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La gauche contro Hollande: monarca
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Oggi è un anno esatto dalla vittoria di François Hollande alle Presidenziali. Visto il doppio record raggiunto negli ultimi giorni, di disoccupati e di impopolarità, all’Eliseo non si festeggia. E poi la festa, a Hollande, l’ha già fatta ieri Jean-Luc Mélenchon, il leader del Front de gauche, riprendendo la Bastiglia per una clamorosa manifestazione contro l’austerità, i ricchi, la finanza, i licenziamenti e soprattutto contro il Président. La sinistra di lotta in corteo contro quella di governo: nella storia della Quinta Repubblica, è la prima volta. 

E la gauche della gauche ha pure fatto le cose per bene. Annuncia di aver mobilitato 180 mila persone, che sono decisamente troppe perché la piazza della Bastiglia misura 32.250 metri quadrati e cinque persone al metro ci saranno magari nella metro di Pechino all’ora di punta, ma certamente non c’erano ieri pomeriggio a Parigi. La Polizia parla di 30 mila, forse esagerando all’opposto. Di certo i manifestanti erano tanti, quindi politicamente il colpo è perfettamente riuscito. Com’è riuscito il Mélenshow dell’ultimo politico di Francia e forse del mondo capace di fare un comizio.

Un po’ tribuno e un po’ trombone (un po’ molto di entrambi), Mélenchon è un Vendola che sogna di essere Robespierre. In tivù, si è proposto come primo ministro di Hollande; sul palco, sciarpa rossa al collo, l’ha massacrato senza nominarlo: «Il periodo di prova è finito, i conti non tornano. Se lei non sa come fare, noi lo sappiamo», e giù applausi. E poi amnistia per i «casseurs» che protestano contro i licenziamenti devastando gli uffici dei licenziatori, «referendum revocativo» per i parlamentari che tradiscono o vengono presi con le mani nella marmellata, «Sesta Repubblica subito» e «balai», la ramazza, contro i politici corrotti. Prima dell’Internazionale, Mélenchon cita Victor Hugo: «Niente è più potente di un’idea di cui è venuto il momento» (ma scoppia subito un’altra polemica, perché pare che Hugo questa frase non l’abbia mai detta né scritta, e dire che ne ha dette e scritte un’infinità...).

Intorno, il passato che non passa: comunisti non pentiti, nuovi e vecchi sessantottini che invocano ancora l’Utopia, rossi antichi ancora traumatizzati dalla caduta del muro di Berlino, giovani indignati contro tutto e contro tutti, pugni chiusi e berretti frigi, scope e bandiere rosse. Gli slogan? «L’austerità non è la soluzione, è il problema», «La finanza fuori», «Ne hanno approfittato abbastanza, via tutti» e perfino «E adesso la pianificazione ecologica». Piace molto «L’humain d’abord», l’umanità prima, frase che non significa nulla ma suona benissimo.

La domanda sorge spontanea: chi paga? Insomma, per uscire dall’austerità bisogna trovare i soldi. La folla della Bastiglia non ha dubbi: pagano i ricchi. Come spiega il tizio simpatico che lancia i cori in piedi su un camioncino indossando una felpa con la scritta «In ogni caso nessun rimorso», in italiano. Infatti è italiano, si chiama Luca Di Nella, è iscritto al Pcf e comunica che per farla finita con il rigore basta aumentare gli ispettori delle tasse e sguinzargliarli sulle tracce degli esiliati fiscali. D’accordo, ma per una volta che al potere c’è uno di sinistra, benché ipermoderato come Hollande, manifestargli contro non fa il gioco della destra? «No. Anzi, lo rafforziamo. La sinistra vince se fa la sinistra».

I sondaggi, però, danno in clamorosa crescita non il Front de gauche ma l’altro Front, quello national. Che è di destra che più di destra non si può.

Fonte >  Stampa.it


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Commenti  

 
# sivispacemparabellum 2013-05-07 12:03
Hollande e Melenchon sono le due facce del cretinismo mondialista di sinistra e sembra che corrano per il Front National, la storia del matrimonio gay la pagheranno con interessi politici da usura e ben gli starà.
Quando un operario della Regie Renault è senza lavoro cosa gli diranno? "Faremo in modo di creare altro lavoro"? No neanche per sogno! Gli chiederanno saccentemente se non è felice perchè i suoi figli potranno contrarre matrimonio pedè!
In Italia la sinistra mondialista è altrettanto cretina soltanto che la presenza del Vaticano ne smorza in qualche modo l'imbecillità congenita per cui si nota di meno.
Ivan
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# Nova 2013-05-07 12:55
Il partito di Jean-Luc Mélenchon è nato grazie a Eveline(?) Rothschild.
Anche il partito di Neil Farage è una creatura dei Rothschild. Entrambi questi due bravi oratori politici sono ex bancari. Farage lavorò a Milano per alcuni anni.

D'altronde lo stesso Vladimir Ilich Lenin ebbe lo stesso ruolo ed entrò in azione col colpo di Stato a Pietrogrado quando i banchieri ebrei di New York lo decisero e con Trotzky loro pedina addestrata nell'ebraica New York inviarono i denari e 25000 mercenari.

Stalin vero patriota li infinocchiò tutti, liquidando i bolscevichi mondialisti, creando veramente uno Stato socialista e il suo talento divenne indiscutibile vincendo da solo la Grande Guerra patriottica raggiungendo Berlino senza radere al suolo le città tedesche, diversamente da quel che fecero i terroristi angloamericani intervenuti con i bombardamenti aerei quando l'esito della guerra era già stato determinato dai sovietici.
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# Milo Dal Brollo 2013-05-07 23:00
Stalin vero patriota? Ha solo riconosciuto che il socialismo in una nazione è più efficace del socialismo internazionale, e infatti si vede che fine ha fatto ad esempio Ernesto "Che" Guevara, facendo il guerrigliero di qua e di là: è morto come un topo.

E poi quali 25.000 mercenari sono? Io conosco al massimo il treno carico d'oro per finanziare la rivoluzione e di Lenin in Svizzera...
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# egon 2013-05-08 08:31
I bolscevichi (internazionali stici) agli ordini dei banchieri ebrei di New York miravano a deporre tutte le case regnanti, impadronirsi del patrimonio statale affinchè poi il popolo eletto e suo Sinedrio se ne impadronissero: che è quello che sta succedendo oggi quando tutte le corporations e le banche appartengono alla nota consorteria e i posti di governo in tutte le nazioni dell'occidente sono occupati da 'loro'.

Già allora doveva nascere il NWO ma Stalin lo sconfisse sul nascere liquidando i trozkisti con i processi pubblici (purghe) così fu creato l'avversario geopolitico Hitler affinchè i due si dissanguassero (come appunto avvenne) affinchè il terzo, cioè Judeo-america, trionfasse.

Sullo schema che possiamo osservare in Libia e in Siria, a Pietrogrado nel 1917 intervennero migliaia di fuoriusciti bolscevichi per lo più ebrei infiltrati nel Paese zarista. Trotzky ebbe un passaporto firmato personalmente dal presidente americano Woodrow Wilson grazie ai buoni uffici del banchiere della FED Warburg che con Hammer, Jakob Seiff ecc. finanziarono la cosiddetta rivoluzione d'ottobre e istituirono una Banca Centrale privata (come oggi in Libia !) in Russia.
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# Milo Dal Brollo 2013-05-09 20:36
Ho capito, scusa se ti etichetto subito: sei un classico nazional-bolscevico.

Scusa ma la creazione del nemico Hitler proprio sembra ufologica. Ma secondo te la stortia nasce spingendo i bottoni di un telecomando?
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# r1348 2013-05-08 00:45
La sua visione di Stalin è da fantascienza.
Potrei argomentare all'infinito, ma siccome è tardi le propongo solo due parole per una riflessione: Königsberg-Kaliningrad.
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# egon 2013-05-08 08:33
Si legga i giornali del 5, 6 e 7 marzo 1953 per prendere conoscenza dei panegirici di Gronchi, Pertini, Nenni e di altri grandi leader mondiali alla morte di Stalin.
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# Paratore 2013-05-07 19:16
Dai...ripassiamoci Debord...

"...lo Spettacolo è la principale
produzione della presente società..."

Pìù forte e claro de così!

"...le false lotte spettacolari
delle forme rivali del Potere..."

et cetera...et cetera...et cetera!!!
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# Paratore 2013-05-08 15:41
"Stalin,Stalinis mo e...Stalinisti":

a proposito...visto che ci siamo...
ne parla a lungo e pure acutamente,
il già rammentato,"profetico"...Debord!
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