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Recessione: il delitto dei banchieri centrali
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Nell’ultimo quarto di secolo, le autorità finanziarie hanno creduto di aver scoperto il segreto per attenuare i cicli economici: e difatti i periodi di espansione sono diventati più lunghi, quelli di recessione più brevi e meno acuti, e l’inflazione è caduta. Come hanno fatto?

L’economista Thomas Palley (1) dà una risposta rivelatrice: i banchieri centrali si sono accordati nel praticare quella che è stata definita «la Grande Moderazione». Per lo più economisti cattedratici, i banchieri centrali hanno adottato le teorie economiche su cui esiste il massimo «consensus», e le hanno imposte, silenziosamente, ai popoli.

Una di queste teorie ufficiali è quella formulata dal polacco Mihael Kalecki: quando una società ragggiunge il pieno impiego della sua forza-lavoro, l’inflazione aumenta perché i lavoratori diventano una «risorsa scarsa». Sicuri della stabilità dell’impiego, essi reclamano ed ottengono salari più alti. Difatti, secondo il «consensus» degli economisti, proprio questo era avvenuto negli anni 1960-70, in cui l’Occidente aveva conosciuto la «stagflation», ossia stagnazione con inflazione, a causa del pieno impiego.

In realtà, dice Palley, questa era l’interpretazione che faceva comodo ai detentori di capitale finanziario: ma si sa, sono i vincitori che scrivono la storia, e i capitalisti-speculatori sono i vincitori del secolo. Sicchè i banchieri centrali, coi loro testi alla mano, trovarono la soluzione.

Molto semplice: basta  evitare di raggiungere il pieno impiego. Anziché cercare di risolvere il problema - che è politico-sociale - dell’occupazione, i banchieri centrali si concentrarono sulla «stabilità della moneta», ossia si diedero come scopo istituzionale unico la riduzione dell’inflazione. Di fatto, guidarono le politiche sociali dei politici con «suggerimenti» antisociali.

Ricordate Ciampi? Ascoltate Draghi (o Trichet) che ancora raccomandano «moderazione salariale»? negli anni della «Grande Moderazione», non a caso, è stata promossa la tacitazione delle rivendicazioni salariali. I sindacati sono stati stroncati, oppure sono stati asserviti (come in Italia) alla politica di «moderazione». Sono emersi leader politici «di sinistra» come Tony Blair, fautori del liberismo senza regole, di fatto reaganiani.

In altri Paesi (indovinate quali) i comunisti andarono al governo dopo aver gettato alle ortiche il marxismo, e adottato la «moderalzione» liberista.  Con ciò, l’inflazione è effettivamente cresciuta meno (false statistiche aiutando), ma al prezzo di un quarto di secolo di stagnazione delle paghe e, soprattutto, della rottura del rapporto fra salari e crescita di produttività.

I lavoratori (specie in USA, ma anche in Germania) diventavano sempre più produttivi, ma guadagnando sempre meno in termini reali. La «Grande Moderazione» era intesa come moderazione solo dei salari, non dei profitti. Di fatto, tutto si è tradotto in un esproprio al lavoro per retribuire di più il capitale.

Ecco com’è oggi la situazione, secondo le statistiche ufficiali dell’Ufficio del Bilancio del congresso USA: tra il 1979 e il 2005 il reddito delle famiglie più povere è cresciuto dell’1,3%, quello del ceto medio dell’1% l’anno. Mentre quello dell’1% delle famiglie più ricche, il vertice estremo della scala sociale, è cresciuto nello stesso periodo del 200% l’anno. Anzi, questo è il loro reddito prima delle tasse; «dopo» le tasse, il reddito dell’ultimo vertice dei ricchi è cresciuto del… 228 %. Grazie ai tagli fiscali di Bush, i ricchissimi, dopo la tassazione, sono diventati ancora più ricchi.

Infatti, se nel 1979 gli introiti dell’1% dei più ricchi dopo le tasse era 8 volte superiore a quello dei ceti medi, oggi è 21 volte superiore. Nel 2002-2006 (presidenza Bush) l’1% dei super-ricchi ha intercettato i tre quarti della  crescita del reddito nazionale, lasciandone solo un quarto al 99% della popolazione sottostante.

In America, il reddito medio, pagate le tasse, ammonta a 15 mila dollari annui per le famiglie del 20% più povero della popolazione, sale a 50.200 dollari annui per i ceti medi, e ammonta a 1 milione di dollari annui per l’1% che sta al vertice.

La stessa ineguaglianza crescente s’è verificata in tutti i Paesi sviluppati, dalla Spagna al Giappone. Ciò vale anche per l’Italia, con la sola differenza che da noi i percettori di redditi altissimi a danno del resto del Paese non sono tanto i capitalisti, ma soprattutto la Casta, ossia le alte burocrazie pubbliche inadempienti e i mestieranti della politica.

Difatti, basta tradurre da dollaro ad euro i dati sopra citati per gli americani, e si vede: lo strato più povero ha un reddito sui 10 mila euro annui, il ceto medio sui 30 mila se va bene, e Ciampi - il banchiere centrale, il capo di governo, il senatore  a vita e Venerato Maestro percettore di tre redditi cumulati - 780 mila euro annui.

Pazienza - dicono i privilegiati che non devono campare con 10 mila euro l’anno: se questa crescente disparità ha portato alla riduzione degli alti e bassi del ciclo economico, se è il segreto per ampi periodi di crescita, recessioni brevissime e inflazione quasi a zero, il prezzo vale la pena di essere pagato.

Invece no, replica Palley: proprio la «Grande Moderazione» (dei salari) è la causa della rovina finanziaria attuale. Perché? Perché, come previsto dalla teoria Kaleski, il blocco ventennale dei salari ha prodotto disinflazione. E la disinflazione ha causato l’abbassamento dei tassi d’interesse, specie nei periodi di rallentamento della crescita.

In USA, i bassi tassi hanno incoraggiato chi aveva acceso un mutuo a rifinanziarlo più e più volte, tanto più che il valore della casa ipotecata aumentava: di fatto gli americani compensarono i loro bassi salari estaendo «valore» dalla loro casa, da spendere in consumi. Le «innovazioni» della finanza creativa hanno ulteriormente facilitato laccesso al credito e ne hanno aumentato i volumi. Per questo le recessioni sono state brevi e poco profonde (i salari bassi erano compensati da denaro presto a prestito con ipoteca) e le espansioni più lunghe, perché il rincaro dei beni immobiliari e delle azioni ha consentito un aumento di spesa attraverso l’indebitamento.

L’espansione ultima, causa ed effetto della bolla immobiliare, è durata ben otto anni. Il fatto è che se uno, con magro stipendio, fa la bella vita ipotecando la casa per consumi che non può permettersi, l’economia che ne risulta non può durare all’infinito. Adesso è finita.

Della «Grande Moderazione», dovuta a disinflazione, aumento degli immobili, crescita dell’indebitamento dei consumatori - tutti fattori transitori - è rimasto solo l’elemento scatenato dai banchieri centrali: la «Grande moderazione» salariale e l’abbandono di politiche del pieno impiego.

La disinflazione è bruciata dai rincari di petrolio, cibo e materie prime, che si riflettono sui prezzi al consumo; il rincaro degli immobili si è rovesciato in caduta dei prezzi; l’indebitamento dei consumatori ha raggiunto il limite, dopo il quale nemmeno i più fanatici speculatori concedono più un’altra carta di credito o un altro mutuo a gente poco solvibile. I poveri sono più poveri, i lavoratori si accorgono di essere arretrati in potere d’acquisto, la recessione appena cominciata sarà lunga e molto acuta: fallimento della «Grande Moderazione» e dei banchieri centrali.

Oggi, cresce la rabbia degli sfavoriti dall’espansione. In USA, i banchieri che si sono pagati bonus favolosi negli anni buoni, ed ora negli anni cattivi si stanno facendo salvare dalla Federal Reserve (ossia dalle tasse dei cittadini infinitamente più poveri di loro) stanno attraendo umori vendicativi di massa.

Annusata l’aria che tira e presentito il cambiamento, in Francia Sarkozy minaccia di tassare le stock-option, le opzioni azionarie con cui i grandi manager si fanno pagare in parte dai consigli d’amministrazione, perché in esenzione fiscale. In Germania la Merkel, prima della classe del liberismo selvaggio, ha minacciato di imporre salari minimi in certi settori, se gli industriali di quei settori si chiamano fuori dai contratti collettivi e se ribassano le paghe.

Persino il Financial Times (2) ammette che adesso è ora di «moderare» gli eccessi degli emolumenti dei favoriti, speculatori, banchieri e manager, e parla della necessità di «redistribuzione» più equa delle ricchezze prodotte, per scongiurare la rivolta politico-sociale.

E in Italia? Il discorso vale da noi più che altrove, visto che abbiamo i salari più bassi d’Europa, e la burocrazia strapagata e la classe che vive «di» politica più numerose, corrotte e inefficienti del mondo. Una redistribuzione dovrebbe scremare da quei redditi e da quegli emolumenti, come nelle parti del mondo più serie si pone il problema di succhiare più introito fiscale dai profitti aziendali o bancari.

Ma qui è il difficile, ed anche l’occasione di una furbata in malafede di nuovo tipo: ora le sinistre della Casta (perché la Casta è essenzialmente di sinistra, non foss’altro perché non riceve i suoi grassi redditi nel settore privato, sotto concorrenza) tireranno fuori dalle ortiche il marxismo, ed esigeranno una tassazione più progressiva. Il che non risolve niente, anzi aggrava il problema.

Per il fatto che la tassazione diretta sui redditi è concepita fin dal principio per «alleggerire» il lavoro dipendente, e non i redditi di natura diversa; sicchè l’aumento di progressività colpirà più duramente il ceto medio-superiore, i medi dirigenti, i quadri, ma non i padroni né i banchieri.

Non c’è, o almeno non è stato trovato, un metodo per colpire con progressività i redditi da capitale, i dividendi, e ancor meno i guadagni speculativi, senza con ciò aggravare di costi eccessivi le imprese; in ogni caso, è impossibile tassare redditi di ditte che hanno la finanziaria di famiglia in Lussemburgo.

Quanto alla tassazione della Casta, è un sogno proibito e una terra incognita. Per fare un esempio, l’ex ministro Gasparri, che da ministro ha fatto accordi sulle telecomunicazioni con Israele, risulta direttore «non esecutivo» della Telit, ditta israeliana molto vicina al Mossad: non chiediamoci per quali motivi di gratitudine, basta che ci chiediamo: è tassabile quell’emolumento estero, che si aggiunge agli altri datigli dal «mestiere politico» in Italia?

E’ appunto solo un esempio: quanti ministri risiedono in consigli d’amministrazione per grazia ricevuta e favori fatti? O quante mazzette estero-su-estero finiscono nelle tasse di coloro che chiamiamo «governanti» quando vanno a Mosca a firmare un contrarro Eni-Gazprom, o - nel caso di semplici assessori regionali - come compenso per aver dato l’appalto delle lavanderie ospedaliere ad una certa azienda?

Su quei redditi, il modulo 740 non può nulla. La Casta è, per definizione, esente.




1) Thomas Palley, «Demythologizing central bankers», Asia Times, 8 aprile 2008. Thomas
Palley è stato Chief Economist per la US - China Economic and Security Review Commission; prima ancora è stato Assistant Director of Public Policy per il sindacato AFL-CIO.
2) John Plender, «Mind the gap», Finanial Times, 7 aprile 2008. «Voters’ tolerance of rising inequality and stagnant incomes has diminished».


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Commenti  

 
# Alberto B. 2008-04-09 09:12
Condivido, ma un dubbio, si dice del settore privato in concorrenza, a me sembra che i settori privati facciano cartelli (benzine, banche), oppure lavorino in regime di monopolio (autostrade), io tanta concorrenza non la vedo. saluti
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# Ego 2008-04-09 09:25
Mi spiace, ma sono in disaccordo sul dare una peculiarità  alla Casta. Destra e sinistra pari sono, o forse Fini non è un politico "di professione"? La Casta non è di destra o di sinistra, la Casta (o meglio la Cosca) sono tutti quelli lì, e a loro, finita la pantomima, poco importa della destra o della sinistra, sono solo il mezzo per il potere, un potere, tra l'altro, che non è nemmeno loro, ma di chi muove i loro fili.
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# Rodolfo 2008-04-09 09:45
Pur essendo un piccolo imprenditore che ha sempre votato a destra, in alcuni punti non sono d'accordo con la mia parte politica. Mi auguro che al più presto siano eliminati questi contrattini con tante c perchè non c'è niente di peggio che l'incertezza. Dopo eliminerei l'Art.18 ma introducendo un sistema di tipo nord europeo per effetto del quale il lavoratore licenziato percepisce uno stipendio dallo Stato il quale si occupa di trovargli un posto di lavoro che il lavoratore dovrà  accettare. Per quel che riguarda le tasse ci vuole un atto di coraggio, abbasserei di dieci punti le aliquote e contestualmente introdurrei la galera per gli evasori. Eliminerei gli scontrini fiscali perchè con l'adozione dei parametri non servono ed inoltre ciò toglierebbe la possibilità  di ricatto alle autorità  addette ai controlli col fine di ottenere denaro. Legherei gli stipendi dei politici a due fattori, stipendi dei dipendenti - PIL, ovvero se lo stipendio medio dei lavoratori è di 1 quello del politico sarà  di moltiplicato per 2,5, se il PIL è di 1,5 moltiplicheremo 3 x 1,15, se l'inflazione. Non si potrà  più aumentare lo stipendio di un parlamentare attraverso una legge ma avverrà  in automatico. Più guadagnano i lavoratori e più aumenta il PIL tanto più guadagnerà  un parlamentare. Eliminerei le licenze ma con una legge che predispone che tale eliminazione avvenga dopo 15 anni per dar modo a chi la licenza l'ha pagata di poterla rivendere per un valore residuo a seconda degli anni rimanenti. Eliminerei l'ICI sulla prima casa ma aumenterei le tasse sugli appartamenti sfitti con l'intento di far abbassare gli affitti.
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# Ennius 2008-04-09 10:27
Due osservazioni. Al Signor Alberto B. Il privato non è la banca o la cosca della benzina (che spesso hanno intrallazzi politici ad alto livello) . Il privato è la miriade di piccoli imprenditori che la notte non dormono perchè devono cercare di far quadrare i conti con un fisco parassita ed un sistema che a suon di globalizzazioni , rende l'imprenditore della marca trevigiana, meno competitivo del cinese. Per quanto riguarda il signor Ego, a parte alcune eccezioni, come il Lazio sotto Storace, gran parte del pubblico, è costituito da persone assunte spesso dietro raccomandazione sindacale o di partito di aree riconducibili alla sinistra. O dove comunque è la sinistra ( se questo termine avesse senso, come non lo ha destra) a proteggere la piccola casta del pubblico che non ha problemi di concorrenza ne altro, ma che spesso vive di immobilismo mentale.
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# michele 2008-04-09 10:48
A Rodolfo. La galera agli evasori? Assicuriamola prima agli assassini, ai pedofili, ai mercanti del porno, ai trafficanti di esseri umani, ai responsabili dei tracolli di aziende come Alitalia, non agli evasori! Bisogna usare di più la testa.
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# paolo 2008-04-09 11:06
Rilancio l'idea di tassare i redditi derivanti dalla speculazione finanziaria sui mercati, in maniera proporzionale al tempo di possesso dei titoli azionari et similia. Chi compra e vende nello stesso giorno dovrebbe essere penalizzato con una aliquota di tassazione così elevata da non rendere appetibile fare trading. Al contrario chi investe nell'impresa a medio - lungo termine, ossia chi crede nel lavoro prospettico di chi dirige e di chi produce verrebbe premiato con aliquote progressivament e più basse. Eviteremo cos' gli speculatori, che sulla nostra misera e povera borsa hanno gioco estremamente facile, e le facili fregature delle tante società  della "new economy" le cui azioni venivano, e vengono , rifilate ai gonzi di turno con la speranza di facili guadagni in tempi brevi. Inoltre unitamente alla tassazione proporzionale, proibirei ai fondi istituzionali di poter operare allo "scoperto"
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# Alberto B. 2008-04-09 11:14
Al sig. Ennius Concordo con Lei, con una piccola considerazione: lavorando nell'uffico fornitori di una media impresa, conosco molti piccoli imprenditori, di questi sono pochissimi quelli che non dormono per il fisco esoso, la stragrande maggioranza il fisco lo evadono allegramente, e non lo dico per polemica, ma per pura constatazione, e non dico come la cosa mi dispiaccia, in quanto ho sempre stimato chi fa impresa, ma purtroppo negli ultimi 15 anni ho visto sempre di piu' gente che lavora male e pensa solo al SUV, e riesce ad essere fornitore di medie/grandi imprese solo per amicizie politiche e no.
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# Antonio 2008-04-09 11:20
Ieri sera ho sentito il Tronchetti Provera al TG1 sentenziare che per aumentare i il potere d'acquisto dei dipendenti bisogna detassare bonus e straordinari. Ora, si sa bene che i dipendenti appartenenti al cosidetto ceto medio, sono di solito impiegati di sesto, settimo livello o quadro. E costoro non hanno piຠalcun straordinario pagato e riconosciuto. quanto ai bonus... sono una autentica chimera. In una societࡠpost-industriale come quella italiana sono proprio queste categorie a rivelarsi la colonna portante per quanto riguarda la ricerca e le innovazioni tecnologiche. In altre parole questa classe dirigente (?) non ha alcun interesse, elcuna idea per valorizzare il capitale di risorse intellettuali potenzialmente ancora presenti sul suolo italiano. Questi sono dirigenti pezzenti, incompetenti e in malafede, per loro una Waterloo non sarebbe sufficiente, devono provare a passare la Beresina.
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# aldo 2008-04-09 11:35
Il problema della Casta, intesa come ceto pubblico e para-pubblico parassitario, e quello della globalizzazione sono interconnessi. La Casta è nata in Italia, creata durante il cinquantennio dei governi democristiani e di centro-sinistra, essenzialmente come mercato di sbocco per i prodotti dell'industria nazionale. A chi vendeva la Fiat la sua 600? All'impiegato ministeriale o al falso invalido meridionale, tra gli altri. Con la caduta delle frontiere commerciali, l'importanza del mercato interno è diminuita, per cui ora buona parte del ceto parassitario è ritenuta inutile. Come ogni "organismo" però, anche la Casta resiste per istinto di conservazione: Mastella ne è uno degli esempi migliori. Se si torna al protezionismo però la Casta ridiventerà  utile (sempre per chi produce, ossia la medio-grande impresa, beninteso).
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# stefan 2008-04-09 11:42
La citazione di Kalecki anicipatore della teoria del Keynes meriterebbe un articolo a parte. Sono d'accordo con quanto scritto dal Direttore, aggiungerei qualche dettaglio. Allo scempio sociale in corso partecipano oltre alle banche e la casta, anche parte della Chiesa Cattolica con i cattocomunisti, si sa, la povertà  rende le menti schiave e magari qualche pecorella smarrita può tornare all'ovile con il cappello in mano (speranza andata delusa). Pensate quanti studenti di economia oggi conoscono Kalecki; nessuno credo o pochissimi. Con la distruzione della scuola oggi il "Potere" cerca di togliere di mezzo "critici" e "critica", distruggendo la la memoria di una civiltà . Cerchiamo di organizzare una giornata dell'olocausto della "Memoria della conoscenza " come hanno fatto gli ebrei. Saluti
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# Sergio 2008-04-09 11:58
In questi giorni sto compilando quella follia che la dichiarazione dei redditi dei lavoratori dipendenti detta "730". Qualche rilievo: - erogazioni liberali (detrazione 19%): troviamo svariate tipologie di enti a cui poter fare donazioni e di conseguenza detrarre. Associazioni dilettantistich e sportive, ONLUS, ect. ect. L'ordine di grandezza è sempre il medesimo: non più di 1.000, 2.000, 2.500 (il tutto va moltiplicato per il 19%). Qualcuno ha notato che l'erogazione liberale a movimenti e partiti politici ha un massimo di circa 103.000 euro ??? - Se ho comprato un assurdo televisore da 48 pollici (ci vuole un salone di 6 metri per poterlo vedere bene), ho delle possibilità  di detrazione: tenendo conto che su tutti questi oggetti viene caldeggiato l'acquisto con finanziamento, posso dedurre dall'imponibile parte dell'acquisto, cosa vuole fare il nostro Stato? Invogliarci ad indebitarci sempre di più? - Scontrini fiscali delle farmacie: siccome non è stato possibile recepire la norma a dello scontrino "parlante" a luglio del 2007, gli scontrini precedenti vengono accettati, sugli altri devo scrivere "a mano(!)" il mio codice fiscale se ne sono privi, e se manca la descrizione del prodotto acquistato, devo andare dal farmacista e farmi dare un attestato di ciò che ho comprato:" Scusi, io che sto a Milano e lei che il farmacista di Pinzolo, mi manda un documento che certifichi che cosa ho comprato il 15/07/07"? E invece chi fa una donazione al proprio partito può detrarre il 19 % di 103.000 euro! So che questo commento sembra "fuori tema" rispetto all'articolo, ma cosa possiamo fare contro delle così palesi violenze nel confronto dei cittadini? Casta di destra? Casta di sinistra? Io non lo so...so solo che sempre più mi sento un paria. Forse è questo il vocabolo da usare più spesso...
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# Clelelle 2008-04-09 12:01
Certo certo, la colpa maggiore e' delle sinistre. Infatti io li vedo i berlusca & co che al prossimo governo si occuperanno di tagliare le tasse sui redditi, sopratutto sui primi scaglioni a favore delle fasce deboli. Il tal nano aumentera' sicuramente anche la tassazione sui redditi da capitale!! Ma mi faccia il piacere!!! Continuiamo a raccontare favole.
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# chiara 2008-04-09 12:07
In Italia si usa un semplice stratagemma: si manda appositamente in malora un servizio pubblico (che so, le ferrovie, i telefoni, la compagnia aerea, la centrale del latte, la centrale elettrica), e quando la gente non ne può più dei disservizi gli si offre la soluzione: privatizziamo! Quando arriverà  il privato tutto funzionerà  come in Svizzera! Così ecco svenduto il bene pubblico in malora, a 4 lire, alle banche e agli imprenditori "amici" del politico, e come risultato abbiamo buche in autostrada, pidocchi nei treni, latte alla diossina e truffe nelle bollette. Ecco come funzionano i "privati" in Italia. Attenti a scuole e ospedali...
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# ADRIANO 2008-04-09 12:17
QUADRAGESIMO ANNO 15 MAGGIO 1931, PIO XI: 109. Ultime conseguenze dello spirito individualistic o nella vita economica sono poi quelle che voi stessi, venerabili Fratelli e diletti Figli, vedete e deplorate: la libera concorrenza cioè si è da se stessa distrutta; alla libertà  del mercato è sottentrata la egemonia economica; alla bramosia del lucro è seguita la sfrenata cupidigia del predominio; e tutta l'economia è così divenuta orribilmente dura, inesorabile, crudele. A ciò si aggiungono i danni gravissimi che sgorgano dalla deplorevole confusione delle ingerenze e servizi propri dell'autorità  pubblica con quelli della economia stessa: quale, per citarne uno solo tra i più importanti, l'abbassarsi della dignità  dello Stato, che si fa servo e docile strumento delle passioni e ambizioni umane, mentre dovrebbe assidersi quale sovrano e arbitro delle cose, libero da ogni passione di partito e intento al solo bene comune e alla giustizia. Nell'ordine poi delle relazioni internazionali, da una stessa fonte sgorgò una doppia corrente: da una parte il nazionalismo o anche l'imperialismo economico; dall'altra non meno funesto ed esecrabile, l'internazionalis mo bancario o imperialismo internazionale del denaro, per cui la patria è dove si sta bene.
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# Marco Antonio 2008-04-09 12:28
QUOTO: Dopo eliminerei l'Art.18 ma introducendo un sistema di tipo nord europeo per effetto del quale il lavoratore licenziato percepisce uno stipendio dallo Stato il quale si occupa di trovargli un posto di lavoro che il lavoratore dovrà  accettare. Caro signore, Tale sistema va bene per il nord Europa, dove c'è un etica civile e del lavoro molto diversa da levantino-italiota. Un sistema siffatto funzionerebbe,f orse, nella parte "europea" della penisola. Forse.
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# franco tomasello 2008-04-09 12:51
ottimo direttore, anche se in misura minore vanno moderati anche questi.l'invidia sociale è fonte di stupidita' contro se stessi.
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# Silvio 2008-04-09 12:59
Luca Luciani, manager Telecom di 41 anni (oltre 800mila euro annui il suo super stipendio), ha fatto ridere mezza Italia dicendo che Napoleone trionfò a Waterloo. Non si preoccupi il dottor Luciani, che pure è laureato in Economia e ha fatto il liceo classico, perché è in ottima compagnia. George Bush junior si presentò sulla scena della politica internazionale facendo confusione tra Slovenia e Slovacchia, definendo i greci "graeci", perché gli sembrava più fine, avendo seguito qualche lezione di latino al college. I commentatori subito parlarono di un "effetto Quayle", dal nome del vicepresidente di Bush senior, che durante una visita in America Latina chiese scusa agli ospiti perché non parlava latino. E che dire dei nostri politici? Da Silvio Berlusconi, che durante un dibattito televisivo si disse felice di poter abbracciare papà  Cervi, a Maurizio Gasparri, che criticando una finanziaria, sbottò: "Vedremo se a Ciampi andrà  meglio che a Numa Ponpilio. Non tutti lo sanno, ma proprio i problemi finanziari furono con Numa Pompilio all'origine dei guai dell'impero romano". Nessuno poteva saperlo, visto che tra Numa Pompilio e il primo imperatore romano, Ottaviano Augusto, corrono 643 anni. Quisquilie. Gli esempi dell'ignoranza storica esibita in pubblico sono infiniti. Per un'agevole silloge rinviamo al libro di Stefano Pivato, "Vuoti di memoria", edito nel 2007 da Laterza. Dopo averlo letto scopriremo che dal punto di vista storiografico viviamo nel mitico regno di Freedonia inventato da fratelli Marx. Ma la vera osservazione da fare è che la nostra è una società  unidimensionale , appiattita sul presente, come ci ndicano le periodiche indagini demoscopiche. Secondo un'indagine Fiap (Federazione italiana delle associazioni partigiane) del 2002, il 23 per cento degli italiani è convinto che l'Italia entrò in guerra nel 1939, il 24 per cento che vi entrò solo nel 1942, il 10 per cento crede invece che Ferruccio Parri fu un ministro fascista. Le cose si mettono peggio con i giovani: il 14 per cento dei ragazzi intervistati nel 1996 rispose che le Fosse Ardeatine sono una "manifestazione antinazista". Allegri, nel frattempo quei ragazzi sono diventati manager e potranno esibirsi con una gaffe da riprendere in video o a Striscia la notizia.
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# licio 2008-04-09 13:21
ELIMINIAMO L'ART 139 DELLA PROSTITUZIONE ...RESTAURIAMO LA MONARCHIA SOLO COSI' POTREMO RIALLINEARCI ALLE DEMOCRAZIE NORDEUROPEE... IL RESTO SONO ORMAI SOLO STANTIE GIACULATORIE...!
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# Ego 2008-04-09 14:16
Signor Ennius, io vivo in Lombardia e le dico che alla regione c'è una casta riconducibile al centrodestra. Il punto è che non ritengo opportuno disquisire su destra o sinistra, io detesto ambo le parti. Mi spiace per chi ancora tende a "tifare" per l'una o per l'altra, ma insomma de gustibus.
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# Giuseppe 2008-04-09 15:03
Complimenti; non so da dove lei tira fuori questo coraggio
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# Valerio 2008-04-09 15:28
Interessante mettere insieme la prostituzione e la monarchia, sarà  perché Vittorio Emanuele di Savoia è stato appena beccato con le mani in pasta?
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# silvia 2008-04-09 16:02
La finanza creativa in usa rende accesso facile al credito le persone che hanno un basso salario e possono ipotecare la casa per aumentare i consumi,perchè l'americano se non consuma,sono guai.La finanza creativa in Italia,costring e chi lavora,autonoma mente,a chiedere prestiti per pagare le tasse alle caste!Le banche non pagano tasse per i loro prodotti e derivati,ma intascano interessi da usura,poi quando esiste un pericolo di protesta massiva,parlano di recessione e di inflazione accellerata.La materia economia non è di mio gradimento,teng o i conti con solo due voci,entrate e uscite,ma ogni sistema finanziario deve armonizzarsi con il paese che lo applica,con i suoi usi,costumi,con la mentalità  vigente,e,credo che qui non si era pronti ancora a cambiare la lira in euro,che alla fine anzichè 2000 lire sono 1000.Gli inglesi però se ne stanno fuori,una ragione ci sarà .
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# giò 2008-04-09 16:18
Tale sistema va bene per il nord Europa, dove c'è un etica civile e del lavoro molto diversa da levantino-italiota. Un sistema siffatto funzionerebbe,f orse, nella parte "europea" della penisola. Forse. ciò che avviene in inghilterra,se sei disoccupato chiunque tu sia,ti danno una sovvenzione giornaliera avevo visto in servizio delle "iene" dove facevan veder i viaggi che facevano i marocchini ,che si nascondevano nei tir abusivamente per entrare nel paese.... bisogna vedere come funziona questo loro sistema io non lo conosco bene
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# Giuseppe 2008-04-09 16:33
Risponderei al signor Paolo che il suo consiglio sarebbe giusto in un'ottica comunista universale,da adottare per tutti: grandi e piccoli. Ma in una società  capitalistica come la nostra è inattuabile. Mi spiego:dovrebbe ro essere supertassati per il trading i banchieri,i papaveri politici,gli appartenenti alla CASTA,i miliardari reali riconosciuti dal fisco. Mentre dovrebbero essere "esentati" i poveri e il piccolo ceto medio che ricorrono al "trading" per sopperire al miserabile stipendio offerto da questa società  di "merda". Oppure dovrebbero,seco ndo il signor Paolo, farsi divorare dagli usurai e dalle banche? Sono pronto subito a firmare per il COMUNISMO:da domani TUTTI GLI ITALIANI a soli 3000 EURO al mese per TUTTI,compreso Napolitano,il Salame,Bertinot ti eccetera... VIVA IL COMUNISMO GLOBALE:3000 EURO al mese per TUTTI,e non la "Merda in CULO"del comunismo nostrano o capitalismo nostrano,è la stessa cosa. Giuseppe
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# RW 2008-04-09 17:08
X Marco Antonio di Venezia. Ma la parte della penisola Italiana piu' Europea e' pure la parte che ha prodotto manager "europei" di grande livello come Luca Luciani? (il video ha fatto ridere tanti si, ma io che ho vissuto in Italia e mi sento Italiano molta vergogna!) Sarebbe la parte della penisola che importa dalla Cina e rivende "made in Italy"? L'Italia deve essere rifondata su nuovi principii..come il resto dell'Occidente. Mi sa che avete bisogno di un nuovo Mussonlini per corregere le inefficienze, i buchi, i PARTICOLARISMI, ecc.
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# Daniele 2008-04-09 18:21
Nell'articolo si dice: "Non c'è, o almeno non è stato trovato, un metodo per colpire con progressività  i redditi da capitale, i dividendi, e ancor meno i guadagni speculativi, senza con ciò aggravare di costi eccessivi le imprese; in ogni caso, è impossibile tassare redditi di ditte che hanno la finanziaria di famiglia in Lussemburgo." Non è propriamente vero che un metodo non esista o non sia stato trovato. Volendolo applicare esiste il DEMOURRAGE. Consiste praticamente nel "tassare" direttamente la moneta che letteralmente deperisce col tempo. Chi più moneta possiede più viene tassato.
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# Giulio 2008-04-09 19:01
Per il signor "licio". Rimettere su la monarchia? Quella italiota-sabauda? Quella è stata la monarchia più vergognosa e svergognata del mondo. Si vergogni di scrivere cose simili!
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# Rodolfo 2008-04-09 20:19
A Marco Antonio Purtroppo è così. A Michele Non volevo metterle dei limiti.
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# GIO SCO 2008-04-09 20:25
Chi se non la triplice sindacale ha autorizzato la spoliazione dgli stipendi dei lavoratori dipendenti? La loro scusa è sempre la stessa..bisogna combattere l'evasione..ed intanto autorizzano il governo a tartassare i dipendenti che lavorano- Anche gli autonomi ovviamente su quello che dichiarano di utile sono tartassati ma possono detrarre le spese anche se non tutte ed il risultato è che hanno redditi anche piu' bassi dei dipendenti stessi. Ormai molte spese di gestione sono incontrollabili . Mi domando come facciano a tenere aperti certi esercizi commerciali nei nostri centri cittadini. Passando qualche giorno fa nel celebre Corso V.Emanuele a Milano ho notato moltissimi negozi chiusi. E' chiaro che non si tratta di attività  di piccoli privati ma di società  per azioni anche con fatturati miliardari. Eppure nemmeno loro riescono ad essere in grado di mantenere certe spese di rappresentanza. I Cinema poi ovviamente stanno sparendo. E' logico si scaricano i film da internet o dopo poco tempo escono i DVD a 9 Euro allegati alle riviste -alla fiera di Senigallia ai navigli di Milano si trovano DVD originali - non copie - a 4-5-6 Euro: ricordo lo stress per il parcheggio delle domeniche passate al cinema. Ora è tutto superato..ma qualcuno che ci rimette c'e' - magari lo stesso comune con le multe o i parcheggi sotterranei di Milano centro. Certo che con un po'di organizzazione molti lavori amministrativi possono essere anche svolti a domicilio via computer: meno traffico - meno consumo di carburante - meno investimenti per i costossissimi mezzi pubblici..chi sa cosa costano esattamente i maxitram detti "bruconi" di Milano? Certo che cosi' poi il PIL crolla..
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# Giovanni T. 2008-04-09 20:26
Condivido ampie parti del suo articolo, dissento su alcuni punti. "The Great Moderation", la grande moderazione, è da anni oggetto di studi, essa comprende un periodo di tempo ventennale, che va dagli anni '80 al 2007, periodo contraddistinto da inflazione bassa, e da una crescita potenziale non inflattiva più alta. Lei riferisce la GM, come una strategia ordita dai banchieri centrali, in realtà  è stata un effetto benevolo della prima fase della globalizzazione : si produceva a basso costo in paesi poveri e si rivendeva in Occidente a prezzi moderati, in questo modo il ricco ampliava la propria ricchezza, il medio e il povero pagavano meno i prodotti rispetto al periodo precedente, questo li induceva a non rendersi conto della stagnazione dei propri redditi, e la società  nel suo complesso non si rendeva conto della depauperizzazio ne della propria forza industriale, questa in poche parole, la causa prima della GM. Adesso siamo entrati nella seconda fase della globalizzazione , quella inflattiva, Cindia spinge in alto i prezzi delle materie prime, inoltre il cambio legato a un dollaro in declino spinge questi paesi ad esportare inflazione, ecco che la GM si esaurisce e l'epoca d'Oro termina lasciando però, le nostre società , depauperate rispetto agli anni '80,infatti adesso i redditi sono rimasti fermi, mentre i prezzi non sono più quelli della GM, sono tornati in una fase inflattiva. Ieri il FT, suggeriva una strategia per uscire da questo labirinto: ampliare la Globalizzazione , estenderla a territori vergini, dall'Asia, ormai sfruttata, all'America Latina e all'Africa, io ritengo inadatte quelle popolazioni, e credo la globalizzazione arrivata al punto di rottura, il futuro sarà  la Regionalizzazio ne, macrozone in competizione tra loro.
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# nube 2008-04-09 21:11
la bolla immobiliare è stata architettata finemente per sfilare dai conti bancari(con la complicità  non casuale dell'euro) i risparmi frutto degli anni 60/70/80 della classe media. parliamo dal boom economico a craxi. mentre i media annichilivano il buon senso dei cittadini con i prezzi in ascesa delle zucchine,non puntualizzavano che si può anche mangiare altro,ma non si può fare a meno della casa. quale è la spesa maggiore che si affronta nella vita? la casa..quindi come tassare quell'acquisto senza dare nell'occhio? facendo fare il lavoro sporco al 'mercato'. la classe media che ha potuto riparmiare in quegli anni, non si sarebbe certo messa a investire in borsa,al massimo si usavano i titoli di stato. e 'loro' sapevano benissimo questo. quindi l'unico modo era speculare sugli immobili. è un semplice computo generazionale, intorno al 2000 i baby boomer avrebbero usufruito dei risparmi familiari per l'acqisto della prima casa,una bella torta... poi i mutui dei nuclei familiari meno abbienti ma sempre con qualche aiuto della famiglia, poi gli immigrati, quelli che potevano anno già  preso ormai. ora i soldi sono finiti.
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# aldo 2008-04-09 21:18
Estendiamo la globalizzazione agli spazi interplanetari! Hai voglia a trovare clienti nel sistema solare, immaginate quanti marziani comprerebbero i nostri bei prodotti! Altro che alla frutta, siamo all'ammazzacaffè, in questo mondo di psicopatici, mah...
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# Giovanni T. 2008-04-09 21:59
Per estensione della Globalizzazione , si intendeva, non verso nuovi consumatori ma, verso nuovi produttori a bassissimo costo.
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# elmoro 2008-04-10 08:56
destra e sinistra sono le due facce della stessa moneta comunque di proprietà  della banca. Una piccola citazione personale che va bene per ogni discorso politico economico.
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# paolo 2008-04-10 10:26
DESTRA e SINISTRA sono sì le due facce della stessa moneta che l'avido banchiere "concede" a noi poveri illusi che ci lasciamo coinvolgere in discussioni vanamente senza fine! Compito primario della "casta" (peraltro lautamente ben retribuita) non è altro che creare continuamente problemi da risolvere agitando le acque..politiche (del resto i romani non avevano il motto DIVIDE et IMPERA"?!)
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# sergio 2008-04-10 18:17
l'inflazione è e sarà  sempre soltanto un fenomeno monetario, null'altro; quella che Greenspan chiama moneta a corzo forzoso permette ciò che il gold standard non avrebbe permesso: la trasfusione di risorse dal mondo reale, che include il lavoro, alla finanza creativa. Per questo vedremo i beni tangibili con prezzi sempre più alti se misurati col metro della moneta cartacea, per quanti tentativi facciano con le opzioni di sopprimere il prezzo delle commodities (ma il riso NON è trattato in opzioni e derivati - in medioriente ne sanno qualcosa...) La moderazione salariale e l'espoliazione del risparmio è già  in atto, non M3 verso una crescita (e conseguente diluizione del potere di acquisto) del 20% annuo, vedasi http://www.shadowstats.com/alternate_data. Tra qualche anno pò di azioni di un produttore di minerale di ferro varranno molto più dell'equivalente attuale in BOT o CCT. questo è il mio personalissimo meditato punto di vista.
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# sergio 2008-04-10 18:18
mi correggo... estremo oriente
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# Al 2008-04-11 21:39
Ho appena terminato di vedere "diario di un sacheggio" in dvd e' la storia della bancarotta argentina, ho visto molta Italia dentro il film. Sono allibito anche se certo e' una situazione che mi e' ben nota da tempo, ma alla fine mi rimbalza sempre una domamda ci deve essere una soluzione al tutto anche in Italia.
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# Eliseo Malorgio 2008-04-13 13:43
– Fammi un atto di adorazione e ti darò tutti i regni del mondo – Disse Satana a Gesù Cristo. Notiamo che Cristo non nega che il Demonio abbia il potere di fare questo. Risulta dunque che i regni del mondo sono del Demonio e che quello può darli a chi vuole. Leggendo gli scritti dell' Avv. Marco della Luna, brillante saggista di Mantova, dell'economista Nino Galloni, del Prof. Giacinto Auriti, di Marco Saba, ecc. si scopre che le leggi dell'economia, come vengono insegnate nelle scuole, sono false. Sono enunciate in modo da presentare l'economia come uma materia incomprensibile . La verità  è che tutte le argomentazioni presentate sono false o una mistura di verità  e menzogne, sicchè la polenta è tutta inquinata. Nient'altro che un gioco di prestigio. L'unico scopo di autori di testi universitari, giornalisti di economia, esperti televisivi, è quello di oscurare la mente dei cittadini. Presentano l'economia come qualcosa di difficile perchè devono mascherare il fatto che si tratta di uno strumento macchiavellico per convogliare in poche mani gli sforzi produttivi, la produzione di ricchezza di milioni di persone in buona fede, e non solo in Italia. Le antiche monarchie assolute col loro codazzo di nobili e vassalli e con i servi della gleba continuano ad esistere ancora oggi, appena sotto mentite spoglie. Le classi politiche che voglioro far credere alla favola della "democrazia", sono composte in gran parte di debiloidi di una ignoranza incredibile e capaci di rappresentare imperterriti qualunque ruolo nella farsa. Sono invece marionette al servizio di astutissimi ed invisibili "pupari". Cordiali saluti Eliseo Malorgio Lettore residente in Brasile
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# sergio 2008-04-14 08:59
per Eliseo Malorgio: con la fine degli accordi di Bretton Woods, la banca non può essere più considerata proprietaria della moneta, poiché non custodisce più le riserve auree necessarie a sorreggere il valore dei biglietti di cartamoneta emessi. Oggi la moneta non ha più valore creditizio, ma valore indotto analogo a quello di un francobollo di antiquariato che vale per convenzione e senza riserva. La banca centrale continua invece a comportarsi come se fosse ancora proprietaria perché emette moneta prestandola e prestare denaro è prerogativa del proprietario. E la proprietà  è di chi crea il valore, non di chi stampa il simbolo; nè del popolo nè della banca centrale. SOLO DI CHI CREA IL VALORE = GOLD STANDARD A CONIO PRIVATO leggi mises.org
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# massimo stella 2008-04-14 19:30
In Italia pagare le tasse e' affilare la lama del proprio boia
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# Eliseo Malorgio 2008-04-14 21:19
Per Sergio: L'Avv. Marco della Luna, nei suoi brillanti scritti dice che nessuno sa che cosa sia il denaro. Una definizione che io trovo corretta è quella che ne dà  l'illustre e compianto Prof. Giacinto Auriti, dell'Università  di Teramo. Il denaro, la moneta, è un segno stampato su un supporto materiale, ed è, per convenzione, per un accordo sociale, la misurazione del valore dei beni. àˆ anche il corrispettivo "materiale" per la loro acquisizione. àˆ definita una "conventio materiata" cioè un'idea astratta che per convenzione (e per il suo potere e la sua incredibile domanda) diventa materia. Anch'io concordo con l'idea che la proprietà  della moneta è di chi ne crea il valore. Ma chi è costui? àˆ lo "stato", cioè un gruppo di politici molto discutibile o non sono per esempio i contadini i quali producono il grano? Saluti e cordialità  Eliseo Malorgio Lettore residente in Brasile
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