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Elogio di certe immaginette
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In un corridoio oscuro della mia parrocchiale s’intravede nell’ombra un gran quadro del Sacro Cuore. Perché sia stato confinato lì posso intuirlo. Con la sua ornamentalità barocca può, come un parente campagnolo e imbarazzante, turbare la brutale nudità «contemporanea» della cappella feriale: scavata nel sottosuolo, pavimento a sampietrini di tipo stradale, pareti in cemento a vista, tabernacolo laterale della misura e aspetto di una cassetta degli attrezzi e luce al neon. Il soffitto basso in cemento è opprimente: così l’ha voluto l’architetto, il cui intento era di raffigurare un bunker. Immagini e statue sono escluse per principio. È una retorica come un’altra...

  
Laggiù nell’ombra, il Cristo barocco continua a porgere il Suo Cuore fiammeggiante, circondato dalla corona di spine e sormontato dalla croce. Apparve così o pressappoco nel 1675 a Maria Marguerite Alacoque, suora di mente semplice ed animo eroico, dicendole: «Voilà ce Cœur qui a tant aimé les hommes, (...) jusquà sépuiser et se consommer pour leur témoigner son amour, et pour reconnaissance je ne reçois de la plupart que des ingratitudes...». Un’altra volta, l’Apparizione le avrebbe detto: «Mon divin Cœur est (...) passionné d’amour pour les hommes».

È quasi incredibile la fioritura di devozioni, di fervore, di ordini e congregazioni maschili e femminili, immaginette, feste e tradizioni e sapienza teologica di cui quell’immagine è stata feconda. Contro i giansenisti che (ovviamente) gridavano all’idolatria ammettendo come decente solo il culto metaforico del Cuore, Pio VI confermò con bolla che la venerazione era diretta al cuore vero, di carne, di Gesù: organo di un Essere umano che essendo unito alla Divinità del tutto intimamente, il culto che gli spettava era di adorazione. Non erano ancora i tempi in cui la Chiesa temeva asserzioni scandalose, politicamente scorrette. Di seguito, grandi Pontefici moderni, a cominciare da Leone XIII, hanno confermato la sacra devozione con ben tre encicliche: l’ultima di Pio XII, Haurietis Aquas, dimenticata, è da leggere se non altro per vedere con che altezza, con che tono e precisione di termini e di rigore spirituale, si scrivevano le encicliche una volta.

Vi si dice espressamente che «questo culto» non va confuso «con le varie forme di devozione che la Chiesa approva e favorisce, ma non prescrive», che «ciascuno può praticare o no a suo arbitrio»; la devozione al Sacro Cuore si pone sul piano più alto: «Il culto da tributarsi al Cuore Sacratissimo di Gesù è degno di essere stimato come la professione pratica di tutto il Cristianesimo. La religione cristiana, infatti, essendo la religione di Gesù, è tutta imperniata su lUomo-Dio Mediatore, così che non si può giungere al Cuore di Dio se non passando per il Cuore di Cristo». (LETTERA ENCICLICA «HAURIETIS AQUAS» SULLA DEVOZIONE AL SACRO CUORE DI GESÙ)

E invece oggi il Sacro Cuore sembra antiquato, estraneo alla «sensibilità dell’uomo contemporaneo»… Ma di colpo mi viene a mente l’analogia di quell’immagine, anzi l’identità d’intenzione, con la visione dell’altra suora, Faustina Kowalska, successiva di 300 anni. Anche lei malata e visitata da visioni del Cristo. Anche lei come Margherita Alacoque, accesa d’amore e assetata di sacrificio; anch’essa obbligata dal suo confessore, nonostante «la forte ripugnanza», a scrivere le sue memorie e il resoconto delle apparizioni e delle rivelazioni ricevute.

La sera del 22 febbraio 1931, «mentre ero nella mia cella, vidi Gesù vestito con una bianca vesta», scrisse suor Faustina: «Teneva una mano alzata per benedire e l’altra toccava sul petto la sua veste. Dalla tunica socchiusa del petto uscivano due grandi raggi, uno rosso e uno bianco... Gesù mi disse: «Dipingi un quadro secondo l’immagine che vedi, con sotto la scritta Gesù, confido in Te. (...) Prometto che l’anima che venererà questo quadro non perirà».

Ed ancora: «Io dò all’umanità un vaso col quale potrà andare ad attingere le grazie alla sorgente della Misericordia: questo vaso è l’immagine con questa iscrizione: Gesù, io confido in Te!».

Questa immagine deve continuamente ricordare alla povera umanità l’infinita Misericordia di Dio. «Chiunque avrà esposta ed onorata, nella sua casa, la Mia Divina Effigie sarà preservato dal castigo».

La povera Faustina, confinata nel convento, senza pennelli né alcuna capacità artistica, non sapeva come obbedire all’ordine; il confessore del resto interpretò la visione come un «dipingi l’immagine di Gesù nell’anima tua». Ma Gesù apparve più volte insistendo in questa «assurda» pretesa, perfino minacciandola: «Se trascuri di dipingere quest’immagine e non diffondi l’opera della Misericordia, nel giorno del giudizio risponderai di un gran numero di anime». Perché «attraverso questa immagine concederò molte grazie alle anime, perciò ogni anima deve potere accedere ad essa... Dì all’umanità sofferente che si stringa al mio cuore misericordioso ed io la colmerò di pace... Prima che io venga come giudice giusto, spalanco le porte della mia misericordia».

Alla fine, Faustina si fece condurre dal confessore presso un pittore, tal Kazimirowski a cui spiegò bene o male il soggetto che doveva dipingere. Quando vide il risultato, Faustina si mise a piangere, tanto l’immagine era lontana da quella che aveva vista.



Ad aumentare la difficoltà, erano i due raggi che uscivano dal Cuore: uno rosso e uno bianco – i colori della bandiera della Polonia – che dovettero far rabbrividire vescovi e la Curia, timorosi dell’impiantarsi di una «chiesa nazionalista» polacca: non mancavano precedenti (come i mariaviti, scomunicati da Pio X) e ne era gravida una certa mistica patriottica, che spiegava le sofferenze della patria per mano dei suoi nemici, russi e tedeschi, con l’idea pericolosamente misticheggiante della «Polonia Cristo delle Nazioni». Per di più, il quadro originale fu distrutto durante l’insurrezione di Varsavia; quello che è diventato famoso in tutto il mondo, e che anche voi – spero – portate nel portafoglio o nella borsetta come invocazione della Misericordia infinita, è una terza versione pittorica, chissà quanto lontana dalla visione: Faustina Kowalska non lo vide mai, essendo morta molto prima. Del resto l’immagine, lievemente corretta nei raggi per allontanare l’idea della bandiera polacca (rosso il Sangue, azzurrina e non bianca l’Acqua), era stata messa in un corridoio di passaggio, non esposta pubblicamente alla devozione. Furono i soldati polacchi, che portavano l’immaginetta grande come un francobollo (la distribuiva padre Sopocko, l’assistente spirituale di Faustina) nascosta nel cappello militare, e furono sparsi nel mondo e nei campi di prigionia dalla guerra, a diffondere il culto della Misericordia «per il mondo intero». Miracoli e grazie innumerevoli sono stati collegati a questa immagine, come al Sacro Cuore.

Inevitabilmente, questo è uno degli aspetti in cui protestanti vari, razionalisti e «cattolici adulti» accusano nel cattolicesimo un – come chiamarlo? – materialismo superstizioso, un residuo di pensiero magico e pagano, quando non influssi dell’induismo (qualcosa del genere denunciano i Testimoni di Geova). Faccio solo notare che quelle immagini devozionali non vengono da una spontanea immaginazione di fedeli, né sono un parto di non so quale creatività mistica delle sante veggenti, che anzi si confessano sconsolatamente incapaci; sono raffigurazioni che vengono ordinate dallalto e prescritte, spesso, nei minimi particolari. Sicché se c’è materialismo paganeggiante e miracolismo magico nel potere attribuito alle immagini, essa appare – come dire? – provenire dal Committente che l’autorizza.

È ben noto il caso, quasi scandaloso, perché riguarda un oggetto che gli ostili possono ben definire un amuleto, la «medaglia miracolosa»: fu mostrata in visione precisa, e prescritta nel recto come nel verso dalla Vergine, apparsa alla giovane conversa di San Vincenzo de’ Paoli, Catherine Labouré nel 1830, in rue du Bac, nel centro elegante di Parigi.


Nella notte del 18 luglio, svegliata da un fanciullino che si dirà il suo angelo custode, Catherine lo seguirà nella cappella: dove preceduta di «un fruscio della veste di seta» che sarà descritta come colore «di bianco-aurora», le appare la Vergine, risplendente. La visione si siede sul seggio del cappellano, e credo che sia la sola apparizione in cui la Madonna compaia seduta; la giovane Labouré cade in ginocchio e, mentre Maria le parla per due ore «come una madre che si confida con sua figlia», Catherine – commovente particolare – tiene le mani giunte sulle ginocchia della Madre.

Ma il 27 novembre successivo, la Vergine riappare già quasi come una icona. Ha i piedi poggiati su un globo, attorno a cui si attorciglia un serpente; un piede della Signora è sul rettile. «Questo globo rappresenta il mondo intero, la Francia, ogni persona in particolare», spiega l’apparizione. Essa ha in mano un altro piccolo globo d’oro, sormontato da una croce, che fa l’atto di offrire supplicante a Dio. Poi d’improvviso appaiono sulle dita di Maria degli anelli di diamanti, che mandano raggi in ogni direzione: «Sono l’immagine delle grazie che le persone mi chiedono», spiega la Signora. Alcuni anelli non mandano raggi. «Sono l’immagine delle grazie che ci si dimentica di chiedermi». In quella, attorno alla Madonna appare un ovale sul quale Catherine vede apparire in lettere d’oro: «O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi». Poi l’ovale gira su se stesso, e Catherine vede quello che sarà il verso della medaglietta: la M sormontata da una croce, i due cuori al disotto, l’uno coronato di spine, l’altro trafitto dalla spada; forse – ma non è certo – il tutto è attorniato da 12 stelle.

A sentire Catherina, ricevette nel cuore la richiesta di far coniare la medaglia che aveva visto, con la promessa a chi la avesse portata di una protezione speciale di Maria. Anche lì ci furono iniziali diffidenze ecclesiastiche, anche lì l’immagine subì qualche lieve modifica rispetto alla visione. Solo due anni dopo le prime copie furono distribuite, e subito – senza che fosse nota l’origine dalle straordinarie apparizioni di rue du Bac (la Labouré, riservatissima, confidò la cosa solo alle sue superiori) – la gente la chiamò «medaglietta miracolosa».

Personalmente ho ignorato la medaglietta, e non le avrei dato peso, se non fosse per un fatto: che Madre Teresa ne aveva sempre una scorta in quella sua sporta della spesa con cui andava in giro per il mondo, e le distribuiva generosamente a chiunque la avvicinasse. Il fatto che essa credesse all’efficacia e alla protezione dell’amuleto, mi fa prendere sul serio questa «superstizione». Quando morì e il giornale mi mandò a Calcutta alle esequie, le sue suore tenevano a bada noi giornalisti dandoci, invece di risposte ai nostri tentativi d’intervista, una medaglietta e un sorriso. Di recente a Parigi ho visitato il santuario di Rue du Bac: silenzio e pace di una piccola Lourdes in mezzo a Parigi, fra due grandi magazzini di lusso; vecchi africani inginocchiati che sgranavano il Rosario con profonda fede, il corpo incorrotto della veggente nel sarcofago di cristallo... Venne spontaneo inginocchiarsi e non dimenticarsi di chiedere.



Né è frutto di un pittore umano l’immagine più venerata del Sudamerica, la Vergine di Guadalupe, la Virgen Morena. Bella ma troppo lunga la storia. Basterà dire che essa apparve nel 1531 presso quella che oggi è Città del Messico ad un azteco appena convertito, Juan Diego, nato Cuauhtlatoatzin, di cui si sa poco perché era un povero contadino, un umile nulla, ed alcuni dubitano persino sia mai esistito. Sorvolerò sull’imbarazzo del poveretto quando la Signora gli chiese di andare dal vescovo, uno spagnolo francescano, per far costruire una chiesa sul luogo; tre volte Juan Diego andò, non fu creduto, né forse del tutto ascoltato. La terza volta, tornato sul luogo dell’apparizione, trovò splendide rose di Castiglia sbocciate fuori stagione; le raccolse nel suo grembiule di agave (la tilma) e corse a mostrarle al vescovo Juan de Zumarraga, come prova; appena arrivato aprì il mantello, caddero i fiori, e sulla tilma apparve l’immagine della Signora, come impressa misteriosamente. Il vescovo e i presenti caddero in ginocchio davanti a quell’immagine.



La Vergine qui ha abiti aztechi, pelle scura e la Luna sotto i piedi; nell’insieme, sembra una pittura naif di stile indio, ma per la fede è l’impressione quasi fotografica di Colei che Juan Diego vide quel giorno. Non vi sarebbero pigmenti sul rozzo tessuto (ma alcuni altri ve li hanno identificati); taccio le ricerche degli anni 1950-77 secondo cui nelle pupille della fanciulla riprodotta si vedrebbe una figura maschile inginocchiata identificata con Juan Diego. Mi limito a notare che il grembiule del contadino, in fibre d’agave, è assai deperibile, e invece dura da 500 anni, esposto alla focosa devozione sudamericana. Non sarà mai possibile tranciare la questione; secondo ciò che suppone il credente, si tratta della più clamorosa immagine akeiròpita, ossia non fatta da mano d’uomo, e una figura dal cielo; per gli scettici un dipinto.

In ogni caso, è la più toccante testimonianza della sincerità e profondità autentica delle conversioni di massa degli aztechi, e la smentita delle leyenda negra che vuole quelle conversioni forzate o sotto violenza dei conquistadores. A poco più che un decennio dalla conquista, ecco già la prima apparizione e la travolgente devozione popolare: il nuovo popolo e la sua Madre si riconoscevano e si abbracciavano reciprocamente. Quel popolo, oppresso da una religione di morte e sacrifici umani, visse l’annuncio cattolico come una vera liberazione; in un museo americano ho visto quadri religiosi dell’epoca, dipinti da indi, che ritrassero la Vergine con gli abiti di gran signora spagnola con broccati, crinoline e colletto pieghettato (a nessuno di loro sarebbe venuto in mente di dipingere la Madonna con i semplici vestiti di una ragazza azteca): sono esplosioni di gioia di vivere e lieta devozione. Gran parte di quel popolo sarebbe poi stato decimato dalle malattie infettive portate dagli europei. Ma nella visione di lassù, poco importava: siamo tutti quaggiù per poco. Sono stati salvati, e questo conta.

Questo discorso un po’ lungo ed erratico, per dire cosa, cari lettori? Forse questo: la delicatezza con cui da lassù siamo amati, anche nelle nostre debolezze d’immaginazione, soccorrendola con immaginette e medagliette (che sono una summa teologica in geroglifico). Se rivedo l’immagine antiquata del Sacro Cuore e la confronto con quella di Cristo della Misericordia dal cui cuore partono i raggi rosso e bianco-azzurro, mi pare quasi che – constatato l’affievolirsi dell’efficacia suggestiva della prima immagine – lassù si sia provveduto a scegliere un’altra anima eroicamente devota fino al sacrificio totale di sé; come ha scritto Pio XII una di quelle «anime predilette, cui svelò i segreti divini di questo culto e che Egli elesse a messaggere, ricolmate di grazie speciali» – per comunicare a tutti noi («al mondo intero») che quel Cuore è ancora lì per accoglierci, e ci attende nonostante ogni nostro peccato. L’immagine, ora, è in qualche modo più moderna, più adatta al nostro (povero) gusto. Come che sia, senza alcuna pretesa artistica, essa «ci parla». E a quale scopo ci è stata data di nuovo così aggiornata?

Il motivo è, credo, in questa nota dell’abate Chautard: «La buona riuscita della meditazione spesso dipende dalla cura che si mette nel considerare lInterlocutore come vivo e presente, e nel cessare di considerarlo come lontano e passivo, cioè come un essere astratto». Ci aiuta a pregarlo così: vivente. E il Suo cuore, in quel Regno dei Cieli inimmaginabile, continua a battere ormai imperturbato, e a darsi a noi.



Associazione culturale editoriale EFFEDIEFFE


 
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Commenti  

 
# Giulio 2013-02-15 13:32
L'ho già scritto altre volte: quando scrive articoli su Fede e "Pietas" Lei dà il meglio sé, Direttore.
La fede astrattamente pura dei cattolici adulti e dei protestanti è utopica e ipocrita: siamo fatti di carne ed ossa e queste immagini e devozioni sono un necessario "gancio" al quale possono aggrapparsi in modo semplice e diretto sia i dotti che gli ignoranti.
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# tertulliano 2013-02-16 12:08
Sottoscrivo il Direttore è davvero capace di spiegare bene la grandezza della Fede cattolica INFANTE !
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# gipiel 2013-02-15 14:05
concordo con Giulio
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# PORTIERONE 2013-02-15 14:08
Gentilissimo Direttore, che Dio la benedica per la testimonianza che Lei, di questi tempi, rende a gesu' Cristo Nostro Signore
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# Policarpo 2013-02-15 14:09
Grazie, direttore.
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# Alexi 2013-02-15 14:33
Grazie Direttore, altre notizie per chi non conoscesse il dipinto di Guadalupe.

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Studi oftalmologici realizzati sugli Occhi di Maria hanno scoperto che avvicinando loro la luce, la retina si contrae e ritirando la luce, torna a dilatarsi, esattamente come accade ad un occhio vivo.

La temperatura della fibra di maguey (ricavata da una pianta) con cui è costruito il mantello mantiene una temperatura costante di 36.6 gradi, la stessa di una persona viva.


Uno dei medici che analizzò il manto collocó il suo stetoscopio sotto il nastro con fiocchi che Maria ha intorno alla vita (segnale che è incinta) e ascoltò battiti che si ripetevano ritmicamente , contò 115 pulsazioni al minuto, come per un bebè nel ventre materno.

Non si è scoperto nessun tratto di pittura sulla tela. In realtà, a una distanza di 10 centímetri dall’ immagine, si vede solo la tela cruda: i colori scompaiono. Studi scientifici non riescono a scoprire l’origine della colorazione che forma l’immagine, né la forma in cui la stessa è stata dipinta . Non si riscontrano tracce di pennellate nè di altra tecnica conosciuta. Gli scienziati della NASA affermarono che il materiale che origina i colori non è nessuno degli elementi conosciuti sulla Terra..

Si è fatto passare un raggio laser lateralmente sopra la tela, e si è evidenziato che la colorazione non è nè al dritto nè al rovescio, ma che i colori fluttuano a una distanza di tre decimi di millímetro sopra il tessuto, senza toccarlo. I colori fluttuano nell’ aria, sopra la superficie del Mantello.

La fibra di maguey che costituisce la tela dellìimmagine, non può durare più di 20 o 30 ani. Vari secoli fa si dipinse una replica della immagine su una tela di fibra di maguey simile, e la stessa si disintegrò dopo alcuni decenni. Mentre, a quasi 500 anni dal miracolo, l’immagine di Maria continua ad essere perfetta come il primo giorno. La scienza non si spiega l’origine della incorruttibilit à della tela.

Nell’anno 1791 si rovescia accidentalmente acido muriatico sul lato superiore destro della tela. In un lasso di 30 giorni, senza nessun trattamento , se ricostituì miracolosamente il tessuto danneggiato.

Le stelle visibili nel Manto di Maria riflettono l’esatta configurazione e posizione del cielo che il Messico presentava nel giorno in cui avvenne il miracolo.

All’inizio del secolo XX, un uomo nascose una bomba ad alto potenziale in un arredo floreale, che collocò ai piedi della Tela. L’esplosione distrusse tutto ciò che era intorno, meno la Tela, che rimase in perfetto stato di conservazione.

La scienza scoprì che gli occhi di Maria posseggono i tre effetti di refrazione dell’immagine di un occhio umano.

Nelle pupille di Maria (di soli 7,8 mm) si sono scoperte minute immagini umane, che nessun artista avrebbe mai potuto dipingere. Sono due scene e si ripetono in tutte e due gli occhi. L’immagine del vescovo Zumárraga negli occhi di Maria fu ingrandita mediante tecnologia digitale, e ha rivelato che nei suoi occhi è ritratta l’immagine dell’ indio Juan Diego, che apre la sua Tilma davanti al vescovo.

La misura di questa immagine risulta essere la quarta parte di un millionesimo di millimetro.

.”Guadalupe” significa nell’idioma indigeno: “schiaccia la testa al serpente”.

È appunto il vangelo nella Genesis 3:15: María, vincitrice del maligno.

L’ immagine è una pittura identica al dettaglio dell’Apocalisse 12: “apparve nel cielo un grande segnale, una donna avvolta nel sole, con la luna sotto i suoi piedi.”

La Vergine ha un nastro con dei fiocchi sul ventre , è “incinta“ di Gesù il Salvatore di tutti noi.
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# suparta 2013-02-15 16:37
Grazie Alexi, per queste notizie
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# Salvo.c 2013-02-15 18:48
Per favore, va bene ammirare l'immagine della Vergine di Guadalupe ed esserne devoti, ma dar credito ad alcune cose che lei ha riportato non va assolutamente bene! Molte delle notizie che lei dà sono completamente false o comunque non confermate sperimentalment e! Non facciamoci ridere dietro dal primo scettico di turno! E' falsa la notizia della temperatura costante, falsa quella della ritrazione della retina,falsa quella dei battiti cardiaci, falsa quella che non ci siano segni di pittura...devo continuare? Le discussioni a livello scientifico vanno fatte con un po' di serietà se no si rischia di diventare poco credibili anche per le cose vere..
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# zampano 2013-02-15 21:40
Sì, se continua e ci spiega bene ci fa un piacere. Grazie
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# Alexi 2013-02-16 11:13
In effetti ho riportato un articolo dove la maggior parte delle notizie mi erano note grazie ad un sacerdote che conosco e che visse molti anni in Messico, altre (la temperatura ecc.) non le conoscevo ma non ho indagato.
Ho fatto una veloce ricerca ed effettivamente alcune cose sono frutto di fantasia, ma ne ho scoperto altre piuttosto sorprendenti.

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Si tratta di un’armonia perfetta. Musica celestiale creata dalla sovrapposizione fra le stelle e i fiori dell’immagine della Madonna di Guadalupe sul pentagramma. Una spettacolare scoperta matematico-scientifica che sarà presentata nella Santa Sede durante un convegno sull’attualità della Chiesa cattolica nel Continente americano.

«Splendore della bellezza nell’immagine della Nostra Signora di Guadalupe» è il titolo della conferenza in programma martedì 11 dicembre presso l’auditorio San Pio X. Il sacerdote messicano Eduardo Chávez, direttore dell’Istituto Superiore di Studi Guadalupani, spiegherà le ultime ricerche sulla “tilma”, il panno di stoffa vegetale sul quale, miracolosamente , è rimasta impressa l’immagine di una Madonna meticcia nel 1531.

Negli ultimi 481 anni, l'immagine ha attirato l’attenzione di milioni di persone: ecco perché il santuario che la custodisce, nel cuore della Città del Messico, è il luogo sacro cristiano più visitato al mondo. Con un numero di pellegrini superiore a quelli che si recano presso la Basilica di San Pietro.

Lungo i secoli, artisti e scienziati hanno cercato di svelare i segreti dell’immagine che non è stata dipinta, perché non ci sono i tratti delle pennellate. Nel 1666 diversi chimici avevano affermato che una stoffa vegetale di quelle caratteristiche non poteva durare a lungo. Sono passati quasi 5 secoli e la stoffa è ancora intatta.

Con il passare del tempo, le ricerche sulla Madonna hanno permesso di scoprire alcuni aspetti sorprendenti di questa immagine di “fattura divina” . Viene considerata tale perché, diversamente da quanto successo con le apparizioni di Fatima e Lourdes, nessuna mano è intervenuta nella sua creazione. Si è stampata miracolosamente , dice la tradizione, quando l’indigeno e veggente, San Juan Diego, stese il manto in presenza del vescovo fra Juan de Zumárraga, nel dicembre del 1531.

Nel 1929 alcuni studiosi hanno scoperto che gli occhi della Guadalupe riflettono delle macchie, come se fossero umane: un fatto che è stato confermato da oftalmologi specializzati. Nel 1979 sono cominciati gli studi computerizzati. Poi si è scoperto che i fiori e le stelle presenti nell’immagine corrispondono alla perfezione con la localizzazione dei vulcani del Messico e alle costellazioni che si vedevano nel cielo al momento dell’apparizion e. La disposizione degli stessi elementi ha creato anche una melodia perfetta. Classificata come “celestiale”, perche proviene dalla posizione delle stelle.

Il sacerdote messicano Eduardo Chávez ha inoltre spiegato «come sia stato possibile la sopravvivenza del manto nonostante alcuni incidenti: come il versamento dell'acido o l’esplosione di una bomba in un attentato del 1921, che non avrebbero provocato alcun danno. Inoltre, dimostrerò - dice ancora il presule - che è impossibile dipingere con inchiostro fatto di acqua e uova su una superficie porosa, come quel tessuto. "Sarebbe come voler dipingere con vino su una tovaglia: pasticci ma non dipingi. La Madonna di Guadalupe è così, e si trova lì 481 anni dopo", ha spiegato a Vatican Insider Eduardo Chávez.

Il sacerdote messicano ha infine smentito “le leggende” come quella riferita ad una ricerca della Nasa sulla stoffa o l’esistenza di una temperatura corporea simile a quella di un essere umano. Tutte teorie fantasiose che sono il risultato dell’immensa pietà popolare verso la “Virgen morena”. L’unica creata, sempre secondo i fedeli, dalla mano di Dio.
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# fabry71it 2013-02-15 14:40
Bellissimo articolo, direttore.
Complimenti.

Fabrizio
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# aloisius 2013-02-15 16:03
: «La buona riuscita della meditazione spesso dipende dalla cura che si mette nel considerare l’Interlocutore come vivo e presente, e nel cessare di considerarlo come lontano e passivo, cioè come un essere astratto».


Per capire meglio questa frase bisogna leggere la "Storia della mia vita" di Santa Teresa di Gesù, più conosciuta come la Santa di Avila.
Purtroppo molti prendono sia le immagini come la corona del S. Rosario come amuleti che ormai pendono spessso dallo specchietto delle vetture (combinazione sono quelli che guidano peggio) o si vedono persone che entrano in chiesa, corrono subito dalla statua del loro Santo preferito o davanti alla sua immagine, dimenticando completamente di fare il segno della Croce e piegare il ginocchio in direzione del Padrone di casa o almeno accennare la mossa (si sa l'artrosi può fare brutti scherzi). Questa cosa o l'idolatria dimostrata a Padre Pio da vivo, lo faceva arrabbiare moltissimo e continuava a dire che lui era solo il mezzo per ottenere la grazia.
Ma Dio è tanto misericordioso che prova compassione per quest'uomo terra, terra,
visto che le chiese sono vuote o stanno chiudendo a rotta di collo sopratutto nei Paesi protestanti, ebbene sì tocca anche a loro, mentre da noi ne costriscono di sempre più oscene come descritto dal direttore, data la mancanza di preti!, ma solo per azzerare la devozione e spingere la gente fuori, non dentro.
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# NominorLeo7 2013-02-15 16:26
Davanti a codeste immagini Maurizio Blondet e molti hanno raccomandato Fabio De Fina, il quale adesso (speriamo) vede gli Originali a faccia a Faccia.

Non dimentichiamo tuttavia di continuare a pregare per Fabio e per tutte le Anime del Purgatorio, perché il Signore sa mettere sul loro conto le preghiere passate e presenti e future.
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# Junio888 2013-02-15 17:09
Molto interessante venire a conoscenza di certi dettagli inerenti alle reliquie del passato......che cosa ne pensate del fulmine che ha colpito in pieno San Piero??
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# Vitoparisi3 2013-02-15 19:38
Citazione Junio888:
Molto interessante venire a conoscenza di certi dettagli inerenti alle reliquie del passato......che cosa ne pensate del fulmine che ha colpito in pieno San Piero??

Il fulmine come "colpo" di Luce divina trafigge anche il Sacro Cuore di Gesù, ma in un "dolore" estatico, trascendente, carico di sentimenti originali da Dio Padre. Alla croce del Golgotha, il fulmine che rappresenta l'intervento deL Padre squarciò il velo del tempio di Gerusalemme, aprendo il chiaro della fede da Sua madre, santa Maria, verso Iddio Sommo. Come dire: "Eloì (Allah), Dio Mio, fino a che altezza Mi hai elevato!". L'altezza dell'Amor divino, esemplificato dal fulmine, luce prima (del dì), presente durante le Laudes, le orazioni esordienti quotidiane, sul fare dell'ora ultima della Notte di Comunione con il Padre.
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# urbano 2013-02-15 17:25
Sono commosso! vorrei vederlo dal vero questo "dipinto".
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# catwalk 2013-02-15 17:58
ad Alexi
grazie del tuo contributo , non sapevo quanto fosse magnifica questa Madonna di Guadalupe La Madonna ci stupisce sempre .
Maria
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# Nahars 2013-02-15 18:40
questa per i lettori di fdf.
http://img837.imageshack.us/img837/474/ges6jpg.jpg

se il direttore vuole ,posso mandarne altre 9 tutte belle e almeno centenarie.
Grazie
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# mauro73 2013-02-15 23:02
Si ce le invii. Grazie
Mauro
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# mauro73 2013-02-15 23:06
Si ce le invii. Grazie
Mauro
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# Milo Dal Brollo 2013-02-15 18:49
Faccio un paio di domande ingenue, sia al direttore sia ai lettori. Queste notizie e cronache riguardo alle immagini sacre che poi diventano oggetto di adorazione sono sempre molto sparse, oltre tutto sono una marea; il direttore, ad esempio, s'è dimenticato della croce di San Benedetto, oppure di quella del Santo volto di Gesù: chissà quante ne esistono! Quindi, esiste uno studio sistematico che le elenchi tutte, o almeno le principali, in una storia documentata? - il meglio sarebbe con le preghiere e le penitenze annesse.

Seconda domanda:cose ne pensate di quanto successo a Medjugorje? Perché viene visto sospettosamente questo fatto dalle autorità ecclesiastiche?
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# Giulio 2013-02-15 20:30
Condivido.
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# Milo Dal Brollo 2013-02-15 18:51
Ho trovato questa bella raccolta di immagini sacre: www.immaginisacre.org
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# Vitoparisi3 2013-02-15 19:27
Penso che la maestà della visione mariana alle Guadalupe sia stata riportata nell'espressione raffigurativa in parte, così come nel caso di suor Faustina Kowalska. La Visione manifesta Amor divino, potenza, bellezza spirituale,la gloria mistica ad un livello di purezza che un artista, almeno che non ne riceva Rivelazione diretta, non è all'altezza di replicare.
In ogni caso, certe sembianze umane più vicine a quelle transsustanzial i, come le rose, gli agnelli bianchi, le vergini ammantate di abito religioso antico o i giardini della pace, costituiscono talvolta, per le anime alla ricerca sincera, una sorta di rimando alle Verità cristiane del Regno dei Cieli.
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# zampano 2013-02-15 21:31
Grazie mille caro Maurizio.
Porto con me sia il Gesù Misericordioso che la Medaglietta: sono il segno che Qualcuno mi ama personalmente, ed io di questo ho bisogno.
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# Luigi 2013-02-15 22:21
Il Miracolo Eucaristico di Lanciano (VIII secolo), in provincia di Chieti, anticipa il Culto del Sacro Cuore. Le analisi istologiche effettuate nel 1971 hanno dimostrato che la particola trasformatasi in Carne è la sezione verticale di un Cuore umano al completo e che il Sangue è sangue umano del gruppo AB (lo stesso presente sulla Sindone ed in tutti i miracoli eucaristici). Il cuore è il centro della persona umana fatta ad imagine di Dio. Il Sacro Cuore di Cristo è il Centro della Persona Divino-Umana di Gesù. La transustanziazi one eucaristica trasforma il Pane nel Cuore Santo di Cristo, che si unisce nel sacramento al nostro cuore creaturale. L'intero mistero Divino-Umano del Cristianesimo è fondato sul Sacro Cuore di Nostro Signore Gesù Cristo. Ricordando ancora il carissimo Fabio, che, come nella visione di tanti mistici, ha ora trovato rifugio e salvezza entrando nel Fianco aperto di Cristo trafitto dalla Lancia, ossia nel Suo Sacro Cuore, ringrazio Maurizio di questo suo articolo a dir poco mistico e sapienziale.
A presto.

Luigi Copertino
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# Nahars 2013-02-16 10:05
http://img707.imageshack.us/img707/2770/regina1t.jpg
http://img28.imageshack.us/img28/6512/54126458.jpg
http://img801.imageshack.us/img801/6539/ges2.jpg
http://img819.imageshack.us/img819/1526/sanmichelearcangelo.jpg
http://img560.imageshack.us/img560/5994/ges3.jpg
http://img560.imageshack.us/img560/797/ges4.jpg
http://img254.imageshack.us/img254/7671/ges5.jpg
a Voi.
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# webern 2013-02-16 12:08
Direttore,

mi spieghi perché Dio dovrebbe contraddire la sua Parola e rimangiarsi quanto affermato in Giovanni 4,23: “Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità”?
Se Dio è Spirito, la comunicazione tra l’uomo e il suo Signore avviene nello Spirito, senza il bisogno di strumenti sussidiari di intermediazione . Lei sostiene che queste immaginette, medagliette e santini avrebbero la funzione di ausilio nella meditazione, sarebbero dei soccorsi alla nostra povera immaginazione, in altri termini, aiuterebbero a credere. Ma “voler credere”, non è credere; “cercare di credere” non è credere; “sforzarsi di credere” non è credere! Lo spirito dei figli di Dio, lo spirito dei credenti, è in costante dialogo con Dio: e sottolineo dialogo, dove vicendevolmente , una parte parla e l’altra replica, una parte interroga e l’altra risponde (il che non ha nulla a che fare con le litanie di chi sgrana rosari, con i monologhi ripetitivi degli spiriti orfani che sperano che una volta o l’altra Dio si decida ad ascoltarli senza mai però averne la certezza).
L’immagine del cuore di Cristo dovrebbe aiutarci a ricordare l’Amore di Dio? È sufficiente leggere le Scritture dove si parla di questo e, qualora non le avessimo a disposizione, di certo Dio, mediante il suo Spirito ci ricorderà i passi specifici.
Se questi strumenti da lei indicati fossero davvero un aiuto potente e indispensabile nella preghiera, Gesù prima e gli apostoli dopo avrebbero dato istruzioni al riguardo, ma non le hanno date…

Un caro saluto

David Fontanesi
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# Vitoparisi3 2013-02-16 16:39
Citazione webern:
Direttore,

mi spieghi perché Dio dovrebbe contraddire la sua Parola e rimangiarsi quanto affermato in Giovanni 4,23: “Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità”?

Se Dio è Spirito, la comunicazione tra l’uomo e il suo Signore avviene nello Spirito, senza il bisogno di strumenti sussidiari di intermediazione . Lei sostiene che queste immaginette, medagliette e santini avrebbero la funzione di ausilio nella meditazione, sarebbero dei soccorsi alla nostra povera immaginazione, in altri termini, aiuterebbero a credere. Ma “voler credere”, non è credere; “cercare di credere” non è credere; “sforzarsi di credere” non è credere! Lo spirito dei figli di Dio, lo spirito dei credenti, è in costante dialogo con Dio: e sottolineo dialogo, dove vicendevolmente , una parte parla e l’altra replica, una parte interroga e l’altra risponde (il che non ha nulla a che fare con le litanie di chi sgrana rosari, con i monologhi ripetitivi degli spiriti orfani che sperano che una volta o l’altra Dio si decida ad ascoltarli senza mai però averne la certezza).
L’immagine del cuore di Cristo dovrebbe aiutarci a ricordare l’Amore di Dio? È sufficiente leggere le Scritture dove si parla di questo e, qualora non le avessimo a disposizione, di certo Dio, mediante il suo Spirito ci ricorderà i passi specifici.
Se questi strumenti da lei indicati fossero davvero un aiuto potente e indispensabile nella preghiera, Gesù prima e gli apostoli dopo avrebbero dato istruzioni al riguardo, ma non le hanno date…

Un caro saluto

David Fontanesi


Tra la superficialità nell'accettazione delle immagini sacre e l'iconoclastia, la via di mezzo ragionevole c'è, se si capisce che la Realtà spirituale Si manifesterà, Giardino di Dio, al momento del Ritorno a Lui. Sembianze spirituali esistono, in teoria assoluta, altrimenti non potrebbero sussistere quelle conseguenziali immanenti, ma, proprio perché l'uomo, e specialmente l'uomo moderno si è troppo distaccato dall'estetica pura e spirituale, fino a rinnegarla per vizio, allora la prudenza verso le immagini sacre, e non il rinnegamento di esse, è d'uopo. Il canone dell'arte sacra proviene dai padri della chiesa. Andrebbe fatto rispettare, e seriamente, tutto qua.
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# Milo Dal Brollo 2013-02-16 17:07
Quando la gente non sapeva leggere, si usavano queste immagini.

Secondo un ragionamento del genere, l'arte non servirebbe a nulla. Invece è un ottimo mezzo per dare al fruitore dell'opera un significato condensato in un'unica immagine. Certo, prima bisogna essersi istruiti riguardo al suo significato, ma serve a ricordare al pubblico, costantemente e subitamente, proprio quel significato trasmesso. Per questo venivano messe ad ogni angolo di strada, come la pubblicità oggi.

Per questo la frase riportata in Giovanni non è un controsenso: attraverso un'immagine, io slancio il cuore verso Dio che so non essere quell'opera d'arte, e lo faccio con spirito e verità.

Ogni mezzo è buono, se è utile ad aprire i cuori alla devozione senza inganno. Dove sarebbe l'inganno, in un'immagine sacra riguardante l'incarnazione divina di Gesù?
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# Giulio 2013-02-16 22:51
Partiamo dalla conclusione: lei è un protestante o, almeno, un cattolico adulto.

Innanzitutto il direttore non ha scritto che queste immagini sono "indispensabili", ma che sono un aiuto. Giusto per mettere le cose in chiaro.

Lei afferma che "adorare in Spirito e Verità" significa [senza il bisogno di strumenti sussidiari di intermediazione ]. No, proprio per niente. Se vuol sapere cosa significa vada a vedersi, ad esempio, questa ottima risposta di un domenicano: http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=2466

[Gesù prima e gli apostoli dopo avrebbero dato istruzioni al riguardo, ma non le hanno date…]
Dunque, secondo lei, la Tradizione non esiste. Se non sa cos'è la Tradizione (noti l'iniziale maiuscola) se la vada a vedere.

Altra cosa, secondo lei pregare il Santo Rosario (preghiera preferita di molti Santi) non è una preghiera, anzi: "il che non ha nulla a che fare con le litanie di chi sgrana rosari, con i monologhi ripetitivi degli spiriti orfani che sperano che una volta o l’altra Dio si decida ad ascoltarli senza mai però averne la certezza". Questa è la sua visione del Rosario, dunque. Quindi lei dialoga con Dio molto meglio di quanto abbiano fatto molti illustri Santi della Chiesa Cattolica (non sto qui a perdere tempo col riportare quanto ne hanno scritto) che invece pregavano il rosario molte ore al giorno. Anzi no, loro "sgranavano il rosario con monologhi ripetitivi da spiriti orfani che speravano che una volta o l’altra Dio si decidesse ad ascoltarli senza mai però averne la certezza". Esempio San Padre Pio. Però.

[L’immagine del cuore di Cristo dovrebbe aiutarci a ricordare l’Amore di Dio? È sufficiente leggere le Scritture dove si parla di questo e, qualora non le avessimo a disposizione, di certo Dio, mediante il suo Spirito ci ricorderà i passi specifici.]
Beato lei che è così spirituale. Poveri quei Santi che invece si davano da fare per propangare il culto a queste immagini perché le ritenevano un ottimo ausilio e supporto per la fede. Povero Papa che ha scritto un'enciclica per il Sacro Cuore di Gesù. Ah, se ci fosse stato lei invece! Così puro e libero da queste costrizioni materiali. Lei che non ha bisogno di vedere per ricordare.

[“voler credere”, non è credere; “cercare di credere” non è credere; “sforzarsi di credere” non è credere!]
Beato lei che invece crede. Ho già sprecato troppo tempo per il resto, su questo non mi dilungo.

Ultima cosa: da quanto lei scrive si può dedurre che lei non preghi la Madonna, ma che sia in dialogo diretto con Dio. Uhmm. Interessante. 'sti poveri Santi che invece...

Come dicevo: niente Tradizione, niente Madonna, ignoranza di cosa significhi "in Spirito e Verità"... lei è protestante oppure "cattolico adulto".

Mi stia bene.
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# webern 2013-02-18 11:07
Rispondo a Giulio di seguito citandolo.

«Lei afferma che "adorare in Spirito e Verità" significa [senza il bisogno di strumenti sussidiari di intermediazione ]. No, proprio per niente. Se vuol sapere cosa significa vada a vedersi, ad esempio, questa ottima risposta di un domenicano: http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=2466»

Sono andato a leggere e, sinceramente, non vedo accenni all’uso di santini e medagliette…

«Dunque, secondo lei, la Tradizione non esiste. Se non sa cos'è la Tradizione (noti l'iniziale maiuscola) se la vada a vedere.»

Su quanto a Gesù stia a cuore la “Tradizione”, vada lei a vedere il Vangelo di Marco, al capitolo 7: “E Gesù disse loro: «Ben profetizzò Isaia di voi, ipocriti, com'è scritto:
"Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il loro cuore è lontano da me.
Invano mi rendono il loro culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini".
Avendo tralasciato il comandamento di Dio vi attenete alla tradizione degli uomini». Diceva loro ancora: «Come sapete bene annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra!»

«Altra cosa, secondo lei pregare il Santo Rosario (preghiera preferita di molti Santi) non è una preghiera, anzi: "il che non ha nulla a che fare con le litanie di chi sgrana rosari, con i monologhi ripetitivi degli spiriti orfani che sperano che una volta o l’altra Dio si decida ad ascoltarli senza mai però averne la certezza". Questa è la sua visione del Rosario, dunque. Quindi lei dialoga con Dio molto meglio di quanto abbiano fatto molti illustri Santi della Chiesa Cattolica (non sto qui a perdere tempo col riportare quanto ne hanno scritto) che invece pregavano il rosario molte ore al giorno. Anzi no, loro "sgranavano il rosario con monologhi ripetitivi da spiriti orfani che speravano che una volta o l’altra Dio si decidesse ad ascoltarli senza mai però averne la certezza". Esempio San Padre Pio. Però.»


Se dialogo meglio o peggio, questo non lo so… Le faccio però notare che l’uomo al quale Dio non parla è in una situazione spirituale preoccupante; viene nei Salmi addirittura assimilato a un morto:
«Io grido a te, o SIGNORE;
Rocca mia, non essere sordo alla mia voce,
perché, se non mi rispondi,
io sarò simile a quelli che scendono nella tomba.»
Circa poi il modo di pregare, ancora una volta, è Gesù stesso a dare delle indicazioni: «Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate.» E il rosario cos’è, se non una sequenza ripetuta di parole fissate in formule cristallizzate? se non un “meccanismo” nel quale ciò che importa è di raggiungere il numero di preghiere stabilito?
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# Giulio 2013-02-18 15:12
La risposta del padre domenicano era per definire cosa significhi "in Spirito e Verità" (che NON è quello che scriveva lei), ovvio che non c'entra niente con medaglie ed icone.

La sua citazione del vangelo conferma che lei ha una "sua idea" di cosa sia la Tradizione e la rifiuta (come fanno i protestanti ed i cattolici adulti).

"Immaginette": La inviterei ad andare a leggersi il "Catechismo della Chiesa Cattolica", che in più punti parla del valore e del significato di icone ed immagini, ma so che sprecherei il mio tempo.

La sua concezione del Rosario... beh: è la sua concezione. Certo, può succedere che qualcuno preghi
così, ma non è così che va pregato. Mi mette un'altra citazione biblica e, nuovamente, tralascia venti secoli di Tradizione. Vabbe... faccia pure. Povero San Domenico: era convinto di pregare ed invece recitava semplicemente una "sequenza ripetuta di parole fissate in formule cristallizzate", "un “meccanismo”" e "ciò che (gli) importa(va) è(ra) di raggiungere il numero di preghiere stabilito".
Stessa cosa per S. Pio X, S. Teresina, S. Lorenzo da Brindisi, S. Pietro Canisio, S. Roberto Bellarmino, S. Teresa di Gesù, S. Francesco di Sales, S. Alfonso M. de' Liguori. S. Carlo Borromeo, S. Filippo Neri, S. Francesco Saverio, S. Luigi Grignion de Montfort, S. Ignazio di Loyola, S. Camillo de Lellis, S. Curato d'Ars, S. Giuseppe Cafasso, S. Margherita, S. Bernardetta, S. Maria Bertilla, S. Stanislao Kostka, S. Giovanni Berchmans, S. Gabriele dell'Addolorata, S. Maria Goretti, S. Caterina, S. Massimiliano M. Kolbe, Servi di Dio Giacomino Gaglione, S. Pio da Pietrelcina.
L'elenco potrebbe continuare (molto), ma ho già perso troppo tempo.
Si tenga pure la sua fede "adulta".

Saluti.
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# raff 2013-02-16 14:44
Non sono certo un teologo in grado di dare una risposta esauriente all'osservazione di webern, ma poiché sostiene che " È sufficiente leggere le Scritture dove si parla di questo e, qualora non le avessimo a disposizione, di certo Dio, mediante il suo Spirito ci ricorderà i passi specifici." vorrei porgli una domanda: ma se Dio comunica con noi attraverso le Scritture, che sono immagini, simboli, concetti ecc. cioè strumenti della nostra mente (limitata), quali altri strumenti più potenti abbiamo noi per comunicare con Dio?

In attesa di una risposta, ringrazio il Direttore che ci ha ricordato come le immaginette siano potenti strumenti per accostarci alla comunicazione con Dio (in tutta umiltà).
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# Vitoparisi3 2013-02-16 16:41
Citazione raff:
Non sono certo un teologo in grado di dare una risposta esauriente all'osservazione di webern, ma poiché sostiene che " È sufficiente leggere le Scritture dove si parla di questo e, qualora non le avessimo a disposizione, di certo Dio, mediante il suo Spirito ci ricorderà i passi specifici." vorrei porgli una domanda: ma se Dio comunica con noi attraverso le Scritture, che sono immagini, simboli, concetti ecc. cioè strumenti della nostra mente (limitata), quali altri strumenti più potenti abbiamo noi per comunicare con Dio?

In attesa di una risposta, ringrazio il Direttore che ci ha ricordato come le immaginette siano potenti strumenti per accostarci alla comunicazione con Dio (in tutta umiltà).

Dio è anche Volontà, ed Essa Si manifesta in tutto, pure nell'estetica, se no Essa non sarebbe, come invece lo è, completa.
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# webern 2013-02-18 10:59
Dio parla attraverso la Scrittura, ma questo non significa che la comunicazione con i suoi figli si sia interrotta o esaurita. Il Signore è sempre lo stesso e continua a parlare con noi, attraverso lo Spirito Santo che è venuto ad abitare nei nostri cuori. Non sono io a dirlo, ma sempre il Vangelo di Giovanni: «Il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto.»
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# Andrea V. 2013-02-16 16:50
Direttore, perché un articolo su questo tema?
Prevede tempi tanto bui?
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# cgdv 2013-02-16 19:18
Io non penso né mi rivolgo particolarmente al Sacro Cuore di Gesù. Tuttavia la figura dipinta da Pompeo Batoni risveglia in me una sorta di devota suggestione, tante erano le riproduzioni esposte ben in vista per la preghiera o distribuite come immaginette nei Collegi retti dai religiosi che ho frequentato in età scolare. Le immagini hanno forse anche il compito di trattenere nella nostra mente sensazioni che potrebbero perdersi. Lasciamo quindi ai protestanti i luoghi di culto, le case, il portafoglio, qualche vano del cruscotto e soprattutto le menti spoglie di queste belle suggestioni.
Giuliano
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# aloisius 2013-02-16 19:32
Citazione Milo Dal Brollo:
Ho trovato questa bella raccolta di immagini sacre: www.immaginisacre.org



Grazie anche a lei.

In quanto a Medjugorje pare che non abbia seguito la feroce diatriba apparsa su questo sito.
E'UN FALSO, è la risposta di Satana a Fatima dove la SS.ma Vergine ha annunciato la Grande Apostasia della ora "fu" Chiesa cattolica. E' apparso LUI, di fatti i bambini dopo la prima "apparizione" sono corsi a casa terrorizzati. E' un continuo oltraggio alla Vergine e una slot machine per fare quattrini. Gli scandali si soni sovrapposti a scandali, sette frati francescani rimossi di cui tre in galera, e quel povero Vescovo di Mostar
Mons. Ratko Peric ribadisce da anni: «a Medjugorje la madonna non è mai apparsa» ma non viene scoltato.
E' imperdonabile, come lo sono
tutti i fatti degli ultimi 60 anni di questa ormai sinagoga satanica, che Ruini e la sua commissione non abbiano ancora emesso la loro valutazione su quel falso, illudendo torme di persone, ma se ne intuisce anche il perché.
Dies Irae.
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# aloisius 2013-02-16 20:33
La Vergine ha un nastro con dei fiocchi sul ventre , è “incinta“ di Gesù il Salvatore di tutti noi.

Il quadro della Virgen de la Guadalupe
si trova un piano sotto alla basilica a cui si accede per una scala dietro all'altar maggiore che porta a uno spazio con un tapis roulant molto lento verso l'uscita e che dà il tempo di vedere bene la "Virgen morena dagli occhi di india".
Di fronte c'è questa scritta in caratteri grandi e dorati...
¿No soy tu Madre?, ¿No estás bajo mi sombra?, ¿No soy yo tu salud?, ¿No estás por ventura en mi regazo?" -Qué mas
has te menester?

Non sono tua Madre? Non sei sotto alla mia ombra? Non sono Io la tua salute?
Non sei da sempre nel Mio grembo? Di cosa necessiti?
Queste le parole rivolte a Juan Diego, quando invece di recarsi una seconda volta dal Vescovo correva verso la casa di un suo zio ammalato.
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# linaprimo 2013-02-16 20:39
Carissimo Direttore, mi sono bevuta d'un fiato questo articolo,vero o falso che sia quello che ha scritto no importa, è la devozione, l'enfasi e la fede con i quali a voluto trasmettere a chi vuole accogliere nel proprio cuore un credo, che senza dubbio, risveglia la coscenza o quanto meno tenta di farla uscire dal torpore e dall'illusione della materialità.
Ho leto in questo articolo un messaggio del suo cuore attraverso quello di Gesù per noi poveri terreni.
Grazie infinite dal mio cuore.
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# linaprimo 2013-02-16 20:39
Carissimo Direttore, mi sono bevuta d'un fiato questo articolo,vero o falso che sia quello che ha scritto no importa, è la devozione, l'enfasi e la fede con i quali a voluto trasmettere a chi vuole accogliere nel proprio cuore un credo, che senza dubbio, risveglia la coscenza o quanto meno tenta di farla uscire dal torpore e dall'illusione della materialità.
Ho leto in questo articolo un messaggio del suo cuore attraverso quello di Gesù per noi poveri terreni.
Grazie infinite dal mio cuore.
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# Franco Damiani 2013-02-17 01:07
Bello, ma la frase "organo di un Essere umano che essendo unito alla Divinità del tutto intimamente, il culto che gli spettava era di adorazione" fa venire sintatticamente i brividi.
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# aloisius 2013-02-17 12:44
Citazione Andrea V.:
Direttore, perché un articolo su questo tema?
Prevede tempi tanto bui?




Perché tu no?
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# aloisius 2013-02-17 12:53
@ Giulio

Grazie di avermi preceduto, avrei detto esattamente le stesse cose.
Avevo scritto su un post precedente che la Fede è un grande dono, ma come tutti i doni si deve volerlo accettare, dunque ci vuole un atto della volontà, in quanto Dio non obbliga, ma questo lo capisce lei e forse non molti altri.
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# linaprimo 2013-02-17 18:49
Sono convinta che tutti credano, anche gli atei negandoLo e un atto di ammissione nel rifiuto; noi siamo abituati a pregare a supplicare l'aiuto di Dio o della Madonna quando abbiamo bisogno, quando siamo nelle difficoltà...ahaaa se ci abituassimo a ringraziare prima di chiedere....forse è questo che vuole il Padre ma è difficile ringraziare per tutto che la mente da per scontato...
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# Ludwig 2013-02-17 19:04
Ad Aloisius. Scusi ma Lei come si spiega la diserzione del Papa? Saluti
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# Peppino 2013-02-18 13:20
Visto che siamo in periodo di Quaresima, inoltro parte del dialogo avuto da Gesù con S. Margherita M.A.riguardo al Carnevale.

08 Porta la Croce con Nostro Signore e accetta di essere crociftssa da un’acuta malattia

Un’altra volta, in periodo di Carnevale, cioè circa cinque settimane prima del mercoledì delle ceneri, si presentò a me dopo la santa comunione in forma di un Ecce Homo, gravato della sua Croce, tutto coperto di piaghe e lividi. Il suo sangue adorabile colava da ogni parte e Lui diceva con voce dolorosamente triste: «Non ci sarà nessuno che abbia pietà di me e che voglia compatirmi e prendere parte al mio dolore nel pietoso stato in cui mi riducono i peccatori, soprattutto in questo periodo». Io mi presentai a Lui, prosternandomi ai suoi sacri piedi con lacrime e gemiti, e mi caricai sulle spalle quella pesante croce, tutta irta di chiodi. E sentendomi schiacciata da quel peso, cominciai a capire meglio la gravità e la malizia del peccato, detestandola tanto nel mio cuore, che avrei preferito mille volte precipitare nell’inferno, piuttosto che commetterne uno volontariamente . «O maledetto peccato», dicevo, «come sei detestabile, tu che ingiuri il mio sovrano Bene!». Ma il mio Signore mi mostrò che non era sufficiente portare la Croce, perché bisognava che vi fossi appesa con Lui e che gli tenessi fedele compagnia partecipando ai suoi dolori, al disprezzo, agli obbrobri e a tutte le altre indegnità che soffriva. Mi abbandonai subito a tutto quanto Lui desiderava fare in me e di me, lasciandomi appendere secondo il suo desiderio, con un tormento che mi fece presto sentire le punte acute dei chiodi di cui quella croce era cosparsa. Erano vivissimi dolori che suscitavano, invece che compassione, solo disprezzo e umiliazioni e molte altre cose penose per la natura umana. Ma, ahimè, cosa mai potrò io soffrire, che possa uguagliare la grandezza dei miei crimini? Questi mi fanno sprofondare continuamente in un abisso di vergogna, da quando il mio Dio mi ha fatto vedere l’orribile immagine di un’anima in peccato mortale e la gravità del peccato che, ferendo una bontà infinitamente amabile, gli è estremamente ingiuriosa. Questa vista mi fa soffrire più di tutte le altre pene e vorrei con tutto il cuore aver cominciato a soffrire tutte le pene che l’espiazione dei miei peccati richiede, pur di prevenirli e impedirmi di commetterli, piuttosto che essere così miserabile da averli commessi. Anche se sono sicura che il mio Dio, nella sua infinita misericordia, me li perdonerebbe senza darmi quelle pene.

109. Le sue sofferenze durante il Carnevale
Questo stato di sofferenza, di cui ho appena parlato, mi durava normalmente per tutto il periodo di Carnevale fino al mercoledì delle ceneri, e ne ero ridotta allo stremo, senza poter trovare conforto o sollievo che non aumentasse ulteriormente le mie sofferenze. Poi, d’improvviso, trovavo abbastanza forza e vigore per il digiuno quaresimale, cosa che il mio Sovrano mi ha sempre concesso la misericordia di fare, sebbene talvolta mi ritrovassi oppressa da tanti dolori, che spesso, cominciando un esercizio, mi pareva che non sarei riuscita a portarlo a termine. E invece ne cominciavo un altro con lo stesso dolore, dicendo: «O mio Dio, fatemi la grazia di riuscire ad andare sino in fondo!». Così rendevo grazie al mio Sovrano, perché scandiva i miei momenti con l’orologio delle sue sofferenze, per far rintoccare tutte le ore con la ruota dei suoi dolori.
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# Giuseppe Biamonte 2013-02-19 12:27
Caro Blondet,
anch'io possiedo due immaginette a me care e che sono state qui da lei descritte. La prima è quella classica del Sacro Cuore di Gesù, immagine ripresa dal dipinto di Pompeo Batoni nel 1760 e che si trova nella chiesa del Gesù. Fu un dono del parroco di Santa Maria In Domnica alla Navicella, la famosa diaconia romana sul Celio, ai miei genitori in occasione del loro matrimonio nel novembre del 1938. La seconda è proprio quella della Vergine apparsa alla giovane Labouré. Questa mi è particolarmente cara, perché come ha ricordato lei era oggetto di devozione da parte di Madre Teresa. E per me cara lo è poi doppiamente perché l'ho avuta direttamente dalle mani della piccola grande santa albanese. L'occasione fu una conferenza di archeologia cristiana tenutasi nella chiesa di S. Gregorio al Celio. Era il 1992 o 1993 e il professore mio amico di letteratura cristiana antica (scomparso nel 2001) mi invitò a seguirlo per fare visita a Madre Teresa che in quei giorni era a Roma e alloggiava nella umile casa delle missionarie della Carità che si trova a lato della basilica, nell'area delle tre splendide cappelle di S. Andrea, S. Silvia e S. Barbara. Varcato l'ingresso con grande emozione, ecco apparire, curva, esile e sorridente la suorina, autentica personificazion e della Carità. Mi prese per mano e iniziò a colloquiare pacatamente con noi. Le specificammo che eravamo reduci da una conferenza di archeologia cristiana e lei ci accarezzò con le sue mani grinzose e ci sorrise. Di lei non dimenticherò mai la grande energia che sprizzava dai suoi occhi. Poi tirò fuori dalla tasca le medagliette e ce ne donò una ciascuno dopo averle baciate, dicendoci di tenerle sempre care. L'iconografia che appare sul recto della medaglietta mostra per l'appunto la Vergine stante su un globo mentre schiaccia il serpente. Nell'ovale corre l'iscrizione REGINA SINE LABE ORIGINALI CONCEPTA O.P.N. Per quanto riguarda il verso, avendo fatto subito applicare una lamina d'oro per evitare l'ossidazione e l'annerimento, non ricordo se è aniconico o se ripropone l'iconografia dei due cuori e della M sormontata dalla croce o altro ancora. Grazie per aver ospitato la mia testimonianza ma soprattutto grazie del suo articolo. Un saluto
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# Militiaceleste1 2013-02-19 18:15
Complimenti per l'articolo, anch'io penso che il Direttore dia il meglio di sè negli articoli di costume, Storia della Chiesa ecc. In questi tempi in cui pare vincere la logica modernista (vd. scuola di Bologna, teologie alla kung ecc.), ecco un altro esempio di AGERE Contra. Costoro, i massoni, gli inflitrati, i modernisti, ci spiegano che le immaginette sono "superstizione"? Bene..bene, aumentiamo la diffusione delle antiche "immaginette", come le chiamano.
P.S. un auspicio, spero che su questo si torni a parlare di due altre dottrine buttate nel solaio post conciliare: LE INDULGENZE E LA DEVOZIONE PER LE ANIME DEL PURGATORIO.
La devozione per certe immaginette è un'opera che procura indulgenza parziale (ma a Massa non ve lo diranno mai e poi mai); cerchiamo di applicare alcune indulgenze alle anime purganti. Anche Lei, Direttore, vedrà che si farà dei formidabili alleati nella lotta ascetica.
pps: l'indulgenza plenaria è prevista anche per la devozione della Divina Misericordia, durante la Settimana Santa, se non erro.
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