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Fabbricano una nuova crisi. Cavia, l’Italia.
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Sì, sembra che sulla plancia di comando di Italia Discordia ci siano un centinaio di comandanti Schettino troppo occupati ad azzuffarsi per prendere il timone. Tutti i media si occupano della decadenza di Berlusconi, non della decadenza dell’Italia che ha perso il 15% del suo complesso industriale, che prima era il secondo dopo quello tedesco, e ha visto chiudere 32 mila imprese. Si fa finta di credere che il Cav farà cadere il governo Letta-Alfano, cosa che non sa fare e l’ha già dimostrato: nulla è più solido del governo Letta.

Viene un dubbio: che sia una distrazione di massa? Come l’ammuina su Datagate, la Merkel che scendendo dal cielo scopre che gli americani intercettano il suo cellulare e decide – una volta – di indignarsi? E il Tesoro Usa che risponde accusando la Germania di ostacolare l’anemica ripresina globale (per chi l’ha vista) insistendo ottusamente con la sua politica di solo export – ormai ha un surplus commerciale triplo della Cina – e niente consumi interni: che è verissimo, ma uno dice: che cosa c’entra? (U.S. Blasts Germany's Economic Policies)

Già: e se fosse tutta una finta zuffa? Se stessero distraendoci per preparare qualcosa?

Lo Spiegel ha lamentato: i leader della UE radunatisi a Bruxelles, nonostante le loro promesse, «hanno rimandato i piani per una maggiore integrazione politica e di bilancio»; le promesse di affrontare «gli argomenti difficili» sono state messe da parte con la «distrazione dello spionaggio Usa in Europa». Il fatto è che i politici non sentono più l’urgenza della crisi, sicché hanno scartato le decisioni di «stabilire un bilancio europeo congiunto con un Tesoro Europeo, la mutualizzazione del debito, creando fra l’altro un sussidio di disoccupazione europeo (sic)».

E Spiegel lascia la parola conclusiva al Bruegel Institute di Bruxelles: «I progetti di unione politica e di bilancio sono stati tolti dal tavolo. Occorrerà una nuova, più grossa crisi per riportarceli». La frase è pronunciata da tale Zsolt Darvas, ricercatore e fellow del suddetto Bruegel.

Probabilmente non avete sentito mai nominare né l’uno né l’altro, e vi chiederete come mai sembrano decidere loro i nostri destini. Il Bruegel è un pensatoio (think tank) alla cui testa c’è Trichet, l’ex governatore della BCE che ha praticato la più stolida politica di restrizione monetaria. Darvas è (avete indovinato) un ebreo ungherese, fratello o parente stretto del rabbino Istvan Abel Dervas di recente immigrazione a Budapest (in Ungheria sono tornati 80 mila ebrei) che ha cambiato aria ed ora è entrato negli ingranaggi dell’europeismo tecnocratico, a fare il suggeritore bruxellese.

Ricordiamoci il loro piano generale: indurre i cittadini e i governi europei ad implorare, nelle tempeste di crisi asimmetriche e ingovernabili, una totale «integrazione», rinuncia alla sovranità, costituzione degli Stati Uniti d’Europa. È il progetto cui hanno accennato i Delors, i Monnet, i Padoa Schioppa, i Mario Monti, Draghi, Napolitano, Letta... da cui lo slogan «mai sprecare una bella crisi». Il fatto è che la crisi in corso non li ha accontentati; sì, ci sono milioni di disoccupati, centinaia di migliaia di imprese chiuse per smpre, danni irreparabili dall’euro sui paesi deboli – è proprio una bella crisi. Però, invece che governanti imploranti di entrare negli Stati Uniti d’Europa, ha formato partiti «populisti» da una parte, e una Germania che fa una politica di egemonia non coordinata, e tedeschi che hanno votato Merkel proprio perché lei ha promesso di non accollarsi mai il debito italiano...

Dunque occorre un’altra crisi. Viene pianificata. E si pensa farla scatenare dall’Italia. Allo Spiegel, «Darvas suggerisce che una perdita di fiducia da parte dei mercati sulla economia italiana così altamente indebitata, essendo la terza come dimensioni, potrebbe essere la carta jolly per forzare la UE a riconcentrarsi sulla coordinazione di bilancio».

Un sito americano che seguo, Daily Bell, commenta che forse per questo c’è una certa fretta di liquidare Berlusconi politicamente. «Assente Berlusconi, l’Italia è un bersaglio che vale la pena di colpire perché è politicamente divisa, mostruosamente tassata, eccessivamente regolamentata, e abbastanza grossa da avere un vero impatto mondiale se venga provocata una vera crisi».

Oddio, non Berlusconi sia mai stato l’intrepido paladino degli interessi italiani. Ma è vero che tolto di mezzo lui, il partito di centro-destra, quello maggioritario nel Paese, rappresentante in qualche modo del ceto medio e dei produttori, cade nel marasma e non troverà mai più la saldezza necessaria per opporsi al gran disegno, anzi a nessun disegno. Di fatto è già spaccato: nani col governo, ballerine «leali» col pregiudicato. Così quando la Discordia andrà sullo scoglio, potranno dire: eravamo distratti; noi non c’eravamo, vi abbiamo tolto l’IMU...

Voi direte: ma questo complotto sarebbe contro la Merkel, contro i tedeschi – che mai vorrebbero un bilancio comune con Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, con l’emissione di titoli di credito comuni, mettendo a disposizione il loro tasso bassissimo che pagano per indebitarsi con quello delle cicale. Ha fatto la sola vera svalutazione competitiva, tenendoci nell’euro «forte» per noi, e svalutato rispetto al marco... Berlino, il Bruegel e il Darvas se lo mangia in un boccone.

Vero. In apparenza. Ma siete proprio sicuri che questa sia la volontà politica di Angela Merkel e del suo governo?

Prendete Wolfgang Schauble, il suo ministro delle Finanze e suo intimo confidente. Ecco cosa ha detto al New York Times nel novembre del 2001. In inglese, lontano dal suo elettorato. «C’è un limitato periodo di transizione in cui dobbiamo gestire la nervosità dei mercati. Se è chiaro che per la fine del 2012 o metà 2013 abbiamo tutti gli ingredienti per nuove rafforzate e più profonde strutture politiche unitarie, penso che funzionerà». Commentò il New York Times: «Egli vede il disordine non come un ostacolo ma come una necessità». «Possiamo conseguire una unione politica solo se abbiamo una crisi», ha detto mister Schauble.

E questo è Schauble: quello che continua a ripetere che per l’Italia la ricetta è «il rigore», mettere a posto i conti, che ha criticato Mario Draghi perché fa acquistare dalla BCE titoli dei Paesi del Sud...». È un aiuto di Stato occulto.

Ebbene: anche Schauble vuole l’integrazione europea preconizzata dai congiurati, da Monnet, da Padoa Schioppa e Delors. Non è diverso da Romano Prodi, che nel 2001 disse al Financial Times: «Sono certo che l’euro ci obbligherà a introdurre un nuovo armamentario di strumenti di politica economica. È politicamente impossibile proporlo adesso. Ma un giorno ci sarà una crisi e nuovi strumenti verranno creati».

Lo disse beninteso in inglese: «I am sure the Euro will oblige us to introduce a new set of economic policy instruments. It is politically impossible to propose that now. But some day there will be a crisis and new instruments will be created». Per orecchie italiane, ci aveva detto nel 1999: «Con l’euro lavoreremo un giorno in meno e guadagneremo come se lavorassimo un giorno in più».

Scahuble non è diverso da Mario Monti che s’è vantato con la
CNN di «distruggere la domanda interna per mezzo della disciplina fiscale» in Italia, e in numerose interviste si è augurato una bella crisi economica, da disastro, per forzare gli Stati Uniti d’Europa. Non si distingue da Letta, che al New York Times ha annunciato: alle elezioni europee del 2014, «C’è il grosso rischio di avere il Parlamento europeo più anti-europeo di sempre», sostiene il premier, per il quale i principali partiti europeisti del Vecchio Continente, nelle prossime elezioni europee, dovranno ottenere almeno il 70% dei seggi per evitare una «legislatura da incubo... Combattere il populismo è oggi a mio avviso una missione, in Italia e negli altri Paesi».

Tutti questi sono «congiurati» alla Monnet: non sono lì per ridare fiato all’economia, innescare un po’ di crescita, salvare l’Italia, e forse nemmeno la Germania, ma per salvare l’euro e fare gli USE, United States of Europe. E precisamente: sono lì per creare la bella crisi, da sempre perseguita, che precipiti l’unificazione europea.

Così si spiegano certe cose. Non solo gli Schettino che si azzuffano sulla motonave Discordia; non solo la studiata inconcludenza del governo di larghe intese mentre lampeggiano in rosso tutti i segnali d’allarme: collasso produttivo, disoccupazione che galoppa (altri 80 mila a settembre), desertificazione industriale, aumento inarrestabile della spesa pubblica, esazione fiscale a livelli mortali, come vedete qui sotto:



E non fanno niente. Quella di Letta è «una politica completamente passiva, siamo in una trappola del debito, e diversamente dalla Spagna continuiamo a perdere competitività del lavoro rispetto alla Germania», confida il professor Giuseppe Ragusa della Luiss al Telegraph, e confessa di non capire. Ma che c’è da capire?

Stanno solo aspettando che l’Italia imploda. Forse come mezzo per costringere la Germania, forse per dare a Berlino la scusa: «Vi ho promesso che mai e poi mai, però, la forza maggiore...». Così si spiegano molte cose. Si spiega come mai la BCE e Mario Draghi abbiano lasciato rincarare l’euro di un altro 8% sul dollaro e dunque sullo yuan cinese (ora per noi esportare nel mondo dollarizzato è come offrire le merci a quasi il 40% in più), «condizione bizzarra per una regione l’Europa, impantanata in una disoccupazione-record e che sta indietro al resto del mondo (per crescita) di una lunghezza», commenta il Telegraph: economia debole come si concilia con moneta forte?

Ciò perché gli Usa stampano a manetta svalutando a rotta di collo, il Giappone stampa (dopo decenni di deflazione) ed ha svalutato lo yen del 22%, e persino la Svizzera tiene «basso» il suo franco sull’euro, facendo le operazioni semplici e ben note che le altre banche centrali sanno fare. Tutto il mondo è impegnato nella svalutazione competitiva. Draghi no. Perché i tedeschi non vogliono: loro, adottando l’euro al posto del marco, già hanno realizzato la loro svalutazione competitiva. Letta potrebbe farlo pesare, ma no. Tutti passivi, in attesa che l’Italia imploda, il numero dei disoccupati decuplichi e allora sarà «forza maggiore».

La Cancelliera (o i suoi industriali) hanno creato un «successo mostruoso»: il loro attivo dell’import-export ammonta a 1400 miliardi di euro, un surplus «cinese», una cifra inimmaginabile: è il 50% del Pil tedesco. È una disparità insostenibile specie perché a spese delle nostre industrie; dov’è la «solidarietà europea»? Tiene duro, la cancelliera. Forse, sta accumulando per creare una riserva e un atterraggio morbido quando dovrà dire al suo elettorato: Facciamo gli USE, non c’è alternativa...

Uno studio di Mediobanca riconosce tutto questo, mostra che l’Italia ha perso entrando nell’euro e perdendo la sua moneta, accusa la Germania. Ma non per dire che a noi conviene uscire; per dire che «il Nord deve venire incontro alla periferia a metà strada». (Mediobanca hints at Italian euro exit unless Germany shifts on EMU policy)

Ecco, questo è il pio desiderio su cui si basa Letta. Ovviamente, Berlino non accederà se non dopo averci fatto pagare un prezzo altissimo: la sua insistenza su «rigore» non si è addolcita, anzi si incrudirà. Dove vuole portarci? A che la crisi economica ci faccia implodere come la Grecia. E poi, rovinati per sempre e senza ritorno, metterci sotto la tutela della Troika, dell’agente pignoratore globale.

Ancor oggi, l’Italia ha un attivo primario (pari al 2,5% del Pil), una esposizione al debito estero relativamente più bassa di Spagna e Portogallo, una ricchezza delle famiglie: il che significa che potrebbe uscire dall’euro e tornare a far concorrenza ai tedeschi. Una nuova, «bella crisi» italiana provocata da «sfiducia dei mercati» lo dovrà impedire. Prima, ci si deve prosciugare come un osso di seppia delle imprese strategiche che ancora abbiamo, e a ciò sta procedendo Saccomanni. Alla fine, resterà una cosa da dare: i prelievi sui patrimoni familiari, le esazioni forzose sui depositi bancari, che il Fondo Monetario già consiglia. La ricchezza patrimoniale mediana italiana (non media, mediana) è sui 170 mila euro, quattro volte di più di quella tedesca che è 51.400. Ecco a cosa mira la Cancelliera: hanno troppo grasso questi italiani, è uno scandalo, prendete da lì.

* * *

Quanto al destino che hanno in serbo noi, noi come esseri umani di lingua italiana, non faccio che riportare quel che ha scritto il sito Bassa Finanza:



Quest’articolo di Jeff Thomas, un signore piuttosto esperto e alquanto smart, che analizzando gli eventi storici (dal crollo dell’impero romano, a Weimar, all’Argentina…) ha stilato una sorta di decalogo: le dieci fasi in cui si evolve un collasso. Sottolineando innanzitutto che dopo un collasso e una depressione ci vogliono anni e anni prima di avere uno straccio di ripresa. Anche nella famosa depressione Usa degli anni ’30 ci vollero 10 anni solo per arrivare a toccare il fondo. E non fu il crash del ’29 a creare la mega disoccupazione, ma piuttosto gli interventi restrittivi e i sempre maggiori controlli soffocanti da parte del governo dei burocrati negli anni seguenti, che stroncarono via via le imprese che già faticavano a sopravvivere. Questo sì portò all’incremento esponenziale, tragico della disoccupazione.

E veniamo al Decalogo. Secondo l’autore l’evolversi degli eventi funziona come un domino, seguendo quasi sempre lo stesso ordine. Questo perché in fondo la natura umana (e quindi le reazioni agli eventi) è sempre la stessa, anche se i dettagli della storia cambiano. Ovviamente non è detto che lo schema si ripeta sempre alla lettera in tutti i suoi fattori; e però come diceva Mark Twain: “La storia non si ripete, ma fa rima”.

LE DIECI FASI DI UN CRASH

(Secondo l’autore le prime tre si sono già verificate – compresa l’inflazione, che non è quella sbandierata nei tiggì – e siamo quindi alla fine dell’inizio, in attesa della quarta).

1 CROLLI INIZIALI

Crash del mercato degli immobili residenziali
Crash degli immobili commerciali
Crash delle Borse

2 PRIME REAZIONI A CATENA

Espropri/perdita della casa
Perdita del lavoro
Inflazione

3 PRIME REAZIONI DEI GOVERNI

Salvataggi per alcuni soggetti selezionati
Drammatico incremento del debito
I politici vanno nella direzione opposta a quella delle soluzioni concrete

La prima reazione impulsiva arriva immediatamente, con il governo che cerca di “far sparire il problema” il più velocemente possibile. Quasi sempre in questa fase le strategie correttive sono preparate in fretta e furia e poco lungimiranti, garantendo di fatto un ulteriore peggioramento dell’economia.

Il problema si aggrava progressivamente fino allo scatenarsi di una nuova serie di effetti a catena, che avviene in genere all’improvviso e fa cadere altre tessere del domino.

4 SECONDA ONDATA DI CROLLI

Crolli significativi in Borsa
La valuta precipita
Aumentano le bancarotte
Incremento della disoccupazione

5 REAZIONI DEI PARTNER COMMERCIALI INTERNAZIONALI

I paesi stranieri rifiutano di comprare altro debito
Il commercio estero rallenta in modo drammatico

A questo punto il Governo introduce cambiamenti radicali, come i malaugurati provvedimenti protezionistici, che si ritorcono contro quasi subito.


6 IL GOVERNO ISTITUISCE MISURE DISPERATE E AUTO-DISTRUTTIVE

Default sul debito
Tariffe restrittive sulle importazioni
Controlli valutari

7 L’ECONOMIA REAGISCE DI CONSEGUENZA ALLE AZIONI DEL GOVERNO

Iperinflazione – drammatico incremento nei prezzi di cibi ed energia
Disoccupazione massiccia
Pignoramenti diffusi
Bancarotte difffuse

A questo punto il domino va giù veloce e gli eventi cominciano ad andare fuori controllo.

8 COLLASSO SISTEMICO

Chiusura delle banche
Notevole incremento dei senzatetto
Scarsità di cibo e carburante
L’energia elettrica viene fornita a singhiozzo; i blackout diventano comuni

Al susseguirsi di questi eventi, l’umore della folla oscilla fra rabbia cieca e paura.

9 COLLASSO SOCIALE

Incremento drammatico del crimine (specialmente per le strade)
Rivolte per il cibo
Rivolte contro le tasse
Ribellione dei senza tetto, con occupazioni abusive delle proprietà

10 LEGGE MARZIALE

Creazione di corpi speciali di polizia.
Provvedimenti restrittivi della libertà personali.


***

Segue un consiglio pratico per te, per me e per noi:

«Se vuoi uscire da questo periodo essendo ancora tutto intero è essenziale smettere di pensare nel presente. La maggior parte di noi tende a dire a sé stesso: Beh, le cose non vanno bene come prima, ma non sono neanche una tragedia. Mi posso adattare. Non so come enfatizzare abbastanza quanto un atteggiamento del genere sia miope. Piuttosto che permettere al tuo pensare di essere una semplice istantanea della tua situazione di oggi, fai lo sforzo di esaminare la direzione che gli eventi prenderanno e immagina cosa avrai bisogno di fare per non diventare una vittima di tali eventi. Questo è un principio fondamentale, se vuoi cavartela bene nei prossimi anni».

È un invito agli italiani a pensare. Pensare?! Non sia mai. Valga il detto di Thomas Edison:

«5% della gente pensa, 10% pensano di pensare, e l’altro 85% preferisce morire che pensare».

E quest’altro, di Van Loon: «Ogni tentativo di attaccare l’ignoranza è destinato a fallire perché le masse sono sempre pronte a difendere il loro più prezioso patrimonio: la loro ignoranza».

In inglese:

Five percent of the people think;
ten percent of the people think they think;
and the other eighty-five percent would rather die than think
- Thomas Edison

Any formal attack on ignorance is bound to fail because the masses are always ready to defend their most precious possession – their ignorance - Hendrik Willem van Loon



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Commenti  

 
# Giuseppe 2013-11-01 09:03
Fama, ricente premio nobel per sua ricerca sulla infabilita dei mercati.
Secondo lui ( insegna e lavora tra Harvard e Chicago) non paga la pena gonfiare le tasche dei brokers al servicio della finanza.
Se volete investire, bene.
con due condizzione
1/ lo fatte a lungo
2/Nel momento che vuoi decídete, nolleggiate una scimia e che sia questo allegro animale a scieglere per vuoi i titoli dove investire. Risparmiarete soldi, e il guadagno sara piu grosso.

Detto questo, lui lo dimostra con statistiche e formule matematiche.

MICCA POCO¡
distinti saluti
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# PIERO61 2013-11-01 09:24
buongiorno e buona festa di Ognissanti
...le ultime due citazioni, fotografano al 100% l'Italia attuale ed il suo "patrimonio" umano, vi basti questa:
Valleregia, una sera dell'estate appena passata, eravamo sul piazzale della Chiesa, davanti alla trattoria con annessa Societa operaia cattolica, quando ascolto questa discussione: crisi ? ci sarà anche la crisi ma finchè posso fare i miei giri in moto la domenica, vuol dire che va tutto bene...
saluti
Piero e famiglia
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# michelapalombo 2013-11-01 09:27
Nessun problema: adesso ci pensa Matteo.
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# Giuseppe 2013-11-01 10:09
egreggio direttore
'Fawlty Europe'
The Economist, ieri.
l'enesima bomba antitedesca sparata dei servi dalla City di Londra.
Io mio doando, una cosa che i pesstitutes anglo non si chiedono mai.
¿perche tutto il mondo vuole comprare pordotti tedeschi ( símbolo della business excellence) e non quelli dai altri?
lascio l'interrogante qua
distinti saluti
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# Maurizio Blondet 2013-11-01 11:00
Blondet:
"Perché tutto il mondo vuol comprare i prodotti tedeschi?"
L'ho già detto: perchè cli fa' pagare il 30% in meno che se li pezzasse in DM (marchi). Con l'euro, la Germania ha fatto la svalutazione competitiva, la stessa che è proibita a noi.
La qualità dei prodotti italiani non va misurata sulla auto Fiat-Elkann...
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# Giuseppe 2013-11-01 19:17
Mi spiace dottore, ma per certi prodotti il prezzo non el il tutto.
Noi nel sud, siamo in concorrenza con l'est europeo ed con certi asiatici ( Corea, Taiwán), non con i tedeschi.
distinti saluti
Giuseppe
ps, AE Pritchard e soltanto uno dei punditt agit-ptop della city
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# Luigi B. 2013-11-01 10:30
Purtroppo sono d'accordo anche sulle due frasi conclusive, ma questo non lascia speranza di risvegliare le masse. Saremo dunque costretti ad affondare insieme all'Italia e per di più avendolo saputo molto in anticipo? Tristissimo.
Che fare?
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# Hermann 2013-11-01 10:49
Mah... sentendo un po' in giro, dialogando, orecchiando discorsi al bar, passeggiando, ne ricavo che: ristoranti e pizzerie lavorano benone - caffè e cappuccino al bar sono tappa obbligata per tutti - la Roma è in testa al campionato, il Napoli è secondo in classifica (solo bravura? campagna acquisti azzeccata? non credo) - il Papa Francesco piace moltissimo (per forza, non disturba il manovratore, pare progressista, non è bigotto come il precedente e non è tedesco) - per i giovani sono a disposizione feste e ritrovi continui praticamente tutti i giorni della settimana, e sovente ad ingresso gratuito (poi paghi salato tutte le bevande, drinks, polvere e quant'altro) - ancora qualche fine-settimana ci si può permettere la gita fuori porta - politicamente abbiamo un ottimo Presidente della Repubblica, Berlusconi è fuori dai giochi, Letta dà fiducia, Alfano poi non è malaccio, ha avuto il coraggio di opporsi a Silvio, ha le palle.
Insomma, in un qualche modo ci si salta fuori, ancora.
Mia considerazione: tempo un anno, e salterà tutto.
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# Franco_PD 2013-11-01 15:57
Assolutamente vero. Mi tornano in mente - da cinefilo - le scene del film b/n anni 50 "L'Ultima Spiaggia". C'è stata la guerra nucleare e la nuvola radioattiva si avvicina all'Australia rimasta al di fuori del conflitto. Moriranno tutti ma la gente si appassiona a che? Ad una corsa automobilistica divenuta il centro di ogni interesse. Pur sapendo perfettamente che fine li aspetta. In un film bellissimo - di cui non ricordo il nome - il capofamiglia rovinato economicamente spende gli ultimi quattrini per comprare una bella macchina e vi carica i suoi cari. Poi si reca sui binari del treno e mentre conversa amabilmente con loro (assolutamente coscienti della situazione) si lascia travolgere dal treno. Suonala ancora, Sam! Tanto non ci si può far nulla...il sentire è questo!
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# PIERO61 2013-11-01 16:10
Citazione Hermann:
Mah... sentendo un po' in giro, dialogando, orecchiando discorsi al bar, passeggiando, ne ricavo che: ristoranti e pizzerie lavorano benone - caffè e cappuccino al bar sono tappa obbligata per tutti - la Roma è in testa al campionato, il Napoli è secondo in classifica (solo bravura? campagna acquisti azzeccata? non credo) - il Papa Francesco piace moltissimo (per forza, non disturba il manovratore, pare progressista, non è bigotto come il precedente e non è tedesco) - per i giovani sono a disposizione feste e ritrovi continui praticamente tutti i giorni della settimana, e sovente ad ingresso gratuito (poi paghi salato tutte le bevande, drinks, polvere e quant'altro) - ancora qualche fine-settimana ci si può permettere la gita fuori porta - politicamente abbiamo un ottimo Presidente della Repubblica, Berlusconi è fuori dai giochi, Letta dà fiducia, Alfano poi non è malaccio, ha avuto il coraggio di opporsi a Silvio, ha le palle.
Insomma, in un qualche modo ci si salta fuori, ancora.
Mia considerazione: tempo un anno, e salterà tutto.

salve
grazie del tuo intervento, anche se ho riso amaro, almeno un poco ho riso...
hai scritto l'amara verità...
saluti
Piero e famiglia
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# cgdv 2013-11-01 10:52
Caro Blondet questo non è complottismo:
è esattamente così, purtroppo siamo in mano agli epigoni dei cosiddetti Padri dell'Europa, ma in realtà veri e propri cospiratori.

I dubbi che esprimi sulla Merkel sono ampiamente giustificati sia dalla sua provenienza che dalla sua storia, dopodiché non occorre aggiungere altro a commento di questo scritto fondamentale che dovremo purtroppo ricordarci di avere letto.
Anzi no... forse è interessante aggiungere che il primo presidente del citato Bruegel dal 2005 al 2008 fu Mario Monti.
Giuliano
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# roberto_perugini 2013-11-01 12:02
La mia opinione è che la Merkel non abbia nessuna colpa. Troppo comodo, signori, troppo comodo. La Germania avrebbe la colpa della situazione italica? Davvero? E' colpa dei tedeschi se abbiamo da sempre una classe politica di traditori e di venduti, oltre che incompetenti? Che un terzo del territorio sia controllato dalla criminalità è colpa dei tedeschi? Anche della corruzione imperante? Potrei continuare per ore! Mi dispiace, ma non ci sto. Oltretutto è infantile dare la colpa agli altri e non assumenrsi le proprie responsabilità. Credo anche che la diatriba moneta forte-moneta debole sia fuorviante. meglio una moneta forte, vedremo infatti che fine farà il dollaro, vera carta straccia. Per la Germania il problema non esiste, perchè, essendo molto elevato il valore tecnologico aggiunto della sua produzione, può fare il prezzo... Il nostro "made in Italy" è solo fumo.....tecnologia zero. Buona giornata
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# Doge 2013-11-01 14:02
Roberto sono d'accordo con la sua opinione, è molto italiano dare la colpa a gli altri, è nel nostra cultura, radicata da secoli. Per quanto riguarda il made in italy, sono parzialmente d'accordo, non è vero che non c'è tecnologia. la tecnologia c'è e forse non si vede, ma c'è eccome se c'è (ma come la colpa di altri, anche la tecnologia è di altri).
Il fatto è che quello che noi chiamiamo made in Italy in realtà è made in factory, di italiano ci sono solo le tasse. Quello che è frutto del lavoro e dell'intelletto è solamente ed unicamente da circoscrivere alle singole capacita e visioni aziendali, anzi la nazione italia ha solamente distrutto qualsiasi barlume di innovazione e supremazia presente nel nostro paese, cito giusto due grandi aziende Olivetti e Montedison, ma si potrebbe fare esempi all’infinito dal piccolo artigiano innovativo alle altre aziende più o meno grandi.

Ora ci si lamenta delle lobby, che vorrebbero creare una entità europea, perché l’italia chi l’ha creata? Dio? la Natura? il caso? o le lobby? Ed infatti si vedono i risultati della forzatura umana, alla natura.

E anche su queste lobby ed associazioni avrei qualcosa da dire, troppo spesso sono associate a qualcosa di “Divino”, a cui impossibile andare contro, quando invece sono solo associazioni di arraffoni che profittano dell’ignoranza della gente.
Gente che troppo spesso, ahimè, è molto più simile ad animali parlanti (fin che posso fare i miei giri in moto, non è ne più ne meno che il criceto che corre nella sua ruota).

Questa più Europa e più liberismo, non è nient'altro che il progetto di un gruppo di furboni che si contrappongo ad una massa di criceti parlanti dotati di due ruote motorizzate, per il solo tornaconto personale. Pertanto se questi riescono nei loro intenti la colpa è solo del BoBolo con smartphone al collo (come dal direttore spesso citato).

I politici, per loro caratteristica temporale della mansione, non fanno altro che applicare il principio del furto alla diligenza. Prendiamone più che ne possiamo, perché della prossima non v’è certezza. Infatti ciò giustifica il perché tutti gli stati fanno a gara per aggiudicarsi le varie diligenze sicure, siano queste delle olimpiadi o dei vari mondiali o avvenimenti.

Dal momento che non scrivo molto, approfitto per ringraziare il Direttore per tutto ciò che fa. Lei è un’ottimo compagno di viaggio.
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# Pompili 2013-11-01 20:52
Trovo molto italiota quello che voi avete postato...pensate un po' come sò stano io!
Saluti
Marco
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# Doge 2013-11-03 16:21
Citazione Pompili:
Trovo molto italiota quello che voi avete postato...pensate un po' come sò stano io!
Saluti
Marco


???
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# Maurizio Blondet 2013-11-01 15:53
Blondet:

Come ho detto e ripetuto, noi abbiamo Due problemi, non uno.
Uno è la corruzione d inefficienza dello "stato", politico ed amministrativo.
L'altro è l'euro ad egemonia tedesca.
Sono due problemi diversi, ma esistono entrambi.
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# Franco_PD 2013-11-01 18:42
Or ora capito su un articolo (e neppure approfondito nei dettagli!) di Libero sul Web dove si parla di Alitalia. Tutti hanno ripreso a parlarne, dei problemi della Compagnia. Che va stra-male. E vi si elencano le spese di pura follia. Sedi megagalattiche. Delegazioni e uffici in Paesi assolutamente privi di interesse. Spese alberghiere pazzesche prontamente saldate per il personale. Sciali faraonici, praticamente. E tutti (ma proprio tutti) allineati nel silenzio i media che danno spazio alla questione. Si vede Lupi preoccupato, i report sono severi ed allarmati (dopo il pronunciamento di Air France) ma assolutamente chiusi all'informazione reale. NON UNO, non uno che mandi un suo scribacchino a vedere queste cose. Nessun mezzobusto o politicante che racconti al pubblico come si sia finiti nella rovina. La gente viene presa in giro perchè neppure può immaginare come si buttino via i soldi. Ed è per questo che mentre da altre parti i soldi evidentemente si fanno, da noi si perdono.
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# Doge 2013-11-01 19:41
Le chiedo, ma una forte crisi in italia (e nel mondo) non può essere (o divenire) una possibilità di ri-settaggio ?.
Con un ritorno ai valori reali? o almeno meno pretenziosi?
Non so mi frulla quest'idea da un po', dal momento che tutti hanno diritti e nessun dovere (basta parlare con le varie categorie di lavoratori), ed andare ad intaccare questi privilegi si va comunque a generare scompensi in altri campi e settori? Come credete che si possa riformare un sistema come quello pubblico italiano, se non con un azzeramento globale del paese, senza creare scontri che sfocerebbero in una guerra civile dove tutti sono contro tutti?
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# betamax 2013-11-02 10:59
@ roberto_perugin i

Mi spiace: hai infilato luoghi comuni (che ovviamente hanno una qualche base) laddove ormai occorre lucidità macroeconomica.
Non si può dar la colpa di tutto alla moneta forte, è chiaro, ma dopo vent'anni di moneta troppo forte si sballa tutto il tessuto economico, e quello sociale segue a ruota. Mai provato a farti vent'anni di "roba troppo forte per te"? Poi ne riparliamo.
La tua "visione" di una moneta forte che sarebbe meglio di una moneta debole è incommentabile, da tanto trasuda incompetenza. Direi forse che sei ben "al riparo dalla concorrenza internazionale", per parlare così. Io lo sono di sicuro, ma almeno mi documento prima di parlare.
Che la tecnologia sia solo tedesca e il "made in Italy" sia solo fumo, di nuovo, è giudizio incommentabile, da tanto offende i milioni di italiani che ancora resistono ai mille problemi (che hai elencato e che esistono) ma soprattutto al problema che tu vorresti spacciarci come fosse un vantaggio.
Dovresti vergognarti a scrivere certe cose. Mia opinione, ovvio, ma basata su seri studi.
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# zampano 2013-11-01 13:09
grazie dell'articolo
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# Luigi 2013-11-01 13:11
Caro Maurizio,

un articolo splendido ma - permettimi - rovinato dal copia incolla del pezzo del sito Bassa Finanza. Forse non ti sei accorto del retroterra "austriaco" di questo pezzo.

Una affermazione come questa:

"E non fu il crash del ’29 a creare la mega disoccupazione, ma piuttosto gli interventi restrittivi e i sempre maggiori controlli soffocanti da parte del governo dei burocrati negli anni seguenti, che stroncarono via via le imprese che già faticavano a sopravvivere. Questo sì portò all’incremento esponenziale, tragico della disoccupazione"

è una grandissima stupidaggine, sia sotto il profilo storico che economico. Non a caso è la tesi, quella che sta dietro tale affermazione, sostenuta da Alesina e Giavazzi. Una tesi evidentemente antikeynesiana ma del tutto non supportata dai fatti come la storia li attesta.

E' notizia di ieri che la domanda sta crollando ulteriormente, che i prezzi delle merci crollano con conseguente contrazione dei margini di profitto e quindi aumento della disoccupazione, che l'inflazione va verso lo zero ossia che siamo in deflazione (lo sapevamo ma finora nessuno voleva ammetterlo ufficialmente).

Quindi, il decalogo del sito Bassa Finanza dice una ulteriore stupidaggine quando prevede, nel percorso delle crisi finanziarie che poi si ripecuotono sull'economia reale, una fase di inflazione o di iperinflazione.

Non è così, non è mai stato così. Sei proprio sicuro, caro Maurizio, che questo sito non sia uno di quelli, sul web ce ne sono molti, che portano acqua al mulino della finanza transnazionale ed apolide?

Questa qui sotto invece è una tua frase:

"collasso produttivo, disoccupazione che galoppa (altri 80 mila a settembre), desertificazion e industriale, aumento inarrestabile della spesa pubblica, esazione fiscale a livelli mortali"

Vera. Verissima, ma che andrebbe - consentimi - integrata con alcune osservazioni, anche alla luce delle notizie sopra riportate sulla crescita esponenziale della deflazione. Voglio dire che i motivi dell'aumento della spesa pubblica non sono nel deficit spending da investimento (che se così fosse la deflazione diminuerebbe, anziché crescere, la maggiore e controllata inflazione spingerebbe la crescita aumentando, con la maggior liquidità disponibile, la domanda interna aggregata, allievando il peso del debito, e la disoccupazione, almeno in parte, rientrerebbe). I motivi dell'aumento della spesa pubblica in una situazione di dichiarata deflazione, ossia di rarefazione della circolazione monetaria, sono tutti nella spesa per interessi che non solo non accenna a diminuire ma aumenta in misura proporzionale all'aumento dei tassi di interesse, sovente usuraici, praticati sul "mercati finanziari internazionali" dai quali, in assenza di una Banca Centrale che operi come prestatrice di ultima istanza, attualmente dipende in modo esclusivo l'approvvigioname nto finanziario pubblico.

Ed anche l'aumento della pressione fiscale è determinato dal fatto che lo Stato non dispone più di una sua banca centrale ed è stato privato della propria sovranità monetaria. Infatti visti gli alti introiti fiscali se ne dovrebbe dedurre che - assurdo limite europeo del 3% a parte - saremmo in grado di programmare una vasta operazione di spesa pubblica di investimento (sapessi quante strade e quante scuole ed altri edifici pubblici sono a pezzi, con rischio di crolli, e quindi avrebbero bisogno di manutenzione ed interventi di ricostruzione forieri di occupazione e di riassorbimento della disoccupazione) . Ed invece non si vede nessuna politica di investimento pubblico all'orizzonte. Questo per il semplice fatto che gli introiti fiscali finiscono al "servizio del debito" ossia servono per pagare gli interessi agli strozzini planetari.

Questa è, purtroppo, la realtà, non quella che siti di scuola "austriaca" tendono a mistificare per far piacere ai loro padroni, che sono poi i "padroni del mondo".

Cari saluti.

Luigi Copertino
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# gjovi 2013-11-01 20:25
Mi sembra che queste puntualizzazion i siano più che fondate. Non disporre della sovranità monetaria, impedisce politiche industriali. Anche Uriel, ora che ne subisce le conseguenze ( per ora indirettamente ) lo ha capito in una certa misura. Ciò non toglie che un alleggerimento di "casta improduttiva e parassitica" è più che doveroso , se non altro per un principio di elementare equità.
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# Luigi 2013-11-03 13:51
Citazione gjovi:
Mi sembra che queste puntualizzazion i siano più che fondate. Non disporre della sovranità monetaria, impedisce politiche industriali. Anche Uriel, ora che ne subisce le conseguenze ( per ora indirettamente ) lo ha capito in una certa misura. Ciò non toglie che un alleggerimento di "casta improduttiva e parassitica" è più che doveroso , se non altro per un principio di elementare equità.


Grazie, se si riferisce alle mie puntualizzazion e. Faccio comunque presente che ho parlato di "spesa publbica di investimento" e non di "spesa corrente". Benché bisognerebbe tenere chiaro che anche nell'ambito della spesa corrente non tutto è improduttivo. Se può esserlo la pletora di assessorati e di poltrone politiche, ritengo non lo sia, anche se nell'ottica della spending rewiew è parte della spesa da tagliare, la spesa per le forniture dal mercato verso la pubblica amministrazione . La domanda è questa: quando un ente pubblico effettua una gara d'appalto per acquistare computer o arredi d'ufficio, questa spesa a chi porta beneficio e liquidità se non ai produttori, al mercato?
Saluti.

Luigi Copertino
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# Valter22 2013-11-01 23:44
Gentile Copertino,
Lei intende la Scuola Austriaca di Ludwig von Mises, Friedrich von Hayek?

Spero di No!

Tengo a precisare che non ho niente a che fare con la Scuola Austriaca ma dire che i loro capi sono i "padroni del mondo", mi scusi ma è una GRANDISSIMA stupidaggine!

Io credo che Lei non ha la più pallida idea della Scuola Austriaca e del suo messaggio. L'UNICA FILOSOFIA ECONOMICA!

Se si riferisce a Ludwig von Mises perchè è di origine ebrea questo non ha alcun senso. Un conto che si parla di Sionismo e allora tutta un'altra storia.

A Lei forse le sfugge che Ludwig von Mises odiava le banche centrali, odiava il fatto che stampavano denaro dal nulla, per la filosofia austriaca il denaro DEVE ESSERE LEGATO A QUALCOSA altrimenti è CARTA STRACCIA e tante tante altre cose.

E' incredibile riprendere il Direttore su qualcosa che Lei non conosce neanche un pò...

Chiaramente se si riferiva alla Scuola Austriaca, altrimenti questo mio commento dovrà essere interpretato che la Scuola Austriaca, è l'unica via!

Distinti Saluti.
Valter
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# Luigi 2013-11-03 13:44
Citazione Valter22:
Gentile Copertino,
Lei intende la Scuola Austriaca di Ludwig von Mises, Friedrich von Hayek?

Spero di No!

Tengo a precisare che non ho niente a che fare con la Scuola Austriaca ma dire che i loro capi sono i "padroni del mondo", mi scusi ma è una GRANDISSIMA stupidaggine!

Io credo che Lei non ha la più pallida idea della Scuola Austriaca e del suo messaggio. L'UNICA FILOSOFIA ECONOMICA!

Se si riferisce a Ludwig von Mises perchè è di origine ebrea questo non ha alcun senso. Un conto che si parla di Sionismo e allora tutta un'altra storia.

A Lei forse le sfugge che Ludwig von Mises odiava le banche centrali, odiava il fatto che stampavano denaro dal nulla, per la filosofia austriaca il denaro DEVE ESSERE LEGATO A QUALCOSA altrimenti è CARTA STRACCIA e tante tante altre cose.

E' incredibile riprendere il Direttore su qualcosa che Lei non conosce neanche un pò...

Chiaramente se si riferiva alla Scuola Austriaca, altrimenti questo mio commento dovrà essere interpretato che la Scuola Austriaca, è l'unica via!

Distinti Saluti.
Valter



Egregio sig. Valter,
mi scusi ma una stupiddagine è dire che quella "austriaca" è l'unica scuola di filosofia economica.

Conosco abbastanza bene le tesi degli "austriaci" per aver chiaro la loro imcompatibilità con una visione eterofondata, metafisica, del mondo, checché ne dicano tanti cattolici liberalconserva tori. Le tesi degli "austriaci" non possono darsi senza un approccio eticamente e religiosamente indifferentista e, sopratutto, filosoficamente "panteista" al reale. Questo è il loro equivoco retroterra antietico e filosofico, benchè tanti cattolici sembrano non accorgesene (o fanno finta, per antistatualismo preso, di non accorgersene).

Comunque, per sua informazione, ho proprio in questi giorni posto fine ad un testo che tratta anche delle aporie della scuola austriaca e che ho proposto all'editore di questo sito, anche se credo non potrà vedere la luce immediatamente.

Per quanto riguarda il gold standard che piaceva agli "austriaci" (ossia la moneta ancorata a qualcosa) vorrei far notare che questo "materialismo aureo", deflazionistico , è stato esattamente quel che per secoli ha impedito, causa la rarità dell'oro, lo sviluppo dello stesso mercato, dell'economia reale. Con oltretutto l'ingenua credenza che l'oro non sia inflazionabile, come invece è. Quando gli spagnoli importarono ingenti quantità d'oro dal Nuovo Mondo il valore del metallo giallo si svalutò immediatamente. Così è, del resto, accaduto per ogni mezzo di pagamento metallico ogni volta che si scoprirono nuovi giacimenti di quel metallo.

Non è, comunque, un certo grado di naturale (perché segno di vitalità) inflazione che deve preoccupare quanto invece la deflazione. L'iperinflazione è certo un danno, ma esiste un saggio del tutto naturale e legittimo, per il fatto stesso che l'uomo vive, lavora e produce, di normale inflazione.

Ora, chi è che ha paura anche di questo saggio naturale di inflazione se non i banchieri, ossia coloro che commerciano in valute, debiti e crediti e che quindi temono ogni pur piccolo calo del valore dell'oggetto del loro commercio? Ecco perché, a proposito di certe tesi "austriache", ho parlato di "padroni del mondo".

Comunque, detto di inciso e di sfuggita, la moneta (anche aurea) ha valore, come diceva Giacinto Auriti, per l'accettazione da parte del popolo ossia di chi la usa. Oppure ha valore perché, come diceva Ezra Pound e come ripete oggi la MMT, lo Stato ne impone l'uso per il pagamento delle tasse.

Personalmente credo che la moneta bbia valore per la convergenza di entrambe queste cause: accettazione fiduciaria popolare e, contemporaneame nte, imprimatur statuale all'atto dell'emissione.

L'anticentralbanc hismo "austriaco", ossia liberista, è ipocrita perché, partendo dal falso preuspposto che le banche centrali siano lo Stato, invece esse sono private, si oppone ad esse per in realtà opporsi al potere sovrano dello Stato di creazione ed emissione monetaria. Lo scrivente vuole invece, come face il fascismo nel 1936, la nazionalizzazio ne, o perlomeno la pubblicizzazion e, delle banche centrali. Non come vogliono gli "austriaci" la loro abolizione, con la conseguenza dell'anarchia monetaria dal momento che ciò significherebbe che tutti, dal semplice cittadino alla multinazionale fino alle grandi banche d'affari transnazionali, emetterebbero la propria moneta con l'idea di lasciare poi il giudizio di valore allo spontaneismo, che si presume (ma non si dimostra, anzi la storia attesta il contrario) sempre risolutore, del libero mercato.

Il loro smacco storico, le tesi "austriache", lo hanno avuto quando, a partire dal "divorzio" del 1981 tra Tesoro e Banca Centrale (antefatto della successiva BCE), il monetarismo "viennese" e friedmaniano è diventato il "vangelo" dello stesso centralbanchism o. Infatti, invece di essere abolite, sono state le stesse banche centrali, privatizzate ma esercenti il potere pubblico e sovrano della creazione ed emissione della moneta, ad attuare, mediante l'ottenuta indipendenza rispetto ai governi, i desiderata "anti-inflazionistici " e "mercatisti" di Mises, Hayek e Friedman. Dunque oggi le banche centrali, massimamente la BCE, sono gli agenti del monetarismo e del liberismo "austriaco". Triste eterogenesi dei fini.

Per chiudere, una notizia. Probabilmente lei non avrà letto nulla dei miei modesti contributi di storia economica. Ecco perché la avverto che lo scrivente è, politicamente ed economicamente, radicalmente antiliberista. Il mio nemico principale, da cattolico e da nazionalista sociale, è il liberismo, più e prima del comunismo (che del liberismo è stato solo una, passata, fallimentare e tragica conseguenza essendo gli stessi, tra liberalismo e marxismo, i presupposti filosofici).

Saluti.

Luigi Copertino
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# VALFRED 2013-11-01 13:18
a perugini:

chi ha detto che la COLPA è dei Tedeschi?
i Tedeschi fanno il loro porco gioco!

siamo noi ad essere masochisti, a fidarci dei "padri traditori"...

però è anche vero che per venirne fuori dovremmo fare una politica per forza di cose "antitedesca"

moneta forte o moneta debole?
meglio moneta "NOSTRA" e non moneta "A DEBITO"
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# roberto_perugini 2013-11-01 14:09
Citazione VALFRED:
a perugini:

chi ha detto che la COLPA è dei Tedeschi?
i Tedeschi fanno il loro porco gioco!

siamo noi ad essere masochisti, a fidarci dei "padri traditori"...

però è anche vero che per venirne fuori dovremmo fare una politica per forza di cose "antitedesca"

moneta forte o moneta debole?
meglio moneta "NOSTRA" e non moneta "A DEBITO"

certo, peccato che moneta "NOSTRA" sia un sogno!
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# astrorosa1 2013-11-01 15:54
Non sono esperto in economia.

Mi sembra che la crisi sia voluta da tempo dai soliti poteri e l'Italia da molti anni sia schiava di questi poteri.
Ma dietro a questi poteri si nasconde
una volontà con l'obbiettivo di rendere
schiavo l'uomo.
La situazione per cambiare necessita
d'una rottura.
Il denaro, il sesso e potere sono
gli strumenti con cui si serve il governo
per governare.
Denaro in abbondanza ai servitori del potere, sesso libero in tutte le forme
al popolo stolto, potere nelle mani
di pochi che ignorano qualsiasi legge
morale del bene comune, esercitando
la menzogna quotidiana.
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# Nieuport 2013-11-01 15:15
5% che pensa, 10% che cerca di pensare, ma poi ci saranno anche quelli come me, che leggono articoli come questo e non riescono a capire tutto. Ma i sintomi si annusano.
Sentita dal mio barista: “Vengono da me dei pompieri e mi hanno detto che c’è un grande numero di suicidi, ripescano morti in Arno, ma poi sui giornali non appare nulla.” L’ho raccontata a un mio amico vicentino che ha commentato: “Da noi è la stessa cosa, un sacco di suicidi di piccoli imprenditori rovinati, di cui stampa e TV non dicono nulla.”
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# farouq 2013-11-01 20:50
Confermo, anche io sento molte notizie di suicidi
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# Franco_PD 2013-11-01 21:27
Confermo anche io la circostanza, da qui. Ma ad onor del vero molte morti sono sì riportate (spesso tra le "brevi di cronaca") ma con la copertura di motivazioni di natura nervosa (era depresso....). Solo certi eventi anomali per scenario o modalità emergono, ma il tutto dura una giornata. Come il suicida ritrovato dopo mesi sui colli impiccato ad un albero e ormai mummificato da dei cercatori di funghi. Le famiglie salvo pochi casi si chiudono nel silenzio e la vera natura della tragedia la si preferisce celare. La si intende infatti nel comune sentire come un fallimento della vittima e del suo entourage familiare. Ha commesso degli errori, ergo era un incapace. Non ha saputo gestirsi. Ha sprecato delle opportunità. Si è mosso male. E via dicendo. Il metro di questo è dato da un'incredibile recente presunto supporto psicologico alle potenziali vittime di gesti autolesionistic i, di cui ho letto sulla stampa locale. Strombazzato così: "Impariamo a liberarci dal superomismo dell'imprenditoria e del lavoro autonomo" (Sì, era più o meno così....). L'ottica di chi dovrebbe occuparsi del problema sarebbe questa... Soggetti evidentemente che non hanno mai concretamente lavorato e pretenderebbero di dare lezioni e col loro agire creano opinione....Questa.
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# raff 2013-11-01 16:07
Magnifico articolo che mette a nudo e conferma la cospirazione "europeista" contro gli stati nazionali a danno dei paesi del sud e dell'Italia in particolare.

Tuttavia non condivido l'ipotesi del Direttore che il datagate e lo scontro fra il Tesoro americano e la Germania siano l'ammuina di una finta zuffa.

La scelta tedesca di ulteriore espansione commerciale verso la Cina e il far east, ha solide motivazioni, che nascono dal quadro geoeconomico e geopolitico.

Innanzi tutto la Cina, rivalutando il yuan del 25%, è diventata la prima potenza economica del pianeta, sorpassando gli USA e avviando un processo di internazionaliz zazione della sua moneta in concorrenza diretta sul dollaro.
Conseguentement e ha rivalutato stipendi e salari del 20% dando un considerevole impulso alla domanda interna e avviando un piano di urbanizzazione su cui investirà una cosina come 5 mila miliardi di euro.
Inoltre il governo cinese oltre a stimolare gli investimenti all'estero delle aziende statali piene di liquidità,
avvierà, probabilmente, un processo di de-americanizzazio ne, spostando progressivament e i propri surplus e riserve monetarie verso l'Europa.

La Cina e in genere l'eurasia, compresa la Russia, è perciò il futuro verso il quale il nostro paese dovrebbe orientare commerci e investimenti, per uscire dalle secche di una crisi finanziaria ed economica importata dagli USA, ma non lo fa, perché siamo governati da una squallida casta politica che non rappresenta i ceti produttivi, ma rappresenta una borghesia compradora, legata a filo doppio alla declinante potenza americana e agli interessi dell’alta finanza apolide, che non ha nessun interesse a far sviluppare il paese, ma al contrario a depredarlo di ogni ricchezza e risorsa finanziaria.

Al contrario la casalinga tedesca, la Merkel, non avrà i baffetti di Hitler, ma sa difendere i propri interessi nazionali, presenti e futuri, eliminando dalla sua area di influenza, pericolosi concorrenti come l'Italia, ma anche rivendicando la propria autonomia da Washington.
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# Pietro G 2013-11-01 18:09
D'accordo con te sulla Cina. A mio parere l'Europa dovrebbe imparare proprio dai cinesi come si fa politica economica. La Merkel si illude se crede di poter competere direttamente con Cina e USA. La Germania ha una base tecnologica a livello mondiale ma manca di peso demografico e territoriale e soprattutto non ha la volontà di potenza dello stesso livello di cinesi e americani.
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# musicus barocchus 2013-11-01 21:15
Quoto anch'io. Se i tedeschi nutrono veramente questa idea, ripeterebbero lo stesso fatale errore della Seconda Guerra Mondiale. 1.800 Tiger infatti, per quanto potenti, sofisticati e all'avanguardia possano essere, non bastano a darti la vittoria contro un avversario che dispone di 48.000 Sherman.
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# astrorosa1 2013-11-04 22:19
Per questo ci vorrebbe una Unione
Europea dei popoli (non delle elite finanziarie apolide-dipendenti)
con un presidente eletto dal popolo.
Ogni nazione propone un suo candidato
che viene eletto democraticament e con pieni poteri.
Inserendo anche la Russia fra le nazioni Europee.
Diritto penale uguale per tutti gli stati
Diritto civile diversificato ma con base comune.
Unico esercito
Monete diversificate per permettere ad
ogni nazione di competere e proteggere
la propria economia responsabilment e.
Un unica moneta di riferimento per
i mercati internazionali.
Dazi per il passaggio delle merci tra i vari stati.
Ritorno al passato per un nuovo futuro
del governo del popolo.
Letta Letta......o non letta.
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# nicolas 2013-11-01 21:46
L'Euro è il collante dell'Europa e serve ,in realtà, a dividere piuttosto che unire gli stati europei. Finchè La Merkel fa gli interessi nazionali su ordine o concessione di Goldman-Sach's si rimane sulla graticola in attesa di "grecizzarci" . In Europa siamo alle prese con la solita e collaudata prassi del "divide et impera" altro che USE.
La Merkel senza baffetti è stata propprio carina nel mostrare stupore alla notizia delle intercettazioni . Il sistema " "Echelon" lo conosciamo noi comuni mortali da svariati anni mentre lei e tutti i politici europei ignoravano.....Ammuina, dice bene il direttore
O si ridiscute la struttura dell'euro o si va a ramengo. E' una sporca faccenda!
(tenente Callaghan)
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# Emilix73 2013-11-01 16:16
Secondo l'economista Eugenio Benetazzo, il peggio arriverà quando l'agenzia di rating ci declasserà ulteriormente da BBB+ a BB.... in quel momento cambierà il "mondo"! E saranno guai seri.
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# winston1984 2013-11-01 16:24
E’ plausibile l’ipotesi di un futuro jettato..
Però sfugge logica dell’euro apprezzato
sul dollaro all’8 percento che poi diventa
un rincaro all’export per noi del quaranta..
Pure sfugge, magari per il non iniziato,
la ratio del Marco nell’euro svilito
rispetto alla Lira invece resa pesante
quando nell’infuso fece da emulsionante
il fermo immagine (98*) come riflesso
della reciprocità dei valori di tasso,
quelli già da tempo grossomodo vigenti,
con Lira (92) già piallata abbondante…
Ed anche va detto, che poco regge
la mena dei crucchi a fare aggio
sulla valuta con noi in concorrenza:
parrebbe un raffronto di scarsa sostanza
giacché i rispettivi prodotti si direbbero differenti
e non col mero prezzo quale fattore discriminante…
*http://tiny.cc/uvjv5w
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# rinus 2013-11-01 17:12
La crisi credevo che fosse sbandierata per evitare che masse di arabi ed africani venissero sgraditi ospiti da noi. Tutti contro la Germania, ma quattro milioni di bocche da sfamare nessuno li calcola. Il lavoro quando c'è viene assegnato allo straniero sudamericano ,basta vedere chi consegna pacchi, nei supermercati il lavoro di bassa qualifica viene svolto da stranieri. Noi siamo come la Germania, solo che non abbiamo lavoro per i nostri che vanno a fare i pizzaioli in Inghilterra .Ma dove cavolo sono i tre milioni di fucili che sbandierava Bossi, tirateli fuori che gli altri arrivano con i picconi
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# farouq 2013-11-01 20:46
Tranquillo la stagione di caccia allo straniero è vicina così finalmente potrai sparare senza problemi e con regolare permesso
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# nicolas 2013-11-01 21:49
Guarda che si trattava di trecentomila fucili. Non Esageriamo, altrimenti si finisce col crederci
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# andreatallon 2013-11-01 17:32
io non capisco come e quando la germania ha svalutato ? prima dell'entrata nell'€
o rispetto all'entrata nell'€ ?
saluti
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# Andrea V. 2013-11-01 17:36
Per le regioni del nord uscire dall'euro per rimanere uniti alle regioni meridionali controllate dalla mafia e bisognose di cifre incredibili e mostruose, e da rinnovare ogni anno, significa veramente ifilarsi nel terzo mondo, e non per scherzo.

L'Europa è sempre meglio di questo paese.
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# Pietro G 2013-11-01 17:41
Mah, secondo me questa analisi sottovaluta le responsabilità della classe politica italiana, che sono immense. Vediamo :
-L'euro è stato cambiato ufficialmente a 1.936,27 Lire. Questa era già una valutazione troppo alta. Una cosa realistica sarebbe stata 2.200 o 2.300 Lire. Il fatto grave è stato che il cambio reale è diventato immediatamente 1000 Lire per euro. Una rivalutazione pazzesca e assolutamente ingiustificata.
-L'Italia ha fatto i trucchi per entrare nell'euro. Con la sua situazione finanziaria e le condizioni di Maastrich non poteva e non doveva assolutamente entrare. In Germania c'erano forti dubbi sulla entrata dell'Italia nell'euro e sono stati i nostri politici che hanno fatto pressioni facendo notare che l'Italia era uno dei Paesi fondatori dell'Europa ecc. ecc.
-Che l'euro sarebbe stata una moneta forte era chiarissimo per tutti sin dall'inizio, francesi ed italiani compresi. Si è scommesso sul fatto che con il costo del denaro ridotto ad una frazione di quello a cui noi eravamo abituati si sarebbe potuto fare riforme di struttura dell'economia in modo tale da poter sopportare anche l'impatto di una moneta forte in una economia abituata a svalutare la moneta per mantenere la competitività. Una scommessa persa perchè non ha tenuto conto dell'incompetenza (ormai manifesta a tutti) e della corruzione della classe politica italiana.
-La tempesta economica perfetta è stata completata da una globalizzazione selvaggia che ha messo in competizione i nostri prodotti di tecnologia intermedia con quelli asiatici prodotti ad un prezzo stracciato.
-Una occhiata alla dinamica della spesa pubblica dal 2002 ad oggi fa capire a cosa è servita la nuova moneta e chi ne ha tratto vantaggio. Per quanto riguarda la disoccupazione record, faccio notare che noi andiamo a prendere i migranti in cerca di lavoro ormai direttamente sulle coste libiche a centinaia al giorno. Nessuna di queste cose ci è stata imposta dalla Merkel.
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# nicolas 2013-11-01 22:11
L'entrata nell'Euro è stato il capolavoro di Romano Prodi, il noto statsta e patriota italiano. Non ricordo esattamente come ma so che fece ricorso ad artifici comtabili, architettati col compare Draghi, compresa una rivalutazione illecita delle riserve auree nostrane. E fu così che ci mise il cappio al collo.Questo per dire che in Italia operano più che traditori degli infiltrati professionisti e spietati esecutori di ordini dei nemici del popolo italiano.E pensare che da ragazzo ero affascinato dalla corrente di cattoilci dossettiani: Andreatta , Prodi e carogne parlando. Il tizio che ha massacratol'Iri ed ha svenduto e/o regalato i migliori asset italiani a De benedetti e capitani coraggiosi vari poteva pattuire un ingrsso favorevole del nostro paese nel convivio europoide?
Ai presenti la semplice risposta.
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# giogio 2013-11-01 20:20
volevo segnalare che anche in Germania le aziende stanno cominciando ad arrancare, forse e' il caso di fare qualche altra riflessione. Grazie
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# farouq 2013-11-01 20:38
Non c'è scampo, nell'era dei computer questi criminali nei loro centri di studi strategici creano dei modelli matematici per ogni Paese ed ogni reazione a partire dai governi fino ad arrivare al semplice cittadino è prevista come se fossi una funzione matematica e quando è il caso intervengono per correggere gli avvenimenti anche con assassinii come nel caso del Venezuela. Per fermarli servono degli eroi ma tanti però
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# nicolas 2013-11-01 22:15
-Ottanta mila ebrei ungeresi sono rientrati in patria.-
A fare che? Sbaglio o gli ungheresi stanno veramente(scusa te il termine) sfanculando l'FMI E LA BCE? E dunque....
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# SART 2013-11-01 23:21
Sarebbe interessante chiedersi ...DOVE ANDARE per sfuggire alla crisi. Io ci ho pensato spesso. Ma, pur essendo laureato in Economia Internazionale, non ho trovato alcuna risposta che fosse stata prudente. Lo Stato in assoluto più consigliabile è senza dubbio la Russia. Il problema è che, anche lì, per far soldi devi essere capace di avviare un'attività imprenditoriale , altrimenti ti devi accontentare di 200 euro al mese, se va bene...
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# pelzen 2013-11-02 00:59
beh, forse per uscire dalla crisi basterebbe cominciare a "cecchinare" ogni attore che remi contro gli interessi italiani. Non sono moltissimi alla fine, qualche migliaio, ma ne bastano poche decine per far loro cambiar faccia. Ci vuole un pochino di pelo caprino, poi il resto lo farà la storia.
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# laviga 2013-11-02 00:01
"Il modo più sicuro di perdere la propria indipendenza è spendere il denaro che non si possiede."

Ataturk


"Non cè più una via di uscita dalla nostra situazione attuale se non quella di forgiare una strada verso il nostro obbiettivo,con la violenza e con la forza,in un mare di sangue e in un orizzonte di fuoco ardente."

Nasser


Alcuni piagnucolano pietosamente,al tri bestemmiano oscenamente,ma nessuno o pochi si domandano: Se avessi fatto anch io il mio dovere,se avessi cercato di far valere la mia volontà,sarebbe successo ciò che è successo?

Gramsci
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# lettera41 2013-11-02 06:45
Sembrate i calciatori che hanno perso la partita per colpa del campo pesante. Sempre a trovare una scusa.
Colpa dei politici che abbiamo votato noi. Tutti sono stati votati, a suo tempo anche il napuletano al colle.
L’economia e’ a pezzi per colpa dell’Euro (non perche’ siamo un popolo di coglioni). Rivogliamo la moneta debole, ci diciamo che con la Lira eravamo felici. Pero’ mi ricordo l’inflazione a due cifre (forse ricordo male). Dicevamo che i tedeschi stavano meglio di noi perche’ avevano il marco forte.

Un popolo di furbi, non c’e’ che dire, in cui la furbizia levantina e’ diventata virtu’ nazzionale.
Esodati, tanto furbi da fregare i propri concittadini andando in pensione qualche anno prima ma tanto fessi da fidarsi dello Stato italiano. Che pretendono?
Giovani disoccupati del sud, laureti in materie inutili in universita’ ridicole che pretendono?
Operai, poveretti gli unici che lavorano, da sempre votano la sinistra che da sempre li tradisce. Ora il PD ha a cuore clandestini e homo e gli operai sono a spasso. Che pretendono?
E i milioni di shtatali?? C’e’ bisogno di commentare gli shtatali, fancazzisti-assenteisti-meriddionali?

Siamo un popolo di poeti, santi e navigatori, tutta questa ggente la vedrei bene imbarcata in navi di lungo corso, come mozzi ovviamente non come comandanti (non ci sono le qualita’, vedi o’ comandante Schettino) oppure ai mercati generali, a scaricare le casse. E le signore italiane a lavorare come filippine, magari all’estero, presso qualche benestante che ogni tanto mette le mani sul loro sedere.

Perche’ no? Ripartiamo dai fondamentali.
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# Lucumone 2013-11-02 10:07
Io comincerei a fare una seria inchiesta onomastica sul "membro del Cda della Banca dei Regolamenti Internazionali (Bri)", Fabrizio Saccomanni. Sachs-mann o qualcosa di simile?
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# milvus 2013-11-02 12:38
Per ripartire si dovrebbero unire le forze veramente democratiche a stampo cristiano, ed ascoltare bene le parole del Papa, che sono belle e piacevoli lezioni di catechismo attuale.
Per anni ed anni, nonstante tutto, il catechismo fin da bambini ci racconta che Gesù fi tradito da Giuda l'Apostolo, poi ucciso perchè assolutamente non si doveva credere in Lui.
Il fascismo piacque tantissimo anche a Winston Churchill quando i tedeschi si proposero di non aiutare Mussolini perchè l'Est era infestato di comunisti. Quando Adolfo bombardò Londra, allora cambiò il discorso!
La parola "razza" "eugenetica" era stata comunemente adoperata in tutte le Università europee, di genetisti storici e famosi ce ne furono paecchi, molto prima del nazismo.
Più tardi Darwin, la Thatcher, Reagan, etc, etc, portarono a compimento l'opera vendicatrice, su quel bombardamento in cui morirono anche i civili, ed oggi di marxisti, di comunisti, etc, etc, ce ne sono pochi e nessuno, resta solo il Capitale antidemocratico in qualche biblioteca, ma molti angloamericani imperialisti, che senza più vergogna o metafori simboliche dicono: " o mi dai questo, o te lo tolgo con le bombe o con i droni".
Spiare la Francia e la Germania, accusarla di troppo export, sono forma simboliche di vendetta che mirano a togliere la Sovranità alle ultime vere Nazioni rimaste, in quanto coesione di popolo ed interessi comuni. Credo che l'euro sia un fatto secondario, piuttosto gravissimo per la sovranità di un popolo, persona, o individuo, sia spiarlo in continuazione. E' a mio parere, un volersi vendicare della Germania, per annientarla e quindi ribaltare la Storia. Certamente la moneta di un popolo, fa della sua sovranità, però spiare è un simbolismo adoperato da certe "religioni" che hanno bisogno di fare le cose di nascosto e a tradimento, come fecero con Gesù, che in fin di conti " che male aveva fatto? ".
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# Giovanni Silvano 2013-11-02 19:00
Direttore, i tedeschi sono astuti, scaltri ed intelligenti come nessuno al mondo, questa manfrina dello spionaggio è una strategia per allontanarsi ancora un po di più dall'America ed avvicinarsi ancora di più al gigante Russo.
La Storia si ripete il destino della Germania è a Est, negli spazi sconfinati ad Est.
Sono appena tornato da un viaggio di lavoro in Russia, "e con consternazione americana?" ho contastato che il dollaro in soli 10 anni è stato spazzato via, nello sterminato paese al di là del Rublo, tutto viene commercializzat o in Euro-Marco.
Praticamente c'è un'area Euro che va dalla Manica al Mar de Giappone: un'area che dal punto di vista industriale/tecnologico e della ricchezza di materie prime non ha assolutamente rivali al mondo, si è creata una specie di GermaRussia, un qualcosa di fronte alla quale gli USA sono diventati piccolini piccolini.
...Ed in America sono preoccupati seriamente (giustamente dal loro punto di vista) perche gli USA stanno veramente andando verso il crepuscolo, altro che XXI nuovo secolo americano.

Si è visto con quale disinvoltura ed autorevolezza i Russi hanno bloccato l'ennesima programmata guerra americana in Siria...E la Germania dove stava??? Stava coi Russi.....la Merkel "soluzione politica unica possibile" Le stesse parole di Putin.

Russi e tedeschi si coprono le spalle reciprocamente, e chi può far qualcosa contro un'accopiata del genere?
Le vere conseguenze della caduta del muro di Berlino si stanno vedendo adesso, un muro che ipocritamente faceva più comodo all'America che alla Russia.

Caro direttore, altro che mondo dollarizzato, qui si và incontro ad un mondo Euronizzato.
Questa GermaRussia, ancora un decennio e spazzerà via la residua influenza americana nel mondo, al massimo gli USA potranno ritirasri a fare un fronte comune col Giappone nel Pacifico, ma qui in Euroasia non c'è niente da fare, la quaglia e volata via.
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# Polidoro 2013-11-03 00:14
Ottimo ma .. ero pessimista: ora di più.

C'è un errore ?

"Wolfgang Schauble, il suo ministro delle Finanze e suo intimo confidente. Ecco cosa ha detto al New York Times nel novembre del 2001"

Novembre del 2011 , no ?

Cari saluti,
Paolo Giammarruco
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# Boanerghes 2013-11-03 00:22
Per quel poco che ci capisco, l'unica cosa da fare è trovare il modo di emigrare in Russia e dare anima e corpo per la nuova patria.
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# lettera41 2013-11-03 09:54
E intanto la sora Lella Cancellieri ha fatto scarcerare Giulia Ligresti visto che Piergiorgio Peluso suo figlio (figlio dellan Cancellieri) dopo un anno di lavoro alla Fondiaria Sai di Salvatore Ligresti, ha ricevuto una liquidazione di 5 MILIONI DI EURO. Questo particolare, un dettaglio, non e’ stata riportato dai telegionali di regime ma basta cercare “figlo della Cancellieri” in internet e si trova tutto.
La Cancellieri, ministro della Giustizia.
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# Giovanni Silvano 2013-11-03 18:10
E' a causa di questi odiosi boiardi di Stato che l'Italia si trova nella condizione in cui è.
La signora Cancellieri vada a fare la ministra in una repubblica delle banane, se non la mandano via significa che è l'Italia una repubblica delle banane.
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# laviga 2013-11-07 05:19
E' a causa di questi odiosi boiardi di Stato che l'Italia si trova nella condizione in cui è.
La signora Cancellieri vada a fare la ministra in una repubblica delle banane, se non la mandano via significa che è l'Italia una repubblica delle banane.

Ce li abbiamo messi noi..ma poi mi ricordo...il vero problema... è la germania.
pensate ala germania.
-------


...è un paese come l Africa,quando è venuto in America Letta aveva promesso che finalmente l italia avrebbe adottato comportamenti come altri paesi europei.Non africani.
E questa promessa viene subito tradita.
...in America e non solo ci sarebbero state le dimissioni istantane,in un nanosecondo.

Luttwak alla zanzara.
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# Giovanni Silvano 2013-11-07 18:01
In qualsiasi paese dell'occidente l'avrebbero dimessa all'istante, invece da noi difesa a spada tratta dal capo dello Stato e dalla maggiornaza.
Certamente sono tutti come lei, cane non morde cane.
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# SENATUS 2013-11-03 19:37
Le dinamiche e le tappe dell'attuale collasso sistemico, ricordano molto i metodi usati da altri "congiurati" nel processo di unificazione della Penisola italiana.
Anche allora si crearono, attraverso vari strumenti, delle "situazioni di crisi" che determinarono il collasso di legittimità degli Stati preunitari. Ci furono conseguenze terribili sul piano economico-sociale. I capitali dei vecchi Regni confluirono sulla piazza finanziaria di Milano, dando vita al capitalismo post-unitario.
Qual' è lo scopo dell'operazione attuale? si tratta forse del progetto di un direttorio euro-atlantico? che tipo di ordine hanno in progetto dopo il caos?
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# paolaerre46 2013-11-06 09:32
Scusate se sono fissata con la Bibbia e di questo voglio scrivere. In due parole: se Bergoglio è il Falso Profeta (come credo e da parecchio), l'Anticristo sta per farsi palese (ricordate Danile 7;8 dove si parla dell'abominio della desolazione che durerà un tempo più due tempi, più la metà di un tempo - vale a dire 3 anni e mezzo?), quindi non tracollo pensabile tra un po', ma adesso, visto che il caro papa è regnante già dalla "metà di un tempo''e quindi ha "pressa'' come si dice. Il TG questa mattina annunciava di Bergoglio che intende indire un referendum sui soliti argomenti bollenti. UN REFERENDUM.
Ultima cosa, pure a Milano si parla di "suicidi'' nascosti. A me lo ha detto la mia panettiera. Erano due suoi cognati.
Per finire, noi è da qualche anno che ci "siamo fatti'' un piccola fattoria. Non servirà a molto, ma almeno non ci faremo impiantare il famoso marchio. E credetici o nò non è stato un caso se siamo andati in montagna. Non so, forse questa è l'unica soluzione per il momento. Non cercare impighi più o meno renumerativi, ma un posto dove - letteralmente - sopravvivere fino alla fine di questo schifo.
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# monster76 2014-02-21 21:10
Tutto vero, ma da un po' di tempo mi chiedo:

- se non avverrà una unione politica, fiscale e magari di cartamoneta prima in Europa e poi con gli Usa (magari coinvolgendo anche il Canada), come si potrà tra 100 anni contrastare l'immane forza di Cina e India?
Sono due super potenze da 2, 8 miliardi di esseri umani!
Popoli con una religione diversa, una cultura diversa da noi occidentali.

- se non ci inventeremo un modo per aumentare la produttività dei terreni diminuendone anche il consumo d'acqua dolce, come potremo sfamare oltre 10 miliardi di persone tra 100 anni?

Vogliamo continuare a crescere come umanità oppure ritornare a 500 milioni o poco più di esseri viventi?

È una domanda SNODO fondamentale?

Se andremo verso i 10 miliardi come potremmo non unirci sempre più?
Se invece andremo verso i 500 milioni allora vien da sé che ogni popolo rimasto, gestirà con le proprie forze il proprio territorio nazionale! Senza una unione, con le proprie monete eccetera...

Come ci immaginiamo i trasporti tra 100 anni?

Qui non si tratta di essere conservatori o progressisti, atei o laici, etero o omo, bianchi o neri; si tratta di capire cosa vogliamo diventare e come vorremo gestire il divenuto scelto.

Io la penso così.
Saluti, Stefano.
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