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Occhio all’euro-putsch
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Appena rigettato dall’elettorato italiano, la prima cosa che ha fatto Mario Monti è stata di precipitarsi a Bruxelles dai suoi parigrado. I media italiani hanno praticamente taciuto questa trasferta (il che non stupisce); dalle poche notizie, ricavate dal belga Le Soir, anche lui laconico, sembra che Monti sia andato a lamentarsi di essere il solo ad applicare l’austerità con tutto il rigore che gli era stato ordinato, mentre altri Paesi «hanno ottenuto di poter rimandare gli obiettivi di riduzione del deficit».

«Quando ho preso le mie funzioni», ha detto, «io non mi sono proposto di chiedere un arrangiamento per rimandare al 2014» la drastica riduzione del deficit pubblico italiano, «nonostante le condizioni molto, molto difficili»; e poi ha dovuto scoprire che nella UE «si è ceduto a una tendenza recente» a strappare accordi di procrastinazione. «Non biasimo nessuno», ha concluso il Trilateral-Bilderberg a noi assegnato, «né a livello dell’Unione né degli Stati membri, ma è evidente che la credibilità della politica condotta in un Paese può soffrire se altri chiedono rimandi e li ottengono». Secondo il giornale belga, era «una velata critica a Spagna, Portogallo, Francia o anche ai Paesi Bassi».

Questa è la parte pubblica. Ma quali incontri ha avuto Monti in privato? Si sa solo che il successo che gli italiani gli hanno negato, gliel’anno tributato i suoi colleghi Commissari europei: una standing ovation. Specie quando ha proclamato che l’austerità è la risposta giusta alla crisi, e che continua ad essere giusta. Poi il nostro s’è chiuso con Barroso (il presidente della Commissione) e Van Rompuy «per discutere della situazione italiana». All’uscita, capi eurocratici hanno esplicitamente dichiarato di aspettarsi che «qualunque nuovo governo continui le riforme di Monti». Immediatamente sono seguite truci intimazioni dello stesso genere dai tedeschi. Guido Westerwelle, ministro degli esteri: «Le persone politicamente responsabili a Roma riconoscano che l’Italia ha bisogno di continuare la politica di riforme e di consolidamento che guadagni la fiducia dei mercati». Philipp Roesler, dell’economia: «Non c’è alternativa alla via già adottata di riforme strutturali». Olli Rehn ha fatto simili dichiarazioni insultanti. Giorgio Napolitano era in visita in a Berlino (visita «prevista da tempo», come no?) ad assicurare chi di dovere.

Richard Wagner
  Lisbona, 2 marzo
I più attenti cronisti (stranieri) presenti alla parte pubblica degli incontri hanno notato un certo panico dietro queste minacce e questo ordini dati agli italiani. L’Italia ha rotto il fronte. Lo sappiano o no, il 60% degli elettori hanno votato contro l’Europa, la Merkel , e l’euro. Sembrava un fidato e solido mastio nel sistema euro, con devoti serventi. Gli eurocrati, che avevano fatto cadere il Cavaliere e ci avevano installato il loro Monti, erano certi che avremmo accettato il governo Bersani-Monti, ossia dosi continue della stessa cura. Invece abbiamo «rifatto Caporetto», rompendo il fronte per cedimento e ponendoci su una china che (secondo chi scrive) porterà inevitabilmente all’uscita dall’euro e al default. E subito, dal Portogallo alla Bulgaria, si sono prodotte affollate manifestazioni contro la corruzione, l’austerità e la povertà e al grido: «Il potere ai cittadini». A Lisbona una marea umana.

A Londra, il partito di Nigel Farage (UKIP) è dato in impetuosa rimonta elettorale, ed è stato il secondo partito in una votazione ad Eastleigh, lasciando indietro i Tories. In Belgio riprendono forza i partiti «populisti» che vogliono la secessione delle Fiandre dalla Vallonia. In Olanda ha rialzato la testa Geert Wilders, che sta per lanciare un «giro di resistenza» in tutto il Paese.

«Dove Wilders tragga ispirazione, visto che coniuga posizioni di estrema destra anti-immigrati con posizioni sociali di sinistra, è facile capire: da Roma», ha scritto Ian Traynor del Guardian. In Francia sempre più ad alta voce ci si domanda se Hollande sia «il nostro Papandreu» per la sua fedeltà servile al sistema eurocratico; e persino Le Monde, il massonico e dunque ultra-monnetiano eurocratico Le Monde, pubblica — èd è la prima volta in assoluto — un commento critico sull’Unione Europea: una sua firma si domanda «se bisognava firmare il trattato di Maastricht che sta portando al disastro. Dopo averlo tanto difeso, si finisce per dubitarne». Titolo: «Sogno tedesco, incubo europeo»: una vera requisitoria contro l’arroganza germanica che approfitta dell’euro e non contribuisce ai suoi costi. (Rêve allemand, cauchemar européen)

Il rifiuto tedesco di rifinanziare il salvataggio delle banche irlandesi, martellato da Wolfgang Schauble, non migliora certo le situazioni: significa che i tedeschi rifiutano la minima mutualizzazione del debito, anche a favore dei più «virtuosi». A questo punto c’è da chiedersi se Berlino in realtà voglia l’implosione della moneta unica, ma cerchi che siano altri a produrla.

Ma attenzione: è possibile che il Sistema accetti questa «aggressione» ai suoi principi per confuse volontà popolari (che ovviamente bolla di «populismo») senza un contrattacco? Quella è gente che, come ha scritto un anno fa il giornalista Leigh Phillips, «per usare la parole del presidente dell’Eurogruppo nonché primo ministro del Lussemburgo Jean-Claude Juncker, crede che le politiche di bilancio (ossia tutte le azioni dei governi nelle spese che riguardano i loro cittadini) sono “troppo importanti” per lasciare che gli elettori ci mettano bocca; e che sarebbe meglio aggiustarle – sempre per usare parole sue – in “dibattiti segreti ed oscuri”. (The junta of experts tells us: ‘Vote how you like, but policies cannot change’)

È gente che Simon Jenkins, il corrispondente da Bruxelles per il Guardian, «coi suoi banchieri dietro, proclama che l’austerità è la punizione necessaria da infliggere alla gente in Europa per aver permesso che i suoi governo si indebitassero al di là dei loro messi. Il messaggio è: prendete la medicina, anche se è veleno». Jenkins paragona Monti e i tecnocrati a «sacerdoti aztechi all’altare: se il sacrificio di sangue non riesce a far venire la pioggia, bisogna versare più sangue (...). Nessuna nuova idea intaccherà mai la convinzione di questi dogmatici». (Le «buffonate» di un Grillo possono scuotere l’intero sistema europeo?)

Ciò, detto da due giornalisti permanenti a Bruxelles, che conoscono bene questi Aztechi: sanno che sono tipi pericolosi.

Per farla breve, il sito belga Dedefensa (che ha buoni agganci nei servizi, nella UE e nella Nato) si domanda come mai il Sistema non abbia ancora fatto «nulla di decisivo: nessun colonnello ha ancora preso il potere, nessuna seria “strategia della tensione” s’è sviluppata, non è questione nemmeno di quegli “anni di piombo” che i manipolatori dei diversi servizi seppero sviluppare in modo così perfetto negli anni ‘70». Eppure «sono quattro anni che il Sistema ha preso il potere in Europa» e «Goldman Sasch accumula miliardi (...) Stiamo ancora attendendo l’operazione decisiva del Sistema, ed ogni colpo di forza che sembra prepararlo è seguito da un arretramento...».

Già. Chissà che non si facciano vive «le nuove Brigate Rosse», o mettano le bombe «i SAM, Squadre d’Azione Mussolini» di antica memoria. O magari ci colpisca «il terrorismo islamico», con attentati che la stampa attribuirà ad «Hezbollah» o ad «Ahmadinejad», dato che Beppe Grillo è sospetto di simpatie sciite... (1)

Ogni proroga del governo Monti in una forma di «governo del presidente», o di qualunque altro tecnico «super partes», naturalmente lascia nelle mani degli Aztechi gli strumenti statali di repressione e controllo, oltre quelli fiscali, senza parlare dei centri di potere sovrannazionali in mano loro: BCE, Commissione, Goldman Sachs... mentre per noi la stretta creditizia delle banche si è fatta totale, il credito al consumo s’è azzerato, 38 miliardi sono stati fatti mancare a famiglie ed aziende (mentre il governo Monti ha pagato 60 miliardi nostri delle nostre tasse al salvataggio delle banche altrui), e i licenziamenti si susseguono a ritmo sempre più inarrestabile.

A pensarci bene, forse la strategia della tensione è proprio questa. Forse non occorrono «nuove Brigate Rosse» né «attentati fascisti» per farci rinunciare alla democrazia (quel che ne resta), sospendere elezioni ed invocare i poteri forti sovrannazionali come salvatori. Vale sempre il programma che Mario Monti rivelò nel discorso alla Luiss del 22 febbraio 2011:

«Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi, e di crisi gravi, per fare dei passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali al livello comunitario… è chiaro che (...) i cittadini possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo di farle, perché c’è una crisi grave, conclamata».






1) Tanto per fare un esempio. Chavez è morto di cancro a 58 anni, e il suo secondo, Maduro, accusa gli Stati Uniti di averlo infettato o avvelenato «come Arafat», che pare proprio sia stato avvelenato col Polonio (ma non se ne parla più). Naturalmente i media deridono queste uscite complottiste. È un esempio di strategia della tensione? Impossibile. Anche se, bisogna dire, da Chavez ha generato, da quando ha guidato il Venezuela, un ritorno del 681% a Goldman Sachs Asset Management (l’affare è gestito da Sam Finkelstein di Goldman) e ad Oppenheimer Funds, al ritmo del 14% annuo. Come? La sue politiche hanno fatto fuggire gli «investitori esteri», tranne quelli che si degnavano di prestargli i fondi al 12%, ossia un buon 4% in più che alle altre nazioni sottosviluppate. «Chavez non ha mai mancato un pagamento», assicura Finkelstein. Il perché lo ha spiegato Simon Nocera, ex del Fondo Monetario, oggi capo finanziere della Lumen Advisors LLC: «se smetteva di pagare i creditori avrebbero fatto sequestrare i carichi di greggio venezuelano sulle petroliere, e la vendita del greggio costituisce la metà dell’introito dello stato venezuelano. Sa che se ristruttura il debito, non riesce a vendere il solo prodotto che lo tiene a galla». Sopprimere la gallina dalle uova d’oro? Nient’affatto: gli affari continueranno anche col successore. Ci sono rivoluzionari spendibili, anche se fanno guadagnare. A meno che non ci sia il progetto di prendere direttamente le fonti. Come hanno fatto in Iraq, dopotutto. (How The Glorious Socialist Revolution Generated A 681% Return For Goldman Sachs)


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Commenti  

 
# Vitoparisi3 2013-03-06 09:38
Per far prevalere il giacobinismo laicista portarono alla bancarotta i re di Francia, questi congiurati da protocollo.
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# mescal 2013-03-06 10:07
La gente e' confusa, c'e' chi ha il complesso di inferiorita' perche abbiamo accumulato il debito. E guai a dire che bisogna uscire dall'euro e' un dogma intoccabile. Sono in tanti a criticare l'euro e a evidenziarne i difetti, eppure molti non fanno nemmeno la fatica di vedere un video di Bagnai o di Borghi su youtube,(sarebb e interessante avere un suo parere su questi personaggi)dann o sempre fiducia ai mezzi di comunicazone tradizionali (tv e quotidiani). E non provano a capire nulla.
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# cgdv 2013-03-06 10:37
Caro Blondet osservazioni e citazioni perfette che ci conducono attraverso il dogma europeista e le sue conseguenze ad uno dei protocolli previsti da chi vuole dominare il mondo. Provo a sintetizzarlo così: in questo modo i popoli stessi saranno indotti ad invocare il "Governo Unico Mondiale".
In pratica l'Anticristo ci sta già da lungo tempo chiamando a raccolta.
Giuliano
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# stechio 2013-03-06 10:55
.." l' Italia ha rotto il fronte "..
l'Ungheria non aveva fatto lo stesso? anzi, era molto piu' avanti nel processo di emancipazione dai dettami eurocratici...non riesco a reperire notizie sull' andamento di quell' iniziale cammino di autodeterminazi one.
certo, è chiaro, non ha il peso dell' italia, ma è pur sempre un granello di sabbia nei perversi ingranaggi dell' euro-europa unita, no?
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# codino 2013-03-06 12:32
Citazione stechio:
.." l' Italia ha rotto il fronte "..
l'Ungheria non aveva fatto lo stesso? anzi, era molto piu' avanti nel processo di emancipazione dai dettami eurocratici...non riesco a reperire notizie sull' andamento di quell' iniziale cammino di autodeterminazi one.
certo, è chiaro, non ha il peso dell' italia, ma è pur sempre un granello di sabbia nei perversi ingranaggi dell' euro-europa unita, no?

dell'Ungheria si parla proprio oggi, in maniera molto astiosa (da parte di Repubblica & co, quindi procede tutto per il meglio...)
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# Hummel 2013-03-06 14:02
Citazione codino:
Citazione stechio:
.." l' Italia ha rotto il fronte "..
l'Ungheria non aveva fatto lo stesso? anzi, era molto piu' avanti nel processo di emancipazione dai dettami eurocratici...non riesco a reperire notizie sull' andamento di quell' iniziale cammino di autodeterminazi one.
certo, è chiaro, non ha il peso dell' italia, ma è pur sempre un granello di sabbia nei perversi ingranaggi dell' euro-europa unita, no?

dell'Ungheria si parla proprio oggi, in maniera molto astiosa (da parte di Repubblica & co, quindi procede tutto per il meglio...)

Confermo:ultime notizie interessanti: http://www.ilgiornaleditalia.org/news/esteri/845360/-Ungheria--Banca-centrale-verso.html
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# Maurizio Blondet 2013-03-06 14:52
Sì, d'accordo. Ma l'Ungheria (giù il cappello) ha 10 milioni di abitanti, noi 60. E siamo ancora la terza o quarta potrenza industriale d'Europa.
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# vitt.max 2013-03-07 01:32
qui fra poco si scatenerà il finimondo se proviamo a fare le stesse cose perchè dell'ungheria possono anche farne a meno dell'italia no!!
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# Franco_PD 2013-03-06 11:03
Ottimo giornalismo quello di Blondet. Il fatto è che la situazione sta diventando critica, e penso che la cosa non sfugga alla gente. Una banalità da vita di tutti i giorni che mi ha colpito moltissimo (continuo a pensarci). Sabato ero in un supermercato, e non ho comprato molto. Ma avevo preso un carrello e comunque tra ortaggi, frutta e poco più non è stato difficile riempirlo. Al momento di pagare scopro che c’è una sola cassa aperta e mi indispongo per la coda. Che però si esaurisce in un attimo. Noto solo a questo punto che SOLO IO ho preso il carrello. Tutti gli altri il cestino piccolo su ruote, con due o tre articoli dentro e pagavano con spiccioli. Mi sono sentito a disagio, quasi un ricco che ostentava un’opulenza che invece – tra l’altro – non c’è proprio…. Ascolto in tv economisti (anche non allineati) che presentano in modo fosco l’uscita dall’euro. Ma anche qui sul sito c’è qualche commentatore che ha affrontato il discorso in termini concreti. Praticamente se/quando avverrà ogni investimento (anche immobiliare) o risparmio crollerà istantaneamente nel suo valore. Come ci gestiremo la situazione? Qui si discute da tempo “dell’oro da acquistare”, “dell’orto da coltivare”, “della legna o il carbone da stoccare”. Ma nella realtà ci sarà il caos. Nessuno è pronto. Nessuno ha armi per difendere il suo (o bestialmente per prendere quello che è di altri mentre tuo figlio piange per la fame…). Qualsiasi cosa si potrebbe fare se il nostro fosse un popolo unito come ce ne furono nel secolo scorso in Europa e non solo. Con valori condivisi tra la gente, con dei governanti disposti a chiedere lacrime e sangue e con un prestigio tale da poter fare tale richiesta. Ho paura che vivremo l’affondamento del nostro personale e collettivo Titanic proprio come da film. Chi chiacchiera, elegantissimo, sul ponte sorseggiando cognac, chi suona nell’orchestra e chi si butta direttamente a mare sfracellandosi magari nella caduta. Ma molti saranno come la madre che – nella cabina ancora asciutta – racconta la fiaba ai propri bambini. Non cercando alcuna salvezza e circondandosi di una bolla di normalità prima della fine certa (Accettata? Riconosciuta? Ignorata? Negata? Non lo sapremo mai).
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# Pietro G 2013-03-06 13:17
Anche io sono di quelli che dice attenzione, si stanno sottovalutando le conseguenze disastrose di una uscita dall'euro non accuratamente programmata. Non ho ancora visto simulazioni economiche su quello che potrebbe succedere e consiglierei di farne diverse e possibilmente accurate prima di procedere, o anche soltanto minacciare, l'uscita dall'euro. Ricordo soltanto :
-In questo Paese ci sono diversi milioni di persone che vivono sulla soglia di povertà e che non potranno sopportare, senza massicci aiuti, la svalutazione, data al 25% - 30%, che necessariamente si abbatterà sull'economia. Altri milioni hanno come unica ricchezza un bene immobile che perderà sicuramente di valore.
-La nuova moneta e la svalutazione non annulleranno la necessità di un taglio deciso (forse del 50%) alla spesa pubblica. Cosa che risulterà essere piuttosto difficile anche se spalmata su molti anni.
-Le difficoltà dell'economia italiana risultano dalla mancata innovazione e aumento della produttività che non c'è stato affatto negli ultimi 20 anni. Questo non cambierà con la nuova moneta, anzi, visto che le materie prime da acquistare saranno molto più care, sarà difficile aumentare i salari e quindi far ripartire i consumi.
-I consumi energetici dipendono per l'80% da petrolio e gas importati, e questi saranno molto più cari. Rischiamo così di appesantire l'economia compensando il bonus di competitività derivante dalla svalutazione.
-Altri impedimenti allo sviluppo economico come la criminalità organizzata e la corruzione resteranno gli stessi.
In sostanza, ai vantaggi certi di ritornare alla sovranità monetaria si devono aggiungere una serie di difficoltà altrettanto certe, e chi crede di poter tirare a campare così come siamo con la muova moneta, senza cioè fare le profonde riforme necessarie, se lo tolga dalla testa.
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# betamax 2013-03-06 20:26
Condivido cordialmente le parole del finale, mentre deploro che Pietro G. (sempre interessante, e certo più competente di me in molti campi) sull'exit strategy sia vittima di informazioni terroristiche.
- la svalutazione si abbatterebbe sull'economia: come? con l'inflazione d'importazione, certo, ma solo in parte. La Polonia nel 2009 ha svalutato del 30% e la sua inflazione è scesa!
- l'immobile perché mai dovrebbe perdere valore? ne ha già perso tanto CON L'EURO negli ultimi anni, ma se l'economia riparte, come sembra evidente, credo che la propensione alla spesa potrà solo aumentare sul mercato interno
- perché mai tagliare la spesa pubblica? per far contrarre il PIL ulteriormente?
e tagliare poi del 50%!!! Scusa, ma questo è terrorismo psicologico. Oggi abbiamo bisogno che la spesa pubblica NON scenda, anzi dovrebbe semmai momentaneamente aumentare se si vuole far ripartire il sistema privato (si taglierà dopo, in momenti di crescita).
- le difficoltà dipendono da mancata innovazione etc.: non la pensa così neppure la UE, che in uno studio recente (http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/qr_euro_area/2010/qrea1_en.htm) afferma in sostanza che "se il tasso di cambio reale italiano avesse avuto la stessa evoluzione di quello tedesco fin dall'inizio del 1999, il tasso di crescita delle esportazioni italiane sarebbe stato quasi identico a quello delle esportazioni tedesche, mentre in realtà è stato meno di un terzo" (trad. A. Bagnai). Capito che cosa ha frenato l'economia italiana? il tasso di cambio REALE con la Germania, che è peggiorato per l'aggancio mortale del cambio NOMINALE, tramite differenziale d'inflazione interna.

Mi fermo qui, sia perché altri punti di Pietro G. sono condivisibili (energia, corruzione, criminalità), sia perché ho già scritto troppo. Invito l'amico Pietro e quanti vogliano trovare un accurato studio sugli scenari dell'Euro-exit a leggere il documentatissim o e insieme divulgativo libro "Il tramonto dell'Euro" del citato prof. Bagnai.
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# Pietro G 2013-03-06 23:23
È vero che se uno svaluta del 30% non è detto che l'inflazione sia anch'essa del 30%. Tieni presente però che dato il trasporto delle merci italiano, che è fatto per lo più su strada, l'aumento dei prezzi del petrolio e del gas si scaricherà immediatamente sui beni di consumo di prima necessità più riscaldamento. Facevo notare che ci sono milioni di italiani che sono sulla soglia della povertà (i nuovi dati sul reddito delle famiglie conferma questa impressione) e che avranno certamente bisogno d'aiuto. Il problema della spesa pubblica italiana è che viene utilizzata in buona parte come welfare e non come investimento o come salari per lavori veramente utili e necessari. Ci sono almeno un milione di persone (in politica, amministrazione , scuola, regioni, comuni) che prendono lo stipendio ma fanno lavori che potrebbero benissimo essere soppressi. Tutto questo denaro speso male manca poi per l'ammodernamento del sistema produttivo, che è la cosa più importante, perchè solo l'aumento della produttività genera ricchezza che si può trasferire ai salariati e che alimenta poi il consumo.
Teniamo presente che abbiamo l'euro da dieci e più anni e che uscirne non sarà una cosuccia da poco. Tutto quì.
Condivido le obiezioni sull'euro. Io mi ricordo conferenze in Germania negli amnni '90 (vivevo lì in quegli anni) in cui venivano discussi esattamente i problemi che ora stanno affossando la moneta unica. Non si può certo dire che gli attuali governanti europei non fossero stati avvertiti per tempo.
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# betamax 2013-03-07 14:47
Grazie della risposta. Mi permetto due piccole precisazioni.
1) la bolletta energetica aumenterà proporzionalmen te alla svalutazione su dollaro (non su euro) quanto a bilancia commerciale, ma per le famiglie italiane l'incremento sarà circa tre volte minore. Si può prevedere un +6% al lordo delle tasse (visto che la materia prima pesa solo per circa un terzo sul prezzo pagato dal consumatore finale, il resto essendo costituito da tasse). Negli ultimi due anni il gasolio è aumentato del 70% e non ci siamo privati dell'auto. Ma al contempo il paese si libererà dei gravami di bilancio UE, e potrebbe facilmente rimodulare le accise al ribasso, per cui non si può escludere che il prezzo finisca per rimanere stabile o in discesa.

2) Quando si ragiona di debito, come ben sai non ha senso concentrarsi sulla cifra assoluta, bensì sul rapporto debito/PIL. Ora, se noi "tagliamo" un milione di fancazzisti statali (posto che tali siano davvero tutti quelli che liquidiamo), otterremo un decremento del PIL più che corrispondente, quindi il debito/PIL potrà solo salire. Anche lo stipendio del fancazzista, per quanto allocato in modo non ottimale, RIENTRA nel calcolo del PIL.
Si è recentemente convinto anche il FMI (per bocca di Blanchard) che ogni euro "risparmiato" con austerità e tagli ha finito per ridurre il PIL da 0,9 a 1,7 euro, a seconda dei casi studiati. La mediana sta intorno a 1,3. Fino all'altr'ieri ci dicevano che il valore fosse 0,5. Ti rendi conto della fregatura che ci hanno dato, e di come sia oggi necessario rivedere quelle "certezze" di un tempo? Anch'io pensavo che "tagliare spesa pubblica" fosse cosa ottima...
D'altra parte già Keynes aveva spiegato che ogni dollaro in più di spesa (anche quello regalato a chi scava e ricolma una fossa) genera in realtà un incremento di ricchezza generale circa per 2,5 dollari.
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# Maurizio Blondet 2013-03-06 15:14
"Chi chiacchiera elegantisssimo sul ponte sorseggiando cognac": spero non si riferisca a me. Sono vecchio è ho qualche soldo da parte, che la lira ridurrebbe a spiccioli. Mas è un prezzo che pago, per il futoro della gioventù, per il suo lavoro.
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# Franco_PD 2013-03-06 16:16
Blondet, come le è venuto in mente il paragone? Le giuro che non ci avevo minimamente pensato. Alludevo propriamente a chi (indipendenteme nte dal fatto che abbia o non abbia denari) affetta tranquillità e sicurezza pago del poprio aplomb di fronte alle avversità. Titanic poi l'hanno riproposto in tv recentemente e rivedendomelo per l'ennesima volta dedicavo attenzione alle figure di contorno. E c'erano appunto comparse così, intente a conversare sul ponte mentre altri passeggeri già annegavano.
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# nicolas 2013-03-06 11:13
Della serie: -Va avanti te che a me vien da ridere!- Cercasi audace e volenteroso politico che si attribuisca l'onere e/o l'onore di sfasciare l'euro.
Vai Silvio! Tocca a te. E' l'ora del grande riscatto. Altro che il bluff del referendum grillesco.

Per quanto concerne Chavez è stato ucciso dalla chemioterapia se sono vere le cronache sul percorso terapeutico in quel di Cuba. Mi lascia perplesso che anche a Cuba si usino tranquillamente i protocolli medici allopatici per la "sanità". Significa che la rivoluzione cubana è fasulla.
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# Nova 2013-03-06 15:34
Hugo Chavez ha dovuto soccombere ad un sarcoma pelvico indotto da losche trame yankee. Un cancro molto affine a quello del fu titolare di FdF.
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# nicolas 2013-03-06 21:43
"Sarcoma pelvico indotto da losche trame yankee". Che significa?
Sull'avvelenamento da polonio non ci sono dubbi. Il percorso della malattia è devastante e breve. L'assunzione di sostanze altamente tossiche, tipo veleni, porta subito o quasi alla dipartita. Pure qui non ci piove.
Indurre un cancro specifico e crearne gli effetti a breve è una operazione che andrebbe "provata".
Sono certo che gran parrte dei tumori sono conseguenza dell'assunzione di farmaci e soprattutto vaccini dove quei pazzi criminali di big-pharma ci schiaffano di tutto. Pero' sono altrettanto convinto che con una giusta alimentazione e opportune e naturali cure disintossicanti si possono evitare . Insomma l'effetto-causa ha uno sviluppo di lungo termine.
Parlare di De Fina e della sua malattia è motivo di dolore e rammarico. Ho un amico naturopata che ha scritto diversi libricini sulla salute senza tuttavia dare importanza alla divulgazione. Il mio amico è un po' naif oltre che tradizionalista di ferro. Ero in ogni caso riuscito a convincerlo a contattare DeFina per dare una veste editoriale decente ai suoi libretti.Da lì si era programmata una visita che a mio avviso poteva essere proficua per entrambi.
Chiedo scusa per il fuori tema.
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# Nahars 2013-03-06 11:55
c'è gente che dice che se c'è un debito , bisogna pagarlo ; non capiscono che è illegittimo.
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# Giovanni Silvano 2013-03-06 12:07
Io non credo che l'uscita dall'Euro porterebbe benefici all'Italia, perche come prima cosa saremmo colpiti da una svalutazione devastante, non molto diversa di quella che avvenne dal 1940 al 1945.
Per cui l'impoverimento del paese invece di avvenire in modo lento e graduale come ora, sarebbe veramente un Tusumani.
I nostri 4 soldi in banca diverebbero carta igienica, i salari altrettanto.
Sarebbe comunque un'Argentina non ci si scappa.
Oltrettutto fin che saremo noi PIGS nei guai l'Euro non salterà mai, troveranno sempre e comunque il modo per metterci nei ranghi, per arrivare a qualcosa del genere dovrebbe saltare un paese come la Francia, ma un'eventualità del genere mi sembra fantasia.
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# Maurizio Blondet 2013-03-06 15:10
Sente le vostre paure. Vorrei solo dire questo:
1) dall'euro usciremo o ci faranno uscire-. Abbiamo preso questa china. Sia male o bene, è comunque inevitabile. Persino 24 Ore ormai scrive che ormai si parla di euro a due velocità.
2) Io personalmente ho qualche soldo da parte, e il ritorno alla lira svaluterebbe i miei risparmi. E' un prezzo che accetterei di pagare, in cambio di una ripresa economica e di un futuro di lavoro per i milioni di giovani oggi disoccupati.
3) E' ovvvio che comunque bisogna colpire l'intera burocrazia parassitaria e i suoi referenti politici, che le mantengono i privilegi. Insegnanti, Equitalia e magistrati sono ostacoli potentissimi alla ripresa. In altri articoli ho proposto che le paghe di tutte queste caste ricevano stipendi agganciati a quelli dei pari-livello nel settore privato: in modo che imparino a sentire che il loro destino è comune a quello dei lavoratori.
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# Giovanni Silvano 2013-03-06 17:00
Convengo su quasi tutto direttore, ma il dramma è che in ogni caso siamo destinati a diventare una specie di nord-Africa, allora io mi chiedo, non si potrebbe fare una bella secessione del nord??
Tanto ormai cosa abbiamo da perdere?
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# megaporia 2013-03-06 15:52
Secondo Bagnai ("Il tramonto dell'euro" che consiglio vivamente di leggere) la svalutazione conseguente ad una uscita dall'euro dovrebbe aggirarsi tra il 5 e il 10% e il tasso di inflazione tra il 5 e il 9%. Il riferimento principale è all'uscita dell'Italia dallo SME nel 1992.
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# betamax 2013-03-06 21:53
Mi permetto di correggerla su un dato: Bagnai parla di una svalutazione compresa in una forchetta tra il 10% e il 30% al massimo, aspettandosi però una cifra vicina al 20%.
Ad un anno/un anno e mezzo dallo switch, poi, si attende un'inflazione aumentata di una percentuale all'incirca pari ad un quarto della misura della svalutazione (inflazione importata a causa del maggior costo delle importazioni). Sono le cifre che lei correttamente riporta, cioè niente di drammatico. Insomma, a questo giro, le cavallette non ci divorerebbero!
Ricordo inoltre che l'inflazione è perlopiù governata dalla curva di Phillips, e quindi per rivedere inflazione "esagerata" dovremmo arrivare alla piena occupazione e alla crescita a ritmi cinesi. Io non ci sputerei sopra per niente!
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# betamax 2013-03-06 21:39
Sig. Giovanni, si informi: sta diffondendo (certo disinteressatam ente) opinioni senza base reale, che in "tempo di guerra" come quello che viviamo corrispondono a tradimento della verità.
Non ha senso la sua espressione "saremmo colpiti da una svalutazione devastante, non molto diversa di quella che avvenne dal 1940 al 1945", sempreché lei non stia confondendo svalutazione con inflazione (il che sarebbe ancor peggio).
Primo perché la svalutazione DEL CAMBIO è proprio quello di cui abbiamo bisogno come paese; secondo perché a questa NON CONSEGUE automaticamente una svalutazione degli asset reali. Perché mai una casa dovrebbe valere di meno quando un'economia ormai cianotica dovesse ripartire? O le aziende che oggi stanno chiudendo pensa lei che varrebbero di meno, una volta che dovessero ripartire le esportazioni? e se ripartono le esportazioni, mentre le fabbriche anziché chiudere si espandono, crede lei che gli stipendi che tornano a fluire non farebbero ripartire la domanda e quindi, per la nota legge, semmai salire le quotazioni e i prezzi. Si svaluterebbero i risparmi in valuta, non gli asset reali.
Non si deve confondere poi la svalutazione in regime di "golden standard" con quella determinata oggi dal libero fluttuare del cambio, in regime di "fiat money". Insomma, è più facile paragonare la svalutazione della II guerra mondiale con la svalutazione del denario romano da Nerone in poi (= deliberata diminuzione dell'intrinseco) che non con la futura svalutazione della "nuova lira", che riallineerebbe il cambio nominale a quello reale (per la semplice legge della domanda/offerta, non per una deliberazione del governo).
L'affermazione poi che "I nostri 4 soldi in banca diverebbero carta igienica, i salari altrettanto. Sarebbe comunque un'Argentina non ci si scappa" può avere la sua bella sonorità d'effetto in un salotto o al bar dello sport, ma è senza basi. L'economia di un paese (che è ancora la seconda manifattura dell'Eurozona) non si volatilizza in un attimo e per magia, nel momento in cui si preme il bottone rosso "Exit". Certo che se l'uscita avvenisse nel panico da 8 settembre le conseguenze sarebbero severe, ma vogliamo cominciare noi qui nel piccolo di Effedieffe a ragionare seriamente, senza abbandonarci a slogan promossi terroristicamen te dai nemici dei popoli europei?
Mi scusi sig. Giovanni, ma da questo suo intervento mi è sembrato che lei abbia studiato l'economia alla scuola della BCE:
http://www.ecb.europa.eu/ecb/educational/pricestab/html/index.it.html (guarda il cartone animato).
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# Giovanni Silvano 2013-03-10 01:57
Scusi betamax, noi siamo un paese che esporta ma vive anche e soprattutto di importazioni.
Con cosa lo paga poi il Petrolio, il Gas, la tecnologia dalla Germania, con la nuova Lira?????????
Noi per esportare abbiamo bisogno di importare, Lei ricorda la barzelletta del gatto che si morde la coda?????
Non è questione di Bar o di scuola dalla BCE, è questione di Argentina, non è che L'Argentina dopo il default abbia riempito la pancia della gente, la gente ha sempre fame in Argentina, come e più di prima.
E' questo il nostro destino?, solo l'Italia sopra l'Appennino ha una chance di salvezza staccandosi dal resto del paese, ed io non escludo la cosa se ci cacciano dall'Euro.
Badi che non sono leghista, ma so che l'economia come diceva Lenin è la sola ed unica struttura della società, è una struttura che condiziona tutto.
Io non credo che il lombardoVeneto accetterà con serenità quello che Lei preconizza.
Io temo che se saltiamo dall'Euro, salti anche l'unità nazionale.
Perche la famosa 2a economia manifatturiera d'Europa, non si trova in Calabria, si trova in 4 regioni Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, al di fuori di queste regioni c'è veramente poca cosa in Italia.
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# betamax 2013-03-13 17:23
Citazione Giovanni Silvano:
Con cosa lo paga poi il Petrolio, il Gas, la tecnologia dalla Germania, con la nuova Lira?????????
Non è questione di Bar o di scuola dalla BCE, è questione di Argentina, non è che L'Argentina dopo il default abbia riempito la pancia della gente, la gente ha sempre fame in Argentina, come e più di prima.

Perche la famosa 2a economia manifatturiera d'Europa, non si trova in Calabria, si trova in 4 regioni Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, al di fuori di queste regioni c'è veramente poca cosa in Italia.

Non vedo il problema del pagare l'energia con la nuova lira. La pagheremo di più, è ovvio, ma con l'economia liberata dal macigno del cambio fisso, non sarà un problema terribile come lei lo dipinge. Nel 1992 c'eravamo e non è successo nulla di terribile, parola di Monti!
Monti nel '92 dichiarava: una follia svalutare! http://archiviostorico.corriere.it/1992/giugno/17/svalutare_lira_follia__co_0_92061717514.shtml
Nel '93 correggeva: la svalutazione ci ha fatto bene!
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/09/12/la-svalutazione-ci-ha-fatto-bene.html
(Non che Monti sia 'sta gran conferma... l'anno dopo ancora suggeriva a Berlusconi di tradire le promesse elettorali per imitare Menem!
http://www.blogo.it/news/politica/redazione/8713/monti-ho-votato-berlusconi-nel-94-vero-e-questa-intervista-dellepoca-lo-conferma-clamorosamente/ )
Il paragone con l'Argentina, guardi, è molto fragile, ancorché sbandierato da tutta la stampa allineata. L'Argentina ha sganciato dal dollaro, ma ha pure fatto default su parte del debito, cosa che per l'Italia non servirebbe. Poi l'economia è ripartita al +8% annuo, con vantaggi netti (indice della disuguaglianza nettamente diminuito), ma in questi 12 anni la politica economica ha fatto certamente scelte anche sbagliate. Insomma, è assurdo incolpare dei guai attuali argentini lo sganciamento dal dollaro del 2001, che in quel momento era indispensabile ed è risultato positivo nei fatti, pur dopo alcuni mesi di caos.

Ultima cosa: che l'Italia del nord sia tanto produttiva, lo so (ci abito dalla nascita), ma vedo anche che sta perdendo i colpi nel suo tessuto di piccole e medie imprese (come dire: tutto il meglio) per colpa della moneta sopravvalutata che fa morire la domanda. Magari non tutti qui individuano il vero colpevole nell'euro, ma dopo 20 anni di propaganda faziosa la cosa non può stupire. Per questo sto insistendo, contro il mio solito, per riportare il dibattito sui binari della razionalità economica, contro il proliferare dei luoghi comuni che ci bombardano da sempre con mille canali TV e testate. Almeno qui il dibattito è possibile!
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# codino 2013-03-06 12:09
letta questa?
http://www.repubblica.it/economia/2013/03/05/news/marchionne_fiat_crisi-53902036/?ref=HREC1-12
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# Maurizio Blondet 2013-03-06 15:03
Marpionne gli investimenti in Italia non li farà mai, lira o euro; cerca solo una scusa. La famiglia Elkann s'è stabiliota in Usa e non torna. La Fiat è condannata.
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# nicolas 2013-03-06 22:09
Beh, dopo questa dichiarazione di Marchionne possiam essere certi che la fine dell'euro è prossima prossima.
Se la Fiat va via del tutto dall'Italia la colpa è degli italiani.
Lui , grande imprenditore illuminato, è una vittima. Si lamenta del fatto che gli italiani non hanno denari e lavoro per acquistare macchine e poi come cura ci raccomanda l'agenda Monti. Che ingegno ci ha questo ingegnere!. Chissà se gli Agnelli di una volta non facciano qualche piroetta nelle loro tombe.
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# marvic 2013-03-06 12:29
Da qualsiasi parte la si guardi, i nostri risparmi sono a rischio. non conviene tenerli legati all'euro.
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# inggrig 2013-03-06 12:56
L'italia ha un avanzo primario positivo più o meno da quando è entrata nell'euro. Vi ricordo che l'avanzo primario è la differenza fra entrate e uscite dello stato senza contare la spesa per interessi.
Mi sembra che sia andato sotto solo nel 2009 ma poi è stato riportato in ordine.
Una nazione così non dovrebbe pagare nulla o quasi di interesse. E' charo che si va in Europa e si dice:>. Naturalmente si parte con un campagna informativa negli altri paesi UE e da noi in modo da innescare un dibattito, perche è chiaro che l'interesse di tutti i paesi UE è che noi si possa gestire il debito, e visto che abbiamo l'avanzo primario si può e si deve senza austerità. Si possono liberare parte degli 80miliardi di euro. Poi è chiaro che va rivoluzionata l'amministrazione pubblica, paghiamo tantissimo di tasse ma non abbiamo nulla in cambio, via tutti i dirigenti e i fancazzisti, ma questo è purtroppo un discorso che si deve fare adesso, perchè adesso forse c'è il consenso, ma non da risultati immediati.
Ps l'idea del crocetta di emettere bond accettati per pagare le tasse mi sembra da studiare. Interessante
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# ares 2013-03-06 13:33
Allucinante l'imperterrito perseverare nei loro errori da parte di questi eurocrati...sapendo e volendo attuare tutte le soluzioni economiche più sbagliate per dirigere l'economia in queste situazioni contingenti, non si curano minimamente dei riscontri ottenuti.
Un'uscita dal sistema euro gioverebbe enormemente, grazie alla maggior flessibilità di cambio e capacità svalutativa al rilancio della nostra economia, non più vincolata a monete forti.
Già così avvenne nel '92, quando uscimmo dallo SME e a fronte di una svalutazione del 20% circa non avvertimmo alcuno scossone ma ebbimo un effeto volano positivo nella bilancia commerciale.
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# roberto_perugini 2013-03-06 13:34
Bravo direttore, ma le mie perplessità rimangono. Ricordo che anche l'Irlanda disse di no all'Europa poi, a seguito di dovute pressioni, disse sì. La Grecia è andata al voto non una ma due volte per consegnarsi nelle mani di chi l'aveva portata nel baratro. Noi stiamo ripetendo lo stesso clichè. Torneremo a votare tra pchi mesi o un anno. Gli illuminati useranno bene questo intervallo di tempo. Conosciamo la loro abilità e in un certo senso la rispettiamo. Sono profondi conoscitori della psiche umana e dei comportamenti singoli e collettivi. Dedicano molto tempo allo studio e poco all'organo genitale femminile e al gioco del calcio. Da ultimo, mi perdoni dott. Blondet, ma temo che lei si sbagli quando accenna alla democrazia o a quello che ne rimane. Non è mai esistita nel nostro paese mentre esistono le clausole segrete inserite nell'Armistizio di Cassibile dell'8 settembre '43, che tali rimangono dopo 60 anni. Il popolo becero e semianalfabeta non deve sapere. Esiste la volontà della perfida Albione di fare dell'Italia, dal dopoguerra,una nazione di serie C. L'odio e il disprezzo che gli inglesi nutrono per noi è di tale portata da risultare quasi incredibile. Cordialità.
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# Maurizio Blondet 2013-03-06 15:55
Blondet

"Da ultimo, mi perdoni dott. Blondet, ma temo che lei si sbagli quando accenna alla democrazia o a quello che ne rimane. Non è mai esistita nel nostro paese"
E lo insegna a me?! Evidentemente non ha letto il mio articolo del 10 febbraio scorso: "L'Italia può migliorare?".
Le trascrivo solo una citazione:

La democrazia " È un modo di governo, nel bene e nel male, creato dagli anglo-americani. Per noi è un sistema nuovo, non-autoctono. Il nostro popolo non ha mai decapitato nel 1600 un re (come fecero gli anglo molto prima dei francesi) perché non voleva concedere la monarchia costituzionale. Il nostro popolo non è mai insorto al grido «No taxation without representation» " eccetera.
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# roberto_perugini 2013-03-07 11:29
Certo che l'ho letto, caro direttore, ma mentre lei sostiene che la democrazia non appartiene al collettivo dell'italico cafone il sottoscritto sostiene che è un inganno colossale, anche in casa anglo. Cordialità.
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# Giovanni Silvano 2013-03-06 13:35
A me sembra che questi paesi in difficoltà, i cosidetti PIGS, stiano enfatizzando un po troppo la colpa dell'Europa e della Germania in particolare per la loro sitiazione, ed invece sottaciano: LA CORRUZZIONE, L'INEFFICENZA, I'INCAPACITA' LA MANCANZA DI MERITO NELLE CARRIERE, tutte cose che albergano in casa loro e che li porterà allo sfascio comunque, l'entrata nell'Euro ha solo ritardato lo sfascio di questi paesi, ma quando si hanno questi VIZI il conto da pagare arriva sempre, a meno che lo paghino i tedeschi, il conto della corruzzione, ma non mi sembra una tesi eticamente e politicamente insostenibile.

Lei non conviere direttore???
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# giorgio 2013-03-06 13:53
Esprimendo una esigenza credo anche di altri, mi piacerebbe che su questo sito ci fossero interventi di sacerdoti a carattere spirituale.
La crisi che avanza, non è affrontabile solo con mezzi materiali, dobbiamo saper volgere gli occhi all'Eterno, a quel sole che è al di là delle nubi presenti e venienti in ancor maggior copia.
Abbiamo bisogno anche di pane spirituale, c'è qualche sacerdote che, leggendo questo sito, può dare qui buone indicazioni con articoli, interventi, letture consigliate, in linea con l'orientamento e lo stato di spirito acuto, realista e disincantato con cui è condotto questo sito prezioso?
Grazie.
Si uniscano magari alla richiesta chi la condivide.
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# Contadino 2013-03-07 21:39
Chiedo scusa ma lei mi ha fatto sobbalzare dalla sedia...
Le mancano articoli di carattere ''spirituale'' ,qui, su Effedieffe??!!!
E allora io vado nell'oceano e pretendo più acqua!
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# angeloderosa 2013-03-06 14:05
http://www.youtube.com/watch?v=JGcbKCcVES8
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# antaratman 2013-03-06 16:12
Martin Schulz, Presidente del Parlamento Europeo che qualcuno insinua sia J,molto
amico lo è comunque, ha fatto durante un intervista una specie di autoaccusa sugli errori commessi dalla EU, e ora lui come altri sostengono che troppa austerità non porta da nessuna parte, (veramente la sta portando) ma non ha il coraggio di dire, come gli altri, che in verità HANNO PAURA, e la paura fa brutti scherzi se non la si sa gestire, cosa che da loro non si può pretendere date le caratteristiche dei personaggi
"vil razza dannata" che sono una banda auto elettasi di corrotti, inetti, incapaci, quindi inadatti persino a fare i postini, senza offesa per quella categoria. Che non vogliano fare la valigie è ovvio ma se l'Italia prende ordini dagli altri (noi almeno potremmo reagire se solo fossimo una nazione unita) questi non possono, non devono! Ecco che allora ogni scenario, come giustamente paventa Blondet, è possibile, non mi limiterei però sola a una nuova strategia della tensione, la Nato ha sicuramente più fantasia, ma a ben peggio. Guerra civile? e applicazione della pena di morte come previsto dal Trattato di Lisbona, oppure la bomba atomica come promesso dall'ex segretario al Tesoro di Obama, Timothy Geithner (J) se l'Eu avesse portato alla recessione gli USA (SIC)? che hanno ora uno scenario da brivido dal punto di vista economico, 85 miliardi di tagli alla spesa pubblica! con un debito siderale impagabile e i Repubblicani, altri malfattori incoscienti, che boicottano ogni aumento delle tasse, per i ricchi s'intende. La globalizzazione non lascia prevedere come si risolva la crisi che potremo pure chiamare mondiale tra non poco, se non in maniera drastica: “quando corre sangue per le strade, è ora di comperare” Rothschild dixit. Che barbarie però.

http://www.youtube.com/watch?v=c-LtOEFq-6o Schulz nel giorno della memoria

http://www.faz.net/aktuell/finanzen/devisen-rohstoffe/europa-in-der-rezession-warum-die-krise-so-lange-dauert-12094258.html
europa nella recessione, perché la crisi
dura così al lungo (con tanto di grafico che mostra la situazione Paese per Paese).
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# Franco_PD 2013-03-06 16:32
Uno degli aspetti che mi inquietano di più è il NON sapere esattamente cosa stia accadendo e per di più i dettagli di certi percorsi verso l’inferno. Della Grecia si parla quando fa comodo nei media, con qualche filmatino svelto a sostegno di qualche posizione politica continentale. Si evocano gli spettri neofascisti? Vai con quelli di Alba Dorata. Disoccupazione? Vai col filmato sulle manifestazioni di piazza ad Atene. Voglio bene ai greci che ho avuto nella mia formazione politica, poi, all’università. E mi guardo bene dal criticarli o prenderli a gabbo. Ma ogni tanto mi giungono (non smentite) notizie (del passato recente) incredibili. Le pensioni in Grecia pare coprissero mediamente addirittura il 93% dell’ultimo stipendio. Le tasse erano molto basse. Una quota immensa di popolazione era dipendente statale con benefit anche ridicoli e inimmaginabili altrove. Cercate in casa prodotti greci e scoprirete solo formaggi e yogurt, filo interdentale e forse rasoi usa e getta. Ci sono credo lì grandi attività armatoriali, di cui ammetto di non saper nulla. Ma – ad occhio – come si reggeva il loro Stato in queste condizioni? Ripeto, me ne guardo bene da fare il discorso della formica e della cicala. Ma è lecito sospettare che lì su un certo status ci marciassero troppo?
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# cangrande 2013-03-06 18:34
Guarda che in certe categorie, in Italia, fino a circa 20-25 anni fa, si andava in pensione col 10% IN PIU' dell'ultimo stipendio !!!!!!!!

Ma lo scrivo con rabbia perché era GIUSTO !!!! G-I-U-S-T-O !!!!!

Ti spiego il perché...

C'erano i fondi integrativi di categoria (esempio: autoferrotranvi eri), pagati completamente dai lavoratori durante l'arco della vita lavorativa.

Questi fondi erano gestiti da enti, che, dalla fine degli anni '70, furono gestiti da farabutti sindacalisti.

Questi enti, prima, investivano in immobili, etc., insomma in ciò che FRUTTAVA, con la mentalità del "buon padre di famiglia" affinché i pensionati potessero avere ciò per cui avevano investito.

Poi si sono mangiati tutto (affittopoli, svendite ad amici e furore ideologico per, in futuro, impoverire i lavoratori.... CGIL - CISL - UIL..... difensori dei lavoratori.... !)

Superfluo specificare che questi "fondi" furono istituiti da Mussolini.....

NESSUN prelievo da casse pubbliche. Autofinanziati.

E per me, andare in pensione con PIU' dell'ultimo stipendio, è GIUSTO, se MI SONO PAGATO TUTTO.

Firmato: uno che ha versato 15 anni di fondo per nulla per vedermelo RUBATO !!!!!
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# cangrande 2013-03-06 18:38
P.S.: poi non conosco la situazione delle pensioni in Grecia.

Il senso del mio intervento era sottolineare che in SE', non è uno scandalo se si prende, di pensione, ADDIRITTURA di più dell'ultimo stipendio.
Ovvio: se hai contribuito.

E se il "sistema/stato" ti dà la possibilità di farlo.

Si poteva. E se si VOLESSE, si potrebbe.
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# Franco_PD 2013-03-06 20:25
Beh Cangrande, basterebbe pensare ad Enasarco (istituzione fascistissima) di cui mi parlava il mio commercialista, ed avevo postato proprio qui un intervento su questo argomento tempo fa. Si trattava di un ente previdenziale ricchissimo che poi a quanto mi dicono è stato completamente svuotato dei suoi contenuti immobiliari. Relativamente alla Grecia, quello di cui godevano i cittadini ellenici era sicuramente per questi tempi un trattamento eccessivo, direi. Mi è stato detto, tra le altre cose, che le figlie nubili di dipendenti statali greci morti in servizio avevano diritto ad un vitalizio intorno agli € 1000 al mese. Con questi benefit credo che non potessero andare molto lontano, i nostri amici greci.
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# Nova 2013-03-06 23:44
Qualcosa di simile a quel che è toccato a Marianna figlia di Scalfaro la quale percepisce la reversibilità della pensione del padre (circa un milione all'anno) essendo stata 'convivente' e vorrei scommettere che si tratta di reversibilità al 100 %, diversamente dal 60 % di reversibilità INPS e Enasarco concesso a noi cittadini comuni.
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# nicolas 2013-03-06 21:58
Il turismo in Grecia non è roba da trascurare
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# antaratman 2013-03-06 17:29
L'Emiro del Qatar, al Thani,si è comperato 6 isole greche, l'arcipelago delle Echinadi nel bel mare di Itaca, per 8 milioni di euro, prezzo stracciato (la nuova Ferrari F150 costa 1.600mila €) e ora è in trattative per la Costa Smeralda. Qui sul video il resto degli"interessi" in Italia: http://www.byoblu.com/post/2012/12/08/Rotta-verso-Est.aspx
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# monostatos 2013-03-06 20:17
Oggi, alla direzione del PD, Stefano Fassina ha detto, con la voce che gli tremava, che la UE è provoca il differenziale di competitività che ci porta miseria e disoccupazione. A qualcosa serve, il M5S: parole come queste, in simile sede, non s'erano sentite mai.
Le trovate qui:
http://www.youtube.com/watch?v=5bCw-bS6KAg&feature=player_detailpage
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# Catello 2013-03-06 21:04
Fino a queste elezioni ero anch'io indeciso se uscire subito dall'euro, oppure vedere cosa si poteva fare per azzerare lo spread, tagliare gli sprechi della spesa pubblica, aumentare gli investimenti produttivi, come ad esempio per le infrastrutture e l'agricoltura, e naturalmente diminuire le tasse. Sono tutte cose che con un buon governo e un parziale ripensamento della BCE e sopratutto delle Germania si sarebbero potute fare.
Ma ora che a seguito delle elezioni risulta che non potremo avere nessun governo senza il PD, che ha ottenuto il premio di maggioranza alla camera, e che un buon governo potremmo averlo, forse, solo dopo nuove elezioni, non ho più dubbi. Ci conviene affrontare il più presto possibile il trauma dell'uscita dall'euro.
Che salga adesso lo spread a 1000, prima di fare un ulteriore quantità di debiti, per lungo tempo, con lo spread attuale o più alto, rimanendo nell'euro.
Infatti bisogna tener presente che uscire dall'euro dopo lungo tempo e un grave peggioramento della crisi economica, sarebbe troppo tardi per uscirne bene, ed evitare di essere comprati per quattro spiccioli, a causa di una svalutazione della lira che a quel punto sarebbe troppo alta; e ci troveremmo in più di fronte ad un debito troppo cresciuto e con troppe fabbriche chiuse, per poterci riprendere con la svalutazione e le esportazioni.
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# musicus barocchus 2013-03-06 21:56
Ho saputo solo poche ore fa´della morte di Chavez, requiescat in pace. Colpirne uno per educarne cento? Certo e´abbastanza strano che leader affezionati ai loro popoli muoiano ancora relativamente giovani, mentre tecnocrati,fina nzieri e apolidi vari,che potrebbero fare loro da padri o anche da nonni, godano di una salute a prova di bomba.
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# Nova 2013-03-06 23:53
Fidel Castro lo aveva messo in guardia più di una volta a far attenzione al pericolo di inoculazione di un cancro da parte dei nemici yankee. In particolare avrebbe dovuto far attenzione a quel che ingeriva. L'industria petrolifera nella zona di Mantova provoca nei residenti circostanti sarcomi dei tessuti molli, ad esempio, che sono tumori relativamente rari e trattati senza grandi successi solo da specifici team di specialisti medici.
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# Vandeano36 2013-03-06 22:11
uscire dall'euro e lasciare che la lira ce le stampi la tipografia privata di Rothscild & C. non serve: va ripudiata la truffa del debito pubblico; dopo di che possiamo anche stamparci Italian Euro.Non abbiamo un debito pubblico ma un enorme credito pubblico.
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# antaratman 2013-03-06 23:52
A proposito di Chavez, che riposi in pace, e alcuni suoi interventi:
secondo lui le colpe maggiori leavevano gli USA e il loro tipo dicapitalismo;
in una sua dichiarazione alla televisione di Stato venezuelana aveva detto che gli americani possedevano un arma [Haarp] capace di provocare terremoti, riferendosi a Haiti, anomalie
climatiche, inondazioni uragani e siccità.
In un suo discorso alle Nazioni Unite nel 2006 chiamò Bush Jun. un satana:
"Ieri è arrivato qui il diavolo, riferendosi alla presenza di Bush del giorno precedente, e si sente ancora la puzza di zolfo". Ancora nel 2006 durante una trasmissione televisiva "Alò Presidente" si rivolse a Bush:"Lei è un asino Mr. Danger,un codardo, un assassino, un corresponsabile di crimini contro i popoli, un alcolizzato, un bugiardo, una persona immorale, Mr. Danger. Lei rappresenta il peggio, Mr. Danger, il peggio su questo pianeta, un uomo psichicamente malato, io so queste cose”.
Sempre durante un suo discorso alle Nazioni Unite agitava un libro di Noam
Chomsky [uno dei più conosciuti critici della politica americana]. Durante un
summit Latino Americano a Trinidad nel 2009, mise tra le mani di Obama un
libro dal titolo “ Le vene aperte dell'America Latina” di Edoardo Galeano, che descrive lo sfruttamento da parte degli USA dell'America Latina.
Vada la diavolo Mr. Blair. Questo augurio lo fece a Blair quando questi nel 2006 esortava Chavez a rispettare le regole della Comunità Internazionale che locinterruppe prontamente:”No n sia sfacciato Mr. Blair. Non sia amorale Mr. Blair.Lei è uno di quelli che non possiede alcuna morale. Lei non è uno di quelli che hanno il diritto di criticare chichessia riguardo a queste regole. Poi continuò:“Lei è un contadino imperialista che cerca di ingraziarsi Danger- Bush-Hitler, il numero uno tra gli stragisti e attentatori su questo pianeta.
Vada al diavolo Mr. Blair”.
TUTTE queste accuse vanno benissimo per coloro che ci stanno facendo fuori, dall'EU ai nostri politici, questi ultimi che pur di non rinunciare ai loro ridicoli poteri mostrano sempre di più la loro incapacità e il loro cinismo, lasciando che l'Italia vada a fondo. Andate al diavolo!
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# massivo 2013-03-07 08:20
Che in italia non abbiamo ancora tentato un abbozzo di strategia della tensione è falso: la bomba esplosa davanti alla scuola di Brindisi (scomparsa dai media a tempo di record)secondo voi cos'era?
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# lettera41 2013-03-07 10:07
Non capisco: siamo senza governo e ancora lontani da averne anche solo un simulacro, più della metà degli Italiani hanno votato contro l'Euro, l'Europa e il rigore. Mi sarei aspettato uno spread letteralmente a 1000. E invece è sceso! A 300, meno che con Monti. Sembra che l'addetto allo spread abbia schiacciato il pulsante sbagliato, quello con la freccia in giù anziché l'altro.
Ma non è che avevano ragione il Maiale e i suoi quando dicevano che lo spread era confezionato?
Non è che per la prima volta gli Europoidi hanno paura dell'Italiota? che se gli impongono troppo rigore ti fa saltare l'Euro e tutta la baracca e quindi è meglio tenerselo bbuono?
Ora però un po' di paura che salti l'Euro ce l'ho anch'io.
Saluti
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# monte.gr 2013-03-08 11:36
analisi interessante
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# Lukas 2013-03-07 21:55
Ma, qualcuno é sintonizzato su L7? Noi qua in questo sito, si parla, si discute ma prima c'é da fare piazza pulita é impensabile intrattenere conferenze, cercare di dialogare per trovare soluzioni per L'Italia se ancora esistono personaggi di tale latrina. Prima Bersani a Otto e mezzo con la Gruber, ora Servizio Pubblico con il resto della marmaglia.
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# licio 2013-03-08 18:06
ERA IN FUNZIONE UNA CHAT SULLA 7 AD UN CERTO PUNTO L'HANNO SOSPESA...C'ERA IL RISCHIO DI UN ECCESSO DI DEMOCRAZIA...
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