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Fiamma: punire l’Europa (come Bin Laden)
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Questo pezzo è apparso su Il Foglio del 25 settembre, per annunciare l’incontro Per Israele organizzato dall’infaticabile Nirenstein a Roma.

«Roma. Una manifestazione Per la verità, per Israele. Nel momento in cui allONU aumenta il tentativo di delegittimazione dello Stato ebraico e nuove spedizioni umanitariesono pronte a rompere lisolamento di Hamas. La maratona oratoria si terrà il prossimo 7 ottobre presso il Tempio di Adriano a Roma. Hanno aderito politici, intellettuali e artisti, italiani e stranieri, fra cui il direttore del Foglio Giuliano Ferrara e Paolo Mieli, Roberto Saviano e Walter Veltroni, Shmuel Trigano e Farid Ghadry. Ad aprire la manifestazione sarà José Marìa Aznar, ex primo ministro spagnolo e presidente dellassociazione Friends of Israel. Promotrice delliniziativa è la deputata del Pdl e giornalista Fiamma Nirenstein. Vogliamo sollevare lallarme più potente rispetto allesistenza dIsraele, cioè la minaccia armata dellIran e dei suoi amici Hamas ed Hezbollah’, ci dice Nirenstein. Lo sfondo fattuale alla delegittimazione dIsraele è la strategia dellIran. Ahmadinejad ha sottomesso lONU, così la più alta istanza mondiale è diventata una cassa di risonanza di vaneggiamenti pericolosi. Gli Stati Uniti hanno reagito con appeasement, aumentando leccitazione islamista. Gli armamenti di Hezbollah sono cresciuti a dismisura, Hamas può colpire Tel Aviv, Ahmadinejad può annunciare la fine dIsraele nelle sedi globali e noi gli stringiamo la mano. Qui stanno distruggendo pezzo dopo pezzo la struttura universalista e giusnaturalista uscita dalla Seconda guerra mondiale’. Veniamo alla delegittimazione culturale. E un lavoro enorme compiuto dal mondo dellestremismo islamista che comincia con un viaggio di Arafat in Vietnam, dove il leader palestinese chiese al generale Giap cosa dovesse fare per universalizzare la questione palestinese. Giap disse ad Arafat: ‘Fate come noi vietnamiti, andate alla conquista degli intellettuali’. Larcheologo Barkaimi ha detto che la negazione di Gerusalemme come città ebraica è peggiore del negazionsimo dellOlocausto. E ci sono riusciti in questa impresa di conquista. Un negazionismo paragonabile alla distruzione dei Budda in Afghanistan. Delegittimare la presenza stessa di Israele nellarea come patria del popolo che ha reso quel luogo basilare per la storia dellumanità è giustificato dal rifiuto a riconoscere che gli ebrei abbiano un diritto a proclamarvi e a farvi fiorire il loro Paese. Un diritto storico, perché il popolo ebraico vi è nato, vi ha vissuto secoli, vi ha fondato il monoteismo, un diritto morale che ha fatto fiorire democrazia e benessere. Per la cultura araba, non solo palestinese, la presenza ebraica seguita a essere illegittima, malvagia, a termine. Israele è pronto a riconoscere uno Stato palestinese. E ora che il mondo arabo sia pronto a riconoscere uno Stato ebraico’. La delegittimazione è sparsa su tutto Israele, ‘inventandosi una crudeltà, un razzismo, una persecuzione, una volontà di conquista e un disprezzo della pace inesistenti. Sul caso della Mavi Marmara, la stampa globale ha accolto lidea che gli ebrei avessero voluto attaccare e uccidere un gruppo di pacifisti’. La delegittimazione è persino sportiva. ‘Un gruppo di tennisti israeliani ha potuto giocare solo a porte chiuse in Svezia. Ad Hannover un gruppo di danza israeliano è stato preso a sassate da dimostranti che urlavano Juden Raus’. In Turchia una partita di pallavolo è stata circondata da dimostranti violenti che urlavano ai poliziotti: ‘Non siate i cani da guardia dei sionisti, Allah ve ne chiederà conto’. Lunione dei lavoratori inglesi del settore pubblico ha passato una mozione per il boicottaggio di Israele. Un grande giornale svedese ha scritto che gli israeliani uccidono i palestinesi per rubarne gli organi. I supermercati dEuropa decidono di boicottare le merci ebraiche. I film israeliani sono contestati, così le sue scoperte scientifiche, i prodotti tecnologici, i suoi accademici sono cacciati dalle università. Anni e anni che Israele vede piombare dal cielo i razzi e nessuno dice nulla. Un politico israeliano non può atterrare a Londra senza rischiare larresto. Amnesty e lONU attaccano Israele ogni giorno, assieme al consiglio dei Diritti umani. Passa in cavalleria il fatto che la Spagna proibisca agli omosessuali israeliani di partecipare a un gay pride’. E il diritto di esistere di Israele che è messo in discussione. Non cè diritto all’autodifesa, se Israele non si può difendere ed è condannato alla morte allONU. E un pericolo che corriamo tutti. Il mondo dovrebbe vergognarsi di come ha lasciato morire gli israeliani nei caffè, nei supermercati, nei ristoranti, quando si lodava sulla stampa la kamikaze venuta a uccidere famiglie intere. Questo moralismo mostruoso si rovescia sullEuropa tutta con lantisemitismo che circola nelle sue città. Hanno distrutto il senso della lotta antirazzista, pensiamo a Durban. Lodio per Israele è la corruzione stessa della nostra civiltà’. La manifestazione vuole anche portare in dono ciò che Israele rappresenta. La delegittimazione nasce da invidia per il dono prezioso di identità e di moralità che la nazione ebraica possiede: un ragazzo israeliano pieno di vita e di voglia di divertirsi, di ballare, di viaggiare è concentrato con tutto il cuore sul compito di proteggere la sua casa, la sua cultura. Un famoso medico colono’ (Arieh Eldad) per salvare un bambino palestinese bruciato da unesplosione lavora giorni e notti, per mesi interi, in ospedale. A Gaza, fino al minuto prima di essere costretti a sgomberare, i contadini ebrei raccoglievano i pomodorini ciliegia e i fiori di serra. Israele è un faro di vita, quando la vita è il valore più problematico e in pericolo del nostro tempo, quello più invidiato e che scorre nelle vene di questo popolo costantemente sotto minaccia».

Ciascuno può gustare la misura del delirio di Fiamma, qui al suo apice. Israele, Stato istituzionalmente razzista (per ottenere la cittadinanza, bisogna dimostrare d’essere di razza ebraica) sarebbe il frutto più luminoso dell’«universalismo e giusnaturalismo». Israele, Stato occupante, in Palestina «ha fondato un diritto morale che ha fatto fiorire democrazia e benessere». Israele «è un faro di vita». Tutto il mondo la invidia «per il dono di identità e moralità che possiede», e per questo la delegittima. Soprattutto in Europa, dove ci si è messi in testa che «sulla Mavi Marmara gli ebrei avessero voluto attaccare e uccidere un gruppo di pacifisti», pensate un po’ fin dove arriva l’antisemitismo; perchè l’Europa è preda di «un moralismo mostruoso», sotto cui si maschera l’antisemitismo che dilaga nelle sue città.

In Svezia discriminano i tennisti israeliani, in Spagna i suoi finocchi. I supermercati boicottano le merci dei coloni occupanti. L’Europa si inventa di sana pianta che in Israele vigano «una crudeltà, un razzismo, una persecuzione, una volontà di conquista e un disprezzo della pace inesistenti». E via delirando.

Rivelatrice la potente compagnia che condivide quel delirio: «il direttore del Foglio Giuliano Ferrara e Paolo Mieli, Roberto Saviano e Walter Veltroni, Shmuel Trigano e Farid Ghadry, José Marìa Aznar, ex primo ministro spagnolo e presidente dellAssociazione Friends of Israel». Ma ben altri interverranno numerosi al comizio organizzato dalla Fiamma oggi, 7 ottobre; vedrete e conterete i politici italioti scodinzolanti, vogliosi di esibirsi quali «amici di Israele». Saranno una marea, nessuno vorrà essere fuori.

Il fatto è che questo delirio non è della singola Nirenstein. E’ il riflesso dell’odio delirante anti-europeo che effettivamente ha corso nei circoli israeliani di potere in questi mesi, da quando il massacro di Gaza e lo sterminio sulla Mavi Marmara hanno bucato la corazza dell’informazione corretta e raggiunto l’opinione pubblica più consapevole (specie negli Stati scandinavi). Se tutta l’Europa rimprovera Israele, è tutta l’Europa che ha torto. Israele ha ragione: è il faro del diritto, della moralità della verità, e chi la critica dimostra «la corruzione stessa della nostra civiltà».

Ebbene, questo ha una strana assonanza con le minacce di «un attentato stile Mumbai» contro monumenti e siti storico-turistici in Germania, Francia ed altri luoghi europei, emesso da anonime fonti americane e diffuso dai nostri media con notevole grancassa.

«Osama bin Laden in persona ha dato la direttiva», ha assicurato un «funzionario dellintelligence» alla National Public Radio (la sola radio di Stato USA). Il capo di Al Qaeda ha «inviato una direttiva già diversi mesi fa» ai suoi complici, «indicando i Paesi da colpire e il tipo di attentato».

L’attentato dev’essere «stile Mumbai»: l’attentato che nel novembre 2008 uccise 173 persone, colpì i grandi alberghi di Bombay. E come si ricorderà, gli attaccanti partirono dalla Nariman House, la vicina guets-house tenuta da ebrei lubavitcher per soli giovani viaggiatori ebrei. Fra gli attentatori, furono notati due occidentali che sparavano con fredda calma, da professionisti, alternandosi quando l’uno dei due doveva inserire un nuovo caricatore. Secondo l’agenzia di polizia indiana (National Investigation Agency) la mente dietro l’attentato, che l’aveva preparato viaggiando per cinque volte in India con passaporto americano, è David C. Hadley, che prima si chiamava Daud Sayed Gilani (suo padre è un alto ufficiale pakistano) cittadino di Chicago, informatore dell’FBI e della CIA. Le autorità indiane hanno lamentato che gli americani, che hanno arrestato Hadley in patria, non abbiano mai concesso l’estradizione. Secondo gli analisti d’intelligence indiani, Hadley era un infiltrato nel movimento Laskar e-Taiba per conto della CIA.



Soldato israeliano fa la danza del ventre attorno a una prigioniera palestinese legata e bendata

Un ragazzo israeliano pieno di vita e di voglia di divertirsi, di ballare, di viaggiare è concentrato con tutto il cuore sul compito di proteggere la sua casa, la sua cultura (...) La delegittimazione di Israele nasce da invidia per il dono prezioso di identità e di moralità che la nazione ebraica possiede”. Fiamma Nirenstein, Il Foglio, 215 settembre 2010



Dunque sunteggiamo:

Gli Stati Uniti non riescono a prendere Bin Laden da 10 anni e non sanno dove sia, ma sanno che lui, proprio lui in persona, ha ordinato un attacco «stile Mumbai» (ossia CIA-Lubavitcher) contro qualche simbolo europeo, magari la Tour Eifel (oggetto di parecchi falsi allarmi in questi giorni).

Osama bin Laden vuole che l’Europa sia punita.

Alla Nirenstein non dispiacerebbe che l’Europa fosse punita per il suo «mostruoso moralismo-antisemitismo-che-delegittima la Luce del Mondo».

E c’è pure la prova che Osama Bin Laden sia vivo: in coincidenza con le minacce riportate da anonimi dell’intelligence USA, è stato recapitato un audio di Osama Bin Laden in persona, in cui il capo di Al Qaeda, tra l’altro, attacca i governi musulmani perchè spendono troppo in armamenti. Per coincidenza, il Mossad pensa esattamente la stessa cosa (recentemente, i sauditi hanno comprato 60 miliardi di dollari di armamenti americani, per aiutare il complesso militare industriale USA, in crisi di sovrapproduzione). A scoprire questo autentico audio dell’autentico Bin Laden è il SITE, ossia la ditta della ben nota (ai nostri lettori) Rita Katz.

A questo punto ritengo che la minaccia di Osama bin Mossad sia grave e reale. Osama bin Mossad ha una grande pratica in questo tipo di attentati false flag, ha complici ben impiantati nei Paesi europei (sayanim, friends of Israel al governo) ed ha voglia di punire l’Europa a disagio per le violazioni dei diritti umani dei palestinesi (mostruoso moralismo).

Post Scriptum.

Due parole sul benefattore ebreo Ariel Eldad, che commuove la Nirenstein per la sua abnegazione uniersalista e giusnaturalista: «Un famoso medicocolono’ (Arieh Eldad) per salvare un bambino palestinese bruciato da unesplosione lavora giorni e notti, per mesi interi, in ospedale».

Ariel Eldad (nato Schweib) è figlio di Israel Eldad (Schweib) che fu rabbino nonchè uno dei fondatori del gruppo terrorista clandestino Lehi, più noto come Banda Stern, che massacrò decine di soldati inglesi e centinaia di civili palestinesi. Il figlio Ariel Eldad, chirurgo plastico in un centro grandi ustionati a Gerusalemme, è anche generale di brigata del glorioso Tsahal. Ha fondato un partito di esterma destra razzista, Hatikva, ed è stato eletto alla Knesset. Proclama il diritto degli ebrei di vivere «in ogni parte della terra dIsraele», quindi anche a Gaza e in Cisgiordania.

Alcune sue citazioni: «Occupazione? La sola occupazione che conosco è loccupazione araba della Terra di Israele dal settimo secolo».

«La dichiarazione Balfour, il riconoscimento delle Nazioni Unite dello Stato di Israele, non sono la fonte del diritto ebraico alla terra di Israele, ma solo il riconoscimento del nostro diritto» (che viene da Dio).

E infine questa: «Quando mi alzo la mattina, divido il giorno in due parti. Nella prima parte, mi sforzo di impedire la creazione di uno Stato palestinese. Nella seconda parte, cerco di combattere la corruzione politica». (Aryeh Eldad)

E tuttavia, a sentire la Nirenstein, questo razzista professo e terrorista «lavora giorni e notti, per mesi interi, in ospedale», per «salvare un bambino palestinese bruciato da unesplosione»: sapete, quelle esplosioni in cui incappano i bambini palestinesi, e poi gli europei ne danno colpa agli israeliani. Quel «giorni e notti» ci sembra improbabile, visto che Eldad dice di occupare metà della giornata contro i palestinesi... Abbiamo quindi la prova che, almeno su questo punto, la Fiamma mente.

Giusto «per la verità, per Israele».

Riteniamo che la nuova minaccia di Osama (scovata come sempre dalla Katz) sia grave e reale perchè l’Europa, secondo i friends of Israel, è preda di «un moralismo mostruoso», sotto cui si maschera l’antisemitismo che dilaga nelle sue città. Osama vuole punire l'Europa, la stessa che critica e delegittima quel faro d'umanità che è Israele. Se tutta l’Europa rimprovera Israele, è tutta l’Europa che ha torto. E Osama bin Mossad è pronto a punire il suo «mostruoso moralismo».



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Commenti  

 
# jihad 2011-08-07 03:15
Ce ne sono stati tanti di politici nostrani scodinzolanti. Ovviamente bipartizan: l'unico momento di coesione 'nazionale'... che tristezza!

Tommaso Baldi
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