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Noi, europirla col cerino in mano
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«Mai più svalutazioni competitive!», hanno giurato tutti i potenti del mondo all’inizio della crisi nel 2008. Agiva il ricordo della Grande Depressione degli anni ’30, quando le nazioni gareggiarono nello svalutare le monete nazionali per esportare più merci a danno della nazione concorrente, esportando anche la disoccupazione fuori dai confini. Siccome tutti volevano esportare e nessuno importava, questa corsa verso il basso aggravò atrocemente la depressione per tutti. La gara al ribasso, variamente denominata «currency war» o «beggar thy neighbour» (il gioco del ruba-mazzetto, letteralmente «impoverisci il tuo prossimo»), danneggiò tutti a tal punto, che nel 2008 il FMI, Washington Consensus, la UE e tutti gli altri giurarono: «Mai più currency wars!». Stavolta sarà diverso!

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Come no. La Federal Reserve ha operato costantemente a svalutare il dollaro fin dall’inizio, ma negli ultimi tempi stampa dollari con le rotative di massa: 11 trilioni immessi nel mondo in pochi mesi, ossia 5 volte il Prodotto interno lordo dell’Italia. La Bank of England ha ovviamente seguito l’esempio, svalutando a tutto spiano la sterlina. La Cina svaluta da sempre e ora di più, per il solo fatto di aver agganciato la sua moneta al dollaro-che-svaluta. La Corea del Sud deve in notevole parte i suoi successi mondiali (Samsung e Hyundai) ad una accorta politica di svalutazione soprattutto verso lo yen. Stanco di vedere le sue Toyota perdere terreno contro le Elantra Hyundai, e tutta la sua produzione contro quella cinese o di Taiwan (che svaluta sull’esempio coreano), ha notoriamente deciso di saltare il fosso della correttezza e di «stampare moneta», indebitandosi oltre il già colossale debito pubblico del 220%. Il governo nipponico ha annunciato che lancerà un programma di «quantitative easing» senza limiti dal 2014, monetizzando il debito nazionale (già attualmente, la sua banca centrale compra titoli giapponesi al ritmo di 410 miliardi di dollari al mese) onde raggiungere il sospirato 2% di inflazione.

Tutto giusto in fondo, perché rispetto al 1930 la svalutazione competitiva ha un altro vantaggio oltre a quello di (sperabilmente) aumentare le esportazioni; quello di diluire i debiti pubblici. Ciò funziona, però, se qualcuno continua a stare alle regole (facendo il fesso del gioco delle tre tavolette), non se tutte le banche centrali svalutano simultaneamente. L’effetto finale sarà allora il gelo deflazionista degli anni ’30, più un’iper-inflazione esplosiva più tardi, appena comincerà una timida ripresa e quegli oceani di moneta creata dal nulla (pseudo-capitale) si riverseranno a competere nell’acquisto di qualunque cosa.

Ebbene: oggi sono ben 37 i Paesi che in un modo o nell’altro stanno svalutando competitivamente danneggiando i vicini. La cifra l’ha stabilita uno studio di una centrale di analisi, il Global Macro Investor:



Non tragga in inganno il fatto che tra gli «stampa-soldi» viene messa la Zona Euro. Si tiene conto del regalo di un trilione di euro che Draghi a fatto alle banche all’1%, e della asserzione di Draghi medesimo che «farà tutto quel che occorre» per salvare l’euro, cosa che i mercati hanno inteso come una prontezza a stampare, ed ha acquietato il nostro spread, fra i funesti applausi dei buffoni mediatici e politici. Ma la BCE è rimasta alle parole; Federal Reserve e Giappone, Cina e tutti gli altri, colossi o nani, sono passati ai fatti. La Fed ha inoltre promesso che terrà i tassi a zero o quasi (ossia negativi in termini reali) fino al 2015.

E la differenza di esito si vede: l’euro è oggi sopravvalutato al massimo, visto che per comprarne uno si devono pagare 1,35 dollari. Spieghiamo: una svalutazione ha senso solo in relazione a quanto svalutano gli altri. Come mostra chiaramente la tabella che segue, mentre le altre banche centrali hanno mostruosamente accresciuto il loro bilancio (perché hanno incamerato quantità titaniche di Buoni del Tesoro dei loro Paesi, che hanno pagato con moneta creata dal nulla di fatto sussidiando il loro Stato e svalutando), la BCE di Draghi-Merkel è rimasta la sola a tener fede al giuramento: «Mai più svalutazioni competitive!». La BCE è l’unica banca centrale il cui bilancio si è ristretto negli ultimi sei mesi:


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Noi sì che siamo tutti d’un pezzo. Noi non partecipiamo alla currency war che impazza nel resto del mondo. I soli primi della classe, mentre gli altri violano le regole. A nostro danno. Perché la «forza e l’unità» dell’euro è mantenuta al prezzo della perdita di competitività di Italia (e Spagna, Portogallo e Grecia, Irlanda e oggi anche Francia), che esportano meno, e dunque al prezzo della enorme disoccupazione che conoscono i Paesi periferici.

«Oggi avete una disoccupazione giovanile al 50%, ma l’euro solido e forte; domani, mangerete i vostri bambini e l’euro sarà la sola moneta forte del pianeta. Complimenti»: così Edward Luttwak , sarcastico come al solito, durante un recente Forum UBS tenuto alla Borsa di Milano. La Grecia non è tanto lontana da quello sbocco alimentare.

È l’ossessione monetaria che Luttwak ha messo nel conto del «periodico impazzimento» in cui cadiamo, secondo lui, noi europei: ed ha ricordato che in piena Grande Depressione mondiale, una quantità di nazioni restò aggrappata al Gold Standard e fra queste l’Italia, dove Mussolini rivalutò la lira sulla sterlina, la famosa Quota 90 che stroncò ogni nostra possibilità di esportazione e turismo. Oggi, Draghi e soprattutto la Merkel ripetono l’errore: euro a «Quota 90». Devono difendere l’euro, mentre Bernanke deve ridurre la disoccupazione... Loro non sentono il dolore che sentiamo noi.

Gli analisti della Deutsche Bank hanno curiosamente stabilito qual è la «soglia del dolore» per i vari Paesi della Zona Euro, ossia quando l’apprezzamento relativo dell’euro sulle altre valute comincia a far morire definitivamente il nostro export. Dai loro dati, l’Italia ha superato abbondantemente «soglia di dolore»; per noi l’euro dovrebbe valere 1,17 dollari. Ma anche la Francia ha già raggiunto la soglia del dolore: per i suoi esportatori l’euro dovrebbe valere 1,24 invece dell’attuale 1,35. Il guaio è che la Germania non ha raggiunto la propria soglia del dolore; benché rallentata, la sua corsa all’export continua.



Questo è il motivo per cui la Cancelleria di Berlino (ci sia o meno la Merkel) non cederà ad alcuna implorazione di Monti e/o Bersani di svalutare un po’ la «sua» moneta di cui abbiamo ceduto la sovranità. Sì, ufficialmente il Governo germanico mostra di preoccuparsi per la «guerra valutaria» in corso; ma si preoccupa non per le conseguenze sugli esportatori tedeschi, ma per il fatto che un ulteriore apprezzamento dell’euro (avviato all’1,37) può ritardare la «normalizzazione» degli Stati-cicala, ossia l’austerità sanguinosa che ci impone per ridurci alle virtù tedesche — e non dover pagare i costi della solidarietà europoide. La Germania coi suoi satelliti è il solo Paese cui l’euro oggi conviene... alle sue condizioni.

Sicché siamo noi, gli Europirla, a restare col cerino in mano. Perché Bersani, Monti o Berlusconi (il quale ha fatto capire che, dopo le elezioni, è pronto a trovare un accordo coi vincitori) ci terranno dentro l’euro a costo di ogni sacrificio. Nostro, s’intende.

Lo spread è basso, no? Siate contenti e mangiate i vostri bambini.

Viviamo in uno strano periodo che piace alla finanza: i greci, per riscaldarsi e non potendo pagare il gasolio, bruciano vestiti e scarpe, oltre che libri e giornali, ma i titoli della Grecia sono saliti del 44%, assicurando grassi profitti a certi fondi avvoltoi . Gli USA sono in declino storico, ma gli utili della finanza americana sono saliti, dal 2009 ad oggi (in piena crisi) del 170%. È la grande moderazione dei tassi d’interesse che invita ad andare in Borsa, e sulle materie prime, o sui Paesi emergenti. Sul mondo incombe quel diluvio universale di moneta fresca di stampa, e quindi la finanza vanta per il 2012 risultato eccezionali. Stranamente però, le imprese produttive e l’economia reale in genere, per ottenere una goccia di quell’oceano di liquidità, devono pagare interessi a due cifre. Contemporaneamente, vi sono investitori che sembrano contenti di accettare perdite garantite mettendosi in portafoglio titoli pubblici con interessi reali negativi. E governi che, avendo aumentato un po’ meno del solito la crescita spaventosa della loro spesa pubblica, la chiamano «taglio della spesa» e pensano di aver compiuto la loro missione a forza di tasse.

Dovunque appaiono falsi segnali e disconnessioni. La grande calma può trasformarsi da un momento all’altro in un «double dip», una ulteriore caduta in un gradino più basso della Depressione, e ce ne sono già i segni (il crollo della Saipem, voluto da qualche potere che si appresta a prendercela per un boccone di pane, ne è un segno). Eppure c’è tranquillità.

La ritrovata serenità della finanza, come hanno mostrato due esperti commentatori sul Financial Times (1), ha un motivo: la sicurezza che le istituzioni finanziarie non falliranno. Che ogni somma non rimborsata da un debitore al creditore bancario o speculativo, è posta a carico dello Stato. Come già in Usa dal 2007, quando alla AIG non fu permesso di fallire e il suo buco messo sul gobbo dei contribuenti, anche l’Europa «protegge gli investitori dalle conseguenze delle loro cattive decisioni».

In tal modo, il meccanismo del prestare e indebitarsi è oggi falsato dal fatto che il fallimento è stato escluso. Il MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità già in atto, e il progetto di «unione bancaria europea» tanto caldeggiato dai federalisti e congiurati eurocratici, sarà la tappa finale «nel trasferimento dei debiti privati discutibili al bilancio degli Stati, e ciò spiega la fiducia ritrovata dei mercati».

L’economista Paul Jorion sviscera l’argomento come segue. Il tasso d’interesse ha due principali componenti. Una è il «premio di liquidità» (il prezzo da pagare per il tempo che correrà prima del rimborso, privando il creditore di liquidità), ed esprime il rapporto di forza tra creditore e debitore in una data congiuntura. Il secondo è il «premio di rischio», concepito per assorbire il rischio che il debitore non paghi, ossia faccia fallimento.

Ora, il rischio ha cessato di esistere; dunque il «premio di rischio» incorporato nel tasso d’interesse è una manna gratuita per il creditore. Oggi le banche, le italiane prima di tutte, ma non escluse le tedesche, e la speculazione mondiale — pretendono tassi alti di compenso perché, strillano, il rischio è alto. Ma il rischio di non rimborso è oggi scomparso, essendo stato posto sulle spalle della comunità. E se i cittadini-contribuenti fanno fatica a pagare, tutta la comunità dei creditori e i loro fiduciari e maggiordomi (messi da loro nei governi e nelle banche centrali) rispondono autorevolmente che le difficoltà dei cittadini nascono dal fatto che «hanno vissuto al disopra dei loro mezzi».

Vi ricorda qualcosa? La realtà è che l’Italia — per fare un esempio a caso — da un ventennio ha visto il rapporto fra entrate ed uscite pubbliche in pareggio; il suo deficit è dovuto integralmente ed esclusivamente al servizio del debito, quei 90 miliardi annui che sono la nostra macina al collo. L’Italia avrebbe tanto più convenienza ad uscire dall’euro e simultaneamente non pagare il debito, in quanto è parzialmente illegittimo: paghiamo infatti un premio di rischio indebito, in quanto il rischio per i creditori non c’è più.

La proposta di Jorion è semplice: che gli Stati cessino di prendere a carico loro la totalità dei defaults che si manifestano nell’economia, perché la finanza creditrice strilla. Il fallimento è una valvola di sfogo essenziale nel sistema liberista terminale, caratterizzato per di più da una ripartizione altamente iniqua della ricchezza; che qualcuno dell’1% sia lasciato fallire innesca una ridistribuzione, il dis-indebitamento comincia.

L’economia ne soffrirebbe, strillano lorsignori. E perché mai? L’assicurazione contro il fallimento ce l’hanno già, ed è il premio di rischio incorporato nel tasso d’interesse che richiedono, fatto appunto per assorbire statisticamente un eventuale mancato rimborso. Se la bancarotta di una banca specifica dovesse costituire per le sue dimensioni stesse un rischio sistemico, quella entità andrà smantellata e frazionata in unità non-sistemiche.

Sarebbe così semplice. Però vedete uno solo dei nostri politici che ci chiedono il voto disposto a porre questo tema in Europa? O anche capace solo di capire di cosa stiamo parlando? Tutti a gara a lodare Draghi, tutti a gara a garantire il nostro debito... e noi col cerino in mano.




1) Hans Werner Sinn ed Harald Hau, «Eurozone banking union is deeply flawed», Financial Times, 28 gennaio 2013. Sinn è il presidente del tedsco IFO Institute e Hau è docente svizzero di Economia all’università di Ginevra.


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Commenti  

 
# Giovanni Silvano 2013-02-01 14:30
Articolo che pecca un pò di semplicismo.
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# ulisse 2013-02-01 15:34
Ieri 31/01/2013, " Il Sole 24 Ore", a pagina I,con richiamo in XIV,ha pubblicato un articolo dello stesso tenore di quello del Direttore. L'articolo " L'euro merita maggiori tutele" é a firma di Marco Fortis,che mi sembra piuttosto competente e credibile in materia. Quindi, c'é la consapevolezza che l'Europa & l'Euro debbano affrontare la presente guerra commerciale delle svalutazioni competitive di Yen, Yuan, $, tutte contro,guarda caso,l'Euro,e cioé noi .
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# oratio 2013-02-01 15:55
Direttore,
se ormai sappiamo che l'unica speranza per l'Italia sia di svincolarsi dal marcescente macigno che scelsero di chiamare Europa, non è chiaro se ci sia la minima possibilità realistica che ciò accada in un futuro che non sia tanto distante da potersi considerare irrilevante.
Dobbiamo forse rassegnarci a sperare nel collasso sempre imminente, in apparenza e sulla carta, ma che mai si verifica? Sembra anzi che la morsa che vuol fare del continente una marmellata si stringa sempre di più. Persino i loro stessi fallimenti sanno usarli per spingere avanti il "piano".
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# acquario 2013-02-01 17:05
Avete mai conosciuto un'azienda che per il credito si è affidata agli usurai e si è risanata? Ebbene Monti e c. hanno consegnato l'Azienda Italia agli usurai planetari. Ora c'è solo da decidere chi, tra le due parti, dovrà soccombere, perché, delle due l'una: o soccombe l'usuraio (o meglio, lo si fa soccombere!) o soccombe l'usurato. Non c'è scampo, o si esce subito dall'euro e si spezza la garrota del falso debito che gli eurocrati ci hanno teso al collo, oppure moriremo inesorabilmente asfissiati e nemmeno troppo lentamente.
Con una classe politica capitanata da ricattati e ricattabili è dura immaginare chi potrà portare l'Italia fuori dall'inferno in cui l'hanno cacciata. In un paese normale, per citare il D'Alema guru della banca 121, personaggi come Napolitano Monti o Fornero sarebbero presi a schioppettate per le strade, altro che tribune politiche. Ma chi ci va a sparare? I giovani dei centri sociali, tutti birra canne e contributi pubblici? Gli studenti della Sapienza capitanati da un laureando quarantenne? Oppure i giovani disimpegnati e tatuati, dalle sopracciglia sottilizzate?! I cinquantenni del pubblico impiego ? No, a loro va bene così (illusi!). I cinquantenni imprenditori e lavoratori autonomi? Non ne hanno il tempo, tanto sono intenti a pagare le rate di mutuo, sforzandosi a tenere in piedi la baracca. Qualche generale coraggioso? Non ci pensa neppure, i nostri fanno solo missioni di pace agli ordini degli americani, sparando ai poveri musulmani a casa loro pallottole democratiche ed antifasciste! Del resto, se l'alternativa a Silvio è rappresentata dal trio Tulliani Azzurro e Garganella, c'è solo da sperare che il ventriloquo di Casaleggio prenda i voti, promuova il referendum antieuro e che il Silvio nazionale lo appoggi. Questa appare l'unica opportunità all'orizzonte, sempre che il tragicomico riesca a superare il fuoco di sbarramento che esperti, economisti, giornalisti e magistrati costituzionali di tutte le massonerie consorziate, saranno pronti a scatenargli contro. Ma con un bocconiano alle e sulle spalle, pensate che ci sia una possibilità che tutto ciò accada?
Forse sì, perché se in otto mesi sono riusciti a far uscire indisturbati dal MPS qualcosa come 17.000.000.000,00 di euro, allora in Italia tutto è possibile, forse anche qualcosa di buono. Hai visto mai? Che i Santi Giacomo, Capestrano e Bernardino intercedano per noi!
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# Maraffio 2013-02-01 18:33
Una domanda posta da un ignorante di economia valutaria: ma con tutti questi trilioni di carta straccia stampata ad libitum dagli USA e GB non si dovrebbe modificare DI MOLTO il rapporto valutario con l'Euro?
Adesso il cambio Euro/dollaro è di 1,37 - mi sembrano pochini quando una parte ha stampato oceani di dollari...
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# Franco_PD 2013-02-01 18:44
Non metto assolutamente in dubbio i ragionamenti di natura economica di Blondet, ma l'argomento "Europa" è uno tra i più difficili da far digerire alla gente. Ed in un contesto elettorale, poi, credo sia una mina. Un argomento impronunciabile . Un concetto che appena esposto - nei termini di "Usciamone"..."Mettiamo in discussione..." mette immediatamente in mano all'avversario delle carte psicologiche formidabili. Tipo: "Verremo gettati nel mare in tempesta senza salvagente" et similia. La cultura europeista ed europoide è ormai troppo radicata e diffusa, e ci hanno ben indottrinato da almeno mezzo secolo in attesa di questo momento. Euro e quel che ne segue sono solo un argomento per alzare i pugni al cielo e tirare maledizioni. Punto. Altro discorso sarebbe se diversa fosse la cultura diffusa, e nella gente albergassero tensioni ideali anche banali ma solide e durature nel tempo: "Ah, così la Kulona e soci vogliono farci il mazzo? Gliela facciamo vedere noi". Tutti pronti a resistere all'impatto iniziale, ma superato lo shock e contati i caduti (economici) che ci sarebbero eccoci assieme a planare verso nuovi orizzonti. Stabilito che così non è, il discorso è chiuso.
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# Antonio A. 2013-02-02 14:37
Franco dice ahimè fin troppo bene. Da tempo il buon Direttore ci sottopone soluzioni più o meno efficaci, ma comunque meditate e potenzialmente fattibili. Pur sapendo, chiaramente, che noi siamo inermi dinanzi a tutto ciò. Ed il motivo non è quello più ovvio, ossia che "certe decisioni non spettano a noi". Per quanto vero, il vero problema, il suo cuore, risiede nella (in)cultura apparentemente invincibile in materia di europeismo.

Aleggia un culto indomabile, feroce a riguardo. Provare anche solo a mettere in discussione certi aspetti, non dico l'intero pacchetto, espone a critiche o isolamenti che non consentono in alcun modo di intavolare un dibattito. Si tratta di scenari ai quali suppongo molti di noi siano oramai abituati - per quanto mai ci si debba 'abituare'.

Giunta a questo punto, la nostra società tutta non può che regredire fino a scomparire. È indicativo come un'epoca che si dice avanzata, all'apice del progresso, scientifica, sia anche quella che stia subdolamente imponendo più tabù rispetto a buona parte di quelle che l'hanno preceduta. Ci sono argomenti che non si sfiorano neanche, stop. Morta la curiosità, muore l'uomo.

In un contesto di questo tipo è inutile parlare di "cure": il limite è essenzialmente culturale, se non addirittura mentale. Analisi troppo lunga da approntare così su due piedi, ma fino a quando l'individuo negherà a sé stesso di possedere una dimensione spirituale (a prescindere dalle etichette), non potrà che osservare da spettatore ciò che gli accade intorno. Chiaramente subendo, manco a dirlo.

Diversamente non si leggerebbero in giro articolate e sentite dissertazioni riguardo alla liceità o meno di mangiare miele in ambito vegano. O di chi, come Kafka a quanto pare, si sente profondamente in colpa a guardare un pesce "face-to-face" perché non resiste alla tentazione di cibarsene.

Capito? Oggi la 'buona coscienza' passa dal riuscire a guardare in faccia un pesce intrappolato in un acquario.
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# Pietro G 2013-02-01 19:04
Dove finirà tutta questa creazione di denaro dal nulla lo spiega molto bene Bill Gross che amministra il più importante fondo di investimenti al mondo : PIMCO. (http://www.pimco.com/EN/Insights/Pages/Credit-Supernova.aspx#.UQp3KOIdHWo.twitter). Il sistema, dice lui (spiegando in modo chiaro il "credito frazionale "), è in se stesso instabile ed è diventato in tempi recenti uno "schema Ponzi" in cui il nuovo denaro serve solo a rifinanziare gli interessi sui debiti : " Negli anni '80 ci volevano $4 di nuovo credito per generare $1 di PIL reale..dal 2006 ce ne vogliono $20 per ottenere lo stesso risultato." L'entropia del sistema aumenta e alla fine si arriverà ad una esplosione del tipo "supernova". A parte l'analogia con l'esplosione stellare, anche io ho notato come nessuno abbia il coraggio di proporre una riforma del sistema finanziario internazionale. E pensare che l'Europa, il mercato interno più importante al mondo, potrebbe benissimo andare avanti da sola. Già ma con il tipo di leadership che ci ritroviamo, campa cavallo che l'erba cresce.
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# montecristo 2013-02-01 19:10
Ma perche' l'Italia non riesce ad essere altrettanto competitiva dei tedeschi?

Non e' un problema di risorse, il problema e' culturale. La moneta unica fara' alla lunga diventare l'Italia un po' piu' come la Germania. Non sarebbe male come risultato. Io lo chiamerei progresso civile.
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# Catello 2013-02-01 21:32
Se in Italia il PD e le sue idee perderanno di autorevolezza e se gli Italiani diventeranno meno moralisti, diminuirà l'invidia ed aumenterà la stima dei pensionati, degli statali e dei dipendenti verso i padroncini. Se ciò accadrà diminuirà la forza elettorale dei traditori che vogliono impoverire le piccole e medie imprese per permettere agli stranieri di depredarci.
Così la piccola e media impresa avrà più soldi per effettuare degli investimenti che aumenteranno la produttività senza abbassare , anzi alzando, i salari.
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# Franco_PD 2013-02-01 22:39
Il fatto - nello specifico diciamo "elettorale" - è che le destre (Berlusconi in testa) fanno delle promesse interessanti che però non sappiamo se manterranno o saranno in grado di farlo, anche nel caso di vittoria. Mentre invece siamo assolutamente certi che le sinistre faranno quello che promettono, dalla patrimoniale in poi. In Francia Hollande ci sta provando. Non sono ricco e la cosa non mi tocca. Ma so bene che "il ricco" produce ricchezza facendo circolare i propri denari oppure investendoli in attività produttive. Ed è già pronto oggi con la valigia in mano. E appena il risultato elettorale fosse sfavorevole se la squaglia coi suoi soldi. E addio tasse a suo carico, come pure circolazione di denaro (suo) e investimenti sempre suoi. E tanta gente infuriata che sarà aizzata con successo proprio da chi ha fatto scappare il presunto ricco. La politica si fa così, e nella scuola di partito alle Frattocchie penso lo si sia sempre insegnato.
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# giannizzero 2013-02-01 22:42
Impossibile. Non succederà mai. E' più facile che la Germania diventi come l'Italia che il contrario.
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# nicolas 2013-02-02 09:29
Amico caro il mondo è bello perchè e vario,o avariato che dir si voglia, o no?
Se poi abbiamo l'obbligo di omgeneizzare tutto, come si fa con i cetrioli dell'agricoltura europoide, allora non resta che arrendersi alla stupidità umana.
Personalmente apprezzzo i tedeschi per come sono e per quello che fanno in Germania. Sarà anche perchè una bella biondona teutonica è stata sempre nlle mie mire ma senza che riuscissi ad agguantarla.Preferisco rimanere dell' idea che la valchiria sia lì ad attendermi piuttosto che ritrovarmi una afro-deutsch o turco-deutsch. Insomma viva le peculiarità.
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# Scipio emiliano 2013-02-02 09:31
Secondo quale assunto? dall'inizio euro, la corruzione e' aumentata in tutta la zona euro, (dati della banca mondiale). La produttivita' italiana e' stata pari a quella tedesca fino al 1996. E' incominciata poi a diminuire con le misure di austerita' imposte con "ce lo chiede l'europa".
Smettiamola di denigrare oltremodo questo paese! e' costituito dalla maggioranza della gente che si fa un mazzo tanto!.
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# antonello pagani 2013-02-02 11:56
Giusto! La corruzione é aumentata e il debito pubblico è diminuito ( in rapporto al PIL ovviamente ) quindi non c'è relazione tra corruzione e debito pubblico, mi pare evidente. Lo so per qualcuno é un dispiacere.
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# antonello pagani 2013-02-02 11:53
ma che dice! É proprio la moneta unica che ci ha ridotti in queste condizioni. Ha sentito ieri sera Tremonti? più di una volta ha parlato di tasso fisso che danneggia i paesi PIGS! Di dire "euro" proprio non gli riesce...peró ci si sta avvicinando
se non ci crede guardi il grafico storico delle partite correnti. Siamo stati in surplus solo nei pochi anni di interregno tra lo SME e l'EURO.
Più chiaro di così.
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# renatodrg 2013-02-01 19:24
ahah direttore euro pirla. proprio vero! meglio ridere per non piangere
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# NUMA 2013-02-01 21:09
perchè i magistrati non indagano Repubblica e sole 24 ore per la diffusione di notizie false atte a drogare il mercato (insider trading ed agiotaggio)oltr e che a far perdere miliardi di euro agli italiani ?In usa questo reato è perseguito con 30 anni di carcere
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# giannizzero 2013-02-01 21:52
In quanto privato cittadino, l'unico vantaggio di avere una moneta "forte" che riesca a concepire è costituito dal valore degli immobili e degli investimenti azionari, obbligazionari o "liquidi" detenuti in quella moneta rispetto a quelli detenuti in altra valuta.

Ma gli immobili in Italia, saranno pure espressi in forti euro, pero' stanno perdendo di valore in maniera preoccupante. In più, sono colpiti da una tassazione disincentivante , visto il pasticcio economico dove siamo piombati. Anche se la proprietà immobiliare in Italia non è colpita, in genere e per il momento, dal capital gain nè da tasse sul patrimonio particolarmente oscene come in USA o in Francia, l'IMU ha colpito le seconde case in maniera feroce.
Qual è il senso di detenere immobili in Europa se il valore scende , pur se espresso in valuta forte, e la tassazione è pure alta ?

Inoltre , alla vecchietta che je interessa se il suo appartamento del Testaccio ne vale quattro a Buenos Aires o cinque a Kansas City ? La Sora Lella del caso vede solo che non ce la fa ad andare con la sua pensione. Che suo figlio è disoccupato. Che non puo' uscire di casa per la criminalità albanese, rumena e marocchina . Che gli ospedali sono pieni di moldavi e nigeriani con la TBC che hanno la precedenza su di lei.

Venderemo ( a chi ?) le nostre case e andremo tutti a Teheran , dove la moneta in due anni si è deprezzata sul dollaro USA del 71%.
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# CESCO 2013-02-01 22:07
Caro Direttore,mi scusi ma,non penso che noi,avendo la possibilità di stampare a tutto spiano potremmo risolvere i nostri problemi di debito,o di esportazioni,se mplicemente perchè nessuno accetterebbe la nostra moneta nei scambi o per pagare i debiti o gli interessi sul debito;Ma vorrebbe moneta pregiata(dollar i e oro).Quindi per riempire le nostre casse piene di moneta pregiata,dovrem mo esportare tantissimo per poi pagare a caro prezzo le materie prime e il debito.Se così non fosse,anche i paesi poveri potrebbero raggiungere il benessere stampando moneta.Ricordiamoci che nel dopo guerra,i nostri nonni erano andati a fare i minatori all'estero, e tanti ci lasciarono la pelle,perchè era l'unico modo di avere le materie prime con la valuta pregiata che i nosstri emigranti mandavano in Italia.
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# Maurizio Blondet 2013-02-02 10:56
Ovviamente l'operazione uscita dall'euro e default dovrebbe essere fatta dopo aver fucilato l'intera classe politica attuale (scherzo). Voglio dire: andrebbe fatta da una classe politica completamente rinnovata, credibile e responsabile verso la Patria. Ossia che non stampasse moneta per pagare le sue clientele, bensì se ne riservasse la possibilità quando occorre per rendere competitive le proprie industrie: come la Corea. Che ha 45 milioni di abitanti, non è in nesuna Unione, e non mi risulta abbia petrolio e materie prime...
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# amsicora 2013-02-02 14:30
l'arcangelo gabriele?
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# Scipio emiliano 2013-02-02 14:46
Si tratta di recuperare competitivita' senza contrarre i salari attraverso un resevoir di disoccupati, cioe' senza tutti quei problemi che vanno sotto il nome di deflazione!: non si tratta di creare dal nulla benessere, ma aiutare il sistema Italia a ripartire.Perche' non e' possibile rilanciare la nostra economia anche con un po' di mercato interno?
Poi una domanda: ma se svalutare e' tanto disdicevole, perche' lo stanno applicando tutti?
Altro punto: ci stiamo domandando se la nostra classe politica nella sua inettitudine ed incapacita' di far politica sia dovuta ad un sistema (Europa ed Euro) che desidera comandare in maniera ademocratica ed elitaria e per questo propone (e seleziona questi candidati Monti ed il suo governo l'ultimo mediocre esempio)?
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# milvus 2013-02-01 22:38
Fino al 1990, le cose non andavano benissimo, però poteva riassumere ancora la cultura che i nostri genitori ereditarono dai loro genitori, giacchè la Chiesa Cattolica, ha dichiarato in base a studi teologico scinetifici di altissima qualità, affinchè perduri una cultura più di 25 anni è necessaria assolutamente una fecondità di 2,11 figli per famiglia. Se questo tasso è più basso, la cultura declina e storicamente nessuna cultura al mondo ha mai potuto rovesciare il processo economico con un tasso di natalità di 1,9. In tutta Europa si è raggiunto l'1,3 ed ora invertire un processo del genere richiede 100 anni per correggerlo e non esiste, checchè dicano illustri economisti boccaniani un modello economico che sostenga nessuna cultura in tempi del genere.
Quando la popolazione declina vertiginosament e, anche la sua cultura lo fa. Dentro pochi anni ci saranno molti euro, però l'Europa così come la concepiscono i vari luminari cesserà di esistere.
La popolazione adesso non diminuisce perchè esiste l'immigrazione musulmana, che dopo il 1990 è aumentata grazie a governi compiacenti, e tra circa 40 anni le nazioni europee saranno repubbliche islamiche, compresa la Russia. Queste sono le statistiche della realtà secondo la Chiesa, che forse viene boicottata e perseguitata affinchè nessuno possa fermare questo processo: ogni 5 francesi 1 musulmano, in Germania la spirale discendende oramai è irreversibile. Gheddafi prima di morire disse:" Allà mi da segni che una grande vittoria per l'Islam in Europa ci sarà, senza spade, senza armi senza conquiste.
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# giannizzero 2013-02-02 00:04
E Monti , Marietto Monti, che dice ? Che dice dello sciagurato nonchè pietoso tentativo di far competere le Lancia con le Mercedes agli stessi prezzi e di dare gli stessi social benefit di Duesseldorf alle campagne di Caltanissetta ? Il riservato Marietto Monti , che nel suo “medaglione” biografico precisa che nel poco tempo libero consentitogli dai "tanti studi", in gioventù si dedicava precipuamente alla bicicletta e "a seguire gli affari internazionali sintonizzandosi su varie radio straniere a onde corte ", che mosse sta studiando, oltre a geniali strategie fiscali ?
Qual è il disegno segreto di cotanto studioso radiotelegrafis ta ? Crede lui che le nostre industrie possano ancora competere con quelle tedesche AGLI STESSI COSTI di produzione ( anzi, più alti, viste le nostre inefficienze e scialacqui) ? Ma lo sa - il telegrafista - che in Medio Oriente ormai mangiamo anche le pizze surgelate tedesche ? Le mozzarelle anche . L'insalata , il pomodoro e i ravanelli olandesi ? I ravanelli olandesi, Mariettoo, sveglia ! Lo vede , il telegrafista, che gli scaffali dei duty free del mondo danno otto volte più spazio ai vini francesi che a quelli italiani ? Lo vede che un eccellente Muscadet, all'estero, costa come un discreto Valpolicella ? Lo sa che l'Italia non è più riuscita a creare un franchise alimentare internazionale che sia uno ? Cioè, se neanche nell'alimentare non riusciamo più a reggere, è come se Claudio Villa cantasse "Granada" con la voce di Geronimo Ignazio La Russa.

E la Spagna ? Non c'è un prodotto spagnolo in giro per il mondo. Non se ne vede uno, a parte qualche rara mediocre automobile, che non si squaglia solo perchè è fatta con ingegneria per l'appunto tedesca. Cosa fa la Spagna, se un appartamento a Barcellona costa due volte la stessa metratura a Vienna ? Quando la gente si stancherà della puzza di fognetta che pervade i " carrers" catalani e si stuferà della stronzaggine dei valenciani , chi comprerà gli appartamenti nei condomini di Benidorm, pieni di inglesi vomitanti della suburbia delle Midlands, a prezzi due volte superiori a tante altre località mediterranee non eurizzate ? Che faranno gli spagnoli eurizzati, quando gli europei finalmente si accorgeranno che , sulle spiagge iberiche, su dieci divieti segnalati da cartellonistica ,gli autoctoni ne infrangono nove e mezzo e che sotto il materassino c'è sempre la solita cacca dei cane iberico di turno ?

E la Grecia ? Dopo aver venduto feta, feta e ancora feta e olive su olive - che esporterà oltre a feta e olive ? Forse ancora un po' di feta ?

Siete mai stati a Bratislava ? Bratislava è eurizzata. Le cose e i servizi colà ora costano come a Vienna , che sta lì a 80 chilometri, solo che a Vienna è tutto molto meglio. Un giorno stavo in quel di Banska Bistrica ,sempre in Slovacchia, posto tristissimo, al bancone di un bar, e guardavo come un’ accigliata ostessa, jeansata d'ordinanza e sculettante come ci si puo' aspettare da una slo-vacca, mi stesse preparando una spremuta d'arancia. Non era una spremuta. Era una "schiacciata" d'arancia, una poltiglia che non si poteva bere , al massimo si poteva tentare d’ inghiottire. Ebbene, la schiacciata d'arancia costava quattro o cinque euro, quasi come al Café Sperl di Vienna, là dove si è serviti da soavi Romy Schneider in vestito tirolese fresco e profumato di bucato.....

Marietto, tu lo sai che è un disegno impossibile. Ma tu quando nomini stentoreo Jean Monnet,e lo definisci " un grande francese, eminente figura di europeista" e il Parlamento europeo ti tributa una ovazione di applausi , tu ti fai la cacchetta addosso dall'emozione europeista e pensi , oltre all' urgente cambio di pannolone, a quanta strada hai fatto da quando ascoltavi i transistor a onde corte nell'angolo della tua cameretta ..........
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# cangrande 2013-02-02 01:25
Grande !!!!! Poesia !!!!
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# giannizzero 2013-02-02 16:48
Grazie al Direttore e alla Redazione di aver elevato ad articolo le mie amare spiritosaggini . Un onore !

A parte il radiotelegrafis ta a onde corte, mi auguro che nessuna "parte interessata" se la prenda troppo a male.
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# Scipio emiliano 2013-02-02 09:36
l'articolo e' illuminante come al solito. Desiderei comunque commentare che non dobbiamo ricorrere al default come non pagamento del debito in toto. Basterebbe riprendersi la sovranita' monetaria e trasformare il debito in lire o scudi o ducati qual si voglia (cioe' appplicare la nostra lex monetae). Ovviamente alcuni definiscono quest'approccio comunque default ma e' da considerare che come e' stato rivelato dall'ultima parte dell'articolo e' gia' incluso nei nostri alti tassi d'interesse.
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# nicolas 2013-02-02 10:04
Mah! Da "fissato berlusconiano" mi vien da dire: eppur si muove!
In tempi non sospetti,mi si perdoni l'autocitazione probabilmente passata inosservata tra i commenti, che Berlusconi nella sua ridiscesa in campo avrebbe per forza di cose prospettato la rottura dello status monetario europeo. Non fossaltro perchè il mantenimento di questa moneta con l'aggiunta delL' ESM e dell'obbligo del pareggio del bilancio nella costituzione distruggerebbe del tutto la nostra nazione e quelle dei 2piigs".Insomma la guerra sarebbe finita e rimarrebbero solo macerie e finanzieri gogngolanti.
La metafora del "cerino in mano" è azzeccatissima perchè il problema grosso è trovare qualcuno che si assuma la responsabilità di spezzare il giogo usuraio dell'euro. Impresa ardua.
Personalmente ritengo che il Berlusca entri , o forse viene spinto, nella storia come l'artefice della rottura dell'euro. L'alternativa è l'esproprio del Partenone, Creta ed altri asset in Grecia,il Colosseo a Roma e il lago di Grda in Lombardia per i bagni dei "merkeliani"
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# Maurizio Blondet 2013-02-02 11:09
Giova sperare....ma ha visto che faccia gòli è venuta, al Cavaliere? Un porco vecchio e triste, un mentitore inveterato e senza palle. E s'è fatto pure la plastica per sembrare quello che è.
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# nicolas 2013-02-02 17:14
Citazione Blondet
!La proposta di Jorion è semplice: che gli Stati cessino di prendere a carico loro la totalità dei defaults che si manifestano nell’economia, perché la finanza creditrice strilla. Il fallimento è una valvola di sfogo essenziale nel sistema liberista terminale, caratterizzato per di più da una ripartizione altamente iniqua della ricchezza; che qualcuno dell’1% sia lasciato fallire innesca una ridistribuzione , il dis-indebitamento comincia."

I giuduci del TAR del Lazio hanno recepito ,come al solito, alla rovescia le cose sensate. Per cui hanno respinto il ricorso del Codacons volto a fermare i Monti -bonds per il salvataggio della Monte. Anche perchè tra Monte e Monti non ci puo' essere discordia. .AH!ah!ah"
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# nicolas 2013-02-02 18:21
Ho inviato qui il commento per errore.

In ogni caso, egr Direttore, Berlusca è un povero peccatore come tanti. Il guaio è che,nell'attuale scenario italiano, rimane l'unico insieme a Grillo che puo' farci uscire dall'incubo europoide.
Sono convinto che tra Grillo e Berlusconi ci possano essere molte più affinità di quanto non sembri. Auspico una alleanza tra i suddetti
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# Franco_PD 2013-02-02 19:45
Io sarei curioso di vedere cosa farebbe il Cav. senza ricevere sgambetti in continuazione. Certe sue idee (non nuove) restano interessanti. Finchè avrà un'orda di togati impegnati con lui (al cui confronto pare che Al Capone fosse un dilettante), sarà difficile. Del resto in Italia chi detta l'agenda politica non sono gli eletti, quanto quelli che hanno vinto un particolare concorso statale. E vinto può essere una parola grossa.
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# Maxit 2013-02-03 11:50
Non succedera' mai (alleanze del M5S), ne' con Berlusconi, ne' con altri.

La coerenza e' una bella cosa.
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# nicolas 2013-02-03 21:33
Una alleanza sui programmi.Il governo di un paese ha da essere per forza pragmatico. A dire vaffa e basta so capaci tutti
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# Lukas 2013-02-02 11:37
Ma, la stima, verso chi e perchè. Oppure, l'invidia secondo la quale un dipendente privato, nutre, o brucia interiormente, verso un dipendente statale. Di fatto la certezza a 360° di mantenere un lavoro e guadagnarsi la pensione è prettamente riservata a loro. Di sussidi, cassa integrazione, licenziamenti, pignoramenti, loro, non hanno la ben che minima cognizione. A volte il silenzio riempie quel vuoto che tante giustificazioni di circostanza, rompono.
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# cgdv 2013-02-02 11:44
Ieri in televisione c'era una cornice con dentro il mezzo busto di Monti.
Gli rivolgevano delle domande e lui rispondeva a schermo pieno, probabilmente era un montaggio. Non ho approfondito perché il signor Mario Monti era comunque penoso, imbarazzante ed imbarazzato e ho preferito cambiare canale.
Se ci costringeremo in mano a costui faremo la fine delle moltitudini che si aggiravano in cerca di lavoro nell'America degli anni'30 dopo la Grande Depressione. Come viene descritto nel film che ho visto casualmente dopo cena (deprimendomi) "Questa terra è la mia terra" del 1976 con David Carradine nella parte del famoso cantante folk Woody Guthrie.
Giuliano
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# ulisse 2013-02-02 11:53
Il Presidente Napolitano ha severamente ammonito i giornalisti,con vocati a Palazzo Venezia,pardòn al Quirinale, dicevo ammonito a non creare un corto-circuito mediatico-giudiziario su MPS,che Dio ce ne scampi. Allora, chi é il colpevole dell'affaire MPS? Poiché un colpevole deve per forza essere trovato,credo di avere il nome giusto:Pappagòn e, Gaetano Pappagòne.
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# milvus 2013-02-02 12:29
Per completare l'indagine della Chiesa Cattolica nel mondo, tutta l'America Meridionale e Centrale non è musulmana perchè gran parte fu conquistata dagli spagnoli e francesi.
In Francia la demografia cerca di seguire almeno 1,8 figli a famiglia, però i musulmani ne hanno 8,1 a famiglia. A Sud della Francia, dove per tradizione fu la zona al mondo con maggior abbondanza di chiesette, oggi ci sono più moschee.
Se una coppia ha un solo figlio, e questo a partire dal 1990, oggi ci saranno la metà in meno di figli che di genitori, figli che a loro volta avranno un solo figlio, un solo nipote ogni 4 nonni.
Se nel 2009 sono nati solo un milione di bimbi, sarà difficile avere due milioni di adulti produttivi per il 2026. La UE consiste in 31 paesi con un tasso di fertilità del 1,38, quindi i musulmani teoricamente non avrebbero da tempo bisogno di terrorismo nè di kamikaze, e l'Islam è creciuto più del Cattolicesimo, attraverso quei 50 milioni di musulmani che vivono oggi in Europa, resta il fronte latinoamericano molto prolifico, però cattolico.
L'unica nazione che si è barcamenata è stata la Francia, le altre sono condannate, oramai, alla servitù ed alla morte, le possibili contaminazioni razziste non impediscono buone demografie, le nazioni senza figli sufficienti a sostenere la loro cultura per 25 anni, hanno già un piede nella tomba.
La chiesa sostiene che il suo lavoro intellettuale sia riservato a persone che sappiano valorizzarlo, questa descrizione di un mondo europeo che "cambia", è verifiabile dalla realtà da qualunque economista che conosca i valori delle statistiche e del PIL, che si è voluto sapientemente mascherare con connotazioni razziste, ma che nulla hanno a che vedere nè con la Weimar nè con il fascismo mussoliniano.
Non sarebbe per la chiesa una questione persecutoria contro, è solo che l'Islam è cresciuto più rapidamente del cattolicesimo per cui diventerà forzatamente una religione imposta. Da chi? dagli economisti dal momento in cui ci governano le Banche e non i politici.
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# nicolas 2013-02-02 18:33
L'Islam una religione imposta? Mi pare strano perchè in essa non è prevista l'usura.
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# amsicora 2013-02-02 14:47
la notizia del giorno è la seguente:

l'inquilino pro-tempore del quirinale, siccome stavolta non c'è di mezzo il solito berlusca, ma i suoi amichetti del pd, lancia due "avvisi ai navigati":
1- i magistrati di siena indaghino in silenzio e facciano rispettare il segreto delle indagini
2- i giornalisti facciano attenzione a quello che scrivono
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# ulisse 2013-02-02 16:54
@Franco_PD:"...Mentre invece siamo assolutamente certi che le sinistre faranno quello che promettono, dalla patrimoniale in poi...".
Il governo attuale é/é stato un governo PD, per interposto Mari o Monti: stesso programma e stesso cipiglio repressivo. Senza stare sempre a spaccare il capello in quattro,non basta (e avanza) ciò per votare contro la sinistra ?
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# Franco_PD 2013-02-02 19:51
Non riesco a capire quel che lei dice, Ulisse. E non vedo dove stia lo spaccare il capello in quattro, in verità. Penso semplicemente - come tutti credo qui - che Monti è NULLA al confronto di ciò che hanno le sinistre in tasca. Devono pur accontentare Vendola e gli altri massimalisti suoi pari, per cominciare. Una cosa è combattere la sinistra a priori (ma non credo che siamo poi tantissimi, molti pensano di poter "abbozzare"), un'altra è avere ben chiaro cosa c'è dietro l'angolo. Farlo vedere. Illustrarlo. Molti non immaginano neppure di cosa siano capaci.
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# qaz71 2013-02-02 17:07
Manca sempre la cornice a tutto quello che si dice. Sempre tutti si dimenticano che è stata persa una guerra importante nel 1945 e che a causa di ciò non esiste più sovranità nazionale da tempo e che quindi tutte le misure economiche politiche culturali di cui si dibatte da anni sono TOTALMENTE aria fritta e inattuabili dal momento che siamo perennemente sotto la minaccia di essere distrutti in 10 minuti da armamenti che non non abbiamo più tra l'altro. Grazie al pacifismo globale non c'è più nessuno che possa contrastare la pistola puntata cha abbiamo da 70 anni.
Ma ci vogliamo svegliare?
Si continua a parlare di cose mai realizzabili..." si dovrebbe fare così...si dovrebbe fare cosà...tizio ha detto che farà questo...caio ha detto che farà quello..
Ma come si puo' essere così ingenui da pensare che si puo' fare qualcosa quando siamo sotto tiro armato costantemente???
Certo nessun politico si sognerebbe mai di raccontare questo al popolo perchè sarebbe il suicidio immediato. Il bombardamento subito.
Non si ha più la percezione di questo perchè da sempre è abilmente nascosto.Ma in realà cari compatrioti è l'unica ragione di tanti anni di immobilismo e di caduta verso il baratro. O veramente vogliamo credere alla barzelletta della corruzione, dell'incapacità, dlla congiuntura economica e bla bla bla!!
E' frustrante secondo me non centrare mai il vero motivo di quello che viviamo e attribuire continuamente le colpe a degli epifenomeni che in realtà altro non fanno che ingarbugliare e nascondere il vero motivo
Non abbiamo più la possibilità di rovesciare le cose. L'abbiamo avuta nella II Guerra e l'abbiamo persa. Ora è giunto il tempo di lasciar sfogare il male fino a che non sparirà da solo. Non c'è altra maniera. Risparmiamoci le energie...
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# cangrande 2013-02-02 18:12
Hai pienamente ragione.......
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# cgdv 2013-02-03 09:17
Esatto. Ecco il falso piano umanitario elaborato dalla combriccola europeista, su commissione della massoneria&C., esposto in Algeri nel 1943 dal Commerciante Oscuro Jean Monnet: "Non ci sarà mai pace in Europa se gli stati si ricostituiranno su una base di sovranità nazionale...
[ciò] presuppone che gli stati d'Europa formino una federazione o una entità europea che ne faccia una comune unità economica. »
Come dire: facciamo in modo che in Europa, andando per gradi, nessuno possa più ribellarsi.
La faccenda è lunga e complessa ma eccoci qua: la UE, tramite i suoi burocrati, è disposta a distruggere economicamente gli stati affinché implorino l'unione politica annullandosi.
Alla bisogna, potrebbero anche volare le bombe umanitarie spedite "dall'arsenale della democrazia". Così come il malefico Jean Monnet consigliava a Roosevelt dovessero essere gli Stati Uniti che lo sono tutt'ora.
Giuliano
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# nicolas 2013-02-02 17:36
Forse credo di aver capito la strategia finnaziaria del Berlusca per l'italia e l''Europa: Rivoluzione reaganiana.
La Bce come la Fed; due aliquote irpef abbastanza contenute e detrazione di tutti gli scontrini dalle dichiarazioni dei redditi. Cosi dovrebbe essere se ci pare:
scimmiottare gli americani con qualche decennio di ritardo definitvamente.
Tartassati come siamo la cosa di per sè non sarebbe male. Rimane pur sempre una riduzione di catene.
Si tratta di capire come deve essere il nuovo assetto giuridico della BCE ed eventualmente il nuovo assetto azionario dato che probabimente, per non far arrabbiare troppo chi sappiamo,rimarr ebbe una S.P.A. a maggioranza privata
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# raff 2013-02-03 00:29
Semplice e chiaro:

LA GLOBALIZZAZIONE E' UNA CATASTROFE

La nuova Elite Globalista annebbia il cervello della gente innanzitutto con i 200 canali Tv, reality show, porno e il resto dei media spazzatura e poi, quando si parla di cose serie, con tanti sofismi complicati senza senso, tipo lo "spread" e tutte le balle che raccontano sul debito pubblico.

La realtà è invece semplice e brutale e se cerchi un poco alcuni te la dicono anche, ad es una società inglese di brokeraggio e consulenza, Tullett Prebon, ha questo mese un report terrificante: "Perfect Storm" (1) in cui ha la parte 3 intitolata "The Globalization Disaster" ti spiega la verità: la Globalizzazione è una catastrofe per le economie occidentali. Perché se sposti la produzione in Asia, produci sempre di meno e dovresti logicamente consumare anche di meno. Per consumare come prima allora ti indebiti e quindi tutti i paesi occidentali sono sempre più indebitati, perchè importano sempre di più invece di prodursi da soli quello che gli occorre...

Beppe Grillo sembra capirlo quando fa gli esempi come quello della lattina di alluminio per le bibite, che viene prodotta con materiali di tre continenti e una logistica che richiede trasporti dall'australia al canada all'africa, per un oggetto che viene buttato via dopo due minuti. A me viene in mente quando cerco le more al supermercato e provengono dal Messico, un frutto che c'è in tutte le nostre montagne e che si è già rovinato anche se lo tieni in frigo dopo due giorni lo si importa dall'altra parte del pianeta, con costi di trasporto e logistica di 2.10 euro sui 2.40 della confezione.

Il succo del discorso però è: chi lavora al servizio di chi ?

Da che mondo è mondo chi può cerca di avere dei servi (in certi casi degli schiavi) che lo servano e per poco. Da due secoli qui in occidente si è applicata la scienza e la tecnologia che ha fatto moltiplicare di mille volte la produzione a parità di sforzo muscolare. In questo modo un certo benessere si è diffuso finalmente alla maggioranza della popolazione. Tra la fine dell'800 e gli anni '60 o '70 in molti paesi occidentali la differenza tra servi (gente che lavora per altri a stipendio) e padroni (gente che possiede beni e ricchezza) si è ridotta sempre di più.

Ma fuori dall'occidente c'erano ancora quattro miliardi di persone in miseria (per una serie di ragioni non avevano creato e messo a frutto la tecnologia e creato un sistema di diritti civili e stato di diritto...). La nuova elite globalista ha deciso di far invadere l'occidente da milioni di poveri del terzo mondo perché costano meno e simultaneamente di far spostare la produzione nel terzo mondo perchè costa meno.

C'è una minoranza di persone in occidente che beneficia di questa immigrazione su scala di massa e di questo spostamento massiccio della produzione in Cina e Asia o sudamerica. Ma la maggioranza viene progressivament e rovinata.

Per la maggioranza della gente in Occidente l'unica speranza sarebbe un movimento o partito anti-globalista e nazionalista, che affermi gli interessi della propria gente del proprio popolo e della propria nazione. Ma l'elite globalista ha saturato di propaganda i mass media con il concetto che non esistono più popoli e nazioni, ma solo degli individui senza radici e senza identità, di qualunque etnia, razza o paese non importa, che appartengono al mondo globale e hanno in comune tra loro che fanno tutti shopping nei centri commerciali.

Perchè l'Elite Globalista è così fanatica nel voler imporre l'Unione Europea a tutti i costi, anche quando il 90% degli economisti come succede ora dice che sta esagerando con l'austerità e la depressione che crea ?

L'Europa è sempre stata capace di avere tanti regni e repubbliche e città indipendenti invece di essere inglobata in grandi imperi centralizzati come l'Asia. Questa è stata la chiave del successo dell'europa in termini di scienza, libertà, diritti civili e anche del suo successo economico. Imporre l'Unione Europea è essenziale per omogenizzare e centralizzare anche l'Europa, in modo che sia malleabile alla Globalizzazione come l'America e non ci siano più ostacoli a creare un mondo con una ricca elite globale senza radici e una massa enorme di miliardi di servi intercambiabili .

Giovanni Zibordi
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# Lukas 2013-02-03 09:33
Già, e come disse un'eroe, "ci rivedremo a Filippi".
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# codino 2013-02-07 12:31
http://www.investireoggi.it/economia/la-francia-vuole-svalutare-leuro-e-scontro-con-la-germania/
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