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Ora è globale anche la fame
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Il 28 marzo l’Egitto ha vietato l’esportazione di riso per sei mesi. Motivo: in quel solo giorno, i prezzi internazionali del riso sono saliti del 30%. Il governo egiziano ha deciso di provvedere prima ai bisogni interni, e tentare di limitare i rincari (1). Ciò perché i rincari degli alimentari di base hanno già provocato disordini in Marocco, Senegal, Mauritania, Guinea e Yemen, e la protesta può assumere una piega politica.

Nelle Filippine la polizia è stata mandata a fare irruzioni a sorpresa nei magazzini dei grossisti (per lo più commercianti cinesi, detestati dalla popolazione), perchè ci sono sospetti di accaparramenti di riso. In Corea del Sud, dopo il rincaro improvviso del «ramen» (uno spaghettino precotto istantaneo a base di grano) le donne di casa hanno preso d’assalto i supermercati svuotando gli scaffali.

Il blocco dell’export egiziano trasferisce il problema a Paesi come la Turchia, la Siria, la Giordania, che si fornivano di riso dal Cairo, ed ora, per dar da mangiare ai loro cittadini, devono comprare sul mercato mondiale rincarato.

Il Vietnam, secondo esportatore mondiale di riso dopo la Thailandia, ha preso le stesse misure del Cairo: ordine agli addetti di non firmare più alcun contratto di export per quest’anno, riduzione delle vendite all’estero del 25%. In Argentina il governo di Cristina Fernandez ha aumentato le imposte sull’export di cereali, nel doppio tentativo di ridurre l’uscita di materie prime alimentari e di redistribuire i vantaggi degli alti prezzi globali che ora vanno ai soli agricoltori; suscitando violente proteste fra questi.

Anche India e Cambogia stanno scoraggiando la vendita all’estero di cereali, in favore del consumo interno; l’India ha visto rincari notevoli degli alimentari più semplici, quelli consumati dai poveri, nell’ultimo anno e mezzo. Sicchè anche l’India, che aveva raggiunto l’autosufficienza alimentare negli anni ‘70, ha cominciato a importare notevoli quantità di grani, fagioli, lenticchie e piselli nella speranza di contrastare i rincari interni; con ciò contribuendo ai rincari mondiali.
 
In questo momento le riserve mondiali di riso - l’alimento-base dell’Asia - ammontano a 72 milioni di tonnellate, ossia solo il 17% del consumo annuo globale. Riserve così basse favoriscono la speculazione, che s’è buttata sulle materie prime dopo che il collasso USA ha chiuso quel «mercato finanziario»: ogni cattiva notizia per i poverissimi (come il blocco dell’export egiziano e vietnamita) provoca rincari eccessivi, e dunque profitti speculativi per i ricchi che agiscono sul mercato dei futures, ossia  quei derivati con cui s’impegnano a vendere o comprare una partita di riso ad una certa data a un prezzo prefissato, in attesa degli inevitabili rialzi.

Il World Food Program, l’ente ONU che fornisce razioni a 73 milioni fra i poverissimi del mondo, ha difficoltà a continuare il suo programma alimentare: ha chiesto d’urgenza 500 milioni di dollari, altrimenti dovrà ridurre il numero di quelli che nutre, perché i suoi costi sono aumentati, da giugno,  del 55%. Data la recessione mondiale provocata dal collasso finanziario americano, è improbabile che riceva fondi straordinari dai donatori internazionali.

Le autorità locali USA sono già impegnate nella distribuzione di «food stamps», buoni-pasto con cui i poveri possono comprare cibo nei supermarket, a 28 milioni di americani che hanno perso il lavoro, la casa, o che non ce la fanno più a mettere insieme il pranzo con la cena per via dei rincari generalizzati. Sicché incombe una vera e propria carestia su una quarantina di Paesi, fra i 121 in cui la FAO assiste o segnala parti di popolazione «vulnerabili».


La graduatoria della FAO è basata su precisi parametri, quali quanto un Paese dipende da cibo importato, quanto è l’inflazione, quanto del reddito ogni famiglia spende per l’alimentazione (il 77% in Burundi contro il 10-15% in USA ed Europa), e quanto è grande la popolazione urbana; nelle megalopoli dei Paesi miseri si annida, più che nelle campagne, la fame. L’Afghanistan ha chiesto aiuti d’emergenza per i suoi poveri inurbati; in Centroamerica, anche a Città del Messico, la situazione è grave (2).
 
Il motivo primario dei rincari viene addebitato al rincaro del greggio, che aumenta i costi di produzione e di trasporto dei grani e di tutti i prodotti agricoli. In più, l’Australia ha un cattivo raccolto per via della siccità, la Cina ha sofferto 45 giorni di gelate che hanno bruciato molte colture, il Sud-Est asiatico è stato colpito da varie affezioni agricole. Il consumo di carne in Cina è cresciuto del 150% dagli anni ‘80: ora milioni di cinesi possono pagarsi il pollo, il maiale e il manzo. Ma l’allevamento più intenso consuma più mais ed altre granaglie per la nutrizione degli animali, sottraendole al «mercato» globale, e al consumo dei più poveri.

John Powell, vicedirettore del Worl Food Program (che ha sede a Roma, la FAO), accusa anche la decisione americana ed europea di destinare i grani alla produzione di bio-carburante. Il 16% della terra agricola americana, dove si producevano soya e frumento, oggi è dedicata alla coltivazione di mais per bio-etanolo.

«Per la prima volta nella storia vediamo una chiara correlazione tra il prezzo dei carburanti e il prezzo del cibo», dice Powell. «Se la produzione di granaglie aumentasse per miracolo del 20%», spiega, «non saremmo sicuri di avere più cibo per i nostri assistiti. Parte di quelle granaglie andrebbe per il bio-etanolo, e non sappiamo quanta parte: le granaglie andrebbero dove i prezzi sono migliori».

Il Financial Times (3) deplora lo sforzo di Egitto e Vietnam di trattenere il cibo a casa (è «protezionismo», sia pure a rovescio). Da custode del dogma liberista, accusa della situazione i troppi sussidi che Paesi come l’Egitto, ed altri sottosviluppati, hanno concesso ai loro agricoltori «poco efficienti», e gli alti dazi che pongono sulle importazioni «quando i prezzi mondiali sono bassi, per impedire che gli agricoltori locali siano schiacciati dalla concorrenza».

Accusa anche i governi che, ora che i prezzi sono alti, penalizzano i contadini vietando l’export, per favorire la propria plebe urbana esasperata dai rincari, le cui rivolte sono politicamente pericolose. Insomma, è tutta colpa degli interventi pubblicI e delle troppe regole;  non c’è ancora abbastanza liberismo globale.

Naturalmente il giornale del padronato globale evita di ricordare le promesse con cui raccomandò il liberismo globale: inutile produrre cereali in casa, quando si possono comprare sui mercati globali ai prezzi più competitivi; l’apertura dei mercati avrebbe garantito a tutti l’abbondanza a basso costo.

Avviene invece il contrario, e la causa delle cause è la globalizzazione: che ci ha dato lo sviluppo troppo rapido della gigantesca Cina, che ha squilibrato tutti i «mercati»; l’interdipendenza eccessiva dovuta alla liberalizzazione degli scambi; il dilagare della crisi americana in tutto il pianeta, per mancanza di compartimenti stagni nazionali in economie aperte a tutti i venti; la finanziarizzazione dei prodotti agricoli; fino alla cessata protezione dell'’agricoltura - dettata dall’ideologia - che ha fatto passare l’Europa dal surplus alla penuria, nella convinzione che era «conveniente» servirsi dai granai del pianeta.

Ora i trasporti rincarano, conviene l’autarchia e il consumo interno. E i Paesi produttori di grani hanno già cominciato.
 



1) Peter Goodspeed, «Food crisis being felt around the world», National Post, 1 aprile 2008.
2) Edmund Sanders, «A perfect storm of hunger», Los Angeles Times, 1 aprile 2008.
3) Alan Beattie, «Struggle to keep food supplies at home», Financial Times, 1 aprile 2008.
 


 
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Commenti  

 
# Alberto 2008-04-03 11:47
AUTARCHIA!!!!!! !
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# Francesco 2008-04-03 11:47
...Propongo la coltivazione nelle pubbliche piazze... Anzi, nei campi da calcio (anche nei campi da golf...)
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# Guido 2008-04-03 12:01
Penso che quando la crisi alimentare si fara' sentire nella sua gravita'anche in Italia(12/18mesi)molti italiaoti si sveglieranno dal secolare torpore.Emblematica e' l'AGGHIACCIANTE dichiarazione di Veltroni dove parla di < instaurare anche l'Economia di Guerra...>Il problema e' che solo pochi,grazie alla controinformazi one,conoscerann o i veri motivi(la globalizzazione ),e sara' terreno fertile per la sinistra RIVOLUZIONARIA che vuole fomentare le lotte tra Poveri,tra Italioti ed Extracomunitari Comunisti.Il tutto sapientemente guidato dalla mano 'invisibile' del NWO. Naturalmente abbiamo anche la possibilita' di far sfociare la Crisi in modo Costruttivo,den unciando da ADESSO i FALSI CAMBIAMENTI CLIMATICI e le SCHIE CHIMICHE HAARP,l'arma con la quale viene modificato artificialmente il Clima.
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# Paolo Piano 2008-04-03 12:14
Tutto questo rafforza sempre più l'idea che il nostro futuro economico, quale che sarà  la sua veste formale, sarà  comunque nella sostanza di tipo socialista ed autarchico.
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# enzo 2008-04-03 12:43
quando avremo tagliato tutti gli alberi, mangiato tutte le vacche, pescato tutti i pesci, capiremo che i dollari non si mangiano proverbio dei nativi americani enzo
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# Mario 2008-04-03 13:44
vedo delle similitudini con il declino della civilta' dell'isola di pasqua, questa volta su scala mondiale.
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# luca 2008-04-03 14:15
già  da noi molti fanno fatica ad arrivare a mangiare a fine mese ... fra un pò sarà  ancora peggio :(:(:(
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# Luigi 2008-04-03 14:16
Ani fa un amico sosteneva un'idea che allora sembrava un pò strana ma che oggi potrebbe essere non così ampata per aria. Una crisi alimentare aprirebbe le porte ad un potere totalizzante, ovvero se tu non mangi seguirai e obbedirai ciecamente a che ti dà  almeno una rapa...
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# mirko 2008-04-03 14:41
.....tenendo sempre ben presente che la totalità  delle sementi sono brevettate da poche multinazionali....
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# coconut 2008-04-03 15:06
ed in mezzo a questa penuria quei gran geni della Comunità  Europea hanno anche pensato di chiudere le importazioni di carne dal Brasile (uno dei maggiori produttori mondiali) per presunti problemi di tracciabilità , in realtà  per scelte politiche irrazionali. Praticamente ci siamo tirati una zappa sui piedi. E la carne va su....e su .....e sempre piu su ! La penuria alimentare è già  realtà , non nel senso che in Europa non vi sia cibo..... ma provate a fare un'indagine sui consumi di carne ( noto parametro di benessere).....e scopriorete che da un anno a questa parte scendono costantemente: ossia il cibo c'è ma solo quello piu economico è alla portata di molti portafogli esangui: pasta riso etc.....il superfluo diventa lusso.
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# Vanni 2008-04-03 15:07
Non e' che che il prezzo delle commodity (acqua, energia, granaglie) stia salendo, e' che finalmente lo sgonfiarsi della bolla speculativa sta rimettendo l'economia reale nelle giuste proporzioni rispetto a quella speculativa, basata sui dogmi matematico-statistici e sull'avidita' degli investitori. Gridate al miracolo se, grazie a Taiwan (prima) e Cina (ora) il prezzo dei componenti elettronici si e' dimezzato negli ultimi 5 anni. Aspettate che l'economia si accorga di quant'acqua ed energia sono necessari nel processo di fabbricazione di una CPU (processore centrale) di un PC... V.
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# Franco 2008-04-03 15:36
Credo di intuire il vile disegno criminale neocon americano: aumento impressionante del prezzo del petrolio e dei beni alimentari di base per piegare tutto il mondo ai loro piedi per poterlo manovrare a proprio vantaggio. La stupidaggine del libero mercato imposta al mondo, spero si ritorca contro il mostro che l'ha voluta! Intanto, noi europei, come pecore ci lasciamo trascinare in questo progetto di morte e miseria senza nemmeno fiatare! Sono troppo indignato. VERGOGNA!
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# Federico 2008-04-03 15:41
La paura renderà  il tutto piu' fosco. E se andassimo anche a prendere i nostri soldi nelle nostre banche ??
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# Alessandro 2008-04-03 16:48
Questo articolo conferma ancora una volta la necessità  per l'Europa (ed Italia) di investire nel settore agricolo per evitare che le grandi speculazioni mondialiste ci inghiottiscano in maniera repentina. http://inveritas.iobloggo.com
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# noé 2008-04-03 17:33
I signori della NWO sono contenti perché era questo l'obiettivo perseguito. Così le varie società  dell'agrobusiness possono agire ora pubblicamente (Monsanto, Rockfeller,ecc...). Svegliamoci dal torpore e salviamoci da questa generazione malvagia e perversa, ricorrendo alla misericordia divina.
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# Andrea 2008-04-03 18:05
Questa notizia mi conferma che è meglio comprarsi qualche pezzo di terreno agricolo, ed imparare a coltivare... Un sincero grazie al Direttore per il suo lavoro di VERO giornalismo
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# Farouq 2008-04-03 18:10
Lo sviluppo del cosidetto terzo mondo è considerato una minaccia per la sicurezza nazionale dell'impero indi per cui va mantenuto un controllato sottosviluppo con i mezzi che è quasi inutile elencare, dallo strozamento con gli interessi sui debiti, ai virus confezionati su misura (a proposito che fine ha fatto la SARS?) e poi alle solite destabilizzazio ni. L'Egitto (aviaria) sembra assurdo ma è obbligato dall'impero ad accettare gli aiuti economici per limitare l'autonomia e creare dipendenza. Se vogliamo parlare di investimenti anzichè di aiuti(gli occidentali vanno ovunque si guadagni) allora basta qualche bombetta per fermare i volentrosi investitori. Inutile dire anche che con i soldi della guerra in Iraq e Afghanistan investiti e non regalati in Africa quest'ultima balzava direttamente dal terzo al primo mondo. E' veramento tutto chiaro ma non è chiaro cosa si puo' fare!
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# indios 2008-04-03 18:32
Un tempo i miei nonni tenevano nella credenza riserve di cibo (anche se poco),nella legnaia legna da ardere per almeno 2 anni perchè sapevano che da un giorno all'altro tutto poteva cambiare, quella saggezza l'abbiamo persa o meglio ci hanno insegnato che non serviva,senza riserve qualunque rivolta è facile da domare,forse è il caso di incominciare a fare scorte.
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# Franco 2008-04-03 18:37
Per dare una visione "complottista" al fenomeno può essere illuminante leggere anche questi antefatti. Se poi è vero che la storia si ripete e 2 2 fa 4..... http://ita.vho.org/011olocaustoIndia.htm
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# Maurizio Frizziero 2008-04-03 18:53
Francesco propone coltivazioni nelle pubbliche piazze. Durante la prima guerra mondiale la piazza davanti alla Stazione Brignole di genova è stata destinata alla coltivazione delle patate... Ci sono foto della raccolta.
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# Antonio 2008-04-03 19:14
Intanto le scie chimiche, acidificando i suoli, causano danni incalcolabili alle coltivazioni. Si aggiunga la siccità  indotta dalle chemtrails ed avrete un quadro delle carestie future. Vedi qui http://sciechimiche-zret.blogspot.com/ Cordiali saluti
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# Marco V. 2008-04-03 19:55
E' proprio come dice magistralmente il Dr. Blondet, che ringrazio! Nel mio piccolo io da anni raccomando a tutti, parenti e amici, di trovarsi un pezzetto di terreno con una casetta di legno in campagna o periferia, magari come seconda casa "per le vacanze"... purché sia piccola, compatta e ben coibentata (perché riscaldabile facilmente con poca energia!), con pannelli termici e fotovoltaici, cisterna per acqua piovana, illuminazione a LED, cucina economica (perché può bruciare tutto), con intorno tutto orto. Finora nessuno mi ha mai dato retta, e sono quasi sicuro che nemmeno quando sarà  troppo tardi lo faranno... "avranno occhi e non vedranno, avranno orecchie e non udranno"... "il giorno del Signore verrà  come un ladro"... "ma non toccate vino e olio" (cioè significa grande carestia da siccità , perché olivi e viti sono le sole colture che abbisognano di pochissima acqua)... PREPARIAMOCI!
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# Ivan 2008-04-03 19:58
L'unica soluzione è l'autarchia continentale. Oggi ho appreso che la UE spende 55 miliardi di euro per pagare gli agricoltori europei a NON PRODURRE! La globalizzazione è una maledizione.
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# Aurelio 2008-04-03 20:02
Ma no, Sono eccellenti notizie. Il tempo è giunto. Quando il marcio mondo liberal-democratico cadrà , sulle sue ceneri verrà  finalmente ristabilito l'antico ordine teocratico. Poco importa che a farlo siano i Cattolici rimasti puri e fedeli dopo l'apostasia del Concilio Vaticano II,oppure i nostri fratelli Islamici. E' questa la speranza, no?
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# arrabiato 2008-04-03 20:21
si compra il frumento, anche oggi a 24 centesime; i contadini non hanno una lira. Il prezzo da loro 30 anni fa era di 25 centisime. Abbiamo tra tutti , distrutto tutto. grazie tante e compagnia bella
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# Wolf MURMELSTEIN 2008-04-03 21:02
Su queste stesse pagine viene riportato l'articolo di LE MONDE sull'iniziativa di Sarkozy per il ripristino delle preferenze comunitarie per l'autosufficienza alimentare dell'Europa. Sarkozy invece di venire criticato per le sue origini e sua vita privata dovrebbe venire seguito in questa iniziativa. In Italia, poi, ci vorrebbe una nuova Battaglia del Grano.ù Non Vi pare?
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# Riccardo 2008-04-03 21:15
Da qualche tempo, in famiglia e con gli amici, anch'io timidamente accenno alla possibilità  di investire i pochi quattrini in terra agricola. Mi guardano come fossi Mazinga Zeta e mi sento un pirla. Morirò di fame col nome di Mazinga Senza Terra ?
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# affus 2008-04-03 22:16
Era da trent'anni che il prezzo del grano duro x semola alimentare quaggiù in puglia non aumentava . Due anni fa te la tiravano dietro a 35 centesimi al Kg la semola o a 35 € il quintale. Oggi per avere un quintale di semola per pasta alimentare a buon prezzo ci vogliono 90 € !!! Non era mai successo per il grano duro la vendita sulla pianata , ma so che lo stanno già  vendendo sulla pianta a 60 € al quintale ! Quindi per la semola ci vorrà  il doppio .
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# maria 2008-04-03 22:51
comprate terreno, anche piccolo, perchè sul pianeta terra c'è questo e basta !: non ne costruiscono piu' ! imparate a coltivare e condividere (ora solo per gioioso gioco) quel po' che producete; l'esperienza vi sarà  utile nei prossimi, imminenti momenti di necessità .
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# giorgio sco. 2008-04-04 00:02
Propendo anch'io per un progetto vagamente Malthusiano di decimazione della popolazione del mondo emergente o di una intensificazion e dell'immigrazione soprattutto nei paesi europei. Sono disegni che denotano chiaramente le impronte ideologiche di molto personaggi tipo Al Gore e gli scenari di molti film di sci-fiction degli anni 70 poi apparentemente smentiti nel corso degli anni 80-90. Vorrei sottolineare che per ricavare il petrolio per autotrazione non e' necessario usare grano o mais ma forse potrebbe bastare anche l'erba dei prati e poi e' realmente in discussione le possibilità  già  utilizzata dai tedeschi nella II guerra mondiale di ricavare il petrolio dalla liquefazione del carbone. Una proposta in tal senso è stata già  avviata da alcune realtà  economiche depresse negli USA come gli Aplacchiani - ricchi pero' di miniere di carbone inutilizzate - ma i soliti "esperti" USA evidentemente legati alla lobby petrolifera al potere per ora l'hanno respinta. Quanto alla carne bovina di fatto è praticamente sparita dai banchi della grande distribuzione. Pezzetti sempre piu' piccoli ed immangiabili e prezzi sempre piu' alti. Ma da tempo si sta lanciando la moda del cibo vegetariano:ora rischia di diventare una necessità  ma anche in questo caso temo che le conseguenze siano ancor peggiori..
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# Giuseppe 2008-04-04 09:07
Probabilmente hanno programmato che i cereali OGM sono maturi per il controllo totale del mercato globale e quindi spingono tutti i fattori per produrre le condizioni che vogliono ... allora ciò che sembrava fantascienza nei vari film che ci propinano diventerà  cruda realtà . Chi sarà  'cacciatore' sarà  libero e andrà  a caccia per sopravvivere, chi non sarà  'cacciatore' dovrà  vendersi anima e corpo rendendosi schiavo di chi ha il controllo. Mi spiego: chi avrà  la mentalità  del cacciatore che è abituato a cercare da sè la soluzione ai propri problemi potrà  sopravvivere, perchè troverà  il modo. Ma quelli che hanno sempre delegato la propria esistenza agli altri saranno schiavi. Non credo che esistono alternative. Allora bisogna insegnare ai propri figli a divenire cacciatori e non dei mantenuti a vita... bisogna sacrificarsi per dare una educazione che li renda coscienti, responsabili ed autosufficienti , mentalmente soprattutto. Ma tutto questo non ci riguarda ... oggi ognuno ... carpe diem... e i figli sono allo sbando.
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# ANDREA 2008-04-04 11:17
" DOPO ANNI DI CARESTIE RAZIONAMENTO ENERGETICO E GUERRA PERPETUA SCOPPIERA' IL KAOS E DA ESSO NASCERA UN NUOVO ORDINE MONDIALE" COME PREVISTO DAL 1971 DA KISSINGER CHI CONTROLLA PETROLIO E CIBO GOVERNERA' IL PIANETA E SFOLTIRA' IL GREGGE.
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# Danilo Fabbroni 2008-04-04 12:42
Innanzitutto un grande ringraziamento a Blondet.....se il Nobel non fosse stato svilito col clownesco Dario Fo allora lo dovrebbereo dare a Blondent! ....da aggiungere purtroppo che il ns. caro Occidente è stato messo sulla via del tramonto da noi stessi...sempre meno si ha voglia din "saper fare bene" e si tira avanti cercando soldi e cercando di far men possibile....e questo nelle grandi e piccole cose....ti mettono un box doccia e poi filtra acqua...e mica nel cuore dell'Africa....nel Nord Italia civile (??)......difficilissimo produrre con compiutezza di senso... saluti
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# Ivan 2008-04-04 15:09
Intanto oggi al Tg3 hanno mandato in onda le immagini delle file di fronte ai panifici di Il Cairo che vendono il pane a prezzi calmierati... Mala tempora currunt...
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# sergio 2008-04-04 17:57
franco di vercelli non hai capito una .... quale stupidaggine del libero mercato ! è il libero mercato che si ribella al progetto dei neocon, il prezzo del petrolio si mette di traverso a chi pretende di governare il mondo con carta che non vale l'inchiostro col quale è stampata (altrimenti detta dollaro); è il mondo reale che si prende la sua rivincita contro il signoraggio imposto dalla finanza monetarista.
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# andromeda 2008-04-06 17:32
Tornare indietro di 70 anni? Sicuramente non è l'agricoltura "sovietica" che sfama le masse... Io ho una moglie est europea: sua nonna è ancora viva e ricorda le razzie di massa fatte dai sovietici a loro poveri contadini ucraini negli anni '30. Gli tolsero tutto il grano che producevano... risultato 10 milioni di morti per inedia (la storia se li è dimenticati poiché non fanno comodo a nessuno). La soluzione sarebbe via il liberismo USA e il collettivismo sovietico. Occorre una economia capitalistica ma regolata dallo stato ferreamente e allo stesso tempo tutelare anche la popolazione meno abbiente. Storicamente c'è stato solo un qualcosa di simile con le destre al potere in Germania, Spagna e in Italia nel XX secolo. Però come tutte le forme di governo hanno fatto una pessima scelta alla fine.... la guerra (gli spagnoli no, quelli sono stati furbi). Quindi smettiamo di illuderci, non c'è soluzione, l'uomo non è capace a governare se stesso e chi dice il contrario mente sapendo di mentire: la storia conosce la corruzione e la speculazione dai tempi più antichi. Poveri noi!
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# aries 2008-04-08 11:47
ho letto il suo articolo direttore e l ho apprezzato molto cosi pure i commenti dei lettori. nonostante conduca un altra attivita da piu di quindici anni coltivo il mio frutteto vigneto orto e un po di fiori per rallegrare lo spirito .tutto ad uso personale il resto agli uccelli . perche ho realizzato questo '? da studente mi piaceva la frutta , le mele in particolare , ma perche ora non si trovano piu cosi buone come un tempo ? ho chiesto informazioni ad amici, ad agronomi ad esperti ma nessuno dico nessuno ha saputo darmi una risposta esauriente .nel mio frutteto non faccio trattamenti ne concimo le piante sono in buona salute naturalmente le ho dovute ricercare selezionare etc..in funzione della resistenza alle malattie.. catalogate esistono ca..25000 varieta dico vencinquemila varieta . quante ne troviamo sul mercato? si contano sulle dita delle mani . e guarda caso da dove provengono ? quasi tutte dal nordamerica .me ne avevano regalate alcune le ho piantate e poco dopo sradicate e bruciate erano subito divenute un ricettacolo di malattie .e fonte di contagio .le varieta ottime per gusto esistevano e soppravvivono ancora negli orti botanici e nei vivai degli appassionati. le varieta commercializzat e naturlmente sono quelle consigliate e pubblicizzate dalle multinazionali farmaceutiche una media tra i quaranta e cinquanta trattamenti e un fatto abituale e poi non solo attraverso l irrigazione e la fertiirrigazion e vengono utilizzati gli insetticidi sistemici l insetto o la larva che osa nutrirsi di una mela o di una foglia e morte subito . controlli chi li fa ? tanti addetti ai lavori non mangiano i loro prodotti . vorrei pure ricordare che la strgrande maggioranza delle malattie provengono dall america .dalla famosa filloxera vastatris che distrusse tutti i vigneti pluricentenari dell intera europa agli insetti la famosa dorifora che affamo una nazione l irlanda ai nuovi arrivi vedi metcalfa via AVIANO nel friuli al coleottero che distrugge il mais sembra lanciato in serbia nella zona di belgrado . e ora ai confini dell italia . tantissime di queste malattie sono state introdotte in italia durante l ultima guerra e poi in seguito . il voler distruggere l agricoltura di ogni paese fa sempre parte di quella strategia globale per imporre il proprio dominio come avveniva in italia all inizio del novecento da parte dell inghilterra che provvedeva ad approvvigionarc i di granalie in quanto non eravamo in grado di produrne ? fu solo con l avvento del fascismo e di SERPIERI all agricoltura che invio all epoca i nostri genetisti che scaldavano le sedie nelle universita in giro per il mondo persino in cina a studiare gli altri e ariportare a casa sementi ,esperienze che poi permise al regime di di vincere la famosa battaglia del grano . mi ricordero sempre la scritta ora scomparsa su una vecchia casa colonica sulla strada per ferrara , i popoli che abbandonano la terra sono condannati alla decadenza . quindi ben vengano tutte le iniziative atte a creare in ogni paese l autosufficienza alimentare nonche la protezione sanitaria contro le importazione selvagge e senza senso che provocano solo guai cosi pure le barriere doganali ben vengano quando servono a proteggere la propria agricoltura
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# miriam 2008-04-09 05:41
Salvate le ultime "fascette" di Liguria! Possono tornare molto utili
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# gianni, un contadino 2008-04-09 20:20
come tutte le cose, bisogna arrivare alla crisi per comprendere la reale portata dello svilupo attuale. Prevedo un ritorno all'agricoltura e alle aree rurali di molte persone, confuse dalle non più credibili prospettive di milgiori condizioni di vita nelle città : torniamo ad una vita più "naturale" torniamo a contetsi di vita più rurali. torniamo alle "fattorie" e cominciamo ad abbandonare i falsi miti del consumismo sfrenato. ci vorrà  la paura della fame per farci recuperare la giusta dimensione di vita.... (ho 44 anni e vivo di agricoltura... ma molto stentatamente... però ho imparato ad accontentarmi)
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# luca 2008-04-21 11:49
cominciamo a sbarazzarci di tutta quella feccia politica che ci rende schiavi senza catene.Cominciamo ad occuparci tutti quanti di politica affinchè non sia la politica ad occuparsi di noi,come ormai succede da decenni...Penso che sia ora di cambiare totalmente scenario,solo così forse avremo la possibilità  di vivere degnamente e non essere rappresentati da farabutti collusi e mafiosi...Proviamoci o sarà  troppo tardi,non possiamo più attendere nemmeno un istante.Ridiamo un senso dignitoso alla nostra esistenza su questo pianeta,e rispettiamolo soprattutto
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# federico 2008-04-27 14:03
Riguardo alla crisi alimentare presente e soprattutto futura dovremmo guardare sopprattutto in casa nostra, senza fare tanti antiamericanism i alla moda. Girando per l'Italia non si vede altro che un'espansione edilizia e di infrastrutture che come un cancro in metastasi si sta mangianto anno dopo anno le terre migliori, con il consenso entusiasta di tutti. Già  adesso l'autossufficienz a dell'Italia in campo alimentare supera di poco il 50 %. Se continuiamo di questa passo a distruggere sempre più terra fertile, di cosa ci nutriremo se magari gli stati esteri decideranno di tenersi i loro prodotti?
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