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Pizzaiolo si uccide dopo aver ricevuto una multa dell'Ispettorato del lavoro
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La moglie aiutava il pizzaiolo, era senza contratto, l’ispettore del lavoro lo multa di 2 mila euro. Lui torna a casa e si uccide. A una moglie è vietato, per legge, dare una mano al marito in una botteguccia, deve essere iscritta come dipendente... è proprio il rovesciamento del diritto naturale, anzi della natura stessa.

NAPOLI - Gli arriva una multa dell'Ispettorato del lavoro di poco più di duemila euro. E un pizzaiolo di Casalnuovo (Napoli), Eduardo De Falco, 43 anni, per tutti «Eddy», titolare di «Speedy pizza», un panificio-pizzeria al Corso Umberto I, sposato con tre figli, non regge e si uccide inalando i gas di scarico della sua automobile.

RIFERIMENTO PER I COLLEGHI - L'uomo era conosciuto come un gran lavoratore, riferimento costante per gli altri commercianti, ma gli affari non andavano bene. L'arrivo del verbale sarebbe stato il colpo di grazia psicologico. La morte di Eduardo ha suscitato un sentimento di forte commozione nel centro a nord di Napoli. Alcuni commercianti sono scesi in strada tenendo in mano dei cartelli e chiudendo i loro esercizi.

TROVATA LA MOGLIE SENZA CONTRATTO - Eddy indossava i vestiti da lavoro quando ha deciso di farla finita. Il titolare dii «Speedy Pizza» - secondo quanto ha riferito il fratello - ha fatto ritorno dal lavoro verso le 5 ed ha parcheggiato l'auto sotto la propria abitazione, al Corso Umberto I. Poi ha collegato con un tubo di gomma lo scarico dell'auto all'abitacolo ed ha inalato il gas di scarico che lo ha ucciso. A casa lo aspettavano la moglie ed i suoi tre figli, una ragazzina di 14 anni Denise (a cui aveva dedicato una pizza in menu) e i gemelli di 5. La sua piccola impresa rischiava la chiusura - raccontano ai giornalisti alcuni amici - dopo la visita dell'Ispettorato del lavoro, avvenuta martedì scorso. Gli ispettori del lavoro avevano trovato la moglie, intenta ad aiutarlo nella pizzeria-panificio aperta qualche anno fa e gli avevano contestato che la donna non avesse un contratto di lavoro. Di qui la multa di 2000 euro, che il 38enne panettiere avrebbe dovuto pagare in pochi giorni, con il rischio, in mancanza, di chiusura dell'attività commerciale. «Ma soldi non ce n'erano - riferiscono alcuni amici - ed Eddy si era rivolto al fratello, cassaintegrato della Fiat di Pomigliano e componente della Rsa, che non aveva disponibilità economica, ma gli aveva promesso che avrebbe trovato la soluzione. Un altro familiare, invece, si era offerto di pagare la multa al posto suo. »Ma Eddy non ha retto - concludono gli amici -, e stamattina ha fatto ciò che ha fatto. Assurdo».

FUNERALI - Si svolgeranno venerdì alle 11, nella chiesa Santissima Maria del Suffragio a Pomigliano d'Arco. In quel centro la famiglia del commerciante è molto nota e vi abita il fratello, dipendente della Fiat.

I COLLEGHI - Un cartello con la scritta «Non siamo ladri, né sfruttatori», ed una corona di orchidee, con la firma «Tutti i commercianti» sono stati collocati davanti al panificio-pizzeria di Eddy". Gli amici giunti sul posto dopo la diffusione della notizia e tra loro domina l'incredulita'. «Sono allibito», dice un commerciante. Altri parlano di una iniziativa di protesta contro fisco e burocrazia.

RUSSO (CONFCOMMERCIO) - «Desidero esprimere la solidarietà personale e dell'associazione che presiedo alla famiglia di Eduardo De Falco. Si tratta di un gesto estremo che ci rattrista e che impone una riflessione alle Istituzioni. Abbiamo più volte lanciato l'allarme su come il terziario sia allo stremo, ma i nostri appelli sono stati inascoltati», ha detto Pietro Russo, presidente della Confcommercio Imprese per l'Italia della Provincia di Napoli. «D'altra parte - ha continuato Russo - basta fare un giro per il nostro territorio e vedere sempre più saracinesche abbassate: siamo nel mezzo di una crisi che non risparmia quasi nessuno e che non accenna ad esaurirsi».

LA SERRATA - I commercianti di Casalnuovo hanno annunciato una serrata per venerdì mattina, in segno di solidarietà . «Lo hanno ucciso - hanno gridato i colleghi giornalisti - quello che è stato fatto ad Eddy e' istigazione al suicidio. Denunceremo i funzionari dell' Ispettorato del lavoro». «Non sappiamo piu' come andare avanti, come si può costringere un commerciante a pagare 2 mila euro di multa entro due giorni ?» aggiungono. «Ci diceva che a malapena riusciva a tirare avanti con la crisi che c'è - raccontano - come poteva sfamare i figli e pagare la multa ?».

Fonte >  Corriere Mezzogiorno

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Commenti  

 
# grudit 2014-02-21 17:31
Io avrei un'idea diversa dal suicidio, ma non la esprimo
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# Centuri 2014-02-21 18:54
Non credo che Renzi sia interessato a evitare simili tragedie.
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# zampano 2014-02-26 22:42
idem
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# Maraffio 2014-02-21 20:16
Stato itagliano di merda.
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# temponauta 2014-02-21 21:33
Ma come si è permesso?
I suoi duemila euro servivano a foraggiare le migliaia di negri che arrivano giornalmente dall' Africa per fare i mantenuti nel nostro Paese.
Dolore e rabbia senza confine.
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# harddie 2014-02-21 22:15
Questo è uno di quei morti di tasse che, a Roma e Bruxelles e dintorni della Culona, nessuno piangerà.
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# ogogoro 2014-02-22 01:36
Io l'idea la esprimo.
Carissimi commercianti/artigiani invece di suicidarvi, andate da quelli che mettono le multe e spaccateli; giusto per educarli.
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# CESCO 2014-02-22 21:37
Penso che finirà che le tasse non le pagherà più nessuno.Già il comune di Naoli è fallito in quanto soltanto la metà della popolazione paga le tasse.
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# pippo1 2014-02-24 18:59
La mia anima non è messa granchè, tuttavia non vorrei essere nei panni dei componenti della filiera di morte (dal politico all'ispettore) che domina questa nazione...sono quasi contento di essere disoccupato
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# zampano 2014-02-26 22:43
esatto
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# gustavo d 2014-02-28 14:08
Comporatamento degli ispettori a dir poco dubbio. Riporto stralcio di istruzioni del Ministero del Lavoro:
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Direzione generale per l’Attività Ispettiva



Roma, 10/06/2013

Prot. 37 / 0010478 / MA007.A001



Alle Direzioni regionali e territoriali del lavoro

e p. c.

all’ INPS e all’INAIL



LORO SEDI



Oggetto: collaboratori familiari nei settori dell’artigianat o, dell’agricoltur a e del commercio – indicazioni operative per il personale ispettivo.

... omissis...

Quadro normativo .

Nella maggior parte dei casi, la collaborazione prestata all’interno di un contesto familiare viene resa in virtù di una obbligazione di natura “morale”, basata sulla c.d. affectio vel benevolentiae causa ovvero sul legame solidaristico ed affettivo proprio del contesto familiare, che si articola nel vincolo coniugale, di parentela e di afiìnità e che non prevede la corresponsione di alcun compenso.



Sull’ argomento in esame – il carattere abituale e prevalente del lavoro del familiare dell’imprendito re, individuale o socio, ai fini della iscrizione presso le apposite Gestioni previdenziali INPS – la circostanza che il lavoro sia reso da un familiare contribuisce a determinare in molti casi la natura occasionale della prestazione lavorativa, così da escludere l’obbligo di iscrizione in capo al familiare. In alcune specifiche circostanze, inoltre, l’occasionalità della prestazione può essere qualificata come regola generale e pertanto si ritiene che in sede di verifica ispettiva se ne debba tener conto.



In via prioritaria, appare opportuno ricondurre nell’ambito delle collaborazioni occasionali affetionis causa, escluse dall’obbligo di iscrizione presso l’Ente previdenziale, le prestazioni rese da pensionati, i quali verosimilmente non possono garantire al familiare che sia titolare o socio dell’impresa un impegno con carattere di continuità. Le ragioni possono essere molte: la scarsa volontà di impegnarsi in una attività nuova, la scelta di dedicarsi ad altri progetti o a curare più da vicino il contesto familiare. In sintesi è sempre possibile individuare una o più ragioni che possano giustificare un limitato ed occasionale impegno lavorativo. Ciò appare tanto più plausibile in quanto la “contropartita” di un impegno lavorativo abituale, ossia un futuro e, forse non significativo incremento della rata di pensione, potrebbe apparire poco “invitante” anche alla luce del relativo onere contributivo da sopportare.



Alla luce di tali osservazioni, il personale ispettivo considererà le prestazioni rese dai pensionati, parenti o affini dell’imprendito re, quali collaborazioni occasionali di tipo gratuito, tali dunque da non richiedere né l’iscrizione nella Gestione assicurativa di competenza, né da ricondurre alla fattispecie della subordinazione.



Analoga conclusione può adottarsi nell’ipotesi di prestazioni svolte dal familiare impiegato full time presso altro datore di lavoro, considerato il residuale e limitato tempo a disposizione per poter espletare altre attività o compiti con carattere di prevalenza e continuità presso l’azienda del familiare.



Nei suddetti casi, dunque, la collaborazione del familiare si considera “presuntivament e” di natura occasionale e pertanto il personale ispettivo, solo ove non ritenga di accedere a tale impostazione per la presenza di precisi indici sintomatici di una “prestazione lavorativa“ in senso stretto, dovrà comunque dimostrarne la sussistenza mediante puntuale e idonea documentazione probatoria di carattere oggettivo e incontrovertibi le.

... omissis...


Insomma trattasi di vero e proprio abuso di potere, se fossi nei panni di questi ispettori del lavoro non dormirei sonni tranquilli.
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