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Grillo, che ha torto anche quando ha ragione
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«Dobbiamo uscire dall’EURO il prima possibile»… «Raccoglieremo in 6 mesi un milione di firme per fare una Legge Popolare da portare in Parlamento».

«Vedremo in Parlamento chi è d’accordo. Magari saremo la maggioranza, chi lo sa».

«Faremo una legge popolare per uscire dall’euro, con 3, 4, 5 milioni di firme. Il Parlamento non è obbligato a discuterne, ma i 150 parlamentari del M5S lo costringeranno».

Da queste frasi sconnesse di Beppe Grillo si è ricavata la sensazione che il fondatore del 5 Stelle voglia indire un referendum sull’uscita dell’euro. Applausi dei fans. Ora, a parte mille altre obiezioni (la raccolta di firme per un referendum consultivo da sottoporre al Parlamento sei mesi dopo, sai che fulmine), ce n’è una così evidente, da aver vergogna a farla notare: oggi, un referendum sull’euro perderebbe. Anche a sperare che tutti i grillini e tutti i leghisti di Salvini votassero (e non è detto), il no-euro avrebbe il 30% al massimo. Andate a chiedere alla gente, e la vedete raggricciarsi di paura di fronte all’Ignoto: come, uscire dall’euro?! E cosa succede ai miei soldi?!, eccetera. Se si arrivasse davvero ad una campagna referendaria, tutti i poteri che ci vogliono tenere nella prigione dei popoli (detta UE) avrebbero tutto l’agio di rendere parossistica la paura di un popolo, di una massa di ignoranti, che, come i topi, vive di paure e di rabbia, di impulsi momentanei e irriflessi. La manipolazione di queste masse pecorili è ormai una scienza esatta (la chiamano «democrazia»), avete visto come hanno fatto funzionare la paura in Scozia per il referendum indipendentista.

E allora, si avrebbe un tonante «sì» al restare nell’euro. Per referendum. Ciò significa una cosa precisa: che essendo santificata dalla volontà popolare, scolpita nel bronzo di un plebiscito, la decisione di restare nella moneta che ci uccide, per un secolo non sarebbe più nemmeno permesso discuterne. Si resta nell’euro fino alla morte.

Questo sarebbe il risultato politico della bella pensata di Grillo. È l’ennesima applicazione della sua stupida (come chiarla?) utopia o fissazione, che la democrazia diretta funzioni, che la «gente» se interpellata sia infallibile, senza bisogno di leader e di guide e di autorità, anzi senza bisogno di riflettere ed essere informata. È la dittatura delle mille pance, che dà così belle prove di sé nel blog grillesco.



Francamente, l’inutilità del Grillo-Casaleggio sulla scena politica, il pressapochismo di dilettanti allo sbaraglio che non sanno cosa fare della serqua di voti che prendono, sta cominciando a stufare. Ci fanno perdere tempo, e tempo non ce n’è.

«La posizione economica dell’Italia è insostenibile, e sfocerà in un default a meno che non vi sia un'immediata e duratura inversione di tendenza sul piano economico», ha scritto Wolfgang Munchau sul Financial Times. Aggiungendo: «Una bancarotta comprometterebbe il futuro del Paese nell’Eurozona e l”esistenza stessa della moneta unica». «Il debito pubblico italiano raggiungerà un livello pericoloso il prossimo anno» quando «potrebbe essere superato il punto di non ritorno»: così Ambrose Evans Pritchard sul Telegraph. Sullo stesso giornale un altro esperto, Roger Bootle, spiega perché : «l’Italia è prossima a quella situazione che gli economisti chiamano “trappola del debito”, quando cioè l’indice di indebitamento comincia a crescere in modo esponenziale. Per sfuggire a questa trappola ci sono due possibilità: svalutare la moneta o fare default. Non disponendo di una valuta nazionale, l’Italia non può svalutare: quindi, se non ci saranno cambiamenti realmente significativi in tempi brevi, il default sovrano diverrà lo scenario più probabile».

Sembra che 1) la bancarotta sovrana italiana sia imminente e pure ineluttabile, nonostante quel che ci racconta Renzi, e che stiamo o no nell’euro. 2) Sembra che dall’euro ci faranno uscire a calci, causa bancarotta. 3) Sembra che tutta la faccenda per noi sia di qualche urgenza. Forse non c’è tempo di raccogliere «un milione di firme in sei mesi», o «3,4, 5 milioni di firme» come straparla il comico.

Come scrivevo qualche settimana fa, «faremo la fine dei topi». Non c’è molto da aggiungere. Anzi aggiungo precisazioni non mie, ma di esperti migliori di me. Per esempio il professor Roberto Orsi - PhD alla London School of Economics, docente e ricercatore all’Università di Tokyo, che spiega «perché l’Italia non ce la farà»:

Perché «La crisi in corso è strutturale, e che si può ritornare a crescere solo facendo le “riforme” (...). Il dibattito in corso, tuttavia, potrebbe suonare imbarazzante per chi vive in un Paese europeo meglio funzionante del nostro. La natura e la portata delle riforme proposte (Senato, pubblica amministrazione, giustizia, scuola, legge elettorale ecc.) dimostrano infatti che l’Italia manca delle fondamenta, di tutto ciò di cui un normale paese occidentale dovrebbe essere dotato da almeno sessant’anni. Più che di ricostruzione, si dovrebbe parlare di edificazione tout court. Ma il problema è che tutto questo discutere di riforme è una pura e semplice illusione. (...) Cambiare l’intero sistema politico, appare impossibile a meno che non si sostenga la rottura della continuità costituzionale e l’ascesa di un dispotismo illuminato».

Del resto «le riforme – fossero anche migliori di quelle viste sinora – arriverebbero comunque troppo tardi. Il Paese è esausto e si trova sull’orlo di un’irreversibile implosione demografica, economica e sociale. Le riforme dovevano essere fatte vent’anni fa, quando il contesto nazionale e globale era molto più favorevole e si dovevano introdurre i cambiamenti necessari per accedere all’Eurozona ancora in gestazione».

«In conclusione... L’Italia potrà essere tenuta a galla artificialmente per un periodo di tempo piuttosto lungo, ma non indefinitamente, perché nel frattempo l’economia reale continuerà a deteriorarsi e il rapporto debito/Pil continuerà ad aumentare. L’Euro non può certamente crollare dalla sera alla mattina. Potrebbe però verificarsi una graduale transizione verso un nuovo sistema monetario, probabilmente presentato come un “miglioramento” o un “completamento” della valuta comune: per esempio, attraverso l’introduzione di un regime duale in alcuni Paesi, la ridenominazione dei debiti nazionali e così via. In realtà, si tratterebbe del primo passo verso l’abbandono del sistema. Una strada accidentata, se vogliamo, ma preferibile all’esplodere di forze centrifughe difficilmente controllabili».

Qui sotto, posto uno stralcio di un’intervista a Paolo Cardenà (un blogger-economista vero) sul perché e come abbiamo già perso troppo tempo, e ridotto anche le nostre possibilità future di rinascita, perché abbiamo avuto paura di uscire dall’euro subito, almeno nel 2011 se non prima:

«Finora si è affrontata questa crisi con manovre di politica economica del tutto rituali, che hanno miseramente fallito e aggravato la situazione. Quello che non comprendono i nostri governanti (e anche molti economisti) quando azzardano previsioni di crescita del Paese (sistematicamente fallite), è un fatto molto semplice, anzi banale. Loro, più o meno colpevolmente, pensano che l’Italia, considerate le diverse componenti del Pil, possa crescere esprimendo per ciascuna componente lo stesso potenziale di contribuzione espresso nel periodo precedente la crisi, ignorando la distruzione intervenuta in questi anni. Mi spiego: se prima dalla crisi 100 persone producevano 1000 euro di ricchezza, oggi, ad esempio, le stesse persone esprimono un potenziale di contribuzione alla crescita non più di 1000, ma magari di 900, o forse meno. Questo perché, quelli che gli economisti chiamano “agenti economici”, per via della crisi, hanno subìto una forte riduzione della potenzialità di contribuzione alla generazione di ricchezza.

Solo per citare alcuni esempi: dall’inizio della crisi sono risultati insolventi nei confronti del sistema bancario oltre un milione di soggetti, tra famiglie e imprese. Costoro, allo stato attuale (ma anche futuro) non hanno alcuna possibilità di accesso al credito, né per effettuare investimenti in beni durevoli, né per finanziare qualche ipotetica iniziativa imprenditoriale. Anzi, nei casi più eclatanti vivono in condizioni di miseria o povertà assoluta. Quindi minori investimenti corrispondono a un minor PIL. Altro esempio. Sempre per via della crisi, molti soggetti (oltre a quelli sopra citati) hanno accumulato ingenti debiti tributari, perché non sono riusciti ad adempiere all’obbligazione tributaria, seppur legittimamente dichiarata nella denuncia dei redditi. Questi soggetti saranno costretti a vivere in condizioni di clandestinità fiscale e, anche in futuro, dovranno comprimere i consumi o rinunciare ad investire in beni durevoli, in case, o automobili, che altrimenti verrebbero aggrediti da Equitalia. Pensi, ancora, alla pressione fiscale, notevolmente aumentata dall’inizio della crisi, nonostante redditi reali in diminuzione. Un minor reddito, peraltro gravato da un maggior onere fiscale, corrisponde ad un minor reddito disponibile per sostenere i consumi.

Questi fattori e molti altri ancora, contribuiscono a comprimere le potenzialità di crescita del paese, con soggetti in ostaggio (e vittime, allo stesso tempo) della crisi e di un sistema fiscale che dovrebbe essere profondamente riformato. (...) Oggi, alla produzione della ricchezza nazionale auspicata (sognata) dal Governo deve contribuire una platea considerevolmente più ristretta rispetto al passato, sulla quale grava anche un onere fiscale maggiore. Fino a quando questi soggetti non verranno in qualche modo riabilitati o reintegrati nella sfera economica e sociale, qualsiasi previsione di crescita del Paese sarà destinata a fallire miseramente, sotto i colpi di posizioni ideologiche (da parte della politica) ancora ben lontane dal comprendere la profondità di questa crisi».

Posso aggiungere solo una tabella sul nostro grado di istruzione. Segnala il grado di istruzione terziaria (università), diviso per classi di età.

Vediamo: oltre il 60% dei giovani coreani e giapponesi ha la laurea, più del 50% dei canadesi, oltre il 40% americani ed inglesi. Gli italiani, il 20 per cento. Un po’ peggio dei messicani.

Forse ciò basta a spiegare perché siamo perdenti, in ritardo, avviati al destino di sottosviluppo sudamericano, pieni di paura, e crediamo che Beppe Grillo dia una soluzione.




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Commenti  

 
# DECIOMERIDIO 2014-10-13 07:22
Beh ,Direttore : soltanto 18 mesi fa lei dichiarava di voler votare Grillo per adoperarlo come "sturacessi".

Ora se il suo " scopetto per cessi " è rimasto invischiato nella m.... se ne faccia una ragione.
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# EMERICH 2014-10-13 11:49
Citazione DECIOMERIDIO:
Beh ,Direttore : soltanto 18 mesi fa lei dichiarava di voler votare Grillo per adoperarlo come "sturacessi".

Ora se il suo " scopetto per cessi " è rimasto invischiato nella m.... se ne faccia una ragione.

Embè il lettore ha ragione Direttore : la vera alternativa c'era nel 2013 , lo disse pure il Grillo parlante in un'intervista " se non ce la facciamo noi arriva Forza Nuova "
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# Annhilus 2014-10-13 15:05
Citazione EMERICH:
Citazione DECIOMERIDIO:
Beh ,Direttore : soltanto 18 mesi fa lei dichiarava di voler votare Grillo per adoperarlo come "sturacessi".

Ora se il suo " scopetto per cessi " è rimasto invischiato nella m.... se ne faccia una ragione.

Embè il lettore ha ragione Direttore : la vera alternativa c'era nel 2013 , lo disse pure il Grillo parlante in un'intervista " se non ce la facciamo noi arriva Forza Nuova "

Caro amico mio.... avete torto tutti e tre... tu, il Direttore e Grillo.

Forza Nuova non andrà da nessuna parte..
Grillo manco... e l'Italia neppure.

Siamo a "rimorchio" e ci resteremo finché
lo vorranno, poi ci molleranno... e ci faranno fare la fine della Grecia.

L'Italia non va da nessuna parte e l'unica via per recuperare un minimo di
sovranità e dignità passa per la tragedia. Quando sarà rimasto solo un cumulo di macerie e si dovrà
ricostruire partendo da zero se ne riparlerà.
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# arduino 2014-10-13 16:17
Temo proprio che Annhilus abbia ragione. Sovranità e dignità sono andate perdute per sempre nel 1945, ma ci sono tante altre cose che potremo perdere, e stiamo perdendo.
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# chisonoio? 2014-10-13 17:23
Concordo con te, soprattutto in virtù del fatto che il tema della Sovranità, troppo spesso, viene ignorato.
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# fustaccio68 2014-10-13 07:32
Pienamente d'accordo Direttore, Grillo non è mai stato la soluzione, ma riprendendo un concetto espresso da altri bloggher POTEVA, ribaisco POTEVA, essere il detonatore che faceva saltare il sistema quando ancora c'era la possibilità di farlo, e l'ha ribadito bene Alfano ieri affermando che "con il NCD abbiamo evitato di consegnare l'Italia a Grillo". Ormai l'ex comico col suo seguito sono puro folklore, di gente che ha magari tutte le mgliori intenzioni ma che non ha la capacità di vedere ad oltre un cm dal proprio naso. Ormai come nazione abbiamo perso, rimane solo la possibilità di studiare come cavarcela individualmente noi ed i nostri cari. Siamo al si salvi chi può.
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# criba 2014-10-13 16:58
parlate sempre e solo di Grillo ignorando le altre teste fattive e pensanti che fanno obbiettivamente vera opposizione in Parlamento;oppu re anche voi come il mainstream credete che siano tutti lobotomizzati da Grillo? Io non lo credo. Detto questo, ci sono momenti "magici" per dare o meno una svolta o imprimere una forza... e quel momento è andato.
Ma non restano altre alternative non violente e "istituzionali". Il selfie-fan è la controparte italica dell'abbronzato al teleprompter. Il resto della fauna dei deputati "tradizionali" sono i soliti lobbisti, che pare siano l'unica ragione della invenzione della "democrazia".

I poteri forti han deciso da tempo di mandarci al macello e tutto procede conforme al progetto, ergo è solo un altro linguaggio FUORI da quello che puo' portare da qualche altra parte , ma non all'eldorado che la piu'parte degli Italici auspicano venga a loro, comodi in poltrona, a mezzo di qualche eroe o agnello sacrificale, poichè "loro sono cosi importanti da meritarlo".
La ricostruzione economica pare piu0' semplice, nel dramma, di quella culturale.,. Questa si mi pare impossibile

Blondet lei corteggia sempre la laurea e l'accademia e lamenta anche in questo articolo che i "nostri" la frequentano poco. Non riesco a credere che ignori come "l'accademia" attuale (e il sistema educativon in genere) sia una forza prima per esercitare il lavaggio del cervello e spersonalizzare l'intelligenza, per far sviluppare solo l'emisfero sinistro. La "forma" della accademia è un braccio forte del sistema per implementare i suoi servi ed esecutori. Come fa a credere ancora che sia tutta quella meraviglia che auspica?

Non devo certo essere io a ricordarle quel che sono spesso gli sfornati della accademia oggidi, bocconiani compresi che sono cosi orgogliosi di essere nel loro think tank, anzi manco lo sanno...
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# nicolas 2014-10-13 21:11
Condivido pienamente. Alcune facoltà universitarie indottrinano alla menzogna sfornando selvaggi in giacca e cravatta col cellulare. Un caso a parte e ancor più importante è la facoltà di medicina dove a parte la chirurgia e l'ortopedia si creano servi di Big-Pharma anche se ben retribuiti. Questi dottorini col camice bianco servono a creare ed a cronicizzare le malattie.
Meglio avere autodidatti con teste pensanti che laureati robotizzati
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# ulisse 2014-10-13 07:37
1) Moro diceva (cito a memoria):in Italia, è meglio non fare nuove leggi perché, con la burocrazia che abbiamo, le nuove sono sempre peggiorative delle vecchie leggi: l'esplosione del debito è cominciato negli anni '70 con le Regioni, ed è proseguita con tutte le leggi "devolutive", che hanno semplicemente raddoppiato le imposte dirette;
2) La povertà tra gli Italiani sta aumentando in maniera esplosiva, e i "chierici" (a cominciare dal Vescovo di Roma)che fanno? Sostegno indiscriminato & granitico a tutti i clandestini possibili: suore nei supermercati, scortate da nerboruti extra-comunitari, che chiedono soldi per loro. Intorno ai centri di assistenza, gestiti da suore & preti, si crea la terra di nessuno, dove non puoi passare, perché ti alleggeriscono di tutto, anche della vita, se gli "gira". Nomadi che, a legioni, presidiano le nostre città, metro a metro, non certo a nostra difesa; e anche qui, chierici che vanno a portare loro alimenti, indumenti e ...solidarietà! Rob de' matt!
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# Olaf 2014-10-13 15:45
Con tutto il rispetto, l'esplosione del Debito è cominciato col divorzio tra Tesoro e Banca d'Italia ed è proseguito via via con la ratificazione dei vari trattati Cee, poi Ce e poi Ue. Che gran parte della causa di tutti i mali dell'Italia siano poi attribuibili al "Vescovo di Roma" ed alle suore, beh insomma, mi sa molto di tipica quanto stantia propaganda anticlericale ottocentesca.
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# Nieuport 2014-10-13 07:54
Per quanto Grillo mi sia simpatico, non l’ho votato perchè mi sono andato a leggere il suo programma sul sito, e fra i tanti punti non ce n’era nemmeno uno che trattasse di politica estera. E ancora oggi il M5S parla di tutto ma non di politica estera. Non si è schierato contro l’aggressione alla Siria nè conro l’aggressione a Gaza nè contro l’aggressione alla Russia, e quando critica il potere atlantico occidentale lo fa solo su questioni marginali, come il MUOS.
Mi sono quindi convinto che Grillo e Casaleggio siano dei gate-keeper (forse il primo anche in buona fede) ossia incaricati di incanalare il dissenso in forme folcloristiche ma innocue, perchè quella sempre crescente parte di italiani che non ne può più trovi soddisfazione credendosi contestatrice e rivoluzionaria, senza però andare da nessuna parte.
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# driver 2014-10-13 10:33
Ottime considerazioni, inoltre nella politica interna, nei comuni, province sono spessissimo allineati con il PD in argomentazioni ideologiche, come unioni gay, gestione immigrati, ecc...
A parte il Front Man Grillo il resto del partito è la solita accozzaglia, versione soft del PD.
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# oriundo06 2014-10-13 11:07
Sono entrambi ricattati. La perdita di mordente è dovuta a questo. In Italia se fai davvero politica sul serio e sul serio difendi gli interessi di questo povero, martoriato, illuso/deluso, sfiancato Paese, o ti ammazzano o ti ricattano su ciò che hai di più caro: familiari in primis e poi il resto...G. era l'ultima speranza di una riforma dal 'basso': in parte Renzi lo ha bellamente esautorato nella sua veste di antisistema ( guardate le parole che ha detto su Genova ieri, anticasta ed antiburocrazia ) stando però all'interno del sistema e da una posizione di assoluto comando. I voti che ha avuto sono relativi a questa doppia realtà di R., comoda e specifica alla realtà 'ideologica' dell'Italia. In altra parte G. è stato esautorato dall'inconsistenza del suo programma e della compagine eterogenea dei grillini, in quanto dava per scontato quanto si doveva raggiungere, e cioè una maturità necessaria e sufficiente a livello politico ed organizzativo per realizzare i mutamenti necessari. G. ha fallito e R. si appresta a fare la medesima fine, sia all'interno che all'estero: mi riconnetto alle osservazioni sulla politica estera perchè sarà questa ad eliminarlo dalla scena, quando si capirà che la fedeltà atlantica non paga.
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# criba 2014-10-13 17:07
[ Non si è schierato contro l’aggressione alla Siria nè conro l’aggressione a Gaza nè contro l’aggressione alla Russia

errore.. una parlamentare 5Stelle tuonuò contro la informazione unilaterale sulla Ucraina... purtroppo non riesco ora a trovrae il video ma è su youtube
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# jerimum 2014-10-13 08:16
Ho smesso di credere a Beppe Grillo da quando ho guardato il canale di YouTube di Casaleggio: il Movimento 5 Stelle non e' nient'altro che l'ennesima sfaccettatura del sogno mondialista dell'elite. Quello che mi fece scattare la molla della diffidenza fu quando John Kerry porto' ad esempio il movimento - un messaggio ben chiaro dell'elite.
Non ha un programma ma procede solo per proclami, come gli altri politici e forse peggio sfrutta il malcontento per riempire le piazze - e poi c'e' questa democrazia dal basso che democrazia non e' in quanto il duo Grillo - Casaleggio puo silurare, decidere e fare tutto in barba agli iscritti. Altro aspetto che mi aperto gli occhi e' la improvvisa apertura del movimento, mai menzionata durante la campagna elettorale di inizio anno, verso i matrimoni gay, che presto aiutera' Renzi a portare all'italia un altra importante conquista progressista.
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# cgdv 2014-10-13 08:33
Un articolo molto realistico sulle possibilità dell'Italia di affrancarsi dalla spirale del debito e di prevedere qualsiasi tipo di crescita. Aggiungo che a mio parere stiamo assistendo esclusivamente a sceneggiate sia da parte del Governo che delle opposizioni e soprattutto da parte di Grillo che sfida la Lega a presentarsi. Infatti si sa benissimo che prima di poter accedere ad un eventuale ricorso al giudizio popolare sull'Euro, occorre modificare l'articolo 75 della Costituzione in modo tale da rendere ammissibile un referendum anche in materia di ratifica di trattati internazionali. Quando mai!
Giuliano
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# Artifex 2014-10-13 08:34
«Vediamo: oltre il 60% dei giovani coreani e giapponesi ha la laurea, più del 50% dei canadesi, oltre il 40% americani ed inglesi. Gli italiani, il 20 per cento. Un po' peggio dei messicani.»

Direttore, aggiungerei una cosa: una laurea ottenuta in Italia dopo il '68 vale meno del Suo diploma delle superiori! Oltretutto, avere un titolo di studio non significa saper far funzionare il cervello. C'è una plètora di laureati che banchetta col «pensiero unico» e beve le «versioni ufficiali».
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# Kelsen82 2014-10-13 09:57
Condivido pienamente.
Dalla Riforma Berlinguer in poi è stato sempre più palese l'intenzione di orientare orde di giovani verso l'accettazione del pensiero unico che si rifà alle linee guida dettate da fuori dall'Italia. Quando ero all'Università di Trento, circa 10 anni fa già si iniziava a proporre seminari sul "diritto di genere" presso la Facoltà di Giurisprudenza e noi poveri studenti delle valli trentine abbiamo snobbato questo corso bellamente in quanto ci sembrava già allora idiota doversi interrogare sulla cosiddetta "questione di genere". Il corso era finanziato e sostenuto dalla Commissine europea ma dopo nemmeno un semestre lo hanno soppresso per mancanza di partecipanti.
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# licio 2014-10-13 11:14
QUOTO ALLA GRANDE
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# OrazioC. 2014-10-13 12:01
Concordo...
E' inutile avere anche la laurea se il cervello non funziona e, se non si ha la capacità/voglia di comprendere.
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# klaus.trofobic 2014-10-14 08:06
Dipende anche DOVE uno ha preso la laurea. Sui politecnici di Milano e Torino non penso ci sia niente da obiettare. Si sa invece che a certe latitudini le lauree non valgono un cazzo.
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# Lorenzo 2014-10-13 08:52
non si può che darle ragione pultroppo, del resto lo si è visto alle europee, dove seppur il voto sarebbe stato solo di facciata (non avrebbe cambiato una virgola) il 40% degli Italiani ha votato per Renzi.
Padre Pio lo disse "povera Italia, avrà di che soffrire".
Siamo anche un popolo che non meriterebbe neppure di essere salvato, proprio perchè ci siamo lasciati andare ad egoismi e sopratutto alla paura, noi non ci affidiamo più a Dio sulle decisioni che riguardano il futuro affidandoci alla sua misericordia e alla sua sorte, ma pianificando pensiamo solo ai nostri interessi...probabilmente anche con un dispotismo illuminato finiremmo semplicemente per riempire piazzale Loreto di persone appese(ironicam ente delle persone che potrebbero salvarci).
Secondo me siamo un popolo in preda alla sindrome di Stoccolma, in quel senso ha ragione il popolo eletto a chiamarci "animali parlanti"
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# OrazioC. 2014-10-13 12:07
A Dio? Cioè abbiamo una chiesa che è filo occidentale monetarista, con le diramificazioni in tutte le reti economiche, e secondo lei dobbiamo pensare a quale Dio, a quello economico?
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# Lorenzo 2014-10-14 01:19
credo che la risposta alla sua domanda sia insita nella domanda stessa. quanti che hanno votato alle europee han pensato agli 80 euro consapevoli che renzi ma sopratutto chi lo comanda è un massone?! quanti consapevoli della trappola europea ha comunque votato per l'europa solo per procastinare il crollo che pure ci coglierà (oltretutto moltiplicato)?!, Quanti consapevoli della piena apostasia oramai della chiesa cattolica e sopratutto del suo vicario si affidano alla "misericordia" della stesso papa invece che a quella di Cristo?!
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# antaratman 2014-10-13 12:28
...noi non ci affidiamo più a Dio....

Già, oggi peraltro, è il 13 ottobre, la ricorrenza dell'ultima apparizione della Madonna a Fatima, in cui era stata annunciata la 'grande Apostasia' nella Chiesa cattolica peraltro perfezionata dal 1960, ma iniziata con il patto sinarchico massonico nel 1923, mirante a distruggere principalmente la Chiesa, ma di conseguenza la SOCIETA' INTERA in favore del progressismo, e i frutti amari li stiamo raccogliendo via via in modo crescente. E' ai loro adepti-servi e alla ignoranza indifferente e lassista della gente che dobbiamo lo stato passato e attuale delle cose, quindi p.f. niente piagnistei, ma un bel Mea Culpa.
Lasciamo le piazze, peraltro mezze vuote, con gli imbonitori alla Grillo e ai sindacati risolvere i problemi di questo sciagurato Paese? Ma no, dimenticavo il TTIP li risolverà tutti, per sempre. Il bello è che il 90% degli italici non sanno neppure cosa sia.
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# alessandro.ricchi 2014-10-13 09:03
Uscire dall'Euro, o rimanere nell'Euro, non cambierà niente fintanto che non ci saremo ripresi la nostra sovranità.
E questo significa sviluppare un progetto politico che ci porti a percorrere un percorso inverso a quello impostoci fino ad ora.
Stracciare i trattati internazionali che ci vincolano.
Riportare la Banca d'Italia in mano allo Stato Italiano.
Non sarà facile. Proveranno ad impedircelo a tutti i costi. Ci massacreranno finanziariament e. Ma bisogna cominciare a farlo capire agli Italiani. Per essere pronti.
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# OrazioC. 2014-10-13 12:05
ASSOLUTAMENTE D'ACCORDO.
Il probleme è che la gente, non ci capisce nulla del sistema truffaldino monetario e cosa più grave, non ha la minima voglia di comprendere.
Tutte le cose da te dette, sono veritiere, il problema riguarda la cultura economia/monetaria, che dovrebbe essere totalmente capovolta, e dir poco.
Parlare di sovranità monetaria, riserva frazionaria, signoraggio, derivati e cartolarizzazio ni, dovrebbero diventare il "pane quotidiano" mentre oggi abbiamo puttanate varie a tutti i livelli.
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# maurico 2014-10-13 10:29
"...l’ascesa di un dispotismo illuminato..." ha bisogno di un terreno fertile che dovrebbe essere il popolo; invece c' è "...una massa di ignoranti, che, come i topi, vive di paure e di rabbia, di impulsi momentanei e irriflessi...". Allora, quali speranze ci sono di veder nascere o addirittura apparire una elitè integra sia intellettualmen te che moralmente e che si rifiuti di essere eterodiretta?
Aspettiamo di fare la fine dei topi.
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# licio 2014-10-13 11:17
Sulle chat di grillo hon inviato con insistenza il seguente messaggio SE NON DENUNCIATE LA LEGGE MOSCA NON SIETE AFFATTO CREDIBILI...Non mi hanno c....to per niente...eppure avevo scritto bello STAMPATELLO ...niente di niente...nessuna reazione...
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# cny45tpa 2014-10-13 11:29
Ritengo forse che l'unico lato positivo di un eventuale raccolta di firme sia che chi verrà a firmare porrà domande e dalle risposte che si daranno forse avremo un quadro + chiaro.La prima cosa da fare è informare questo popolo di ignoranti se lo faranno bene non sarei così convinta del risultato.
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# EMERICH 2014-10-13 11:50
Salvini sarà l' ultima inc..... destrorsa , l' ultima pia illusione
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# astrorosa1 2014-10-13 11:58
Il mio parere: non è l'euro il problema
ma l'europa.
Salvini e Grillo vorrebbero la lira per
uscire dall'europa senza traumi.
Il mercato interno è crollato le famiglie
non riescono ad avere prospettive e siamo
invasi da merce da ogni parte del mondo,
Chi guadagna?
E' evidente che una nazione deve proteggere
i propri cittadini e le attività industriali
e commerciali del proprio territorio.
Esempio: sono un industriale produco motori, smetto di produrne e acquisto all'estero i motori licenzio gli operai e poi dico agli operai d'acquistare le vetture con i motori prodotti all'estero perchè costano poco.
Troverò (per un pò) altri acquirenti, poi
le persone si rivolteranno contro di me.
Tutti gli Stati che seguono una strada
indipendente dalla volontà mondialista
raggiungono il benessere o quantomeno
l'appartenenza ad una comunità solidale.

Siamo una nazione strategicamente importante
manchiamo solo di nazionalismo culturale cristiano (e non) a causa del relativismo legale politico.
Il benessere economico si raggiunge con
la libertà nell'individualità come da 700
anni avviene in Svizzera, uniti nella diversità
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# Paulus 2014-10-13 12:07
Ai gufi di cui sopra ggiungerei la segaligna Lagarde, la quale ha invitato l'Italia a ridurre le pensioni e le spese sanitarie se non si vuole che il Fondo Monetario Internazionale da lei presieduto intervenga. Quindi chi è pensionato si aspetti intanto la soppressione della tredicesima e poi la riduzione del proprio vitalizio, con la scusa della solidarietà verso i meno abbienti, e approfitti del generosissimo sistema sanitario nazionale prima che venga progressivament e smantellato. Quale misura ulteriore preveda poi un bel prelievo almeno del 10% sui suoi risparmi. Ma a Grillo tutto ciò non interessa...
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# weisthor 2014-10-13 14:12
Il Servizio Sanitario Nazionale non verrà mai smantellato: è la principale fonte di soldi per i politici regionali e per le multinazionali del farmaco.
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# albertogas 2014-10-13 13:07
E' inutile lamentarsi, non esiste una soluzione collettiva qui in Italia visto che i delinquenti si sono affrancati dal nostro destino e stanno dando una mano ad affondarci. Esiste solo una soluzione individuale, spostate i soldi in Svizzera legalmente, acquistate oro ed argento ed aiutate chi non capisce o non è in grado di capire.

Grillo ha detto tre cose essenziali:
- l'Italia, volenti o nolenti, farà default;
- non lasciate tanti soldi nel conto corrente;
- vendete le obbligazioni di stato.

In questo momento è inutile parlare di manovre collettive e di politiche condivise: non esistono ne le manovre ne le persone, non c'è più tempo. Solo una settimana fa tutti i quotidiani tedeschi riportavano il titolone in prima pagina "L'italia sull'orlo del fallimento"...in Italia nessun accenno...vaffanculo media italiani di merda e tutti i giornalisti succhiacazzi a 90 gradi. Prima arriverà il default e prima in Italia si farà pulizia dei delinquenti: i contadini francesi, prima della rivoluzione francese, hanno sempre ucciso gli esattori fiscali, e le tasse erano solo il 10%.
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# Maraffio 2014-10-13 14:17
Condivido il succo del commento.

Avvertirei i pregiati lettori di FDF di non investire in Bot e altre obbligazioni dello stato italiota, tenendo i liquidi finanche sotto il materasso (tanto con la deflazione in atto non perdono il valore).

I Bot et similia servono allo stato attuale per mantenere una pletora di milioni di parassiti con uno schema Ponzi, attenzione...
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# Paulus 2014-10-13 14:59
Ancora con i soldi in Svizzera e l'oro e l'argento! Ma lo volete capire che ogni movimento finanziario è tracciato, come pure e soprattutto i contanti! Non si scapperà al prelievo, che sarebbe retroattivo. Quanto ai metalli preziosi, sarebbero utili solo in caso di crollo catastrofico dell'economia a livelli medievali, ma qui si parla solo di una "tosatura" per ridurre il debito pubblico che Renzi, cazzeggiando, lascia aumentare sempre più.
In questa situazione, consiglierei al limite di prendere la residenza anche fiscale a Malta, che si può comprare con una somma ragionevole (in Svizzera è troppo cara, anche se ce l'ha Grillo).
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# klaus.trofobic 2014-10-14 12:51
Ho qualche dubbio: Malta, Cipro...
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# Marco2012 2014-10-13 13:07
Non per fare l'avvocato del diavolo, ma un testimone oculare ed auricolare mi ha detto che Grillo, almeno al Circo Massimo non ha parlato di referendum bensi' di:

1) raccolta di firme per fare una legge che ci porti fuori dall'euro;
2) il M5S ha un numero sufficiente di senatori e deputati per poter appoggiare questa legge;
3) la lira sara' nuovamente introdotta per uso interno e l'euro sara' utilizzato per uso internazionale;
4) la banca d'Italia tornera' a battere moneta (le lire appunto).

Ognuno di noi e' poi libero di giudicarte il comico come mmeglio crede, ma gli si deve dare atto che e' l'unico che cerca di smuovere le acque in questa Italia succube dei governanti della prigione dei popoli, come condivisibilmen te l'Autore definisce la UE.
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# OrazioC. 2014-10-13 14:08
Peccato che non solo è ondivago... un pò di qua, un pò di la!
Ma ha alle spalle un certo Casaleggio, che è quello che dirige il gruppo, e questo non mi risulta essere pro- popolo.
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# Marco2012 2014-10-13 19:38
E gli altri chi hanno alle spalle? Papa Francesco?
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# psanfilippo 2014-10-13 13:37
La percentuale di giovani con istruzione terziaria sarà anche bassa ma come è che allora i disastri peggiori li fanno prof universitari come Monti e Fornero ?
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# CESCO 2014-10-13 13:51
Ben gli sta agli Italiani di fallire e ritornare a zappare la terra,visto che non sono capaci di essere un popolo e di reagire ai tiranni e criminali.Un popolo disubbidiente,f arabutto,illega le,egoista,tris te,impaurito.spaventato,infe mminato,credulo ne,menefreghist a non ha futuro neanche se piovessero soldi dal cielo tutti i giorni,ed è giusto che patisca,se lo merita.
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# Maraffio 2014-10-13 14:25
Sono parole dure, molto dure.

Mi dispiacerebbe pensare che con questi tempi di auto-punizione (quasi tutti i guai attuali sono frutto esclusivamente delle scelte scellerate fatte in passato) ci rimettano e soffrano le persone perbene e timorate di Dio, pur sostenute efficacemente dalla Fede.

Non so cosa succederà nel prossimo futuro e non m'interessa consultare la mia personale e illusoria "sfera magica" ma cerco di prepararmi nel possibile per ogni evenienza della vita.
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# klaus.trofobic 2014-10-14 12:57
Le persone perbene, timorate di Dio e sostenute efficacemente dalla Fede sono colpevoli come gli altri.
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# guidino 2014-10-14 11:34
si proprio così
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# truenews 2014-10-16 22:45
Sono daccordo con lei,pero' c'e' anche una piccola parte(purtroppo )degli italiani che non e' cosi' specialmente quando penso a persone come Federico Faggin il fondatore di synaptics che e' l'azienda che vende le tecnologie touch screen ad apple e samsung e altri italiani come lui che mi rendono orgoglioso di esserlo.Pero'a causa di coloro che ha sopra descritto lei,pagano anche i pochi meritevoli.
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# Giovanni Silvano 2014-10-13 14:02
Anche uscire dall'Euro l'economia non si risolverebbe, troppa corruzione, troppa inettitudine, troppa incapacità della classe dirigente.
Io non credo che arriveremo comunque al default, ci imporranno magari politiche dure durissime, ma non ci faranno fallire perche non è interesse della Germania che l'Italia fallisca.
Certamente un referendum sull'euro perderebbe non ci sono dubbi, quasi tutti gli italiani hanno un piccolo risparmio in banca, e vederselo trasformare in Lire carta straccia non è una buona prospettiva per nessuno.
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# anonimo 2014-10-13 18:06
Il Direttore scrive : "Cambiare l'intero sistema politico, appare impossibile a meno che non si sostenga la rottura della continuità costituzionale e l'ascesa di un dispotismo illuminato".
Un "tizio"... ricordo che diceva: "Le crisi servono per cedere sovranità,senza le quali non si ottengono.
Il... tizio per parlare così appartiene certamente a gruppi in grembiule, e sono note le mire di quest'ultimi verso un tiranno illuminato,a cui anche Platone mirava se non erro,forse pero' con dettagli diversi.
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# Hermann 2014-10-13 20:03
Va bene, Grillo è populista, inconcludente, i suoi parlamentari sono ingenui, inesperti, simpatici casinisti e nulla più, ma quale alternativa possibile? Nessuna, assolutamente. Il problema è che non è tanto l'assenza totale di un progetto politico per la Patria, la nullità assoluta rappresentata da chi detiene la maggioranza dei seggi: l'Italia non conta più nulla. E questa situazione è voluta. Desiderata. Auspicata. Forse in odio a ciò che l'Italia ha rappresentato in passato, partendo dall'Impero Romano. Nonostante la desertificazion e delle aziende, posti di lavoro che saltano uno dopo l'altro, cassa integrazione aperta di continuo, gente impazzita, suidici (a proposito, non se ne parla più: nessuno si toglie più la vita per la crisi, fino a qualche mese fa c'era almeno un morto al giorno, ora non più...), scuole e università allo sfacelo, c'è ancora da mungere, da spremere: la maggioranza dei cittadini ha una casa di proprietà, in banca c'è ancora qualche risparmio. E lì che andranno ad agire, e presto: TASI, IMU, TARI e altri acronimi già mettono in pericolo il mantenimento della prima casa. Azzerato il patrimonio privato ed effettuati i prelievi dai conti correnti, avremo una nuova guerra civile, con gli immigrati parte attiva: in fondo sono venuti qui attratti dalle tavole imbandite, dalle televendite, da qualche procace attricetta, da Sanremo, Miss Italia, Domenica In e dal lavoro, che un tempo c'era, e ora che non c'è più saranno un poco incavolati.... Quando guardo un telegiornale, vorrei buttare la TV dalla finestra, tanto è il fastidio per i nostri governanti, non solo di Camera e Senato, ma anche Sindaci, Presidenti di Regione e quant'altro. Alluvioni, terremoti, inquinamento, frane, città sovraffollate, immigrazione selvaggia, cementificazion e scriteriata, trombe d'aria, bande di malavitosi, un clima sudamericano e poi gli stessi politici, immutabili, tanto che spesso controllo il calendario per sapere se siamo veramente nel 2014 o nel 1980.
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# adolibera 2014-10-14 22:55
mann, bravo, bella risposta, sempre concreto. complimenti adolf
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# Sergio64 2014-10-13 20:07
Quando il Movimento 5 Stelle si oppose strenuamente alla privatizzazione di Bankitalia, il direttore Blondet ne riconobbe i meriti oggettivi, e disse più o meno: ci toccherà votare per i grillini.

Poi -com'è noto- operò una "revisione di giudizio", e scrisse che votare per i grillini era da matti.

Mi chiedo se assisteremo in futuro a qualche altra revisione di giudizio.

Nel frattempo vorrei sommessamente osservare: qualcuno di coloro che scrivono o intervengono su Effedieffe si è mai preso la briga di mettere su un movimento politico per cercare di cambiare le cose?

Mi pare di no, a cominciare dal me.

Smettiamola quindi di buttare la croce addosso agli altri e chiediamo conto a noi stessi di ciò che non abbiamo voluto o saputo fare per cambiare le cose.

In Italia scarseggiano coraggio ed iniziativa politica.

Guardate il popolo ungherese, invece: quando si sono stancati hanno dato a Orban il 60% dei suffragi.

Così si fa.
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# Catone 2014-10-13 21:32
Egregio Direttore,
Sono sincero: se il referendum lo presenta Grillo, io voto per restare nell'Euro. Una gestione Grillo-Casaleggio nella exit strategy mi fa rabbrividire. La gestisse Fiore, di Forza Nuova, voterei ad occhi chiusi. Quello è uno che sa cosa dice e saprebbe anche cosa fare...
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# Wotan 2014-10-14 14:29
Citazione Catone:
Egregio Direttore,
Sono sincero: se il referendum lo presenta Grillo, io voto per restare nell'Euro. Una gestione Grillo-Casaleggio nella exit strategy mi fa rabbrividire. La gestisse Fiore, di Forza Nuova, voterei ad occhi chiusi. Quello è uno che sa cosa dice e saprebbe anche cosa fare...


Fa piacere vedere che esistono ancora dinosauri che votano letteralmente per partito preso.
Andiamo avanti così che fino ad ora è stato un successone.
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# nicolas 2014-10-13 21:51
Grillo è un grande irroratore di fumo in parallelo con le scie chimiche.
E un campione delle cause perse. Il paese è stremato perchè le privatizzazioni obbligatorie del libero mercato imposto(mi si conceda questa orgia di ossimori) e le sanzioni a paesi con cui si aveva un interscambio commerciale strategico(libe ro mercato per l'appunto) hanno massacrato le strutture produttive di base e imposto costi di approvvigioname nto energetico esosi.
E verissimo che dal''euro si doveva uscire prima. Attualmente sarebbe meglio rimanere nell'euro rivendicandone la proprietà della stampa. Contestare insomma lo status della BCE e i suoi meccanismi. IL vituperato Scilipoti, in merito ha fatto proposte interessanti.
Il "bene" dell'Italia e degli italiani, caro ex-comico strapazzato passa da una seria contestazione della Nato, della UE e della sporca propaganda dei mass-media.
Passa dal ripudio delle stupide e cieche adesioni alle sanzioni. Passa dalla denuNcia dell'istituendo trattato "TTIP" ,caro il nostro buffoncello.
Che altro aggiungere? Serve un martirio di rilievo. Berlusconi ad esempio, unico contestatore delle sanzioni a Putin, potrebbe farne la sua ultima battaglia a sostegno di una alleanza con la Russia per palesi ragioni. Invece si sta occupando di fro...pardon, quella roba diversa.Che Dio ci assista
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# pelzen 2014-10-13 22:45
Ho qualhe dubbio che la laurea o più inngenerale l'istruzione sia sinonimo di elevaziuone ed evoluzione. Spesso nell'insegnamento si nasconde il germe della manipolazione e non sempre i frutti sono così evidenti. Solo poche menti libere, perché educat ad esserlo, progrediscono, ma come detto sono poche e limitate. La massa italiana è, nostante l'insegnamento dalle scuole e dalle università, pessima e sopratutto allineata all'atlantismo.
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# Antonio A. 2014-10-14 13:00
Come criba qualche commento sopra, anche lei, caro pelzen, coglie nel segno. C'è da dire che il Direttore una volta sola si espresse in merito con un apposito articolo ("Università: formazione o necessità?") e non fu certo lusinghiero verso il nostro sistema universitario. Ma la tabella è lì e la chiusa non lascia scampo: c'è un nesso tra la nostra ignoranza/inettitudine ed il fatto che circolino poche lauree acquisite.

Nesso evidentemente infondato, specie se teniamo in considerazione buona parte dei nostri laureati. Non facciamoci fuorviare da narrazioni felici e senz'altro veritiere dei cosiddetti «italiani da esportazione», quelli che qui valevano zero e all'estero fanno a gara per accaparrarseli. Non è in discussione la genuinità di queste storie, ma si tratta di casi isolati: le eccellenze non sono mai mancate e non mancano, e se i singoli hanno tratto giovamento dalle rispettive esperienze universitarie lo si deve a qualche mosca bianca di professore oltre che al loro personale carattere (termine molto caro a Blondet).

No, la percentuale di laureati non c'entra nulla. Si tratta di un dato troppo "aspro", che non può per forza di cose andare a fondo alla questione: ho per esempio conosciuto due/tre giapponesi ed alcuni sud coreani in più. Tutta gente meravigliosa, tutti dotati di cosiddette «scuole alte», perché da quelle parti il «pezzo di carta» è la regola. E pur non prendendo le loro esperienze per oro colato, applicandole alla totalità, bisogna sentire quello che dicono a riguardo (e non parlo di ragazzini ma di trentenni che lavorano dal giorno dopo che sono usciti dall'università).

Il modello competitivo di stampo spiccatamente anglo-americano ha ucciso in loro ogni interesse, per cui si trovano immersi in occupazioni che li tengono impegnati dalla mattina alla sera in mansioni alienanti - perché, inutile dirlo, i più escono da economia e affini, per poi essere impiegati in multinazionali senza volto. Se chiedi loro quanto abbia influito la loro esperienza universitaria sia a livello umano che culturale, la risposta è che non saprebbero nemmeno dirti poiché «da noi è un percorso ovvio» - che è un po' come dire che non hanno un termine di paragone valido con cui confrontarsi per affermare con cognizione di causa che sarebbe stato meglio o peggio non prenderla la laurea.

Tuttavia mi pare di avere inteso che resti un divario enorme tra le loro università e le nostre: in quei Paesi ti preparano sul serio al mondo del lavoro, senza infarcirti di inutili stronzate pseudo-accademiche come avviene in buona parte dei casi da noi. Va dunque quantomeno riconosciuto che la loro struttura è in grado di creare figure professionali valide, in alcuni casi eccellenti. Ma c'è un "però". Forse nemmeno la metà è impiegato nel tanto decantato settore tecnologico, ed anzi in tal senso molti dei giovani asiatici tra quelli che vantano un'istruzione "seria" sono avulsi da certe logiche - non meno che da noi. Ergo una cospicua parte viene collocata in tutti quei settori che hanno a che vedere con economia, giurisprudenza, scienze politiche, pubbliche relazioni e affini.

Il che fa riflettere considerando l'andazzo: da quanto ci diciamo che tali settori, basati su commerci e ricchezze "intangibili" per così dire, sono destinati o a scomparire o a cambiare così radicalmente da rendere inutile tutta la scienza accumulata a riguardo? Davvero il nostro metro di giudizio deve basarsi su quanti ultra-ventenni riescono ad occupare posti più o meno di rilievo in quella azienda, agenzia o sede distaccata di una multinazionale?

A me pare che in tanti, troppi casi, su queste pagine si sia invece spinto verso altri mestieri, quelli che in ogni caso qui da noi abbiamo impunemente abbandonato perché considerati troppo "umili" (sic): artigiano, agricoltore etc. Ora, non vivendo su Marte mi rendo conto che il mondo attualmente sia talmente ipertecnologizz ato da bramare figure in grado non solo di "parlare" tale linguaggio, ma ancora di più di saperlo letteralmente "creare". E in tal senso il nostro ritardo è ancora più evidente, checché ne dicano le file chilometriche presso gli Apple Store nei giorni di lancio dell'ultimo iPhone.

Anche qui, però, il discorso è un altro. La rete ha fatto sì che anche l'ultimo dei ragazzini, nel posto più sperduto (purché dotato di connessione) potesse mettersi in mostra. Ed effettivamente non si contano coloro che si sono fatti notare anche per cose apparentemente banali: una mod di un videogioco, un'applicazione e via discorrendo. Ragazzi in età da liceo al più tardi, che quindi con qualunque università non hanno nulla a che spartire. Nè risulta che si tratti di ragazzini particolarmente dotati, sebbene non siano certo nella media. Solo che sono nati e cresciuti in un contesto che respira questa lingua, praticandola dalla mattina alla sera. C'è in loro la totale mancanza di calcolo, ovvero quella foga tipicamente giovanile di "fare qualcosa giusto per farla o perché gli passa per la testa". Capita che da contesti simili emerga qualcosa di stupefacente; ma quale che sia il motivo non è certo grazie ad un sistema d'istruzione che lo ho messo dietro a un banco e lo ha sottoposto a continui ed aleatori esami.

Perché nel mondo che viene (e che è già adesso) l'università conterà sempre meno. Non mi riferisco al valore legale, che anzi, probabilmente, registrerà un rinvigorimento proprio per far fronte alla situazione che va configurandosi. Piaccia o meno, mai come adesso è davvero possibile accedere a nozioni e contenuti tali per cui l'istruzione non è più appannaggio di pochi o esclusivi centri. Certo, guardando ai grillini viene da sudare freddo se quello è il risultato; né si può in alcun modo negare la positiva incidenza di un polo in cui si respiri aria di cultura. Ma ripeto, volente o nolente si tratta di cose che appartengono al passato. Anche in questo caso la fantascienza ha fatto centro da anni, quando mostra futuri possibili in cui esiste la classica «accademia unica» in cui vengono raccolti i cosiddetti "migliori" da ogni parte del pianeta - "migliori" che, poi, non di rado, sono gli stessi a ribaltare il sistema che li ha scelti perché credeva di ammansirli. Niente più lauree in giurisprudenza presso l'università della Calabria; basta facoltà Entomologia tenute aperte solo per una decina di iscritti. Si torna ai tempi in cui la cultura era sudore della fronte, se non addirittura rischio, pericolo.

Perché è evidente che quando parlo di «accessibilità» ai contenuti non mi riferisco a Wikipedia o chi per lei; l'insostituibilit à del libro mi pare resti ferma e potrebbe pure reggere, magari in altre forme (vedi ebook). È da vedere. Ma la dote più importante resta quella di saper fare domande prima ancora che sapere dove reperire le risposte: a questo dovrebbe "allenare" qualsivoglia sistema d'istruzione. Ed è superfluo evidenziare come, ad oggi, il rapporto sia inversamente proporzionale, e in maniera lampante: tanto più quella specifica università è blasonata tanto meno è incoraggiata la formazione di uomini (che comporta il giusto esercizio della dote di cui sopra). Se questo dato è controvertibile , prego chiunque di fornirmi delle ragioni valide a supporto. Sarò più che lieto di prenderne atto.
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# Wotan 2014-10-14 14:28
Non serve una laurea per farsi una cultura o avere successo nel proprio settore.
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# milvus 2014-10-14 17:52
Che si viva nel Disordine d maiuscolo non vi è dubbio, fango di dubbio per la catastrofe di Genova. Il Grillo dei V-days realizzò fino al voto di Berlusconi una vera rivoluzione, oggi nessuno sa se le catastrofi possono essere ancora maggiori, visto che il paese fu fondato nell'anno in cui Berlusconi prese il 54% dei voti. Purtroppo dopo si continuò sulla traiettoria identitaria di accettare matrimoni tra due uomini o due donne, non dare più senso alla scolarizzazione , eliminare l'eccellenza, un asino ed un professore sono allo stesso livello. La Giustizia è dalla parte dei corrotti o del delitto nelle sue varie scale cromatiche. La moneta ebbe un valore interessante, oggi se ripristinata arriverebbe al limite dei paesi africani, il lavoro più decente è spalare il fango, mentre nell'aria galleggiano nubi di ipocrisia, dissidia. Grillo avrebbe soluzioni perchè al tempo dei V-days si stava bene in una Repubblica normale. Siamo ancora in colonia con i problemi ereditati dalla Liberazione da parte di imperi che operano divisioni di ogni tipo, specie in politici poco seri ed eterni pettegoli. Per certi versi anche violenti e congelati nelle idee, silenziosi a parole clamorose come lo pseudofederalis mo di Bossi, per farsi dopo sentire bene nei Fori e Tribunali. In Italia non c'è mai stato un vero federalismo economico che abbia potuto correggere i falsi federalismi, le leghe hanno prolungato solo l'ideologia fin dalla sua nascita. Gli anglosassoni con il libero scambio si svilupparono presto e prima degli altri, gli spagnoli con le colonie in Sud America, conobbero la perdizione del protezionismo monopolista. L'Ialia è incapace di amministrarsi, nè nel libero scambio nè nel protezionismo, riesce solo nelle perenni guerre civili, per tradimento, e si arriva ad essere parte integrante dell'impero, anche se in declino lui stesso, ma colonia americana autogovernata. Siamo ciò che siamo grazie alla madre patria americana, per cui continuiamo ad indebitarci, e alla prossima volta o prossima catastrofe. Si governa comunque in un commonwealth di paesi mediterranei, costituzionalme nte, si vive in crisi politiche dai toni golpisti alla sudamericana, ma in deficit per corruzione ed evasione fiscale, avvantaggiati da un processo irreversibile, finanziati dagli angloamericani perchè in fondo fanno comodo i mercati del Sud, per loro esportazioni. Così come un tempo appoggiarono i secessionisti schiavisti coltivatori di cotone nordamericani nelle guerre civili. Vicinissimi al conflitto, ci pensò la Francia a trarre un vantaggio. D'altra parte non esistono massoni apostoli del liberoscambio. Per la nostra madrepatria oltre Rio Bravo, nulla importa, bisognava essere capaci di imparare a diventare come loro protezionisti e liberoscambisti a convenienza, senza concedere nulla a nessuno, invece ci siamo ridotti a spalare il fango dei loro errori passati e presenti.
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# yorick71 2014-10-15 08:30
Beh, oggi vedo sul sito di Grillo, che se tutto fila liscio, il referendum potrebbe tenersi a dicembre 2015. Non c'è tempismo? Ma noi non sappiamo che cosa accadrà in economia da qui al dicembre 2015. La situazione potrebbe deteriorarsi al punto tale da spingere la massa verso la direzione auspicata dal M5S. La politica è l'arte del possibile e in politica, come nelle cose umane, tutto è possibile.
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# cgdv 2014-10-15 10:35
Grillo sa benissimo, e lo dice, che quello che si potrà ottenere è un "referendum consultivo".

Referendum consultivi: per sentire il parere popolare circa una determinata questione politica (mera richiesta di parere legalmente non vincolante quanto alla decisione successiva) da Wikipedia voce Referendum

Resta quindi in sospeso la questione fondamentale: per poter indire un referendum abrogativo su una materia oggetto di trattato internazionale occorre modificare l'articolo 75 della Costituzione.
Giuliano
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