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Un perfetto autogol
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Un recente studio mirato a mantenere viva la paura del riscaldamento globale ha dei risvolti sicuramente interessanti, ma fa un autogol spaventoso. A volte la smania di seguire la moda e/o le imposizioni che vengono dall’alto creano problemi al limite del ridicolo.

Un gruppo di studiosi ha simulato l’andamento della crescita di vegetazione nelle regioni artiche a seguito di un riscaldamento globale ipotizzato in continuo aumento. Ammettiamo pure che quest’ultima ipotesi sia plausibile, anche se ormai sembra piuttosto anacronistica a seguito degli ultimi dati ufficiali che confermano i 17 anni di “fermata” del global warming. (Tra parentesi, avete notato che alla TV nessuno ci dice che il mese di marzo appena trascorso è stato il più freddo da moltissimi anni?).

Lo studio conduce a risultati sorprendenti, anche se a prima vista non del tutto negativi: nelle prossime decine d’anni le aree boschive artiche aumenteranno del 50%. In particolare, in Siberia gli alberi si spingeranno per centinaia di chilometri più a nord del limite attuale. Come dicevo prima, un aumento della vegetazione non dovrebbe essere un dramma, anzi… Tuttavia, lo studio vuole andare oltre ed ecco che scatta l’autogol. Gli studiosi, così sicuri del continuo aumento della temperatura (basata su un’ipotesi del tutto sconfessata dall’andamento degli ultimi anni), concludono anche che l’incremento della vegetazione cambierà parzialmente l’albedo della Terra, ossia la sua capacità di riflettere la luce solare senza assorbirla.

La neve, infatti, la rimanda quasi tutta indietro (albedo circa uguale al 90%), mentre gli alberi e la vegetazione tendono ad assorbirla. Conclusione piuttosto ovvia: più luce viene assorbita e più si innalza la temperatura del suolo. Una tragedia nella tragedia.

A questo punto mi chiedo: “Uno dei problemi più gravi per gli ambientalisti non è forse la deforestazione?” Il taglio delle foreste viene considerata una terribile ferita per la Terra. E sinceramente non posso che associarmi. Tuttavia c’è qualcosa che non mi torna. Insomma vogliamo o non vogliamo una diminuzione dell’albedo terrestre? Un bel deserto ha mediamente un’albedo del 30% e anche più, mentre quello di una foresta o di un prato d’erba scende fino all’8% e anche meno. Se abbiamo tanta paura di un po’ di foresta in più, perché cerchiamo di preservare quelle attuali? Basterebbe tagliarne un po’ e ristabilire l’albedo totale. In fondo, l’aumento di verde artico sarebbe facilmente compensato da tagli abbastanza moderati nelle grandi foreste del pianeta. A quando questa proposta? Me l’aspetterei da un momento all’altro…

Insomma, ambientalisti e climatologi si mettano d’accordo! Dobbiamo tirare fuori le asce?

Il lavoro è stato finanziato con fondi statali e questo fatto la dice abbastanza lunga… Comunque per chi vuole saperne di più ecco il link.

Fonte >  Astronomia.com

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Commenti  

 
# AlexFocus012 2013-04-12 10:02
In realtà sarebbe necessario che i "professionisti" dell'emergenza climatica spiegassero perchè, se i ghiacci al Polo Nord diminuiscono, al Polo Sud, invece, aumentano?
Insomma, se il warming è davvero global, perchè in una zona la temperatura si comporta in un modo ed in quella opposta al contario?
Grazie in anticipo...
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# Milo Dal Brollo 2013-04-14 13:09
La risposta, ancora in costruzione, sarebbe che sciogliendosi il ghiaccio al polo Nord la corrente del Golfo si raffredda a causa dello sversamento in oceano di acqua gelata, in questo modo non c'è più alcuna corrente calda a contrastare la crescita dei ghiacci a sud.

Peccato che non si capisca perché questa scomparsa della calda corrente del Golfo non inibisca anche la crescita dei ghiacci a Nord. Mistero, ma è sempre colpa dell'uomo.
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# Antonio P. 2013-04-12 10:17
Per me è vero l'esatto contrario di quello che scrive. Anche io mi sono sempre fatto queste domande, tra l'altro si diceva che nel medioevo la temperatura era più alta e che la Groenlandia fosse appunto più verde. Non mi pare di avere mai letto giornali di divulgazione scientifica trattare la questione in maniera chiara. Ma per me piantare più alberi è più logico.
Ad esempio, gli alberi usano il Co2 per creare ossigeno, quindi il Co2 dovrebbe calare e anche l'effetto serra. Aumentando l'ossigeno può aumentare quindi anche l'ozono, il chè porrebbe fine sia al problema del buco dell'ozono sia ai gas serra ed all'aumento di temperatura. In più in campagna la temperatura è sempre stata inferiore che in città, e poi si creano microclimi biologici.
Mussolini mi dissero che un anno voleva piantare 30 milioni di alberi, ma alcuni scienziati glielo sconsigliarono fortemente, se ho capito bene, perchè avrebbe aumentato l'umidità e quindi creato un clima malsano, ma in realtà fin dopo il rinascimento l'Italia era tutta un bosco, ed ora che si può scegliere dove ripiantarli non mi pare una idea stupida.
Ma può darsi che agli scienziati di oggi piaccia più il cemento che il verde. E piacciano loro solo le donne depilate tutti i giorni (gli alberi sono un pò i peli della terra :) )
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