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Per finirla col complottismo
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Lo sguardo distratto colse il titolo di un almanacco esposto tra i periodici in bacheca: «Il complotto: teoria, pratica, invenzione» (1).
Negli ultimi anni le opere pubblicate con un contenuto simile si sono rincorse ed il più delle volte sono state apostrofate di pessimi giudizi.
Il fascicolo questa volta aveva il «merito» di recare le firme di Popper, Cardini, Giorello, Eco, Riotta, Banville e molti ancora a me poco noti.
Cattiva consigliera, la curiosità.
Ma il fatto che alcune firme importanti si fossero mosse per rendere il proprio giudizio sul tema, esercitava un fascino irresistibile.
Franco Cardini, in particolare, che da tempo ha scelto di far sentire le  sue ragioni sulla questione, avrebbe certamente meritato una lettura attenta.
Va detto però che l’impressione che ne ho ricavato alla fine è stata quella della inadeguatezza delle diverse proposizioni.

Popper ha fatto ricorso ad una «teoria sociale della cospirazione» mentre Giorello è stato costretto a puntualizzare che il dibattito sulla cospirazione si svolge necessariamente nel quadro di un «rigoroso individualismo»; Eco poi ha preferito ricorrere, come esempio abusato di letteratura del complotto mondiale, ai «falsissimi» Protocolli dei Savi di Sion e ad inserire nella questione il concetto soggettivista di «psicologia» del complotto aggiungendo che «L’interpretazione sospettosa in un certo senso ci assolve dalle nostre responsabilità perché ci fa pensare che dietro a ciò che ci preoccupa si celi un segreto…».
Insomma, i complottisti passati per possibili psicopatici, anche un po’ ansiosi ed un po’ irresponsabili.

In quasi tutti gli autori si è potuto notare l’uso sinonimico dei termini «complotti» e «complotto».
Solo Cardini marca la differenza dei primi nei confronti di un unico Grande Complotto ma si riserva l’eccezione secondo cui il concetto di un GC incontrerebbe una vera e propria difficoltà logica: la storia sarebbe troppo complessa per essere messa sotto tutela da parte di una «paraideologia» qual è il complottismo.
Mostrando di conoscere alcuni dei «cattivi» maestri (Malinski e De Poncins), da storico di vaglia fornisce un patrimonio importante di dati, sottolinea la concorrenza di sette occulte e si avvia a conclusione  gratificando così i Protocolli dei Savi di Sion: l’«infame best seller antisemita» presunta prova documentale dell’esistenza del complotto.

Tralascio il commento sul giudizio di valore circa l’infamità; mi è sembrato un giudizio particolarmente inopportuno perché avrebbe dovuto essere lasciato agli ideologi di professione, specie se attribuito ad uno scritto vecchio di cent’anni.
La dichiarazione più o meno autorevole circa la loro falsità sembra mettere d’accordo tutti e ciò accade perché in realtà elude la natura del problema.

Evola, già molto tempo fa, aveva liquidato la questione richiamando l’attenzione su un carattere adiacente alla verità/falsità dei Protocolli: non si tratterebbe di una loro veridicità ma della loro verosimiglianza; poco importa se i Protocolli siano o meno falsi: dal 1905, dice Evola, i Protocolli si realizzano con preoccupante puntualità.

Il Cardini dell’ultima riga scrive: «Venticinque secoli di storia dimostrano ampiamente che il ventre che partorisce i GC [Grandi Complotti ndr] è sempre gravido».
Sembra che abbia voluto fare il verso alla generosa quantità di cretini che popola il mondo, ma devo dire che pensare la cosa a carico, ad esempio, di Pierre de Villamarest mi è apparso di nuovo fuori luogo.
Giovanni Mariotti riporta la frase di Henry Ford, l’autore di «L’ebreo internazionale», secondo il quale i Protocolli «coincidono con quanto sta accadendo».
Si tratta, in sostanza, dell’argomentazione prodotta da Evola.
Ciononostante Mariotti ripete il luogo comune: i Protocolli sono un falso.
Termina ribadendo l’equivalenza fra complotti e Grande Complotto e gratificando i complottisti di un «genialmente idioti», «geniale» ossimoro che ancora non avevo incontrato.

Bisogna giungere al pezzo di Leopoldo Fabiani per leggere finalmente un’ipotesi interessante: «il complotto è cambiato».
E precisa: con l’assassinio di Kennedy esso non partirebbe più dal basso diretto alla conquista dello Stato o contro istituzioni o privati, ma realizza per la prima volta uno scontro ai vertici dello Stato.
Questa volta il cospirazionista si becca un bel (ma non nuovo) epiteto di «paranoico».
Alla ricerca di una causa razionale che giustifichi tutti gli eventi, i complottisti non si accorgono di incorrere nel massimo della irrazionalità e, per questa via, si perderebbe «la luce della ragione per le tenebre del complotto».
Così sentenzia Gianni Riotta non peritandosi, come la maggior parte dei critici, a spiegare quale sarebbe il processo razionale che, razionalmente, condurrebbe a determinare l’illogicità dei processi mentali del complottista.
Tuttavia egli ritiene di poter certificare che i complotti esistono.

Subito dopo passa a trastullarsi con un lungo elenco di curiosità che indurrebbero i complottisti a «godere» (sic) dopo aver letto il cumulo delle coincidenze.
«Frustrato e bilioso», il complottista, sarebbe privo di umiltà e saggezza, dice Riotta.
Passi per il frustrato, ma bilioso non sembra essere una costante temperamentale dei cospirazionisti.

Per leggere lo scritto più meditato inserito nel volume occorre giungere all’elaborato di Danilo Taino.
Qui finalmente vi è di che leggere a proposito di Carroll Quigley, della Trilateral, del Bilderberg, del CFR e del Rhodes Scholarsip .
Si fa anche questione della moneta e dell’oro; del giocare sui tavoli opposti della politica che la tecnica fabiana ha dettato per le strategie di dominio.
Si pensi, ad esempio, ad Al Gore, impegnato contro il riscaldamento del pianeta e contro i demo-conservatori USA che conducono, cospirando, la loro politica di potere e danaro.
Si pensi anche alla figura di Jacques Attali e alla Commissione che porta il suo nome, tutto apparentemente enigmatico ma capace di dire da «sinistra» le cose da fare con la «destra».
Danilo Taino si esercita in interessanti considerazioni, come quando afferma che «Si trattava di trovare il sistema commerciale e quello finanziario migliori per accompagnare e sostenere gli interessi dell’impero britannico prima e poi della sua propaggine economico-finanziaria americana. Non erano un’ideologia astratta il liberismo negli scambi e la base aurea negli affari monetari: erano, più prosaicamente, le forme ideologiche che meglio difendevano e sostenevano gli interessi dell’impero britannico in quegli anni».

E a les angles indirizzo una considerazione: tra i molti indizi che suffragano l’ipotesi dell’esistenza di un Grande Complotto potrebbe esserci proprio questo: mentre gli USA sono impegnati in una sovraesposizione mediatica spesso in negativo, les angles, pur possedendo, in termini di potere euro-occidentale un enorme capacità, riescono a tenersi sufficientemente defilati, poco percepiti, gratificati da un elevato soft power (l’espressione è di Joseph Nye, «Il paradosso del potere americano», Einaudi)
grazie al quale, ad esempio, in Iraq, hanno sofferto, in termini di immagine, molto meno degli USA; e se non fosse per il senatore USA, Lyndon LaRouche che provvede a ricordarne le pesanti influenze nel mondo e negli stessi USA, les angles riuscirebbero a far pensare di sé l’abusato falsissimo ritornello di gentiluomini per vocazione.

Taino, tuttavia, applica un correttivo.
Si badi, dice: altro è elencare i misfatti, per quanto nefasti, di una intera casta di capitalisti (peggio, di capitalisti finanziari) altro è pretendere di cavare dalle loro macchinazioni elementi di prova a carico di un vertice, responsabile di un complotto, capace di scalare il mondo.
In altri termini, dice: guai a leggere la storia «attraverso la lente del complotto».
Insomma la questione sembra convergere sulla prova.

Effettivamente se il complotto fosse provato, il problema sarebbe risolto.
Ed allora, aspettarsi una prova documentale sarebbe come chiedere al reo di sottoscrivere la propria confessione.
E’ evidente che in un clima che fa del segreto la sua ragione di esistere, significherebbe volersi dare degli ostacoli quasi insormontabili e comunque costruire ipotesi o teorie necessariamente suscettibili di essere smentite.
Molti ricorderanno, ad esempio, di aver letto della vicenda Taxil il quale riuscì a dichiarare e smentire una gran massa di dati nel breve arco di pochi lustri.
Dunque anche la prova documentale, specie se collocata in regime di pieno controllo dei media da parte delle élite di comando, può essere messa in grado di non nuocere.
Resterebbero i fatti, le dichiarazioni, le coincidenze, le cause (prime, seconde, ecc.), le curiosità e così via.

Una simile casistica esporrebbe però il suo lato debole alla controversia dell’interpretazione.
Ed è questo l’ambiente entro il quale il complottista assolve al compito che si è dato, tentando di pervenire alla evidenza da cui scaturirebbe la verità.
Siamo nel vero, dicono, perché è evidente che se in testa ad un determinato soggetto si possono ascrivere una serie di curiosità, di dichiarazioni, di coincidenze, di rapporti ed interessi evidenti, può considerarsi provata la sua partecipazione al complotto.
Dunque ancora una volta si fa questione di prove.

In tale ambito ricordo che lo schema metodologico di ricerca che a me sembra più corretto, su cui anche gli scettici non possono che concordare, sia quello indiziario.
E’ pur vero che il concetto è stato preso in prestito dal nostro codice civile (dall’articolo 2729 che si trova appunto nel Titolo dedicato al regime delle prove e che prescrive al giudice di prendere in considerazione solo quelle presunzioni (o indizi) che siano state da lui giudicate «gravi, precise e concordanti»), ma è anche vero che il senso comune suggerisce che se un tale «espediente» può essere decisivo per gli esiti di un processo civile, a maggior ragione esso potrà essere utilizzato come metodo nella formulazione del giudizio ordinario, e anche nella attività conoscitiva della ricostruzione storica esercitata pure dai complottisti!
Occorre dire però che i complottisti non vanno confusi con i cattivi maestri, con coloro, cioè che a suo tempo furono colpiti dalla damnatio memoriae.

Costoro purtroppo costituiscono riferimento significativo solo per gli specialisti, come è accaduto Per Virion, De Villamarest, Coston, Moncomble, Cochin, Fay e agli altri molti scrittori che, vissuti in tempi lontani, rivelarono l’esistenza di complesse connessioni stabilitesi fra fatti individuali ed avvenimenti collettivi finalizzati al sovvertimento dell’ordine naturale secondo un disegno (il complotto) articolato e predefinito.
I complottisti, invece, sono coloro che hanno solo l’ardire di condividere le ipotesi dei cattivi maestri e di tentare di ripercorrere i tracciati da loro indicati; ai complottisti  viene rimproverato di volere immaginare che un avvenimento possa avere una doppia natura, una storica ed una ideologica, una oggettiva (da assumere nella sua letteralità) ed un’altra soggettiva (da assumere nella sua valenza semantica).
Il complottista, si dice, imprigionato com’è nel perimetro della sua visione d’insieme, addirittura arriva a spregiare il dato storico a vantaggio di una sua presunta valenza semantica.
In altri termini, un fatto assumerebbe la consistenza della tessera di un mosaico (il complotto) e la sua ragion d’essere apparirebbe necessitata, non casuale, né frutto di eterogeneità finalistica.
Per costoro un fatto nascerebbe come parte di un progetto occulto (il complotto) l’esistenza del quale andrebbe provata.

In questo senso credo che la prova possa essere raggiunta più agevolmente ed essere più credibile se l’indagine utilizza il procedimento indiziario, graduato secondo  gravità, precisione e concordanza del fatto con altri.
Ciò significa che resterebbero esclusi dall’indagine indiziaria molti fatti/curiosità, fatti non riscontrabili o fatti la cui concordanza appare approssimativa.
Facciamo l’esempio di Veltroni: partecipa ad una sola sessione del Bilderberg (quella del 1996); a distanza di circa dieci anni si impone sulla scena politica nazionale con i crismi della determinazione permanente.
E’ possibile stabilire un nesso fra il gruppo Bilderberg e l’eventuale presidente del consiglio?
Esistono fatti gravi, precisi e concordanti che ci consentono di affermare che il Gruppo Bilderberg un giorno potrebbe governare direttamente il nostro Paese?

Per il prosieguo mi atterrò allo schema, già più volte ricordato, offertoci da Honoré de Balzac che, da illustre martinista, scrisse: «Vi sono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che ci viene insegnata, la storia ad usum delphini e la storia segreta, ove troviamo le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa» (2).
Il martinisno, secondo Carlo Gentile, «è un ordine illuministico e sta fra la Massoneria e il mondo spirituale occulto: l’origine è naturalmente rosicruciana».
Il brano è riportato dal sempre prezioso Epiphanius (3).

E’ opportuno ricordare che, alcune pagine prima, l’autore aveva richiamato un altro brano particolarmente significativo «La Massoneria, che non è che una rivoluzione in azione, una cospirazione permanente contro il dispotismo politico e religioso, non s’è attribuita da sé i propri simboli…» (4).
Il brano è tratto da un volume fuori commercio (il cui frontespizio è riprodotto nel testo di Epiphanius) edito a Firenze nel 1945 che venne definito come «un documento ultrasegreto… destinato agli Alti Gradi Amministrativi dell’Istituzione» (5) da Padre Giantulli, (S.J.), profondo conoscitore del mondo massonico, sulla competenza, attendibilità del quale credo esistano pochi dubbi.

Il doppio piano di avvenimenti pensato da Balzac, e dunque il doppio piano di logiche, di fini, di strategie,  di strumenti, insomma, di realtà vere - ben diverse da quelle, dissimulatrici delle vere, che vengono ostentate quotidianamente dai media - costituisce a mio avviso il canovaccio autorevole da utilizzare nelle indagini «dietrologiche» e in quelle «complottiste».

Giuliano Rodelli

                                              


1) Ranieri Polese (a cura), «Il complotto. Teoria, pratica, invenzione», Guanda, 2007.
2) Honoré de Balzac, «Le illusioni perdute», New Compton, 2006 pagina 410.
3) Epiphanius, «Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia», Litografia Amorth s.d. pagine 71 e seguenti.
4) Ivi.
5) Ibidem, pagina 69 numero 87.


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Commenti  

 
# graziano 2008-03-24 18:25
Alla faccia del finirla con... non so perchè ma mi snto piu confuso di prima a riguardo. Comunque pieno di spunti interessanti. Approfondirò
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# U Kitipino 2008-03-24 19:05
Se non esistono complotti che senso hanno tutte le menzogne che ci rifilano i media?! La menzogna nasconde qualcosa, confonde, se ce le raccontano un perché ci sarà.
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# Renato 2008-03-24 20:52
A proposito di massoneria la saggezza popolare é utile strumento per comprendere in modo semplice: \"quando giudici, primari, professori, professionisti, politici, industriali si incontrano di nascosto in qualche casolare di campagna é solo perché lo vogliano mettere in quel posto agli altri. PUNTO\". La massoneria é niente altro che un\`associazion e di mediocri che da soli non sarebbero in grado di ottenere nulla, quindi si umiliano per arraffare quanto non gli spetterebbe. Non sono leoni,dunque, solo sorci...
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# aldo 2008-03-24 22:35
Perfettamente d\`accordo con Renato: l\`unico Grande Complotto che percorre tutta la storia dell\`umanità è quello dei potenti (sempre pochi, e neanche buoni) che cercano di fregare i poveracci (sempre tanti). Poi le forme nelle quali il complotto si esprime sono le più varie e fantasiose.
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# GiPi 2008-03-25 00:10
Non capisco come degli studiosi ed uomini di cultura in senso generale possano discettare di \"complotti\" e \"complottisti\" in senso generale, come se, falso uno, fossero falsi tutti gli altri. Cosa c\`è in comune tra la verità o meno dei Protocolli e quella della preparazione nelle logge della Rivoluzione francese, tra la pianificazione della Rivoluzione russa e l\`attentato del 9/11? Si può discutere se vi è un progetto comune, ma anche se vi sono in alcuni casi preparazioni occulte di un determinato evento o di una serie di eventi, ed in altri invece fatti occorsi per una fatalità storica frutto di situazioni storiche contingenti! Per quanto riguarda i grandi eventi, comunque, mi meraviglio anche di questo agnosticismo aprioristico verso ipotesi di qualsivoglia complotto, quando anche l\`ultimo pivellino della politica di un qualsiasi paesino italico sa di \"riunioni carbonare\"(gergo reale, udito dal sottoscritto con riferimento ad incontri segreti fra adepti di una determinata linea politica) per spodestare questo o quel segretario di partito. Visti gli interessi in gioco nei grandi eventi della Storia, e la spietatezza del gioco del potere (ma hanno letto Machiavelli questi storici?)avrei motivo di essere incredulo del caso contrario.
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# ANGELO CICCARELLA 2008-03-25 01:43
Da secoli gli uomini si illudono, con sottile ipocrisia, che il Potere dipenda dal possesso della verità. È vero il contrario. La verità dipende rigorosamente dal Potere. Niente si può sapere di ciò che deve restare ignoto. Si può dire di più, senza paura del paradosso: anche le cose note, notissime, rimangono accuratamente celate, prendono l
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# Bruno 2008-03-25 07:06
Siamo noi che abbiamo preso l\`abitudine di chiamare la storia un complotto. Ma la verità è che è tutto alla luce del sole...I fatti sono fin troppo evidenti ed eloquenti...
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# Rodolfo 2008-03-25 08:21
Quello che piu\` stupisce (o chiarisce ancor meglio) e\` la solerzia con cui studiosi ex marxisti (ed hegeliani in genere), si affrettano a smentire cio\` che hanno sostenuto per tutta una vita. Per altro, con la consueta supponenza. Semiologi e storici piuttosto raffinati pretenderebbero dalle masse eterodirette l\`ennesimo atto di fede nel proprio genio. E\` il solito fine che giustifica i mezzi del materialismo dialettico, o il controordine compagni, che poi e\` la stessa cosa. La Rivoluzione Mondiale piace ai rivoluzionari di \"destra\" e di \"sinistra\" - almeno ai piu \"illuminati\" - e va difesa con tutti i mezzi. E per chi non crede vale ancora il vecchio anatema di \"controrivoluzio nario\", ora riveduto e corretto come tutto il resto del dizionario. Ci spiegassero almeno a che servono i servizi segreti in un mondo cosi\` candido e senza macchia, oppure, perche\` 5 famiglie di superbanchieri sparse in mezzo mondo - note come \"finanza internazionale\ " - dovrebbero perseguire gli interessi nazionali di questo o quel paese, piuttosto che non i propri. Anche un fesso capirebbe che in un mondo la cui economia e\` globalizzata, anche la lotta per il Potere diviene globale. Se poi si convenisse sul fatto che la stessa internazionaliz zazione e\` sempre stato un fine comune di molte confraternite e movimenti, si dovrebbe ammettere che il fine ultimo e\` stato raggiunto. A meno che non si volesse intendere la Storia marxisticamente - come un surrogato di Dio o del Fato - dovrebbe essere piu\` facile intenderla come il susseguirsi di volonta\` umane ben precise. Ovviamente, in un mondo nel quale tutto e\` egualmente vero o falso, e\` molto piu\` facile il convincere che non quando esisteva una prevalente idea di Verita\`. E qui siamo al solito, e annoso, problema.
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# orsola 2008-03-25 09:36
Senta Dottore per mantenere in piedi gli interessi economici e politici ,bisogna complottare!Da che mondo è mondo i ricchi e di potenti hanno sempre cercato di sottomettere i deboli e sfruttarli!Poch i sono le persone di sani principi che hanno cercato di cambiare il mondo;infatti sono stati eliminati o cucito loro le bocche!
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# Michele 2008-03-25 11:50
Chi non vede complotti o è cieco o è stupido, o li copre.
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# basilio 2008-03-25 12:01
Per cercare di capire quale possa essere un modo corretto di intendere le \"cospirazioni\" ed i \"complotti\" è utile formarsi una rappresentazion e,sia pure schematica, delle forze in gioco.Da diversi decenni si è ragionevolmente ipotizzata l\`esistenza di \"cupole\" o centri di potere, che da molte parti si ritiene contigui o addirittura identici alla Massoneria(vedr emo poi i limiti ed i distinguo che tale identificazione richiede)in grado di \"pervadere\" il potere finanziario e quello politico onde indirizzarne le azioni verso i propri scopi. Tali \"scopi\" si intendono spesso-a mio avviso correttamente-identici a quelli identificati nel desiderio di dominio delle \"stirpi anglofone\": su questo esiste ampia ed esauriente letteratura, soprattutto ad opera di economisti (ricordiamo il \"Secolo Americano\" di G.Alvi e \"Conjuring Hitler how the West made the Third Reich\") Tuttavia questo \"livello\" non basta per una spiegazione esaustiva. Dietro c\`è il \"livello alto\" quello ove agiscono le vere \"forze cospirative\". Sono forze di carattere oscuro,demoniac o che agiscono onde impossessarsi dll\`evoluzione umana in questo mondo. Sui loro scopi ultimi qualcosa di illuminante lo ha detto l\`arte cinematografica - come nel caso della trilogia \"Matrix\" per tacere delle letteratura (si pensi all\`\"Anticristo\" di Solovieff). Tali forze interagiscono coi ritualismi di \"certe\" logge non necessariamente identiche alla Massoneria più o meno \"regolare\" i cui riti sono sovnte solo gusci \"vuoti\" -nei quali peraltro è possibile che si precipitino enti elementari perversi. E\` piuttosto quel \"qualcosa\" che è emerso ad es. con gli studi di Sutton e Millegan sugli S\`n\`Bon)laddo ve si vede con una certa chiarezza come si prepararano le \"basi\" per le azioni che poi \"irraggeranno\" planetariamente nei vari livelli di coscienza degli uomini e nei vari domini dell\`esistnza. Qui diviene fondamentale l\`avvelenament o psichico di singoli e masse: disinformazione (culto della menzogna),mater ialismo (in tutte le sue varianti, comprese quelle apparentemente \"religiose\"),nichilismo travestito da \"scienza\". paure (di ogni genere, da quelle stimolate dalle ricoorenti crisi finanziarie) ,abusi tecnologici immani grazie alle onde \"degradate\" (radio ed elettromagnetic he) \"incarnate\" negli strumenti audiovisivi e cibernetici, in cui spesso la pornografia la fa da padrona . Fino al delitto sistematico travestito da azione politica e/o umanitaria. Da qui il nasce la lotta per conseguire l\`inquinamento ,la deviazione e la paralisi delle nascenti forze spontanee di immaginazione-chiaroveggenza in molti individui a ciò predisposti,. E poi: fondamentalismi di ogni genere e culti \"strauss-schmittiani\" della logica \"amico-nemico\" ecc.... Ho condensato in poche parole ciò che altrove ho sviluppato per esteso, ma quello che mi preme mettere in luce è ora la possibilità degli antidoti che ci sono offerti. Se quanto detto è vero e lo scopo finale di ogni \"cospirazione\" è la conquista dell\`anima umana e del\`ambiente terrestre da parte delle forze oscure (una parte delle quali è paradossalmente formata da forze falsamente luminose come sa ogni studente di Scienza dello Spirito) le contromosse passano attraverso l\`educazione,i l rafforzamento e la spiritualizzazi one cosciente dell\`anima stessa. (e dei suoi mezzi espressivi: da qui l\`importanza attuale di veri \"siti dello Spirito\" sul web...) Per questo è basilare una disciplina interiore che sappia educare il Soggetto umano a fortificare soprattutto le tre forze dell\`anima: pensare,sentire ,volere . E\` fondamentalme ad esempio il non lasciarsi ingannare dalla quotidiana menzogna mediatica ( e siti come EFFEDIEFFE sono in questo preziosi alleati ) onde saper \"rettificare interiormente\" il falso in Vero, come importante è la coltivazione di una cosciente religiosità che sappia vincere il tarlo del fondamentalismo ed il complesso dell\`\"accerchiamento\ ". Questo per dire che se anche le forze oscure sono potenti ed organizzate per l\`uomo c\`è sempre aperta la possibilità di governare il processo e di rettificarlo, sia a livello individuale che a livello sociale, in quanto ogni positivo cambiamento del singolo non può non riversarsi positivamente su quanti lo circondano.
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# LICIO 2008-03-25 12:59
IL MONDO SI DIVIDE IN TRE CATEGORIE DI PERSONE...UN PICCOLISSIMO NUMERO CHE FANNO PRODURRE GLI AVVENIMENTI...UN GRUPPO UN PO\` PIU\` IMPORTANTE CHE VEGLIA SULLA LORO ESECUZIONE...E ASSISTE AL LORO COMPIMENTO... ED INFINE UNA VASTA MAGGIORANZA CHE GIAMMAI SAPRA\`CIO\` CHE IN REALTA\` E\` ACCADUTO...!
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# Paola Distilo 2008-03-25 15:36
Credo che chi neghi il complotto semplicemente abbia avversione per la parola; se dici \"golpe\" ci credono, anche senza carri armati, se dici P2 ci credono e diffondono la notizia, se dici \"complotto\" improvvisamente non ci credono e fanno gli scettici, come se il Male potesse venire sempre e solo dai militari o dai piduisti o da Gladio o da Borghese in pensione...a quello credono, forse ognuno crede a quel che vuole, ma davvero Umberto Eco può credere alla versione ufficiale sull\`11 Settembre? No sicuramente, ormai hanno fatto tante gaffes che non ci crede nemmeno chi lo vorrebbe disperatamente, intendo dire, chi ci ha provato seriamente a crederci, ma umberto Eco non userebbe mai la parola complotto perché ci è allergico, ne direbbe un\`altra e tanto se non è zuppa è pan bagnato, nel senso che siamo daccordo che la verità non l\`abbiamo saputa. E\` un gioco di parole, in altri tempi si sarebbe detto che chi dice complotto è di destra, chi dice golpe o P-qualcosa è di sinistra, chi dà la colpa ai finanzieri chi ai militari, chi ai petrolieri, ma è un pò di tempo che siamo usurati e stanchi, non vale la pena nemmeno di litigare, stiamo facendo come i capponi di Renzo.
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# Petrus 2008-03-25 17:22
I miei complimenti al sig. Giuliano Rodelli ed al suo interessante articolo. Da non sottovalutare gli interventi dei lettori, alcuni dei quali davvero pregevoli: l’analisi di Rodolfo e quella di Basilio (Jenne), giusto per citare qualche utile esempio. Mi permetto di aggiungere qualche umilissima considerazione : 1) Così San Gregorio Magno : “ è il caso di tenere conto che la finalità specifica della profezia non è di predire il futuro, ma di rivelare ciò che è occulto “ (Omelie su Ezechiele, 1). 2) Non si può disquisire di “complottismo” senza essere stati iniziati alla cosmo – politica, la quale non è fantasia letteraria di chi scrive, ma scienza artigiana e regale, concernente i misteri minori (antropologici) ed i misteri medi (cosmologici). 3) I Cattolici che s’accompagnano e partecipano attivamente al prezioso sito effedieffe, sanno che il Cristianesimo è la religione dei Tempi Ultimi. Urge un recupero dell’ Escatologia, impensabile senza un’adeguata preparazione spirituale. Gli ingenui, per quanto sinceri, potrebbero obiettare : “non abbiamo bisogno né dell’ Escatologia né del Profetismo, per scorgere occulte strategie di potere e di violenza“. Noi risponderemo : non basta semplicemente congetturare o magari, nel più fortunato dei casi, constatare una realtà di fatto. Occorre orientarsi ed orientare, cioè rimettersi alla scuola dei veri maestri e prendere in mano le sorti della propria anima e quelle dell’ Umanità (costituzione del nuovo popolo sacerdotale, regale e profetico). 4) La guerra occulta coinvolge le forze della Tradizione e quelle della Sovversione contro – iniziatica ed anti - tradizionale. Oggi più che mai lo scontro si rivelerà decisivo. Negare l’esistenza e l’attualità di questa battaglia cosmica equivale a negarne il fautore: Satana. 5) Quando la Chiesa docente tornerà a trasmettere, teurgicamente, il suo influsso spirituale alla Chiesa discente, il Cattolicesimo tornerà ad essere, vivere ed agire come tale, in tutto il suo splendore e la sua pienezza. A tutto lo staff di Effedieffe l’augurio di un buon lavoro. Petrus (agazos@tiscali .it)
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# sibilla 2008-03-25 22:21
i miei elogi a petrus di Olbia. condivido soprattutto la necessità di ricevere l\`iniziazione spirituale da un vero \"maestro\": tu l\`hai trovato? fermo restando ovviamente che il primo Maestro è lo Spirito Santo che agisce tramite Cristo, cioè il vero maestro è chi ti insegna la Caritas. \"Deus Caritas est\". Il grande mistero è tutto in quella parola divina e totalizzante, Caritas, è tutto lì. Potrei conoscere tutta la Sapienza ma a che cosa mi servirebbe se non sono stato capace di amare? E che cos\`è l\`Amore, ovvero la Caritas? Il profumo della Caritas è universale, tutti lo riconoscono, così come il fetore dell\`odio e della superbia spirituale
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# marco 2008-03-25 22:25
per petrus. Secondo te quali sono le forze della Sovversione e quelle della Tradizione? credo che il baluardo della Tradizione sia il cattolicesimo e della sovversione la massoneria e ai più alti vertici il luciferismo israelita
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# ANGELO CICCARELLA 2008-03-26 00:09
Questa è una storia come tante altre che si possono leggere oggi. Ognuno può leggervi una metafora di quello che sta accadendo oggi, sebbene sia una vecchia storia, ove potere temporale e autorità spirituale lottano per l\`egemonia globale. Dai club anglofoni ad alcune frange deviate della Chiesa cattolica. Ecco la trama. Una banda di nomadi fa la spola tra oriente e occidente vendendo illusioni e oroscopi nei mercati e prendendo ciò che il loro dio gli manda. Sono ingaggiati da ricchi mercanti orientali, i quali inoltre assumono al loro servizio, come ufficio ricerche, le persone più perfide e dalla funzione più inutile del mondo: i preti sofisti greci. L
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# Petrus (Olbia) 2008-03-26 13:18
Per Delfi (Sibilla), amico, ti ringrazio sia per gli elogi, sia per il tuo richiamo alla Carità. Fermo restando che il primo maestro è lo Spirito Santo che agisce tramite Cristo (tre volte divino maestro), ti confermo d
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