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I banali demoni del bene
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Requisitoria di un filosofo destrista contro l’impero delle emozioni: lo stato lacrimevole e terapeutico che igienizza le vite private, la lotta di genere che disconnette l’identità del sesso biologico, la neolingua del vittimismo

Parigi.
Alain de Benoist ha appena pubblicato, presso le edizioni Pierre-Guillaume de Roux, “Les démons du bien”.   La prima parte del saggio consiste in una critica radicale della tirannia dei buoni sentimenti. A cosa attribuisce l’emergere di questo neo-clericalismo?

“Allo spirito del tempo. Ma lo spirito del tempo è sempre il risultato di una tendenza di fondo. A partire dal Diciottesimo secolo, l’ascesa sociale della classe borghese ha simultaneamente marginalizzato i valori aristocratici e i valori popolari, rimpiazzandoli con ciò che Tocqueville chiamava le passioni ‘debilitanti’: utilitarismo, narcisismo e trionfo dello spirito calcolatore. Il successo dell’ideologia dei diritti dell’uomo ha, da parte sua, permesso all’egoismo di avvolgersi in un discorso ‘umanitario’ la cui idiozia è il tratto dominante. L’accelerazione sociale e la crescita di ciò che è insignificante hanno fatto il resto.

Uno dei tratti caratteristici dell’Impero del bene è l’invasione del campo politico da parte del lacrimevole e del compassionevole. Ciò fa si che, alla minima catastrofe di forte impatto mediatico, i ministri si precipitino per esprimere le loro ‘emozioni’. Allo stesso tempo, questo dimostra quanto la sfera pubblica sia stata sommersa da quella privata. La vita politica bascula sul lato di una ‘società civile’ chiamata a partecipare al ‘governo’ attraverso le ‘richieste della cittadinanza’ che non hanno più il minimo rapporto con l’esercizio politico della cittadinanza stessa. Ormai è visto con maggiore favore (ed è sicuramente più redditizio) essere una vittima piuttosto che un eroe.

Parallelamente, la commercializzazione della salute va di pari passo con la medicalizzazione dell’esistenza, ovvero con un igienismo dogmatico che si traduce in una sorveglianza sempre più grande sugli stili di vita. Essa prescrive socialmente delle condotte normalizzate, cercando così di addomesticare tutti i modi d’essere che si sottraggono agli imperativi della sorveglianza, della trasparenza e della razionalità. Si assiste alla strumentalizzazione della vita umana attraverso una logica igienista imposta da uno stato materno e terapeutico.

L’evoluzione del linguaggio è altresì significativa. Ormai si preferisce parlare di ‘fratture sociali’ – tanto accidentali quanto quelle della tibia – piuttosto che di veri conflitti sociali. Non ci sono più gli sfruttati, la cui alienazione rinvia direttamente al sistema capitalista, bensì dei ‘diseredati’, degli ‘esclusi’, degli ‘svantaggiati’, dei ‘più poveri’, tutti ugualmente vittime di ‘handicap’ o di ‘discriminazione’. La nozione di ‘lotta contro tutte le discriminazioni’ ha d’altronde rimpiazzato quella di ‘lotta contro le ineguaglianze’, che evocava ancora la lotta di classe. In 1984, George Orwell spiegava perfettamente che l’obiettivo della ‘neolingua’ era ‘di restringere i limiti del pensiero’: ‘Alla fine, renderemo impossibile il crimine grazie al pensiero, perché non ci saranno più parole per esprimerlo’. Il politicamente corretto funziona come la ‘neolingua’ orwelliana. L’uso di parole capovolte nel loro senso, di termini traviati, di neologismi verosimili scaturisce dalla più classica delle tecniche di sbalordimento. Per disarmare il pensiero critico, è necessario sbalordire le coscienze e rendere attoniti gli spiriti”.

I media continuano a denunciare la minaccia dell’ordine morale, ma al tempo stesso ci fanno continuamente la morale. E’ un paradosso?
“Accade, molto semplicemente, che una morale abbia rimpiazzato un’altra. La vecchia morale prescriveva delle regole individuali di comportamento: si presumeva che la società funzionasse meglio se gli individui che la componevano agivano correttamente. La nuova morale vuole moralizzare la società stessa. La vecchia morale diceva alle persone ciò che dovevano fare, la nuova morale descrive ciò che la società deve diventare. Non sono più gli individui a doversi comportare rettamente, ma è la società che deve essere resa più ‘giusta’. La vecchia morale era ordinata al bene, mentre quella nuova è ordinata al giusto. Malgrado entrambe pretendano di restare ‘neutre’ rispetto alla scelta dei valori, è a questa nuova morale, fondata sul dover-essere (il mondo deve divenire un’altra cosa rispetto a ciò che è stato fin qui), che aderiscono le società moderne. Nietzsche l’avrebbe chiamata ‘moralina’”.

Il cuore del suo libro è la teoria del genere, in questo momento tutto il mondo ne parla. Lei è stato uno dei primi intellettuali a farne una critica argomentata. Ancora una volta, a cosa ricondurre tale fenomeno venuto dagli Stati Uniti? E, in primo luogo, di cosa si tratta esattamente?
“Quella del genere è una teoria che pretende di disconnettere radicalmente l’identità del sesso biologico. Il sesso, rimpiazzato dal ‘genere’ (gender), sarebbe, in questo caso, una pura costruzione sociale. Tale teoria si fonda su un postulato di ‘neutralità’ dell’appartenenza sessuale di nascita: basterebbe crescere un ragazzo come una ragazza per farne una donna, o educare una ragazza come un ragazzo per farne un uomo. Coloro che sono di un avviso differente sono accusati di diffondere degli ‘stereotipi’ (si dimentica che uno stereotipo non è altro che una verità empirica generalizzata abusivamente). Questa teoria ha per effetto di confondere i due sessi e di rendere più difficile a entrambi di assumere la propria identità.

La teoria del genere è in effetti insostenibile. Non solo il suo postulato di una ‘neutralità sessuale’ originaria non corrisponde alla realtà, ma noi constatiamo anche che l’appartenenza sessuale produce sin dall’infanzia, prima di qualsiasi condizionamento, alcuni comportamenti specifici per ogni sesso. Ciò non significa che le costruzioni sociali non giochino alcun ruolo nella definizione dell’identità sessuale, ma che queste costruzioni sociali si sviluppano sempre partendo da una base anatomica e fisiologica. La teoria del genere confonde peraltro il sesso biologico, il genere (maschile e femminile), l’orientamento sessuale e ciò che si potrebbe chiamare il sesso fisiologico (il fatto che un certo numero di donne abbiano dei tratti del carattere maschile, e un certo numero di uomini dei tratti del carattere femminile). Poggiando sull’idea che si possa creare se stessi partendo dal nulla, la teoria del genere origina in fin dei conti dal fantasma di una autogenerazione. E’ quindi necessario prenderla molto seriamente. Negli anni che verranno, sarà in riferimento a questa teoria che si vedranno moltiplicare all’infinito le accuse di sessismo”.

di Alain de Benoist e Nicolas Gauthier (L’intervista è stata pubblicata in lingua francese sul sito http://www.bvoltaire.fr)

Fonte >  Il Foglio


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Commenti  

 
# Annhilus 2014-01-25 09:38
Tanti passaggi significativi a cui mi permetto di aggiungere un mio modesto momento di sintesi:

Sono solo dei poveracci degenerati o malati e la necessità di rendere normale la loro condizione è per la società democratica (ovvero ipocrita e vile) il bisogno di nascondere i propri mostri a sé stessa.
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# Pietro G 2014-01-25 11:52
Una analisi interessante e approfondita dei meccanismi della società moderna. Qualcuno forse ha notato come nei media inglesi e americani il verbo "think" sia ormai comunemente sostituito con "feel" e non i chiede più cosa uno pensa ma come si sente riguardo al problema. Il lato emotivo ha ridotto ai minimi termini la razionalità.

"basterebbe crescere un ragazzo come una ragazza per farne una donna, o educare una ragazza come un ragazzo per farne un uomo."
Infatti questa è l'ideologia di fondo : la negazione delle identità e il controllo sui media e sulla scuola per influenzare le nuove generazioni.
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# Paratore 2014-01-25 15:09
Beh...

il Maligno può,certo,mutar ,per MagìaNera,
un "Toro" in un castrato,pìo..."bove"...
mite,obbediente ed a Lui sottomesso...

ma,mai e poi mai,potrà tramutar,
un Nobil,Fiero,Bel licoso..."Gatto"...
in un vile,servizievo le..."cane"...

mica è..."OnniPotente"...!!!
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# ALANODELLAROCCA 2014-01-25 18:39
A vizio di lussuria fu sí rotta,
che libito fe' licito in sua legge
per tòrre il biasmo in che era condotta.
Ell'è Semiramís, di cui si legge
che succedette a Nino e fu sua sposa:
tenne la terra che 'l Soldan corregge.
(INFERNO - CANTO QUINTO vv. 55 e segg.)
Il vizio è sempre quello, la differenza è che ora lorsignori sanno bene quello che fanno: e questo oggi, dopo la Rivelazione di Cristo, prende il nome di "satanismo". C'é ancora il katechon per fermarli? Dopo Benedetto XVI credo purtroppo di no...
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# temponauta 2014-01-25 18:55
La sintesi del discorso è lo smascheramento del disegno sistemico e pianificato per la distruzione dell'uomo-virtù (super-uomo) come elemento fondante del popolo-nazione (nazionalismo millenarista).
In altre parole, qualcuno vuole imporre la decadente e amorale Atene distruggendo per sempre la virtuosa e potente Sparta.
Questo in quanto quel qualcuno, che purtroppo oggi ammorba il mondo più che mai, sa benissimo che Sparta è l'unica che può impedirgli il progetto satanico, cioè "eletto", di dominare il mondo.
Io sono uno spartano.
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# Eliogabalo 2014-01-26 18:56
De Benoist mi piace, ma dissento su questo:

Allo stesso tempo, questo dimostra quanto la sfera pubblica sia stata sommersa da quella privata.

Eh non... questo dimostra come sia ormai d'obbligo rendere pubblico il privato. Un privato ipocrita, certo, ma e' proprio il contrario. Infatti, tutti sono ormai costretti a rendere pubbliche le proprie magagne: televisivamente , telematicamente e con i video autoprodotti, anche pornografici. E' il trionfo dell'apparenza: un'apparenza miserabile. Quanto alla politica, ha ormai perso la sua connotazione autoritaria e sacrale, e i politici si comportano come comuni cittadini. Eguaglianza formale s'intende... ma quale modello politico, tra quelli conosciuti, corrisponde piu' a queste caratteristiche ? Quello comunista, nel quale non deve esistere il privato, nemmeno dei sentimenti. Il coming out deve essere totale. E cosi' i sentimenti forti diventano vago sentimentalismo che ha senso solo se manifestato pubblicamente: quella empfindsemkeit disimpegnata che andava di moda a fine Settecento, ma coatta. Nessuno ha mai sentito interviste del tipo: "Ma lei perdona l'assassino di suo figlio?". Eppure sono decenni... Ma saranno fatti suoi se lo perdona o no, non vi pare ? Un po' come la carita' del Nuovo che avanza in Vaticano: deve essere manifesta se no non esiste. Il fatto e' che piu' e' manifesta e meno e' carita'... Ma come: ci arriva il Comunismo dagli USA ? Sembra assurdo, ma un volta emendata la soluzione economica marxiana (l'economia bloccata), l'ipocrisia Wasp non ha niente da invidiare alla cultura marxista: egualitarismo totale in primis; lo si vede dalla prassi ormai consolidata della discriminazione positiva... manco in Russia facevano cose cosi'. E si spiega anche perche' la destra USA ha una classe dirigente interamente trotzkysta (i Neocon). Del resto non e' difficile da capire: che accidenti dovrebbe "conservare" uno Stato che e' progressista fino al midollo ? Non puo' che essere rivoluzionario. :-)
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# harddie 2014-01-28 09:21
Indicativo che un nietzschiano come De Benoist segnali gli stessi pericoli e svolga un'analisi condivisibile anche da chi nietzschiano non è e anzi, parte da principi diversi o opposti. Quello che è in gioco è la libertà, la dignità e l'identità dell'essere umano. E le forze in campo sono forze storiche dal volto 'umanitario', da lupi 'umanitari', che mettono sotto accusa il concetto, la parola stessa 'identità', come l'O.N.U. Si fa dipendere l'identità, personale, nazionale o sessuale, dal condizionamento ambientale: e l'ambiente, in senso socio-culturale, va in una direzione precisa, quela impsota da chi controlla sistema dell'informazione e dell'educazione,cioì , la scuola. Si vorrebbe far credere che siamo tutti senmpre e comunque 'liberi' di scegliere chi siamo e chi vogliamo essere nel gioco di ruolo da realtà virtuale in cui vorrebbero farci vivere - s'intende, per il nostro bene. In ogni caso, noi siamo qua per fargli capire che non siamo ancora nè mai saremo disposti a farci trattare da 'macchine umani' o 'animali parlanti', da terminali biologici di funzioni sociali e organiche da manipolare secondo i piani di gente che si ritiene superiore agli altri.
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# Gold Standard 2014-01-29 18:31
OT.. ma forse non troppo

"I banali demoni del male"

http://www.agoravox.it/I-banchieri-di-Londra-si-suicidano.html
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# kola 2014-01-30 11:32
Scusami Gold Standard, è un banchiere o un bancario?
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