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Salvini: «No alla Ue anti-Putin Vado in Russia per cercare il dialogo»
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Il dialogo e gli scambi commerciali al posto delle sanzioni, degli embarghi e delle guerre. L'Europa non sta sbagliando solo l'approccio economico, ma anche quello geopolitico con gli stati non occidentali. Ne è convinto Matteo Salvini che proprio per questo motivo è volato per una settimana in Corea del Nord e in Cina per una missione conoscitiva che ha destato molta curiosità. Ma era solo il primo passo di una strategia più ampia che a metà ottobre porterà il segretario della Lega Nord anche in Russia e nelle zone contese del conflitto con l'Ucraina.

Segretario, il viaggio in Corea del Nord ha sorpreso molte persone. Perché ha voluto imbarcarsi in questa missione?
«Per tre motivi. Innanzitutto per curiosità. La Corea del Nord è una delle terre più lontane e ignote del mondo e quindi, da persona curiosa, l'idea mi ha subito interessato. Poi perché la Corea del Nord è l'ultimo pezzo di mondo non raggiunto da internet, telefoni cellulari e satelitti. Ma soprattutto perché, dal punto di vista geopolitico, ritengo che il dialogo valga più degli embarghi e delle minacce nucleari. Mettiamola così: volevo portare una voce di vicinanza e non di pregiudizio a prescindere».

Con voi c'erano anche delle delegazioni commerciali italiane.
«Sì, c'erano imprenditori del settore agricolo, del settore turistico-alberghiero e anche del settore sportivo. Abbiamo constato che in Corea del Nord c'è tanto spazio per le imprese italiane. Loro hanno bisogno delle nostre imprese nel campo dell'edilizia, delle energie rinnovabili e anche dell'agricoltura».

Saranno possibili degli scambi?
«Non lo so. So però che in passato la Corea ha chiesto due navi da crociera all'Italia e l'Italia, in modo secondo me idiota, ha detto di no in nome dell'embargo. Noi diciamo no e poi a fare la stessa cosa arrivano i tedeschi...».

Il giudizio finale di questa trasferta coreana?
«E' stata un'esperienza interessante dal punto di vista umano, culturale e politico. Certo, la Corea resta un mondo lontano anni luce dal nostro. Non c'è libertà, non c'è libertà di stampa e nemmeno di religione, però un conto è sentirne parlare e un altro conto poi è vedere queste realtà coi propri occhi».

L'altra parte della missione è stata in Cina.
«Un Paese che cresce a una velocità impressionante e dove si sta costruendo il futuro. In Cina abbiamo toccato con mano il fatto, peraltro già noto, di come loro riescono a fare in 5 mesi un'opera pubblica per cui a noi in Italia occorrono cinque anni. Lì ti rendi conto di come a Bruxelles e a Roma vivano su un altro pianeta quando parlano di sindacati, legge 626, salario minimo garantito, limiti all'agricoltura, embargo alla Russia... A queste persone ricordo che la Cina produce quello che produciamo noi a un quinto del costo, che possiede la metà del debito pubblico americano e che si sta comprando mezza Africa. Quindi se non ci defindiamo e non rilanciamo, per noi è finita».

Tuttavia ci sono diversi modi per "difendersi e rilanciare": c'è la via della forza e quella del dialogo. Con la Russia, ad esempio, l'Europa sembra avere scelto la via della forza: la Nato ha allestito una forza d'intervento rapido nei territori di confine con la Russia e a questa forza parteciperà anche l'Italia.

«Questo è un suicidio. Il mito dell'esportazione della democrazia in Iraq, in Afghanistan e in Libia ha dato pessimi risultati. Scherzare con la Russia è scherzare con il fuoco ed è una cosa assolutamente folle. Ecco perché a metà ottobre andrò in Russia per portare là l'atteggiamento opposto a quello che sta adottando l'Europa, cioé dialogo, confronto, collaborazione e partenariato. Anche perché questo maledetto embargo costa alle imprese italiane almeno un miliardo di euro. Non è un prezzo che ci possiamo permettere di pagare per gli sghiribizzi di Bruxelles e di Washington».

Chi incontrerà in Russia?
«Il viaggio lo stiamo ancora organizzando, ma sicuramente andremo alla Duma. Io, però, vorrei riuscire ad andare anche nelle zone contese, in particolare in Crimea, per vedere la situazione con i miei occhi».

L'Italia, con la nomina della Mogherini a ministro degli Esteri europei, potrebbe giocare un ruolo rilevante in questa crisi?
«La Mogherini non conta un fico secco. Già faticava Lady Ashton, figuriamoci Federica Mogherini: in Europa e nel mondo, con tutto il rispetto per lei, non la conosce nessuno. Il problema però è il ruolo. Il rappresentante della politica estera europea è un ruolo di pura rappresentanza, alla Renzi. Fossi stato al posto di Renzi, infatti, io avrei chiesto il Commissario europeo al commercio, all'industria o alle politiche agricole. Insomma, qualcosa di utile alle nostre imprese, non, ripeto, un ruolo di pura rappresentanza».

Dalla Mogherini però ci si aspettava un atteggiamento distensivo nei confronti della Russia. Le sue prime esternazioni invece sono state molto sbilanciate contro Mosca.
«Perché la Mogherini è assolutamente allineata e coperta con Bruxelles, Berlino e Washington. Se l'hanno messa lì è perché sapevano che non sarebbe stata un ostacolo. Peccato però che queste posizioni rappresentino l'esatto contrario di quelle che sono le necessità dell'Italia: dal punto di vista energetico, commerciale, industriale e anche culturale».

A proposito di politica internazionale, i nostri marò continuano a rimanere prigionieri in India e l'Italia e l'Europa non riescono a riportarli a casa. Una vicenda grottesca.
«L'errora madornale, del Governo Monti, fu di rimandarli indietro. Detto questo però la vicenda dei nostri marò è la dimostrazione plastica del fatto che l'Europa non esiste. Se la stessa vicenda fosse accaduta a due militari tedeschi, sicuramente sarebbero già tornati a casa. Ma sono italiani e allora l'Europa se ne sbatte le palle».

Tra pochi giorni la Scozia potrà votare la propria indipendenza. Il voto potrebbe essere uno scossone anche per l'Europa. Come vede questa "partita"?
«Non benissimo. Mi sembra ci sia una spesa economica spropositata da parte degli unionisti che stanno promettendo di tutto a tutti. Non vorrei che si stessero comprando i voti uno per uno, in stile 80 euro. Temo che i grandi finanziatori stiano concentrando le forze in massa. Detto questo, è bello che un referendum per l'Indipendenza ci sia e noi continuiamo a sperare di poter festeggiare, il 21 settembre prossimo a Cittadella, la grande vittoria del popolo scozzese».

Alessandro Montanari

Fonte >  La Padania


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Commenti  

 
# laviga 2014-09-03 23:21
Tutto condivisibile,s alvini è forse l unico politicante che dice cose sensate,la situazione è talmente imbarazzante,i protagonisti italici ed europei così ridicolmente inadeguati che infierire su questa gente non sarebbe nemmeno dignitoso.
Lo zar? a chi cercava di indovinare cosa avrebbe fatto o quello che avrebbe dovuto fare il tempo ha dato ogni risposta,ovviam ente sapeva quello che faceva.
è la buona vecchia strategia della "ferita sanguinante" tenere l arteria aperta affinchè l organismo più debole alla fine inevitabilmente collassi.
vincere subito con un attacco in forze mettendoci la faccia,non era necessario e nemmeno auspicabile,per molti motivi,il lento dissanguamento di uomini e risorse finanziarie avrebbe costretto la cricca criminale di kiev al tracollo finanziario e morale e dunque a ragionare,hanno voglia a fare collette di spiccioli in piazza maidan per sostenere un esercito di coscritti che se la stanno dando a gambe levate o arrendendosi in massa.
Quell uomo è un genio ma già lo sapevamo e se è stato criticato da alcuni era per troppo amore e lui lo sà.
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# grudit 2014-09-04 14:36
Salvini è di certo una testa "pensante" e schietto; il passato della Lega tuttavia è un fardello difficile da scordare. Mi auguro si tenga lontano dai Berlusconi, Alfani & soci: sarebbe la sua fine politica prima ancora di iniziare. Ottima idea il viaggio in Russia!
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# capperi 2014-09-04 14:38
Speriamo che Salvini ,se un giorno avrà un qualche ruolo di importanza in Italia ,non rinneghi tutto quello che dice e fa per poi immolare il popolo italiano sull'altare Americano -Tedesco come tutti i suoi predecessori "poitici"
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