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Ratzinger ebreo? Il complottismo per inferiorità
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«Volevo chiedere al Direttore cosa ne pensava di questa genealogia ebraica di Ratzinger.

Potrebbe essere affidabile
?

Grazie

frank10
»


Che cosa vuole che ne sappia, caro lettore. Oppure immagina che io voli in Germania e mi seppellisca in polverosi archivi teutonici per controllare l’ebraicità di Ratzinger? Ammetto che il documento è piccante. Ma è noto che un simile albero genealogico fu stilato per Adolf Hitler («Hitler era ebreo») ed io ho sempre pensato: e allora? Cosa vuol dire?

Se si vuol insinuare che sia la razza a determinare comportamenti malvagi e doppiezze morali, come se ci fosse «qualcosa» nel DNA che la porta a questo, mi ribello. Il male che fanno gli ebrei (e lo fanno) non è dovuto a «qualcosa» nel loro DNA, bensì alla loro educazione, alla cultura che ogni ebreo riceve dai genitori e dai rabbini: è quella cultura che instilla l’odio per l’altro genere umano, il disprezzo assoluto («goym animali parlanti») e il vittimismo come falsa coscienza, da cui si sentono autorizzati «per difendersi», a comportarsi con fondamentale slealtà verso il prossimo.

Non è la loro razza, è la loro cultura. Il che, se ci pensa, è un’accusa peggiore contro di loro. Perché uno non ha colpa della propria razza; ma è colpevole della cultura che ha adottato e a cui aderisce, se porta a delitti. Per di più, uno non può cambiare la propria razza; ma può cambiare la propria educazione, ideologia di superiorità razziale, e di vittimismo falso, insomma la «cultura» ebraica; anzi deve cambiarla, visto che è così pericolosa e dannosa per il resto dell’umanità che deve convivere con l’ebraismo.

Così, in fondo, non mi pare decisivo, per spiegare gli atti del Pontefice attuale, il suo DNA. La tragedia fondamentale della Chiesa d’oggi è sì il suo essere giudaizzante, il suo considerarsi solo un pollone anomalo dell’ebraismo e quasi a volervi ritornare.

Ma San Paolo era un ebreo integrale, e che cosa fa in tutte le sue lettere? Una cosa che la Chiesa d’oggi mette tra parentesi: combattere instancabilmente, rudemente, contro le tendenze giudaizzanti, forti nella Chiesa nascente. E San Giovanni, l’ebreo così profondamente intriso di mentalità giudaica da scrivere l’Apocalisse come una discesa dal cielo di Gerusalemme celeste, e dove vede i martiri cristiani come agnelli sgozzati sotto l’altare del tempio ebraico? Ebbene: il Vangelo di Giovanni l’ebreo spiaceva al cardinal Martini, lo trovava troppo «antisemita», come del resto trovava San Paolo «influenzato dagli ambienti antisemiti».

Gilad Atzmon: andate a ricercare il suo albero genealogico, e troverete solo ebrei; eppure chi più di lui deride il vittimismo israeliano come copertura della ferocia ebraica? Atzmon spiega bene cosa ha fatto: s’è spogliato della «cultura» tribale che lo legava alla «solidarietà» giudaica, e s’è trovato benissimo. Chi più ebreo di Israele Shahak? È diventato cristiano ortodosso, dice: ho abbandonato la religione dell’odio per quella dell’amore. Ho avuto un amico di origini ebraiche recenti, Samek Lodovici: firmerei per essere un centesimo cattolico coraggioso e intransigente, limpido e chiaro come lui.

Chiaro? Non chiedete la razza; chiedete quale «cultura» fa agire gli uomini così come agiscono.

Ma il quadro genealogico che lei mi invia, caro lettore, vede nella salita di Woytila (che aveva sicuramente sangue ebraico) e di Ratzinger al soglio di Pietro, un secolare complotto per mettere ebrei tribali, guadagnati al disegno di distruzione universale, al vertice della Chiesa. La citazione di Shebet Naftali di Praga risalente a quasi due secoli fa, è di fatto straordinariamente significativa: ha detto: «Non accettare mai posizioni subordinate. Della massima importanza per noi è la Giustizia e la Difesa (i ministeri, ndr). Ci dà l’opportunità di conoscere la posizione dei nostri nemici e il loro potere reale. Abbiamo già avuto in molti Stati ministri delle Finanze e anche ministri della Giustizia. Il nostro obiettivo è di essere al ministero del culto (Clero cattolico e Papato, naturalmente, ndr). Dobbiamo conseguirlo esigendo parità ed uguaglianza civile...».

In altri tempi mi sarei gettato con gioia su questo sostanzioso indizio del complotto. Da tutta la vita mi occupo di svelare cospirazioni, mi sono imbattuto in cospirazioni durante la mia carriera di giornalista, ho scritto un volume dal titolo Complotti...

Adesso però trovo una crescente ripugnanza ad incoraggiare il complottismo di certi dei miei lettori. E sapete perché? Perché c’è un complottismo di cattiva lega, oggi dominante in Italia: evocare complotti come scusa per la propria impotenza, inettitudine, insufficienza italiota. E come giustificazione per continuare a non far nulla per cambiare.

Si è arrivati al punto che un lettore del Nord dice che,

«La Lega è stata creata da Roma con lo scopo di controllare e bidonare qualsiasi tentativo di sollevare la testa. Tutto è studiato e controllato nei minimi dettagli per far sì che nessunaltro movimento possa soppiantare questo partito di traditori».

Questo mi pare portare troppo oltre il complottismo: Lega creata da «Roma»? Perfetto. Ciò serve ottimamente per assolvere i milioni di italioti che hanno acclamato come loro mistico capo Bossi, mettendosi in testa nei grandi momenti le corna di cartapesta di celti immaginari. E perché l’hanno acclamato? Esattamente perché era «uno come noi», uno che invece di argomentare fa gestacci, che invece di replicare fa pernacchie e scorregge... Uno come noi, non c’è dubbio. Chi non faceva pernacchie era già meno idolatrato, era sentito lontano, «non uno dei nostri». Ecco perché non avremo mai una classe dirigente.

Un altro lettore:

«Sarò complottista ma secondo me Berlusconi sta facendo il gioco che Monti e compari vogliono e cioè commissariare LItalia».

No, non c’è bisogno di immaginare un complotto (1): basta la stupidità, superficialità e facilismo del Cavaliere a spiegare tutto.

Berlusconi sta già usando ed abusando di questa tendenza italiana ad accusare «complotti» per assolvere se stessi: un complotto l’ha sbattuto fuori dal governo, un complotto sta facendo crescere lo spread, un complotto fa sì che tutti i giornali esteri lo deridano come «La Mummia». Come se non fosse stato lui a portarci in «questa» Europa, ad accettarne le condizioni più odiose e strangolatrici; oltreché ad aumentare le tasse e la spesa pubblica; e nei consessi internazionali a comportarsi con la tipica, caricaturale maleducazione italiota, che lo ha fatto detestare e disprezzare dai partner con cui doveva sedersi al tavolo delle trattative.

E pazienza se la portinaia e il meccanico credano che in Europa c’è un complotto contro di lui. Ma se lo dice Berlusconi, confessa solo la sua inadeguatezza e nullità: c’eri tu a quei tavoli, ti avevamo votato, dovevi battere il pugno, importi, smascherare il complotto.

Ah già, ma il lettore dice che Berlusconi «fa parte del complotto»: a questo punto, lo studioso professionale di complotti si deve arrendere. Non riesce a seguirvi in questo complottismo doppio carpiato con avvitamento.

No, non voglio dare argomenti a questo tipo di complottismo. Né incoraggiarlo, né condonarlo. Già il furbastro Cavaliere lo sta agitando a suo vantaggio. E ciò sta producendo in questa plebe che non è né popolo né classe dirigente un fenomeno ben noto, che allega i denti: il nazionalismo cialtrone italiota.

I giornali francesi ridono del ritorno di Berlusconi in politica? Ho già sentito italiani che telefonano alle radio: «La Francia guardi ai suoi problemi, che ne ha di peggiori!». «I tedeschi? Quegli stronzi!». È il tipo di «patriottismo» che si esprime non già nel migliorarsi individualmente per far onore alla patria, bensì esclusivamente nelle tribune calcistiche, quando gioca la Nazionale: urla, berci, disordini, violenze e «pancia». Non crediate che tale nazionalismo da straccioni sia innocuo: certe volte, finisce per portarci in guerra in Russia con le scarpe di cartone.

Da vent’anni, personalmente, documento cospirazioni internazionali e grandi disegni occulti che ci passano sulla testa: se qualche politico avesse letto qualche mio libro, forse avrebbe evitato qualche castroneria; almeno, avrebbe capito qualche gioco. Invece, solo adesso che è perdente, il politico tira fuori i complotti. Troppo tardi, Cavaliere.

Troppo tardi, italiani. È tardi, caro lettore, anche per indagare se Ratzinger ha sangue ebraico. Io a suo tempo, quando appena eletto Pontefice andò in pellegrinaggio ad Auschwitz, scrissi: ecco, anche lui va a bruciare il grano d’incenso all’unica religione rimasta, l’unica per cui è ancora richiesto un culto pubblico obbligatorio, a cui si deve professare una fede senza eccezioni (niente «libertà di coscienza», qui): la religione dell’olocausto. Che è poi il culto in cui il popolo deicida rappresenta se stesso come Messia, prima ucciso innocente, oggi risorto e trionfante: insomma una parodia blasfema del vero Cristo.

Non è un’accusa già grave? Da imporre qualche riflessione in alto loco? Il fatto che sia eventualmente un ebreo non aggiunge molto.

Noi oggi reagiamo alla crisi in cui siamo con un tardivo «nazionalismo d’inferiorità» che converge perfettamente con il «complottismo d’inferiorità»: entrambi sono espedienti psicanalitici intesi a negare il proprio (giustificatissimo) complesso d’inferiorità da ultimi della classe.

Oggi, dunque, mi sembra molto più urgente questa domanda: come mai siamo gli ultimi della classe in Europa? Come mai siamo caduti come pere cotte vittime di complotti da quattro soldi da Berlino e da Bruxelles, lasciando legare la nostra capacità produttiva alla moneta «tedesca»? E per giunta agitando giulivi le bandierine del nostro «europeismo» facilista e cretino? Sono dieci anni che la nostra produttività cala, insieme con la nostra capacità di reagire e farci rispettare, di leggere gli avvenimenti, di reggerci con dignità sulla scena del mondo.

La domanda finale è dunque assai sgradevole: Come convincere un popolo intero che è poco intelligente, e che non si salverà fino a quando non se ne convinca? Sì, perché si può e deve criticare il mondo moderno; ma un popolo non può reggersi nel mondo moderno, maneggiarne in modo adeguato, con finezza ed elevatezza, la complessità richiesta nell’amministrazione pubblica, nella scienza, nelle concezioni del mondo, nella «lettura» del reale, se ha rinunciato ad esercitare le funzioni intellettive. Questo è quanto succede a noi italiani. Infatti decadiamo. Cosa volete fare, con una nazione di cui l’80% non comprende un testo scritto? Metà della quale non ha nemmeno il titolo di terza media? E che nella quasi totalità non legge più un libro da allora? Gli analfabeti non abitano più in Europa da tempo; non è certo un caso, o un complotto esterno che ci fa scivolare verso le Afriche. Siamo noi il complotto contro noi stessi.

«La democrazia vive se c’è un buon livello di cultura diffusa... Quanti di noi hanno la possibilità di ragionare sui dati di fatto, partecipando alle scelte collettive e documentandosi sul senso di quelle scelte?» Tullio De Mauro, Analfabeti d’Italia.



La stupidità raggiunge vertici addirittura comici fra chi ha il potere. Avete presente i procuratori di Palermo: quelli che cercano di provare che c’è stata una trattativa tra Stato e Mafia? Che hanno intercettato il Capo dello Stato e si tengono le intercettazioni? La Corte Costituzionale, come saprete, ha dato ragione a Napolitano e torto a loro. E loro, l’Ingroia El Guatemalo, come protesta?

«È stata una sentenza politica». E manco si accorge, El Guatemalo, che usa lo stesso identico argomento di Berlusconi che lui odia; che quindi gli sta dando ragione (sì, la magistratura è politicizzata); e che infine, trascina nel fango la funzione della giustizia più ancora di Berlusconi, essendo lui un togato, mica un imputato. Addirittura, due sostituti di Palermo si sono dimessi per protesta. Protesta anche contro i colleghi: «L’Associazione Nazionale Magistrati ci ha lasciati soli». L’Associazione Nazionale Magistrati è il sindacato dei giudici – che già non dovrebbe esistere, perché i magistrati non sono lavoratori dipendenti: lo Stato li paga (purtroppo), ma non può dar loro istruzioni su cosa e come fare. Ma soprattutto, cosa suppongono i due sostituti di Palermo? Che il loro sindacato faccia qualche pressione, qualche telefonata aum-aum ai giudici costituzionali, per «aggiustare» la causa? Ma si rendono conto? Sono esattamente come Berlusconi. Stessa pasta. E soprattutto, infinitamente stupidi, ignoranti e irresponsabili.

Sono figli nostri. Siamo così stupidi come collettività, che persino i nostri «tecnici» che ci hanno messo sopra dall’estero, si sono rivelati degli incompetenti, ignoranti della complicata realtà italiana; ed hanno finito per stroncarne le ultime capacità produttive anziché rilanciarle. E una quantità di italiani, per odio al Cavaliere, implorano che questi tecnici incapaci restino a governare, e compiere le ultime rovine.

Del resto, sappiamo cosa aspettarci dal governo Bersani. Lo ha scritto su La Stampa Luca Ricolfi:

«Bersani, portando in parlamento 300 o 400 uomini e donne a lui più o meno fedeli, sarà costretto ad occuparsi a tempo pieno degli affari interni del centro-sinistra: come tener buona la CGIL, come agganciare Casini, come non farlo litigare con Vendola, come dare a tutte le sigle che confluiranno nel carrozzone del centro sinistra onori, posti, poltrone e strapuntini (...). Di governare no, non ci sarà il tempo, lenergia e la possibilità per nessuno, chiunque vinca».

E allora, non c’è da stupirsi se ci governino al posto nostro dall’estero, nel loro interesse, gente che non abbiamo eletto: quelli che eleggiamo sono così, non hanno tempo di governare. Né gli interessa: per loro, «fare politica» consiste nella spartizione di poltrone e strapuntini. E in ciò si esaurisce.

Ma allora non c’è speranza, direte voi. Ma certo che c’è speranza. Basta imparare o re-imparare ad usare l’intelletto. Anzitutto bisogna studiare; ma non solo a scuola. Bisogna conquistare l’atteggiamento di studente permanente, fino alla quarta età; porsi davanti ai fatti con lo spirito di chi vuol apprendere la lezione dai fatti, ricavarne conclusioni sensate; capire gli argomenti degli altri, anche dell’avversario (mai sottovalutarlo); ascoltare chi sa di più, rispettarlo un poco, sforzarsi di superare la «pancia». Insomma porre a se stessi come popolo, un programma di miglioramento reale, una cultura che seleziona i migliori e li mette ai posti che competono loro, dove possono rendere di più. Imparare l’umiltà, che significa il riconoscimento della propria inadeguatezza rispetto al mondo contemporaneo; imparare a vergognarsi di non essere all’altezza... Ma qui rischio di ripetermi.

Vi sembra un programma impossibile? È invece possibilissimo, basta volerlo. Come gli ebrei non sono malvagi e astuti per razza, così noi non siamo stupidi per razza; ci siamo resi stupidi a forza di mala-educaciòn. Possiamo cambiare. Tanto più che avremo davanti anni ed anni di tempo – la Grande Depressione (2) – per riflettere, leggere, pensare, ascoltare chi sa di più: niente più vacanze a Malindi, né settimane bianche, non più domeniche di shopping al centro commerciale, niente più cene fuori... dopotutto, nel Gulag c’era la fame, ma la cultura e la conversazione erano vivaci, visto che in galera c’erano gli scrittori e gli scienziati, i filosofi, insomma i creativi e i perbene, e i criminali erano fuori, anzi al potere. Come oggi, e ancor più domani.

Se vi sembra troppo sforzo, allora non so che dirvi...

Finisco, come illustrazione, con l’intervento di una cara lettrice meridionale. Siccome avevo scritto che «Il Nord non è stato capace di esprimere una classe dirigente, non ha saputo approfittare dell’occasione storica irripetibile. Non solo ha mostrato di non essere all’altezza di governare l’Italia, ma di non essere capace di governare se stesso».

Lei replica: «Costatato ciò, chiedo la secessione dal nord, da questo ‘cancro purulento’ che sta trascinando l’Italia verso il baratro e la totale dissoluzione! Davanti a tali scempi ci vuole l’amputazione drastica e senza tentennamenti! O no?)».

Naturalmente, sta scherzando; replica polemicamente alla mia proposta fatta qualche tempo fa, di amputare dall’Italia tre o quattro regioni del Sud, ormai cancrenose. Ma quanta inadeguatezza mostra anche questo scherzo!

Il ragionamento della cara lettrice, se avesse esercitato l’intelletto avrebbe dovuto essere più o meno questo: guarda, questo Blondet che ha fatto una diagnosi spietata (e irritante) del Meridione e dello spirito meridionale, sta facendo una diagnosi ugualmente spietata anche del Nord e dei settentrionali; vuoi vedere che il Blondet non è spinto dalla «pancia», da cieco odio leghista e razzista contro calabri e siculi, bensì da un doloroso e spassionato esame della situazione reale? Al Sud come al Nord?

Più o meno così. Non è molto magari, ma è l’inizio: si chiama «imparare» da quel che si legge, sforzarsi di capirlo. Però non se la prenda, la cara lettrice. Ingroia è molto peggio.





1) La regola prima del complottista professionale dice: quando evochi una cospirazione, devi darne indizi numerosi, se non addirittura le prove. Documentare il tutto citando le fonti. Il lettore convinto che «Roma abbia creato la Lega» per affossare le speranze secessioniste del Nord, scrive: «... ci sono state delle morti strane». Leghisti ammazzati da chi? Da «Roma»? E chi è Roma, precisamente? Quali morti strane? Dica nomi e cognomi. Siamo tutt’orecchi. Sennò, è una chiacchiera da osteria. E al lettore che sospetta un complotto di Berlusconi complice di Monti per far commissariare l’Italia dalla Culona Inscopabile: sono disposto a crederci, ma mi documenti un tantino l’asserzione. Il complottismo, come il giornalismo e l’equitazione, è quella cosa che tutti credono di poter fare senza bisogno d’imparare: ma il cavallo, almeno, si difende.
2) Stiamo imparando sulla nostra pelle che un Paese di analfabeti (5%), semi-analfabeti (38%) e analfabeti di ritorno (30%) non può aspirare a prosperità di tipo europeo. E quindi nemmeno ad un sistema sanitario, a una magistratura, a buone pensioni, a governanti, ad una Polizia di livello europeo. Lentamente, ci rendiamo conto (con molto ritardo) che non siamo più tanto ricchi da poterci permettere sprechi e lussi scandalosi di una classe parassitaria eccessivamente pletorica; e che per troppi anni abbiamo vissuto da ricchi senza merito, chiedendo a prestito le centinaia di miliardi che hanno finanziato il nostro benessere. Il nostro debito pubblico nasce da qui. È tipico dell’uomo-massa imparare soltanto sulla propria pelle.


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Commenti  

 
# sempreio 2012-12-12 17:14
Per me il problema (anche il debito) dell'Italia sta tutto in Parlamento...Una massa di x con stipendi altissimi e rendimento bassissimo.
Ma nessun giornalista televisivo gli e lo notifica
LA POLITICA E' TUTTA UN TEATRINO, BLONDET
E NOI DOBBIAMO SOLO DECICERE SE RIDERE O PIANGERE
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# Brancaleone 2012-12-12 19:07
Semperio, Lei cerca un caprio espiatorio, il problema non è solo in parlamento. Il problema è il parlamento, è la gente che non si sa assumere le proprie responsabilità, quelli come Lei, che si nascondono dietro le quinte del teatrino additando gli attori o il capocomico, piuttosto che quelli che pagano il biglietto per assistere all'immondo spettacolo o che,come me, non hanno il coraggio di incendiare il teatro. Il problema siamo noi tutti.
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# stefano.mc 2012-12-13 09:58
Il problema ė indirettamente il parlamento. Se la questione di base ė che per stare bene al mondo bisogna essete "educati", allora ci vuole qualcuno che dall'alto educhi e civilizzi i popoli, cosî come un bambino riceve dall'alto, tramite i suoi genitori, una certa educazione.
Ma se ė il popolo a scegliere dal basso i suoi governanti, come potrà mai sperare di avere esempi migliori? Qui sta l'inganno della"democrazia".
La soluzione ê la revoca del diritto di voto: il potere deve tornare monarchico. Solo un re nel pieno dei poteri, può comportarsi come un padre di famiglia, perchè governa per volontà di Dio, e ne applica le leggi, le uniche veramente degne di rispetto.
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# Der Freiherr 2012-12-12 18:00
"Non crediate che tale nazionalismo da straccioni sia innocuo: certe volte, finisce per portarci in guerra in Russia con le scarpe di cartone."
Il mio professore di filosofia (si era nel lontano'56), era stato volontario in Russia con la "Tagliamento" ed era stato amputato del piede destro in seguito a congelamento. Probabilmente era una testa calda, perchè, dopo l'8 settembre, si era nuovamente arruolato nalla RSI ancora nalla "Tagliamento"e noi ragazzi lo adoravamo. Un giorno gli domandai: ma professore, è vero che in Russia avevate le scarpe di cartone?
"avevamo scarponi di ottimo cuoio, con le suole di vibram, ma a 40 gradi sottozero anche il miglior cuoio diventa cartone: i Russi avevano stivali di feltro, e noi no, ma non li avevano neppure i tedeschi!". Con tutte le critiche che si possono e si devono fare a chi programmò e organizzò quella tragica
campagna, almeno la leggenda dell'infamia delle scarpe di cartone si può evitare.
A parte ciò, purtroppo tutto vero.
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# Franco_PD 2012-12-12 20:16
Concordo con Freiherr. Avevamo come amico di famiglia un reduce dalla Russia che le gambe le aveva perse entrambe per congelamento. E sosteneva esattamente le stesse cose. E rammento il mio imbarazzo visto che a scuola ci insegnavano invece che il regime fascista, in combutta con degli industriali senza scrupoli, aveva lucrato sulle forniture militari mandando allo sbaraglio i nostri soldati. Il fatto era che gli scarponi italiani erano di ottima fattura, ma più adatti ai nostri climi, e certo indicati semmai per operazioni alpine, non su pianure sterminate con temperature polari costanti. E accadeva quindi quel che Freiherr dice. Al contrario i Russi disponevano dei cosiddetti (mi pare) Valenki. Calzature del tutto simili ai moderni Moon Boot, specie di stivali dopo sci che tutti conosciamo, dal valore commerciale e dalla tecnologia inesistenti. Ma certo efficienti. Curiosando qua e là mi sono imbattuto in un altro falso storico che resiste particolarmente nella mentalità corrente, al quale io sono stato letteralmente allevato, poi: "Perdemmo la guerra sul mare perchè gli Inglesi avevano il radar e noi no". Per puro caso, consultando dati ed equipaggiamenti di una nave da battaglia italiana della II GM proprio in Rete su un sito specializzato, scopro citate nel dettaglio anche le specifiche di un radar imbarcato, con tanto di sigla e modello. Da foto e disegni di navi tedesche, si possono poi vedere apparati radar anche lì, di solito sulla torre principale. Probabilmente molti hanno trovato (e trovano) assai comodo scaricare su un gap tecnico (in gran parte inesistente) i rovesci militari di quella che era una delle principali flotte al mondo, all'epoca. E bisognerebbe a questo punto rileggersi "Navi e Poltrone" di Trizzino. Che infatti i suoi guai li ebbe, e grossi pure.
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# Maurizio Blondet 2012-12-13 08:35
E' come immaginavo: qualcuno vuol eccepire sulle scarpe di cartone. Ottimo cuoio, peccato che a 40 gradi sottozero... Allora sottilizziamo: immediatamente, ossia già nell'estate, i comandanti degli Alpini in Russia si resero conto del problema, e inviarono a Roma dei modelli "valenki", gli stivali di feltro dei mugiki, perchè ne fabbricasse un mezzo milione. A Roma non accusarono nemmeno ricevuta. E' questo che dico, quando accenno alle scarpe di cartone. Potevo dire: fucili 81, carri armati "scatole di sardine", artiglierie insufficienti... ma voi mi ribattereste punto per punto. Era tutto ottimo. Il Duce ha sempre avuto ragione.

Maurizio Blondet
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# Franco_PD 2012-12-13 16:26
Contesto decisamente il punto di vista di Blondet, e mi chiedo come mai sia così difficile riuscire a farsi capire. Dietro la famosa, usata ed abusata storia degli “scarponi di cartone” c’è sempre stato il concetto propagandistico della piccineria, della malversazione e della malafede attribuito al fascismo dell’”armiamoci e partite”. E invece mi son fatto l’idea – e l’ho scritto – che fosse spesso pura falsità per occultare responsabilità professionali (militari…) che col fascismo non c’entravano nulla. Per rimanere sull’argomento, gli scarponi in questione costavano cari e amari: ne avete mai visto un paio? Ce ne sono ancora in qualche cantina, tuttora calzabili se mantenuti appena lubrificati con grasso di foca negli anni. I “Valenki”, invece, quelli sì erano di materiale scadente. Però i primi erano certo inadeguati, e i secondi no. Le mancate competenze e i pregiudizi del mondo militare (specialmente italiano e francese dell’epoca, entrambi depoliticizzati che dir si voglia) quelli sì sarebbero meritevoli di critiche feroci. Ma è più conveniente buttarla in politica. Vogliamo scendere in altri e diversi dettagli tecnici? Internet offre ampi spazi di documentazione. Parliamo delle ridicole “fasce mollettiere”?. O delle scatole di sardine che l’arte militare italiana gabellava per “mezzi corazzati” (qui Blondet cita il giusto). O dei velivoli assurdamente sotto armati fin quasi alla fine della guerra? Era un mondo – quello militare – presuntuoso e saccente, ripreso da un Hemingway come da un Mohr (in Atlantis), o da ammiragli inglesi o dallo stesso Blondet. Quest’ultimo notava della Wehrmacht che la differenza tra ufficiale e soldato era solo una: il primo dava gli ordini e il secondo li eseguiva. Andiamo a vedere quale fosse invece lo spirito classista che pervadeva i NOSTRI ambienti militari. Leggevo le memorie di un cameriere italiano emigrato nella Germania nazista (finendo anche al servizio di Hitler). “Voi non potrete capire mai… Nelle terrazze dei caffè di Berlino generali e soldati occupavano tavoli vicini”. Scusatemi poi se non attribuisco responsabilità mussoliniane per i passacarte ministeriali imboscati che ricevuti i valenki si interrogavano forse su cosa fossero quelle strane babbucce bolsceviche. Così come oggi non mi sento di caricare Berlusconi delle eventuali ruberie personali di un suo dipendente Mediaset. Il “non poteva non sapere” lo lascio ai giudici di Milano.
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# Antonio_1234 2012-12-13 12:05
Scusate, ma stiamo perdendo il senso della realtà.
Anche se si fosse trattato di scarponi cuciti a mano da sapienti artigiani del distretto marchigiano, realizzati in pelle umana con stringhe di seta e borchie in oro zecchino, cosa sarebbe cambiato?
Si trattava di un equipaggiamento COMPLETAMENTE sbagliato. Punto.
E chiunque sia stato il responsabile, mandare un Corpo di spedizione in Siberia in quelle condizioni è stato un atto di criminale e inqualificabile stupidità verso i figli migliori del popolo italiano.
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# Franco_PD 2012-12-13 21:37
Antonio, lo so che si tratta di una questione apparentemente di lana caprina. Ma una cosa è dire: "Abbiamo mandato i nostri ragazzi nel gelo con le scarpe di cartone" e un'altra: "Li abbiamo mandati con degli scarponi costosi in pelle pieno fiore e dovevamo invece mandarceli con calzari di scadente feltro pressato". E' tutto diverso. E' quel che sta dietro che cambia il tutto. E' spendere per il proprio figlio e scoprire che si è sbagliato in modo esiziale l'investimento. Altra cosa è dire si è voluto fare i pidocchiosi non equipaggiandolo a dovere. Rendo l'idea? Ma che errore sia stato non ci piove di sicuro.
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# Antonio_1234 2012-12-14 10:33
Stiamo esprimendo lo stesso concetto, solo con altre parole.
Lei, in più, sottindende (se non ho capito male) un certo "dolo" in questi "errori" (chiamiamoli così).
Non ho gli elementi e la preparazione per esprimermi su una questione del genere, ma non mi stupirei affatto se fosse comprovata la verità delle sue supposizioni.
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# Franco_PD 2012-12-12 18:08
Stupendo articolo, soprattutto nella prima parte dove i concetti sono di una chiarezza folgorante. E anche difficilmente contestabili. Mi turba però la conoscenza personale e diretta nell'ambito lavorativo di colleghi di origine ebraica (ad uno sono stato legato per moltissimi anni da rapporti di collaborazione professionale stretta e reciproca ed era di casa qui da me). Ebrei convertiti (quello di cui parlo è figlio di madre ebrea fattasi cristiana). E nei quali comportamenti ed impostazioni sono inequivocabilme nte giudaici, nel senso sgradevole che anche qui usualmente si dà parlando di noti personaggi internazionali. E mi viene il dubbio quindi che non ci sia solo una questione "culturale" in gioco. E notate che personalmente il concetto di "razza dello spirito e non della pelle" evoliano mi troverebbe del tutto consenziente. Ancora - ai margini - Blondet ripropone Berlusconi nel suo articolo. Seguo divertito lo scandalo nazionale e internazionale che la sua ri-discesa in campo sta provocando e il tono degli attacchi a cui il Cav. viene sottoposto. Bene, Berlusconi è bollito, e tutti lo dovrebbero sapere: non possono ignorarlo! Ma perchè allora si scaldano tanto quando si sta avviando a fare la fine del tacchino a Natale? E' profondamente stupido comportarsi così: ma non era il sogno della loro vita vedere il Caimano finire - come avverrà - in forma di borsetta da donna esibita magari da un Vendola a un vernissage di tendenza? Mi viene il sospetto che il Berlusca sia un mediocre. Ma che tutti gli altri lo siano infinitamente di più, e i loro berci gutturali certifichino appunto questa circostanza.
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# varigottibis 2012-12-12 18:11
Caro Direttore,

sono un suo ammiratore al punto da offrirmi come vittima sacrificale per darLe lo spunto a una di quelle tremende ramanzine al lettore che Le permettono di darci ulteriori nobilissimi insegnamenti (non faccio ironia).

Ecco la mia osservazione :

Tutto vero, purtroppo, ciò che dice di noi italiani, e tutto vero che mal comune NON è mezzo gaudio, e tutto vero che i difetti altrui non scusano i nostri, tuttavia dovremmo forse invidiare e prendere a modello, sia pur solamente politico, nazioni che il cui "Berlusconi" di turno ogni martedì mattina aggiorna la lista delle persone da far oggetto di assassinio politico (Obama e il National Counter Terrorism Center) oppure che "sul lavoro" si fa fare una fellatio (Clinton e Monica Lewinski che si affretta a mettere nel congelatore il vestito sporco di sp**ma presidenziale) oppure il cui principe ereditario, adultero, scrive all'amante, adultera, "vorrei essere un ta**ax" ?

Vero che, forse, questi "leaders" curano una immagine per così dire nobile ed aristocratica e di prestigio, tuttavia il nostro cosiddetto "cialtrone" non ha ammazzato nessuno, le sue porcherie non le fa in ufficio e le sue compagne di gioco non fanno raccolta di reperti biologici a scopo ricattatorio (e comunque, a mio parere, sono meno puttane di un Fini con cui lavorare in politica).
Preferisco dovermi vergognare di un "cialtrone" piuttosta che essere fiero di un assassino .

No NON sto facendo la apologia di Berlusconi ma, e qui è il succo del mio intervento, cerchiamo di migliorarci ma non di denigrarci autodichiarando ci peggiori di tutti: questo è falso e ci scoraggia invece di aiutarci a riprendere la strada in salita della ricostruzione dell'Italia .

Cordialmente,
GLG
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# Maurizio Blondet 2012-12-13 08:39
"Preferisco dovermi vergognare di un "cialtrone" piuttosto che essere fiero di un assassino".
Contento lei...
Spero che l'ultima uscita di Berlusconi in stato confusionale da Vespa cominci a guarirvi dalle speranze che mettete in lui. Ha detto che è disposto a non candidarsi, se Monti si mette a capo di "tutti i moderati", Lega compresa. Ciò, ad una settimana di distanza dall'aver atto cadere il governo Monti... si chiama "sindrome maniaco depressiva", ormai conclamata. Chiamate l'ambulanza...

Maurizio Blondet
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# Wotan 2012-12-13 09:54
Citazione Maurizio Blondet:
"Preferisco dovermi vergognare di un "cialtrone" piuttosto che essere fiero di un assassino".
Contento lei...
Spero che l'ultima uscita di Berlusconi in stato confusionale da Vespa cominci a guarirvi dalle speranze che mettete in lui. Ha detto che è disposto a non candidarsi, se Monti si mette a capo di "tutti i moderati", Lega compresa. Ciò, ad una settimana di distanza dall'aver atto cadere il governo Monti... si chiama "sindrome maniaco depressiva", ormai conclamata. Chiamate l'ambulanza...

Maurizio Blondet


Concordo pienamente, la situazione mentale dell'individuo è preoccupante.
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# nicolas 2012-12-14 11:17
Il libretto che Berlusconi aveva fisso sul suo comodino ha fruttato alla grande. Si tratta dell'Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam. iL guaio è che quando fu scritto non esisteva ancora il T.S.O.
Strumento che, quasi certamente gli verrà propinato dai suoi osteggiatori. Una fine meno cruenta di quellla di Gheddafi ma semore brutta rimane.
Ma, visto che nella follia qualche metodo si trova sempre, mi si consenta di farvi osservare che la sityazione politica italiana è quantomeno stramba in virtù dei partiti a "schizofrenia alternata" che dominano la scena dell'arco costituzionale.- Viva Monti ma ora basta! Non siamo daccordo su quello che fa ma votiamo la fiducia per senso di responsabilità! - E via dissociando.
Il Berlusca,in quesro contesto, ha semplicemente rincarato la dose ma con scopi provocatori e di rottura, a mio avviso. Si tratta di un colpo di genio,sempre a mio avviso.Sarà percheè l'eccesso di lavoro che Equitalia e Monti mi nanno caricato sulle spalle mi ha un tantino stressato per cui mi sento in sintonia con le pazziate.
Gli elettori di centro -destra,almeno quelli con po0' di raziocinio non voteranno mai il tizio in Goldman-Merkel. per cui una delle chiavi di lettura dell'iniziativa va interpretata come un assist a Grillo. Il quale è di
rimpettaio di villa del Berlusca in quel di Malindi,mi pare. A volte tra vicini si intrattengono buoni rapporti.
Chiudo il commento per motivi di lavoro. Scusate
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# PIERO61 2012-12-12 18:39
Salve
caro direttore diverse cose che ha scritto, io e mia moglie, le ripetiamo quotidianamente ai nostri figli; leggete, studiate, approfondite, siate sempre informati, piu non conoscete e piu verrete manipolati, ingannati, truffati e uccisi cerebralmente...sul nemico da conoscere, in casa abbiamo moltissimi libri e tanti di questi sono di autori di sinistra: Augias, Eco, Zola, Brunella Gasperini, "scrittrici" moderne e altri: mi aiutano a capirli e a combatterli...con i loro stessi scritti.
Anni fa feci delle ricerche su di un delitto commesso dai partigiani a Villanova d'Albenga (SV), stilai un articolo che venne pubblicato su di una rivista storica e, addirittura, sulla edizione genovese de "Il Giornale", oltre alla testimonianza del fratello dell'uccisa e della locale sezione dei caduti della RSI, il pezzo forte fu il copioso materiale che trovai presso le locali sedi di ANPI e Istituti della Resistenza, le quali, una volta comparsi gli articoli, fecero fuoco e fiamme...menzogne, noi siamo i buoni eccetera...bene, non sa la soddisfazione quando potemmo ribattere che il 90% di quello scritto veniva dai loro archivi...
saluti e grazie
Piero e famiglia
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# Milo Dal Brollo 2012-12-12 18:43
Sempre detto: la fede fa tutto, dobbiamo credere di poter rinascere. Ma quelli che non si sentono italiani (che stranamente parlano l'italiano, mangiano italiano, pensano italiano...) si sono sentiti offesi nella proprioa microscopica origine. Ma anche divisi in cosiddette piccole patrie, saremmo sempre italiani dentro, non cambierebbe sostanzialmente nulla. Ritorneremmo solamente ai vecchi ducati e regni che si beccavano da soli per amenità e scalate di potere.
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# Milo Dal Brollo 2012-12-12 18:50
Giusto due osservazioni onde evitare paragoni errati: personalmente non credo alle scarpe di carone, o quanto meno bisognerebbe capire cosa significa quel "di cartone". Le scarpe fatte nei paesi poveri hanno una soletta interna, tra quella che sta a terra e quella che tocca il piede, di cartone. Ma ciò non significa che siano delle ciofeche, anche il cartone può essere impermeabilizza to (come quando facevano i vecchi cavi elettrici). Secondo me è una leggenda nata dall'ingigantimento di una normalità, per farci soffrire ancora di più di sindrome d'inferiorità... Poi, che nei gulag ci fosse vivacità intellettuale, dubito fortemente. Si legga I raccondi di Kolyma, di Varlam Salamov: i criminali non stavano "fuori" perché i criminali di partito usavano i criminali comuni per controllare nell'intimo la vita dei prigionieri. Non c'era tempo né forza per pensare a qualcosa di diverso che mangiare, o nascondere il cibo dalla vista degli altri, o rubarglielo, così come per le coperte, il tè, il tabacco... e gli intellettuali venivano usati dai capò per farsi raccontare storie per fargli fare la pennichella.
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# SART 2012-12-12 19:18
Nessuno dubita del fatto che non sia il genoma a determinare alcun che. Nemmeno chi ha pubblicato quella genealogia.

La genealogia in questione allude in modo chiaro al fatto che Ratzinger sia un cripo ebreo. Insomma, un marrano. Un infiltrato nella Chiesa, come del resto lo fu il suo diretto predecessore
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# rublev 2012-12-12 20:01
Nessuno dubita della falsità del razzismo di matrice biologica.
Se la genealogia è vera, combacia anche con le profezie di Malachia. De gloria olivae, essendo l'ulivo simbolo tipico israelita, indicherebbe il compimento (gloria) del piano avversario.
Spiega anche perchè Ratzinger è stato invitato due volte dall'Iran a farsi un viaggio per allentare la pressione occidentale e perchè abbia rifiutato. Spiega anche perchè sia andato a pregare sulle rovine delle Torri Gemelle, legittimando una delle più grandi porcate criminali della storia contemporanea. Spiega anche perchè Ratzinger fosse in un Think Thank ecumenista svizzero con alcuni rampolli della famiglia Bush. Spiega perchè sta svolgendo il magistero di pontefice nel modo più passivo e soporifero mai visto. Io non riesco ad ascoltarlo. Figuriamoci un non credente. Spiega le voci che mi giungono da Roma che sia stufo di fare il papa e che non gli importi nulla della missione che avrebbe da svolgere.
Ho la percezione che il pontificato come istituzione sia ormai agli sgoccioli. Quando parlo con o sento la gente parlare, mi rendo conto che basterebbe poco per trovarsi davvero senza pastore. Il pontificato con Ratzinger è diventato una macchietta anestetizzante.
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# frank10 2012-12-12 21:22
Esatto. Questo era il senso della mia richiesta.

Certamente nessuno qui ha qualcosa contro la razza ebrea.
Se però quella genealogia è vera, è la conferma della realizzazione per la prima volta in 2000 anni del piano ebraico di dominio e lento smantellamento della Chiesa dal suo interno.
Ottima la citazione di Shebet Naftali di Praga: è esattamente quello che sarebbero riusciti a realizzare per la prima volta nella storia.
E anche quello che vorranno continuare per tutto il futuro...

In quest'ottica, tutte le affermazioni 'strane' dei papi acquistano una conferma maggiore di quello che già da sè dicevano.

Il suo riferimento agli italiani e alla politica è corretto, purtroppo però, applicandolo al tema religioso ci lascia con ancor meno risorse: noi non abbiamo nessuna influenza nella Chiesa ecclesiastica. Si può sperare nella reazione di chi vi è dentro, ma quanti, dato che l'infiltrazione ebraico-massonica è stata -ed è- massiccia da decenni fino ad arrivare a questi risultati?
E' un po' la stessa situazione dei politici: se aspettiamo che siano loro a farsi le leggi contro loro stessi...
Una volta di più una realizzazione della neolingua orwelliana, pace al posto di guerra, democrazia al posto di tirannia, Chiesa al posto di sinagoga?
Dovremmo fare una rivoluzione dei cirstiani 'laici' anche contro la Chiesa di nome ma non di fatto?
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# Pietro G 2012-12-12 21:58
Ratzinger un marrano? Non credo. Certo però che quella affermazione, mai smentita, proveniente, si dice, da padre Lombardi "Chi nega la Shoah nega la croce" da molto da pensare. Un concetto gravissimo non solo per un cattolico, ma per ogni cristiano. Ma forse è solo il desiderio di non mettersi contro gente potente che sicuramente ha molte informazioni sul Vaticano e su chi ci abita.
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# musicus barocchus 2012-12-13 02:15
Citazione Pietro G:
Ratzinger un marrano? Non credo. Certo però che quella affermazione, mai smentita, proveniente, si dice, da padre Lombardi "Chi nega la Shoah nega la croce" da molto da pensare. Un concetto gravissimo non solo per un cattolico, ma per ogni cristiano. Ma forse è solo il desiderio di non mettersi contro gente potente che sicuramente ha molte informazioni sul Vaticano e su chi ci abita.

Il fatto che Ratzinger sia marrano o meno non cambia nulla.E´un fatto che egli sia giudaizzante o che almeno non si opponga a questa deriva filo-ebraica all`interno della Chiesa.Quanto al ricatto informativo sopraccennato,n on credo sia motivo sufficiente per spiegare la condotta della Gerarchia.Non manca certo gente instancabile nel denunciare l`infiltrazione massonica in Vaticano e le sue deviazioni dalla retta Dottrina come il compianto don Villa o la rivista Sodalitium.Anche se poi queste notizie arrivassero alle persone comuni,non credo che se ne rammaricherebbe ro piu´di tanto:decenni di Modernismo imperante hanno rincoglionito a tal punto la grande massa dei cattolici che questi potrebbero persino,sulla scorta degli "storici "e dei "teologi"alla Melloni e alla Ravasi costantemente presenti sugli schermi televisivi, provare simpatia per sacerdoti oramai lontanissimi,a loro dire,dall`"integralismo" e dall`"oscurantismo" dei secoli passati.No,gran parte dell`attuale Gerarchia,ormai composta nella quasi totalita´da modernisti, collabora coscientemente a questi malefici piani sia pure con diverse declinazioni,a seconda se siano modernisti conservatori o progressisti.Basti come esempio l`inquietante assonanza tra l`espressione "Novus Orror...ops Ordo Missae" e "Novus Ordo Saeculorum".
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# astrorosa1 2012-12-12 19:21
Condivido.
Analizzando gli eletti della lista Grillo,
ne deduco un completo fallimento di ideali.
Solo ricerca d'una posizione comoda.
Un lavoro come un normale dipendente pubblico.
Mancano regole di vera selezione.
Gioiranno i vari partiti traditori.
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# Sergio64 2012-12-12 20:05
Non difendo Ingroia e la Procura di Palermo per partito preso, ma la recente sentenza della Corte Costituzionale di cui tanto si è parlato mi sembra incomprensibile .

Da profano sono andato a leggermi l'articolo 271 del Codice di procedura penale, quello invocato dal presidente Napolitano per ottenere ragione dalla Corte Costituzionale, e francamente mi pare che non c'entri un bel nulla con i fatti di cui si parla.

In altri termini: i pm di Palermo stavano intercettando Mancino in modo del tutto legittimo, non potevano sapere che avrebbe chiamato Napolitano e che quest'ultimo avrebbe risposto, e non potevano distruggere immediatamente le telefonate, ignorando le procedure tassativamente previste dalla legge.

Pertanto a me, da profano che cerca di tenersi informato, e tenta di giudicare sui fatti senza farsi influenzare nè dalla grancassa mediatica ma neanche dal proprio "anchor man" di riferimento (il direttore Blondet) sembra proprio che la sentenza della Corte Costituzionale sia profondamente sbagliata.

Ho il diritto di pensarlo e di dirlo?
Spero di sì.

Per il resto sono come al solito d'accordo con il direttore: con tuti i complotti veri di cui ci possiamo e dobbiamo occupare (molto attuale e sicuramente fondato quello ai danni della Siria), possiamo tralsciare queli campati per aria, utili solo a rassicurarci o offrirci un buon alibi per le nostre debolezze ed i nostri errori.

Molto bella la frase di V nel film "V for Vendetta": se cercate un colpevole...guardate nel vostro specchio!
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# Gotico 2012-12-12 22:05
caro Blondet

ho sempre letto con interesse i suoi libri sui complotti,
avrei da raccontarle qualche cosina simpatica su Cacciari (cosuccia... nulla di che)


ora però concordo con lei riguardo al fatto che il complottismo stia diventando una scusante per imbecilli o incorreggibili

più vado avanti e più mi convinco che non è tanto importante vedere cosa c'è dietro

ma appunto cosa c'è avanti,

cosa appare pienamente manifesto sullo scenario della storia


facendo violenza al mio anticomunismo vecchio stile

potrei fare anche riferimento a quelli che Marx chiamava gli elementi strutturali della storia,

dando però ad essi un significato un pò meno bottegaio...
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# Franco_PD 2012-12-12 22:15
Riprendo l’interessante commento del lettore Varigottibis per porre una questione – non solo semantica – sul concetto di “complotto”. Certo, a trovare qualcuno che parlasse magari di “Complotto demo-pluto-giudaico-massonico per affossare il Cavaliere” ci sarebbe da scompisciarsi dalle risate. Però se fermate qualcuno per la strada e gli chiedete di uno chiamato “Penati”, questo vi guarderà allocchito, facilmente. Forse vi andrà meglio citando “Lusi”. Formulando i nomi di Bersani e Rutelli tutti naturalmente sapranno dirvi di chi si parla. Ma Bersani (prossimo premier quasi certamente) nessuno lo ricollegherà al Penati. Magari qualcuno rammenterà un rapporto tra il Lusi e Rutelli – quest’ultimo facilmente presente nel futuro governo. Domandate poi: “ma tu lo consulti l’estratto conto della tua banca?”. Chiunque vi dirà che è un’ovvia abitudine. Qualcuno addirittura (coi tempi che corrono poi) confesserà di esaminarlo con la lente, soppesando anche le uscite di pochi euro, per capire dove siano finiti. Ma Rutelli può farsi sfilare milioni di euro senza accorgersene. E Penati essere coinvolto in ruberie enormi – sembra riconducibili al finanziamento del PD - pur restando a piede libero ed essendo stato segretario particolare di Bersani e oggettivamente una sua creatura. E la gente questo non lo realizza, perché non se ne parla in continuazione, mentre non si discute d’altro che dei processi a Berlusconi, meglio se legati a questioni di sottane. Strauss- Kahn lo ricordate? Se l’è cavata bene in tribunale riuscendo a far passare per bugiarda la cameriera negra del Sofitel. Poi ieri in un trafiletto nascosto di giornale scopro che pagherà un risarcimento di svariati milioni di dollari alla donna. La cosa è ufficiale e confermata da entrambe le parti. Ma ai più è certo sfuggita. Ora, non insistiamo sul Berlusca che ci ha messo certo del proprio per rovinarsi la vita. Ma nessuno riesce a convincermi che un’abile forma di complotto non ci sia visto il modo così smaccato di evidenziare o occultare certe vicende. Di pilotare consensi e avversioni. E che in fondo quelli che tirano i fili dei pupi siano tutto sommato pochi, determinati, potenti e molto abili.
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# EdoardoCas 2012-12-12 22:35
Un sentito ringraziamento caro Direttore, nelle sue analisi e spiegazioni della realtà che ci circonda manca solamente un tassello oramai.
Come ci spiega i reali motivi della discesa in campo nell'ormai lontano 1994 del Cavalier Berlusconi?
Non è per spirito di complottismo, ma per spirito di conoscenza che le pongo il quesito.
Personalmente ritengo plausibili queste tre ipotesi:
1- salvare le proprie aziende dal fallimento (molti a sinistra lo hanno affermato e magari è vero);
2- come affermato dallo stesso per non dare il paese in mano alle sinistre (anche questo magari è vero, e magari oltre a questo pensiero il Berlusca non è saputo andare);
3- il Berlusca è servito ai poteri occulti per sviare le masse con una pseudo democrazia, una pseudo scelta di campo, al fine di portarci dove siamo adesso, 20 anni nei quali ci hanno servito BCE, EURO, Costituzione Europea, Immigrazione dilagante e chi più ne ha più ne metta.
Lei che ne pensa? Cosa ne pensano gli altri lettori?
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# Giulio 2012-12-13 18:23
Per servire "ai poteri occulti per sviare le masse con una pseudo democrazia" per portarci a servire "BCE, EURO, Costituzione Europea, Immigrazione dilagante [...]" anche le sinistre andavano (vanno) benissimo.
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# Luigi 2012-12-12 22:40
Caro Maurizio,
mi chiedo perché mai perdere tempo prezioso a rispondere a certe mail. Come hai giustamente obiettato chi va alla ricerca delle radici etniche di chicchessia è portatore di una triste e stupida visione razzista e biologica del tutto infondata sotto ogni profilo (anche quello stesso biologico dal momento che le razze non esistono!). Una visione razzista che - guardacaso - accomuna il nazismo ed il sionismo. Non condivido del tutto, però, le tue osservazioni circa la "cultura ebraica". Non esiste una "cultura ebraica" ma soltanto una esegesi, della Rivelazione, acristica propria dell'ebraismo postbiblico che, pertanto, si mostra come una falsificazione del vero ebraismo. Quest'ultimo - il vero ebraismo ben radicato nell'Antico Testamento del quale il Nuovo è l'annunciato compimento definitivo - è stato universalizzato dal Cristianesimo. E' stato Cristo a permettere ai gentili - ai tanto vituperati goym - di entrare, per mezzo della Sua Persona Divino-Umana, nell'Alleanza salvifica del Dio di Abramo. In tal modo Cristo ha posto nel rottamaio della storia e della teologia la inautentica esegesi ebraica acristica - questa sì discriminatoria perché basata sul "sangue" - che non accetta il superamento cristiano ("non c'è più né greco né giudeo") dell'esclusivismo ebraico. Stando agli Atti degli Apostoli, quando l'ebreo Simon Pietro entra nella casa del centurione Cornelio e battezza lui e la sua famiglia, con tanto di manifestazione dello Spirito Santo, la conclusione del primo Papa è stata quella dallo stesso così espressa "Ho capito che Dio non fa preferenze tra persone", ossia Dio non guarda alle appartenenze etniche. Comunque nessun cristiano, che sia veramente tale, può dimenticare che egli è "spiritualmente semita" (e si sottolinei cento volte quel "spiritualmente"). Questa affermazione - probabilmente scandalosa per molti lettori - non è farina del sacco di Giovanni XXIII o di Giovanni Paolo II o, ancora, di un Paolo VI. Tantomeno di Benedetto XVI. Quell'affermazione, che ha del magistrale, fu fatta da Pio XI, al secolo Achille Ratti, che ha regnato negli anni trenta ossia molto prima del Vaticano II.
Saluti.

Luigi Copertino
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# Maurizio Blondet 2012-12-13 08:48
Ovviamente, ho parlato di "cultura ebraica" in senso antropologico. Come si parla di "cultura dei cacciatori di teste della Micronesia", o "cultura dell'abusivismo in Sicilia" (lo ha detto un governatore della Sicilia. Tutto è "cultura", in questo senso.
Per il resto, d'accordissimo.

Maurizio Blondet
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# frank10 2012-12-13 11:52
La risposta di Copertino me l'aspettavo, meno che Blondet fosse d'accordo.

"mi chiedo perché mai perdere tempo prezioso a rispondere a certe mail.
Come hai giustamente obiettato chi va alla ricerca delle radici etniche di chicchessia è portatore di una triste e stupida visione razzista "
Quindi la mia mail sarebbe da accomunare a una stupida visione razzista perché presenta uno studio sulla genealogia ebraica di Ratzinger?
No, perché un conto è ribadire un concetto generale sul razzismo a scanso di equivoci come nell'articolo, un altro è ritenere razzista un lettore che da molti anni ha letto ogni articolo di questo sito e tutti i libri di Blondet. E ritenerlo digiuno del complotto ebraico e infiltrazione ecclesiastica, ma anche della ovvia distinzione tra razza e cultura.

Oppure a questo punto prendiamo atto che Copertino pensa che la ricerca sulle origini ebraiche di Wojtyla mostrata da Blondet è stata "una triste e stupida visione razzista". E anche tutti i libri e articoli dove mostra le nascoste origini ebraiche di innumerevoli frankisti e cripto-giudei sono da disprezzare.
Eh, per forza, si va "alla ricerca delle radici etniche di chicchessia".

E sì, perché se lo fa Blondet, allora va bene, è solo una ricerca su presunti complotti ebraici, se qualche altro esegue studi simili, non sia mai, è un razzista da rimproverare e ignorare.

E poi cosa c'entra ricordare di essere "spiritualmente semiti". ma CHI se lo è dimenticato?
Nessuno oltretutto nega la possibilità che un ebreo convertito possa fare del bene anche nella Chiesa, ma lo si vede dal suo comportamento e dalle sue idee. A imitazione ad esempio dell'ebreo Paolo, dell'ebreo Pietro, dell'ebreo Giovanni etc che si sono prodigati a denunciare la Sinagoga e le sue opere opposte a quelle di Cristo.
Oggi invece abbiamo l'opposto: opere e discorsi di 'cristiani' che elogiano la Sinagoga anticristica giustificando ogni sua opera, dalla Shoa, al "sangue ricada su di noi" come benedizione e non maledizione, all'Israele ancora valido etc
Dov'è in questo, la 'spiritualità semita'? Dove sono i discorsi dei primi ebrei cristiani?
Come detto da Blondet nell'articolo, sottoscritto da me e non capito da Copertino.
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# Franco_PD 2012-12-13 18:30
Copertino dice che le razze non esistono. Apro la confezione di un farmaco e ne leggo la dettagliata "bugiardina" allegata. Tra varie controindicazio ni e avvertenze apprendo di una particolare sensibilità ecc..ecc.. riscontrata su appartenenti alla razza ecc.. ecc... e di effetti collaterali risultati più frequenti sugli appartenenti alla razza ecc... ecc... Ora qualuno sosterrà certamente che trattandosi per l'appunto di "bugiardina"....
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# Der Freiherr 2012-12-14 12:20
Citazione Franco_PD:
Copertino dice che le razze non esistono. Apro la confezione di un farmaco e ne leggo la dettagliata "bugiardina" allegata. Tra varie controindicazio ni e avvertenze apprendo di una particolare sensibilità ecc..ecc.. riscontrata su appartenenti alla razza ecc.. ecc... e di effetti collaterali risultati più frequenti sugli appartenenti alla razza ecc... ecc... Ora qualuno sosterrà certamente che trattandosi per l'appunto di "bugiardina"....

Qualunque testo di medicina confermerà che la disautonomia familiare è particolarmente frequente negli ebrei di razza Azkenasi, o che l' anemia a cellule falciformi è particolarmente frequente, se non addirittura tipica, nei popoli di razza negra, che un vecchio farmaco antidiarroico (il mexaform) è stato ritirato dal commercio perchè provocava frequentemente cecità nelle razze d'origine mongola, particolarmente nei giapponesi...d'altra parte, lo stesso dott. Copertino èpotrà notare che difficilmernte la razza pigmea produce buoni giocatoroi dfi pallacanesto.
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# Luigi 2012-12-14 19:32
Citazione Der Freiherr:
Citazione Franco_PD:
Copertino dice che le razze non esistono. Apro la confezione di un farmaco e ne leggo la dettagliata "bugiardina" allegata. Tra varie controindicazio ni e avvertenze apprendo di una particolare sensibilità ecc..ecc.. riscontrata su appartenenti alla razza ecc.. ecc... e di effetti collaterali risultati più frequenti sugli appartenenti alla razza ecc... ecc... Ora qualuno sosterrà certamente che trattandosi per l'appunto di "bugiardina"....

Qualunque testo di medicina confermerà che la disautonomia familiare è particolarmente frequente negli ebrei di razza Azkenasi, o che l' anemia a cellule falciformi è particolarmente frequente, se non addirittura tipica, nei popoli di razza negra, che un vecchio farmaco antidiarroico (il mexaform) è stato ritirato dal commercio perchè provocava frequentemente cecità nelle razze d'origine mongola, particolarmente nei giapponesi...d'altra parte, lo stesso dott. Copertino èpotrà notare che difficilmernte la razza pigmea produce buoni giocatoroi dfi pallacanesto.


Messaggio valido anche per FrancoPD oltre che per Freiher.
Dato che l'ideologia acceca, è necessario integrare. Il genoma umano, recentemente mappato, è uno. Questo significa che il dna è lo stesso, pur nella variabilità delle sue "lettere" fondamentali, sia per il bianco che per il negro, sia per il cinese che per l'ebreo. L'umanità, pertanto, anche sotto il profilo biologico è una sola specie. All'interno della medesima specie si evidenziano delle variabili etniche (coloro della pelle, caratteri somatici, tonalità di linguaggio, etc.). Ma queste variabili non definiscono "razze" nel senso voluto dalla infondata "scienza razzista" (quella che sorta nel XIX secolo dall'ambito filosofico positivista-darwiniano è stata ampiamente confutata, come tutto il positivismo ed il darwinismo). Secondo i postulati di quella falsa scienza (che era in realtà solo ideologia) le razze delimitano degli steccati biologici insormontabili o perché è accettato, dagli scienziati razzisti, il "poligenismo", ossia la comparsa dell'umanità in momenti e posti diversi sicché più che di una unica umanità si dovrebbe parlare di diverse e tra loro non accostabili umanità, o perché, in termini darwiniani, si asserisce che ad un certo momento dell'evoluzione le razze divaricavano dall'unica specie originaria fino a costituire linee parallele sempre più incomunicabili (come l'uomo e la scimmia deriverebbero da un comune antenato ma non appartengono oggi più alla stessa specie, così tra il bianco ed il nero l'origine comune sarebbe così lontana da non essere più attingibile e da costituire essi "razze", in vero "specie", diverse: il razzismo gioca su tale confusione). Purtroppo per i razzisti di ogni risma, la mappatura del genoma ha confermato l'ipotesi "monogenista" per la quale l'umanità è una sola specie ed è comparsa in uno stesso momento spazio-temporale. Infatti, tra il bianco ed il nero, tra il cinese e l'ebreo, tra l'italiano e l'indiano è sempre possibile la copula feconda, dando origine a prole anch'essa feconda, cosa che dimostra trattarsi di soggetti appartenenti ad una stessa specie, benché con caratteri etnici differenti. Non così tra l'uomo e la scimmia o tra il cavallo e l'elefante, cosa che, con buona pace dei darwinisti, dimostra l'originarietà, ed in qualche modo la fissità, della specie.

Luigi Copertino
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# Der Freiherr 2012-12-15 09:32
Tipico delle polemiche del dotto Copertino far dire all'avversario ciò che non ha detto, per di più con una saccenza degna di miglior causa. La specie è una, con un determinato numero di cromosomi per ogni specie, formata da individui interfertili, ma con caratteristiche razziali differenti, dovute, senz'altro a caratteristiche ambientali e culturali diverse, come per esempio nella specie canina le razza del doberman e del mastino o del bassotto.
Le caratteristiche razziali, con le unioni inter razziali, perdono sempre di più specificità, originando il meticciato, con risultati a volte migliorativi (lussureggiamen to degli ibridi) a volte peggiorativi.
Non c'entra Darwin, caro signore, solo il buon senso: un individuo che proviene da società con frequenti unioni endogamiche, con particolari culture, assume caratteristiche fisiche e culturali, superabili ed eliminabili col cambiamento dell' ambiente e col meticciato, che vengono definite razze per ogni specie animale. Alcune razze sono più abili in determinate attività, altre in altre. Questo non è dovuto solo a differenze genetiche, che comunque ci sono, ma soprattutto a fattori ambientali e culturali. Uno Spartano avendo passato la vita ad esrcitarsi alla guerra, considerando la guerra il suo principale compito, si considerava razzialmente (ora si direbbe antropologicame nte) superiore ad un Ateniese. Così come certi cattolici possessori di ogni verità, e fautori, in nome della "verità", di ogni intolleranza, si ritengono "antropologicame nte" superiori agli altri. Vale
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# Luigi 2012-12-17 18:19
Citazione Der Freiherr:
Tipico delle polemiche del dotto Copertino far dire all'avversario ciò che non ha detto, per di più con una saccenza degna di miglior causa. La specie è una, con un determinato numero di cromosomi per ogni specie, formata da individui interfertili, ma con caratteristiche razziali differenti, dovute, senz'altro a caratteristiche ambientali e culturali diverse, come per esempio nella specie canina le razza del doberman e del mastino o del bassotto.
Le caratteristiche razziali, con le unioni inter razziali, perdono sempre di più specificità, originando il meticciato, con risultati a volte migliorativi (lussureggiamen to degli ibridi) a volte peggiorativi.
Non c'entra Darwin, caro signore, solo il buon senso: un individuo che proviene da società con frequenti unioni endogamiche, con particolari culture, assume caratteristiche fisiche e culturali, superabili ed eliminabili col cambiamento dell' ambiente e col meticciato, che vengono definite razze per ogni specie animale. Alcune razze sono più abili in determinate attività, altre in altre. Questo non è dovuto solo a differenze genetiche, che comunque ci sono, ma soprattutto a fattori ambientali e culturali. Uno Spartano avendo passato la vita ad esrcitarsi alla guerra, considerando la guerra il suo principale compito, si considerava razzialmente (ora si direbbe antropologicame nte) superiore ad un Ateniese. Così come certi cattolici possessori di ogni verità, e fautori, in nome della "verità", di ogni intolleranza, si ritengono "antropologicame nte" superiori agli altri. Vale


Fai poco lo spiritoso. La saccenza non è certo di casa dalle mie parti. Quello che ho scritto è espressione del mio netto rifiuto della mentalità positivista e biologista che tutto riduce a questione di geni e razze. Non mi interessa fare distinzioni ambigue e trovare il pelo nell'uovo. Quella mentalità, che mi pare in te abbia trovato terreno fertile, porta, che lo si voglia o meno, al razzismo, più o meno radicale. Giudicare un uomo per le sue qualità biologiche, per le sue attitudini presuntivamente derivate dalla razza o dall'etnia, significa ridurre l'uomo ad una bestia da allevamento. L'essere umano è innanzitutto persona ad immagine del suo Creatore che è Persona. L'uomo è un essere fatto di spirito, anima e corpo. Non solo di corpo. Le attitudine di un uomo sono innanzitutto dono di Dio, anche laddove quelle attitudini, essendo di natura, si comunicano mediante la base biologica dell'essere umano. I geni sono solo veicoli di informazioni immateriali e non sono affatto ciò che determina il fenotipo. Grazie a Dio, la scienza post-moderna è molto più platonica del vecchio, e confutato, positivismo lombrosiano cui tu sei rimasto attaccato.

Luigi Copertino
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# VALFRED 2012-12-12 23:46
TUTTO VERO!
tranne (secondo me) l'ultima frase:
"per troppi anni abbiamo vissuto da ricchi senza merito, chiedendo a prestito le centinaia di miliardi che hanno finanziato il nostro benessere. Il nostro debito pubblico nasce da qui".

D'accordo che "abbiamo" vissuto senza merito, ma il debito pubblico non nasce da qui...
... nasce da quel piccolo trucco che si chiama "Signoraggio Monetario"...

...abbiamo "preso a prestito" quello che potevamo avere gratis!


Un popolo che non si indebita fa rabbia agli usurai, scrisse Ezra Pound, e "noi" non facciamo proprio rabbia a nessuno, i Mercati ci amano proprio, grazie al caro Monti!




P.S.
complimenti in ogni caso al Direttore per l'ennesimo pregevole articolo.
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# Lorenzo 2012-12-13 08:29
Anche questa però è una scusa, per fortuna mezza poiche gli Italiani per cultura sono sempre stati parsimoniosi e dediti al risparmio (tanto che chi ha avuto interesse, ha attaccato proprio questo tesoretto ,ormai da anni) ,ma rimane il fatto che siamo noi che glilo abbiamo permesso , facendici persuadere dai soldi facili dai conti deposito che rendono percentuali alti (se si prendono soldi da una parte a qualcuno vengono tolti).
Il miglior modo di migliorarsi e sempre dare la colpa a se stessi invece che scaricarla sugli altri, dolorosamente, ma del resto il dolore è la miglior maestra di vita.
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# DBF 2012-12-13 01:20
LA VERITÁ E LA REALTÁ SONO DIRETTAMENTRE PROPORZIONALI AL POTERE CHE É LA SOMMA DI MOLTI POTERI.
I POTERI TUTTI SONO FRUTTO DI INGANNI ERGO DI COMPLOTTI DI BASSISSIMA LEGA. COMUNQUE É TUTTO SCRITTO E ALLA LUCE DEL SOLE. QUESTA É LA VERA VERITA CHE BISOGNA DIFENDERE DAI SOFISTI CON IL SILENZIO POICHÉ LA VERA VERITÁ É POVERA NON HA NESSUN POTERE E NON CONVIENE A NESSUNO 'NESSUNO ESCLUSO'. BISOGNA ESSERE PERCIÓ DEI NESSUNO PER GUSTARLA.
IL DIRETTORE PERÓ NON HA NEGATO A NESSUNO LA STRADA DELLA VERITÁ NEANCHE IN QUESTO ARTICOLO. 'ARCHIVIATA' TRA LE RIGHE. POI CERCATE IL SUO ARTICOLO " IL SILENZIO DI SPARTA". LO TROVERETE DENTRO E FUORI.
La veritá é povera, perseguita, affamante ma affamata. Bisogna decidere ... o il potere o la veritá. Perció se mi permette direttore ... "dopotutto, nel Gulag c’era la fame, ma la cultura e la conversazione erano vivaci, visto che in galera c’erano gli scrittori e gli scienziati, i filosofi, insomma i creativi e i perbene, e i criminali erano fuori, anzi al potere. Come oggi, e ancor più domani.

Se vi sembra troppo sforzo, allora non so che dirvi..."
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# Vitoparisi3 2012-12-13 07:47
Idealmente, gli ebrei sarebbero i seguaci di Mosè. Mosè ebbe la percezione spirituale e pura di Dio, durante un'estasi mistica di rivelazione sul monte Sinai, alla quale conseguì la legge dei Comandamenti. I Comandamenti vengono ancora ricordati, ma i contenuti della Visione mosaica delle glorie di Dio stanno venendo qua e là dimenticati. Allora, nei concetti epurati da materialità e viziature contingenti, gli ebrei veri, rari oggi, ma talora presenti,onoran o l'intuizione divina da Mosè, precedente (da tempo eterno, in assoluto)la canonizzazione dei precetti.
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# Gilles 2012-12-13 07:57
Se Gesu Cristo era ebreo ed ha fatto del bene, un Papa non può essere ebreo e fare del bene lo stesso? Un uomo si giudica dalle proprie azioni o per quello che rappresenta? E ancora, meglio un dottore con tre lauree che non capisce (o non vuole capire) che la chemioterapia uccide, o meglio un contadino “ignorante” (si fa per dire) che capisce al volo che due più due fa quattro e quindi se ha seminato male il prossimo anno cambierà metodo? Per sintetizzare, meglio essere ignoranti e come una tabula rasa libera da pregiudizi che non vanno difesi a tutti i costi, pena il discredito della propria onorabilità, o meglio essere “esperti” in possesso di tecniche specialistiche, da difendere fino alla morte, anche se l’evidenza dei fatti dimostra che si sta sbagliando?
Soprattutto, cosa accade a noi che riempiamo il nostro bicchiere di sapere indotto da altri, senza capire cosa beviamo, per esempio da internet, e cosa accade a quelli che non leggono nemmeno un libro e però sanno capire che tempo farà anche solo ascoltando il vento?
L’umanità è andata avanti per millenni fidandosi e ragionando su quel poco che era in grado di percepire con i propri sensi, e fantasticando sul molto che non riusciva a capire in quanto misterioso ed inspiegabile. Siamo sicuri che non ne sapessero di più loro rispetto a noi?
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# gipiel 2012-12-13 10:05
Ottimo. Grazie
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# acquario 2012-12-13 10:27
Non a caso uno come Don Giussani concluse la sua esperienza culturale e religiosa, invocando la necessità di educare e formare un popolo!
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# Pietro G 2012-12-13 11:10
Il rapporto tra etnia e cultura è più complesso di quanto traspare dall'articolo e da alcuni commenti. Quella ebraica, ad esempio, non è una cultura che si associa a una qualunque etnia, è una cultura centrata sull'etnia, sul popolo "eletto" in quanto popolo, non come comunità di fedeli . I tedeschi chiamano questa unione tra etnia e cultura "Volk". Se si dice che tra i due concetti non esiste un legame stretto, allora sarebbe possibile contribuire alla cultura di un popolo anche se si appartiene ad una etnia diversa. Questo però non si vede nella pratica, nè nella storia passata, nè in quella presente. L'esempio più chiaro lo offrono i cosidetti Paesi di immigrazione dove, da generazioni, i componenti du una etnia hanno perso i contatti con i Paesi di origine, eppure conservano tutti i tratti della cultura dalla quale provengono. Analisi del comportamento degli afroamericani, ad esempio, dicono che sono molto più vicini ai loro contemporanei africani che ai bianchi con i quali hanno vissuto per centinaia di anni. Lo stesso dicasi per la componente bianca americana, per i turchi in Germania ecc. ecc.
Storicamente, poi, la cultura si sviluppa in un popolo non in popoli diversi. Attenzione, quindi, a non passare da un eccesso a quello opposto.
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# raff 2012-12-14 12:20
Più esattamente il concetto di "Volk", certi ebrei lo hanno tradotto con "Tradition", tradizione, un concetto ancora più complesso del semplice legame di etnia e religione. Paradossalmente infatti, pur identificandosi come "ebrei", non appartengono ad un'unica etnia (sefarditi, ashkenaziti, falascià ecc.), e nemmeno ad una stessa religione, essendo le interpretazioni della Thorà le più diverse basti pensare ai Naturei Karta, ortodossi e antisionisti, o ai Lubavitcher sionisti escatologici oppure alla gran massa di ebrei atei, ma tuttavia fra loro collegati.
Ciò che, a mio parere identifica l'"ebreo" è in effetti la "tradizione", la trasmissione cioè di un compito storico, assegnato a un non meglio precisato "popolo eletto", che sarebbe tale in quanto costituito tale da Mosè sul monte Sinai. Il compito storico di questo "popolo" non è l'attuazione di un complotto per acquistare chi sa quale potere, che sarebbe alquanto banale, ma la sua partecipazione attiva e la guida di una cospirazione la cui origine risale alla origine stessa dell'ebraismo, cioè all'interpretazione cabbalistica (spuria) del "Genesi" e del Pentateuco. E' la cospirazione del serpente che tenta l'uomo e lo spinge a confrontarsi con Dio, a diventare egli stesso dio. Ogni conquista dell’uomo, sia essa storica, scientifica o tecnologica, contiene sempre in sé questo duplice aspetto, o il riconoscimento della grandezza e potenza di Dio (legge naturale) o il riconoscimento della grandezza e potenza dell’Uomo che diventa dio (assalto al cielo). Qui sta la scelta del bene o del male. Gesù, che era ebreo, ci ha trasmesso la verità sulla cospirazione del serpente e mostrato la via per avere la vera vita.
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# piero vassallo 2012-12-13 11:15
caro direttore, sono stato spettatore e marginale attore di un emblematico evento della politica italiana: la emarginazione / liquidazione dei giovani studiosi missini (i c.d. "figli del sole") da parte di un politico insofferente, giorgio almirante. la politica mediocre odia le intelligenze, le odia perché credono che facciano ombra al potere - la destra ha emarginato (bestialmente) erra, accame, gianfranceschi, belfiori,silvio adorni, melchionda, veneziani ecc. - nel pensiero almirantiano (nel pensiero del babbo politico di fini) dante faceva ombra ad enrico VII, gentile e marconi facevano ombra a mussolini. l'intelligenza è il male. quindi procul profani! la politica compete agli "umili" ossia ai cretini. ai successori di gaucci.
al compianto amico baget bozzo dicevo che la destra era (è) priva di una classe dirigente dignitosa, dunque sostenevo la necessità di organizzare urgentemente scuole di formazione - e l'amico mi rispondeva che la politica si può fare soltanto con uomini del genere "scajola" - alla fine non rimane che "chiudersi" nello studio e rinunciare alla politica... la politica arriverà al punto in cui la meloni sarà incensata come la regina di saba e gasparri elevato a monumento della saggezza politica ... marozia ha vinto! cordiali saluti, piero vassallo
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# Franco_PD 2012-12-13 21:25
Non so dove Vassallo rimedi certe amenità, perchè tali sono per chiunque in quegli anni nel Partito era militante a tempo pieno. Almirante non temeva assolutamente nulla e nessuno. E nella sua grandezza di capo carismatico e indiscusso è ridicolo pensarlo geloso di un qualsivoglia intellettuale. Ci dica il Vassallo dove, come e quando certe firme illustri siano state ghettizzate. Io invece sono in grado di dare testimonianza di quegli anni, e di come semmai certe derive - pur animate dalle migliori intenzioni - abbiano rappresentato il pabulum nel quale giovani generosi rovinarono la propria esistenza trasformandosi nei cavalieri del nulla. Del caso raccontiamo la storia di quanti, che ora sono col ditino puntato, non ebbero il coraggio di esporsi quando la militanza comportava rischio personale. E oggi, saccenti, pretendono di parlare lamentando pregresse emarginazioni che non ci furono invece mai. Ma solo pesci in barile che con poche eccezioni altro non fecero che attendere tempi migliori nei quali poter sputare nel piatto dove non avevano avuto il coraggio di mangiare. E che nel loro odierno palesarsi danno purtoppo sostanza al vecchio adagio: "Quando sento parlare di cultura metto la mano alla pistola".
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# Der Freiherr 2012-12-15 09:35
Totalmente e tristemente d'accordo!
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# Giulio 2012-12-13 13:01
"Bisogna conquistare l’atteggiamento di studente permanente, fino alla quarta età; porsi davanti ai fatti con lo spirito di chi vuol apprendere la lezione dai fatti, ricavarne conclusioni sensate; capire gli argomenti degli altri, anche dell’avversario (mai sottovalutarlo) ; ascoltare chi sa di più, rispettarlo un poco, sforzarsi di superare la «pancia»."

Bellissimo. Un programma di vita.
Come scriveva San Paolo qualche anno addietro: "Omnia autem probate, quod bonum est tenete."
("[...] πάντα [δὲ] δοκιμάζετε, τὸ καλὸν κατέχετε [...]").
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# Ludwig 2012-12-13 15:38
Bè Pio XI si è atrocemente sbagliato Capita anche ai migliori essere talvolta cretini)Io non mi sento spiritualmenmte semita e penso che Dio habbia creato uomini "spiritualmente " di tutte le razze se il termine razza ha qualche significato sensu lato. Se ce l'ha "spiritualmente semita" è un'orrenda contraddizione che equipara anima e corpo. Se non l'ha "spiritualmente semita" indica solo sudditanza psicologiga (da rifiutarsi ovviamente). Relativamente al Berlusca, che reputo ancora il meno peggio (ed è detto tutto) mi ricorderei Mardoch che si sfilava dal coinvolgimento nello scandalo londinese (controlli spionistici su tutti i politici inglesi ) adducendo che all'epoca dei fatti era troppo interessato alle vicende italiane ed impegnato a combattere un suo "irriducibile nemico" Saluti
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# dommivincenti 2012-12-13 16:59
Interessante l'esegesi della profezia di Malachia, sebbene l'olivo si riferisca a Israele, ma anche alla pace e allo stesso Cristo.
I profeti allora sono complottisti? poco documentano, ma le profezie acquistano valore per lo svolgersi dell'adempimento sotto i nostri occhi, e si può dire che anche prima del completo avverarsi illuminano il presente. Però non ci autorizzano a ritenere Benedetto XVI il papa nero. Potrebbe essere colui che lo trattiene, e spodestato che sia, il falso profeta potrebbe comparire sulla scena ancora vivente l'attuale Pontefice. D'altra parte attualmente il Sacrificio quotidiano non è stato abolito, nè negata la Divina Presenza, come avverrà invece per le nuove leggi introdotte dal falso profeta. Quindi Benedetto XVI non è il falso profeta. Solo e perseguitato lo è di sicuro, e di tutte le parole e nomine è vero che la responsabilità ufficiale è Sua, ma non penso quella effettiva e morale.
Il falso profeta, che pretenderà di essere un uomo di Dio, ha già pianificato il modo in cui si impadronirà dei ministeri all’interno della Chiesa Cattolica, e quanti ce ne siano già in mano sua non lo so.
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# CarloD. 2012-12-13 17:49
Stimatissimo Direttore,

ho appena riletto l'articolo che alcuni anni fa pubblicò a proposito della visita ad Auschwitz di Benedetto XVI. Per originalità, profondità di analisi, lucidità, credo che sia fra le sue cose migliori. Mi piacerebbe che la ripubblicasse e magari che fosse messa nella sezione "free".
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# milvus 2012-12-14 00:41
Se riesco a capire il testo la parola "cultura" stà per "ignoranza", "ignoranza ebraica", " ignoranza sicialiana", ignoranza micronesia, etc, etc..
Più che complotti, nella nostra cosmovisione cristiana di Gesù, potrebbero dirsi Rivelazioni, dal momento che l'ultimo libro della Bibbia si chiama Apocalissi: ciò che sarebbe successo "gli ultimi tempi". Gesù Cristo rimane il centro della Storia, il tempo anteriore fra la preparazione alla venuta, si incarnò dopo nella pienezza dei Tempi, e morì. La Resurrezione appartiene ai tempi escatologici, gli ultimi, ed in teoria sarebbero 2000 anni che abitiamo "tempi ultimi" o apocalittici. Questo concetto nell'ora di Religione si imparava a scuola.
Il Papa risiede a Città del Vaticano, Roma, dove è sovrano e porta lo Stemma Pontificio, il globo sormontato da tre corone e da una croce del triregno con le chiavi simboliche di San Pietro.
Regna con leggi, regolamenti propri e con propria milizia, il governo fascista riconobbe lo Stato della Città del Vaticano, " è tardi italiani per indagare se Ratzinger ha sangue ebraico"..., piuttosto è un piccolo staterello ma prezioso perchè racchiude opere d'arte dei più grandi Maestri della cultura italiana, come fu Pio XI, grande studioso ed intelligente persona, tutti Papi "indagati" a posteriori.
Molta ignoranza ha fatto seccare i semi della fioritura "primaverile", la giovinezza primavera di bellezza è passata alla primavera araba, truffando la nostra cultura vera, però, come dice l'articolo, c'è speranza, perchè il seme secco non è morto, può ancora dare una rigogliosa pianta, e da buoni cattolici, crediamo nei Miracoli. Oppure i miracoli li produce solo la "cultura del profitto" appendice della "cultura ebraica" ?
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# aristotele 2012-12-14 09:27
Articolo che dovrebbe farci chinare il capo, umilmente, nonché esortarci ad impugnare le armi (metafisiche e morali) per resistere. Non possiamo cercare nemici esterni, quando il nemico è anzitutto in casa, ovvero quando noi siamo il nostro stesso nemico.

Arist
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# Rosetta M. 2012-12-14 09:37
Mi pare di essere stata tirata in ballo caro direttore, ebbene, cerco di spiegarmi meglio.

Dovrebbe ricordare che la mia prima reazione al suo articolo sulla secessione dal nord fu lo sgomento non l’indignazione rabbiosa da terrone offeso, tanto meno la negazione della realtà del sud. Realtà che ben conosco e che mi ha “fatto scegliere” di venire a morire di gelo qui sulle Alpi.

Quello che mi sgomentò allora fu il tentativo di ( io lo intesi così) di associare il termine calabrese ( o siciliano o campano…) al termine mafioso, portatore cioè di mentalità mafiosa che ovunque va porta malcostume , arroganza ignorante, vessazione, delinquenza.

Questa è un tristo modello di condizionamento culturale che fa gridare al mafioso appena si declinano le proprie generalità.

Ed è forse questo che ci fa diventare , poi, scompostamente bavosi!

E’questo marchio di infamia che non tiene conto di nulla, ne dei meriti, ne dell’onestà ne dei valori personali.
L’ha mai letto il romanzo ‘La lettera scarlatta’?

Ecco, a noi meridionali viene impressa a fuoco appena varchiamo i confini delle terre che ci hanno dato i natali, e sinceramente ne siamo stanchi.

Essere calabresi e onesti viene guardato con stupore non come normalità, il minimo errore però viene giudicato come prova inconfutabile che i sospetti e i dubbi erano giusti!

E gli articoli come i suoi non aiutano ecco perché me la sono presa, perché da lei che consideravo intellettualmen te onesto non mi aspettavo questa crudezza e questa condanna senza appello, mi consenta anche un po’ supponente e razzista.
E questo che mi ha delusa!
Mi sono abbonata al suo giornale perché credevo di trovare nei suoi articoli, verità,onestà intellettuale senza pregiudizi, ora invece in me alligna il sospetto che lei spesso ragioni di pancia e ciò non depone a favore della testata che dirige.

Vedo poi che le teorie che applica ai meridionali non le applica ad altre fattispecie di “razze” (vedasi lettera sul papa che mi ha tirata in ballo), infatti afferma:
….Se si vuol insinuare che sia la razza a determinare comportamenti malvagi e doppiezze morali, come se ci fosse «qualcosa» nel DNA che la porta a questo, mi ribello. …

Questo concetto perché non vale per noi nati da Roma in giù?
Ebbene anche io mi ribello, digerito lo sgomento, proprio come lei.
La mentalità si forma nell’ambiente e per mezzo dell’ambiente,e forse al nord la vostra fortuna deriva dal fatto che avete avuto meno arabi e bizantini più unni e longobardi, meno spagnoli e più austriaci.
Culture diverse che hanno forgiato costumi e mentalità diverse.

Può darmene atto?
E me lo consenta, mi sento doppiamente orgogliosa per essere uscita, moralmente indenne, da un ambiente marcio, pur se con tutte le caducità tipiche dell’essere umano, e questo è accaduto a molti altri come me.
Caro direttore,lei non può capire quanta sofferenza c’è nei nostri cuori per essere rigettati , a causa dei nostri natali, in ogni ambiente. Siamo corpi estranei ovunque, al nord perché del sud e al sud perché “oramai” imbastarditi di “nordismo”.

Lei ci odia, e ciò mi dispiace,anche se poi cerca di mitigare le cose adducendo come prova presunte amicizie con “ragazzi pugliesi meravigliosi!”
Non era più corretto dire ragazzi meravigliosi! Vede direttore, il suo stupore nell’aver conosciuto “pugliesi meravigliosi” sbriciola dalle fondamenta ogni successivo tentativo di aggiustare il tiro della sua acredine. A riprova di ciò la sua risposta di oggi ad un “terùn”:

"…Mi dispiace per lei. E mi conferma nel mio giudizio sui «terùn». Ma spero che non siano tutti come lei…"
Beh! A me piacerebbe che non tutti i “polentoni” fossero come lei, ma 25 anni di permanenza “al nord che mi dà da mangiare”, lo asserisce un suo lettore, come se io non producessi e non mi pagassi la pietanza che mangio,non mi fanno ben sperare!
Con molta tristezza nel cuore la saluto
Rosetta M.
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# Der Freiherr 2012-12-14 17:04
Bei tempi quelli in cui, pur con le pezze al culo, i balilla cantavano ..."come siculi picciotti, puri eroi garibaldini..(in fischia il sasso) e ..."salve Dea Roma, ti sfavilla in fronte, il sol che nasce sulla nuova storia" o si chiedeva a Dio che la Sua croce precedesse il labaro della propria legione... c'era senz'altro retorica, senz'altro corruzione, ma i più fessi e i più puri sentivano che c'era un motivo per vivere e per morire e, poco a poco, contagiavano gli altri. C'era il terrone ed il Piemontese fesso e il polentone, ma
per tutti brillava una speranza, ed in combattimento si era camerati fianco a fianco... se Gesù diceva beati i poveri in ispirito, io dico. beati i fessi, quelli che hanno creduto, perchè per un certo periodo della loro vita hanno raggiunto una grandezza che noi non riusciamo neppure a concepire.
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# Antonio D. 2012-12-15 19:48
Cara Rosetta ho un conforto.
Un conforto fatto di meridionali morti
Uccisi per il loro Senso dello Stato.
Tanti Carabinieri e Poliziotti (da decenni il sud é il serbatoio di arruolamento).
Rosario Livatino (con causa di beatificazione pendente)
Paolo Borsellino
Giovanni Falcone.

Sono un esempio da seguire per ognuno.
Sono persone serie.
Ora appartengono alla Morte.
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# cgdv 2012-12-14 11:42
Caro Blondet OK, ma spero che tu non voglia privarci del complottismo professionale.
Infatti io credo che si tratti, per chi come te ne è capace e ne ha il coraggio, di un impegno ineludibile e socialmente utile.
E a proposito di scarpe, non è stato un problema anche sull'Adamello, il problema sono i Monti presenti, passati e futuri:
Il capitan de la compagnia
e l’è ferito e sta per mori.
El manda a dire ai suoi Alpini
perché lo vengano a ritrovar.
I suoi Alpini ghe manda a dire
che non han scarpe per camminar.
“O con le scarpe, o senza scarpe,
i miei Alpini li voglio qua”.
“Cosa comanda sior capitano,
che noi adesso semo arrivà?”
“E io comando che il mio corpo
in cinque pezzi sia taglià.
Il primo pezzo alla mia Patria,
secondo pezzo al Battaglion.
Il terzo pezzo alla mia Mamma
che si ricordi del suo figliol.
Il quarto pezzo alla mia Bella,
che si ricordi del suo primo amor.
L’ultimo pezzo alle Montagne
che lo fioriscano di rose e fior”.
Cari saluti.
Giuliano
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# Luigi 2012-12-14 20:25
@ Frank10 (e a tutti coloro che la pensano come lui),

per favore non menar il can per l'aia.

Quando si invia un link relativo ad una farneticante indagine sulle radici ebraiche di colui che è oggi Papa, cosa si vorrebbe sottendere se non la tesi per la quale quelle origini sono la causa del presunto atteggiamento "giudaizzante" di Ratzinger? E cosa è questo collegare la teologia del prof. Ratzinger o il magistero di Benedetto XVI a sue presunte e non dimostrate radici ebraiche se non un'affermazione dall'evidente sapore razzista?! Era la falsa "scienza razzista", positivista e darwiniana, a sostenere che la cultura di un uomo è determinata dalla sua base biologica (come per il marxismo essa era determinata dalla sua condizione economica). Questo retropensiero non è cristiano e non lo è mai stato. Nella Spagna del XVI secolo, di fronte al problema "marrano", l'Inquisizione, per discernere tra ebrei autenticamente convertiti ed ebrei che dissimulavano, si oppose fermamente al criterio, che vigeva in molti statuti municipali, della "limpieza de sangre", in base al quale si doveva dimostrare per accedere a cariche pubbliche o ecclesiali di non avere sangue giudaico per molte generazioni ascendenti. Questo perché per l'Inquisizione si trattava di "leggere nel cuore" e di comprendere se la conversione fosse vera o dissimulata. Il "sangre", l'origine etnica e razziale ed anche culturale, non c'entrava nulla! Quando Pio XI affermò che i cristiani sono "spiritualmente semiti" lo fece anche perché preoccupato delle derive in senso razzista di certi settori, minoritari, del mondo cattolico (quelli di cui oggi sono eredi le variegate sette sedevacantiste o di un certo tradizionalismo "ideologico") che troppo correndo dietro ai troppo facili "complottismi" (la stessa preoccupazione giustamente manifestata da Blondet nel suo articolo) finivano per accreditare, più o meno coscientemente, le farneticanti tesi razziste sulla base biologica delle culture umane. Per quanto poi riguarda Benedetto XVI/Ratzinger (ma lo stesso vale anche per Giovanni Paolo II) anche fossero dimostrate quelle presunte ascendenze ebraiche nulla cambierebbe circa l'ininfluenza assoluta della cosa. Per non dire di Nostro Signore Gesù Cristo e limitandoci al primo Papa, Pietro, il fatto di essere di radici ebraiche e di cultura ebraica non ha costituito per lui, né per l'ebreo Saulo di Tarso, un impedimento a superare l'esclusivismo ed ad aprirsi all'universalismo. In ogni caso per tutti coloro che mettono in dubbio l'ortodossia della teologia e del magistero di Benedetto XVI il consiglio è di leggere, informarsi direttamente dalle fonti ossia sui testi del "sospetto".

Onde aiutarli propongo qui la lettura di questo testo del regnante Pontefice (udienza del 12.12.2012): "... Dio quindi rivela Se stesso non solo nell’atto primordiale della creazione, ma entrando nella nostra storia, nella storia di un piccolo popolo che non era né il più numeroso, né il più forte. E questa Rivelazione di Dio, che va avanti nella storia, culmina in Gesù Cristo: Dio, il Logos, la Parola creatrice che è all’origine del mondo, si è incarnata in Gesù e ha mostrato il vero volto di Dio. In Gesù si compie ogni promessa, in Lui culmina la storia di Dio con l’umanità. Quando leggiamo il racconto dei due discepoli in cammino verso Emmaus, narratoci da san Luca, vediamo come emerga in modo chiaro che la persona di Cristo illumina l’Antico Testamento, l’intera storia della salvezza e mostra il grande disegno unitario dei due Testamenti, mostra la via della sua unicità. Gesù, infatti, spiega ai due viandanti smarriti e delusi di essere il compimento di ogni promessa: «E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui» (24,27). L’Evangelista riporta l’esclamazione dei due discepoli dopo aver riconosciuto che quel compagno di viaggio era il Signore: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?» (v. 32).
Il Catechismo della Chiesa Cattolica riassume le tappe della Rivelazione divina mostrandone sinteticamente lo sviluppo (cfr nn. 54-64): Dio ha invitato l’uomo fin dagli inizi ad un’intima comunione con Sé e anche quando l’uomo, per la propria disobbedienza, ha perso la sua amicizia, Dio non l’ha abbandonato in potere della morte, ma ha offerto molte volte agli uomini la sua alleanza (cfr Messale Romano, Pregh. Euc. IV). Il Catechismo ripercorre il cammino di Dio con l’uomo dall’alleanza con Noé dopo il diluvio, alla chiamata di Abramo ad uscire dalla sua terra per renderlo padre di una moltitudine di popoli. Dio forma Israele quale suo popolo, attraverso l’evento dell’Esodo, l’alleanza del Sinai e il dono, per mezzo di Mosè, della Legge per essere riconosciuto e servito come l’unico Dio vivo e vero. Con i profeti, Dio guida il suo popolo nella speranza della salvezza. Conosciamo - tramite Isaia - il “secondo Esodo”, il ritorno dall'esilio di Babilonia alla propria terra, la rifondazione del popolo; nello stesso tempo, però, molti rimangono nella dispersione e così comincia l'universalità di questa fede. Alla fine non si aspetta più solo un re, Davide, un figlio di Davide, ma un “Figlio d’uomo”, la salvezza di tutti i popoli. Si realizzano incontri tra le culture, prima con Babilonia e la Siria, poi anche con la moltitudine greca. Così vediamo come il cammino di Dio si allarga, si apre sempre più verso il Mistero di Cristo, il Re dell'universo. In Cristo si realizza finalmente la Rivelazione nella sua pienezza, il disegno di benevolenza di Dio: Egli stesso si fa uno di noi. Mi sono soffermato sul fare memoria dell’agire di Dio nella storia dell’uomo, per mostrare le tappe di questo grande disegno di amore testimoniato nell’Antico e nel Nuovo Testamento: un unico disegno di salvezza rivolto all’intera umanità, progressivament e rivelato e realizzato dalla potenza di Dio, dove Dio sempre reagisce alle risposte dell'uomo e trova nuovi inizi di alleanza quando l'uomo si smarrisce. Questo è fondamentale nel cammino di fede".

Orbene, questa, brevemente delineata da Benedetto XVI, è la stessa fede, quella di sempre, sin dalle origini apostoliche, sin dal fondamento nell'insegnamento di Nostro Signore Gesù Cristo, professata dalla Chiesa in tutti i secoli, prima e dopo il Vaticano II ed al di là di ogni tensione o polemica dottrinaria transeunte (polemiche che hanno caratterizzato la storia di tutti i concilii, ad iniziare da quello, il primo, di Gerusalemme). E' troppo difficile capirlo gettando lo sguardo oltre le proprie elucubrazioni ideologiche?
Saluti.

Luigi Copertino
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# Abete Rosso 2012-12-15 18:24
Suvvia, direttore non sia così sprezzante….Tutto sommato è un bene che anche “la portinaia e il meccanico” abbiano scoperto che l'Europa è come una grande famiglia. Parenti serpenti, appunto.
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# romina2004 2012-12-15 19:03
Ammesso la genealogia sia veritiera, mi pare di aver capito che cmq, almeno ad inizio ottocento, ci sono mogli(e madri) non ebree in ambedue i rami. Jacob KnopFelmaker ha sposato Katharina e la moglie di Jacob Tauber (non vedo chiaramente segnata la genealogia materna ebraica dei tauber, tra l'altro) sarebbe la pronipote solo per via di figli maschi; insomma la trisnonna materna di ratzinger aveva solo il bisnonno paterno ebreo: un rabbino avrebbe molto da ridire sull'ebraicità Di Ratzinger.
Oltretutto, pur ammettendo che per i giudei vale la linea materna, a Ratzinger di avere una sola bisnonna -tra gli 8 disponibili) di discendenza ebraica (ma, ripeto, la madre, cioè la trisnonna, non pare avere linee materne della stessa tipologia)potre bbe fregare poco. Se uno ha un bisnonno negro non può essere certo classificato di razza negra: e se poi tal bisnonno/a fosse pure mulatto (quasi bianco) vogliamo ancora parlare di tale persona come appartenente alla razza negra? Mah!
Comunque, al di là di tutto, vale il discorso di Blondet.
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# zampano 2012-12-16 11:20
Io direttore la ringrazio molto.
In questo periodo non trovo sostegno e aiuto nel mio lavoro, che sto pensando di abbandonare: sono Ingegnere civile, lavoro da quasi 5 anni e quest'anno ho preso 500 euro lordi al mese da libero professionista. Sono in perdita. Bisogna combattere con l'architetto, l'impresa, i tecnici comunali, le norme italiote...
Ma la colpa è nostra, non posso lamentarmi. Sappiano gli italiani che perderemo i buoni ingegneri e le conoscenze della materia. Poi non lamentiamoci. Preferiamo fare i pavimenti nuovi, i selciati del giradino nuovi, le vasche idromassaggio piuttosto che rinforzare vecchie strutture.
Però le sue parole sono uno stimolo che prenderò seriamante per trarre conclusioni più ragionate.
Buon lavoro e stia bene
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# tobia 2012-12-25 21:11
Impietosa analisi, complimenti! siamo effettivamente il popolo che si vede a Forum, nelle commedie di Lino Banfi o Alberto Sordi, Tomas Miliam per quanto riguarda il centro sud (totò è già troppo elevato...)o Pozzetto per quanto riguarda il nord..Questa è l'italia attuale a tutti i livelli purtroppo:dal laureato al possessore della mera licenza media.
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# pelzen 2012-12-26 01:28
E mentre si discute sul sesso degli angeli altri, i più patia dell'intero firmamento, ci gettano come merce di scambio in un'agorà che nessuno ha acclamato.
Svegliarsi non è peccato!
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# onofrioalvise 2013-01-14 17:51
Grazie Direttore.Un saluto al dr. de Fina.
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