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Una speranza dall'Ungheria?
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È quasi un giovane – è del 1963 – (se paragonato ai politici nostrani dove gli sbarbati sono Casini, 1955 e Fini, 1952) e sta facendo sbavare la Commissione Europea per la campagna contro l’aborto lanciata dal partito di centro-destra Fidesz, che governa l’Ungheria e di cui Viktor Orbàn è leader. Budapest è infatti tappezzata di manifesti che ritraggono l’ecografia di un feto che esprime questo pensiero: «Potrei pure capire che non sei pronta per me, ma pensaci due volte e fammi adottare, lasciami vivere!». Particolarmente attive sul fronte delle proteste sono il commissario europeo alla Giustizia, la lussemburghese Viviane Reding (1): «La campagna non è conforme al progetto sottoposto dalle autorità ungheresi e la Commissione Europea chiede di conseguenza alle autorità ungheresi di porre fine a questa parte della campagna e di ritirare senza indugio i cartelloni», ha dichiarato durante un dibattito all’Europarlamento. In caso contrario «avvieremo procedure per porre fine allaccordo e trarremo le dovute conclusioni, anche in termini finanziari» (2) e l’eurodeputata socialista francese Sylvie Guillaume: «La Commissione è molto chiara: utilizzare denaro del programma Progresso o di altra fonte UE per una campagna anti-aborto è un abuso ed è incompatibile con i valori dellUE» (abbiamo la conferma che una campagna antiaborto è incompatibile con i valori UE).

È la seconda legislatura di Orbàn (dall’aprile 2010; è stato primo ministro anche dal 1998 al 2002); tra i provvedimenti significativi emanati c’è la legge sulla cittadinanza ungherese, concessa anche a coloro che vivono al di fuori del Paese (criticata dalla Slovacchia, dove c’è una forte minoranza ungherese), ma soprattutto il varo della nuova Costituzione, votata solo dal Fidesz, che ha una maggioranza dei 2/3 in Parlamento. L’opposizione (i socialisti, i liberali di LMP e i verdi) ha lasciato l’aula e boicottato il voto. Jobbik, partito dell’ultradestra, che alle elezioni del 2010 si è confermato terza forza, con il 16,67% dei consensi e 47 seggi, ha votato contro la Costituzione.

Questa Costituzione, firmata dal presidente della repubblica Pál Schmitt il 25 aprile 2011, e che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2012, è stata definita da più fonti un esempio di intolleranza nazionalista e dal leader dell’opposizione socialista Attila Mesterhazy (nomen omen?) «un tentativo di istituzionalizzare un regime dittatoriale».

David Saltuari, di Sky.it, così commenta:

«Tra le proteste dei partiti di opposizione lUngheria ha deciso di dotarsi di una nuova costituzione. Lunico partito che lha votata, però, è stato Fidesz, del premier conservatore Victor Orbàn, che gode della maggioranza di due terzi necessaria ad approvarla da solo… La nuova legge fondamentale ridisegna lassetto istituzionale magiaro, riducendo le possibilità di intervento degli organi di controllo come la Corte Costituzionale e aumentando i poteri dintervento dellesecutivo. Secondo molti analisti viene così messo in discussione il normale bilanciamento tra poteri… Tra i punti più controversi cè il preambolo in cui si rivendicano le parti del territorio magiaro che alla fine della Prima Guerra Mondiale vennero assegnati a Romania, Austria e Slovacchia (una  formulazione che ha parecchio innervosito i Paesi vicini) (3). Nellintroduzione della nuova legge, inoltre, è scritto che viene onorata la sacra corona di Re Stefano, che da più di mille anni rappresenta lunità della nazione e si fa riferimento al cristianesimo come elemento fondante della nazione. Viene inoltre ribadito che il matrimonio è solo quello tra un uomo e una donna (orrore, ndr) e si sostiene che la vita del feto va protetta fin dal suo concepimento’. A preoccupare però i partiti di opposizione sono soprattutto le limitazioni imposte alla Corte Costituzionale, che dal 1° gennaio non potrà più decidere su alcune leggi, prime fra tutte quelle di naturale fiscale. Viene inoltre introdotto lobbligo di una maggioranza qualificata su diversi temi: per introdurre nuove tasse sarà necessario approvarle con una maggioranza di due terzi, rendendo quasi intoccabili le riforme create dallattuale governo. Sulla legge finanziaria, inoltre, viene introdotta la possibilità di veto da parte del Consiglio di Bilancio, una sorte di Corte dei Conti, i cui membri, in carica per i prossimi sette anni, verranno nominati proprio da Fidesz. Viene creata, inoltre, la norma secondo cui, se il parlamento non è in grado di approvare una legge finanziaria entro il 31 marzo di ogni anno, il presidente della repubblica (per i prossimi anni Pál Schmitt, proprio del Fidesz) lo può sciogliere e indire nuove elezioni. Soprattutto queste due ultime norme rischiano, secondo molti osservatori, di garantire al partito del premier un controllo su parlamento e governo anche nel caso di una sconfitta elettorale alle prossime elezioni del 2014Ho come limpressione di un salto indietro nel tempo, un salto ottocentesco che risorge dalle macerie della globalizzazione e di quelle spinte alle identità locali che sono laltra, a volte oscura, faccia di concentramenti che tendono a scavalcare lo Stato nazione. Questa è la tendenza politica in un momento di forte crisi economica e di identità. Un protezionismo ideologico teso a rassicurare su questioni che, di contro, allarmano. Il riconoscimento del concetto di nazione etnica, con il coinvolgimento delle minoranze magiare presenti negli Stati confinanti (Slovenia, Romania, Austria, Ucraina, ecc.) ha un forte valore simbolico e di seguito politico e politologico. LUngheria è un caso da osservare attentamente perchè può rappresentare un triste paradigma di un nuovo oscurantismo».

La Costituzione inizia con un preambolo dove si enuncia l’appartenenza all’Europa cristiana. Il preambolo afferma la centralità della cristianità, fondamento della nazione, e cancella il passato comunista dell’Ungheria, dichiarando nulle le leggi emanate tra il 1944 e il 1989. «O Signore, benedetta sia la nazione ungherese», e subito dopo viene reso omaggio alla «corona di Re Stefano, che da più di mille anni rappresenta la Nazione ungherese».

La Costituzione è organizzata in tre parti: principi fondamentali, diritti e doveri e lo Stato; enucleando gli aspetti più significativi, l’articolo D della sezione principi fondamentali, a proposito dell’identità nazionale ungherese, precisa il dovere da parte dello Stato ungherese di preoccuparsi della vita dei suoi cittadini che vivono all’estero, contribuendo alla loro sopravvivenza e benessere, con particolari riferimenti alla preservazione della loro identità nazionale ungherese e della lingua ungherese.

Basando la nazione la sua identità su una tradizione cristiana che individua nella famiglia il presupposto della sua unità e civiltà, l’articolo K inserisce la famiglia, intesa come legittima unione tra uomo e donna, tra i principi fondamentali dello Stato, definendola addirittura «basilare per la sopravvivenza della nazione». Di fatto, attraverso questo articolo, situato nella parte più importante della Carta, l’intero mondo dei pervertiti è fuori dalla tutela della legge ungherese, costituendo per di più la base giuridica per una eventuale messa fuorilegge dell’omosessualità.

Con l’articolo E l’Ungheria tenta di mettersi al riparo dagli enti internazionali come la UE o la NATO, potenzialmente in grado di interferire nella la politica locale su temi economici, militari o relativi ai cosiddetti diritti civili: il recepimento dei trattati internazionali richiederà infatti la maggioranza qualificata dei due terzi del Parlamento.

Nella seconda parte della Costituzione, all’articolo II, viene sbarrata per via costituzionale la porta all’aborto ed all’eutanasia, esplicitando l’inviolabilità del diritto alla vita e specificando come il feto debba essere protetto dal momento del concepimento e non da quello della nascita.

Negli articoli V e VIII vengono poi poste le basi per il controllo dei media, attraverso l’istituzione di apposite commissioni - nominate dal potere politico - destinate alla valutazione della protezione della privacy e dell’operato generale dei media.

Se la seconda parte della Costituzione, incentrata sui cittadini, può dare l’impressione di uno Stato etico, la terza parte, dedicata all’ordinamento dello Stato, mostra come in Ungheria sia rigettata la dottrina illuminista della separazione dei poteri a favore di un controllo del potere politico su quello giudiziario, su quello economico e sul mondo dell’informazione. È infatti, già nell’articolo 1, tra i poteri del Parlamento figurano l’elezione diretta, tra gli altri, del presidente della Corte Costituzionale, del presidente della Curia – l’equivalente della Corte di Cassazione italiana - e del Procuratore Capo, sia pure con la maggioranza qualificata dei due terzi. Nell’articolo 41 si precisa poi il controllo politico sul sistema economico, attraverso le limitazioni imposte all’attività operativa del presidente della Banca Nazionale d’Ungheria, le verifiche parlamentari a cui è sottoposto il suo operato e la semplicità per la rimozione di chiunque eserciti tale ruolo.

Decisamente curiosa, e unica al mondo, è la previsione che i genitori potranno votare alle elezioni anche per conto dei loro figli minorenni. E, come ciliegina sulla torta, ovviamente viene riconosciuto il diritto a possedere armi da fuoco per ogni privato cittadino.

Fidesz ha un concorrente a destra, il partito Jobbik (Movimento per un’Ungheria Migliore, Jobbik Magyarországért Mozgalom) di cui abbiamo accennato sopra e che ha votato contro la Costituzione; il suo leader è Gábor Vona; la Guardia Nazionale Ungherese, composta da miliziani in uniforme nera, che fa riferimento allo Jobbik, pattuglia le strade chiedendo i documenti alle persone; sono contro i rom, la UE, «una società creata da ebrei», l’alta società e le città corrotte (4). Oltre ai 47 deputati nel Parlamento ungherese ha 3 deputati europei. Sono dei provocatori? È
Fidesz un movimento che frena, pilotandola verso lidi più moderati, una rivolta sociale sempre più estesa? Sono i due movimenti d’accordo, facendo una sorta di gioco delle parti per cui Fidesz è il partito serio e Jobbik sostiene quello che Fidesz non può sostenere? Non lo sappiamo. Si vedrà quale dei leader avra l’incidente. Di sicuro l’Ungheria è più importante della Carinzia…

Fabio de Fina





1
) Il curriculum di costei è doc: dottorato in Scienze Umane (?) alla Sorbona, deputato dal 1979 in Lussemburgo, dal 1989 deputato europeo, dove rimane fino alla nomina nella Commissione Prodi del 1999, con l’incarico di Commissario per l’Educazione, la cultura, i giovani, i media e lo sport. Poi sempre nella Commissione Europea, fino all’attuale incarico di commissario europeo per Giustizia, diritti fondamentali e cittadinanza; fa parte del Partito Cristiano Sociale (centro destra)!
2
) Con il logo Progress (il programma comunitario per l’impiego e la solidarietà dell’Unione Europea) la campagna anti-aborto è costata 416.000 euro, pare, in gran parte, tratti da fondi europei, finanziatori a loro insaputa.
3
) Nelle menti degli ungheresi, resta il ricordo traumatico ancora oggi, pur essendo passati 90 anni, del trattato di pace del Trianon, con cui le potenze vincitrici della Prima Guerra Mondiale stabilirono le sorti del Regno d’Ungheria; la popolazione dell’Ungheria post-Trianon venne ridotta da 19 milioni a 7 milioni, mentre la superficie territoriale venne ridotta di due terzi.
4
) Budapest, dall’inizio degli anni ’90, era diventata in effetti un enorme bordello.

 

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Commenti  

 
# CESCO 2011-06-26 13:35
Come è potuto succedere, che una banda immonda di bestie pervertite sia riuscita a farci sembrare "CULTURA" la soppressione dei feti, i rapporti omosessuali, l'ateismo di Stato, la pornografia, l'obbrobio edilizio, la deformità dell'arte e della bellezza, ecc., ecc. Ma i nostri capi e maestri sono figli delle tenebre? Perchè l'orrore, il grottesco, lo sciocco, il perverso, il vergognoso viene da loro presentato come cultura?
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# geppino 2011-06-27 23:29
Perchè l'Italia non è una nazione... E' solo una mera espressione geografica, cari amici...
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# cangrande 2011-06-26 13:41
Parafrasando il grandissimo Francois Fejto, gli ungheresi sono il popolo tra i più nobili d'Europa, e restano conquistati solo dal comportamento altrettanto nobile. Altrimenti disprezzano il prossimo.
Speriamo che non li ammazzino troppo presto, quei due...
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# aalireland 2011-06-26 13:59
Le vie del signore sono infinite.
L'Ungheria ha una certa tradizione storica non mi stupisce che un segnale così forte possa venire da un Paese come questo.
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# Pietro G 2011-06-26 14:41
Sì, questa Costituzione è molto interessante, costituisce una novità significativa nel desolato panorama europeo e mi trova favorevole sulle linee generali. Contiene quello che già in un altro commento indicavo come l'unica via d'uscita dal processo, avviato nel dopoguerra e già in fase avanzata, di autodistruzione dei popoli europei: il ritorno alle identità etnico-culturali, religiose ed economiche. Finalmente si vedono i primi segni della resistenza all'olocausto (unico vero) che vede come vittime i popoli europei e come "camere a gas": l'aborto di massa, l'individualismo, il carpe diem, la distruzione della famiglia e l'omosessualità propagandata con ogni mezzo.
Questa Costituzione mette al centro il concetto di popolo e come unica giustificazione del potere la volontà popolare, questo nella UE è un concetto rivoluzionario e la reazione dei burocrati europei è comprensibilmen te rabbiosa perchè temono il contagio sopratutto nei Paesi dell'Europa Occidentale, dove il fallimento della società multiculturale ha reso la situazione sociale esplosiva.
Oltre all'Ungheria, questi segni dei tempi nuovi si ritrovano infatti in buona parte della Scandinavia, Olanda, Belgio e Austria con modalità diverse e specifiche per ogni Paese.
Il Paese che potrebbe fare la differenza però è la Francia dove il nervosismo dell'establishment si taglia ormai col coltello. Le ultime interviste a Marine Le Pen (vedere i video sul sito del Front National) sono un esempio della paura (gli intervistatori fanno di tutto per non lasciarla parlare) che la prossima elezione presidenziale possa essere per lo meno contesa ad armi pari con la leader del Front National e che invece delle solite beghe dell'assistenzialism o si sia costretti a parlare di argomenti tabù come immigrazione, euro, identità e mondialismo.
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# bill 2011-06-26 16:00
"Decisamente curiosa, e unica al mondo, è la previsione che i genitori potranno votare alle elezioni anche per conto dei loro figli minorenni".

Non ci metterei la mano sul fuoco ma mi pare di ricordare che questa idea era stata avanzata anni addietro in Germania.
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# alphiere12 2011-06-26 17:17
SANTO STEFANO, cardinale Mindszenty,
Studenti, soldati, braccianti, che siete morti in quell'alba d'ottobre, atteso da cento e più mesi, beato Carlo Magno e beato Carlo d'Asburgo e tutti i santi della terra magiara, benedite questo giovane ed il suo governo. Salvateli dagli strali degli eurocrati e ab omne malo.
E che possano fare scuola.
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# medicialberto 2011-06-26 18:33
Ungheria più importante della Carinzia? Speriamo che stia più attento...
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# Marcel 2011-06-26 20:28
Qualcuno potrebbe dirmi in questo nuovo contesto, quale ruolo stanno assumendo gli Asburgo di Ungheria? (George)
Mi pare che a fronte di una grande operatività di Otto a favore dell'Europa e all'integrazione dell'Ungheria nella UE, le nuove leve siano più prudenti.
Come valutate la politica pro UE degli Asburgo degli ulimi decenni, e cosa sapete dire circa la loro attuale posizione in Ungheria e non solo???
Grazie!
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# Catone 2011-06-26 20:38
Intanto l'Ungheria torna agli ungheresi! Bravi!
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# Catone 2011-06-26 21:33
Secondo me Jobbik, di orientamento più nazional-socialista che non tradizionalista cattolico, ha votato contro perchè in questa fase può permettersi una differenziazion e. Infatti Fidesz aveva già i 2/3 necessari.
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# duxcunctator 2011-06-26 22:36
Indovinate un po' quale nazione europea ha avuto il maggior numero di santi tra i suoi re e regine?
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# cgdv 2011-06-26 23:15
Caro Fabio, hai fatto molto bene a concepire ed a pubblicare questo articolo. Basta leggere, per capire i terribili condizionamenti , anche in termini finanziari, ai quali viene sottoposto chi volesse governare in modo conforme alla civiltà dell'Europa cattolica. Della quale l'Ungheria di Santo Stefano e di Re Corvin Màtyàs Hunyàdi, probabile discendente della famiglia romana dei Corvini, è sempre stata un baluardo contro il pericolo proveniente dai mongoli prima e dagli ottomani poi, contribuendo in modo fondamentale anche all'opera di civiltà dell'Impero asburgico.
Però adesso Repubblica ci dice:
"Con la nuova legge fondamentale approvata ieri dal Parlamento ungherese... l'Europa si allontana dai valori costitutivi dello Stato di diritto".
Sueddeutsche Zeitung addirittura ammonisce:
"... intolleranza, nazionalismo, passi che ricordano la retorica fascista".
Chissà cosa diranno i nostri difensori della libertà dei popoli, che esaltarono la repressione del 1956! Vista l'analogia con quello che si dovrebbe fare anche in Italia, qualche subliminale discorsetto mi sembra tardare un po' troppo. Perfino l'ONU del resto se ne è preoccupata, invitando Orbàn a riparlarne sia con l'ONU stessa che con la UE. Accerchiamento completo quindi, del resto Cuomo ha appena fatto approvare, anche se con esigua maggioranza, il matrimonio omosessuale nello Stato di New York, facendo piangere di gioia Lady Gaga. La speranza però è l'ultima a morire.
Giuliano
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# palbel 2011-06-27 06:54
Leggetevi, se lo trovate su ebay, il libro "Trianon calvario di Ungheria", che elenca tutte le porcate commesse contro l'Ungheria a margine dell'infame trattato di Versailles che pose le basi per l'avvento del fascismo, del nazismo e della Seconda Guerra Mondiale. e dietro ai diplomatici di Versailles sempre il solito verminaio di plutocrati corrotti e corruttori, di finanzieri ebrei alla ricerca di un nuovo padrone da distruggere, ed a coordinarli uno strano personaggio affetto da sifilide cerebrale all'ultimo stadio e legato alla massoneria: Woodrow Wilson, cui andrebbe ascritta anche la responsabilità morale della creazione della jugoslavia, rivendicata da A. A. Mola come opera della massoneria, ed in ultima analisi anche la reponsabilità delle stragi che hanno insanguinato la Jugoslavia quando finalmente si è sfasciata in un mare di snague.
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# Der Freiherr 2011-06-27 07:07
Grande popolo!
Solo i movimenti localistici in Europa, anche se privi spesso della altissima spiritualità del popolo ungherese, possono appoggiare la formazione di Stati con caratteristiche etniche e culturali sufficientement e marcati da poter mantenere le loro pecurialità, in opposizione al nuovo schiavismo, materiale e culturale del mondialismo.
Meditate sinistrini, meditate!
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# gianfranco56IT 2011-06-27 10:20
Quallo che mi preoccupa è la sua entrata in vigore, nel 2012;
Non vorrei che venisse fatta saltare prima dai soliti noti.
Grazie all'autore dell'articolo, molto interessante.
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# stone 2011-06-27 10:44
Per duxcunctator: interessante osservazione! Saluti
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# Catone 2011-06-27 10:47
Krisztina Morvai, del partito Jobbik, ha fatto l'anno scorso le dichiarazioni che riporto (a puro titolo cognitivo, per carità, mica le condivido): "Sarei contenta se coloro che si definiscono fieri ebrei ungheresi se ne andassero a giocherellare con i loro piccoli peni circoncisi, invece di insultare me".
Bacchettata dalla lobby ("così si auto-esclude dalla vita pubblica"), la Morvai rincara la dose: "La gente come voi è abituata a vedere la gente come noi mettersi sull'attenti ogni volta che date sfogo alle vostre flatulenze. Dovreste per cortesia rendervi conto che tutto questo è finito. Abbiamo rialzato la testa e non tollereremo più il vostro tipo di terrore. Ci riprenderemo il nostro Paese".
Ripeto, al solo scopo di capire quello che succede in Ungheria!
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# EMERICH 2011-06-28 07:38
Citazione Catone:
Krisztina Morvai, del partito Jobbik, ha fatto l'anno scorso le dichiarazioni che riporto (a puro titolo cognitivo, per carità, mica le condivido): "Sarei contenta se coloro che si definiscono fieri ebrei ungheresi se ne andassero a giocherellare con i loro piccoli peni circoncisi, invece di insultare me".
Bacchettata dalla lobby ("così si auto-esclude dalla vita pubblica"), la Morvai rincara la dose: "La gente come voi è abituata a vedere la gente come noi mettersi sull'attenti ogni volta che date sfogo alle vostre flatulenze. Dovreste per cortesia rendervi conto che tutto questo è finito. Abbiamo rialzato la testa e non tollereremo più il vostro tipo di terrore. Ci riprenderemo il nostro Paese".
Ripeto, al solo scopo di capire quello che succede in Ungheria!

Averne di donne (e di uomini ) così...
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# cgdv 2011-06-27 11:00
L'ONU ha riunito una commissione di "saggi" tra i quali i presidenti uscenti di Brasile (il comunista Lula), Messico e Colombia, nonché Kofi Annan ed il premio Nobel Mario Vargas Llosa. La commissione esorta ed invita a "sperimentare modelli di legalizzazione delle droghe, in particolare la cannabis, che colpiscano la criminalità organizzata salvaguardando la salute dei cittadini". Per decenni hanno suonato i tromboni tipo Pannella e C. adesso picchiano le grancasse secondo i dettami del direttore d'orchestra.
Chi ci salverà da costoro? A proposito di Ungheria, forse dovrebbe rivivere il voivoda di Valacchia Vlad III l'impalatore. Costui non era un santo, ma contro i distruttori di oggi sarebbe ancora utile, così come lo fu contro le armate ottomane del XV secolo.
Giuliano
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# alphiere12 2011-06-28 20:27
A proposito di Ungheria, forse dovrebbe rivivere il voivoda di Valacchia Vlad III l'impalatore. Costui non era un santo, ma contro i distruttori di oggi sarebbe ancora utile, così come lo fu contro le armate ottomane del XV secolo.
Giuliano.
Etnicamente era uno szekely, tribù che sostiene di discendere dalle aristocrazie celtiche, unne e vichinghe, ed è eroe nazionale in Romania, dove è ricordate per le sue lotte, non solo contro i Turchi, ma anche contro gli Asburgo.
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# gigiranalli 2011-06-27 12:12
E' rincuorante che ci sia almeno un Paese dell'UE che tiri su la testa, palesemente in controtendenza con il resto dell'Europa.
Purtroppo cose simili in Italia non potranno mai accedere: se anche un giorno dovessimo cambiare direzione, sarebbe soltanto perchè abbiamo cambiato padrone.
Onore all'Ungheria!
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# Antonio D. 2011-06-27 17:11
Credo che l'appello del Papa pochi giorni fa, esortando i cattolici (quelli veri) a buttarsi attivamente in politica, sia in linea con quel che sta avvenendo in Ungheria.
Avere 2/3 del parlamento non é poco, significa che 2/3 dei votanti si rispecchiano in questo partito di chiarissima ispirazione cristiana. Con la solita, proverbiale, dovuta prudenza, il Papa ha fatto un appello senza menzionare persone o esempi concreti. Purtroppo nei nostri quotidiani (e purtroppo anche in Avvenire) queste notizie non sono riportate col dovuto risalto o non sono riportate proprio.
Speriamo che Sua Eminenza Angelo Bagnasco, ricordandosi anche della sua Promessa di Scout, imprima una svolta seria ad Avvenire, del sale sciapo non sappiamo che farcene.
Buona Strada Eminenza
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# Vitoparisi3 2011-06-27 12:51
Nell'agosto del 955, a Lechfeld, Ottone primo batté le orde ungare fuori di Augusta, spingendo così l'allora Re di Ungheria, Stefano primo, alla conversione al cristianesimo. Gli ungari, per conseguenza, vollero convertirsi pure loro in massa, cessando così di rappresentare un pericolo per l'Europa. Ne seguì la pace tra gli ungari e i goti e l'incoronazione di Ottone primo a Re del Sacro Romano Impero. Reattivi, gli usurai dell'epoca spinsero la Chiesa contro il califfato, i cattolici contro gli ortodossi e l'impero stesso contro la Chiesa. I "guelfi" ("Woelfen"="lupi") si rivestirono, quindi, di pelli ovine da loro stessi scuoiate, spacciandosi per i "buoni", a favore delle democrazie comunali, ovviamente a due partiti ciascuna. Ma, gli ungheresi, preferirono, da allora, un Re ed una famiglia reale cristiana.
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# Annhilus 2011-06-27 16:40
Questo articolo trova a mio avviso il suo punto "nodale" proprio all'inizio:

Cito per precisione «l’eurodeputata socialista francese Sylvie Guillaume: 'La Commissione è molto chiara: utilizzare denaro del programma Progresso o di altra fonte UE per una campagna anti-aborto è un abuso ed è incompatibile con i valori dell’UE' (abbiamo la conferma che una campagna antiaborto è incompatibile con i valori UE)».

(questo per loro è progresso... uccidere vite nascenti...)

Ora vedete, la verità è questa ma non è SOLO questa.
I "valori" della UE non sono solo l'aborto (se essere anti-abortisti è contro i valori UE allora i valori UE
ritengono una valore postivo l'aborto e questo è inequivocabile) .

I "valori" della UE sono lo sdoganamento
e l'affermazione della omosessaulità in termini di istituzionalizz azione, ma anche in termini di imposizione ideologica di questa devianza minoritaria ad una maggioranza non deviata.

I valori della UE, sono la burocratizzazio ne di qualunque azione economica e al tempo stesso la destrutturazion e di ogni componente regolatoria in altri termini il mercatismo quale dogma.

I valori UE sono la sottomissione di qualunque elemento socio-antropologico etico e culturale all'arbitrio dei mercati e al potere centrale di tipo finaziario.

Infine i Valori UE sono antitetici e non riconoscono alcuna dignità alla sovranità nazionale, alla storia dei popoli in termini culturali e socio-atropologici oltre che storici e vieppiù etico-valoriali.

Ma soprattutto (e per i cristiani in primis): I valori UE sono "IMMORALI" in termini cristiani in generali e cattolici in particolare.

Un vero cattolico deve prendere atto di ciò, non possiamo far finta di non vedere che volutamente e senza alcuna partecipazione democratica o confronto socio-culturale, la stesura della costituzione europea ha eradicato ogni richiamo e riferimento alla cristianità (vero e unico ipotetico legante di una qualunque Europa unita o confederata che sia).
La rinuncia programmata e programmatica ad ogni richiamo cristiano era inevitabile, dato che altrimenti come si sarebbe potuto giustificare una simile affermazione: "... una campagna anti-aborto è un abuso ed è incompatibile con i valori dell’UE"?

Se una campagna anti-aborto è un abuso ed è contro i valori UE, allora i cristiani e vieppiù cattolici sono abusivi forse ma debbono per forza essere sono CONTRO i valori UE.

Vi sembra stano vero??? Invece è proprio così: o siete abusivi... ma cattolici... ovvero contro questa Europa unita, oppure non siete cattolici.

Gesù è stato chiaro:
Luca 11-23 "Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde".

Volete stare con Cristo e ripudiare questa UE i cui valori sono immondi e maligni oppure volete continuare a bearvi della vostra "cittadinanza europea" democratico-massonica???

A ognuno la sua scelta, ma sia chiaro o con Cristo o contro perchè nessuno può servire a due padroni... "Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro..."

Io questa Europa la disprezzo, su questa Europa ci piscio ... non la voglio riformata o corretta, la voglia precipitata nella cloaca della storia assieme a tutte le altre sudice e putrescenti defecatio di Satana!!!

Nella fogna dell'inferno... là finirà, quello è il posto di questa UE e dei suoi "valori"; quello è il giusto collocamento degli adoratori di Mammona.

P.S.: ... e scusate... ma non riesco mai a non meritarmi la censura.
Saluti a tutta la redazione e agli altri amici.
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# Pietro G 2011-06-27 18:56
I burocrati europei e i loro burattinai sono una vil razza dannata, su questo non ci sono dubbi, però anche gli alti papaveri del Vaticano dovrebbero guardarsi allo specchio di tanto in tanto e fare mea culpa.
- Si chiede che venga introdotta nel preambolo della Costituzione europea un riferimento alle radici cristiane dell'Europa.
Ma allora perchè si è accettato il principio di libertà religiosa, (che in sostanza vuol dire che una religione vale l'altra)? Perchè non si è posto il veto all'ingresso in Europa di nazioni musulmane come la Turchia? Perchè il cardinale Tettamanzi e la CEI si fanno promotori della costruzione di moschee che la popolazione autoctona non vuole? Perchè si è lasciato costruire proprio a Roma la più grande moschea d'Europa? Con un simile atteggiamento come si fa poi a reclamare un riferimento alle radici cristiane europee? Si sono accorti che, così facendo, si sono giocati una buona parte (se non tutta) della loro credibilità?
- La stessa cosa dicasi per i principi cristiani nel comportamento sociale all'interno dei vari Paesi e in particolare tra le giovani generazioni.
Si vuole essere cattolici liberali (come se non fosse già questo un controsenso) in dialogo con il mondo e con le altre religioni. Si vuole che la religione non sia identitaria, perchè allora non sarebbe abbastanza inclusiva, non sarebbe finalizzata, come forse vorrebbe qualcuno, allo scopo della fratellanza universale, una specie di ONU spirituale. Il risultato è che la Chiesa oggi non riesce più a dare un senso alla vita e a riempire il vuoto di idee e di principi di tutti e dei giovani in particolare.
Poi ci si lamenta se le chiese sono piene di vecchi.
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# Annhilus 2011-06-28 19:19
Citazione Pietro G:
I burocrati europei e i loro burattinai sono una vil razza dannata, su questo non ci sono dubbi, però anche gli alti papaveri del Vaticano dovrebbero guardarsi allo specchio di tanto in tanto e fare mea culpa.
- Si chiede che venga introdotta nel preambolo della Costituzione europea un riferimento alle radici cristiane dell'Europa.
Ma allora perchè si è accettato il principio di libertà religiosa, (che in sostanza vuol dire che una religione vale l'altra)? Perchè non si è posto il veto all'ingresso in Europa di nazioni musulmane come la Turchia? Perchè il cardinale Tettamanzi e la CEI si fanno promotori della costruzione di moschee che la popolazione autoctona non vuole? Perchè si è lasciato costruire proprio a Roma la più grande moschea d'Europa? Con un simile atteggiamento come si fa poi a reclamare un riferimento alle radici cristiane europee? Si sono accorti che, così facendo, si sono giocati una buona parte (se non tutta) della loro credibilità?
- La stessa cosa dicasi per i principi cristiani nel comportamento sociale all'interno dei vari Paesi e in particolare tra le giovani generazioni.
Si vuole essere cattolici liberali (come se non fosse già questo un controsenso) in dialogo con il mondo e con le altre religioni. Si vuole che la religione non sia identitaria, perchè allora non sarebbe abbastanza inclusiva, non sarebbe finalizzata, come forse vorrebbe qualcuno, allo scopo della fratellanza universale, una specie di ONU spirituale. Il risultato è che la Chiesa oggi non riesce più a dare un senso alla vita e a riempire il vuoto di idee e di principi di tutti e dei giovani in particolare.
Poi ci si lamenta se le chiese sono piene di vecchi


Caro amico lei dice cose anche giuste, ma deve rendersi conto di alcune questioni precise.
La libertà religiosa non è una questione di oggi, essa è sancita dalla venuta di Nostro Signore ad oggi. Si diventa cattolici liberamente e non per imposizione o condizionamento di sorta e questo è il punto centrale.
Il veto all'ingresso in Europa a nazioni musulmane quale la Turchia?
Perchè? Ed inoltre chi dovrebbe metterlo quel veto?
Assodato che l'Europa unita NON E' CRISTIANA allora la Turchia diventa come tutto il resto del mondo.
Si renda conto che non è la CEI o il Vaticano che possono mettere un veto del genere, doveva essre casomai il governo italiota, ma sa quando ci si ritrova ministri come Maroni e senatori che ce l'hanno duro come Bossi, è difficile dire di no a Lisbona, (ricordo perfettamente che nel programma elettorale della Lega con cui lorsignori si sono seduti in Parlamento c'era il rifiuto del Trattato di Lisbona e la richiesta di referendum popolare... poi appena eletti hanno ratificato sia in Senato che alla Camera... facendo finta di niente e buttando il loro programma nel cesso...).
Tettamanzi come vede, finalmente se ne va a riposo a curarsi la senilità che lo ha ridotto come lo ha ridotto...
Sono d'accordo con lei in merito alla contraddizione in termini quando si parla di cattolici liberali, lo sono meno quando si lamenta in merito al fatto che le chiese sono piene di vecchi... le chiese sono piene di vecchi perchè la gente come me e come lei non ci vanno (io ci vado e credo certo anche lei) e non ci portano i figli che sono educati dalla De Filippi anzichè dai genitori e la colpa non è certo della Chiesa.
Premetto che non so se Lei ha figli nè che età abbia, è solo un riferimento illustrativo della attuale società italiana e del cosidetto "cattolicesimo fai da te" in cui si spoloquia e ci si fa la religione cristiana a proprio uso e consumo secondo le pulsioni del (basso) ventre e si cantilena: Gesù sì, la Chiesa e i preti no... (come se la Chiesa e i preti non li avesse voluti proprio Gesù).

Un saluto in fede e amicizia a lei e a tutta la redazione e ai lettori.
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# Vitoparisi3 2011-06-27 19:02
Le società "Arcigay" ed "Arcilesbiche" dipendono dal ministero per le Pari Opportunità. Ciò fa intendere che la trasposizione dei ruoli lavorativi dai padri alle madri è in corso al fine di pervertire la relazione tra le parti. Con quote e sgravi fiscali, mediante le condizioni per entrare in Borsa e al fine di ottenere i rimborsi, le integrazioni, gli incentivi ed i sussidi, le ditte sono sospinte ad assumere solo donne. I padri, disoccupati, vengono quindi allontanati dai nuclei domestici o messi di fronte alla costrizione di dover emigrare.
Mentre i cani aumentano dentro gli appartamenti, gli uomini divorziati vanno a vivere da soli. Sodoma e Gomorra non furono federate e realizzate in un giorno solo, nel basso del ciclo precedente, ma in secoli; al contrario, se annullassero il ministero per le Pari Opportunità, la propaganda omosessuale si sgonfierebbe a vista d'occhio, così come il numero di divorzi e di aborti. Nel mercato operativo europeo i padri di famiglia non solo non vengono più assunti, con varie scuse ugualitarie, ma proprio non li vogliono. Il tutto all'interno dell'argomento sull'uguaglianza.
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# gigiranalli 2011-06-28 14:15
Citazione Vitoparisi3:
Le società "Arcigay" ed "Arcilesbiche" dipendono dal ministero per le Pari Opportunità. Ciò fa intendere che la trasposizione dei ruoli lavorativi dai padri alle madri è in corso al fine di pervertire la relazione tra le parti. Con quote e sgravi fiscali, mediante le condizioni per entrare in Borsa e al fine di ottenere i rimborsi, le integrazioni, gli incentivi ed i sussidi, le ditte sono sospinte ad assumere solo donne. I padri, disoccupati, vengono quindi allontanati dai nuclei domestici o messi di fronte alla costrizione di dover emigrare.
Mentre i cani aumentano dentro gli appartamenti, gli uomini divorziati vanno a vivere da soli. Sodoma e Gomorra non furono federate e realizzate in un giorno solo, nel basso del ciclo precedente, ma in secoli; al contrario, se annullassero il ministero per le Pari Opportunità, la propaganda omosessuale si sgonfierebbe a vista d'occhio, così come il numero di divorzi e di aborti. Nel mercato operativo europeo i padri di famiglia non solo non vengono più assunti, con varie scuse ugualitarie, ma proprio non li vogliono. Il tutto all'interno dell'argomento sull'uguaglianza

Non la vedo esattamente così.
Secondo me le varie "stampelle" date alle donne, che evidentemente nè in Italia nè nel resto del mondo sono riuscite ad "affermarsi" come sognavano le femministe, servono più che altro per allontanarle dal loro ruolo naturale di mogli e madri.
Con quote rosa in parlamento e nei cda delle spa non fanno che creare una categoria protetta di inette: diciamoci la verità, sono sempre state poche le donne che sono riuscite ad affermarsi in campi tipicamente maschili, dalla politica, alla cultura, alle arti, alle scienze.
Questo dipende dalla diversa forma mentis dei sessi. In entrambi i sessi ci sono le eccezioni e infatti ci sono donne politiche capaci e ottimi arredatori d'interni uomini, tanto per fare un esempio.
Ovviamente con incentivi e quote non si aiutano quelle eccezioni, che comunque già si erano fatte strada per conto proprio, come era naturale che fosse, ma si piazzano dei soggetti inutili, incapaci e facilmente manipolabili: questo sono le quote rosa in politica, come tante "imprenditrici" che sono solo i prestanome di imprenditori (spesso padri e mariti) che ottengono qualche sgravo fiscale inserendo queste donne-manichino in società.
Poi, se stampa e televisione hanno un carattere marcatamente misandrico e assurdamente esaltatore della donna a scapito dell'uomo (vedi "studi" fasulli, commissionati da chi sappiamo, che blaterano su quanto le donne siano più brave in tutto) e se la politica promuove i favoritismi verso le donne a scapito degli uomini, questo viene sicuramente applaudito e favorito dalle femministe (malate di mente con l'invidia del pene), ma non credo proprio che abbia lo scopo di far perdere il lavoro agli uomini.
In realtà gli scopi essenziali di chi promuove tutto questo sono quattro:
1) Indebolire le istituzioni e le imprese: riempite di soggetti incapaci e non all'altezza, diventano più prone ai poteri forti le istituzioni e meno concorrenziali le imprese.
2) Distruggere le famiglie: spingere le donne a puntare a carriere dirigenziali perchè rinuncino alla procreazione ed all'allevamento dei figli.
3) Deresponsabiliz zazione degli uomini: denigrare gli uomini perchè abbandonino le loro responsabilità e seguano i propri piaceri, divenendo così soggetti non pericolosi per il sistema.
4) Favorire il contrasto uomini-donne: trasformando il bisogno reciproco in diffidenza ed ostilità, si ha una società più debole e facilmente malleabile.
Comunque queste follie hanno breve durata a mio avviso.
Oltre al crescente numero di uomini e donne stufi di queste politiche (tante donne di buon senso non vi si riconoscono affatto), c'è il fatto che il sistema che le propina è in crisi profonda: questi sono i suoi ultimi colpi di coda.
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# SART 2011-06-27 22:50
Ringrazio Fabio de Fina per l'ottimo articolo. Aggiungo di mio che la gioventù ungherese di oggi si abbevera ai più nobili ideali di ieri. A esempio, film come il celeberrimo Jud Suss (del 1943) sono delle pellicole culto per i giovani ungheresi di oggi. Non chiedetemi riscontri: non posso fornirne, ma lo so per certo.
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# persona 2011-06-27 23:23
Va bene, tanto di cappello agli ungheresi, ma... c'è chi ha il coraggio di fare altrettanto in Italia? Non si vorrà certo credere che dei bluff come Berlusconi o la Lega abbiano la benché minima intenzione... Macché, quelli ci spingono nel baratro!
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# weisthor 2011-06-28 07:30
Forse può interessare questo:
UNGHERIA: “Non siamo la Grecia”: l’austerity secondo Viktor Orban
di Agnes Bencze

Mai un confronto fu più infelice di quello evocato la settimana scorsa da Lajos Kósa, vicepresidente della Fidesz, al governo da fine maggio: questi ha, infatti, paragonato la situazione dell’economia ungherese al caso della Grecia, contribuendo così all’atmosfera isterica della Borsa che ha scosso duramente anche il fiorino ungherese. Il weekend, in Ungheria, è trascorso tra angosce e parole tranquillizzant i in seguito ad una scoperta in realtà poco sorprendente: nella legge fiscale lasciata in eredità dal governo precedente c’è un buco di qualche centinaio di miliardi di fiorini che renderà ben difficile il mantenimento della promessa di un deficit pari al 3,8% del PIL alla fine di quest’anno. Secondo il bilancio pubblicato nei primi di giugno, pare che l’Ungheria sia già arrivata a oltre l’87% del deficit previsto per l’anno intero. In seguito a tale scoperta e ai commenti drammatici – secondo alcuni decisamente esagerati – di alcuni politici del nuovo governo, la fiducia dei mercati sembrava venir meno e l’UE si è imposta con determinazione per il mantenimento della cifra più importante, ossia quel deficit al 3,8% promesso dal vecchio esecutivo Bajnai.

A questo punto molti commentatori pronosticavano un “pacchetto di rigore”, simile a quello varato in Grecia un mese fa o in Romania. L’Ungheria però non è la Grecia, e non soltanto perché il debito pubblico magiaro resta sempre meno schiacciante di quello greco o perché l’Ungheria si trova al di fuori della zona euro. La differenza fondamentale è che in Ungheria le “misure di rigore” non sono mancate neanche nei quattro anni scorsi. La difficile situazione finanziaria si è creata non in assenza ma nonostante la forte presenza di una politica economica restrittiva, la quale ha già prodotto condizioni sociali critiche nel Paese. In Ungheria una situazione “alla greca” si è verificata già, se vogliamo, quattro anni fa, quando il governo di Ferenc Gyurcsány ha dovuto riconoscere, all’indomani della sua conferma al potere, di aver mascherato un simile “buco” fiscale mediante la manipolazione dei dati. Ammise, poi, di non avere altra scelta che quella dei “sacrifici”, cioè dell’aumento degli oneri e il taglio delle spese pubbliche, a detrimento del tenore di vita della popolazione. Oggi, quattro anni più tardi, l’economia ungherese è in recessione, il debito dello Stato è aumentato drammaticamente , arrivando a oltre 80% del PIL. La ripresa sembra ostacolata anche da un tasso di disoccupazione record, di oltre 11%. Anche se ci fosse un’ampia disponibilità da parte della società di “fare sacrifici”, sarebbe evidente che si tratta di una strada già percorsa e visibilmente senza successo.

Si capiscono cosí i motivi che hanno portato il nuovo esecutivo ungherese ad una scelta completamente diversa. Il piano di azione comprende 29 punti e viene presentato da Orbán come la garanzia di una svolta radicale di tutto il sistema economico ungherese, “finora corrispondente ad un capitalismo essenzialmente speculativo e che ora dovrà trasformarsi in un capitalismo basato sul lavoro”. Ecco alcuni punti cruciali del programma:

- introduzione di una sola chiave di tassazione sul lavoro, corrispondente al 16%: è una riduzione davvero radicale, combinata con un sistema tassativo che prende in considerazione anche il numero di figli a carico del lavoratore; al contempo la tassa sarà estesa anche allo stipendio minimo, finora non sottoposto a tassazione. Il governo Orbán si aspetta, da queste modifiche, la riduzione radicale dell’economia nera e il ritorno di circa un milione di lavoratori al mercato legale;

- riduzione radicale delle spese pubbliche nel settore delle compagnie statali, dove il reddito massimo dei dirigenti sarà limitato a 2 milioni di fiorini al mese. Si tratta di enti come la compagnia ferroviaria o anche la stessa Banca Nazionale, dove i sommi dirigenti attualmente hanno diritto di stipendi di ben 4, 6 o 8 milioni, cioè a redditi uguali o superiori a quelli dei loro corrispondenti statunitensi (8 milioni di fiorini ungheresi sono poco più di 28.000 euro; il reddito medio ungherese oggi oscilla, anche nel settore pubblico fra i 400 e i 500 euro mensili).

- l’elemento del programma che suscita il più grande stupore è senz’altro l’aumento radicale delle imposte sui profitti delle banche che nei tre anni successivi dovranno contribuire al fisco pubblico con 200 miliardi di fiorini invece dei 13 miliardi previsti. La spiegazione è chiara: il credito fornito dal FMI, che tra il 2008 e il 2009 ha contribuito all’indebitamen to profondo del Paese, è stato adoperato quasi interamente per il consolidamento del settore bancario, in difficoltà dopo la crisi globale. Mentre società ed economia locali ne hanno pagato un prezzo caro, il settore bancario ha continuato a produrre profitti. Perché non chiedere allora un contributo ai beneficiari dei sacrifici finora fatti?

- Infine, una serie di punti stabilisce garanzie per l’uso dei fondi pubblici, riduce il finanziamento dei partiti, propone una tutela stabilita in legge per le famiglie indebitate in valuta estera che rischiano le proprie abitazioni, e negoziazioni con lo scopo di normalizzare i costi dell’energia, attualmente sproporzionati non solo rispetto ai redditi medi, ma anche alla media europea.

Alla Borsa di Budapest si è registrata una immediata reazione positiva al programma: il fiorino ha riacquisito il valore precedente al panico della settimana scorsa. La maggior parte degli analisti si dichiara ottimista per quanto riguarda il successo della politica economica appena annunciata a lungo termine. I soli dubbi espressi riguardano solo la sostenibilità del target di 3,8% del deficit.

Agnes Bencze
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# pulikovskij 2011-06-28 18:43
Forza Ammiraglio Horthy.
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# Litoldo 2011-06-30 15:24
Mi interesserebbe sapere come si pongono rispetto alla Russia. Immagino che l'elettorato "conservatore", memore dei molti anni di oppressione, sia spietatamente anti-russo... peccato mi viene da dire, suppongo sia l'ennesimo dei gravi danni attribuibili ai regimi sovietici.
-------------------------------------------------------------
Abbiamo osservato che nei Paesi ex comunisti, soprattutto grazie a Putin, sono stati superati i sentimenti anti russi perchè questi ultimi sono anch'essi considerati vittime del comunismo.
FdF
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# Daltanius 2011-06-30 22:52
E che dire di questa perla...
http://www.agenziastampaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4156:ungheria-clinton-e-sbarcata-in-una-budapest-che-non-ha-piu-piazza-roosevelt&catid=15:estere&Itemid=40

Ungheria. Clinton è sbarcata in una Budapest che non ha più piazza Roosevelt

(ASI) Alla vigilia della visita del segretario di Stato americano Hillary Clinton, avvenuta il 29 giugno, la toponomastica di Budapest ha subito un cambiamento in chiave nazionalistica e a discapito del mito a stelle e strisce.
Il governo conservatore di Orbàn ha infatti deciso di accogliere la rappresentante di Washington cambiando il nome della centralissima Roosevelt tér (piazza Roosevelt) intitolandola a Istvan Szechenyi, scrittore e politico ungherese del diciannovesimo secolo, riconosciuto come un eccelso statista e definito "il più grande ungherese di sempre" dagli ideatori dell'intitolazione della piazza.

La scelta toponomastica patriottica non è piaciuta tuttavia a molti intellettuali ungheresi, i quali hanno stilato un appello di denuncia nei confronti dell'attuale governo da consegnare ad Hillary Clinton, al cui interno si legge che «l'Ungheria si sta velocemente allontanando dagli standard dello Stato di diritto», e che «un sistema autocratico è in costruzione».
Daltanius
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# piero vassallo 2011-07-18 07:38
Caro Fabio, dopo l'invasione dell'Ungheria tentai con alcuni amici ben pensanti di assaltare e incendiare la sede del PCI genovese - oggi l'Ungheria mi regala la vendetta migliore e felice - in cielo il cardinale Mindszenty esulta! La testa pornografica e pederastica del neocomunismo è sotto i suoi piedi! Viva l'Ungheria libera! e forza Italia, forza Italia cattolica: liberati dall'immonda lues trasmessa dai cialtroni e infami Baslini e Fortuna (cancro liberalsocialis ta) e firmata da Rumor e da Leone, io sputo in faccia alle leggi della repubblica, di questa repubblica che vale tanta me... quanto pesano le carte delle sue leggi cialtronesche. In privato ti dirò l'uso che faccio della carta costituzionale! Ciao e buon loavoro!
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# seventhwave 2011-12-31 13:26
Cara Direzione,
ricommento questo articolo di quest'estate.
L'Ungheria vuole limitare il potere della Banca Centrale, e già si parla di "rigurgiti di fascismo" e "pericolo per la democrazia".
Quanto è scontata e prevedibile la nostra cara Eurocrazia Orwelliana!
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