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Napolitano Dux
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Di tutte le promesse fatte e le grandi riforme promesse e mai realizzate, Berlusconi è riuscito a coagularne una sola: ha creato la repubblica presidenziale con enormi poteri di governo al capo dello Stato. Solo che questa riforma a Berlusconi è riuscita per inavvertenza e distrazione, e non è lui a goderne i frutti. È Napolitano, ovviamente.

È lui che si è accaparrato una quantità di poteri che spetterebbero al governo, ma che governanti distratti dal Bunga-Bunga o neanderthaliani culturalmente e intellettualmente al disotto del minimo, gli hanno abbandonato. Quando Parigi e Londra scatenano la vergognosa guerra contro Gheddafi – che è in realtà una guerra contro l’Italia e i suoi interessi – è stato Napolitano ad accodare l’Italia alla disonorata impresa, contro le esitazioni di Al Caprone e i bofonchi di Bossi. Per conto della massoneria internazionale, e facendo carta straccia dell’incredibile trattato di eterna amicizia che Bunga aveva appena firmato col Colonnello. Quanto al Bossi, era sì contro la guerra in Libia, ma per un motivo troppo provinciale e neandertaliano per aver dignità di argomento politico: «La guerra ci riempirà di immigrati».

Sicchè la decisione è stata abbandonata di fatto a colui che, in base alla Costituzione, non deve governare: Napolitano. Da allora, Napolitano s’è appropriato della politica estera in generale, missioni militari e fedeltà massonica all’Unione Europea, visite e profferte di eterna amicizia in Israele.

«Gli interventi di Giorgio Napolitano, non a caso sempre più frequenti, sono divenuti un punto di riferimento per i cittadini italiani, ma anche per gli interlocutori stranieri: un riferimento costante alle linee tradizionali della politica estera italiana, leuropeismo e latlantismo», ha scritto un entusiasta sostenitore del golpismo quirinalizio, Giampiero Gramaglia, non a caso uno dei capi dello IAI, Istituto Affari Internazionali, che è uno dei rari think-tank nostrani creati su modello americano, fondato nel 1965 da Altiero Spinelli e finanziato per decenni dalla famiglia e Fondazione Agnelli, in nome e per conto della Lazard, dei Rockefeller e in generale dei poteri forti internazionalisti occidentali.

Da lì, il presidente non ha mancato di allargarsi a dir la sua su ogni atto di governo, mostrando ad ogni passo che tiene il governo sotto sua tutela e controllo: sulla finanziaria, ammonendo «... lItalia di rispettare le regole del gioco europee»; «rispedendo al mittente il decreto sul federalismo fiscale approvato dal Consiglio dei ministri»; esprimendo «riserve» sulla nomina di ministri che non piacciono a lui, alla Massoneria atlantista e ai procuratori; pretendendo che le nomine di nuovi sottosegretari vengano approvate dal Parlamento. Difendendo la magistratura più discutibile e indifendibile.

Fatto molto significativo, ha scritto a Marco Pannella, per convincere l’anziano e determinato leader radicale a desistere dallo sciopero della sete, assicurandolo che le sue battaglie sono «un patrimonio comune». Il patrimonio comune della squadra e del compasso, ovviamente. Si dice che Napolitano farà Pannella senatore a vita, dandogli quel seggio in parlamento a cui il logorroico estremista massonico ha sempre ambito, ma che gli è stato sempre negato dal voto del popolo italiano.

È intervenuto sulla finanza pubblica («Labbattimento del debito pubblico è impegno urgente»), sul precariato  («è necessario un rapporto di fiducia fra le generazioni per aiutare i giovani a superare instabilità e incertezze»); frasi fatte che a lui non costano niente ma che lo rendono tanto caro ai media e alle sinistre – che fanno sempre (diceva Spengler) il gioco del grande capitale.

Di recente, s’è lamentato: in Italia «lopposizione non è abbastanza forte», «La sinistra sia più affidabile o resterà opposizione’»; nel frattempo, è Napolitano a vicariare un’opposizione che non riesce ad esistere, facendo in proprio il capo dell’opposizione. Fa tutto lui, tant’è vero che i ministri, pieni di tempo libero come sono, non fanno altro che amoreggiare e convolare a nozze: s’è sposata la Carfagna con Mezzaroma, s’è sposato Frattini (con la figlia di un ex-presidente della Federazione Sport Invernali), si è sposato Brunetta (a Ravello, con Maserati ministeriale blu). S’è sposata la Gelmini, s’è sposato Bondi.

È tutto un cinguettare amoroso di gente che, politicamente, ha un piede nella fossa: ma si sa, stante il proverbio partenopeo, «o pesce non vole penzeri», di «penzeri» i ministri non ne hanno più. Al loro posto, governa Napolitano. Che è addirittura ringiovanito, giurano i suoi intimi, in questo frenetico esercizio del potere indebito (1).

Non c’è male per una figura presidenziale della quale la Costituzione detta: «Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nellesercizio delle sue funzioni tranne che per Alto Tradimento o per attentato alla Costituzione».

Ovviamente, non c’è nessuno che abbia il coraggio di portare Napolitano sotto processo per attentato alla Costituzione (davanti alla Corte Costituzionale); se mai, lo si doveva fare molto prima, già quando un altro presidente, Oscar Luigi Scalfaro, formò un suo governo non eletto da nessuno, con Dini premier e la Susanna Agnelli ministra, togliendolo a Berlusconi che era stato eletto dal mandato popolare. Non si trovò una forza politica che ardisse farlo allora, figurarsi oggi.

Il che, pregasi notare, significa una cosa: che un capo dello Stato in Italia può travalicare alle sue funzioni e accaparrarsi funzioni che non gli spettano, senza incontrare un limite automatico e oggettivo. È qui il campo dove più chiaramente la politica italiana si mostra qual’è – non un regime governato dal diritto, ma dalla forza di fatto. Ogni casta ed ogni carica allarga i suoi poteri non fin dove gli intima il diritto, ma dove ha la forza di farlo, mentre le altre forze antagoniste sono inferiori o incapacitate. È il caso della magistratura, che da gran tempo ha superato i propri limiti ed ha instaurato la dittatura delle intercettazioni totali, del carcere preventivo e del sospetto generale. Napolitano, in questo, è il primo dei magistrati.

Il fatto curioso (e molto istruttivo) è che l’occupante del Quirinale, proprio in quanto travalica i suoi limiti con un’improntitudine da vecchio volpone del potere di fatto, gode del favore della cosiddetta opinione pubblica. Non c’è personaggio più popolare, adulato e adorato del capo dello Stato. Del resto, già prima di Napolitano, questa adorazione circondava Pertini e Ciampi. Come mai?

D’accordo, i media ce la mettono tutta ad adulare, a nascondere le magagne, la corruzione e le ambizioni smodate dell’inquilino del Quirinale, a creare l’immagine del buon nonno affettuoso, ad esaltare anche le più disgustose manifestazioni demagogiche dei presidenti italioti (ricordate l’esaltazione per Pertini a Vermicino, caro vecchio nonno vicino al nipotino in pericolo?). Ma l’adulazione dei media non spiega tutto.

È il popolo italiano stesso che adora questi eccelsi demagoghi: e per la ragione precisa che non li ha votati. Tutte le personalità che il popolo vota, il popolo critica, giudica, e alla fine disprezza (con ragione; ma ciò è il sintomo che questo popolo ha un’idea spregevole di se stesso, dunque anche delle personalità che sceglie): pensate con quali cachinni e proteste avrebbe accolto, che so, un Berlusconi o anche un Prodi davanti al pozzo di Vermicino. Invece, Pertini ha fatto inumidire gli occhi. Non essendo votato dal popolo, il presidente è visto dal popolo come esente dai suoi vizi e difetti. La sua figura neutra, astutamente coltivata, lo fa apparire super partes; il che significa, se ben ci pensate, che il presidente è tanto più amato e adorato, in quanto è considerato esente da democrazia. È ritenuto pulito mentre la politica elettorale, sotto di lui, è sporca. Viene investito fantasmaticamente dell’onestà sovrumana che il popolino attribuiva al re, o a Stalin, o al Duce: «Ah, se il duce lo sapesse!», si diceva davanti a qualche malversazione o sopruso dei capi fascisti di basso livello. A Stalin si scrivevano petizioni e poesie amorose, si tributava un culto che non era affatto insincero.

Così, dal popolo si alzano continui appelli, suppliche, istanze a Napolitano perchè li protegga contro abusi veri o presunti del potere elettivo, del governo governante. E Napolitano può scegliere a quali suppliche mostrare di dare ascolto, tanto non gli costa niente, è irresponsabile, e i grattacapi del vero governo, i lati spiacevoli, se li risparmia.

Basterà riportare qui un passo di un articolo riguardante una recente visita di Napolitano a Torino:

«Napolitano è appena sceso dallauto, ha mosso solo pochi passi e dalla folla salza un boato: ‘Presidente ci difenda’. Poi, in un Teatro Regio gremito, vibrante per lemozione, tre minuti di applausi, linno di Mameli e il lungo saluto del Presidente: Torino, la prima capitale dellItalia unita, la città sabauda e dei Savoia, ha scelto il suo nuovo re».

Dove la cosa più impressionante è il fatto che un giornalista abbia potuto scrivere un simile peana, senza vergognarsi. Il sintomo è rivelatore: è al dittatore che si tributano simili omaggi e vibranti leccate da parte dei giornali; è al dittatore che il popolo dà (spontaneamente) un simile consenso emotivo, corale, patriottico. Insomma, gli italiani vogliono il dittatore (2) – non è una novità – e l’hanno trovato.

Non certo a caso Emanuele Macaluso, vechio compare comunista, ha proposto un secondo mandato a Napolitano. Il quale, avendo solo 86 anni ed essendo ringiovanito dal potere supremo, può benissimo arrivare a 95 ancora al Quirinale, e governare per 14 anni, in salute deplorevolmente ottima: addirittura per elezione diretta di un popolo che non ha mai capito il pluralismo, a cui la demokratia è stata imposta dai vincitori, e che al governo vuole un difensore.

I giornalisti e gli opinionisti che plaudono il dux Napolitano, sono gli stessi che mettono in guardia contro quella che chiamano «lAntipolitica», e fingono di temere che questo umore popolare sia il prodromo di una dittatura, magari di Beppe Grillo.

Ma quale Beppe Grillo: l’Antipolitica ha già scelto il suo dux, è Napolitano. Anche perchè, come sempre, l’Antipolitica dà il potere a chi già ce lo ha. È più comodo.




1) L’attività indebitamente governativa del Quirinale è testimoniata dall’enorme apparato della sua macchina, che non è certo quella che basta per un incarico cerimoniale: la regina d’Inghilterra dispone sì e no di 300 dipendenti, il re di Spagna di 543, e il presidente francese di 941 dipendenti, il Quirinale di dipendenti ne ha 2.181, di cui 1.095 ai vertici e agli ordini diretti della presidenza. Gli altri 1.086 sono militari (un organico aumentato del 50% dal 1998). Questo apparato, un super-ministero, costa ai contribuenti italiani 235 milioni di euro l’anno, 5 volte più di quanto costi agli inglesi la monarchia britannica. Per un altro confronto: la presidenza federale tedesca costa 19 milioni di euro l’anno e ha 160 dipendenti in tutto – un decimo del Quirinale – fra consiglieri, funzionari, impiegati, addetti alla sicurezza e alla manutenzione.
2) Un altro sintomo della propensione italiota alla dittatura, purchè scema: il culto del Capo che i leghisti militanti tributano a Bossi, come s’è visto e rivisto sul pratone di Pontida. Un fenomeno ormai ridicolo e patetico, perchè rivolto a un essere giunto umanamente e politicamente al capolinea, da parte di un partito ormai perdente. Ma pensate se la Lega fosse vincente: allora saremmo tutti obbligati ad inneggiare al bofonchiatore in adunate obbligatorie, muniti di prescritta camicia verde, sotto il cipiglio di Calderoli, questo Martin Borman alla Aldo-Giovanni-Giacomo che a Pontida abbiamo visto spolverare la forfora dalla spalla di Bossi, e guidare le grida osannanti de’ celti. Se la Lega fosse vincente, il nostro destino sarebbero i sabati leghisti, con il Calderoli che ingiunge, tonante: Saluto al Trota!!!, e il bofonchiatore che vaneggia, irragiungibile e inviolabile, protetto dal Cerchio Magico. Un altro sintomo: Marco Pannella. Da quando ha ottenuto da Napolitano la promessa di diventare senatore a vita, su Radio Radicale si produce in soliloqui e concioni – senza il minimo contraddittorio – che durano anche otto ore: come Fidel Castro nei suoi anni giovanili, o come Chavez. E nessuno, nel suo partitello, che abbia il coraggio di dirgli: basta, ora vattene. L’Italia pullula di dittatorelli in sedicesimo, che esercitano la loro dittatura dove possono, nei circoli ristretti dei loro cerchi magici.



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Commenti  

 
# stechio 2011-07-10 07:32
Ottimo articolo, come sempre!... ma se al posto di Napolitano dovesse succedergli Letta, quali scenari si delineerebbero?
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# cattolicocritico 2011-07-10 11:02
Citazione stechio:
Ottimo articolo, come sempre!... ma se al posto di Napolitano dovesse succedergli Letta, quali scenari si delineerebbero?


Eh sì, se succedesse Letta a Napolitano forse l'analisi del direttore non sarebbe così spietata come questa. Anche se letta di scheletri e scheletrini nell'armadio ne ha di tutti i tipi e per tutti i gusti. Magari con Marina detta "non pago neanche morta" a palazzo Chigi quella forse non sembrerebbe dittatura. A me però sì.
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Le facciamo rispondere da un altro lettore:

"Soffiato la Mondadori??? A dare la Mondadori a Berlusconi (e Espresso-Repubblica a Carlo De Benedetti, ma questo i giornaloni non lo ricordano mai...) non è stata la Corte d'Appello di Roma (collegio formato da 3 giudici) ma una transazione (cioè accordo consensuale fra le parti per risolvere una lite) mediato da Ciarrapico, uomo di Andreotti e sodale del presidente della CIR, il principe Caracciolo.
Il giorno stesso degli accordi Carlo De Benedetti dichiarò ai giornalisti che era pienamente soddisfatto (si prendeva Repubblica, Espresso e decine di giornali locali che la Corte d'Appello dava a Berlusconi) e che rinunciava al ricorso in Cassazione".

Non basta al giudeo De Benedetti, che dalla Svizzera [per non pagare tasse; figuriamoci cosa succederebbe se Berlusconi trasferisse tutte le sue attività economiche in Svizzera!] detta la politica della sinistra italiana, quello che ha ottenuto? Dobbiamo dargli anche la Mondadori?
FdF
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# cattolicocritico 2011-07-10 18:44
Dobbiamo dargli anche la Mondadori?
FdF

Certo perchè ora che i mercati ci stanno attaccando ci vuole un Paese unito e metà del Paese è stufo di stare sotto il bunga bunga di Arcore. Vi piaccia o no Berlusconi è un inetto nel pensare al bene del Paese e un genio alle proprie sostanze. Quindi rassegnatevi, La Mondadori conviene darla a De Benedetti e il Milan a una cordata di imprenditori lumbard. Se no con i soldi incassati De Benedetti farà fra due anni al PD una campagna vincente.
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Se solo "metà del Paese è stufo di stare sotto il bunga bunga di Arcore" come può essere unito?
FdF
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# codino 2011-07-11 09:00
Se Berlusconi "è un inetto nel pensare al bene del Paese e un genio alle proprie sostanze", non potremmo - medievalmente e feudalmente - donargli l'intero Paese?
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# Alfio200 2011-07-10 07:51
Non si può fare a meno di notare che le più grandi offensive contro il governo Berlusconi si scatenano in prossimità delle elezioni del presidente della repubblica (tutto minuscolo). Sbaglio o nessun governo Berlusconi è mai riuscito ad eleggerne uno? Piccolo gioco fantapolitico: se Napolitano morisse per un infarto, cosa succederebbe? Evidentemente il finimondo! Riuscirebbe il governo Berlusconi ad eleggere un presidente? O meglio un presidente non ex comunista?
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# cattolicocritico 2011-07-10 08:21
Beh Direttore, se Napolitano ci ha salvato dalla dittatura berlusconiana tanto meglio. Uno che voleva non pagare a De Benedetti per avergli soffiato la Mondadori e aveva fatto una norma ad hoc sarebbe un tiranno terribile se divenisse capo dello Stato come sta tramando. Veda la starnazzante reazione della figlia Marina. Spero che questa famiglia quando non ci sarà più il nano paterno si dilani in lotte fratricide degne degli atridi e ci risparmi la dittatura familiare.
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# Franco_PD 2011-07-10 10:02
Peccato che le cose stiano diversamente. Il lodo Mondadori era correttissimo. Con accordo tra le parti del tutto soddisfacente per entrambe. Fa ridere l'idea che una sentenza sia stata falsata perchè UNO dei tre giudici era corrotto. E gli altri due? Vennero considerati del tutto estranei alla faccenda (DUE SU TRE) e hanno sempre sostenuto la correttezza del tutto. Sembra la storia del vecchio giudice Carnevale, l'Ammazzasentenze . Come se la Corte di Cassazione (che come si sa se lo si vuole sapere) non ratificò MAI ufficialmente il referendum Monarchia - Repubblica, riprendesse ora in mano la questione sulla base di nuove prove, che pure ci sono. E cioè ad esempio i sacchi interi di schede votate Monarchia che vennero gettate via e ritrovate in seguito. E a questo punto decidesse di ribaltare il risultato del referendum. Siamo seri: Berlusconi in un processo a Milano oggi verrebbe condannato anche se accusato dell'uccisione di Giulio Cesare. Da intercettazioni telefoniche sulle utenze di tali Bruto e Cassio il coinvolgimento del premier sarebbe del tutto provato.
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# amsicora 2011-07-10 15:15
Ricordo una intervista televisiva degli anni '60 a Giovanni Leone, riproposta da Raistoria in un documentario sulla sua presidenza, conclusa con un attacco mediatico simile a quello che subisce ora il Berlusca.
Al futuro capo dello Stato (all'epoca studioso di Procedura Penale e famoso avvocato) fu chiesto se avrebbe avuto fiducia nel sistema giudiziario italiano qualora fosse accusato ingiustamente di un reato.
Rispose, con coraggio oggi introvabile: no, se fossi accusato ingiustamente di un reato non avrei fiducia nel sistema giudiziario italiano. Dopo più di 40 anni non è cambiato nulla, anzi i politici della cosiddetta 2a repubblica premettono "piena fiducia nella magistratura" e, affetti da complesso di inferiorità nei confronti della magistratura, corrono in ginocchio a "chiarire tutto" al Woodcock, nomen omen, di turno).

Su Carnevale: processi basati sul gossip e sull'invidia personale (ricordo che con Carnevale la Cassazione quasi azzerò l'arretrato, costringendo i giudici a lavorare di più)
gli contestarono sentenze alle quali non aveva nemmeno partecipato (presiedeva una sezione con 30 giudici ed il collegio giudicante cambiava sempre!).
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# amsicora 2011-07-10 14:06
Soffiato la Mondadori??? A dare la Mondadori a Berlusconi (e Espresso-Repubblica a Carlo De Benedetti, ma questo i giornaloni non lo ricordano mai...) non è stata la Corte d'Appello di Roma (collegio formato da 3 giudici) ma una transazione (cioè accordo consensuale fra le parti per risolvere una lite) mediato da Ciarrapico, uomo di Andreotti e sodale del presidente della CIR, il principe Caracciolo.

Il giorno stesso degli accordi Carlo De Benedetti dichiarò ai giornalisti che era pienamente soddisfatto (si prendeva Repubblica, Espresso e decine di giornali locali che la Corte d'Appello dava a Berlusconi) e che rinunciava al ricorso in Cassazione.
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# optimo 2011-07-10 09:04
Sagace e tagliente... analisi magistrale!
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# Catello 2011-07-10 09:59
Non viene accettato dal popolo il pensiero che il potere non eletto direttamente da lui, compreso quello non eletto affatto, possa non essere neutro, cioè che possa essere di parte o in malafede o ingiusto. Non viene accettata l'idea che indipendente, stampa indipendente, magistratura indipendente, significhi dipendente da molto in alto, ma non da Dio o dalla loro coscienza.
Quelli stanno attenti ad apparire neutri, saggi, ponderati ed equilibrati, ed il popolo preferisce auto convincersi che sia così, perché altrimenti si dovrebbe disperare, non avendo fiducia in se stesso e nella propria capacità di saperne eleggere di migliori.
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# Pietro G 2011-07-10 09:59
Che un comunista andasse a fare il garante degli americani, e israeliani, per il posizionamento dell'Italia come zerbino dei poteri forti internazionali, non l'avrei mai creduto. Ma, come si dice spesso, non si finisce mai d'imparare.
Per un voltagabbana come lui, la presidenza della repubblica (repubblica di banane, mafiosa e corrotta) è il posto adatto. Controlla una magistratura che ha preso il posto del sindacato (ormai senza poteri) come cinghia di trasmissione della sinistra e che costituisce oggi l'unico potere forte italiano che non ha controlli o responsabilità.
Quando sento parlare del reato gravissimo di corruzione dei giudici mi metto a ridere, evidentemente chi si scandalizza non ha mai fatto una causa civile. Con l'ultima sentenza contro Berlusconi i giudici si sono assicurati che, anche se la sinistra andrà al potere, non farà mai una riforma della giustizia, anzi, si farà pagare la cambiale con una "riforma" che comporti più potere, più soldi e meno lavoro.
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# amsicora 2011-07-10 15:20
Concordo.
un appunto: "Che un comunista andasse a fare il garante degli americani, e israeliani, per il posizionamento dell'Italia come zerbino dei poteri forti internazionali, non l'avrei mai creduto".
In realtà re Giorgio è stato il comunista più filoamericano (ben prima di Uolter Veltroni!).

Ad esempio già nella primavera 1978, 11 anni prima del crollo del muro di Berlino e in pieno sequestro Moro (!) fu invitato (evidentemente dall'USIA, l'ente governativo che propaganda la cultura americana nel mondo) a tenere, in inglese, una serie di conferenze nelle università USA.
Il tutto nonostante fosse uno dei massimi dirigenti del Partito Comunista più forte dell'Occidente!
Uno strano comunista!
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# ROGAR 2011-07-13 11:07
Concordo pienamente con quest'analisi.
In piena epoca di guerra fredda, Napolitano andava e veniva dagli USA come amico degli States e delle oligarchie internazionali.
Ricordiamoci che nessuno in Italia che non sia stato "benedetto" ed "unto" da lorsignori, i timonieri del New World Order può o potrà mai accedere al soglio presidenziale.
Così è stato sinora e sempre sarà con buona pace degli italiani.
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# Pierpaolo 2011-07-11 07:56
Citazione Pietro G:
Che un comunista andasse a fare il garante degli americani, e israeliani, per il posizionamento dell'Italia come zerbino dei poteri forti internazionali, non l'avrei mai creduto. Ma, come si dice spesso, non si finisce mai d'imparare


Di imparare chi furono i comunisti.
Sostanzialmente gli opportunisti post bellici che puntarono sul cavallo sbagliato.
Convinti dell'inevitabile affermazione globale dell'Unione Sovietica, avevano pensato di buon anticipo ad assicurarsi la dacia.
Quando si accorsero che il cavallo su cui avevano puntato non avrebbe vinto, non cessarono per questo di essere degli opportunisti. Hanno cambiato cavallo ed hanno moltiplicato lo zelo per ricostruirsi la verginità.
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# Franco_PD 2011-07-10 10:27
Quella di Blondet è un'ottima analisi. Che descrive con precisione e stile brillante quel che credo molti pensino, ma nessuno ha il coraggio di mettere per iscritto. E guardate che questo non succede solo da noi: in Spagna, ad esempio, il re è stato messo sul trono da Franco. Quest'ultimo amano dimenticarlo tutti, ma quando sono lì dai miei amici suscito litigi ricordandolo in continuazione. E permettendomi anche di criticare il regnante attuale (donnaiolo com'è ma nessuno lo può o vuole dire) e deridendolo quando parla (el Rey borracho). Lì almeno con la sua pompa sfarzosa, i pettegolezzi sull'Infanta, i grandi matrimoni, le parate, la gente si diverte un sacco. Riviste intere ci campano. Il popolino non parla d'altro e oggettivamente lì la Corona viene vista come simbolo dell'unità nazionale e di repubblicani se ne vedono meno di monarchici qui da noi. Devo però far notare a Blondet che Mussolini (al contrario del Napolitano o chi per lui) sapeva essere incazzoso forte. Avesse avuto ad esempio un Gifuni tra i piedi l'avrebbe gonfiato come una zampogna. Cosa che fece il Duce, che imbattutosi per le scale di un ministero in un altissimo funzionario in palese fancazzismo lo umiliò pubblicamente e lo convocò poi alla sua presenza per giubilarlo con ignominia. E' ovvio che alla gente piaccia la figura del castigamatti, a cui magari inviare suppliche. Una sorta di "sapiente che sta in alto". La differenza tra i diversi scenari sta nel fatto che in un contesto magari lo stivalato nerboruto arriva, nell'altro te lo sogni. E devi contentarti delle leccate di chiappe della stampa servile.
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# gianfranco56IT 2011-07-10 10:46
Come sempre ottimo articolo fuori dal coro!!!
Grazie direttore.
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# EdoardoCas 2011-07-10 11:25
Complimenti Direttore per l'articolo.
Basta un po' di propaganda e il "dittatore" è creato.
Quasi tutti vi parleranno bene di questo "napolitano", i giornali lo esaltano e il popolo lo segue. Peccato che senza nessuna responsabilità, possa permettersi di dire banalità imbarazzanti e di conseguirne l'applauso di circostanza, del resto che aspettarsi da un 86enne che non ne ha mai azzeccata una nella vita? Come prossimo presidente della repubblica, e degno sucessore, l'ideale sarebbe D'Alema, il vuoto, il nulla, la banalità. Ma questo vogliono, per aver mani libere per fare il proprio comodo.
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# Gilles 2011-07-10 11:41
Tutto questo potrebbe essere utile a chi considera Napolitano un “comunista”, nel senso comunemente attribuito a questo termine, e magari potrebbe aiutarci a capire quanto poco affidabili siano le categorie, che noi crediamo di conoscere ed interpretare da sempre. Non tutti i presidenti, peraltro hanno goduto di così buona stima, come ad esempio, in tempi recenti, è capitato a Cossiga. E poi, mi perdoni Blondet, ma pensare di paragonare uno stile di vita come quello del Re Bunga a quello del presidente attuale, con tutto il rispetto, è una partita persa in partenza. E’ vero che il popolo è curioso a volte, ma alla lunga se si delegano le proprie responsabilità a uno che dalla mattina alla sera pensa ad organizzare festini, invece di governare, la conclusione non può essere che una; il rigetto. Senza contare una cosa forse un po’ più profonda, per chi tra il popolo riesce a percepirla: una coerenza di fondo nelle azioni e nelle parole del presidente, rispetto ad una continua contraddizione, specie delle parole, del Re bunga, la sera rispetto alla mattina. Soprattutto una cosa però dell’articolo mi trova d’accordo, il fatto che agli italiani serve l’uomo forte. Non ho mai capito questa tendenza, me la spiego sostanzialmente con il fatto che si tratta di un popolo che non vuole rotture di palle e vuole godersi in santa pace il proprio orticello, spesso misero, senza assumersi alcuna responsabilità, specialmente quelle che possono derivare dalla scelta dei governanti e dalla politica. In questo, a mio parere, avere in casa ben due istituzioni, oltre allo Stato anche la Chiesa, che ti dicono cosa devi fare della tua vita senza discutere, e di accettare come dogma di fede le spiegazioni ai comportamenti più banali, non aiuta di certo il popolo italiano a maturare un poco di consapevolezza. Secoli di questa condizione non possono non aver causato conseguenze, e oggi non è che la situazione sia molto diversa dal passato. Comunque anche il popolo più beota alla fine si rende conto se ha concesso fiducia alle persone sbagliate, magari ci metterà del tempo, ma si ravvederà.
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Lo stile di vita di Berlusconi è quello che è; ma pensi se sotto l'enorme lente di ingrandimento che coglie ogni respiro del premier ci fossero, per esempio, gli osceni e contro natura festini del presidente della regione Puglia Vendola, i suoi parenti, i suoi amici e/o conoscenti! Il problema è che non avendo trovato come eliminare politicamente Berlusconi, nè niente di illecito nelle sue attività imprenditoriali , la magistratura è ricorsa alla carta - vergognosa - di attaccarlo sulla vita privata!
FdF
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# Franco_PD 2011-07-10 18:41
Concordo pienamente con FdF. Di questi tempi poi si sprecano i paralleli (anche i più assurdi, sui vari blog) tra Berlusconi e il Kahn. L'ebreo si fa processare, e il Berlusca no, ad esempio. Per quanto osservi il singolare modo di vivere del premier non mi riesce di trovare qualcuno o qualcuna che gli rinfacci qualcosa o che lo accusi. Fa lo splendido. E' disgustosamente prodigo (il che è peraltro un peccato vero e proprio) largheggiando con giovani avide che gli raccontano di madri malate e di dissesti familiari (è agli atti nelle intercettazioni ). Conosco una donna veneziana che lo frequentò agli inizi della sua scalata televisiva, e che aveva viaggiato con lui. Donna interessantissi ma, di sinistra e con due gambe da schianto e occhi azzurri stupendi. Tipino stile Delia Scala per intenderci. Mai che mi abbia confidato la benché minima avance nei suoi confronti, o una qualsivoglia volgarità. Altro che il Kahn che commenta ad alta voce il fondoschiena delle hostess sull'aereo e ci prova con almeno due impiegate del Sofitel a Manhattan. E' tutta questa immensa costruzione mediatica che mi lascia perplesso, unita alla conoscenza personale di qualche dipendente Fininvest (anche qui destrorso o sinistrorso) che mai ha avuto da ridire sul suo ambiente lavorativo. Non leggo di scioperi, gente licenziata, ristrutturazion i, azioni legali di dipendenti, scandali interni. E sono professionalmen te lontanissimo da quel mondo. Il tutto mi sembra un gigantesco pallone di chiacchiere che si autoalimenta ingrossandosi sempre di più. E non scoppia mai.
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# Nuovo Mondo 2011-07-10 21:45
Gilles, mi meraviglio di questo tuo intervento, ti reputo una persona intelligente e dotata di ottima capacità di analisi e obiettività. Non voglio difendere il bunga (è palese la sua incapacità politica) ma pensi veramente che passi tutto il giorno a organizzare festini? E quali sono i meriti dell' attuale presidente della repubblica in base ai quali si dovrebbe dare stima e rispetto? E' impossibile affrontare questi argomenti con poche righe, considera piuttosto che questa gentaglia non è lì per caso. Questo dovrebbe essere esauriente per farti capire ciò che intendo dire. Comunque sia, grazie per i preziosi commenti che fai in questo sito, li leggo sempre con molto interesse e stima. Ciao
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# aalireland 2011-07-10 12:13
Tra i tanti quello più fedele e venduto ai poteri internazionali che tengono il tacco sul collo del nostro Paese.
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# geppino 2011-07-10 13:07
Sì ma un dittatore a 83 anni non si è mai visto...
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# Andrea V. 2011-07-10 15:55
"Questo apparato, un super-ministero, costa ai contribuenti italiani 235 milioni di euro l’anno, 5 volte più di quanto costi agli inglesi la monarchia britannica. Per un altro confronto: la presidenza federale tedesca costa 19 milioni di euro l’anno e ha 160 dipendenti in tutto – un decimo del Quirinale".

Solo questi dati confermano l'Italia "repubblica di bananas" e un Paese ridicolo e al capolinea come questo si merita il presidente napoletano come Dux.

Io non riesco a credere che ci siano persone che amano questo presidente.
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# Marco V. 2011-07-10 17:36
Non è forse che amano il presidente Napolitano, amano piuttosto la sua figura istituzionale in quanto ultimo baluardo (potenziale) contro il disfacimento causato dal più grande delinquente istituzionale che l'Italia abbia mai conosciuto, lui e la sua banda di grassatori. Non che tutti gli altri siano molto meglio, ma alla violenza e alle bassezze del Nano non era mai arrivato nessuno. E se un infausto giorno arrivasse al Quirinale, io sarei disponibile a dare l'assalto e a bruciare tutto, pur di non vedere il mio amato Paese, la mia piccola grande Italia, ridotto così. E sospetto che saremmo in molti.
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# cgdv 2011-07-10 16:07
Personalmente mi permetto di consigliare la rilettura del ruolo del presidente della repubblica così come sancito dalla Costituzione, apparentemente limitato dall'articolo 89 e deresponsabiliz zato nei termini dell'articolo 90.

Altrettanto personalmente mi permetto di ricordare che la Costituzione è stata scritta da una congrega di "fuoriusciti" sia di matrice liberale, che cattolica, che socialista, che comunista, sotto stretta sorveglianza delle potenze vincitrici, allo scopo di impedire qualsiasi rinascita della destra sociale e nazionale.

Su questa base abbiamo potuto "gioire" del permesso di avere presidenti liberali e democristiani, benché di stretta osservanza massonica, salvo gli intervalli sinistri di Saragat e Pertini.

Con l'avvento di Berlusconi e l'inaspettato, anche se inutile, sdoganamento della destra, il controllo di garanzia per gli eletti e gli illuminati, anche in vista della stretta europea, doveva essere più incisivo. Ecco allora il banchiere partigiano Ciampi e poi addirittura il comunista Napolitano. Costui può pertanto agire senza freno, esercitando in fattispecie la dittatura del presidente indicata da Blondet. Che però, omette di dire che chiunque vi si opponesse sarebbe accusato di fascismo, oltre che in patria anche dagli appositi organismi internazionali.
Ognuno poi, creda quello che gli pare tanto è ininfluente.

Giuliano
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# amsicora 2011-07-11 10:48
... "il banchiere partigiano Ciampi"
Sarebbe interessante passare al setaccio il cursus honorum del venerato (o venerabile? chissa!) maestro: vita, opere ma, soprattutto, miracoli.
Ad esempio per quali meriti (di loggia?) è diventato governatore nel 1979, pur non avendo scritto neppure un articolo di economia, caso unico nel mondo?
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# xorxi_ronco 2011-07-10 16:54
Le aspirazioni staliniane del signore in questione sono note da tempo. Mi pernetto di ricordare che all'epoca della presa del campanile di San Marco a Venezia da parte degli otto serenissimi il signore era potente ministro dell'Interno. Da quello scranno non solo calcò la mano in modo riprovevole contro gli otto romantici rivoluzionari disarmati (la magistratura ha impiegato 14 anni per rendersene conto) mandandogli adosso le nerbute teste di cuoio dei GIS armate fino ai denti ma, addirittura, dopo che questi picchiarono a sangue alcuni di loro (dopo che si erano arresi senza opporre alcuna resistenza) mandandone uno in coma tre giorni e causando ad un altro la perfozione del timpano, lui ebbe l'ardire di dichiarare che era tutto a posto e di insabbiare ogni accusa contro i GIS.
Adesso che la Corte Costituzionale ha assolto gli ultimi tre serenissimi mi auguro che qualcuno faccia luce su quelle giornate convulse in cui lo Stato, grazie a personaggi come Napolitano, prese così sul serio quella dimostrazione pacifica da comportarsi come e anche peggio di Franco e vada a chiedere i danni di quel pestaggio selvaggio avvenuto di nascosto dentro al campanile contro persone disarmate e legate. Ci mancava solo che i serenissimi finissero morti "suicidati" in carcere!
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# Franco_PD 2011-07-10 17:35
Fa bene il lettore a rammentare l'episodio dei cosiddetti Serenissimi. Che erano di queste parti. Gente un po' su di giri che sarebbe scesa dal campanile di San Marco solo mandando su uno scaccino a dir loro: "Tosi, gavìo bevuo? Finìa ea sìmia? 'Ndemo so che i ve spèta". Altro che mandare l'acrobatica testa di cuoio su in doppia corda vista vision. I cospiratori risultarono equipaggiati con mutande di ricambio, una fiaschetta di grappa e avevano anche un mitra. Un MAB residuato bellico il cui utilizzo - viste le sue condizioni - si vide che sarebbe risultato letale per chi lo avesse usato. Fine della storia. Quella vera, naturalmente, quella falsa è un tentativo di golpe secessionista pericolosissimo , sventato dalla pronta vigilanza di Napolitano, e del suo democratico braccio armato di SpecNaz (Napolitano li avrà certo considerati così, visti i suoi trascorsi... ah il fascino del Cremlino...).
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# Andrea V. 2011-07-10 20:10
Citazione xorxi_ronco:
... prese così sul serio quella dimostrazione pacifica da comportarsi come e anche peggio di Franco...


La prese sul serio perchè nonostante tutto ne aveva paura e bisognava dare una dimostrazione di forza, che in questi casi è una dimostrazione di debolezza, continuo a pensare che questo Paese sia al capolinea.
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# alphiere12 2011-07-11 08:46
E non dimenticate che, con una foga che non si vedeva dai tempi di Scelba, inviò i celerini a pestare i disoccupati, DELLA SUA NAPOLI.
Ha ragione Edoardo de Crescenzo: solo i politici di sinistra, possono mettere in essere una pratica politica, comunemente considerata di destra. E viceversa.

Citazione Andrea V.:
quote name="xorxi_ronco"]... prese così sul serio quella dimostrazione pacifica da comportarsi come e anche peggio di Franco...


La prese sul serio perchè nonostante tutto ne aveva paura e bisognava dare una dimostrazione di forza, che in questi casi è una dimostrazione di debolezza, continuo a pensare che questo Paese sia al capolinea
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# Protesilao 2011-07-10 17:06
Direttore, anche io ho notato un certo "allargarsi" di Napolitano che, naturalmente è eterodiretto da poteri esterni alla democrazia. Ma il suo potere "reale" non esiste, certo la guerra in Libia è anche frutto delle sue pressioni, ma se Berlusconi non l'avesse voluta, non ci sarebbe stata: l'Italia è stato "costretta" ad accodarsi e non doveva farlo. Riguardo al consenso di cui godrebbe Napolitano, questo non è da ricondursi alla sua non-elezione, ma al fatto che è visto come figura al di sopra delle parti... non dimentichiamo che la democrazia è il potere della maggioranza.
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# Franco_PD 2011-07-10 17:22
Mi complimento con Amsicora per l'ottima memoria su eventi passati. Ed aggiungo sul Lodo Mondadori un dettaglio relativo alla condanna che costerà a Berlusconi una cifra immensa (circa 600 milioni di euro a fronte di un valore aziendale reale di 300). La condanna fa riferimento al concetto curioso di "perdita di chance". Cioè De Benedetti avrebbe avuto una possibilità che gli sarebbe stata negata. Una chance appunto. Quando si cominciò a parlare di questo concetto interessante e curioso ne lessi la seguente descrizione esemplificativa che mi lasciò di stucco. E che non venne contestata da nessuno. L'esempio è questo: il mio vicino di casa dichiara che prenderà la macchina per andare alla ricevitoria a giocare al Superenalotto. Purtroppo io ho parcheggiato male la mia auto in cortile (o magari l'ho fatto apposta per fargli un dispetto) e lui non può uscire con la sua. Da qui la denuncia per "perdita di chance". Non ha potuto giocare la sua schedina e io ne devo rispondere in solido. Attenzione ora: non è che il vicino esibisca una schedina compilata e strilli "Questa sarebbe stata la schedina! Controllatela! Avrei vinto miliardi!". Basta che gli sia stata impedita la giocata (senza neppur sapere quale potrebbe essere stata) per attribuirgli dei diritti, anche la vincita massima. Perchè gli era stata tolta per l'appunto "la chance". La possibilità. La sentenza che mette al tappeto il Berlusca non è altro che questa. Tutti i protagonisti (TUTTI) erano contenti dell'accordo all'epoca? Non importa. De Benedetti avrebbe forse potuto avere di più. E quindi gli viene consegnato l'intero piatto. Chiunque può notare che siamo ormai oltre i confini del ridicolo, e purtroppo nessuno ride, e questo mi fa specie. Continua ad indispormi poi il fatto che per buttar giù un uomo politico non si voglia ricorrere alle elezioni, ma a sicari togati. Io mi sono limitato a non votarlo mai. E neppure sono di mio particolarmente democratico. Altri che al contrario lo dichiarano ogni tre per due devono ricorrere invece ad altri mezzi. Anzi, mezzucci. Efficaci, però.
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# adelauro 2011-07-10 18:26
Bravo Direttore,
questo bell´articolo dimostra che la Sua salute tiene... E me ne compiaccio immensamente.
Tutta la stampa libera ci esorta quotidianamente a meditare le parole di Napolitano...
Ed anche il glorioso giornale della CEI partecipa all´esegesi devota di tutto ciò che esce dalla santa bocca del presidente... Il quale si commuove commemorando il risorgimento, e ormai da qualche giorno si preoccupa solo di sostenere la vergognosa guerra alla Libia.
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# alberto 2011-07-10 18:32
E in più:visto che la presidenza Napolitano ci costa 12 volte quello che costa la monarchia inglese perchè l'ex "compagno" non fa almeno un gesto simbolico e rinuncia a qualcuno dei suoi inauditi privilegi?
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# anrewbst99 2011-07-10 22:04
"L’Italia pullula di dittatorelli in sedicesimo, che esercitano la loro dittatura dove possono, nei circoli ristretti dei loro cerchi magici".
Questa frase l'ho riletta diverse volte per compiacermi. E' perfetta nella sua verità; mi ci sono immedesimato molto perchè ho subito una sconfitta professionale proprio perchè non ho esercitato tale "diritto".
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# guglielmotell 2011-07-10 21:32
L'articolo di Blondet mi piace. Suggerisco solo una correzione: il ministro Calderoli, alla manifestazione recente di Pontida, non assomigliava a Martin Borman ma a Hermann Goering (formato ridotto). Stessa aria tronfia e vacua, stesso sorriso sguaiato e soddisfatto. Sembrava proprio un gerarchetto. Auguri a Blondet.
Fabrizio
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# rinus 2011-07-10 21:44
Tra un Berlusconi e un De Benedetti non ho mai avuto dubbi: cento volte meglio un Berlusconi, anche se ha la mia disistima per aver bruciato le speranze degli italiani. Ma De Benedetti ha bruciato le ricchezze delle società che ha comprato, e disarticolato, per farne solo più contanti possibili e come quelli della sua genia, non gode della mia simpatia,questo per correttezza.
Berlusconi non credo che abbia coraggio!,con le TV e giornali che possiede avrebbe avuto modo e tempo x sbatacchiare all'angolo il presidente napoletano Napolitano. Metodo Boffo solo per un povero direttore di testata, e per LUI nulla. Ma dai! e l'interventista della guerra in Ungheria è solo da ricordare come errore giovanile? E adesso il suo pretendere la guerra contro Ghedaffi, contro i nostri interessi sarebbe da passare al tritafleisch!! Berlusconi deve imparare dal suo concorrente ottantenne MURDOCH... SALUTI
Sal. Ricc.
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# Fabio de Fina 2011-07-10 23:29
Napolitano è l’uomo dei rimborsi spese truccati. Comprendono, i lettori, cosa vuol dire usufruire di buona stampa? Ve lo immaginate se così si fosse comportato Berlusconi? Oltretutto colto in fallo da giornalisti stranieri? Tutti i media, folgorati dall'amor patrio, si sarebbero stracciate le vesti come il loro modello Caifa; Napolitano è inoltre il principe della casta dei politici, che si compone di 179.485 elementi, l’autentico cancro che opprime il nostro Paese. La Regina d'Inghilterra ha messo online tutti i suoi costi: tutti. Precisando quanto spende fino all’ultimo centesimo. Napolitano - e i suoi predecessori - no: segreto. Il bilancio del Quirinale è vietato ai cittadini.
FdF
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# Alfio200 2011-07-11 09:01
Il problema è che il governo Berlusconi non è neanche stato in grado di abolire l'ordine dei giornalisti, come sembrava volesse fare con l'attuale manovra. Non è neppure stato in grado di eliminare l'assurda norma che vuole come direttore responsabile di un periodico un giornalista o un pubblicista. Alla faccia delle liberalizzazion i! Negli altri Paesi, chiunque può dar vita ad un periodico senza ritrovarsi giornalisti-pubblicisti (nel 90% dei casi assolutasmente incompetenti) tra i piedi, col risultato di periodici-quotidiani in gran numero, di buona qualità e non mantenuti dalla Stato, cioè da noi.
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# cgdv 2011-07-11 00:39
Cara Redazione, grazie del divertente e provvisorio cambiamento del mio nick name che dopotutto potrei anche tenermi.
Siete proprio dei gran mattacchioni.
Giuliano
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# Catone 2011-07-11 08:33
Alla base c'è il gioco della democrazia. Il politico è l'incapace e il corrotto, arruolato dall'usura finanziaria, per fare il lavoro sporco.
Quando il politico approva delle schifezze, volute dall'usura e detestate dal Popolo, l'opposizione e i giornali criticano e condannano. Ottenendo così due risultati: un capro espiatorio da additare all'indignazione popolare e una apparenza di libertà di critica del potere.
Il potente, quello vero, è invece incensato come in qualsiasi regime: avete mai letto critiche a Draghi, Montezemolo o Marchionne? O agli Agnelli dei bei tempi andati?
Questa è la democrazia: una squallida e nauseante messa in scena, una menzogna figlia dei figli della menzogna!
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# Catone 2011-07-11 10:24
La speculazione si appresta a tritare l'Italia. Napolitano dice che "serve coesione nazionale".
Che genio, io non ci avevo pensato!
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# Gilles 2011-07-11 10:25
A nuovo mondo, che ha un nick veramente beneaugurante. Ti ringrazio per gli apprezzamenti e devo dire in verità che sì, anche io penso che Berlusconi non stia tutto il giorno a organizzare festini, se non altro perché all’età che ha, avrebbe bisogno di un pillolone che forse non hanno ancora nemmeno inventato. Penso altresì che qualche volta si dedichi anche che so, al Milan e, soprattutto, alle sue aziende, come accade ora con il lodo Mondadori. Quello dei festini è un modo di dire omnicomprensivo , che ho usato per metterci dentro tutto quello che Berlusconi fa invece di governare o pensare veramente al bene comune della gente. Non a caso, per il governo di questo Paese finora ci sono stati Tremonti e Letta, oltre ad un buon numero di ministri più o meno inconsapevoli. Ma il problema non è la quantità e la qualità di festini che Berlusconi fa, quelli sono affari suoi, è il messaggio che lui stesso fa giungere al popolo, e di cui se ne fa un vanto. Questo è il punto, quanto pensate che la gente, che vive sempre più in difficoltà economiche e vede prospettive sempre più nere, sia realmente disposta a perdonare ad uno che gli sbatte in faccia la propria ricchezza e il proprio stile di vita, come se fosse la cosa più naturale di questo mondo? Senza contare che magari uno che smentisce la sera le cose che dice la mattina, magari qualche dubbio alla lunga, nei più avveduti, lo può causare, che ne dite? E guardate che personalmente non me ne po’ fregà di meno di quello che Berlusconi fa a casa sua, dato che tutto sono meno che un moralista bacchettone. Badate bene che non è nemmeno una questione di diffamazione della stampa al Re bunga, quella sarebbe facilmente risolvibile se lo stesso potesse, con argomenti anche semplici. Quello che conta è il messaggio che Berlusconi dà di se stesso, gran menestrello, gran raccontatore di barzellette, gran trombatore, ecc., ecc., e per uno che passa per essere un comunicatore geniale, un messaggio di questo tipo, in un momento come questo, significa veramente darsi le picconate sui piedi, o peggio come tafazzi... Ma se non ricordo male il Direttore ce lo aveva anche detto, è Berlusconi che dall’alto della sua genialità si distrugge da solo...
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# milvus 2011-07-11 10:42
O pesce non vole penzeri, ma i pesci partenopei hanno natura mariola: personaggi squallidi, aridi, insetti dotati di pochi neuroni. Sarebbe utile invece rileggere la favola di Berlusconi, quella proposta nei libri, per capire meglio lo squallore in cui viviamo oggi. "Berlusconi è un personaggio unico e fuori dal comune, eccezionale. Il suo esordio nella vita milanese non fu tanto preso sul serio, era sempliciotto ed alla buona, il giovanotto un giorno andò a visitare un giornalista del Corriere, un dirigente del giornale famoso, per prospettare un problema urbanistico, non andò solo, forse al suo lato vi era Confalonieri. Lui spiegò il frastuono che facevano gli aerei, decollando da Linate, investendo le abitazioni di un certo quartiere, Milano Due, e voleva dirottarli altrove, vincendo questa prima battaglia trionfale. Dopo, provò una seconda chance, le televisioni. Per questo si rivolse ai giornalisti della Mondadori, che si occupavano anche di televisione, e come tutti gli editori, furono attratti da questa nuova avventura. Berlusconi si impegnò anima e corpo in questo affare, che in fin di conti, era come la RAI, ed arricchiva anzichè impoverire. Lui aveva le idee chiare, oggi diremmo che allora sfortunatamente conobbe un tale che si chiamava Renato Cantoni, un personaggio di spicco nella finanza milanese, che capì subito le qualità di Silvio e le sfruttò molto. Alla Mondadori gli proposero una società a tre, Agnelli, Mondadori e lui, rispose di sì, senza esitare purchè il potere fosse tutto suo. Il potere glielo diedero finchè gli ha fatto comodo, oggi lo rapinano, ingiustamente e da ebrei speculatori. Andò al ministero delle Poste a parlare con Giorgio Bogi, allora sottosegretario e disse: "Sbagliate voi della Mondadori a chiedere una legge per le televisioni, una legge per buona che sia, stabilirà qualche regola. Si sta meglio senza. "Lui dava feste da grandeur nella sua villa di Arcore, invitava centinaia di persone, autorià di Milano, cantava suonava, nel suo parco corevano i suoi figli ancora bambini, quelli della prima moglie, e da allora sappiamo quanta strada abbia percorso, la fortuna accumulata, ha dominato la scena politica per vari anni, in una Italia abbastanza importante, ha tenuto scacco all'opposizione, ed ha messo in riga gli alleati. Ha svolto la sua parte sulla scena internazionale con molta disinvoltura, perchè lui si è saputo muovere sia tra persone impresentabili che tra i primi della Terra, da persone di cultura e di valore, e questo forse si chiama carisma. Non è detto però che questo talento lo abbia reso felice, forse no, non ha potuto realizzare i suoi sogni segreti, però si è rassegnato, rimanendo nel solito gruppo di pesci senza pensieri che capito come far soldi senza lavorare, alla faccia di questo stupido mondo banale.
Renato Cantoni era un personaggio della finanza, potere, come Carabinieri e Polizia, che sono forti ed inespugnabili, incontrollabili dai politici, e per questo motivo Napolitano svolge la sua attività riducendosi a questi mezzucci di fare la cresta, di nominare senatori a vita qualche anziano, si consola cercando piccoli vantaggini, favori provincialeschi anzichè raggiungere la cosmopolita attività delle altre democrazie. E già molto andare al ristorante, essere salutati da inchini, fare un ottimo pranzo di pesci senza pensieri, e non pagare il conto. Il massimo della democrazia e sposarsi con il vestito adatto all'occasione e non pagare il sarto, figurarsi il ricevimento.
Cantoni scoprì la finanza dopo la guerra entrando enll'haganah, un movimento di difesa ebraico che poi diventò il nucleo del futuro esercito israeliano. Cantoni curava gli aspetti finanziari del trasferimento degli ebrei che volevano andare in Palestina, cominciò così a maneggiare valute da finaziere e giornalista. Negli anni '50 era dicasa alla Scala e al Biffi conobbe la Callas, Mario Pannunzio, Arrigo Benedetti, conobbe il calvinista banchiere Robert Hentsch ed assieme crearono un sodalizio proficuo negli affari. A Roma, quando arrivava non di rado, conobbe ed incontrava sempre per affari finanziari Carlo Azeglio Ciampi, per monete e scambio tassi, Scalfari, Spadolini, e tutti i pesci che facevano soldi senza lavorare. A Milano i suoi amici storici, furono la famiglia Mondadori, giornalisti come Biagi, Stille, Cederna. Così, attraverso questa persona, Cantoni, il nostro Silvio potè "allearsi" a Bettino affinchè non legiferasse in campo telvisivo e permettere a lui di costruirsi l'impero mediatico, nel contempo fortificando i piccoli centri di potere, che ognuno oggi denuncia quella provincialità ed arretratezza nazionale, cui bisognerebbe mettere ordine al più presto possibile, poi iniziare da capo. No si può continuare ad occuparsi dei problemi, arrivando per primi sul posto, mirando sempre ai propri vantaggi.
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# Franco_PD 2011-07-11 13:15
"Dopo, provò una seconda chance, le televisioni. Per questo si rivolse ai giornalisti della Mondadori, che si occupavano anche di televisione, e come tutti gli editori, furono attratti da questa nuova avventura. Berlusconi si impegnò anima e corpo in questo affare, che in fin di conti, era come la RAI, ed arricchiva anzichè impoverire".

Degli argomenti del resto del post non so molto, ma di questo sì, visto che abitavo proprio dietro ad una delle prime TV private acquisita (o cannibalizzata se preferite) dalla galassia Mediaset e per semplice conoscenza di chi ci lavorava seguii le mosse del Berlusconi acchiappatutto. Mondadori (Leonardo se non sbaglio) la sua TV l'aveva mandata in vacca perchè non sapeva gestirla. Esattamente come Rusconi. Berlusconi invece le idee le aveva. Le aveva lui, non certo i sarchiaponi del mondo editoriale che non ne capivano una beneamata mazza. Comprò quindi delle reti televisive che erano ormai alla frutta e le valorizzò. Punto. Va da sè che se l'interpretazione che do alla citazione è quella giusta, si tratta di un'emerita corbelleria. E quindi - se tanto mi dà tanto - anche il resto dello scritto presumo sia sullo stesso livello.
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# cattolicocritico 2011-07-11 10:43
Caro direttore Blondet, stamani si sta verificando la cosa peggiore per l'Italia, l'attacco ai nostri titoli di Stato. Questo suona come campana a morto per la piccola borghesia italiana, (quella ancora tenacemente cattolica), ma suona come fine di un'era, l'era berlusconiana. Non si potranno chiedere sacrifici inenarrabili al Paese mentre a guidarlo è un personaggio che circondato da donnine allegre e prosseneti chiede sacrifici a tutti e non paga i suoi debiti personali e anzi usa il parlamento per non pagarli. Metà Paese lo detesta e l'altra metà di fronte ai sacrifici imminenti lo odierà. Si ricordi che a piazzale Loreto tumultava la stessa folla che applaudiva al lirico un mese prima. Quindi si rassegni direttore, si rassegni editore, Berlusconi non sarà più il duce del 3 millennio. Mi risponda se vuole e se può.
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# Pompili 2011-07-11 13:11
Salve, mi perdoni, e chi, di grazia, potrebbe guidare il Paese in questo momento? Forse coloro che ci "traghettarono" verso l'euro? Cioè Prodi e ferraglia varia? Mi raccomando, ora non mi venga a dire che per Lei sono tutti uguali... ...non ci crederei...
Marco
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# amsicora 2011-07-11 13:43
... "Non si potranno chiedere sacrifici inenarrabili al Paese mentre a guidarlo è un personaggio che circondato da donnine allegre e prosseneti"
Mmmhhhhh....
si profila un governo tecnico? Tre-monti? Un "Monti" solo?
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# cattolicocritico 2011-07-11 11:13
Ah dimenticavo Bertone sta preparando una nuova DC. Ma la legge elettorale per farla vivere chi la fa? Certo no con Berlusconi attaccato come una cozza alla sedia di Palazzo Chigi. Sarà uno spettacolo vedere Berlusconi abbarbicato alla sedia di palazzo Chigi e Formigoni, Buttiglione, Pisanu e altri che cercano di staccarlo mentre lui fa gettare in pasto al popolo gli scheletri di questa gente. Così Napolitano camperà cent'anni e forse più.
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# Annhilus 2011-07-11 11:37
Noooo nabulidano è solo un simulacro, una mummia imbalsamata che vale per finta.
Come d'altronde vale per finta la costituzione che lo rende presidente del nulla.
Certo alle manifestazioni la canea e la clac... si fanno sentire... ma per il resto la salma imbalsamata rappresenta ciò che che è: un lacchè... un cameriere intoccabile messo là per rappresentanza, tra corazzieri tripputi e bracaluni e spese senza freno... a strimpellare sermoni sbauscianti rivestendosi a doppiopetto... una specie di maggiordono
senza limite di spesa... questo è... basta guardare chi sono stati e come sono finiti quelli che hanno preceduto "faccia da cane"... una combriccola di più o meno "venerabili"... che passando per Cossiga, Ciampi, o Leone... disegna la mappa dell'immondizia... in questa discarica che è la repubblica italica... (e per favore evitatemi i solti "distinguo" su Pertini che è figurante nella stessa boutade di ciarpame come tutti gli altri...).

Nabulidano??? Finirà come gli altri... tanto stimato quanto rottamato come merita ogni vero ferrovecchio... e non servirà manco da morto... si veda Cossiga... questi non sono buoni a nulla... in vita figuriamoci da cadaveri putrefatti e morti scomunicati...
Phua!!!

P.S.: Se dovete censurà... ci mancherebbe... magari vi fanno causa... e mi spiacerebbe... per me non mi frega niente... finire in galera per aver insultato la "banda dei presidenti", è solo punto d'onore...
Saluti e stima alla redazione tutta.
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# amsicora 2011-07-11 13:44
Non capisco cosa c'entrino Leone e Cossiga con Ciampi.
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# Annhilus 2011-07-11 18:07
Citazione amsicora:
Non capisco cosa c'entrino Leone e Cossiga con Ciampi

Sono presidenti anche loro o no???
Non hanno presieduto con "pari merito" il letamaio italico-istituzionale???
Non sono tutti giunti alla carica maxima di parassita pubblico... sepppur certo per strade e "meriti" differenti ... e allora... onore a tutti no????ahahahahaha

leone s'è gia sistemato da tempo....
Ora sono in ballo altri "giovinastri"; personalmente ogni volta che crepa un presidente emerito io espongo il gran pavese in segno di tripudio e indico un giorno di festa...
L'ultima inumazione per cui ho festeggiato è stata quella del picconatore... passato al giudizio particolare e che se la veda lui con la sua anima nera... perchè non ci sono segreti di Stato che tengano lassù...
Aspetto sereno di vedere coi piedi avanti (vieppiù per questioni statistico-anagrafiche) giovinastri come Scalfaro Oscar Luigi (93 inverni sulla gobba...) Ciampi Carlo Azeglio (91 sulla gobba) e se ci scappa pure qualche altro senatore "a vita" ben vengano...
Montalcini ad esempio... tenuta in camera iperbarica e disgelata alla bisogna per i voti di fiducia... con ben 102 primavere... (sarà la risultanza della stirpe giudaica che la mantiene ben mummificata) o magari belzebu Andreotti anche lui giunto a portare sulla gobba il peso di 92 invernate... per me l'uno o l'altro pari sono... e non ditelo troppo forte... ma anche il buon nabulidano...
è uno sgarzello con 86 compleanni bruciati... certo in caso di patto col demonio... magari reggono più a lungo... ma presto o tardi... anche per loro giunge il momento di arrivare "in cassa zincata anzichè in auto blu..."

A quel punto la scorta non serve più e manco i corazzieri bracaluni... non servono ad una emerita fava e con quello che si ritrovano sulla coscienza questi "emeriti" e "a vita"... sinceramente non vorrei proprio presentarmi con la carica di presidente italico o senator cadavere, davanti al Re dei Re... ... ca... loro!!!
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# FeBM 2011-07-11 12:13
Ricordo anche che, ai tempi del lodo, custode giudiziario delle azioni Mondadori fu l'avvocato Pedersoli di Milano.

Costui, per come ho avuto modo di conoscerlo, mai e poi mai si sarebbe piegato in alcun modo a favorire una delle due parti, essendo il nome suo e del suo studio (uno dei più importanti d'Italia nel diritto societario) il suo vero patrimonio.
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# Edmund Kiss 2011-07-11 13:04
Si infatti il Quirinale è proprio l'ultimo baluardo di un Paese come il nostro, e si vede come conta, infatti è l'unica istituzione dove non si dice quanto effettivamente ci costa!!! Buono il Napolitano, nipotuccio rosso di paparino "grembiulino" Spinelli. Basta leggere il saggio di Paolo Rumor "l'Altra Europa" , per capire da che risma salta fuori Spinelli e dunque il suo "protegè" Peppiniello Napolitano: anche lui un altro novantenne che fa il duro ma non ha nemmeno il coraggio (come non l'ebbe l'altro grembiulino d'oro Ciampi) di concedere la grazia ad uno - ma che è di ben altra tempra - che di anni va per i 100! E quindi ne ha ben 10 più di lui.
Stiamo parlando dell'ergastolano più vecchio del mondo: Eric Priebke!
E bravo il nostro Napulitano ostaggio degli ebrei "de Roma"!
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# alphiere12 2011-07-12 23:34
Vermante il detenuto più vecchio del mondo era un bramino indiano di 108 anni, liberato qualche settimana fa. Era in carcere da 1981, per aver assassinato un rivale di carriera "Ecclesiastica".
Stiamo parlando dell'ergastolano più vecchio del mondo: Eric Priebke!
E bravo il nostro Napulitano ostaggio degli ebrei "de Roma"!
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# Edmund Kiss 2011-07-14 17:16
E quindi se il "bramino" l'hanno liberato, l'ergastolano più vecchio del mondo è Priebke, o no?
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# Boanerghes 2011-07-11 13:43
Grande direttore! Come sempre.
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# FRANCESCO da Avellino 2011-07-11 14:03
Il problema è che tra il presidente del Consiglio e il capo dello Stato non esiste alcuna divergenza negli obbiettivi da raggiungere, se non in qualche 'scaramuccia' che tocca da vicino i personalissimi interessi di Berlusconi, che purtroppo sono difficili da far coincidere con quelli degli italiani. La vergognosa reltà odierna è la totale assenza di valori quali l'interesse nazionale, la dignità, l'orgoglio delle proprie tradizioni e capacità creative e lavorative oltre che delle proprie radici religiose. Siamo rappresentati da squallidi personaggi sul libro paga di Israele e degli USA, oltre che di arruolati volontari che lottano per i criminali e catastrofici interessi sionisti. Quello che però questi esseri insignificanti non hanno capito, è che l'Europa e l'America sono ad un passo dal collasso socio-economico totale, e tra non molto tempo le popolazioni delle varie nazioni non daranno più alcun peso alle loro fandonie e il loro servilismo verso gli interessi sionisti si trasformerà in un boomerang che li travolgerà spazzandoli via, senza alcuna pietà! Alcune delle vere rivoluzioni arabe (quelle contro i fantocci di Usraele), diverranno realtà in Europa, e sarà allora che questi burattini dovranno cercare un posto dove nascondersi: l'unico posto sicuro sarà un'altro pianeta!
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# senzaesclusiva 2011-07-12 16:41
Non dimentichiamo che Napolitano, un 4 agosto di qualche anno fa (non ricordo esattamente l'anno), zitto zitto, senza informare gli italiani, ha firmato il Trattato di Lisbona, cedendo di fatto la sovranità nazionale alla UE.

Ma quale dittatore; è solo un umile esecutore dei poteri forti.
Beccato da un giornalista inglese, mentre prendeva un aereo low cost facendo la cresta sugli 800 € di rimborso del volo.
Come fanno le badanti con la spesa...
Macchè dittatore
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# cattolicocritico 2011-07-12 18:29
Mi pare che lei abbia ragione direttore, Napolitano guida il Paese nella procella. E che ne dice del Salame che non parla, non appare in TV a reti unificate. E questo è colui che tanto ha acceso le speranze della destra tradizionalista ?
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# Vitoparisi3 2011-07-13 07:23
Se Napolitano dice di voler risanare il debito con il proprio potere indebito, sostenere la sinistra sulla base di una posizione super partes e far condannare il partitismo in nome della democrazia, mi rammenta i napoletani sul palco di teatro, i quali invocano il silenzio, che durerà due secondi, seguito da una caciara bontempona e divertentissima ; contenti il popolo ed il senato nostrani...
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# milvus 2011-07-13 12:25
Credo di capire che se il presidente "neutrale" assume queste posizioni e si prende la briga di criticare o giudicare ciò che fa il Parlamento, vuol dire che la sinistra, corrompendo quel giudice già corrotto da Berlusconi prima, e corrotto dopo da stipendi corruttori, orami rimbambito da tanta corruzione monetaria, abbia tolto le reti a Silvio, giacchè chi possiede un neurone solo, pensa che le masse imbecilli, si facciano ancora ipnotizzare dalle TV e possano votare a destra, anzichè a sinistra. Come può parlare Silvio a reti unificate, sebbene alcune siano sue "figlie", nutrite e curate tutte questi anni, mai abbandonate nel bene e nel male, se è proprio questa carta che si sta giocando la sinistra? Mica Napolitano parla come Mussolini affacciato alla finestra! No! Lui parla in televisione, e la sinistra adesso, dopo aver conquistato magistratura, giudici, pubblico, banche con Draghi, il lupo travestito da agnellino, mangerà le televisioni, i giornali, per poi fare dei poveretti quello che ci pare. Vogliamo capire che la televione può dare alla sinistra il consenso pilotato? Come il parto cesareo. Userà i poveretti per il suo scopo, ma intanto sono pretesto, come,ad esempio, coloro che chiedono finanziamenti per un bene sociale e poi se li tengono loro, poichè di quei poveretti non gliene può fregare di meno.
Quando, dopo la riforma televisiva, le reti diminuirono, e Silvio finì con Milano 1 e Milano 2, acquistando le reti sue e tutto ciò che venne dopo, la sinistra lo lasciò fare tutto questo tempo perchè doveva occupare i posti strategici, altrimenti non poteva toglierlele. Questo perchè loro sono convinti che egli abbia sempre avuto schiaccianti maggioranze per il suo valore mediatico. Nel frattempo però, dopo tanti anni, gli italiani non sono più quelli di allora, rileggendo gli articoli sulla televione della dottoressa Solange Maifredi, oggi appaiono più manipolabili, rimbecilliti da mode, tendenze, dalla pubblicità commerciale, dall'ignoranza, dalla trascuratezza del linguaggio, da tutto ciò che elenca in questo arguto articolo il Direttore, e la sinistra acefala pensa se togliamo il potere mediatico alla destra, vinciamo, versione bastarda di "vox populi, vox dei".
Ciò che verrà subito dopo, anzi ci siamo già, è un infernale stato di Polizia, un ragionamento continuo da mafia rossa, spiate, ti incolperanno senza fare nulla come il capro espiatorio della situazione o circostanza, la scuola poi sarà una fucina di bulli, pervertiti, i modelli ci sono già, le intercettzioni a carico della vita privata del premier, hanno permesso questo, insomma lui oramai a tutti contro, non noi umili lettori, forse gli unici rimasti che vogliamo capire, ma le masse, quelle che riconoscono le intelligenze del governo rosso nella logica impeccabile dei sussidi, sussidi persino per manifestare contro il governo Berlusconi, insomma spunteranno dal cilindro le varianti per vivere ad uffa. Una volta tolto a Silvio il potere mediatico, forse non ci saranno ballottaggi o seconde tornate, la sinistra spera che la disparità numerica sarà tale ed così alta che la vergogna non si saprà più dove starà di casa.
Qui il direttore è preciso ed illuminante quando cita la vergogna della "missione di pace" in Libia, già termine coniato dall'ex presidente Ciampi per la guerra in Iraq, termine assurdo ma telepaticamente mediatico, che a quanto pare abbia influito positivamente sulle menti, quasi abbia emanato per televione una certa energia positiva. Questo sito però, già da allora, senza televione, con la forza del linguaggio, della lingua italiana vera, ci avvicinò alla realtà di quelle missioni di pace: sono attentati in posti di civili, sono bombardamenti indiscriminati e non chirurgici, a persone, sono distruzioni di case, vie, sentieri, sono la semina di mine antiuomo e bombe a grappolo che amputano ed ammazzano, somo mercati senza cibo, sono persone senza lavoro, sono disperati che non possono sfamare i loro figli, e mancanza d'acqua, di luce, di energia base, sono grida di bambini e di famiglie nella notte, sono famiglie rotte per sempre, orfani, vedove, ed il tutto in questione di secondi, mutilati ed ammalati che nessuno guarirà più. Tutto questa dimensione di dolore mondiale, adesso chiede il conto a Berlusconi? Già perchè i boia generano nelle sue vittime correnti energetiche negative anche attraverso il tubo catodico, e si scaricano su coloro che possiedono la stessa frequanza vibratoria o nella collettività, per estendere o alimentare una data idea o conflitto.
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# sempreio 2011-07-14 20:03
Vorrei chiedere alla redazione di occuparsi del progetto MKULTRA e del MICROCHIP F-RID IMPIANTABILE...Cosa ne pensate... Non vi sembra di sentire odore di Apocalisse?
Ciao
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# amsicora 2011-07-15 11:14
Vedrai che nei prossimi anni il microchip lo renderanno prima facoltativo, poi obbligatorio, magari per la fantomatica "lotta all'evasione". Col microchip collegato all'agenzia delle entrate!
Già oggi con navaigatori gps e cellulari siamo potenzialmente spiabili 24 h su 24, metro per metro...
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# DBF 2011-07-16 18:52
Bellissimo. Si capisce che molto, troppo bolle in pentola. Ma se il DVX è Napolitano il vice DVX quando servirà sarà Fini?
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# DBF 2011-07-16 20:58
Direttore Blondet
Ripensandoci bene direi bella l'analisi ma fintamente ingenua poiché il tutto si può riassumere con la parola ‘italiota’. Non essendo votato dal popolo, il presidente è visto dal popolo come esente dai suoi vizi e difetti? Non direi. È ritenuto pulito mentre la politica elettorale, sotto di lui, è sporca? Non credo. In effetti gli italiani non votano intelligentemen te ma astutamente se hanno la partita IVA, servilmente quasi tutti gli altri e ideologicamente in pochissimi. Gli astuti credevano perciò di governare la politica ed ora si scoprono stupidi e governati. Gli altri osservano e forse non voteranno se prossimamente e a breve si voterà. Il voto è sempre stato solo un voto di scambio e il presidente in realtà rappresenta il 'padrino' che governa i picciotti e cioè i politici. La politica è sporca. Questa idea è stata importata anche al nord. Perciò se il Padrino piccolo è il presidente il Padrino assoluto è il Papa. Ed ecco che nasce non la fede ma il bigottismo, la Balena Bianca, la partitocrazia. In Italia la democrazia non esiste e non esisterà mai. È qui Le do’ assolutamente ragione. La politica italiana non è un regime governato dal diritto, ma dalla forza di fatto. Ogni casta ed ogni carica allarga i suoi poteri non fin dove gli intima il diritto, ma dove ha la forza di farlo, mentre le altre forze antagoniste sono inferiori o incapacitate. In futuro ci potrà essere una partecipazione destinata a fallire poiché il mutamento genetico e antropologico è oramai quasi concluso. Sono stati prescelti i carnali. Fare degli italiani un vero popolo è impossibile ma fare degli italiani ebrei è possibile poiché non c’è razza di spirito più meticcia dell’ebreo. Mi chiedo perciò chi sarà il prossimo DVX ad essere tradito per ‘trenta danari’ e ad essere crocifisso in piazzale Loreto.
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# Fabio de Fina 2011-08-13 23:30
Come??? La patrimoniale???
Dal gaio Giulio??? Chi se la sarebbe aspettata mai???
Ma non erano cose da governo bolscevico? Roba degna di Amato, o di Visco?
Plausibili in un governo D'Alema magari???
Da quando gaio Giulio ha trovato piacere nella "retromarcia"... che abbia dimenticato tutto quello che ha detto in anni e anni???
Ricordo sempre le difese ad oltranza del Direttore e di buona parte della redazione per il pro-massone intelligo-omosessuale ministro di bianca chioma...
Credo sia tempo di iniziare con buona lena a tentare almeno di mordersi i gomiti...
Buona estate calda a voi tutti.
Luca
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