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Effetti della plutocrazia
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Lo stupore dei benpensanti e dei loro media per i disordini di Londra, insieme violentissimi, privi di valenza ideologica e rivendicazione politica, volti al saccheggio di Foot Lockers, schermi piatti e iPad, è mal riposto: si tratta di un effetto collaterale costante della forma di governo che l’Inghilterra ha dato al mondo – che loro chiamano liberismo di mercato – ma il cui vero, censurato nome è: Plutocrazia.

Il proprio della plutocrazia non è tanto nè solo l’iniquità sociale, l’ingiustizia per cui il capitale si appropria dei super-profitti sottraendoli al lavoro. È la creazione di sacche sociali infime e rabbiose, inimpiegabili e inutilizzabili, come sedimento dell’iniquità e della perdita di solidarietà nazionale fra le classi. Degli sfavoriti, il plutocrate non se ne preoccupa e non se ne sente responsabile, non vuole sopportare quelli che giudica i costi dell’istruzione o dell’integrazione nel lavoro o nel salario.

Non a caso, proprio nella Londra della prima rivoluzione industriale, la prima plutocrazia della modernità, fu creata nel 1829 la Polizia metropolitana per stroncare le folle sottoproletarie che, accese dal gin e da un oscuro senso di subire ingiustizia, si radunavano regolarmente in assembramenti pericolosi, criminaloidi, minacciosi: la parola « mob», che significa insieme folla e teppa e banda, nacque allora. In realtà, erano le masse di inurbati che perdevano il lavoro operaio e s’accalcavano in tuguri con decine di figli, dove le mamme soffocavano i neonati cascandogli addosso addormentate dal gin; la folla formicolante di facchini e borsaioli, ladri e lavoranti a giornata, orfani, prostitute e consumatori d’oppio (in libera vendita in pasticche, secondo il verbo anti-proibizionista che va col libero mercato) descritta da Dickens e vista da Marx.

La plutocrazia british preferiva chiamarle «classi pericolose», deplorarne il degrado morale, trattarne le proteste per il pane con cariche della Cavalleria (il massacro di Peterloo 1819) e di arruolamenti forzati in Marina, le riteneva un sedimento inevitabile.

Ammaestrato da questo precedente, Bismark ritenne necessario inquadrare la prima rivoluzione industriale tedesca con un sistema di protezione dei poveri: il primo sistema in Europa di Previdenza Sociale obbligatoria per gli operai. L’esempio è stato seguito per oltre un secolo, con la sparizione delle classi pericolose, assorbite nella nazione operante, nella cittadinanza corresponsabile del futuro comune.

Ma da trent’anni, s’è riaffermato in Occidente, a cominciare dagli USA, il pieno potere della Plutocrazia, stavolta senza ostacoli nè avversari e nemmeno limiti nel senso di vergogna: i ricchi si sono dotati dell’ideologia (individualismo) che permette loro di strafregarsene delle vittime e delle loro speculazioni; egoismo, mancanza di carità, avarizia e avidità sono elevate a valori del sistema («Greed is good», dice il finanziere Gekko in un famoso film). La finanziarizzazione del capitale, la delocalizzazione industriale nei Paesi a basso salario, rende inutili gli operai nazionali e quindi il bisogno di un patto sociale fra padroni e dipendenti. Le ancor temibili masse operaie sono state vaporizzate in partite IVA, e rese innocue o incapaci di richieste salariali. La crisi provocata dai ricchi – mai mancare di sfruttare una buona crisi – viene sanata con le ricette suggerite dalla plutocrazia speculativa e dai suoi ideologi: in America, è parte dell’elettorato ideologicamente condizionato a pretendere risparmi sulla già striminzita Sanità pubblica, i capi del Tea Party dichiarano che è meglio tagliare gli insegnanti («Non producono niente») ma no, assolutamente no, alzare la tassazione sui percettori di oltre 250 mila dollari l’anno. Le stesse ricette vengono imposte all’Europa, agli indebitati Stati europei: smantellamento dello Stato sociale, privatizzazioni o svendita di beni pubblici, liberalizzazioni del lavoro e della professione, più flessibilità, più competitività, ossia meno salari. E più forti dosi di deregulation, specie per la finanza.

Sono esattamente le ricette che ci hanno condotto alla presente rovina: ma il liberismo globale e senza limiti non può proporre altro che quel che conviene qui-ed-ora alla Plutocrazia. È la forma terminale, ma che continua ad agire come uno zombi: orribile, persistente e pericoloso.

Lo ha detto un miliardario non privo di saggezza, Warren Buffett, notando che la sua segretaria è tassata più di lui: «La lotta di classe esiste, ed è la mia classe, la ricca, a scatenarla e vincerla».

Ed ecco che rinascono le classi pericolose, quelle che incendiano e tumultuano per saccheggiare gli shopping center. Deplorevoli in quanto, anzichè tumultuare per il lavoro o il pane, desiderano ed arraffano TV-color, vestiario da rock e scarpe Reebok. Ma ovviamente questa gente è stata fatta così dalla Plutocrazia dominante, che ha questo di specifico rispetto a quella di un tempo: la pubblicità, che invita insistentemente, con seduzione, questa gente a desiderare oggetti che non possono permettersi.

Un giorno, in un mondo tornato normale, i pubblicitari dovranno rendere conto della spaventosa diseducazione che – ormai unica agenzia educativa – hanno diffuso tra i meno muniti: l’incessante messaggio di infiniti slogan come «Il lusso è un tuo diritto», «Soddisfa la tua sete», insomma non trattenere i tuoi impulsi; la promozione di quel mondo di fantasia in ogni spot, un mondo tutto festa e piacere, dove puoi essere incluso anche tu, se bevi Coca Cola, se compri una Smart, se ti vesti JD, se hai l’Ipod. Dirigere questi messaggi a sottoclassi per essenza escluse, è un dissennato atto criminale. Un mondo normale, se mai esisterà un giorno, dovrà censurare la pubblicità e la televisione di consumo.

Ma la Plutocrazia non solo ha bisogno di questa pubblicità, la emana di sua natura, perchè la sua natura è nichilista. Un giornale britannico si stupisce: come possono, i ragazzotti di Tottenham, «aver cessato di credere nel diritto e nellordine, in un universo morale, in uno scopo dellesistenza, e tuttavia credere ancora negli abiti firmati? Come possono spregiare la cultura eppure volere la TV a schermo piatto?». Domanda incauta: perchè si applica altrettanto bene – anzi meglio – ai miliardari della speculazione, ai giovani leoni che alla City trafficano in prodotti derivati e CDS per stipendi e bonus da milioni di dollari, ai rampanti di Goldman Sachs. Anche loro – soprattutto loro – non hanno più un universo morale, disprezzano la cultura, aggirano la legge, e saccheggiano: nel caso loro, per procurarsi capi di Gucci e Armani. La pubblicità, non a caso, propone ai sottoproletari inimpiegabili il mondo in cui s’immaginano muoversi i miliardari: salotti felpati, Rolex, piscine da sogno, whisky squisiti, donnine in lamè di seta.

Diseducate dalla stessa dis-educatrice, la plutocrazia consumista, le due classi appaiono paurosamente affini, si distinguono solo per i prodotti che desiderano. Alta gamma, per i favoriti; le firme della moda dozzinale, per gli esclusi. E le loro azioni barbare, non sono diverse se non per la scala del saccheggio.

Il filosofo Jean-Francois Mattei l’ha notato persino per l’arte: l’arte contemporanea, che ha lasciato le chiese per il mercato globale, il libero mercato dell’arte, «non rappresenta più nè la figura umana, nè il paesaggio, nè luomo, nè il mondo. Rappresenta gli stati danimo delsoggetto’. E scade subito nellimmondo, perchè il soggetto ripiegato in sè, prigioniero di sè, è lantitesi della civiltà: è la bestia terribile dai cento appetiti, dagli istinti liberati da ogni regola civilizzatrice di cui parlava Platone».

Se l’arte è così, figurarsi tutto il resto. Sotto il regno compiuto della Plutocrazia postmoderna – il dominio dell’immondo – non sono possibili più scopi nobili ed alti. I saccheggiatori e vandali dei quartieri poveri sono incapaci di dare al loro saccheggio il senso della rivolta, non sono in grado di concepire azioni politiche di liberazione. Non sono contro il sistema, vogliono la loro parte nel sistema.

Non è il possedere l’ultimo gadget lo scopo di tutto? Non è intollerabile vivere in un mondo che ti mette sotto il naso l’abbondanza di ogni oggetto desiderabile, e non poterselo permettere? E quegli oggetti, non concepiti fin dal principio per loro?

A patto che abbandonassero ogni pretesa di controllo democratico e collettivo sulle condizioni di vita, si offrivano loro appunto i benefici del consumo « che dà prestigio»; ciò che non potevano più comprare col salario (stagnante da quarant’anni) con l’accesso al credito facile; ogni povero ha avuto in regalo, da banche, supermercati e shopping center, una dozzina di carte di credito. La crisi finanziaria e la recessione hanno chiuso il credito a basso costo; i subalterni di periferia non possono più sostenere a debito lo standard di griffe dozzinali, senza cui nel gruppo non sei nessuno (come a Wall Street non sei nessuno se non porti il blazer Armani, la Porsche e il SUV, la villa nei suburbia); e probabilmente è questo il motivo vero dell’esplosione.

È anche il motivo per cui i saccheggiatori di periferia non possono mai produrre una rivoluzione, ma solo jacqueries senza orizzonte: troppo soggette ai loro impulsi primari per darsi un progetto, troppo anarchicamente individualiste per darsi capi che le conducano ad un programma collettivo. La loro rivolta è, costantemente, anzi perennemente nell’imperio della Plutocrazia – destinata a smorire sotto le cariche della Polizia, le bastonate e le fucilate delle bande mafiose che il plutocrate assolda alla bisogna. Tale protesta può essere demonizzata e svalutata come criminale, come immancabilmente non ha mancato di fare il premier Cameron.

E tuttavia, nel giugno scorso in Gran Bretagna s’è verificata una rivolta di studenti, in protesta per la triplicazione delle tasse scolastiche e il costo dell’istruzione nel sistema privatistico, che ha avuto un tutt’altro sapore; altri 750 mila cittadini si sono uniti alla protesta, stavolta per il taglio delle pensioni che il governo attua per risanare il bilancio, secondo il dettato liberista. In Spagna, il movimento degli indignati ha una valenza politica che il primo ministro Zapatero ha correttamente interpretato, annunciando il proprio ritiro a vita privata e indicendo nuove elezioni: in un mondo civilizzato che – al contrario di Regno Unito ed USA – ha conosciuto altri regimi sociali prima della Plutocrazia, un governo non può tollerare per anni un’alta disoccupazione di una gioventù istruita, ripetere loro che non possiamo far niente per voi a causa dei vincoli esteri, delle delocalizzazioni e della competizione mondiale, senza perdere di legittimità.

La delegittimazione dei governi – insieme col caro-vita – è alla base delle proteste di piazza, parte dalla Tunisia all’Egitto allo Yemen e alla Siria. Meno noti sono gli scoppi di revulsione che divampano in Cina, dove gli alimentari sono rincarati del 12%; dall’appello ad una primavera araba risuonato attraverso i social network a febbraio (e stroncato spietatamente dal regime) ai tre giorni di battaglia stradale di migliaia di lavoratori contro la Polizia nella provincia di Guangdong, contro il declino del potere d’acquisto dei salari. La Cina cova centinaia di focolai di rabbia.

Censurata dai media ufficiali, una protesta di massa ha avuto luogo il 6 agosto a Tel Aviv, poi in altre località: almeno 300 mila persone scese in piazza contro il governo Netanyahu inizialmente contro il caro-alloggi, ma presto al grido di « giustizia sociale». Secondo la Reuters, i manifestanti israeliani chiedono aumenti dell’aliquota fiscale per gli alti redditi, il controllo pubblico degli affitti e l’istituzione per legge del «diritto alla casa»; bloccare ulteriori privatizzazioni nella Sanità, istruzione gratuita, aumento del salario minimo... un vero e cosciente programma anti-plutocratico, ben diverso dall’esplosione senza testa nè scopo di Tottenham. In Cile, iunfuriano da mesi proteste studentesche contro i costi dell’università. Della rivolta in Grecia basterà fare menzione.

La vera meraviglia è che nulla del genere sia ancora avvenuto in Italia, dove 2 milioni di giovani nè studiano nè lavorano, la disoccupazione giovanile ha punte altissime, e la tassazione e lo smantellamento dello stato sociale avanza a gran passi – e dove la delegittimazione della classe politica è al punto più basso della storia recente. Forse la nostra scarsa gioventù è ancor meno capace dei saccheggiatori londinesi di darsi uno scopo collettivo, forse ne attutisce i bisogni l’improprio ammortizzatore sociale delle famiglie (i bamboccioni), forse agisce il disprezzo verso la stessa opposizione, quella sinistra in cui si riconosce troppo facilmente la rappresentanza politica delle caste parassitarie e inadempienti pubbliche. Chissà.

Resta da vedere se questa revulsione di massa, tipica reazione indotta dal compimento della Plutocrazia, sarà capace di tradursi in alternativa politica, o si sperderà in jacqueries senza orizzonte. Di rado la Plutocrazia – asserragliata nelle sue ville e fra le sue guardie armate – si sente realmente minacciata da simili disordini, e ancor meno dalle crisi economiche: in un mondo impoverito quanto si vuole – insegna il cosiddetto Principio di Pareto – resta sempre che il 20% della popolazione si appropria dell’80% della ricchezza. Nel momento attuale, l’appropriazione è molto superiore, e gli appropriatori sono molto meno del 20%.

Secondo un analista russo di nome Konstantin Gordeev, la cui credibilità non sono in grado di valutare, la crisi e il dilagare dei disordini mondiali sarebbero state pianificate. Nella riunione del Bilderberg dell’anno scorso, dice Gordeev, si è valutato autorevolmente che il numero della gente di successo nel mondo si aggira sui 150 milioni (con i familiari, 250-280), ossia il 4% della popolazione terrestre, circa 7 miliardi. Sono i falliti, quelli spendibili, quelli in eccesso. Secondo Gordeev, i signori del denaro che hanno attuato la mondializzazione come «sistema chiuso che non lascia nicchie di libertà per i perdenti; non ci sono più zone libere dove ci si possa stabilire per ricominciarer la vita daccapo», sta ora attuando la crisi della mondializzazione con la crisi economica e la miseria: gli Stati sono ormai come aziende (i governanti l’hanno accettato) e vengono quotati in Borsa, e il loro debito è soggetto al rating delle agenzie; nella crisi recessiva che s’impone, ciò equivale ad appropriarsi a prezzi da liquidazione della restante ricchezza delle nazioni, monopolizzando totalmente tutti i segmenti della vita sociale ed economica.

L’analista russo sostiene che al Bilderberg di quest’anno (giugno 2011, Saint Moritz) si è addirittura decisa la « liquidazione dellEuropa» (la frase sarebbe stata pronunciata dal direttore generale di Deutsche Bank, J. Akkerman): il gran difetto dell’Europa essendo, per i Plutocrati, il livello di vita «estremamente alto» dei suoi 400 milioni di abitanti, dovuto ai sistemi previdenziali sociali che, per il capitale, sono un costo ormai inutile da mantenere.

Di qui il prolungamento artificioso della crisi, allo scopo di indebolire ulteriormente le economie nazionali; il « caos gestito» che ne deriva sarebbe utile non solo per screditare i politici, ma l’istituzione della statualità come tale, che la Plutocrazia considera il suo nemico principale (a ragione, come provò a sua spese negli anni ‘30: in USA, la politica ebbe ancora la forza di varare la legge Glass Steagall che vietava alle banche commerciali di fare le banche d’affari speculative; in Europa, il Reich superò la depressione deflattiva sganciando gli scambi con l’estero dal dollaro ed assorbì la disoccupazione, eccetera).

Stavolta nessuno Stato possiede più tale forza politica, avendo i politici demandato la sovranità ai poteri forti transnazionali. Ora, sono diventati inutili. E vengono cacciati dalla revulsione popolare, sollevata da slogan come « per la vera democrazia!» e «Rivoluzione da Tunisi alla Siberia!». Tali slogan sarebbero stati confezionati negli ambienti stessi del Bilderberg. (“For the revolution from Tunisia to Siberia!”)

Non so quanto credere a questo Gordeev, anche se la sua analisi riecheggia una precisa cultura politica, quella degli intellettuali del KGB. Ma non riesco a non citare questa frase: «Il reggimento dei popoli occidentali, che si dice democratico’, è in realtà quello di una plutocrazia democratica, che inclina ora alla plutocrazia demagogica». La sentenza è di Wilfredo Pareto, che la scrisse nel 1920: oggi, la sua verità mi pare rinforzata.

Per altro verso, mi pare che le valutazioni del russo siano consonanti con le conclusioni pessimistiche dell’analista militare Jean Paul Blaquiast. Secondo costui, si illude chi vede nella situazione attuale la crisi terminale dell’impero americano, il centro e la fonte della Plutocrazia. Per lui tale speranza (o per alcuni paura) proviene da un «accecamento». Accecamento «di fronte allevoluzione tecnologica, noi diremnmo antropo-tecnologica, di cui abbiamo davanti agli occhi numerose prove. O non sanno vederle, o non sanno interpretarle».

Quali? «Il sistema americano di dominazione poggia su due fattori coniugati. Uno è di natura antropologica: un fortissimo sentimento di patriottismo nazionale, impregnato di un forte senso di superiorità. Laltro fattore è di natura tecnologica: gli americani hanno sempre dominato, e continuano a farlo, le tecnologie dellinformazione in rete. Ad esse dedicano sempre più mezzi, sia sul piano della ricerca fondamentale, sia per quanto riguarda le applicazioni nella società. Questi due fattori coniugati insieme, danno e daranno ai padroni del sistema tutte le leve necessarie per proteggere ed estendere i poteri del Sistema stesso. Il resto del mondo, troppo diviso, troppo male armato tecnologicamente, non potrà opporvisi».

L’impero si dota di «sistemi darma autonomi con intenzioni proprie, di integrazione dei sistemi di sorveglianza multi-campo», che stanno già realizzando «una vera esplosione di applicazioni in reti intelligenti per il controllo dei cittadini e degli avversari… Queste spingono alla costituzione di spazi chiusi protetti, sottomessi ad un governo di tipo dittatoriale».

Chi ha modo e tempo, legga le prove che Blaquiast dà su questa involuzione del Sistema plutocratico: «Nouveaux pouvoirs pour les maîtres de l’Empire. Apparition d’un national-technologisme américain» e Mondialisation-démondialisation. Essai d'analyse anthropotechnique

Certo è che la vostra piccola vanità di apparire su Facebook, i vostri click sul web, la strisciata della vostra carta di credito, il vostro Smartphone sarà il vostro controllore globale (si veda un articolo di Nick Fleming su New Scientist del 30 luglio 2001, pagina 45 «Smartphone surveillance: the cop in your pocket»). Avrete il vostro poliziotto in tasca, e l’avrete comprato a vostre spese, magari a rate. Nell’articolo di Fleming, balenano possibilità anche di uccidere, agendo a distanza sull’elettronica della vostra Chrysler o della vostra Audi. Lo tradurrò, se avrò tempo.

Quanto alle rivolte possibili in America a causa della grande depressione che comincia, dal 2008 lo US Army War College ha pubblicato uno studio per il controllo militare delle proteste indotte dalle disuguaglianze e dal crash economico. Lo potete leggere a questo indirizzo: (Known Unknowns: Unconventional "Strategic Shocks" in Defense Strategy Development)

Mi limiterò a citare qualche frase: « Le forze armate devono essere pronte a una dislocazione strategica violenta negli Stati Uniti, provocate da un collasso economico imprevisto, resistenza interna con scopi politici, perdita di un ordine politico e legale funzionante... conflitti civili multi-Stato a livello nazionale» (1).

Insomma, le rivolte, siano o no jacqueries, sono già previste, e l’armata le stroncherà.

Dò le conclusioni di Blaquiast: « Sta emergendo una forma di nazional-tecnologismo che segnerà la storia di domani molto più di quanto abbia fatto il nazional-socialismo del secolo scorso».

Un nazismo per i Plutocrati, al loro servizio: il sogno finale, per i ricchi.

Posso dare la mia modesta testimonianza, come spettatore di una festa del 4 luglio nella città che meno si direbbe travolta dal patriottismo americano: Las Vegas. Festa campestre, hot dog e musica, fuochi artificiali, famigliole sul prato artificiale su cui hanno steso tovaglie da picnic. Tutto organizzato col lavoro patriotttico, volontario e gratuito dai dipendenti municipali (ora minacciati di licenziamento). Di colpo, s’illumina un palco appena allestito: sul palco un manipolo inquadrato di giovani boy scouts alzano la bandiera americana e quella dello Stato del Nevada, e intonano il canto in coro, a voce sola. Nel pubblico tutti, nessuno escluso, si alzano in piedi e pongono la mano sul cuore.

Ciò che mi colpisce è l’identità della scena con quella che appare in un dato momento nel film Cabaret: la festa campestre in Germania, che comincia con allegri cori e boccali di birra, piena di gente comune e sorridente, e termina con un adolescente biondo, dal volto angelico, che intona l’inno nazista: il giovane ha la camicia militare bruna, i calzoni corti, il fazzoletto al collo coi colori del partito: esattamente uguali ai boy scouts del Nevada. Tutti si alzano e si uniscono al coro, che diventa una marcia trionfante e guerresca.


La donna che è con me, americana, commossa, non si trattiene dal dirmi, con aria di superiorità: « Voi in Europa non avete nulla di tutto questo». L’avevamo, lo abbiamo già avuto. Si chiamava «Forza attraverso la Gioia», ma si pronunciava in tedesco: «Kraft durch Freude». Però, all’americana, non lo dico.





1) «The military must be prepared, the document warned, for aviolent, strategic dislocation inside the United States’, which could be provoked byunforeseen economic collapse’, ‘purposeful domestic resistance’, ‘pervasive public health emergenciesorloss of functioning political and legal order’. Thewidespread civil violence’, the document said, ‘would force the defense establishment to reorient priorities in extremis to defend basic domestic order and human security’. ‘An American government and defense establishment lulled into complacency by a long-secure domestic order would be forced to rapidly divest some or most external security commitments in order to address rapidly expanding human insecurity at home’, it went on. ‘Under the most extreme circumstances, this might include use of military force against hostile groups inside the United States. Further, DoD (the Department of Defense) would be, by necessity, an essential enabling hub for the continuity of political authority in a multi-state or nationwide civil conflict or disturbance».


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Commenti  

 
# amsicora 2011-08-12 20:31
Alcune perplessità, aspettando un intervento sul suo caro Tremonti al Bildeberg...

1- smantellamento dello Stato sociale, privatizzazioni o svendita di beni pubblici, liberalizzazion i del lavoro e della professione, più flessibilità, più competitività???

In realtà negli ultimi anni (basta consultare i tabulati dell'Istat o i documenti sul sito del Mef) le spese sociali sono aumentate, soprattutto Sanità e Pensioni, l'unica privatizzazione è stata l'Alitalia (e ora Tirrenia) ma in compenso abbiamo avuto la nazionalizzazio ne delle esattorie (ora Equitalia) e avremo la Banca del Sud ed il fondo della Cassa Depositi e Prestiti che potrà investire nelle imprese...

2- Liberismo globale e senza limiti???
La spesa pubblica dello Stato italiano è restata pressoché invariata negli ultimi 20 anni, attestandosi sulla metà del PIL.

3- A proposito di controllo della popolazione, Bildeberg Tremonti, seguendo la politica di Bildeberg Padoa-Schioppa, sta progressivament e abolendo il contante (tutte le nostre spese saranno schedate dal grande fratello fiscale e i negozianti saranno costretti a diventare delatori dei loro clienti: il cosiddetto spesometro) tutti saremmo "trasparenti"! Ah! ah! ah!

P.s.: Come insegna Ortega y Gasset le rivoluzioni le fanno le classi sociali in ascesa (borghesia dei secoli XVII-XVIII-XIX) e chi i soldi allo Stato li dà, non chi dallo Stato li prende.
Oggi, pertanto, sono impossibili, essendo la "società civile" molto più debole dello Stato, che ha a sua disposizione Polizia, esercito, magistrati, Agenzia delle Entrate per opprimere il popolo.
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# Pietro G 2011-08-12 21:24
Non sono molto d'accordo con l'articolo.
- Il saccheggio non è, secondo me, lo scopo della rivolta, è solo un modo di esprimere la rabbia. Il meccanismo scatenante è la mancanza, per questi giovani, di un loro ruolo e di un loro posto nella società. Da notare che la stragrande maggioranza di coloro che hanno scatenato la rivolta non sono bianchi, anche se i media inglesi ed europei, terrorizzati dalle prospettive, non lo hanno mai fatto notare.
- Non può essere una rivolta di tipo sociale, "di classe", perchè, nella società multiculturale, la classe nel senso marxiano è scomparsa, sostituita dalla identità (etnica, religiosa, culturale, ecc.) e di identità ce no sono troppe. Ben diversa è la cosa in Israele, lì infatti, la rivolta è di tipo sociale.
- È la rivolta di gente costretta a vivere gomito a gomito con gente che non condivide le loro idee di società o i loro costumi.
- Sono disordini razziali, anche se non è politicamente corretto dirlo.
Ringrazio per la citazione di quella scena veramente molto significativa del film Cabaret (che si può benissimo rivedere su youtube). Confesso che quando la rivedo mi viene un brivido lungo la schiena e penso: ecco come dovrebbe essere una società, il legame con la natura e il territorio, la pace tra le generazioni, l'amore per la Patria (la terra dei padri = Vaterland), l'idealismo dei giovani, il senso di essere un popolo e non un ammasso di individui che oggi si rubano l'un l'altro le migliaia di euro, domani le decine di euro e dopodomani il pezzo di pane.
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# amsicora 2011-08-13 04:36
L'amore per la Patria???
Ce ne parlano tutti i giorni i vari Napolitano e Fini!
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# Pietro G 2011-08-13 10:25
Loro però intendono l'amore e la fedeltà per questa repubblica mafiosa e corrotta. Non per niente Fini parla di patriottismo costituzionale e intende la cittadinanza come un pezzo di carta. Tutto questo non ha niente a che fare con la "Vaterland".
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# Andrea V. 2011-08-12 21:26
OK, ma gli uomini che comandano gli eserciti che devono combattere contro i loro concittadini sono appunto solo uomini, basta che i soldati non eseguano gli ordini, e non succederebbe niente.
Siamo noi che li rendiamo forti.
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# duxcunctator 2011-08-12 21:42
"... perchè il soggetto ripiegato in sè, prigioniero di sè, è l’antitesi della civiltà: è la ‘bestia terribile’ dai cento appetiti, dagli istinti liberati da ogni regola civilizzatrice di cui parlava Platone"

Questa citazione di Jean-Francois Mattei, che identifica nel ripiegamento del soggetto su di sé l'antitesi della civiltà, mi ha richiamato immediatamente alla mente questo splendido brano di don Marcello Stanzione.
Che descrive mirabilmente il "ripiegamento su di sé" per antonomasia, che avvenne nei Cieli prima dell'Inizio dei Tempi.

MARCELLO STANZIONE:
Nota sul peccato degli angeli

Dio si è dunque compiaciuto nel creare gli Spiriti angelici, in essi Egli ha moltiplicato le perfezioni: Li ha colmati di grazie.
Essi sono innumerevoli e, nonostante ciò, ognuno di loro possiede la sua propria personalità, inconfondibile con nessuna altra. Tante diversità e splendori riuniti basterebbero pienamente a magnificare il Creatore.
Ma il capolavoro dei capolavori, la meraviglia delle meraviglie alla quale il Signore ha dato l’essere in questi primi istanti della Creazione, è un Serafino. In lui, il genio divino si è superato. Tutti gli altri Angeli si estasiano davanti a questo Principe.
“Tu sei un modello di perfezione, pieno di saggezza, meraviglioso in bellezza. Tu sei, nell’Eden, il giardino di Dio. Tutte le pietre preziose formano il tuo mantello:
sardonio, topazio, diamante, crisolito, onice, diaspro, zaffiro, smeraldo; d’oro lavorato sono i tuoi pendenti e le tue pagliette”. 2
Serafino, questo Spirito era già al vertice della Gerarchia angelica e, primo del primo Coro, egli è incontestabilme nte il capo di quella Corte che si accosta, splende, intorno all’insondabile penombra dove Dio si tiene nascosto.
Bruciante d’amore e di fervore, egli riverbera la luce divina, proiettandola sugli altri Angeli, rivelando loro, con la sua intelligenza sublime, la più alta che Dio ha creata, i segreti divini che, solo, egli è atto a comprendere quasi nella loro pienezza.
Per questo, egli ha ricevuto un nome magnifico, intimamente legato al ruolo che gli è confidato presso l’Altissimo: Lucifero, il “Portatore di Luce”. 3
Ma, non più dell’ultima fila dell’ultimo Coro, Lucifero non è al sommo della sua scienza, del suo fervore e della sua gloria. Quello che egli contempla, nella sua indicibile estasi e già incapace di saziarsene, non è Dio, ma solamente il suo riflesso.
Il tempo non è ancora venuto per gli Angeli di conoscere e di vedere il volto dell’Onnipotent e. La conoscenza non deve essere la loro ricompensa che al termine di una prova che essi ignorano quale sarà.
Intuitivamente, fin dal primo istante della loro creazione, Lucifero ed i suoi fratelli hanno visto il mistero della Trinità e quello dell’Incarnazio ne. Tuttavia, essi non hanno compreso interamente le implicazioni. Ed ecco che Dio lo mette davanti all’incredibile , all’incomprensi bile, davanti a quello che l’intelligenza angelica è la meno adatta a cogliere.
Creando gli Angeli - Egli ha creato degli esseri puramente spirituali.
Creando l’universo, popolandolo di piante e di animali, Egli ha fatto degli esseri puramente materiali ed incapaci di conoscere la Sua adorabile presenza.
La tappa successiva, il nuovo progetto di Dio, è la creazione di un essere ibrido, la nascita di una specie di mostro... l’Uomo.
Un essere capace di elevarsi verso le sfere celesti e di concepire l’idea di Dio, ma prigioniero di un corpo di carne. Lo spirito privo delle sue ali, ingabbiato nella materia... Un mostro, un essere infermo. E pertanto tutto come essi, gli Angeli, l’Uomo sarà una immagine di Dio 4. Questa immagine sarà anche più fedele.
Un fremito di stupore passa sugli Spiriti. Come l’immagine divina, così alta che i Serafini non osano né possono contemplare, potrebbe abbassarsi fino alla materia?
Crederlo, non è già una bestemmia?
Una inquietudine strana si impadronisce di queste intelligenze normalmente così serene.
La materia e lo spirito uniti in una sola natura...
Come questo è possibile? Come una tale creatura, squartata tra due estremi così totalmente inconciliabili, non oscurerebbe? Degli Angeli in corpi di bestie... Non è la sconfitta garantita? Come potrebbe mai l’Uomo - l’infelice, prigioniero di un destino così smisurato - essere all’altezza del dono che gli è fatto: la capacità di comprendere l’idea di Dio?
Il piano divino continua a svolgersi davanti alla Corte celeste, sempre più interessata.
É 'vero che la materia trascinerà l’uomo verso il basso, ma la sua anima la trascinerà verso l’alto e Dio lo aiuterà. Dio si farà uomo, si unirà all’uomo, perché l’uomo e Dio non siano che uno. 5
Se gli Angeli gridassero, un lungo grido di sorpresa dolorosa, indegna presso alcuni, scuoterebbe le sfere celesti.
Questo Dio, di cui nessuno tra di essi può sostenere la maestà terribile e di cui essi proclamano incessantemente la santità dagli accenti splendenti del Trisagione, questo Dio si farà uomo, e, così facendo, si abbasserà al di sotto degli Angeli!
Interrogativi febbrili spuntano, in una indicibile comunicazione degli Spiriti. Nessuno di loro comprende.
Il più ‘shocckato’, il più indignato, non è altri che Lucifero.
Il Principe dei Serafini è posto brutalmente di fronte all’insondabile del Divino. La sua estrema intelligenza manca davanti a questo abisso di cui egli sapeva l’esistenza senza misurarne la profondità. Egli non ignorava che la sua scienza di Dio fosse incompleta ma gli sembra ora essere risibile, inesistente quasi.
A meno che..., una terrificante, una inverosimile idea si presenta fuggevolmente a Lucifero, prima che egli la rigetti con orrore: il pensiero fugace che Dio potrebbe essere in errore, e lui, Lucifero, nella verità.
Egli si trattiene dall’entrare in discussione col Creatore, di dirgli, fremendo: “No, Signore, questo non ti accadrà!”. 6
É il grido di San Pietro che non comprende la necessità della morte di Cristo, e che gli attira la sferzante reprimenda: “Va indietro, Satana! Tu mi sei di ostacolo, perché i tuoi pensieri non sono quelli di Dio!”. E questo grido, che egli trattiene così difficilmente, è ancora l’espressione del suo amore, del suo fervore e del suo rispetto.
Questo non sarà, perché l’Onnipotente non deve umiliarsi.
Vicino a Lucifero, un altro Serafino, Michele, si interroga, anche lui.
Lucifero sente il turbinio di pensieri che si urtano nell’intelligen za, quasi altrettanto sublime della sua, di suo fratello. Egli sente ugualmente, poco a poco, quello che Michele proietta verso di lui, con quell’ardore proprio alla natura serafica ma che è, presso di lui, più forte che presso ogni altro: delle immagini di pacificazione, di fiducia, di abbandono a quello che li sorpassa tutti. La certezza pacifica ed integra che la sapienza di Dio sa d’obbligo quello che Ella fa e dove Essa va: “Non cercare di comprendere! Accetta! Accetta!”. 7
Ma Lucifero chiude il suo spirito alle esortazioni di Michele. Non padroneggia egli in intelligenza su tutti gli altri Angeli? Perché meravigliarsi, allora, che egli comprenda prima e solo quello che la Corte angelica apprende lentamente e grazie al suo aiuto?
Nell’animo del più bello dei Serafini si alza ciò che non è ancora la ribellione, ma già il preludio insidioso del dubbio.
Dio si farà uomo. L’incredibile, la scioccante affermazione risuona dall’alto in basso dei nove Cori angelici, suscitando nuove questioni, nuove emozioni.
Ed ecco che appare l’immagine di questo Uomo-Dio e, vicino a Lui, una creatura umana, nient’altro che umana, completamente umana: una semplice figlia degli uomini. Gli Angeli, attoniti, la sentono nominare col nome che essi credevano impossibile poter mai ascoltare: Madre di Dio!
Una creatura madre del Creatore, che mette al mondo l’Increato!
“Ecco vostro Signore, ed ecco la vostra Regina. AdorateLo. Chinatevi davanti a Lei”.
Lucifero contempla, smarrito, questi due esseri prigionieri della materia, quell’abominevo le materia che spinge al disgusto ed all’orrore la sua natura angelica e spirituale. Adorare quello che gli è così spaventosamente , così incurabilmente inferiore!
Come può Egli, suo Re benamato, chiedergli questo?!
Il Principe dei Serafini prende subito coscienza sovracuta di ciò che egli possiede: la bellezza, l’intelligenza, la scienza, una volontà perfetta, la grazia e la santità, questi doni gratuiti che distillano in lui la pace, la felicità e l’amore.
Quest’uomo e questa donna non possono nulla possedere di tutto ciò, o possederli a dei gradi così infimi da essere ridicoli.
Adorarli...?!
Ma, se Dio vuole unire la Sua sublime natura ad una natura creata, perché scende così in basso quando Egli potrebbe invece fare l’onore di questa unione ipostatica alla sola delle Sue creature che possa quasi esserne degna: lui, Lucifero, il “Sigillo di rassomiglianza, pieno di saggezza e di una bellezza perfetta”?. 8
Se qualcuno merita quest’incredibi le felicità, non è lui, che brucia di un amore folle, che si consuma nell’amare?
Adorarli!
Nello stesso tempo, l’intelligenza di Lucifero - quell’intellige nza angelica suprema, portata presso di lui alla sua più alta espressione naturale e che coglie subito fin nelle più estreme conseguenze ogni atto e tutte le ipotesi, e tutte le possibilità - gli svela, senza nessuna incertezza, la scelta che si offre a lui.
Egli adora, sormontando la sua paura, la sua incomprensione, la sua delusione: la pienezza della felicità che ne discenderà per lui supera la sua capacità di comprendere.
Egli non adora: Egli rifiuta. Ed allora...
Così atroce, così irreparabile sarebbe questa disgrazia che il pensiero del bel Serafino non dovrebbe neanche arrestarvisi.
Questa alternativa, è la libertà.
Dio non vuole essere servito da un popolo di schiavi tremanti.
La libertà di ogni creatura, è il diritto di pretendere di fare a meno di Dio.
Fare a meno di Dio...!
Fin nel profondo del suo essere, Lucifero sa che fare a meno di Dio gli è impossibile.
Un tale castigo sarebbe peggio, infinitamente peggio, che essere precipitato di nuovo nel Nulla da dove il Creatore l’ha tratto. Dio lo ha creato Serafino, puro amore, bruciatura inguaribile di una fiamma inestinguibile.
La sua natura è di amare. Di amarLo più di tutto. E Lucifero non è un qualunque Serafino.
Egli è il primo in mezzo ai primi, la più nobile, la più sublime delle creature uscite dalle mani di Dio. Tra tutti, è lui che possiede la più grande potenzialità di amore. Una potenzialità così grande che niente potrebbe mai colmarla, se non Dio stesso...
Rinunciare a Dio sarebbe rinunciare a questo assolvimento dell’amore che è la sua ragion d’essere. Egli non sarebbe più che del crepaccio, del vuoto.
Un vuoto insondabile, uguale solamente all'insondabile profondità del suo dolore, della sua perdita, della sua disperazione, della sua sofferenza. Egli sarebbe il Vuoto.
Tutto questo, colmo di orrore, al bordo della vertigine, Lucifero lo comprende.
Vicino a lui, Michele lo comprende ugualmente e lo supplica: ”Adora!”.
Lucifero percepisce tutto quello che vi è nella preghiera di Michele: essa non è unicamente esigenza di rendere a Dio quello che Gli è dovuto. Essa è supplica strappata dall’amore fraterno inorridito al pensiero di quello che minaccia il principe serafico.
Ma, subito, l’amore di Michele gli sembra odioso, insultante, insopportabile. Chi è, per credere di saperne più di lui?
Sovreccitati, i due Serafini non velano i loro pensieri né il loro dialogo i cui accenti si ripercuotono sui Cori inferiori.
Adorare, non adorare!
Abituati a ricevere le loro illuminazioni da Lucifero, il portatore di Luce, numerosi sono gli Angeli in preda al dubbio e che non sanno quale partito prendere.
Quello di Dio, che essi non comprendono e di cui risentono, ripercossa dall’emozione del grande Serafino, la scandalosa umiliazione?
Quello di Lucifero, loro abituale maestro, l’autorità costituita?
Da quale lato è l’obbedienza? Da quale lato la ribellione?
Terribile dilemma: Scelta spaventosa.
Ai piedi del Trono divino, nascosto nella penombra, Michele, ubriaco di amore e di fede, ciecamente fiducioso e sicuro di Dio, si prosterna. Egli adora, abbassando la sua splendida natura serafica davanti a questi esseri in parte materiali.
A questo spettacolo, altri Angeli si prosternano a loro volta.
Più giù, il tumulto continua. Lucifero sente il dubbio che attanaglia i suoi fratelli, la fedeltà che essi gli votano. Egli è loro Principe, loro capo. A tutti!
La sottomissione di Michele, contro il suo parere, gli sembra una intollerabile disobbedienza, un odioso tradimento.
La sua supplica desolata lo irrita: “Adora, Lucifero! Adora!”.
Miserabile schiavo, indegno delle virtù che gli furono prodigate!
Lucifero si vede, magnifico, incomparabile.
Prosternare questa meraviglia davanti alla materia? Mai!
La sua intelligenza, la sua logica gli urlano pertanto ch’egli sta per commettere l’irreparabile, che sta per fare la sua propria disgrazia, che deve sottomettersi, fintanto che la scelta gli è offerta, o sarà il Vuoto, il Vuoto atroce ed eterno...
Tutto in lui si ribella contro questa scelta mostruosa. Egli sa che dovrebbe volgere la sua volontà, il suo spirito, il suo essere tutto intero verso questa Presenza nella quale Michele sembra ora piombato, radioso come mai lo è stato.
Ma, farlo, è rinunciare a quello che egli guarda oramai come suoi diritti intangibili.
I suoi diritti, a lui che è la Bellezza, la Perfezione, la Grazia, la Santità.
Lucifero non si pensa più in rapporto a Dio. Egli si pensa in rapporto a se stesso...
Egli non ha mai visto Dio ed ecco che egli si vede, lui.
E si illumina e si compiace in questo splendore menzognero ed imbroglione. Il suo cuore si inorgoglisce della sua bellezza. 9
L’amore che lo bruciava si distoglie dal suo oggetto e dalla sua sorgente, il braciere si spegne nel suo spirito senza che vi prenda cura, assorto come è nella scoperta del suo proprio splendore.
Distogliersi da quel miraggio, egli lo può ancora; egli non lo vuole. Sa che sta per commettere un errore mostruoso, ma questo errore lo seduce, gli sembra più bello della Verità. Ostinato, il bel Lucifero si guarda: Egli si ama.
Dio, lontano, nascosto, sta per essere perduto da lui, egli lo sa. Questo non lo impensierisce più.
Che bisogno ha di Dio? Egli può farne a meno! La beatitudine? Ma la beatitudine non è in Dio, è in se stesso! 10
Lucifero ha dimenticato da chi egli riceve i suoi doni ed il suo essere.
Egli si guarda e la sua compiacenza non smette di crescere. Il rimprovero di Michele risuona ancora da qualche parte, infinitamente lontana: “Adora!”.
“No! No, non servirò! Io non adorerò perché mi è posteriore ed inferiore!”. 11
Adorare degli esseri materiali, quando si è il più sublime dei Serafini!
Quando si era...
Perché, come egli profferiva queste parole insensate, e che egli sapeva tali, un velo di tenebre si è abbattuto su Lucifero.
In lui, per lui, la luce di Dio si è spenta per sempre.
Il Portatore di Luce non è più che oscurità. 12 La Bellezza, l’Intelligenza, la Volontà e tutti i suoi doni di cui egli era stato colmato, egli li possiede sempre, ma sfigurati, irriconoscibili : quella natura angelica di cui si è imprudentemente glorificato, il suo egoismo, la sua cosciente menzogna, l’hanno distrutta senza ritorno.
La Bellezza?
Miserabile illusione... Lucifero può ancora darsi la più seducente apparenza ed imbrogliare i creduli. Lui però si vede, ed egli indietreggia di orrore tanto è diventato odioso.
L’Intelligenza?
Deviata, irrimediabilmen te, falsata. Quello che è giusto, quello che è vero, ora che è privo di Colui che è la Verità, non potrà mai più raggiungerli. Il suo spirito sublime, di esatte premesse, giungerà sempre a dei risultati falsi senza che gli sia possibile comprendere dove l’errore è scivolato.
Lucifero è diventato l’Errore, la Menzogna. La sua logica implacabile, che coglieva tutto, non l’ha abbandonato, ma essa non è più che follia e rivolta. Egli ragionerà, non smetterà più di ragionare, ostinatamente, ma i suoi ragionamenti saranno folli, assurdi a dispetto della loro coerenza apparente. L’intelligenza di Lucifero è una bussola che non conosce più il nord.
La Grazia?
Purtroppo, egli sapeva che cos’era, se ne ricorda. Ne è privo. Ed è un intollerabile dolore. Dio e la grazia di Dio inaccessibili per sempre!
Varrebbe meglio morire! Ma, Lucifero, agghiacciato dalla disperazione, sa bene che egli è un Angelo e che è immortale.
Ritornare indietro?! Non lo può. La possibilità di peccare era così infima - così improbabile per via della natura angelica - che Dio non gli ha dato la nozione di pentimento.
O, quand’anche l’avesse, vorrebbe servirsene? Il folle orgoglio di Lucifero si inchinerebbe davanti a Dio? Reclamerebbe il suo perdono?
Sicuramente no.
Lucifero non è più che tenebre e follìa, vuoto e vanità. Questa oscurità sorda di lui come lo assordava subito la luce divina. É essa che egli spande sui Cori inferiori, seminandovi la menzogna e l’errore.
Miriadi di Angeli di tutti gli Ordini inghiottiscono in questa menzogna seducente: la beatitudine non è in Dio, essa è in noi.
Essi non vedono la ferita beante nell’anima di Lucifero, quella ferita che egli dissimula a se stesso quanto lo spaventa.
Migliaia di migliaia - dei Serafini, dei Cherubini, dei Troni, delle Dominazioni, delle Potenze, delle Virtù, dei Principati, degli Arcangeli e degli Angeli - riprendono il grido insensato del loro Principe: “Noi non serviamo! Noi non adoreremo quello che ci è posteriore ed inferiore!”.
E, man mano che essi lanciano a loro volta l’assurda sfida, le tenebre calano su di essi, li inghiottiscono.
Lucifero è simile ad uno di quei fenomeni cosmici che si chiamano buchi neri, dove s’ingolfano le stelle assassinate.
Dal fondo dell’abisso di sofferenza dove il bel Serafino è caduto, quel velo nero della disgrazia assoluta che egli vede abbattersi sulle luminose intelligenze dei suoi fratelli gli apporta, se non un conforto che nulla potrà più dargli, almeno un’amara gioia: egli ha perduto Dio, inconsolabile dolore, ma tutti quelli lo perderanno anch’essi ... Egli non sarà dunque solo a dibattersi nell’orrore innominabile, ma ciò è giustizia ora che egli li sa perduti per lui.
Come hanno potuto ascoltarlo e distogliersi da quella Bellezza, da quello Splendore, da quell’Amore che colpiscono Lucifero con tutto il loro bagliore?!
Ogni nuovo Spirito folgorato provoca presso il Serafino lo stesso soprassalto di soddisfazione.
Non è più solamente l’idea che i suoi compagni non avranno parte a quella felicità di cui si è privato che lo rallegra. É il pensiero che ha rubato a Dio quello che Gli apparteneva.
Pazzi di angoscia e di dolore, gli Angeli fuorviati lo chiamano, lo insultano, lo maledicono, accusandolo di averli imbrogliati. E, certo, egli ha loro mentito promettendo loro la scoperta in se stessi di una impossibile gioia. Ma non avevano essi una intelligenza sufficiente, un giudizio illuminato, per permettere loro di rivolgersi non verso di lui ma verso Dio?
É liberamente che essi l’hanno seguito, che l’hanno ascoltato, stornando la loro adorazione dal vero oggetto per compiacersi in quella della loro miserabile natura! Essi non aspettavano che l’occasione, egli l’ha fornita loro...! 13
Ah, certo, ora, i suoi fratelli non lo salutano più con quei nomi gloriosi che gli davano: “Figlio dell’aurora, bellezza perfetta...”. É finito!
Ma i titoli che gli gettano non gli dispiacciono: “Principe della Menzogna! Maestro di Errore! Signore delle Tenebre!”.
Menzogna, Errore, Tenebre, egli è tutto ciò, ma resta Principe, Maestro e Signore, questi onori che l’Altro 14 pretendeva ritirargli per darli al Suo Verbo fatto uomo ed alla Donna che Egli vuole chiamare Sua Madre...
No, non è ancora abbastanza, con queste moltitudini di Angeli che non smettono di raggiungerlo nella sua caduta, in mezzo alle urla ed alle maledizioni.
L’Uomo, la Donna, egli li perseguiterà instancabilment e. Quella felicità, alla quale egli non avrà mai diritto, egli impedirà loro di raggiungerla!
Materia essi sono, in parte, e materia saranno completamente grazie a lui, perché egli ucciderà quell’anima che l’Altro diceva superiore a quella dei Suoi Angeli.
Egli ucciderà quelle anime così preziose e meglio amate che non lo era la sua. Egli dividerà eternamente quello che l’Altro ha unito!
Quale vendetta! Perché alla sofferenza si aggiungono ora, presso Lucifero, una collera furiosa - che il suo spirito viziato non può più orientare contro se stesso, causa di ogni male - ed un odio così immenso come lo era il suo amore.
Questo vuoto insondabile che si è installato in lui, solo l’odio può un poco riempirlo, ed egli non se ne priva. La sua follìa non cessa di crescere.
Abominevolmente strappato dalla tortura1 5 - che si è lui stesso inflitta nella sua ostinazione e nel suo orgoglio, incapace di calmarlo - Lucifero ritorce il suo furore contro Dio.
Dio l’ha intrappolato, si è divertito con lui, l’ha imbrogliato! Egli li ha tutti imbrogliati.
Egli ha commesso verso di loro una intollerabile giustizia con cui li castiga per pura crudeltà.
Tiranno! Ignobile tiranno! Egli non è degno di troneggiare sulle nubi! Abbasso il tiranno!
L’intelligenza pervertita di Lucifero ha rovesciato metodicamente tutti i dati del problema per riporre la questione a suo modo.
L’Amore, egli Lo chiama: odio.
La Vita, egli La chiama: morte.
La Verità: menzogna.
La Giustizia: tirannia, e bianco il nero e nero il bianco... 16 E, prigioniero del suo sistema, della sua logica malata 17, Lucifero è il primo a credere in quello che egli dice...
Egli crede anche - in quell’istante, animato come è dal furore e dalla detestazione, cieco al reale ed al giusto - che la sua potenza di Spirito angelico ha la capacità di prendersela con quel Creatore disonorato dalla Sua volontà di farsi uomo, materia...
La capacità di gettarlo giù dal Suo Trono e di impadronirsene, di diventare Dio, in definitiva. 18
Tale è l’inverosimile programma che egli urla alle sue truppe: “Scalerò i cieli, al di sopra delle stelle di Dio, innalzerò il mio trono, siederò sulla montagna dell’Assemblea, ai confini del Settentrione. Salirò in cima alle nubi. Mi eguaglierò all’Altissimo. Sarò simile a Dio! Sarò come Dio!”. 19
Il delirio blasfemo colpisce l’universo di costernazione. Gli Angeli ribelli stessi rimasero colpiti dall’idea che Dio avrebbe potuto annientarli. Sarebbe bastato per far ciò che Egli smettesse di pensarli e, pensandoli, di mantenerli nell’essere.
Ma nulla accade. Dio non annienta Lucifero, perché Dio non si pente mai di quello che ha creato.
Il delirante Serafino ha già dimenticato che cos’è la Saggezza divina ed egli non vede in questo silenzio, in questa tolleranza, che la prova della debolezza di questo Creatore davanti al quale egli si prosternava velandosi il volto. Ubriaco da ciò che egli prende per vittoria ormai prossima, egli urla sempre di più, in mezzo al silenzio spaventato degli Spiriti: “Sarò simile a Dio! Io sono come Dio!”.
Lucifero è in piedi davanti al Trono di quel Dio, che per lui non è più che tenebre impenetrabili, minacciando. Egli è l’Avversario irriconciliabil e. Trascinati dal suo esempio, i suoi compagni avanzano, incoraggiati dall’inazione degli Angeli fedeli.
É allora che un urlo squarcia i cieli, un grido più forte della mostruosa bestemmia luciferina.
“Chi osa dirsi l’uguale di Dio? Chi è come Dio?”. Lucifero sa subito chi è l’audace pronto a sfidarlo. Forse anche lo sperava quando egli ha lanciato il suo appello alla rivolta in quei termini precisi e che trascinavano questa risposta precisa...
“Chi è come Dio?” Non è il nome dato dal Creatore al secondo dei Serafini, il fraterno luogotenente di Lucifero, l’amico perfetto?
O piuttosto, l’ignobile traditore che gli ha disobbedito e si è umiliato per primo davanti alle due creature materiali...
“Chi è come Dio?”. In quel linguaggio umano che sarà quello degli ebrei, questa domanda ineffabile si dice Mi-Ka-El?
É ben Michele che sta tra Lucifero ed il Trono. Ma Michele, come Lucifero, Dio non l’aveva mai visto. Michele il pacifico ed il misericordioso 20 trasformato da una santa collera, pronto a difendere senza debolezze il Benamato insultato.
Il Beneamato nascosto ed invisibile, di cui Lucifero, devastato da gelosia e da sofferenza, realizza bruscamente che Michele Lo vede, che Lo contempla e che è la Sua Luce che egli irradia... Michele trasfigurato, sublime, fiamma vivente di Dio, braciere di amore e di verità, e che esegue, sereno della giustizia divina.
“Chi è come Dio?”.
Miliardi di Angeli, sollevati dall’indignazio ne, ripetono interminabilmen te la domanda.
Per la prima volta, Lucifero cerca di contare le sue truppe. Quando egli li vedeva morire alla grazia, alla santità, alla felicità ed alla luce, stelle aspirate nel buco nero della sua rivolta, del suo orgoglio, della sua ostinazione, esse gli sembravano innumerevoli. In realtà, esso sono ben meno numerose degli eserciti rimasti fedeli all’Altro e che si stringono intorno a Michele...
Un terzo, un terzo solamente degli Angeli ha abbandonato il campo di Dio per seguirlo. 21
La luce che irradia Michele, e che egli spande a profusione sugli Spiriti dei nove Cori, è insostenibile per Lucifero. Essa lo brucia, ma non di quell’ardore delizioso, di quella sofferenza squisita che egli conosceva quando era ancora il principe dei Serafini.
No, di un bruciore atroce, insopportabile, che lo divora senza distruggerlo, come l’amore - una volta - lo divorava senza consumarlo. 22
Ma questa sofferenza agisce su Lucifero come un ago e spinge la sua follia al suo culmine.
Con tutto il suo odio, con tutta la sua rivolta, egli si lancia contro Michele. Questa lotta per il primo posto è deciso ad ingaggiarla ed a vincerla. Combattimenti di Spiriti, di intelligenze pure: E se Lucifero ha meno truppe, egli permane persuaso della loro superiorità, a cominciare dalla sua. Egli non teme Michele che ha sempre dominato con la sua scienza, con la sua comprensione dell’universo. Egli è sicuro di trionfare.
“Allora vi fu una guerra in cielo: Michele ed i suoi Angeli combatterono il Dragone. E il Dragone rispose coi suoi Angeli”. 23
Quando Lucifero aveva ingaggiato la lotta, egli credeva alla sua vittoria ma si accorse, troppo tardi, che non l’avrebbe vinta. Non solamente Michele, ma tutti i suoi compagni, fino all’ultimo degli Angeli dell’ultimo Coro, gli oppongono una resistenza trionfale, ma egli nulla può strappare.
Lucifero indietreggia davanti a degli Spiriti sui quali egli regnava e che non potevano niente senza il suo soccorso.
Che accade? Come queste nature inferiori alla sua possono respingerlo vittoriosamente ?
Non avendola provata, Lucifero ignora la potenza dell’unione degli Spiriti a Dio.
Egli pensava di affrontare delle creature spirituali, di cui ognuna non era suo uguale ma è la forza di Dio che gli fa sbarramento, la forza di Dio riversata nei suoi Angeli fedeli.
“Chiunque, uomo od Angelo, aderisce a Dio, diventa spiritualmente uno con Lui e, da ciò stesso, superiore ad ogni altra creatura”.
La Luce, l’Amore, la Verità, la Bellezza, la Giustizia, il Bene, tutti questi tesori che Lucifero ed i suoi hanno disprezzato splendono davanti ad essi, infrangibile muraglia, braciere che non possono avvicinare, chiarezza che non possono sostenere.
Lo splendore di Dio li respinge. Essi non possono stare in sua presenza. Tali le tenebre davanti al sole, gli Angeli ribelli indietreggiano. Il Cielo, il soggiorno della loro felicità distrutta, li brucia. Essi non pensano più che a sfuggirlo.
Lucifero cade, aspirato da quel vuoto insondabile che si è scavato in lui.
Un immenso clamore riempie l’universo: “Come sei caduto dal cielo, stella del mattino, figlio dell’aurora? Sei stato gettato in terra, vincitore delle nazioni?”.
Lucifero cade, cade, cade, sempre più lontano dal Paradiso perduto.
Più egli cade, più crescono in lui la disperazione e l’odio, ed il desiderio di fare del male, il più grande male possibile. Egli viene dal perdere la sua prima battaglia, ma non ha ancora perduto la guerra. La sua vendetta non fa che iniziare.
Il cielo gli è chiuso per sempre.
Oramai, il suo solo pensiero sarà di impedire all’Uomo di entrarvi. 24
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# Catone 2011-08-12 21:49
Solito dilemma: sistema in fase terminale o crisi pilotata? Non sarà che ingenuamente coltiviamo un'illusione (l'implosione del sistema) che mai si realizzerà?
Direttore, su una cosa mi delude: non ha notato la natura razziale degli scontri?
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# Lorenzo 2011-08-12 22:01
"Un mondo normale, se mai esisterà un giorno, dovrà censurare la pubblicità e la televisione di consumo"
Ha perfettamente ragione.
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# SART 2011-08-12 22:18
Presto scoppierà una grande guerra, una nuova guerra mondiale. Noi contro quelli che non sono ancora posseduti dai "fratelli maggiori". Sarà allora che si giocheranno le ultime carte dell'umanità contro i nemici dell'umana semenza. Nel frattempo, si divertiranno a spolparci vivi.

I negri che si ribellano mi piacciono: dimostrano di avere più palle di noi. Beati loro.

Anche nella Seconda Guerra Mondiale, DUE divisioni di negri si ammutinarono negli Stati Uniti dicendo: "Ci trattate peggio delle bestie ed ora dobbiamo combattere per voi?!". Mio padre mi racconta che dovettero prenderli con i carri armati.
Ma, almeno, non andarono al macello volontariamente .

Anche quella volta, i più coglioni furono i bianchi: solerti difensori degli interessi dei vari Rothschilds e Soros...

Chi scrive, sia chiaro, è biondo e ha gli occhi azzurri... e, tanti anni fa, somigliava non poco a quel ragazzo della foto in basso. Gli rassomigliava in TUTTI i sensi.
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# Testimone 2011-08-12 22:21
Mi e piaciuto MOLTO il suo articolo. Io già nel 2000, guardando la folla di domenica di via Condotti contemplare le vetrine, famiglie intere di cui i pargoletti, anche piccolissimi, gridavano, mostrando un articolo, Prada, Gucci, avevo chiesto ad amiche romane cosa farà questa folla che non aveva piu Dio se non il consumismo, nè ideologia, insomma un senso di perspettiva, religioso o politico sull'andazzo della Vita, nel giorno in cui si troverà incapace per via della crisi di consumare? Se non occupare il centro e distruggere tutti questi falsi altari? Fui presa per pazza: "Esagerata, fantapolitica, etc... Che io abbia avuto ragione nella mia analisi non mi soddisfa affatto ma non credo a Blasquiat ne all'analista russo. Perche gli USA, le elite, la Plutocazia progettano e tramano in continuazione ma la Vita e imponderabbile. Lei si ricorda delle analisi grandiosi apparse già dalla fine degli anni '90 sulla futura guerra in Iraq e l'inesorabbile rifacimento del Medio Oriente? Guardi dovo sono oggi con i loro sogni imperiali. Hanno distrutto l'Iraq ma ora loro guazzano nella me.... Negli Stati Uniti ho vissuto parecchi anni e notato un incompabilita totale dalla loro parte e da quella del loro sistema di capire un granchè; nè la natura umana, nè i misteri della vita nè la geopolitica basata su millenni di esperienze. Loro creano armi che si rigirano contro di loro perchè soffrono di una certa ottusità protestante nell'analizzare o valutare situazioni. Avrebbero bisogno di un Machiavelli ma non sono piu capaci di produrlo perche il loro orizzonte mentale si e ristretto massivamente, frutto della loro stessa hubris. In quanto all'inno e l'ossequio generato e una delle loro poche armi per mantenere una loro coesione interna perche non sono una nazione bensi uno Stato a-storico. Direttore le predìco una bella guerra civile negli USA, loro i loro problemi interni o esterni li curano sempre con la violenza... e lì tutti sono armati.
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# EdoardoCas 2011-08-12 23:07
Grazie Direttore
Bellissima e completa analisi della situazione, condivido completamente.
Alle masse e agli individui interessa il benessere, quando questo verrà a mancare se ne vedranno delle belle.
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# cgdv 2011-08-13 00:03
Secondo me Blondet ci sottopone una perfetta ed insuperabile descrizione di quello che sta avvenendo. Il fatto che vi sia o vi sarà anche una componente razziale negli scontri in Inghilterra e tempo fa in Francia od in altri luoghi, non cambia il significato dell'insieme. In ogni caso temo che tutto questo, se non è già parte del piano globale, non potrebbe servirlo meglio. A quando il più volte e da più parti reclamato governo mondiale che metta ordine?
Giuliano
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# Catello 2011-08-13 07:29
Ottimo articolo al quale aggiungerei che lo scenario sociale descrittovi tenderà ad aggravarsi.
Ci saranno in futuro sempre meno soldi da spendere e la massa degli scontenti, frustrati nella necessità di possedere l'oggetto, status symbol, che dà un senso alla loro vita, crescerà di numero e di disperazione.
Questa crescente scarsità di denaro viene creata dalla restituzione dei debiti alle banche, e finora questi capitali restituiti più gli interessi non sono stati rimessi in circolazione, se non in misura insufficiente e comunque sempre a debito e con altri interessi da pagare.
L'inflazione apparentemente sale di poco, ma questo aumento è dovuto ad un aumento dei costi delle materie che nascondono una deflazione per diminuzione costante della massa monetaria.
Questo mascheramento della deflazione si realizza soprattutto con l'aumento del prezzo del petrolio causato dalla speculazione. Ma quando il petrolio scende di prezzo, ci pensa il cartello delle compagnie petrolifere a far in modo che i prezzi della benzina e del gasolio continuino ad aumentare. Naturalmente l’anti-trust, che favorisce la concorrenza selvaggia, che distruggendo i piccoli favorisce i monopoli, contro il cartello delle società petrolifere non interviene.
In prospettiva la scarsità di denaro è destinata ad aumentare, perché gli Stati non sono in più grado di aumentare il debito, mettendo dentro al sistema più soldi di quanti ne toglie con le tasse, perché verrebbero puniti dalla speculazione.
Naturalmente nel momento in cui c’è stato lo scontro, alcuni giorni fa, tra Stato italiano e speculazione, lo Stato italiano ha perso a causa del fatto che si è spogliato degli strumenti per difendersi, delegandoli ad un'altra authority, la Consob, che non ha agito. Adesso invece a battaglia persa ecco che per quindici giorni vieterà le vendite allo scoperto.
Questo attuale capitalismo antistato ha la caratteristica di inventarsi migliaia di lacci e laccioli per impedire che gli Stati e le loro popolazioni possano difendersi quando vengono attaccati da esso stesso.
Non c’è speranza di libertà alcuna per la popolazione se gli Stati non si riappropriano di tutti i poteri che hanno delegato ad organismi non eletti, ad iniziare dalla eliminazione delle authority.
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# Franco_PD 2011-08-13 07:44
Commento di getto appena letto l'articolo: meraviglioso. ME-RA-VI-GLIO-SO.
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# NUMA 2011-08-13 08:08
Rimane in me ancora un angolo, ma sempre piu remoto, di predilezione per lo Stato Sociale o meglio di quel nazional socialismo in cui l`economia era il mezzo di Progresso di una Societa e non il fine. Pagare ora tasse per mantenere uno Stato sociale che permetta a tutti di comprare nike, sinceramente... Sarebbe da intendersi quindi su quale sia l'idea di progresso ma questa dipende dalla responsabilita dei singoli di attribuire valore alle cose. Non e`possibile attribuire tale responsabilita alla pubblicita se i singoli ritengono il cosa diversa da cio che soddisfa le proprie esigenze primarie tra cui forse il tempo ancora prima della liberta. E anche sul modo in cui il tempo viene impiegato, sarebbe necessario intendersi. Vedo gente che sacrifica il proprio tempo per trovare quel denaro che gli consenta di acquistare prodotti, oltretutto di scarsa qualita e a costi esorbitanti. Costi che rendono questa gente incapace soprattutto di tutelare la propria libertà quando questa quotidianamente , in maniera del tutto fisiologica e normale, viene attentata dal diritto alla tutela della propria libertà da parte di un altro soggetto. E' normale e giusto che uno dei due soccomba, il piu debole! Se il liberismo economico si dovesse trasformare in quel mezzo politico in grado di ricacciare nelle fogne gli adoratori dell`oro, allora...
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# NUMA 2011-08-13 08:52
Evidentemente il virgolettato cancella la parola in esso inserita.
Insomma è stata omessa la parola lusso nel passo... ritengono il LUSSO cosa diversa...
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# NUMA 2011-08-13 10:23
Non vorrei essere frainteso sulle conclusioni.
Sul perche, quando e come si sia verificata questa degenerazione delle masse e dei loro rappresentanti e`inutile soffermarsi. Sperare in una autorigenerazio ne e per di piu istantanea, oltre che mai verificatasi, vorrebbe dire reiterarne all`infinito le cause scatenanti.
Nelle favole antiche i nani erano preoccupati solo di accumulare ricchezza scavando oro con il duro lavoro e completamente disinteressati del destino degli umani.
Credo sia giunto il tempo dei nani. L`oro di questi sarà in grado di ristabilire quell'ordine gerarchico in grado di distogliere l`attenzione delle masse da quelle aspettative ad esse precluse e spazzare via l'attuale elite parassitaria.
Occore che il capo dei Nani continui a regnare!
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# Maurizio Blondet 2011-08-13 08:29
“La criminalità nelle strade non può essere dissociata dalla disintegrazione morale ai più alti livelli della società britannica d’oggi. L’ultimo ventennio ha visto uno spaventoso crollo degli standard nella elite dominanti. E’ diventato accettabile per i nostri politici mentire e ingannare. E’ cresciuta una cultura universale dell’egoismo e dell’avidità. (...) ricordiamoci che i giovani delle periferie non sono mai stati educati a valori dignitosi; non hanno conosciuto altro che la barbarie. Al contrario, i nostri politici e banchieri hanno frequentato le scuole e università migliori, ed hanno avuto nella vita tutte le opportunità (...). La cultura della cupidigia e dell’impunità che abbiamo visto dai nostri schermi TV si eleva fino ai consigli d’amministrazio ne e al governo; infetta la Polizia e gran parte dei nostri media. Non è solo la nostra gioventù perduta, ma la Gran Bretagna stessa che necessita di una riforma morale”. Peter Osborne, sul Telegraph.
Un esame di coscienza che l’Italia non vuole cominciare.

http://blogs.telegraph.co.uk/news/peteroborne/100100708/the-moral-decay-of-our-society-is-as-bad-at-the-top-as-the-bottom/

Maurizio Blondet
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# amsicora 2011-08-13 12:18
Un esame di coscienza che l’Italia non vuole cominciare.

Eh, appunto! Ma in 7 degli ultimi 10 anni il capo di fatto del governo è stato il suo amato Tremonti! (Berlusconi è solo una testa di legno... che non è riuscito nemmeno a far passare una norma di civiltà giuridica - il principio di segretezza delle comunicazioni ex art. 15 costituzione - come la legge sulle intercettazioni ) è davvero imbarazzante rileggere, alla luce dei 100 miliardi di tasse in più (fonte: def 2011 consultabile su www.mef.it) le sue lodi sperticate al membro (in tutti i sensi) Bildeberg scritte negli ultimi anni.
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# asimov 2011-08-13 18:08
Purtroppo Direttore la parte morale dell'uomo era il compito principale della Chiesa. Ma stando ai fatti si direbbe che anche la Chiesa abbia fallito.
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# Pierpaolo 2011-08-13 08:42
Grazie, Direttore.
Nulla da togliere, nulla da aggiungere. Da leggere, rileggere, memorizzare e meditare.
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# Fabio de Fina 2011-08-13 08:45
Sicuramente non troverete questo articolo sul Corriere e Repubblica di domani e al sito: mdraghiperchila vori.it.
Grazie Direttore
Scusate ma come si traduce: jacqueries "jacqueri" contadino?
E. A.
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# milvus 2011-08-13 09:48
Concorderei con Numa riguardo al dover pagare ad uno Stato completamente avulso dalla microeconomia delle famiglie normali. Ieri sera mio padre arriva, dopo una giornata di lavoro, cosa che i politici non hanno mai fatto e dovrebbero essere puniti "provando a farli lavorare", abbastanza infastidito per quel fondo di solidarietà a chi supera un certo guadagno. Così, un giorno a casaccio, un banchiere centrale si alza di cattivo umore perchè la Borsa scende, spruzza il suo veleno al ministro Tremeonti, come il ventriloquo che ha dentro, emette sentenze al popolo. Quando tira aria brutta ci ispiriamo a Bismark, quando la Borsa sale e va tutto bene, facciamo le cicale. Quella cifra che mio padre, forse, dovrà dare non si sa bene a chi, era per me, per farmi fare un corso privato, per il mio futuro. Perchè allora non la destinano loro, i politici, dopo essersi fatti un esame di coscienza? Putin ad un raduno recente rivolto ai giovani sull'economia degli USA, di tipo parassitario, si è presentato in pantaloni e camicetta bianca, non in tailleur con cravatta.
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# Gilles 2011-08-13 09:52
In fondo quello che vogliono gli emarginati inglesi non è poi così diverso da ciò che vogliono i giovani africani che muoiono in mare per venire da noi; l’unica differenza sta nel fatto che i primi sono già sul posto mentre i secondi devono attraversare il mare. Ho sempre pensato che la vera contrapposizion e a questo mondo non è tra le idee o le ideologie anche politiche, ma semplicemente tra chi ha e chi non ha, tra chi è ricco di troppo e chi è povero di niente. Le separazioni politiche specialmente, ma anche quelle religiose, sono strumentali e funzionali alle esigenze di coloro che hanno la capacità e l’opportunità di sfruttarle. Tutto questo però vale soprattutto nel mondo occidentale, anche se ormai i valori consumistici occidentali stanno invadendo il mondo intero. Ma non è un caso che le religioni orientali predicano il distacco dai beni e dai bisogni terreni in maniera molto più autentica e concreta di quanto facciano le nostre religioni. Riguardo al vuoto mentale che caratterizza questi giovani teppisti, probabilmente non è troppo diverso da quello che hanno la maggior parte di coloro che appartengono alle elite di successo. Per chi lo conosce, c’è un inquietante libro, American Psycho, di B. E. Ellis, che descrive in maniera ossessiva l’assoluta assenza di valori e di consapevolezza degli altri, se non l’adorazione fine a se stessa degli oggetti e delle abitudini consumistiche da parte dei cosiddetti yuppie che lavorano a Wall street, gente che se sprofondasse nel buco nero finanziario da loro creato non susciterebbe una lacrima a nessuno.
Ma per venire in Italia, dove è la differenza? Dal punto di vista della difesa degli interessi non c’è nessuna differenza, lo abbiamo visto ieri con l’approvazione delle nuove norme finanziarie. La difesa degli interessi dei pochi che possiedono, è sempre al centro di qualunque intervento politico di questo governo, che tanto non se ne fa nulla degli statali, dei pensionati, degli insegnanti, dei giovani precari, ecc., governo che patteggia ormai con l’Europa i singoli privilegi di categorie ben determinate. Qui da noi probabilmente non c’è ancora stata una esplosione di violenza perché, checchè se ne dica, vi è ancora una mentalità cattolica che impedisce del tutto i contrasti accesi e tende a privilegiare il compromesso e anche, sempre meno, la tolleranza. Io non credo che l’emarginato italiano sia molto più inerme di quello inglese, è solo che alla fine di controllori veri ne ha due, lo Stato e la Chiesa; ma ormai anche da noi il risparmio sta velocemente finendo e presto nessun emarginato nostrano potrà più contare sulla paghetta del genitore pensionato. Ma il vero problema di tutto questo è il tentativo, ormai chiaro, di annientare la speranza; se muore quella, allora è veramente finita per tutti.
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# amsicora 2011-08-13 12:22
I numeri (la matematica non è un'opinione!) in realtà dicono che:
- i fancazzisti statali non sono stati licenziati,
- la spesa per pensioni è aumentata
- saranno assunti con contratto a vita decine (e centinaia) di migliaia di insegnanti senza concorso (alla faccia della meritocrazia!).
P.s.:
Quali sarebbero "i singoli privilegi di categorie ben determinate"?
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# ROGAR 2011-08-13 15:36
LA SUA, OVVIAMENTE.
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# ROGAR 2011-08-13 15:37
DIMENTICAVO... QUELLA DEGLI EVASORI FISCALI... GIA' ORMAI SONO TUTTI IN SVIZZERA... QUESTI NON LI PRENDERANNO MAI.
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# amsicora 2011-08-13 18:54
Non riesci ad argomentare razionalmente?
Suvvia, uno sforzo!
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# EdoardoCas 2011-08-13 12:28
Ma la BCE che generosamente, afferma "il salame", compra i nostri BTP da dove li tira fuori i soldi? Aveva qualche risparmio da parte? Oppure semplicemente li stampa?
Questa è usura alla quintessenza!
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# Luigi 2011-08-13 13:06
Caro Blondet,
grazie davvero del magistrale articolo. Che letto alla luce della bella esegesi di Stanzione, sul peccato degli angeli, offertaci da Duxcuncator si comprende ancora di più nelle sue valenze metafisiche. Una bella esegesi, quella di Stanzione, che riprende un'antica tradizione cristiana, ma anche ebraica ed islamica, e che meglio di qualunque commento fa capire che Lucifero, con il suo orrore per la carne (il rifiuto dell'Incarnazione di Dio) ed il suo orgoglio (il rifiuto dell'adorazione di un Dio umile per l'adorazione smisurata di se stesso) e con il suo odio (la volontà perversa di distruggere la bontà della creazione), è stato il primo degli "gnostici" e dei "nichilisti". Ora cosa è la "plutocrazia", la "finanziarizzazi one", se non rifiuto dell'economia reale per autorefenzialit à del capitale finanziario e, quindi, desiderio di annichilimento del prossimo, di ogni solidarietà tra gli uomini che rinvii, per immagine, all'Amore di Dio?
Cari saluti.

Luigi Copertino
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# duxcunctator 2011-08-13 14:17
Grazie di cuore, Luigi, per aver colto l'essenza della questione.
Non sarà mai troppo presto quando tutti coloro che si dicono credenti (a maggior ragione se cristiani, e ancor di più se cattolici), riusciranno a leggere gli eventi del nostro tempo con le categorie spirituali ed escatologiche, le uniche che danno pienamente conto dell'attuale "assalto alla Creazione" che l'Avversario e le sue schiere (umane e demoniche) stanno portando.

Invece, capita così frequentemente di constatare come tanti fra coloro che si dicono cattolici abbiano gli occhi chiusi sulla peculiarità di questi nostri tempi, e si lascino sballottare di qua e di là dalle potenze dell'aria; così come pure, e sarebbe ancora più incredibile se non lo si constatasse con i propri occhi, vi sono i cattolici che pur rendendosi conto che sono tempi "non ordinari" per quanto riguarda la qualità e la quantità dell'azione del male, si ostinano a ricorrere alle categorie economiche, sociali, politiche, geopolitiche, per quanto potenziate in chiave cosiddetta "complottista", nel senso di applicate alle verità che Lorsignori, fino ad oggi, hanno accuratamente tenuto nascoste.
Tutte assolutamente utili, queste categorie "potenziate" (e lo dico come uno che aprì gli occhi sull'Inganno Monetario prima ancora di aprire il suo cuore a Gesù): ma tutte assolutamente insufficienti a render pienamente conto di ciò che sta accadendo.

Ma è la stessa "ottusità" e "cecità" dei più, a costituire - di per sé - un segno escatologico.

Colgo l'occasione per sottoporre al suo mirabile binomio di Fede e Ragione: cosa ci vuol far capire, Gesù, quando Egli ci parla di uomini che sono zizzania, seme gettato nel Suo campo dal nemico? Di uomini che hanno per padre il diavolo? Di provenienza dal diavolo e, al contrario, di provenienza dalla Verità?
Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro dicendo: "Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati
(Matteo 26, 27-28).

E i servi del padrone di casa vennero a dirgli: "Signore, non avevi seminato buon seme nel tuo campo? Come mai, dunque, c'è della zizzania?"
Egli disse loro: "Un nemico ha fatto questo". (Matteo 13,27-28).

Poi Gesù lasciò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si accostarono per dirgli: "Spiegaci la parabola della zizzania nel campo".
Ed egli rispose: "Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo.
Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del regno; la zizzania sono i figli del maligno, e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura rappresenta la fine del mondo, e i mietitori sono gli angeli (Matteo 13, 36-39),
[...] Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce (Giovanni 18,37).

Non date ciò che è santo ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le pestino con le zampe e rivolti contro di voi non vi sbranino (Matteo 7,6).

Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c'è verità in lui. Quando dice il falso, parla di quel che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna (Giovanni 8,44).

Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e nessuno di loro è perito, tranne il figlio di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta (Giovanni 17,12).

Colui che persiste nel commettere il peccato proviene dal diavolo, perché il diavolo pecca fin da principio. Per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo (1 Giovanni 3,8).
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# Pietro G 2011-08-13 18:54
Con tutta la buona volontà, e dopo aver riletto l'articolo un'altra volta, io il nesso tra Lucifero e la plutocrazia non lo vedo. La finanziarizzazi one dell'economia e la autoreferenzial ità del capitale non vuol dire che l'uno può fare a meno dell'altro, la finanza cioè non può fare a meno dell'economia reale. Dopo tutto è proprio quello che vediamo in questi giorni: la crisi finanziaria c'è perchè non c'è la crescita, perchè manca l'economia reale.
È un rovesciamento di rapporti: prima la finanza era al servizio della economia reale ora è il contrario, e non c'è da stupirsi se una banca detta legge ad un Paese e dice ad un governo eletto quello che deve fare.
È inutile ricriminare, si doveva e si deve fare una riforma finanziaria, che è sempre possibile, invece di lamentarsi del potere della finanza. Il problema è che manca il coraggio politico.
Per quanto poco possa capire io di Teologia, il peccato di Lucifero è stato un peccato di superbia e di ribellione, non c'è stato nessun rovesciamento dei ruoli.
Inoltre, non vedo cosa tutto questo abbia a che fare con la rivolta di strada. I giovani "vogliono la loro parte nel sistema". Certamente, ma come consumatori, non come soggetti. Colui che si ribella e va a sfasciare le vetrine dei negozi e saccheggia tutto quello che c'è dimostra che lui non sente il mondo in cui vive come il suo, che quello non è il suo Paese, non è la sua casa e non è la sua gente. Si è spezzata, o non c'è mai stata la relazione fondamentale tra individuo, popolo e territorio.
Spiegare il tutto con Lucifero, sembra a me perdere di vista i fattori fondamentali che hanno prodotto questa rivolta e che scateneranno le prossime.
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# Gilles 2011-08-13 13:36
Caro amsicora, dire che la matematica non è un’opinione come lo dici tu non significa niente. Se agli statali blocchi gli stipendi dal 2010 fino al 2014 sono 4 anni di perdita del potere di acquisto a, diciamo il 2,5% di inflazione all’anno, e fa circa il 10%, ai quali devi aggiungere i mancati rinnovi contrattuali per diciamo almeno un altro 5%, questo solo per gli statali, i quali peraltro non vengono sostituiti perché c’è il blocco delle assunzioni in quasi tutti i settori. Tfr a due anni dalla pensione, tredicesima in forse e non so cos’altro, direi che può bastare, che dici. Per quanto riguarda le pensioni è grosso modo la stessa cosa, dire che la spesa aumenta nel breve periodo non significa che i pensionati in Italia abbiano vantaggi economici di qualche tipo, peraltro le politiche del governo non aspettano altro che il loro sfoltimento, che a breve comincerà fatalmente ad accelerare, un po’ per cause naturali e un po’ perché si andrà in pensione sempre più tardi. Sul precariato nemmeno ti rispondo, visto che il problema in Italia riguarda milioni di persone e non le poche migliaia che verranno stabilizzati soprattutto nella scuola. Peraltro a questo punto non è più nemmeno un problema di pubblico o di privato, il fatto è che chi deve pagare di più perché ha i soldi, oppure chi deve pagare le tasse magari per la prima volta, per ora sta sempre là, indisturbato, anzi pensa probabilmente di portare di nuovo i soldi in Svizzera o magari investire in titoli di Stato, la cui tassazione è rimasta invariata. Per quelli come te, caro Amsicora occorre una lettura riga per riga, con il beneficio dell’interpreta zione neutrale ed obiettiva dei fatti. Poi piano piano approfondiremo i dati con calma, avremo tempo sicuro, ormai il tempo è una delle poche cose che ci rimane.
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# amsicora 2011-08-13 13:48
Sugli statali:
1- E' vero che non ci saranno aumenti nei prossimi anni, tuttavia questo devi bilanciarlo col fatto che negli anni 2000-2010 sono aumentati tantissimo, più del doppio degli stipendi dei privati.
2- 13a in forse è una barzelletta, non accadrà.
3- Occorre considerare che gli statali hanno la garanzia di una rendita vitalizia fissa, mensile, a prescindere dal fatto che lavorino o meno (mai visto un dipendente pubblico licenziato, e vengo da una famiglia di insegnanti, militari, impiegati!).

P.s.: Ma cosa vuol dire precario? Aspirante fancazzista in qualche ente pubblico?
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# fulvio 2011-08-16 19:21
[quote name="amsicora"] Sugli statali:
1- E' vero che non ci saranno aumenti nei prossimi anni, tuttavia questo devi bilanciarlo col fatto che negli anni 2000-2010 sono aumentati tantissimo, più del doppio degli stipendi dei privati.
militari, impiegati!).

Mah... io sono un dipendente statale e purtroppo non è vero che gli stipendi siano aumentati come dice Lei. Il contratto è scaduto da 7 anni e verrà rinnovato nel 2014, con aumenti che non copriranno neanche l'inflazione. La prego di informarsi meglio.
P.s.: Io guadagno 1.300 euro mensili.
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# ROGAR 2011-08-13 16:11
Gentile Gilles, finalmente una persona con cui condividere pienamente le argomentazioni. Purtroppo troppi italiani oggi si beano e discettano di luoghi comuni, caccia all'untore, colpevoli vari... molti, tanti di questi prodi connazionali, mi creda per cose viste e acclarate per professione, sono distrattori di risorse dello Stato, sto usando un eufemismo. Il Paese che sognano è quello senza il pubblico. Il welfare è un residuato da eliminare, un costo, dove tutto è libero, bello, deregolarizzato , privato, tranquilli, ci stiamo arrivando... Un Paese dove si può licenziare quando si vuole, le pensioni stanno nei fondi pensione al sicuro, sic, sic, dipendenti statali pochi, insegnanti pubblici al minimo, sanità pubblica semi inesistente, che bello vero? In quel Paese tutto funziona bene, non ci sono mai crisi, o se accadono non si vedono, basta dire che non esistono... stampare un po' di bei dollaroni e quantitative easing vari e chissenefrega del resto...
Ecco io invece vorrei dirle, da ex appartenente alle Istituzioni, non tutto il pubblico è sporco, brutto e cattivo... come nel privato esistono tante persone qualificate che lavorano onestamente al servizio della Patria ed uso ancora quest'espressione per me assolutamente valoriale, e sinceramente di certi commenti non se ne può più, specialmente in Italia, in questo momento storico e coperti da anonimato.
Avanti di questo passo la nazione perderà la propria sovranità, ma fintanto continueranno ad esserci personaggi in cerca di capro espiatorio tra il popolo italiano, di volta in volta diverso o magari più accreditato dalle varie convenienze del momento e del pennivendolo di turno, fintanto che ci saranno italiani contro altri italiani in una lotta civile-economica senza senso, continuerà a prosperare una casta di infami, rinnegati, traditori del Paese svendendo quel che resta del bene pubblico a interessi privati stranieri. Cui prodest?
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# amsicora 2011-08-13 17:13
Come ho già detto in precedenza, i numeri (la matematica non è un'opinione!) ci dicono che, negli ultimi 20 anni abbiamo avuto più spesa pubblica, più Sanità (da circa 55 mld del 2000 a 105 mld di quest'anno) più spesa sociale, più tasse, ovvero più Stato e meno mercato.

Preciso che nessuno è così co... da dire che tutti gli statali sono fancazzisti e che tutto il privato è meglio del settore pubblico.

Voglio solo rimarcare che le finanziarie degli ultimi 20 anni hanno, tranne qualche lodevole eccezione, aumentato le spese e aumentato le tasse, e sarebbe ora che si diminuisse realmente la spesa corrente e si tagliassero le tasse, visto che gli italiani, checché se ne dica, sono tra i maggiori pagatori di tasse del mondo (altro che le ca... sull'evasione, che è un fenomeno fisiologico che avviene anche in Francia e Germania)
Diminuire la spesa vuol dire sostanzialmente incidere su: pensioni, stipendi dei dipendenti pubblici, acquisto di beni e servizi (specialmente enti locali, regioni e Sanità).
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# gjovi 2011-08-13 23:13
Dire che la matematica non è un opinione è falso. E' una opinione eccome, come tutte le costruzioni mentali ipotetico deduttive, in quanto gli assiomi (ipotesi) costituiscono una opinione bella e buona. L'importante che la costruzione sia utile. Per quanto riguarda l'organizzazione dello Stato, credo che la grande riforma mancata sia quella della semplificazione . Semplificando perderebbero molto lavoro una serie di categorie di professionisti pseudo-privati che vivono sulla inutile complicazione. Pensiamo ai commercialisti, ai geometri agli avvocati. Tanto per capirci, pretendere un progetto per attaccare un condizionatore su un muro come lo chiamate?
Riguardo agli insegnanti assunti negli ultimi anni, vorrei ricordare che circa metà sono insegnanti di sostegno, in quanto da diversi anni le scuole sono piene di studenti portatori di handicap. Cosa facciamo, li lasciamo a casa perchè improduttivi?
Mi rendo conto, sono argomenti sterili, che portano fuori dal seminato. Vorrei solo ricordare che se ci fosse la vera "sovranità monetaria", potrebbe essere possibile il "salario di cittadinanza". In tal caso queste sterili polemiche tra il "fancazzismo", l'evasione delle tasse e quant'altro non avrebbero più senso.
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# amsicora 2011-08-14 14:24
Ma, come suol dirsi, sfondi una porta aperta!
Sono d'accordo con la ri-appropriazione della sovranità monetaria: la moneta

1- dovrebbe essere coniata dallo Stato, con la scritta "repubblica italiana",
2- convertibile in una certa quantità fissa di oro al portatore,
3- la riserva frazionaria portata al 100% (le banche non possono creare soldi dal nulla).

E' ovvio che tutto questo è un'utopia, posto che abbiamo un Bildeberg a capo effettivo del governo (ti credo che il Berlusca lo conferma fino al 2013, se non vuole fare la fine di Gheddafi!) e dei semianalfabeti in parlamento (tranne qualche lodevole eccezione) che nessuno conosce e nessuno ha votato.
Detto ciò:
1- "Pretendere un progetto per attaccare un condizionatore su un muro come lo chiamate" è una idiozia, infatti la stragrande maggioranza delle persone, me compreso, giustamente ignora questa norma.

2- "Gli insegnanti assunti negli ultimi anni, vorrei ricordare che circa metà sono insegnanti di sostegno, in quanto da diversi anni le scuole sono piene di studenti portatori di handicap. Cosa facciamo, li lasciamo a casa perchè improduttivi"?

Davvero la metà degli insegnanti assunti è di sostegno?
Non diciamo ca...!
Io ho frequentato per 13 anni le scuole statali (a differenza dei figli dei vip di sinistra che mandano i figli nelle private o all'estero...) e non ho mai incontrato un insegnante di sostegno, almeno nelle classi che ho frequentato io ed i miei amici... diciamo allora che molti fancazzisti di insegnanti ci marciano...

P.s.: E poi i disabili praticamente non ci sono più, posto che li uccidono in grembo con l'aborto alla minima "imperfezione"...
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# ferny1 2011-08-14 16:37
Vorrei farle notare che la Germania ha fatto un accordo con la Svizzera (pagando una bella sommetta) che tutti soldi che escono (o meglio evadono) dalla Germania per andare in Svizzera, verranno tutte comunicate alla stessa Germania.
La Germania tra l'altro ha inasprito molto le sanzioni per gli evasori fiscali, se non erro c'è anche il carcere.
Il Tremontino quello con la erre moscia, ha provveduto subito a cancellarlo nella sua MALATA... mente cognizione economica che è quella di fregare il prossimo senza che nessuno se ne accorga... ma stavolta gli è andata male, mi auguro che gli andrà sempre peggio.
Come mi auguro che andrà peggio a Berlusconi.
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# amsicora 2011-08-15 00:03
No, l'accordo con la Svizzera prevede il prelievo e la trasmissione dell'imposta alla Germania, ma in cambio i titoli dei depositi rimangono segreti.
Non ho ben compreso la 2a parte del post, ma è sicuramente per causa dell'ora tarda...
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# dommivincenti 2011-08-13 21:28
Questi scalmanati mi ricordano i black blok del G8 di Genova che non furono là spontaneamente, nè presumo gratuitamente, e mentre demolivano fabbricavano indignazione dell'opinione pubblica, che dimenticò d'indignarsi per quegli altri lì convenuti. Leggo di CAMERON: "BLOCCARE I SOCIAL NETWORK": i rivoltosi si organizzavano con Facebook, Twitter e Blackberry.
Il primo ministro vuole il potere di spegnerli.
Creata la causa, si può pretendere di avere l'effetto a cui si mira!
Ho intravisto nelle riprese televisive gente in kippa sgattaiolare via, certo questo non vuol dir niente, o forse qualcosa... mah!
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# amsicora 2011-08-14 14:36
Probabilmente i black block sono stati strumentalizzat i da Polizie e servizi segreti, non solo stranieri (penso a quel losco figuro che oggi capeggia ancora i servizi nostrani, lodato e premiato da destra e sinistra, che si scannano sui dettagli, ma sulle scelte di fondo - più tasse, sì agli stranieri, sì all'UE... - sono sempre concordi) l'obiettivo, ma questa è solo una mia ipotesi, era quella di "tambronizzare" il governo Berlusconi (ricordate cos'era successo, proprio a Genova, giusto 41 anni prima?) definito "fascista" (tutte le polemiche su Fini, allora ancora "post-fascista", accusato di "guidare le cariche della celere"!) e assassino (un carabiniere di leva uccise un disgraziato giovane che gli stava scagliando addosso un estintore).

Dopo il G8 il Berlusca non capì la lezione, al punto che fece tabula rasa di tutti i responsabili dell'ordine pubblico, salvando, per l'appunto, solo il losco figuro che allora era capo della Polizia e il Prefetto di Genova (si vociferava che fosse amico dell'onnipotente Gifuni, il caporione del Quirinale...).

Bloccare i social network?
Pensate cosa sarebbe successo se in questi giorni ci fosse una rivolta, che ne so, a Mosca e la proposta venisse avanzata da Putin... tutti i commentatori si sarebbero indignati e avrebbero richiesto l'intervento della NATO per "proteggere i ribelli!"
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# Alfio200 2011-08-13 23:07
"La vera meraviglia è che nulla del genere sia ancora avvenuto in Italia, dove 2 milioni di giovani nè studiano nè lavorano, la disoccupazione giovanile ha punte altissime, e la tassazione e lo smantellamento dello Stato sociale avanza a gran passi – e dove la delegittimazion e della classe politica è al punto più basso della storia recente".

La cosa la stupirà, Egregio Direttore, ma la risposta la dà in un articolo nientepopodimen oche... l'Economist!

Parlando del movimento degli indignados spagnolo, il commentatore osserva che, in Italia, la stragrande maggioranza dei giovani ambisce ad un impiego pubblico e conclude con... "quindi, in Italia, un movimento tipo indignados è ben di là a venire".

Come possono giovani pecoroni che considerano un posto di impiegato al catasto il massimo dell'ambizione dar vita a una rivolta? L'annientamento del ceto medio, iniziato negli anni Ottanta da un signore che si chiamava Craxi e proseguito da altri dopo di lui ha dato i suoi frutti... per il sistema.

Le rivolte (quelle vere) le ha sempre fatte la borghesia e in Italia la borghesia non esiste quasi più.
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# amsicora 2011-08-14 14:37
L'annientamento del ceto medio, iniziato negli anni Ottanta da un signore che si chiamava Craxi??? Argomentare e non sparare ca..., grazie!
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# Alfio200 2011-08-15 08:59
Ho detto "iniziato" da Craxi che in questo, in quanto socialista, era per certi versi anche coerente. Visentini introduce i registratori di cassa (con la Olivetti produttrice di punta nel settore. Olivetti di cui Visentini era stato presidente). Sempre Visentini lancia l'idea, solo l'idea, degli studi di settore. E' con Craxi che inizia a cambiare "la mentalità" nei confronti del ceto medio, da produttore di ricchezza a evasore da tartassare.
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# Centuri 2011-08-14 15:24
In Italia la borghesia esiste purtroppo. Sono le palle che non esistono più!
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# Alfio200 2011-08-15 09:01
O forse non esiste più un partito che la rappresenti veramente.
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# Fabio de Fina 2011-08-13 23:33
Saluti a tutti e, soprattutto come sta il signor Blondet? Si sbrighi a rimettersi in sesto, che fra un po tocca a noi.
Sinceramente
G. Luca F.
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# milvus 2011-08-14 00:26
Il problema dunque è stabilire "politicamente", in realtà quanto dobbiamo pagare con la manovra finanziaria proposta in consiglio speciale, gli amici ed i nemici stavolta di Israele, non come la Seconda Guerra Mondiale, in cui il Duce doveva decidere se allearsi o meno con la Germania, no!
E l'Inghilterra che ancora una volta, forse la terza, speriamo di no, e grazie a Craxi, scatena conflitti egemonici. Ne consegue che i banchieri, i negri, gli immigrati, la "tombola" nelle sue varie manifestazioni, che fino a questi momenti dei fatti londinesi, hanno creato plutocrazie schiavizzanti criminaloidi, è solo la punta di un triangolo. Esisterebbero due realtà, prima di arrivare alla cupola, che in sintesi e sommando i lati del triangolo muovono sul serio l'economia. Allora lo "stato di emergenza", potrebbe avere giustificazioni più plausibili: lo Stato di Israele è in pericolo perchè l'industria delle armi e l'industria dell'energia sono due realtà celate, che pongono limiti ai poteri plutocratici del globo. Se i padroni delle armi e i padroni dell'energia fossero gli stessi, allora non ci sarebbe crisi ,ma vediamo che c'è e non se va.
Abbiamo visto che il nucleare, meno in Italia, che in base ad un dibattito eseguito sapientemente da entomologi, e a seguire votato per referendum, non dà affidamento a lunga scadenza, l'unica certezza è il petrolio, fino a nuovo avviso o referendum. I padroni delle armi fino ad oggi da 60 anni a questa parte, morto quel profeta chiaroveggente di Hitler, ha potuto esercitare la supremazia, giacchè i padroni di 1/3 delle riserve petrolifere si sono mantenuti dentro relazioni amichevoli. Purtroppo le persone cambiano, perdono il pelo ma non il vizio, e la festa è finita, anni belli, ma nel ricordo, si ricomincia da zero, ascoltando Radio Londra. Gli altri 2/3 del petrolio a buon mercato sono 1/3 sotto territori in disputa e instabili, l'altro che resta sotto territorio nemico, lo Stato d'Israele è la frontiera. E più fortunato della Germania, perchè quando scoppiò la guerra non aveva sbocchi al mare e l'inghilterra già padrona di mezzo mondo, gli chiuse quei pochi accessi che aveva, allora dovette contentarsi di invadere la Polonia, come oggi questi negri invadono le vetrine. Quindi l'economia tornerebbe a rifiorire come ai tempi della Serenissima, come una primavera piena di profumi al gelsomino, se si vince una guerra basilare: l'energetica. Allora se il petrolio non scorre, non fluisce, e le armi tacciono, i soldi non valgono niente, c'è crisi. Perchè Tremonti e Berlusconi hanno tanta fretta di farci rimanere in brache di tela? Se l'unica cosa che c'è è carta straccia, debito, credito, i peggiori rifiuti dell'economia, che senso ha aggiungere altra carta alla carta?
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# Catello 2011-08-14 10:05
Lo Stato ha perso quasi cento miliardi di evasione sulle slot machines, figuriamoci quanto hanno perso gli italiani giocando, ma non se ne parla, non interessa e queste perdite pare che non abbiano avuto alcun effetto sull’economia. Ora invece per recuperare la miseria di 45 miliardi si scatena la fine del mondo: Comuni e Province che scompaiono, compreso alcune che per estensione territoriale sono tra le più grandi d’Italia, aumento delle tasse dal 5% al 10% sugli utili delle imprese medio piccole e medie, ecc.
Se si punta ad un risparmio molto maggiore basta dirlo.
Possibile che in Italia non ci sia neanche un commercialista o un ragioniere per controllare i conteggi del Governo? Tutti al mare? Nessun economista e nessun giornale indipendente per veder scritto che la manovra non è vero che è ben equilibrata tra tagli e tasse, perché ai fini del minimo danno allo sviluppo dovrebbe essere costituita solo da tagli accompagnati semmai da una riduzione delle tasse?
E’ vero l’Italia era in ritardo rispetto ad esempio all’Inghilterra , per quanto riguarda lo scatenamento dei vandali per le strade, però adesso, con questa “cura” recessiva da cavallo, dovremo sopportare il dispiacere di vedere anche i nostri giovani comportarsi così?
Chi colpisce ancora le imprese piccole e medie, le uniche capaci di riassorbire la disoccupazione, con concorrenza selvaggia, tassi, tasse e contributi, è un traditore del popolo italiano.
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# EMERICH 2011-08-14 11:26
Articolo di profondità massima (al solito) che sottovaluta però, almeno nella versione londinese, la componente razziale della rivolta, ma non è questo il punto, anche perché queste esplosioni rientrano subito e rafforzano il Sistema.
Il nodo è un altro: questo Sistema orrido ma potentissimo può essere rovesciato?
Perché Forze dell'ordine, esercito, ecc... fanno da baluardo ad un Sistema che è palesemente anche contro i loro interessi come appartenenti al ceto medio(basso)?
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# amsicora 2011-08-14 19:51
Perché Forze dell'ordine, esercito, ecc... fanno da baluardo ad un Sistema che è palesemente anche contro i loro interessi come appartenenti al ceto mediobasso???
Perché tutti i mesi lo Stato (cioè noi) paga i loro stipendi...
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# aloisius 2011-08-14 13:28
C'è da essere abbastanza concordi con Konstantin Gordeev, senza peraltro avere simpatie per i KGB tout court.
D'altronde i segni preliminari dello sconquasso che culminerà nella terza Guerra Mondiale e iniziati in un contiuno crescendo molto tempo fa ci sono già tutti.
Secondo Gerald Celente l'inizio della fine dell'Europa attuale comincerà dalla seconda metà del 2012. Senza andare a scomodare i Maya.

La jaquerie è la rivolta dei contadini francesi del 1358, allora considerati serva della gleba, quindi plebaglia.
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# astrorosa1 2011-08-14 14:08
La giustizia è la sapienza dell'amore ma l'amore è libertà di scelta.
Solo DIO è vita in quanto generatore unico della vita, quindi solo DIO è AMORE ASSOLUTO.
EGLI SOLO CONOSCE IL BENE ED IL MALE INSITO IN OGNI SCELTA.
QUALE AMORE E' TRASMESSO AI GIOVANI AL POPOLO DALLE COSI' DETTE CASTE?
Quale insegnamento morale dalla politica?
L'AMORE VERSO DIO?
L'AMORE PER LA GIUSTIZIA?
L'AMORE PER LA FAMIGLIA?

LA CHIESA RIFIUTANDO I MIRACOLI EUCARISTICI HA TRADITO DIO.
QUINDI NE SUBIRA' LE CONSEGUENZE.
DON LIVIO TACENDO ED ESALTANDO MEDJUGORE HA MANCATO DI CARITA' CIOE' D'AMORE VERSO LA SAPIENZA.
RICORDO UN GRANDE SACERDOTE: Il nome Teatini deriva dall’antico nome di Chieti (Teate), di cui uno dei
fondatori il Carafa, ne era vescovo. L’ispirazione che egli sentiva impellente, era di formare e donare alla Chiesa sacerdoti che vivessero la primitiva norma della vita apostolica, perciò non ebbe fretta a stendere una Regola, perché questa doveva essere il santo Vangelo, letto e meditato ogni mese, per potersi specchiare in esso.
Le costituzioni dell’Ordine furono infatti emanate solo nel 1604. I suoi chierici non dovevano possedere niente e non potevano neanche chiedere l’elemosina, dovevano accontentarsi di ciò che i fedeli spontaneamente offrivano
e di quanto la Provvidenza mandava ai suoi figli; con le parole di Gesù sempre presenti: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”.
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# astrorosa1 2011-08-14 15:01
Caro Signor Blondet,
ho letto il suo commento sulla plutocrazia.
Oggi viviamo una vita difficile, di moralità, di povertà, di indifferenza, tutto questo, a mio parere, è dovuto alla troppa libertà immorale della televisione.
I nostri figli che cosa possono imparare?
Violenza, sesso, potere.
In certe trasmissioni donne che cercano uomini, politici che litigano in TV fra loro con menzogne uno con l'altro per il potere.
Quando parlano non pensano cosa noi pensiamo di loro.
L'amore vero non esisto quasi più.
Di Pietro si limiti.
Anche con la Chiesa sentiamo la parola denaro in evidenza.
Abbiamo una Bibbia, un Vangelo, che non vengono messi in pratica.
Aumenta il costo della vita, aumentano il costo delle messe ed il numero di messe in un ora.

Questi extracomunitari che entrano in Italia (senza dare loro colpe) si impossessano delle nostre figlie o figli
distruggendo le famiglie.
Penso che questa frenesia non si possa più fermare
Per questa ragione ritengo che i politici, sacerdoti, vescovi, cardinali, mettano una mano sul loro cuore dando un esempio migliore.
Grazie per i suoi commenti.
Domani è la festa della Nostra Mamma, preghiamo che la possa aiutare nella sua convalescenza.
Rosaria
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# Palabron 2011-08-14 15:35
Grazie, caro Maurizio, di vero cuore.
E io, e noi, segaci di Nostro Signore Gesù Cristo?
Quale azione in Italia dove il crisianesimo (come nel mondo) è minoranza e dove la Chiesa fa di tutto tranne che predicare ed operare per la salvezza delle anime?
Noi che sacerdoti non siamo come possiamo cercare prima di tutto il regno di Dio e la sua giustizia qui e ora?
Grazie ancora
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# fulvio 2011-08-14 17:20
Articolo magistrale!!!
Nel mio piccolo ho pensato anche io che la crisi e l'impoverimento dei popoli, porterà a moti di protesta che saranno repressi al fine di permettere ai plutocrati di avere più posti dove andare... che tristezza.
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# Edmund Kiss 2011-08-14 18:43
Intanto Tremonti amico dei Plutocrati ha colpito ancora, proprio nel senso del favore ai plutocrati che stampano denaro - o meglio lo inventano - per comprare i nostri titoli di Stato (fa proprio così la BCE)... Se leggete bene il Sole di Oggi e il contenuto del decreto, dal settembre 2011 si possono emettere assegni (o utilizzo contante) per pagamenti per non più di 2.500 euro l'uno (non si capisce ancora se è inclusa l'IVA o no)... per il resto va tutto in "tracciabile" (leggi bonifico, carte credito, ecc., ecc). E chiaro no? Sempre meno contanti o equivalente, sempre più investimenti in titoli di Stato (che mantengono il 12,5% di tassazione contro il 20% degli altri )... Chiaro il discorso, no? Aiuto alle banche, aiuto allo Stato, proprio aiuto totale ai nostri veri nemici: Banche e Stato - i Plutocrati per eccellenza, che intanto si fumano tutti i nostri quattrini in banca, visto che possono detenerne solo il 2% dei depositi, il resto va in fuffa di CDS tra di loro: e guardatevi questo benedetto Film "Inside Job"!!! Grande Tremonti, il vero distruttore degl italiani! (Ah già scusate, ma è vero, come dice Blondet, noi non contiamo un ca... ... anche se forse legge il nostro blog uno dei 250.000 Plutocrati mondiali... ma ci credo poco)!
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# amsicora 2011-08-14 20:06
Con l'abolizione del contante Bildeberg Tremonti si conferma il degno successore di Bildeberg Padoa Schioppa (quello delle tasse bellissime).
Ormai lo Stato ci controllerà minuto per minuto tramite le banche e l'agenzia delle entrate: a quando un microchip sottocutaneo, sempre per la "lotta all'evasione fiscale".
E se qualcuno si opporrà verrà incalzato: non avrai forse qualcosa da nascondere? Dobbiamo essere tutti trasparenti e tracciabili!
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# Xenson 2011-08-14 19:55
Io sto con Pietro G.
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# milvus 2011-08-15 01:09
Gli avvenimenti che si sono susseguiti a partire dalla strage di Breivik, la protesta in Israele, la rivolta di questi ragazzi di colore a Londra, le misure governative in corso, dovrebbero spiegare la storia nostra, come storia a fumetti economica, indigeribile come possiamo notare, facile da capire per chi la "scrive", ma difficile da aggiustare, si tappa un buco e se aprono altri due, allora nulla più potrà aggiustarsi. Questo perchè i plutocrati sono pochissimi, ed hanno sbagliato i conti pensando che il pianeta fosse già mezzo vuoto, come vorrebbero loro. Ancora c'è più d'una persona! Gli economisti, i sindacalisti, i politici, la gente onesta che ha pagato le tasse, crede e dice che i conflitti che perturbano il cammino dell'umanità siano conseguenza delle disuguaglianze sociali. Non si può negare che contribuiscano, ma sono il prodotto della mancanza di libertà. Un tale scrisse una di quelle frasi nel mucchio infinito di frasi: "Per essere liberi dobbiamo essere schiavi della legge". Per una persona normale suona come una barzelletta e ci ride sopra, ma per Breivik ed il popolo norvegese, ligio alla legge, all'ordine delle cose, con una distribuzione dei redditi al centesimo, è libertà. Per un altro genere di popolo e cultura, se vi è un qualcosa che può renderlo felice e "diverso" è l'odio verso la legge, che è restrizione. Si è diversi mentre si crede che siamo migliori o possediamo di più degli altri, altrimenti iniziamo a chiedere uguaglianza, fraternità, e legalitè, ed è cosa comune vedere che non è poi così brutto stare male mentre altri stanno peggio. Quindi la protesta di Israele, dopo il gesto del norvegese, non è tanto per la sua impunibilità, per il suo aver violato la legge, è per aver sospettato che la terra promessa non si sa a chi sia promessa e perchè sia promessa, ma nel frattempo chi ha beffato le legge o le leggi, purtroppo ha perso per sempre ogni libertà. Non mi meraviglierei, se sono in buona fede e non in cattiva intenzione, se anche la plutocrazia invisibile, impunibile, che ha fatto polpette delle leggi e si ritiene non responsabile di quei poveracci della prima rivoluzione industriale, e di questi moderni lumpens del 2011, che abbia perso la libertà, e che non riesca a ritrovarla più.
Ora nel nostro Bel Paese, i governanti sono certi che tutti noi soffriamo di una patologia emorroidale, perchè ci chiedono dolore, sangue, lacrime, dobbiamo fare uno sforzo economico e stavolta "legale". Se questa legalità ci garantisse la libertà per sempre, dagli USA e da Israele e ci renda un popolo come Dio ha comandato al Papa, dopo tanto patire, chissà potremmo essere "diversi", i migliori, amici di tutti. Dio non vuole nemici, vuole bene a tutti nella stesa maniera. Dio schiaccerà la testa dei suoi nemici, la testa di coloro che vivono peccando (salmo).
Per essere diversi sarebbe anche logico stipulare un patto di sangue tra noi ed il governo, uno scambio di sangue, affinchè le promesse vengano mantenute, e come al solito "cornuti e mazziati"
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# Gilles 2011-08-15 09:40
Comprendo che la speranza possa anche prevedere l’aiuto risolutore di Dio; siamo tutti convinti che, se solo decidesse, potrebbe incenerire all’istante tutti gli speculatori, ladri e assassini che infestano questi tempi difficili. Ma, scusate la riflessione minima, io penso che il buon Dio voglia anche vedere uno sforzo di volontà da parte di noi tutti; mi pare che esista un detto che dice appunto “aiutati che Dio ti aiuta”. Per tornare a noi però, è divertente vedere che gia a poche ore dalla manovra, i soggetti della stessa parte che l’ha elaborata sono pronti a rinnegarla, e non per senso di equità o per obiettivo riconoscimento dei suoi squilibri, ma solamente perchè crea sicuro dissenso e quindi alle prossime elezioni coloro che hanno il pranzo a base di pesce garantito in parlamento a 10 euro si ritroverebbero per strada, e per sempre. Come si vede il conflitto tra quelle categorie che hanno privilegi da conservare ad ogni costo e quelle che invece cercano di acquisire un minimo di civile sostentamento emerge in continuazione, bisogna essere ciechi per non vederlo. Ringrazio Rogar, per la condivisione, e naturalmente il Direttore che ci fornisce sempre lo spunto per queste discussioni.
Per mettere sul campo qualche cifra concreta e capire bene di cosa stiamo parlando, basta vedere il libro “Soldi rubati” di Nunzia Penelope, oltre a far tesoro degli scritti del Direttore. Semplificando:
1) evasione fiscale: 120 miliardi euro/anno;
2) corruzione: 60 miliardi euro/anno;
3) economia illegale: 350 miliardi euro/anno;
4) crac finanziari: 54,8 miliardi euro;
5) mafie: 135 miliardi euro/anno;
6) debito enti locali (derivati ecc.): 62 miliardi euro;
7) riciclaggio e paradisi fiscali: € 150 miliardi/anno.
Inutile ricordare che il nostro debito ammonta ormai a 1.900 miliardi di euro, con un PIL che si aggira grosso modo sui 1.600 miliardi di euro/anno; sta scritto ovunque ormai, come i dieci comandamenti scolpiti sulla pietra, casomai non avessimo ben chiaro di cosa si parla, e soprattutto non volessimo pagare. Quindi, per concludere, sarà anche vero che la matematica non è un’opinione, ma direi che persino la matematica con gli amici si interpreta e con i nemici si applica. Che dire, è ferragosto, non rimane che farci gli auguri.
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# amsicora 2011-08-15 13:55
Ma che senso ha mettere nello stesso calderone uno spacciatore di droga col pensionato o col dipendente pubblico che arrotonda facendo lavori di muratore o idraulico?
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# amsicora 2011-08-15 13:59
P.s.: Fra i soldi rubati perché non includere anche 170 miliardi, stipendi dei dipendenti pubblici, pagati con soldi estorti (cioè "prelevati senza il loro consenso") ai lavoratori?
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# milvus 2011-08-15 14:48
Grazie per gli auguri, auguro anche io un buon ferragosto a tutti, in compagnia della Madonna, l'unica che potrà salvarci.
Per esempio c'è una cosa che non mi è piaciuta tanto, il trattamento di fine rapporto di lavoro, o TFR, avrei preferito scegliere io, con il mio denaro onestamente guadagnato dove destinarlo, invece, quando fui assunta, capii che era e doveva restare in mano alle banche. Un cittadino, pagate le tasse dovute, ha diritto a gestire il proprio denaro, se vuole scegliere la sanità privata, se vuole scegliere la sanità pubblica, se vuole farsi una assicurazione privata, se vuole invece l'INPS, insomma, adesso ci stanno castigando innocenti trattandoci come ladri di galline, e sappiamo che genere di volpi sono state poste a custodire i pollai! Volpi mafiose, gangnster, corrotte, e, dopo l'11-9, anche impunite. L'impunità fa parte della geometria, non si può giudicare perchè non rientra nei termini della legge, cresce in progressione geometrica, ecco perchè oggi lorsignori si sentono nel diritto di fare ciò che vogliono. Almeno è lecito domandarci perchè noi dobbiamo accetare tutto questo? Perchè un viaggio, anche alle Maldive, bisogna pagarselo con la carta di credito, o fare debiti, o strologare passaggi bancari obbligati, anzichè adoperare il denaro contante di una liquidazione, o TFR? Ed hanno anche la faccia tosta di porre limiti ai contanti?! Un viaggio o una piccola felicità è chiaro che costa più di 2.500 euro, ma i nostri genitori e nonni ci hanno pur insegnato al risparmiare! Certo che sarebbe stato bellissimo se la storia dell'umanità fosse cominciata, ricominciata con l'euro, ideato dai tedeschi, e non credo che lo abbia fatto in cattiva fede o con cattive intenzioni. Trascorrerò serenamente il ferragosto sognando un big-beng singolare che crei un instante infinitesimale di una società armonica, felice, tutti a lavoro, con un impiego, salari giusti, classi che producono nell'ambito delle loro forze, non oltre il limite concesso.
C'è un commento che riponde alla domanda del direttore, come mai in Italia ancora nessuno ha dato segni di protesta? E chi si prende la briga di rispondere e nientemeno che l'Economist! Ma allora questa rivolta dei giovani di colore era tutta già programmata! Non mi meraviglia affatto, perchè fa parte della concezione anglosassone godere dell'impunibilità per dividere il colore della pelle tra bianco e nero, seguendo il manuale del piccolo razzista ideato da T. Herlz.
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# DBF 2011-08-16 00:27
Direttore Blondet
sembra Adolf Hitler che scrisse: "Se i nostri nemici imporranno la loro volontà, (USA, Inghilterra e URSS) l'umanità annegherà in un mare di sangue e di lacrime, ci saranno guerre e ancora guerre che si succederanno, più piccole ed isolate della presente, perché nessuno sarà tanto irresponsabile da provocare una ecatombe come l'attuale.
Gli uomini si uccideranno per brama di maggior potere, per avere sempre più cose ivi comprese quelle inutili e banali. Le plutocrazie naufragheranno in una disperata corsa nel creare un’umanità corrotta dalla mollezza, ed alla fine crolleranno non potendo nutrire una popolazione sempre più numerosa.
Verrà il bolscevismo ad offrire tentatore le stesse false soluzioni che già vennero offerte a noi. Coloro che in futuro vorranno porre rimedio a questo stato di cose, non avranno altra soluzione che guardare indietro a quello che noi facemmo ed a quello per cui continueremo a lottare sino alla fine.
Coloro che vorranno migliorare in futuro questo mondo in decadenza, dovranno comprendere che c'è una terza via che è la nostra.
Ci saranno uomini che pur senza nominarci, perché sarà proibito o perché avranno paura di farlo, inizieranno il nostro stesso percorso. Essi saranno combattuti e traditi come già noi lo fummo.
Ma alla fine vinceremo, perché il bene e la verità sempre sono destinati a trionfare in questo mondo".

Direttore Blondet un giorno mi rispose e scrisse: "Spero che lei scherzi, altrimenti la sua è una regressione preoccupante: "Le nostre leggende si collegano ad ogni rupe, ad ogni fiume, ad ogni caverna, ai castelli ruinati, persino alle nubi che si accavallano e ai venti che infuriano", "crediamo nelle leggende degli spiriti, e nei racconti delle streghe, degli gnomi, delle fate, nei mesi, giorni e ore fauste"... un po’ Frodo, un po’ Harry Potter, e crede pure di essere Deutsch.
Oltretutto, è la dimostrazione vivente di dove porta il particolarismo.
I "padanisti" dovrebbero preoccuparsi: incombe sulla Padania la secessione dei Deutsch".

Direttore mi pare che Lei si contraddica e che qualcuno abbia pensato ad Haider. Questa perciò non è più la nostra guerra.
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# Pietro G 2011-08-16 12:35
Bravo, ottima citazione. La correttezza di una analisi si vede da come i fatti supportano o meno le previsioni. Non c'è il minimo dubbio che Hitler aveva visto giusto. I fatti, almeno sul futuro del mondo in mano ai plutocrati, gli hanno dato ragione.
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# DBF 2011-08-16 21:40
I disordini non solo di Londra, privi di ideologia e rivendicazione politica, volti al saccheggio di cose inutili sono solo in parte l’effetto collaterale alla plutocrazia. Questa massa informe, frutto della massificazione dell’eguaglianz a non è altro costituita da sinistri utopici dell'invidia con quell’oscuro senso di subire ingiustizia che viene poi affogato nella politica facinorosa, nell’alcool e nella droga e nella violenza. Questa è la perfezione, il compimento del consumatore. Perciò «consumatum est» tutto è compiuto la missione è conclusa. Questi anarcoidi corrotti dalla mollezza perché mantenuti da nazioni uomini e materie prime lontani migliaia di miglia, questi incapaci, subumani senza Dio, aspirano alla rivoluzione proletaria globale per prendere con la forza non il pane, ma ciò che hanno sempre aspirato e cioè il potere o l’inutilità che non possono più avere, organizzati da qualcuno magari celato in un social network.
I disordini si espanderanno inevitabilmente in ogni nazione questo è solo il preludio. Verrà perciò il comunismo rivoluzionario ad offrire tentatore le stesse false soluzioni che già vennero offerte ad altri.
E intanto nascono strani partiti anche in Italia come Democrazia Atea che cita José Saramago con il suo motto «Il mondo sarebbe molto più pacifico, se fossimo tutti atei». In una rivoluzione proletaria di stampo trotskista in cui «La rivoluzione socialista comincia su basi nazionali, ma non può restare circoscritta entro i confini», la moltitudine atea con disvalori universali e senza alcuna identità diventa una massa omologata. Questa nuova moltitudine è già stata configurata e sarà chiamata Nuova Umanità. Ciò che è nuovo è inevitabilmente già fuori moda e perciò già vecchio se non muta mantenendosi in rivoluzione permanente. Predisposta ad un livellamento illimitato, tollererà il meticciato diventando così pian piano una Nuova Razza.
La teoria della ‘rivoluzione permanente’ universale di Lev Trotsky era contrapposta al nazionalista Stalin che lo fece uccidere poiché forse aveva capito la terribile pericolosità caratterizzante . Perciò in Trotsky si riconoscono molti strani cattolici di sinistra. I neocon.
La falsa religione ha sempre odiato chi credeva nel suo Dio (pagani), poi ha odiato chi credeva nell'unico Dio (cristiani) poiché le radici tradizionaliste erano ancora troppo profonde nel rimosso e perciò nella tradizione, ed ora preferisce l'ateo senza radici il moralista e cioè il garante di tutto e tutti perché super partes. In fondo chi può essere più universalista di un parassita ma ecologista e perciò panteista - che vota contro il nucleare - e che fa della Natura Dio? E con questo l’ateo diventa involontariamen te credente e perciò pagano ma anche idolatra. Se il paganesimo fosse in ambito nazionale si sforerebbe nel nazionalismo e perciò nell’idolatria della nazione, se invece diventa globale si ha la conquista del mondo e il Governo Unico Mondiale. Questa umanità meticciata da chi sarà dominata e chi dominerà? Chi ha una vera fede è terribilmente più potente e aggregato di un gregge che lo guida attraverso un social network. Ci sarà qualcuno in grado di sopravvivere perché non sopraffatto da questa moltitudine?
Comunque sia saranno schiavi di qualcuno e «pagheranno caro pagheranno tutto» per sempre, fino alla fine del mondo.
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# gigiranalli 2011-08-16 16:18
Articolo stupendo!!! Grazie Direttore!
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# raff 2011-08-16 18:16
Citazione Duxcunctator

"Lucifero cade, cade, cade, sempre più lontano dal Paradiso perduto.
Più egli cade, più crescono in lui la disperazione e l’odio, ed il desiderio di fare del male, il più grande male possibile. Egli viene dal perdere la sua prima battaglia, ma non ha ancora perduto la guerra. La sua vendetta non fa che iniziare.
Il cielo gli è chiuso per sempre.
Oramai, il suo solo pensiero sarà di impedire all’Uomo di entrarvi 24".

Lucifero sa di aver perso la guerra contro le milizie celesti, ma non ha ancora perso la guerra contro l’Uomo, la creatura di carne che Dio gli ha imposto di adorare.
In cuor suo nutre ancora una speranza, convincere l’Uomo a disubbidire e ribellarsi a Dio.
Attraverso l’uomo, Lucifero tenta l’impossibile "assalto al cielo", penetrare nel mistero dell'incarnazione e sostituirsi a Cristo in una nuova e blasfema circolazione trinitaria, nella quale l’adorazione sarà tutta per lui, l'angelo più bello e splendente.
Ma Lucifero non può imporre all’Uomo il suo piano, può solo ottenerlo attraverso la libera scelta di ogni individuo umano ed è così che ha inizio la storia degli uomini, con le parole della prima tentazione, della prima menzogna e del primo inganno: ”No voi non morirete; anzi il Signore sa che qualora ne mangiaste, si aprirebbero gli occhi vostri e diventereste come Dio...” (Genesi 3).
Tutta la storia umana è il racconto del tentativo di Lucifero di catturare l’anima degli uomini, soffocando lo spirito nella materialità della carne e nella tentazione che si ripete e si estende come nelle melliflue parole che il diavolo rivolge a Gesù stesso, mostrandogli tutti i regni del mondo e la loro magnificenza: “Tutto questo io ti darò se ti prostri e mi adori” (Matteo 4).

Nell’articolo Blondet descrive mirabilmente la condizione dell’odierna umanità, sottomessa al potere infero della finanza e di un capitalismo in fase terminale, in cui sembra quasi che Lucifero abbia raggiunto il suo scopo.
Ma Dio, che conosce da sempre i disegni di Lucifero, nei tempi messianici, ha mandato Suo Figlio sulla terra a salvare la sua creatura. E’ Nostro Signore Gesù Cristo la pietra di inciampo che impedisce a Lucifero di trascinare con sé nella sua rovina l’umanità. E quand’anche dovesse rimanere fedele a Dio un piccolo gregge, le porte dell’inferno non prevarranno.
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# Catello 2011-08-16 20:45
L'Europa deve essere compatta, i fallimenti sparpagliati degli Stati sarebbero troppo caotici. E necessaria una riunione al mese dei capi di Stato e di Governo, non due volte l'anno. Perché? Perché secondo me è giusto e necessario monitorare passo passo un fallimento controllato dell'intera Europa, ad esempio innalzando l'inflazione, che porti ad un taglio dei capelli delle banche creditrici. Il pericolo maggiore più del fallimento delle banche è il loro non fallimento abbinato al recupero di tutti i loro crediti compresi tutti gli interessi, integralmente e senza inflazione. Ciò per fortuna non è possibile, ma se accadesse i popoli europei verrebbero spogliati di tutto. Ma solo l'autorità dei capi di Stato e di governo può puntare ad una via di mezzo che salvi contemporaneame nte le banche e la ricchezza della popolazione.
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# milvus 2011-08-17 00:15
L'articolo è meraviglioso, per me un po' complesso, perchè implica parecchi concetti e cose che l'autore "aveva" e noi ventenni meno. Nel mio piccolo la frase "kraft durch freude" e "nazismo per i plutocrati, al loro servizio il sogno finale, potrebbe riferirsi al fatto che il sistema plutocratico seguito dopo la Seconda Guerra dall'Inghilterra e gli USA, teoricamente vincente, è appunto a priori fautore di ingiustizie sociali, sia tra bianchi che tra gente di colore o di altre razze. E l'elite del picchio, un uccello noto dal becco a trapano per forare il legno: prima sfrutta le persone nei loro Paesi, le spreme come limoni, intanto si mantiene e fa vivere con i proventi i propri cittadini ad alti tenori di vita. Poniamo in Africa, va, sfrutta gli africani, instaura una dittatura che mantiene, poi, se ne torna a casa. Ora se gli africani a casa loro buttano giù quel regime, e pensano di poter trovare rifugio e lavoro in Inghilterra, loro cosa fanno? Li bastonano, ma prima hanno sfruttato i loro genitori, i loro nonni e mantenuto il dittatore a suon di soldi. Solo che i loro figli sono più svegli, più tecnologici, magari danno pure le colpe ai genitori stessi di non essersi accorti in tempo del tranello posto dagli inglesi nella loro terra, che il sistema di falsi nazismi, taroccati da plutocrazie deviate, fa acqua da tutte le parti. Sono stati i mezzi di comunicazione ed i giornali ha reggere tante menzogne chi può dire, a gente del genere, capace di tutto, impunita, giusticata, che l'Economist sugli italiani e la manovra correttiva, abbia detto la verità. Chi stiamo difendendo di preciso noi? Mi risulta che prima difendevamo Ghedaffi, un dittatore petrolifero, ma adesso non lo so, so che se vengono i suoi cittadini qui con barconi, non sono ben accetti. Siamo nel diritto di dire che tale sistema subisce perdite idrauliche da ogni parte, perchè lo Stato inquisisce sui nostri conti privati, perchè questo nazismo tarocco da poveretti, infelici e senza forze, al contrario dell'originale, ha lasciato ormai il 90% del globo nella miseria e nella fame, mentre il 10% dell'elite, può compiere il sogno finale, e noi siamo il sogno finale, perchè abbiamo aperto guerre, senza essere nè Mussolini nè Hitler, abbiamo contribuito ad installare dittature costose, abbiamo sfruttato gli abitanti del luogo mantenendo il dittatore stesso. Quindi meravigliarsi, stupirsi di ciò che accade a Londra, o che l'Economist si stupisca che in Italia non succederà nulla, spesso è seno di cattiva intenzione.
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# milvus 2011-08-17 23:15
Non sono d'accordo sul fatto delle banche, è assurdo che non paghino le tasse e spremano come limoni i contribuenti. Le banche, dalla loro creazione a stampo ebraico, hanno reso ricchi i plutocrati attraverso la politica come mezzo per poter distribuire il guadagno tra pochi. Se il negozio fosse stato poco redditizio, forse, certi partecipanti non sarebbero stati così tanti, e quindi non sarebbe successo nulla per tacitare i reclami delle genti. Forse all'inizio vi fu un po' di intelligenza nell'allestirlo, adesso subentra la forza, o le forze e il non controllo ha preso la realtà. L'unico Stato non fallito è la Germania, dove suppongo l'età pensionabile sia molto più in là a confronto di quella di un greco. Non sia mai che decida di cambiare aria, ed il vento soffi a destra, conoscendo l'indole dei tedeschi, cui non piace lavorare per gli altri, il destino potrebbe ribaltarsi a nostro sfavore. L'unico vantaggio è che il nord, quello della Lega di Bossi, potrà tornare a commerciare con la Germania, abbandonando definitivamente il Sud. Ma per il momento noi continuiamo a coltivare l'amicizia delle banche, dei BOT, ecc.,ecc.
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