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Dopo Libia, tocca a Siria, Russia, Iran...
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La Russia può essere il prossimo Paese a conoscere «una insurrezione tipo Libia», perchè «ha bisogno di democrazia» proprio come la Libia: l’ha detto il senatore, ed ex candidato presidenziale repubblicano John McCain. Esultante, ha annunciato «The next stop»: «Dopo Gheddafi, il prossimo a cadere è Bashar Assad», il siriano, ha preannunciato. E poi ha auspicato che «il fuoco della ribellione si estenda ad altri Paesi», fra cui appunto la Russia, e in generale ad altri popoli il cui «livello di vita è così basso, che necessitano di ribellarsi immediatamante».

Non si presume che McCain comprendesse nella lista gli Stati Uniti, ancorchè il livello di vita lì sia bassissimo per i più di 30 milioni di persone che campano coi buoni-pasto della carità sociale. (Democrazy: McMouth flies 'freedom' flag)

John McCain
   John McCain
L’inquietante uscita di McCain, del tutto non-provocata, sembra confermare i peggiori sospetti di Vladislav Gulevitch, un analista di Strategic Culture Foundation, un sito russo che pare avere buone fonti d’intelligence, che la mette così – del resto, citando Paul Graig Roberts, un ex vice segretario di Stato al Tesoro USA – «Noi (americani) dobbiamo rovesciare Ghedafi e Assad in Siria perchè vogliamo espellere Cina e Russia dal Mediterraneo».

Mosca ha una forte base navale in Siria, a Tartus, che è la sola presenza della Marina Militare russa nel Mediterraneo. Tartus deve rimpiazzare la base navale di Sebastopoli nel Mar Nero, da cui l’Ucraina indipendente vuole sloggiare la flotta. Se in Siria arriva la democrazia, la flotta russa sarà chiusa nel Mar Nero, e quando Kiev la sloggerà, dovrà ridursi addirittura alla base di Novorossyssk, siberiana, poco agibile per i ghiacci.

«Dopo di che, la Russia uscirà dalla lista dei Paesi con una presenza navale nei mari occidentali», dice Gulevitch. (Siria: il costo della crisi)

Ovviamente, la dichiarazione di McCain getta anche un dubbio sulla spontaneità delle primavere arabe in corso. È un dubbio che fatico a condividere: non è strano che i popoli si ribellino a dittature vecchie di 40 anni. Ma fatico meno a condividerlo per quanto riguarda la primavera libica, e quella siriana. In Libia, l’opera di disinformazione, propaganda e falsità dei network americani e arabi e dei loro inviati è saltata agli occhi persino ai non-addetti ai lavori: atrocità attribuite a Gheddafi, mai avvenute; vittorie dei ribelli che erano batoste, figli del dittatore uccisi, che tenevano poi conferenze stampa.

Della Siria conosco poco, non ci sono mai stato, e so che la minoranza alawita (un gruppo sciita in odore di eresia) che la guida con pugno di ferro è capacissima di crudeltà incredibili. Ma sono ormai sei mesi che folle di manifestanti, descritte dai media come inermi, resistono al regime, ai suoi carri armati e ai suoi elicotteri; in qualche caso, il regime ha dovuto usare artiglieria e mitragliatrici pesanti. Senza piegare la popolazione. È davvero così disarmato il popolo siriano insorto?

Secondo Dimitri Rogozin, delegato della Federazione Russa presso la NATO, «La NATO sta pianificando una campagna militare contro la Siria per rovesciare il regime di Assad con lobbiettivo a lungo termine di preparare una testa di ponte per attaccare lIran».

Dal Canada, il professor Michel Chossudovsky sostiene che in Siria è in atto un’insurrezione armata integrata con mujahedin estremisti (definiti ufficialmente «Freedom fighters», come ufficialmente erano chiamati i talebani – allora buoni – che la CIA armò per combattere contro i sovietici in Afghanistan) armati e addestrati dalla NATO e dagli alti comandi della Turchia. Nei quartieri NATO a Bruxelles si sta pensando, dice Chossudovsky, di intensificare la dotazione ai ribelli di razzi anticarro e anti-elicottero, mortai e mitragliatrici pesanti, come soluzione migliore della no-fly zone adottata in Libia (Michel Chossudovsky LOTAN et la Turquie appuient les rebelles armés en Syrie. Recrutement de mujahideen. Mondialisation.ca 16 aout 2011).

Padre Elias Zahlaoui, sacerdote siro-cattolico, ha scritto una lettera aperta al ministro degli Esteri francese Juppè (La Siria è stata una colonia francese fino al dopoguerra) invitandolo a farla finita «con lingerenza straniera nel mio Paese», accusando gli occidentali «di recitare la parte dei mostri dal volto umano», e denunciando una signora Michèle Flournoy, «consigliera del Pentagono», la quale «ha dichiarato pubblicamente che la Siria ritroverà la calma il giorno in cui romperà con Iran ed Hezbollah, e firmerà un trattato di pace con Israele». (Lettre ouverte d’un prêtre Arabe de Syrie à Monsieur Alain JUPPE, Ministre des Affaires Étrangères de la France)

Il periodico France Catholique ha accolto la testimonianza di madre Agnès-Mariam della Croce, superiora del convento nell’importante santuario di San Giovanni l’Interciso in Siria, e francese di nascita. La suora accusa:

«Per essere informati di quel che avviene in Siria, non basta seguire le notizie fornite dalle catene internazionali. Noi lo constatiamo continuamente; la realtà che si vive qui è diversa da quella che trasmettono i media. Questi network non accompagnano gli eventi, li precedono per provocarli. Noi abbiamo cercato di documentarci in tempo reale telefonando a conoscenti che vivono nei luoghi dove sono avvenuti gli incidenti descritti: la situazione era più somigliante a quella descritta dalla televisione siriana che a quelle propagata da Al Jazeera, BBC o France 24... per mezzo di montaggi e compilazioni audiovisive menzognere e di cattiva qualità».

La madre parla di ingerenza straniera, «rifiutata fieramente da una parte dellopposizione»; di diversi luoghi dove l’opposizione «è tramutata in insurrezione armata che commette atrocità contro la popolazione civile e le forze dellordine e dellarmata»; infine ammette che «lesacerbazione della frattura confessionale è una triste realtà», ma è eccitata «dalle grandi potenze a forza di indottrinamento mediatico che gioca sulla corda del fondamentalismo religioso».

«Il popolo siriano è composto, prosegue la religiosa, da sunniti, alawiti, sciiti, cristiani, drusi, arabi, curdi, caucasici... Non è facile tenere un tal mosaico nella pace civile. Il partito Baath lha ottenuto rispettando le regole che presiedono alle strutture tribali e di clan dellOriente».

Sembrerebbe che madre Agnes-Marian ripeta qui la propaganda di Damasco, tristemente cosciente della fine che fanno le minoranze cristiane nei Paesi a cui l’America ha portato la democrazia, e liberati dalle dittature laiche, come l’Iraq di Saddam. Ma essa dice: «Questo regime era totalitario e corrotto. Oggi però una sana autocritica è in corso pubblicamente, e sono promulgate leggi ottenute da unopposizione sana, per delle riforme desiderate».

Sarebbe dunque in corso la delicata riforma che Assad figlio, educato a Londra, aveva effettivamente promesso. E in questa fase delicata «linsurrezione armata in Siria è inoculata come un tumore... La Siria vive da mesi dei larvati colpi di Stato, perchè questo rimodellamento non può essere instaurato senza la forza dlle armi. Ma la Siria è lungi dal crollare. I focolai dove si cercano di attizzare gli antagonismi confessionali sono isolati e controllati, a volte a prezzo di sangue quando la resistenza è armata, via via che la popolazione presa in ostaggio fa appello allesercito».

La voce della suora è senza peso, di fronte ai reportages della CNN. Suscita incredulità e sospetto, proprio perchè è debole: il mezzo è il messaggio.

Philip Zelikow
   Philip Zelikow
Ma sul Financial Times, la voce ben più influente di Philip Zelikow, ebreo e uomo di Stato in una posizione-chiave durante gli anni di Bush jr., ha scritto esultante: «La caduta di Gheddafi rinnoverà la primavera araba», e si riferisce esplicitamente al regime siriano: dopo il crollo del regime libico, il movimento di liberazione anche là «rinnoverà il suo impulso; la lotta in Siria, che si intensifica lentamente, verrà sempre più alla ribalta».

E spiega, Zelikow, quali siano i democratici promotori della democrazia in Siria:

«Gran parte dellimpulso politico alla primavera araba viene dagli Stati del Golfo, come lArabia Saudita, gli Emirati e il Qatar. È la loro ora. Il governo saudita sta svolgendo un ruolo-chiave nella diplomazia araba che oggi isola la Siria. Gli Emirati, con i sauditi, hanno fornito i fondi che hanno consentito ai governanti di transizione in Egitto di non accettare i condizionamenti offerti dalle istituzioni finanziarie internazionali. Il govero nel Qatar ha svolto un ruolo vitale nella rivoluzione in Libia». (Libya as a model for redividing the Middle East)

Ecco dunque i campioni della democrazia che tirano le fila della primavera araba: le retrive e repressive monarchie del Golfo, satelliti degli USA. E se questa sovversione dovesse portare alla frantumazione degli Stati liberati in un caos ingovernabile di kabile e fondamentalisti religiosi in perpetua lotta l’uno contro l’altro – è il destino certo della Libia – Zelikow invita a non preoccuparsene: «Il modello di Stato unitario, istituzionale», non era che «il figlio decrepito della decolonizzazione». Questo modello statalista e unitario copiato dagli stati europei «era la causa di tutte le complicità, e sta dando luogo a qualcosa di nuovo... comunità multi-etniche in Libia, Iraq e Siria sperimenteranno soluzioni federali o anche confederali»…

Progetto inquietante, se si ricorda il curriculum Philip Zelikow: ex consigliere del National Security Council sotto Bush-padre durante il periodo in cui collassò l’impero sovietico, consigliere del Dipartimento di Stato sotto (o sopra?) Condoleeza Rice ai tempi di Bush figlio, per costui occupò un posto importantissimo anche se poco visibile: direttore esecutivo della Commissione senatoriale sull’11 settembre. Insomma era lui che, per i senatori, selezionava il materiale informativo sull’attentato di Al Qaeda. Dunque fu l’uomo chiave per nascondere le responsabilità americane sul mega-attentato, fornendo informazioni false e lacunose. Cosa di cui qualche senatore di quella Commissione, anni dopo, s’è debolmente lamentato.

Zelikow è dunque una delle figure più importanti della congiura interna che provocò l’11 settembre per inaugurare il Nuovo Secolo Americano. Se volete rinfrescarvi la memoria, vedete la voce Project for a New American Century qui. (Project for the New American Century)

Vedete i nomi dei partecipanti e dei congiurati. Il Project era allora un think tank di Washington, strapieno di neocon ebrei e non, parte dei quali poi entrarono nel governo Bush jr. come controllori, e provocarono la nuova Pearl Harbor necessaria per convincere gli americani ad entrare nella ultra-decennale Guerra al Terrorismo Globale. Si intuirà meglio di che cosa parla Zelikow: non è che il proseguimento dell’azione additata da Oded Yinon, giornalista israeliano spesso portavoce dei servizi, in un articolo pubblicato nel 1982 dalla rivista ebraica Kivunim (Direttive). L’articolo si intitolava Strategie per Israele negli anni 80, e preconizzava una vasta azione di sovversione intesa a frazionare gli Stati del Medio Oriente «per linee etniche e religiose». Unità sub-statali piccole e litigiose avrebbero neutralizzato tutti i nemici di Israele. (A Strategy for Israel in the Nineteen Eighties)

Wesley Clark
   Wesley Clark
Il generale Wesley Clark, che comandò i bombardamenti durante l’intervento NATO per il Kossovo, ha raccontato in un suo libro di memorie nel 2003 che, facendo visita nel novembre 2001 ad un suo amico al Pentagono, gli aveva chiesto – incredulo – se davvero l’America stava per invadere l’Afghanistan. C’è di peggio, gli confidò l’amico: e gli sventolò sotto il naso un memorandum di Paul Wolfowitz per Rumsfeld, dove si progettavano attacchi successivi a «Iraq, Iran, Siria, Libia, Sudan, Somalia» e, ovviamente, al Libano. (Gen. Wesley Clark Weighs Presidential Bid: "I Think About It Everyday")

Gli stessi gruppi, viene rivelato adesso, furono dietro la spontanea sollevazione di Eltsin a Mosca, che portò alla frantumazione dell’URSS. (L'altra verità sul golpe di Mosca | Testo integrale in inglese)

La novità non è tanto nell’apprendere che il progetto di sovversione del Medio Oriente continua; è che continua anche dietro le spalle del presidente Obama e apparentemente nonostante i suoi tentativi per starne fuori (come insinua Haaretz, Obama «è stato trascinato in battaglia (contro la Libia) contro la sua volontà»). (Gadhafi’s fall: A victory for NATO, but not for Obama)

Anzi, perfino senza la cooperazione di Israele, dove il regime di Netanyahu sembra piuttosto sconcertato dalla sparizione di Mubarak e di Gheddafi, con cui aveva rapporti più che stabili. Come la caduta di Assad in Siria, il grande cambiamento costringe Israele a cambiare la sua politica consolidata e ad affrontare futuri capi che non conosce.

Nel marzo scorso, varie indiscrezioni a Washington hanno dato notizia di disaccordi tra israeliani e neocon americani sulla caduta di Gheddafi, venuti a galla durante una riunione dell’American Enterprise Institute, il famoso think tank di Wolfowitz. (Obama Makes Bedfellows With Neocon Boffins On Libya) (Jihad Hunters vs. the Neocons)

Non si sfugge alla inquietante sensazione che un supergoverno mondiale, un segreto Kahal, conduca operazioni in cui anche la Casa Bianca, e persino Tel Aviv, non sono che riluttanti pedine. A meno che il vero comandante non sia quello che Dubya Bush additò nel suo discorso d’investitura nel 2000; prima, si noti, che l’attentato dell’11 settembre facesse spirare i venti di guerra. Bush jr. concluse il suo discorso, tutto compassionevole-conservatore, con una frase sul destino degli Stati Uniti: «Questa storia va avanti. E ancora un angelo cavalca il vortice e dirige questa tempesta».

Un lettore dell’Apocalisse dovrebbe riconoscere questo Angelo, di cui Bush l’ebefrenico si dichiarava non solo suddito, ma pedina e fantoccio. (Primo discorso inaugurale)

È la Potenza a cui è stato dato poco tempo?



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Commenti  

 
# gufo67 2011-08-27 05:19
O è troppo complicato o è troppo facile.
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# Vitoparisi3 2011-08-27 07:43
La conclusione concettuale del presente articolo appare fondatissima. La trattazione lungo i capoversi è ben dettagliata e documentata; è, insomma, un componimento giornalistico professionale e di contenuto denso e di sostanza.
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# Sergio64 2011-08-27 08:28
Come al solito, se si vuol capire cosa succede, si deve leggere Blondet. Come ex-ateo, non posso inoltre non condividere la chiusa dell'articolo. Tutti i tragici ed epocali fatti, sia bellici che economici, non possono non avere questo profondo significato religioso. Vivo la mia vita consapevole della Fine imminente, ma senza tristezza, poichè confido nella sola vera Giustizia. Ringrazio il Signore per avermi dato il tempo di ritrovare la retta via e smettere di commettere il peccato più grande: rifiutarLo.
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# pelzen 2011-08-28 01:09
Perdonami di dissentire, poiché un capo di Stato che chiude un discorso riferendosi all'apocalisse o è un pazzo (cosa probabile) oppure è un criminale sotto tutti i punti di vista talmente invasato, ma non colto, di una letteratura che l'ha staccato dal senso della realtà.
Di fondo ho sempre sostenuto che buona parte dell'intellighenzia americana sia fondata da dei paranoici megalomani e sopratutto infanti nei ragionamenti, dei quali non si rendono conto dei danni che compiono i giro per il mondo.
La dimostrazione l'abbiamo sotto gli occhi tutti i gironi, basta vedere ad esempio come la pensa quel pazzo di Ben Shalom Bernanke, un pazzo che dovrebbe essere accantonato (un eufemismo) senza troppi complimenti.
E ancora sostengo a piena voce che l'Italia dovrebbe fare accordi sempre più stretti con la Russia dando la disponibilità dei porti italiani, giusto per par conditio. Ma sappiamo che quella melma schifosa che abita il parlamento non ha i numeri per decidere una cosa del genere...
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# GiuFeder1425 2011-08-29 18:11
Il signor George W. Bush è un adepto, come suo padre George H. W. Bush e suo nonno Prescott Bush della satanica setta Skull & Bones ("Teschio e Ossa" che una volta si chiamava "L'ordine della morte") che ha sede nella elitaria università americana di Yale! G. W. Bush non è quindi pazzo, ma qualcos'altro!
G. Federici
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# publied 2011-08-30 13:23
E vannevar Bush?
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# simone.colzani 2011-08-31 08:59
Era uno scienziato, precursore e fondatore dell'informatica
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# pelzen 2011-09-02 00:23
Uno che sottoscrive un qualche cosa a un'associazione del genere è come un ragazzino che intende fare il pompiere o il ferroviere.
Se questa è la gente che comanda l'unica cosa che serve è lo scudiscio, dato in maniera molto forte sulle cosce, sulle mani e quando ci si trova davanti l'incorreggibile, sulle bocca per almeno 10 volte.
Vedi te, se non cambia testa il discolo!!!
Nei casi peggiori l'unica soluzione è il nerbo di bue dato con molta forza sul nervo sciatico e lungo la schiena, almeno una ventina di volte a seconda della robustezza dell'esecutore e del punito. In caso estremo si passerà ad una spranga di acciaio ad X data sulla crapa... dopo di che un bel cappottino di legno.
Amen!
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# geppino 2011-08-27 09:08
Satana il Diavolo...
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# fra 2011-08-27 09:25
Per fortuna mi sono imbattuto per caso in FdF, qualche anno fa (2003?) dal sito di FN, altrimenti forse non sarei mai venuto a conoscenza di queste grandi macchinazioni. GRAZIE A VOI! Mi dispiace solo che, in casa mia, non riesca a far capire la falsità occidentale; addiritura Minoli, su RAI2 due sere fa con "la storia siamo noi", ha trattato il tema dell'11 settembre mettendo in discussione tutti gli avvenimenti, senza andare in una analisi logica piu ampia, come si trova qui da Voi. Come c... è riuscito MINOLI a farsi pubblicare la puntata? Io fossi in lui mi preoccuperei della salute, l'argomento non scotta, ... esplode. Ciao
CARI
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# Pietro G 2011-08-27 09:48
Articolo senza dubbio illuminante.
Dopo aver constatato che l'esplosivo con cui si fanno saltare uno ad uno i vari Stati mediorentali è la multietnicità e la multireligiosit à c'è da chiedersi: quando cominceranno a far saltare nello stesso modo anche i Paesi europei? Libia, Siria, Iran, Russia e poi Londra, Parigi, Berlino ecc.? E gli Stati Uniti? Quando cominceranno le rivendicazioni territoriali dei latinos, ad esempio, in Arizona, dove abita il senatore McCain?
Quanto alla possibilità e capacità da parte della lobby di guidare queste rivoluzioni, io sono piuttosto scettico. Secondo me questi si comportano da apprendisti stregoni e ripeteranno alla ennesima potenza il casino fatto in Afganistan con i Talebani. Già in Egitto si vede che sono solo i militari che tengono a bada i fratelli musulmani e ho sentito dire che in Libia presto proclameranno la Sharia come unica fonte di diritto. Il "caos creativo" dei neocon americani vorrebbe essere al servizio degli interessi israeliani, in realtà sono proprio questi ultimi quelli che rischiano di pagare salato il conto delle "primavere" arabe.
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# DBF 2011-08-27 10:35
L’ultima scossa tellurica a Washington sarà raccontata come il primo colpo di Stato fatto con un sisma. In realtà non è il primo, ma il luogo lo rende 1° nella classifica, dove ci sono le principali istituzioni di governo degli Stati Uniti (presidente, Congresso, Corte Suprema), molti ministeri ed enti federali, il Pentagono e i reattori di North Anna. Nella capitale però ha sede la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e centri lobbysti ed è considerata una zona "a prova di recessione" per cui le attività governative continuano a funzionare a prescindere dallo stato dell'economia, naturalmente se non avvengono terremoti. I sismologi avvisano a poche ore dal sisma, che ci saranno scosse di assestamento, ma ‘se’ avvenisse una catastrofe i militari affiancherebber o il governo del, apparentemente, fragile Obama. Forse non è più necessario poiché per ragioni di sicurezza - che non c’è mai ed è perciò è una redditizia superstizione - i militari saranno ancor più stretti al fianco ‘sinistro’ del presidente in carica. Nel libro ‘Colpo di Stato: un manuale pratico’, lo storico militare Edward Luttwak dice: "Un colpo di Stato consiste nell'infiltrazione di un piccolo, ma fondamentale, segmento dell'apparato statale, che viene poi utilizzato per spostare il governo dal suo controllo"; finalmente Obama sarà la marionetta, il perfetto Manchurian Candidate, dopo aver condotto una campagna per porre fine alla guerra in Iraq opposta alla politica estera neocon, aggressiva e unilaterale. “Bella parte, utile per prossime nuove elezioni, ma forse fasulla o inutile se Frederick Kagan appartenente allo stesso movimento neoconservatore è stato stranamente imbarcato per lavorare con il generale David Petraeus in Afghanistan”. Obama apparentemente una marionetta dei monopolizzatori di tutto, compresi democrazia e diritti civili con il solo diritto di essere presidente ma con il dovere di stare in silenzio, perché presidente ma ‘negro’, viene accusato per le sue idee anti neocon di aver perso il contatto con la realtà o di essere ‘tocco’. Perciò la politica Bush continuerà con il seguito del “Progetto per un nuovo secolo americano” (Project for the New American Century, PNAC) campagna aggressiva conclusa con l’impiccagione di Saddam Hussein? Dai fatti Libici pare di sì. Nel libro "Decision Points" George Bush scrive "L'importante è fare quello che si ritiene giusto fare".
Da una lettera inviata da un lettore al Corriere si legge: “(...) i neocon non sono un partito, non sono quelli di Dio, Patria e Famiglia, anzi molti sono addirittura atei e sono tutti di estrazione della sinistra americana, qualcuno addirittura trotzkista. Il fatto che Bush abbia scelto la loro strategia per la guerra in Iraq, non sta a significare che i neocon siano repubblicani e religiosi (...)”. Perciò i neocon sono un gruppo di potere transnazionale o meglio internazionale, massonico, laicista con mire imperiali, globali e dittatoriali – il Governo Unico Mondiale – con ramificazioni anche in Italia e con legami per niente ambigui in settori laici o meglio laicisti.
Per giustificare un eventuale attacco all'Iran - a questo punto ‘fuori tiro’ poiché Washington ha assicurato Israele che il pericolo Iran non è imminente, è necessario... per costoro un casus belli, esterno al Medio Oriente per ‘rafforzare’ la presidenza. Intanto con il terremoto è stato preparato il centro di comando del Governo Unico Mondiale da dove saranno guidate le operazioni.
A Damasco l'8 di agosto 2010 il presidente siriano Assad si incontrò con un consigliere del leader iraniano Khameney per discutere sia le relazioni tra i due Paesi, sia la situazione politica dell'Iraq diviso in fazioni al fine di costituire un governo di coalizione e salvaguardare così la sicurezza in Medio Oriente. Un attacco alla Siria con questi presupposti sarebbe stato assurdo e perciò impensabile ma la deposizione del presidente Assad attraverso un rivoluzione simulata sì. Solo poi sarebbe possibile l’attacco all’Iran solo se ritenuto 'necessario' e imposto a 'tutti' in caso di un evento straordinario atto a giustificare l'azione. Pare però che ora i tempi siano maturi vista la «tempesta perfetta» in corso in Medio Oriente che si riflette sul cuneo askenazita o meglio degli Ashkenazim ‘Usraeliani’.
Intanto anche gli USA diventano scettici al nucleare dopo il sisma, esattamente come Giappone e Germania. Solo in USA sono attive 104 centrali termonucleari e 1 in costruzione che però funzioneranno per prossimi trent’anni. Probabilmente la richiesta di energia si stabilizzerà o saranno comprensibili all’opinione pubblica certi eventi destabilizzanti per assicurarsi il petrolio e perciò un certo stile di vita e uno status quo artificiale.
E intanto il presidente, nonostante le dissuasioni dei commentatori e degli analisti economici che hanno tentato di trattenerlo nello studio ovale a convocare immediatamente il Congresso, è andato sorprendentemen te a trascorrere una decina di giorni di improbabili vacanze nell’isola Martha’s Vineyard. Coincidenza, ‘preveggenza sismica’ o imposizione dei neocon?
«Questa storia va avanti. E ancora un angelo cavalca il vortice e dirige questa tempesta» in cui molti ‘idioti globali’ si sono già giocati o si stanno giocando tutto.
Comunque sia il 10 dicembre 1950, Anno Santo, Pio XII, chiamò al “risveglio” l’umanità esortandola ad “uscire dalla letargia” e disse: “Vieni o Signore manda il tuo angelo e fa che la nostra notte si illumini come il giorno”. Pascal, nei suoi Pensieri scrive: “L’uomo non è angelo né bestia, ma disgrazia vuole che chi vuole fare l’angelo faccia la bestia”...
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# il Frank 2011-08-27 15:07
Bah, l'articolo è chiarissimo e la dichiarazione di Bush jr conferma solamente ciò che sospettavo, anzi, di cui ero certo ma non si poteva dire ufficialmente, che viviamo sotto una dittatura spiritica. Evocatori di tutto il mondo unitevi... Ci si è messo anche il nostro evocatore principe, ma le cose sembrano andare oltre le loro forze. Negromanzie o italianzie non bastano più. L'entità vuole un prezzo più alto per estinguersi e loro non sanno usare altro che il prezzo del sangue. Sono sorpassati dai tempi, le loro evocazioni anche, la vedo dura per loro. Altro che metafisica, qui è in gioco la vita, la loro per prima. Osservate i loro sguardi spenti, sono stanchi e spaventati. E' venuto il momento...
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# DBF 2011-08-28 00:17
Certo, saranno spremuti ancora e fino alla fine per eliminare l'inutile e farli poi capri espiatori di tutto in un processo che sarà svolto all'interno di una strana creatura la Corte Internazionale dell'Aia. Tra i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU (Francia, Regno Unito, USA, Cina, Russia) Russia e Cina, oltre agli USA, non hanno aderito alla Corte Penale Internazionale.
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# plo 2011-08-29 08:30
Citazione il Frank:
Osservate i loro sguardi spenti, sono stanchi e spaventati. E' venuto il momento...

Per forza. sono parassitati. Lux e ringhio.
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# DBF 2011-09-11 09:23
Se non sbaglio, l’affermazione di Philip Zelikow, (...) «Il modello di Stato unitario, istituzionale», non era che «il figlio decrepito della decolonizzazion e». Questo modello statalista e unitario copiato dagli Stati europei «era la causa di tutte le complicità, e sta dando luogo a qualcosa di nuovo... comunità multi-etniche in Libia, Iraq e Siria sperimenteranno soluzioni federali o anche confederali» (...), a parer mio assomiglia tanto all’affermazion e di Giulio Tremonti: "Le Nazioni sono uno strascico del trattato di Westfalia ed un intralcio all'Unione Europea". Dal trattato di Westfalia scaturì il concetto di sovranità Stato-nazione. Se il il vecchio concetto dando luogo a qualcosa di nuovo... comunità multi-etniche che sperimenteranno soluzioni federali o anche confederali anche in Europa, non è possibile mantenere lo stessa visione ma una visione nazione-Stato in cui non è più la maggioranza che prevale nè in Europa nè in Nord Africa.
Bisogna capire però se i rivoluzionari vogliono instaurare un assolutismo democratico lo stesso che è stato instaurato in Europa e logicamente in Italia. Nell’articolo ‘Fascismo e cesarismo’ Piero Vassallo scrive. «Nel 1974 il cardinale Giuseppe Siri, riprenderà l’argomento di Papa Pacelli e definirà esattamente i limiti entro i quali il potere democratico può essere esercitato legittimamente: «Resta saldo il principio che la legittimità politica non si confonde con la legittimità morale: la maggioranza non prevale onestamente quando sancisce qualcosa contrario alla legge di Dio; la democrazia non cambia la verità come non cambia il corso del sole, i ciclo dei venti e delle piogge».
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# Ubaldo 2011-08-27 10:46
Questi si illudono e di troppo. Fanno i conti senza l'oste. E fare a Putin ciò che hanno fatto Gheddaffi (e poi forse a Assad in Siria) è pura illusione. I russi conoscono troppo bene certi mezzucci... E quindi sanno come controbattere...
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# egon 2011-08-27 10:51
Novorossyssk, siberiana, poco agibile per i ghiacci.
Mi permetto una rettifica: Novorossyssk è sulla costa russa del Mar Nero ed è anche un importante terminal di oleodotti e gasdotti che attraversano il Caucaso e la regione del Caspio.
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# cgdv 2011-08-27 11:27
Perché no caro Blondet! L'intuizione potrebbe essere giusta in ordine metafisico. Coloro che hanno per "padre il diavolo" forse se ne servono e ne vengono serviti per i loro scopi. In fondo, che cosa sappiamo esattamente del Gran Kahal che governa nell'ombra il popolo ebreo sovrastando anche la legge talmudica? Per uscire dalla metafisica, molti sostengono, putacaso, che si sia sempre impegnato nella diffusione della democrazia: un tempo di stampo sociale, oggi forse di quella che vediamo imporre ai popoli.
Giuliano
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# Luigi 2011-08-27 12:40
Caro Maurizio,
se è così mi chiedo allora quale ruolo giocano i cattolici conservatori e le loro organizzazioni anche italiane. Certamente quello degli utili idioti. Ma a volte ripenso alla scena solovievana dei cristiani che applaudono l'imperatore del mondo che fa loro promesse mondane. Salvo pochi riuniti intorno all'ultimo Papa. Sembra quasi la descrizione della cosidetta terza parte del segreto di Fatima (altro che la lettura anticomunista che ha prevalso per tutto il XX secolo e che è stata spesso strumentalizzat a dai catto-cons!).
Cari saluti.

Luigi Copertino
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# SART 2011-08-27 14:36
Citazione Luigi:
Caro Maurizio,
se è così mi chiedo allora quale ruolo giocano i cattolici conservatori e le loro organizzazioni anche italiane. Certamente quello degli utili idioti. Ma a volte ripenso alla scena solovievana dei cristiani che applaudono l'imperatore del mondo che fa loro promesse mondane. Salvo pochi riuniti intorno all'ultimo Papa. Sembra quasi la descrizione della cosidetta terza parte del segreto di Fatima (altro che la lettura anticomunista che ha prevalso per tutto il XX secolo e che è stata spesso strumentalizzat a dai catto-cons!).
Cari saluti.
Luigi Copertino


Cortese Luigi Copertino, è così difficile per lei anche solo avanzare il sospetto, ripeto: solo il sospetto, che il Papa attuale sia alle dipendenze del Kahal? Che ne sia solo un impiegato d'alto rango?

Io non vorrei in alcun modo offenderla, Dio mi è testimone. Ma, purtroppo, solo la verità potrà renderci liberi. Liberi anche da sogni del tutto fuori luogo.
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# Luigi 2011-08-29 15:36
Citazione SART:
Citazione Luigi:
Caro Maurizio,
se è così mi chiedo allora quale ruolo giocano i cattolici conservatori e le loro organizzazioni anche italiane. Certamente quello degli utili idioti. Ma a volte ripenso alla scena solovievana dei cristiani che applaudono l'imperatore del mondo che fa loro promesse mondane. Salvo pochi riuniti intorno all'ultimo Papa. Sembra quasi la descrizione della cosidetta terza parte del segreto di Fatima (altro che la lettura anticomunista che ha prevalso per tutto il XX secolo e che è stata spesso strumentalizzat a dai catto-cons!).
Cari saluti.
Luigi Copertino


Cortese Luigi Copertino, è così difficile per lei anche solo avanzare il sospetto, ripeto: solo il sospetto, che il Papa attuale sia alle dipendenze del Kahal? Che ne sia solo un impiegato d'alto rango?

Io non vorrei in alcun modo offenderla, Dio mi è testimone. Ma, purtroppo, solo la verità potrà renderci liberi. Liberi anche da sogni del tutto fuori luogo


Personalmente preferisco parlare di cose delle quali prima cerco di documentarmi. Anch'io non intendo offendere né polemizzare e Dio mi è testimone. Se, però, lei ha documenti li tiri fuori. Anzi, li produca presso gli organi ecclesiastici competenti. In passato, persino nel Medioevo, diversi Papi furono processati, alcuni post mortem, per eresia. Nessuno degli accusatori è, in quei processi, riuscito a provare le accuse di eresia (quelle di immoralità, purtroppo, in certi casi, sì!). Magari a Lei potrebbe andare meglio.
Saluti.
Luigi Copertino
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# Germano Raffaele 2011-08-27 13:38
Da italiano che vive da anni in Siria e che segue da vicino le vicende vorrei dare un contributo informativo ai lettori di Effedieffe. Ometto il mio nome per ovvie misure di sicurezza (la mia salute, se non la mia vita). Confermo che soprattutto all’inizio (marzo 2011) la guerra mediatica di Jazeera, ed altri, ha favorito una percezione della realtà diversa da quella sul terreno, inventando fatti e precedendo/favorendo eventi (tipo manifestazioni, finti eccidi, torture, etc.). Poi la realtà si è conformata al racconto e lo ha superato (alla fine i fatti di cui parlavano sono successi veramente).

Però, parliamoci chiaro, il popolo siriano vive da anni sotto una terribile dittatura in cui era pericoloso anche solo nominare il nome del presidente in pubblico; io stesso quando parlavo di politica lo facevo a bassa voce, anche se ero in casa da solo con un amico. Quello che avevano instaurato e che vigeva era uno Stato di terrore (molto simile ai racconti del periodo staliniano), persone che sparivano e riapparivano dopo mesi di prigione e torture, altre che non riapparivano per niente, spesso non se ne sapeva neanche il motivo, a volte la soffiata di un informatore disonesto.

Lo Stato e le istituzioni sono al 90% o al 99% controllate al livello alto dagli alawiti (12% della popolazione e nemici storici dei sunniti 70%), la minoranza del presidente e sono loro che utilizzano il settarismo per governare (dìvide et impera). Lasciamo perdere il livello di corruzione tutto a favore della minoranza (neanche tutti gli alawiti, che per maggioranza rimangono poveri, solo quelli del villaggio del presidente qardaha ed i loro stretti alleati) che opprime e deprime ogni possibile sentimento di sviluppo economico (si potrebbero scrivere decine di libri elencando storie in cui la corruzione ed i vari funzionari pubblici o parenti del presidente hanno ucciso la gallina dalle uova doro da cui estorcevano i loro profitti).

I cristiani e le minoranze non sunnite sono pervasi dalla propaganda del regime per la quale solo il regime stesso li puo proteggere dalla maggioranza sunnita, che li sgozzerebbe se prendesse il potere (cosa ovviamente non vera). È lo stesso governo che manda le sue milizie alawite armate (chiamate localmente shabbiha) a spaventare le altre minoranze (spari indiscriminati di notte nei quartieri delle minoranze, telefonate minatorie ai numeri di appartenenti alle minoranze per spaventarli): strategia della tensione per portare le minoranze con sè contro un nemico unico, la maggioranza sunnita. Le stesse milizie armate sono la causa di reazioni violente da parte della popolazione vittima delle loro angherie (scoribbande notturne in quartieri sunniti con sparatorie sulla gente tipo Far West – soppressione/repressione violenta di ogni tipo di manifestazione, soprattutto pacifica), che poi provoca l’intervento violento dello Stato. Probabilmente sono loro a provocare scientemente la popolazione a delle risposte violente per poi dare allo Stato la scusa di intervenire.

I presupposti per la rivolta ci sono tutti, ed anzi sono stupìto che sia arrivata cosi in ritardo, ma gli eccidi di massa del 1982, dove il governo alawita ammazzò decine di migliaia di oppositori in soli pochi giorni, ha tenuto vivo il terrore nella popolazione fino ad ora. Secondo me i media hanno incoraggiato un sentimento esistente, hanno avuto il merito (esagerando ed anche mentendo) di far sentire la popolazione oppressa meno sola, abbandonata, di farla sentire maggioranza, di dare la voce che la TV pubblica nega. Forse in questo illudendola, ma sicuramente contribuendo a distruggere il velo di terrore che pervadeva la società, la paura della violenza del proprio governo, di parlare pubblicamente, di dire la propria idea. In questo momento il governo è tutto intento a far ritornare questo sentimento di paura, ed ovviamente l’unica ricetta sono fiumi di sangue e violenza indiscriminata e generalizzata (contro i sunniti ovviamente, dato che i cristiani e le altre minoranze appoggiano la dittatura criminale per un sentimento di sopravvivenza che lo stesso governo ha creato ed instillato (dopo di me il diluvio).

Le riforme di cui parla la suora? Troppo poco e troppo tardi, sembrano una palese manovra di fumo negli occhi, prendere tempo per poi alla fine non cambiare nulla e tornare come prima, più di prima.
Che l’America e l’Arabia Saudita ed altri cerchino di approffittare della situazione, è una cosa normale e quasi legittima. All’inizio della rivolta, a marzo, parlando con un amico libanese cristiano, gli facevo notare come Hariri ed altri libanesi fossero intenti ad interferire in Siria spedendo armi agli insorti e cercando di creare instabilità; lui contento mi rispondeva: ma non è quello che fanno i siriani in Libano da sempre? Occhio per occhio dente per dente o chi la fa l’aspetti. No, non sono assolutamente d’accordo sul fatto che gli eventi siano stati creati a tavolino da potenze straniere. Potenze straniere cercano di intervenire e condizionare a loro favore le menti, gli spiriti, i fatti e gli eventi? Non è forse questa la politica internazionale? Le relazioni internazionali? Gli americani vogliono cacciare i russi dalla Siria e dal Mediterraneo usando e favorendo l’avvento di un governo piu favorelvole? Che c’è di strano? Non è quello che fanno gli iraniani o i siriani in Iraq o in Libano o a vicenda nei loro Paesi, cioè avere governi a loro favorevoli, a volte anche contro la volontà del popolo?

Vorrei ricordare che la Siria è il Paese con cui Israele ha i confini più sicuri e stabili del Medio Oriente e questo grazie ad Assad, Un suo cambiamento porterebbe sicuramente confusione e disordine, come è successo con l’Egitto. Israele vorrebbe mantenere Assad, ma obbligarlo a tagliare con Hezbollah ed Iran, nulla di più. Il progetto di dividere il Medio Oriente in piccole entità di poco peso? Vivo e vegeto, ma sono gli stessi arabi a fomentarlo, è lo stesso governo siriano a fomentare il settarismo etnico religioso interno, così come i sauditi e gli iraniani, proprio per legittimarsi. La realtà è che non esiste uno spirito nazionale nel mondo arabo, sono tutti Paesi creati allo squadretto dai colonialisti (francesi ed inglesi) sulle macerie dell impero ottomano. I Paesi arabi non sono ancora usciti dal post colonialismo, ne stanno ancora pagando il prezzo. È forse la dittatura di una minoranza, di una famiglia/clan o di una classe religiosa la soluzione alla mancanza di uno spirito nazionale, nel mondo arabo? I fatti dimostrano il contrario.

Finisco parafrasando Robert Fisk, il giornalista inglese che da anni vive in Libano: i problemi del Libano (e del mondo arabo) non finiranno fino a che gli stessi libanesi (ed arabi) la smetteranno di chiedere supporto dall’estero per risolvere i loro problemi interni (i cristiani dalla Francia e dagli USA, i sunniti di Hariri dall’Arabia Saudita ed USA, gli hezbollah dall’Iran e dalla Siria, i drusi un po’ di qua ed un po’ di là, etc.). È la stessa storia in tutti i Paesi. Ma cosa deve fare una minoranza/maggioranza se al potere nessuno la ascolta e da anni si sente o è realmente oppressa?

Un Italiano in Siria
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# Pierpaolo 2011-08-31 18:34
Questa mi ricorda la storiella di Craxi defenestrato dalla politica italiana perché rubava...
Che rubasse non stenterei a credere, e per anni, e con la complicità della magistratura anche, ma che sia stato quello il motivo per cui è stato defenestrato è tutt'altra cosa.
Da ingenui crederlo e riprovevole cercare di farlo credere.
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# Contadino 2011-08-27 14:06
1) Perchè servirsi di una testa di ponte siriana quando si ha già il controllo dell'Iraq? Forse si vuole azzerare in anticipo un prezioso alleato degli Arii di Persia?
2) Ma come, l'anticristo Bush ha confessato chi davvero è padre di menzogna e quindi padrone d'America? Beh!... lo scimpanze texano mi stupisce!...
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# SART 2011-08-27 14:10
Penso che sia il Kahal ad agire. Le colpe sono solo sue e del sangue dal quale esso sorge e per cui agisce. L'angelo precipitato ne è l'ispiratore; ma lui può solo suggerire. Satana non può ordinare.
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# grafica 2011-08-27 14:34
Dopo Libia, tocca a Siria, Russia, Iran... A questo punto aggiungiamoci pure la Nigeria, ricca di petrolio, guarda che fortuna Al Qaeda ha colpito proprio lì... Operazioni made USAFRICOM, mentre per Putin ci penserà l'USEUCOM, per il venezuelano Chavez ci penserà l'UUSSOUTHCOM, per la Cina abbiamo l'USPACOM, e così via, un po' alla volta bisogna pur esportare le nuove rivoluzione democratiche al resto del mondo... Il libro dello storico Palmer, 'L'era delle rivoluzioni democratiche', è incompleto poiché quella era la prima fase del piano di rivoluzione mondiale, ora mancano tutti gli altri Stati del mondo... La democrazia, processo esportato con la rivoluzione permanente mi fa venire in mente il collaudato metodo descritto da Augustin Cochin nel suo libro, 'Meccanica della rivoluzione'. Un metodo applicabile a qualsiasi Paese... Scritto circa cento anni fa, il libro è attualissimo...
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# amsicora 2011-08-27 15:35
Scusi, direttore, ma che c'entrano i neocon?
Da 2 anni governa l'abbronzato, mica l'odiato Bush, che non ha fatto altro che intensificare la "lotta al terrorismo" bombardando ed uccidendo coi droni in Afghanistan, Pakistan, Yemen, Somalia, Libia...(continuate voi).

Sulla Libia: non capisco perché Russia e Cina non abbiano messo il veto, tanto era facile capire dove si sarebbe finiti...
evidentemente di Gheddafi non fregava niente a nessuno, nemmeno al banana che 6 mesi prima lo baciava ed abbracciava...
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# gib 2011-08-27 16:47
Spero che, qualunque siano gli eventi, il tempo destinato a questo "angelo" sia veramente poco. E' per me una sofferenza veramente insopportabile sentire tutta questa "grande tribolazione" cui trasuda ogni giono tutto il mondo!
Una domanda al Direttore. Nella sua analisi sulla Russia messa all'angolo, vorrei sapere il ruolo della Turchia, alla quale, fino a poco tempo fa, si guardava con un po' di speranza per le posizioni più equilibrate. Che ora si sia piegata completamente all'ora che volge?
Grazie
Giacomo gibì
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# amsicora 2011-08-29 13:29
Da quanto ho capito il ruolo della Turchia è ambiguo nel senso che è governata da un partito islamico, ma l'esercito (1 milione di persone, il secondo della NATO!) è a guida diciamo "laica" (ovvero massonica) e ha sempre avuto un ruolo di "tutore" della politica.
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# giampy56 2011-08-27 22:13
Ho di recente terminato di leggere due libri, il primo si intitola AGRI-BUSINESS, i semi della discordia, di William Engdahl, il secondo, RIVELAZIONI NON AUTORIZZATE di Marco Pizzuti.
Consiglio vivamente a tutti di leggerli sia redazione del sito che i soci, a me personalmente hanno fatto aumentare l'odio verso i Paesi del male, USA, GB, ISRAELE.
Questo trio maledetto ha causato e generato tutte le guerre, le rivoluzioni, i genocidi, le crisi economiche degli ultimi 100 anni con l'unico scopo di sottomettere il pianeta, e, purtroppo ci stanno riuscendo.
Per quel che riguarda la Libia, vi scongiuro, non credete a una sola parola di quello che dicono i telegiornali (tutti) o i giornali, sono tutti complici nel disinformare e a farci credere quello che vogliono loro.
In Libia la popolazione stava meglio che in Italia, sanità, scuola, casa tutto gratis, niente IVA e niente debito.
Saluti Giampy56
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# amsicora 2011-08-28 20:17
Infatti qual'è la prima cosa che fanno i "ribelli"?
Fondano una banca!
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# Testimone 2011-08-28 01:55
Faccio notare al lettore dalla Siria che ha adottato completamente la lettura degli opponenti di sinistra del regime. E correggo:Il ministro della Difesa è cristiano, cosi come la maggioranza degli alti ufficiali è sunnita. Inoltre le due città a maggioranza assolutamente sunnita che da loro sole formano la metà della popolazione siriana, Damasco e Aleppo, sono fermamente dietro al regime o più precisamente dietro al programma di riforme guidato da Assad. La propaganda sul fatto che il regime si basi sui alawiti non e semplicemente veritiera. Il gioco oramai è troppo avanzato: qui non si tratta piu di "liberta" (e poi quale, quella di consumare forse?) ma di un sconvolgimento totale del mondo arabo con implicazioni che riguardano tutti. La posta geopolitica - come fa notare il Direttore - è colossale. E la caduta della Siria vorra dire l'egemonia assoluta usraeliana o il caos. Questo e l'unico Paese SOVRANO del mondo arabo... ed è per quello che il regime è così odiato. E poi dove sono queste voci dell'"opposizione" che condannano il mutilamento e l'uccisione oramai di più di mille militari e poliziotti e di un grandissimo numero di civili a mano di quelli che urlano "selmiie, selmiie" ossia pacifica, pacifica. A meno che lei abbia mandato giù la propaganda estera che l'esercito si tiri addosso? Certo il regime ha commesso errori e in certi casi crimini gravissimi ma Assad vuole riformare il Paese, ha fatto decidere al suo governo una legge molto avanzata sui media, una legge sulla formazione dei partiti (a condizione che non siano settari cioe confessionali o etnici), ha chiamato a elezioni in febbraio, ha proposto la modifica della costituzione o il suo rimpiazzamento con una nuova. Inoltre deve lottare con la vecchia avanguardia del potere.
Una cosa so di sicuro: che quegli illusi di sinistra che si interstardiscon o a non volere dialogare con il potere, il giorno che cadrà saranno spazzati via o frullati come richiede 'Ar' ur, il capo salafista in esilio in Arabia Saudita. Ed avremmo un regime wahhabita al potere, estremista con chi non è d'accordo con lui all'interno del Paese ma completamente allineato sugli ordini di Washington e Tel Aviv. E l'ultimo bastione cristiano del mondo arabo cadrà... Non a caso TUTTI i patriarchi residenti a Damasco e i loro vescovi attraverso la Siria, ortodossi o seguaci del Vaticano chiedono all'opposizione di appoggiare le riforme di Assad.
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# raff 2011-08-28 18:55
Citazione Testimone:
E l'ultimo bastione cristiano del mondo arabo cadrà... Non a caso TUTTI i patriarchi residenti a Damasco e i loro vescovi attraverso la Siria, ortodossi o seguaci del Vaticano chiedono all'opposizione di appoggiare le riforme di Assad


Ottima risposta allo pseudo "sinistro" che vive in Siria (forse) e che, come i "sinistri" nostrani alla Rossanda, si ostinano a vedere "primavere arabe", dove infuria invece il più triste inverno dell'umanità.
La frase citata pone una domanda: perché il Vaticano e il Papa rimangono silenti agli appelli dei vescovi siriani e del vescovo di Tripoli Martinelli, che denunciano il carattere islamico integralista wahabita e anticristiano delle cosiddette "rivoluzioni arabe"?
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# Germano Raffaele 2011-08-29 13:51
Citazione Testimone:
Faccio notare al lettore dalla Siria che ha adottato completamente la lettura degli opponenti di sinistra del regime. E correggo: Il ministro della Difesa è cristiano, così come la maggioranza degli alti ufficiali è sunnita. Inoltre le due città a maggioranza assolutamente sunnita che da loro sole formano la metà della popolazione siriana, Damasco e Aleppo, sono fermamente dietro al regime o più precisamente dietro al programma di riforme guidato da Assad. La propaganda sul fatto che il regime si basi sui alawiti non e semplicemente veritiera. Il gioco oramai è troppo avanzato: qui non si tratta piu di "liberta" (e poi quale, quella di consumare forse?) ma di un sconvolgimento totale del mondo arabo con implicazioni che riguardano tutti. La posta geopolitica - come fa notare il Direttore - è colossale. E la caduta della Siria vorra dire l'egemonia assoluta usraeliana o il caos. Questo e l'unico Paese SOVRANO del mondo arabo... ed è per quello che il regime è così odiato. E poi dove sono queste voci dell'"opposizione" che condannano il mutilamento e l'uccisione oramai di più di mille militari e poliziotti e di un grandissimo numero di civili a mano di quelli che urlano "selmiie, selmiie" ossia pacifica, pacifica. A meno che lei abbia mandato giù la propaganda estera che l'esercito si tiri addosso? Certo il regime ha commesso errori e in certi casi crimini gravissimi ma Assad vuole riformare il Paese, ha fatto decidere al suo governo una legge molto avanzata sui media, una legge sulla formazione dei partiti (a condizione che non siano settari cioe confessionali o etnici), ha chiamato a elezioni in febbraio, ha proposto la modifica della costituzione o il suo rimpiazzamento con una nuova. Inoltre deve lottare con la vecchia avanguardia del potere.
Una cosa so di sicuro: che quegli illusi di sinistra che si interstardiscon o a non volere dialogare con il potere, il giorno che cadrà saranno spazzati via o frullati come richiede 'Ar' ur, il capo salafista in esilio in Arabia Saudita. Ed avremmo un regime wahhabita al potere, estremista con chi non è d'accordo con lui all'interno del Paese ma completamente allineato sugli ordini di Washington e Tel Aviv. E l'ultimo bastione cristiano del mondo arabo cadrà... Non a caso TUTTI i patriarchi residenti a Damasco e i loro vescovi attraverso la Siria, ortodossi o seguaci del Vaticano chiedono all'opposizione di appoggiare le riforme di Assad.


Caro Testimone,
provo a rispondere alle sue affermazioni che ritengo errate ed incorrete. Il ministro della difesa è cristiano, ma i tempi non le sono sospetti? è stato messo lì solo all'ultimo momento, è uno specchio per le allodole per i cristiani per portarseli dalla loro parte (ma in 40 anni di regime non era mai successo, è una semplice manovra di disperazione). L'affermazione che i livelli alti delle gerarchie militari sia sunnita è una semplice fantasia o menzogna. Ho abbastanza amici nell'esercito, generali per avere informazioni piu dettagliate di lei. Nei livelli alti la presenza alawita e' sproporzionata, 90% circa, soprattutto nei posti di comando, a livelli bassi e' il contrario anche se squadroni, come la quarta brigata (la meglio addestrata ed armata e comandata da Maher il fratello del Presidente - quella che bombarda le moschee e famosa per la ferocia settaria) sono formate interamente da alawiti, perche sono quelli che devono difendere in ultima istanza la minoranza al potere. Se si vule affermare il contrario, allora si puo semplicemente affermare che in Siria non sta succedendo nulla, e che gli insorti, pochissimi, sono tutti terroristi pagati dall'estero (la versione ufficiale), a questo punto non c'e' spazio per nessuna discussione.
Le riforme di Assad? lo ripeto, ha avuto 11 anni e non ha fatto quasi nulla, ha iniziato a parlare di riforme solo quando le citta iniziavano ad incendiarsi per cercare di calmare la popolozaione, prendere tempo. Ha annunciato cambiamenti di leggi, ma sul terreno tutto rimane lo stesso. ha ufficialmente tolto la legge marziale ma proprio in quei giorni hanno iniziato ad arrestare in massa ed imprigionare persone senza processo, senza avvocato, senza comunicazione alle famiglie, sepmlicemente sparite nel nulla. Legge marziale piu di prima, anche se ufficialmente abolita. Ormai la sua (Il Presidente) credibilita' tra le gente e' a zero ed anzi, sembra quasi che la situazione gli sia sfuggita di mano, che qualc'un altro stia manovrando la situazione al suo posto. Molti amici della Damasco che conta (i sunniti arricchiti, l'alta borghesia) e che all'inizio scendevano nelle manifestazioni a favore sono ormai andati tutti dall'altra parte disgustati dai crimini e dalle menzogne (non che vadano alle menifestioni contro, dato che si rischierebbe la vita, ma parlano apertamente contro). E' vero che all'inizio la gente delle due citta principali per paura del caos e dell ignoto e' scesa a manifestare per il mantenimento dell ordine e del vecchio sistema, ma quando il vero volto del sistema e' apparso, quando storie di crimini su dimostranti pacifici, arresti di massa, vilenza indiscriminata (molti hanno un amico a Daraa, ad Hama, A Der Azzor o Homs che puo raccontargli la verita') sono venuti fuori, ho visto il disgusto dell agente negli occhi, ho visto posizioni cambiare di 360 gradi (fra di queste la mia, lo confesso per anni ho voluto credere alle menzogne riformiste del regime). Che una parte dell'opposizione si sia o sia stata armata (grazie a Libanesi e Sauditi) e conduca azioni contro l'esercito era prevedibile e ritorno al mio precedente messaggio, lo fanno tutti (Siriani in Libano, Irak, Turchia e Palestina; Iraniani in Libano, Irak, Palestina e Golfo, Sauditi e friends armano fazioni opposte negli stessi paesi: e' il gioco delle relazioni internazionali, il risiko dell'aera). Non conosco Aleppo, ma le assicuro che Damasco ormai e' contro almeno al 50% (Midan, Sharia Baghdad, Rukneddin, Berzeh e molti altri quartieri bollono e vedono manifestazioni ogni giorno, anche se represse nel sangue), nei sobborgi di Damasco che contano quanto la capitale in numero (Daraya, Muhaddamie, Haresta, Artuz, Duma, Qabun etc) al 90% contro. In questa aree non esiste nessuna opposizione armata, eppure i morti sono continui, decine di migliaia di persone sono state arrestate ed in permanente tortura da mesi a questa parte, solo per aver protestato pacificamente (ho testimonianze giornaliere di questi fatti, ormai non si pala d'altro tra amici). La sera a Damasco si vedeno pullman o mini bus pieni di mukhabarat o amen, sicurezza, scorazzare per la citta' in cerca di contestatori da picchiare ed arrestare (Il presidente non aveva per caso permesso la liberta' di manifestare? come si fa a credere ancora alle sue parole?). Qualche giorno fa sono entrati di notte nella moschea Rifai di Kefar Suseh ed hanno picchiato, insieme alla gente che aveva gridato liberta', il figlio di uno dei piu pacifici e rispettati Shaikh di Damasco, Shaikh Rifai appunto. Qualche giorno fa scagnozzi del regime hanno torturato, gettato dall'auto in corsa e spezzato letterelmente le mani al piu famoso fumettista Siriano, Ali Ferzat , per una caricatura al presidente.
Governo sovrano' significa per caso che se ne infischia del proprio popolo a fovore della propria setta o di quelli tra sunniti e cristiani che si sono abituati a baciare le mani per arricchirsi? Molti imprenditori che conosco di Damasco, Lattakia, Homs etc. sunniti, cristiani o altro ne hanno da tempo le tasche piene di questo sistema in cui se vuoi andare avanti, se vuoi diventare uno che conta devi baciare le mani e farti socio nelle tue aziende uno della famiglia presidenziale (Rami Makhluf dictat) o nei migliori dei casi un pezzo grosso dell esercito o del palazzo presidenziale altrimenti non hai permessi o anzi chiudi.
Perche' non si riesce a vedere che il sistema e' marcio e corrotto in tutti i sensi, irriformabile dall interno. Il problema vero e' che non si riesce a vedere l'alternativa, ancora non esiste, se mai esistera' ma questo grazie al sistema stesso che ha stroncato sul nascere ogni tipo di alternativa possibile a se stesso nel paese. Le teste migliori del paese sono sempre emigrate e continuano a farlo.
I salafiti sunniti oltranzisti sono una minoranza, la gente non li segue, ma esistono, e sono un male delle societa' arabo islamiche. Non hanno la forza e la capicita di prendere il potere, solo di portare confusione, disordine, violenza su violenza. E' un pericolo, am lo ripeto, sono le milizie alawite, shabbiha, del governo che stanno aizzando le violenze settarie. viaggio continuamente nel paese, sono di quelli che non ha paura dei posti di blocco o delgi arresti sommari, ho sentito lo stesso racconto ad homs, a lattakia ad hama, a daraa e molti altri paesi che ho visitato ... sono persone che hanno un parente morto o molti altri in prigione, sono gente che non ha internet, a volte vecchi, non in contatto con altri di altre citta' ... il racconto e' lo stesso, la rabbia e l'umiliazione pure, la paura e' sparita e parlano, denunciano, bestemmiano il sistema ed il suo presidente (se offendi in pubblico Dio non ricevi lo stesso maltrattamento che ricevi offendendo il presidente). Non sono di sinistra, e per anni ho sostenuto e creduto nel Presidente, ma dopo quello che ho visto e sentito, vivo ormai in un perenne stato di tristezza e rabbia interiore ... Prego per un futuro migliore per questo paese un futuro privo di terrore e paura che da 40 anni chiude come una cappa questo paese.
Un ultima parola ai miei amici che vivono in Europa: è solo vivendo sotto una dittatura che puoi apprezzare le liberta (parola, espressione, etc.) che in Europa esistono. La maggior parte di noi europei da per scontato queste libertà tanto ci si è abituata ed anzi quasi le rinnega, ma sono sicuro che quasi nessuno vorrebbe vivere in un sistema come quello siriano, o dei Paesi limitrofi, anche se fosse l'unico SOVRANO del Medio Oriente. Hai o avevi tanta sicurezza qui, ma al prezzo delle piu elementari libertà.
Mi scuso per la lunghezza.
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La situazione in Siria potrà anche essere quella che lei descrive, ma "le liberta (parola, espressione, etc.)" sono pii ed inutili lussi quando si confina (è il caso della Siria) con il più spietato, sanguinario e prepotente Stato della storia (Israele).
FdF
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# Germano Raffaele 2011-09-03 12:07
Mi dispiace, sarò un illuso, ma non concordo. Credo che l'antisionismo e la sicurezza ed i diritti di questo Paese (per esempio il ritorno del Golan) possano convivere con le libertà di cui parlo (libertà economica per esempio, il Paese ha potenzialità enormi soffocate dall'incompetenza e corruzione di questa minoranza al potere che preferisce lealtà a competenze). La mancanza di libertà secondo la mia opinione è frutto innanzitutto della storia di questi Paesi e della cultura asiatica (Blondet ne parla spesso anche se in realtà nel medioevo erano gli "intellettuali" arabo/islamici (spesso uomini di religione) che studiavano i greci dimenticati in Europa ed è grazie a loro che sono ritornati a noi molti testi. Purtroppo non c'è stato mai politicamente un tentativo di andare al di la del concetto di sovrano assoluto che nel miglior dei casi - raramente - era un buon sovrano). La seconda ragione è l'impostazione sovietica del sistema siriano. Il baathismo è stato influenzato dall'Unione Sovietica e dall'ideologia comunista che proponeva. Per esempio l'unico partito ammesso oltre al partito Baath è quello comunista anche se l'articolo 8 della costituzione da al partito baathista la predominanza sulla scena politica del Paese. Molte strutture ancora in piedi nel Paese sono figlie del matrimonio tra Russia comunista anni '80 e Siria baathista. Come il comunismo era la dittatura di una minoranza (gli ebrei) sui russi, secondo me il baathismo come è stato strutturato in Siria è la predominanza degli alawiti sulle altre sette. La mancanza di libertà non serve tanto a difendere gli interessi del Paese da Israele e Co. ma più che altro protegge i detentori del potere da ogni controllo, verifica e men che meno critica/dissenzo (la minima puo essere sanzionata con la morte). Potrei anche sbagliarmi ma è questa l'opinione che mi sono fatto vivendo qui. In conclusione, sicuramente questo governo è meglio di un governo alla Mubarak o di qualsiasi monarchia del golfo (vedi i massacri di sciiti in Bahhrain dove una minoranza sunnita opprime da secoli la maggioranza sciita con l'aiuto dei Paesi limitrofi ed il silenzio occidentale) ma Israele non può essere la scusa per tenere tutto fermo, bloccato anche a livello di sviluppo economico, tecnologico e sociale del Paese (stranamente su questo punto di vista l'Iraq di Saddam era molto piu avanti della Siria).
Grazie per l'attenzione e lo spazio concesso alle mie idee.
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La situazione in Siria potrà anche essere quella che lei descrive, ma "le liberta (parola, espressione, etc.)" sono pii ed inutili lussi quando si confina (è il caso della Siria) con il più spietato, sanguinario e prepotente Stato della storia (Israele).
FdF
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# Saturn 2011-08-28 10:30
Alla cerimonia di Ground Zero non ci saranno leader religiosi

NEW YORK, 27. Ha suscitato diverse critiche e polemiche la decisione delle autorità di New York di escludere leader religiosi dalla cerimonia commemorativa, presso Ground Zero, per il decimo anniversario dell'attentato dell'11 settembre alle Torri Gemelle. Molti sostengono che proprio i leader religiosi abbiano svolto un ruolo importante durante e dopo la tragedia e per questo dovrebbero partecipare.
Anche il sindaco di New York all'epoca dell'attentato, Rudolph Giuliani, ha espresso la propria indignazione. "Questa è l'America - ha detto - e avere un servizio commemorativo dove non c'è la preghiera mi sembra una follia. Mi sento come se l'America avesse perso la sua strada".
Come riportato dal "Wall Street Journal", un portavoce del Comune di New York ha ricordato che nelle commemorazioni degli anni precedenti non sono mai stati coinvolti i responsabili religiosi e che l'attenzione e la priorità degli organizzatori sono rivolte, in particolare, ai familiari delle vittime dell'attentato di Ground Zero.
Un membro del consiglio comunale, il pastore della New Life Outreach International, Fernando Cabrera, ha detto che "i leader religiosi sono stati uno dei pilastri che ci ha sostenuto. Sono stati e continuano a essere - ha proseguito - la spina dorsale emotiva e spirituale, e quando si ha una situazione in cui le persone stanno cercando un senso alla loro vita, dove qualcosa è più grande di loro, quando si ha una crisi di questo livello, ci si rivolge ai leader spirituali".
John Long, direttore della Federazione dei cappellani del Mid-Atlantic, ha raccontato di essere rimasto profondamente disorientato quando ha appreso che sarebbero stati esclusi i gruppi religiosi dal decimo anniversario. "Non si può avere - ha spiegato - un servizio commemorativo, senza la religione. In fondo, se non fosse stato per la misericordia di Dio, non si sarebbero potuti svolgere servizi commemorativi".
Di parere diverso invece il rabbino Joseph Potasnik, vice presidente esecutivo del consiglio dei rabbini di New York, il quale ha riferito al "Wall Street Journal" di trovarsi d'accordo con quanto deciso dalle autorità comunali "perché una delle difficoltà sarebbe stata quella di individuare quali gruppi religiosi di New York coinvolgere. Chi decide chi deve rappresentare una determinata fede? Tutti abbiamo diversi raggruppamenti. Ci sono considerazioni pratiche quando si progetta qualcosa, anche se si volesse includere tutti - ha proseguito il rabbino - sarebbe impossibile far sì che siano presenti quelli che dovrebbero esserlo. Sono davvero molto dispiaciuto".
Long si è detto contrariato delle dichiarazioni del rabbino Potasnik e ha dichiarato di "non accettare assolutamente questa argomentazione. Per la Giornata nazionale di preghiera - ha spiegato Long - saranno coinvolti diversi gruppi religiosi. Qual è la differenza tra la Giornata nazionale di preghiera e il memoriale del decimo anniversario di Ground Zero?".

(©L'Osservatore Romano 28 agosto 2011)
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# rosalina 2011-08-28 13:42
Un articolo scritto con la più chiara visione geopolitica, complimenti Direttore.
La storia (historia magistra vitae est, diceva la mia professoressa del ginnasio) conferma in pieno la sua ipotesi riguardo ad una possibile volontà di cacciare i russi dalla base navale siriana, da parte degli statunitensi. Lo storico russo ebreo E. V. Tarle scrisse in suo libro che nell'Ottocento tutti gli sforzi dell'impero britannico - che Tarle chiama "la balena" per via della sua potenza sul mare - si orientarono a fare sì che l'impero zarista - che Tarle chiama "l'elefante" per via della sua potenza sulla terraferma - non arrivasse a conquistare lembi di terra che si affacciassero sui mari "caldi", cioè il Golfo Persico. E il gioco riuscì perché quando i russi invasero la Persia da nord, gli inglesi la invasero da sud; cosicché la Persia fu divisa a metà tra i due imperi, il che frustrò le aspettative della Russia di arrivare al Golfo Persico e la indusse pochi anni dopo alla disastrosa guerra contro il Giappone, il cui esito destabilizzò irrimediabilmen te il potere dello zar Nicola II.
Tornando ad oggi, la posizione delle forze navali russe è comunque precaria nel Mediterraneo in quanto (come è sempre stato anche in passato) le navi da guerra russe per uscire dal Mar Nero devono passare attraverso i Dardanelli che sono della Turchia. Quindi penso che bisognerebbe seguire con molta attenzione quello che succede ad Ankara, in particolare la lotta per il controllo delle forze armate in corso tra Erdogan ed i generali cripto giudei.
Per quanto riguarda la Siria, credo che la fine di Assad faccia piacere al governo di Tel Aviv. I rapporti sono tutt'altro che cordiali tra i due Paesi, basta pensare che la Siria continua a chiedere la restituzione delle alture del Golan, occupate da Israele nella guerra del 1973, e Israele continua a fare orecchie da mercante. Infatti i confini lungo la frontiera che passa per il Golan sono rivendicati da entrambi gli Stati.
C'è una volontà luciferina in questa sete di guerra che si porta via tutte queste vite umane, ma alla fine sarà fatta la Volontà di Dio non quella dei suoi nemici. Così sia.
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# FRANCESCO da Avellino 2011-08-28 18:11
Il satanico promotore del dittatoriale Nuovo Ordine Mondiale è il gruppo Biderberg. Questo è un subdolo nemico difficile da sconfiggere in quanto composto da criminali del calibro di Kissinger, Rockefeller, Rothschild oltre che da politici, imprenditori, finanzieri, banchieri, militari, opinionisti, giornalisti, propietari di TV, radio e giornali, insomma personaggi potenti e influenti di tutte le nazionalità. Al gruppo principale vanno poi sommati svariati altri gruppi sotto forma di associazioni, fondazioni e commissioni internazionali che perseguono gli stessi obbiettivi e ne facilitano il raggiungimento. Non penso di esagerare, affermando: BATTI IL NEMICO CON LA SUA FORZA! Questo significa che questa è gente spregiudicata e criminale che per raggiungere i propri obbiettivi ha programmato e attuato false rivoluzioni, colpi di Stato, guerre con milioni di morti ed estesa distruzione, omicidi mirati di personaggi scomodi che intralciavano i loro piani, crisi economiche e sociali al fine di creare il caos e fiaccare le persone, totale disinformazione grazie al possesso o all'influenza dei mezzi d'informazione. INSOMMA MI CHIEDO SE QUESTA FECCIA DELL'UMANITA', CHE HA CAUSATO E CONTINUA A CAUSARE MILIONI DI MORTI, NON MERITI LA STESSA FINE! L'umanità intera rischierà la catastrofe, se i pochi rimasti come Putin, non decidono di fare un passo 'illecito' per fermare i progetti di questi satanisti. La futura Russia, se tornerà ad essere quella di Putin ci sono altissime probabilità che il processo venga fermato, se mentre continuerà ad essere la Russia dell'ebreo Medvedev... allora saranno guai per tutti noi. A dimostazione di ciò basta vedere il comportamento dell'attuale Russia, per quanto riguardo il medesimo massacro attuato dalla NATO (piena zeppa di membri del Bilderberg) in Libia: è stata una sconfitta voluta da Medvedev per arrecare danni morali ed economici e strategici per la "sua" nazione.
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# EMERICH 2011-08-28 20:00
Ben risentito Francesco!
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# Catone 2011-08-29 12:49
Questo però ti fa capire che Putin non ha la forza di imporre un suo regime.
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# equilibrio 2011-08-29 11:41
Egregio Direttore, la primavera araba è spontenea e indipendente. E' iniziata da diversi mesi. Lei credo che dovrebbe fare qualche chiaccherata con i libici prima di definire Gheddafi eroe insieme alla sua banda di delinquenti. Certo che l'intromissione francese e della NATO sono brutti segni, nessuno le voleva, ma i corpi nudi possono poco contro l'artiglieria pesante. E' anche vero che tutti siamo consci del fatto che non hanno aiutato i libici per buonismo ma per puro interesse. Ma Le assicuro che i popoli arabi stanno versando sangue su sangue e sacrifici su sacrifici per uscire da 50 anni di tirannie.
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# raff 2011-08-29 17:23
Ecco qua! Un altro intervento di quelle "animelle democratiche" della "sinistra", che per non sprofondare nel pozzo senza fondo della loro vergogna per aver sostenuto una sporca guerra dell'Occidente contro un popolo libero e SOVRANO (contrariamente a loro), tentano di accreditare l'immagine di una "primavera araba", dove è vero che c'è stata "l'intromissione francese e della NATO", ma che loro "i ribelli", poverini, non volevano affatto!!!
Sono 42 anni che, con Gheddafi, il popolo libico ha conquistato la sua dignità, la sua libertà dal giogo coloniale e soprattutto il controllo sovrano sulle sue risorse, sono 42 anni che USA e NATO tentano, con ogni mezzo, embargo, bombe e calunnie mediatiche, di soggiogarlo di nuovo e di riprendersi con la violenza queste risorse.
Con questo intervento le tradizionali potenze coloniali, Francia, Inghilterra e per ultima la solita potenza "stracciona", l'Italia, sono andate oltre si sono aggregate al carro imperiale degli USA, nella sua folle corsa verso la III Guerra Mondiale.
Intanto la "road map" di guerra degli USA prosegue con la tappa siriana, con la costituzione, in queste ore di un altro CNT comitato nazionale di transizione, da Assad a.?

“Predatori del mondo, ora che, tutto devastando, hanno esaurito le terre, frugano il mare: avidi se il nemico è ricco, bramosi di dominio se è povero, non l'Oriente non l'Occidente è bastato a saziarli: ricchezza e povertà in loro soltanto destano la medesima sfrenata brama. Rubare, trucidare, rapinare con falso nome lo chiamano impero, e dove fanno il deserto lo chiamano pace”.
Publio Cornelio Tacito (57 dopo Cristo-120 dopo Cristo).
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# amsicora 2011-08-30 14:36
In realtà in questi 42 anni l'Italia ha sempre aiutato Gheddafi, informandolo dei piani americani, francesi e inglesi di abbatterlo (organizzazione di golpe, fomentazione di disordini, bombardamenti, attacchi aerei...).
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# raff 2011-08-30 23:57
Citazione amsicora:
In realtà in questi 42 anni l'Italia ha sempre aiutato Gheddafi, informandolo dei piani americani, francesi e inglesi di abbatterlo (organizzazione di golpe, fomentazione di disordini, bombardamenti, attacchi aerei...)


Infatti, l'adesione all'impresa coloniale degli anglo francesi e degli americani ha significato un rovesciamento di fronte della tradizionale politica mediterranea dell'Italia, a dimostrazione della totale sudditanza alle direttive USA dei politici attuali di tutti gli schieramenti, guidati e diretti da quel gran difensore della Costituzione che è il venerabile presidente Napolitano.
Craxi almeno aveva dimostrato a Sigonella, che quando c'è di mezzo la sovranità nazionale, si può dire di no anche a un presidente americano. I cialtroni che ora ci governano sono solo capaci di renderci sempre più schiavi e sottomessi, anche al vicino di casa francese.
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# amsicora 2011-08-31 14:23
Perfetto.
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# Pietro G 2011-08-29 12:04
A proposito di sovversioni e massacri, lo sapevate che i reparti speciali (antiterrorismo ) della Polizia norvegese avevano effettuato una esercitazione antiterrorismo nella medesima isola Utoya e nello stesso giorno in cui è avvenuto il massacro? L'esercitazione sembra sia terminata alle 15, venti minuti prima dell'esplosione della bomba nel centro di Oslo e qualche ora prima del massacro che Breivik (che ha chiamato più volte la Polizia dal cellulare), vestito da poliziotto, ha compiuto nella medesima isola.
Che coincidenza???!!! (Fonte kopp-verlag per la traduzione, originale http://www.aftenposten.no/nyheter/iriks/article4208952.ece)
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# Edmund Kiss 2011-08-29 12:56
Io, al di fuori di tutti questi massimi sistemi di cui si parla, sarei già contento nel sapere di perchè di tutto questo calderone creato dai media sul "tornado" Irene... forse per canccellare altre notizie più scottanti, forse per dirottare la gente dalla continua sparizione dei soldi e del denaro contante che stanno andando in questi giorni chi sa dove... sta di fatto che tutto qesto polverone sulle prevusuoni catastrofiche del tempo in USA si è risolto in una bufala alla Obama...!
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# BULEGH 2011-08-29 13:50
Impressionante!
Ma, con tutto il dovuto rispetto, per l'ennesima volta, bisognerebbe chiedersi (e tentare di capire) chi mai sia stato e tutt'ora sia l'ideatore, il progettista, il promotore, l'auspicatore, etc. delle innumerevoli odierne cialtronate, per non parlare degli deliberati e programmati assassini e oscenità varie di questa cosiddetta odierna epoca... che si suol pronunciare quale "modernità" ma che poi si materializza (e si pronuncia) quale devastante "VOLGARITA'"...
... insomma a chi o a che cosa il merito e l'elogio di tutto ciò?
A "qualcuno" l'ardua sentenza ...
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# gigiranalli 2011-08-29 16:08
Grazie Direttore per questo grande articolo!
A proposito delle "primavere" arabe montate dai mass media, sono ormai così incredulo riguardo a quanto sbandierano giornali e telegiornali che non saprei neanche più se credere che davvero gli invasori della Libia stiano spodestando Gheddafi o meno...
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# milvus 2011-08-29 16:57
Credo, ho l'impressione, che le descrizioni offerte da giornali, TV, e quant'altro rispondano allo stesso schema della presa dei pozzi petroliferi in Iraq. Si crea un gruppo eterogeneo di rivoltosi e ribelli ed un altro di fedeli al capo, in questo caso Ghedaffi, come uno scontro fra tribù, a questi gli si promette una fetta nel territorio libico del bottino e nessuno parla dei danni che arrecano i bombardamenti alle infrastrutture, non ha importanza chi possa soffrire le conseguenze delle distruzioni, sono persone che non meritano di vivere. Per dare l'impressione che vi sia un ordine apparente, come se prima non fosse mai esistito, si pagano i rivoltosi una quota perchè circondino le raffinerie ed i pozzi, il denaro calma gli animi delle bwatie inferocite, poi agli altri verranno pagate le spese di occupazione militare, nel mentre gli azionisti delle multinazionali che avranno il privilegio della "ricostruzione" del Paese, si portano via il denaro. L'importante è il denaro, poi le ragioni o le leggi che giustifichino l'occupazione,sem pre comunque lunga. Ci vuole molto tempo per le democrazie in certi luoghi, sono persone che non si abituano facilmente a certe forme, forse decenni, forse tanti anni quanto petrolio c'è in Libia, chissà, chi può dirlo o saperlo. Purtroppo i poveri saranno sempre più poveri, l'Europa dell'Est più povera di ciò che era prima dell'occupazione, il grande cambio. Noi non sapremo mai nulla di quella gente, ci verrà detto che la Siria è "amica di Israele" perchè ha ucciso qualche palestinese alla frontiera, per motivi di scarsa o nulla importanza, fuorchè il trionfo del neoliberalismo economico, uomo merce o braccia. I motivi degli "innominati" nel panorama moldiale, non hanno mai importanza, è il denaro ed il suo potere che regola l'economia, infatti presto sapremo tutto perchè premieranno il film che ci parlerà di Ghedaffi e della sua Libia, oppure a Natale si potranno acquistare i videogiochi sul tema.
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# Nova 2011-08-29 17:03
I volti dei componenti le nuove giunte militari di Tunisia ed Egitto rimangono avvolti nel mistero ma nel frattempo i tribunali egiziani comminano regolarmente pene capitali. Le stessi forze imperiali che hanno attuato le rivoluzioni colorate in Russia, Jugoslavia (gang malavitose UCK in Kosovo e AlQaeda in Bosnia), Ucraina, Georgia, ecc., hanno organizzato le dimostrazioni in Tunisia ed Egitto per far sloggiare i due ottuagenari amici di Ghedaffi istituendo il modello di soluzione e per accerchiare la Libia verso cui convogliare indisturbate armi e mercenari che ormai possiamo chiamare terroristi di AlQaeda (affiliazione CIA) spesso non libici.

Gli agitatori che in buona fede si sono distinti nelle dimostrazioni 'democratiche' di piazza d'Egitto e Tunisia sono molto verosimilmente stati neutralizzati o fatti espatriare affinchè non disturbassero mentre la ricca ed eroica nazione libica veniva stuprata.
Questa ciurma assoldata dall'Impero sta sacrilegamente spulciando le foto private dei Ghedaffi e devastando le loro dimore sotto i riflettori del gongolante conglomerato mediatico occidentale. Questa ciurma fra non molto potrà entrare armata anche nelle nostre case nella nostra patria.
Assieme alla legalità internazionale, ai nostri diritti (ad un'informazione veritiera ad esempio) e all'etica delle genti è stato gettato nel bidone della spazzatura anche ogni parvenza di 'ius belli'. Per intimorirci.
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# amsicora 2011-08-30 14:38
Il quadro è perfetto.
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# Gallarateuberalles 2011-08-29 21:25
Da Mattinonline.ch
Eccovi l’Unione europea (dei nazisti ro$$i)!
29/08/2011
Molti commiϟϟari, poca Democrazia e Libertà! BERLINO - E’ stato (e lo è ancora) un intellettuale di riferimento per gli ex-68ini tedeschi, ma oggi ha scritto un libro che lascia poco spazio ad interpretazioni ideologizzate o partigiane: stiamo parlando ddell’82enne letterato germanico Hans Magnus Enzensberger, che in 9 capitoli ha fatto letteralmente a pezzi quel “Mostro giuridico e istituzionale" chiamato Unione europea.

La sua analisi muove da alcuni aspetti che, all’apparenza, potrebbero esser considerati “positivi” a proposito della UE, quale ad esempio il fatto che “per decenni il Vecchio continente ha vissuto in pace, senza conflitti armati che invece hanno caratterizzato l’800 e la prima metà del ‘900. Un'intera epoca senza guerra: anomalia della quale il Continente può andare senz’altro fiero". Una domanda sorge spontanea però: ma era proprio necessario creare questa “benedetta” Unione per poter ragionare in pace in Europa senza spararsi addosso? Se ‘l fudess inscì, bagaj, a semm propi cunscià mal!

Sulle sovvenzioni per finanziare “di tutto e di più”, dalle visite al Parlamento europeo di Bruxelles (200 euro in contanti, più 1 buono pasto di 35 euro ad ogni cittadino comunitario in visita al Parlamento con lo scopo di fargli conoscere le istituzioni che dovrebbero rappresentarlo! ), alle manifestazioni di qual si voglia natura (feste, incontri pubblici e manifestazioni varie), purché espongano almeno una bandiera a dodici stelle dell’Unione, alle sovvenzioni all’agricoltura che finiscono nelle tasche delle multinazionali e non ai piccoli imprenditori agricoli che ne hanno bisogno, ai fondi per il risanamento delle economie scassate dei vari stati in fallimento (Grecia docet!), si comincia a scatenare la netta condanna dell’autore tedesco.

Secondo la Corte dei Conti federale tedesca, il 36% dei progetti sovvenzionati della Comunità Europea non segue strade “corrette", e finisce nelle tasche dei grandi capitalisti internazionali. E come mai? Pochi controlli, tanta burocrazia e nessuna trasparenza. E se qualche Paese si lamenta di questa situazione? Beh, poco male, si crea una bella Direttiva (sovietica!) con la quale lo si mette a cuccia e tutto fila liscio come prima!

Gli euroburocrati continuano a lamentarsi di non esser ascoltati dai propri sudditi (o forse sarebbe meglio dire “schiavi!”), ma il "Mostro" della Commissione UE paga milioni di euro per imporre la propria inconfondibile "Voce del padrone": 5 milioni di euro l'anno per l'emittente Euronews, una sorta di cinegiornale dell’Istituto di propaganda del Terzo Reich Hitleriano. Poi ci sono 10 milioni per il canale del Parlamento europeo, con uno share infinitamente basso (la gente ha problemi ben più concreti che star lì ad ascoltare le balle degli euronazisti!).

I gerarchi di Bruxelles paiono soffrire d’una forte "amnesia storica", come testimoniano gli appellativi dati a quelli che dovrebbero esser i “ministri” dell’UE: si chiamano “Commissari del Popolo” (uella!) come nella Russia sovietica del periodo post-rivoluzionario (dal 1917 al ‘46) e nella Repubblica di Weimar e nel 3° Reich germanico (dal 1871 al 1945), laddove i Reichskommisare n furono quelle figure con poteri straordinari (sopra a qualsiasi organo elettivo!), che durante l’occupazione dell'URSS (dal 1941 al ’44) imposero la volontà del Führer nei Commissariati del Reich a Oriente.

Lo slogan principale del Mostro continentale è "It's the Economy, stupid!". “L'intera integrazione europea” scrive Enzensberger “è stata portata avanti senza alcun rispetto per le diversità economiche, territoriali, etniche e religiose dei suoi membri: una cecità storica assoluta a cui nessun discorso ufficiale può porre rimedio!”.

Non c'è Trattato di Maastricht, Patto di stabilità o Fondo Monetario Internazionale che tenga: il mostro ha in pancia "contraddizioni immanenti. Per comprenderle bastano gli strumenti della Teoria dei sistemi, i quali dicono che per ridurre le complessità d'una comunità come la UE, che a sua volta produce nuove complessità, bisognerà sopportare nuovi costi che faranno saltare il sistema dai cardini. Detto un po' fuori dai denti, ma così almeno è chiaro!".

Un’analisi semplice, chiara, trasparente, che la gente reale ha già capito, ma che i potentati economici e finanziaria che reggono il “Titanic Europa” non hanno ancora capito! I popoli possono esser tenuti in cattività per un po’ di tempo, ma non per sempre.

Il mostro europeo ricorda un po’ il gigante Golia della mitologia classica: fu sufficiente che il giovane Davide mirasse alla testa con una pietra scagliata da una fionda per spaccargliela e farlo stramazzare al suolo, tagliandola poi con la spada del mostro!

Cara UE, questa sarà la tua fine: STRAMAZZATA AL SUOLO DA UNA SASSATA E CON LA TESTA DECAPITATA CON LA SPADA CHE ORA BRANDISCI CONTRO I POPOLI D’EUROPA!
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# raff 2011-08-29 22:34
Noi italiani abbiamo spesso la memoria corta. Aiutiamola rileggendo quello che scriveva tre anni fa il Corriere della sera.
Corriere della Sera del 30/8/2008

"SCAMBIO DI DONI - Piccolo fuori programma di colore familiare tra Berlusconi e Gheddafi durante il colloquio, che si è svolto sotto la tenda del colonnello. A riprova del clima di cordialità tra i due, il Cavaliere ha mostrato a Gheddafi (in tunica bianca e turbante color nocciola) le foto dei suoi nipotini pubblicate di recente da alcune riviste italiane. Una, in particolare, ritrae la moglie Veronica Lario mentre culla in braccio il piccolo Alessandro, l'ultimo arrivato in famiglia, figlio di Barbara Berlusconi. Alcuni dei nipotini del leader della Jamahiriya, invece, Berlusconi li ha potuti conoscere personalmente: erano accanto al nonno rais prima che i due leader entrassero nel vivo dei colloqui. Il premier ha recato in dono al leader libico un leone d'argento, con la testa apribile: all'interno un calamaio con due penne per firmare il trattato. Gheddafi ha invece donato al Cavaliere un abito di lino, con camicia assortita.

IL DISCORSO - Berlusconi ha prima di tutto rivolto un «ringraziamento affettuoso e cordiale al vostro leader che ha voluto fortissimamente arrivare a firmare questo accordo. Accordo che giunge dopo quei momenti tragici e drammatici dell`occupazion e italiana del vostro Paese». Berlusconi ha poi ribadito le scuse per il periodo coloniale. «A nome del popolo italiano, come capo del governo, mi sento in dovere - ha affermato - di porgere le scuse e manifestare il nostro dolore per quello che è accaduto tanti anni fa e che ha segnato molte delle vostre famiglie». In conclusione, uno slancio d'affetto: «Lascio a voi in questa giornata il mio cuore, felice, veramente felice di essere riuscito a mettere da parte tutto ciò che non era amore. Sono felice di guardare verso il futuro con quei sentimenti che soli portano la felicità e il benessere all'uomo, che sono l'amicizia, la fratellanza e l'amore»."

http://www.corriere.it/esteri/08_agosto_30/berlusconi_libia_gheddafi_bengasi_478ee3f4-767e-11dd-9747-00144f02aabc.shtml

Quanto entusiasmo, quanta umanità, sono commosso!
Con quanto calore ha centrato con un missile i nipotini del rais e i loro genitori!
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# raff 2011-08-29 22:43
Fra il CNT e Israele c'è un accordo, eccolo:
http://gilguysparks.files.wordpress.com/2011/08/accordo-cnt-e-israele_3_162241.jpg

Sarebbe utile una sua traduzione dall'ebraico o dall'arabo.
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# raff 2011-08-29 22:56
SIRIA: OPPOSIZIONI, CREATO UN CONSIGLIO TRANSIZIONE

Le opposizioni siriane, riunite ad Ankara, hanno annunciato la creazione di un Consiglio nazionale di transizione composto da 94 membri e presieduto da Burhan Ghalioun, intellettuale dissidente e docente di sociologia politica, che vive in Francia. A riferirlo è l'emittente Al Jazira.

repubblica.it
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# GiuFeder1425 2011-08-31 14:19
"Non si sfugge alla inquietante sensazione che un supergoverno mondiale, un segreto Kahal, conduca operazioni in cui anche la Casa Bianca, e persino Tel Aviv, non sono che riluttanti pedine".
Comincio a pensare che coloro che da tempo ritengono che Israele sia stato creato per essere, alla fine, "spendibile" come semplice detonatore, non siano così lontani dalla verità! Se fossi nei panni dei cittadini israeliani comincerei a preoccuparmi seriamente...
GF
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# ElRey 2011-09-05 16:04
Correzione - l'accordo per la base navale di Sebastopoli fu allungato fino al 2042 nel 2010 in camio di un accordo sul gas

http://en.rian.ru/world/20100427/158775967.html
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# archetto 2011-10-30 10:23
Non essendo una specialista di questioni politiche, non posso entrare in merito a tutto l'articolo che é completo e complesso, ma sicuramente ben informato, voglio solo precisare che Madre Agnese di cui si parla all'inizio, é libano palestinese, con la nazionalità francese. Certamente la sua voce é debole, ma parla di un terreno che conosce a fondo. Ha restaurato il monastero antichissimo di San Giacomo l'Interciso a nord di Damasco e ha fondato una comunià religiosa. Per saperne di più ecco il loro sito: http://maryakub.org/index.html.
Interessante é l'articolo in cui parla del nuovo patriarca maronita del Libano, monsignor Boutros Bechara Rai: http://maryakub.org/Articles_Notre_Mere_septembre.html
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