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Papa: Chiesa non sia ossessionata da gay, contraccezione, aborto
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Il direttore di «Civiltà Cattolica» padre Antonio Spadaro intervista Papa Francesco: «Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi» (pdf contenente l'intervista)

«Io vedo con chiarezza che la cosa di cui la Chiesa ha più bisogno oggi è la capacità di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli, la vicinanza, la prossimità. Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. È inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto. Curare le ferite, curare le ferite…  E bisogna cominciare dal basso».

È il cuore del messaggio contenuto nella lunga intervista (ben 29 pagine della rivista) che Papa Francesco ha concesso al direttore di «Civiltà Cattolica» padre Antonio Spadaro. Un colloquio di sei ore avvenuto il 19, il 23 e il  29 agosto. Jorge Mario Bergoglio traccia un identikit inedito di se stesso, che include anche le sue preferenze artistiche; analizza il ruolo della Chiesa oggi e indica le priorità dell’azione pastorale. 

Non insistere solo sui valori non negoziabili

«Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Questo non è possibile. Io non ho parlato molto di queste cose, e questo mi è stato rimproverato. Ma quando se ne parla, bisogna parlarne in un contesto. Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa, ma non è necessario parlarne in continuazione». 

«Una pastorale missionaria non è ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine da imporre con insistenza. L’annuncio di tipo missionario si concentra sull’essenziale, sul necessario, che è anche ciò che appassiona e attira di più, ciò che fa ardere il cuore, come ai discepoli di Emmaus...». 

«La Chiesa a volte si è fatta rinchiudere in piccole cose, in piccoli precetti. La cosa più importante è invece il primo annuncio: “Gesù Cristo ti ha salvato!”. E i ministri della Chiesa devono innanzitutto essere ministri di misericordia». «L’annuncio dell’amore salvifico di Dio è previo all’obbligazione morale e religiosa. Oggi a volte sembra che prevalga l’ordine inverso».

A proposito dei gay

«Dobbiamo annunciare il Vangelo su ogni strada, predicando la buona notizia del Regno e curando, anche con la nostra predicazione, ogni tipo di malattia e di ferita. A Buenos Aires ricevevo lettere di persone omosessuali, che sono “feriti sociali” perché mi dicono che sentono come la Chiesa li abbia sempre condannati. Ma la Chiesa non vuole fare questo. Durante il volo di ritorno da Rio de Janeiro ho detto che, se una persona omosessuale è di buona volontà ed è in cerca di Dio, io non sono nessuno per giudicarla. Dicendo questo io ho detto quel che dice il Catechismo. La religione ha il diritto di esprimere la propria opinione a servizio della gente, ma Dio nella creazione ci ha resi liberi: l’ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile». 

«Una volta una persona, in maniera provocatoria, mi chiese se approvavo l’omosessualità. Io allora le risposi con un’altra domanda: “Dimmi: Dio, quando guarda a una persona omosessuale, ne approva l’esistenza con affetto o la respinge condannandola?”. Bisogna sempre considerare la persona. Qui entriamo nel mistero dell’uomo. Nella vita Dio accompagna le persone, e noi dobbiamo accompagnarle a partire dalla loro condizione. Bisogna accompagnare con misericordia. Quando questo accade, lo Spirito Santo ispira il sacerdote a dire la cosa più giusta».

«La mia certezza: Dio è nella vita di ogni persona» 

«Chi oggi cerca sempre soluzioni disciplinari - ha affermato Francesco - chi tende in maniera esagerata alla “sicurezza” dottrinale, chi cerca ostinatamente di recuperare il passato perduto, ha una visione statica e involutiva. E in questo modo la fede diventa una ideologia tra le tante. Io ho una certezza dogmatica: Dio è nella vita di ogni persona, Dio è nella vita di ciascuno. Anche se la vita di una persona è stata un disastro, se è distrutta dai vizi, dalla droga o da qualunque altra cosa, Dio è nella sua vita. Lo si può e lo si deve cercare in ogni vita umana. Anche se la vita di una persona è un terreno pieno di spine ed erbacce, c’è sempre uno spazio in cui il seme buono può crescere. Bisogna fidarsi di Dio».

Dio è più grande del peccato

«Come stiamo trattando il popolo di Dio? Sogno una Chiesa Madre e Pastora. I ministri della Chiesa devono essere misericordiosi, farsi carico delle persone, accompagnandole come il buon samaritano che lava, pulisce, solleva il suo prossimo. Questo è Vangelo puro. Dio è più grande del peccato. Le riforme organizzative e strutturali sono secondarie, cioè vengono dopo. La prima riforma deve essere quella dell’atteggiamento. I ministri del Vangelo devono essere persone capaci di riscaldare il cuore delle persone, di camminare nella notte con loro, di saper dialogare e anche di scendere nella loro notte, nel loro buio senza perdersi. Il popolo di Dio vuole pastori e non funzionari o chierici di Stato. I vescovi, particolarmente, devono essere uomini capaci di sostenere con pazienza i passi di Dio nel suo popolo in modo che nessuno rimanga indietro, ma anche per accompagnare il gregge che ha il fiuto per trovare nuove strade».

La Chiesa è il popolo di Dio

«Il popolo è soggetto. E la Chiesa è il popolo di Dio in cammino nella storia, con gioie e dolori. Sentire cum Ecclesia dunque per me è essere in questo popolo. E l’insieme dei fedeli è infallibile nel credere, e manifesta questa sua infallibilitas in credendo mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il popolo che cammina... Quando il dialogo tra la gente e i vescovi e il Papa va su questa strada ed è leale, allora è assistito dallo Spirito Santo. Non è dunque un sentire riferito ai teologi... Non bisogna dunque neanche pensare che la comprensione del "sentire con la Chiesa" sia legata solamente al sentire con la sua parte gerarchica». E la Chiesa non va ridotta a «una piccola cappella che può contenere solo un gruppetto di persone selezionate. Non dobbiamo ridurre il seno della Chiesa universale a un nido protettore della nostra mediocrità». 

«Sono un peccatore»

Il Papa definisce se stesso «un peccatore». E ricordando la straordinaria immagine caravaggesca della vocazione di Matteo afferma: «Ecco, questo sono io: “un peccatore al quale il Signore ha rivolto i suoi occhi”. E questo è quel che ho detto quando mi hanno chiesto se accettavo la mia elezione a Pontefice». 

Per fare le riforme serve tempo

«Molti pensano che i cambiamenti e le riforme possano avvenire in breve tempo. Io credo che ci sia sempre bisogno di tempo per porre le basi di un cambiamento vero, efficace. E questo è il tempo del discernimento. E a volte il discernimento invece sprona a fare subito quel che invece inizialmente si pensa di fare dopo. È ciò che è accaduto anche a me in questi mesi».

«Ecco, invece diffido delle decisioni prese in maniera improvvisa - ha spiegato il Papa a "Civiltà Cattolica" - Diffido sempre della prima decisione, cioè della prima cosa che mi viene in mente di fare se devo prendere una decisione. In genere è la cosa sbagliata. Devo attendere, valutare interiormente, prendendo il tempo necessario. La sapienza del discernimento riscatta la necessaria ambiguità della vita e fa trovare i mezzi più opportuni, che non sempre si identificano con ciò che sembra grande o forte».

 

Perché uso un'auto modesta

«Il discernimento si realizza sempre alla presenza del Signore, guardando i segni, ascoltando le cose che accadono, il sentire della gente, specialmente i poveri. Le mie scelte, anche quelle legate alla normalità della vita, come l’usare una macchina modesta, sono legate a un discernimento spirituale che risponde a una esigenza che nasce dalle cose, dalla gente, dalla lettura dei segni dei tempi. Il discernimento nel Signore mi guida nel mio modo di governare».

Sono un indisciplinato... nato

Della Compagnia di Gesù, Francesco dice: «mi hanno colpito tre cose: la missionarietà, la comunità e la disciplina. Curioso questo, perché io sono un indisciplinato nato, nato, nato. Ma la loro disciplina, il modo di ordinare il tempo, mi ha colpito tanto».

Non vado nell'appartamento papale perché lì si entra col contagocce

«E poi - ha aggiunto - una cosa per me davvero fondamentale è la comunità. Cercavo sempre una comunità. Io non mi vedevo prete solo: ho bisogno di comunità. E lo si capisce dal fatto che sono qui a Santa Marta... Ho scelto di abitare qui, nella camera 201, perché quando ho preso possesso dell’appartamento pontificio, dentro di me ho sentito distintamente un “no”. L’appartamento pontificio nel Palazzo Apostolico non è lussuoso. È antico, fatto con buon gusto e grande, non lussuoso. Ma alla fine è come un imbuto al rovescio. È grande e spazioso, ma l’ingresso è davvero stretto. Si entra col contagocce, e io no, senza gente non posso vivere. Ho bisogno di vivere la mia vita insieme agli altri».

Carattere decisionista ma non sono di destra

«Nella mia esperienza di superiore in Compagnia... il mio governo all’inizio aveva molti difetti... Mi son trovato Provinciale ancora molto giovane. Avevo 36 anni: una pazzia. Bisognava affrontare situazioni difficili, e io prendevo le mie decisioni in maniera brusca e personalista. Sì, devo aggiungere però una cosa: quando affido una cosa a una persona, mi fido totalmente di quella persona. Deve fare un errore davvero grande perché io la riprenda. Ma, nonostante questo, alla fine la gente si stanca dell’autoritarismo. Il mio modo autoritario e rapido di prendere decisioni mi ha portato ad avere seri problemi e ad essere accusato di essere ultraconservatore. Ho vissuto un tempo di grande crisi interiore quando ero a Cordova. Ecco, no, non sono stato certo come la Beata Imelda, ma non sono mai stato di destra. È stato il mio modo autoritario di prendere le decisioni a creare problemi».

Voglio consultazioni reali, non pro forma

«Col tempo ho imparato molte cose. Il Signore ha permesso questa pedagogia di governo anche attraverso i miei difetti e i miei peccati. Così da arcivescovo di Buenos Aires ogni quindici giorni facevo una riunione con i sei vescovi ausiliari, varie volte l’anno col Consiglio presbiterale. Si ponevano domande e si apriva lo spazio alla discussione. Questo mi ha molto aiutato a prendere le decisioni migliori. E adesso sento alcune persone che mi dicono: “non si consulti troppo, e decida”. Credo invece che la consultazione sia molto importante. I concistori, i Sinodi sono, ad esempio, luoghi importanti per rendere vera e attiva questa consultazione. Bisogna renderli però meno rigidi nella forma. Voglio consultazioni reali, non formali. La Consulta degli otto cardinali, questo gruppo consultivo outsider, non è una decisione solamente mia, ma è frutto della volontà dei cardinali, così come è stata espressa nelle Congregazioni Generali prima del conclave. E voglio che sia una Consulta reale, non formale».

Così vedo la Curia

«I dicasteri romani sono al servizio del Papa e dei vescovi: devono aiutare sia le Chiese particolari sia le Conferenze episcopali. Sono meccanismi di aiuto. In alcuni casi, quando non sono bene intesi, invece, corrono il rischio di diventare organismi di censura. È impressionante vedere le denunce di mancanza di ortodossia che arrivano a Roma. Credo che i casi debbano essere studiati dalle Conferenze episcopali locali, alle quali può arrivare un valido aiuto da Roma. I casi, infatti, si trattano meglio sul posto. I dicasteri romani sono mediatori, non intermediari o gestori».

Collegialità e primato di Pietro

«Si deve camminare insieme: la gente, i vescovi e il Papa. La sinodalità va vissuta a vari livelli .Forse è il tempo di mutare la metodologia del Sinodo, perché quella attuale mi sembra statica. Questo potrà anche avere valore ecumenico, specialmente con i nostri fratelli Ortodossi. Da loro si può imparare di più sul senso della collegialità episcopale e sulla tradizione della sinodalità. Lo sforzo di riflessione comune, guardando a come si governava la Chiesa nei primi secoli, prima della rottura tra Oriente e Occidente, darà frutti a suo tempo».

La donna nella Chiesa e il «machismo in gonnella»

«È necessario ampliare gli spazi di una presenza femminile più incisiva nella Chiesa. Temo la soluzione del “machismo in gonnella”, perché in realtà la donna ha una struttura differente dall’uomo. E invece i discorsi che sento sul ruolo della donna sono spesso ispirati proprio da una ideologia machista. Le donne stanno ponendo domande profonde che vanno affrontate. La Chiesa non può essere se stessa senza la donna e il suo ruolo. La donna per la Chiesa è imprescindibile. Maria, una donna, è più importante dei vescovi. Dico questo perché non bisogna confondere la funzione con la dignità. Bisogna dunque approfondire meglio la figura della donna nella Chiesa. Bisogna lavorare di più per fare una profonda teologia della donna. Solo compiendo questo passaggio si potrà riflettere meglio sulla funzione della donna all’interno della Chiesa. Il genio femminile è necessario nei luoghi in cui si prendono le decisioni importanti».

Il Concilio e la messa antica

«Il Vaticano II è stato una rilettura del Vangelo alla luce della cultura contemporanea. Ha prodotto un movimento di rinnovamento che semplicemente viene dallo stesso Vangelo. I frutti sono enormi. Basta ricordare la liturgia. Il lavoro della riforma liturgica è stato un servizio al popolo come rilettura del Vangelo a partire da una situazione storica concreta. Sì, ci sono linee di ermeneutica di continuità e di discontinuità, tuttavia una cosa è chiara: la dinamica di lettura del Vangelo attualizzata nell’oggi che è stata propria del Concilio è assolutamente irreversibile. Poi ci sono questioni particolari come la
liturgia secondo il Vetus Ordo. Penso che la scelta di Papa Benedetto sia stata prudenziale, legata all’aiuto ad alcune persone che hanno questa particolare sensibilità. Considero invece preoccupante il rischio di ideologizzazione del Vetus Ordo, la sua strumentalizzazione».

Se uno ha una risposta per tutto, Dio non è con lui

«Se una persona dice che ha incontrato Dio con certezza totale e non è sfiorata da un margine di incertezza, allora non va bene. Per me questa è una chiave importante. Se uno ha le risposte a tutte le domande, ecco che questa è la prova che Dio non è con lui. Vuol dire che è un falso profeta, che usa la religione per se stesso. Le grandi guide del popolo di Dio, come Mosè, hanno sempre lasciato spazio al dubbio. Si deve lasciare spazio al Signore, non alle nostre certezze; bisogna essere umili. L’incertezza si ha in ogni vero discernimento che è aperto alla conferma della consolazione spirituale».

La dottrina non è un monolite da difendere

«Ci sono norme e precetti ecclesiali secondari che una volta erano efficaci, ma che adesso hanno perso di valore o significato. La visione della dottrina della Chiesa come un monolite da difendere senza sfumature è errata... Le forme di espressione della verità possono essere multiformi, e questo anzi è necessario per la trasmissione del messaggio evangelico nel suo significato immutabile».

Il pericolo della fede-laboratorio

«C’è sempre in agguato il pericolo di vivere in un laboratorio. La nostra non è una fede-laboratorio, ma una fede-cammino, una fede storica. Dio si è rivelato come storia, non come un compendio di verità astratte. Io temo i laboratori perché nel laboratorio si prendono i problemi e li si portano a casa propria per addomesticarli, per verniciarli, fuori dal loro contesto. Non bisogna portarsi la frontiera a casa, ma vivere in frontiera ed essere audaci».

«Quando si parla di problemi sociali, una cosa è riunirsi per studiare il problema della droga in una villa miseria, e un’altra cosa è andare lì, viverci e capire il problema dall’interno e studiarlo».

«Sono vivo grazie a una suora»

«Le frontiere sono tante. Pensiamo alle suore che vivono negli ospedali: loro vivono nelle frontiere. Io sono vivo grazie a una di loro. Quando ho avuto il problema al polmone in ospedale, il medico mi diede penicillina e streptomicina in certe dosi. La suora che stava in corsia le triplicò perché aveva fiuto, sapeva cosa fare, perché stava con i malati tutto il giorno. Il medico, che era davvero bravo, viveva nel suo laboratorio, la suora viveva nella frontiera e dialogava con la frontiera tutti i giorni. Addomesticare le frontiere significa limitarsi a parlare da una posizione distante, chiudersi nei laboratori. Sono cose utili, ma la riflessione per noi deve sempre partire dall’esperienza».

I Promessi Sposi sul comodino

«Ho amato molto autori diversi tra loro. Amo moltissimo Dostoevskij e Hölderlin. Di Hölderlin voglio ricordare quella lirica per il compleanno di sua nonna che è di grande bellezza, e che a me ha fatto anche tanto bene spiritualmente. È quella che si chiude con il verso "Che l’uomo mantenga quel che il fanciullo ha promesso". Mi ha colpito anche perché ho molto amato mia nonna Rosa, e lì Hölderlin accosta sua nonna a Maria che ha generato Gesù, che per lui è l’amico della terra che non ha considerato straniero nessuno. Ho letto il libro "I Promessi Sposi" tre volte e ce l’ho adesso sul tavolo per rileggerlo. Manzoni mi ha dato tanto. Mia nonna, quand’ero bambino, mi ha insegnato a memoria l’inizio di questo libro»

Il film di Fellini

«La strada di Fellini è il film che forse ho amato di più. Mi identifico con quel film, nel quale c’è un implicito riferimento a san Francesco. Credo poi di aver visto tutti i film con Anna Magnani e Aldo Fabrizi quando avevo tra i 10 e 12 anni. Un altro film che ho molto amato è Roma città aperta. Devo la mia cultura cinematografica soprattutto ai miei genitori che ci portavano spesso al cinema».

Andrea Tornielli

Fonte >  Vatican Insider


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Commenti  

 
# Giangiuseppe 2013-09-20 12:48
E' un po' strano 'sto Papa; però forse qualcuno lo stumentalizza. Di Spadaro non mi sono mai fidato. Leggo oggi su Avvenire: "Ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente ad essere abortito, ha il volto del Signore, che prima ancora di nascere, e poi appena nato ha sperimentato il rifiuto del mondo. E ogni anziano, anche se infermo o alla fine dei suoi giorni, porta in sé il volto di Cristo. Non si possono scartare!". Sono parole di papa Francesco che oggi ha ricevuto in Vaticano i ginecologi cattolici che partecipano all'incontro promosso dalla Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici.
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# EZIO 2013-09-20 13:05
Papa Bergoglio mi ricorda moltissimo il vescovo Myriel, cui sono dedicate le bellisime pagine iniziali dei "Miserabili". Uomini del genere esistono, e fanno parte da sempre della tradizione della Chiesa
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# Vitoparisi3 2013-09-20 13:30
Se l'insistenza sulle regole fisse deve essere considerata un ostacolo alla misericordia, allora perché le decisioni del Concilio Vaticano secondo, come la Messa in lingua corrente, questo papa le considera incontrovertibi li? Inoltre, questo papa definisce la liturgia per...il popolo; io sapevo che la liturgia cattolica, e "cattolica" significa "universale", la liturgia cattolica è per Dio, da amare sopra ogni cosa, persino al di sopra del popolo. Se questo papa "misericordioso" non ammette normative alimentari, è favorevole ai mattatoi "misericordiosi"? Se questo papa, incline alla misericordia, non contempla normative di abbigliamento, nega un'estetica a divinis? Se questo papa reputa secondarie le pratiche etiche, vuol dire che non dà importanza ai connotati di ordine morale? E' larga, comoda la strada in discesa della falcidia dei precetti nel nome della misericordia verso chi li viola, ma chi dovrà giocoforza riadottare i precetti, dopo di lui, per il vuoto che lui lascerà si troverà una strada erta e improba, perché la gente non vorrà facilmente una restaurazione; dimenticando le norme, al momento in cui un papa vero le reimporrà, i labili penseranno che questi stia inventando una religione..."nuova"...e non più autorizzata..
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# samaritano 2013-09-20 13:59
Per poter ben curare un ferito grave prima mi devo informare sulle sue esatte condizioni di salute, altrimenti rischio di far più male che bene!
Il "curare le ferite" non é una espressione che da sola dice già tutto, presuppone molte altre cose, conoscenze, informazioni e altro.
Almeno nei paesi sviluppati.
E penso che anche nella Chiesa prima di curare le ferite, il soccorritore andrebbe formato adeguatamente.
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# Fabio B 2013-09-20 14:55
Le considerazioni sul Concilio e la Messa Antica sono all'opposto di quelle di Benedetto XVI .....
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# cgdv 2013-09-20 16:25
Infatti non per niente lo hanno fatto... dimettere.
Giuliano
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# Guglielmo 2013-09-20 20:20
Bergoglio è un papa relativista e non mi piace neanche un po'. Sembra il fratello minore di Martini, gesuita come lui del resto.
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# Policarpo 2013-09-20 21:32
...una nuova chiesa...una nuova religione.
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# CESCO 2013-09-20 22:53
Questo Papa,è un Santo.E'un dono di misericordia del nostro Signore per noi,in questi tempi bui e di grandi tribolazioni.Ma come Gesù,viene criticato perchè chiede misericordia per i peccatori.Ma Gesù non ebbe misericordia anche dei suoi crocifissori?Non parlava anche con i publicani?E ai peccatori pentiti non gli rimetteva i peccati?Questo Papa parla sempre del peccato e della salvezza, come Cristo.Non fa distinzioni di peccatori,non preclude a nessuno la sua misericodia.Cosa deve fare come i maomettani che minacciano chi non la pensa come loro,ma Gesù non disse che se date il saluto solo ai vostri fratelli,cosa fate di straordinario? Non lo fanno anche i pagani?Infatti se amate solo quelli che vi amano quali meriti avete?non fanno così anche i pubblicani?
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# Lorenzo 2013-09-21 01:01
si deve condannare il peccato , non il peccatore...ma il peccato lo si deve condannare.
quando il papa chhiedera clemenza e misericordia verso i pedofili e i satanisti cosa diremo.
Al papa si obbedisce ma la critica se giunge dal cuore male non fa.
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# laviga 2013-09-21 03:52
dopo questa botta..la cura è sempre la stessa...solitudine,sile nzio,digiuno,ed il Sillabo di pio nono e isaia.

5-La Divina rivelazione è imperfetta e perciò soggetta a un continuo ed indefinito progresso,che corrisponde al progresso dell umana ragione.


2-Doversi negare ogni azione di Dio sugli uomini e sul mondo.

www.francocenerelli.com

L unico Onnipotente....

Ecco,oggi io faccio di te una città fortificata,una colonna di ferro e un muro di bronzo contro tutto il paese,contro i Re di Giuda,contro i suoi Principi,contro i suoi sacerdoti e contro i popoli del paese.

Geremia 1

Vi destino alla spada,cadrete tutti per strage,perchè quando ho chiamato non avete risposto,quando ho parlato non avete dato ascolto,ma avete scelto ciò che è male ai miei occhi e avete scelto ciò che mi dispiace

Isaia 65
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# Em 2013-09-21 18:05
La Chiesa non deve nemmeno essere ossessionata dalla povertà...
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# Guglielmo 2013-09-21 19:59
Bergoglio da buon gesuita è grande amico dei poteri forti massonici, dei rabbini ed è fautore del pensiero religioso unico. A Lampedusa ha chiamato "scià" (respiro, fiato) i musulmani e il problema più importante per lui sembrava essere il Ramadan. Desolante poi quella sceneggiata con l'altare fatto con la barca-carretta.
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# Policarpo 2013-09-21 21:42
Certo amare i nostri nemici è volontà di Nostro Signore, ma è pur vero che i nostri nemici vanno amati in Cristo, nelle verità, non nel loro essere mussulmani o idolatri o omicidi , adulteri, sodomiti etc.
Quali frutti spirituali bisogna attendersi da coloro che negano ferocemente l' Unità e Trinità di Dio? Per non parlare di alleanze non decadute.
All' adultera (e quindi a tutti gli adulteri) non fu detto "va' e non peccare più"?
Può darsi che questo Papa abbia molte virtù, ma sembra notevolmente difettare del loro auriga: la Prudenza.
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# Vitoparisi3 2013-09-22 13:37
Citazione Policarpo:
Certo amare i nostri nemici è volontà di Nostro Signore, ma è pur vero che i nostri nemici vanno amati in Cristo, nelle verità, non nel loro essere mussulmani o idolatri o omicidi , adulteri, sodomiti etc.
Quali frutti spirituali bisogna attendersi da coloro che negano ferocemente l' Unità e Trinità di Dio? Per non parlare di alleanze non decadute.
All' adultera (e quindi a tutti gli adulteri) non fu detto "va' e non peccare più"?
Può darsi che questo Papa abbia molte virtù, ma sembra notevolmente difettare del loro auriga: la Prudenza.

Cristo è simultaneamente Uno in Dio Padre e teologicamente distinto. Chi ha la grazia dell'intelligenza spirituale riesce a concepire tale concetto, anche a prescindere dalla sua confessione d'appartenenza a eventuali comunità. Cristo è e rappresenta la Volontà di Dio Padre, eppure Cristo prega il Padre. Al contempo, chi vede Lui vede il Padre. Credo che gli uomini di buona Volontà, e nella grazia del Dio Unico, possano accedere ai contenuti dei dogmi della fede, unica, Sua, che ciò sia in chiave mosaica, abramitica, mohammadiana o di Spirito Santo profetico. Tutto sta che essi accettino la Parola di Dio, Gesù, come il Messia.
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# frank10 2013-09-22 12:04
Cioè adesso la colpa se parliamo spesso di omosessualità, aborto o eutanasia è nostra??

Siamo in una società da una parte materialistica per favorire l'ateismo, dall'altra parte ancora una volta catara con il disprezzo della vita umana dalla nascita alla morte, con l'augurio dell' "amore" libero non procreativo (guarda caso l'omosex è perfetto), la distruzione perfino fisica del pianeta materiale in cui viviamo etc

Non si accorge che la stampa e i media mondiali, assieme a tutti gli Stati si sono mossi come un sol uomo per imporre a tutti questi nuovi "valori"?
Quindi, l'unica se pur flebile risposta può essere solo quella cattolica, dato che non si sente nessun altro alzare la voce.
E Bergoglio viene fuori a dire che è meglio non esagerare, altrimenti sembriamo fissati. Ma CHI, noi??

Lo sa chiunque che il messaggio da predicare è il Cristo e la sua salvezza e in questo è anche giusto averlo presente e focalizzarlo di più.
Ma non vedere il contesto storico in cui ci troviamo e invitare a zittire gli unici che ancora emettono un dissenso a questo mondo infernale che avanza indisturbato, mi sembra spaventoso!
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# Policarpo 2013-09-22 22:30
Grazie Vitoparisi, ma la lettura di Cristo in altre chiavi è sottilmente, pericolosamente letale, come afferma categoricamente Sant'Agostino: “In molti punti, gli eretici sono con me, in qualche altro no; ma a causa di questi pochi punti in cui si separano da me, non serve loro a nulla di essere con me in tutto il resto” (S. AUG., In Psal. 54, n. 19; PL 36, 641)."
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# Nova 2013-09-22 23:03
Ma che ci fa questo Bergoglio ? Dimenticato il precedente dei 'desaparecidos' ?
Prendete conoscenza del patriarca russo ortodosso Kirill II, classe 1946, e avrete soddisfazione proprio in merito a tutte le aberrazioni che la cupola mondialista ci sta imponendo con inaudita violenza tirannica e per le quali siete disorientati.

A Ratzinger hanno scagliato contro le Femen in piazza San Pietro e dopo un mese ha abdicato, a Berlusconi pure hanno scagliato contro le Femen ed è stato esautorato mentre a Kirill II hanno servito le Pussy Riots, candidate al Premio Nobel per la Pace.

E' Satana che se la ride
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# claudio 1974 2013-09-23 09:21
Dimmi: Dio, quando guarda a una persona omosessuale, ne approva l’esistenza con affetto o la respinge condannandola?”.
Risposta: la Bibbia ci di ce che la persona omosessuale non erediterà il regno di Dio
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# Guglielmo 2013-09-23 09:34
Pienamente d'accordo con Nova. Bergoglio rincorre le mode o in ogni caso non vi si oppone. E quando la chiesa si mondanizza si indebolisce e perde.
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# sivispacemparabellum 2013-09-23 15:02
Y ahora vamos todos a la leçon de bailo sur americana, se principia benedicendo il lancio des oppositores par areeo nel rio de la plata intonando "vamos a desaparecir compagneros".
Bergoglio es un papa muy mentiroso y tambien tanghero! Olé!
Ivan
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# mm 2013-09-24 14:13
Il papa emerito Benedetto XVI scrive a Odifreddi su Repubblica (e lo demolisce)

http://www.tempi.it/papa-emerito-benedetto-xvi-lettera-repubblica-odifreddi#.UkGOj85H45s
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# sivispacemparabellum 2013-09-25 17:36
Son estado facil profeta de sventura por la barba de Simon Bolivar!
Me resulta che lo gesuitas faran VERAMENTE una S.Messa bailada!
In questa manera non ce resta che far legna por preparar sani roghi purificator!
Lo Suizos, pueblo muy saggio y con cabçon funsionante, aveva justamente caciato a pedaton nel seder los gesuitas da la Confederation!
Ivan
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# Guglielmo 2013-09-26 09:21
Ringrazio la redazione per aver censurato parte dei miei commenti contenuti negli interventi precedenti, ed evidentemente ritenuti scomodi nella parte in cui ho aggiunto dei links.

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Nessuna premura in tal senso, nessuna bergogliade (non essnedo lei abbonato forse non ha potuto leggere l'ultimo articolo in merito....)

Le ricordiamo che non abbiamo l'obbligo di pubblicare commenti. Qui sotto 3 video che abbiamo visionato e sappiamo bene cosa rappresentano. Non ci prenda per ciechi o accecati.

http://www.gloria.tv/?media=500923

http://www.youtube.com/watch?v=hOyLzrOSBug&list=UUzFcWWdgHEBqQVIeNTHIwng&index=2

http://www.youtube.com/watch?v=LP-aCA6TB70&list=UUzFcWWdgHEBqQVIeNTHIwng&index=1

La redazione
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# mm 2013-09-26 09:42
per cercare di essere più compresi dal mondo contemporaneo si è è ottenuto paradossalmente l’effetto assolutamente opposto ovvero di non essere compresi da nessuno. Già… perchè le risposte sono soltanto due:
1 – o i comunicatori della Chiesa, ad ogni livello, non conoscono il significato comune di parole, espressioni idiomatiche o proposizioni. In questo caso dovrebbero soltanto mettersi a studiare…
2 – Oppure, e fa tremare solo il pensarlo, questi signori lo fanno apposta. Usano un linguaggio volutamente ambiguo perché non hanno il coraggio di proclamare apertamente la Verità e così sperano di dire ad ognuno quello che vorrebbe sentirsi dire. Ai credenti che bisogna convertirsi, agli atei che basta seguire la coscienza, ai gai che il loro comportamento non è giudicabile, ai divorziati che il Cristianesimo non è un insieme di precetti e via di questo passo.
http://blog.messainlatino.it/2013/09/i-risultati-del-linguaggio.html
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# Catholicum 2015-01-20 11:05
Papa Orgoglio, che si crede successore non vicario di Cristo. Tanti auguri pecorelle........
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