>> Login Sostenitori :              | 
header-1

RSS 2.0
menu-1
TUTTI |0-9 |A |B |C |D |E |F |G |H |I |J |K |L |M |N |O |P |Q |R |S |T |U |V |W |X |Y |Z

Archivio Articoli FREE

Paolo VI, Papa Francesco ed Eugenio Scalfari: il Problema Perenne
Stampa
  Text size
Pubblichiamo come giusto che sia anche l’opinione di Luigi Copertino sui gravosi dubbi che suscita l’attuale pontificato; un problema che, come ben vediamo, genera i pareri più disparati anche in ambito cattolico. Anticipiamo fin da ora che la EFFEDIEFFE edizioni, seguendo la linea editoriale che l’ha sempre contraddistinta, pubblicherà a breve dei contenuti autorevoli che non concordano con la tesi di Copertino e danno al contrario un’interpretazione completamente diversa di quanto abbiamo visto accadere nella Chiesa negli ultimi cinquant’anni e vediamo soprattutto accadere in questi ultimi mesi.

(Lorenzo de Vita)




Il 7 dicembre 1965, a chiusura del Concilio Vaticano II, Paolo VI così si esprimeva, ponendo un problema – il problema di sempre, come vedremo – sia alla Chiesa che al mondo: «La Chiesa del Concilio, sì, si è assai occupata, oltre che di se stessa e del rapporto che a Dio la unisce, dell’uomo, dell’uomo quale oggi in realtà si presenta: l’uomo vivo, l’uomo tutto occupato di sé, l’uomo che si fa soltanto centro d’ogni interesse, ma osa dirsi principio e ragione d’ogni realtà. Tutto l’uomo fenomenico, cioè rivestito degli abiti delle sue innumerevoli apparenze; si è quasi drizzato davanti al consesso dei Padri conciliari, essi pure uomini, tutti Pastori e fratelli, attenti perciò e amorosi: l’uomo tragico dei suoi propri drammi, l’uomo superuomo di ieri e di oggi e perciò sempre fragile e falso, egoista e feroce; poi l’uomo infelice di sé, che ride e che piange; l’uomo versatile pronto a recitare qualsiasi parte, e l’uomo rigido cultore della sola realtà scientifica, e l’uomo com’è, che pensa, che ama, che lavora, che sempre attende qualcosa, il “filius accrescens” (Gen. 49, 22); e l’uomo sacro per l’innocenza della sua infanzia, per il mistero della sua povertà, per la pietà del suo dolore; l’uomo individualista e l’uomo sociale; l’uomo “laudator temporis acti” e l’uomo sognatore dell’avvenire; l’uomo peccatore e l’uomo santo; e così via. L’umanesimo laico profano alla fine è apparso nella terribile statura ed ha, in un certo senso, sfidato il Concilio. La religione del Dio che si è fatto Uomo s’è incontrata con la religione (perché tale è) dell’uomo che si fa Dio. Che cosa è avvenuto? uno scontro, una lotta, un anatema? poteva essere; ma non è avvenuto. L’antica storia del Samaritano è stata il paradigma della spiritualità del Concilio. Una simpatia immensa lo ha tutto pervaso. La scoperta dei bisogni umani (e tanto maggiori sono, quanto più grande si fa il figlio della terra) ha assorbito l’attenzione del nostro Sinodo. Dategli merito di questo almeno, voi umanisti moderni, rinunciatari alla trascendenza delle cose supreme, e riconoscerete il nostro nuovo umanesimo: anche noi, noi più di tutti, siamo i cultori dell’uomo».

Chi ha vissuto quegli anni – lo scrivente era bambino nel 1965, aveva solo due anni, quindi non li ha vissuti ma li ha poi studiati e studiare con distacco emotivo gli eventi li rende forse più intellegibili – ricorderà sicuramente lo scossone che quelle parole, soprattutto quelle evidenziate in neretto, portarono dentro la Chiesa e nel mondo. Il Papa benediceva l’umanesimo moderno che la Chiesa aveva combattuto da secoli perché sostanzialmente ateo? Il Papa dichiarava che la Chiesa ha il culto dell’Uomo e non più quello di Dio? A molti sembrò così. Non saremo noi a negare che in quel momento, 1965, in Papa Montini, e nella Chiesa, forse una buona dose di illusione, nella evitabilità dello scontro tra Fede e umanesimo, c’era. Del resto il clamore mediatico, sempre facilone e superficiale, a queste conclusioni facilmente portava. Allo scrivente, tuttavia, non piacciono gli approcci superficiali, gli spot pubblicitari, la banalità giornalistica – sia di parte tradizionalista che di parte progressista – ma al contrario piace approfondire le questioni con tutta la problematicità con cui esse si pongono di fronte a noi, soprattutto nella prospettiva, l’unica che ci avvicina quanto più possibile alla sostanza delle cose, del riesame storico a distanza dei fatti.

Nel 1965, dunque, Papa Montini sembrava abbandonarsi ingenuamente all’ottimismo umanitario di quegli anni nei quali l’Occidente cresceva socialmente ed economicamente, nei quali sembrava che la povertà e gli atavici mali dell’umanità fossero ad un passo dall’essere sconfitti, nei quali la decolonizzazione in atto portava alla ribalta i popoli del terzo mondo che presentavano al vecchio e primo mondo il redde rationem storico dei suoi antichi misfatti. Un clima di ottimismo progressista imperava nei media e nelle coscienze, confondendo anche la cognizione storica dei decenni immediatamente precedenti: il fascismo, ad esempio, veniva derubricato a reazione antimoderna, e gli stessi fascisti finivano per accettare questo falso storico, sicché ci volle un Renzo De Felice per rimettere, storicamente parlando, le cose al loro posto e riportare il fascismo alla sua radice socialista, consentendo, quasi contemporaneamente, ad un filosofo della politica, come Augusto Del Noce, di inquadrare il fascismo nel novero delle ideologie tipiche della fase “sacrale” della scristianizzazione moderna. Un clima esattamente opposto a quello, pessimista, sfiduciato e nichilista, che invece, a distanza di quasi cinquant’anni, impera oggi. La sinistra all’epoca si illudeva di aver la vittoria in mano senza accorgersi che invece il vero trionfatore, la finanza apolide, andava imponendosi approfittando della desacralizzazione universale che la stessa sinistra favoriva. Lo avevano capito, ad esempio, un uomo di sinistra come Pier Paolo Pasolini ed un cattolico conservatore come il già citato Augusto Del Noce. All’epoca, che tanto nostalgicamente ancor oggi rimpiangono Walter Veltroni e Mario Capanna, quella del “Papa buono, di Krusciov e di Kennedy”, subentrò l’epoca, la nostra, dei Soros, dei Reagan, dei Mario Draghi, dell’austerità deflazionista e della disoccupazione di massa.

Tuttavia, approfondendo, come detto, le apparenti illusioni montiniane alla distanza che lo scorrere del tempo consente, si dovrebbe piuttosto giungere ad una conclusione più articolata ed ad un giudizio più ponderato. Montini non era affatto un ingenuo, uno facile ai facili ottimismi. Era invece un problematico. Avviandosi, infatti, a termine il suo pontificato chiosò – erano passati solo sette anni dal discorso di chiusura del Concilio Vaticano II – quanto in precedenza aveva affermato, quasi a precisare il suo vero pensiero. E fu una chiosa forte, che voleva anche essere una replica all’aggressione mediatica globale che egli subì quando con l’enciclica “Humanae Vitae” riconfermò la dottrina della Chiesa in difesa della vita umana contro le sperimentazioni pseudo-scientifiche e contraccettive che andavano in quegli anni diffondendosi. Papa Montini soffrì del disincanto, che fu anche di Maritain, verso un popolo di Dio il quale, certo per colpa anche dei suoi Pastori, non aveva affatto compreso che il farsi incontro all’uomo non significava abbracciare l’umanitarismo.

Il 29 giugno 1972, festa dei Santi Pietro e Paolo, nell’omelia “Resistites forte in fide”,  Papa Montini dichiarò pubblicamente la propria convinzione che: «… da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio. C’è il dubbio, l’incertezza, la problematica, l’inquietudine, l’insoddisfazione, il confronto. Non ci si fida più della Chiesa; ci si fida del primo profeta profano che viene a parlarci da qualche giornale o da qualche moto sociale per rincorrerlo e chiedere a lui se ha la formula della vera vita. E non avvertiamo di esserne invece già noi padroni e maestri. È entrato il dubbio nelle nostre coscienze, ed è entrato per finestre che invece dovevano essere aperte alla luce. Dalla scienza, che è fatta per darci delle verità che non distaccano da Dio ma ce lo fanno cercare ancora di più e celebrare con maggiore intensità, è venuta invece la critica, è venuto il dubbio. Gli scienziati sono coloro che più pensosamente e più dolorosamente curvano la fronte. E finiscono per insegnare: “Non so, non sappiamo, non possiamo sapere”. La scuola diventa palestra di confusione e di contraddizioni talvolta assurde. Si celebra il progresso per poterlo poi demolire con le rivoluzioni più strane e più radicali, per negare tutto ciò che si è conquistato, per ritornare primitivi dopo aver tanto esaltato i progressi del mondo moderno. Anche nella Chiesa regna questo stato di incertezza. Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza. Predichiamo l’ecumenismo e ci distacchiamo sempre di più dagli altri. Cerchiamo di scavare abissi invece di colmarli»

Papa Montini aveva già intuito l’esito “reazionario” e “neopagano” che la modernità avrebbe avuto nel post-moderno avendo essa sradicato dalla radice del Depositum Fidei i frutti storici e sociali del Cristianesimo che non possono vivere come tralci staccati dalla Vite: “Si celebra il progresso per poterlo poi demolire con le rivoluzioni più strane e più radicali, per negare tutto ciò che si è conquistato, per ritornare primitivi dopo aver tanto esaltato i progressi del mondo moderno”. Qui egli indicava nell’umanitarismo un’etica destinata a franare sotto gli impulsi dell’irrazionalismo che covava nel cuore stesso del razionalismo occidentale e che con la post-modernità è venuto a galla.

Già nel 1968 Paolo VI aveva parlato di una strana tendenza della Chiesa  all’autodemolizione e nello stesso anno aveva fatto, su suggerimento del vecchio ed ormai disincantato Maritain, quello de “Le paysan de la Garonne”, una pubblica professione di fede, il famoso “Credo del popolo di Dio”, nella quale aveva fortemente e con autorità magisteriale ribadito il dogma di fede. Tuttavia nel 1972 Papa Montini andò al fondo della questione e, nell’omelia del 29 giugno di quell’anno, si chiese per quali cause era avvenuto tutto questo. La risposta fu assolutamente in linea con la Verità cristiana: vi è stato l'intervento di un potere avverso. «Il suo nome è il diavolo, questo misterioso essere cui si fa allusione anche nella Lettera di San Pietro: Tante volte, d'altra parte, nel vangelo, sulle labbra stesse di Cristo, ritorna la menzogna di questo nemico degli uomini. (…). Crediamo – concluse il Papa – in qualcosa di preternaturale venuto nel mondo proprio per turbare, per soffocare i frutti del Concilio Ecumenico, e per impedire che la Chiesa prorompesse nell'inno della gioia di aver riavuto in pienezza la coscienza di sé. Appunto per questo vorremmo essere capaci, più che mai in questo momento, di esercitare la funzione assegnata da Dio a Pietro, di confermare nella Fede i fratelli».

Qualche mese dopo, il 15 novembre 1972, tornò sull’argomento nell’allocuzione “Liberaci dal male” affermando: «Quali sono oggi i bisogni maggiori della Chiesa? Non vi stupisca come semplicista, o addirittura come superstiziosa e irreale la nostra risposta: uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male, che chiamiamo demonio (...) Il male non è più soltanto una deficienza, ma un’efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa. Esce dal quadro dell'insegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta di riconoscerla esistente; ovvero chi ne fa un principio a sé stante, non avente esso pure, come ogni creatura, origine da Dio; oppure la spiega come una pseudo-realtà, una personificazione concettuale e fantastica delle cause ignote dei nostri malanni».

Intorno alla storia degli anni immediati del post-Concilio si è scatenato, da decenni, un chiacchiericcio, spesso stupidamente polemico, da donnette al mercato che non riescono ad andare al fondo della questione. Lo scrivente è sinceramente stufo di questo chiacchiericcio e, come diceva, preferisce esaminare la questione più a fondo. Non gli interessa affatto la polemica “Concilio sì, Concilio no”. Paolo VI, nei suoi discorsi sopra riportati, non metteva in dubbio il Concilio e non imputava ad esso la confusione ma allo spirito maligno che era riuscito ad intorbidire le acque. Su questa linea si è poi posto anche Benedetto XVI.

Quel che importa qui accertare è se Paolo VI avesse affermato una eresia nel discorso del 1965, poi apparentemente contraddetto dal quelli del 1968 e del 1972, oppure no. La Chiesa che ha il culto di Dio può avere anche il culto dell’uomo? Cosa si deve intendere con tale affermazione? Lo scontro tra Fede e umanitarismo è stato evitato oppure è inevitabile? Cosa intendeva dire Papa Montini nel 1965 a proposito di questo scontro?

Che la Chiesa, Arca di salvezza dell’umanità, da sempre – si badi: da sempre! – si preoccupi dell’uomo, del suo spirito come della sua anima e del suo corpo, non è una novità. Dio ha creato l’uomo per puro e gratuito Amore, potrebbe la Chiesa non amare l’uomo nello stesso momento in cui Essa odia il peccato? Se la Chiesa ha il culto di Dio, del Creatore, potrebbe Essa, ben precisato il senso ed il significato di una espressione come questa, non avere anche il “culto dell’uomo” che di Dio, unica creatura nell’immanenza, porta indelebile in sé l’Immagine e la Somiglianza, per quanto offuscate a causa del peccato?

La fede cristiana, sin dai tempi dell’insegnamento apostolico paolino che metteva in piena luce quanto già presente nel Vecchio Testamento (Paolo era stato zelante fariseo ma comprese per davvero la Rivelazione solo sulla via di Damasco), ha una visione “kenotica” della Presenza di Dio nella storia dell’umanità e delle varie culture. Si afferma che Dio si piega, si china, sulla creatura, per soccorrerla nella Sua Infinita Misericordia. Dio si svuota della Sua Divinità non nel senso che Egli la perde ma nel senso che Egli “fa spazio” in Sé alla creatura per accoglierla nel Suo Amore.

Questa visione, che ci viene dalla Rivelazione, è diametralmente in opposizione – tanti neopagani a destra come a sinistra dal loro punto di vista sottoscriveranno senza dubbio questa nostra osservazione – alla spiritualità soggiacente all’umanitarismo che rinvia all’idea prometeica dell’autocostruzione di sé, dell’autodeificazione. Per restare, ad esempio, sul versante “destro”un Evola, almeno quello filosofico dei “Saggi sull’idealismo magico” e della “Teoria e fenomenologia dell’Individuo Assoluto”, pone come unico vero l’io che deve autocostruirsi iniziaticamente la sua realtà sovrannaturale. Anche in Guénon sussiste un tale approccio – non a caso il francese distingueva tra iniziazione attiva e mistica passiva – benché egli, a differenza di Evola, ammette come altro da sé il Principio cui però l’io, che ne sarebbe solo una transeunte modalità decaduta e non una creatura partecipata ossia accolta, deve ricongiungersi esclusivamente con le sue forze, senza sperare in alcun soccorso dall’Alto, senza sperare nella Kénosi, nella Grazia salvifica.

Negli ambienti di un certo tradizionalismo cattolico, pseudo-controriformista, troppo chiusi in un riduttivo razionalismo teologico scolastico (che è un’offesa innanzitutto all’Aquinate, che razionalista non era!), si confonde tra queste posizioni, diciamo così “prometeiche”, che sono alla base del tradizionalismo esoterico evoliano e guenoniano come anche, per altri versi, dell’umanitarismo di segno progressista, e quelle che, invece, uniscono la speculazione mistica “forte” alla necessità della Grazia dall’Alto ed alla Kénosi di Dio, realizzata perfettamente solo in Cristo. In altri termini Evola e Guénon ritengono che in Cielo ci si vada auto-tirandosi per i capelli, i Mistici cristiani che ci si vada attraverso l’Amore Sacrificale di Cristo Dio-Uomo (nel senso dell’Adam Kadmon ebraico effettivamente incarnato nella Persona Umana di Gesù Cristo e, quindi, nella storia).

Le preoccupazioni di un certo tradizionalismo cattolico, ammalatosi di razionalismo teologico, derivano dal presunto pericolo che la mistica possa risentire di un carattere troppo “esoterico” ossia troppo simbologico e quindi della tendenza a sminuire, se non addirittura negare, la realtà storica del Mistero che agisce fino ad addirittura incarnarsi. In altri termini si accusa l’approccio mistico di troppo disincarnare il Cristianesimo riducendolo a simbolo, a mera spiritualità incorporea ed a-storica. Qui la questione è quella del rapporti tra la mistica (e la teologia) apofatica e la mistica (e la teologia) catafatica. Si tratta di due dimensioni di un’unica mistica (e di un’unica teologia) che troppo spesso erroneamente vengono contrapposte, in tal modo generando una manicheismo indebito. Il fatto è che certi autori insistono troppo su una concezione radicalmente apofatica di Dio per superarne, a loro giudizio, l’antropomorfismo catafatico, e giungono ad affermare l’impersonalità del Divino, invece di affermare, catafaticamente, che se Dio è Persona non significa affatto che Egli lo è come l’uomo (anzi è l’uomo ad essere solo la Sua immagine, limitata, nell’immanenza). L’“Io Sono Colui che Sono” dell’Esodo suona infatti più apofaticamente che non catafaticamente ma al tempo stesso afferma non l’impersonalità, non il “nulla”, il “non-essere”, ma la Personalità, sebbene misteriosa, infinita, inattingibile (a meno che Egli non si riveli alla creatura umana: ecco ancora la kénosi) di Dio. Questa differenza è fondamentale per distinguere tra gnosi “pura” e gnosi “spuria”, o, se si vuole, tra gnosi cristiana (abramitica) e gnosi non cristiana (non abramitica).

In proposito va notato che in Apocalisse, il Cristo-Verbo-Agnello si presenta come il Principio e la Fine, il Primo e l’Ultimo. Quasi a rivelare che in Lui il Tempo Storico lineare viene assunto nella circolarità del Tempo Sacro. Anzi del Tempo Sacro/Santo. Siamo, infatti, tra quelli che, con Julien Ries, sono del parere che la troppo radicale distinzione tra “santità” e “sacralità” sia solo una polemica ideologica: il Dio di Abramo è Santo, ossia radicalmente trascendente, ma al tempo stesso, in quanto Creatore, riflette la Sua Santità nel creato e così fonda la, derivata, sacralità del mondo (Francesco cantando del sole: “di Te, Altissimo, porta significatione”), da Lui amato e pertanto ontologicamente buono, anche se poi macchiato dal peccato, ossia dalla pretesa prometeica, dell’uomo. La pretesa  di Gen 3,5 “eritis sicut Dei”, che è il manifesto della gnosi negativa, luciferina, contrapposta alla Gnosi, alla Sapienza, del Dio creatore.

Ecco siamo, qui, finalmente giunti al “mistero grande”. A Paolo VI, che affermava che la religione del Dio che si è fatto Uomo e quella dell'uomo che si fa Dio non si sono scontrate ma incontrate, è stato rimproverato di aver accreditato l'umanitarismo. Ma, se si depone ogni spirito stupidamente polemico ed ogni arroganza ignorante delle cose e dei fatti, si può scorgere ben altro significato nelle parole pronunciate da Paolo VI nel 1965. Infatti, Papa Montini, fatte salve le ingenuità contingenti dell’epoca e del luogo – nella storia della Chiesa, infatti, ogni cosa deve essere letta sempre in una prospettiva che è anche Eterna –, in quell’occasione più che il compromesso impossibile tra Fede ed umanesimo ateo, ha voluto affermare che le promesse del’umanitarismo moderno (libertà, fratellanza, eguaglianza) non sono realizzabile se non vengono fondate in una prospettiva di fede. Sicché senza quel fondamento l’umanitarismo, come la postmodernità sta dimostrando, sprofonda nel nichilismo. Dunque, il discorso del 1965 di Paolo VI, se ben letto, si rivela non una peana illusorio alla modernità ma un richiamo al fatto che gli stessi valori della modernità non sono realizzabili senza la fede, che senza di essa quei postulati che la modernità ha preteso di fare propri, ma avulsi dalla Rivelazione, sono privi di ogni giustificazione. Perché mai devo amare il mio prossimo se non si ammette un Padre comune? E’ più facile odiare il prossimo, sentirlo, al modo di Sartre, come un impedimento, un ostacolo alla mia libertà assoluta, alla mia pretesa onnipotenza, se non si ammette di essere tutti, cattolici e non cattolici, creature di Dio-Amore.

Siamo davanti ad un grande problema storico e teologico che è riapparso anche nell'intervista che Papa Francesco ha concesso ad Eugenio Scalfari, apparsa su “Repubblica” del 1 ottobre scorso. Il tentativo, benché dissimulato, del Papa di solleticare una apertura religiosa di Scalfari sull'Essere si è scontrato con l'idea panteistica che il noto giornalista ha dell'Essere (che gli deriva, per sua ammissione, da Cartesio il quale per primo ha iniziato il cammino idealista della riduzione della realtà all'io pensante).

Sentiamo direttamente le parole dei due protagonisti della discussione in questione.

«… lei, laico non credente in Dio, in che cosa crede? – è Papa Francesco che qui porge le sue domande a Scalfari – Lei è uno scrittore e un uomo di pensiero. Crederà dunque a qualcosa, avrà un valore dominante. Non mi risponda con parole come l’onestà, la ricerca, la visione del bene comune; tutti principi e valori importanti, ma non è questo che le chiedo. Le chiedo che cosa pensa dell’essenza del mondo, anzi dell’universo. Si domanderà certo, come tutti, chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Se le pone anche un bambino queste domande. E lei?».

«Le sono grato di questa domanda – risponde Scalfari – … io credo nell’Essere, cioè nel tessuto dal quale sorgono le forme, gli Enti».

Il credo scalfariano – perché esso è un “credo”, una “religione” (ricordate il Paolo VI del 1965 che sottolineava il carattere “religioso” dell’umanitarismo) – è chiaramente panteistico, appartiene a quella che abbiamo definito “gnosi spuria” per distinguerla da un’altra Gnosi, pura, che è la Rivelazione, la Sapienza di Dio (1).

Infatti poco più in là, Scalfari precisa: «L’Essere è un tessuto di energia. Energia caotica ma indistruttibile e in eterna caoticità. Da quell’energia emergono le forme quando l’energia arriva al punto di esplodere. Le forme hanno le loro leggi, i loro campi magnetici, i loro elementi chimici, che si combinano casualmente, evolvono, infine si spengono ma la loro energia non si distrugge. L’uomo è probabilmente il solo animale dotato di pensiero (…) ma aggiungo che contiene anche dentro di sé una risonanza, un’eco, una vocazione di caos».

Qui il nucleo profondo di irrazionalismo che la cultura razionalista di Scalfari cova dentro di sé emerge con chiarezza: alla base di tutto c’è il caos, il mondo non è buono ma disconnesso, quindi malvagio, negativo, non ontologicamente amabile. Questi sono echi antichi di quella gnosi spuria, luciferina, alla quale facevamo riferimento.

Scalfari è, come chiunque, homo religiosus, perché l’essere umano è stato fatto per essere strutturalmente aperto al Mistero. Solo che laddove l’uomo non accetta la Rivelazione finisce per costruirsi il suo personale credo, anzi per accedere all’antirivelazione, alla religio luciferina che sin dagli albori della storia si è offerta come perenne tentazione all’umanità. Questa falsa gnosi afferma, insieme all’eternità benché cangiante del mondo in quanto essa nega l’ex nihilo ontologico (attenzione: ontologico e non temporale!), la sostanziale autodivinità dell’uomo quale parte del Tutto. La salvezza sta nello scoprire questa divinità del Tutto per dissolversi in essa. Una prospettiva che però inevitabilmente porta alla disperazione del Nulla, come l’evidente sofferenza esistenziale che traspare dal volto, dagli atteggiamenti e dal tono di voce dello stesso Scalfari, privo, come si capisce da quel che dice, di ogni speranza, anche di ogni speranza nelle capacità di bene dell’uomo, sta lì a dimostrare. Triste esito antiumano dell’umanesimo ateo.

«Osservo dal canto mio – la risposta di Papa Francesco – che Dio è Luce che illumina le tenebre anche se non le dissolve e una scintilla di quella Luce divina è dentro ciascuno di noi. (…) la nostra specie finirà ma non finirà la Luce di Dio che a quel punto invaderà tutte le anime e tutto sarà in tutti».

La prospettiva di Papa Francesco, che cita senza dirlo l’Apocalisse, una prospettiva dunque fondata sulla Rivelazione, gli consente, a differenza di Scalfari, di affermare che il Tutto ha una ben diversa fisionomia ontologica. Non un Tutto impersonale e panteistico ma, al contrario, un Tutto Personale. Persona apofatica la Quale, però, si rivela catafaticamente, che dunque è Altra dagli enti, la cui Luce sarà alla fine della storia in tutti.

Ma la scelta che Scalfari ha fatto per l’antirivelazione non gli permette di acconsentire alla prospettiva di Papa Francesco. Perché alla radice di tale scelta, al di là di qualsiasi pur evidente tormento e di qualsiasi problematicità di atteggiamento, c’è soltanto l’orgoglio prometeico per il quale è troppo “devozionale” far dipendere la propria salvezza dall’Amore di un Altro. Ed, infatti, Scalfari, richiamando quanto il Papa ebbe a scrivergli in precedenza in una lettera, così replica: «… “tutta la luce sarà in tutte le anime”, il che – se posso permettermi – dà più una figura di immanenza che di trascendenza».

Scalfari cerca di piegare la Verità rivelata al suo antropocentrismo attraverso il “pervertimento” del significato delle parole e delle idee teologiche con le quali quella Verità si è comunicata all’uomo. L’uomo, infatti, dotato di ragione ha bisogno anche del discorrere razionale per avvicinarsi ad Essa benché nell’umiltà, che spesso manca anche ai rigoristi della fede, dell’impossibilità di cosificarLa, di costringerLa in troppo angusti schemi solo razionali. In altri termini Scalfari, inconsapevole, usa lo stesso metodo che nel Genesi ci è raccontato del Tentatore. Il quale, appunto, –  si vada a rileggere bene e con attenzione quei passi biblici (2) – non procede negando apertamente la Verità rivelata ma insinuando una diversa sua esegesi.

Qui sta il mistero del peccato originale, che è la perenne tentazione del cuore umano: “eritis sicut Dei”. L'umanesimo ateo, che è espressione del panteismo teologico, afferma proprio questa pretesa auto-divinità dell'uomo. Il Cristianesimo invece vuole donare all’uomo la deificazione per Grazia, per dono d'Amore, che è l’unica, autentica, possibilità per l’essere umano di deificarsi a patto, però, che riconosca di essere una umile e limitata, ma amatissima, creatura. Questo ostacolo, costituito dalla “perenne” tentazione del peccato originale, si frappone da sempre, ed in ogni epoca, tra la Chiesa ed il mondo, inteso, quest’ultimo, nel senso di luogo della prova, dell'incertezza e della cerca. L'ostacolo del peccato si frapponeva anche quando la società era, almeno nominalmente, cristiana ma, appunto per questo, non meno peccatrice. Infatti l’ “eritis sicut Dei” non è una nozione teologica o filosofica. E’, molto più seriamente, una realtà ontologica che si palesa nel nostro cuore costantemente e che ci porta all’egoismo autoreferenziale dal quale derivano tutti i peccati. Quando manchiamo di carità, quando ci diamo alle maldicenze verso il prossimo, quando commettiamo adulterio – anche semplicemente nel cuore come ci ha rivelato Nostro Signore –, quando truffiamo qualcuno, quando offendiamo l’altro, quando commettiamo atti impuri alla ricerca del proprio piacere usando senza amore la donna o l’uomo con cui abbiamo rapporti sessuali, è sempre l’ “eritis sicut Dei” che agisce in noi.

Tuttavia il cuore dell'essere umano, se egli si pone seriamente di fronte al mistero di sé che rimanda al Mistero di Dio, è sempre capace di accogliere, magari, a differenza di Paolo folgorato sulla via di Damasco, con gradualità, la Luce che lo porta a scoprire la Verità che l’ostacolo del peccato gli impediva di vedere. Questo impone al cristiano, a ciascun cristiano, di essere missionario e quindi – rivestito paolinamente dell’armatura della fede ossia con l’aiuto di Dio – di interloquire con chiunque. Anche con Scalfari o, come ha fatto il Papa emerito Benedetto XVI, con Odifreddi (3). Se necessario, forzando le proprie umane antipatie. Lo scrivente ad esempio non ha affatto simpatie per il matematico torinese, ma non per questo non ha apprezzato il gesto di Papa Ratzinger. Un gesto paterno, sia nel senso del padre che rimprovera sia nel senso del padre che ama il figlio benché scapestrato.

Papa Francesco, nonostante abbia negato la volontà di convertire il suo interlocutore, ha evidentemente sperato, e pregato, affinché la Luce si faccia strada nel cuore di Scalfari. Lo si capisce chiaramente dalle parole usate nell’intervista, tutte tese a provocare nell’interlocutore ateo un moto di apertura, almeno problematica, almeno possibilista, alla Trascendenza. Non è dovere di ogni cristiano operare e pregare per la conversione, magari in punto di morte, del miscredente? E a tal fine –  nonostante l'inutilità apparente del dialogo tra chi dell’Essere riconosce la trascendenza e chi crede che sia solo immanente – è meglio condannare o invece provare la medicina della Misericordia? Attenzione, però! Misericordia ma senza recedere di un millimetro dalla Verità di Fede. Questo è stato lo sbaglio di tanti cattolici postconciliari: credere che aprirsi al peccatore fosse farsi simile a lui gettando via dogma e vita ecclesiale. Tuttavia a questo sbaglio non si rimedia con i rigorismi, vecchi o nuovi. La Misericordia di Dio è la Sua Pazienza. Dio è paziente, con l’uomo, perché ha accettato di patire – pazienza da patior – per lui. Sicché se Dio sopporta, patisce, per il peccatore, chi siamo noi per inalberarci nell’orgoglio del rigorista che è lo stesso orgoglio del fariseo della parabola il quale si sentiva, a cospetto del pubblicano penitente, puro e giusto agli occhi dell’Eterno, mentre invece proprio il suo orgoglio si frapponeva tra lui e l’Altissimo laddove l’umiltà del pubblicano andava, al contrario, aprendo il Cuore del Signore verso il peccatore.

Molti neo-convertiti, trascinati dall’attuale neorigorismo di ritorno sull’onda del “cristianismo” politico e del liberismo luteranamente austero, rischiano oggi uno sbandamento “zelota” per eccesso, come spesso capita ai neofiti, di zelo mal riposto. Certe volte sembra che l’antico errore donatista continui, nonostante Agostino d’Ippona, ad imperversare in certi settori ecclesiali, quelli più sensibili alle sirene conservatrici che propagandano scontri di civiltà e disprezzano il derivato sociologico della Carità cristiana che è la “socialità” umana. Ecco perché è rincuorante, per la Chiesa, in questo momento sentire ancora una volta, a distanza di centoventi anni dal fulgido insegnamento di Leone XIII (Papa pre-conciliare, cari tradizionalisti senza memoria storica!), un altro Papa coerentemente desumere, nell’intervista in argomento, dalla Verità di Fede un chiaro ammonimento contro il liberismo ed a favore della socialità la cui tutela, come per l’appunto insegnava Papa Pecci, è affidata allo Stato non più neutrale in economia. «Personalmente penso – ha dichiarato Francesco I a Scalfari – che il cosiddetto liberismo selvaggio non faccia che rendere i forti più forti, i deboli più deboli e gli esclusi più esclusi. Ci vuole grande libertà, nessuna discriminazione, non demagogia e molto amore. Ci vogliono regole di comportamento ed anche, se fosse necessario, interventi diretti dello Stato per correggere le disuguaglianze più intollerabili».

Che Papa Francesco possa suscitare perplessità per la sensibilità di certi cattolici non abituati al “fuoco” del Cattolicesimo latino-americano, così popolare, così mariano, così missionario, così “ispanico”, è evidente. Perplessità le ha, inizialmente, suscitate anche nello scrivente, benché per cose di secondo piano. Ad esempio quando alla croce d'oro ha preferito quella di ferro. Lo scrivente, in quell’occasione, non è stato l’unico a pensare che Bergoglio dimenticava il significato teologico e liturgico dell’oro quale simbolo della Gloria di Dio. Un significato che non ha nulla a che vedere con il concetto economicistico, dunque moderno, del valore di scambio del metallo giallo. Una confusione tra valore simbolico e valore economico che rivelava una accettazione, sicuramente inconsapevole, di certi schemi culturali imposti dalla modernità. Però, al tempo stesso, ad un amico al quale confidava tale perplessità, lo scrivente faceva notare che anche Isabella La Cattolica preferì la corona di solo argento, anziché d'oro, per umiltà di regina di fronte al Re del Cielo e della Terra, l’Unico degno di portare la corona d'oro benché fatta di spine.

Perplessità che tuttavia sono state poi dissiapte. Un po’ alla volta si fece più chiaro quale fosse il pensiero di Papa Bergoglio. Sul tema della “Chiesa povera”, per restare in argomento. Se inizialmente sembrò un richiamo “pauperistico” e perciò utopistico, in realtà – forse alcuni hanno iniziato a capirlo solo in questi giorni della sua visita ad Assisi dove ha distinto tra “mondanità” perenne tentazione per la Chiesa ed uso dei beni materiali – Papa Francesco non ha mai invocato lo smantellamento dei beni ecclesiastici. Egli invece va invocando la povertà ecclesiale ossia quella dei membri della Chiesa e sopratutto della gerarchia. Le ricchezze della Chiesa, infatti, sono, insieme ai mezzi per mandare avanti le innumerevoli iniziative di carità per “sfamare gli affamati, dissetare gli assetati, vestire gli ignudi”, le chiese, le abbazie, le opere d'arte: tutto quel che nei secoli di grande e di bello la Chiesa ci ha donato. Sono i sacerdoti e gli abati (e i laici) a dover praticare la povertà personale, per dare esempio, anche quando, e soprattutto se, sono al tempo stesso detentori di beni templari, liturgici ed artistici. I quali, del resto, – questo è il punto – non sono cose loro ma di Dio ed al servizio della Gloria di Dio. Nella Chiesa, Maestosità ed Umiltà di Dio si danno sempre congiuntamente, mai contraddittoriamente.

Detto questo però bisogna aggiungere che se lo stracciarsi le vesti viene (è il caso anche di molti cattolici) da chi confonde tradizionalismo e liberismo, da chi mette insieme fede e capitalismo, Dio e globalizzazione finanziaria, ben venga, allora, una scossa come quella che Papa Bergoglio sta dando alla Chiesa: se non altro per ricordare, a coloro che confondono Tradizione e conservazione delle iniquità sociali, che nel XIX secolo, e per buona parte del XX, i cattolici intransigenti erano su posizioni anti-liberali, in politica, ed anti-liberiste, in economia, e non solo, dunque, anticomuniste. Don Bosco faceva il prete sindacalista, certo in modo squisitamente cristiano, per tutelare i suoi ragazzi quando li affidava come apprendisti a qualche imprenditore nella Torino della borghesia liberale ed affaristica di Cavour e soci. Il mondo, oggi, si sta nuovamente riempiendo di tante e tanto grandi ingiustizie sociali, persino nelle nostre contrade dove credevamo di averle definitivamente superate. Sicché se a difendere i poveri, i disoccupati, i lavoratori, i padri e le madri di famiglia che non riescono più a sfamare o assicurare un futuro ai figli, perché la finanza apolide e globale così ha deciso, rimane solo il Papa, come già fu nel XIX secolo, la Chiesa non solo ne guadagnerà di immagine ma dimostrerà quel che Essa è sempre stata ossia l’unica vera Madre protettrice della povera gente. Lo scrivente non è scandalizzato affatto da tutto questo, anzi è ancor più orgogliosamente cristiano e non può che gioire se tanto fariseismo e moralismo ipocrita vengono messi a nudo anche fra i cristiani.

Qualcuno sembra lamentarsi del protagonismo di Papa Francesco e lo accusa di dare l’impressione che la Chiesa sia cosa sua, in quanto dichiara un giorno sì e pure l’altro di volerla riformare. Sì, è vero: la Chiesa non è del Papa. Eppure come non ricordare che quando lo diceva Benedetto XVI molti tradizionalisti contestavano, anche su questo argomento, quell'umile studioso seduto sul soglio di Pietro. La Chiesa è del Signore, su questo non ci sono dubbi. Bergoglio ha un carattere esuberante come ogni latinoamericano. Ma chi lo critica per il suo presunto protagonismo dimostra di non conosce affatto la storia della Chiesa. Che dire, infatti, di un Gregorio VII che ha riformato la Chiesa del suo tempo con metodi da “padrone”? Il Signore lo ha assistito fino a quando si è trattato di riaffermare la Libertas Ecclesiae, non senza, però, lo scotto di una  clericalizzazione mai in precedenza impostasi in modo così forte a discapito del laicato che  usciva, dalla Riforma gregoriana, alla stregua di una massa senza alcun diritto di partecipazione, pur nel rispetto dei distinti ruoli, alla vita ecclesiale: e si badi che prima di Papa Ildebrando non era così!. Tuttavia quando Gregorio cercò di imporre una teocrazia anche temporale, il Signore lo lasciò affondare nel suo orgoglio. Politicamente il Pontificato di Gregorio naufragò nel disastro più totale ed egli morì esule a Salerno. La Chiesa lo ha, poi, canonizzato ma non per il suo disegno teocratico dettato solo, complice la mentalità del tempo, da un’errata prospettiva umana. Sarà così anche per Papa Bergoglio: sarà assistito nei momenti cruciali ed in quanto Papa, non in quelli nei quali, diciamo così, dovesse prevalere Giorgio Mario su Francesco.

Nessuno dei suoi detrattori ha, però, notato il racconto che Papa Francesco ha fatto, anche nell’intervista con Scalfari, di quanto gli è occorso nel momento della sua elezione, di quando era confuso ed ansioso di fronte alla prospettiva di diventare Pontefice e di come, chiusi gli occhi e invocato nel cuore il Signore, immediatamente una Pace ed un Luce non umane sono scese nel suo intimo. Ora, chi ha anche solo un po’ di dimestichezza con gli autori mistici non può non riconoscere – con buona pace di tutti i sedevacantisti ed i lefreviani riluttanti ad aprire a Roma – nell’esperienza vissuta da Bergoglio, al momento dell’elezione, l'azione dello Spirito Santo, che, appunto secondo la testimonianza dei mistici, apporta Pace e Luce. Negli scritti di tutti i mistici cristiani, gente vissuta in epoche e luoghi del tutto diversi e senza dunque alcun contatto interpersonale, il criterio di discernimento, sul piano dell’esperienza spirituale e psicologica, tra ciò che viene da Dio e ciò che viene dal demonio è esattamente questo: Luce e Pace scendono dal Cielo, turbamento, depressione e irrequietezza dal preternaturale luciferino.

Papa Bergoglio è poco attento alla liturgia – quando, però, Benedetto XVI faceva i suoi sovrumani sforzi per armonizzare la compresenza dell’antica e della nuova liturgia i tradizionalisti rigoristi e radicali gli davano addosso – ma ha anche sempre difeso l’eucaristicità della Chiesa, ha sempre distinto, secondo le sue medesime parole, la Chiesa dalle ong.

La prospettiva della Chiesa nell’era di Francesco I, a giudizio dello scrivente, è squisitamente “apocalittica”, nel senso proprio della parola ossia “rivelatrice”. Il Signore, e non dal Vaticano II ma sin dalla Pentecoste, sta progressivamente guidando la Chiesa alla scoperta ed alla sempre più profonda comprensione della Sua Misericordia, promessa prima della Sua Giustizia. Negli ultimi secoli c’è stata, in parallelo allo svelarsi del mistero di Maria nella Chiesa – l’apocalittica Donna vestita di sole le cui apparizioni costellano la vita ecclesiale con intensità sempre più forte a partire dalla modernità –, una accelerazione della comprensione cristiana della Misericordia di Dio. Un esempio è suor Faustina Kowalska, la mistica polacca del XX secolo. Il Signore le ha rivelato che questo è il tempo della Misericordia, poi verrà il tempo della Giustizia. Chi non vorrà passare per la porta della Misericordia dovrà passare per quella della Giustizia. Si tratta di una prospettiva squisitamente biblica. Per convincersene basta fare il confronto con gli episodi del Diluvio dal quale la Misericordia di Dio salva Noé, l’unico che aveva trovato giusto ai Suoi occhi, o con quello di Abramo che supplica di risparmiare Sodoma e Gomorra se vi si fossero trovati anche pochi giusti o, ancora, con l'intera storia veterotestamentaria dei profeti inviati da Dio per mettere in guardia Israele prima che il Signore lo abbandonasse alla mercé di eventi come deportazioni e conquiste straniere. E’ convinzione dello scrivente che se i Papi e la Chiesa da qualche secolo (i santi tuttavia hanno testimoniato l'Amore di Dio in ogni epoca e non solo di recente) vanno sempre più ponendo l’accento sulla Misericordia di Dio, questo rientra in questo disegno nel quale, stando alla mistica polacca, la Misericordia prelude al momento, che verrà, della Giustizia. Un pontificato come quello di Giovanni Paolo II, la cui teologia era così impregnata dalla spiritualità della Divina Misericordia al punto da aver dedicato ad Essa una delle sue prime encicliche, la “Dives in Misericordia”, rientra perfettamente nella logica di questo disegno. Secondo alcuni il Pontificato di Papa Wojtila sarebbe stato persino annunciato dalla Kowalska – morta nel 1938 quando Karol Wojtila era solo un diciottenne e quasi nessuno conosceva l’avventura mistica della suora che poi proprio Giovanni Paolo II avrebbe canonizzato – in quel passo del suo diario nel quale Cristo le rivela che dalla Polonia sarebbe venuto un Papa che avrebbe diffuso in tutto il mondo il Culto della Misericordia Divina e preparato l’umanità ai tempi della rinascita della Fede. Ma la linea della Misericordia non è venuta meno con la scomparsa di Papa Wojtila. Benedetto XVI non mancava occasione per  ammonire che Verità e Carità non possono mai essere disgiunte. Ora, Papa Francesco, sulle orme dei suoi predecessori immediati e di quelli più antichi, sta riprendendo la strada della Misericordia riconducendola direttamente al Santo d’Assisi, l’Alter Christus il quale a immagine del Suo Signore fu crocifisso nella carne ad ammonimento che la via della Salvezza cristiana sta tutta e sola nel Sacrificio di sé, del proprio ego, a Misericordia del fratello, del prossimo.

Luigi Copertino


 



1) Distinzione, questa, più che mai necessaria perché, da un po’ di tempo a questa parte, in certo pseudo-tradizionalismo si punta troppo facilmente, e senza effettiva cognizione di fatto, il dito accusatore contro i fratelli nella fede, imputando il “peccato di gnosi” a chiunque non sta negli stretti ed angusti schemi di un rigorismo in apparenza dogmatico ma in realtà teologicamente razionalistico.

2) «E’ vero che Dio ha detto che: “Non dovete mangiare di nessun altro albero del giardino?”. Rispose la donna: “Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”. Ma il serpente replicò alla donna: “Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio» (Genesi 3, 1-5).

3) Come ho già detto in altre occasioni, il giudizio dello scrivente su Odifreddi è molto critico. Non perché si professi ateo (lo scrivente è dell'idea che l'ateismo non esista e che il cosiddetto ateo è solo uno che si è costruito la sua religione, magari quella di un ego ipertrofico: l'uomo è, infatti, essere strutturalmente religioso, come ci ha insegnato Mircea Eliade, sicché o aderisce alla Rivelazione oppure si costruisce inevitabilmente una sua religione artificiale). Ma perché Odifreddi si pone in modo del tutto a-problematico nei confronti della fede. E nonostante voglia presentarsi quale scienziato postmoderno è invece ancora legato, come Piero Angela, ai vecchi schemi, ottocenteschi, di matrice positivista (“ciò che non è misurabile non esiste”: al contrario la scienza post-determinista è giunta al punto di presentire un “quid” nelle trame del reale, che però essa non riesce a definire né incasellare nelle sue equazioni, e questo ha portato molti, la maggior parte degli, scienziati postmoderni a ritrovare una propria “religiosità”, magari non dogmatica, non confessionale, ma fondata sullo stupore che ad essi deriva dalle proprie scoperte). Il veteropositivismo è alla base del furore iconoclasta, anticristiano, di Odifreddi. E lo rendo anche ridicolo. Ratzinger lo ha capito e la cortese reprimenda che di recente gli ha inviato coglie nel segno. Il dubbioso che si pone in atteggiamento aperto e problematico non può non essere nel nostro cuore di cristiani, ma chi crede di avere laicamente la verità assoluta in tasca è insopportabile. Come cattolici sappiamo che la Verità non è nostra ma Sua, sicché dobbiamo presentarla con modi del tutto diversi dal fondamentalismo, benché “laico”, di un Odifreddi.




 
Guarda commenti | Nascondi commenti

Commenti  

 
# Dawid 2013-10-07 20:09
Di cuore invito esorto ammonisco tutti ad aprire occhi orecchi e cuore per quanto domenica prossima 13 OTTOBRE Papa Francesco COMPIRÀ. Cerco di dirvelo col cuore in mano porgendo al contempo le mie umili scuse per la tracotanza caratteriale ed i giudizi privi di carità con i quali ho funestato in questi giorni i cari frank 10, giulio, piero, e tantissimi altri. Non è così che si fa. Non è così che vuole Gesù. Ma seposso fratelli al 13 Ottobre. Un abbraccio. Davide.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# frank10 2013-10-08 08:14
Al di là delle vedute diverse, apprezzo le scuse per i toni (mi associo e penso sia una cosa reciproca per tutti quelli che ne sono stati coinvolti): quando si parla di argomenti religiosi, tutti, ci surriscaldiamo.
Meno male in un certo senso, perché vuol dire che ci crediamo, che ci stanno a cuore, che ne siamo convinti.
Non è da tutti invece, riconoscere pubblicamente le intemperanze di linguaggio. Bravo.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Giulio 2013-10-09 12:14
Ricambio l'abbraccio.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# gianfranco56IT 2013-10-07 20:10
Bravo Luigi.

Ecco cosa avrebbe dovuto rispondere Papa Francesco al papa laico Scalfari:

“Ricordate e pensate che il giorno della morte si avvicina. Vi supplico allora, con rispetto per quanto posso, di non dimenticare il Signore, presi come siete dalle cure e dalle preoccupazioni del mondo. Obbedite ai suoi comandamenti, poiché tutti quelli che dimenticano il Signore e si allontanano dalle sue leggi sono maledetti e saranno dimenticati da lui. E quando verrà il giorno della morte, tutte quelle cose che credevano di avere saranno loro tolte”.

“E quanto più saranno sapienti e potenti in questo mondo, tanto più dovranno patire le pene nell’inferno. Perciò vi consiglio, signori miei, di mettere da parte ogni cura e preoccupazione e di ricevere devotamente la comunione del santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo in sua santa memoria”.

“Siete tenuti ad attribuire al Signore tanto onore fra il popolo a voi affidato, che ogni sera si annunci, mediante un banditore o qualche altro segno, che siano rese lodi e grazie all’onnipotente Signore Iddio da tutto il popolo. E se non farete questo, sappiate che dovrete renderne ragione (cf. Mt. 12,36) a Dio davanti al Signore vostro Gesù Cristo nel giorno del giudizio”.

Chi invece non segue Cristo è esortato a convertirsi e se persevera nel peccato è accoratamente ammonito dal santo di Assisi: “costoro sono prigionieri del diavolo… essi vedono e riconoscono, sanno e fanno il male, e consapevolmente perdono la loro anima”.

Perché “chiunque muore in peccato mortale… il diavolo rapisce l’anima di lui… e tutti i talenti e il potere e la scienza e la sapienza che credevano di possedere sarà loro tolta… e andranno all’inferno dove saranno tormentati eternamente”.

(San Francesco D'Assisi)
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Olaf 2013-10-08 17:23
Eppure c’è qualcosa che proprio non riesco a comprendere riguardo ad una certa tipologia di “tradizionalism o”. Quello che mi risulta difficile intendere è come alcuno si possa proclamare difensore della vera ortodossia dogmatica nonché sostenitore di una ferrea pastorale tutta Tradizione ed anatemi, roba che Savonarola diventa un seminarista, quando ci poi rivolgiamo nei confronti del Sommo Pastore della Chiesa Universale, con gli stessi epiteti con cui ci si rivolgerebbe al compagno di briscola che inavvertitament e avesse “calato” la carta sbagliata. Il tradizionalista , se fosse veramente tale, dovrebbe sapere meglio di chiunque altro che lo scranno su cui siede il Successore di Pietro non è minimamente paragonabile a nessuna altra posizione sulla terra: il Papa non ha eguali nel mondo. Essere assisi sulla Cattedra di Pietro non è come sedersi sulla panchina dell’inter o occupare un posto nel c.d.a. di una holding, essendo il suo Ufficio di ben altra natura e quindi ontologicamente diverso da quelli citati in precedenza. Il papa, ma questo il tradizionalista -savonarola lo sa bene, agisce sì nell’immanente, ma il suo piano di azione trascende lo spazio fisico in quanto Egli riceve la propria autorità dell’Alto. La Chiesa non nasce come tutti i bravi cattolici sanno dall’associazio ne di qualche filantropo dotato di buona volontà, ma è stata istituita direttamente da Cristo per mezzo del Suo Preziosissimo Sangue garantendole così la sua “invincibilità” . Ecco perché chi la guida ha un carisma speciale, perché la sua azione è supportata da Dio stesso. Quando leggo che dei fedeli (tradizionaliss imi, per carità) si permettono non solo di correggere, ma addirittura di suggerire al Papa ciò che sarebbe conveniente giusto dire o fare in determinati contesti, affermare che mi cadono le braccia è dir poco. E vengo al dunque. La pietra dello scandalo è sempre quella famosa intervista -dialogo tra lo scalfari e il Santo Padre ( tra poco entrerà nei Canoni della Chiesa subito dopo l’Apocalisse). La domanda che pongo al fedele perplesso/dubbioso benché tradizionalista è la seguente: ma sì pensa veramente che scalfari non conosca non dico a memoria, ma almeno discretamente bene gran parte degli scritti di San Francesco? Siamo convinti che egli non conosca le Sacre Scritture? La Sacra Bibbia, ad esempio, ci svela che satana è un ottimo conoscitore della Parola di Dio. Teniamo presente che quando San Francesco si rivolge ai potenti di allora, parla a persone viventi in un’epoca in cui tutti credono in Dio e quindi nell’inferno. Parlare di castigo di Dio e dannazione eterna a chi non crede minimamente né all’una e né all’altra, che senso avrebbe? E’ come se qualcuno mi ammonisse di non fare una certa cosa altrimenti gli alieni mi rapiscono. Dato che non credo agli ufo, non solo continuerei a fare la stessa cosa, ma la farei con più insistenza. Mi si convinca non dico completamente dell’esistenza di forme extraterrestri di vita, ma almeno mi si insinui il dubbio. Sono convinto che Bergoglio stia cercando di spostare il campo di battaglia in un luogo semantico dove scalfari non si aspetti di doversi misurare. Forse Francesco mira a disarmare piano piano il proprio interlocutore per cercare uno spiraglio dove poter, al momento opportuno, tentare di fare breccia nel suo cuore. Mi rendo conto che le mie sono solo congetture, ma perché non dovrei riporre fiducia nel mio Pontefice? Se non mi fido più di lui, a chi altri potrei dare ascolto? Chiudo il mio logorroico intervento ricordando il dialogo tra Gesù e la samaritana al pozzo di Sicar. Inizialmente il Signore finge di stare al gioco malizioso della donna. Ad un tratto però, le mostra la Sua divinità scuotendola fino a convertirla. Perché anziché credere che Bergoglio voglia rinnegare i dogmi della Chiesa non augurarsi e sperare che invece non stia cercando (a modo suo) di catechizzare il “grande miscredente”.

Saluti.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-10-07 20:53
E' interessante e molto verificare scritti alla mano le posizioni di chi scrive su Effedieffe.

Dico questo perchè mi ero fatto una idea del tutto differente del sensum fedei e del concetto di Sacra Tradizione che alberga in Copertino. Avevano contribuito suoi passati articoli e libri.

Poi per fortuna il vero Copertino è venuto fuori e lungi dal circostanziare
le mie valutazioni passate e deluse, sono contento che gli eventi (altro merito del Vescovo di Roma) abbiano sollevato il velo su questo mio evidente errore di valutazione.

La reputazione del sito non ne soffrirà certo e men che meno quella di Copertino, visto il peso nullo delle mie esternazioni, quindi sono sereno nell'esprimere la mia sincera disistima
ed il mio disaccordo quasi totale con Copertino su specifici argomenti; certo da quanto leggo ci sarebbe molto da dire, (cosa che non faccio non certo per viltà ma per ragioni di opportunità oltre che per evitare ulteriori e reiterati insulti a me e mia madre già in passato subiti senza nè ragioni plausibili nè tantomeno scuse).

Dico solo una cosa: Copertino è stata una grande delusione ed aggiungo che questo mio commento non è indirizzato a Lui ma alla redazione e ai lettori, a Lui non intendo dare alcun fastidio nè ho pretesa alcuna di suo interessamento in merito nè sia mai che costui abbia mai a presentare a me scusa alcuna per ragione qualsivoglia.

Un saluto di rinnovata stima alla redazione da cui attendiamo approfondimenti annunciati probabilmente più condivisibili.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Pietro G 2013-10-08 08:27
L'oggetto dell'articolo non è Copertino, ma temi importanti come il posto dell'uomo nel cristianesimo, il cambiamento, nel contesto storico- sociale, apportato dal CVII e le posizioni del nuovo Papa su temi essenziali. Entra nel merito.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-10-08 13:41
Citazione Pietro G:
L'oggetto dell'articolo non è Copertino, ma temi importanti come il posto dell'uomo nel cristianesimo, il cambiamento, nel contesto storico- sociale, apportato dal CVII e le posizioni del nuovo Papa su temi essenziali. Entra nel merito.


L'oggetto del mio commento deriva dall'articolo ed è la valutazione sul suo autore, basandomi sulle sue affermazioni. Sono già nel merito.
Quello che volevo esprimere in merito a questo articolo lo ho espresso. Per quel che riguarda gli specifici argomenti ne ho già trattato in passato e continuerò a farlo ma relazionandomi con altri autori o frequentatori del sito. Con Copertino ho chiuso qui.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# EMERICH 2013-10-08 08:34
Compatriota grazie ! Mi hai letto nel pensiero : Copertino delusione immensa !
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# zampano 2013-10-07 21:57
Il Vaticano II è stato infiltrato, in parte, da forze che non fanno parte della Chiesa: è come entrare in casa di qualcuno che ti ospita e lasciare le porte aperte perché entri il ladro: così l'ospite può dire "non sono stato io" - chutzpah. Da qui viene il fumo di Satana. L'ambiguità del Concilio V. II non è superficiale, ma diabolica.
La preghiera a S. Michele è stata tolta nel rito "moderno" della messa, e poi ci si stupisce del fumo di Satana!
Le Chiese moderne sono più brutte dei vecchi capannoni industriali, per non parlare dei canti e delle prediche dei preti sugli scontrini fiscali!
Bisognava aspettare il 1965 perché la Chiesa dicesse di preoccuparsi dell'uomo?
Bisognava aspettare il novecento per sapere che l'afflato umanitario dell'uomo (di ogni tempo, non solo di quello moderno) non ha consistenza senza la Fede?
Leggete i testi delle cantate di ambito luterano musicate da J.S. Bach nel '700: sono più cattoliche di quanto siamo cattolici noi oggi.
Tutto quello che dice Copertino non rende però appieno ragione della situazione attuale, a mio avviso.
A volte si parla del Vaticano II (non imputo questo a Copertino, ovviamente) come se fosse la vera Rivelazione, come se la Chiesa non avesse mai avuto Sant'Agostino, San Tommaso, San Franceso, San Paolo...
Siamo in crisi di Fede: il Vaticano II non è la causa, ma non ci ha aiutato.
Sempre grato a Copertino per ogni cosa che scrive, attendo anche gli altri contributi
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# arduino 2013-10-07 23:10
Pienamente condivisibile il giudizio su Odifreddi (V. nota 3). Un solo appunto: Piero Angela non rappresenta assolutamente nulla, non è uno scienziato (positivista o meno), ma un semplice giornalista che si è dato alla divulgazione (pseudo)scienti fica (sul figlio poi, meglio stendere un velo pietoso). Preciso questo, in quanto diverse persone, anche su questo sito, sembrano invece considerarlo una fonte scientificament e autorevole.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Karl 2013-10-08 00:29
" in quell’occasione più che il compromesso impossibile tra Fede ed umanesimo ateo, ha voluto affermare [Paolo VI] che le promesse del’umanitarism o moderno (libertà, fratellanza, eguaglianza) non sono realizzabili se non vengono fondate in una prospettiva di fede. Sicché senza quel fondamento l’umanitarismo, come la postmodernità sta dimostrando, sprofonda nel nichilismo"

Questa frase mi ha portato alla mente questa metafora del ponte usata spesso da don Luigi Giussani :

«Tanti architetti in una pianura intenti a costruire il ponte verso l’infinito e un uomo al fondo che appare e dice: bello il vostro tentativo, ma non ce la fate e meritate di farcela. Io sono venuto per costruire il ponte che è nei vostri desideri»

Questa metafora di Cristo mi ha sempre colpito perchè descrive con efficacia la vera natura di Dio che è misericordioso, che non spezza la canna incrinata e non soffia sul lume che fumiga. Non umilia i tentativi dell'uomo di ricerca del senso della sua vita, di relazionarsi col Mistero (anche San Paolo apprezza il senso religioso degli ateniesi prima di annunciare che l'oggetto della loro ricerca si è rivelato in Cristo).

Gli ultimi papi hanno portato avanti, con i loro limiti, ma sempre sostenuti dall'azione dello Spirito Santo, questa "linea della Misericordia".

E' mia personale convinzione che accanto a questa linea della Misericordia corra parallela una linea della umiltà.
L'umiltà di riconoscere che Cristo è tutto in tutti, e l'immagine che usa Papa Francesco del pastore che odora di pecore riflette la necessità del credente di "sporcarsi" con la realtà proprio per rinnovare l'incontro con Cristo.

Il dialogo con Scalfari lo fa perchè (parafrasando madre Teresa) Papa Francesco ama Gesù.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Pietro G 2013-10-08 00:35
L'articolo tocca diversi punti, tutti molto interessanti, per cui un commento approfondito diventerebbe di una lunghezza pribitiva, Cerco quindi di essere il più sintetico possibile :
-"La Chiesa che ha il culto di Dio può avere anche il culto dell’uomo? " secondo me NO, oggetto di culto è chi ha natura divina, chi crea ex nihilo, non chi è creato. Ma se è creato a Sua immagine? E come potrebbe essere altrimenti! A immagine di chi potrebbe essere creato l'uomo se non a immagine del suo creatore? Il culto di Dio, quindi, non implica il culto dell'uomo.
-Paolo VI, nella sua famosa omelia del "fumo di Satana" avrebbe dovuto chiedersi se la fessura attraverso la quale il fumo di Satana è entrato nella Chiesa di Cristo fosse stata proprio aperta dal CVII. Un Concilio convocato dopo la secretazione del messaggio di Fatima, che invece doveva essere reso pubblico, in aperta disobbedienza all'indicazione che veniva dal cielo. Un Concilio che inventa la Chiesa del dialogo, in aperta contraddizione con la missione data agli Apostoli direttamente da Dio (" Andate e fate miei discepoli tutti i popoli.."), che mette l'uomo al centro del cristianesimo, al posto di Dio.
-Le intenzioni di Papa Francesco nel dialogare con Scalfari possono essere oggetto di speculazioni, le sue parole, purtroppo, sono state chiarissime e hanno provocato, a ragione, costernazione e confusione in molti cattolici. Risalta quì il contrasto con la risposta di Benedetto XVI a Odifreddi, dura e precisa.
- Il relativismo, combattuto dalla Chiesa negli ultimi anni e cacciato dalla porta che ritorna, alla grande, dalla finestra, il proselitismo definito una sciocchezza, il riferimento velato alla teologia della liberazione, possono anche essere interpretati come cattolicesimo "latino-americano", pasionario e fuori dagli schemi classici. Io credo però che la fede abbia bisogno sopratutto di chiarezza. Deve essere chiaro ciò che è vero e ciò che non lo è. Non può valere il Bene e il Male così come vengono definiti dal singolo, perchè allora non ha più senso la Legge Morale e i Comandamenti.
Sono le Verità assolute che distinguono una religione da una opinione e la Chiesa di Cristo da una ONG. A giudicare da queste prese di posizione io, umilmente, dubiterei che lo Spirito Santo sia intervenuto sul novello Papa Francesco. Ma non si può mai sapere.
Saluti
Pietro
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# varigottibis 2013-10-08 01:32
I buoni sentimenti che ispirano Copertino non sono da disprezzare ma lo portano a non accorgersi che ci si scontra su cose ben concrete che riguardano la Fede e che non possono essere lasciate nell'indistinto, sia pur con buone intenzioni, ma vanno decise chiaramente entrando nel merito .

Faccio un esempio : la formula della Consacrazione prima e dopo .
Si potrebbe scrivere un libro ma citiamo un solo punto semplicissimo : quello che riguarda il vino .
Prima : "che sarà sparso (futuro : dopo l'ultima cena quindi sulla croce, quindi il vino non è un simbolo) per voi e per molti (cioè : non per tutti)".
Dopo : " sparso (participio : adesso nell'ultima cena, quindi il vino può essere solo un simbolo) per voi e per tutti (cioè : nessuno escluso)" .
Certamente Nostro Signore si offre per la salvezza di tutti ma tale offerta è recepita solo da molti per i quali solamente diventa efficace .
Nella Sacra Scrittura l'Ispiratore ha scelto di mettere in evidenza quest'ultimo aspetto (molti), quindi non va cambiato .
Occorre definire perché non c'è spazio per omissioni, ambiguità, o compromessi espliciti o velati .

Si dice di guardare a ciò che unisce e non a ciò che divide, ma ciò è già fatto (siamo uniti) mentre è quello che divide che va guardato e risolto, (proprio perché divide) .

Perché le parti che lottano per stabilire la Verità devono essere criminalizzato in quanto lottatrici ?
Si entri nel merito e poi, con soddisfazione di entrambe le parti, l'unica vincitrice sarà la Verità .
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# initiumit 2013-10-08 04:26
Condivido al cento per cento l'articolo di Luigi Copertino.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# montecrap 2013-10-08 07:38
Premessa: condivido in pieno l'affermazione: "anche per Papa Bergoglio: sarà assistito nei momenti cruciali ed in quanto Papa, non in quelli nei quali, diciamo così, dovesse prevalere Giorgio Mario su Francesco."

Tuttavia le problematiche relative al pontificato di S.S Francesco sono molte, e gravi. Mi piacerebbe quindi, gentile Dott. Copertino, che nella sua difesa del Santo padre prendesse in esame anche le affermazioni problematiche (per non dire errate) come quelle trattate nel seguente articolo: http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/10/svnt-nomina-rervm-cose-concrete-quelle.html.

E infine mi può spiegare perchè il Santo Padre non si inginocchia mai alla Consacrazione?

Con tutto il rispetto, ma a mio parere Sua Santità Francesco ha un comportamento ambiguo, che di certo non aiuta quei poveracci che ignorano il termine catafatico e che quindi avrebbero bisogno di una guida sicura, in tutti i sensi.

Edoardo
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# montecrap 2013-10-08 08:15
Sempre a proposito della ambiguità nelle parole del Santo Padre, come deve intendersi la questione dei divorziati risposati in Germania?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# EMERICH 2013-10-08 08:48
Copertino : un altro che pensa che tutti i problemi della Chiesa derivino dagli "pseudotradizion alisti " ,come li chiama lui..........
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Rosetta M. 2013-10-08 09:15
Non sono riuscita a leggere tutto il “papello” del Sig. Copertino. Capendo dalle prime righe dove voleva andare a parare mi sono sentita come un altro lettore, delusa e anche un po’ sconcertata, comunque senza voglia di proseguire nella lettura tra l’altro pedante e “aulicamente intorcinata”!.

Ed è questo papa che ha il merito di alzare i veli, almeno questo merito lo ha tutto.
Sta facendo venire i nodi al pettine. E nel mio caso i nodi riguardano le persone e le teste su cui riporre fiducia, e tra le teste ci metto anche Effedieffe.
Sono stata contattata perché è in scadenza il mio abbonamento, ci sto ancora pensando! L’anno scorso l’ho rinnovato subito riconoscendo alla redazione un ruolo guida nel discernimento delle notizie e dei fatti politici, economici, culturali.
Ora non ne sono più tanto sicura! Che manchi l’illuminata presenza del suo fondatore?
Non so!
Fatto è che da un po’ di mesi vi si legge tutto e il contrario di tutto. Nella sezione cattolicesimo poi si è esaltato e vituterato un Don Villa, Paolo Vi è stato descritto come un capo massone ( con tanto di minuziose verifiche su segni di piedistalli e statue celebrative ecc) Idem per il Papa buono e che dire di Papa Carol ebreo che in vaticano(noi poveri fedeli lo ignoravamo) non ci stava mai e che ha sperperato soldi in viaggi per la sua smania presenzialista e baci coranici oltre che essere tessitore di trame bancario polacche ecc. e del povero Benny XVI che sotto gli ermellini e le berrette visonate tramava mondialismi di matrice “usadaiche”?

E a noi lettori, cosa rimane da fare, stracciarci le vesti, cospargerci di cenere in attesa della catastrofe imminente?
Una volta mi è stato risposto che il motivo della nascita di questo giornale era lo smascheramento del potere satanico sulle vicende umane, politiche economiche ecc. e che se a me faceva male leggere certe cose al punto da indurmi alla depressione era meglio smettere di leggere.

Non è questo il punto però, non è chiudendo gli occhi su una realtà che non piace che si vive meglio o si trova la pace.

Il punto è quanta verità c’è nelle cose che dite e scrivete?
E non è non leggendovi che ho la risposta, che invece mi interessa e ho il diritto di conoscere, sia come abbonata, che come lettore , che come persona.
Le altre testate, più o meno si sa di chi son figlie, ma voi che vivete in una nicchia privilegiata di lettori scelti e paganti di chi siete figli oggi?
Sarete mica, anche voi, funzionali ad un sistema demolitore, visto che usate da più tempo le ruspe con la palla di ferro, contro la speranza?

Il fatto che oggi io me lo chieda è abbastanza grave!

Non che i tempi presenti giustifichino ilarità e spensieratezza, ma un giornale che si definisce cattolico non può distruggere, sistematicament e, la speranza e alimentare il cupismo esistenziale e l’angoscia che sono due dei “piedi di porco” preferiti dal cornutazzo per entrare nell’animo del credente.

La Verità è univoca e per quanto dura e dolorosa se è la Verità viene accettata così come il paraplegico accetta, alla fine, la sua sorte.
Ma se all’incidentato si continua a propinare una verità a pezzetti, una notizia buona e una cattiva, una speranza e poi una delusione alla fine certo non lo si cura, anzi!
E’ lo stesso che mi capita con questo giornale specie nell’ultimo anno.

Alcuni articoli mi sembra che mi aprano un mondo di verità e mi fanno dire:” ma guarda un po’ è proprio vero…… guarda come ci hanno raggirato…ecc ecc!
E si parla in famiglia, con conoscenti ecc e si “litiga” anche.
Il giorno dopo trovi che altri autorevoli redattori scrivono il contrario e basta che ciò accada una sola volta per smantellare fiducie riposte.

E ciò che ci sta accadendo anche con questo Papa.
Un giorno ci allarga il cuore, il giorno dopo ci fa sprofondare nella desolazione e nell’angoscia!
L’incertezza ammazza più che la verità dolorosa.
Così come certi articoli veementi che sembrano nascere più da antichi e personali livori che da ponderate analisi dei fatti! Non si può offendere e denigrare senza appello e misericordia un’intera classe sociale ( gli statali) o “etnica” ( i meridionali) senza nemmeno la via d’uscita di qualche distinguo!
Sono cose che feriscono specie chi ha pagato, con solitudine, svantaggi economici, isolamento culturale, la scelta di essere onesto ‘nonostante’ e moralmente corretto ‘ a prescindere’.

Questo giornale sta forse seguendo la linea dei tempi che stiamo vivendo, cioè la confusione fatta sistema , l’incertezza assurta a prassi, il relativismo come unica sicurezza?

E questo Papa cosa sta combinando, quanto c’è di sprovvedutezza e quanto di premeditata metodologia nelle sue parole,!
Chi è quest’uomo, il vescovo vestito di bianco martirizzato o il grande apostata?
La questione non è di poco conto perché vi è un intero gregge al seguito di costui!

Io, per mio conto, sto imparando che la Verità è come un diamante che può essere coperto, mascherato, verniciato ma mai scalfito, che a leggere tra le righe,e per chi ha la grazia dell’occhio limpido, le piccole contraddizioni, le piccolissime fessure sono li a segnalare che qualcosa non va!

Tutto questo bailamme che stiamo vivendo, e che ci fa presumere, come nella parabola del fico, di essere spettatori degli ultimi tempi, non appartiene a Dio che da oltre duemila anni ( e anche da molto prima) è sempre rimasto uguale a se stesso, integro e veritiero, unico e mai scalfito da contraddizioni.
Io mi affido a Lui e cerco di resistere, sola e male armata perché la fede è minata da tante parole ed eventi oscuri, la speranza è distorta dai falsi avvistamenti, e la carità fa fatica a realizzarsi perché nessuno di noi sa amare come Dio ci ama.
E allora facciamoci scudo col Vangelo, brandiamo il santo rosario e cerchiamo di resistere non dimenticando, specie nei momenti bui ,che ci è stato dato un Angelo a nostra difesa.
Nella Sua infinità generosità ne ha dato uno a ciascuno di noi!
PS.
Intanto per il rinnovo, mi prendo un altro giorno di ‘pensamento’!

-----------


Gentile lettrice,

lungi da noi voler affrontare l'argomento su cui sta meditando (se rinnovare o meno) le posso dire in qualità di editore che la linea editoriale, che ci sia de Fina, il fondatore, o il sottoscritto a guidare questa realtà, non è cambiata nelle sue intenzioni e nella pratica, e non cambierà mai. La invito, se non lo ha fatto con la dovuta attenzione, a rileggere le mie righe iniziali dove annuncio contenuti sui quali sono al lavoro da 2 mesi per rispondere alle perplessità che questo pontificato sta suscitando. Una nuova iniziativa editoriale che vedrà la collaborazione di un autentico fuoriclasse del pensiero tradizionale. Tale lavoro, se avrà la buona pazienza di aspettarlo, non lascerà alcun dubbio sul mio e nostro operato e sulla conduzione di questo spazio che personalmente ritengo integrissimo. Questo Papa, come ho scritto nel cappello introduttivo, ha ispirato opinioni diversissime in ambito cattolico. L'opinione nostra (e per nostra, in tal caso, non intendo necessariamente quella del direttore Blondet che sta ancora meditando su queste tematiche) sarà presto esplicitata su queste pagine. La invito pertanto a non voler continuare ad agitare dubbi sulla linea editoriale perché totalmente fuori luogo. Sul Papa, forse per la prima volta, c’è una sorta di non concordanza tra gli elementi della redazione, questo è vero. Ma in qualità di editore ho già fatto presente quale sarà la posizione che personalmente vorrò prendere che non sarà imposta, ma proposta anche perché le premesse sono interpretabili ma nessuno conosce il futuro né i piani nell’immediato di Nostro Signore in difesa della Sua Chiesa.

Lorenzo de Vita
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# cgdv 2013-10-08 11:34
Ma ci ha dato anche il discernimento e la capacità di leggere le varie opinioni e conoscenze serenamente, commentandole se lo riteniamo in base alle nostre. L'Angelo ci aiuterà anche in questo.
Cari saluti.
Giuliano
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Pietro G 2013-10-08 11:35
Io non ho molta stima per siti dove la gente pensa tutta allo stesso modo. Che discussione può esistere se si è tutti della stessa opinione? La diversità di vedute è il sale di ogni giornale online. Quando non c'è divergenza di vedute si finisce nel spaccare il capello in quattro senza progresso nella comprensione degli avvenimenti.
Al Papa non si può fare il processo alle intenzioni, occorre valutare quello che dice alla luce di quanto sta scritto nelle fonti del cattolicesimo : le Sacre Scritture e la tradizione, e, quando dice cose sbagliate, da buon cattolico, farlo notare.
Mettere tutti i critici di papa Francesco nello stesso cassetto e etichettarli come tradizionalisti è anche questo sbagliato. A me, ad esempio, vanno bene alcune riforme : vogliono riaccostare all'eucarestia i divorziati? Si vuol riformare il clero abolendo l'obbligo del celibato? Potrei anche essere d'accordo. La linea rossa da non valicare però è la dottrina e la missione, data alla Chiesa da Dio stesso. Su questo non si può transigere perchè questa è la sostanza stessa di una religione.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Rosetta M. 2013-10-08 15:54
Per Pietro G.
non è questione di diversità di vedute o avere la stessa opinione,si tratterebbe infatti di "opinioni" o "vedute" io lamento invece la contraddittorie tà dei fatti e delle prove, nel caso dei papi ad esempio!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-10-09 05:04
Citazione Pietro G:
Io non ho molta stima per siti dove la gente pensa tutta allo stesso modo. Che discussione può esistere se si è tutti della stessa opinione? La diversità di vedute è il sale di ogni giornale online. Quando non c'è divergenza di vedute si finisce nel spaccare il capello in quattro senza progresso nella comprensione degli avvenimenti.
Al Papa non si può fare il processo alle intenzioni, occorre valutare quello che dice alla luce di quanto sta scritto nelle fonti del cattolicesimo : le Sacre Scritture e la tradizione, e, quando dice cose sbagliate, da buon cattolico, farlo notare.
Mettere tutti i critici di papa Francesco nello stesso cassetto e etichettarli come tradizionalisti è anche questo sbagliato. A me, ad esempio, vanno bene alcune riforme : vogliono riaccostare all'eucarestia i divorziati? Si vuol riformare il clero abolendo l'obbligo del celibato? Potrei anche essere d'accordo. La linea rossa da non valicare però è la dottrina e la missione, data alla Chiesa da Dio stesso. Su questo non si può transigere perchè questa è la sostanza stessa di una religione.


Non cada anche lei nel trucco "riformistico" e valuti le conseguenze di quel che dice.

Riaccostare all'eucarestia i divorziati significa svilire il sacramento eucaristico ed offendere la Sacra Tradizione plurisecolare cattolica, significa minare sul piano oggettivo l'aspetto sacramentale sia del Matrimonio che dell'Eucarestia e persino della Riconciliazione (vivi in concubinato ovvero non abiuri nel pentimento il peccato commesso e non ripari nella castità di stato ma vieni perdonato ugualmente). Sarebbe un disastro e non si può essere d'accordo.

Ammettere al sacerdozio uomini sposati e consentire a sacerdoti di rompere il celibato significa anche quà rompere la tradizione plurisecolare della Chiesa Cattolica dando ragione nello specifico all'eresia protestante.
L'aspetto sacramentale dell'ordinazione prebiterale peculiarmente latino-cattolica andrebbe perduta.
Anche questo disastro non può essere questione di opinione personale o di secolarizzazion e, va rigettato perchè anche quà siamo già abbondantmente oltre la linea rossa.

La dottrina e la missione data da Dio stesso alla Chiesa è inesorabilmente una missione di Tradizione (dal verbo tradere ovvero tramandare e/o trarre).

Se viene umiliata o distrutta la vocazione tradizionale della Chiesa Cattolica Apostolica, la missione è tradita. Il cattolicesimo non è una religione qualunque e senza Tradizione non ci può essere cattolicesimo, la Sacra Tradizione è parte inscindibile della sostanza specifica della religione cattolica e non lo dico certo io ma la teologia cattolica fondamentale ovvero i dogmi di Santa Romana Chiesa.

La proclamazione formale del dogma serve solo quando la tradizione non ha concolidato un dato oggettivo e fondativo di fede e di dottrina, ma quà non è certo questa la fattispecie e normare in senso antitradizional e col pretesto che non vi siano dogmi proclamati incompatibili è solo prestuoso ed ipocrita.

Questo è il punto e su questo non si può transigere perchè questa è la sostanza stessa del cattolicesimo.

Se si darà la comunione ai peccatori che non si pentono e non riparano, se verranno demoliti i sacramenti nella loro essenza definita e quindi distrutta la Grazia Divina che ne discende, se i sacerdoti della nuova chiesa mondiale saranno semplici burocrati del sacro con tanto di moglie e figli (e magari amante diaconessa in sacrestia), allora quella chiesa non sarà più la chiesa dei cattolici.

Ci rifletta bene perchè le conseguenze di riforme come quelle di cui parla sarebbero disastrose e comunque per quel che mi rigurda se ciò avverrà ipso facto la sede diverrà vacante perchè Bergoglio avrà perso il privilegio petrino e rinunciato di fatto al papato e al dovere cardinalizio di fedeltà alla Sacra Tradizione. Sarebbe un semplice vescovo scismatico come tanti e come è facile capire la cosa è per me una vera tragedia e non posso essere d'accordo affatto.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-10-08 13:55
Citazione Rosetta M.:
Non sono riuscita a leggere tutto il “papello” del Sig. Copertino. Capendo dalle prime righe dove voleva andare a parare mi sono sentita come un altro lettore, delusa e anche un po’ sconcertata, comunque senza voglia di proseguire nella lettura tra l’altro pedante e “aulicamente intorcinata”!.

Ed è questo papa che ha il merito di alzare i veli, almeno questo merito lo ha tutto.
Sta facendo venire i nodi al pettine. E nel mio caso i nodi riguardano le persone e le teste su cui riporre fiducia, e tra le teste ci metto anche Effedieffe.
Sono stata contattata perché è in scadenza il mio abbonamento, ci sto ancora pensando! ....


omisss

PS.
Intanto per il rinnovo, mi prendo un altro giorno di ‘pensamento’!



Cara amica, se posso mi permetto di offrire una mia personale "soluzione".

Spero potrà esserti utile.

Su questo spazio comunicativo si trovano molti spunti e molte verità. E' pur vero che come tutte le cose fatte da uomini c'è il buono ed anche l'errore.

Spetta a noi evangelicamente valutare e discernere.

Come non si distrugge un raccolto perchè vi si trova la zizzania, ma si lascia crescere il tutto per poi raccogliere i buoni frutti e gettare al fuoco la malerba, così ti consiglio di fare riguardo all'abbonamento.

Faccio l'esempio di Copertino e di questo articolo: le piante sono cresciute e ora so cosa fare dei suoi articoli. Questo non significa che chiudo con tutto e con tutti quelli che sono qui, ma di certo non seminerò altra zizzania nè eviterò di gettarla a fuoco
ogni volta che ne troverò.

Un fraterno saluto comunque in sincera amicizia e non far mai venire meno la Speranza che è fondamentale virtù Cristiana.

Oramai (vedi le eresie fresche fresche dalla Germania) stiamo cavalcando per una china troppo
scoscesa e lo scisma più terrbile della Chiesa s'avvicina orrendamente.
Se arriverà dovremo decidere da che parte stare e se sapremo restare con Cristo la Speranza non mancherà mai(magari mancherà il Papa per un pò... vedremo).

PS: Non sono sicuro e quindi lo chiedo:
Per caso eri presente a Latina quando il Direttore tenne lì un incontro riguardo i temi della massoneria e del mondialismo?
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Rosetta M. 2013-10-08 21:05
No, non ero a Latina!
riguardo a ciò che scrivi, condivido e ho anche chiesto perdono a chi di dovere se ho amareggiato animi. Io da tempo confido solo in Dio, ma la fragilità umana vuole sostegni a volte. Che vi siano divergenze di opinioni è ovvio in un dibattito pubblico, ma mi sarebbe piaciuto un evidenziare certe posizioni editoriali, tanto per avere un sentiero da seguire come la piccola Dorothy!.Forse non sono, una lettrice adulta ! :).Comunque pochi minuti fa ho rinnovato il mio abbonamento, prima però ho recitato un rosario per me e per questo benedetto giornale!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-10-09 04:37
Caro Lorenzo tenete duro perchè ce ne sarà bisogno e non disperate perchè non manca mai la forza chi si combatte la giusta battaglia.

Il Direttore temo stia riflettendo a lungo e tacendo nella misura in cui subisce una dilacerazione cspirituale he tutti noi in un modo o nell'altro stiamo soffrendo con vera passione.

Temo purtroppo (ed i segni che arrivano di continuo sempre più gravi confermano
i timori) che presto i cattolici saranno costretti a scegliere fra un cesaropapismo presidenzialist a democratizzato presiedente la nuova chiesa mondiale e la via unica e stretta
che è rappresentata dalla retta dottrina e da Cristo che nella Chiesa Una Cattolica Apostolica e Romana ha costruito il Suo corpo mistico.

Se questo avverrà inesorabilmente i pochi cattolici rimasti dovranno giocoforza seguire Cristo, anche se dovessero restare senza Papa per un pò di tempo e tornare di nuovo alla catacomba(non sarebbe neppure la prima volta no???).

In tal caso so già che anche il Direttore Blondet sarà tra quei pochi e tanto mi basta.

Per il momento preghiamo e digiuniamo
affidandoci nel Rosario alla intercessione potente della Vergine Immacolata ed alla difesa sicura di San Michele Arcangelo.

Che Dio nella Sua SS Trinità abbia pietà di noi tutti.

--------------------

Gentile lettore,

lo faremo e, ahinoi, i suoi timori sono più che fondati.

Lorenzo de Vita
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# SART 2013-10-09 09:36
Cortese Rosetta, nessuno più di me è in disaccordo con il dott. Luigi Copertino, ma la invito a rispettare le sue idee perché furono quelle di tutta la mia infanzia ed adolescenza. Poi venne l'età adulta e con essa la consapevolezza che le cose andavano malissimo. Insomma, io ero quello che oggi è Cupertino. Bisogna avere pazienza, alla fine, a Dio piacendo, anche lui scoprirà che non è possibile difendere l'indifendibile. Non è una questione di intelligenza, dato che Copertino è intelligente, è una questione di accettazione della realtà, della realtà patente dei fatti che si trovano sotto il nostro naso. Ad esempio, Bergoglio dice che "il proselitismo è una sciocchezza assoluta", mentre Nostro Signore Gesù Cristo afferma:

1 - Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo – Mt. 28, 18/20;
2 – Allora aprì loro la mente all’intelligenz a delle Scritture e disse: “così sta scritto: il Cristo dovrà patire e resuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati” – Lc. 24, 45/47;
3 – Gesù disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato” – Mc. 16, 16/17.

Chi dei due avrà ragione?

E' una domanda da non porre a Copertino. Sarà Copertino stesso a stabilire, nel segreto del suo cuore, se se la sente di accettare l'ovvia risposta o meno.

Ricordi Rosetta: non vi è niente di più duro dell'ultimo addio
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# astrorosa1 2013-10-09 21:15
Egregio Signor Lorenzo de Vita,

per chiarezza di tutti i lettori
bisogna chiarire che il Santo Padre
Bergoglio ha fatto parte del Rotary
Club con la tessera n°4195,
che il gran maestro della loggia grand
oriente ha dichiarato che "Con Papa Francesco nulla sarà come prima.Chiara la scelta di fraternità per una Chiesa del dialogo, non contaminata dalle logiche e tentazioni del potere temporale ect.

Queste le premesse, quindi che cosa accadrà?
Se il dialogo è necessario, la fermezza
dei valori cristiani è indispensabile.
Certo è necessario dialogare con tutti
gli uomini anche con i nemici, non
so però se questo Papa amerà sino in fondo con discernimento la Chiesa di DIO.
Al momento la Profezia di Fatima
si stà avverando in quanto avremo
sinalmente la verità massonica del
potere, quindi cardinali contro cardinali
vescovi contro vescovi ect, ect.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# cgdv 2013-10-08 10:06
Caro Copertino è oramai evidente che Papa Francesco doveva esserci fornito con allegato il libretto di istruzioni per l'uso. Senza, ti garantisco che anche molte donnette (letteralmente) al mercato ne parlano tra loro scuotendo la testa. Diversamente che alle cene del venerdì tra i soci di Lions e Rotary e negli ambienti progressisti comunistoidi, nonché nei salotti radicalchic estasiati dal nuovo corso della libertà di coscienza umanitaristico e pauperistico (così lo interpretano senza libretto di istruzioni o meglio con uno molto particolare).

A questo proposito mi dispiace dover dire che nell'articolo i concetti diversissimi di umanitarismo e di umanesimo sono usati un po' alla rinfusa ed occorrerebbe provvedere se no la confusione aumenta.

"Paolo VI, nei suoi discorsi sopra riportati, non metteva in dubbio il Concilio e non imputava ad esso la confusione ma allo spirito maligno che era riuscito ad intorbidire le acque."

Su questo punto nel 1972 la questione è stata liquidata da moltissimi in modo ironicamente tranchant: che bella trovata studiata in qualche Loggia specializzata in R&I.
Del resto mio padre diceva che anche Roncalli a Istanbul...

"... promesse del’umanitarism o moderno (libertà, fratellanza, egualità)"

Ecco questo è il vero significato, anche se si preferisce presentarlo con altre parole perché tradotto come giusto in francese apparirebbe crudamente la matrice giacobina e massonica, ripresa dai Rockefeller e Rothshild per le loro organizzazioni filantropiche propedeutiche allo stabilirsi del Nuovo Ordine Mondiale. (A proposito perché non si accollano i rifugiati prodotti dalle loro guerre ed intrighi energetici e mondialisti invece di farceli digerire dal Papa con l'approvazione dell'ONU ed ovviamente della Boldrini?)

"...sta riprendendo la strada della Misericordia riconducendola direttamente al Santo d’Assisi, l'Alter Christus..."

Premesso che solo il presbitero e non il diacono è Alter Christus (ma potrei anche sbagliarmi perché oggi con gli accoliti in camicione sul gradino più basso non si sa mai) ecco apparire nel mondo invertito il processo inverso. San Francesco non fu bruciato sul rogo od il suo movimento eliminato con la spada perché egli lo condusse nel seno della Chiesa Romana e non nell'ambito della protesta rimettendolo a Papa Innocenzo III.
Papa Francesco mi sembra segua il processo opposto conducendo, con il pretesto francescano, la Chiesa cattolica nell'umanitarismo di protesta.

Per finire (perché è ora) devo dire che il pretestuoso "Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere" tra Scalfari e Papa Francesco rientra in un bel progettino promozionale preliminare del nuovo corso apocalittico e quindi ogni esegesi può servire solo come accademia per chi ne sia capace e ne abbia voglia.
Qui habet aures audiendi audiat io ho detto la mia in amicizia senza timore né tremore.
Cari saluti con stima.
Giuliano
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# stivintrigo82 2013-10-08 10:41
grazie Sig. Luigi. splendido intervento il suo. dovrebbero far santo Paolo VI, ma purtroppo la lobby polacca....;-)
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-10-08 13:58
Citazione stivintrigo82:
grazie Sig. Luigi. splendido intervento il suo. dovrebbero far santo Paolo VI, ma purtroppo la lobby polacca....;-)



Altro che lobby polacca (il problema non è essere polacchi ma fare lobby tra polacchi... ahahahahahah Francesco docet) , quà tra poco faranno santo pure Don Gallo, a Don Lurio invece solo beato.... temo ....io comunque resto in attesa del nuovo catechismo alla genovese di vladimir luxuria con imprimatur di bagnasco e reltiva scomunica al cardinale Siri.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Olaf 2013-10-08 17:29
Intanto Bergoglio ha beatificato Rolando Rivi, novizio ucciso dai partigiani. Forse le sembrerà poca cosa, ma è stato infranto un tabù durato anni. Strano che repubblica non l'abbia pubblicato in prima pagina...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-10-09 03:35
Citazione Olaf:
Intanto Bergoglio ha beatificato Rolando Rivi, novizio ucciso dai partigiani. Forse le sembrerà poca cosa, ma è stato infranto un tabù durato anni. Strano che repubblica non l'abbia pubblicato in prima pagina...


Se quando ti metti a guida di un'auto, durante il tragitto fai una manovra da campione e poi sbatti per quattro volte di fila, chiunque dovrà e potrà dedurre che la buona manovra è stata solo casuale o comunque che non rappresenta certo la "normalità" ovvero il modo "ordinario" del tuo modo di guidare.
Perchè è cosa è sicura che la manovra da campione lascia la macchina come stava, ovvero funzionante e sana, mentre i quattro sinistri la riducono un rottame comunque, nonostante qualunque manovra da campione li abbia preceduti.

Se all'esempio "automobilistico " sostituiamo la realtà ecclesiale ed il magistero ordinario di Bergoglio mi pare che le conseguenze siano chiare a tutti.

Se la Beatificazione del Rivi la consola ciò è un bene, come pure è un bene in sè tale conferma doverosa, ma come è facile dedurre dall'esempio, il punto non è questo purtroppo.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Olaf 2013-10-09 12:20
Esempio automobilistico perfettamente calzante, ma con una sola precisazione. La macchina in questione non è stata prodotta in un qualsiasi stabilimento, e la patente di guida non è stata ottenuta superando un regolare e comunissimo test a risposte multiple. Sia l'auto che la patente discendono direttamente dal Cielo. Ora, noi che siamo i passeggeri (quelli in fondo)accortici di alcune manovre a nostro giudizio pericolose, se ci mettiamo ad urlare ed a fare frastuono, non solo non riusciremo nel nostro intento ma contribuiremo a confondere ancor di più il conducente. E' più saggio prendere la cartina in mano e cercare di essere collaborativi magari mostrandogli anche la nostra fiducia. E spulciando il libretto di istruzioni, ci accorgeremmo che quell'auto è dotata di un GPS speciale: funziona solo quando gli pare a Lui ed al momento opportuno (forse per testare la qualità dei passeggeri)si "sveglierà" riportando l'auto sicura in carreggiata. Saluti.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-10-09 19:39
Lei caro amico ha fede nello Spirito Santo e fa bene, ma proprio per questo ha il dovere di rispettarne l'essenza.

Lo Spirito Santo non elegge il Papa, nè lo costringe.

Ogni uomo è libero di voltargli le spalle come e quando vuole, anche se si parla di un Papa.

Puoi avere tutti i navigatori che vuoi e tutte le collaborazioni amorevoli del mondo, se scegli liberamente di svoltare
contromano nè il passeggero più mansueto nè il GPS più preciso te lo impediranno.

Quello che è certo è che nonostante i bozzi la macchina continuerà ad andare, anche senza autista "visibile" e su questo siamo entrambi sicurissimi.

Dio non costringe nessuno, neppure un ipotetico Papa che volesse dimettersi o un ipotetico vescovo di roma che volesse aderire all'eresia del protestantesimo o alla nuova chiesa mondiale sincretista.

La fiducia è un grande capitale che va messo a buon frutto e non sperperato.

Nostro Signore ci chiede sempre conto dei talenti che ci affida e quando vede che li usiamo male ce li toglie tutti.

Prendiamo ad esempio l'insegnamento di Cristo e certo non falliremo.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Boanerghes 2013-10-08 13:14
Senza voler offendere alcuno ed in tutta franchezza, ritengo anche questo articolo del dottor Copertino essenzialmente illeggibile, almeno dalla metà in poi. Linguaggio troppo complicato nel tentativo di giustificare gli strafalcioni di PaoloVI e Bergoglio.
Curioso notare come le frasi di questi ultimi due siano fondate su un linguaggio decisamente chiaro, esplicito, diretto.
Poi si vuole tentare di spiegalo e giustificalo con un linguaggio complicato, molto forbito, che per salvare il salvabile, alla fine straccia via anche quel poco di buono che poteva esserci nei discorsi originari, contraddicendol i con improbabili arrampicate sugli specchi.
Sono anche stufo di questo voler far passare gli altri (in questo caso ben due papi) per emeriti incapaci nella dialettica.
La verità è molto più semplice, quei signori hanno affermato chiaramente quel che volevano affermare, ed ora non è possibile metterci alcuna pezza.
Sia il vostro parlare si si, no no diceva Nostro Signore.
Finita la lettura dell'articolo, non so perché, mi è tornato in mente Gesù che ammoniva i suoi di stare attenti al lievito dei farisei.
I miei complimenti invece per la grande erudizione e padronanza di linguaggio del dottor Copertino. Motivi per me sufficienti ad inficiare il valore di quanto affermato nell'articolo. Credo infatti che la Verità di Gesù sia accessibile a tutti.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# gianfranco56IT 2013-10-08 13:56
@ Boanerghes
sottoscrivo in toto!!
Paolo VI santo?
Per don Luigi Villa era pure massone:
http://www.chiesaviva.com/441%20mensile.pdf
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Ludwig 2013-10-08 15:17
Altro che lievito dei farisei qui siamo in piena mistica cabbalistica
Kenosi come svuotamento???? tsimtsum giudaico forse?? (è invece pienezza che acconsiscende alla creatura per salvarla e assumerla e non vuoto fatto in sè)
"Luce che illumina le tenebre anche se non le dissolve e una scintilla di quella Luce divina è dentro ciascuno di noi". noi come scintilla di luce divina una volta dissolta la specie (la natura forse?)saremo tutto in tutti??? luce che non domina il buio???? questo chierico è pazzo (rottura dei vasi e dispersione delle scintille sefitotiche conseguenti scorze del male intrascentibiol e intrappolanti le anime (ebraiche ca va sans dire)come frammenti dell'adam kadmon ????) questo è un buffone. Ora capisco che andava a fare nelle conventicole kabbalistiche di buenos aires ! "“tutta la luce sarà in tutte le anime”, il che – se posso permettermi – dà più una figura di immanenza che di trascendenza» Bravo Scalfari hai capito tutto mica scemo il ragazzo.
P.S. ma quei referti della Questura Milanese anni cinquanta sulle strane prequerntazuiio ni dell'antifascista Montini sono vere o è tutta una leggenda metropolitana? Saluti
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Antonio A. 2013-10-08 16:10
Trovo sempre in qualche modo interessante leggere i commenti del Dottor Copertino, sebbene non condivida non tanto certe idee espresse, quanto l'impostazione che le "vizia". In più, per la prima volta da quando la leggo su queste pagine, mi trovo anch'io costretto ad esprimere una leggera perplessità circa la forma; alta, dotta, per certi aspetti ineludibile, ma che in termini di diffusione risente di limiti che di certo non appartengono all'autore.

Ciò detto, l'appunto appena manifestato non è buttato lì a caso: noto che la sua prosa, caro Copertino, si è ancor più inasprita nei termini in cui ho posto il mio appunto poco sopra. E guarda caso ho avuto la sensazione che tale processo si sia innescato in concomitanza col passaggio di testimone da Benedetto a Francesco. Da quando è stato eletto l'attuale Pontefice ho soprattutto scorto un certo livore, cosa che ho già fatto notare e che, Deo gratias, sembra avere saggiamente accantonato. Quel che è rimasto è il tentativo di conciliare concetti, esternazioni, posizioni e quant'altro obiettivamente inconciliabili. Non per adesso almeno, e non a queste condizioni.

Anche in questo suo ultimo scritto, notevole come sempre per contenuti, scorgo la tendenza ad "amplificare" il tono per via della tangibile fatica nell'argomentare con cognizione di causa, pure per uno a cui gli argomenti non mancano di certo. Ad un certo punto si sofferma sul «credo» di Scalfari, prodigandosi in un velato spostamento di attenzione che è quantomeno discutibile: che ce ne frega a noi di ciò in cui crede l'attempato giornalista? Manchiamo di carità se ci diciamo nel migliore dei casi disinteressati alla dottrina del buon Eugenio?

Mi si dirà che il mio sia un intervento ad personam, il che è in parte vero, ma non si tratta essenzialmente di questo. Mi appello a lei in primis per la stima, perché anche i suoi di scritti mi hanno dato sollievo in passato. In secondo luogo non vedo quale utilità, ai fini di un sano dialogo teologico-speculativo, possa avere mettere in evidenza i motivi del mio dissenso - di cui peraltro ho già scritto nel recente passato.

D'altronde quale approccio adottare a fronte di un ragionamento teso a riparare il palese guasto, intenzionale o meno, di dichiarazioni come quelle di Paolo VI? Posso dirmi in disaccordo? Sì, potrei, ma a che pro? A me sinceramente la schizofrenia di certe esternazioni pare così evidente che non c'è bisogno di integrare alcunché. Laddove se ne avverte la necessità, invece, vuol dire esattamente che certe posizioni prestano il fianco a critiche, perplessità, a profonde incomprensioni. Non dovremmo ridurci ad aspettare che, a cinquant'anni da quando furono pronunciate, certe parole vengano "ricontestualizz ate", per non dire interpretate, da chicchessia, sebbene estremamente competente. Specie in un periodo come questo si avverte l'esigenza di proposte cristalline, non dico univoche. Cattolico, e mi perdoni se glielo faccio notare (come se lei non lo sapesse meglio del sottoscritto), non significa essere tutto e il contrario di tutto. Uno si affida all'Autorità per questo, ossia per la «certezza», perseguibile attraverso un Magistero solido, a prova d'errore oserei dire.

Ma poi, accantonando dissertazioni accademiche o giù di lì, ritengo non si possa in alcun modo glissare sull'angoscia, lo sgomento di chi, in buona fede, avverte un certo smarrimento. Né si può pretendere, come alcuni erroneamente fanno, che tutti dispongano di una Fede impeccabile, a prova di devastazione. Se a questi si sottopongono, restando peraltro su un piano meramente intellettuale, finezze come le differenze tra teologia apofatica e teologia catafatica, è comprensibile una certa diffidenza. Troppe barriere all'entrata relativamente ad argomenti la cui utilità è fuori discussione, ma che non rispondono alle sacrosante domande di chi non sa più che pesci prendere. A questo punto tanto vale indugiare sull'esortazione alla preghiera. Ma nel suo caso ho l'impressione che una una misura del genere implicherebbe tutt'al più uno spreco notevole.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# gianfranco56IT 2013-10-08 18:07
Beatificare Paolo VI?
Prima leggere quì:http://www.chiesaviva.com/lettera%20ai%20cardinali.pdf
poi riflettere, poi...
Per Rosetta.....tranquilla....tutto passa...abbi Fede e resisti!!
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# gianfranco56IT 2013-10-08 18:22
LA NUOVA TEOLOGIA
«Gesù chiese ai suoi Discepoli:
“Che cosa dice la gente di Me?”.
Ed essi risposero:
“Tu sei la Manifestazione della nostra
essenza escatologica;
sei il Messaggio che si enuncia
attraverso la dialettica
del processo di armonizzazione;
sei...”.
Ma Gesù li interruppe, esclamando:
“Coosa?”».
(da: “Die Welt”)
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Luigi 2013-10-08 19:09
@ Gianfranco56

“Ricordate e pensate che il giorno della morte si avvicina. Vi supplico allora, con rispetto per quanto posso, di non dimenticare il Signore, presi come siete dalle cure e dalle preoccupazioni del mondo. Obbedite ai suoi comandamenti, poiché tutti quelli che dimenticano il Signore e si allontanano dalle sue leggi sono maledetti e saranno dimenticati da lui. E quando verrà il giorno della morte, tutte quelle cose che credevano di avere saranno loro tolte”

Ricordo una omelia di Papa Francesco che, citando un detto di sua nonna, diceva che "il sudario non ha saccoccia" intendendo dire che nell'al di là non ci si porta nulla di quanto acucmulato in terra. Perfettamente in linea, non convieni?, con l'insegnamento di san Francesco da te ottimamente ricordato.

@ Pietro G.: ma quale è la base dell'insegnamento dell'amore cristiana al prossimo, se non il fatto che nel volto del mio prossimo vedo il Volto di Cristo perché nell'uomo vi è l'Immagine di Cristo? Ed allora - ben spiegando il senso di quell'espressione, come ho sottolineato nell'articolo - non mi sembra eretico quanto affermato da paolo VI (a meno di non voler credere alle bufale sul Monti masosne: fuori le prove! Finora nessuno le ha mostrate). Paolo VI ha richiamato, contro tutta la teologia progressita del suo tempo, la reale esistenza del diavolo. Ha detot che quanto era succesos intorno e dopo il Concilio era opera del diavolo e questo collima perfettamente con gli avvertimenti di Maria a Fatima. La Madonna a Fatima non mai detot che in futuro vi sarebbe stato un Concilio eretico ma solo che negli anni sessanta bisognava stare attenti. Molti vescovi non sono stati attenti ma di certo non si può rimproverare Papa Montini di non aver tenuto il timone a dritta in mezzo alla tempesta (come le sue paorle da me riportate dimostrano, come dimostra l'aggresione che egli subì per l'Humane Vitae ed altor ancora). Papa Francesco non ha mai messo il Bene ed il male sullo stesso piano, non ha mai negato alcun dogma (anzi ha in continuazione ripetuto che i dogmi della Chiesa sono tutti lì intatti e riconfermati anche da lui) né mai ha fatto riferimento alla teologia della liberaizone (a meno che per te parlare di carità e di soccorso ai poveri non significa fare teologia della liberazione).

@ varigottibis,
Gesù ha celebrato la prima messa, la sera dell'ultima cena, in ebraico, anzi in aramaico. Dopo le Sue parole sono state tradotte in greco ed in latino. Altrove persino in altri idiomi (per questo non è stato necessario apsettare il CVII: i cristiani sparsi in Arabia, Vicino Oriente, Giappone e Cina prima dei missionari del XVI, avevano già tradotto il Canone della Messa in lingue extra-europee). Sicché il problema sta nel fatto che ogni lingua nel tradurre parole di altri idiomi usa spesso termini che, se concettualmente nulla tolgono al contenuto, possono variare nella percezione dei posteri che a certi termini danno un significato che magari non era né unico né lineare quando vi fu la traduzione. Non sono un esperto di traduzioni e perciò la invito a tenere in considerazione anche le analisi filologiche di quegli esegeti che non vedono contraddizione tra il latino "multos" e l'italiano "tutti" dal momento che, a loro dire, la parola latina, che a noi oggi suona univocamente come "molti", aveva per i romani dei primi secoli cristiani significati diversi ed ampi, compreso quello di "tutti". Sto solo riferendo una tesi tra quelle sulle quali si accapigliano gli addetti ai lavori.

@cgdv,
Gesù Cristo frequentava puttane, pagani, "impuri" (per la mentalità ebriaca) di ogni specie. Non capisco perché mai un evangelizzatore non possa o debba frequentare comunisti, fascisti, atei etc. La Chiesa è missionaria da sempre. Non ho fatot confusione tra umanitarismo ed umanesimo. Se hai notato la parola umanesimo è sempre specificata dall'aggettivo "ateo". Cosa che rende equivalente i due termini. Devi dimostrare che le espresisoni di Paolo VI come "il fumo di Satana" siano state ideata in logge massoniche. Troppo facile gettare un'accusa senza prove. Satana è scimmia di Dio sicché si è proposto, in forma di umanitarismo, scimmiottando valori etici cristiani: altrimenti come poteva far breccia tra popoli che da secoli erano educati alla fratellanza cristiana se non, appunto, scimmiottando il concetto? San Francesco non avrebbe trattato il Papa come tanti commentatori lo trattano. Sopratutto mi sembra che le innumerevoli occasioni nelle quali Papa Francesco ha spiegato la differenza tra Cristianesimo e umanitarismo sono sfuggite ai pur attenti suoi detrattori.

@ Ludwig,
come ben sa la redazione - alla quale ho comunicato la cosa - non intendo più rispondere a chi posta i suoi commenti con linguaggio triviale, aggressivo ed offensivo (decisione maturata dopo il gran chiasso che molti lettori hanno fatto in margine agli aritcoli su Cardini ed a quello di Dal Bosco: dal momento che anche lo scrivente si è troppo lasciato trascinare dalla polemica in quell'occaisone, ha deciso di trattare solo con chi è disposto a dialogare enon con gli altri). Tuttavia devo, nonostante il tuo linguaggio, risponderti solo per farti notare che sarebbe il caso che vai a rileggerti san Paolo e l'Apocalisse. La "kenosi" è questione trattata da Paolo di Tarso e, come ho spiegato, ma tu non leggi, non è intesa come abbandono della Divinità ma come piegamento sulla creatura per soccorrerla, come abbraccio soccorritore (da qui lo "svuotamento", ossia l'aprirsi della Pienzza di Dio alla creatura). Per quanto riguarda il "sarà tutto in tutti" la citazione è nell'Apocalisse di Giovanni.

@ Antonio,
"Ciò detto, l'appunto appena manifestato non è buttato lì a caso: noto che la sua prosa, caro Copertino, si è ancor più inasprita nei termini in cui ho posto il mio appunto poco sopra". Quale appunto? Guarda che non ho inasprito alcuna prosa. Sto solo cercando di farvi vedere le cose anche in un'altra prospettiva. Provate a ragionare su quanto ho scritto senza rimanere attaccati a convinzioni che provengono da prese di poszioni più da "combattenti" (senza offesa per i combattenti) che da meditazioni approfondite. Per quanto riguarda la preghiera non credo possa tu giudicare quantità e qualità della mia (che comunque ti assicuro non è così scarsa come pensi).

@ Boanerghes,
La Verità di gesù è accessibile a tutti. Senza dubbio. Non si diventa santi eprché si è dotti. Se tu avessi letto con attenzione altre cose mie, ho sempre ricordato questo assunto. Nella storia della Chiesa esistono santi ignorantissimi. San Francesco diffidava della cultura. Ma il suo seguace Sant'Antonio di Padova era dottore in teologia ed è santo egualmente. Anche san Tommaso d'Aquino è dottore (della Chiesa). Vogliamo dire che ha reso inaccessibile il Vangelo alla gente comune? Contento tu ...

Un ringraziamento ad Olaf, Karl, arduino, Zampanò (non ho però mai detto che il CVII sia una nuova Rivelazione, è solo un Concilio Pastorale e lo si deve leggere alla luce della Tradizione e dei precedenti Concilii), initiumit, strivintrigo82

Luigi Copertino
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Don Capisco 2013-10-10 13:31
Dott. Copertino, grazie mille.
Non sono mai stato solito seguire il gossip gionalistico sui Papi ma ne sono stato travolto un po' leggendo i qui commenti agli articoli su Papa Francesco. Lei mi ha ridato una prospettiva teologica e filosofica che mi ha fatto risentire a casa.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Boanerghes 2013-10-11 16:19
Gentile dottor Copertino,
la ringrazio per la considerazione che ha avuto nei miei confronti rispondendomi.
Francamente non me ne consideravo neanche meritevole.

So bene che lei è sempre un ottimo uomo di cultura, non per nulla scrive su questa testata che ritengo prestigiosa.
I miei commenti, di dissenso, non vogliono in alcun modo essere un attacco alla sua persona e mi scuso se possono esserlo sembrato.

Nello specifico, mi limito solo a farle presente che non ho mai detto che il tomismo abbia precluso il Vangelo alla gente comunque, anzi. Non avendo la preparazione adeguata per comprenderlo appieno non mi esprimo affatto, i frutti però sono stati un catechismo chiaro ed inequivocabile anche per quelli come me, al contrario di ciò che avviene oggi, dove tutto dovrebbe essere facile e immediato alla fine non si trovano più due persone che la pensano allo stesso modo.

Eventualmente sull'argomento dovrebbe parlarne con lo stesso Bergoglio, potrebbe scoprire che non siete proprio sulla stessa lunghezza d'onda.
Ma di questo a lei l'approfondimento .
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# zampano 2013-10-12 16:19
Grazie Luigi: infatti ho specificato tra parentesi che non imputo a te questa lettura del Vaticano II. NOn lo hai mai detto, lo so.
Comunque ti ringrazio sommamente davvero per la cura con cui prendi in considerazione ogni commento. Grazie di cuore.
Ammiro il tuo equilibrio "intellettuale", se così mi posso esprimere
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# ilgiacobino 2013-10-08 19:14
L'ho appena stampato e me lo tengo caro.
Vi ho ritrovato tante urgenze dei miei anni trascorsi da bambino tra le suore di s'anna e da adolescente tra i salesiani.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Antonio A. 2013-10-08 19:55
Caro Copertino, mi spiace che lei mi abbia malamente frainteso in due punti.

Riguardo al primo, non ha colto il manifestato interesse da parte mia relativamente ai suoi scritti: non condividerli in ogni loro parte mi pare un "difetto" accettabile, che peraltro non pregiudica l'acquisizione di nozioni più o meno importanti. In più prende una sonora cantonata se crede che rientrasse nelle mie intenzioni "disciplinarla" in alcun modo.

In merito al secondo punto, l'equivoco è enorme: giudicare «quantità e qualità» della sua preghiera è una questione che non mi ha sfiorato neanche per un istante, e che continua a lasciarmi senz'altro indifferente. Qui mi sa che è la fretta ha consigliato male lei, stavolta. Lo «spreco» al quale alludo nel mio precedente commento si spiega così: sarebbe un peccato che una persona come lei si limitasse ad esortarci alla preghiera (che non è certo un male, ci mancherebbe) quando può certamente offrire un valido contributo approfondendo svariate tematiche, come peraltro ha sempre fatto. Rilegga quell'ultima frase alla luce di quanto le ho appena scritto e non avrà più dubbi a riguardo. Spero.

Ad ogni modo, temo che lei oramai tenda a procedere per una sorta di perversa esclusione: si fregia di rispondere "a tutti", ma appena scorge un accenno di polemica entra sulla difensiva in una maniera che lascia alquanto perplessi. Quasi come se oramai avesse individuato chi è pro e chi è contro («come se», sottolineo) ed in base a tale divisione impostasse i suoi interventi.

Il sottoscritto è sempre disponibile all'apprendimento, nonostante tutto e tutti; né mi confondono risposte velatamente piccate. Solo, qualora lo ritenesse opportuno, non sottovaluti così agevolmente certi appunti quando le vengono sottoposti.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# frank10 2013-10-08 19:55
"Gesù Cristo frequentava puttane, pagani, "impuri" (per la mentalità ebriaca) di ogni specie. Non capisco perché mai un evangelizzatore non possa o debba frequentare comunisti, fascisti, atei etc. La Chiesa è missionaria da sempre."

Luigi, per favore.
Come si fa a non vedere la differenza colossale tra i due esempi!

Gesù all'adultera: "Va' e non peccare più".
La donna del convito di Simone gli ha lavato i piedi con le lacrime di contrizione.
Matteo ha subito lasciato tutti i soldi.

Sicuramente ai banchetti dove andava non si sono convertiti tutti subito, ma puoi stare CERTO che Gesù non ha mai detto né fatto intendere loro di poter continuare tranquillamente a fare quello che hanno sempre fatto. MENO CHE MAI li ha incoraggiati a continuare a pensare che quello che loro credevano fosse "bene" lo fosse.
Anche perché il messaggio principale del Vangelo è proprio la "conversione", cioè il cambiamento di vita e mentalità!
Come può uno cambiare se proprio tu-evangelizzatore gli insegni che va benissimo continuare a pensare e agire come ha sempre fatto perché tanto Dio lo perdona se è in buona fede!

Nessuno qui e altrove si scandalizza che il Papa dialoghi con atei o comunisti, anzi magari!
MA parlando del Vangelo, rischiando di essere deriso e sbeffeggiato, non applaudito per le cose anti-evangeliche che ha detto.
Mi pareva una cosa ovvia.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Annhilus 2013-10-09 04:22
A me non scandalizza affatto che il Papa possa dialogare con atei o comunisti, nè che scriva lettere ad eretici come kung, quello che invece mi scandalizza è che pur di poter "dialogare" con loro è disposto a rinunciare al tentativo di conversione e cosa ancor più sconvolgente, è persino disposto a mettere in bilico verità di fede certa e proclamata, immutabili ed irreformabili.

Solo qualche esempio:

La Verità non è più Cristo in quanto Persona umano-divina ma la "relazione" col medesimo ???? Dire che la Verità è una personale relazione non è realtivismo???

La sodomia scelta come pubblico modus vivendi non è giudicabile dal Papa o dalla Chiesa???

In questioni spirituali il magistero non può permettersi ingerenze???

Avere certezze e rifuggire
il dubbio nelle verità di fede è sbagliato???

Coltivare il dubbio sulle cose di fede
è un dovere cristiano???

Insistere sempre ovunque e comunque sulla piaga dell'aborto o di altre oscenità morali non è più possibile???

Rompere i protocolli del rito e la tradizione liturgica ritenendo utile il ritorno mediatico di lavare i piedi ad una miscredente musulmana in stato di detenzione neppure intenzionata a conversione è comportamento auspicato o suggerito da Cristo o da San Francesco
o da qualche altro santo o dottore della chiesa???

La vera umiltà consiste nel fare ciò che si deve e che tutti prima hanno sempre fatto per ragioni più che coerenti oppure sta nel rompere protocolli e rituali codificati incedendo ad un anticonformismo da prima donna???

Risparmiare e non sperperare consiste nell'usare vesti e paramenti antichi
ed abbondanti, già pagati da tempo
o nel farsi rifare tutto il guardaroba
in stile Bergoglio?

Rispetto e venerazione per la Presenza reale di Cristo nell'Eucarestia richiedono limitazioni e regolamentazion i precise anche in affollate occasioni o si possono mettere
le Sacre Particole nei bicchieri di plastica come fossero patatine fritte nelle festicciole di compleanno???

La preghiera fronte al tabernacolo trae frutti spirituali migliori se si colloca sull'altare a fianco del medesimo contenente il Santissimo un bel pallone da spiaggia di gomma gialla e verde???

I buoni frutti spirituali di un atto di culto ad un anticristo e falso dio chiamato ramadan quali sarebbero???

E' utile in termini spirituali che il Vicario di Cristo in terra conceda la cattedra di Pietro ai giocatori di pallone per farsi quattro foto in allegria???

E' utile a preservare la dignità della figura papale e del capo visibile della Chiesa Cattolica che il Papa indossi cappelli da aborigeno amazzonico in piume di pappagallo???

E' un buon pastore quello che invece di andare in cerca della pecorella smarrita che una volta ritrovata viene ricondotta al gregge, lascia il gregge in balìa dei lupi e si mette a perdwere tempo ed energie baloccandosi a rincorrere le pecore altrui che non hanno alcuna intenzione di essere annesse o ri-annesse al suo gregge???

E' stato il figliol prodigo a tornare a casa di sua volontà umiliato e disposto a fare da servo o il padre lo è andato a cercare per dargli magari un'altro pò di soldi da spendere in prostitute, ovvero gli associati in militanza omosessualista o i divorziati che vivono nel concubinato vanno attesi sulla porta della conversione o bendetti nell'errore in cui restano ???



Sono solo alcuni spunti sulle assurde bergogliate che in pochi mesi hanno già composto una nutrita collezione e potrei continuare ancora a lungo.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# inggrig 2013-10-08 23:13
Per Luigi Copertino

un grazie di cuore per per il suo bellissimo articolo.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Ludwig 2013-10-09 08:06
@ Dott. Copertino. Ma quale linguaggio triviale oltretutto non indirizzato alla sua persona. Sò benissimo cosa significa l'ekenosen e se permette Ho studiato moltissimo la teologia chenotica dell'800/900 compresa quella russa . Lei pensa sempre di parlare con dei somari. Ho fatto notare quella spiegazione come VUOTO che equivoca molto e richiamava per assonanza la stupendo chiacchericcio pappale di natura eminentemente cabbalistica.Queste finezze non riesce mai a coglierle ho notato. Per il tutto in tutti mai spiegato dal chierico di cui sopra l'orgia disseminativa d'equivoci è quasi d'obbligo. Comunque le strafalcionate del restauratore dell'essaenza della chiesa quasi sempre tradida fino al suo insediamentto NON SI CONTANO PIu Saluti Inschalla (o come diavolo si scrive).
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# pierorap 2013-10-09 10:38
Mi permetto di fare riferimento al commento di Annhilus (04:37), relativamente all'eventualità di potere restare senza Papa per un pò di tempo e di tornare nuovamente alla catacombe.

Ritengo che il Papa lo abbiamo già (Benedetto XVI), lui conosce già la Verità e tra non molto, nel tempo stabilito, uscirà allo scoperto per denunciare la falsità di questa "nuova chiesa", guidando la chiesa rimanente fondata Da e Su Gesù Cristo (quella sulla quale portae inferi non prevalebunt).
Probabilmente nelle catacombe, per mezzo di servitori fedeli, sarà l'Unica chiesa che potrà amministrare i Sacramenti (Gesù ci ha promesso di rimanere con noi fino alla fine del mondo!), nell'attesa della Parusia.

Gesù di Nazaret ha trionfato sulla morte il Suo Regno è eterno.
Egli viene a vincere il mondo ed il tempo.

Preghiamo e digiuniamo intensamente per strappare le anime al maligno.
Piero
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# paolaerre46 2013-10-09 11:59
Articolo "magistrale'' in perfetto stile filosofico-teologico. Ma ha un difetto,: del gran quadro che si sta delineando ha estrapolato una frase e su quella ha lavorato. Vediamo di considerare anche la teologia fondamentale e la teologia antropologica
Paolaerre
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Boanerghes 2013-10-19 21:44
non solo ma la cosa peggiore è che non converte nessuno.
Per quanto affascinante possa essere il linguaggio usato, non mi sembra la "voce" di Gesù.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# cgdv 2013-10-09 12:18
@ Luigi Copertino

Caro Luigi con tutto il rispetto per la tua opera, per le tue ricerche e per te personalmente mi sai dire perché non dovrei credere a mio padre nato nel 1909, studioso di questi aspetti e che ha potuto seguire in pieno il percorso di Roncalli e Montini prima, durante e dopo il Concilio?
Ero già in piena età della ragione quando mi ripeteva che erano iniziati della massoneria e Montini era anche un comunista.
Perché non dovrei crederlo quando anche una voce "autorevole" della fatta di San Pio esortava Don Villa dicendogli: «Coraggio, coraggio, coraggio! perché la Chiesa è già invasa dalla Massoneria» aggiungendo: «La Massoneria è già arrivata alle pantofole del Papa».
Quindi niente di strano che per moltissimi il sibillino "fumo di Satana" oltre che esserci realmente nella Chiesa, fosse anche un escamotage ben studiato per spostare l'attenzione sul Maligno piuttosto che sui suoi operai, che stavano proseguendo nel completare (con esiti palesemente nefasti) l'opera del Concilio.
Permettimi di dire che (per tua fortuna) tu sei un cinquantenne nato praticamente nel primo anno di questo tragico evento e di conseguenza per me e senza tua colpa alcuna non puoi non esserne stato massimamente influenzato nel tuo percorso.
Ovviamente tu potrai dire che sono stato influenzato da mio padre ma tant'è.
Cari saluti con stima.
Giuliano
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Luigi 2013-10-09 15:57
@ Antonio A.
sì, tante volte lo strumento informatico non si presta, come il parlarsi a quattr'occhi, per capirsi. Dunque, se ho frainteso, mi scuso. Sì, ho molta fretta, talvolta. Perché sono oberato di problemi quotidiani, tra lavoro e famiglia, sicché spesso ho tempo, ed a volte anch'esso ridotto, solo nel fine settimana. La mole di refusi del mio precedente post segnala la fretta che avevo in quel momento incalzato dalla necessità dell'autore di interloquire con i suoi lettori ed altri impegni che mi hanno, ieri sera, portato fuori casa e fatto rientrare tardissimo. Questo spiega anche perché il mio contributo non può essere così costante come mi piacerebbe. Tuttavia, una cosa vorrei sottolineare non solo a te ma a tutti i lettori: nell'articolo ho indicato quello che sin dal titolo ho definito "il problema perenne" e che se si vuole può essere anche chiamato "mistero di iniquità" o "peccato originale". Un problema intorno al quale gira tutta la vicenda umana e che era ben presente sia a Paolo VI che ai suoi successori, fino al regnante pontefice. Il problema dell'"eritis sicut Dei". E' questo il nocciolo duro dell'articolo, che troppi non hanno, mi pare, compreso. Ecco perché ho detto che delle polemiche intorno al CVII sono stufo e che non mi nteressano, più, tanto. E Papa Francesco ha saputo, questo è evidente, stabilire la distanza che corre tra noi e la cultura di Scalfari proprio additando quel "problema perenne". Infine: non è che non accetto critiche ma mi da fastidio se le si pone non partendo dalla considerazione delle ragioni dell'altro (non è il tuo caso ma di altri lettori sì) lasciandosi andare alla mera polemica per il solo gusto della polemica.

@ Frank10,
carissimo, se ti riferisci a quel che il Papa ha detto circa la coscienza, penso che bisognerebbe affrontare l'antico problema della retta o sana coscienza, che è voce di Dio anche nel miscredente. Vedi, sono convinto che anche Hitler e Stalin abbiano sentito di continuo i richiami della coscienza, che nell'intimo faceva sentire loro come male quanto andavano facendo. Solo che, l'ostacolo, l'orgoglio del peccato, impediva loro di prendere chiara consapevolezza di quella voce che altro non era, come insegna la Chiesa da sempre, la voce di Dio. Non mi sembra che Papa Francesco abbia voluto dire quel che tu hai recepito ma, al contrario, che per il miscredente la coscienza è l'unica via per avvicinarsi a Dio. Forse il Papa non ha usato insieme al sostantivo anche l'aggettivo "retta" o "sana", ma è a quella che si riferiva. Sulla base del tuometro di giudizio, si potrebbe affermare che anche Agostino d'Ippona, il quale ha scritto "Ama e fa ciò che vuoi", avrebbe decantato relativismo e soggettivismo. Ad una conclusione come questa si può arrivare solo decontestualizz ando quelle parole del Santo Vescovo dall'intera sua opera e vita. Quindi l'invito è a guardare Papa Francesco a tutto tondo. La conferenza episcopale tedesca cincischia su divorziati e gay? Il Papa indice un sinodo appositamente per riportare la calma. Il Papa afferma che lui non può giudicare un gay che cerca Dio e soffre la sua condizione? Ma subito aggiunge che invece le lobby gay sono un male. Ricordo poi che la devozione mariana è sicuramente un segno di predilezione del Cielo e questo Papa è mariano al cento per cento. Domenica prossima a Roma ccnsacrerà il mondo a Maria di Fatima. Dovrebbe bastare questo per far riflettere tanti postatori di questo sito.

@ Ludwig,
non potrei mai pensare di parlare con dei somari se certi interlocutori si esprimessero bene e con calma, senza inveire. Lo scrivente ha scritto (testuale): "Dio si svuota della Sua Divinità non nel senso che Egli la perde ma nel senso che Egli “fa spazio” in Sé alla creatura per accoglierla nel Suo Amore". Far spazio, accogliere, come si fa con un essere amato, non dunque dissolvimento dell'Essenza divina nel "nulla". Perciò, nessuno zim-zum cabalistico. Naturalmente, poi, che possa esistere un cabalismo puro, in quanto coincidente con la Rivelazione, come sostiene padre Julio Meinvielle (e non mi venire a dire che anche lui era un modernista) nella sua opera "Influsso dello gnosticismo ebraico nella Chiesa", non ti passa neanche per l'anticamera della mente!

@ pierorap,
guarda che tanti di quelli che oggi gettano discredito su Papa Francesco, a suo tempo sono stati "feroci" nei confronti di Benedetto XVI.

@ paolaerre46,
ringrazio per l'apprezzamento. Per quanto riguarda il difetto che rilevi, ammetto che può esserci. Se si fosse trattato di un contributo di teologia fondamentale sarebbe stato grave. Il punto è che, come hai ben osservato, ho voluto lavorare su una sola questione, che è il nocciolo del mio discorso: l'"eritis sicut Dei". Rinvio a quanto, in proposito, ho spiegato ad Antonio A. poco più sopra. Grazie ancora.

@ Giuliano,
caro amico non è con il sentito dire che si possono accusare le persone. Ci vogliono le prove. Una cosa è essere persino influenzati malamente ed inconsapevolemt e, altra è essere appartenenti ad una organizzazione come la massoneria. La quale, appunto, ha il culto dell'uomo senza Dio, non come Imago Dei ma come parte di un Tutto panteistico. Mentre anche un Paolo VI, mi sembra di aver diostrato (o almeno spero di aver posto un problema di interpretazione che da certe parti non si prende neanche in considerazione per partito preso), non ha mai parlato - ammetto che il suo linguaggio è stato improprio e foriero di possibil equivoci - di culto della creatura senza fondamento nel proritario culto di Dio. E' dall'Amore di Dio che discende l'amore dell'uomo. E' Vangelo questo: "il cuore della Legge è l'Amore di Dio e del prossimo".

Un ringraziamento a ingrigg e a il giacobino (che spero sia un solo un nick name e non una professione di fede illuminista).

Cari saluti.

Luigi Copertino
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# paesenuovo 2013-10-09 16:33
"Caro Maurizio,
da tempo avevo compreso quanto il Culto della Divina Misericordia, basato sulle rivelazioni di Cristo a suor Faustina Kowalska, fosse importante per te. Come lo è per me.... E qui vorrei anche dire a certi "tradizionalisti " malati di "fariseismo" ossia chiusi nel loro "orgoglio ascetico", che si sentono i soli "puri" ed i soli pochi veri cristiani rimasti, che ad essi manca proprio il senso della Divina Misericordia. Perché se lo avessero comprenderebber o come questo è appunto il tempo della Divina Misericordia...."(L. Copertino, 11/10/2011)
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Ludwig 2013-10-09 18:01
non ti passa neanche per l'anticamera della mente e ridaie certo che mi passa per la mente ma il vuoto in sè non esite c'è solo la sovrabbondanza del creatore e del redentore nessun VUOTO.

irrispettosità verso la figura papale è voluta solo nel senso che la sacralità del pontefice l'hanno distrutta loro stessi possono benissimo essere trattati come nel gossip

scrivo sempre in fretta

Vorrei chiedere al Dott. Copertino un suo studio sugli ultimi stranissimi anni di Pio XII


saluti
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Karl 2013-10-09 21:42
Il precedente commento di frank10 diceva che esiste differenza fra gli esempi di Gesù (per esempio con l'adultera) e il Papa che frequenta atei, etc perchè Gesù richiamava a "non peccare più".
Credo che proprio per questo dovremmo ancora di più seguire Papa Francesco. Perchè ha colto che prima di essere un problema di "peccato" è un problema quello del nostro tempo di degradazione dell'umano. E tra le altre cose di perdita di coscienza del peccato. Don Luigi Giussani parlava di mancanza del dolore per il proprio peccato.
Un esempio credo siano le reazioni di molti italiani alla tragedia di Lampedusa. Manca il dolore, la umana compassione. La prima preoccupazione è "schierarsi" ideologicamente (in senso buonistico o cattivistico, non importa). Immaginate una madre anziana fosse investita da un'auto, e la prima preoccupazione del figlio non fosse quella di soccorrerla, di piangere per le ferite riportate ed il rischio di morire, ma quello di stabilire quanti cm era distante dalle strisce pedonali, se doveva essere accompagnata o meno, il tasso alcolemico nel sangue dell'autista, nel caso la sua nazionalità, ed altri dettagli. E ciò che lo farà tranquillo non sarà innanzitutto che sua madre torni a stare bene, ma la consapevolezza di avere fatto quello che poteva e di essere "a posto".
Credo che la vergogna a cui accenna Papa Francesco debba essere intesa non tanto nel senso di essere "colpevoli" o meno in senso politico, giuridico, o quello che volete, ma nel senso di avere perso la propria umanità, la capacità di commuoversi, proprio nel senso etimologico del termine.
Mi viene in mente il gesto della richiesta di perdono che fece Papa Giovanni Paolo II e che fu da molti duramente contestata e da altri sentita come una specie di resa. Era solo il frutto della consapevolezza che al cristiano interessa solo Cristo ed il Suo Amore.
L'atteggiamento di molti italiani di fronte a ciò che è accaduto ed accade a Lampedusa mi testimonia amaramente il contrario : il bastare dell'uomo a se stesso.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Pietro G 2013-10-10 09:34
La "degradazione dell'umano" sarebbe..che cosa? Una calamità naturale, come un terremoto o come il meteorite per i dinosauri?
Con Lampedusa hai scelto proprio l'esempio sbagliato. Lampedusa non è stata una tragedia, è stata un omicidio a scopo di rapina. Solo che non si può dire perchè, per qualche ragione (legata a quell'invenzione teologica del CVII chiamata Chiesa del dialogo), il negriero musulmano non si può criticare. Non rimane quindi che dare la colpa agli italiani, anche se, tra quelli che assistevano alla Messa, c'era gente che aveva rischiato la vita per salvare i migranti. Loro si sono beccati il paragone con Caino, i negrieri (degni eredi di quelli che sono stati responsabili della tratta degli schiavi) invece il "buon ramadan". Quì non si tratta di "incapacità di commuoversi" o di "badare a se stessi", si tratta di travisare la realtà, di spargere la menzogna mediatica, che va avanti da decenni ormai, del : loro sono poveri perchè noi siamo ricchi. Se c'è la fame nel mondo, l'incompetenza criminale dei dittatori del terzo mondo, l'esplosione demografica, il degrado ambientale, guerre e malattie, la colpa è presto individuata : è nostra e solo nostra. Risultato della grancassa mediatica? La fine della Bossi Fini e stanziamenti a favore dell'immigrazione (in un Paese con il 40% di disoccupazione giovanile) che produrranno ancora più ricchezza per i negrieri e morti in mare. Questo, se vuoi, è un bell'esempio di " degradazione dell'umano".
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Karl 2013-10-10 13:05
La degradazione dell'umano non è una catastrofe naturale. E' la conseguenza del vecchio peccato di superbia. L'uomo, ribadisco, diventa bastante a se stesso ed incapace di commuoversi (muoversi in risposta ad un evento).
E come ulteriore conseguenza si diventa anche incapaci di leggere quello che succede e di rispondervi in maniera adeguata, in maniera intelligente, articolata e coraggiosa.
Lampedusa non solo non credo sia un esempio sbagliato di questo, ma credo sia uno dei più indicati a capire come siamo diventati (un po' tutti, non solo gli italiani, rilassati) incapaci di capire, discernere, agire di conseguenza in maniera che non sia istintiva (buonista o cattivista) proprio perchè umanamente degradati.
Cristo è medico si diceva nei primi secoli. Ma si va dal medico solo se si è coscienti di essere ammalati, e questo manca : al massimo sono gli altri ad esserlo, ma noi siamo sanissimi, giusto ?
Lampedusa è un esempio di diverse contraddizioni, situazioni politiche, sociali, economiche, storiche, culturali molto complesse ed a cui certamente l'Italia non è estranea, con buona pace di tutti, a cui solo chi è mosso da un amore per l'umano autentico può rispondervi in modo efficace.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Boanerghes 2013-10-19 21:57
Invece è proprio un problema di peccato, mai curato che, come spiega bene il catechismo della Chiesa cattolica, diventa vizio, con la conseguente incapacità di provare rimorso alcune o il benché minimo orrore di se.
Basta sfogliare il catechismo, da almeno duemila anni i nostri antenati nella fede hanno sperimentato praticamente tutto e trovato già le soluzioni pratiche.
E' inutile, perché infantile, reinventare tutte le volte la ruota.
Immagini un informatiche che dovesse rinunciare alla ricerca su google per la risoluzione dei vari problemi pratici che incontra nel suo lavoro quotidiano.
E' buon senso pensare che già qualcuno ha affrontato il nostro stesso problema e magari l'ha risolto, così va a cercare sul web le possibili soluzioni pratiche, ci si scambiano opinioni e suggerimenti e ci si arricchisce reciprocamente. Si dialoga veramente. Oggi tutto questo non è possibile perché secondo questi modernisti, che sono autentici oscurantisti, è come se il catechismo non sia più adeguato, è come se la rete non sia più sufficiente per soddisfare le piccole necessità quotidiane di argomento tecnico.
Questo per un unico problema, la superbia, assenza completa di umiltà. Questi apostati modernisti hanno portato al limite estremo la problematizzazi one della vita umana, per cui anche solo il pensare che un problema sia risolvibile per loro è uno scandalo.
Vivono e lucrano sui problemi, un pò come fanno le case farmaceutiche che necessitano di malattie per prosperare.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# EMERICH 2013-10-10 11:11
Nella sezione free " Questo Papa non ci piace " Gnocchi-Palmaro ( non due percolosissimi sedevacantisti , credo....)
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Luigi 2013-10-10 18:17
Caro Ludwig,
se ne avessi il tempo lo farei volentieri. Comunque non pensare che non sia informato, se è a questo che ti riferisci, sia sulle apparizioni di Cristo al Santo Padre Pio XII sia sui suoi presentimenti per il futuro della Chiesa. Del resto che negli anni sessanta si è corso un grave pericolo, come la Madonna aveva annunciato, nessuno lo nega. Quel che non è ammissibile è ritenere che la Chiesa sia stata demolita da un Concilio eretico. Paolo VI, citato, era perfettamente consapevole dell'azione maligna del Maligno. Ma non diceva che il Concilio fosse opera maligna, piuttosto che per opera del demonio il Concilio è stato frainteso e mal recepito. Esattamente come diceva anche Benedetto XVI.

Luigi Copertino
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Ludwig 2013-10-11 17:09
@ Dott. Copertino. sò che è impegnatissimo ma è proprio che non ne sò quasi niente io. Le tensioni tra Montini e Pacelli sono indiscutibili. Saluti
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Luigi 2013-10-11 19:31
Citazione Ludwig:
@ Dott. Copertino. sò che è impegnatissimo ma è proprio che non ne sò quasi niente io. Le tensioni tra Montini e Pacelli sono indiscutibili. Saluti


Caro Ludwig,
E' però anche vero che, quando era segretario di Stato di Pio XI, fu proprio il cardinale Eugenio Pacelli a fortemente volere il giovane Montini in Segreteria. La storia, anche quella ecclesiale, è straordinariame nte complessa per poter essere ridotta in schemi troppo rigidi.
Cari saluti.

Luigi Copertino
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# zampano 2013-10-13 13:52
Un mio commento di ieri non è arrivato.
Voglio ringraziare Copertino dell'attenzione che dà ad ogni commento dei lettori.
Io non ho attribuito a lei, caro Luigi, il fatto che il C.V.II sia ritenuto una nuova rivelazione (lo avevo scritto tra parentesi nel commento).

Ora voglio comunque "spezzare una lancia" a favore dell'atteggiamento che Copertino ha di fronte a questi problemi.
Giudicare il Papa come "eretico", o additarne i comportamenti eterodossi o più o meno ambigui e discutibili, con durezza e con tono perentorio e superiore rischia di creare delle attenuanti per noi cattolici: rischiamo di nasconderci dietro ad un dito, rischiamo di crearci una nostra idea di fede, di Chiesa, finendo per seguire una NOSTRA RELIGIONE.
Quindi paradossalmente accusando il Papa di non essere rispettoso degli insegnamenti del Magistero, rischiamo di perdere la fede o quel poco di fede che ora ci tiene vicino a Gesù proprio per mezzo del magistero petrino.
E' un rischio molto grande e pericolosissimo che si insinua in noi.
Proprio i giorni scorsi Papa Francesco è tornato sul tema del demonio che non ci lascia in pace ed ha invitato ad essere vigilanti.
Questo non è un parlare da modernista, ma da uomo di Chiesa.
Invito dunque tutti (io mi metto davanti, dato che è un rischio che corro io per primo) a non allontanarsi dalla Chiesa e dal seguire il Papa in nome di una purità dottrinale personale tutta da dimostrare.
Attenzionare ciò che è discutibile in questo Papa ci porta a perdere di vista quanto di buonissimo e bellissimo ci sta testimoniando.

Cordialissimi saluti a Copertino
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Carolan 2013-10-29 20:45
Citazione zampano:
Giudicare il Papa come "eretico", o additarne i comportamenti eterodossi o più o meno ambigui e discutibili, con durezza e con tono perentorio e superiore rischia di creare delle attenuanti per noi cattolici: rischiamo di nasconderci dietro ad un dito, rischiamo di crearci una nostra idea di fede, di Chiesa, finendo per seguire una NOSTRA RELIGIONE.
Quindi paradossalmente accusando il Papa di non essere rispettoso degli insegnamenti del Magistero, rischiamo di perdere la fede o quel poco di fede che ora ci tiene vicino a Gesù proprio per mezzo del magistero petrino.
E' un rischio molto grande e pericolosissimo che si insinua in noi.


Lei ha perfettamente ragione. Basta vedere quello che è successo con le Comunità di Base (CdB) di "sinistra". Criticavano, criticavano criticavano e, alla fine, non è rimasto proprio nulla della loro "critica". Di quelli che si trovavano in piazza a celebrare la Messa, dissentendo con rabbia sociale dalla Chiesa e dalla gerarchia, non è rimasto praticamente nessuno. La stragrande maggioranza ha abbandonato la Chiesa e ha lasciato ogni forma di celebrazione eucaristica. La loro religione sociale non esiste più in quanto la Fede è stata abbandonata. Così finirebbero coloro che si allontanano per creare una propria chiesa ritenuta l'unica "ortodossa": si tratterebbe di un atto di puro egoismo destinato a concludersi con la perdita della Fede stessa.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Maccabeo 2013-10-18 17:17
Dove sono le scomuniche fulminate dai prodi papi conciliari e post a quelli che distorcevano i "nobili" significati dei documenti del concilio Vaticano II?

Poi la questione dell'appartenenza alla massoneria e il gaysmo di montini dove lo lasciamo?

Lei, copertino, è un buon difensore di ufficio ma molti, ormai, hanno sviscerato i problemi relativi l'azione del MODERNISMO nel concilio e post col la complicità dei "papi", che altro non eran sen non degli agenti della "cloaca di tutte le eresie" chi in un modo e chi in un altro. Bergoglio è un modernista, e questo è sufficiente ad un cattolico romano per sottrarsi all'obbedienza dell'agente dell'eresiarca di turno.

Le scomuniche - tra l'altro - se le sono prese solo quelli fedeli alla tradizione.
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# Luigi 2013-11-12 18:27
Un ringraziamento a Zampano, Carolan e paesenuovo.

@ Maccabeo (ed agli altri detrattori delle mie considerazioni) vorrei far osservare che, con i criteri usati da alcuni "tradizionalisti ", anche sant’Ireneo di Lione, Padre della Chiesa, dovrebbe essere considerato un pericoloso MODERNISTA dal momento che, nel suo trattato “Adversus Haereses” (IV, 20, 7), commentando il Salmo 144, ha scritto, venti secoli prima di Papa Montini, che «Gloriam Dei vivens homo», “la gloria di Dio è l’uomo vivente”.

Cari saluti.

Luigi Copertino
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# bbruno 2014-01-22 18:32
E' uno sforzo inutile presentare Paolo Vi come perfettamente inserito nel quadro della fede cattolica, come di necessità dovrebbe essere in quanto papa. Con queste sue dichiarazioni, il Montini si professa chiaramente adepto fervente della religione dell'uomo, della quale la suprema istanza è da lui stessa indicata: l'ONU, in onore della quale addirittura tesse il suo commovente panegirico, proclamandola imbevuta di autentico sentire umano, "ideale dell'umanità pellegrina" ( verso il cielo del Palazzo di Vetro?) , "speranza migliore del mondo": riflesso di Dio sulla terra! L'ONU al posto della Chiesa! Non doveva avere la Chiesa il senso vero dell'uomo, non doveva la Chiesa essere l'ideale a cui conformarsi per sperare con essa di salire alla condizione celeste, la speranza unica di salvezza del mondo??? E non doveva Dio essere l'unico cui spettasse un culto, secondo quanto scritto: "Non avrai altro Dio all'infuori di me"...?

E poi ci meravigliamo se l' "Ira di Dio" (Rom.1 ) si è rovesciata sul luogo stesso dove Pietro aveva costituito la sede della Verità, e dove invece gli uomini, che ne hanno preso possesso, si rifiutano di adorare Dio "smarriti" - come sono - "in stupidi ragionamenti", finendo così per non capire nulla. Pretendendo anzi, "di essere sapienti, sono divenuti pazzi " , dandosi all'adorazione dell'uomo mortale, invece che " adorare il Dio glorioso ed immortale”. ( l'esistenza della lobby omosessuale che impera in vaticano dai tempi di Paolo VI è stata recentemente confermata dall'ex comandante della Guardia Svizzera Elmar Maede. E un altro segnale di essa, perché non vederla nella sostituzione del card. Burke, noto 'omofobo', a favore del card. Wuerl, noto simpatizzante omo???,....)
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
# bbruno 2014-01-22 22:43
ma che parlo di ex-comandanti svizzeri, di segnali da rimozioni e nomine, qui c'è l'ammissione chiara dello stesso Bergoglio francesco, il Capo: vedere: /voiceofrussia.com/2013_06_12/Gay-lobby-at-Vatican-exists-Pope-Francis-1190/
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 

Aggiungi commento


Libreria Ritorno al Reale

EFFEDIEFFESHOP.com
La libreria on-line di EFFEDIEFFE: una selezione di oltre 1300 testi, molti introvabili, in linea con lo spirito editoriale che ci contraddistingue.

Servizi online EFFEDIEFFE.com

Archivio EFFEDIEFFE : Cerca nell'archivio
EFFEDIEFFE tutti i nostri articoli dal
2004 in poi.

Lettere alla redazione : Scrivi a
EFFEDIEFFE.com

Iscriviti alla Newsletter : Resta
aggiornato con gli eventi e le novita'
editorali EFFEDIEFFE

Chi Siamo : Per conoscere la nostra missione, la fede e gli ideali che animano il nostro lavoro.



Redazione : Conoscete tutti i collaboratori EFFEDIEFFE.com

Contatta EFFEDIEFFE : Come
raggiungerci e come contattarci
per telefono e email.

RSS : Rimani aggiornato con i nostri Web feeds

effedieffe Il sito www.effedieffe.com.non è un "prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare e contraddistinto da una testata", come richiede la legge numero 62 del 7 marzo 2001. Gli aggiornamenti vengono effettuati senza alcuna scadenza fissa e/o periodicità