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C’è un doppio Bergoglio? (parte I)
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PRIMA PARTE
Attaccare persone senza nominarle è un tipico espediente dei dittatori. Lo usò Robespierre, come mezzo di seminare il terrore nell’assemblea. Stalin soprattutto ne fece grande uso. Un articolo non firmato sulla Pravda accusava senza nominarli «deviazionisti di destra» (o «di sinistra», non importa) come nemici del Proletariato, e sabotatori delle sue Conquiste, e il giorno dopo una folla di caudatari si incaricava, per zelo, arrivismo e paura di essere confusi coi reprobi, ad accusarli con nomi, cognomi e circostanze aggravanti. Qualche ora dopo, nel cuore della notte, la Ghepeù bussava a quelle porte, e i nominati erano portati via, sparendo per sempre.

L’altra mattina ho sentito padre Livio che dalla sua radio attaccava con zelo feroce «gli arroganti», quelli che «sono loro il Papa», e ho capito che parlava di Palmaro e Gnocchi, due degni cristiani che fino al giorno prima aveva fatto collaborare a Radio Maria, e di cui conosce bene in prima persona la fede e la serietà, per non dire la santità di vita. Il fatto è Livio, come i caudatari di Stalin, voleva mostrare eccedendo in zelo (1) il suo accordo che Papa Francesco, che quel mattino stesso, ha attaccato i suoi critici – come al solito nell’omelia della Messa – ovviamente senza nominarli, ma elevando gravi accuse. Sono cristiani che «cadono nell’atteggiamento di chiave in tasca e porta chiusa», che cioè vogliono una chiesa per pochi, anzi solo per loro, e ne tengono lontani i lontani. Sono «rigidi moralisti eticisti ma senza bontà», hanno una fede «diventata ideologia, e l’ideologia spaventa, caccia via la gente». Ciò perché costoro «non pregano», «gente sporcata dalla superbia»... Padre Livio ha rincarato le accuse con il prevedibile zelo. C’è molto di ideologico, in questa servile spietatezza che a servizio del potente, scalcia il debole innocuo e innocente. Ma passiamo oltre.

Il timore di una Chiesa «chiusa e chiavi in tasca», legata alle sue liturgie, tradizioni e lingue morte come un prezioso fossile, ma senza più capacità espansiva e missionaria – come la chiesa copta, o quella del Malabar, diciamo – è la preoccupazione palese dei novatori e ossessionò i più «avanzati» padri conciliari e loro teologi ed esperti, desiderosi della più ampie aperture al mondo, modernizzazioni, «aggiornamento». Nella misura in cui è in buona fede, è un’ansia che merita considerazione. Papa Bergoglio ha detto e ripetuto chiaro che questa è anche la sua divorante passione. È evidente che fa parte di quella maggioranza prelatizia, per la quale il rigore liturgico e la lingua latina e duemila anni di tradizione accumulata sono scorie culturali che impediscono di «incontrare l’uomo d’oggi». Quella schiera che, come ha scritto Palmaro, coltiva « l’idea di un’alternativa insanabile fra rigore dottrinale e misericordia: se c’è uno, non può esservi l’altra».

Il peggio è che a quanto sembra, per Bergoglio anche la dogmatica tutta quanta, la filosofia tomista, il diritto canonico, l’organizzazione vaticana («lebbra del papato»), sono scorie culturali di un passato morto da abbandonare, sedimenti ideologici superati che nascondono l’essenza di Cristo (amore, accoglienza mitezza e tenerezza), che positivamente sono d’ostacolo a raggiungere le anime. Sicché tutto ciò va distrutto per far rilucere l’Evangelo nella sua purezza, l’amore del prossimo. «Così cambierò la Chiesa», come ha annunciato a Scalfari.

È una cantonata storica, dato che proprio lo smantellamento e l’«aggiornamento» hanno coinciso con una immane discessio dalla Chiesa, non più silenzioso rifugio a-temporale per anime che cercano l’essenziale, ma porto di mare aperto a tutti i venti della «attualità» privata di sacro; una Chiesa che vive «schiacciata nel presente» proprio come i giovani d’oggi di cui papa Francesco si preoccupa. E non credo occorra provarlo, basta indicare la sterilità artistica e la perdita dell’arte sacra, la bruttezza imperante in tutto, la mancanza di buoni preti con vita interiore (e di preti tout court), la banalità di certa «carità» cattolica attenta ai sofferenti che appaiono sui tg... E stupisce che un gesuita (una volta non erano dotti?) non ne colga il carattere ideologico, almeno pari a quell’ideologia di cui accusa i «tradizionalisti». Ma questo è ciò che il Papa crede, e se ne deve prendere atto; e credere che nella sua volontà di smantellare demolire, ci sia la buona intenzione. E si deve ammettere certe critiche «tradizionaliste» paiono fatte apposta per confermarlo nell’idea che quelli vogliono una chiesa chiusa e con la chiave in tasca, in quanto eccepiscono cose formali e marginali: la croce pettorale di ferro anziché d’oro, il «buonasera» della prima volta al balcone, «vescovo di Roma» invece che Papa, e così via.

Sono accuse e critiche che personalmente non ho condiviso, sono pre-giudizi da cui mi sono distanziato in qualche articolo, per quel che vale. Bisogna accettare il fatto che ci sono cose che un Papa è libero di fare come persona privata, e che è legittimato a fare come autorità e per le quali gli dobbiamo obbedienza, ci piaccia o no. Giovanni Paolo II ha voluto inserire nel Rosario i misteri «della luce», e noi fedeli li meditiamo ogni giovedì, anche si di questa innovazione non sentivamo il bisogno.

Personalmente, e contro alcuni lettori, di Francesco ho approvato la sua richiesta di benedizione al popolo, la prima sera. La sua indizione del giorno di digiuno per chiedere a Dio di sventare la guerra in Siria, mi è parsa grande. Trovo logico il suo abitare nell’albergo, dove prende il caffè al distributore a gettone come tutti e può scambiare idee con visitatori a pranzo, rifiutando recisamente di abitare da prigioniero nei Sacri Palazzi: palazzi dove il Papa è isolato dentro un nido di vipere e di corvi, di carrieristi e cosche omosessuali, che gli nascondono la realtà e – come hanno provato le tristi vicende attorno a Benedetto XVI – gli rubano pure documenti dalla scrivania per darli ai giornalisti. Data questa situazione, anche il suo disprezzo della Curia è molto giustificato; troppi vizi e corruzione, troppa sete di denaro, e troppi pavoneggiamenti in porpora; ora che deve andare a trovare il papa in albergo e non l’ha più al suo centro, la Curia si accorge di non contare più tanto quanto credeva, e speriamo che torni a capirsi come ausiliare, non burocrazia auto-sufficiente. Anche l’abbandono delle pompe monarchiche, retaggio di epoche finite quando il Papa era il capo dello Stato più ricco e potente d’Europa, mi pare ragionevole. La consacrazione del mondo al Cuore Immacolato, davanti alla Vergine di Fatima, è un grande atto in consonanza con la fede popolare, la fede di sempre. Pochi giorni fa, nell’omelia, ho sentito papa Francesco affermare l’esistenza del demonio e della sua capacità di prendere possessione degli esseri umani: con l’argomento che questa non è una credenza «antiquata» ma una verità affermata nel Vangelo da Gesù stesso. In molte omelie, Francesco appare un prete tradizionale.

È come se ci fossero due Franceschi. Perché poi c’è quello che alza il telefono e parla con qualcuno che gli ha scritto, lo consola e l’incoraggia, gli dice buone parole – e poi si affretta a mandare alle agenzie di stampa il resoconto completo di questa piccola opera di paterno apostolato, che guadagnerebbe a restare riservata. Quello che manda 200 euro ad una povera pensionata a cui hanno rubato la borsetta, e subito fa partire il comunicato-stampa. Una abitudine o ricerca del favore e clamore mediatico che risulta, ahimè, troppo astuta e indiscreta per testimoniare una vera carità.

Peggio, c’è l’altro Francesco che prima scrive, poi chiama personalmente Eugenio Scalfari e si fa da lui intervistare, apparendo per ben due volte su Repubblica – «I due «passano il tempo a farsi reciproche scappellate», dice un lettore, «narcisisti e boriosi, sono due personaggi fatti per andare d’accordo». Mi astengo dall’ultimo giudizio, ma posso esprimere al papa il mio sgomento filiale? È stato come scoprire il proprio padre in cattive compagnie all’osteria, o peggio, il proprio parroco filarsela in una casa d’appuntamenti. Conosco già il motivo: «Assisto spiritualmente quelle sciagurate», ma comunque gli dico: bada a te, e «abbi rispetto di te stesso». D’accordo, il papa che vuol fare della Chiesa «un ospedale da campo dopo una battaglia», dove non ti chiedono se hai abortito, divorziato o sei omosessuale; ma è stato saggio come primo atto di detto ospedale, andare a cena col capo del partito della «sinistra borghese» illuminatissima e soddisfattissima di sé? E trovarsi sempre d’accordo con lui? E conversare amabilmente col Ricco Epulone, dicendogli che non cerca affatto di convertirlo, anzi che ha ragione a vivere come vive?

Perché questo è Scalfari: il Ricco Epulone (un miliardario che ha «avuto successo nella vita» e adesso si diletta di temi ‘spirituali’) e, insieme il Fariseo di Luca 18: quello che ringrazia Dio «perché non sono come questo pubblicano»: pago le tasse io, adempio agli obblighi sociali in modo esemplare, sono un potente e allo stesso tempo sono un’autorità morale al contrario di Berlusconi, le mie battaglie sono sempre giuste...

E che cosa dice il papa a questo ricco fariseo? Gli dice una cosa che è un gravissimo errore per un cristiano, nel senso che danneggia l’anima dell’interlocutore. Dice: «Il peccato, anche per chi non ha la fede, c'è quando si va contro la coscienza. Ascoltare e obbedire ad essa significa, infatti, decidersi di fronte a ciò che viene percepito come bene o come male. E su questa decisione si gioca la bontà o la malvagità del nostro agire».

Scalfari non crede alle proprie orecchie. E nella successiva intervista, domanda:

Santità, esiste una visione del Bene unica?
«Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene».

Lei, Santità, l’aveva già scritto nella lettera che mi indirizzò. La coscienza è autonoma, aveva detto, e ciascuno deve obbedire alla propria coscienza. Penso che quello sia uno dei passaggi più coraggiosi detti da un Papa.

«E qui lo ripeto. Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce. Basterebbe questo per migliorare il mondo».


E lo ripete pure, Padre santo. Che dolore provo per lei.

Lei afferma di fronte al Fariseo, che per salvarsi gli «basta che segua la sua coscienza»: ma al Fariseo, sia quello della parabola, sia Eugenio Scalfari, la coscienza non ha mai rimproverato nulla. Ciascuno «deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce»: ebbene, è esattamente quello che ha fatto Stalin. Quando dava ordini di fare «le purghe» in cui scomparvero milioni di persone, quando affamò gli ucraini fino a farne morire di fame altri milioni, egli seguiva rigorosamente la sua coscienza. Hitler ha seguito con pari rigore – e coraggio persino – la propria idea del bene: perché adesso lo si giudica male, al punto da negare il funerale ad un suo antichissimo sottoposto? In base a cosa si giudica male uno e bene Scalfari o, poniamo, il suo socio e padrone De Benedetti, miliardario fattosi svizzero per evadere le tasse? La sua incautissima frase, Padre, porta a questo: al soggettivismo assoluto e di conseguenza al relativismo. Per esempio: si dà un giudizio negativo su Hitler e positivo su Stalin in base ai propri gusti; aderire al partito di Berlusconi o De Benedetti dipende dalle proprie preferenze ideologiche.

Abbiamo capito che lei preferisce il partito di Repubblica, ma questo non è più cristianesimo. Lei dice e ripete: finché ci sono io, «la Chiesa non farà politica». Ma lei ha fatto politica eccome! L’ha fatto scegliendo come interlocutore preferito Scalfari e la sua Repubblica – che sono un preciso partito. Perché non, poniamo, il Corriere o La Stampa, o Libero? Possibile che un gesuita sia così ingenuo? (Non ci sono gesuiti ingenui). E poi le sue cordiali chiacchierate col Ricco Epulone fariseo, dove sostiene la libertà assoluta di ogni coscienza, pone una luce inquietante su certe sue battute. Per esempio quando ha detto: «Chi sono io per giudicare un omosessuale?»: è carità o è il rispetto per il soggettivismo dell’individuo?

Ah, Padre santo! Affermare (due volte) il primato assoluto della coscienza individuale avulsa da ogni considerazione di verità, non è solo il contrario del dettame cristiano («Non sia fatta la mia, ma la Tua volontà»). È un errore psicologico ed antropologico: non sa come è elastica oggi la «coscienza» degli uomini? Specie dei non credenti di successo, a cui è andata bene? La «coscienza» è come stucco e plastilina, se la conformano come gli pare, e si giustificano sempre. Scalfari ha scritto addirittura un libretto il cui titolo già dice tutto: «Incontro con Io» (Rizzoli 1994), dove è chiaro che per Scalfari, il suo Io (maiuscolo) è suo dio (minuscolo), e che lo adora ogni minuto.

Certo voleva affermare la libertà della coscienza, certo con buone intenzioni. Riprendo la sua frase: «Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene». Anzi, aggiunge lei, se c’è «peccato», è «andare contro la propria coscienza», contro ciò che uno «percepisce come bene e male». Ottimo, dico io: ma questo principio vale per tutti, o solo per gli atei? L’obbligo di obbedire a ciò che la propria coscienza ritiene bene vale anche per i suoi critici? Per Palmaro e Gnocchi? Costoro hanno ritenuto loro dovere cristiano protestare contro certe sue asserzioni. Essendo credenti, mica l’hanno fatto alla leggera. Perché lei non è cordiale con loro com’è stato per Scalfari? Come mai invece di precipitarsi a telefonare loro, li accusa (senza farne i nomi e senza conoscerli) di voler tener chiusa la chiesa e portarsi via la chiave, di essere gente che non prega, farisei e superbi?

Per come li conosco, pagano di persona. Palmaro, padre di quattro figli da mantenere, temo, perderà il posto insegnante in una accademia pontificia per dire quello che le ha detto. Lui e Gnocchi sono stati cacciati via dai suoi caudatari di Radio Maria, dove hanno lavorato per decenni. Per di più, la figlia di uno di loro è stata aggredita «verbalmente con violenza» all’uscita della scuola per quanto ha scritto suo padre di critica a Lei, dal papà di un’altra studentessa; e l’aggressore non solo è un cattolicone, è un Roncalli, pronipote di papa Giovanni, il «Papa-Buono» per antonomasia. (Orgoglioso lamento cattolico)

Cose incredibili; ma chiarissime prove che il «buonismo» di certi cattolici è una maschera alquanto untuosa; e che la loro «misericordia, bontà e apertura al mondo» non si astiene dalla ferocia dei vili, che sono i più, ben felici di scalciare uno caduto in disgrazia, specie se migliore di loro, specie se autorizzati dall’alto...è la vecchia storia del capro espiatorio, che unisce la società contro di lui, la vittima spregiata, bersaglio di tutte le rabbie e le invidie represse. Richiami questi suoi cani da guardia, Santità. Li avverta che, con la sua asserzione a Scalfari, il Papa ha decretato la libertà di coscienza per tutti. O no?

Dica loro che stanno disobbedendo a Lei e al suo messaggio fresco enunciato a Scalfari, quando epurano, ostracizzano e cacciano queste persone (insultandone anche i figli) per le loro opinioni. Riprendo ancora una volta la sua frase: «Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene». La mandi a padre Livio Fanzaga sottolineata, la mandi al nipote del cosiddetto Papa Buono: la libertà d’opinione è sacra. Hanno mancato di rispetto al Papa? Ma loro sono convinti che è monsignor Bergoglio a mancare di rispetto al papa – alla sua funzione e dignità – con le sue chiacchierate a ruota libera, che fa come persona privata, e ben diffuse dai media subito dopo.

Ma mettiamo che Palmaro e Gnocchi sbaglino (cosa che in base alla sua enunciazione, non si può asserire mai: «Chi sono io per..?» eccetera). Lei fa della Chiesa un ospedale da campo; lei esprime continua comprensione per gli omosessuali, le donne abortenti eccetera. Lei ha detto: «Dio nella creazione ci ha resi liberi: l’ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile». Non ci sarebbe misericordia e «accoglienza» anche per questi erranti, sicuramente feriti (più di quanto immagina) da mezzo secolo di orrori liturgici, abusi martiniani (applauditissimi), e chitarrine alla presenza del Cristo Eucaristico?

E invece Ella usa due pesi e due misure (com’è logica conseguenza del relativismo): massima «comprensione» per i peccatori progressisti, brutale repressione per quelli conservatori. È esattamente la stessa cosa che faceva il cardinal Carlo Maria Martini-Cavour (era della famiglia): tutto comprensione, benevolenza e umiltà verso i radical-chic (per questo lo adoravano: non poneva loro alcuna esigenza) e gli atei da cui diceva di aver solo da imparare (perciò fondò la «cattedra dei non credenti»), aperto ad ogni rottura (dalle coppie gay alle donne-prete), dialogante e tollerante, tutto accuse al vecchio autoritarismo della Chiesa... e sottoponeva a processi canonici i laici con le cui idee non andava d’accordo. Processi canonici segreti, come ai tempi dell’Inquisizione spagnola: egli lo intentò ai giornalisti de Il Sabato, settimanale cattolico vicino a CL, nel 1988 (2). Quando gli faceva comodo, gettava il progressismo e la tolleranza che sfoggiava nei salotti di Repubblica, e faceva pesare l’autorità di principe della Chiesa (che contestava e derideva nel Papa), usando tutti i vecchi arnesi della repressione controriformista, ma di nascosto. Due pesi e due misure: lungi dal produrre tolleranza per tutte le idee, il relativismo si manifesta come intolleranza di parte.

E questo mi porterebbe ad affrontare la spiccia brutalità con cui papa Francesco – mentre incitava Scalfari a «procedere a quello che lui pensa il Bene» in piena libertà di coscienza – ha trattato i Francescani dell’Immacolata, destituendone il fondatore senza mai ascoltarlo e vietando ai membri la celebrazione della Messa in latino consentita da Benedetto XVI, senza spiegazione alcuna. Qui, niente libertà di coscienza; qui, solo mano pesante verso un gregge che si sa docile, perché tenuto all’obbedienza. Ma poiché questo articolo è già troppo lungo, ne parlerò la prossima puntata.

(1- Continua)




1) In seguito padre Livio ha riferito di «voci interne» al Vaticano, le quali hanno voluto precisare che il Papa non aveva rivisto il testo dell’intervista che Scalfari gli aveva fatto; e che lo stesso Scalfari non aveva preso appunti durante la conversazione, «non aveva registratore», e dunque ha ricostruito la conversazione ad sensum. Tanto più, ha detto padre Livio, che «ha 89 anni e a quell’età di è un po’ sordi». Forse è una marcia indietro piccolissima? Speriamo.
2) Cito qui Antonio Socci. «Il cardinal Martini ¬ benché noto come progressista, dialogante e tollerante ¬ è il vescovo, l’unico che io sappia dagli anni del Concilio, che ha sottoposto all’ Inquisizione (chiamato oggi Tribunale ecclesiastico di Milano) alcune persone, oltretutto laici, per un’opinione, una semplice opinione oltretutto non di dottrina, ma di natura storica e culturale (dove la disciplina ecclesiastica non vale). Accadde nel 1988 e io fui uno dei tre giornalisti del settimanale cattolico «Il Sabato» ad essere convocato in Curia e interrogato dal rappresentante del Tribunale ecclesiastico, monsignor Coccopalmerio. Quale fu il nostro «crimine» ? Un’analisi storica. In una lunga inchiesta sulla crisi della Chiesa, constatammo ¬ con una documentata analisi (elogiata fra gli altri da Augusto Del Noce) - la «corrosione protestante del cattolicesimo politico, ancor più esplicita fra i cattolici intellettuali».
Un gruppetto di intellettuali cattoprogressisti presentò un esposto all’arcivescovo di Milano perché, con tale analisi, a loro dire, avremmo leso la «buona fama» di Giuseppe Lazzati, che era uno dei tanti intellettuali menzionati e che mai ci eravamo sognati di attaccare sul piano personale. Il cardinale avrebbe potuto archiviare l’esposto, trattandosi di una normale e libera discussione storico-culturale. Invece attivò il procedimento finché «Il Sabato», essendo un settimanale cattolico legato a Comunione e liberazione, non dovette chinare la testa e fare una specie di abiura per «disciplina ecclesiastica». Un piccolo «caso Galileo» che esplose sui media grazie al Giornale di Montanelli che sparò tutto in prima pagina con questo titolo: «A Milano è tornata l’Inquisizione. Al rogo il settimanale Il Sabato?». Il cardinale Martini fu molto seccato perché la cosa era diventata pubblica associando il suo nome all’Inquisizione delle idee. Il caso fu emblematico perché rese evidente che nella Chiesa postconciliare i teologi potevano mettere in discussione tutti i dogmi della fede, dalla Trinità a Maria, passando per i Vangeli, ma guai a mettere in discussione lorsignori «intellettuali cattolici» o più in generale l’establishment cattolico. L’Immacolata Concezione e la Resurrezione di Cristo si potevano discutere, ma Scoppola, Dossetti, Lazzati, Alberigo (con i Prodi e i De Mita), quelli no.



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Commenti  

 
# PIERO61 2013-10-20 11:31
salve e buona domenica a lei e a tutti
mi ritrovo in pieno con quanto da lei scritto, non ho mai perso la Fede ma rimango perplesso da certi atteggiamenti papali e vescovili e, quando li faccio notare ad alcuni miei conoscenti cattolici adulti, vengo deriso come un povero idiota.
Una di queste "persone" merita una particolare menzione: tutta preghiere, canti, adorazione eucaristica, ecc. poi si butta in politica, viene eletta nelle liste del PD e sostiene il sindaco di Genova, Doria, noto fautore di ateismo, matrimoni tra pervertiti, droga libera, diritti solo per gli immigrati eccetera; sui suoi "santini" elettorali, stava scritto: "MODERNA e SOLIDALE"...a voi la parola
saluti
Piero e famiglia
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# Kelsen82 2013-10-21 17:03
Anche io spesso mi sento un idiota pur sapendo di essere nel giusto e non contro la Sposa di Cristo.
Per quanto riguarda il Santo Padre mi permetto di dire che forse tende ad essere più Simone che Pietro.
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# Chiara 2013-10-20 11:36
"Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli."

Matteo 5,17
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# frank10 2013-10-20 12:26
Eccellente, Blondet!

Mentre lo leggevo pensavo di fare un commento che citasse la Misericordia (verso chi?), il rispetto della coscienza (solo degli atei?) e poi mi ritrovo che le ha analizzate perfettamente.

Quanta incongruenza e durezza di cuore in questi cattolici alla Bergoglio!


Una nota sulla "consacrazione" alla Madonna: non c'è stata proprio nessuna "consacrazione" come dice Roberto de Mattei:

"I devoti di Fatima attendevano da Papa Francesco un passo avanti, rispetto ai suoi predecessori, ma sono stati profondamente delusi. Il Papa ha pronunciato in tono stanco una formula più debole di quelle precedenti, senza usare la parola consacrazione, e senza citare né Fatima, né il Cuore Immacolato, né il mondo, né la Chiesa, e tantomeno la Russia. Il Papa, in una parola, contrariamente a quanto era stato annunciato (cfr. ad esempio http://www.zenit.org/it/articles/l-importanza-di-consacrare-il-mondo-al-cuore-immacolato-di-maria), non ha consacrato il mondo al Cuore Immacolato di Maria. C’è stato un generico accenno a «Dio, che mai si stanca di chinarsi con misericordia sull’umanità, afflitta dal male e ferita dal peccato, per guarirla e per salvarla», ma senza richiamare i pericoli che oggi incombono sull’umanità impenitente."
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# antaratman 2013-10-20 15:33
frank10

Tutto vero!
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# Annhilus 2013-10-21 15:39
Citazione antaratman:
frank10

Tutto vero!



Oltre a non aver consacrato proprio nulla
bergoglio non ha detto "chi sono io per giudicare un omosessuale" affermazione già di per sè assai incauta, ma ha detto:

"Chi sono io per giudicare un gay che ha buona volontà e cerca il Signore".

Questo ovviamente non significa la stessa cosa.

Il Gay non è un omosessuale "generico" ma un omosessuale "attivo" in senso ideologico e persino fisico, che incede alla sua degenrazione reputandola come cosa naturale e proponendola come normale scelta di vita con la sua testimonianza pubblica.

Omosessuale è un termine ancora neutro che può identificare un qualunque individuo con tenedenze da invertito, ma che magari le reprime o comunque le vive in modo problematico, mentre dire "gay"
significa parlare di individui che non si vergognano della loro perversione e delle loro sodomie ma che invece le sbandierano e le propugnano come loro diritto.

Bergoglio NON ha detto "omosessuale" ma HA detto "GAY", e anche se poi in sala stampa vaticana si sono precipitati a correggere ed anche lui si è corretto
in seguito (tornando al termine neutro di omosessuale) sull'aereo intervistato dai giornalisti ha detto GAY.

La cosa è ovviamente grave:

O gli è scappato quello che pensa veramente e poi ha rettificato nel qual caso è un sempliciotto o comunque uno che prima parla e poi pensa, che per u papa non è il massimo, oppure è un furbo
e dice e poi corregge alla bisogna proprio per fare e disfare e per lasciare nell'ambiguità e nella relatività quello che dichiara, col risultato che poi gente onesta intellettualmen te e preparata teologicamente si ritrova senza lavoro
con le figlie insultate, solo perchè dice quello che è.

Preghiamo perchè il momento è grave, molto più grave di quanto la maggioranza non sia sia resa conto.
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# stefi 2013-10-21 17:41
tutto vero...nessuna Consacrazione
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# Hermann 2013-10-20 12:57
Alla luce di questo mirabile articolo (superlativa la frase finale della nota 2), è ora di indagare sulle vere cause delle dimissioni di Papa Benedetto XVI: non è possibile ridurre tutto all'età avanzata o alle forze fisiche calanti.
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# Giulio 2013-10-20 13:32
Concordo pienamente: qualcosa sui veri motivi deve pure essere trapelato.
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# Kelsen82 2013-10-22 09:09
Un'analisi di quanto ha portato Benedetto XVI a rinunciare (non esistono le dimissioni per il Pontefice) sarebbe opportuna e auspicabile.
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# GiuFeder1425 2013-10-20 17:13
Ritengo molto probabile che Papa Benedetto XVI sia stato costretto alle dimissioni proprio perchè i tempi erano maturi affinchè ARRIVASSE LUI, cioè questo Vescovo di Roma ... il cui profilo teologico/spirituale/politico è stato così bene desritto in questo articolo del Direttore Blondet a cui mi associo.
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# Policarpo 2013-10-20 13:06
Circa l'ospedale da campo. Esso ha una organizzazione ferrea. Sanno costoro che vi è una rigida precisa disciplina e organizzazione dal vertice all'ultimo dei barellieri? I barellieri non fanno i chirurghi né i chirurghi i barellieri. I chirurghi hanno studiato e sono formati (la dottrina) ad una scuola rigidissima dove anche i figli di papà devono saper volteggiare il bisturi. È così infermieri e financo i barellieri che raccolgono i feriti. La carità viene somministrata secondo scienza e spesso, molto spesso sul campo di battaglia si fa triage: alcuni vengono salvati altri (i più malmessi,uno scalfari, quasi sicuramente) vengono sacrificati. Il tutto tra sangue, vomito, feci, urla, pianti...ma tutta questa disperazione, tipica del mondo quotidiano non induce il primario di pronto soccorso a rinunciare al suo titolo (di studi, conoscenza e pratica) solo per solidarizzare con i feriti che, per l'appunto, s'aspettano che egli "sia" il primario, così giù giù per tutti gli altri nella scala gerarchica istituita per la salvezza e la cura dei feriti.
Nell' ospedale bergogliano sembra che il primario stia consegnando il bisturi ai moribondi dicendogli di operarsi da soli.
Sono banalità, scusate, ma citando Chesterton: "Spade saranno sfoderate per dimostrare che le foglie sono verdi d'estate".
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# betamax 2013-10-20 15:14
Ottime le tue precisazioni sulla disciplina gerarchica anche (e soprattutto) nell'ospedale da campo.
Ma purtroppo nessuno sa più che cos'è il combattere, anzi i più vocianti non sanno più neppure che cos'è il servizio militare (pur nella sua pochezza). Quindi pochi potranno beneficiare delle tue osservazioni.
Tra l'altro, nessuno (a mia conoscenza) ha notato che l'ospedale da campo dopo una battaglia evoca necessariamente che siamo in guerra, che cioè la vita del cristiano è comunque una battaglia, cosa che si diceva comunemente e quotidianamente nelle chiese di altri tempi, mentre oggi è scomparsa dalla predicazione (solo pace, pace, pace...).
Da come la dice il papa, però, non si capisce più bene su quale fronte o meglio in quale retrovia si trovi quel tal ospedale da campo.
C'è solo da pregare e sperare.
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# pulikovskij 2013-10-20 19:35
il Papa ha parlato di "ospedale da campo dopo la battaglia", non di "ospedale da campo".
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# paolaerre46 2013-10-20 13:13
Bentornato dott. Blondet, passata la crisi vedo. Meno male, ma non avevo dubbi che sarebbe risorto alla pugna.
Due considerazioni: Verrà un lupo vestito da agnello e molti anche tra gli eletti sbagliandosi lo seguiranno; lo sò, già detto, ma cosa meglio delle Parole di Cristo?
Secondo (e anche questo già detto) p. Livio è pericolosissimo . Io non sò se a Madgjugorje ci sia Maria Santissima o qualcun altro (dato che quando la Chiesa dice : non consta nulla di soprannaturale non vuol dire letteralmente quello che dice, ma usa una espressione interlocutoria per prendere tempo) ma, francamente posso solo dire che - per adesso - i frutti di Med.re NON sono malati. Ma poniamo (ipotesi) che dietro le apparizioni ci sia il malefico, ho sempre pensato che tutto sto lavoro non sarà stato fatto per quattro animucce, il gran colpo, quello veramente da maestro sarebbe di portare p.Livio sulla strada del lupo vestito da agnello. Se ci sarà uno scisma (quello profetizzato per gli ultimi tempi) p. Livio sarà in ... un bel mare in tempesta (di guai)
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# MarcoS 2013-10-20 13:28
Per quello che può contare: ho sentito in TV, a uno dei TG in onda all'ora di pranzo di oggi domenica 20 ottobre 2013, il Papa affermare che la Chiesa "non deve fare proselitismo" ... ah no ? E allora il suo Fondatore e migliaia di Santi dopo di lui e sulle sue orme cos'altro hanno fatto ? Dopodiché ho sentito sempre il Papa portare ad esempio di cosa deve fare un cristiano una suora missionaria (mi sembra, ma non ne sono sicuro) morta ... in un incidente d'auto ... ora, al netto del cordoglio per le sue consorelle e i suoi familiari, che dire se non: esticazzi !
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# bbruno 2014-01-20 14:19
...e non s'accorge nemmeno il nostro gesuita papa che dicendo così - niente proselitismo,ch e sciochcezza! - si sega addirittura il ramo su cui è appollaiato: come ci sarebbe, se a Rome , 2000 anni fa, non fosse venuto Pietro (con Paolo, il super- proselitizzator e) a fare proseliti???
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# paolaerre46 2013-10-20 13:30
Scusate se aggiungo una coda al mio commento, ma mi fido così poco di questo papa che vorrei chiedervi una cosa: qualcuno di voi ha visto questo "famoso'' affidamamento alla Madonna da parte di Bergoglio? Se dice la S. Messa con il "suo personale stile (non si inginocchia alla Consacrazione''con che "stile'' ha fatto la consacrazione alla Madonna?. E badate che mentre dico questo non mi sento particolarmente furba, in realtà a me stanno tremando le vene dei polsi.
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# zampano 2013-10-20 14:59
anche io sono molto timoroso, diciamo così
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# Carlo Principe 2013-10-21 12:59
Il Papa ha problemi di salute. Sarà per questo che non si inginocchia.
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# Annhilus 2013-10-21 22:15
Citazione Carlo Principe:
Il Papa ha problemi di salute. Sarà per questo che non si inginocchia.

Che problemi di salute avrebbe di Grazia secondo lei? Legamenti difettosi?
Rotula ingrossata? Insomma cosa può impedire al sorridente e arzillo bergoglio
da copacabana di inginocchiarsi coi suoi 77 anni che invece non creava problemi al povero Benedetto che con le sue ben maggiori primavere che si inginocchiava sempre? Persino Giovanni Paolo II che manco riusciva a camminare si ingocchiava
e all'umilissimo bergoglio dolgono i ginocchietti???

eddaiiiii
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# MarcoS 2013-10-20 13:34
Ah dimenticavo, affermando che la Chiesa "non deve fare proselitismo" il Papa - oltre a tutto il resto - ci ha detto papale papale che Radio Maria nun serve a un cazzo (come si dice nella sua diocesi) ... come vede, direttore, quello del lacchè è un duro lavoro, tutto il giorno a leccare stivali e sei ripagato con un calcio in culo.
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# Franco_PD 2013-10-20 13:47
"Il Papa ha davanti a sé il collasso della fede, le accuse alla Chiesa, il dominio della cultura radical-laicista. Ha pensato, da gesuita, che sia più efficace non prendere di petto il mondo ma assecondarlo il più possibile. A lui interessa meno la coerenza con la dottrina e la tradizione, che stavano più a cuore al suo predecessore, e interessa più la (ri)conquista dei fedeli, il consenso delle folle e l'assenso dei media e dei poteri culturali". Non è farina del mio sacco. L'ha scritto lo scorso 21 settembre Marcello Veneziani su "Il Giornale". Mi associo al pensiero di questo mio antico sodale. Che non mi sembra invero di particolare lode al personaggio...
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# Der Beobachter 2013-10-20 15:42
Mi trovo abbondantemente d'accordo con questa tesi. Una chiesa che deve parlare la lingua di Facebook per riconquistare fedeli nel mondo deve allora anche usare l'amplicatore nella comunicazione ed essere quindi terribilmente ostentativa. In questo il gesuita Francesco ne e' maestro e nulla e' lasciato al caso.
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# pelzen 2013-10-22 00:30
Perdona, ma con facebook la gente non mangia, non prova sollievo per la perdita del lavoro, di un figlio, per i problemi dell'alcool e della droga se non dei baccanali.
Dove vediamo i preti di strada? Dove stanno?
Una volta si vedevano, in bici, con le tuniche al vento, trafelati a portare sollievo, una parola di conforto.
Adesso li vedi dietro ad uno schermo, a parlare ad un cellulare e le file nelle sacrestie per chi cercarcava conforto sono sparite. Per i funerali hanno uno scandeziario, un'agenda ben realizzata con date ed orari, oltre i quali non si può! ma non conoscono nemmeno i defunti, non sanno nulla, sanno solo aspettare la loro misera paga.
L'appropriazione della strada, della vita reale, del minuto come del grande è assente in buona parte della chiesa. Essa si riduce, per quello che constato, a forma, ma senza contenuto, a proclami, lettere e tavole rotonde.
Io credo che un papa deve mantenere rigida la tradizione, ma al tempo stesso sapersi piegare per adattarsi ai tempi attuali, che di moderno non hanno nulla, anzi, è il ritorno al paleolitico.
La chiesa e con essa i vertici, deve attuare una politica che riporti nel suo cammino millenario quelle blande regole che si sono perse nel corso degli anni. Quindi è bene che si faccia la messa in latino, così la gente si interesserà a quello che dice il prete; bene che osteggi le coppie separate, ma allo stesso tempo incoraggiarle ad avvicinarsi alla fede e ad una vita più sana; bene nel condannare l'aborto, ma senza lasciare spazi ai vari medici che lo praticano e senza passare per integralisti (ci sono casi in cui l'aborto è necessario).
La chiesa quindi deve riappropriarsi di quello spazio che alcuni hanno regalato a quelli che voi chiamate i fratelli maggiori, ma che io definisco sciacalli.
Il caso che le maggiori proprietà terriere qui in veneto siano state tutte acquistate dagli ebrei proprio con l'entrata di napoleone e i vari conti e duchi, fatti dopo la conquista napoleonica, adesso si stagliano sull'Olimpo delle personalità da riverire: aberrante!
La chiesa si è opposta? No! Ha lasciato fare.
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# GiuFeder1425 2013-10-20 17:33
Quanto alla grande attrazione manifestata da Bergoglio per la ricerca costante dell'approvazione del mondo e dei non credenti, direi che lui è un Giovanni Paolo II elevato alla "n"!
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# zampano 2013-10-20 14:03
dico la verità: articolo molto intelligente, direttore; la ringrazio molto del contributo
(non interessa, ma condivido tutto appieno)
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# Milo Dal Brollo 2013-10-20 14:34
Infatti, riflettendoci anche a me la maniera di fare cattolicesimo di questo papa spaventa un po'. Ho paura che stia facendo come Gorbačëv: vuole rivoluzionare la Chiesa cattolica romana, come egli volle fare per il comunismo sovietico.

Ci sono da fare due considerazioni:
-Primo: bisogna essere molto lucidi e preparati per fare una rivoluzione dall'interno, e soprattutto dal vertice, perché se papa Francesco agisce come Gorbačëv, cioè con tante buone intenzioni ma con idee vaghe, che spero chiarisca in fretta, allora il rischio e un pasticcio enorme;
-Secondo: rivoluzionare significa cambiare radicalmente, fondamentalment e, essenzialmente. Ma se cambi le radici ad una pianta, quella pianta non è più la stessa; se cambi le fondamenta ad un palazzo, rischia di non avere più i pilastri su cui reggersi al posto giusti; se, per assurdo, potessi cambiare l'essenza di qualsiasi cosa, ebbene quella cosa non sarebbe più la stessa. Occhio, signor papa, a non confondere la rivoluzione con la riscoperta della genuinità.

Buona domenica a tutti. Preghiamo e speriamo per tutti noi.
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# Der Freiherr 2013-10-20 14:36
Non posso commentare le parole del Pastore perché io, pur con rincrescimento, sono fuori dal gregge. Anzi, siccome sono anche un presuntuoso (convinto cioè di saper distinguere in base alla mia coscienza il bene dal male) in un primo tempo mi erano piaciute le affermazioni del Papa,che cioè, per essere nel giusto bastava seguire la propria coscienza. Poi mi è venuto in mente il mio venerato professore di filosofia, volontario in Russia, mutilato di un piede e nuovamente volontario R.S.I. che ci diceva: ragazzi, ricordatevi che la coscienza rimorde soltanto a chi ce l'ha,
e la maggior parte della gente segue pedissequamente il pensiero dominante del momento, e considera morale ciò che porta un vantaggio materiale ed immorale ciò che porta uno svantaggio. Poi ci spiegava la morale kantiana del dovere per il dovere, e faceva lunghe discussioni anche fuori della scuola per decidere, per ogni argomento, ciò che era morale e ciò che non lo era. Terminava sempre col concetto che non c'è differenza tra la morale cattolica e la morale laica kantiana, tranne che nel compenso: con una ti devi accontentare dell' orgoglio del dovere compiuto, con l' altra hai la speranza di un premio ultraterreno.
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# Franco_PD 2013-10-20 15:23
Interessantissi ma la chiusa, Freiherr...
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# gpghilardi 2013-10-20 15:39
Tutto il rispetto per la persona del suo prof. di filosofia, ma l'analogia tra l'etica kantiana e la morale cattolica è forviante. In sintesi (ovviamente, ché su questi argomenti si sono spesi i proverbiali fiumi di inchiostro) l'etica kantiana è formalista, si fonda sulla sola ragione, in ultima analisi sull'uomo; quella cattolica, al contrario, si fonda su Dio e i suoi comandamenti. Anche se poi possono sembrare simili nei contenuti, differiscono sostanzialmente quanto alla radice: antropocentrica l'una, teologica l'altra.
Cordialità
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# frank10 2013-10-20 17:16
Aggiungerei che a mio parere è proprio questo il motivo della scelta di una persona ad essere ateo: non si accetta in nessun modo di dover sottostare a una Legge che non sei tu a scegliere.
Una morale kantiana invece ti permette di accomodare certe scelte di vita ai pareri soggettivi della propria 'coscienza' umana.
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# Der Freiherr 2013-10-20 17:30
Citazione gpghilardi:
Tutto il rispetto per la persona del suo prof. di filosofia, ma l'analogia tra l'etica kantiana e la morale cattolica è forviante. In sintesi (ovviamente, ché su questi argomenti si sono spesi i proverbiali fiumi di inchiostro) l'etica kantiana è formalista, si fonda sulla sola ragione, in ultima analisi sull'uomo; quella cattolica, al contrario, si fonda su Dio e i suoi comandamenti. Anche se poi possono sembrare simili nei contenuti, differiscono sostanzialmente quanto alla radice: antropocentrica l'una, teologica l'altra.
Cordialità

Appunto: antropologicame nte diversi: io , kantiano, faccio il mio dovere perché penso sia giusto, certi cattolici lo fanno solo per paura dell' inferno. (E tante volte non lo fanno, perché a causa del peccato originale la carne è debole, ma dopo un rapido pentimento o magari neppure quello, c'è subito il perdono).
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# Franco_PD 2013-10-20 22:27
Che dire...buona anche la seconda!
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# Giulio 2013-10-20 22:44
Citazione Der Freiherr:
certi cattolici lo fanno solo per paura dell' inferno.

Piccola precisazione: questo non è essere cattolici.
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# gpghilardi 2013-10-21 12:20
La differenza è più sottile. Il kantiano (ma la prego, non mi fraintenda, anche se lei si definisce tale, io non mi permetto di parlare di lei, analizzo solo il modello morale) non fa tanto il proprio dovere, quanto piuttosto quello che la sua ragione gli fa pensare essere il dovere. Così che può essere morale tanto abortire quanto non farlo, secondo la prospettiva antropocentrica kantiana, perché in ultima analisi è il soggetto stesso la fonte stessa della moralità.
Il cattolico, al contrario, non pone se stesso a misura del bene, ma Dio, così che non potrà mai pervertire la morale con i propri desiderata.
Da una parte vi è un'etica soggettiva, quella kantiana appunto, dall'altra una morale oggettiva, quella cattolica fondata sul filone aristotelico.

P.S. se non c'è pentimento non c'è perdono, e il perdono Sacramentale, a cui immagino si riferisca lei, perdona la colpa, non condona la pena, che va comunque espiata.
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# Der Freiherr 2013-10-22 14:24
VE' vero, la morale kantiana è, in ultima analisi dettata dalla ragione, dal senso dell'onore, dal senso del dovere, quindi fallace come ogni cosa umana, ma fallace in buona fede.
La morale cattolica è dettata da Dio, e qui mi fermo, mi inchino come facevo da ragazzo, non posso discutere. Quando leggo però la Bibbia, leggo di certi comportamenti tollerati o addirittura suggeriti da quel Dio, che è, pare anche il Dio cattolico, la mia orgogliosa natura umana si ribella, e torno al mio prof. ed al vecchio Emanuele Kant.
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# gpghilardi 2013-10-23 21:36
Il Dio cattolico è Nostro Signore Gesù Cristo, Che ricapitola in Sé l'antica legge, perfezionandola . La ragione umana a propria volta si perfeziona aderendo al Suo dettato, essendo stata creata per questo.
Lo stesso Kant, che nella critica alla ragion pura ha reso (anche se dovrei dire preteso, ma non è questa la sede per diffondersi sul punto) la ragione autonoma dal suo rapporto fondativo con la fede, dovette poi elaborare una critica alla ragion pratica e poi ancora quella del giudizio, per riconciliare, senza mai riuscirvi del tutto, quella frattura innaturale portata contro la propria creaturalità.
Per dirla con Pascal l'ultimo passo della ragione è quello di riconoscere che un'infinità di cose la sorpassano, non di istituirsi a metro ultimo di ogni giudizio. Kant era un pietista, tutto voleva essere meno che un relativista, ma la sua filosofia porta inesorabilmente a quell'esito, volenti o nolenti.
Cordialità
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# antaratman 2013-10-20 14:44
[quote name="Hermann"]Alla luce di questo mirabile articolo (superlativa la frase finale della nota 2), è ora di indagare sulle vere cause delle dimissioni di Papa Benedetto XVI: non è possibile ridurre tutto all'età avanzata o alle forze fisiche calanti.[/quot

Allora vada su Chiesaviva.org troverà tra l'altro tre monografie sugli ultimi Papi inclusa quella su Ratzinger e penso che capirà....
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# Giulio 2013-10-20 15:30
Questo non era diretto a me, ma la ringrazio comunque per la segnalazione.
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# Der Beobachter 2013-10-20 15:54
La spiegazione o meglio teoria del sito menzionato, sulla mitra satanica di Benedetto XVI, necessiterebbe di un intervento del Direttore.
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# Pietro G 2013-10-20 19:26
Mah, a me sembra un po' poco. Certamente alcune figure o l'assenza di altre dalla mitra e dal pallio può far pensare, una giustificazione per le dimissioni non la vedo. Piuttosto, da quando è uscita l'affermazione pazzesca "chi nega la Shoah nega la Croce" attribuita a padre Lombardi, io ho la netta sensazione che il Vaticano sia sotto ricatto. La chiusura, de facto, della beatificazione di Pio XII e gli ultimi eventi, anche questi pazzeschi, sul caso Priebke, rafforzano questa impressione. La goccia che ha fatto traboccare il vaso potrebbe essere stata (oltre all'introduzione del motu proprio sulla Messa in latino e il discorso di Ratisbona)la revoca della scomunica ai Lefebvriani.
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# Hermann 2013-10-20 16:44
Gentile Antaratman, non ero a conoscenza di questo sito, La ringrazio della segnalazione.
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# antaratman 2013-10-20 15:32
[quote name="MarcoS"] il Papa affermare che la Chiesa "non deve fare proselitismo" ... ah no ?

La battuta sbagliata nella giornata sbagliata,
quella dedicata alle Missioni. Comunque è un altra delle sue fisse.

Durante un intervista concessa in Brasile
(ho conservato il video) in occasione delle Giornate della Gioventù ha rilasciato un altra intervista a 'O Globo' la TV più seguita.

D. Come mai Eminenza non vive in Vaticano?
R. Perché lì si è soli e io non voglio
diventare un caso psichiatrico. Ho sempre
bisogno di gente intorno a me, di molte
persone. Io non so stare da solo. La
solitudine porta alla psichiatria...
D. Qual'è il suo commento a Vatileaks?
R. In Vaticano ci sono molti Vescovi santi...

La recitazione è stata, paragonata a quella di Wojtyla, pessima e presa da sola per nulla convincente.
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# cgdv 2013-10-20 15:57
Caro Blondet, pur senza trascendere con accuse non provate, praticamente hai indicato tutto quello che si può ragionevolmente rimproverare a Papa Francesco (o meglio a uno dei due Bergoglio) da parte di un cattolico autentico e rispettoso. Peraltro anch'io, come molti, ritengo che il Bergoglio superiore provinciale dell'Argentina della Compagnia di Gesù e dalla rapidissima carriera ecclesiastica, non possa essere un ingenuo che sparge a rotta di collo parole al vento senza un preciso scopo. Personalmente mi azzardo a dire che le "attinenze" e le conseguenze già ben visibili di questo procedimento appartengano ad una "volpe" di lungo corso, qualità mondana che saremmo noi degli sprovveduti o degli ingenui a non voler vedere. Ergo ritengo che le nostre implorazioni non lo riporteranno a casa come potrebbero fare con un padre che abbia temporaneamente smarrita la via.
Detto umilmente questo, attendo eventualmente di poter rendermi conto nella prossima parte di quali siano le qualità che possano farmi apprezzare il "secondo" Bergoglio versus il "primo" tra l'altro inevitabilmente ben più appariscente.
Giuliano
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# Maccabeo 2013-10-20 16:39
Ma che dice? "Ragionevolmente rimproverare al papa.."? L'articolo mette in luce un Bergoglio spietato, eretico, ipocrita, vendicativo e falso nella carità sbandierata (il quale è tutte queste cose e anche peggio).
Non si può pensare di muovere queste accuse ad un papa legittimo assistito da Cristo e restare in Grazia.
Perciò Blondet è ad un passo dal sedevacantismo. Il quale lo salverebbe dalla demenza causata dall'ingoiare "cacca" modernista ad ogni TG.

Bergoglio non è il rappresentante di Gesù Cristo ma del modernismo, ergo è un infiltrato che non ha la fede cattolica (e lo dimostra Blondet).

Saluti
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# cgdv 2013-10-21 07:37
Doveva fare un Suo commento e non attaccarsi al mio per allargarsi.
Giuliano
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# GiuFeder1425 2013-10-20 17:49
La Regola dei Gesuiti vieta loro di assumere cariche ecclesiali (dichiarazione del Gesuita Padre Sorge). Bergoglio fu dapprima nominato Vescovo (1992) e poi Cardinale (2001) da Papa Wojtyla. Tutto lascia pensare quindi che la sua elezione fu pianificata da lungo tempo affinchè facesse ciò che sta facendo effettivamente ora. Stante questa premessa è alquanto illusorio pensare che "le nostre implorazioni (non) lo riporteranno a casa come potrebbero fare con un padre che abbia temporaneamente smarrita la via".
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# sigmund2000 2013-10-20 16:10
Avevo mandato un piccolo commento in cui facevo notare che se siete convinti che Papa Bergoglio sia colluso con il nemico tanto vale deporre le armi perché, evidentemente, non ci sarebbe più alcuna speranza di salvezza.
Ho l'impressione che l'ottimo Blondet sia un pessimista nato e che veda il mondo attraverso la sua lente speciale.
Per fortuna noi sappiamo bene che, nonostante i pastori della Chiesa e nonostante i pessimisti arditi, le porte degli inferi Non Praevalebunt!
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# frank10 2013-10-20 17:22
A proposito del non praevalebunt, attenzione a non cadere all'estremo del fatalismo: dato che la Chiesa non può cadere, disinteressiamo ci e che ci pensi solo Lui...

Dopotutto negli ultimi tempi, con l'Anticristo, la Chiesa se la passerà molto male, la Fede forse non ci sarà più e per risolvere il tutto, Gesù stesso dovrà ritornare sulla terra, proprio per evitare che si realizzi pienamente il praevalebunt!

Quindi bisogna fare tutto il possibile per evitare che questo periodo si realizzi per molto tempo: il nostro scopo è far sì che duri meno possibile, ritardando la devastazione finale del male.
Questo contribuirà a far perdere meno anime possibile.
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# sigmund2000 2013-10-20 18:51
nel corso della storia periodicamente l'umanità si è convinta che la fine del mondo fosse prossima. Allo stesso modo periodicamente qualcuno afferma che la Chiesa è in mano all'antiCristo.
La realtà è che il mondo è sempre lì e la Chiesa anche.
Certo che ognuno deve fare la sua parte se vuole che la nostra visione del mondo prevalga. Il dubbio che viene è che le posizioni espresse da molti in questa sede non aiutino e, involontariamen te, possano aiutare a sfrondare l'albero che ci protegge dalle intemperie.
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# Annhilus 2013-10-21 22:25
Se abbiamo fede anche se bergoglio sbaglia la chiesa di cristo sarà protetta.

Già in passato ci sono stati scismi e antipapi, e la chiesa è andata avanti lo stesso. Bergoglio non è Dio e la chiesa non è sua ma di Cristo.

Blondet quindi che evidentemente losa non è affatto pessimista anzi il contrario.
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# pelzen 2013-10-22 00:38
Citazione frank10:
A proposito del non praevalebunt, attenzione a non cadere all'estremo del fatalismo: dato che la Chiesa non può cadere, disinteressiamo ci e che ci pensi solo Lui...

Iom non credo a questi assiomi, perché, come tutto anche la chiesa finirà.
La storia insegna.
Ci saranno altre religioni, altre popolazioni che abbracceranno altri dei, ma ciò che oggi conosciamo sarà il nulla un domani. Nell'arco della vita dell'uomo sono scomparse migliaia di popolazioni per mille motivi e ognuna, forse, aveva un suo credo che credeva eterno e invece sono scomparse.
Tutto fluisce, tutto cambia, nulla è eterno se non l'imponderabile.
E' una triste constatazione, ma è il flusso della vita che ce lo insegna. Il dramma attuale della chiesa Romana è quello di non saper convivere con il presente mantenendo ardente il fuoco della tradizione Crstiana-Romana.
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# Annhilus 2013-10-22 16:13
Se Lei non crede a Cristo nè alla Sua promessa che gliene frega della tradizione cristiana scusi?

La verità amico è un'altra:
Tutto passa, ma le promesse di cristo non passeranno.

Mi spiace per Lei che è un povero miscredente empio e senza fede.
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# pelzen 2013-10-23 00:18
Citazione Annhilus:
Se Lei non crede a Cristo nè alla Sua promessa che gliene frega della tradizione cristiana scusi?

Noto con un certa tristezza che le sue parole non hanno nulla di simpatico, ma tant'è l'illusione. Ognuno crede in ciò che più conforta la sua anima.
La tradizione cristiana non esisterebbe se a sostenerla no ci fosse stata la dottrina e la tradizione romana.
Studi la storia, ripassi i codici e poi, se vuole, ne possiamo anche riparlare.
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# Maccabeo 2013-10-20 16:26
Bergoglio = 666
Che altro dire? Un modernista scomunicato e maledetto!
Ma se è il suo papa - Blondet - allora chini il capo e ubbidisca. Diversamente sedevacantismo a go go, per non schizzofrenizza rsi.

Buona Domenica
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# Boanerghes 2013-10-21 15:56
Qui non siamo in Inghilterra, dove il capo della chiesa è anche il re della monarchia.
Lei ragiona da protestante, ma non la biasimo perché lei è una vittima come tante.
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# maurico 2013-10-20 17:22
L' articolo è un'analisi acuta dell' operato intellettuale e dottrinale di questo Papa. Anche se sui Papi preferisco non esprimere opinioni e meno che mai giudizi, la mia sensazione è che Bergoglio stia dividendo i fedeli, ancor più di quanto già lo sono. In effetti alcune Sue affermazioni lasciano perplessi. A proposito della coscienza, si può mantenerla pulita non usandola...
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# GiuFeder1425 2013-10-20 17:27
Citazione MarcoS:
Per quello che può contare: ho sentito in TV, a uno dei TG in onda all'ora di pranzo di oggi domenica 20 ottobre 2013, il Papa affermare che la Chiesa "non deve fare proselitismo" ... ah no ? E allora il suo Fondatore e migliaia di Santi dopo di lui e sulle sue orme cos'altro hanno fatto ? Dopodiché ho sentito sempre il Papa portare ad esempio di cosa deve fare un cristiano una suora missionaria (mi sembra, ma non ne sono sicuro) morta ... in un incidente d'auto ... ora, al netto del cordoglio per le sue consorelle e i suoi familiari, che dire se non: esticazzi !


C'è un'intervista a Bergoglio in lingua spagnola che conferma la sua avversione per il proselitismo cattolico che lui vuole sia sostituito dalla "CULTURA DELL'INCONTRO". Il link del video youtube è questo: https://www.youtube.com/watch?v=GkjxL70LKYk

L'apice dell'intervista si raggiunge quando Bergoglio afferma: "Vado a convincere un'altro ad essere Cattolico? ... NO, NO; NO! Basta incontrarlo!" - Viene NEGATA in un istante LA FONDAMENTALE MISSIONE DI EVANGELIZZAZION E DELLA CHIESA CATTOLICA! DUE MILLENNI DI EVANGELIZZAZION E messi in soffitta con i ferri vecchi!
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# Franco_PD 2013-10-20 18:17
Niente di più chiaro, direi... La moderna "cultura del dialogo"...
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# Maccabeo 2013-10-20 18:48
Citazione Franco_PD:
Niente di più chiaro, direi... La moderna "cultura del dialogo"...


Il bello è che la cultura del dialogo l'ha inventata satana nell'eden! E' una tecnica un po vecchiotta ma il concilione l'ha riportata in auge!
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# Boanerghes 2013-10-21 15:58
in più trattasi di dialogo selettivo, a senso unico, in base a quanto si può ottenere in lascito.
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# raff 2013-10-20 17:42
«Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene».

Come può un papa fare un'affermazione simile? Qui andiamo ben oltre il relativismo morale, andiamo verso una forma di assoluto indifferentismo morale rispetto ad un agire dettato esclusivamente dalle proprie soggettive convinzioni.
In tv hanno mostrato un filmato dove si vedono alcuni integralisti islamici shabab armati di kalashnikov che assaltano il centro commerciale di Nairobi sparando e uccidendo tutti quelli che capitano a tiro. E' impressionante vedere come, dopo aver compiuto il massacro, questi individui come se niente fosse accaduto, si orientano verso la Mecca e pregano. Ebbene, secondo Bergoglio quelli hanno agito per il Bene, hanno seguito la loro coscienza.
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# Pietro G 2013-10-20 19:06
Proprio su questa affermazione la critica di monsignor Williamson (http://www.unavox.it/Documenti/Doc0581_Williamson_19.10.2013.html) è durissima :

" Questo non è neanche fuorviante, è la negazione di ogni morale oggettiva, la negazione di tutti i principii della morale cattolica. Questo è un invito per tutti gli uomini a fare ciò che pare a loro. Venendo dall’uomo che è secondo tutte le apparenze il Papa cattolico, è pura follia.

Papa Francesco può invocare il fatto che sta cercando di porsi in contatto con l’uomo moderno, ma mettersi in contatto con lui senza Dio è come saltare in un fiume vorticoso per aiutare uno che sta annegando, senza la corda legata alla riva. Si finirà annegati con lui. Santità, Lei non sta aiutando, ma annegando!"

Forse uno può meravigliarsi dell'accelerazione degli eventi, ma le fondamenta di questa costruzione sono state poste dal CVII. Il presente Papa non fa che portare a logica conclusione il cammino iniziato lì.
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# pelzen 2013-10-22 00:50
Raff, l'uomo è sotto l'ultimo gradino della scala evolutiva e per tale motivo non conosce e non sa nulla. Le scoperte scientifiche sono solo dei palliativi e delle baggianate quando vedi dei terminali sul letto di morte che implorano la morte e maledicono tutto e tutti per le pene che soffrono.
Un amico, con la sclerosi multipla, mi chiede sempre perché sta vivendo quando altri invece lo precedono nel cammino della dipartita.
Quando vedi un bimbo mozzare la testa ad un adulto ti chiedi: ma dio dov'è? Quale, si aggiunge? LA misericordia, ma per chi? Per il decapitato o per quel bimbo?
In una frazione di secondo si scambiano i piani di discussione e di confronto della vita propria, di quella altrui e l'innocenza s'è fatta boia.
Può bastare come evoluzione?
Non siamo così arroganti e presuntuosi ad ergerci superiori, poiché non lo siamo e la dimostrazione sta nella nostra storia con milioni e milioni di morti compiute dall'uomo sull'uomo.
Che insegnamento abbiamo tratto dalle indicazioni divine? Zero assoluto!
L'uomo deve riappropriarsi e reinventarsi la sua vera posizione in questo ambiente. Egli non è né dio e nemmeno servo di dio, ma solo un oggetto che percorre un cammino determinato da un disegno del quale nessuno ne conosce l'autore i i confini.
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# Franco_PD 2013-10-20 17:51
Ho postato più sopra una riflessione di Veneziani, che ho fatto mia. Insisto su un dettaglio che a molti forse continua a sfuggire: il papa è un gesuita. Cultura, formazione, studi, prassi, carisma del fondatore ecc... ecc... formano l'uomo. Nietzsche diceva che si diventa quelli che si è. Aggiungiamoci: quello che ti hanno insegnato ad essere. E quello che hai voluto essere. Di più: non diventi qualcosa o qualcuno perchè leggi o studi certe cose, ma leggi e studi proprio quelle perchè sei impostato in una certa maniera. Piccole perle di banale saggezza per non far dimenticare IL GESUITISMO dell'attuale pontefice. Che - ad occhio - si muove proprio nella strategia da sempre - credo - attribuita al suo Ordine. Pratica, astuta, assai materiale direi se non sembrasse offensivo dirlo. Non chiara, obliqua, contorta. Mi fermo qui perchè ammetto di parlarne in regime di "relata refero". Ho avuto a che fare con altri Ordini religiosi, ma con i gesuiti direttamente mai. Ma mi hanno dato l'idea sempre di qualcosa di particolare. Di non perfettamente trasparente, potentissimo e tendente alla cospirazione. Himmler, che li conosceva bene avendo studiato presso di loro e avendo mi sembra uno zio in quell'Ordine, credo li abbia citati più volte. In una conferenza segreta agli alti gradi SS mi pare li citi proprio come esempio di coloro che (vado a memoria): "mentono con assoluta e luminosa serenità, convinti di farlo per la maggior gloria di Dio". Spero naturalmente che nessuno si sia offeso.
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# Hermann 2013-10-20 19:33
Osservazione eccellente e, a mio parere, centrata: del resto nell'opinione comune, "gesuita" è aggettivo usato per definire persona sfuggente, misteriosa, ipocrita. Himmler stesso fu personaggio indecifrabile e assai differente rispetto agli altri capi nazisti, nel suo libro "Storia della Gestapo" Jacques Delarue lo descrive con molti interessanti particolari, tra cui la rigida educazione cattolica che ricevette fin dall'infanzia.
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# albano02 2013-10-20 17:51
Caro Blondet....non sottovaluti il " Buonasera" o la Croce di Ferro....non erano dettagli da poco .."chi e' fedele nelle piccole cose e' fedele nelle grandi cose". Pertanto, chi rimane Cattolico fa' caso ai dettagli, in essi si celano molti messaggi e se permette , quegli atteggiamenti poco fedeli nelle piccole cose ora rivelano poca fedelta' nelle grandi cose ... . Sono contento che lei ora apre gli occhi e si ricordi , i modernisti ci tengono a smantellare quella enorme quantita' di dettagli costruiti in 2000 anni di Chiesa Cattolica.......quando poi avranno desertificato tutto , nessuno si lamentera' se non ci sono alberi ...perche' saranno abituati a distese di sabbia arida incapaci di vedere differenze . E cosi' loro , i modernisti non avranno nessuna responsabilita', nessun onere, nessuna fatica , ti daranno sabbia e nessuno sapra' se quella sabbia e' buona o cattiva e se il donatore di sabbia e' buono o cattivo ....tutti contenti...sabbia , solo sabbia, tutta ugualmente arida come i desertificatori .
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# sentinella1 2013-10-20 18:19
Caro Blondet,
grazie per questa analisi della situazione. Concordo praticamente su tutto. Vorrei solo fare due considerazioni. La prima in merito alla "consacrazione" del mondo al Cuore Immacolato di Maria fatta dal Papa il 13 ottobre, che molti invece non hanno colto - dalle parole usate - come una vera e propria "consacrazione" e in più non è stata nemmeno menzionata esplicitamente la Russia (come aveva richiesto la Madonna a Fatima, "consacrazione della Russia" e basta). In secondo luogo vorrei far notare che quanto asserito da p. Livio (nota 1) non mi sembra "una piccolissima marcia indietro", ma un modo farisaico e ideologico di glissare la vera questione fondamentale, che è questa: se Scalfari ha fatto dire al Papa (perché sordastro a causa dell'età come dice "il Padrino" di RM, e perché Scalfari, non avendo presi appunti né registrato il colloquio, ha ricostruito ad sensum l'intervista, come dice una fonte anonima dal Vaticano) quello che c'è scritto, allora la sala stampa vaticana DOVEVA CHIEDERE LA RETTIFICA, essendo palesemente falsa l'asserzione circa la coscienza individuale affrancata da qualsiasi dovere di confronto con la Verità e il Bene oggettivi. NON AVENDOLA FATTA si deve pensare che va bene così come è scritta e che risponde pienamente alla sostanza di quello che il Papa ha detto testualmente. Oppure, dato che la frittata oramai era fatta, era meglio lasciar correre la cosa sperando che nessuno (o al massimo una minoranza marginale) potesse accorgersi della mostruosità asserita. P. Livio mi sembra che abbia scelto questa seconda 'soluzione' quando difende il Papa a spada tratta senza voler entrare in media res e discutere precisamente delle asserzioni riportate, attribuite al Papa, mai smentite o corrette da chi di dovere, e diffuse dal tetto di Repubblica come oro colato perché tutti potessero rendersi conto della 'novità assoluta' rispetto a quanto fin'ora era sempre stato insegnato dalla Chiesa in materia di coscienza. Pazzesco!
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# sal 2013-10-20 18:35
Da un punto di vista non umano ma diciamo metafisico , il Papa per definizione non può sbagliare. Anche se il suo libero arbitrio lo portasse a volere il male della chiesa esso inevitabilmente diventerebbe bene poichè la roccia di Pietro fu fondata da Cristo che non permetterà che le forze avverse prevalgono ne ora ne nel futuro.
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# musicus barocchus 2013-10-20 18:41
"C'è un doppio Bergoglio?". No, Maurizio, le due immagini che Lei vede sono la stessa identica persona. E non si faccia impressionare dagli atti apparentemente ortodossi che fanno capolino ogni tanto. E' tipico dei modernisti infatti sostenere una cosa e l'esatto contrario subito dopo, dal momento che la radice dell'eresia modernista è proprio la negazione della Verità in quanto tale.
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# epound 2013-10-20 18:46
Mi permetto di rimprendere la nota 1 dell'articolo di Blondet per esprimere seri dubbi sul contenido del colloquio Bergoglio-Scalfari.
Già Tornelli aveva espresso seri dubbi sulla trascrizione del colloquio da parte di Scalfari:
http://2.andreatornielli.it/?p=6766#comments


"C’è poi una frase più ampia e virgolettata, che ha contribuito a consolidare questo mio dubbio, ed è quella relativa alle circostanze dell’elezione. Così il testo su «La Repubblica»: «Prima dell’accettazio ne chiesi di potermi ritirare per qualche minuto nella stanza accanto a quella con il balcone sulla piazza. La mia testa era completamente vuota e una grande ansia mi aveva invaso. Per farla passare e rilassarmi chiusi gli occhi e scomparve ogni pensiero, anche quello di rifiutarmi ad accettare la carica come del resto la procedura liturgica consente. Chiusi gli occhi e non ebbi più alcuna ansia o emotività. Ad un certo punto una grande luce mi invase, durò un attimo ma a me sembrò lunghissimo. Poi la luce si dissipò io m’alzai di scatto e mi diressi nella stanza dove mi attendevano i cardinali e il tavolo su cui era l’atto di accettazione. Lo firmai, il cardinal Camerlengo lo controfirmò e poi sul balcone ci fu l’“Habemus Papam”, Ora, è noto che non ci sono stanze accanto a quella con il balcone sulla piazza. Più di un cardinale elettore mi ha raccontato che il Papa non si è ritirato per qualche minuto in una stanza prima di accettare l’elezione. L’accettazione è immediata e verbale, poi subito dopo il Maestro delle cerimonie pontificie con funzioni di notaio redige il verbale. Questo episodio può essere, a mio avviso, una spia del fatto che il testo pubblicato da «La Repubblica» non rappresenta una esatta ricostruzione parola per parola del dialogo con Scalfari".

Forse il Papa dovrebbe andarci piú cauto con i personaggi con cui sceglie di dialogare.
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# Maccabeo 2013-10-20 18:52
Che se poi la mia coscienza mi indicasse di alzare Bergoglio a calci che dovrei fare? e lui dovrebbe accondiscendere senza "se" e senza "ma" sennò mi impedirebbe di seguire il "bene" che la mia coscienza mi impone...

Per non parlare della coscienza di Israele o di Giuda iscariota, o di lucifero! tutti riabilitati: signori venghino!
Gli unici che restano fuori dalla bagarre perdonazionista sono i fedeli tradizionalisti ! che sfiga!
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# Nick 2013-10-20 19:06
Caro Blondet, qui fanno di peggio davanti al Santissimo, mettono le musiche di Allevi e sai che sonno...
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# Fabio B 2013-10-20 20:44
sono sempre più disorientato. La salvezza di ciascuno non dipende certo dai cristiani che «cadono nell’atteggiame nto di chiave in tasca e porta chiusa», che cioè vogliono una chiesa per pochi, anzi solo per loro, e ne tengono lontani i lontani. E neppure dipende dal Papa allargare la via stretta e metterla in discesa perchè la Rivelazione non dipende da lui, perciò stia a ciò che dice al riguardo Gesù e che per 20 secoli è stato predicato dalla Chiesa.
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# frank10 2013-10-20 21:26
Altre due osservazioni:

Per la nota 1), si dimenticano di dire che l'intervista è stata pubblicata così com'è sul sito ufficiale del Vaticano e che Bergoglio ha a disposizione l'Osservatore Romano, TV2000, Avvenire e ogni omelia mediatica che vuole. Come si fa a sostenere che non è il suo pensiero?? Se non lo fosse, avrebbe potuto rettificarlo in mille modi.

Inoltre quella sua incapacità a stare solo, è l'esatto opposto della vita di Gesù e di quasi tutti i santi in 2000 anni. Tutti amano il raccoglimento e l'isolamento e semmai subiscono pesantemente la folla, meno che mai le acclamazioni personali.
Gesù si ritirava appena poteva per pregare in disparte, fuggiva dalle blandizie della gente che lo acclamava.
Abbiamo un maestro diverso?
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# nepotandra 2013-10-20 22:28
Mi sembra che, dopo Benedetto XVI ed il suo estremo ed invano tentativo di dimostrare la possibilità di conciliare ragione e fede, Papa Francesco stia percorrendo un'altra strada. Bergoglio, argentino, forse sa che l'Occidente è irrecuperabile spiritualmente. Ci lascia un po' con il cerino in mano, a guardare da soli la nostra miseria. E come se ci dicesse: "Fate come vi pare, non voglio più convincervi." Forse, ha semplicemente smesso di evangelizzare noi.
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# SART 2013-10-20 23:08
Posso osar chiedere se sia plausibile che il Papa prenda ordini da qualche potere esterno alla Chiesa? Si tratta forse del potere che è mirabilmente descritto nel libro "Chi comanda in America", testo fondamentale del Direttore?
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# Vandeano36 2013-10-20 23:37
Preghiamo lo Spirito Santo, affinchè metta la museruola al Papa Francesco; ieri ho parlato con un giovane sacerdote , ed ho fatto presente che sono rimasto sconvolto per l'affermazione del Papa, il quale crede in Dio, ma questo Dio" non è cattolico": questo sacerdote mi ha invitato a pregare per la Chiesa "che non ha più Dio". Questo prova come i sacerdoti, che mantengono ancora le virtù teologali, si rendano conto della gravità delle affermazioni papali.Se la Chiesa recepisce il concetto di Dio, cosi come lo definisce il Papa,( un Dio non cattolico) ha ben detto il giovane sacerdote nel denunciare una Chiesa privata della fede nel vero Dio, per affermazione papale.
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# sigmund2000 2013-10-21 08:49
Mi perdoni Vandeano,
ma forse il dichiarare che Dio non è cattolico, significava dire che Dio non può essere solo quello cattolico.
Il mondo è grande e le persone di fede sono tante, anche non cattoliche ma timorose di Dio.
Bisogna trovare il modo di tendere la mano alle altre religioni e creare delle alleanze nel tentativo di arginare il grande pericolo che viene dal secolarismo.
Papa Francesco, dato che è il pontefice, prova anche ad allungare la mano verso gli atei e i miscredenti. Non dovrebbe essere questo il suo compito?
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# frank10 2013-10-21 09:05
Ma scusami, Gesù ha fatto così?
Oggi, Gesù farebbe così?
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# sigmund2000 2013-10-21 11:56
Se non ricordo male, Gesù ha cacciato i mercanti dal tempio.... questa fu l'unica manifestazione di violenza raccontata nei Vangeli, per il resto ha perdonato tutto, con l'invito a non perdersi nel peccato per il futuro.
Se si è convinti di essere nel vero le risposte non possono essere diverse, nonostante il passare del tempo.
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# frank10 2013-10-21 09:42
Che poi è in perfetta sintonia con Martini che nel 2007 disse in
Conversazioni notturne a Gerusalemme:
"Non puoi rendere Dio cattolico. Dio è al di là dei limiti e delle definizioni che noi stabiliamo".

A proposito di quelli che dicono che Bergoglio non è vero che è un martiniano.

Peccato che sia Gesù e il Vangelo a parlarci di come dev'essere inteso "Dio"...
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# prodigus 2013-10-20 23:48
Un ospedale da campo dopo una battaglia.
Un carissimo amico frequenta un corso prematrimoniale e mi comunica che si trova a disagio. Il motivo è presto detto: al corso partecipano anche ragazzi e ragazze che convivono da ormai diversi anni e ragazzi e ragazze che hanno già avuto dei figli. Il padre che tiene il corso ha tenuto a sottolineare che non è importante come si arriva al matrimonio ma l'importante è arrivarci.
Ora io posso capire la misericordia divina e l'ospedale da campo dopo una battaglia ma quello che temo è che queste persone arrivino ad ottenere la ricompensa e le cure senza aver mai combattuto nessuna battaglia.
Nel Vangelo c'è una parabola che, dico la verità, mi ha sempre dato molto fastidio, la parabola degli operai nella vigna, Ebbene anche li nonostante tutto un'ora di lavoro nella vigna è richiesta.
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# lettera41 2013-10-21 04:52
E’ da un po’ che penso che il buon Bergoglio possa essere l’altro Papa o l’antipapa della profezia di Fatima. Nel terzo segreto di Fatima ci sono due Papi: il vescovo vestito di bianco, che i pastorelli presumono essere il Santo Padre e il Santo Padre. Se così fosse non siamo lontani dal martirio della Chiesa e da una nuova grande guerra.
Vedremo.
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# Giuseppe 2013-10-21 05:27
In una chiessa sequestrata durante decinni per la fazzione calvinista dal Opus Dei, non si capisce piu nulla
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# Emilix73 2013-10-21 07:40
Grazie Direttore di queste delucidazioni.... la mia sensazione? l'inversione delle cose... i buoni diventano cattivi e i cattivi diventano buoni.... duro con i cattolici che si impegnano nel cammino di santità, tollerante con chi vive come vuole....
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# Emilix73 2013-10-21 07:50
Mi chiedo se i tradizionalisti non abbiano ragione... mi sa che dal Concilio in poi abbiamo sbagliato tutto...
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# frank10 2013-10-21 09:01
Cambiamo approccio: per un istante invito i "normalisti" a ragionare con le idee di chi vorrebbe distruggere la Chiesa e Gesù.

E' chiaro che il metodo migliore è distruggere dall'interno.
Poichè ci si basa su testi scritti, non è possibile alterare visibilmente il contenuto, sebbene si possa giocare parecchio sulle "traduzioni" e anche sulle "interpretazioni " non letterali.
Ma la tattica migliore è quella geniale di Orwell: la neolingua.
Non bisogna né cambiare le parole sempre usate, né le istituzioni e i riti di sempre, ma trasformare il significato di essi.
Così le persone sentiranno le stesse parole e parteciperanno agli stessi riti e non si accorgeranno di nulla.
Il metodo migliore è spiegarsi sempre ambiguamente in modo che ci sia sempre la possibilità di far dire agli altri che sono loro ad avere frainteso.
E soprattutto, come sempre successo con ogni eresia, mescolare verità (tanta) ed errore (poco).
La tattica riesce meglio se effettuata gradualmente, in stile fabiano, a piccoli passi, ma inesorabilmente la situazione potrà solo peggiorare.

A livello decisionale, bisogna sostituire la figura dell'"uomo forte", di colui che può prendere decisioni irrevocabili e improvvise, riportando il tutto nei giusti binari.
Ecco perché è necessario passare a decisioni collegiali: allo stesso modo in politica dell'eliminazione delle dittature/monarchie/statisti per passare alla democrazia.
Così, infiltrandosi in entrambe le fazioni, si può pilotare meglio il risultato voluto finale. In aggiunta, se qualche decisione susciterà discussioni accese, non si saprà mai contro chi protestare: non c'è più un unica persona che prende decisioni, ma un generico collegio a votazione.

Dare voce a tutte le idee "nuove", valorizzare il dubbio (in stile dialogico talmudico), far tacere anche con la violenza i dissidenti, in modo da imporre il nuovo "pensiero unico".

Utile anche sommergere di infinite parole e documenti ovunque, per dissimulare quelle che contano.

Ovviamente è prioritario agire sui luoghi di formazione dei sacerdoti: bisogna creare la mentalità adatta nelle nuove leve.

Dato che è da secoli che ci stanno studiando su, rispetto al mio quarto d'ora, è chiaro che ne hanno pensate molte altre, ma è indicativo come anche facendo un abbozzo, ci sia un quadro spaventosamente realistico di quello che sta succedendo nella Chiesa di oggi.

San Pio X già ammoniva: "Gli artefici di errori non cerchiamoli, oggi, tra i nemici dichiarati. Essi si nascondono nel seno e nel cuore della Chiesa"

Non vi turba affatto vedere che la strada presa all'interno della Chiesa di oggi è esattamente quella predicata da secoli da protestanti/illuministi/massoni?

In conclusione, per voi, hanno sempre avuto ragione loro??
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# donCamillo 2013-10-21 09:31
Mi spiace tanto per questo suo articolo che si allinea ai vari "antagonisti", agli scontenti ai sempre tristi!

Non che io raccolga come oro colato ogni sospiro del Papa (basta solo relativizzare la figura del Papa romano), ma che ora anche Blondet si sia allineato sul fronte degli spaghetti-CONS mi riempie di amarezza.

Sul caso Radio Maria, personalmente dopo la brutta figura, anzi dopo i balbettii di Padre Livio all'indomani del Messaggio della Madonna di Medugorie il 25 maggio del 2010, ho smesso di seguirla... in quel periodo stavamo nel massimo "splendore" di un Pontificato di Ratzinger pieno di ambiguità e doppi giochi (altro che Papa Francesco).

In sintesi gli scrissi che se la Radio di Maria smette di essere suo megafono la sua fine è prossima! Così mi rispose:

"personalmente da 25 anni mi sono messo alla scuola della Regina della pace dalla quale ho imparato infinitamente di più che alla Gregoriana e alla Cattolica. Pensare che la Madonna critichi il Papa è fuorivante….Le offerte arriveranno…anz i stanno già arrivando e…copiose. L’email prima di te era per ringraziare il donativo di un nuovo ripetitore in Africa…Un abbraccio fraterno P. Livio"

Molto bella questa frase, ma "i conti" dopo tre anni smentiscono questo ottimismo.

Circa poi Gnocchi e Palmaro, che anche io conosco personalmente e stimo tantissimo, mi domando come abbiano resistito in una radio dove c'è tutto e il contrario di tutto, dove cioè, si fa megafono ogni mattina di pessima musica ovvero fesserie Kikiane e cantacci liturgici, e dove le catechesi in genere sono piene di incompetenza e motteggi contro la Tradizione, mi riferisco in particolare all'ultima cosa che mi è capitato di sentire (purtroppo) ovvero la famigerata "settimana liturgica" dove Enzo Bianchi & Accoliti si sono permessi con gli applausi di Vescovi e clero di deridere con asprezza senza alcuna argomentazione valida, tutta la liturgia della Chiesa Tradizionale VALIDA E SANTIFICANTE! Ovviamente Padre Livio in quella occasione, ha utilizzato la sua ben nota "sordera ben administradas".
AVREI GRADITO PER ESEMPIO in quella occasione delle belle dimissioni simboliche, visto che il teatrino si è fatto a Bergamo a due passi da casa di Gnocchi!

Ma ovviamente "Tutto va ben (o andava ben), madama la marchesa".
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# antaratman 2013-10-21 13:42
@ don Camillo

"L’email prima di te era per ringraziare il donativo di un nuovo ripetitore in Africa…Un abbraccio fraterno P. Livio"

Ma che non racconti frottole, i 145 ripetitori nel mondo sarebbero opera dei donativi?
O forse sarebbe meglio dire di qualche setta,
chissà una in particolare, visto che a Medjugorje è apparso Satana che fra non molto apparirà come il vero Anticristo...che sarà in grado di fare grandi prodigi...e a ingannare anche molte anime pie (non tutte però); evidentemente a M. ha fatto e sta facendo le prove generali.

E poi che Fanzaga non venga chiamato 'Padre', 'don' sarebbe sin troppo.
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# Rex 2013-10-21 10:05
Direttore, io condivido tutti i suoi dubbi. Tuttavia, anche a costo di sbagliarmi, mi sento di tentare un'interpretazione delle parole del Papa a proposito del tema dell'autonomia della coscienza. Mi pare evidente che Bergoglio non sia un intellettuale raffinato né un dottore in teologia, altrimenti avrebbe scelto di argomentare in maniera meno ambigua, ma questa non è una colpa. Ciò che mi fa riflettere è che Egli si contraddice: dopo aver detto che ciascuno ha una sua visione del Bene e del Male, dice che la verità è relazione ma che non è relativa, né soggettiva. Dunque esiste una verità oggettiva, da concepirsi in termini di relazione, ovvero come un incontro personale. Dunque, o ammettiamo che il Papa si sia contraddetto o cerchiamo di comprendere il significato che Egli attribuisce al termine 'coscienza' e all'intero discorso sul 'seguire la propria coscienza'. Anzitutto, Egli dice che bisogna ascoltare la propria coscienza. Solo per chi la ascolta, mi sembra, si apre la possibilità di non sbagliarsi nel seguire ciò che si pensa sia il Bene. Qui mi pare che Egli stia cercando di dire che tutte le culture e le religioni, e quindi anche gli uomini nel loro privato, hanno sistemi e credenze morali diversi. La premessa però è che si deve ascoltare la coscienza. Questo implica che la coscienza abbia qualche cosa da dire al soggetto, che abbia una propria oggettività. E infatti, se la coscienza è il luogo in cui accade l'incontro personale con la verità, essa è, per così dire, programmata per questo incontro. Clemente d'Alessandria, nel protrettico ai greci, diceva che anche coloro che non avevano conosciuto Cristo, avevano conosciuto il logos. Se si ascolta la propria coscienza, si deriva da essa una morale che pur variando di cultura in cultura e di persona in persona, ha però un fondamento comune. Questo fondamento è l'essenziale apertura della coscienza, che si riflette nei sistemi che da essi derivano, nei confronti della verità, che la predispone all'incontro con Cristo. Per questa ragione, sistemi e credenze morali diverse, se questi provengono dalla indagine della nostra coscienza, non possono essere in una contraddizione sostanziale rispetto a Cristo e rispetto al Bene supremo che Egli incarna. Noi presupponiamo che la coscienza individuale sia un che di soggettivo, il Papa la pensa come il luogo in cui accade l'incontro con la verità, e perciò non PUO' identificare questa coscienza individuale con l'EGO di ciascuno di noi, come mi pare stiamo erroneamente interpretando. Non possiamo decidere della nostra coscienza, essa è fatta in un modo, che se le offriamo ascolto, ne ricaviamo invece una via d'accesso alla verità. Se un ateo ascolta la propria coscienza, proprio perché essa non è soggettiva, non è l'Ego, si mette automaticamente in cammino verso la verità. Ne dobbiamo dedurre che Stalin, Hitler e così via, non ascoltavano la loro coscienza. Perciò essi confondevano il bene con il male, operavano il secondo per andare incontro al primo, il male va compiuto in nome del bene: NON si decidevano, per citare la lettera, intorno a ciò che percepivano come bene e come male, perché il decidersi avrebbe implicato di per sé la rinuncia a commettere azioni malvagie ed imboccare la strada verso il Bene supremo. Non decidersi significa appunto oscillare nell'ambiguità: Hitler sapeva benissimo, e lo scrisse di suo pugno, che l'umanità avrebbe sofferto egli considerava necessario per il bene delle generazioni future. Questo è appunto il non decidersi. Ed implica il non ascolto e la non obbedienza rispetto alla voce della nostra coscienza. E tuttavia, questa mi pare è la posizione del Papa, anche l'uomo più malvagio ha una percezione di cosa è Oggettivamente e Fondamentalment e bene e di cosa è Oggettivamente e Fondamentalment e male, malgrado la varianza dei sistemi morali, cioè ha una coscienza individuale che può scegliere di ascoltare, mettendosi perciò in cammino verso la verità, o di non ascoltare, rimandando perciò la decisione intorno al Bene e al Male. Questa mi pare è l'interpretazione da dare alle parole del Papa se si vuole evitare di dover ammettere che Egli si contraddica. Che si tratti di malafede, di una maldestra captatio benevolentiae: non lo penso, e non lo penso proprio perché il discorso è attraversato da questa contraddizione. Si è trattato invece, secondo, me di un'astuzia (una doppiezza) che aveva lo scopo di catturare l'avversario nella propria rete, includendolo e non escludendolo. Sulle altre vicende non mi pronuncio...
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# sigmund2000 2013-10-21 12:11
Grazie per l'argomentata risposta che ci alleggerisce l'anima.
Il codice morale sta dentro di noi, come ricordava Kant, come il codice genetico, tutti ce l'hanno anche se non ne sono consapevoli.
Dentro sé ognuno sa cosa è bene e cosa è male, solo che talora l'interesse individuale, o collettivo, induce a ignorare la parola del maestro interiore.
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# Rex 2013-10-21 14:47
Grazie a lei della lettura. Mi sembra questo il punto: se consideriamo le singole azioni, se sia giusto o meno fare o non fare questa o quella azione, possiamo essere in disaccordo, perché sono in disaccordo i nostri sistemi valoriali (su questo punto sono in disaccordo anche gli ordini monastici). Ma non possiamo essere in disaccordo sul fatto che quella azione che crediamo buona non sia cattiva. Questo è già un primo appiglio. Se io seguo quello che penso sia il Bene ascoltando la mia coscienza, e lei fa lo stesso, allora 'basterebbe questo per migliorare il mondo', nel senso che sia io che lei agiremmo in vista del Bene, decidendoci. Un Hitler, invece, che chiaramente dice 'faccio il male per compiere il bene', sa bene che sta facendo il male e perciò non si decide intorno al rapporto tra bene e male. Bisogna vedere se commettiamo il male per ignoranza, credendo, cioè essendo sinceramente convinti che esso sia bene, oppure se lo commettiamo sapendo che è esso è male. Una terza possibilità: possiamo commettere il male per ignoranza, ma non per ignoranza del fatto che esso sia male, bensì per l'ignoranza rispetto al rapporto tra il bene ed il male. Se questo rapporto si gioca nel profondo della nostra coscienza, allora - come diceva Platone - il male si commette sì per ignoranza, ma per il fatto che ciò che si ignora è la propria anima. Io posso benissimo sapere che abusare sessualmente di una donna sia un male, ma se sono convinto che il piacere fisico che ne posso ricavare sia un bene che valga la pena di perseguire a scapito del bene più elevato che consiste nella salute (e nella salvezza) della mia anima, sono perfettamente in grado di commettere quel male. Non credo che nemmeno lo stupratore più accanito sia convinto di commettere delle buone azioni. Tuttavia accade anche, quando l'ascolto che prestiamo alla coscienza è nullo, che ciò che nella nostra coscienza resta un male, ci appaia come un bene, apparendoci il nesso tra un'azione cattiva e i benefici che questa azione potrebbe portare. Siamo, in casi come questi, annebbiati a sufficienza da vedere il male come bene, anche se in verità lo vediamo come un'anticamera del bene e non direttamente come bene. E' il caso che Dostoevskij esamina in Delitto e Castigo. Anche in questo caso, che è paradigmatico, l'oggetto dell'ignoranza di Raskolnikov, come poi si scopre nel corso dello svolgimento, non è il male di per sé ma la dimensione della propria coscienza. All'inizio egli, per trovare la forza di commettere l'omicidio, si deve ripetere nella testa una cantilena ossessiva che ne annebbia il giudizio e lo porta a confondere il male con il bene. Il suo fine è di elevarsi socialmente e divenire un uomo grande ed importante: per raggiungere questo fine, che è chiaramente egotico ed immorale (non fa parte del codice che abbiamo in dotazione), arriva a concepire il male come uno strumento. Il tutto è molto lineare. Una volta commesso l'omicidio la sua coscienza comincia a bussare, sgretolando completamente la patina di convinzioni fasulle che ne avvolgeva l'ego, rendendolo temporaneamente impenetrabile. Eppure è la SUA coscienza che da lì in poi comincia a parlare e a rivelarglisi, non è ancora Dio (che troverà forse alla fine del percorso) né è una qualche verità oggettiva ed assolutamente indipendente dal soggetto, che lo schiaccia con il peso della colpa commessa. Ecco, mi sembra che questo sia il senso delle parole del Papa, non riesco a pensare ad un altro significato. E se questo è il senso allora appare chiaro anche il trucco: dico ad un ateo che va bene anche se ascolta e segue la sua coscienza, tanto solo io so che la coscienza non è quell'insieme di convinzioni a cui una persona si aggrappa, ma la sua essenza più viva e profonda. Gli dico questo e lui magari si mette all'ascolto, smette di parlare e si mette in ascolto. La cosa è molto furba, e senza dubbio più efficace rispetto al dirgli che vive nel peccato e che devi convertirsi rispetto ad una verità che egli - e proprio non vedendone il rapporto con la vita della propria coscienza - percepisce come estranea ed intrusiva, come un peso. Quindi, mi pare questo il senso della mossa del Papa. Se poi molti cattolici ci sono rimasti male, sappiano che Egli si sta rivolgendo attraverso (e sottolineo) questa lettera, non a loro, con cui è possibile usare un linguaggio diverso, ma alle persone (e sono tante) che hanno la stessa forma mentis di Eugenio Scalfari. I gesuiti sono famosi per questo, quando si trovavano alla corte dell'Imperatore, in Cina, non tentavano di evangelizzare se non in questa modalità 'doppia', accogliendo e studiando la cultura dell'''avversario" poi assumendone il punto di vista (anche negli abiti), guadagnandone così progressivament e la fiducia, per poi cominciare ad esercitare su di lui un'influenza. Efficace o meno questo metodo ha una sua logica interna.
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# Pietro G 2013-10-21 18:26
No, la coscienza non è l'anima e non prepara all'incontro con Cristo, altrimenti, visto che tutti hanno una coscienza, non esisterebbero le altre religioni. Il presupposto che la coscienza sia una briciola di bene situata nella profondità di ognuno è pura speculazione. Se chiedi al kamikaze islamico che sta per andare a farsi esplodere di fronte ad una chiesa uccidendo decine di cristiani (come è successo in Pakistan qualche settimana fa) ti risponderà che lui non solo segue la sua coscienza ma si aspetta di andare diritto in paradiso. Ora, a me sembra che una ridefinizione della coscienza sia un esercizio accademico che non cambia la sostanza, relativista, delle cose. Quello che il Papa avrebbe dovuto far presente a Scalfari e a tutti gli ateisti, se voleva rimanere nell'ambito razionale, erano le contraddizioni che la concezione ateistica della realtà produce non solo in ambito individuale ma anche nella visione filosofico-scientifica del mondo. Contraddizioni che si possono risolvere solo accettando Dio e la sua legge morale, la quale, ovviamente, trascende a lascia da parte la coscienza individuale.
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# Rex 2013-10-22 10:44
Sono d'accordo che la coscienza non sia l'anima, in assoluto e speculativo. Ma nel caso specifico del fare appello alla coscienza morale, secondo un'espressione di uso quotidiano e per nulla speculativo, coscienza = anima = luogo in cui accade l'incontro con Cristo. Nell'anima è scritta la Legge di Dio: se assumiamo questo, che non fa problema da un punto di vista teologico, parte dei problemi sollevati si risolvono da sé. Il kamikaze non sta seguendo la sua coscienza, se con coscienza intendiamo tutto questo, ma uno spettro di convinzioni prive di fondamento morale, ideologiche tanto quanto è ideologico il comunismo o l'ateismo radicale. Il discrimine è l'uso strumentale che egli fa del male. Forse il kamikaze dirà che la sua coscienza passa in secondo piano, farà di tutto per far passare il suo operato dal piano della soggettività a quello dell'oggettività, più probabilmente parlerà di un'ideale astratto di giustizia (loro uccidono le nostre donne e bambini, e meritano perciò di morire) o di altre pseudo-idee, ovvero di idoli e scimmiottature di valori morali e religiosi autentici, idea di Dio e di paradiso compresa. Come i comunisti tirano fuori l'ingiustizia sociale, concependo la violenza come necessaria per combattere questa ingiustizia. Un uso strumentale di ciò che, isolato dal contesto, anche questi 'ideologi' concepiscono come male: 'avete ucciso le nostre donne' dicono. C'è un'idea condivisa di che cosa sia un'azione malvagia, ma idee diverse rispetto all'uso strumentale di queste azioni in vista di uno scopo che viene percepito come buono. Da dove deriva questa identità di vedute, questo accordo di fondo su che cosa ingiusto - e da dove invece lo stordimento e l'inganno che mira a seppellire - sotto una coltre di convinzioni fasulle - questo accordo di fondo per aprire la strada ad una concezione strumentale del male? Io sto solo cercando di capire e ricostruire, non necessariamente condivido questo discorso, soprattutto nei termini in cui è formulato. Ma il discorso del Papa è palesemente contraddittorio ed è questo il punto che non molti hanno notato. Quindi o lo liquidiamo come tale - ma allora è inutile parlare di malafede - oppure bisogna cercare di capire cosa si nasconde tra le righe, cosa ci sfugge.
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# Annhilus 2013-10-22 16:21
Non ci sfigge nulla di essenziale caro amico, il discorso del papa è contraddittorio !!! Stop!

Stabilire per scelta ideologica che ci sfugge qualcosa non aiuta nessuno a comprendere la verità.

Vuole la verità per quella che è:

Bergoglio è uno dei tanti prelati modernisti che infettano la chiesa vaticanosecondi zzata. Per disgrazia somma e per evidente volontà di Dio di metterci alla prova, costui è stato eletto a vescovo di roma pur essendo un modernista. Questo fa comunque di lui un papa regolarmente eletto, fino a che in un atto di solenne magistero non proclamerà o approverà una qualunque eresia come le tante che ha già sbandierato nelle sue interviste famigerate. A quel punto bergoglio diventerà semplicemente uno dei tanti eretici che ci sono stati nella storia della chiesa e la sede tornerà vacante.

Questo è quello che mi pare sfugga e che bisogna capire tra le righe. Il resto è fuffa!!!!
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# Rex 2013-10-22 20:39
Bah, può essere, si. Intanto ho proposto una chiave di lettura che non mi sembra così strampalata. Non la trovo 'fuffa'. Anzi dopo essermi documentato ho scoperto che il discorso richiama l'articolo 1776 del catechismo della chiesa cartollica. In buona fede bergoglio ha dato per scontato che la coscienza sia la coscienza morale, senza disambiguare il termine. Ma a parte questo ciò che dice è perfettamente in linea con il catechismo della chiesa cattolica, che non ha certo scritto lui. L'alternativa è ammettere che in quel discorso, per la volontà venire incontro al vecchio Scalfari e per l'ansia di trovare un terreno comune che evidentemente è tirato per i capelli, il Papa si sia contraddetto ed abbia detto delle enormi fesserie. Tutto sta nel cercare di capire che cosa egli intenda con 'coscienza'. E io credo, a parte la riflessione complessa e fuorviante da me svolta in precedenza, che la questione qui sia molto semplice.
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# Karl 2013-10-21 13:20
@Rex :

anch'io mi sento di dare questa interpretazione , ed aggiungo che sono anche d'accordo che il cristianesimo non si diffonde per proselitismo, ma grazie alla testimonianza della presenza di Cristo nella propria vita.
Riguardo alla fede «diventata ideologia, e l’ideologia spaventa, caccia via la gente» non mi pare assolutamente sia un monito rivolto ad una parte precisa, ma è il rischio a cui tutti siamo sottoposti.
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# pelzen 2013-10-22 01:03
Interessante commento, ma se lo facessimo in bar di periferia come verrebbe accolto? Oppure se lo spiegassimo alle persone del Brancaccio oppure in qualche altro quartiere malfamato d'Italia o meglio ancora a quelli che scendono in piazza per difendere la stella di davide o per una partita di calcio cosa ne otterremo?
Non voglio svaccare sulla sua risposta che ritengo interessante, ma parlare al popolo bue, che io ritengo, per mia presunzione, ignorante abissale, è inutile.
Servono parole semplici, cariche di simboli e significati, questo capisce il popolo.
Faccio un esempio. C'è in Veneto una nota azienda di macchie agricole il cui proprietario ha un patrimonio di neuroni pari due, forse tre.
A lui non interessano mille discorsi, mille spiegazioni, ma come fare per arrivare dal punto A a quello B per concludere un affare. Ora siccome ha solo pochi neuroni la soluzione è presto travata. Contrariamente i suoi direttori commerciali, amministrativi si reggono a presuntuose spiegazioni che lui taglia seccamente con " se fa cossì!" e infatti la sua soluzione, grezza, volgare, è quella giusta. Ha aziende in tutta l'India esporta in controtendenza e ha i conti in ordine. Forse, giusto dall'esempio, la semplicità e la chiave per aprire molte porte ormai sommerse da montagne di inutili cianfrusaglie, no?
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# licio 2013-10-21 11:09
PIENA FIDUCIA NELL'OPERATO DEI GESUITI...SANNO VEDERE LONTANO...ED E' PROPRIO QUESTA LORO CAPACITA' CHE DISTURBA...IO SONO OTTIMISTA SONO SICURO CHE PAPA BERGOGLIO CONSNTIRA' LA MESSA IN RITO LATINO...E' SOLO QUESTIONE DI TEMPO...
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# Annhilus 2013-10-21 22:40
Citazione licio:
PIENA FIDUCIA NELL'OPERATO DEI GESUITI...SANNO VEDERE LONTANO...ED E' PROPRIO QUESTA LORO CAPACITA' CHE DISTURBA...IO SONO OTTIMISTA SONO SICURO CHE PAPA BERGOGLIO CONSNTIRA' LA MESSA IN RITO LATINO...E' SOLO QUESTIONE DI TEMPO...

Lei è addormentato. La informo che la messa in latino (in novus o veuts ordo che sia) non può essere concessa, per il semplice fatto che non è e non può essere vietata. Aggiungo che se essere gesuiti di per sè è una referenza... stiamo freschi....
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# calzo57 2013-10-21 11:09
Pare, dico pare, che sia in preparazione una nuova versione CEI della nota parabola del figliol prodigo: “Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: “Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta”. E il padre divise fra i figli i suoi beni. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, messa insieme ogni cosa, se ne partì per un paese lontano, dove si mise a vivere da dissoluto. Il padre, affranto dal dolore per la lontananza del figlio, partì anche lui e andò a cercarlo nei bordelli, dove lo trovò mentre fornicava con le prostitute. Allora si mise in ginocchio e piangendo gli disse “Tu sei sempre mio figlio!”. Questi rispose: “Benissimo, mi fa piacere, adesso mi lasci continuare per favore?”. Allora il padre tornò a casa e, incontrato il figlio maggiore tutto sudato mentre lavorava nei campi, lo prese a bastonate sgridandolo severamente: "Sporco tradizionalista !"”
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# Boanerghes 2013-10-21 16:05
bella questa
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# Olaf 2013-10-21 12:00
Anch’io mi associo al coro di indignazione per la vergognosa epurazione dei bravissimi Gnocchi e Palmaro. L’ho già detto e lo ripeto volentieri, il Livio non mi è mai piaciuto ed ancora una volta ha dimostrato tutta la sua bassezza morale e intellettuale. Il suo è il tipico fare del lacché abilissimo nel nuotar bene nel vasto mare dell’ipocrisia e della falsità. Quando conviene disubbidire al Papa ed alle direttive del Santo Magistero, allora è pro-Medjugorje. Quando conviene ostentare obbedienza assoluta alla Chiesa, censura ogni critica al Santo Padre anche se essa non è rivolta direttamente a “Pietro”, ma ad un’opinione privata del “dott. Bergoglio”.

Detto questo vorrei però, poter fare la seguente osservazione.
Credo che si continui a fare un gran chiasso attorno a quell’intervist a, discutendo incessantemente della coscienza e del senso del bene e del male secondo Papa Francesco. Per carità, tutti i dubbi e le incertezze sono legittimi, ma cerchiamo di capire bene come possono essere andate le cose per inquadrare la vicenda in un’ottica più ampia e meno coinvolta sentimentalment e. Il Papa, stuzzicato sapientemente dal grande laicista, decide di aprire un canale direttamente con colui che ne è l’emblema; anzi è il custode della dottrina relativista, atea ed anticlericale in Italia. E con lui, tutti i lettori di Repubblica che ne’ condividono gli stessi ideali. Bergoglio decide quindi di andare nella “tana del lupo”. Sa che il lupo è furbo, astuto, e che non perderà occasione per pungerlo cercando il momento giusto, quando il Papa mostrerà il fianco, per azzannarlo e divorarlo.
Ma il Papa non è un ingenuo. Non va a discutere di dogmi cattolici, di dottrine, di anatemi. No: decide di andare a parlare di “corde in casa dell’impiccato” . E lo Scalfarone nazionale abbocca. Ne è entusiasta, contento. Quindi niente attacchi diretti alla Chiesa su pedofilia, lobby gay, negazionismo, ior, ecc ma solo una aperta discussione filosofica sulla coscienza e il senso del bene e del male. Con una piccola differenza, però. Che il Papa lo sta “catechizzando” , lui e tutti i lettori del suo giornale senza che questi se ne rendano conto. La coscienza a cui allude Francesco, non è quella a cui si riferisce Barbapapà. Hitler e Stalin non agivano secondo la loro coscienza. Come dice Solov’iev avevano semplicemente scatenato la belva che era in loro e ci si erano addirittura attaccati alla coda. La coscienza secondo San Tommaso (come anche Santa Caterina da Siena) è quel luogo recondito della nostra anima dove è impressa l’immagine del Dio Creatore. Annebbiata dal Peccato, soffocata da tutti i nostri peccati e passioni distorte (vedi Parabola del Buon Seminatore) essa rappresenta quel piccolo semino di Fede che se lo iniziamo ad interrogare con onestà, piano piano ci può portare all’incontro con Dio. Ed è questo che Francesco vuol suscitare nei lettori di Repubblica, cercare di rinvigorire quello stimolo e quella ricerca interiore che ci spinge verso il Bene e ci allontana dal Male. Forse stò esagerando. Forse sono un semplice cattolico buonista e papista mosso da buoni sentimenti ma troppo ingenuo e sognatore. Può essere. Ma rileggendo alcuni passi dei Santi Vangeli mi sono accorto di una cosa; chi conosce veramente Gesù e il fine della sua Santa Incarnazione? Gli Apostoli? Neanche a parlarne (almeno fino alla Pentecoste). I Discepoli, allora? Neanche per sogno. Quelli della Sua famiglia? Figurarsi (eccetto Sua Madre). Sono i suoi nemici. Ora, non voglio fare paragoni o parallelismi troppo spinti, però leggendo i commenti di alcuni lettori di Repubblica sugli interventi del papa sul loro laicissimo giornale mi sono accorto che questi ci hanno preso in pieno. Si lamentavano del fatto che il Papa col suo fare da bonaccione, col suo tendere una mano verso di loro, in realtà stava cercando di afferrarli per tirarli sulla Barca di Pietro. E lo hanno scritto, in diversi, ammonendo il resto dei lettori di stare in guardia dalle insidie papaline. Giuliano Ferrara lo ha confermato recentemente in un suo editoriale; attento “fratello laicista” Scalfari, Francesco è furbo. Dissimula per portare te e i tuoi lettori ad un’indagine interiore sul senso del bene e del male e quindi ad interrogarsi su Dio. Vigila. Ferrara la sa lunga, chapeau!

Nel Vangelo di ieri, si parla dell’importanza di chiedere (e di pregare). E se uno cerca, trova. Se uno chiede, avrà. In questo consiste la vera battaglia della Chiesa, oggi: far sì che milioni di persone che più non cercano e più non chiedono, inizino a farlo.

Saluti.
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# antaratman 2013-10-21 12:55
Citazione Der Freiherr:
....

(E tante volte non lo fanno, perché a causa del peccato originale la carne è debole, ma dopo un rapido pentimento o magari neppure quello, c'è subito il perdono).


Questo è unicamente una delle tante strampalate e fuorvianti tesi di Bergoglio.
Il Catechismo della Chiesa cattolica, mi riferisco a quello classico di San Pio X, parla un'altra lingua. Inoltre all'inferno non crede più nessuno, è stato debellato da C.V.II.Citazione GiuFeder1425:
La Regola dei Gesuiti vieta loro di assumere cariche ecclesiali (dichiarazione del Gesuita Padre Sorge). Bergoglio fu dapprima nominato Vescovo (1992) e poi Cardinale (2001) da Papa Wojtyla. Tutto lascia pensare quindi che la sua elezione fu pianificata da lungo tempo affinchè facesse ciò che sta facendo effettivamente ora. Stante questa premessa è alquanto illusorio pensare che "le nostre implorazioni (non) lo riporteranno a casa come potrebbero fare con un padre che abbia temporaneamente smarrita la via".


Perfettamente d'accordo (putroppo).
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# Nova 2013-10-21 14:56
La Chiesa cristiano ortodossa d'Oriente che è la vera chiesa delle origini considera l'inferno la condizione delle anime che non sono più in comunione con Dio. I dogmi dei cattolici sono continui affronti all'intelligenza e al senso di umanità. Che follia è stata proclamare i dogmi dell'infallibilità, dell'Immacolata e dell'Assunzione?
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# raff 2013-10-21 23:21
Citazione Nova:
La Chiesa cristiano ortodossa d'Oriente che è la vera chiesa delle origini considera l'inferno la condizione delle anime che non sono più in comunione con Dio. I dogmi dei cattolici sono continui affronti all'intelligenza e al senso di umanità. Che follia è stata proclamare i dogmi dell'infallibilità, dell'Immacolata e dell'Assunzione?


E cosa c'è di più orribile per l'anima che non essere in comunione con Dio? Finché l'anima è legata al corpo questa sussiste nella sua relazione con il mondo fisico ed è libera di scegliere se mantenere o rifiutare la comunione con Dio, se accettare o meno la sottomissione alla Sua Volontà, oppure rifiutarlo elevando se stessa a potenza creatrice in questo mondo, a divinità (secondo la promessa del serpente:"voi sarete come dei").
Ma una volta separata dal corpo l'anima non avrà più nessun punto di sussistenza del proprio essere, non più il mondo e la materialità, né più la comunione con Dio. Sarà la condizione orribile di un essere senza un punto d'appoggio, che precipita eternamente in un abisso oscuro animato solo dai fantasmi della propria coscienza. Un vero inferno proprio come descritto da Dante.
Perciò ben vengano i dogmi, se ci salvano da una simile condizione!
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# Olaf 2013-10-22 07:33
Citazione Nova:
La Chiesa cristiano ortodossa d'Oriente che è la vera chiesa delle origini considera l'inferno la condizione delle anime che non sono più in comunione con Dio. I dogmi dei cattolici sono continui affronti all'intelligenza e al senso di umanità. Che follia è stata proclamare i dogmi dell'infallibilità, dell'Immacolata e dell'Assunzione?


Follia? Le ha lette le Sacre Scritture? Magari cambia opinione...
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# paolaerre46 2013-10-21 13:09
Caro Frank 10, così ed anche peggio. E' un po' che anche io leggo ciò che trovo sui disegni della massoneria ed ho trovato quello che lei dice. Aggiungo solo una cosa, è da leggere anche un altro Papa (oltre a quello da lei citato e che aveva già previsto la situazione attuale) ed è Leone XIII. Ovviamente il suggerimento non è per lei ma per i tradizionalisti . E' un bel po' che i Papi (quelli che sono passati alla storia come santi e prima - purtroppo - del CVII) ci mettono in guardia con parole più che accorate. Quindi, coloro i quali continuano a sostenere: è il papa, voi andate contro il papa perbacco!!! e quelli che: ma sì, Bergoglio non è un granché come teologo, adesso vi spiego io... ma Dio Santo non solo date dello sprovveduto ad un "udite udite'' gesuita, ma pure a quegli ingenui e provincialotti Principi della Chiesa che lo hanno votato e pure in due secondi. C'è da chiedersi il classico: "ma ci sei o ci fai?''. E chiedo subito scusa per aver perso la pazienza. Mi scoccio quando lo fanno gli altri ma ora l'ho fatto io. Scusate ancora tutti, grazie.
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# antaratman 2013-10-21 13:31
Citazione frank10:
Ma scusami, Gesù ha fatto così?
Oggi, Gesù farebbe così?


Lasci stare frank10, qui si confonde la pula con il grano, ed è fatto intenzionalment e.

Es.la storia del 'ma il Cristo andava a mangiare con i pubblicani e le prostitute' quindi dava la mano a tutti dovrebbe giustificare l'ecumenismo che in realtà non è ALTRO che ridurre Gesù a uno come gli altri, se va bene un gran Profeta.

Nella trappola del 'c'è un solo creatore e Dio per tutti' che è INNEGABILE, si ommette l'intervento di DIO stesso tramite la rivelazione della legge al suo popolo, che traditolo, cioè rompendo l'alleanza, ha portato all'incarnazione di CRISTO DIO UOMO
venuto appunto per ristabilire l'alleanza, checché l'abbiano negato sia Wojtyla (J) sia Ratzinger(J).
Quindi la nostra è la sola religione rivelata, con buona pace di tutti gli altri, che potranno essere anche bravissime persone e concorrere al disegno divino almeno per quanto riguarda il loro stile di vita, quindi un vero cristiano non è mai arrogante, potrà tuttalpiù
cercare di spiegare che un passo più in là
porterebbe alla sublimazione di tale stile e pregare per loro.
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# Olaf 2013-10-22 16:53
l'alleanza, ha portato all'incarnazione di CRISTO DIO UOMO
venuto appunto per ristabilire l'alleanza, checché l'abbiano negato sia Wojtyla (J) sia Ratzinger(J).

Mi perdoni. Lungi da me voler passare per l'emulo della "fiammettona nazionale" (Dio me ne guardi),ma non le pare un po' esagerato apporre tra le presunte colpe di Wojtyla e Ratzinger, l'essere (J), come se aver avuto "sangue semita" fosse una sorta di peccato d'origine aggiuntivo? Sicuramente in gioventù si saranno nutriti di una certa cultura familiare, ma Gesù Cristo stesso era ebreo(quindi J), così come tutti gli Apostoli,Sua Madre, l'ebreissimo Saulo di Tarso (super J) e tutti i Santi martiri dei primi decenni del cristianesimo. Stiamo attenti poichè già San Paolo (J) ci ammonì: se la loro esclusione è stato motivo di salvezza (vostra), cosa sarà la loro riammissione?

Saluti.
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# frank10 2013-10-22 19:04
Ma Olaf, siamo ancora a questa cosa trita e ritrita?

Nessuno ce l'ha con gli ebrei perché sono ebrei!
Piuttosto si è diffidenti dagli ebrei per la cultura anticristiana bimillenaria e per la megalomania dominatrice del mondo, con relativi piani di dominio e distruzione della Chiesa.

Pensi che qualcuno avrebbe qualcosa da ridire se oggi ci fosse un Giacomo di Zebedeo o un nuovo Saulo se predicassero il Vangelo (quello vero, non sue falsificazioni) , pronti a morire martiri come un tempo? Magari ci fosse una resurrezione di questo tipo!
Ma non se ne vede nemmeno l'ombra.
Anzi!
Si vedono realizzate le trame di numerosi ebrei che invece che manifestare alla luce del sole la loro conversione, vivono da cristiani senza voler rivelare la loro origine. E dando adito, per questo e per i comportamenti/discorsi a pensare alla realizzazione del piano di trasformazione della Chiesa in un nuovo Sinedrio e una nuova religione che possa dominare il mondo, sostituendosi alla vera Chiesa di Cristo.
Non la vedi la differenza abissale?

Spero non risalti più fuori un'accusa così risibile di razzismo ebraico.
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# Militiaceleste1 2013-10-21 13:33
AL SIG. BETAMAX, GRAZIE! "Ottime le tue precisazioni sulla disciplina gerarchica anche (e soprattutto) nell'ospedale da campo.
Ma purtroppo nessuno sa più che cos'è il combattere, anzi i più vocianti non sanno più neppure che cos'è il servizio militare (pur nella sua pochezza). Quindi pochi potranno beneficiare delle tue osservazioni."
Grazie soprattutto alla buona anima di Fabio de Fina (oremus pro eum) e a Lei, direttore Blondet: abbiamo imparato cos'è la lotta ascetica, la vita come milizia, l'impegno contro i vizi ecc. anche grazie al Vs. contributo.
Tutta roba abbandonata dallo pseudocristiane simo da parrocchia per effeminati e ritardati.
Si, un tempo i gesuiti erano combattenti, i santi sono i più grandi combattenti, ma chiedo ai lettori più giovani se i loro preti da oratorio gli hanno mai insegnato contro chi stiamo in guerra.
Quanto all'auspicio del sig.LICIO, spero proprio che il Suo ottimismo sia fondato.
Faccio notare che CONSENTIRE LA MESSA IN LATINO E' GIA STATO FATTO, IN MANIERA PARZIALE DA GIOVANNI PAOLO II E SOPRATUTTO DA QUEL DECRETO LA CUI DATA E' FACILE DA RICORDARE: 7 - 7- 2007. SIAMO NOI CHE CI DOBBIAMO MUOVERE,
COSTITUENDO GRUPPI, FACENDO CIRCOLARE INFORMAZIONI, moltiplicando LE PRATICHE DI PIETA' CHE NON MI STANCHERO' MAI DI Raccomandare. Senza giudicare nessuno di voi.
SCUSATEMI, INSISTO DI NUOVO: COME BLONDET CI INVITAVA, GIUSTAMENTE, AL ROSARIO, ADESSO, VI SCONGIURO, AMICI TRADIZIONALISTI : SVUOTIAMO IL PURGATORIO, FACCIAMOCI ALLEATE DELLE ANIME BISOGNOSE, SPECIALMENTE DELLE ANIME DEI SACERDOTI.
NEI GIORNI DAL 1 ALL'8 NOVEMBRE, POSSIAMO LIBERARE UN'ANIMA DEL PURGATORIO con l'indulgenza plenaria per la medesima se: 1) facciamo devotamente una visita al cimitero, 2) assistiamo per lei alla s.Messa, 3) ci confessiamo, recitiamo alcune preci, devotamente per lei facciamo la Comunione e 4) offriamo all'altare la volontà di non peccare più, disprezzando anche i peccati veniali. 8 GIORNI, 8 ANIME!
Pensate: siamo centinaia di abbonati: pensate ai benefici spirituali di 10000 anime purganti che mediano per noi.
E questa del purgatorio NON E' INVENZIONE di internet, è pura TRADIOZIONE Cattolica, è Concilio di Trento, è parola di Dio ( il potere delle Chiavi, la lettera di S.Pietro, il libro dei Maccabei e altri passi biblici), è la patristica (non solo s.Agostino), è la Scolastica ("liberare un'anima dal purgatorio è supremo atto di carità: lei non può aiutare sé stessa"), è sana dottrina (da Bellarmino allo stesso Conciclio Vaticano II), è l'insegnamento dei Pontefici. Compresi gli ultimi. Spero compreso l'ultimissimo
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# michelapalombo 2013-10-21 14:28
Il Direttore scrive: "L’Immacolata Concezione e la Resurrezione di Cristo si potevano discutere..."

Cosa significa "discutere la Resurrezione di Cristo"? C'è forse qualcuno all'interno della Chiesa Cattolica che si sente di "discutere la Resurrezione di Cristo"??? Non diciamo assurdità!
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# Giulio 2013-10-21 18:10
Magari fosse un'assurdità. Ci sono stati, e ci sono ancora, teologi (anche ecclesiastici) che danno della Resurrezione una interpretazione non storica. E non solo non vengono scomunicati ma occupano addirittura cattedre cattoliche.
Assurdo o tragico?
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# michelapalombo 2013-10-23 09:13
Potrebbe per favore fare qualche nome?
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# angelus 2013-10-21 14:29
Con commozione ringrazio "Rex" e "Olaf".
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# remox 2013-10-21 14:36
La mia spiegazione è molto più semplice, sempliciotta oserei dire. Ma non credo di essere lontano dal vero.

Intorno al papa si è sapientemente creato da parte dei media uno stato di spirito con l'obiettivo di trasformarlo mediaticamente in un rivoluzionario. Il suo "problema" principale è stato quello di essere eletto dopo le dimissioni del predecessore. A questo aggiungiamo la provenienza dall'ordine dei gesuiti e tanto per non farci mancare nulla ha "osato" chiamarsi Francesco, come mai un predecessore aveva osato fare.
Che diamine, ce n'è abbastanza per far gridare all'apostasia, al falso profeta, fiananco alla prossima comparsa dell'anticristo.
Appena eletto venivano già pubblicati titoli come "Ecco il papa nero", "E' cominciato un nuovo tempo", "C'è ancora un papa a Roma?" ecc...da quel momento ogni singola mossa del pontefice è guardata con sospetto, interpretata, analizzata ogni sillaba pronuncata, tutti alla ricerca della rivoluzione nella chiesa o della prossima apostasia da parte del successore di Pietro.
Mentre con il predecessore se accadeva qualcosa lo si giustificava dicendo che era osteggiato dalla curia, che non era colpa sua, che era un agnello in mezzo ai lupi con l'attuale papa qualunque cosa accada è frutto della sua azione mellifua ed ingannatrice. Non è forse un gesuita?
Viviamo sicuramente tempi eccezionali che richiedono la massima apertura di spirito per capire dove soffia realmente il vento dello Spirito Santo. Sono i tempi in cui più che timorose e a volte rancorose supposizioni e accuse, sintomo di paura e debolezza, si necessita del virile coraggio dell'autentica fede in Cristo, che tutto controlla, nella certezza che mai la roccia, Pietro, verrà meno alla sua spirituale missione, qualunque debolezza possa contrassegnare la sua persona.
Il chiacchiericcio tutto è, tranne che virile.

Saluti.
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# antaratman 2013-10-22 13:38
@remox

"La mia spiegazione è molto più semplice, sempliciotta oserei dire".

Infatti.

"Ma non credo di essere lontano dal vero".

Molto lontano.
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# ALANODELLAROCCA 2013-10-21 17:27
A questo punto possiamo essere maturi abbastanza per cercare di capire il vero perché della scelta di alloggiare nella Domus Santa Marta anzichè nell’appartamen to papale. Più si va avanti e più non appare plausibile che la scelta sia stata dettata solo da gusti personali dell’attuale occupante del soglio petrino.
Ogni papa, e men che meno Bergoglio, per la quantità di impegni che deve svolgere non ha la possibilità di potersi scrivere da solo omelie, articoli, interventi etc., per cui ha necessariamente bisogno di collaboratori di cui si fida e che facciano questo per lui. Ora, la scelta di Bergoglio di alloggiare a Santa Marta fa sì che egli abbia potuto bypassare l’organigramma vaticano degli addetti all’assistenza del papa, organigramma che, a quanto ne sappia, non è stato modificato dal vescovo di Roma, talchè si tratta giocoforza degli stessi collaboratori di Benedetto XVI.
A Santa Marta Bergoglio può quindi essere raggiunto con più facilità e più agevolmente che negli appartamenti papali, dove non è plausibile che ci si avvalga di personale non previsto dalle regole e dove il controllo sulle persone che hanno contatti con il papa è naturalmente più pervasivo.
Per arrivare a dedurre chi è che compone l’entourage di Bergoglio, che non può essere lo stesso di Benedetto XVI per la cifra del suo papato, si consideri quanto segue. Chi gli dice di citare il card.Kasper come grande teologo, chi gli scrive delle insofferenze sui principi non negoziabili per la rivista “Civiltà Cattolica”, chi ha deciso di fargli lavare i piedi ad una non battezzata il Giovedì santo, chi gli ha fatto dire “80 persone morte in Pakistan” anzichè “80 cristiani”, chi gli ha fatto dire “vergogna” solo a noi e non agli uccisori delle “80 persone” di prima, chi gli ha fatto firmare il commissariament o dei Francescani dell’Immacolata ? Chi gli ha suggerito sull’opportunit à di eretiche considerazioni sulla coscienza con il campione dei nemici di Cristo e della Chiesa? Chi ha deciso di non celebrare le esequie di Priebke in chiesa? Il card.Vallini, forse?
Visto che, come diceva Pietro G, esiste un filo conduttore nelle parole e negli atti di Bergoglio che lo vede in armoniosa sintonia con i desiderata dei nostri fratelli maggiori, è pellegrino ipotizzare che la scelta di Santa Marta sia dovuta alla necessità di farsi assistere nella auspicata opera di trasformazione della Chiesa Cattolica in un centro propulsore di noachicità?
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# Luigi 2013-10-21 17:41
Caro Maurizio,
voglio offrirti alcune riflessioni personali e voglio condividerle non solo con te ma anche con gli utenti del sito, almeno quelli disposti a confrontarsi senza le solite e stupide polemiche.
La tua è una analisi molto ben fatta. Che in linea di massima condivido. Certo ci sono punti un po’ affrettati: mi risulta, ad esempio, che non sia il Papa a diffondere la notizia delle sue telefonate ma i destinatari delle stesse. Poi la precisazione vaticana sul testo dell’intervista , non registrata, con Scalfari, un testo non rivisto prima della pubblicazione, mi pare importante. La controprova sta nella precedente lettera che Papa Bergoglio ha inviato a Scalfari, dunque scritta di suo pugno, nella quale sulla questione della coscienza non ha detto cose ambigue ma in perfetta linea con la fede cattolica. Ha sbagliato Bergoglio a fidarsi della vecchia volpe, ma forse dimentichiamo che fino a qualche mese fa egli viveva in Argentina dove di Scalfari e di Repubblica, e che cosa sono e rappresentano qui in Italia, nessuno sa niente. Probabilmente Scalfari ha saputo far leva anche su questa ignoranza ed inesperienza di Bergoglio delle cose, politiche, italiane (Benedetto XVI, da più di quarant’anni in Italia, non vi sarebbe cascato). Tuttavia, pur riconoscendomi nella ricostruzione storica da te fatta sulle vicende di CL e di Martini “il Grande Inquisitore”, e quindi dando tutte le ragioni a Socci e soci in quel frangente, vorrei francamente dirti perché oggi mi dichiaro un deluso di quella stagione. Ti prego di tener ferma però la premessa che quanto segue è solo la ricostruzione di un percorso e non più una attestazione di pensiero: ora, per me, conta solo Gesù Cristo, non più certe, pur non rinnegate, radici ed esperienze culturali. Ebbene: lo scrivente aveva riposto fiducia in movimenti culturali, anche interni alla Chiesa come nel caso di CL (pur non avendovi mai aderito), che contestavano l’egemonia radical chic della sinistra borghese e dell’Occidente secolarizzato. Era l’epoca di una rivista – te la ricordi? Vi scrivevamo insieme entrambi – di grande spessore e libertà culturale come “Pagine Libere” diretta prima da Marcello Veneziani e poi dall'indimenticabile Ivo Laghi ed edita dalla Cisnal (dal sindacato fascista!). Era l’epoca nella quale, contro i neocons già all’opera con Bush padre, ci ritrovammo insieme “destra sociale”, “cattolicesimo intransigente e tradizionale”, che a modo suo CL aspirava a far diventare di massa facendo leva sulla fede popolare ancora intonsa in molte fasce italiche, e persino una certa “sinistra che non voleva arrendersi al liberismo trionfante”. “Il Sabato” ospitava gli articoli di molti gli intellettuali del mondo della “destra non conforme” dalla quale molti di noi provenivano: da Veneziani, a Giano Accame, da Cardini a Del Noce, da Cattabiani a Gianfranceschi, e via dicendo. Il nemico principale era l’Occidente liberal-liberista, ateo e post-cristiano, “antifascista” e filosionista, non certo l’islam. Il nemico era il neoliberismo che andava un po’ alla volta distruggendo quella modernizzazione di segno dirigista che, per quanto con molte contraddizioni e deviazioni, era l’eredita, in Italia, del fascismo. Per noi il vero “scontro di civiltà” era tutto interno all’Occidente, era tra l’eredità tradizionale dell’antica Cristianità e quell’Occidente , il cui baricentro si muove tra City londinese e Wall Street, che nel corso di alcuni secoli, a partire dal XVI, l’aveva distrutta. Augusto Del Noce, con la sua critica, assolutamente cattolica, a questo nemico principale, all’occidentali zzazione del mondo che oggi chiamiamo globalizzazione , era il nostro riferimento filosofico-teologico-politico di punta. Vai a rileggere l’ultimo scritto di Del Noce, pochi giorni prima della morte nel dicembre 1989, ossia la sua introduzione a “Processo all’Occidente” di Marcello Veneziani e ritroverai l’atmosfera di noi “autentici antagonisti” (non i becchini attuali del No Tav!) di quegli anni. Insieme a Del Noce, avevamo in campo storiografico pezzi da novanta come Renzo De Felice e Franco Cardini. In quegli anni ’80 e ’90 costituivamo, certo con le differenze peculiari di ognuno di noi, un composito fronte di contestazione culturale al mondo che stava prendendo forma e che poi è arrivato. Il mondo – mi dispiace dirlo proprio a te che sul personaggio ti eri a tal punto illuso da scrivere un pamphlet a sua difesa – di Berlusconi (faccio oggi mea culpa per non essermi a suo tempo mai chiesto perché mai Berlusconi finanziasse settimanali come “Il Sabato” e certe iniziative di un mondo cattolico in controtendenza a quello cattodemocratic o), capo di un partito che si voleva “liberalconserv atore di massa” in modo diametralmente speculare al PDS, oggi PD, che si vuole “liberalprogres sista di massa”. Tutti insomma liberali! Come vedi le attuali “larghe intese” hanno radici almeno decennali. Il mondo, quello che è poi arrivato, dell’egemonia deflazionista della finanza apolide che pontifica con le Merkel e l’eurocrazia tecnocratica, Mario Draghi e la BCE. Perché proprio questo è il punto: che fine ha fatto il composito ambiente “vero antagonista” al quale poco fa facevo riferimento? E’ presto detto: “Pagine Libere” fu chiusa per ordine di Gianfranco Fini, i cattolici intransigenti e tradizionalisti , incastrati nello schema bipolare della politica italiana che li costringeva a stare dalla parte dei pro life che a loro volta stavano con i liberalconserva tori, sono finiti, come i pur stimati Palmaro e Gnocchi, a scrivere per gli atei devoti alla Giuliano Ferrara su Fogli che altro non sono che una centrale di propaganda dell’occidental ismo cristianista e filosionista e che mirano ad usare le fede cattolica come strumento nello “scontro di civiltà”. Altri gruppi di cattolici tradizionalisti , penso ad AC, sono diventati, o forse già lo erano per influssi latifondiari della TFP, apertamente bushisti. Tutti poi con alto gradimento ospitati da Radio Maria che, in tal modo, a dispetto del Santo Nome che porta, diventò da benemerito mezzo di evangelizzazion e, che era in origine, uno strumento di reclutamento, tra i cattolici di fede e cultura semplice, del consenso verso le guerre americane nel Vicino Oriente, con lo spauracchio, storicamente risibile, di una nuova Lepanto o una nuova Vienna alle porte. La “destra sociale” (o se vuoi, la “sinistra nazionale” a seconda della definizione eventualmente più gradita, fai un po’ tu) è evaporata nel giro di pochi anni grazie ad una classe politica che, per dimostrarsi più berlusconiana dei berlusconiani doc, non ha esitato a rinnegare un intero patrimonio ideale e generazioni di caduti per quelle idee. E la “sinistra che non voleva arrendersi”? Quella, come è giusto che sia perché non si può contestare l’Occidente liberista partendo dai suoi stessi presupposti filosofici come fece Marx, è finita nella totale decomposizione di cui i movimenti anarchici e no global sono il risultato ridicolo. A questo punto mi dirai: cosa c’entra tutto questo con Papa Bergoglio? Forse nulla da un certo punto di vista. Ma da un altro molto. Voglio dire che da deluso circa l’esito del cattolicesimo intransigente nel suo versante politico lo scrivente si è chiesto quali possano essere le cause diciamo così “teologiche” di tale esito disastroso. Almeno al momento sono pervenuto alla convinzione che queste cause devono essere identificate soprattutto in una sorta di “ossificazione spirituale” del cuore di certi cattolici tradizionalisti , ormai incapaci di vedere nella Chiesa innanzitutto - ripeto, innanzitutto - il Corpo Mistico di Cristo e invece la schiacciano sulla civiltà occidentale, da difendere contro l’invasione immigratoria, e sulle politiche antisociali di certa destra affaristica ma in fregola di “valori etici” (ti ricordo la lezione di Carl Schmitt sulla “tirannia dei valori” che bene illustra il sottofondo economicista del termine “valori”) solo perché apparentemente opposte alle politiche della sinistra in via di decomposizione. Per questo tipo di cattolicesimo tradizionalista , in deriva, parlare di Carità e di Misericordia – non in opposizione alla Verità: questa è solo, a proposito di Bergoglio, una illazione usata a scopi polemici – sembra una apertura all’umanitarism o, al buonismo, al “comunismo”. In altre occasioni ho molto apprezzato certi tuoi scritti nei quali raccontavi delle tue esperienze dal vivo con le suorine di Madre Teresa di Calcutta, tra le quali hai scoperto anche la devozione alla Divina Misericordia propugnata da suor Faustina Kowalska. Raccontavi della tua ammirazione per quelle fragili donne che si caricavano i dannati della terra sulle spalle, come fece Francesco d’Assisi con il lebbroso nel quale gli apparve Cristo sofferente, e della tua commozione per l’amore che esse sapevano esprimere verso quei derelitti. Mi chiedo ora se le sue suorine di Madre Teresa, che, come faceva la loro fondatrice, pregano molte ore di notte e di mattina presto prima di iniziare il proprio apostolato di carità (perché è solo dalla preghiera, dal contatto diretto con il Signore, che si può trarre la forza di fare certe cose), sarebbero così preoccupate di certi orpelli che tanto appassionano certuni tra i cattolici tradizionalisti e che anche tu hai avuto modo, come hai ricordato, di deridere. Anch’io ho conosciuto e visto all’opera suore, anche se non indiane, e religiosi che si sporcano le mani con poveri e deboli. Anch’io ho provato la tua stessa ammirazione congiunta, almeno per me, alla vergogna di non essere capace, nonostante tutta la mia “cultura” (che di fronte al Signore non è l’essenziale, lo so molto bene e ne tremo), di fare altrettanto. Ho sempre stimato i tuoi interventi allorché ricordavi a tutti noi che, alla fine, saremo giudicati non su quanta teologia conosciamo ma sull’aver dato da bere agli assetati, cibo agli affamati, vestito gli ignudi. Domenica pomeriggio, ho inviato a te ed altri amici un piccolo reportage missionario che mi è giunto dall’Argentina, da una ragazza che lavora nelle favelas. Nell’inviartelo segnalavo che faceva toccare con mano la realtà dalla quale viene Bergoglio e che, prima di giudicarlo, bisognerebbe almeno cercare di conoscerla un po’ quella realtà. Spero che tu l’abbia letto. Credo che a tutti noi, anche agli amici cattolici rigoristi, farebbe molto bene sperimentare certe realtà. Senza neanche andare troppo lontano. Le favelas le abbiamo anche noi: basta, a volte, svoltare dietro l’angolo di casa. Penso che se ne avessimo il coraggio – lo dico innanzitutto a me stesso ammettendo pubblicamente che quel coraggio ancora non ce l’ho e chissà mai se un giorno lo avrò – comprenderemmo che, per quanto importanti i miei, i nostri, amati Agostino e Tommaso, non è con la filosofia che si riuscirà, per davvero, ad essere testimoni di Cristo nel mondo in cui Lui, e non altri, ci ha chiesto di vivere. Con la filosofia forse si può convincere ad aprirsi alla fede un filosofo. Per quanto la cosa non è mica facile, perché se lo fosse basterebbe chiedere all’interlocuto re non cristiano di studiare le “Confessioni” o la “Summa” et voilà il miracolo della conversione sarebbe fatto: in verità la fede è un dono che molti, per presunzione intellettuale, non si accorgono neanche che gli viene offerto. Invece è capitato spesso che proprio gli intellettuali si siano convertiti toccando con mano la carità di qualche buon cristiano. Ed è di questo che l’uomo oggi ha maggiormente bisogno: toccare con mano che Dio esiste verificando all’opera la Sua Misericordia. Un’esperienza del genere può valere più di tutti i nostri articoli, i nostri libri, i nostri altisonanti discorsi. Ed allora perché non provare a dare credito alla via della Carità, come invita a fare Papa Bergoglio e come, prima di lui, hanno invitato a fare tutti i Papi, Benedetto XVI, Giovanni Paolo II ma anche Pio XII, Pio XI, Pio X, Pio IX, etc.? Per sua natura la Carità, quando è vera, non è mai disgiunta dalla Verità di fede: non mi è mai capitato di incontrare, tra i religiosi dediti all’apostolato della carità, cui prima accennavo, gente eretica o che confonde tra Cristianesimo e sociologia, come invece capita di incontrare tra i postconciliaris ti alla moda.
Un caro saluto in Cristo e Maria.
Luigi Copertino
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# Pietro G 2013-10-21 21:22
Il Corpo mistico di Cristo ha una base terrena e quest'ultima ha una capitale. Ha un continente santuario ricco di tradizioni millenarie, atti eroici come Lepanto e la difesa di Vienna, una cultura nata dalla religione e milioni di fedeli. Si deve e si può buttare via il liberismo, l'acqua sporca, ma non si può buttare via l'occidente, il bambino, perchè esso non coincide con il liberismo ateo, multiculturale e usuraio. È vero che la Carità è fondamentale nel cristianesimo, è anche vero che non può essere disgiunta dalla fede nell'unica vera religione. Una Chiesa che fa carità ma non proselitismo e in cui ci si limita alla testimonianza individuale, non si distingue dalla Croce Rossa. Si può fare del bene al prossimo anche senza essere cristiani. Come si contribuisce a questa unione tra Fede e Carità? Con la Verità! E la Verità ha bisogno di chiarezza, deve essere chiaro ciò che è vero e ciò che non lo è, perchè la Verità non è un concetto inclusivo. Non mi sembra che il presente Papa abbia molto contribuito alla chiarezza con le sue ultime uscite.
Saluti
Pietro
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# Karl 2013-10-21 23:07
"Una Chiesa che fa carità ma non proselitismo e in cui ci si limita alla testimonianza individuale, non si distingue dalla Croce Rossa"

E' esattamente il contrario, fin dall'inizio della missione di Cristo :

"Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano [Giovanni ed Andrea], disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
(Gv. 1,38-39)

La Chiesa nasce seguendo una Presenza e non un discorso.
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# cgdv 2013-10-22 14:06
Caro Copertino, suvvia "offrire" le suorine di Madre Teresa e le favelas(?) dell'Argentina mi sembra un espediente patetico (in attinenza però al pretestuoso "miserando atque eligendo"). Evocativo, ma per me peregrino, anche il bel ricordo del passato che riporta alla "destra non conforme" zeppa del pensiero degli intellettuali, filosofi e storici del colpo al cerchio ed uno alla botte (dal quale occorre sempre rifuggire) e dei quali più o meno abbiamo ancora qualche valido rappresentante.
Tutto questo (domanda) per indurre a giustificare l'edizione pseudo francescana ma in realtà apostolica e protestante (nonché necessariamente ecumenica) dell'evoluzione postcomunista nel pretestuoso "chi è contro di me è contro l'ambiente, gli alberi, i disabili, gli emarginati ecc. ecc."?
Ringraziamo Dio se c'è ancora qualcuno che riesce a vedere cosa si prepara al seguito di queste faccende, senza paura del mondo o di andare all'Inferno.
Sempre con cari saluti.
Giuliano
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# mario lotus 2013-10-21 17:58
Io credo che questa volta siamo abbastanza vaccinati per resistere a questo colpo di coda. Ho fiducia che quello che è stato seminato in questi anni, porterà frutto. Mi pare un po' come l'ultima chance concessa a certo clero che ora sta sui 60/70 anni. Sono troppo ingenuo e ottimista?
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# musicus barocchus 2013-10-21 20:52
Citazione mario lotus:
Io credo che questa volta siamo abbastanza vaccinati per resistere a questo colpo di coda. Ho fiducia che quello che è stato seminato in questi anni, porterà frutto. Mi pare un po' come l'ultima chance concessa a certo clero che ora sta sui 60/70 anni. Sono troppo ingenuo e ottimista?

Sì, decisamente.
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# Kelsen82 2013-10-22 09:07
Credo che siamo protagonisti e spettatori del travisamento del Concilio VII e gli attori di codesto travisamento e perversione del pensiero dei padri conciliari siedano adesso nella stanza dei bottoni. Chi ora detiene il potere nella gerarchia ecclesiastica è coluiu che ha vissuto intensamente in modo attivo o passivo (incapace di fare pensiero critico nei confronti di un'ideologia quale quella della Chiesa che deve seguire il mondo). Ciò lo percepisco e lo tocco con mano nelle stesse parrocchie, nelle Diocesi dove Vescovi puntano sulla creatività liturgica e dottrinale per sopperire a manifeste carenze spirituali e di fede. Probabilmente stiamo vivendo i tempi escatologici senza rendercene conto davvero.
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# Vandeano36 2013-10-21 21:13
Il Dio ""Cattolico" è quello che si è rivelato(velata mente) nel Vecchio Testamento e che si è rivelato,senza veli, nel Nuovo Testamento; pertanto credere in un Dio non Cattolico è credere in un Dio diverso da quello vero; Il giovane sacerdote ha capito benissimo le conseguenze della sciagurata affermazione papale. Le altre religioni sono invenzioni degli uomini, suggerimenti di Satana, o perversioni della ragione. Gesù ha detto "fate mie tutte le genti", condannando all'inferno quanti, malgrado i lumi dello Spirito Santo che illumina le menti all'annuncio del Kerigma non avrebbero creduto.
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# Policarpo 2013-10-21 22:24
Circa la questione di Dio cattolico, anche per Copertino, da ignorante di filosofia e carità quale realmente mi riconosco: dire che Dio non è cattolico equivale al fatto che un profeta dell' Antico Testamento o un sommo sacerdote del Tempio avesse affermato che Dio, il Dio di Israele, non era il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe.
Penso che un profeta Elia, o anche molto meno di lui, avrebbe riservato all'autore dell'affermazione la stessa sorte riservata ai profeti di Baal.
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# Annhilus 2013-10-21 23:07
Eresie alla rinfusa e bergogliate varie:

1)Non credo in un Dio cattolico, non esiste un Dio cattolico, esiste Dio.
(che per bergoglio ovviamente non è mica cattolico)

2)I più gravi dei mali che affliggono il mondo in questi anni sono la disoccupazione dei giovani e la solitudine in cui vengono lasciati i vecchi. (se non fosse bergoglio sembrerebbe Epifani... I PIU GRAVI DEI MALI... roba da pazzi)

3)Il proselitismo è una solenne sciocchezza. (e dove stà scritto di grazia? Quale santo lo ha detto?
Quale sinodo o concilio o atto di magistero solenne? a me pare che la solenne sciocchezza sia dire che quello che hanno sempre fatto tutti nella chiesa a apartire dalgi apostoli, sia una solenne sciocchezza).

4)Santità, esiste una visione del Bene unica? E chi la stabilisce?
«Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene»....
«E qui lo ripeto. Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce. (ma bergoglio lo sa che
concepire il bene come qualcosa di diverso da quello che dice Dio è inganno di satana? Ai primi uomini nell'eden parve bene commettere il peccato originale, siamo ancora a quel punto bergò????)


5) I Capi della Chiesa spesso sono stati narcisi, lusingati e malamente eccitati dai loro cortigiani. La corte è la lebbra del papato. (lo dica a padre livio allora e quando lo dice si guardi pure allo specchio.

6) Santità, s’era detto che Lei non ha alcuna intenzione di convertirmi e credo che non ci riuscirebbe.
«Questo non si sa, ma comunque non ne ho alcuna intenzione ». (Figurarsi... che fai converti un miscredente??? Eeee che vuoi fare come San Francesco, o come Santa Caterina, o San Bernardino... nooo
tanto mica bisogna convertire... basta ciarlare a vuoto)


smetto solo per carità verso le anime pie bergogliolatric he e perchè mi stà a venire pure un pò di nausea.
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# bizza 2013-10-21 23:21
A Vigonza (Padova). Abita un certo sig. Oskar Martini che si dice figlio del cardinale arcivescovo di Milano. Tra l'altro gli assomiglia moltissimo sia come lineamenti del volto che di stazza. (Davvero impressionante) . Si dice anche erede della fondazione Svizzera Cardinal Martini con 200 milioni di fondi per opere in Africa. Ora è impegnato in Etiopia e Sudan. Ecc. ecc. sarebbe interessante fargli la prova del DNA. Progressismo per progressismo. . . .
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# astrorosa1 2013-10-21 23:37
"Dio nella creazione ci ha resi liberi: l’ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile». Non ci sarebbe misericordia e «accoglienza»

QUESTA ESPRESSIONE del Santo Padre Francesco NON LA CONDIVIDO.
Caino non doveva uccidere, in quanto se sei uomo di DIO o figlio di DIO devi avere la coscienza della conoscenza
della volontà di DIO.
DIO non vuole la morte del creato
creatura scaturita dalla volontà
creatrice, ma vuole la vita e lo dimostra
con l'espansione del creato stesso.
Dagli scritti di Padre Guido che credo siano veritieri Adamo commise il peccato
unendosi con la scimmia madre.
Manca la storia del peccato della sposa
di Adamo.
Giusto fare la correzione fraterna anche
d'un Santo Padre.
Se DIO ha permesso che quest'uomo nostro fratello venisse eletto Papa sarà per una ragione di purificazione.
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# Olaf 2013-10-22 10:03
Citazione astrorosa1:
"Dio nella creazione ci ha resi liberi: l’ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile». Non ci sarebbe misericordia e «accoglienza»

QUESTA ESPRESSIONE del Santo Padre Francesco NON LA CONDIVIDO.
Caino non doveva uccidere, in quanto se sei uomo di DIO o figlio di DIO devi avere la coscienza della conoscenza
della volontà di DIO.
DIO non vuole la morte del creato
creatura scaturita dalla volontà
creatrice, ma vuole la vita e lo dimostra
con l'espansione del creato stesso.
Dagli scritti di Padre Guido che credo siano veritieri Adamo commise il peccato
unendosi con la scimmia madre.
Manca la storia del peccato della sposa
di Adamo.
Giusto fare la correzione fraterna anche
d'un Santo Padre.
Se DIO ha permesso che quest'uomo nostro fratello venisse eletto Papa sarà per una ragione di purificazione.


Mi perdoni. In quale occasione il Santo Padre avrebbe pronunciato le seguenti parole:"Dio nella creazione ci ha resi liberi: l’ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile». Non ci sarebbe misericordia e «accoglienza»"?

La mia non è polemica, solo per capire meglio.

Saluti.
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# Annhilus 2013-10-22 16:35
Lo ha detto in una delle sue mirabolanti uscite "fotografate" sul nuovo catechismo mediatico delle bergogliate sfuse: Intervista a civiltà cattolica del 19 settembre, ma lo trova anche su repubblica corriere etc etc...


Che vuole capire ancora: sono eresie pure e semplici e sarebbe ora che seguendo Cristo si cominci a dire Si al Si e No al No, perchè il resto sappiamo da chi viene.

Ma intanto che chi non vuole capire capisca , toccherà aspettà un'altro conclave.
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# Annhilus 2013-10-21 23:39
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L’Immacolata Concezione e la Resurrezione di Cristo si potevano discutere, ma Scoppola, Dossetti, Lazzati, Alberigo (con i Prodi e i De Mita), quelli no.
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Infatti... si può anche essere musulmani o atei o agnostici o protestanti, o gay, o persino procuratori di aborti o donne che abortiscono e che cambiano marito alla bisogna, non fa niente quando c'è la buona volontà e si segue la coscienza ... l'importante è non essere gente che conta i rosari, quelli si che sono "pericolosi".

Spero si comprenda l'assurdo ed il paradosso a cui siamo giunti grazie a cotanti "gesuiti".
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# Maccabeo 2013-10-22 08:20
Bergoglio ha per padre il diavolo. Punto.
Tutto il resto viene dal maligno (appunto, dal babbo di Bergoglio).
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# crystalfamily 2013-10-22 11:38
è arrivata nuovamente l'ora in cui "vi cacceranno dalle sinagoghe...." e crederanno di dare culto a Dio. Un cerchio che si chiude in perfetta coerenza. Gnocchi e Palmaro come Enoch ed Elia! A parte i paragoni arditi, io preferisco stare nelle catacombe insieme alle vecchiette che "dicono preghiere", alla gente in buona fede che ogni giorno si sforza di santificarsi attraverso, anche, questi attacchi dal proprio "Padre". Mi sento come una figlia che assiste un padre morente, reso folle dalla malattia e dalla vecchiaia. Ma non farò come i sedevacantisti, non mi rifiuterò di assisterne amorosamente l'agonia, nonostante le invettive e gli strali quotidiani. Perchè so che la Chiesa è morente come il suo Sposo, che ha la sua ora di Croce (non illudetevi, nessun servo è da più del suo padrone: hanno perseguitato me, perseguiteranno voi)ma che dopo l'aspetta la resurrezione. Neppure Bergoglio mi convincerà del contrario, anche se è dura.
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# antaratman 2013-10-22 14:35
Citazione Der Beobachter:
La spiegazione o meglio teoria del sito menzionato, sulla mitra satanica di Benedetto XVI, necessiterebbe di un intervento del Direttore.


Non si tratta di teoria. L'autore, un ingegnere, che ha spiegato il significato dei singoli elementi sulla Mitra e non solo su quella, è considerato uno dei massimi conoscitori della simmbologia massonica-satanica.
La "Stella a sei punte" che fregia la Mitra in questione, è il simbolo (satanico) della famiglia Rothschild e anticamente, i sacerdoti Druidi, la usavano per simboleggiare sacrifici umani!
Questo simbolo lo troviamo anche sul Grande Sigillo della Commissione Trilaterale creata dai Rockefeller (soci dei Rothschild)
Chiesaviva N° 461/2013.
Da leggere anche il fortissimo articolo del Prf. Giacinto Auriti che chiarisce le idee e ci riporta alla miseranda e pericolosa situazione mondiale attuale, compresa quella italiana, con uno stile chiaro e impeccabile.
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# antaratman 2013-10-22 14:38
UOMINI CHE COMINCIANO A COMBATTERE LA CHIESA PER
AMORE DELLA LIBERTA E DELL'UMANITA, FINISCONO PER COMBATTERE ANCHE LA LIBERTA E L'UMANITA PER COMBATTERE LA CHIESA.

G.K.Chesterton
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# SILVAN78 2013-10-22 17:16
Egregio Direttore, quelle parole di Papa Francesco sulla "retta coscienza" che basterebbe per salvarsi mi scandalizzarono e molto...ma poi, il Signore è venuto in mio aiuto con la lettera ai Romani di San Paolo:
"Tutti quelli che hanno peccato senza la legge, periranno anche senza la legge; quanti invece hanno peccato sotto la legge, saranno giudicati con la legge. [13]Perché non coloro che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che mettono in pratica la legge saranno giustificati.[14]Quando i pagani, che non hanno la legge, per natura agiscono secondo la legge, essi, pur non avendo legge, sono legge a se stessi; [15]essi dimostrano che quanto la legge esige è scritto nei loro cuori come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono. [16]Così avverrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio vangelo.
[17]Ora, se tu ti vanti di portare il nome di Giudeo e ti riposi sicuro sulla legge, e ti glori di Dio, [18]del quale conosci la volontà e, istruito come sei dalla legge, sai discernere ciò che è meglio, [19]e sei convinto di esser guida dei ciechi, luce di coloro che sono nelle tenebre, [20]educatore degli ignoranti, maestro dei semplici, perché possiedi nella legge l'espressione della sapienza e della verità... [21]ebbene, come mai tu, che insegni agli altri, non insegni a te stesso? Tu che predichi di non rubare, rubi? [22]Tu che proibisci l'adulterio, sei adultero? Tu che detesti gli idoli, ne derubi i templi? [23]Tu che ti glori della legge, offendi Dio trasgredendo la legge?[24]Infatti il nome di Dio è bestemmiato per causa vostra tra i pagani, come sta scritto."
Carissimo Direttore, concludendo Ho costatato ormai piu volte che il Papa con il suo modo di parlare "mette a nudo l'uomo"...svela i pensieri dei loro cuori. Ed è cio che cerca e cio che vuole. Ognuno di noi dimostri cio che realmente è! Le risposte, smentite o conferme le dobbiamo dare noi direttamente a Dio, con ogni nostro atto,...e bisogna farlo pure in fretta, perchè il tempo stringe...e il Signore Viene!
Su Papa Francesco, basta dire questo: Riflesso della Chiesa stessa!
"Segno di contraddizione"...
"E beato chi non si scandalizza di Me"
"Se non diventerete come questo bambino non entrerete nel Regno dei Cieli"
... I piccoli non si fanno problemi, i piccoli non discutono, i piccoli non inciampano.
"Signore, non si inorgoglisce il mio cuore
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze.
Io sono tranquillo e sereno
come bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è l'anima mia.
Speri Israele nel Signore, ora e sempre" (Salmo 130).
Nel Divin Volere, Silvano.
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# cgdv 2013-10-23 10:46
Scusa Silvan, premesso che il Papa non ha mai specificato "retta" e lo fai tu d'arbitrio (ma forse sarebbe ancora peggio se lo avesse fatto), hai capito cosa intende Paolo per legge? Secondo te un ateo o un gay (e mi fermo qui) pensano e si muovono secondo questa legge o una "retta coscienza"? Un pagano invece potrebbe, infatti Paolo non lo esclude.
Perché fare tanti sforzi di ricerca per niente, quando la sola logica ci sarebbe sufficiente. Ma come potrebbe essere logico chi scrive e si sottoscrive nel Divin Volere?
Giuliano
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# Rex 2013-10-22 20:55
Articolo 1776 e seguenti del catechismo della chiesa cartolica, nella lettera a Scalfari il Papa li riprende fedelmente, l'ho scoperto facendo una piccola ricerca: almeno sui contenuti quindi, credo che non ci sia nulla di così strano, adesso vorrei capire il perché questo accanimento, da parte di tutti o quasi - e proprio in merito a questi contenuti, non mi interessano le altre vicende. Una cosa per volta.
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# prodigus 2013-10-23 00:25
Ottima segnalazione la sua.
Ho riletto gli articoli e devo dire che collima con quanto (in parte) il Santo Padre afferma.
Solo una cosa: scalfari quando parla di coscienza parla di una coscienza autonoma il che significa che ogni coscienza è diversa dall'altra il che significa che quello che per me può essere il bene per altri può non esserlo (affermazione questa che anche il Santo Padre sembra condividere). Ma seguendo questo ragionamento si arriverebbe a concludere che la verità unica non esiste cosa questa che corrisponde al pensiero di scalfari.
Pertanto l'inesattezza compiuta dal Santo Padre consiste nel fatto che il richiamo alla coscienza come metro di giudizio è corretto ma non può essere fatto senza richiamare contemporaneame nte Dio.
Però devo dire una cosa, ho riletto l'intervista e conosco l'intelligenza dei gesuiti e ritengo di non poter escludere nessuna ipotesi.
Per esempio quando dice che Dio non è cattolico la cosa corrisponde al vero perché cattolica è la sua Chiesa (lo so si tratta di sottigliezze ma da un gesuita, o comunque da una persona molto colta è facile attendersele queste cose).
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# Rex 2013-10-23 08:47
Sono totalmente d'accordo con lei, ed anche con Blondet quando lo 'accusa' di compiacenza nei confronti di Scalfari. Infatti, posto che i contenuti non sono per nulla 'eretici', il modo in cui sono esposti, volutamente ambiguo, resta problematico. Che si tratti di una mossa strategica, resta l'unica ipotesi plausibile, ma è anche evidente che quando Scalfari chiede lumi per la seconda volta sulla questione della coscienza (si tratta è vero di un'intervista il cui testo non è stato rivisto, probabilmente incompleta ma tant'è) si comprende bene che egli intende con 'coscienza' qualcosa di profondamente diverso da ciò che intende Bergoglio. Egli non presuppone il catechismo ma l'illuminismo. Possibile che Bergoglio abbia voluto mettere in luce quello che secondo lui è un retroterra comune, ma non lo è per nulla. In ogni caso, è questo - mi sembra - il punto chiave, e non i contenuti in sé stessi. Ripeto, il problema qui è il fraintendimento di fondo che le parole del Papa possono ed hanno di fatto suscitato. In genere - e lo dico perché anche io faccio così - ad un momento dialettico di questo tipo, in cui volutamente si crea scompiglio nella mente dell'avversario mostrandogli che i suoi presupposti sono sbagliati - che le sue credenze sul cristianesimo sono errate, segue un momento di ricostruzione e rifondazione. Questo momento o non c'è stato o non è stato pubblicato nell'intervista.
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# Miskin 2013-11-04 16:20
Guardi, Blondet, che Bergoglio non ha fatto alcuna consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria. E' una delle tante balle che ci racconta/raccontano. La invito a leggere il testo su www.vatican.va dove non hanno potuto evitare di intitolare il testo con un generico "Atto di affidamento a Maria"
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# bbruno 2014-01-20 13:57
certo, vedere in Scalfari e in Gnocchi e Palmaro il soffio dello Spririto Santo che ora si trova d'accordo e ora critica le opinioni di colui che da secoli -da due millenni poco meno - ci era stato presentato - materia di fede! - come il criterio primo e ultimo della vera dottrina cattolica, bisogna ammettere che si fa un po' fatica...
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