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Odifreddi: il processo di Norimberga è stato uno show di propaganda
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Piergiorgio Odifreddi nega con forza di essere un negazionista, ma ritiene che il processo di Norimberga fu uno show di propaganda come un film di Hollywood. Il matematico torinese ha concesso un’intervista al “Fatto Quotidiano” di martedì 26 novembre, nella quale ha affrontato la polemica sul negazionismo che l’aveva coinvolto dopo alcune risposte “dubitative” sull’esistenza delle camere a gas scritte sul suo blog.

Odifreddi ammette di aver scelto un momento inopportuno, la morte del criminale nazista Priebke, ed un luogo sbagliato, il suo blog, per parlare di un tema così spinoso come il negazionismo. ” Tra i commenti al mio post è intervenuto un negazionista. Il mio approccio scientifico non mi consente di negare a priori qualsiasi tesi. Così ho specificato cosa fosse giusto e sbagliato”.

Tra i punti “giusti” del negazionismo c’è, per il matematico torinese, la critica radicale al processo di Norimberga, che dopo la II guerra mondiale condannò i vertici del regime nazista, nella sua città simbolo, ancora rimasti in vita. “Il processo di Norimberga fu propaganda come quello a Saddam. L’Imperatore giapponese era colpevole tanto quanto Hitler, eppure nessuno l’ha processato. Attraverso Hollywood ci siamo convinti che i buoni erano i cowboy e non gli indiani d’America, vittime di un eccidio di 18 milioni di persone, tre volte l’Olocausto. Norimberga è stata un’analoga opera di propaganda. Mai negato le camere a gas, mai stato negazionista”.

Odiffreddi attribuisce parte della polemica creatasi attorno ai suoi commenti sul negazionismo alle invenzioni dei giornalisti. ” Mi hanno attribuito frasi mai dette. Mi conoscono: perchè non hanno sentito la mia versione? Torniamo a Scalfari e Bergoglio. Inventare virgolettati è la norma”. Il matematico torinese si riferisce in questo passaggio alla prima parte della sua intervista al “Fatto Quotidiano”, nella quale rimarcava come il fondatore de “La Repubblica” avrebbe ricostruito citazioni di Papa Francesco mai dette nel corso del loro dialogo. Odifreddi spiega di preferire Ratzinger a Bergoglio, definito come uno strepitoso pubblicitario che vende molto bene il suo prodotto. “Dottrinalmente dice poco o nulla, si limita a cambiare la comunicazione. Concede al pubblico ciò che il pubblico vuole. Ratzinger è un teologo interessato ai contenuti. Siamo uniti dalla ricerca della verità, abbiamo idee opposte, ma l’approccio è lo stesso”.

Fonte > 
Gad Lerner


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Commenti  

 
# sivispacemparabellum 2013-11-27 13:34
Và fuori d'Italia và fuori stranier!
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# Paperina 2013-11-27 17:28
Citazione sivispacemparab ellum:
Và fuori d'Italia và fuori stranier!


Prima bisogna buttare fuori i nemici interni che sono anche quelli più pericolosi.
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# arduino 2013-11-27 18:23
Indipendentemen te dal merito delle asserzioni, condivisibili o meno che siano, ci si chiede: dall'alto di quale superiore autorevolezza un "matematico" si arroga di tranciar pubblicamente giudizi su argomenti completamente estranei al suo campo?
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# ric 2013-12-03 01:11
forse proprio perche' matematico e' abituato a fare la " prova del nove " per essere certo che un risultato sia corretto.
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# Pietro G 2013-11-27 18:53
Però, peccato che il nostro matematico sia un ateo. Altri cattedratici che se la fanno sotto a criticare il cosiddetto "male assoluto" dovrebbero imparare da lui. Spero in altri "passi avanti".
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# adelauro 2013-11-28 09:31
Un Odifreddi così onesto non lo avevo ancora conosciuto. Bene!
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# AlexFocus012 2013-11-28 12:08
Avrei delle domande "tecniche" credo mai poste ufficialmente ad una delle innumerevoli commissioni su tale genocidio (che non è un olocausto, in quanto quest’ultimo è un ATTO VOLONTARIO, come quello di Gesù Cristo e non credo che nessun ospite dei campi si sia offerto di morire per gli altri…).
La premessa alla prima è che, in tutto il mondo, vi sono più o meno, 15 milioni di persone che si dichiarano di credo ebraico (noi ci crediamo, visto che sono numeri tratti dall'annuario "Who's Who Jews", che è redatto dalle stesse autorità sioniste).
Ebbene, tale numero NON è MAI variato di molto, nemmeno durante la II Guerra Mondiale (o subito dopo essa): io mi sarei aspettato, matematicamente parlando, che la cifre crollasse a 9 milioni circa (in quanto 15-6=9), ed invece no: come si spiega?

Poi, visto che NON ci sono mai stati 6 milioni di ebrei in Europa (massimo credo siano stati 350'000), i nazisti da dove li hanno presi i restanti 5'650'000: li hanno importati da paesi extraeuropei, forse?

Alcuni corpi sono stati cremati, altri sotterrati: perché questa differenza di “trattamento”?

Dove sono i comignoli da quasi 20 metri di altezza necessari per smaltire i gas venefici di una vera camera omicidiaria a gas (come quelle costruite negli USA dal tecnico Anthony LEUCHTER, di cui esiste un rapporto in cui afferma di non aver trovato in alcun campo di concentramento ALCUNA camera a gas come quelle da lui stesso realizzate, o segni di tali impianti), senza intossicare gli stessi “carnefici”?

A che servivano la piscina a tre corsie, il campo di calcio, il teatro, l’impianto antincendio e tutto il resto che nelle visite guidate NON viene mostrato?

Se dovevano morire, come si spiegano le registrazioni delle visite mediche effettuate sugli internati e conservate negli archivi degli ospedali circostanti i campi?

Perché il Ziklon B che veniva usato sui braccianti messicani al confine con gli USA fin dal 1910 (per spidocchiarli senza ucciderli), sugli internati dei campi tedeschi avrebbe potuto risultare mortale?

Perché il cosiddetto “più importante cacciatore di criminali nazisti” Elie Viesel non ha mai voluto incontrare gli ex-internati che avevano conosciuto il vero Elie Viesel e che non erano convinti della sua identità?
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# Pietro G 2013-11-28 17:40
Arthur R Butz : 'The Hoax of the Twentieth Century'.
Ora anche da amazon! Sembra che la diga contro la verità presenti delle crepe sostanziali. Prima o poi crollerà.
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# Pietro G 2013-11-28 17:42
Mi sono dimenticato di aggiungere la recensione al libro di Butz, sempre su amazon. Da non credere!

Professor A. R. Butz was the first (and so far the only) writer to treat the entire Holocaust complex from the Revisionist perspective, in a precise scientific manner. This book exhibits the overwhelming force of historical and logical arguments which Revisionism had accumulated by the middle of the 70s. This new edition comes with several supplements adding new information.

The first book to treat the central questions of the Holocaust allegation -- the evidence for a German extermination program, for mass killings by poison gas, and for the deaths of some six million Jews -- with academic rigor, The Hoax of the Twentieth Century created Holocaust revisionism as a discipline with its appearance in 1976. Few professional historians could have devised the brilliant investigative strategy that is central to The Hoax: author Arthur Butz's focus on the information long available to the Allies on the operations of Auschwitz, a strategically important petrochemical center (Butz correctly surmised the existence of U.S. aerial photos of the camp years before it was admitted). The Hoax's several chapters on the question of Allied knowledge of Auschwitz have busied orthodox experts for nearly three decades with trying to explain how mass operations seem to have gone unnoticed for several years -- to no avail. The Hoax remains at the center of the revisionist inquiry, valuable even in those few areas in which it has been superseded by subsequent revisionist research: a book that, especially in this handsome new design and printing, needs to be read, and re-read, then read again, by every serious revisionist.

This new edition comes with several supplements adding new information gathered by the author over the last 25 years
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# OrazioC. 2013-12-01 19:25
Altra osservazione non da poco, riguarda proprio gli ebrei, che forti di queste pseudodichiaraz ioni, di cui LEi magistralmente fa a pezzi, dichiarano sorridenti che per loro è un buon motivo da rinfacciare nelle sedi mondiali.
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# urbanino 2013-11-29 14:31
Caro AlexFocus012 rischi di essere processato con le due domande a cui per paura non si danno le risposte...per aver poste le stesse domande ho ricevuto minacce da tutti i cattocomunisti che conosco.
Saluti da Firenze
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# AlexFocus012 2013-11-29 17:07
Caro urbanino, sei molto gentile ad avvisarmi del fatto che la mia curiosità è pericolosa ma me ero già accorto.
Io sono stato istruito nell'ignoranza (come la maggior parte del popolo) poi mi sono emancipato, anche perchè sono convinto che "domandare non è peccato". E poi se qualcuno mi dovesse aggredire verbalmente con, ad esempio: "Sei un fascista!" io ruberei la risposta al grande Giacinto Auriti il quale rispondeva: "No, sono più che fascista perchè oltre alla sovranità popolare voglio anche quella territoriale, economica, monetaria: tu invece cosa vuoi, essere schiavo?".
E se non possiamo nemmeno domandare la verità, siamo peggio che schiavi.
Gesù ci lasciò un insegnamento universale ed atemporale: "Cercate la Verità e la Verità vi renderà liberi."
Anche i briganti, che trasformarono le loro vanghe in spade e difesero il Regno, pure in assenza del Re, dicevano: "Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio".
Con questo sistema, finora, ho messo in inferiorità intellettuale la maggior parte dei miei detrattori, per quanti fossero, da soli od insieme, anzi adesso molti di essi evitano persino di incontrarmi.
Se, poi, mi aggrediranno pure in modo fisico, giuro che venderò cara la pelle: non sono Bruce Lee ma sono stato istruito all'uso di armi bianche, da fuoco e nel combattimento a mani nude.
Aspetto a piè fermo, anche per vendicare gli oltraggi subiti dagli antenati, per riabilitare la memoria di quelli che furono vinti sul campo militare ma non su quello ideale.
Come disse il grande Benito: "Se avanzo seguitemi, se indietreggio sopprimetemi, se mi uccidono vendicatemi.
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# megaporia 2013-11-29 22:46
Prima di Mussolini quelle parole le aveva pronunciate Henri de La Rochejaquelein:
"« Se mio padre fosse fra noi, vi ispirerebbe più fiducia, poiché mi conoscete appena. Io del resto ho contro di me la mia giovinezza e la mia inesperienza; ma ardo già di rendermi degno di comandarvi. Andiamo a cercare il nemico: se avanzo, seguitemi; se indietreggio, uccidetemi; se mi uccidono, vendicatemi! »
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# harddie 2013-11-29 18:05
Se un non credente si esprime con rispetto e in buonafede, non c'è alcun motivo di trattarlo come se ci insultasse o agisse per doppiezza. Che qualcuno che, in passato, ha dimostrato pervicacia in atteggiamenti denigratori e fatto ricorso a argomenti strampalati possa esaminare certe questioni in modo meno pregiudiziale, non vedo perché insultarlo o trattarlo con sospetto. Dispiace che Odifreddi mostri meno ostilità nei confronti della ragionevolezza solo in casi come questo, quasi che il suo spirito polemico, a cui non sa rinunciare, prendesse il sopravvento in ogni caso. Ma non sarebbe nè sano né giusto respingere ogni contributo alla verità, per quanto 'scomoda' questa possa risultare. E in tempi in cui si prospettano leggi anti-... che cominano la galera, uno che, per non rinunciare al risptto di sé e della proprie opinioni, rinuncia a collaborare con il giornale/partito-guida del radicalismo massonico, merita di essere ascoltato con attenzione.
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# Johannes62 2013-11-30 10:43
L'"olocausto" è stato fatto diventare l'unica religione dell'"Occidente". Di essa gli ebrei sono contemporaneame nte: sedicente vittima, accusa, giudice, gran sacerdote, Dio, commerciante e cassiere. Consiglio vivamente una buona lettura dei testi rigorosamente scientifici scritti da Carlo Mattogno, probabilmente il maggior esperto mondiale, di certo italiano, sulle verità del preteso "Olocausto".
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