in via di privatizzazione (sostituendi con compagnie di mercenari tipo Dylan Corp), prima o poi anche il fisco sarà privatizzato, con la scusa che così guadagnerà in efficienza".

Con questo voglio rendere chiaro che sono d'accordo con te sul fatto che lo "statalismo" è la degenerazione della statualità, del Politico.

Solo che lo scrivente imputa tale degenerazione all'immissione di ottiche di mercato in quel che dovrebbe essere il "sacrario" del Pubblico, dello Stato. Perché lo Stato, da che esiste ossia dal XVI secolo, si è costruito una sua teologia politica, una sua sacralità artificiale, surrogatrice della Sacralità autentica, che tuttavia ha funzionato fino a che - ecco il "liberismo" - la terza funzione ha prevalso, complice il processo di secolarizzazion e, anche su questa sacralità artificiale della seconda funzione, ossia del Politico (che a sua volta aveva abbattuto la sacralità vera della prima funzione, del Teologico).

Per quanto riguarda l'eccesso di spesa pubblica, lascio alla tua riflessione l'analisi che proprio ieri, a "L'ultima parola", faceva un - bada! - liberale come Mario Sechi, direttore de Il Tempo (non de Il Manifesto!). Il Sechi - dopo aver ricordato che la spesa di ciascuno di noi è il reddito del prossimo - ha spiegato come quando la crisi si è manifestata, nel 2008, in America per i misfatti della finanza sepculatrice, la prima conseguenza che essa ha avuto, negli Usa e immediatamente dopo anche in Europa, è stato il contrarsi quasi totale della spesa privata. Orbene, ha continuato il Sechi, nel 1929, per sopperire alla stessa catastrofe finanziaria, Roosevelt attuò il deficit spending, gli investimenti pubblici per rimettere in moto l'economia. Lo stesso fece Mussolini in Italia. Invece, oggi, in Europa (Usa e Giappone non sono così dogmaticamente liberisti ed hanno seguito altra via con migliori risultati) anche il flusso della spesa pubblica è stato bloccato dai dogmi monetaristi tradotti nei Trattati di Maastricht e di Lisbona (tra cui il cosidetto "Patto di Stabilità" che impedisce alla Pubblica Amministrazione di pagare gli imprenditori anche quando essa ha le casse piene di euro: l'intento eurocratico è quello di far circolare meno denaro possibile per evitare l'inflazione, ottenendo però deflazione).

Nella stessa trasmissione Dosi, un economista, faceva notare che la Francia, in barba al dogmatismo eurocratico del "libero mercato", difende a denti stretti i suoi poli strategici ed impone alle sue industrie di non delocalizzare, pena conseguenza di vario tipo. Si citava un esempio concreto di non ricordo quale industria francese cui lo Stato ha impedito di delocalizzare contraccambiand ola in protezione dalla concorrenza estera. Il Dosi, con tali esempi, ha inteso dire che in Italia manca del tutto la cosiddetta "politica industriale" che non può essere fatta da industriali ma da statisti che abbiano davvero a cuore la difesa dell'economia nazionale. Berlusconi, in questo, non ha sbagliato nel tentare di far rimanere italiana l'Alitalia quanto piuttosto di aver concepito questo tentativo alla stregua di un affare tra amici imprenditori e non di una operazione politica strategica per l'economia nazionale. Il Salame anche in quel caso ha guardato ai suoi affari e non all'interesse dello Stato, perché egli è uomo della "terza funzione" e non della "seconda".

Un caro saluto.

Luigi Copertino
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# musicus barocchus 2012-12-09 22:29
E´curioso notare un` altra analogia tra Berlusconi e catilina:entram bi sono stati attaccati per la loro condotta in materia sessuale.Catilina infatti fu accusato da Ciceronenel corso delprimo scontro elettorale di avere deflorato una Vestale,che poi pare fosse anche una sua parente acquisita.La stessa accusa sara´da lui rivolta anche al favorito di Cesare Publio Clodio,reo di essersi travestito da donna per introdursi nel tempio di Rea e sedurre nientemeno che la moglie di Cesare stesso che ivi prestava servizio come sacerdotessa.Per tacere poi dell`accusa nella Pro Caelio di intrattenere rapporti incestuosi con la sorella.E poi dicono che noi non siamo i discendenti dei Romani.
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# Maurizio Blondet 2012-12-10 09:33
Già, a Roma non esistevano leggi contro la diffamazione. Una falla del diritto romano, di cui Cicerone approfittò ampiamente...

Maurizio Blondet
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# musicus barocchus 2012-12-10 17:28
Citazione Maurizio Blondet:
Blondet:

già, a Roma non esistevano leggi contro la diffamazione. Una falla del diritto romano, di cui Cicerone approfittò ampiamente....

E non solo lui...gli optimates avevano una lingua oltremodo lunga e tagliente.Anche questo,chissa´p erche´,lo trovo sorprendentemen te attuale.
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# nicolas 2012-12-09 23:36
L' asserto che Berluscni abbia avuto una maggioranza e poteri in grado di riformare l'Italia non tiene conto dei bassissimi reali margini di manovra dei nostri governi. I nostri " Premier" (li chiamerei ultimier) vengono tenuti in osservazione nella stessa maniera degli entomologi con le loro creature oggetto di studio.Del periodo berlusconiano non dimentichero' mai quando con voce tremante ed in palese stato i prostrazione leggeva il discorso di asservimento davanti alla Knesset con Netanyahu che lo fissava come se gli spingesse le parole che il tapuino a fatica profferiva.
Un mio "amico" generale dell'esrcito in pensione mi ha ribadito che ci sono almeno 250.000 persone in Italia che sono pagate esclusivamente per mantenere lo stato italiano in istato coloniale. Dunque inutile farsi illusioni.
L' euro, varato da Prodi come ben sappiamo è stato uno strumento che ha annichilito qualsiasi prerogativa in campo economico.
Leggo, con disappunto, che addirittura viene definito traditore mentre personalmente l'ho ritenuto l'unico vero patriota. Il sistama italiano con i suoi organi di amministarzione è una sorta di muro indistrubbile. La magistratura "democratica" i sindacati le authorities(mi raccomando l'inglese) mass-media militarizzati nella diffusione costante della menzogna e dunque nel riuscire ad ipnotzzare a loro uso e necessità milioni di persone. Berlusconi ha avuto davanti a sè una "mission impossible".
Ci ha provato e come se ci ha provato. Col suo modo di fare giullaresco,ecc lettico e un po' fuori dagli schemi essendo per natura un antipolitico. Con la morte di Gheddafi e la traica sorte della Libia è finita la "resistenza del Berlusca. Si, resistenza perchè noi si è in stato di guerra o meglio sotto attacco concentrico perchè lo vuole l'Onu, Lo vuole l'Europa, lo vuole l'Eonomist, Moody's ecc.ecc.
A questo punto aridatece Occhetto con la sua gioiosa macchina da guerra per annientare, annichilire quel che resta di buono dell'Italia.Occhetto, Bersani, Renzi(il grido di dolore delle donne iraniane) so' uguali. Tanto peggio, tanto meglio. Che si compia l'infame destino secondo il Sommo Poeta:
Ahi serva Italia, Portaerei con nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie
ma di vendola culatello
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# nicolas 2012-12-10 07:40
Eroore, per sopragggiunta sonnolenza.
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
portaerei con nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie ma di Vendola culatello.

In ogni caso , prima di buttarlo al cesso, ritengo sia doveroso attendere con quale programma ci riprovi. L'ho già scritto in altri post e ne sono sempre più convinto che questa volta tenterà un programma rivoluzionario imperniato sul ripudio di questo euro con quel che ne consegue in termini di sviluppo e tasse. E qui la festa: fine dell'euro e di questa falsa unione europea.Non a caso un certo Schulz ha subito messo in guardia i sudditi e/o schiavi italiani sul pericolo che corriamo con Berusconi di nuovo in campo ossia la fine dei giochi di questi insulsi burocrati strapagati per annientare i popoli europei
Sempre a proposito di Schulz, quando il berlusca lo definì "Kapo" sentenzio' freudianamente il ruolo della Germania nella nascente europa europoide-bancaria.
O lo disse con cognizione di causa?
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# stefano.mc 2012-12-10 22:37
E' per questo che il berlusca stavolta rischia seriamente la pellaccia...
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# bizza 2012-12-09 23:37
A pensarci bene, con maiali come Fini, Casini, Buttiglione, ecc. altro che a p... viene voglia di andare, La repubblica tr... merita questo, andare a p... partigiani!
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# Antonio_1234 2012-12-10 11:40
Postulato del pensiero di Talleyrand sulla stupidità in politica: fa più male un cog....e che un cannone!
Nemmeno il tempo di metabolizzare questa nuova "discesa in campo" di B. e già siamo tornati alla vecchia contrapposizion e da stadio tra chi non gli perdona il fallimento politico, ben descritto dal Direttore, e chi lo giustificherebb e anche dopo averlo sorpreso a letto con la moglie. Occhio, perché all'interno (non mi riferisco a tutti quelli che la pensano così) di questa seconda categoria si sta coagulando una nuova fenomenologia politica: quella dei "trinariciuti" di centro-destra.
Scherzi a parte, la questione è molto semplice: vuoi tornare? corri per vincere? Bene, prenditi le tue tre belle reti unificate e spiega alla Nazione come stanno le cose. Un solo punto in programma: se vinco, annullo il debito con i "mercati" e usciamo "ordinatamente" dall'euro.
Sei capace, caro B., anche solo di pensare un programma del genere? Se sì, avrai il mio voto. Se no, la strada è già segnata dalle pessimistiche - quanto realistiche - previsioni di Blondet: "usato sicuro" PD a vita, opportunamente teleguidato da élites bancarie e centri di potere.
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# renzo153 2012-12-10 11:40
Le sue critiche a Berlusconi sono sacrosante; ne condivido anche le conclusioni e non credo che mi lascerò convincere a votarlo nuovamente. Nondimeno cerco di capirne i motivi nel contesto in cui svolgono i lavori in parlamento e nelle modalità di approvazione di leggi.
Dei circa 1000 deputati e senatori, la stragrande maggioranza non apre bocca per l’intera legislatura (al massimo chiede che venga alzata l’aria condizionata); non legge i fascicoli; non si interfaccia con il proprio elettorato per giudicare se una norma ne rispetta le aspettative; vota come indicato dal capogruppo. In pratica, un parco buoi. Dunque, che c’è di strano se anche qualche vacca fa parte di un tale consesso?
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# raffaele.giovanelli 2012-12-10 11:54
Rispondo prima a “Pelzen”, che accusa Berlusconi di essere stato un re travicello. Ma dimentica che gli italiani sono state le rane che lo sberleffavano. Si è chiesto perché? Blondet non ha citato forse il nostro atavico ribellismo cronico ed inconcludente? Non le pare di esserne vittima anche lei insieme a Blondet a cui risponderò nel seguito? I francesi ed i Borboni c’entrano perché è con loro che abbiamo iniziato ad esercitare il nostro ribellismo sterile ed inconcludente. Nelle guerra di popolo contro i francesi ci furono più morti che nelle guerre contro l’Austria. Quello fu il modo con cui entrammo nella storia moderna, con grande passione ma senza capire nulla o quasi, senza un progetto per un futuro adatto a noi. Questo perché non abbiamo mai accettato di essere guidati in modo ragionevole e pacato. Quanto all’utile che Berlusconi sa trarre sempre e comunque qualsiasi cosa faccia non mi sembra cosa disdicevole ed in me non suscita l’invidia irrefrenabile che invece si impadronisce di molti. Blondet dice: “Quando uno "non si può permettere il lusso di educare" non deve prendere lo Stato, perché lo Stato ha un compito anche educativo.” Voglio ricordare che uno si prende lo Stato se il popolo glielo affida con regolare meccanismo elettorale. A meno che non venga fatto un colpo di stato, come quello organizzato da Napolitano con il governo Monti, grazie all’istigazione e all’appoggio dei poteri forti tedeschi. Che lo Stato abbia strumenti educativi è noto, ma questi sono nelle mani della sinistra e di una Chiesa sinistroide. Non mi sembra che sia possibile in Italia da parte di un capo di Stato regolarmente eletto modificare l’orientamento del nostro sistema educativo. La Gelmini, con le migliori intenzioni, ci aveva provato ma anche lei è stata sberleffata. Riassumendo Berlusconi è ed è stato l’unico fatto nuovo nella nostra storia di questi ultimi decenni. Una storia modesta come modesti, anzi modestissimi ci siamo ridotti ad essere noi italiani. Certo il personaggio è pieno di pecche, ma ha il pregio ed il difetto di rappresentare noi italiani tutti, soprattutto quelli che rifiutano di riconoscersi in lui. A meno che sgorghi dal profondo un irresistibile ed inconfessato desiderio di dittatura. Per questo ruolo Berlusconi non è adatto. Forse bisognerà importarlo da fuori. Ma sarà opportuno ricordare che dopo il re travicello, Giove, molto seccato, mandò un serpente che le rane se le mangiava.
Giovanelli
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# pelzen 2012-12-11 19:23
Piacevole replica!
Però, Giovanelli, checché ne vogliamo discutere qui, appare fin troppo evidente che quanto in cuor di Berlusconi si figurerà come la serpe (verrà stracciato in pochissimi mesi dai lupi del mercato), proprio perché lui, troppo "buono" o troppo "accomodante" pensando ai fatti suoi ed ai suoi guadagni non saprà mai come sistemare questa latrina italiana. C'è inoltre da evidenziare che coloro che lo votarono ora, resisi conto della buffonaggine del soggetto, per dispetto andranno a scegliere altri lazzaroni credendo al solito riotrnello "meglio il male minore".
E a tal proposito, quando lei fa riferimento all'utile di Berlusconi, dimentica che il primo pensiero per un politico è l'amministrazione della cosa pubblica, punto! L'interesse privato, come un missionario, è cosa di secondo piano. Pertanto, tutti coloro che presi a commettere atti contro la cosa pubblica per proprio tornaconto, a mio giudizio compiono uno dei peggiori delitti, perché tradiscono la fiducia e il rispetto delle persone che l'hanno scelto (in questo caso i metodi staliniani di 'manicomio+lavor i forzati' sarebbero appropriati per questa banda di lazzaroni).
Per contro riconosco che l'italiano, ovvero questo coacervo di culture, non è mai stato avvezzo ad essere guidato e già in epoca romana lo si evidenziava, ma allora seppero dare degli obbiettivi che accomunò genti diverse, culture e tradizioni diverse...quale sarebbero invece quelle del PDL o di tutti gli altri lazzaroni?
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# nicolas 2012-12-11 21:57
Ma per favore! Come si fa a scrivere che Berlusconi stia ancora in politica per il propprio tornanto? Se avesse voluto crearsi i depositi di oro ove tuffarsi alla Paperon de' Paperoni gli sarebbe stato sufficiente comportarsi come tutti i capitalisti paraculi:
Elargire mancette a destra e a manca e manifestare simpatie per la cultura sinistra senza dimenticare qualche battutina a favore ell'antifascismo
--"L'Ammibninstrazio ne della cosa pubblica al primo posto" appaartiene a qualche generazione fa Attualmente chi fa olitica la usa solo come pretesto. Paradfossalment e Berlusconi è l'uico politico o meglio l'unico statista(oltre a Craxi) che abbia osato interferire nei disegni massonici messi in cantiere per L'Italia dall'approdo del Britannia in quel di Civitavecchia 2 giugno 1992 .
Lavoando,per l'appunto, all'interesse della nazione beccandosi sul collo tutti i guai giuduziari, il pubbilico ludibrio dell'opinione pubblica mondiale(Bum!!! !)e le battute dei guitti prezzolati servi e decerebrati alla Litizzetto, Fazio,Santoro e schifume discorrendo
Sottolineo statista perchè ,ripetiamolo fino alla noia, nella colonia e portaerei italiana i margini di manovra dei governi sono risicatissimI.
Dopo di lui "le deluge" ossia lo smembramento di quel poco che resta dell'Italia.
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# pelzen 2012-12-12 12:53
Se secondo te l'Amministrazione della cosa pubblica appartiene al passato, non lagnarti se alla fine ti troverai con le toppe e se questo è anche il pensiero comune non capisco che cosa possa servire il voto. Tanto a noi checcefrega?
Però tale pensiero è il paradigma della disfatta morale e culturale che ha portato il mondo occidentale a metter al primo posto il buco del proprio **** anziché alimentare in maniera equa pensiero e corpo. Già, poiché corpo senza testa NON è nulla, ma solo carne per i vermi.
Berlusca ha eccome bisogno di un nuovo posto al sole dato anche che le sue aziende non stanno navigando in acque sicure. La pubblicità è calata mostruosamente e la cassa integrazione è entrata a Cologno Monzese e Publitalia ha bisogno di ossigeno, per non parlare poi di Mediolanum.
Berlusconi inoltre non è ben visto da certi della tribù dei grembiulini/squadra e compasso, tanto che l'intera Europa gli è andata contro le sue ultime sparate sullo spread e sui giochi della Merkel. Tutti gli hanno sparato addosso proprio perché non solo non sta stare in mezzo alla gente, ma è un inutile buffone, e farà anche una brutta fine visto la presunzione con la quale vuole mostrarsi. Ma è la presunzione del perdente che spara in tutte le direzioni nella speranza di colpire qualche altro suo simile.
Lasciamo perdere Craxi e tutta la pletora di lazzaroni che hanno governato l'Italia. Nessuno merita l'alloro, ma tutti sono candidati a macerare nel letamaio che hanno creato.
Per quanto riguarda i guai legali, oltre al fatto che alcuni sono fondati, non ha saputo agire da vero capo del governo e non ha saputo imporre la riforma della magistratura: chi è causa del suo mal pianga se stesso.
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# pelzen 2012-12-13 10:22
Vedi oggi, a sostegno della tesi del comportamento buffone, come hanno reagito le borse alle dichiarazioni di voler sostenere Monti se entrerà in un governo di "grandi intese".
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# roberto0 2012-12-10 12:06
Berlusconi ha realizzato , uscendo di scena un anno fa la miglior idea dei suoi 20 anni . Adesso potra' parlar male di Monti al quale ha fatto fare il lavoro sporco . Il problema sara' se vincera' Berlusconi o vincera' lo spread il quale grazie a Draghi salira almeno a 550
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# riccardangelo1 2012-12-10 13:02
Grazie,Direttor e, magnifico come sempre.
Tengo, ormai da oltre quindici anni "L'elogio di Catilina . . . ." - splendido il finale con l'accenno, allora a pochissimi anni di distanza, all'incontro sul Britannia e il commento al canone RAI ed a RAI 3 - ben in evidenza e ogni tanto ho gusto a rileggerlo anche per verifica di dove e come siamo andati a finire.
Ho apprezato tra l'altro l'ottima conoscenza storica dimostrata dal Direttore, ricordando i passi di Plutarco delle "Vite parallele" e degli scritti di Cicerone riguardanti la congiura.
Allora, dopo alcuni anni, arrivò Giulio Cesare, ma ora?
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# Boromir 2012-12-10 14:43
Ma c'è ancora gente che spera in Berlusconi? Mah...
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# nicolas 2012-12-11 07:38
Si! Gli amanti delle cause perse ma anche della gloria imperitura.
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# marengo1 2012-12-10 14:52
Sarò complottista ma secondo me Berlusconi sta facendo il gioco che Monti e compari vogliono e cioè "commissariare L'Italia"..
forse neanche Monti si aspettava che digerissimo senza colpo ferire tutta questa austerità,quale miglior occasione per regalare l'italia alla troika?
spred su borse giù, ancora qualche giorno e monti chiederà gli agognati aiuti dopodiché qualsiasi governo andrà bene,
saremo commissariati.

Claudio
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# sempreio 2012-12-10 18:26
DICONO IN ALTRI SITI, CHE B. PORTERA ALL'ITALIA LA LIRA...MA DIGITALE, PRIMA UN TESSERINO PER TUTTI E POI FORSE IL MICROCHIP INCORPORATO...CHE DIO CI SCAMPI
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# gustavo d 2012-12-10 15:35
Direttore debbo dire che stavolta ho paura, certo non temo per la mia incolumità fisica, tanto prima o poi ci tocca né di perdere il lavoro (sono statale, ma non mi faccio illusioni), qualcosa farò, però ho una fottutissima paura di sbagliare.
Alle prossime elezioni ho deciso di evitare tutti i dinosauri e tutti i loro partiti di zombie, mi rimangono Grillo (che non mi piace , ma potrebbe avere un certo peso) e Forza Nuova (che mi ispira simpatia, ma temo non conteranno mai una cippa). Che fare? E se poi non succede niente neanche stavolta a cosa è servito votare? Comunque ho messo una pietra sopra su tutti i partiti zombie. Ma li ha ascoltati? C'è un Paese che va a rotoli e non riescono a parlare d'altro che di poltrone e finocchi. Ci sarebbe una soluzione: l'uso della forza. Ahimè! Non posso neanche permettermi di fare il rivoluzionario, sono un servitore dello Stato (anche se marcio e putrefatto).
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# 9zZ 2012-12-10 16:54
Caro Direttore,
Ottimo articolo, come sempre.
Una sola annotazione sul Nord e la sua incapacità.
Al Nord esiste la Lega, nata e creata da Roma proprio con lo scopo di controllare e "bidonare" qualsiasi tentativo di sollevare la testa.
Tutto è studiato e controllato nei minimi dettagli per far sì che nessun'altro movimento possa soppiantare questo partito di traditori.
Ci sono stati dei tentativi seri e delle morti strane.
Questo almeno per cronoca, correttezza e rispetto per chi ci ha provato.
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# cangrande 2012-12-10 18:52
Verissimo !!!!!!!

Il classico "binario morto". I fatti parlano da soli........
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# CptHook 2012-12-10 17:10
Citazione:
Ma la massa italiana, e segnatamente la sua semi-borghesia arricchita, non ammette nemmeno la possibilità che esistano modi di pensare superiori al suo, e che vi siano concittadini di rango intellettuale e morale superiore alla sua stolida esistenza.


Magna veritas..., purtroppo!

Per il resto, suggerisco anche la lettura dell'ottimo "Italiani pecore anarchiche" di Roberto Gervaso.

Salute a tutti,

Arrigo de Angeli
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# ulisse 2012-12-10 18:16
@gianfranco56IT
Sono del Sud Italia (absit injuria verbis),ma ...concordo in pieno con gianfranco56IT su
1)terremoto in Abruzzo, Salerno-Reggio Calabria, etc;
2)opportunità di accendere polizze di assicurazione privata sugli immobili, contro gli eventi atmosferici estremi (terremoto,allu vione,altre calamità naturali).
Smettiamola di beccarci come i polli di Renzo Tramaglino, perché così facendo siamo autolesionisti.
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# sempreio 2012-12-10 18:22
MA UN CATTOLICO PUO VOTARE UN MASSONE PIDUISTA DEDITO A TUTTI I VIZI CAPITALI SENZA INCORRERE IN QUALCHE GUAIO PER L'ANIMA? SE NO LA SCOMUNICA PER CHI SURROGA I MASSONI, ALMENO LA COLPA DI AVER INFESTATO IL PARLAMENTO: NON PIANGERE ADESSO PER L'ITALIA..C'E L'HAI VOTATA TU LA M. AL PARLAMENTO
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# nicolas 2012-12-11 07:43
Tana per don Giorgio DE Capitani falso prete, falso cattolico e !dunmeh" d.o.c.
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# Germano Raffaele 2012-12-11 00:24
E' tardi, il Rano dorme, perciò non leggo i commenti. Dopo aver letto l'articolo mi è venuto in mente un uomo politico che sarebbe stato immenso: Enrico Mattei.
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# milvus 2012-12-11 11:45
Salmo 36, v. 29: " Iddio non lascia mai il giusto nell'abbandono". Si dice che Berlusconi abbia "aperto la porta" a Renzi, e lui, assolutamente si rifiuta di varcare quella soglia...
Forse anche Renzi dovrebbe ripassare la politica, la diplomazia se vuole ottenere qualcosa di solido per il Paese e non semplici slogan vuoti di contenuti. Noi alle primarie, meno io, ci siamo andati, un Bersani distruggerebbe la famiglia, ma adesso che Berlusconi gli offre un dialogo, perchè non accettare?
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# nicolas 2012-12-11 18:16
Vedi Milvus, Renzi è un politico geneticamente modificato ad uso e consumo puramente mediatico. Come uomo vale meno di una cicca. E' un vuoto umano , un etereo programmato per la comunicazione via etere per l'appunto. Un animale televisivo fotogenico messo per uso ipnosi di utenti assuefatti totalmente al mezzo televisivo,
Per farne un uomo, insieme a tutti i sinistri amanti della classe operaia a parole.
Siffatto tizio dovrebbe lavorare per almeno 5 anni all'Ilva o nelle miniere d'alluminio.Il salario, ovviamente dovrebbe essere l'unico sostentamento.
Chissà se in miniera udirebbe il grido di dolore delle donne iraniane.
Cio' non toglie che un giorno anch'egli possa passare per le vie di Damasco.....
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# madmax 2012-12-11 12:49
Prima è stato creato un debito pubblico, per farlo occorrevano dei farabutti, fra i politici e fra i cittadini... destra e sinistra solo dei diveersivi, le ideologie usate come trucchi... poi è stato creato un buco nero finanziario coi derivati: 22 volte il prodotto lordo mondiale, anche lì sono stati necessari dei farabutti fra i politici ed i cittadini... adesso monti ha completato - pechè questo aspetto è stato completato - che sono i cittadini europei i garanti di ogni aspetto di questa colossale truffa... ora stiamo per entrare nella tragedia finale, quella che deve portare il disorientamento , perchè solo dal caos imporranno la loro soluzione... guardatevi, lo dico con affetto : per cercare di dire a voi stessi che state capendo qualcosa o che c'è una speranza state riesumando il passato di 20, 30, 40 anni fa...
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# amsicora 2012-12-11 13:59
@ luigi copertino

"prima o poi anche il fisco sarà privatizzato"

guarda che in italia è successo l'esatto contrario, con la nazionalizzazio ne delle esattorie private voluta da giulietto
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# Luigi 2012-12-12 14:30
Come al solito amsicora non ha capito un tubo di quanto da me detto.

Sin dai tempi dei romani l'esazione delle tasse era "appaltata" a privati (come dimostra anche la figura evangelica di Levi, ossia Matteo, che Cristo chiamò ad essere apostolo da esattore del fisco romano che in precedenza era). Questo però non ha mai comportato la "privatizzazione " della funzione pubblica originaria (ed infatti i privati esercenti pubbliche funzioni erano o compensati a parte o titolari di un aggio sugli introiti ma non erano i "sovrani" ovvero i detentori del pubblico potere che rimaneva sempre in capo allo Stato). La "privatizzazione " delle pubbliche funzioni nasce dove si concepisce l'abolizione (marxiana e - per via della stretta parentela filosofica sottesa - liberale) dello Stato con la depubblicizzazi one o destatualizzazi one delle funzioni pubbliche, ossia delle funzioni che caratterizzano la sovranità. Quando si inizia a pensare che la funzione della difesa può essere svolta da un esercito privato e mercenario (come accadeva in epoca pre-statuale) o che la funzione giurisdizionale può essere esercitata da arbitri privati o, ancora, che la funzione erariale può essere ridotta al versamento di quote di contribuzione societaria come se i cittadini fossero i meri soci di una società commerciale, allora siamo in presenza di una tendenza alla destatualizzazi one o depubblicizzazi one, ossia alla "privatizzazione ", delle funzioni pubbliche (e non alla mera concessione amministrativa o al mero appalto di tali funzioni che però restano pubbliche e sovrane). La "privatizzazione ", che si accompagna alla scomparsa della forma politica dello Stato, è esattamente ciò che un po' alla volta, sotto la spinta di forti correnti culturali come quella degli "anarcoliberisti " americani, si va inverando in tutto l'occidente.


Luigi Copertino



Citazione amsicora:
@ luigi copertino

"prima o poi anche il fisco sarà privatizzato"

guarda che in italia è successo l'esatto contrario, con la nazionalizzazio ne delle esattorie private voluta da giulietto
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# Luigi 2012-12-12 14:30
Come al solito amsicora non ha capito un tubo di quanto da me detto.

Sin dai tempi dei romani l'esazione delle tasse era "appaltata" a privati (come dimostra anche la figura evangelica di Levi, ossia Matteo, che Cristo chiamò ad essere apostolo da esattore del fisco romano che in precedenza era). Questo però non ha mai comportato la "privatizzazione " della funzione pubblica originaria (ed infatti i privati esercenti pubbliche funzioni erano o compensati a parte o titolari di un aggio sugli introiti ma non erano i "sovrani" ovvero i detentori del pubblico potere che rimaneva sempre in capo allo Stato). La "privatizzazione " delle pubbliche funzioni nasce dove si concepisce l'abolizione (marxiana e - per via della stretta parentela filosofica sottesa - liberale) dello Stato con la depubblicizzazi one o destatualizzazi one delle funzioni pubbliche, ossia delle funzioni che caratterizzano la sovranità. Quando si inizia a pensare che la funzione della difesa può essere svolta da un esercito privato e mercenario (come accadeva in epoca pre-statuale) o che la funzione giurisdizionale può essere esercitata da arbitri privati o, ancora, che la funzione erariale può essere ridotta al versamento di quote di contribuzione societaria come se i cittadini fossero i meri soci di una società commerciale, allora siamo in presenza di una tendenza alla destatualizzazi one o depubblicizzazi one, ossia alla "privatizzazione ", delle funzioni pubbliche (e non alla mera concessione amministrativa o al mero appalto di tali funzioni che però restano pubbliche e sovrane). La "privatizzazione ", che si accompagna alla scomparsa della forma politica dello Stato, è esattamente ciò che un po' alla volta, sotto la spinta di forti correnti culturali come quella degli "anarcoliberisti " americani, si va inverando in tutto l'occidente.


Luigi Copertino



Citazione amsicora:
@ luigi copertino

"prima o poi anche il fisco sarà privatizzato"

guarda che in italia è successo l'esatto contrario, con la nazionalizzazio ne delle esattorie private voluta da giulietto
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# amsicora 2012-12-14 13:49
non capisco quello che dici, ma è evidentemente un mio limite....

battute a parte:
1-fino al 2005 le esattorie erano gestite da imprese private
2-nel 2005 queste esattorie private sono state nazionalizzate con la creazione di equitalia spa, società possieduta da agenzia delle entrate e inps, cioè da enti statali

su questo non sono stato smentito

aggiungo che oggi il fisco è già stato privatizzato, nel senso che la quasi totalità di imposte e contributi giungono "spintaneamente" alle casse dallo stato dai sostituti di imposta come i datori di lavoro che pagano le tasse al posto dei loro dipendenti e che effettuano le ritenute d'acconto sui compensi dei professionisti, versano l'iva e "segnalano" al Fisco i loro clienti e fornitori.
infatti oggi i datori di lavoro sono costretti a fare i gabellieri per lo Stato e per di più gratis (almeno Equitalia si fa pagare!)
in realtà il tuo amato stato da solo, con la cosiddetta lotta all'evasione fiscale, anzi con la "guerra agli evasori" (evasori magari con la barba sfatta come da spot di tremonti...) l'agenzia delle entrate non riesce a procurarsi che 13 miliardi su 730 miliardi di entrate fiscali e contributive.
contrariamente a quanto sostiene il luogo-comunismo gli italiani sono, in realtà, dei grandi pagatori di tasse!
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# musicus barocchus 2012-12-11 17:52
Farabutto, ma finché lui fu vivo (morì prematuramente) , sbarrò il passo agli ideologi sciacalli alla Robespierre, ai giacobini e al Terrore: «Non ho mai adottato la loro metafisica, né i loro crimini inutili», disse.

Già Robespierre,l'Incorruttibile, l'incarnazione dell'onestà che viveva in una stanzetta di una modesta pensione,mentre in Place de la Guillotinè(oggi Place de la Concordè)si accumulavano 17,000 teste sofferenti di cefalea procurata da idee non in linea con i tempi nuovi.I grillini e i travagliati sono avvisati.
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# nuovo_larosa 2012-12-11 19:02
Non credo ci siano delle possibilita' concrete di cambiare il segno dei tempi e la tragica discesa agli inferi che si sta realizzando. Berlusconi e' tornato per lasciare alla greppia un po' di suoi servi e avere un po' di potere di ricatto ancora per giudici e magistrati vari. La pluocrazia mondialista profittera' per devastarci senza pieta', con la scusa che con Berlusconi in parlamento l' Italia non e' affidabile per i mercati. Il delitto cosi' sara' compiuto. Noi possiamo solo cercare di fare una resistenza non organizzata (l'organizzazione costa e siamo senza soldi) ma soprattutto non settaria. Abbandoniamo distinzioni tra destre e sinistre, padanie e duesicilie, facciamo tutto il possibile per unire anche chi e' lontanissimo da noi ma ha capito chi e' il nemico numero 1. Le differenze possono aspettare o trovare altri luoghi per manifestarsi e confrontarsi.
G.larosa Pescara Duesicilie
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# pelzen 2012-12-12 00:22
Non so se sia vero ma domani alle 18.45 MAURIZIO BLONDET sarà in un incontro presso la trasmissione RAI "L'Ultima Parola".
Ecco il Programma dell'Evento:

ore 17.00 PRESENTAZIONE SERATA
RIECHO ECONOMIA E LIBERTA'
Questa volta non e' diverso!

17.55 BEPPE SCIENZA
I vantaggi del Contante secondo la Bundesbank e secondo Bankitalia

18.20 USEMLAB - Francesco Carbone
Immoralità del debito pubblico, inflazione e sovranità monetaria, oltre la democrazia

18.45 MAURIZIO BLONDET
la storia insegna! Il caso tedesco!

19,10 IL GRANDE BLUFF - Stefano Bassi
lo spread è morto viva lo spread!

19.35 RISCHIO CALCOLATO - Paolo Rebuffo
I risultati miserabili del governo Monti, la bancarotta inevitabile e opportunità per il Nostro Paese
Oro fisico come mezzo per preservare le ricchezza da una bancarotta

20.00 ROBERTO GORINI
fare impresa in tempo di crisi - il difficile ruolo dell'imprenditore

20.25 MERCATO LIBERO - Paolo Barrai
OLOCAUSTO DEI RISPARMI - la via delle soluzioni operative per la famiglia, le aziende, il tutto passando dalla forza del gruppo

21.00 AUGURI NATALIZI
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# milvus 2012-12-12 00:55
@ Nicolas: non so cosa dirle, avrà ragione, nei dettagli, però la prospettiva del puzzle in generale sarebbe: si pretende incassare un debito imposto speculativo impagabile e chi lo esige è contro le regole e la logica del capitalismo, in certo modo ciò che ci impongono a forza è un qualcosa che somiglia al comunismo.
Poche Banche private controllano il flusso del capitale mondiale, decidono totalitariament e da anni , al di sopra delle democrazie popolari, controllano prima il destino delle comunità, e poi di tutta l'umanità.
Siamo in deflazione già da tempo, il sistema, come fu per le Torri Gemelle, imploderà, la facciata crollerà intera, perchè dentro c'è qualcosa di bloccato e rotto da tempo: il debito incrementato per sopravvivere.
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