Ora è ufficialmente
riconosciuto o ammesso tacitamente che Israele è stata la segreta artefice
della provocazione georgiana. Tutto confermato quello che da noi era stato
documentato: Israele ha addestrato ed armato i georgiani, e si è fatta pagare
facendosi concedere due basi militari avanzate contro Teheran. Era evidente
d'altronde come tutti i fasulli vertici georgiani fossero legati ad doppio filo
con Israele. Per noi di EFFEDIEFFE una decisiva conferma che la strada
intrapresa è quella giusta; per l'Europa l'ennesima vergognosa dimostrazione di
debolezza e viltà.
Confermato: Israele usava la Georgia come base di attacco all’Iran
«In base ad un accordo segreto fra Israele e Georgia, due campi d’aviazione militari nella Georgia meridionale erano stati assegnati ai bombardieri israeliani per un attacco preventivo contro le installazioni nucleari dell’Iran. Ciò riduce notevolmente la distanza che i caccia-bombardieri devono coprire per raggiungere i loro bersagli in Iran».
Stavolta a scriverlo nero su bianco non è un complottista marginale. E’ Arnaud De Borchgrave, storico direttore del Washington Times ed ora, in tarda età, «editor-at-large» (ossia direttore non esecutivo, ma libero commentatore) dell’agenzia internazionale UPI. Un personaggio (l’ho conosciuto di persona in anni lontani) con ottimi agganci con servizi segreti, in primo luogo francesi.
Ora egli conferma tutto ciò che abbiamo detto in questo sito: Israele ha addestrato ed armato i georgiani, e si è fatta pagare (in parte)( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
Mosca: l’ultimo attentato eccellente Maurizio Blondet
Non sembra
proprio il momento giusto per ordinare un attentato di un servitore dello
Stato, che si occupava di materiali strategici. Si, perchè Boris Yevstratikov
non era a capo della Federal Reserve russa (che non esiste), come riporta Wall
Street Italia, ma era un ingegnere alla guida della RosReserve (materie prime).
Netanyahu ricatta Mosca (e Berlino, via «Al Qaeda») Maurizio Blondet
Una storia oscura - in relazione con la misteriosa vicenda della
nave «Arctic Sea» finlandese, che il Mossad teneva d’occhio per impedire al
mercantile di raggiungere l’Iran - nella quale
Israele ha tratto un enorme potere di ricatto sul Cremlino,
dove Netanyahu è andato a incassare. A Mosca, gruppi con strategie
contrastanti, tra Medvedev e Putin: Netanyahu cercava sponde per appoggiare le sue mire;
a quanto pare le ha trovate proprio nell'attuale leader russo.
E Pechino si compra la Moldavia Maurizio Blondet
Una mossa geniale, silenziosa
e improvvisa: Pechino ha risposto alla penetrazione americana nel centro-Asia,
a ridosso dei suoi confini, cercando di fare
della Moldavia il suo satellite economico, e la sua testa di ponte nel cortile
di casa europoide. Un cuneo strategico di fondamentale importanza, con il
consenso di Mosca.
Le manovre anti-russe di Obama Maurizio Blondet
Le manovre militari
NATO-georgiane fanno parte di un vasto piano, che è insieme anti-russo ed
anti-europeo. Vi si riconosce la mano di Brzezinski, ex docente di Obama alla
Columbia, e ora mente pensante del suo Consiglio di sicurezza. Trame per isolare la Russia, approfittando della sua crisi economica.
Registriamo la partecipazione «incomprensibile» anche dell'Italia che va in
guerra contro se stessa. Diversamente la lucidissima Ankrara prosegue sempre
più autonoma in senso neo-ottomano.
Verso la Russia, Turchia meglio che UE Maurizio Blondet
Un disegno politico
«neo-ottomano»: la parola-chiave tra Mosca ed Ankara è la cooperazione. Il
governo islamista-moderato di Gul si muove con spirito d’indipendenza e con una
libertà ignota a noi europei, cogliendo i frutti del suo atteggiamento durante la
guerricciola innescata dalla Georgia. Mentre la cosiddetta «Europa» vuole
aiutarla a prendersi la rivincita. Noi seguiamo servilmente la rotta di
collisione con Mosca voluta da Washington.
Osservatori UE: è l’Ucraina a bloccare il gas Maurizio Blondet
Gli ucraini si stanno tenendo
tutta la materia prima destinata ai mercati europei. Prima di andarsene Bush ha
messo a segno una ulteriore provocazione attraverso la partnership strategica
con l’Ucraina che debole, corrotta ed economicamente in rovina, si può
permettere ogni arroganza, in quanto ha accettato di diventare la pedina del
Grande Gioco. Le ricche royalties di transito da sfruttare parassitariamente
sono la sua mercede. Bruxelles ora ha visto: starà a guardare senza fare
niente?
La Russia di nuovo nei guai Maurizio Blondet
Se la nuova Russia rischia di
perdere il posto a cui ha diritto nel mondo la colpa è di un residuo di cui
deve liberarsi: il cancro comunista, di
cui è ancora vittima. «Se nella nazione si isteriliscono le forze spirituali,
nessun sistema statale e nessuno sviluppo industriale la salveranno dalla
morte». E se Solgenitsin citava il grande Stolypin, significa che tutto è
ancora congelato ad un secolo fa. Dovete ridiventare russi, senza confusione.
Con Obama continua il Grande Gioco Maurizio Blondet
Con la nuova linea di
rifornimento sud-caucasica, in un colpo solo, Washington marginalizza la
Russia (e la avvicina all'Iran); stringe accordi di cooperazione militare con le
ex-repubbliche sovietiche e rafforza la posizione della «amica» Georgia. Un
sogno che si realizza. Il grande gioco fra l’Hindukush e il Pamir è in corso,
l’esito è incerto. La mossa americana al momento potrebbe essere vincente.
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